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12 gennaio 2010

Nessun terrorismo nei Balcani

New York - L'FBI ha arrestato ieri a New York un cittadino bosniaco, Adis Medenjanin, accusato di aver progettato un attentato terrorista e di aver partecipato ad un campo di addestramento di Al Qaida. Dinanzi al giudice, Medenjanin si dichiara non colpevole, smentendo le accuse che lo vedono parte di un complotto insieme al conducente di autobus Najibullah Zazi (già incriminato in settembre) e ad una terza persona, Zarein Ahmedzay, incriminato ieri, di essersi recati in Pakistan per essere addestrati da Al Qaida a fabbricare ordigni esplosivi. Intanto, proprio in questi giorni, i media di Belgrado pubblicano la notizia che il leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, ha inutilmente tentato di comprare armi presso l'Esercito popolare jugoslavo a Belgrado nel 1986 per combattere i sovietici in Afghanistan.
Non c'è dubbio, dunque, che dopo il fallimento di un fantomatico attentato terroristico in America, si riapre il capitolo "Al Qaeda" che sembrava da tempo archiviato. Le intelligence americane cominciano a diramare i primi bollettini sulla minaccia terroristica contro l'occidente, tracciano la mappa delle cellule diffuse in tutto il mondo. Ricompare anche la pista "balcanica", tra Croazia, Bosnia Erzegovina e Albania, come parte della cosiddetta rete del terrore.

A criticare la tesi del 'risveglio' delle cellule di Al Qaeda nei Balcani è Michele Altamura, giornalista di Rinascita Balcanica e fondatore della Etleboro ONG, secondo il quale il coinvolgimento dei Balcani in una cornice di terrorismo internazionale è un ulteriore tentativo di manipolazione volto a creare caos e diffidenza nei confronti di questi Paesi. "Di colpo è ripresa una strategia internazionale sul filone del terrorismo - afferma Altamura - è possibile che in Croazia o in Bosnia ci sia stato qualche componente, ma da qui a parlare di cellule e di kamikaze mi sembra esagerato. Mi meraviglio che alcuni giornalisti si prestino a questo, continuando a copiare e incollare le informazioni e i dispacci delle agenzia americane. Da sempre questi analisti USA lanciano questo tipo di avvertimenti e di falsi allarmi, creando poi un clima di dubbio e diffidenza verso questi Paesi - osserva Altamura. Se vi è stato del terrorismo in Bosnia o Croazia è perchè le stesse forze occidentali hanno lasciato che mercenari mujaheedin entrassero nei Balcani. Per quanto riguarda il caso dell'Albania, dubito che essa abbia mai potuto appoggiare simili organizzazioni, anche se hanno apparentemente sequestrato delle proprietà, sostenendo che erano dei Bin Laden. E' stata una vera e propria speculazione, tanto è vero che l'allora imputato Yasin Kadi ha vinto la sua causa contro le accuse di terrorismo", conclude.