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03 giugno 2010

Le intelligence dell'era moderna: tra spioni e criminali di Stato


E' ormai innegabile che l'immagine dell'Italia all'estero in qualche modo è stata compromessa. Come spesso accade la responsabilità del disastro dello Stato viene data alla classe politica, eppure vi sono stati dei precisi eventi che hanno scardinato il sistema e mandato fuori fase gli apparati della sicurezza nazionale, della intelligence, e così anche della politica, sempre più esposta a ricatti ed epurazioni 'a mezzo stampa'. I processi preliminari a suon di agenzie e comunicati è diventata una prassi, i tribunali ormai esistono solo per i poveri disgraziati e per gli extracomunitari, perché i piani alti vengono sfoltiti con le inchieste giornalistiche, per poi buttarli in pasto ai commentaristi. Lo spettacolo mediatico è servito, arbitrato sempre dagli stessi esperti del malessere sociale. Intanto lo Stato sta a guardare, arretra e continua ad ingrassare le sue vacche, mantenendo questa perenne condizione di emergenza solo perché non si vogliono fare certe scelte.
Addirittura adesso hanno creato dei corsi di Laurea di intelligence in Italia. Il Tg1 ha dedicato a questo nuovo fenomeno un reportage speciale, confondendo la figura della spia con chi, con devozione, ha dato la vita al Paese, con chi credeva nello Stato ma non era super pagato, con chi non ha costruito la sua carriera sulla morte degli informatori. La 'spia' resta pur sempre chi fa parte di una struttura fuori legge, e decide di vendere i suoi "colleghi criminali" . Ma chi lavora per lo Stato non è uno spione, è uno che teoricamente dà la sua stessa vita, teoricamente perchè restano pur sempre uomini. Al contrario, c'è da stabilire se chi prende un doppio stipendio è un 'criminale', oppure un 'lurido depravato'. Non confondiamo quindi la spia con gli eroi sconosciuti, quelli ignoti, che magari vengono presi in giro da qualche figlio di Generale che fa il capocentro. Se volessimo fare un vero censimento all'interno del settore, scopriremmo che il 90% di loro sono figli dei figli, ricongiungimenti familiari, della strada ne sanno ben poco eppure pensano di essere grandi agenti. Se siamo arrivati a questo punto, è grazie a questi signori, che hanno inventato la guerra al terrorismo solo per giustificare 30 anni di corruzione e vacche grasse.

Insomma, se la nostra storia nazionale è ferma da trent'anni, allora dobbiamo ringraziare questi signori, cosa di per sé davvero penosa, se si pensa alle interminabili liste di imprese che hanno chiuso i battenti e di imprenditori costretti a fare i corrieri della droga oppure i prestanome. Oggi siamo usurati dal fondo monetario internazionale, l'Italia paga il pizzo a suon di uomini, di sovranità nazionale. E' dunque cercare di capire dove si nasconde il terrorismo, è fiato sprecato e nessuno ci crede più da tempo. Ed infatti, persino Abu Omar è arrivato a chiedere un risarcimento milionario. La perdita di prestigio di cui parlo, è sopratutto dovuta a quella classe di dipendenti che lavora nelle istituzioni usando Facebook, che si rendono irreperibili ad oltranza, che, dopo aver copiato ed incollato nelle loro rassegne stampe, si danno un tono alle conferenze. Persi nei loro forum non riusciranno mai a capire perché l'euro è stato attaccato cominciando dal punto più debole, ossia la Grecia, o perché il Times scatena guerre mediatiche all'interno del Ministero degli Esteri. Forse penseranno davvero che è stata Al qaeda o il vulcano Finlandese. Il sogno europeista è finito, non siamo più credibili, sono cadute le nazioni, e chi ci doveva difendere ha solo preso un super stipendio per farsi belli alle sagre o le Feste italiane.

Qualcuno è morto: per me non è un eroe, perchè la guerra è la guerra, e chi non la sa combattere muore facendo 'il rambo'. Per gli eroi sono tutti quelli che si sacrificano ogni giorno per pagare le bollette e gli usurai, eroi sono tutti quelli che si indebitano, eroi sono quelli che hanno il coraggio di attraversare i confini e mettere una bandiera italiana come le piccole e medie imprese, eroi sono quelli che si sono fatti da soli.