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02 agosto 2014

L'Osservatorio Italiano lancia monitor nel Sahel. Nasce progetto italo-libico

Roma - Si amplia e assume un profilo sempre più territoriale, il progetto che l'Osservatorio Italiano sta conducendo nell'area del Mediterraneo, per espandersi oggi nella fascia sud-sahariana del Sahel. Dopo aver intrapreso con successo un percorso di monitoraggio della regione del Nord Africa, dalla Mauritania al Libano, è stato già reso operativo il gruppo di lavoro per Mali, Niger, Chad e Sudan, mentre sarà potenziato quello che opera nel Maghreb e nell'Asia Centrale. Nuove aree da esplorare, altri teatri di guerra e di scontri per l'accaparramento delle risorse,  dietro la regia di multinazionali e gruppi di interesse, che manovrano veri e propri eserciti. Ormai gli Stati non hanno più il controllo della situazione, perché le istituzioni sono state sopraffatte dai privati, e gli eventi in Ucraina e nel Nord Africa ne sono un esempio. Si sta così innescando un processo di destabilizzazione trasversale, dal Mediterraneo all'Eurasia, che potrebbe non avere fine. Ampliare lo spettro di osservazione è quindi divenuta un'esigenza per tutelare e salvaguardare gli interessi delle nostre aziende.  Nascerà inoltre un nuovo progetto di cooperazione italo-libico, per dare alle imprese italiane un fronte di negoziazione più solido. Sarà fondata una ONG sul territorio che fornirà assistenza logistica e informazione analitica per muoversi con maggiore sicurezza in questa regione strategica. In questo momento di caos ed incertezza, le imprese italiane devono essere protagoniste,  non compatirsi ed indietreggiare: bisogna avanzare ed essere propositivi, per poter così instaurare un giusto rapporto con i Paesi vicini, al di là della politica degli alti vertici. La nostra piccola organizzazione ha già fatto passi importanti in tal senso, anticipando gli eventi ed evidenziando distorsioni, mentre le imprese del "made italy" devono riacquistare autorevolezza e riconquistare il mercato che gli appartiene.