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13 aprile 2010

Gazprom studia percorsi alternativi per il South Stream

Etleboro

Roma - La Gazprom sta seriamente valutando la reale fattibilità di tracciare un percorso alternativo per il gasdotto del South Stream. Ciò in considerazione della grande instabilità ed incertezza dell'esito delle trattative sui Balcani e sulle sue strade energetiche, per le quali è in atto una dura lotta. Questo quanto affermato da Michele Altamura, direttore dell'Osservatorio Italiano, commentando le recenti schermaglie tra i dirigenti Eni e Gazprom sui lavori di progettazione del gasdotto. Egli spiega che i russi hanno creato delle centrali informative nei Balcani per studiare tutti i percorsi alternativi. "E' chiaro che il South Stream sbucherà da qualche parte ma l'Eni deve essere attenta, sopratutto in questi momenti, e non fidarsi troppo della Serbia perchè sta giocando su 4 tavoli - avverte Altamura -. C'è una grande partita in gioco: nessun russo deve avvicinarsi all'Adriatico,ordine di Londra". Nelle sue parole, Altamura spiega come gli investimenti energetici in questa regione siano tutti tra di loro indissolubilmente legati, ed ogni nuova azione porta così sé una controreazione. "Vi sono quindi due parti che si fronteggiano, Occidente e Russia, mentre l'Italia si trova al centro di questo scontro, nel tentativo di ottenere dei vantaggi da una parte e dall'altra. Per far questo naturalmente deve trattare con i locali, ed in questo devono lottare con gli inglesi e gli stessi russi, che vogliono avere un loro punto di riferimento. Ciò è dimostrato anche dal fatto che non appena l'Italia cerca di mettere un cavo elettrico sui fondali dell'Adriatico, subito si sollevano accuse colonialistiche, come quelle dell'opposizione montenegrina fomentata da Londra", conclude Altamura.