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02 giugno 2011

Mladic malato di cancro consegnato come trofeo a L'Aja


Banja Luka - Ratko Mladic è affetto da gravi forme di tumore ai linfonodi, motivo per cui del 2009 è stato sottoposto ad interventi di chirurgia e chemioterapia a Belgrado. Il linfoma ha colpito anche lo stomaco ed è ormai al quarto stadio degenerativo, come certificato dalla documentazione clinica presentata dal suo legale. Viene così confermato il grave stato di salute dell'ex Generale serbo, entrato ormai in una fase terminale della sua malattia. Questo Belgrado lo sapeva, come ne erano a conoscenza anche gli inquirenti de L'Aja, ma ciò non è bastato a fermare la macchina del giustizialismo ipocrita della comunità internazionale. "Le lobbies hanno infatti bisogno di mostrare al mondo il Generale Mladic vivo, come un trofeo, per dare solo una parvenza di giustizia e di democrazia", afferma Michele Altamura, Direttore dell'Osservatorio Italiano. "In realtà - continua - il Generale è un uomo morto, un malato terminale, non è capace di intendere e di volere, e questo è lo sciacallaggio dei servi delle lobbies pagate con i soldi dei contribuenti e del riciclaggio".


Così a L'Aja assisteremo all'inizio del processo farsa contro Mladic, tra la folla dei giornalisti 'becchini' accorsi per offrire al pubblico le solite immagini della 'guerra fratricida' e dei 'macellai serbi'. Contemporaneamente, però, nel lussuoso Hotel "Kempinski" di Saint Moritz, si terrà un incontro tra i più alti vertici delle lobbies mondiali, come Henry Kissinger, George Soros, Josko Fischer, Carl Bildt, i membri delle famiglie reali di Gran Bretagna, Spagna, Olanda, la famiglia Rothschild e Rockefeller. "Un evento questo consuetudinario, nel cuore dell'Europa fatta dai banchieri, da gente senza scrupoli e speculatori, affamati come cannibali", aggiunge ancora Michele Altamura. Annuncia così, nelle sue parole, che il Tribunale dell'Aja verrà chiuso, per aprire l'era della Rekom, una struttura creata con la riunione artificiosa delle ONG dei Balcani che si occupano di crimini di guerra, per continuare così la loro opera volta a fomentare le guerre, ad indire conferenze di pace. "Il genocidio è stato fatto e perpetuato da fondamentalisti democratici, che organizzano studiano e premeditano azioni di killeraggio mediatico. La stabilizzazione dei Paesi dei Balcani non è uno scenario redditizio per gli spregiudicati comitati d'affari, che gestiscono in tali economie traffici illeciti e speculazioni. Per tale motivo hanno già studiato un'architettura per sabotare la volontà dei Governi europei e dei Balcani di creare una regione economica integrata", afferma Altamura.