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18 luglio 2011

Il Vijesti indaga sul Caso Mattei?


Roma - Dopo anni di silenzio, sembra che il quotidiano di Podgorica Vijesti stia conducendo oggi un'inchiesta sul Caso Mattei, per portare alla luce la complessa storia delle connessioni finanziarie tra Montenegro e Svizzera. Una storia che tuttavia era già nota ai media di Belgrado (si veda Glas javnosti - 15 ottobre 1999 ), che denunciavano l'esistenza di una Sentenza della Corte d'appello del Canton Zurigo, alla fine di aprile di quest'anno, che condannava la Podgoricka Banka a pagare 10 milioni di dollari ad un broker che ha fornito al Governo del Montenegro collaterali del valore di un miliardo di dollari. Nasce così nel 1999 il 'Caso XY' per identificare una controversa indagine dai tanti elementi oscuri, tra cui il fatto che il Montenegro riceveva un rilevante finanziamento nonostante la Jugoslavia fosse sottoposta ad embargo finanziario. Nel 2007 il caso viene ripreso dalla Etleboro che pubblica tutti i documenti connessi a quello che diventerà 'Caso Mattei'.

Con un ampio dossier, vengono descritte le operazioni commerciali e finanziarie effettuate negli anni 1996/97 e cioè in piene sanzioni finanziarie per la Federazione della Jugoslavia, nonchè la sentenza del Tribunale Civile di Zurigo, che conferma l'esistenza di un credito in capo ad Oriano Mattei, che dovrà essere versato dalla Podgoricka Banka. Esistono inoltre tre garanzie governative, firmate dall'allora Ministro degli Esteri montenegrino, per il compenso del broker che ha seguito la transazione. Gli stessi documenti furono portati all'attenzione dei media montenegrini, come il DAN e il Monitor, che hanno pubblicato un loro reportage, al contrario del Vijesti che non ha mai risposto. La stessa documentazione venne inviata al deputato PZP Nebojsa Medojevicche, dopo vari tentativi andati a vuoto - pare che non avesse ricevtuo l'e-mail o abbia avuto 'problemi tecnici' con la posta elettronica - non ha preso in seria considerazione la grande importanza di questo caso. Nella nostra indagine abbiamo contattato anche la OLAF, la quale anch'essa non ha risposto.



Da quel momento, è stato un susseguirsi di richieste di informazioni e di contatti da parte di fantomatici giornalisti e strani personaggi, che però si sono rivelati tentativi inconcludenti. Sono state assoldate anche associazioni e organizzazioni, come la Rete per l'affermazione delle ONG (MANS), che ha sferrato un'agguerrita campagna di lotta contro la corruzione, sviando l'attenzione sulle connessioni affaristiche tra Montenegro e Italia, forse per evitare di descrivere quelle tra Podgorica e Washington. Così, sino ad oggi, il Caso Mattei è stato volutamente ignorato, forse perchè non utile alle logiche di propaganda e alle campagne mediatiche studiate a tavolino dai media e dalle forze di opposizione del Montenegro. Ci chiediamo quindi cosa sia cambiato, e per quale motivo si vuole oggi rilanciare un caso che fino a poco tempo fa veniva quasi considerato inesistente. Eppure la sentenza di Zurigo è reale, come reale è stato il pagamento di un acconto dei famosi 10 milioni di dollari stabiliti dalla Corte. La macchina mediatica, che è stata fermata dopo le prime pubblicazioni, oggi è stata riattivata per sfruttare questo caso a proprio vantaggio e colpire determinati personaggi come capri espiatori. Non caso, dopo il fallimento della campagna di attacchi e denigrazioni nei confronti degli investimenti energetici italiani in Montenegro, il Vijesti si sta spingendo sul Caso Mattei, nonostante fosse da tempo in possesso del materiale. I timori sulla sua strumentalizzazione sono più che motivati, nutrendo così il lecito dubbio che i giornalisti montenegrini siano davvero interessati alla verità. Questo dovrebbe anche far riflettere sul perchè si ribatte continuamente sulla libertà dei media e della stampa in Montenegro, nonostante sia davvero ampia, se non fuori controllo.