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10 marzo 2009

L'Еuropa frantumata in tre parti?


L'Agenzia di intelligence americana CIA ha stilato un quadro sulla futura conformazione dell'Europa nel 2020, dividendo il continente europeo in tre blocchi di divisione territoriale e per zone di influenza. Il rapporto della Cia, trova però un'immagine speculare in un documento simile stilato da esperti di intelligence russa, secondo il quale, entro il prossimo anno, il Presidente Barack proclamerà uno Stato di emergenza, ed entro il 2011 gli Stati Uniti d'America si frantumeranno in Paesi, mentre Russia e Cina diventeranno la colonna portante del Nuovo Ordine Mondiale.

L'Agenzia di intelligence americana CIA ha stilato un quadro sulla futura conformazione dell'Europa nel 2020, dividendo il continente europeo in tre blocchi di divisione territoriale e per zone di influenza. La cosiddetta Europa Occidentale, che comprenderà Germania, Francia, Gran Bretagna, e Austria, accanto poi a Spagna e Italia, si affiancherà alla Seconda Europa, denominata Nuova Europa, in cui confluirà Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, insieme poi a Slovenia e Croazia. Il blocco orientale sarà costituito, secondo lo stesso rapporto della CIA, dalla Federazione Balcanica che include il Sud Est Europa, con popolazione a maggioranza ortodossa, includendo oltre ai Balcani Occidentali anche Romania, Bulgaria e Grecia. Un quadro che ci riconduce allo stesso programma di espansione dell'ex Presidente jugoslavo, Josip Broz Tito, o al vecchio Impero d'Asburgo, "sotto il controllo economico della Germania e il patronato degli Stati Uniti", come sottolinea il rapporto della CIA. L'analisi precisa inoltre che la crisi globale degenererà al punto da sfociare in moti rivoluzionari all'interno dell'Europa, e che di conseguenza i Paesi balcanici non entreranno mai nell'Unione Europea. Per cui, come gli analisti ussi prevedono la frantumazione dello Stato Americano, la CIA annuncia che anche la UE si spaccherà in tre entità divise tra di loro e differenti per il sistema economico e sociale.

Ivan Sijakovic, sociologo di Banjaluka, commentando la notizia giunta in Bosnia Erzegovina, ha chiarito che queste dichiarazioni potranno essere solo dei giochi di potere, al solo scopo di tenere in sospeso Stati con il continuo timore di insicurezza ed esclusione politica. "Alla base di questa previsione vi è un gioco di potere. Il potere economico e militare che gli Americani avevano in passato non basta e ora usano gli scenari futuri. Lo scopo resta quello di destabilizzare gli altri Stati. Il controllo con la paura e l'insicurezza degli altri Stati non sono spesso vicini alla realtà", ha dichiarato Sijakovic per il quotidiano Fokus di Banjaluka. Questi rapporti che dipingono scenari con storie più o meno false o vere, come "le previsioni del tempo" alla vecchia maniera senza tecnologie, inducono le persone a sperare in un futuro non sicuro, estraniandosi dalla vita quotidiana con l'immagine che "in casa degli altri" si vive peggio. Il rapporto della Cia, trova però un'immagine speculare in un documento simile stilato da esperti di intelligence russa. Così dall'altra parte dell'Atlantico, risponde Igor Panarin, ex portavoce dell'Agenzia cosmonautica russa e analista presso il KGB, ha previsto che il prossimo anno il Presidente Barack proclamerà uno Stato di emergenza, ed entro il 2011 gli Stati Uniti d'America si frantumeranno in Paesi, mentre Russia e Cina diventeranno la colonna portante del Nuovo Ordine Mondiale.

Panarin ritiene che il tenore morale e lo stress psicologico che è presente in America da anni, sta provocando una situazione estrema sia nel tessuto sociale che in quello istituzionale, e in questa chiave di lettura esamina le decisioni prese sia dall'UE che dagli stessi Stati Uniti. "Sono stato in America poco tempo fa e, vedendo cosa accade, posso dire che quella terra è ormai lontana da quello che si chiamava ‘american dream’ ", afferma Panarin, parlando così di un vero e proprio crollo del Sistema americano, che beneficerà invece la crescita di Russia e Cina, le quali riusciranno a costruire un sistema economico che li farà uscire da questa crisi in maniera più rapida e semplice. Panarin ritiene che ciò che unisce Russia e Cina, potrà rafforzare anche le economie degli altri Paesi, dando un nuovo corso al valore che ora ha il dollaro sui loro mercati. Per quanto riguarda il piano di cambiamenti dei territori, Panarin ritiene che la stessa Al Qaeda avrà un ruolo determinante. Il piano si basa su sette fasi principali, completando la sua dinamica nel 2020. La più interessante sembra la quinta fase, prevista per il 2013, quando sarà proclamato lo Stato islamico (Kalifat), e ad esso viene conferito il ruolo di partecipare alla creazione del nuovo ordine mondiale. Da questo momento in poi comincerà la sesta fase, che vedrà l'ultimo scontro tra credenti e non credenti religiosi. La settima fase è denominata "la vittoria finale", e si avrà quando il resto del mondo sarà sottoposto alla religione musulmana.

Da tale analisi, Panarin ricorda quando spesso si affermava che la zona dei Balcani, della BiH, della Croazia e del Kosovo erano molto importanti per l'avanzamento della religione islamica in Europa. Della stessa opinione è anche Dzevad Galijasevic, esperto dei crimini dei Mujahedin, secondo il quale questa è solo l'attuazione del vecchio piano della CIA, già noto a coloro che seguono da tempo le dinamiche nei Balcani. "Il documento della CIA è stato pubblicato per attuare un piano e un'ideologia che gli USA non hanno abbandonato. Proprio per questo in Bosnia, Kosovo, Montenegro e Macedonia le controversie tra le etnie non sembrano finire. Tendono dunque a creare una trasversale di tensioni nell'UE", dichiarava Galijasevic. Ad ogni modo, ogni piano evidenziato dalle rispettive intelligence, evidenziano come dovrà essere negoziato in futuro il nuovo accordo tra i blocchi continentali, minacciando da una parte la spaccatura dell'UE e dall'altra l'avanzare dell'islamizzazione e delle divisioni etniche anche nel mondo occidentale. Gli Stati Uniti stanno tentando, in maniera evidente, di ottenere una posizione strategica all'interno dell'UE, ma allo stesso tempo provocano tensioni interne, ben sapendo che l'Europa dipende più da Russia e Cina che dall'America. Se gli Stati Uniti e la CIA trattano la guerra come "scontro tra civiltà", in cui ognuno aspira ad ottenere il potere centrale, Cina e Russia spero in un'alleanza sempre più forte, con la quale potranno rispondere ad armi pari.

Rinascita Balcanica

19 novembre 2008

Quei “bravi ragazzi” della CIA


La CIA rende pubblico un rapporto secondo il quale le forze estremiste kosovare, ex membri dell’UCK, sono pronti a colpire i politici serbi e funzionari dell’amministrazione internazionale. Un rapporto che cerca di mettere in guardia il Governo serbo, ma potrebbe anche nascondere il tentativo di rafforzare la militarizzazione della provincia e la presenza di forze internazionali.

“Estremisti kosovari, ex membri dell’Uck, (Ushtria Clirimtare e Kosov), finanziati da terroristi arabi stanno preparando un attentato, per colpire politici serbi e funzionari dell’amministrazione internazionale.” Questo quanto dichiarato dalla Cia nel suo ultimo rapporto, inviato alla polizia serba. “Le cellule di estremisti non guardano più solo ai serbi e alla città di Belgrado come principali nemici - si legge nel rapporto - ma il suo sguardo si è esteso più a Ovest, su Washington e Bruxelles. Appartengono a un gruppo di fondamentalisti islamici e, in quanto tali, hanno come unico scopo quello di attaccare tutti i ‘non credenti’. Ci sono le prove - continua - che i componenti del gruppo facevano parte dell’UCK, che a sua volta aveva diretti contatti con Al Qaeda.” Nel rapporto non sono stati specificati i nomi dei possibili politici nel mirino dei terroristi, ma evidenzia con certezza che saranno colpite le più alte cariche delle Istituzioni Internazionali, del Governo serbo nonché obiettivi sensibili, preannunciando così per il Kosovo "uno scenario da Afghanistan". I possibili ‘covi’ degli estremisti, individuati sono Dakovica, Srbica, Vucitrn. I politici albanesi del Kosovo ora hanno un ruolo molto importante perchè possono controllare la situazione anche a proprio vantaggio, ma questo forse non durerà ancora per molto, in quanto l’equilibrio interno potrebbe degenerare. Gli estremisti, secondo la CIA, credono di avere la strada libera davanti a sé dal momento che l’indipendenza del Paese non è stata ancora perfezionata, e difficilmente lo sarà nel breve periodo.
Con questo rapporto sembra che l’America abbia finalmente confermato la sua impotenza nel controllare la situazione locale e internazionale, informando di questo la Serbia, che non potrà controllare parte del territorio. Come sempre, quando le cose non vanno o dopo il fallimento di una politica che ha impoverito i popoli, si accusa Al Qaeda, e dopotutto è sempre più facile riversare la colpa sul terrorismo, i movimenti estremisti e la criminalità organizzata. Ora si rievoca una vecchia storia e si terrorizza di nuovo il popolo serbo, parlando di possibili attacchi estremisti, quando in realtà tutt’oggi in Kosovo, molte persone muoiono a causa dell'uranio impoverito lanciato nei bombardamenti del ’99 da parte della Nato, quindi dell’America stessa. Come riportato in un rapporto dal titolo “La Nato uccide ancora persone in Kosovo”, i malati di cancro in Serbia sono triplicati dopo i bombardamenti, e il numero è destinato a crescere sempre più a causa dei proiettili imbottiti di uranio impoverito, che si trovano in oltre 112 siti in tutto il Kosovo. L’UNSP ha stilato una mappa, presentata a Ginevra, che ha confermato che la Nato ha gettato 31.000 proiettili all’uranio impoverito, violando le convenzione internazionali per i diritti umani, mentre secondo l’esercito Jugoslavo sarebbero 50.000 i proiettili lanciati in 78 giorni di bombardamento, mentre fonti russe riportano una cifra ben più elevata, pari a 90.000 proiettili radioattivi.

Secondo una ricerca condotta dall’ospedale di Kosovska Mitrovica, nel 2005 i malati erano il 38% in più rispetto al 2004. La media mondiale registra il 6% di malati di cancro, ogni 1000 abitanti, mentre in Kosovo la percentuale è decisamente più alta, pari al 20% della popolazione. Lo stesso ospedale di Pristina ha confermato che i casi di cancro maligno sono aumentati, e solo tra il 2004 e il 2005 sono stati evidenziati 3500 casi di cancro tra i cittadini albanesi, come dichiarato dal direttore dell’istituto radiologico a Pristina, Dzavit Bicaj. Non bisogna poi dimenticare i danni subiti dalle truppe della KFOR dislocate in Kosovo: sono oltre 150 i militari italiani che si sono ammalati, in stanza a Dakovica e Decani, dove sono stati esposti ad una massiccia concentrazione di radiazioni, maggiore rispetto a qualsiasi altra zona del Kosovo. Tra il 2000 e il 2004, diversi team di esperti hanno condotto numerose indagini sul territorio del Kosovo e di Metohija, per analizzare la radioattività delle terre, delle acque, della vegetazione e degli animali, rilevando che tutti i luoghi colpiti dai bombardamenti avrebbero dovuto essere evacuati per questioni di sicurezza. Finora, però, nessuna legge regolamenta quelle zone. I rilievi ha dimostrato che la radioattività beta e gamma ha superato i limiti di quella consentita, ritrovando tracce radioattive persino nel latte di mucca, e per neutralizzare la radioattività di un territorio sono necessari almeno 250 anni.

Da questo punto di vista, è proprio inutile che la CIA parli ora di pericolo islamico in Kosovo, dopo che ha letteralmente ignorato gli avvertimenti delle intelligence europee e dei Balcani che denunciavano la pericolosità dei movimenti di estremismo islamico che si venivano a creare nella provincia. Per anni il governo della ex Jugoslavia ha combattuto i movimenti estremisti del Kosovo e della Bosnia, e per questo è stata persino bombardata. Stati Uniti e Europa hanno preso le loro posizioni nei Balcani affermando di portare la democrazia, ma oggi diventa sempre più evidente che la situazione sta sfuggendo dal loro controllo. In Kosovo aumentano sempre di più gli attacchi dimostrativi, e non solo verso il popolo serbo che si trova nel nord della provincia, ma persino contro gli Uffici delle missioni Internazionali, che evidentemente hanno sottovalutato la pericolosità di queste "cellule dormienti". Dopo aver dichiarato che la “situazione potrebbe essere fuori dal loro controllo”, non è da escludere che sarà aumentata la militarizzazione del territorio usando l’alibi di Al Qaeda per dislocare quante più forze militari a controllo del territorio. Non dimentichiamo che, nei piani dell’America, il Kosovo doveva divenire la base statunitense nell’Europa Orientale per eccellenza: un progetto questo che resta a tutti gli effetti ancora valido. La Cia non è mai stata una "buona amica" della Serbia, quindi bisogna sempre prendere con le pinze questi consigli gratuiti dei "benefattori" che hanno devastato e inquinato un intera provincia.

14 settembre 2007

La continua ascesa della Russia sulle macerie degli Stati Uniti


Mosca presenta al mondo intero la bomba ad implosione più potente del mondo, paragonabile in termini di efficacia ad un ordigno nucleare, ma classificata come arma convenzionale. Non emana radiazioni e, secondo gli esperti russi, permetterà di sostituire le armi nucleari con un basso potenziale di distruzione, senza violare alcun trattato internazionale. Denominata come "la madre di tutte le bombe", perché esplode lasciando dietro di sé un "fungo" privo di inquinamento per l'ambiente ma altrettanto pericoloso perché provoca un'onda d'urto con effetti distruttivi molto simili ad una bomba nucleare, come ad esempio l'implosione degli edifici circostanti. Rappresenta una delle prime bombe termiche, seguendo lo stesso meccanismo delle bombe termonucleari; è formata infatti da due serbatoi, il primo esplodendo provoca la detonazione dell'ordigno. Il suo segreto si cela proprio nel tipo di esplosivo utilizzato, derivante da meccanismi di nanotecnologia , che ne assicura l'efficacia e la possibilità di produrlo su larga scale a costi sempre più ridotti.

Il messaggio che la Russia vuole lanciare ai suoi alleati e ai suoi nemici è ovviamente chiaro: la nuova arma russa deve garantire la sicurezza dello Stato russo e un'efficace lotta al terrorismo internazionale.
Sicuramente dietro quest'atto dimostrativo, vi è molta propaganda che cerca di attirare su di sé attenzione, ma non di incutere paura. La Russia vuole rispetto, ma soprattutto vuole essere riconosciuta come nuova potenza mondiale in grado di far fronte, in maniera intelligente, a coloro che a lei si contrappongono, ora che gli Stati Uniti sono deboli come non mai. L'anniversario dell'11 settembre ha portato con sé due falsi messaggi di Bin Laden spacciati dalle intelligence come autentici, mentre dal rapporto di 130 ingegneri ed architetti di Auckland (California) presentato al Congresso americano, emerge una versione della spiegazione del crollo delle Torri Gemelle inaspettata: una "demolizione controllata" attraverso degli esplosivi. Tale versione viene così confermata anche da un ex consigliere del capo di Stato Maggiore generale delle Forze armate russe, Victor Baranets, secondo il quale la tragedia dell'11 settembre sarebbe stata orchestrata dai servizi segreti americani per giustificare la loro nuova strategia di lotta contro il terrorismo. È ovvio che finalmente la verità denunciata da tutti fino adesso sta venendo a galla dinanzi alle evidenti contraddizioni, e la Russia ha deciso di prendere una posizione autorevole, nel tentativo di far crollare a picco a tutti gli effetti, insieme al dollaro e alle borse, da un momento all'altro.

Chi, se non la Russia, può approfittare di una tale situazione per riemergere da vero leader incontrastato, non solo per essere una forza energetica, ma anche perché ha alle spalle una Tela di accordi e rapporti diplomatici che nessun Stato può vantare. La Russia ha aperto un varco all'interno dei Balcani e ora non intende perdere il suo ruolo di leadership all'interno della troika delle negoziazioni per il Kosovo: resterà accanto della Serbia che non accetta di entrare in Europa se verrà dichiarata in maniera unilaterale l'indipendenza kosovara. Inoltre, da sempre porta avanti delle relazioni diplomatiche con il mondo islamico volte alla pacifica coesistenza e convivenza, con un atteggiamento di fondo liberale, a differenza degli americani che hanno preferito creare la guerra falsa del terrorismo, e intraprendere la politica del terrore. Da non dimenticare infine è la recente riforma dell'intelligence russa che viene epurato delle cd. Agenzie investigative, per divenire un organo amministrativo statale all'interno del quale consulenti e tecnici civili possono collaborare, prestando il loro servizio.

La zona circostante al NYSE è stata chiusa
da barriere di protezione a partire dal 1 settembre.
Forse stanno nascondendo qualcosa

Proprio perché il potere della Russia è in assoluto in ascesa, la Presidenza di Putin non è una semplice parentesi perché molto probabilmente la sua indiscutibile leadership è destinata a continuare negli anni a venire. Non è passato molto tempo che le intenzioni di Putin sono divenute evidenti e plateali: le dimissioni del Primo Ministro russo Mikhaïl Fradkov di mercoledì
sono infatti direttamente legate alla successione del Presidente della Repubblica. Il Cremlino ha infatti subito dopo presentato la candidatura di Viktor Zoubkov, capo del servizio federale di lotta contro il riciclaggio di denaro. Viktor Zoubkov potrebbe così in futuro divenire un premier "ad interim", ossia un uomo alla Presidenza che risponde direttamente a Putin per assicurare a questi di riprensentarsi alle elezioni nel 2012, dato che la Costituzione russa non vieta l'accesso alla carica di Presidenza dopo la scadenza dei due mandati. Il successore scelto da Putin non è solo un uomo ben conosciuto dai media, ma è innanzitutto un tecnico, un economista di formazione, ha occupato delle funzioni ai servizi fiscali ed al ministero delle Finanze, un consulente della intelligence russa. È stata definita questa di Putin una manovra molto elegante e di intelligenza sottile, in quanto ha cambiato il governo senza per questo crearsi un rivale . Tuttavia, la Russia sa benissimo che il vero rivale che deve temere non si annida all'interno dello Stato, ma al di fuori, e proviene dall'esterno, da quei poteri occidentali che cercano di infiltrare le bande e i movimenti di opposizione per creare il terrorismo, il dissenso sociale, la repressione della libertà .
Queste dinamiche non vanno sottovalutate, perché quello che accade in Russia accade in ogni Stato europeo. Senz'altro dunque, la nostra Europa sta cambiando e dinanzi al pericolo di scontri di civiltà sempre più violenti, ci si aspetta un atteggiamento dei governi teso alla conciliazione e alle politiche vicino ai cittadini. Quello che si temeva essere "rischio di islamizzazione" guardando in faccia la realtà, è un eufemismo perché oggi siamo già nel fondamentalismo, viviamo già nel terrore e nel caos, in cui gli Stati nazione si stanno sgretolando sempre più. Il Belgio rischia di perdere le Fiandre, la Serbia il Kosovo, la Spagna lotta contro l'Eta, e l'Italia potrebbe un domani non avere alcune delle regioni di confine.