Motore di ricerca

21 novembre 2012

E-cat: vicina la rivoluzione scientifica della fusione fredda?


Una tecnologia innovativa, frutto delle ricerche e della scoperta scientifica dell'ingegnere Andrea Rossi, potrebbe aprire nuovi scenari nella rivoluzione economica delle energie rinnovabili. Stiamo parlando dell'E-cat - Energy Catalyzer, un meccanismo che produce energia a bassissimo costo sfruttando "reazioni nucleari a bassa energia (LERN)", note anche come fusione fredda, che avvengono tra il nichel in polvere e l'idrogeno gassoso, rese possibili grazie all'ausilio di un catalizzatore. (Foto: Meccanismo Hyperion realizzato dalla greca Defkalion)

La sua realizzazione ha innescato un controverso dibattito all'interno della comunità scientifica, che si è detta in parte scettica nei confronti della scoperta non concedendo ancora la brevettabilità, perché "contrario alle leggi della fisica e alle teorie consolidate e generalmente accettate". Sull'argomento, è inutile nasconderlo, esiste molta disinformazione, che contribuisce a creare confusione e divisioni tra accademici, investitori ed autorità sulla opportunità o meno di sostenere il progetto e le ricerche di Rossi. E' anche vero che vere scoperte sono quelle che più difficilmente riescono ad entrare nel sistema reale, da tutti conosciuto, perché considerato una minaccia di destabilizzazione dei suoi attuali equilibri. Non dimentichiamo che la sedia elettrica è stata costruita per dimostrare che la scoperta di Nikola Tesla sull'energia elettrica alternata costituiva un pericolo per la società, orchestrando campagne diffamatorie nei suoi confronti fino a descriverlo come 'indemoniato'. E questa è storia.

Nel tentativo di fare maggiore chiarezza, l'Osservatorio Italiano ha intrapreso delle ricerche, contattando l'azienda italiana Prometeon Srl, licenziataria unica per l'Italia degli E-cat, intervistando Aldo Proia, direttore commerciale e amministratore delegato della società. Il nostro intento è di seguire gli sviluppi della situazione, e capire se l'E-cat funziona, e quindi se riuscirà a cambiare la storia, altrimenti tutto resterà come sempre e continueremo a bombardare.


L'E-cat si presenta come una scoperta tutta italiana che potrebbe rivoluzionare il mercato energetico. Durante le nostre ricerche nel web abbiamo trovato molto materiale, ma la confusione sull'argomento è molta. Leggendo l'E-cat News non abbiamo potuto fare a meno di notare che è in atto una vera e propria lotta sull’informazione. Crede che esista una disinformazione intenzionale e organizzata su tale argomento?
Sì, è normale, e succede per vari motivi facilmente intuibili. Ma in queste settimane ci stiamo organizzando anche sul quel versante. Infatti, salvo imprevisti, presto al nostro staff commerciale e tecnico in via di allestimento si unirà un avvocato di un famoso studio legale che, attraverso un accordo ad hoc, ci tutelerà anche da quel punto di vista. Anche la nuova legge sulla diffamazione capita a fagiolo, e senz’altro ce ne avvarremo nei casi ritenuti opportuni.

Perché vi accusano di non essere stati trasparenti nei confronti della comunità scientifica?
Noi di Prometeon interagiamo spesso, sia pure di solito in maniera non pubblica, con membri della comunità scientifica, quindi immagino che l’accusa si riferisca all’Ing. Rossi. Il motivo ritengo sia legato soprattutto al fatto che i tempi non sono ancora maturi per dimostrazioni eclatanti: gran parte dei prodotti sono ancora in fase di ricerca e sviluppo e c’è da proteggere la proprietà intellettuale. Il prossimo passo sarà installare un primo prototipo non appena pronto, cioè nel 2013.

Che tipi di riscontri avete avuto con quella parte della comunità scientifica che invece vi sostiene?
Chiunque condivida anche solo una parte delle informazioni riservate che noi abbiamo essendo licenziatari di uno dei due Paesi che portano avanti lo sviluppo dell’E-Cat, sa benissimo di che tipo di prodotto si parla e che rivoluzione ci aspetta. Chi ha un background tecnico-scientifico sa interpretare al volo le informazioni che abbiamo e che purtroppo non posso rendere pubbliche. Ad ogni modo, posso dirle che il 2013 vedrà varie sorprese positive, nel frattempo ci vorrà pazienza.

Potrebbe spiegarci come avete risposto alla tesi della US Nuclear Regulatory Commission (NRC), secondo la quale l’E-Cat non produce nessuna radiazione che possa dimostrare l'esistenza di un processo nucleare?
Credo ci sia un po’ di confusione. Noi operiamo in Italia e non sono pertanto al corrente di eventuali dichiarazioni come quella da lei citata. Posso comunque dire che il processo alla base dell’E-Cat è di tipo Lenr, reazioni nucleari a bassa energia, che non vanno assolutamente confuse con le reazioni nucleari di tipo classico, che avvengono solo a temperature elevatissime. Quindi, dal punto di vista scientifico è corretto dire che nell’E-Cat non ci sono reazioni nucleari: ci sono reazioni Lenr.

La vostra ricerca è collegata in qualche modo alle ricerche degli ingegneri dell'Enea di Frascati?
Le ricerche fatte in passato dall’Enea a Frascati non hanno nulla a che fare con le reazioni nichel-idrogeno poiché quella linea di ricerca usava il palladio, un metallo raro e prezioso. Anche se lei si riferisse alle ricerche dell’Infn, che pure ha sede a Frascati, i materiali ed i catalizzatori usati nell’E-Cat sono diversi, tant’è che l’energia in eccesso prodotta in quel caso è di watt, nel nostro caso di chilowatt.

Senza entrare nei tecnicismi scientifici del meccanismo, può spiegarci quali sono i principi scientifici di fondo che dimostrano che non è rischioso e che funziona?
Oltre al fatto che vent’anni di ricerche hanno dimostrato la sicurezza delle reazioni Lenr, gli E-Cat sono stati testati almeno dal 2008, se non da prima, e Rossi, ha frequente contatto fin da allora con l’apparecchio, è in ottima salute, sommerso da richieste di partnership da varie multinazionali. A parte gli scherzi, esistono misurazioni ufficiali e relativi report nonché certificazioni di parti terze che attestano l’assoluta sicurezza dell’apparato, e chi deve sapere che l’E-Cat funziona lo sa, ne stia certo.

E' stato previsto un ciclo chiuso per il recupero e il riutilizzo dei sottoprodotti derivanti dal funzionamento dell'e-cat? Vi è la produzione di qualche tipo di scorie?
Certo, le cartucce con il combustibile esausto vengono ritirate nell’occasione della loro sostituzione e il nichel in esse presenti viene riciclato quasi per intero. Non vi è alcun tipo di scorie prodotte dal funzionamento dell’E-Cat, tecnologia pulita al 100%. Anche se lei aprisse una cartuccia esausta non troverebbe prodotti tossici. Ovviamente la polvere di nichel, come quella di un toner, non si può respirare, ma questo vale per tante polveri metalliche e non ha a che fare con la reazione.

La necessità di utilizzare dei minerali, come il nichel, non potrebbe scatenare comunque una guerra per il reperimento delle risorse, rendendo l'e-cat un progetto solo in parte appartenente alla generazione della cosiddetta 'free energy'?
Anche se il nichel può essere contenuto all’interno di minerali, in realtà è uno dei metalli più abbondanti sul nostro pianeta, il cui nucleo è notoriamente formato da ferro e nichel. Anche l’Europa ne è ricca, in particolare la Grecia, per cui non ci sarà alcun aumento di prezzo legato all’uso nell’E-Cat e non si poteva immaginare una situazione migliore. Le guerre per le materie prime certamente in futuro ci saranno, ma non certo per il nichel, bensì per alcuni elementi rari usati soprattutto in elettronica.

Come noto, sul progetto dell'E-Cat sono state presentate l'interrogazioni parlamentari (n.prot. 4-06580 e n.prot. 4-14595) da parte degli onorevoli del PD Elisabetta Zamparutti, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco. Siete soddisfatti della risposta ottenuta?
Le risposte date nell’occasione, se ben ricordo perché è passato del tempo, sono state coerenti con le conoscenze disponibili all’epoca e secondo me positive, considerato questo limite. Forse in altri Paesi Rossi sarebbe stato convocato a livello istituzionale per approfondire la cosa, dato che si tratta di una invenzione con potenziali ricadute in campo civile notevolissime, che possono cambiare lo scenario economico di una nazione in recessione, ma all’epoca eravamo nella fase acuta della crisi.

Qual è il vostro approccio nei confronti della diffusione e della condivisione di tale scoperta ai fini delle sperimentazioni? Una volta ottenuto il brevetto, permetterete di replicarlo?
La domanda andrebbe rivolta, semmai, a Rossi. Non so quale sia la situazione di tutti i brevetti richiesti da Rossi, alcuni dei quali sono certamente noti al pubblico, ma è chiaro che in assenza di una tutela brevettuale non vi sarà la possibilità di rivelare alcunché, al massimo di mostrare la macchina in funzione o cose del genere. L’E-Cat verrà prodotto solo da chi detiene la relativa proprietà intellettuale. Noi siamo licenziatari solo per la parte distribuzione, non ci occuperemo della produzione.

Visto che le autorità italiane sono scettiche e in parte la comunità scientifica, ritenete interessante coinvolgere i piccoli paesi o piccoli comuni nell'Est europeo?
Alcuni Paesi dell’Est europeo hanno i loro licenziatari e si occuperanno loro, a tempo debito, dei propri clienti locali. Noi abbiamo come mercato l’Italia e non abbiamo né intenzione né bisogno di occuparci di territori diversi, che non ci competono. Non dobbiamo convincere autorità o comunità scientifica, cosa che avverrà automaticamente una volta installati i primi impianti civili, ma solo rispettare le leggi e permettere i test di verifica ai nostri acquirenti prima della consegna.

Che livello di preparazione tecnica è necessaria per usare l'e-cat?
Quella di un tecnico delle caldaie, normalmente già presente nelle industrie con cui abbiamo a che fare. Il tecnico in questione viene formato ad hoc ad operare con questa tecnologia ed è tenuto a superare un esame finale teorico e pratico. Solo questo personale, oltre a quello del produttore e in futuro del licenziatario, è autorizzato a intervenire sull’E-Cat, che avrà un suo manuale d’uso. In pratica, imparare a usare un E-Cat sarà più facile dell’imparare a guidare un’automobile.

Tra quanto tempo è prevista l'implementazione per piccole utenze?
Difficile dirlo con esattezza, ma direi come minimo non prima di 2-3 anni dall’installazione dei primi impianti industriali. Quest’ultima porterà pian piano all’accettazione della tecnologia anche presso il grande pubblico, premessa necessaria ma non sufficiente per la produzione dell’E-Cat domestico. I due anni sono legati, infatti, all’indispensabile ottenimento delle certificazioni per questo tipo di prodotto, che a differenza dell’E-Cat industriale deve essere a prova di stupido.

Quante aziende private hanno acquistato la vostra tecnologia ? Avete avuto offerte da grandi gruppi industriali stranieri?
Non posso dare informazioni, per ragioni di riservatezza e di rispetto delle aziende terze coinvolte, sugli accordi fin qui raggiunti dalla Prometeon o da Rossi in relazione ai prodotti già sul mercato o in via di sviluppo. Posso dire solo che l’era dell’applicazione commerciale delle Lenr è virtualmente già cominciata nel mondo e penso che già nel giro di un anno il senso di questa mia frase risulterà chiaro anche al grande pubblico. Mi dispiace molto di non poter condividere di più in questa fase.

Se avesse un totale sostegno da parte delle autorità italiane, sareste disposti a donare questa ricerca allo Stato italiano perché trovi la sua strada verso l'indipendenza energetica?
Io credo che un giorno un E-Cat verrà donato da Rossi, ma non posso dire quando né a chi. Per quanto riguarda la proprietà intellettuale dell’invenzione, non posso certo rispondere al posto di Rossi, tuttavia mi domando se lei al posto dell’ingegnere donerebbe qualcosa che si è autofinanziato spendendo milioni di euro. Ciò considerato anche che Rossi riceve richieste da mezzo mondo, tanto che io stesso a giorni dovrò andare a parlare con un importante uomo d’affari arabo interessato a investirci.