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09 maggio 2012

C'è sempre un conto da pagare...

Terrorismo e Lobbies: mafia il braccio delle Green Society

Un effetto della ridondanza, una reazione ad un accordo già sancito, l’infiltrazione della zona-euro di piccoli gruppi internettiani che stanno assumendo una frangia populista-brigatista. Piccole cellule crescono con i soldi dei furti informatici e intanto si muovono nel sottobosco della crisi.  ‘Comprare consensi con le azioni’ : è la mafia dell'Est che avanza verso Occidente, dopo essere stata chiusa nei suoi confini spaziali in nome dell’integrazione, ed ora vuole entrare nella grande partita degli appalti. Ma c’è da chiedersi perché lo sguardo si è subito rivolto al circuito criminale transadriatico. La TT è senz’altro una pistola molto usata nei paesi dell’Est, ma tante piccole fabbriche possono produrre pistole pulite. D’altro dietro a questi fatti, si muovono strutture che vengono dall'est ma che sono presenti nel territorio italiano, al soldo della Chiesa di turno. 

La guerra sotterranea per i gasdotti dissimula uno pseudo leninismo anarchico, mentre in realtà è uno scontro di lobby, per controllare business miliardari.  Pellegrinaggi di ONG per la pace  nascondono professionisti che reclutano e fomentano giovani ragazzi, per gli  intessi della lobby di turno. Le reti non governative sono tutte finanziate da filantropi, si strutturano con giovani militanti disposti a farsi massacrare nei cortei di protesta, sotto gli occhi di media a loro finanziati con progetti di lotta alla corruzione. Lo scopo è amplificare fenomeni di malessere sociale, strumentali solo ed esclusivamente a sbaragliare la concorrenza.

Piccoli episodi di destabilizzazione stanno creando una tensione superficiale nei Balcani, e la disoccupazione fa emergere una crisi palpabile. Braccianti e contadini sono diventati oggi politici, con il benestare dell'Europa e con il sostegno sul territorio delle mafie locali: queste sono le conseguenze di un tessuto sociale distrutto dalla politica dei bombardamenti e delle carcerazioni di innocenti. Le rivoluzioni cosiddette ‘democratiche’, la guerra in Libia, lo sfaldamento del mondo arabo, hanno cambiato la rete di contatti, i contractor dell’Est Europa erano al soldo delle potenze occidentali di turno e oggi cercano mercato. Dopo la stretta dell’integrazione europea sui traffici, le mafie balcaniche hanno perso potere, per divenire così terreno fertile per le richieste delle lobbies che cercano una ‘lunga mano’ per guidare gli eventi.  Le mafie balcaniche non si affidano all'Europa perché chiede loro un compromesso nelle loro relazioni transnazionali. I Balcani in questo restano un avamposto della società capitalistica e dell’economia grigia, ma anche una scuola di vita della resistenza. 

I nostri governi non possono pensare di fare accordi con politici senza prendere in considerazione il tessuto locale e le 'altre controparti' da interrogare. Chi siede nei consigli di amministrazione di società strategiche deve capire che gli abbracci e le cene non servono a nulla. "Cari Italiani siete amici, e vi hanno già fregato. Al tavolo dei negoziati avete lasciato qualcuno fuori, e ora c’è un conto da pagare, che non può essere liquidato dai piccoli uomini". 

Michele Altamura