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15 settembre 2014

L'Osservatorio Cibernetico per la difesa del 'Made in Italy'


Roma - Con la costituzione dell'Osservatorio Cibernetico-Associazione Italiana per la Cibernetica Economica, nato da una costola della Tela della Etleboro ONG (vedi comunicato), l'Osservatorio Italiano intraprenderà una serie di misure legali e strategiche per la tutela del "Made in Italy" all'estero. In tale percorso, l'associazione potrà contare sull'esperienza e i supporti tecnologici, nonché sul sostegno professionale e mediatico dell'Osservatorio Italiano, in un'area che si estende dal Mediterraneo all'Eurasia. Allo scopo di contribuire alla difesa dell'italianità industriale, l'Osservatorio Cibernetico attuerà un costante monitoraggio dei sistemi cibernetici finalizzati alla commissione di crimini invisibili, dei tentativi di disinformazione e di diffamazione nonché dell'aggressione non convenzionale di banche e gruppi di interesse.Siamo dinanzi ad una vera e propria guerra economica, nei cui confronti le aziende italiane sono del tutto inermi e vulnerabili, anche perché le tecniche e i sistemi di aggressione evolvono in maniera rapida e con dinamiche imprevedibili. L'integrazione dei mercati transnazionali ha dato origine a fenomeni sempre più dilaganti, come l'abuso dei simboli dell'italianità per contrassegnare prodotti contraffatti o di origine non italiana. Una distorsione che crea danni inestimabili alle piccole e medie imprese che tentano di entrare o già operano su mercati esteri, e sono invece continuamente esposte agli attacchi di concorrenti sleali, ignorando normative comunitarie e regole commerciali. Infatti, sono sempre più numerosi i prodotti che presentano dei riferimenti all'Italia - tricolore o richiami dello "stivale", denominazioni italianizzate - e che vengono liberamente commercializzati sui mercati europei, in particolare nell'Est Europa, ma anche nel Nord Africa e nella Comunità degli Stati indipendenti, dove le normative comunitarie e del WTO sono inefficaci.

Prodotto della PIK (Croazia) che riporta una bandiera italiana
accanto al nome "Milansko", lasciando intendere un chiaro riferimento
 all'imitazione del salame milanese, senza però esserci un reale legame
con l'insaccato prodotto in Italia. 

L'azione dell'Osservatorio Cibernetico avrà così inizio nell'area dei Balcani, che presenta due mercati integrati (Croazia e Slovenia) ma non del tutto allineati alla normativa europea sulla tutela dei prodotti di origine controllata o sulla pubblicità ingannevole.  Molti sono i prodotti che devono il loro successo ad un richiamo esplicito all'Italia ed alla intrinseca qualità che da ciò ne deriva, come il loro posizionamento sul mercato e l'impatto sui consumatori. "Sebbene più volte la giurisprudenza comunitaria riduce i margini di tutela alle denominazioni DOP ed IGP, resta un problema di tutela dell'italianità. Una soluzione è da ricercare nel diritto dei consumatori a non essere ingannati, a ricevere un messaggio corretto", afferma Mario Emma, avvocato dell'Osservatorio Cibernetico che seguirà le azioni legali intraprese. "Se un prodotto sulla propria confezione mostra i colori del tricolore italiano ed il nome 'Milano', allora la provenienza deve essere italiana. In caso contrario, si tratta di pubblicità ingannevole che va perseguita in ambito comunitario nonché presso i tribunali nazionali, per rivendicare l'effettivo allineamento alle regole commerciali europee", aggiunge l'avvocato Emma. A tal fine, l'Osservatorio presenterà una serie di petizioni dinanzi al Parlamento Europeo, per sollevare i numerosi casi di società dei Balcani che utilizzano in maniera illecita i richiami al 'made in Italy', mentre ogni compagnia riceverà un'esplicita intimazione a rimuovere ogni contrassegno abusivo, per non incorrere in una querela. L'associazione si costituirà come parte civile nei procedimenti volti al riconoscimento dei diritti delle imprese italiane e dei reati commessi da terzi. L'Osservatorio Italiano, dal suo canto, si sta impegnando a creare un coordinamento con le imprese, facilitando la formazione di consorzi e cartelli per contrastare gruppi societari e lobbies. L'intelligence economica della Tela sta confluendo nella strategia di supporto alle imprese, mettendo a loro disposizione il sistema informatico perfezionato in questi anni e la componente strategica italofila, professionalizzata sulla base delle metodologie e delle tecniche di analisi della Etleboro.