Motore di ricerca

05 maggio 2013

Il crimine invisibile

L'All-Seeing Eye vs The Invisible Hand
(Martha McCollough, 2012)
Tramite sofisticati software, algoritmi matematici e macchine non convenzionali, i nuclei di potere possono manipolare e aggredire mercati, stati e popolazioni. Le banche centrali e i governi non hanno gli strumenti  per prevenire un fenomeno ormai già in atto, grazie a tecniche di transazione ad alta frequenza (anche high frequency trading ordinate su azioni, obbligazioni, derivati e commodities. Si negozia, infatti, non solo su titoli azionari, ma anche sull'energia, sui beni alimentari, sui prodotti di largo consumo, su pensioni e quote assicurative, in altre parole sulla vita delle persone. Si tratta di operazioni che condizionano ormai la volatilità dei mercati, in quanto avvengono spesso in poche frazioni di secondo, concentrando massicce quantità di transazioni giornaliere, non rintracciabili.  La loro stessa complessità matematica consente di superare i limiti di sorveglianza posti dai normali operatori, che quindi non riescono a risalire alla fonte dell'aggressione. Tali strategie finanziarie, poste in essere quindi da operatori non ben identificati, rappresentano ormai la principale quota dell'intero traffico delle borse mondiali, e quasi sempre sono destinate a porre in essere scalate ostili. Il ricorso a tali meccanismi ha quindi come conseguenza la destabilizzazione dei mercati o la realizzazione di attacchi 'invisibili' contro le economie nazionali, sabotando la loro capacità di assorbire slanci a ribasso delle quotazioni dei bonds, sino a mettere in discussione la stessa solvibilità. Ed è così che si attiva il processo di rating e di sfiducia, il cui impatto socio-economico ha toccato anche la sfera microeconomico.

Diagramma di processi di high frequency trading ordinate da un  R.E.I.T stocks (real estate investment trusts) sul mercato energetico americano

Considerando che la loro efficacia viene garantita proprio dagli algoritmi utilizzati e dalla velocità di trasmissione della rete di connessione, questo tipo di operazione può essere ricondotta ad un gruppo ristretto di società, le sole ad essere in possesso di un così elevato livello di tecnologia, in grado di penetrare e superare le barriere dei sistemi borsistici. Al momento, i mercati europei sono quasi del tutto manipolati da centri finanziari, che fungono ormai da enormi centrali rischio, potendo contare su una tale accumulazione di dati, totalmente al di fuori dei controlli delle autorità nazionali. Le loro attività all'interno dell'Europa continuano indisturbate, nelle pieghe di paradisi fiscali come Lussemburgo, Liechtenstein, ma soprattutto Olanda e Finlandia. Gli stessi Paesi ospitano le sedi degli operatori di rating, come le Agenzie di audit e i media internazionali, che partecipano in maniera rilevante alla creazione delle stime di affidabilità delle società e degli Stati, imponendosi come istituzione autorevole. Basti pensare che il più grande gruppo editoriale Pearson PLC - che controlla giganti come Financial Times e The Economist - ha una branch in Lussemburgo (Embankment Finance Ltd. ) con un fatturato da milioni di dollari, ma con un ufficio localizzato in periferia e ben pochi impiegati.

Contrastare questi meccanismi globalizzati gestiti da macchine pensanti è diventato quindi pressoché impossibile, perché le società stesse di Borsa sono controllate da entità private, mentre le stesse Banche Centrali non hanno più il diritto esclusivo di detenere dati sensibili e di emettere massa monetaria. In altre parole, la moneta elettronica si è ormai totalmente dispersa nei circuiti finanziari, che non è possibile utilizzare degli strumenti di politica monetaria per controllare la spesa pubblica o il debito. Le Banche Centrali non potranno quindi fronteggiare l'inflazione o l'aumento dell'indebitamente degli Stati "battendo moneta", per cui anche i cosiddetti aiuti finanziari disposti dall'UE fanno parte di questa bolla speculativa illusoria, che tuttavia mantiene la stretta politica sui Governi. Cade quindi anche la teoria del Signoraggio, non esistendo neanche più il concetto di moneta, di controvalore o di riserva (vedi Il sistema monetario del SEPA) . La crisi che quindi conosciamo, non è altro che il risultato della caotica interazione con i mercati di macchine non convenzionali, che sulla base di processi di intelligenza artificiale hanno infiltrato le reti e le piattaforme delle transazioni, riuscendo a portare a termine migliaia di operazioni sui titoli in poche frazioni di secondo. La rapidità del semplice broker è stata da anni superata, arrivando a compiere trasferimenti di miliardi in valuta, all'interno di uno script matematico (vedi anche La dematerializzazione e la crisi globale).

Indagando ancor più in profondità, si potrà scoprire che sono ben poche le "famiglie" che detengono il controllo delle società di investimento, dei media, delle Agenzie e delle grandi corporations. E' per tale motivo che parliamo di "nuclei di potere", che nei fatti dettano l'ordine mondiale economico, del quale ne abbiamo una piena coscienza, epurata di qualsiasi complottismo visionario e formalizzata nella teoria del crimine invisibile. Denunciato da Michele Altamura, sin dalla fondazione della Etleboro ONG, il crimine invisibile è il frutto di ricerche a cui hanno contribuito un esteso gruppo di intelligenze e ricercatori. Leggendo i nostri articoli e analisi scritti, dal 2006 ad oggi, è possibile seguire un percorso di ricerca che ha anticipato le varie fasi di maturazione della crisi che oggi stiamo vivendo, come anche dell'evoluzione della società moderna cibernetica. Nel corso degli anni, la Etleboro è riuscita a diffondere all'estero le sue teorie, trasmettendo la consapevolezza di tali strumenti a paesi poveri e non allineati, a divulgare le implicazioni di tali problematiche, con lo studio di situazioni anomali. Questo ha fatto sì che tanti altri ricercatori si unissero sotto il simbolo della lotta al crimine invisibile, e oggi collaborano alla costruzione della Tela della Etleboro. E' quindi in atto l'esperimento di introdurre in più lingue e in più Paesi il concetto di studio e di elaborazione ad oltranza, per tracciare un percorso di libertà intellettuale ed economica. Sono stati molti i progressi fatti, che non possono neanche essere menzionati e resi pubblici, in quanto non siamo in grado di difenderci dagli attacchi e dalla manipolazione. Siamo ben coscienti delle conseguenze del percorso che abbiamo iniziato, e per tale motivo il nostro obiettivo è stato quello di divulgare conoscenza e strumenti, senza mai avere la pretesa di creare movimenti politici. Non abbiamo mai inneggiato alla lotta armata, e neanche spacciato per atti di guerra e colpi di Stato delle rivoluzioni internettiane. Queste parole hanno per noi tutt'altro significato, perché molti di noi hanno combattuto vere battaglie, con fucili e granate, vedendo morire persone solo perché non c'era una siringa, o sorridere bambini solo con una scatoletta di tonno. Abbiamo quindi deciso di non rivolgerci alle masse, né a società di comunicazione e marketing, per evitare che le nostre idee fossero risucchiate e manipolate per servire a scopi diversi da quelli da noi preposti. Non volevamo fare gli idioti utili di un saltimbanco megalomane, illudendo un'intera nazione che tramite la rete si realizza la democrazia. Da parte nostra renderemo disponibile dal blog materiale di studio, che i politici potranno utilizzare per presentare in Parlamento dei progetti di legge.

Bisogna acquisire quindi la consapevolezza che non esiste nessun Governo in grado di dettare un radicale cambiamento degli eventi. Le masse non potranno quindi fare nulla, né sovvertire con la forza il sistema, allo stesso modo non possono pretendere un cambiamento semplicemente esercitando il diritto di voto. Gli Stati sono stati indebitati, le loro risorse svalutate dai mercati, le imprese sono fallite dopo essere state intrappolate in un sistema finanziario transnazionale, ogni fonte di valore è stato oggetto di attacchi trasversali di origine ignota. La nostra azione dovrebbe quindi essere totalmente rivolta a colpire il cuore dell'intera architettura, quindi cominciare dalla regolamentazione dei datacenter, la protezione degli archivi che contengono i dati degli Stati, dei cittadini e delle imprese, la certificazione dei software e degli hardware attraverso centri di ricerca nazionali. Gli stessi processi di raccolta dati dovrebbero essere tracciati e certificati, a cominciare da socialnetwork e motori di ricerca: lo stesso diritto alla privacy va riformulato, come diritto inviolabile, e come obbligo alla comunicazione alle autorità giudiziarie dell'esistenza di un'attività di archiviazione per ciascun cittadino. Dovranno inoltre essere costituiti dei consorzi intellettuali tra Istituzioni-Imprese e Associazioni, che potranno contribuire alla costruzione di uno spazio cybernetico, nel quale formulare delle strategie di difesa, e quindi fornire consulenza ed assistenza, con un alto profilo professionale. A loro saranno affidate competenze di tutela dell'interesse nazionale, operando trasversalmente all'interno dello Stato, delle organizzazione di categoria, delle industrie. Sarà la guerra ad oltranza contro frodi, sabotaggi e tentativi di spionaggio di brevetti e conoscenze industriali. Sarà la lotta alla violazione dei diritti dei consumatori, della proprietà intellettuale, agli abusi di posizione dominante e alla concorrenza sleale. Sarà l'unione delle intelligenze per contrastare dei software programmati  su processi automatici e statistici, per riportare l'economia ad una dimensione di umanità. A queste intelligenze chiederemo di ricostruire una realtà cibernetica umana.


Sarà quindi un gruppo di intelligenze a portare avanti il progetto di dare vita ad uno spazio cybernetico. Dopo il crollo, saranno infatti "i vecchi" a chiedere ai più forti di scalare quella montagna, dalla cui cima è possibile trovare l'angolo di paradiso in cui ricominciare. La gente ormai stanca e sfinita da tanto malessere,  non riuscirà da sola a superare gli ostacoli di vette così impervie. Spetta quindi ai più sani, agli irriducibili, di andare alla ricerca di una terra promessa. Occorrono quindi uomini che dedicano una parte della loro vita ad individuare la strada da seguire per intraprendere un cammino di ripresa. Molti di loro non potranno più tornare, forse qualcuno potrà raccontare di aver affrontato tempeste, neve e giaccio, di aver affrontato beste e serpenti. Chi però riuscirà ad arrivare in cima, potrà accendere un fuoco e dire che all'orizzonte esiste un luogo dove essere al sicuro.   Nessuno dirà loro grazie,  nessuno mai saprà quanti sono giunti alla meta ma non sono tornati. A loro dedichiamo un ricordo tra pochi vecchi.


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Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perché hanno combattuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)