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27 novembre 2012

Il cannibalismo delle multinazionali dell'elettronica

Quello avvenuto in Congo e Rwanda può essere considerato il più grande olocausto della storia, taciuto al mondo e alla storia, perpetrato dalle grandi multinazionali dell'elettronica. Società come Motorola, Nokia, Siemens, Samsung, Acer, IBM, HP, e dunque tutte le compagnie che fanno uso di minerali rari e semiconduttori, hanno sostenuto e finanziato un etnocidio di oltre 8 milioni di morti nell'Africa centro-occidentale.  Le Nazioni Unite si sono macchiate dei crimini efferati della più bassa leva colonialista compiute in queste terre, allo scopo di garantire i contratti miliardari delle corporation, per lo sfruttamento di oro, diamanti e coltan, risorsa strategica per l'industria Hi-Tec. I caschi blu, i commissari e le organizzazioni non governative hanno assistito agli atroci crimini commessi da contractor e dai ribelli finanziati dalle lobbies occidentali nei confronti di civili inermi.

I bambini congolesi nelle miniere di coltan
La follia generale che si è scatenata dopo la caduta del muro di Berlino, con la creazione di centinaia di eserciti privati di mercenari dispiegati nelle aree sensibili per le concessioni ottenute, ha reso necessaria l'istituzioni di tribunali ad hoc, legittimati a livello internazionale dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Tutte le grandi potenze erano in qualche modo coinvolte e ricattate per gli interessi che vantavano nelle ricche aree del continente africano.  E' stato così creato il cosiddetto Tribunale Penale Internazionale per il Rwanda (ICTR), una fantomatica istituzione giuridica  costituita da giudici e procuratori ricattati. Simbolo della corruzione della Corte dell'Aja per i presunti del "genocidio ruandese" è stata Carla Del Ponte - che ha poi ereditato la toga di procuratore del Tribunale per la ex Jugoslavia (ICTY).  Come spiegato già in passato dalla Etleboro, la Del Ponte doveva garantire il sistema bancario e bloccare il denaro trasferito nelle banche estere a nome dei dittatori che si sono di volta in volta succeduti, e detronizzati non appena venivano meno agli accordi di concessione pattuiti.

Le miniere di coltan in Congo
Tra Congo e Rwanda si protrae ormai da vent'anni una guerra umanitaria, che ha lo scopo di tutelare i contratti di concessione delle miniere, in particolare di coltan e di minerali per la produzione di semi-conduttori. Alla base del conflitto vi è uno storico accordo non scritto, secondo il quale il Congo, colonia belga di Leopoldo II il cui controllo è stato conservato dalla famiglia reale, è tenuto a consegnare al Rwanda - sotto il controllo degli Stati Uniti - i quantitativi di coltan concordati. Tale accordo deve essere onorato dai regimi che si alternano a Kinshasa, che hanno così la possibilità di arricchirsi e di veder tutelata la loro posizione dagli attacchi  ruandesi. Questo precario equilibrio si rompe nel momento in cui si incrinano i rapporti e si rimettono in discussione gli accordi presi. Le forze occidentali cominciano così ad armare i ribelli dell'M13 che invadono il Congo diffondendo distruzione, panico e omicidi. I villaggi congolesi sono divenuti capitale mondiale dello stupro, dopo che nel corso di questi 10 anni ne sono stati compiuti più di 2 milioni. Oggi la storia si ripete, scoppia di nuovo l'emergenza in Congo, dopo che le grandi società cinesi sono giunte in Africa offrendo contratti a condizioni più vantaggiose e mettendo sul tavolo valigie di contanti. La reazione americana non è tardata ad arrivare, rimettendo in moto la macchina della violenza più brutale e volgare, in una inconcepibile schizofrenia generale.

Il bacino del fiume Congo e le centrali Inga
Da non sottovalutare, inoltre, la questione energetica, in quanto il continente africano costituisce un'immensa riserva di energia rinnovabile, prodotta attraverso parchi fotovoltaici, eolici e immense dighe, come più evidenziato in precedenza dalla Etleboro (vedi Progetto Desertec). Il più grande sistema idroelettrico del mondo si trova proprio sul fiume Congo, ed è quello del Grande Inga (Inga I di 351 MW, e Inga II di 1.424 MW, in progetto Inga III di  3500 MW), dal quale dovrebbe diramarsi una rete di interconnessione elettrica estesa sino in Costa d'Avorio, Marocco ed Egitto, per giungere sino al continente europeo. Come si può notare, Congo - come tutta l'Africa - sta per divenire la frontiera energetica del futuro, per la quale sarà combattuta una guerra ancor più sanguinosa di quelle sinora conosciute, aggravate dall'estrema povertà e dalle malattie. 
Mappa delle interconnessioni che dal Grande Inga
si dirameranno in tutto il continente africano.

Mappa degli snodi delle interconnessioni elettriche.
La ragnatela delle interconnessioni elettriche
 che si estendono dal Mediterraneo all'Europa centrale
Quanto più andrà avanti questa crisi economica europea, tanto più violenta sarà la risposta delle multinazionali dinanzi alla debolezza e all'impotenza degli Stati. La loro azione viene costantemente coperta e vigilata dai media, scortati da ONG sovranazionali,  a loro volta legittimate dalle Nazioni Unite. Il monopolio dei signori della guerra viene a sua volta garantito dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che comminano embarghi e sanzioni, per poi istituire i tribunali ad hoc per i vincitori. Da questo punto di vista, la guerra al terrorismo più giustificata, dovrebbe essere quella al "Palazzo di vetro", occupato da assassini ben vestiti e griffati,  da personale diplomatico corrotto e depravato, da ricattati e ricattatori, la cui unica funzione è mantenere l'equilibrio della guerra perpetua contro i più deboli. Il premio Nobel per la pace, Barack Obama, avrebbe dovuto lottare contro questo sistema, non alimentarlo incendiando l'Africa, a cominciare dalle cosiddette Primavere arabe. Se tutto quello che viviamo è una grande farsa per mantenere il popolo nell'ignoranza, ci vorrebbe un po' di onestà intellettuale e non far gravare il costo della pace dell'ONU sui cittadini, inconsapevoli di essere i contribuenti di un'associazione a delinquere.  C'è da chiedersi perché la Commissione  delle Nazioni Unite, che doveva indagare sui crimini associati all'estrazione del coltan, ha insabbiato tutto, chiudendo la questione con l'affermazione: "Le multinazionali interrogate affermano che il coltan utilizzato dalle loro industrie non proviene da zone in conflitto".

Una trovata geniale che supera ogni immaginazione del più elementare complottismo, ed offende la dignità degli operai e della gente di buona civiltà, che compra i loro prodotti all'insaputa di tutto questo. Ma ancor più criminale è l'indifferenza dei nostri politici che dovrebbero essere dei sovrani guardiani delle vite dei cittadini, ed hanno preferito spendersi per le "Pussy riot", condannando la Russia. BBC, CNN e Al Jazeera ci hanno dipinto come "angeliche attiviste" delle esibizioniste che si divertivano a fare  orge in pubblico,  in metrò e musei. Non dimentichiamo poi i nostri "eroi medagliati", che si fanno grandi davanti alle telecamere, disegnando scenari apocalittici e previsioni di crisi, senza sapere di essere loro i piromani dei conflitti. Per trenta denari sono disposti a recitare questo copione pur di rimanere a galla. 

17 gennaio 2010

Bettino Craxi, l’ultimo uomo di Stato

Oggi la storia sta dando a tutti noi un grande riscatto. Coloro che per tutti questi anni non ha fatto che rievocare democrazie sconosciute e giustizie fasulle, condannando in contumacia un'intera classe politica, non sono che idioti utili, personaggi che si sono vestiti di allori e glorie ed ora sono pronti a strisciare per chiedere perdono. In occasione del riconoscimento a Bettino Craxi del merito di essere stato un vero uomo di stato, vi riproponiamo un articolo scritto circa 4 anni, con grande coraggio. Forse solo oggi si può capire il significato di questo testo, scritto per rendere omaggio non solo a Craxi, ma a coloro che si sono battuti per la verità, a chi voleva una Europa diversa. Elmut Koll, Slobodan Milosevic e Bettino Craxi sono infatti i tre uomini che hanno cambiato il popolo europeo e per questo su di loro si è abbattuta una pesante condanna. Piccoli squadristi, da tempo, imperversano su Youtube nel tentativo di scongiurare il peggio, ma è arrivato il tempo di fare pulizia...

La storia è talvolta così distante dalla realtà, i fatti vengono stravolti e la verità negata: così l’onore di un uomo viene sfibrato per cancellarne la memoria e la sua stessa vita. Mentre tutti gli scagliavano contro sentenze e ingiurie, mentre il magistrato Antonio Di Pietro spasimava per il grande momento e qualcuno gridava “Tonino facci sognare”, sicuramente nessuno di loro sapeva che lui aveva tentato di salvare l’Italia, e così non restava che un’unica soluzione : andare via il prima possibile, una fuga immediata.

I fatti erano ben diversi, alle spalle vi era un piano , chiamato “Apocalisse”, studiato nei minimi dettagli e gestito direttamente da Londra. Nacquero in quegli anni in Italia molte scuole di lingua inglese, come copertura dei servizi segreti ; molti agenti del Sisde e del Sismi furono intimoriti, altri si suicidarono: la campagna mediatica dei giornali, e non solo delle televisioni, avanzò impietosa. L’obiettivo di fondo consisteva nel rovesciare i governi e porre al potere dei criminali, dei “contadini”, di destra e di sinistra, islamici e non , per poi privare uno Stato della sovranità monetaria, privatizzare ogni cosa e rastrellare le ricchezze esistenti, creando così un sistema economico completamente diverso, quello del “rent”, dell’affitto, basato dunque non più sul concetto di possesso, bensì su quello di uso. Un ambizioso progetto da realizzare mediante la svalutazione della moneta, la riduzione della spesa pubblica, la deregolamentazione del mercato con politiche liberiste, la fissazione di alti tassi di interessi , con la lotta alla corruzione, la privatizzazione del patrimonio statale e della Banca Centrale, ed infine la rifondazione della Nato come organismo militare per sabotare le iniziative dell’Onu.

In realtà la crisi economica e finanziaria non è il solo problema, ma è un anello di un meccanismo molto più complesso che si serve di una forma di potere centralizzata e piramidale, andando a creare quelle che molti studiosi definiscono società “rettiliane” o demagogie pure. Un sistema questo che si è rivelato efficace, dobbiamo riconoscerlo, in contesti medievali in cui non esisteva la comunicazione di massa, le attuali tecnologie e forme di crimine psicologico: la nostra società rimane tuttora ancorata a schemi di potere antichi e arcaici.

Craxi, come qualcuno prima di lui, aveva intuito che il sistema era concatenato perchè ragionava come un uomo di Stato, ed è stato tradito dal serpente che è dentro in noi. Voleva salvare l’Italia, parlava di svolta, di cambiamento e di rinnovamento, parole che certamente hanno fatto tremare gli eminenti Banchieri di Londra. Craxi cercava di combattere uno degli anelli del sistema tramite la “lira pesante”, che consisteva nel coniare la “5 lire in argento” con l’effigie di Garibaldi, cosa che sicuramente non è stata ben gradita alle lobbies bancarie che scatenano guerre sanguinarie solo per imporre il costo di una commissione bancaria in un paese.

Mentre cercava di salvare l'Italia, si accorse cos’è veramente il “potere”. Ho sacrificato la mia vita e venti anni di studi e di ricerche per capire ciò che i politici sostanzialmente dicono in frasi del tutto accidentali. Egli intendeva rifondare il tessuto sociale, il modo di fare economia, e il concetto stesso di partecipazione politica perché aveva intuito che il mercato si stava trasformando: l’economia cresceva tra usura e collusione , e da tempo ormai era in atto un etnocidio, ossia lo sterminio dell’identità etnica, delle tradizioni, e della cultura mediante strategici piani di “globalizzazione” e l’appropriazione dell’intelligenza dei popoli.

Tutto quello che si è realizzato con il Trattato di Maastricht è stato accuratamente programmato nel 1978 da un piano strategico e complesso, che già allora fece le sue prime vittime. Maastricht si è appropriato del potere democratico per antonomasia in quanto va ad incidere sulla redistribuzione della ricchezza reale, trasferendo in maniera illegittima e incostituzionale la sovranità monetaria ad un ente non rappresentativo della volontà sovrana dei cittadini. L’unione monetaria ha creato una macchina che distrugge, depreda e porta guerra tra i popoli; la banca, dal canto suo, si finge un’istituzione, che entra come un parassita nell’azienda per alimentare un sistema di denaro virtualizzato. I Grandi Banchieri si sono resi responsabili di gravi crimini, senza che nessun tribunale internazionale li abbia mai condannati, e continuano a sterminare popoli in maniera sempre più subdola in forma di etnocidio. L’eurosocialismo è caduto. Tutte le colonie del regime comunista sono state attaccate perchè i sistemi economici ibridi tra comunismo e capitalismo andavano eliminati ad ogni costo in modo da evitare anche lo scontro diretto con la civiltà araba: ed ecco perché Craxi era considerato un filo arabo.

Allora il governatore della Banca d'Italia Carlo Azelio Ciampi, banchiere di fama internazionale lavorava per i suoi capi, aiutandoli ad aumentare i loro guadagni a dismisura. In quegli anni i gruppi finanziari a struttura piramidale hanno aumentato i loro profitti in maniera esponenziale , finanziando poi guerre sanguinarie nei Balcani e in Somalia al solo scopo di impossessarsi, mediante tecniche di intermediazioni finanziaria, delle loro ricchezze. Lo stesso George Soros è artefice di pratiche criminali che simulano operazioni finanziarie ( e a questo punto è inutile che si veste da grande finanziere!) . Nel 1992 non era più possibile salvare l’Italia e Craxi aveva un compito tanto complicato quanto impossibile da portare a termine.

Mentre Maastricht vedeva nascere l’Europa dei Banchieri Ladroni, la magistratura arrestava Mario Chiesa, e procedeva con gli avvisi di garanzia che avrebbero portato avanti la crociata contro “la corruzione”. Nel luglio del ’92 le parole di Craxi alla camera dei deputati denunciano una criminalizzazione della classe politica, un vero e proprio processo storico e politico ai Partiti, e "un finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico,... non e' e non puo' essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica”.
Il Buon Tonino probabilmente solo quando fece il grande gesto teatrale di togliersi la toga dinanzi alle telecamere e di rassegnare le dimissioni dalla magistratura, diede prova di aver capito che era stato usato e manipolato come una pedina in una guerra strategica senza scrupoli. Ma il nostro ex commissario doveva capire che il sangue sporco si deve mischiare con quello nuovo.
Mani pulite è stato dunque qualcosa di più, aveva l’obiettivo di controllare le masse, eliminare la classe politica e sostituirla con soggetti dalla mente semplice e poco intelligente, assolutamente inadeguati a contrastare i veri poteri, mentre le privatizzazioni e il saccheggio dell’Italia proseguiva. Il nostro caro Banchiere diventava Presidente del Consiglio per completare l’opera organizzata da Londra, degnamente sostituito poi da Fazio , perchè il patto prevedeva la vendita della Banca d'Italia, e degli stessi Italiani, e così anche la sua carica di governatore .

Nello stesso anno, Giovanni Falcone in una macabra esplosione accreditata alla mafia trova la morte; così come l’ingegnere Raul Gardini che muore per mano di un anomalo suicidio: episodi che in realtà nascondono ben altro. Lo stesso scenario che si è venuto a creare ultimamente in Libano con Hariri , che stava organizzando la borsa del Petrolio in euro. In quel periodo tutti gli ambasciatori e le Associazioni sconosciute millantavano democrazie sconosciute, e si meravigliavano scandalizzati della corruzione in Italia , ma non ricordano ciò che la Federal Reserve fece nel 1923, da cui il motivo che spinse gli americani a combattere una guerra mondiale.

A colpire Craxi è stata la finanza internazionale, i Banchieri, un mondo sconosciuto alle masse, gerarchie ristrette e estremamente chiuse, persone che non vedrete mai camminare tra la folla. Lo temevano così tanto che al pensiero che Craxi potesse trovarsi in suolo italiano e rilasciare scomode dichiarazioni li preoccupava seriamente, tanto è vero che era costantemente controllato ad Hammamet. Le sue parole devono essere di insegnamento a questi politici contadini, diventati i camerieri di Banca Intesa e Unicredit e non più protagonisti della regolamentazione del sistema economico. Si sono autodefiniti pastori del gregge, ma bisogna ricordare che l’unico uomo di Stato che non è stato accettato dall’Inghilterra era Craxi, contrastato dagli stessi giornali che ora santificano Carla del Ponte e additano Slobodan Milosevic per aver condotto una pulizia etnica.

Oggi è l’era dei pappagalli, della civiltà schiavizzata dai banchieri, agganciati a loro volta ai servizi segreti, che hanno creato “comitati di controllo e gestione delle crisi”, utilizzando strutture come la Gladio, e Società di sicurezza per compiere qualsiasi tipo di attentato e di omicidio.
La velocità della magistratura nel vendere l’ Italia è stata strabiliante. Accusare Bettino Craxi è stato come chiudere la porta in faccia allo Stato stesso , per il quale si sono combattute guerre, alzate barricate, in nome di una bandiera si moriva con onore dinanzi al plotone di esecuzione, gridando “Viva l’Italia”. Tutto questo non è servito a riunire gli uomini, ma a distruggere la fratellanza, perchè alla guida di una nazione erano stati posti piccoli uomini e non Statisti, banali intellettuali che non sapevano cos’è davvero il potere. Spero che oggi la nostra classe politica abbia capito che siamo posseduti dal sistema bancario, e che hanno venduto l’Italia a dei baroni Ladroni.

Chiediamo all'ex Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, che con grande e sfavillante carriera è divenuto persino Presidente della Repubblica, se può ora immaginare quanto un uomo che stava per morire aspettasse da Lui un’ amnistia, non per i soldi che aveva rubato ma perchè stava pagando con la vita la scelta di essere un uomo di Stato. E deve crederci, ha aspettato una sua parola fino all’ultimo respiro, ma un uomo che come, Presidente della Repubblica, simbolo della giustizia e della neutralità, avrebbe potuto cambiare le cose. Craxi e la sua famiglia hanno pagato un grosso prezzo e a loro va tutta la nostra solidarietà: noi tutti siamo responsabili di quella morte, perché non abbiamo saputo ascoltare quando “un saggio”, un pastore, cercava di condurre il suo gregge.

10 dicembre 2007

La manipolazione del sapere come etnocidio


Annunciati nuovi rincari per l'utilizzo di utenze e di servizi pubblici locali, che vanno così ad aggiungersi agli aumenti delle bollette di luce, gas e carburanti. Sarà la bolletta dell'acqua e per lo smaltimento dei rifiuti a pesare in particolar modo sul bilancio degli italiani, con aumenti che vanno dall'8 all'11%. Secondo le stime delle associazioni di consumatori l'aumento dei costi è stato di ben 1.216 euro, in relazione alla forte perdita di potere di acquisto. Dinanzi a tale situazione, le Associazioni "certificano" le norme della Finanziaria che istituiscono il "Mister Prezzi" , ossia un sistema per verificare, controllare e eventualmente prevenire i prezzi, ma non i loro aumenti. Il potere sanzionatorio delle anomalie e delle speculazioni è solo potenziale, in quanto non è stato previsto un meccanismo automatico volto a cautelare i cittadini dall'eccessivo potere dei cartelli e delle società che offrono dei servizi in una situazione di monopolio. Il rincaro inarrestabile dei prezzi, imputabile senz'altro al caro-petrolio, è anche il risultato della concentrazione dell'offerta dei servizi e delle utenze in società private, dopo il fallimento della gestione statale. Eppure ci avevano detto che le privatizzazioni erano il miracolo economico, qualcosa che avrebbe ottimizzato i servizi ed eliminato gli sprechi. In realtà, quando multinazionali spietate, appoggiate dal Governo degli Stati Uniti e dalla Comunità Europea, riescono a privatizzare l'acqua, un bene comune, vuol dire che noi, in quanto Stato, abbiamo fallito su ogni fronte. I nostri politici non ci rappresentano più e lasciano che siano le associazioni di categoria come Adusbef o Transparency Internationational ad essere i nostri portavoce, a lottare contro il male. Così oggi, mentre tutti gli italiani e tutto il mondo lotta contro il petrolio, aumenta il prezzo dell'acqua e si fanno sempre più forti le pressioni per una privatizzazione dello sfruttamento delle rete idrica.
Grazie alle leggi e alle direttive, possono diventare i legittimi proprietari di beni appartenenti all'intera comunità, per poi imporre tariffe e prezzi e modalità di utilizzo.
Le popolazioni così da cittadini, diventano utenti, e poi schiavi, perché il loro lavoro diventa un semplice strumento per poter consumare, per poter sopravvivere. Hanno inventato parole come integrazione, riforme, lotta alla mafia, che in realtà sono il frutto di concetti studiati dalle società di comunicazione e di marketing per manipolare l'opinione pubblica ed indurla ad accettare la perdita dei propri diritti. È un crimine invisibile. Non possiamo vederlo, non possiamo toccarlo, ma si impossessa di noi, del nostro sapere e delle nostre ricchezze, sotto gli occhi di Autorità e controllori. Non possiamo difenderci, né reagire, ma avvertiamo un senso di impotenza che si trasforma in rabbia, che può scatenare gli istinti più pericolosi, dal vandalismo alla violenza, dal sabotaggio all'omicidio: è quella forza che riesce a trascinare migliaia di persone nelle piazze, pronte a scontrarsi contro la polizia come un mare in tempesta.
Anche se incredibile e inaccettabile, ma dietro le nostre leggi e i nostri partiti esistono menti raffinatissime che ci usano continuamente. Nel tempo si sono vestiti di autorità e hanno colonizzate le nostre università, le nostre imprese, e tutti i "centri di sapere" per tenere le redini della nostra evoluzione e governarla. Grazie ai "signori" e ai "dottorini",che mantengono le chiavi delle cultura e chiudono le porte dello sviluppo dell'uomo, abbiamo solo aumentato il progresso dei computer o delle tecnologie che servono a controllarci. Hanno così costruito una falsa istruzione, piena di bugie e di menzogna, costruita sulla continua speranza in un mondo migliore. La manipolazione del nostro pensiero è quello che i Greci chiamavano Etnocidio, concetto che è stato ormai cancellato. In realtà i nostri antenati hanno costruito civiltà molto più evolute delle nostre, che sopravvivono in virtù del furto e del saccheggio delle ricchezze altrui, fomentando guerre e dirigendo poi le gare d'appalto delle privatizzazione.

La disinformazione e la manipolazione è un dictat, gestita dalla regia di forze invisibili che filtrano sempre più le notizie da accreditare. Il web - che al momento viene identificato come fonte della controinformazione - è controllato avendo costruito un sistema automatizzato che ci impone di agire all'interno di regole ben precise, dettate da coloro che ormai sono i monopolizzatori avendo ideato sofware e reti senz'altro più avanzate. La rete è il nostro "regno dei cieli" dove i falchi sono Google ed Ebay, e un domani la situazione potrebbe capovolgersi al punto tale che saranno "gli abissi" il nostro limite ultimo, cosicchè i pesci saranno in vantaggio rispetto a noi. Potrebbe stupire sapere che il Vangelo Secondo Tommaso è più avanzato della nostra società, la Bibbia e i testi sacri sono il cuore della nostra umanità. Per tale motivo, i Ministri del culto detengono un potere che è molto più grande di quel che possiamo immaginare. Il Vaticano, ha al suo interno una vera organizzazione criminale, ha creato la massoneria, le sette e altre religioni per disinformare. Il cuore del sistema criminale è il Vaticano, protetto da convenzioni e da trattati che lo riconoscono come Stato, senza tuttavia imporgli gli obblighi e i doveri che di solito incombono sulle altre Nazioni. È stato allora deciso di fare del Vaticano uno Stato affinchè custodisse i segreti del significato dell'esistenza dell'uomo. Attualmente, non appartiene formalmente alla Comunità Europea - e per questo motivo non è obbligato a rispettare direttive e regolamenti anti-riciclaggio - ma lo Ior ha una grande influenza sulla Banca Centrale Europea. Riesce ad esercitare il suo potere sui governi, estorcendo gli esoneri fiscali e la riservatezza sulle operazioni finanziarie, e non ha mai alzato un dito per ottenere una Costituzione Europea che cauteli i diritti dei cittadini europei e non delle Banche. Deve dunque far riflettere che, all'interno di una Comunità di Stati che si definisce, per la maggior parte dei casi, "cattolica" , non è stato scritto che "l'uomo ha diritto di mangiare", prima di "avere diritto ad essere libero".

28 giugno 2007

L'etnocidio elettorale degli italiani all'estero


L' Institute for Italian-American Studies ha realizzato un'indagine per mettere a confronto la lista degli elettori fornita loro dal Ministero dell'Interno con la reale situazione del popolo elettorale degli italiani del mondo. Su un campione del Nord e Centro America è stato rilevata un' alta percentuale di persone che si considerano cittadini italiani, hanno il passaporto italiano e si sono registrate all'AIRE ma non erano incluse nell'Elenco Ufficiale. L'Istitute for Italian-American Studies ha così rilevato che tra il 1988 e il 2007 sia stato perpetrato un vero e proprio 'Etnocidio Elettorale', che purtroppo è ancora in corso.
Con la legge n. 470/1988 il Parlamento Italiano approva la legge Tremaglia che predispone un vero "Censimento" degli italiani all'estero da condursi contemporaneamente a quello nazionale, e ciononostante questo censimento non è stato ancora effettuato : la legge stabiliva che i Comuni fossero i responsabili primari per l'AIRE affidando poi va al Ministero degli Esteri il compito di rintracciare gli Italiani all'estero usando tutti i mezzi disponibili "all' indirizzo comunque accertato".
Nel caso non fosse poi rintracciato si poteva passare al cancellamento della voce come soggetto irrangiugibile. In questi venti anni sono stati messi a disposizione dallo Stato Italiano 150 milioni di euro, ma, secondo l'analisi effettuata alla base della mancata realizzazione del censimento vi è l'errore di aver dato ai Comuni - che non hanno la struttura adatta per essere la fonte primaria delle informazioni desiderate; inoltre che i Consolati non disponevano di mezzi e delle rirorse per effettuare una rilevazione così precisa, e infine il fatto di non aver fatto benchè minimo ricorso alle metodologie già esistenti in combinazione tra di loro, come l'uso dei Comites, e dei registri delle 8.000 e più associazioni di Italiani all'estero. Il risultato da tale disorganizzazione, nonostante gli ingenti mezzi profusi, è stato solo un gran pasticcio perché il censimento elettorale non è stato portato a termine e molte persone sono state escluse.

Secondo i dati ISTAT gli italiani residenti all'estero e con cittadinanza italiana erano 5.115.747, senza contare poi le migliaia di emigrati che avevano chiesto la cittadinanza e non l'avevano ottenuta. 7.787: in base ai dati disponibili, i responsabili hanno dichiarato la non ammissibilità del voto di circa 50% dei connazionali iscritti negli schedari consolari".
Per cui solo 1.871.344 di persone sono state inserite, mentre 2.447.787 dell' Elenco degli Elettori, non sono stati contattati. Il 29 settembre 2004 il Ministero dell'Interno riportava che dal 1990 al 2004 ben 3.443.768 di cittadini si erano iscritti all'AIRE e che pertanto questo era il numero dei cittadini italiani residenti all'estero. Ciononostante al 7.12.2004 il MAE, in base all'anagrafe consolare dei 220 Consolati del mondo dichiara che vi sono nei cinque continenti un totale di 4.026.403 di italiani con passaporto e cittadinanza italiana. La situazione evolve ancora e al 31 dicembre 2005 il loro numero degli italiani con diritto di voto diminuisce a 2.614.839 e così tutti gli altri iscritti e possibili votanti venivano eliminati. Dopo le elezioni l'Institute for Italian-American Studies ha codotto un sondaggio telefonico da cui è emerso che tra i cittadini con diritto al voto circa il 30% non ha neanche ricevuto il plico necessario per votare.

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Vedendo da vicino i dati di ciascuna città è stato rilevato che in ogni città, piano piano scomparivano circa 1/4 degli elettori dai registri nel giro di pochi mesi.
Lo studio effettuato mette dunque in evidenza che i Ministeri dell'Interno (Comuni) e degli Esteri ( Consolati) non si sono ben coordinati tra di loro né con le associazioni, tanto da causare nel tempo la scomparsa dai registri degli italiani con diritto al voto e dei plichi stessi. Inoltre non è stata fatta alcuna attività di controllo da parte del Consiglio Generale degli Italiani all'estero e Comites, accusati di non aver messo il giusto impegno perché non interessati alle elezioni. Tale disorganizzazione viene percepita dalla comunità italiana all'estero che preferisce così estraniarsi dalla vita politica, e ad abbandonare il loro diritto al voto che diventa ormai quell'avamposto dell'italianità nostalgica.
L'Italia considera i suoi connazionali all'estero come parassiti o come estranei, si ricorda di loro solo quando occorrono i voti per riparare ad una situazione politica insostenibile. Invece l'Italia non sa che gli italiani all'estero non vogliono dimenticare le proprie origini, ma più che altro allontanarsi da quel sistema corrotto e perverso della burocrazia italiana, inefficiente e insostenibile. L'italianità nel mondo vive e si sviluppa sempre più grazie alle loro sole forze, e non certo grazie agli sforzi e ai finanziamento provenienti dal Governo Italiano, mentre l'Italia sopravvive a stento e si adagia sulle glorie del passato.

I finanziamenti che dovevano sostenere i progetti del censimento sono serviti solo a sostenere la rete organizzativa in sé, composta dai mille funzionari che si sono accaparrati una quota dei progetti, e in venti anni non hanno prodotto nulla. Vi è dunque la forte esigenze di cambiare i retaggi del passato e di affrontare il prossimo Censimento del 2010, con diversi strumenti. Lo studio L'Institute for Italian-American Studies propone allora un vero censimento basato sulla raccolta sul campo e in tempo reale dei dati attuali sulla comunità italiana all'estero ma soprattutto su un sistema decentrato nei diversi Stati. Occorre dunque adottare le metodologie utilizzate nei diversi Paesi, usufruendo anche delle strutture delle autorità locali, delle migliaia di associazioni presenti sul territorio. Il principio deve essere quello di unire gli italiani nel mondo utilizzando proprio le strutture che nel tempo sono sorte, le uniche in grado di arrivare in maniera capillare all'interno della Comunità italica.

Questa soluzione potrebbe contrastare in parte quell'etnocidio elettorale dai danni della comunità italiana nel mondo al solo scopo di manipolare le elezioni a vantaggio della classe politica. Se tutto questo non verrà fatto, senza un'organizzazione più efficiente anche il voto elettronico sarà una grande farsa, o meglio, un pericolo ancora più insidioso in quanto il sistema potrà essere ancora di più manipolato in maniera invisibile.

13 giugno 2007

La Banca dati delle Intelligenze italiane nel mondo


Il Ministero Affari Esteri lancerà a settembre il Progetto Columbus, una nuova piattaforma telematica che costituirà la banca dati delle Professionalità e Personalità degli italiani residenti all'estero. Il progetto nasce con lo scopo di monitorare la "mobilità internazionale dei connazionali altamente qualificati", costruendo una Banca Dati che farà un censimento delle varie tipologie professionali. Il Columbus è stato accolto con grande entusiasmo dalla comunità italiana all'estero, ma i primi dubbi cominciando già ad emergere soprattutto a causa della possibile discriminazione degli italiani che si trovano all'estero esclusi dai criteri di iscrizione alla piattaforma.
Quello che sarà un vero e proprio portale, avanzato rispetto all'esistente database Da Vinci, darà la possibilità agli iscritti di usufruire di un'area riservata che permetterà loro di visionare le statistiche sui professionisti italiani all'estero, ricevere informazioni sulle opportunità di collaborazioni con l'Italia, inserire e visionare news ed eventi interessanti, partecipare o proporre progetti ed iniziative che sono in fase di realizzazione. I vari iscritti potranno inoltre contribuire alla creazione di una biblioteca di documenti sugli italiani all'estero, e, infine di dialogare e interagire con gli altri professionisti appartenenti alla Columbus tramite una sezione specifica, al fine di creare un vero e proprio network di comunicazione.
Per entrare a far parte del database delle intelligenze italiane nel mondo occorrerà tuttavia possedere i requisiti minimi della nazionalità italiana , di residenza all'estero e dell'appartenenza ad una delle categorie professionali specificate .
Le "categorie discriminanti sono in grandi linee quelle tutte quelle che abbracciano un'attività di consulenza, amministrativa e professionale, andando ad escludere imprenditori e piccole professionalità non riconosciute da un albo o dal mondo accademico. Un grande neo questo perché potrebbe rivelarsi un progetto riduttivo perché troppo elitario, nonché, da un certo punto di vista, inutile e lesivo per la comunità di italiani residenti nel mondo che per la maggior parte è costituita da operai e piccoli imprenditori che. La loro grande importanza non è da sottovalutare perché costituiscono una grande parte dell'italianità nel mondo, l'ossatura essenziale del made in italy e delle esportazioni, e, per tale motivo, un grande punto di riferimento per la logistica all'estero.


Oggi giunge il Columbus come progetto rivelazione, ma forse non tutti sanno che l'Italia è già in ritardo su questo, in quanto già la legge del 1988 che disciplinava il censimento dei cittadini italiani all'estero con diritto di voto, prevedeva la costruzione di un database completo sull'italianità nel mondo: sono passati ormai vent'anni e nulla è stato fatto. Ci troviamo di fronte ad uno Stato che non sa neanche quanti sono nel mondo i cittadini italiani che hanno diritto al voto, che non conosce com'è composta quell'immensa comunità che si chiama italica. Sino ad oggi è stata la comunità italiana all'estero, le associazioni e le iniziative individuali, a fare un'attività di censimento delle sue intelligenze e delle attività economiche create nel mondo, dando così vita a banche dati di numerosità 10 volte superiore a quelle costruite dallo Stato italiano. La stessa banca dati dell'Aire, ossia dell'associazione italiani residenti esteri, è un progetto fallimentare in certo senso, in quanto le liste elettorali sono solo una farsa, assolutamente inefficienti e inadatte a rispondere alle esigenze degli italiani che desiderano esercitare il loro diritto di voto.
Il problema che ruota oggi intorno all'italianità è molto complesso, ha in sé nascosti molti aspetti poco chiari che vanno ad intrecciarsi tra di loro. La tendenza dello Stato italiano è quella di modificare i criteri di cittadinanza, andando ad incidere sulla possibilità o meno degli oriundi di acquisire la denominazione di cittadino italiano: ciò significa che l'Italia, vorrà, ad un certo punto negare l'appartenenza italiana, agli italiani figli dell'immigrazione e dell'etnocidio di cui è stato vittima il popolo. Si nega l'esistenza di una diaspora italiana, e ancor più viene ignorata perché non si vuole che si crei un'entità ben più forte ed estesa della stessa comunità italiana. Non si deve scherzare con chi ha dato la sua vita al made in italy, e l'Italia non deve e non ha nessun diritto di dimenticare la sua gente, Italiani venduti per il carbone. Tutti i progetti destinati ad unire l'Italia sono stati abbandonati, sabotati perché nessuno ha mai voluto che la comunità italiana e italica si unisca e vada a formare un'entità, forse ben più potente di quella esistente all'interno dello Stato. Nel caso specifico del Columbus, ritroviamo ancora una volta un progetto che ha tardato vent'anni ad arrivare, ma che non rappresenta l'italianità nel mondo: è un mero archivio dei professionisti italiani che esercitano la loro attività all'estero, che sia strettamente definita dai criteri espressi. Saranno molti gli italiani esclusi dal progetto, e il problema del censimento italico si riproporrà sistematicamente in quanto non verrà mai realizzato un vero e proprio network di italiani nel mondo.

17 maggio 2007

Il vecchio relitto della burocrazia previdenziale


I lavoratori marittimi chiedono un'assistenza previdenziale dopo aver subito gravi danni alla salute per l'esposizione all'amianto, ma il sistema burocratico italiano non risponde alle richieste e ai ricordi, tollerando l'indifferenza delle compagnie marittime.È questo ciò che traspare dalle vicende che stanno oggi colpendo i marittimi italiani che chiedono una pensione per invalidità, dopo aver trascorso mesi a bordo di una nave costruita con pannelli di amianto. Il caso è complesso e di snoda intorno ad una questione prettamente legislativa, una grande confusione di leggi e decreti che alla fine condannano delle persone che hanno lavorato un'intera vita a bordo di navi in condizioni non vivibili.

Con la legge 326/2004 sono stati estesi i benefici previdenziali per i lavoratori marittimi esposti all’amianto che prima non aveva. Così si è stabilito che le domande di pensionamento dovevano essere presentate all'INAIl, correlata di una dichiarazione delle compagnie marittime dell'esposizione del lavoratore di fatto all'amianto. Questa certificazione all'esposizione dell'amianto non può essere fatta senza una dichiarazione da parte della compagnia marittime che attesti che vi sia stata un'esposizione per la durata di di 8 ore al giorno. La competenza è stata poi trasferita dall'ultima finanziaria all'Ipsema (Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo) che si è poi ritrovata ad affrontare i problemi e i disagi del trasferimento dei dati e dell'organizzazione delle pratiche per i successivi controlli.

Il problema è sorto quando le compagnie si sono letteralmente rifiutate di consegnare tale dichiarazione, per paura di trovarsi poi costretti a rimodernare poi le navi. Infatti gran parte della flotta marittima italiana è in uno stato precario o fatiscente, ma le società marittime non investono nella ricostituzione delle navi o nella rigenerazione della struttura: sono costi troppo elevati per essere sostenuti a così pochi anni di distanza dall'acquisto. Le società marittime, ovviamente sono dei privati, ragionano sulla base di opportunità o di svantaggi nel sostenere questo investimento, e per tale motivo ignorano il problema dell'esposizione dell'amianto. Da questo punto di visto si potrebbe anche arrivare a concepire che una società, per non compromettere utili o stabilità della propria situazione finanziaria, rifiuti di firmare una tale certificazione, ma non è possibile concepire il fatto che lo Stato permetta che non vengano rispettate le sue norme.

L'Ipsema stabilisce precisamente che occorre questa dichiarazione da parte della società, ma se i lavoratori non riescono ad ottenerla perché le società sono vaghe e sfuggono da questa cosa, perché lo Stato o i sindacati non bloccano tali comportamenti. I controllori dell'applicazione delle norme è lo Stato stesso, non può aspettarsi che le società di armamento facciano qualcosa contro i loro interessi, e per tale motivo non prevedere che nessuna società sarà disposta con la conciliazione tra le parti a rilasciare una certificazione sulla pericolosità delle navi. Sarà lo Stato a doversi attivare, come fa già per le altre pratiche di pensionamento per esposizione all'amianto, costituendosi parte civile accanto ai lavoratori stessi nella difesa dei loro diritti. Oggi invece, incontriamo solo indifferenza, disordine in questa macchina burocratica che fa lo scarica barile da un ufficio all'altro, senza risolvere il problema che gli viene proposto. Intanto però i lavoratori oggi stanno aspettano i riconoscimento di un loro diritto, ma soprattutto stanno aspettando che gli uffici si attivino per far rispettare le loro regole. D'altro canto, gli uffici stessi aspettano una risposta o un chiarimento sulla strategia da intraprendere, vogliono nuove istruzioni da parte del governo o dei Ministeri per avviare eventualmente delle procedure di ispezione e di controllo. Di fatto, però, gli uffici non hanno alcun potere ispettivo, e a quanto pare, è troppo difficile chiedere alle forze di polizia di fare un'indagine.

Per cui se molti puntano il dito sulle società di armamento colpevoli di reato, noi ci chiediamo invece se in questo caso sia il controllore a non aver controllato o è la società che coglie l'occasione per evadere? Dove sono allora le associazioni di categoria, dove sono i sindacati? Questo non è il solito crimine delle società, ma è l'usura della burocrazia, che non ha l'obiettivo principale di difendere il cittadino, ma di applicare rigorosamente norme e decreti, in un labirinto di leggi da cui non si esce più.

11 maggio 2007

Condannata l'usura della Burocrazia


Il Tribunale di Venezia riconosce i danni esistenziali ad un'impresa che ha subito l'accanimento del fisco e il labirinto della burocrazia non razionale. Un'importante sentenza in difesa di una piccola impresa che si vede riconoscere dei danni non patrimoniali per l'usura causata dalla truffa del suo consulente, e dall'assurda incapacità della pubblica amministrazione di porre fine ad una procedura di oltre 15 anni.

La sentenza contro il Ministero dell'Economia e delle Finanze ( causa 2391/02 presso la terza sezione civile del Tribunale di Venezia) è una condanna esplicita e importante dell'usura provocata dalla burocrazia, quando diventa un labirinto di procedure e atti amministrativi che non hanno un senso logico, e scaturisce dal rimbalzare di una richiesta o di un fascicolo da una scrivania all'altra, senza che nessuno si fermi ad analizzare il caso nella sua totalità.
Senza entrare nel merito della controversia tributaria, il giudice tiene a precisare che essendo l'impresa vittima di una truffa da parte del suo commercialista, la pubblica amministrazione aveva il dovere di arrivare ad una soluzione che cautelasse il cittadino in una situazione di bisogno. Come logica vuole, i burocrati avrebbero dovuto prendere atto della richiesta di aiuto e della buona volontà mostrata da due imprenditori che chiedevano assistenza, mentre si sono limitati ad applicare delle procedure formali, ognuna fine a se stessa, perché non aveva una coerenza con il resto degli atti già consegnati.
La P.A. è responsabile per omissioni e ritardi, per la violazione della regole d’imparzialità e correttezza, dell'inutile e infondata reiterazione di contestazioni infondate, dato che era stata già dimostrata la responsabilità del professionista, di aver continuamente richiesto dei documenti già in possesso dell’Amministrazione. Intoppi burocratici, prassi interpretative non coerenti, il mancato sgravio delle sanzioni, delle sovrattasse, degli interessi hanno portato alla rovina un'impresa e una famiglia, che per 15 anni ha subito le pressioni e lo stress dei tribunali, degli uffici. Gli atti dell'Amministrazione, seppur legittimi, hanno difettato di logicità, e questa serie di comportamenti hanno condotto l'impresa ad un stillicidio di contestazioni, a catena, pervenute sempre in ritardo e con errori di calcolo sia negli interessi che nelle sanzioni. Tutto questo con l'aggravante che gli imprenditori hanno chiesto più volte di arrivare ad una conciliazione che chiudesse la storia una volta per tutte: hanno subito una violazione dei loro diritti, come sancito dall'art.97 della Costituzione.Sentenza Tribunale Venezia

Ma ciò che più di altre cose preme sottolineare, è che il Giudice difende questa impresa non come "utente", come numero a cui corrisponde una cartella esattoriale o uno storico delle banche dati, ma come cittadino, che in quanto tale ha il diritto inalienabile di non essere ucciso o rovinato dalla burocrazia, dallo Stato. Per tale motivo vi sono i fondamenti per chiedere il risarcimento di un danno non patrimoniale, ma esistenziale, derivante dall'usura e dalle pressioni subite che hanno compromesso il tenore di vita della famiglia.

Questo rappresenta, anche se debole, una prima conciliazione verso il riconoscimento del danno biologico provocato da eventi che colpiscono la sfera patrimoniale e non solo fisica: il confine che divide il danno morale, esistenziale e biologico è quasi evanescente, e forse la vera differenza sta proprio nei fiumi di inchiostro della dottrina e della giurisprudenza.
A questo proposito, la Cassazione si è spesso espressa, (sentenze n. 19965/2006 - n. 20616/2006 - n. 6572/2006 ), affermando che i danni causati da mobbing sono risarcibili purché provati rigorosamente con documentazione medica sulla natura e sulle caratteristiche del danno stesso: per il danno biologico deve essere visibile la lesione dell'integrità psicofisica medicalmente accertabile, mentre il danno esistenziale va dimostrato come pregiudizio che alteri le abitudini e le relazioni inducendo a scelte di vita diverse rispetto alle capacità o alle prospettive. Il problema tuttavia sorge quando non vi sono ancora degli strumenti scientifici adatti a dimostrare il danno invisibile che logora pian piano l'organismo per poi manifestarsi con malattie incurabili, di apparente origine biologica o genetica. La legge e la politica continua ad ignorare l'esistenza di una diretta correlazione tra il debito e la malattia, nonostante questo sia dimostrato da quella parte di scienza spesso isolata. In funzione di tali dubbi persistenti nella giurisprudenza, il danno biologico spesso non viene neanche preso in considerazione nelle cause condotte contro l'anatocismo, l'usura bancaria o l'accanimento dei creditori, che si risolvono così in un rimborso dell'indebito o dei soli danni patrimoniali che siano perfettamente quantificabili.
Sentenza Tribunale Venezia
I rischi dell'accanimento del fisco sono ancora in atto, e cambiano al mutare delle esigenze. È stato infatti rilevato che le società private incaricate dallo Stato di riscuotere tributi, tasse e sanzioni hanno avviato direttamente i pignoramenti dei conti correnti, nel pieno rispetto della legge. Diverse persone si sono viste così sottrarre dai propri conti correnti delle somme a copertura di cartelle esattoriali e quindi per presunti debiti.
Il secondo decreto legge 262/2006 , consente infatti agli esattori il "libero accesso all'anagrafe dei conti correnti senza il controllo dell'autorità giudiziaria", e prevede l’espropriazione diretta senza la necessaria vigilanza del Giudice delle Esecuzione, senza, quindi, verificare se quei soldi possono essere o meno pignorati, se sono destinati alla sussistenza della famiglia, al pagamento di un mutuo. Anche in questo caso viene dimenticato il principio costituzionale che lo Stato non può portarci al fallimento, o meglio, non può rovinarci, non può ucciderci.
Il contribuente non può esercitare opposizione fiscale all'accertamento cartolare del Fisco, ma solo dopo che perviene la cartella esattoriale, e il Fisco si presenta con il titolo esecutivo per incassare. Oggi, con la nuova legge il contribuente quindi non può difendersi, né durante la fase dell'accertamento, subendo il furto dei suoi dati o la violazione della sua privacy, né dopo nella fase dell'escussione.

Oggi, la virtualizzazione dell'economia ci porterà a combattere ogni giorno contro la burocrazia delle multinazionali e le entità private, che lentamente si stanno insinuando nell'offerta di servizi pubblici per divenire ben presto i soli a gestire le attività amministrative. Ciò che è in atto non è solo la privatizzazione o la liberalizzazione, ma è anche la dismissione da parte dello Stato di tutte quelle attività molto costose per una struttura grande e centralizzata, verso delle entità che si propongono con dei meccanismi pratici e virtualizzati. Il rovescio della medaglia è che ci troveremo dinanzi a delle entità che non conosciamo, e saremo costretti a subite in silenzio le conseguenze.

27 aprile 2007

Una nuova legge per il controllo massivo degli immigrati


Arriva in Parlamento il disegno di legge di riforma alla legge per l'immigrazione per introdurre una serie di strumenti burocratici che abbiano lo scopo di garantire sicurezza ed efficienza ai flussi migratori. Le leggi che regolamentano l'immigrazione sono un'arma a doppio taglio e possono far divenire legale una tratta degli schiavi, per far sopravvivere un sistema capitalistico fallimentare. Non dimentichiamo le leggi immigratorie del secondo dopoguerra dei paesi del Nord Europa, che hanno finanziato la ricostruzione e il boom economico con la tratta degli immigrati dei paesi europei più poveri, come l'Italia. Oggi la storia si ripete e in Italia si realizza la grande contraddizione: un Paese con un elevato tasso di emigrazione, soprattutto tra le giovani menti, emana leggi per regolamentare l'immigrazione e fare così ad altri, ciò che a suo tempo è stato fatto agli Italiani.

Molteplici sono i lati oscuri e ambigui della legge. Il meccanismo dei flussi di ingresso sarà dettato da una programmazione triennale delle quote di stranieri e non annuale, stabilite in base ai dati sull’effettiva richiesta di lavoro, valutando anche i programmi di istruzione e formazione svolti nei Paesi d’origine e la sensibilizzazione sulla cultura dello Stato Italiano.
Inoltre, per i visti sono previste delle semplificazioni con una documentazione più snella da presentare presso le sedi consolari, mentre per le domande di soggiorno breve vi sarà una procedura accelerata. Obiettivo di fondo è quello di incentivare i flussi immigratori e con essi risolvere quei problemi di competitività dell'imprese, e di deficit delle casse dell'Inps, in modo da garantire il pagamento delle pensioni di oggi, ed escludere invece il pagamento della pensione di domani.
La quota del flusso immigratorio prevede delle oscillazioni per i lavori stagionali e quelli di eccessiva richiesta, e si traduce nella creazione di una lista a cui gli immigrati possono iscriversi a distanza, tramite la rete. Le liste potranno essere tenute presso le rappresentanze diplomatiche italiane o presso enti e organismi internazionali residenti all'estero. Nasce così una banca dati ministeriale con tutte le richieste di ingresso per lavoro e le offerte di impiego, che esisterà per un periodo transitorio fino a quando non entreranno in funzione le liste che si tradurranno così in un certo di raccolta e smistamento dei dati personali ed anagrafici delle persone che desiderano entrare. Uguale funzione hanno le regole per le espulsioni, perché gli immigrati che non possiedono i requisiti per rimanere in Italia possono godere del il rimpatrio volontario e assistito se collaborano alla loro identificazione .
Allo stesso tempo verranno stabilite delle misure finalizzate a incentivare il ricorso a strumenti legali per il trasferimento delle rimesse, in modo da tracciare i movimenti di denaro che escono dall'Italia al fine di studiare il reddito prodotto e quello che fuoriesce.
Alla luce di tali provvedimenti diventano sempre più chiari i motivi che hanno decretato gli scandali delle Agenzie di Transfer Money, e li stessi decreti anti-riciclaggio, che mirano a controllare i finanziamenti al terrorismo o meglio il movimento del denaro all'interno del circuito bancario.

Sul ruolo delle liste entra in gioco la figura dello sponsor, ossia di una sorta di garante che avrà il potere, accanto all'ufficio immigrazione, di far entrare in Italia immigrati in cerca di lavoro fornendo garanzie sul sostentamento e l’eventuale rimpatrio. Potranno essere sponsor enti e organismi istituzionali (Regioni ed Enti locali), associazioni imprenditoriali e professionali. Su questa norma sorgono leciti dubbi, in quanto un'associazione professionale o imprenditoriale può essere anche di copertura ad attività criminali di sfruttamento dell'immigrazione.
Viene creato inoltre un canale privilegiato per l’immigrazione di lavoratori qualificati, ossia cervelli e personale di spettacolo, che avranno come garante Multinazionali e Università: nasce così l'immigrazione di serie A e quella di serie B, perché mentre le persone che hanno avuto da sempre poche opportunità dovranno sottostare ad un regime di controllo più rigido, mentre le multinazionali avranno carta bianca nel gestire il flusso immigratorio.
Ampia discrezionalità è stata riservata alla tutela dei diritti degli immigrati che non riescono ad ottenere il rinnovo del permesso, in quanto se non sono in grado di mantenere un livello di sussistenza per almeno un anno, vengono espulsi. Basti pensare che i minori, familiari dello straniero che gode di un permesso di soggiorno, avrà diritto a rimanere in Italia solo se ha partecipato ai progetti di accoglienza e tutela gestiti da enti o associazioni pubbliche o private. In caso contrario verrà espulso, con la magra consolazione che potrà far ricorso al rimpatrio volontario e assistito.

Grande novità della riforma è l’attribuzione del diritto di votare o di candidarsi alle elezioni amministrative in favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno. Un diritto questo che sembra dare agli immigrati anche un diritto di cittadinanza alla pari a quella degli italiani, ma in realtà è solo un contentino per delle persone che non avranno mai una posizione di vero cittadino. Nasce così la nuova generazione di cittadini italiani: quelli che non hanno più origini proprie, che vengono risucchiati dalla strategia della globalizzazione, che pagano le nostre pensioni con il loro lavoro e le loro tasse, senza avere in contropartita pochi se non rari vantaggi. Probabilmente non avranno mai una pensione se rientrano nel paese di origine, potranno godere di un'assistenza sociale ridotta all'osso dalle poche garanzie degli ammortizzatori sociali, con il rischio che dopo anni di lavoro vengano espulsi perché non possiedono più i requisiti per il soggiorno. E così l'Italia, il Bel Paese, li sfrutta fin quando ne ha bisogno, e poi li espelle o li mette ai margini della società per ricordare loro che sono sempre degli stranieri, in terra straniera.

17 luglio 2006

L’Inghilterra, capitale del crimine Mondiale

Chaim Weizmann
Lo Stato di Israele nasce nel 1917 con il famoso patto di Balfour ratificato da Ebrei e Inglesi, i quali diedero il loro appoggio alla creazione di uno Stato sovrano in terra Palestina per prendere possesso di un’invenzione di importanza strategica e per ottenere una collaborazione nei servizi di spionaggio contro i turchi. Chaim Weizmann, chimico di fama internazionale che divenne così il primo presidente dello Stato di Israele, riuscì infatti a progettare un meccanismo rivoluzionario in grado di estrarre un petrolio sintetico da sostanze organiche abbondanti in natura. In nome del suo padre fondatore, esiste oggi in Israele un importante centro di ricerca di biotecnologie, le cui scoperte sono tuttora tenute nel massimo riserbo.

Gli Inglesi avevano assolutamente bisogno dell’invenzione di Weizmain che fu ceduta alla sola condizione che venisse creata la National Home, dal “Mediterraneo al Grande Fiume” - come recitava la Bibbia - mantenendo sempre i diritti degli arabi che vivevano. Nel frattempo nel 1920 l’Inghilterra diede il suo consenso alla creazione della Giordania, per ricambiare la collaborazione e il sostegno politico-militare di Adballa, che nel 1946 è stata resa indipendente con il nome Transgiordania tramite un mandato britannico, e nel 1949 resa sovrana come regno di Giordania.

1917-Missiva destianata al Ministro degli esteri
britannico Arthur James Balfour, Lord Rothschild

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La storia delle origini della struttura politica del Medioriente è stata, dunque, nel tempo stravolta e riscritta dai vincitori e dagli Stati colonialisti, che usarono e manovrarono quei popoli per affermare il loro indiscusso predominio.
Nessuno forse sa, o ancora tiene nascosto, ma sicuramente gli anziani ebrei ricordano, che il destino di un’intera regione geopolitica si è giocata in un solo giorno, ossia domenica 15 maggio del 1948. I patti di Balfour nascondevano infatti il grande inganno dell’Inghilterra, che aspettandosi che la dichiarazione ufficiale avvenisse nella serata della Domenica 15 Maggio come convenuto nel Patto di Balfour, acconsentì alla creazione di Israele, ben sapendo che presto sarebbe stata invasa dagli eserciti dei popoli arabi circostanti.
David Ben Gurion, tuttavia, anticipò le aspettative degli Inglesi, sui quali sapeva di non poter affidare la sorte del suo popolo, e al tramonto del Venerdì annunciò la nascita dello Stato d’Israele che fu subito riconosciuto da America, Russia e Italia. Nella mattinata della domenica gli eserciti dell’Iraq, della Siria, dello Yemen, dell’Egitto e della Transgiordania, condotto quest’ultimo da generali inglesi, invasero lo Stato di Israele, ovviamente in maniera illegittima proprio in virtù della mossa in anticipo di Ben Gurion.

Quando vennero create le Nazioni Unite, una volta cessato il grande conflitto mondiale, il Patto di Balfour non fu riconosciuto, e venne presa in considerazione solo l’istituzione dello stato Giordano, cancellando così per sempre un pezzo di storia. Dichiararono la nascita dello Stato di Israele a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, negando l’esistenza dei patti ratificati dall’Inghilterra.

Il Pres. Truman e Gurion in un incontro del 1951
per commemorare il rinoscimento di Israele del 1948


L’unica verità che oggi possiamo difendere e affermare con grande convinzione è che l’Inghilerra crede di possedere un assoluto potere, e in virtù di questo fomenta eterni conflitti con le sue maniere espansionistiche al solo scopo di mantenere un controllo sugli Stati e così di derubarli. Oggi manovra i paesi arabi, le guerriglie e i movimenti fondamentalisti, e spinge Israele ad espandersi per difendere il suo diritto all’esistenza.

L’Inghilterra, con i suoi Lord, i suoi Baroni Ladroni, è la capitale del crimine organizzato. Ha creato l’Onu per fare il deserto intorno ai suoi crimini, restando in silenzio mentre manovra gli attentati, le guerre e genocidi.
Lo Stato di Israele è stato creato perché gli Inglesi sapevano che non sarebbe più esistito, al solo scopo di dare origine ad un conflitto sanguinario ed eterno, che avrebbe permesso all’Inghilterra e alle potenze occidentali di profittare del caos e dell’anarchia per far bottino. Rabin aveva capito il grande male che era stato fatto e che veniva taciuto dalle potenze mondiali: cercava la pace con i popoli arabi per mettere fine a quel circolo vizioso che aizzava l’uno contro l’altro permettendo a terzi di derubare la loro stressa vita. Ai popoli arabi, come la Giordania era stato promesso qualcosa, agli Ebrei era stato promesso il diritto all’esistenza, ma sono stati deliberatamente traditi entrambi, mantenendo in vita solo l’odio.

14 maggio 1948 - David Ben Gurion pronuncia
pubblicamente la Costituzione dello Stato dell'Israele


Uno spaventoso rogo di violenze e terrore si sta ora per abbattere su tutto il Medioriente, e mentre si espande inesorabilmente si cerca di capire chi ha sparato prima. In realtà è l’Inghilterra che va fermata e condannata per crimini contro l’Umanità, per il genocidio perpetuato lungo questo secolo, per l’Etnocidio dei popoli , perché è l’inizio e la fine del terrorismo, dei razzismi e delle stragi.
Oggi facciamo la guerra al terrorismo, che ieri era il caos e le violenze delle bande, sganciamo 150 mila bombe in un mese sulla popolazione inerme in nome della democrazia, difendiamo le liberalizzazioni e le privatizzazioni: facciamo tutto questo e in realtà assecondiamo il colonialismo delle multinazionali e delle lobbies bancarie, che ci comprano e ci vendono ai carnefici per un prezzo più alto.

Quello che oggi, e in questi lunghi cento anni è avvenuto in Palestina, è quello che si è abbattuto nei Balcani. Gli Inglesi si sono introdotti da padroni con un corteo di caschi blu, hanno scortato i mercenari mujaheddin sino alle enclavi serbe, assistendo alla carneficina di migliaia di serbi. I popoli dei Balcani hanno combattuto questa guerra per poi firmare un trattato di pace che ha decretato l’inizio della loro morte. Continuano oggi ad odiarsi e ad ammazzarsi perché istigati dal perpetuarsi di ingiustizie, di referendum che frammentano gli Stati, di leggi che provocano divisioni e sollevano gli animi contro i propri fratelli. Immaginate che il marco convertibile bosniaco, è stato inciso in lingua serba sbagliandone la grammatica: questo è solo uno degli infimi sistemi che usano per infondere odio e disprezzo nei confronti di uno Stato o per le altre etnie.


Il recentissimo attacco che ha colpito il fondatore della Etleboro è stato solo un modo per creare odio e diffidenza sulla sua persona, per attentare alla sua vita e imputarne la responsabilità a fanatici musulmani, con i quali intanto stava trattando in un altro Stato per portare alla luce la verità su una guerra sbagliata. Egli infatti intendeva convincere i Mujaheddin di Bosnia a prestare la loro testimonianza in favore delle verità su Srebrenica, dopo che il governo di Sarajevo aveva negato loro la cittadinanza anche se l’avevano ottenuta prima per aver offerto il loro aiuto accanto ai fratelli musulmani.
Hanno così tempestivamente agito per fermarlo, per screditarlo ed evitare che gli inganni dell’ONU e del FMI venissero finalmente scoperti. I servizi segreti, tuttavia, non dovrebbero controllare su di noi, ma sui nomi dei criminali che abbiamo già fatto, sulle sette, sulle Banche e sui loro governatori che in un salotto o in un consiglio di amministrazione decretano una guerra o la fine di uno Stato.


Se il popolo di Israele soffre, se quello palestinese viene martoriato e additato, se i serbi o i croati si sterminano a vicenda, se i nostri imprenditori muoiono uccisi dal sistema bancario è colpa dei colonialisti che si nascondono dietro le istituzioni, le ambasciate e le organizzazioni umanitarie.

Vi chiediamo di riflettere sulle parole che appartengono a due grandi uomini che hanno fatto la nostra storia.

"La Palestina appartiene agli arabi allo stesso modo in cui l'Inghilterra appartiene agli inglesi o la Francia ai francesi"
- Gandhi -

"La Palestina sarà ebraica quanto l'Inghilterra e' inglese"
- Weizmann -

Abbiamo fatto delle domande a questi Signori, mai nessuno ha dato una risposta. Se non sono stati in grado di fare questo, cosa pensano di poterci insegnare?

31 maggio 2006

Che paghi l'Eni il conto


Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq.Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid è lasciato il paese in poco tempo.
Perchè, allora, siamo andati in Afghanistan?Se il nostro era un esercito di pace, decidendo per il ritiro si vuole forse dire che non vogliamo più la pace, ma la guerra, vuol dire che abbandoniamo una missione umanitaria?

Il sacrificio dei nostri italiani a che cosa è valso?Abbiamo subito attentati, i nostri uomini sono morti per portare una luce di verità, ma hanno trovato solo oscurità. Molti soldi sono stati spesi per riportare i nostri giornalisti e i nostri missionari a casa sani e salvi, anche se sorgono molti dubbi su questi sequestri, come lo stesso Financial Times ha affermato. Il Times ha dichiarato che i riscatti sono stati pagati per un ammontare che supera i 45 milioni di dollari, versando fino all'ultimo cent che per poco non ci rilasciavano anche una ricevuta. Ci deve essere sfuggito qualcosa forse, e chiediamo, a questo punto, come è possibile che il Times sa quanto è stato pagato per i riscatti, considerando che dietro un sequestro vi sono una infinità di passaggi. È riuscito a ricostruire tutti gli eventi, e adesso che lo sappiamo, andremo direttamente da loro a chiedere invece di consultare i nostri servizi segreti. Insomma aveva ragione Cossiga che le "due Simone" si erano sequestrate da sole. Non vi sono molte alternative: o loro hanno detto una bufala, oppure dietro i rapimenti vi è una regia, la stessa che poi informa questi grandi quotidiani, che a tempo debito tirano fuori le notizie per usarle contro di noi.

Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Bagdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.

Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora la Banca Centrale Irakena, dov'è finito l'oro irakeno?Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food" , perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream. Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolarizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.



Rapporto Volker PDFLa guerra in Irak nasconde davvero grandi segreti, ed è stata una guerra molto strana perché della prima guerra nel golfo non si è visto assolutamente nulla di ciò che accadeva all'in fuori delle immagini che la sola CNN passava alla televisione. Basti pensare che sono hanno creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ad un aereo che non è mai caduto, e poi ai famosi 200 bambini caduti per terra dalle incubatrici. È stata dunque la prima guerra vista dal televisore. Ci auguriamo che l'Iraq non abbia invaso il Kuwait perché pagato dalle stesse lobby che hanno finanziato Hitler, per comprare poi il petrolio kuwaitiano a basso prezzo, essendovi stato prima di tale invasione un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio del Kuwait. In quel caso però Saddam è stato ingannato, perchè dopo essere stato strumentalizzato è stato abbandonato ed è stato distrutto dalle stesse lobbies che lo finanziavano e lo armavano, in cambio del suo petrolio che era allora letteralmente strategico sul mercato petrolifero. Un po' come la banca che prima ti finanzia e poi ti porta in un aula di tribunale per toglierti la casa e l'impresa.
Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: la Russia aveva combattuto anni l'Afganistan, la Francia l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.
Onoriamo gli Italiani morti in Iraq, che sono stati ingannati, perchè credevano di dare il loro sangue per la patria, mentre invece lo hanno dato per le Banche.

Enzo Baldoni
Fabrizio Quattrocchi
Nicola Calipari
Massimo Ficuciello
Mimmo Intravaia
Alfio Ragazzi
Orazio Majorana
Giovanni Cavallaro
Daniele Ghione
Giuseppe Coletta
Silvio Olla
Enzo Fregosi
Alfonso Trincone
Massimiliano Bruno
Emanuele Ferraro
Alessandro Carrisi
Pietro Petrucci
Domenico Intravaia
Ivan Ghitti
Andrea Filippa
Filippo Merlino
Stefano Rolla
Marco Beci
Carlo De Trizio
Nicola Ciardelli
Franco Lattanzi

19 aprile 2006

Il "sabotaggio" come strumento di controllo mentale


Gli assurdi eventi che ci circondano ci inducono spesso a pensare cosa mai “è diventato” l’uomo e cosa il mondo, mentre la domanda più giusta da porsi è “dove ci porterà il mondo e cosa noi diventeremo”. Siamo entrati ormai in un’epoca dai tempi difficili, in cui i problemi economici ed energetici porteranno gli individui sempre più vicini allo scontro di civiltà, in uno stato di guerra perenne e controllata.
Questa è una guerra psicologica, è il sabotage che spinge il male contro il bene, è un controllo mentale. Dall’oggi al domani ci saranno in Europa rallentamenti,tagli alle amministrazioni pubbliche, blackout di elettricità , disservizi nei voli e nei trasporti, e sopratutto potremmo assistere ad attentati di grande effetto nei centri commerciali , oppure a rapimenti e sequestri: tutto ciò che potrà scatenare la vendetta dei signori della guerra.

E ancora avremo un costante deterioramento nei sistemi di telecomunicazione, rallentamenti od ostruzioni amministrative, le perturbazioni nelle reti di trasporto, i difetti di fabbricazione industriali, licenziamenti di massa. Il sistema economico verrà paralizzato, reso parassitario e tutti i poteri agiranno per il sabotaggio. Il sabotaggio è una forma di criminalità molto ambigua, contro la quale è molto difficile lottare, e una volta diffusa sarà difficile ristabilire un clima vivibile per i popoli.

La crisi monetaria e petrolifera ben presto si faranno sentire, la situazione economica degli Stati più deboli così come degli individui sarà sempre più precaria a causa della perdita del potere d’acquisto dei propri salari e del fallimento delle imprese, ormai ridotte allo stremo. Il malcontento e il malessere sociale sconvolgeranno l’equilibrio politico già precario degli Stati, perché le folle si solleveranno in manifestazioni sempre più violente . La criminalità, i suicidi e gli atti di pura follia saranno ormai frequenti e all’ordine del giorno, e contribuiranno a creare una sensazione di caos e smarrimento.

La crisi dell’Iran ben presto troverà una soluzione, il mondo sarà presto salvato dagli eroi e tutti li acclameranno com e portatori di stabilità politica. Mahmoud Ahmadinejad sarà ricordato dalla storia come il primo presidente suicida, un vero autolesionista che nella follia più pura sta portando un paese in guerra trascinando nel baratro anche l’economia mondiale. Anche la sua follia omicida che ha armato i missili contro Israele in un momento di grave crisi, rientra paradossalmente nel quadro della guerra perenne, del sabotaggio ad oltranza. Credete che sia infatti frutto del caso che gli Stati Uniti abbiano appoggiato negli anni precedenti il suo governo, pur conoscendo la sua indole fanatica e fondamentalista? Intenzionalmente è stato posto alla guida di un paese così importante, sia per le risorse petrolifere che per la sua posizione geografica, altamente strategica perché porta verso l’Oriente.
Oggi noi siamo in una situazione in cui le forze del male vogliono estrapolare la nostra credenza per rubarci la nostra identità. I media finanziati dai privati, che si spacciano per un’istituzione, attuano un controllo mentale, inviando migliaia di messaggi subliminali, che vanno a corrompere il nostro spirito e mettono in discussione le nostre tradizioni più profonde, perchè noi tutti ci basiamo sul concetto cd. Matrix, ossia di catalogazione dei dati. Mentre noi guarderemo tutte queste assurdità, il pensiero le condurrà ad ambienti islamici, ma in realtà è un controllo mentale, dietro il quale si nasconde il processo di decristianesimo. Il loro obbiettivo è togliere la nostra fede interna, per gettarla poi nel materialismo. Quando parliamo di ricerca mentale è doveroso capire che stiamo parlando di un campo completamente nelle mani delle strutture private, come la Vodafone o National Geografic, che hanno un quadro molto chiaro di quello che qui stiamo dipingendo. Cercate di vedere dove sono le nostre tradizioni, cercate ritrovare e cercare continuamente le vostre origini per non perdervi nel materialismo.

Alla base del controllo dei poteri non vi è un gruppo di persone, ma di intelligenze artificiali, programmi che elaborano dati ed informazioni, calcolatori non convenzionali. La truffa così com’è strutturata non può essere gestita da un gruppo di persone ma da programmi: le grandi società che raccolgono e trattano dati nascondono dei processi lavorativi. È assurdo e molto grave che un Paese utilizzi per i data base della polizia di Stato i software della LOTUS e della IBM, e gli stessi programmi sono usati da tutte compagnie telefoniche, dalle Banche e dalle intelligence. Non esiste oggi un elaboratore che sia in grado di compattare e gestire la disinformazione, e non avendo questa tecnologia noi non potremo mai capire in tempo cosa stia succedendo perchè la tecnologia che abbiamo è obsoleta.
Vengono emanate leggi per la “protezione dei dati personali” delle imprese alquanto strane, perché oltre ad essere inutili rimettono la sicurezza delle informazioni di un’impresa alle società di consulenza e di ricerca dati. Gli uffici di statistica, come l’Instat, sono le società più finanziate, e i loro calcolatori elaborano dati demografici, di produzione, di consumo, dati personali. Se per esempio tramite gli elaboratori si è in grado di sapere quanto un Paese consuma di una determinata materia prima, è possibile poi giocare su tale informazione con le politiche sui dazi, sulle quote di importazione, sulle regole del commercio al fine di indebitare e sottomettere un popolo. Uno Stato indebitato è una facile preda dei suoi Creditori più potenti, che possono così rastrellare le sue ricchezze in maniera lenta e invisibile. Le direttive CE sono ideate e scritte dai comitati d’esperti che affiancano segretamente la Commissione Europea e nei quali siedono i consulenti delle multinazionali, gli stessi gruppi che poi profitteranno dalle leggi che saranno emanate.