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20 gennaio 2010

Osservatorio Italiano: nessuna verità sul contrabbando delle 'bionde'

Banjaluka - Probabilmente non uscirà mai la verità sul contrabbando del contrabbando delle sigarette tra l'Italia e i Balcani. Lo afferma Michele Altamura, giornalista di Rinascita Balcanica, annunciando la pubblicazione di un completo reportage sul traffico delle sigarette. "Abbiamo ricostruito i punti sulla costa pugliese e balcanica da dove partivano gli scafi del contrabbando di sigarette. Le traversate erano continue, ad ogni ora del giorno e della notte, sotto gli occhi di tutti, perchè lo Stato aveva deciso di tollerare questo traffico. Forse l'unico "a non saperlo" era Milo Djukanovic e il suo aspirante Governo che preparava l'indipendenza", afferma Altamura, anticipando alcuni passaggi del reportage sul contrabbando di sigarette.

Facendo un po' i conti in tasca ai contrabbandieri, l'Osservatorio Italiano spiega che ogni cassa veniva acquistata dalla Zetatrans per un milione di lire, poi bisogna aggiungere anche il pizzo alla pompa di benzina, circa 5 milioni di nafta a viaggio, che veniva rifornita dal fratello di Milo, Aco Djukanovic, che a sua volta la acquistava dagli albanesi, per non parlare poi del racket da versare alla Sacra Corona Unita e alla Camorra. Tutto questo avveniva davanti agli occhi degli osservatori internazionali. "Oggi purtroppo a pagare sono solo i contrabbandieri, mentre le menti coordinatrici di questo traffico sono liberi in Svizzera e da sempre muovono le loro pedine da lì. Chissà perchè allora mai nessuno ha fatto un'inchiesta in Italia sul perchè i politici pugliesi chiudevano gli occhi sulle bionde che arrivano in Puglia. I magistrati devono sapere che i conti non tornano e che di tutto il traffico il 10% è finito nelle tasche dei criminali e il 90% delle banche e dei 'signori'", conclude Altamura.