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25 marzo 2013

Caso Dalmatinka: Ministero degli Esteri nega validità della convenzione italo-croata

A rischio investimenti italiani all'estero?


Trieste - Il Ministero degli Esteri continua a mostrare indifferenza dinanzi alle richieste de La Distributrice di fornire spiegazioni e dare precisi chiarimenti al mancato intervento della diplomazia italiana per pretendere il rispetto della convenzione italo-croata per la tutela degli investimenti. Rispondendo alla lettera dei F.lli Ladini in merito alla necessità di prendere una posizione chiara e definitiva sul controverso caso dell'espropriazione illecita della Dalmatinka da parte delle autorità croate, il Ministro Giulio Terzi afferma che "la normativa vigente non prevede la possibilità di un contributo dello Stato alle spese (giudiziarie)", nonostante sia stata ratificata una convenzione intergovernativa che afferma il contrario. Una tale contraddizione non può che risultare 'vergognosa' per uno Stato europeo - se possa definirsi tale - che quindi nega il riconoscimento di un accordo fatto a protezione degli investimenti italiani all'estero. In altre parole, con tale atto di ricusazione, il Ministero degli Esteri pregiudica la credibilità dello Stato italiano nei confronti delle parti terze, con cui sottoscrive memorandum, accordi e dichiarazioni di intesa, in nome della buona cooperazione tra gli Stati. Ci chiediamo, quindi, quali potranno essere in futuro le conseguenze di un tale atto scellerato, che mina la sicurezza degli imprenditori italiani all'estero, convinti di avere alle spalle la protezione dello Stato in caso di una violazione degli accordi da parte del Governo ospitante.


In un periodo di crisi, il rischio di rappresaglie, di azioni di sciacallaggio, di rapina e di espropriazione sono sempre alle porte, e cosa pensa di fare il nostro Ministero degli Esteri? La risposta diplomatica ufficiale è inesistente, per non parlare degli interventi "a porte chiuse informali", rimessi alla scarsa iniziativa degli ambasciatori. I riflessi dei nostri diplomatici sono ridicoli, se si pensa alla rapidità dei nostri competitors, in grado di orchestrare rivolte sindacali e proteste di ONG nel giro di pochi giorni. Una situazione che viene ancor più aggravata dall'irresponsabilità del Ministero degli Esteri, che sta intenzionalmente mettendo a repentaglio il patrimonio di migliaia di imprese italiane all'estero. Qualora tale meccanismo si innescherà, allora bisognerà risalire alle responsabilità di ogni funzionario, colpevole di aver ignorato le richieste di intervento di chi aveva percepito i segnali di pericolo. Invieremo tutta la documentazione ai deputati italiani e chiederemo una commissione d'inchiesta sull'operato dell'ambasciata italiana a Zagabria e sul ruolo del Ministero degli esteri, al fine di individuare la colpa dei personale diplomatico, chiedendo inoltre la loro estromissione da ogni carriera istituzionale.

Lettera di risposta del Ministro Terzi
alla richiesta dei F.lli Ladini

22 marzo 2013

Quando la patria chiama... Obbediamo!

Obbediamo! Ecco la risposta dei nostri marò, pronti a rientrare in India dopo la falsa presa di posizione del nostro Ministrero degli Esteri, in accordo con quello della Difesa, alle azioni poste in essere dal Governo indiano nel contesto dell'intera vicenda. E noi cosa possiamo affermare di questa vergognosa farsa che ancora una volta ci pone in ridicolo in campo internazionale? Per un attimo ci siamo sentiti orgogliosi e abbiamo sperato in una felice conclusione dell'intera vicenda nel pieno rispetto delle leggi vigenti, ma stupidamente non avevamo considerato che i due marò, a fronte degli interessi che emergono tra i due governi, non rappresentano la priorità. 

Gli affari in gioco hanno avuto la meglio. Finmeccanica non subirà altri contraccolpi dopo la nota vicenda delle tangenti sulla commessa degli elicotteri della Agusta Westland, Confindustria si prepara ad accrescere l'interscambio tra i due paesi e le società italiane che hanno interessi in India gridano alla vittoria perchè non incontreranno difficoltà di sorta. E i ragazzi? Siamo particolarmente soddisfatti perchè il Governo indiano ci ha assicurato che non sarà loro comminata la pena di morte e che saranno trattati con dignità.....in India. Il nostro Ministro Terzi si è affrettato troppo velocemente ad esporsi a favore degli attivisti della Siria, ottenendo cosa in cambio? Sia Washington che Bruxelles non si sono schierati a difesa dell'Italia, né dello stesso diritto internazionale. Tra l'altro, non era necessaria la grande 'scienza diplomatica' Terzi-De Mistura per fare un bluff, e rinnegare la parola data, poteva farlo chiunque. Bisogna invece fare un po' di conti, e valutare il peso economico dei contratti rispetto al valore patrimoniale della difesa del 'nome italiano' nel mondo.

19 marzo 2013

Ci chiamarono complottisti

Il mito della caverna di Platone
Resterà una vana illusione la tanto attesa rivoluzione che il cosiddetto ‘movimento del web’ ha previsto, lasciando dietro di sé terra bruciata e delusione in chi ha creduto di poter cambiare il sistema. Questa osservazione non vuole essere un’espressione politica, bensì solo l’amara constatazione scaturita dall’analisi della manipolazione demagogica che è stata effettuata sulle masse, grazie agli efficienti strumenti forniti dal web. Tutto sembra facile, campagne elettorali e conferenze mondiali in streaming senza alcun dispendio di denaro pubblico, comunicazione trasparente e partecipazione collettiva. Un miraggio che diventa realtà, se si pensa che il costo della politica si aggira intorno a 1-2 miliardi di euro. Ma quello che può sembrare un’utopica realtà, alla portata di tutti e a costo zero, si rivela un’arma a doppio taglio, consegnando nelle mani dei ‘nuovi Banchieri’ le chiavi per comprendere e quindi raggirare l’elettorato italiano. L’entità che infatti si annida dietro questo movimento, non è il frutto di un complotto degli Illuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, non è una lobby petrolifera o del nucleare. 

Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri, che non avranno bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico. "La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale" ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008). 


Società come You Tube e Facebook,  forniscono in maniera gratuita gli strumenti , per far  sì che si vengano a creare dei movimenti spontanei che possano utilizzarli per comunicare. Anche se non si condividono i metodi e gli applicativi imposti, con il tempo non si potrà fare a meno di loro, entrando inevitabilmente negli usi e costumi quotidiani. Non è necessario essere d'accordo con loro, ma impongono che tu gli dia fiducia, anche se loro non si fidano di te. Dovremmo cominciare a fare un po’ di conti, e quantificare il costo ipotetico d a sostenere per far riecheggiare nell’etere il suo Tsunami Tour in diretta streaming in HD, con migliaia di utenti collegati in tutto il mondo. L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, "I mercenari della democrazia", 7 ago 2012 - "Un'arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 - "La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile", 10 mar 2011)

Ecco la rete dei Grillini.
La struttura piramidale su cui sono stati progettati
i sistemi di controllo delle masse come Blog e Forum.

Oggi si è caduti invece nel ridicolo, e si vuole presentare delle società private come un simbolo di garanzia democratica. E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati, mentre oggi i Mormoni battezzano i morti per ampliare gli adepti che "discendono dalla setta", grazie alla più grande catalogazione delle anagrafi di oltre 100 paesi, grazie ad un imbroglio informatico. Le società cibernetiche si sono già appropriate dell'esperienza delle sette, e stanno studiando sistemi che consentiranno di aggiornare un profilo anche da morto, manomettendo la vita storica degli esseri umani.  Non è altro che business, che va oltre lo Stato, con un piano strategico che porterà ad accumulare soldi e ricchezza, grazie ad un patrimonio inestimabile. "Le masse occidentali infatti credono di avere un potere e dei diritti, ma è così solo in apparenza: con il tempo le loro prerogative sono passate nelle mani di speculatori, delle holding dell’informazione. Questi, tramite il loro potere di comunicazione, muovono le masse facendo leva sui loro consumi. Gli "invisibili" - come chiameremo le entità economiche che gestiscono questo sistema vitale - hanno capito che, nutrendoci con dei beni materiali e culturali medio-bassi, possiamo essere manipolati mediante un piccolo slogan e dei discorsi politici. Le masse, utilizzando Twitter e Facebook, non fanno altro che alimentare i potenti fornendo loro le proprie informazioni. Tali meccanismi ci fanno capire come "emigrano" gli interessi delle grandi multinazionali verso il consumo e le risorse da sfruttare" (Da Etleboro, "La macchina pensante", 11 dic 2008) . 

Di fatti, mentre la democrazia costruita nei secoli dall’umanità è basata sulla fiducia, questi sistemi piramidali – come Facebook, Twitter - consentono un tracciamento di fondo ed automatico, perché ognuno inserisce la propria informazione, fornendo alla società che ne detiene la proprietà e i codici sorgente l’accesso ad un’immensa banca di dati. Attraverso l’analisi semantica, le società di gestione dei dati tracciano i profili degli individui e quindi di intere società: preferenze nei consumi, interessi intellettuali, ma anche frustrazioni, sentimenti, desideri. Una preziosa risorsa, insomma, per creare delle campagne elettorali perfette, sincronizzate e perfettamente aderenti alle prospettive degli utenti (Da Etleboro, "Facebook e il mondo degli inutili", 29 dic 2008). 

Ed in effetti la parola “utilizzatore” e non “cittadino” è più adeguata per definire queste masse informi che popolano forum e blog, accaniti sostenitori di Youporn, scansafatiche e segaioli, che hanno creato il loro alterego sdoppiato di ipocrisia in Facebook. Tuttavia, questa onda anomala che si vuole provocare può funzionare forse in America, dove le persone sono ridotte al minimo storico di civiltà educativa, non conosco neanche più i sentimenti, si amano attraverso un PC e si nutrono di chimica. Creare dei movimenti di frustrati e di disperati, dei movimenti di cloni di individui mobbizzati dal lavoro, rischia di degenerare in una società come la nostra in “esercito di kamikaze”, e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità.  Ogni pseudo rivoluzione architettata si chiama shock di civilizzazione, e serve quando la bolla sta per scoppiare, e dare l’impressione di cambiamento. Tutto questo è controllato, schematizzato e ben definito, ecco perché non crediamo.

Quando si vuol far credere che è la società civile che sceglie, e che la democrazia diretta ti porta al potere facilmente, è lì che bisogna riflettere. Anni fa ci chiamarono complottisti, perché parlavamo della crisi moderna causata dall’ingresso non regolamentato della cybernetica nei nostri sistemi industriali. Abbiamo avuto il coraggio di resistere, tra il male e il bene, tra il Bianco e il Nero, ma pochissimi ci hanno capito. Purtroppo l'ignoranza dei cittadini deve confrontarsi con il mondo reale, e  vedremo solo allora se Facebook darà la soluzione. Lasciate quindi   tastiera e Ipad, riaprite i libri nelle biblioteche, e leggerete la vera scienza.

04 marzo 2013

Dopo il 'web' l'era della Cybernetica

Le recenti vicissitudini politiche hanno evidenziato la potenza e allo stesso tempo l'insidiosità del web come strumento di propaganda e di rassembramento delle masse. La distruzione dei partiti per far posto alla democrazia del web potrà in futuro provocare crisi politiche governate dal caos, dinanzi al quale i cittadini si troveranno totalmente privi di qualsiasi tipo di protezione, che prima era garantito dal filtro della politica. Ci prepariamo quindi ad entrare in una era in cui una legge chiara sulla cybernetica sarà di vitale importanza per la sicurezza nazionale. Occorrerà infatti difendere il Paese dalle aggressioni di entità e   lobbies sovrastatali pronte ad appropriarsi della conoscenza, delle informazioni sensibili e del patrimonio delle aziende strategiche. L'allarme fu lanciato già nel 2005 da Michele Altamura, fondatore della Etleboro ONG, che ha elaborato la "teoria del crimine invisibile", per spiegare come nei segreti delle società di gestione dei dati statistici e delle lobbies dell'informatica risiedano oggi i più pericolosi strumenti di guerra, deleteri per Stati e popolazioni.

Oggi la Etleboro chiede nuove regole di  controllo per i software che gestiscono banche, ferrovie, energia e telecomunicazioni, che dovranno essere omologati dagli organi del CNR e dello Stato. Allo stesso modo, se gli italiani vogliono diventare una "democrazia diretta" e mettere online tutte le informazioni delle aziende strategiche, dei meccanismi di governo e dei regolamenti istituzionali del paese, è necessario imporre delle regole di controllo. Non possiamo infatti affidare a Google, Youtube e Facebook la gestione e l'organizzazione della politica italiana, perché sono pur sempre società private, espressione di lobbies internazionali, contro le quali non possiamo combattere. Non possiamo essere rappresentati da associazioni di categoria che sono sovvenzionate da lobbies, ma dobbiamo trovare una strada nostra, che non sia quella descritta dai giganti di software americani. Bisogna infatti capire che quella del "grillismo" non è una soluzione e l'esempio di Parma insegna: il termovalorizzatore è stato comunque costruito, anche con le firme e la ratifica della procura. Dunque adesso è lo Stato che viene messo in discussione, senza essere preparati a dare una valida alternativa di governo sostenibile.

Per anni abbiamo gridato e avvertito i nostri funzionari sul pericolo della manipolazione del web, ma non siamo stati ascoltai. Oggi invece siamo pronti ad offrire la nostra tecnologia e a far entrare nella "Tela italiana" altre aziende, a cui daremo un sostegno per sopravvivere o svilupparsi. Bisognerà costruire infatti una nuova nazione, che abbia una diversa visione di società civile e del fare impresa. Non bisogna confondere umanità con i cittadini: i cittadini muoiono, l'umanità fa la storia.

La terra promessa del web

28 marzo del 2008


Ciò che prima rappresentava la televisione, come fenomeno che molti hanno definito il cancro del sistema, oggi è costituito dal web. Con quella contraddittoria apparenza democratica, la rete è divenuta lo stereotipo della strumento della volontà popolare, dando vita così a community particolari, a spazi virtuali in cui tutti vogliono esprimere la loro voce, a movimenti di controinformazione. Dietro tutto questo, non vi è altro che finzione, un muro invisibile, che si attraversa per perdersi all'interno di esso.
Burattinai reggono le fila di questo spettacolo, si muovono nella rete come delle strutture invisibili, che forse sono ben evidenti ma nessuno vuole vedere, ma sicuramente sono sempre gli stessi che si rivendono ogni volta. Nella giungla di quello che è diventato il web possiamo distinguere la nuova professione dei commentaristi, che "lavorano nei forum" come vere e proprie macchine di disinformazione. Accerchiano il proprio obiettivo e strumentalizzano le sue parole e le sue idee per raggiungere con la manipolazione il proprio scopo. Creano intorno ad esso elogi, apprezzamenti, poi critiche e polemiche, che vanno alla fine a svilire totalmente l'obiettivo che era stato prefissato. Lo schema che vi proponiamo spiega così come il forum, pian piano agisce contro l'idea che viene individuata come antagonista.


Un esempio di plateale manipolazione è stato l'attacco di Indymedia nei confronti di Etleboro, che è stata definita un'organizzazione fascista semplicemente perché sosteneva la causa della Serbia, vittima della guerra dei Balcani, e la lotta contro il sistema bancario. Quello che era considerato come lo strumento per eccellenza della controinformazione, è miseramente fallito perché in esso non vi era nulla di democratico o di reale, ma solo la pessima copia di un forum. Nel nostro viaggio, abbiamo così incontrato una miriade di piccoli personaggi che escono alla luce se toccati da particolari temi, per poi scomparire nel nulla. Le loro armi sono l'etichettare, il diffamare, il distorcere, la propaganda, postando a raffica dei commenti inutili, nascondendosi dietro dei nick falsi.

 
Così il "ragno" della community manipola la sua community, creando false identità, complimentandosi con se stesso e ponendo domande stupide solo per risaltare la sua stessa intelligenza. In alcuni uffici politici, questi ruoli vengono definiti utenti sintetici, per indicare una massa di identità virtuali inesistenti. In realtà, questo sistema libero del Web sdoppia i personaggi : quelli che crediamo siano dei violenti, in realtà non lo sono e scopriamo che c'è solo propaganda, altri invece, che crediamo siano dei giusti, scopriamo che sono molto pericolosi. È il nuovo stile dei commentaristi, e per divenire tali basta avere accesso all'internet, creare un forum con delle pubblicità, e accogliere attorno al proprio forum un piccolo gruppo di utenti sintetici che andranno a colpire una persona, per diffamarla e screditarla.
Questa è la povertà in cui siamo caduti, e quella che noi definiamo "democrazia dal basso" ci sta rovinando, perché non usiamo la rete per arricchire il nostro sapere, per crescere economicamente grazie all'aiuto della telematizzazione, ma per sfogare le nostre frustrazioni, come puro svago disinteressato. Tutto si riduce ad uno sterile "copy and paste", ad un commento del commento che non porterà certo alla verità. Ciò che per esempio fa Beppe Grillo, è solo una grande campagna di marketing per vendere se stesso e il suo prodotto di "sarcasmo" sui drammi della nostra società, per poi strumentalizzare la massa. Anche Marco Travaglio, che in qualità di giornalista commenta degli atti pubblici accuratamente selezionati, resta nella sua visione di settarismo senza dare alcun vero contributo alla scoperta dei sistemi giuridici invisibili che proteggono i potenti, di qualsiasi schieramento politico essi siano. Non è questo il giornalismo di investigazione, ma un eterno commentare degli atti a tutti disponibili, perché l'accesso alle fonti è troppo costoso per portare avanti una vera inchiesta.

Queste dunque sono le forze che giocano e ribaltano il web, con gli stessi meccanismi che un domani condurranno le campagne elettorali, promuoveranno progetti di legge e politiche sociali. Per tale motivo, bisogna chiedersi quale sia il loro scopo, a cosa servono, e perchè hanno creato sistemi di "opinionisti" da quattro soldi, di "pensatori", che aggrediscono chiunque si presenti con un'idea diversa. Se oggi si vogliono abbattere queste barriere, una società, un partito politico, una qualsiasi struttura, dovrà creare un sistema cybernetico suo e non già predisposto, perché è stato concepito per usarci.Tutto questo porta ad uno spirito di contraddizione in continua crescita, perchè chi ha creato queste strutture sa come manipolarci. Il web e la rete sono il miraggio, la terra promessa che non esiste, quella democrazia che non verrà mai realizzata. Inconsapevolmente, tutti si accaniscono a scrivere nei forum, e senza volerlo si rendono partecipi della grande cospirazione che vuole la creazione di una realtà sintetica.