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01 marzo 2010

Il caso 'Di Girolamo' e le cartiere della Svizzera

"Sulla storia del Senatore di Girolamo si aggira una trama di un film bianco e nero. Per inorridire il pubblico vengono pubblicati stralci di intercettazioni, foto, speculazioni - afferma Michele Altamura in un'intervista per l'Osservatorio Italiano - E' chiaro che in questa storia c'è dell'altro, ma tutti agiscono come nessuno sapesse nulla su quanto avvenuto in questi anni. Il nostro sistema economico ha delle falle, ve ne sono altre e altre ancora, che permettono alle società e alle banche di produrre enormi quantità di denaro mediante schermi societari". Dopo aver pubblicato l'articolo-dossier "La mafia e il gossip", Michele Altamura spiega nella sua intervista come il caso di Di Girolamo diventa un cavallo di troia per il voto degli italiani all'estero, e così la protezione del Made in Italy nel mondo.

Signor Altamura, un mese fa lei ha dichiarato che le aziende italiane sono esposte ad operazioni di riciclaggio. Secondo lei, il caso del Senatore Di Girolamo è uno di questi casi?
Questo caso, secondo la mia esperienza, è già stato chiuso tecnicamente. E' un fatto ormai archiviato. Mentre resta il fatto che ci sono moltissime società italiane, comuni e regioni che hanno nei loro bilanci titoli e collaterali basati su operazioni fittizie. Il senatore Di Girolamo ha certamente delle colpe, come del resto tutti quelli che vanno nelle segreterie di partito a chiedere favori.

Nelle sue recenti dichiarazioni, ha accusato le 'lavatrici svizzere'. Che cosa intendeva dire?

Riflettendo sull'intero caso, mi è sembrato che sia stata data poca importanza al collegamento svizzero e al fatto che in ballo vi è il mercato delle telecomunicazioni su banda larga. Vi è una grande partita in gioco, con uno scontro tra titani per il controllo del web e dell'informazione. Stanno dunque cercando di confondere le idee delle persone, è una grande torta che si sono divisi in molti e con lo scandalo sono saltati i fusibili e i prestanome. I signori che vediamo alla televisione, comodi nei loro divani, fanno solo delle scenate.

Dunque perchè accusa la Svizzera?
Gran parte del denaro di natura illecita viene convogliata in Svizzera attraverso studi di avvocati, commercialisti e notai. Ognuno di Loro ha un ruolo ben preciso. Gli avvocati di solito sono i personaggi che hanno rapporti diretti con le banche, e il loro ruolo è quello di ricevere il mandato da un cliente che ha la necessità di trasferire materialmente denaro in contanti o attraverso bonifici bancari. Poi entrano in ballo gli studi di commercialisti, che svolgono la funzione di preparare, attraverso società anonime, contratti di comodo e relative fatturazioni. Una volta preparato il contratto, questo viene trasferito alla società Italiana che lo registra ufficialmente e regolarmente paga la fattura attraverso bonifico bancario presso una banca svizzera. La società che ricevere il bonifico è sempre di proprietà di quella italiana, che maschera così un trasferimento di fondi in Svizzera. A transazione conclusa, la società svizzera che ha incassato i fondi paga la consulenza allo studio commercialista per il 20% del valore del bonifico. Il ruolo del notaio, invece, è fondamentale perchè sotto la sua piena responsabilità ha il potere di dichiarare che i fondi per contanti sono di lecita provenienza e non di origine criminale.

Per cui al centro delle truffe finanziarie c'è sempre lo stesso problema?
Certo, senza dubbio. Dobbiamo ricordare per chi non lo sa, che l'evasione fiscale in Svizzera non è un reato penale, bensì un reato amministrativo, mentre invece per il resto dell'Europa, l'evasione fiscale è un reato penale. Questo è un altro grande vantaggio che viene concesso alla Svizzera da parte dalle potenze internazionali, primi tra tutti gli Stati Uniti d'America, e qui il discorso sarebbe molto lungo. Gli stati europei e mondiali fanno finta di attaccare la Svizzera, ma in effetti mai nessuno si azzarderà ad abbattere il sistema svizzero, perchè esso permette ai potenti del mondo di avere sempre a loro disposizione una nazione nel cuore dell'Europa che è fuori da regole e controlli. Circa il 90% dei fondi raccolti dalle banche svizzere, vengono poi investiti nel mercato primario, che è quello americano. Per contro, gli Stati Uniti hanno steso un patto con la Svizzera, rendendola immune da ogni conseguenza legata ai reati che quotidianamente compiono.

E cosa pensa allora del collegamento di stampo mafioso?
E' chiaro che poi, scoppia uno scandalo di oltre 2 miliardi di euro, e allora escono storie sui voti della 'Ndrangheta, le foto pubblicate ad orologeria, i politici corrotti. Ma se vogliamo far passare Capo Rizzuto o il clan dei calabresi per il centro del potere finanziario, allora sarebbe meglio che i nostri inquirenti vadano a fare panini. D'altronde, avete mai sentito qualche pentito che parla dei numeri dei conti correnti in cui sono nascosti i soldi, tutto dicono tranne i soldi. Purtroppo la galera costa, e anche la latitanza e gli avvocati. Per quanto riguarda le prove che hanno presentato, chiunque può capire che la foto non ha alcun valore e neanche quelle intercettazioni, la gente dice di tutto al telefono. Se volessimo tenere conto di tutte le conversazioni, diventeremmo tutti degli schiavi.

Dunque secondo lei la 'Ndrangheta non c'entra...
Sulla storia delle "mafie" ho una mia teoria, ossia che esistono due tipi di organizzazioni criminali, la Mafia e il Gossip. Ho spiegato dettagliatamente perchè i conti dei contrabbandieri non tornano. Facendo i calcoli del contrabbando di sigarette tra il Montenegro e la Puglia, in 5 anni i contrabbandieri di Ostuni al giorno d'oggi avrebbero dovuto essere una super potenza economica, mentre sono alla fame, mentre miliardi di lire sono come scoparsi. Il caso che abbiamo davanti non è diverso: un riciclaggio di 2 miliardi di euro è davvero molto vasto. Veramente credete che il Senatore Di Girolamo sia l'organizzatore? Se così fosse, allora possiamo dire che si è aperto uno squarcio nel mondo del capitalismo, ma non lo credo assolutamente. Se andate in Svizzera e portate 2 miliardi di euro, per l'euforia vi darebbero la cittadinanza o addirittura il Ministero dell'Economia. A questo punto il clan Arena di Capo Rizzuto puo ritenersi indipendente dall'Italia.

Perchè nella sua dichiarazione consiglia le dimissioni al Senatore Di Girolamo, e afferma "meglio essere capra che perseguitato" ?
Viste come si sono messe le cose, ho intuito subito che Di Girolamo sarebbe stato il capro espiatorio, che erano in atto dei giochi di potere, dando così modo di sdoganare determinati personaggi. E' chiaro che esiste un registra dietro questa struttura, attuando uno spaccamento all'interno del Partito delle Libertà per disegnare nuovi equilibri. Oggi sembra che nessuno conosca il Senatore Di Girolamo, anzi che sia addirittura un abusivo. E questa, secondo me, è la vergogna più grande, cioè quella di essere a conoscenza di questo sistema criminale e far finta di nulla. Lo hanno abbandonato tutti ma sappiate che quello che è successo a questo Senatore è solo la punta dell'iceberg. Le segreterie di partito sono piene di faccendieri, di massoni, di prostitute e di cocainomani. Meglio fare un 'mea culpa' che subire un processo mediatico, le trattative in quel caso si fanno solo con i magistrati che sono lo Stato.

Che cosa intende dire quando parla di giochi di potere?

Sulla storia del Senatore di Girolamo si aggira la solita trama di un film bianco e nero. Per inorridire il pubblico vengono pubblicati stralci di intercettazioni, foto, speculazioni. E' chiaro che in questa storia c'è dell'altro, ma tutti agiscono come nessuno sapesse nulla su quanto avvenuto in questi anni. Il nostro sistema economico ha delle falle, ve ne sono altre e altre ancora, che permettono alle società e alle banche di produrre enormi quantità di denaro mediante schermi societari. Bisogna allora riflettere sul fatto che, se le piccole organizzazioni possono riciclare così tanti soldi indisturbate, significa che determinati personaggi sono pedine senza controllo. Servono per portare a termine determinati traffici, agendo per anni senza alcun controllo e sfruttando le regole non scritte della prassi bancaria. Il punto è che, se nessuno se ne accorge, allora sì che abbiamo un problema.

Il caso di Di Girolamo indica secondo lei una crisi della politica degli "italiani all'estero" ?
Questa è questione molto particolare. Secondo il mio parere, mi spiace dirlo con tutta franchezza, i deputati all'estero devono esistere, visto che l'Italia deve essere parte dell'economia trasnazionale e non deve rimanere fuori. Ma dobbiamo essere chiari su questo punto, i deputati devono essere giovani e devono portare dei risultati, non fare comunicati, festicciole e giornate per la cultura italiana. Devono salvaguardare le imprese all'estero e non aspettare la finanziaria. E' anche vero che i deputati all'estero non funzionano se le stesse ambasciate hanno le porte chiuse. Oggi come oggi è meglio chiudere molti consolati in Europa e consolidare le posizioni nell'Est europeo, dove esiste un altro tipo di emigrazione che guarda al futuro. Gli italiani nel mondo devono decidere se sono italiani oppure no, senza però rimangiarsi tutto quando devono pagare, dicendo che in realtà sono americani o argentini.

Allora la Fondazione degli Italiani nel mondo ha fallito il suo progetto?
Credo che non sia mai iniziato, aldilà delle varie demagogie, della pubblicità elettorale e delle parole insignificanti. Non so veramente cosa questa fondazione abbia fatto. La difesa del Made in Italy la si fa sul campo. E' un progetto molto vasto, per il quale serve un vero sistema cybernetico, nonchè una grande conoscenza economica e politica dei territori, cosa che certamente non può fare un partito politico. Ma sopratutto occorre tanta, ma tanta, voglia di lavorare. Io che da anni mi batto per le imprese italiane all'estero non ho mai ricevuto un soldo da tutte queste congreghe, e non smetto mai di stupirmi del fatto che ci sono giornali che senza stampare un solo giornale prendono dei contributi. Vogliono difendere il Made in Italy? Allora vengano a lavorare da noi senza stipendio, vengano questi patrioti a vedere come a Spalato bruciano le bandiere italiane, vengano a vedere come i greci si impossessano delle parole italiane, vengano a vedere come le aziende italiane vengono derubate.
Se in Italia hanno creato le ronde contro i rumeni, i rumeni hanno fatto le ronde per gli italiani in Romania. Hanno per caso alzato un dito sul caso Dalmatinka dei Fratelli Ladini a Spalato? Questo è il caso più vergognoso che possa esistere rimasto nel silenzio per mesi, oppure è ostaggio di una'altra trattativa. Circa 400 aziende italiane sono state saccheggiate in Albania nel 1997, molti imprenditori sono poi divenuti dei barboni e nessuno ha fatto qualcosa per loro. La fonderia Gatti in Montenegro è bloccata da oltre un anno per scioperi, ma le autorità sono ferme. Posso continuare all'infinito, ma non vi è risposta su tali casi. Queste fondazioni lasciano il tempo che trovano, usano le stesse scuse se ci sono interessi più grandi da difendere. Adesso dobbiamo stabilire se questi interessi sono di società italiane che investono i propri soldi e il proprio lavoro, oppure sono di quelle che investono un miliardo di euro per posizionare sui mercati valutari azioni di società e fonti speculativi. Voglio così chiedere al deputato leghista Calderoli - che chiede di togliere il voto agli italiani all'estero o di concederlo a determinate condizioni - se intende creare una politica diplomatica estera sulle società che hanno i conti alle Caymain, Off shores, o sulle vere società italiane. Calderoli è un italiano, un padano o un ambasciatore delle Cayman. Questi sono i nostri patrioti...