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07 agosto 2008

Il pericolo ortodosso


Ancora oggi, i Balcani forniscono materiale sufficiente ai media per deviare l’attenzione dal fallimento delle Banche, dalla tangentopoli che si sta annidando dietro l’angolo e così anche dell’Unione Europea. Così, mentre i "vaticanisti" urlano e inneggiano strane trame vendute come contro informazione, avanza sempre più in Europa il pericolo Ortodosso. La sua avanzata è temuta proprio perchè spazzerebbe il Vaticano in pochissimo tempo, per togliere la "piramide" e per far posto ai frati, alle sorelle, e ai monasteri.

La Etleboro è stato il primo media a sostenere la tesi dell'esistenza del Servizio segreto Ortodosso, come entità invisibile e parallela rispetto ai servizi di informazione degli Stati. Una forza che ora è in rapida espansione e rafforzamento, dopo essere riuscita a proteggere certi poteri economici e politici, e a distruggerne altri. Tutto questo è accaduto grazie a Vladimir Putin, che ha conquistato una pagina di storia e rimarrà sicuramente in eterno. Ha fatto rialzare la Russia, l’ha resa di nuovo una potenza economica "democratica", ma sicuramente i piani espansionisti non si fermeranno certo al gas, e né tanto meno all’affannosa guerra al terrorismo. Dietro il servizio segreto ortodosso vi è una politica collaudata, studiata nei minimi dettagli, che riesce a minare quelle basi di un sistema di potere gerarchico e piramidale. Non bisogna sottovalutare il potere ortodosso, soprattutto oggi, all’indomani della sua maggiore espansione, dopo che la Chiesa Ortodossa ha ufficialmente riconosciuto il fatto di poter unire tutta l’Ortodossia mondiale. Un'unione, temuta dal mondo Occidentale per la sua rapida diffusione, che è stata creata proprio grazie ad un accordo tacito tra il servizio segreto ortodosso e l'Ortodossia. Per il suo prepotente ruolo nell'Est-Europeo che si spinge ai confini del Mediterraneo, non è da escludere che la Chiesa Cattolica dovrà necessariamente trovare un accordo con l’Ortodossia, e firmare un patto Cristiano-Ortodosso.

I "vaticanisti" da parte loro urlano e inneggiano strane trame nel tentativo di compattare la propria presenza nei diversi Stati Europei, ma in realtà stanno facendo lo stesso errore di una volta. Stanno creando infatti un’entità cattolica islamica, già sperimentata nel centro dei Balcani ma che non ha mai funzionato - quella tra croati e bosniaci per esempio, nata per combattere i serbi e creare la Bosnia Erzegovina, ma oramai in crisi irreversibile - né funzionerà in futuro: il tempo e la storia ci danno ragione. Chi sostiene affannosamente che la Serbia sia "ultranazionalista" e che Slobodan Milosevic sia un "carnefice" o un "macellaio" come lo stesso Radovan Karadzic, non fa altro che evidenziare il suo ruolo di "pappagallo", perché dimentica che il Presidente Milosevic non è stato mai condannato ed è morto in circostanze misteriose in carcere. Le prove presentate dall’accusa, tra l’altro, non erano sufficienti a condannarlo comunque, proprio perché il suo arresto e la sua carcerazione è stata una "detronizzazione" per far posto ai nuovi sovrani liberali. La situazione era abbastanza critica, e la mancata condanna di Milosevic avrebbe messo seriamente in crisi il Tribunale dell’Aja e tutti coloro che invece lo avevano sostenuto. Qualcosa di simile a quello che accade con tecnici e programmatori, che diventano vittime di uno strano virus che cancella tutti il lavoro da consegnare: c’è sempre un virus che evita qualsiasi ammenda per ritardi, o distruzione di dati per errore umano. Per cui come nella vita quotidiana, anche allora serviva un diversivo, ed è bastato infierire sul più debole.
Interrogazione scritta 92002-E1914 Lo Stato della Città del Vaticano (SCV) e il riciclaggio di denaro sporco

La morte di Milosevic fu vista come una liberazione, come quell’evento necessario per sbloccare una situazione ormai all’empasse. Tutti brindarono, anche il Vaticano, condannando i crimini compiuti in Jugoslavia per mano del "dittatore jugoslavo", e dimenticando allo stesso tempo che manca all'appello l’oro serbo rubato da Jasenovac ( si veda Dossier Jasenovac) , dove le alte curie ecclesiastiche si macchiarono dei peggiori crimini contro l’umanità. In verità, lo sgretolamento della Jugoslavia fu un atto deciso a grandissimi vertici e intorno ad una tavola rotonda, presieduta anche dalla UBS, che, come uno Stato sovranazionale decide la sorte dell’Italia e della Jugoslavia messi insieme. E oggi, ancora una volta, i Balcani forniscono materiale sufficiente ai media per deviare l’attenzione dal fallimento delle Banche, dalla tangentopoli che si sta annidando dietro l’angolo e così anche dell’Unione Europea. D’altronde, Karadzic lo ha già detto che teme per la sua vita, che sa che può essere raggiunto da qualcuno nella sua cella del carcere dell’Aja. Allora esistono dei controsensi che confluiscono in questa storia, dove è impossibile determinare i fattori perché è un insieme di forze che interagiscono tra di loro. Ma su tutti questi eventi incombe un pericolo ortodosso, e si nasconde proprio dietro il silenzio. Mentre alcuni commentano, offendono, minacciano, appaiono in televisione come dei paladini della democrazia, rispettosi dell’umanità, altri invece passano ai fatti senza alcuna esitazione.

Una tangentopoli finanziaria è ore alle porte, tra cartolarizzazioni, scandali e corruzione, mentre le banche indietreggiano e, con le ossa rotte, scappano creando scatole cinesi e nuove piramidi finanziarie, e infine colonizzando i paradisi fiscali che non sono altro che specchi. Dietro il "santone" di turno, vi è sempre un burattinaio che manipola ogni operazione, salva il capitale e scappa, proprio come insegna la storia e come noi abbiamo sempre ripetuto. I cosiddetti vaticanisti, cavalieri del nuovo laicismo, da sempre lottano guerre inutili per difendere le mura del centro di riciclaggio di danaro più inespugnabile al mondo gestito dallo IOR ( si vedia Dossier IOR ) Accusare la gente di essere "macellai" dopo aver garantito e protetto crimini ben peggiori, significa sentirsi intoccabili, onnipresenti e onnipotenti. Infatti, oggi il Vaticano manovra la Massoneria, si conferma un artista nel disinformare e propagandare, con un esercito di professionisti pronti a cacciare dalle Chiese i "sans papier", la gente umile per far posto ai ladroni. L'avanzata ortodossa è pericolosa proprio perchè spazzerebbe il Vaticano in pochissimo tempo, togliendo la "piramide" per far posto ai frati, alle sorelle, e ai monasteri: dinanzi a questo il Vaticano trema, perché Gesù non disse mai che doveva esistere una piramide, ma che tutti eravamo fratelli e sorelle.

Oggi chi fa una certa controinformazione cade spesso nelle trappole preparate di proposito per deviare l’attenzione delle persone. Molto spesso diventa un semplice collage di strane tesi, riassunti di giornali, letti casualmente, ma mai comprovate da prove o documenti. Più volte abbiamo cercato di spiegare, portando prove documentali evidenti, i crimini della lobby del Vaticano, in parte condannati con l’incriminazione dei suoi artefici, ma sempre rimasti nel limbo. Al contrario, i siti di controinformazione, il più delle volte, non dimostrano le loro teorie, che restano pur sempre un mosaico della propaganda alimentata dai servizi segreti americani o inglesi, servono solo a creare falsi miti e nuove manipolazioni, distraendo la massa dal vero crimine. Il nostro buon Blondet, per esempio, si è gettato nella mischia dell’affare Karadzic per avere anche lui qualche giorno di gloria, parlando di teorie vaticaniste per un Paese che è stata una vittima della mano del Vaticano. Infatti, parlare di criminali di guerra, e poi di Telekom Serbia significa confondere le acque, ma su questo punto deve stare molto attento perché prima di millantare accuse o teorie, bisogna portare documenti, prove, e non basta manipolare l’opinione pubblica. Difendere le lobbies croate e musulmane in maniera gratuita, basandosi sulle informazioni delle agenzia di stampa, ci sembra davvero riduttivo per un professionista della controinformazione. Infatti dovrebbe sapere bene che si tratta di entità finanziate da una parte dallo speculatore George Soros e dall’altra proprio dal Vaticano, che hanno così allungato la lunga mano nei Balcani.

La mappa dello IOR

Un mappa ricostruita dalla guardia di Finanza Italiana che mostra l'intreccio
di finanziamento dei Banchieri ai politici, ai massoni e agli istituti religiosi,
all'epoca dello Ior di Marcinkus.

Il Signor Blondet dice inoltre di essere stato a Sarajevo, di aver visto ogni cosa, ma lì circondato dai media internazionali e da traduttori bosniaci era facile criminalizzare chi era dall’altra parte della barricata. Ma avrebbe dovuto andare a Srebrenica, doveva vedere anche l'altra faccia della medaglia, per poi giudicare cosa stava accadendo. E doveva farlo da buon "vaticanista" come afferma di essere. Ebbene Srebrenica era l'unica enclave boniaco-musulmana circondata da villaggi serbi, nei confronti dei quali veniva perpetrata una costante e crudele pulizia etnica contro donne e bambini. Fu allora infatti che, mentre i burocrati discutevano della pace di Dayton, tra la popolazione si scatenava la furia omicida, senza che le forze internazionali, designate a controllare la situazione, intervenissero. Il Generale Mladic, componente dell’esercito nazionale serbo, si è trovato costretto ad intervenire per difendere la popolazione locale contro guerriglieri mercenari islamici, che erano considerati come terroristi e ribelli, gli stessi che oggi gli Stati Uniti ha arrestato e rinchiuso nelle carceri di Guantanamo. Lo scontro ha ovviamente creato morti da una parte e dall’altra, con la differenza tuttavia che l’intromissione della Comunità Internazionale ha provocato l’aumento a dismisura dei corpi. A forza di scavare, sono state portate alla luce fosse comuni risalenti persino al 1993, anni in cui i bosniaci-musulmani facevano pulizia etnica tra il popolo.

I conflitti interni, erano la terribile conseguenza dell’instabile stato sociale dei Balcani, che è stato risolto né con la creazione della Jugoslavia né con la sua frammentazione secondo le regole occidentali. È chiaro che quando si crea uno Stato vengono sacrificate molte vite, e tante altre ve ne saranno quando crolla una nazione o quando si passa da un sistema economico all’altro. Spesso, caro Blondet, è meschino condannare Karadzic, perché è facile, sta bene a tutti e in fondo non c’è nessun mistero dietro di lui, come non c’è dietro Milosevic. Il tutto si riduce ad un semplice modo per mantenersi in pista, e seguire la marea senza guardare la complessità del quadro. Quando una persona commette un crimine spinto da un istinto, come la fame o la paura, viene condannato sempre come criminale, ma non viene mai visto come una vittima. A quel punto occorrerebbe fermarsi e capire cosa lo ha spinto a compiere quel gesto, e chi lo ha lasciato morire di fame. Una miopia che può derivare dall’ignoranza, dal non sapere determinate cose, oppure dall’intenzionale volontà di non voler vedere cosa veramente sta accadendo. Se Karadzic è un criminale, allora vi possiamo assicurare che vi è una lunghissima lista prima di lui, e passeranno anni prima di arrivare a condannare Milosevic e Karadzic.

07 gennaio 2008

L'ordine mondiale della manipolazione


"La globalizzazione non è sinonimo di ordine mondiale". Questo il messaggio di Benedetto XVI nella sua omelia in occasione dell'Epifania, ricordando come "i conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime" impedisca la giusta redistribuzione delle ricchezze tra la popolazione mondiale. Richiama così all'austerità e ad uno stile di vita più sobrio, con una giusta distribuzione delle risorse, unica soluzione per instaurare "un ordine di sviluppo giusto e sostenibile". Il Vaticano, inteso come entità economica e politica, non può però essere certo considerato come un termine di paragone o come esempio di giusta applicazione della dottrina "equa e solidale". La Chiesa, "sebbene sia Santa", ha la struttura di una vera multinazionale, con una holding bancaria al suo interno, lo IOR, che funge da tesoreria di una rete finanziaria fitta e ben radicata nel sistema bancario mondiale. I suoi rappresentanti siedono all'interno del Consiglio di Amministrazione della Banca Centrale Europea e, per stessa ammissione della Commissione Europea, le Istituzioni Finanziarie del Vaticano non possono essere sottoposte alla normativa anti-riciclaggio comunitaria, né a quella degli Stati nazionali. Le sue proprietà immobiliari si estendono in ogni Stato che si possa definire vicino alla dottrina cattolica, grazie alle sue rivendicazioni storiche e ai numerosi accordi bilaterali conclusi con i Governi. Un tale impero economico, si accompagna ad un dilagante potere mediatico e religioso, che gli conferisce l'assoluto controllo sulle coscienze degli uomini, e così anche sulle leggi e sulle decisioni politiche degli Stati. Da tanto potere non dovrebbe derivare l'impotenza e l'indifferenza a cui invece assistiamo dinanzi alle guerre, alle carestie e alle emergenze umanitarie che distruggono i Paesi più poveri della Terra e quelli detentori delle ricchezze e delle risorse strategiche per la sopravvivenza dei Paesi occidentali.
Perdono così di significato le parole e le omelie contro la guerra e la globalizzazione, se rappresentano solo ciò che la massa e l'opinione pubblica si aspetta di ascoltare, se non sono la vera espressione del credo e della missione del Vaticano, se in realtà sono gli stessi carnefici dei popoli che dovrebbe difendere. Benedetto XVI, così, critica fortemente la globalizzazione come "ordine mondiale", annunciando l'avvento di una nuova era, in cui il sacrificio di ognuno di noi sarà rivolto al bene collettivo. Nessun riferimento è stato tuttavia fatto nei confronti dei signori della guerra, ai finanziatori dei conflitti, a coloro che muovono le alte sfere del potere e fanno sì che le strutture e le entità economiche perpetuino un sistema energetico arcaico e obsoleto. Nessuna condanna contro l'usura bancaria, contro le speculazioni e gli sciacallaggi, che stanno facendo carne da macello delle nostre piccole imprese e della nostra economia. Non vi sono omelie né preghiere, per definire il gesto di un piccolo commerciante di Bari che decide di suicidarsi, bruciandosi vivo dinanzi ad una chiesa, spinto dalla disperazione e dal peso dei debiti che stava portando al fallimento e alla povertà la sua famiglia.
Giorno per giorno, ci stanno trascinando nell'oblio, le crisi si succedono con una frequenza inarrestabile, mentre i nostri governi si preparano ad entrare nell'epoca delle guerre perpetue. I rincari e l'inflazione sono tuttavia destinati a continuare, come affermato dall'Opec che, proprio quando il corso di un barile di petrolio supera la soglia dei 100 dollari, nega l'aumento dell'offerta di petrolio, considerata "sufficiente a soddisfare le esigenze del mercato" , non essendovi così alcuna ragione per aumentare la produzione. "La caduta del dollaro e l'inflazione sta così creando il fittizio rialzo del prezzo del petrolio", dichiara il Ministro algerino Chakib Khelil, e probabilmente è destinato a raggiungere il limite dei 110 $. Le tensioni in Pakistan, in Kenya e in Nigeria, a cui occorre aggiungere la speculazione, la mancanza di capacità di raffinazione dei Paesi esportatori di greggio, il crollo delle scorte americane, l'aumento della domanda di Cina, India e Medio Oriente, e ancora il rialzo dei costi di produzione petrolifera, hanno portato ad un prezzo di 100 dollari "non necessariamente molto elevato", perchè ormai l'equazione della domanda rispetto all'offerta è stata ribaltata. L'immobilismo dell'Opec può essere interpretato sia come logico tentativo di continuare a lucrare dinanzi ad una situazione di grande difficoltà per il resto del mondo, sia come un segno di debolezza, come reale incapacità ad aumentare la produzione di petrolio essendo già ai massimi regimi per la maggior parte dei paesi esportatori. Il presidente dell'Opec ha sottolineato infatti che resta "oggi esistono ben poche regioni da esplorare ancora" e le "sorgenti nuove" di idrocarburi, come i sabbie bituminose del Canada o i giacimenti nelle acque profonde degli oceani rappresentano "degli investimenti enormi", che farebbero aumentare ancor di più i costi. Ci si aspetta che dovrà aumentare il numero dei Paesi dell'Opec, con la Guinea Equatoriale o il Sudan, ma di questo passo si potrebbe arrivare a sottoporre al cartello qualsiasi piccolo produttore di petrolio.

La situazione dunque, è alquanto difficile e problematica, i problemi degli Stati occidentali potrebbero aumentare ancor di più, e il terrorismo potrebbe dilagare seminando ovunque caos. Una tesi non inverosimile, considerando che la Francia si è già autodefinita prossimo obiettivo di Al Qaida, all'interno del proprio territorio. Dopo l'attacco che è costato la morte a quattro turisti francesi in Mauritania - che ha causato l'annullamento della Paris-Dakar - è stato lanciato su un sito web islamico, secondo le intelligence "gestito" dal Al Qaida, una minaccia di attacco contro Parigi, allo scopo di provocare "la caduta del Presidente Nicolas Sarkozy e il crollo economico in Francia. Tale tesi è stata diffusa da un centro americano specializzato nella sorveglianza delle comunicazioni della rete di Osama Bin Laden, il Site Intelligence Group, affermando che gli attentati potranno colpire sia i siti più popolari ed importanti, sia le personalità più prestigiose ed importanti. Ecco che attraverso la Francia si insinua lo spettro del terrorismo, che ha, non a caso, scelto una vittima di eccellenza, con una situazione politica interna già compromessa dal malcontento dei cittadini francesi naturalizzati, e un passato fortemente implicato con il mondo arabo e dei fondamentalismi.
La Francia pagherà amaramente questa falsa propaganda orchestrata per fare clamore e deviare l'attenzione sulla crisi che colpisce le economie occidentali. Tutti gridano così alla catastrofe, ma la catastrofe c'è già e può essere solo placate da parole di speranza, da omelie di fede o da canti di guerriglia. La nostra società sta così rispondendo alla crisi creando delle realtà alternative, sintetiche in cui sfogare le proprie frustrazioni. Il web sta proprio per questo diventando il luogo virtuale in cui creare la propria verità, il proprio mondo, le proprie sette, agendo, tuttavia, nel raggio di azione di regole predefinite e prestabilite. Si può in questo modo dare vita ai falsari sintetici, agli opinionisti sconosciti, alle false teorie che accreditano personaggi e uomini politici, al terrorismo e al nemico ideale di ogni democrazia.

10 dicembre 2007

La manipolazione del sapere come etnocidio


Annunciati nuovi rincari per l'utilizzo di utenze e di servizi pubblici locali, che vanno così ad aggiungersi agli aumenti delle bollette di luce, gas e carburanti. Sarà la bolletta dell'acqua e per lo smaltimento dei rifiuti a pesare in particolar modo sul bilancio degli italiani, con aumenti che vanno dall'8 all'11%. Secondo le stime delle associazioni di consumatori l'aumento dei costi è stato di ben 1.216 euro, in relazione alla forte perdita di potere di acquisto. Dinanzi a tale situazione, le Associazioni "certificano" le norme della Finanziaria che istituiscono il "Mister Prezzi" , ossia un sistema per verificare, controllare e eventualmente prevenire i prezzi, ma non i loro aumenti. Il potere sanzionatorio delle anomalie e delle speculazioni è solo potenziale, in quanto non è stato previsto un meccanismo automatico volto a cautelare i cittadini dall'eccessivo potere dei cartelli e delle società che offrono dei servizi in una situazione di monopolio. Il rincaro inarrestabile dei prezzi, imputabile senz'altro al caro-petrolio, è anche il risultato della concentrazione dell'offerta dei servizi e delle utenze in società private, dopo il fallimento della gestione statale. Eppure ci avevano detto che le privatizzazioni erano il miracolo economico, qualcosa che avrebbe ottimizzato i servizi ed eliminato gli sprechi. In realtà, quando multinazionali spietate, appoggiate dal Governo degli Stati Uniti e dalla Comunità Europea, riescono a privatizzare l'acqua, un bene comune, vuol dire che noi, in quanto Stato, abbiamo fallito su ogni fronte. I nostri politici non ci rappresentano più e lasciano che siano le associazioni di categoria come Adusbef o Transparency Internationational ad essere i nostri portavoce, a lottare contro il male. Così oggi, mentre tutti gli italiani e tutto il mondo lotta contro il petrolio, aumenta il prezzo dell'acqua e si fanno sempre più forti le pressioni per una privatizzazione dello sfruttamento delle rete idrica.
Grazie alle leggi e alle direttive, possono diventare i legittimi proprietari di beni appartenenti all'intera comunità, per poi imporre tariffe e prezzi e modalità di utilizzo.
Le popolazioni così da cittadini, diventano utenti, e poi schiavi, perché il loro lavoro diventa un semplice strumento per poter consumare, per poter sopravvivere. Hanno inventato parole come integrazione, riforme, lotta alla mafia, che in realtà sono il frutto di concetti studiati dalle società di comunicazione e di marketing per manipolare l'opinione pubblica ed indurla ad accettare la perdita dei propri diritti. È un crimine invisibile. Non possiamo vederlo, non possiamo toccarlo, ma si impossessa di noi, del nostro sapere e delle nostre ricchezze, sotto gli occhi di Autorità e controllori. Non possiamo difenderci, né reagire, ma avvertiamo un senso di impotenza che si trasforma in rabbia, che può scatenare gli istinti più pericolosi, dal vandalismo alla violenza, dal sabotaggio all'omicidio: è quella forza che riesce a trascinare migliaia di persone nelle piazze, pronte a scontrarsi contro la polizia come un mare in tempesta.
Anche se incredibile e inaccettabile, ma dietro le nostre leggi e i nostri partiti esistono menti raffinatissime che ci usano continuamente. Nel tempo si sono vestiti di autorità e hanno colonizzate le nostre università, le nostre imprese, e tutti i "centri di sapere" per tenere le redini della nostra evoluzione e governarla. Grazie ai "signori" e ai "dottorini",che mantengono le chiavi delle cultura e chiudono le porte dello sviluppo dell'uomo, abbiamo solo aumentato il progresso dei computer o delle tecnologie che servono a controllarci. Hanno così costruito una falsa istruzione, piena di bugie e di menzogna, costruita sulla continua speranza in un mondo migliore. La manipolazione del nostro pensiero è quello che i Greci chiamavano Etnocidio, concetto che è stato ormai cancellato. In realtà i nostri antenati hanno costruito civiltà molto più evolute delle nostre, che sopravvivono in virtù del furto e del saccheggio delle ricchezze altrui, fomentando guerre e dirigendo poi le gare d'appalto delle privatizzazione.

La disinformazione e la manipolazione è un dictat, gestita dalla regia di forze invisibili che filtrano sempre più le notizie da accreditare. Il web - che al momento viene identificato come fonte della controinformazione - è controllato avendo costruito un sistema automatizzato che ci impone di agire all'interno di regole ben precise, dettate da coloro che ormai sono i monopolizzatori avendo ideato sofware e reti senz'altro più avanzate. La rete è il nostro "regno dei cieli" dove i falchi sono Google ed Ebay, e un domani la situazione potrebbe capovolgersi al punto tale che saranno "gli abissi" il nostro limite ultimo, cosicchè i pesci saranno in vantaggio rispetto a noi. Potrebbe stupire sapere che il Vangelo Secondo Tommaso è più avanzato della nostra società, la Bibbia e i testi sacri sono il cuore della nostra umanità. Per tale motivo, i Ministri del culto detengono un potere che è molto più grande di quel che possiamo immaginare. Il Vaticano, ha al suo interno una vera organizzazione criminale, ha creato la massoneria, le sette e altre religioni per disinformare. Il cuore del sistema criminale è il Vaticano, protetto da convenzioni e da trattati che lo riconoscono come Stato, senza tuttavia imporgli gli obblighi e i doveri che di solito incombono sulle altre Nazioni. È stato allora deciso di fare del Vaticano uno Stato affinchè custodisse i segreti del significato dell'esistenza dell'uomo. Attualmente, non appartiene formalmente alla Comunità Europea - e per questo motivo non è obbligato a rispettare direttive e regolamenti anti-riciclaggio - ma lo Ior ha una grande influenza sulla Banca Centrale Europea. Riesce ad esercitare il suo potere sui governi, estorcendo gli esoneri fiscali e la riservatezza sulle operazioni finanziarie, e non ha mai alzato un dito per ottenere una Costituzione Europea che cauteli i diritti dei cittadini europei e non delle Banche. Deve dunque far riflettere che, all'interno di una Comunità di Stati che si definisce, per la maggior parte dei casi, "cattolica" , non è stato scritto che "l'uomo ha diritto di mangiare", prima di "avere diritto ad essere libero".