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28 luglio 2009

Il piano infernale del traffico delle sigarette


La cronaca di oggi, che vede la strenua lotta dell'Unione Europea contro la criminalità organizzata nei Balcani e il coinvolgimento di molti dei personaggi che costituivano i vertici politici della ex Jugoslavia, si unisce e si mescola alla storia recente degli anni '90 dei Balcani, ed in particolare del Montenegro. Protagonista indiscusso di tutti i traffici è il Premier Milo Djukanovic e la sua “scorta” di banchieri, investitori, diplomatici e malavitosi, nonché di tutti coloro che lo hanno aiutato a costruire il suo “regno” , e che ora, da un momento all'altro, possono cadere e lasciare solo fumo, come la memoria di una politica basata sulla criminalità.

L'ex consigliere di Milo Djukanovic, Ratko Knezevic, ha deciso di parlare dopo tanti anni di silenzio, riaprendo la vecchia ferita relativa a coinvolgimenti politici, traffici e assassini, come quello del giornalista croato del Nacional , Ivo Pukanic. Knezevic ritiene che il giornalista che ha scoperto la truffa del traffico di sigarette è stato ucciso dalla più grande “organizzazione mafiosa nei Balcani del XX secolo”, ed ora la sua stessa vita è messa in pericolo da quel cosiddetto “piano infernale”. Ex giornalista per i media croati, sloveni e serbi, per cui lavorava come reporter, Knezevic è poi entrato nella carriera del “business”. Era un grande amico di Djukanovic e, spendendo il suo nome, ha condotto negli anni '90 la missione commerciale montenegrina in America. Dopo che la storia di Djukanovic è finita sul giornale croato Nacional, sono stati pubblicati anche un paio di articoli sul traffico delle sigarette. Molti hanno creduto che dietro quella pubblicazione vi fosse Knezevic, anche in virtù della stretta amicizia che aveva con il giornalista croato Ivo Pukanic. Blagoje Baja Sekulic, stretto amico di Stanko Subotic Cane, ha confermato nella sua ultima intervista che Knezevic, tramite lui, ha chiesto a Subotic 1.6 milioni di euro per fermare gli articoli del Nacional. Un paio di giorni dopo questa intervista Sekulic è stato ucciso.

Documenti contraffati di Orazio Porro ,
nato il 14 Aprile 1956 a Bari,
divenuto Ferdinando Pugliese.
Membro della rete del traffico di sigarette Bar-Bari
.
Source: dossier del Direzione investigativa anti-mafia di Bari

Nella sua intervista lasciata al quotidiano montenegrino Vjesti, Knezevic conferma che durante questi anni ha subito molte minacce da parte degli “amici” di Djukanovic, tra cui anche Stanko Subotic Cane. “Dopo le tantissime minacce di Subotic, mi sono rivolto a Djukanovic scrivendogli una lettera nel 2001, in cui ho spiegato che sono stato minacciato. La lettera è stata inviata e firmata anche dal mio avvocato americano, per poi essere consegnata a Djukanovic durante la sua visita negli Stati Uniti, presso l'hotel Four Seasons di Washington. La copia è stata inoltrata anche all'FBI, e ai servizi di sicurezza dei Paesi in cui io ho la cittadinanza (Gran Bretagna e Croazia). La lettera è stata data anche all'ambasciatore americano William Montgomery durante la sua missione in Serbia-Montenegro. Allo stesso modo, è stata spedita anche ai responsabili ufficiali dei servizi di sicurezza italiani - dichiara Knezevic continuando - i nostri giornali hanno pubblicato le trascrizioni della telefonata avvenuta tra Dusanka Jeknic e Dusko Marovic, il capo dei servizi segreti del Montenegro, e Aco Djukanovic, Zoran Jovanovic, che era la scorta di Djukanovic, e lo stesso Milo Djukanovic. In quella telefonata conferma che sono stato seguito e che “gli amici di suo fratello si occupano di me” ", afferma Knezevic. Per proteggersi da queste minacce, afferma di aver chiesto aiuto personalmente, all'ambasciatore William Montgomery, con cui dice di avere delle buone relazioni. È stato anche suo ospite all'interno della prima nave portaerei americana “Dwight Eisenhower”, in occasione del suo attracco nel 2000 a Dubrovnik, come unico cittadino del Montenegro. In questa occasione Montgomery dice: "Vorrei Volontariamente chiamare anche i tuoi amici del Montengro, ma non posso per motivi del passato. Così tu rappresenti il Montenegro", come affermato da Knezevic, volendo così dimostrare i suoi buoni legami con la diplomazia internazionale, e soprattutto con quella americana. Ora, come dichiara Knezevic, sia lui sia Montgomery (casualmente) lavorano per la stessa azienda croata come consulenti, senza però dire di che azienda si tratti.

Frammenti delle agendine telefoniche sequestrate dalla Procura di Bari





Knezevic ribadisce più di una volta che, se il Nacional di Pukanic non avesse scoperto la "mafia delle sigarette" , i destini di Serbia, Montenegro e Croazia sarebbero stati manovrati tutt'oggi. La vita di Pukanic è una “cronaca della morte annunciata” , come afferma Knezevic, perchè poteva chiudere tutte le strade aperte dei traffici nei Balcani. Come ha fatto Subotic nella sua recente intervista per i giornali croati, anche lui conferma il coinvolgimento dei poteri politici nella criminalità organizzata. Subotic aveva detto che, allora, diede 10 milioni di euro per il Partito Democratico in Serbia (SD), tentando anche di portare al Governo della Macedonia il suo consigliere Srdan Kerim, che è stato poi ostacolato da Gruevski. La ragnatela che ha costruito in questi anni nei Balcani - tra criminali, politici, media, Comunità Internazionale e vari personaggi che circolavano in queste zone - ora sta entrando nell'ombra della lotte contra la criminalità organizzata della UE, per lasciare una possibilità per la liberalizzazione dei visti per Montenegro, Serbia e Macedonia . Tuttavia, l'Europa e la Comunità Internazionale non lasceranno la possibilità di aprire il libero mercato per la merce “illegale” trafficata . Proprio per questo, le rivelazioni di Knezevic dimostrano che è giunto il momento che "i topi abbandonino la nave che sta sprofondando". Lo stesso Knezevic, accusato da molti di loro per traffico di armi anche nel periodo dell'embargo dell'ONU nel corso della sua collaborazione con il generale croato Hrvoje Petrac, nega tutto e conferma che non ha subito nessun processo.

Mentre si dice completamente estraneo da tutti quegli altri attori del palcoscenico del traffico delle sigarette, sostiene che vi siano altre persone che avrebbero dovuto essere arrestate e portate dinanzi al Tribunale dell'Aja o di Bari. Al contrario, Djukanovic è riuscito ad ottenere la sospensione dell'accusa dopo l'archiviazione del caso godendo della immunità parlamentare. Il Premier ha, infatti, avuto la brillante idea di far dimettere da Premier Zeljko Sturanovic per prendere il suo posto, mantenendo così la sua immunità diplomatica. Dopo sono partite due operazioni, una in Italia (la primavera) e una in Serbia (la rete), per fermare il traffico delle sigarette sul territorio di Balcani, e poter dire che la criminalità in questa regione sta giungendo alla fine. Un esempio è anche l`ultima cattura di Stanko Subotic Cane a Mosca, rilasciato subito dopo. Secondo Knezevic, ciò è accaduto grazie a Oleg Deripaska e Zoran Becirevic, "gli amici di Djukanovic", per ottenere poi in Montenegro alcuni favori per il rilascio di licenze e privatizzazioni. E' cosa nota che Subotic ha ricevuto, nell'hotel Ritz Carlton, la visita del suo amico Djukanovic. “Non deve sorprendere che, con i primi segnali di crisi, saranno messi in discussione gli interessi di qualcuno, usciranno le immagini delle feste di Cane con gli effetti speciali inscenati in quell'albergo”, dichiara Knezevic.

Per quanto riguarda Zoran Becirevic, negli ultimi decenni ha avuto una grandissima carriera in Russia, come spiega Knezevic. Nato a Kolasin, in Montenegro, amico stretto di Djukanovic e consigliere in Russia di Milan Rocen, prima era un rappresentante delle aziende montenegrine a Mosca. Stanko Subotic Cane era uno dei suoi clienti, con due aziende, una nel Liechtenstein (CODEX Ltd.) e l'altra a Cipro (Dulwich), e tra il 1999 e 2000 ha trasferito oltre un 1.1 miliardi di euro. Sembrerebbe che quegli effetti speciali avranno un forte impatto, ma solo per ciò che piacerà alla politica internazionale, che non permetterà mai la fuoriuscita di certi scandali. Infatti, nel corso di un incontro tra Djukanovic e Robert Gelbard (inviato speciale nei Balcani dell'Amministrazione Clinton) e Endy Berr (consigliere di Clinton per l'antiterrorismo) e lo stesso Knezevic, avvenuto nel 1999, ossia subito dopo la crisi in Kosovo, il diplomatico americano conferma a Djukanovic: "Signor Presidente, ora avete i vostri abiti, soldi liquidi nei conti correnti e so che avete comprato un nuovo aereo. Ora è giunto il tempo che con il nostro aiuto serva a creare uno Stato democratico, una vetrina delle nostre idee su come devono essere ripianificati i Balcani in un domani. Sappiamo anche che, tramite il vostro calciatore Predrag Mijatovic, avete ottenuto un appuntamento con il proprietario di una Banca a Ginevra, un certo signor Bruce Rapaport, per questo sabato. Sappiamo cosa vi offrirà questo signore, che si trova sulla nostra lista nera per riciclaggio di denaro. Non vi consiglio di andare all'appuntamento, questo non è il posto giusto e nemmeno un giusto contatto per voi…sapete dove è andato sabato? Era a Ginevra con il bancario con il quale è nata l'idea di creare in Montenegro una off -shore, che ha messo in crisi tutte le donazioni che l'America aveva dato al Montenegro”, conferma Knezevic riportando il dialogo di quel colloquio con l'inviato americano.

Sono questi i nuovi dettagli della storia del traffico di sigarette e delle vecchie barriere, che sono sempre mancati per riuscire a mettere le mani sui 'pezzi grossi' , mentre sono in corso le grandi azioni della polizia per prendere solo “i piccoli” attori di una rete organizzata. Come rilevato dal direttore della polizia montenegrina Veselin Veljovic, ci si chiede come mai Stanko Subotic Cane, ricercato dalla Interpol, è stato visto un paio di volte nella città di Pljevlja, mentre villeggiava nell'isola di Sveti Stefan e tranquillamente camminava con il sindaco della città e Zvezdan Terzic, ex Presidente della Nazionale di calcio della Serbia inquisito per truffe. Alla fine, la storia del “traffico” montenegrino è finita, come dimostrato anche il fatto che la mafia italo-polacca ha preso già il controllo dei traffici di sigarette della mafia balcanica. Due boss della Camorra si sono trasferiti in Polonia, e le sigarette dell'Ucraina e di altri paesi dell'Est vengono spedite in Europa con camion polacchi. Il boss di una piccola banda italo- polacca , che negli ultimi tre anni ha controllato 53 traffici e ha guadagnato 1,8 milioni di euro, era una donna di 45 anni. Il mercato si è già trasferito in Polonia, Ucraina e Romania, e nella scatola vuota delle sigarette montenegrine ora c'è posto solo per le accuse di tutti coloro che hanno partecipato in questi anni alla creazione di quella rete. Forse anche per questo Knezevic ha deciso di parlare proprio ora, uno dei più controversi personaggi della vita pubblica in Montenegro.