Motore di ricerca

Visualizzazione post con etichetta Occupy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Occupy. Mostra tutti i post

21 febbraio 2014

I guerriglieri dei ‘Paesi caldi’

Questa la denominazione dei nuovi militanti assoldati dalle lobbies per portare conflitti in Paesi da destabilizzare della zona grigia. Dopo il Nord Africa e la Siria, anche l'Ucraina è stata inesorabilmente colpita dalla rivoluzione violenta dei finti movimenti spontanei pro-europei e pro-democrazia. La loro avanzata viene coperta dall’opera di regia dei media, che associano filmati di disperazione popolare ad atti di violenza della polizia, orchestrando la propaganda sino al punto da far credere che sia in atto una rivoluzione. In realtà, l’Ucraina è stata spinta in una guerra a civile dopo mesi di negoziati, inutili ed inconcludenti, che avevano come unico obiettivo quello di sovvertire l’attuale ordine politico e spezzare ogni legame tra Kiev e Mosca. Ogni richiesta presentata veniva rilanciata con nuove proposte, sino a chiudersi in un circolo vizioso. Lo scopo di fondo dell’Euromaidan non era quindi negoziare con le istituzioni, ma abbatterle. Non c’è alcuna possibilità di trattativa, niente che possa fermare una macchina distruttiva entrata in azione, per cui nel tempo andrà sempre peggio.

La cronaca dei recenti eventi offrono un interessante spunto per dimostrare quanto ci sia di vero nella tesi dell'evidente manipolazione di questa rivolta civile. Infatti, a squarciare la tregua imposta a Kiev, sono le immagini trasmesse da tutti i media internazionali di un gruppo di ‘attivisti-mercenari’ che viene colpito dalla polizia, nei pressi del palazzo presidenziale, mentre si teneva l'incontro dei funzionari di Bruxelles con gli esponenti al potere. Ad un primo sguardo, sembra che la polizia abbia sparato contro dei manifestanti "pacifici" che si stavano spostando lentamente, mentre ad un'analisi più attenta è possibile notare dei piccoli dettagli che tuttavia dimostrano come quell'incidente sia stato provocato di proposito, per essere filmato in maniera dettagliata con una resa diremmo 'professionale'. La sequenza delle immagini seguenti mostra come i primi colpi provengano dalle spalle dei manifestanti, con una raffica che in direzione della schiera dei poliziotti. Subito dopo, si può notare che solo una persona si volta in direzione degli spari e della telecamera, mentre gli altri avanzano. La polizia, avendo ricevuto la raffica di proiettili, apre il fuoco, nella convinzione che siano anch'essi armati. Quando inizia la sparatoria, molti del gruppo vengono feriti, mentre la cosiddetta 'talpa', si nasconde tra gli alberi e resta in piedi fermo. Non si spiega, tuttavia, perché questo gruppo di persone stia avanzando verso la colonna della polizia, coprendo il capo ogni tre passi e ben sapendo che gli agenti erano pronti ad aprire il fuoco. Da notare come l'immagine sia molto stabile e di alta risoluzione, cosa che lascia pensare che il cameraman fosse posizionato in un luogo molto vicino, ben sapendo dove puntare l'obiettivo e lo svolgimento dei fatti, con grande calma e controllo della situazione.

Sequenza delle immagini
Primo colpo sparato lascia un segno nell'albero (00:17)
Una sola persona del gruppo si gira (00:22)
La stessa persona si nasconde (00:45)
Contestualmente, un'altra telecamera è stata piazzata dall'altra parte della strada, riprendendo da una posizione privilegiata l'azione dei poliziotti, posizionati a difesa dei palazzi delle istituzioni.
Immagini ad alta risoluzione dell'azione degli agenti
La manipolazione del messaggio mediatico, con un rapido montaggio è stata evidente, anche perché media allineati si guardano bene dal trasmettere le immagini delle manifestazioni degli scorsi giorni, in cui i protestanti sono armati e in pieno assetto di guerriglia.





Agente colpito da una molotov in pieno viso
Agente per terra e preso a calci dai manifestanti
Ex pseudo-nazisti, criminali, teppisti, debitori di gioco, vanno a riempire le fila della guerriglia urbana, addestrata con manuali della cosiddetta “rivoluzione intelligente” e metodologie d’assalto di stampo terroristico. L'equipaggiamento militare di cui dispongono i manifestanti, infatti, non è il solo elemento che contraddistingue la frangia, perché hanno anche tattica e strategia, grazie all'addestramento da 'manuale', che ogni rivoluzione arancione che si rispetti, deve avere. In rete è infatti disponibile quella della rivoluzione egiziana, che mostra, con schemi e rapide regole, quali slogan gridare (rigorosamente contro la corruzione o il leader di turno), come dirigersi nelle strade e i percorsi da fare (prevedendo sempre una via di fuga), come affrontare le situazioni di emergenza come i gas lacrimogeni o i colpi di manganello, cosa portare con sé all'interno degli zainetti (coca cola, limone, aceto, acidi,ect), come dispiegarsi tra la folla e come affrontare gli agenti nel corpo a corpo. Vi proponiamo di seguito alcune pagine del manuale della rivoluzione in Egitto, la cui versione tradotta in ucraino sta da tempo circolando, per chiunque voglia unirsi alla lotta armata.

Come scegliere i percorsi e studiare
 il tragitto di fuga evitando vicoli ciechi
Come vestirsi e quali oggetti portare con sé
Come affrontare la polizia

Come dispiegarsi nella folla per
sfondare la colonna della polizia
Coinvolgere la polizia e convincerla
a passare dalla parte dei manifestanti

Guardando queste rapide regole per organizzare e vincere una sommossa, si possono intravedere i tanti punti in comune con le manifestazioni pseudo-democratiche a cui abbiamo assistito nelle tante piazze europee, dalla Grecia sino alla Spagna e all'Italia, sino alle più sanguinose rivolte del Nord Africa e dell'Ucraina, per poi approdare di nuovo nei Balcani, a cominciare dalla Bosnia. La portata di tali fenomeni è molto elevata, se si pensa alle competenze tecnico-militari per l'addestramento, il comando e il controllo per portare a termine la missione, come anche l'esborso economico-finanziario per la movimentazione di tali eserciti. Una frangia operativa, come quella del movimento Euromaidan, ha un costo di circa 2 milioni di euro a settimana, oltre al budget per droghe e anfetamine per mantenere il motore a giro.

Dietro tali frange mercenarie sovversive vi sono forti gruppi di interesse economico, e gli stessi Governi degli Stati Occidentali, che vedono in prima linea Stati Uniti e Germania.  Barack Obama, dall’alto del suo Premio Nobel, si è macchiato di crimini contro l’umanità come nessun Presidente americano aveva mai fatto sinora, sferrando attacchi con droni nello Yemen e in Pakistan contro civili inermi. Dal suo canto, Angela Merkel e l'Unione Cristiano Democratica - CDU, si sono resi complici della ricostituzione del partito nazista nella regione orientale dell’Europa, attraverso il quale troncare i legami con la Russia. Per non dimenticare George Soros, che con la speculazione finanziaria ha finanziato una fitta e diffusa rete di anarchici ed estremisti, pronti a colpire ovunque in Europa.  Questa è una sporca guerra, che non appartiene né ai popoli europei, né al mondo occidentale, e che rappresenta il fallimento del sistema bancario, che ha fatto ricorso al suo braccio armato per rastrellare risorse e recuperare i propri credit. Non dimentichiamo che la crisi finanziaria delle Banche tedesche, le cui tesorerie contengono ormai solo bonds e carta straccia, da tempo viene occultata, mentre il cancelliere detta regole a Bruxelles e sostiene rivolte nell’Est-europeo.

Primavere arabe, terrorismo in Siria, bombardamenti in Libia, fallimento della Grecia, guerra civile in Ucraina e destabilizzazione in Bosnia:  è stata azionata una guerra infinita, i cui risvolti sono imprevedibili. Non si può escludere che queste rivoluzioni-farsa siano parte di una Strategia della NATO, ma resta il fatto che i Governi sono diventati i contractor di queste entità economiche che controllano le materie prime e si riuniscono in grandi lobby, spingendo l'Alleanza Atlantica oltre ai limiti consentiti. Così facendo, tuttavia, non si fa che creare un terrorismo ancora più violento, le cui derive possono essere perpetue.  La strategia è sempre la stessa, ormai è possibile trovare anche su internet dei grandi progetti segreti: ad ogni incontro importante per i negoziati di pace, i media filmano una strage, mentre quando il piano propagandistico fallisce scatta l’auto-bombardamento. Ovviamente, ogni attacco viene sempre documentato, grazie ad “utile idiota” che fornisce agli ispettori ONU la prova materiale della risoluzione del caso. Da vent’anni a questa parte continuiamo ad osservare l'evoluzione di tali metodologie, che hanno portato alla creazione di nuove parole ad effetto, come ‘attivisti, manifestanti’, ‘affamati, indignati’, ‘popolo viola, forconi’,  prese dalle idee più mediocri del neuro-marketing e usate come immagine del futuro bersaglio. In realtà non siamo altro che carne da macello. Questi brevi passaggi tattici si ripetono  in ogni drammatica crisi, come quella che spinge Kiev in una vera e propria guerra civile, con un salto di qualità nell'azione di sfondamento, al fine di dare quindi un netto troncamento.

E' ovviamente in atto un processo che non si arresterà facilmente e, salvo qualche tregua, giungerà anche alle porte dell'Europa, passando attraverso i Balcani. Sul territorio italiano sono già presenti delle cellule operative estremiste pronte ad infiltrare le manifestazioni dei movimenti 'della rete', dei fenomeni di Anonymous o della corrente Occupy. Quei fenomeni che nascono come spontanei grazie all'illusione di solidarietà creata dai social-network, nonostante le buone intenzioni delle persone che vi aderiscono, si prestano ad essere facilmente manipolati, e direzionati verso scopi ben diversi. Le frange da temere maggiormente sono quelle dei pseudo-anarchici, la cui base logistica di riferimento è la Polonia, per poi dislocarsi in tutto l'Est-europeo per addestramento ed indottrinamento. Questa non è storia, è la cronaca dei nostri giorni, che si sta avvicinando inesorabilmente, perché riescono a modificare artificialmente il volere del popolo, controllando e orientando le correnti di protesta, nascondendosi dietro la democrazia. Questo nostro vuole essere un monito per tutti i movimenti italiani che stanno sostenendo l'Euromaidan, come lo stesso Movimento 5 Stelle (M5S), che rischia di subire una bruciante trasformazione nel tempo, per colpo del suo leader, divenuto ormai cieco e sordo dinanzi ai cambiamenti che stanno subendo l'Europa e il Mediterraneo. Beppe Grillo dovrebbe invece decidere ora di ritirarsi a vita privata, per non fare la stessa fine di Roberto Saviano, usato e poi gettato vai dal 'Sistema' perché ormai non più utile alla causa. Le tecniche di lusinghe e di infiltrazione sono così sottili, che spesso non sono quantificabili in denaro, ma anche in "rapida ascesa al successo", con porte che imprevedibilmente si aprono.

Il Blog di Beppe Grillo dà spazio ad un video di propaganda
del movimento di protesta in Ucraina. Una sequenza di immagini
ben studiata, in cui una bella ragazza descrive il suo 'sogno europeo'
mentre la polizia 'aggredisce brutalmente dei pacifisti'.
Un messaggio che rischia di entrare lentamente nelle fila
di un movimento che è già un partito politico, che ha
accesso alle istituzioni e non vede l'ora di 'cambiarle radicalmente'.


19 marzo 2013

Ci chiamarono complottisti

Il mito della caverna di Platone
Resterà una vana illusione la tanto attesa rivoluzione che il cosiddetto ‘movimento del web’ ha previsto, lasciando dietro di sé terra bruciata e delusione in chi ha creduto di poter cambiare il sistema. Questa osservazione non vuole essere un’espressione politica, bensì solo l’amara constatazione scaturita dall’analisi della manipolazione demagogica che è stata effettuata sulle masse, grazie agli efficienti strumenti forniti dal web. Tutto sembra facile, campagne elettorali e conferenze mondiali in streaming senza alcun dispendio di denaro pubblico, comunicazione trasparente e partecipazione collettiva. Un miraggio che diventa realtà, se si pensa che il costo della politica si aggira intorno a 1-2 miliardi di euro. Ma quello che può sembrare un’utopica realtà, alla portata di tutti e a costo zero, si rivela un’arma a doppio taglio, consegnando nelle mani dei ‘nuovi Banchieri’ le chiavi per comprendere e quindi raggirare l’elettorato italiano. L’entità che infatti si annida dietro questo movimento, non è il frutto di un complotto degli Illuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, non è una lobby petrolifera o del nucleare. 

Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri, che non avranno bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico. "La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale" ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008). 


Società come You Tube e Facebook,  forniscono in maniera gratuita gli strumenti , per far  sì che si vengano a creare dei movimenti spontanei che possano utilizzarli per comunicare. Anche se non si condividono i metodi e gli applicativi imposti, con il tempo non si potrà fare a meno di loro, entrando inevitabilmente negli usi e costumi quotidiani. Non è necessario essere d'accordo con loro, ma impongono che tu gli dia fiducia, anche se loro non si fidano di te. Dovremmo cominciare a fare un po’ di conti, e quantificare il costo ipotetico d a sostenere per far riecheggiare nell’etere il suo Tsunami Tour in diretta streaming in HD, con migliaia di utenti collegati in tutto il mondo. L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, "I mercenari della democrazia", 7 ago 2012 - "Un'arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 - "La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile", 10 mar 2011)

Ecco la rete dei Grillini.
La struttura piramidale su cui sono stati progettati
i sistemi di controllo delle masse come Blog e Forum.

Oggi si è caduti invece nel ridicolo, e si vuole presentare delle società private come un simbolo di garanzia democratica. E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati, mentre oggi i Mormoni battezzano i morti per ampliare gli adepti che "discendono dalla setta", grazie alla più grande catalogazione delle anagrafi di oltre 100 paesi, grazie ad un imbroglio informatico. Le società cibernetiche si sono già appropriate dell'esperienza delle sette, e stanno studiando sistemi che consentiranno di aggiornare un profilo anche da morto, manomettendo la vita storica degli esseri umani.  Non è altro che business, che va oltre lo Stato, con un piano strategico che porterà ad accumulare soldi e ricchezza, grazie ad un patrimonio inestimabile. "Le masse occidentali infatti credono di avere un potere e dei diritti, ma è così solo in apparenza: con il tempo le loro prerogative sono passate nelle mani di speculatori, delle holding dell’informazione. Questi, tramite il loro potere di comunicazione, muovono le masse facendo leva sui loro consumi. Gli "invisibili" - come chiameremo le entità economiche che gestiscono questo sistema vitale - hanno capito che, nutrendoci con dei beni materiali e culturali medio-bassi, possiamo essere manipolati mediante un piccolo slogan e dei discorsi politici. Le masse, utilizzando Twitter e Facebook, non fanno altro che alimentare i potenti fornendo loro le proprie informazioni. Tali meccanismi ci fanno capire come "emigrano" gli interessi delle grandi multinazionali verso il consumo e le risorse da sfruttare" (Da Etleboro, "La macchina pensante", 11 dic 2008) . 

Di fatti, mentre la democrazia costruita nei secoli dall’umanità è basata sulla fiducia, questi sistemi piramidali – come Facebook, Twitter - consentono un tracciamento di fondo ed automatico, perché ognuno inserisce la propria informazione, fornendo alla società che ne detiene la proprietà e i codici sorgente l’accesso ad un’immensa banca di dati. Attraverso l’analisi semantica, le società di gestione dei dati tracciano i profili degli individui e quindi di intere società: preferenze nei consumi, interessi intellettuali, ma anche frustrazioni, sentimenti, desideri. Una preziosa risorsa, insomma, per creare delle campagne elettorali perfette, sincronizzate e perfettamente aderenti alle prospettive degli utenti (Da Etleboro, "Facebook e il mondo degli inutili", 29 dic 2008). 

Ed in effetti la parola “utilizzatore” e non “cittadino” è più adeguata per definire queste masse informi che popolano forum e blog, accaniti sostenitori di Youporn, scansafatiche e segaioli, che hanno creato il loro alterego sdoppiato di ipocrisia in Facebook. Tuttavia, questa onda anomala che si vuole provocare può funzionare forse in America, dove le persone sono ridotte al minimo storico di civiltà educativa, non conosco neanche più i sentimenti, si amano attraverso un PC e si nutrono di chimica. Creare dei movimenti di frustrati e di disperati, dei movimenti di cloni di individui mobbizzati dal lavoro, rischia di degenerare in una società come la nostra in “esercito di kamikaze”, e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità.  Ogni pseudo rivoluzione architettata si chiama shock di civilizzazione, e serve quando la bolla sta per scoppiare, e dare l’impressione di cambiamento. Tutto questo è controllato, schematizzato e ben definito, ecco perché non crediamo.

Quando si vuol far credere che è la società civile che sceglie, e che la democrazia diretta ti porta al potere facilmente, è lì che bisogna riflettere. Anni fa ci chiamarono complottisti, perché parlavamo della crisi moderna causata dall’ingresso non regolamentato della cybernetica nei nostri sistemi industriali. Abbiamo avuto il coraggio di resistere, tra il male e il bene, tra il Bianco e il Nero, ma pochissimi ci hanno capito. Purtroppo l'ignoranza dei cittadini deve confrontarsi con il mondo reale, e  vedremo solo allora se Facebook darà la soluzione. Lasciate quindi   tastiera e Ipad, riaprite i libri nelle biblioteche, e leggerete la vera scienza.

04 marzo 2013

Dopo il 'web' l'era della Cybernetica

Le recenti vicissitudini politiche hanno evidenziato la potenza e allo stesso tempo l'insidiosità del web come strumento di propaganda e di rassembramento delle masse. La distruzione dei partiti per far posto alla democrazia del web potrà in futuro provocare crisi politiche governate dal caos, dinanzi al quale i cittadini si troveranno totalmente privi di qualsiasi tipo di protezione, che prima era garantito dal filtro della politica. Ci prepariamo quindi ad entrare in una era in cui una legge chiara sulla cybernetica sarà di vitale importanza per la sicurezza nazionale. Occorrerà infatti difendere il Paese dalle aggressioni di entità e   lobbies sovrastatali pronte ad appropriarsi della conoscenza, delle informazioni sensibili e del patrimonio delle aziende strategiche. 
Oggi si chiedono  nuove regole di  controllo per i software che gestiscono banche, ferrovie, energia e telecomunicazioni, che dovranno essere omologati dagli organi del CNR e dello Stato. Allo stesso modo, se gli italiani vogliono diventare una "democrazia diretta" e mettere online tutte le informazioni delle aziende strategiche, dei meccanismi di governo e dei regolamenti istituzionali del paese, è necessario imporre delle regole di controllo. Non possiamo infatti affidare a Google, Youtube e Facebook la gestione e l'organizzazione della politica italiana, perché sono pur sempre società private, espressione di lobbies internazionali, contro le quali non possiamo combattere. Non possiamo essere rappresentati da associazioni di categoria che sono sovvenzionate da lobbies, ma dobbiamo trovare una strada nostra, che non sia quella descritta dai giganti di software americani. Bisogna infatti capire che quella del "grillismo" non è una soluzione e l'esempio di Parma insegna: il termovalorizzatore è stato comunque costruito, anche con le firme e la ratifica della procura. Dunque adesso è lo Stato che viene messo in discussione, senza essere preparati a dare una valida alternativa di governo sostenibile.



La terra promessa del web

28 marzo del 2008


Ciò che prima rappresentava la televisione, come fenomeno che molti hanno definito il cancro del sistema, oggi è costituito dal web. Con quella contraddittoria apparenza democratica, la rete è divenuta lo stereotipo della strumento della volontà popolare, dando vita così a community particolari, a spazi virtuali in cui tutti vogliono esprimere la loro voce, a movimenti di controinformazione. Dietro tutto questo, non vi è altro che finzione, un muro invisibile, che si attraversa per perdersi all'interno di esso.
Burattinai reggono le fila di questo spettacolo, si muovono nella rete come delle strutture invisibili, che forse sono ben evidenti ma nessuno vuole vedere, ma sicuramente sono sempre gli stessi che si rivendono ogni volta. Nella giungla di quello che è diventato il web possiamo distinguere la nuova professione dei commentaristi, che "lavorano nei forum" come vere e proprie macchine di disinformazione. Accerchiano il proprio obiettivo e strumentalizzano le sue parole e le sue idee per raggiungere con la manipolazione il proprio scopo. Creano intorno ad esso elogi, apprezzamenti, poi critiche e polemiche, che vanno alla fine a svilire totalmente l'obiettivo che era stato prefissato. Lo schema che vi proponiamo spiega così come il forum, pian piano agisce contro l'idea che viene individuata come antagonista.


 Nel nostro viaggio, abbiamo così incontrato una miriade di piccoli personaggi che escono alla luce se toccati da particolari temi, per poi scomparire nel nulla. Le loro armi sono l'etichettare, il diffamare, il distorcere, la propaganda, postando a raffica dei commenti inutili, nascondendosi dietro dei nick falsi.

 
Così il "ragno" della community manipola la sua community, creando false identità, complimentandosi con se stesso e ponendo domande stupide solo per risaltare la sua stessa intelligenza. In alcuni uffici politici, questi ruoli vengono definiti utenti sintetici, per indicare una massa di identità virtuali inesistenti. In realtà, questo sistema libero del Web sdoppia i personaggi : quelli che crediamo siano dei violenti, in realtà non lo sono e scopriamo che c'è solo propaganda, altri invece, che crediamo siano dei giusti, scopriamo che sono molto pericolosi. È il nuovo stile dei commentaristi, e per divenire tali basta avere accesso all'internet, creare un forum con delle pubblicità, e accogliere attorno al proprio forum un piccolo gruppo di utenti sintetici che andranno a colpire una persona, per diffamarla e screditarla.
Questa è la povertà in cui siamo caduti, e quella che noi definiamo "democrazia dal basso" ci sta rovinando, perché non usiamo la rete per arricchire il nostro sapere, per crescere economicamente grazie all'aiuto della telematizzazione, ma per sfogare le nostre frustrazioni, come puro svago disinteressato. Tutto si riduce ad uno sterile "copy and paste", ad un commento del commento che non porterà certo alla verità. Ciò che per esempio fa Beppe Grillo, è solo una grande campagna di marketing per vendere se stesso e il suo prodotto di "sarcasmo" sui drammi della nostra società, per poi strumentalizzare la massa. Anche Marco Travaglio, che in qualità di giornalista commenta degli atti pubblici accuratamente selezionati, resta nella sua visione di settarismo senza dare alcun vero contributo alla scoperta dei sistemi giuridici invisibili che proteggono i potenti, di qualsiasi schieramento politico essi siano. Non è questo il giornalismo di investigazione, ma un eterno commentare degli atti a tutti disponibili, perché l'accesso alle fonti è troppo costoso per portare avanti una vera inchiesta.

Queste dunque sono le forze che giocano e ribaltano il web, con gli stessi meccanismi che un domani condurranno le campagne elettorali, promuoveranno progetti di legge e politiche sociali. Per tale motivo, bisogna chiedersi quale sia il loro scopo, a cosa servono, e perchè hanno creato sistemi di "opinionisti" da quattro soldi, di "pensatori", che aggrediscono chiunque si presenti con un'idea diversa. Se oggi si vogliono abbattere queste barriere, una società, un partito politico, una qualsiasi struttura, dovrà creare un sistema cybernetico suo e non già predisposto, perché è stato concepito per usarci.Tutto questo porta ad uno spirito di contraddizione in continua crescita, perchè chi ha creato queste strutture sa come manipolarci. Il web e la rete sono il miraggio, la terra promessa che non esiste, quella democrazia che non verrà mai realizzata. Inconsapevolmente, tutti si accaniscono a scrivere nei forum, e senza volerlo si rendono partecipi della grande cospirazione che vuole la creazione di una realtà sintetica.

27 giugno 2011

L'Italia sotto i colpi della Green Economy


Dopo le Poste Italiane, anche Trenitalia va in tilt a causa di un problema dei sistemi informatici IBM, con un altro black-out che va a colpire un servizio pubblico vitale e che segue immediatamente l'oscuramento dei portali di Camera e Senato. E' ormai chiaro che l'Italia è divenuta un bersaglio di un attacco di un'arma invisibile (si veda "Un'arma di distruzione di massa digitale") . Il problema dell’attacco informativo all’Italia in realtà è direttamente correlato al fatto che il 90 per cento dei software utilizzati da banche e società sensibili sono della IBM o di grandi multinazionali dell'informatica. In pratica, non esistono più dati segreti né sistemi inviolabili da intrusioni esterne, in quanto lo Stato, le società e le banche non hanno il controllo dei software né la certezza assoluta che gli stessi produttori non violino il sistema da loro creato.



Un altro 1992? L'intreccio si infittisce, e sorge quindi la domanda se esiste una qualche correlazione con lo stretto monitoraggio lanciato da Moody's su 16 banche italiane, in quanto il circuito elettronico bancario italiano non è di loro proprietà né dello Stato. Lo scenario sembra così avvicinarsi sempre più a quello creatosi nel 1992, quando all'indomani della ratifica del Trattato di Maastricht, sull'Italia gravava una minaccia di svalutazione di rating ed una tornata di speculazioni sulla lira, orchestrata dalla nostra 'vecchia conoscenza' George Soros. Ancora una volta i gruppi finanziari stanno dispiegando le loro pedine, per sferrare l'attacco contro quegli Stati che non sono caduti sotto i colpi della crisi economica globale, come avvenuto invece per Spagna, Portogallo e Grecia. Ed è lo stesso Soros che avverte sul possibile crollo dell'euro, come passo "probabilmente inevitabile" per impedire il collasso economico e la stessa estinzione dell'Unione Europea. Nella sua richiesta di passare ad un 'Piano B' traspare il chiaro invito ad adottare misure che vadano a trasferire parte della sovranità fiscale a Bruxelles - ossia dopo l'imposta sul valore aggiunto anche quelle sul reddito - nonchè a creare istituzioni europee che facciano da garanzie per le banche. Sembra che sia stata così creata l'ennesima situazione di crisi per giustificare così una decisione 'tanto difficile quanto necessaria' per garantire la conservazione dello status quo degli Stati e della comunità europea.

La Disinformazione. Lo spettro delle variabili però a questo punto si amplia: da una parte l'Italia, dall'altra i Balcani e il piano energetico. Questa è soprattutto una guerra di propaganda e di sabotaggio, in cui le persone vengono utilizzate come munizioni, strumentalizzate ed asservite ad uno scopo molto sottile, che va al di là della politica e delle leggi economiche. L'indipendenza e la sovranità sono la posta in gioco da difendere, visto che la loro cancellazione sono alla base delle teorie democratiche più fondamentaliste, di cui si stanno appropriando gruppi mediatici e ONG, scagliando le armi della manipolazione e della disinformazione. I tradizionali programmi della democrazia non sono più credibili, e così si sono inventati la 'Green economy' come nuovo sistema di economia sostenibile, ma che in realtà nasconde le stesse identiche lobbies del petrolio, del riciclaggio di denaro e delle speculazioni edilizie. Da tali programmi reazionari nascono Ong come Mans o Trasparency International per correggere il tiro dei Governi se se non seguono le direttive da loro prescritte, mentre per gli schieramenti cosiddetti ultranazionalisti si instaura la Rekom, finanziata con 3.5 milioni di euro per aprire una nuova era di lustrazione politica. Le testate locali vengono pagate per mostrare la loro misera pubblicità, mentre aggregano attorno ad uno stesso tavolo quelle Ong che da oltre 20 anni truffano i governi per progetti sulla ricostruzione dopo la guerra inesistenti, raccontando sempre le stesse storie su crimini e genocidi. Ovviamente speculari organizzazioni negli Stati Uniti non hanno mai indagato il Pentagono per aver dato un appalto da 200 milioni di dollari ad un ragazzino di 25 anni per la fornitura di armi all'esercito afghano. Né è mai stata aperta un'inchiesta sui contratti messi a segno dalla Bechtel che, dalla Romania sino al Kosovo e all'Albania, ha prodotto un indebitamento per miliardi di dollari, che graveranno sugli Stati negli anni a venire, grazie alla conseguente emissioni di Bonds per coprire i prestiti. Questo perchè dietro contractor e società schermo esiste la mano della CIA che utilizza la guerra al terrorismo come arma di aggressione delle aziende concorrenti. Finanziano questa miriade di Ong locali a suon di dollari pur di sbarrare la strada a qualsiasi azienda o stato che vuole sottoscriere un accordo o un concordato. Allo stesso tempo finanziando branchi di debosciati, in nome e per conto della democrazia, fomentando rivolte e guerriglie cittadine.

Mappatura dati. Deve però far riflettere che il gruppo di Soros finanzia aggressive campagne mediatiche e allo stesso tempo lavora alla realizzazione della mappatura delle risorse energetiche ed economiche degli Stati, finanziando progetti che si traducono nell'appropriazione di dati statistici e fonti pubbliche. La Fondazione Soros giunge in Albania e si appropria dei dati dello Stato albanese, rivendendo in contropartita un vecchio sistema di gestione dei dati statistici: nasce così la 'Open Data Albania', da un progetto dalla Open Society Institute per creare il cosiddetto portale delle statistiche, e avere in cambio il pieno accesso ad informazioni nazionali. In nome della trasparenza e della lotta alla criminalità viene imposta la pubblicazione e la consegna dei dati, sensibili e pubblici delle società. Non dimentichiamo che l'USAID e la stessa Commissione Europea hanno stanziato milioni di dollari per l'informatizzazione e l'e-governement dei Paesi non digitalizzati, fornendo non solo soldi, ma anche tecnologie e tecnici. Inoltre, tutti i progetti di digitalizzazione amministrativa nonchè di produzione dei passaporti biometrici sono nelle mani di un ristretto gruppo di società informatiche. Gli stessi Stati hanno scelto come partner per la gestione dei propri dati potenti multinazionali che, per la loro struttura e ruolo, rappresentano delle entità che agiscono nella sfera della difesa e dell'offensiva militare. Inconsapevolmente hanno così perso ogni potere sulla segretezza e la tutela della loro informazione.

Troppo potere in mani IBM. Il sospetto che sorge, adesso, è se l'unione tra Stati e società private non stia oggi sfuggendo di mano, creando nei fatti una situazione in cui gli stessi Stati Uniti, che hanno creato macchine 'infernali' come IBM, Microsoft e Google, sono stati assoggettati ad un dictat. Dopo aver creato i software, hanno elaborato i virus per sabotare i propri clienti e il troyan per controllarlo, nel quadro di una strategia di spionaggio massiva sullo schema di Echelon. Tutti i nostri computer e sistemi elettronici che trasmettono o ricevono dati sono divenuti delle cimici sempre attive a cui connettersi qualora diventi necessario o 'interessante'. Meccanismi questi noti da tempo agli addetti ai lavori, ma oscuri al grande pubblico che sarà obbligato ad accettare in nome della sicurezza. Il prossimo passo sarà probabilmente quello dell'impianto dei chip, a cominciare da soggetti pericolosi per la società, come persino hacker o programmatori, in grado di riconoscere e tradurne i linguaggi. La IBM intanto si sta trasformando in uno Stato vero e proprio, creando la "NISC – National Interest Security Company, An IBM Company (2011)", che opera nei settori che vanno dall'Energia alla Salute, dalla Difesa alla Sicurezza, "fornendo innovativi sistemi di information technology, di gestione delle informazioni nonchè consulenze e soluzioni tecnologiche a sostegno dell'interesse nazionale".


Un sistema in crash.
Quello che invece si presenta ai nostri occhi è un sistema che sta in qualche modo cedendo per far posto ad un altro, e i segnali già ci sono. Il sistema si sta avvicinando ad un punto tale di saturazione che potrebbe essere distrutto da un crash di grandi dimensioni. Un'autodistruzione che verrebbe però celata da attacchi cybernetici provenienti da movimenti di hacker ed ex dipendenti di società informatiche. Vedremo quindi così si inventerranno i contractor della democrazia. Forse i media cominceranno a chiedersi da dove viene quella pioggia di denaro che gli permette loro di portare avanti le loro campagne, aprendo così gli occhi sul fatto che se si va a combattere la corruzione si diventa un corruttore. I politici dei Balcani, le segreterie politiche, le ambasciate di tutto il mondo cominciano ad acquisire la consapevolezza che la disinformazione che è in atto è palesemente visibile. Alla sua lotta combatte ogni giorno l'Osservatorio Italiano, che ha costruito un proprio ruolo senza il denaro di nessuna lobby o dei piani di integrazione europea.


23 giugno 2011

Un'arma di distruzione di massa digitale

La guerra cybernetica è già iniziata e il terreno di scontro è l'Europa, e senza dubbio l'Italia. Concluso l'ennesimo attacco dimostrativo, l'Italia continua a subire i colpi del 'fuoco amico', che sembra si stia preparando per sferrare un'offensiva ben più dura. Dopo il black-out delle Poste Italiane, attribuita proprio all'inefficienza del sistema IBM-Lotus, si potrebbero verificare incidenti simili anche con treni, banche, telecomunicazioni, centrali, multe dell'Agenzia delle Entrate. Una regia ben architettata, attuata dall'unione tra Stato e società private. I cosiddetti legionari che sferrano attacchi di oscuramenti di web-site di istituzioni e organizzazioni, in uno nome di una rivoluzione sintetica, non sono che l'immagine riflessa di un sistema che hanno alle spalle ben più complesso. In questo cyberspazio, fatto di diverse dimensioni, operano forze molto potenti trainate dalle grandi multinazionali dell'informatica, che agiscono con una regia sovranazionale e dei Governi più tecnologicamente avanzati. Il crimine invisibile denunciato dalla  nel 2006 come vera e propria arma offensiva, rappresenta oggi il punto cieco delle intelligence di tutti i Paesi, che stanno correndo ai ripari perchè la minaccia è seria.

Armi silenziose. La cyberwar si combatte oggi con le 'armi di distruzione di massa digitale', ossia software che agiscono come virus ma hanno all'interno una sorta di 'intelligenza artificiale' che detiene le chiavi per entrare nei sistemi che intendono attaccare e sabotare. I test e le prove tecniche di tutti questi anni, stanno oggi trovando applicazione con una lenta ed inesorabile escalation, sino ad infiltrare le strutture più impenetrabili. Le società e le istituzioni vengono pian piano disseminate di problemi informatici, lenti e duraturi, che vanno a logorare il loro sistema interno, a controllare il traffico di informazioni e a rubare dati. Il nemico invisibile che abbiamo dinnanzi a noi non è certamente l'hacker che si maschera da 'Anonymous' e abbraccia una rivolta populista, bensì una macchina pensante creata da quelle stesse società che creano e vendono i propri software gestionali ad imprese e Governi. Se IBM, Siemes, Windows, Lotus realizzano il 90 per cento dei sistemi informativi utilizzati da Banche, Stati e Società, vuol dire che il cuore del potere di racchiude nelle loro mani, in quanto conserveranno sempre i codici sorgenti e le chiavi per poter entrare nei terminali e nei server dei loro 'clienti'. Non vi è oggi alcuna normativa statale efficace fino al punto da poter avere la totale certezza che i sistemi da loro ideati non verranno puntualmente violati dall'esterno da virus o hacker.

D'altro canto, sono venuti alla luce software invasivi (come lo stesso Stuxnet) il cui studio ha dimostrato che sono stati costruiti avendo a disposizione tutti i dati e le coordinate dei loro bersagli, lo spettro delle frequenze di connessione, la collocazione dei dati, i tempi di azione, insomma hanno all'interno l'intera mappa del sistema da colpire. Spesso hanno anche un programma-traccia in grado di occultare l'intrusione, facendo credere al server o al terminale che controlla gli accessi, che tutto procede nella totale normalità. Si può concludere che per elaborare questo avanzato tipo di virus, occorre avere una reale conoscenza del proprio obiettivo, che può essere sia diretta (dunque mediante la casa madre del software) che indiretta, mediante hackers che fungono così da capri espiatori. Di fatti tali sistemi necessitano di una continua manutensione e aggiornamento, di macchine ed elaboratori molto complesse ed inesistenti sul mercato, insomma di una struttura che può essere mantenuta solo nell'ambito di progetti che vedono il coinvolgimento di società, politica e Governi. Si pensi ora alla potenza deleteria di questi attacchi attuati contro centrali elettriche, dighe, sistemi radar, traffico aereo, catene di montaggio industriali, treni, banche e sistemi postali, insomma contro ogni tipo si sistema che utilizza un sistema informatico. Questi virus infatti sono generici, non hanno elementi specifici e non hanno bisogno di un particolare mezzo per bombardare, perchè si possono trasferire anche mediante apparecchi elettronici di uso comune, come notebook o pen-drive. Basta diffonderlo quanto più possibile, e una volta fatto diventa un'arma di distruzione di massa digitale. L'esposizione quindi diventa massima per i Paesi più tecnologicamente avanzati come Stati Uniti, Europa e Giappone. Se si restringe poi ancora di più la cerchia delle menti ingegneristiche di tale arma di distruzione, possiamo individuare anche un solo Paese in grado di possedere ed usare questa tecnologia, e sono proprio gli Stati Uniti.

Macchine dei messaggi. Non dimentichiamo che proprio in America ha origine il fenomeno WikiLeaks, presentatosi al pubblico come progetto della 'Intelligence del Popolo' che avrebbe fatto giustizia con il sabotaggio dei Governi. In realtà WikiLeaks ( da noi definita appunto 'macchina dei messaggi') non avrebbe mai potuto scatenare una guerra mediatica globale, orchestrando non solo il furto dei dati, ma anche la chirurgica scelta delle informazioni da pubblicare su media internazionali. Informazioni tra l'altro che non costituivano un 'segreto', bensì analisi di fonti aperte da parte di diplomatici, che tuttavia ottenevano l'effetto sperato nella manipolazione degli eventi. La natura del progetto di Assange viene rivelata nelle prime battute proprio dalla Etleboro, e dunque anche il suo collegamento con la CIA e con la Fondazione Soros e che i nobili scopi di cui si fa promotore nascondono grandi mezzi autoritari. Partendo da un piccolo fondo per non destare sospetti, WikiLeaks diventa poi un progetto da 100 milioni di dollari, perchè le agenzie di intelligence contractor del Pentagono e della CIA sono ben note per le attività di riciclaggio di fondi neri, mantenendo così il rubinetto del Congresso sempre aperto. Così, accademici, dissidenti, aziende, imprenditori, spie, agenzie di intelligence di altre nazioni, interi paesi, vogliono far parte di questa enorme partita e cominciano a giocare. Tuttavia la concorrenza è feroce e le accuse inevitabilmente scattano anche se lavorano insieme. La Cina già riceve da parte degli USA grandi fondi attraverso le attività umanitarie, come i Paesi ex sovietici, Africa e Sud Africa, ma anche Gran Bretagna, Europa, Medio Oriente e Corea.

Internet sicuro. I progetti informatici del tipo 'Internet Invisibile' o Anonymous servono così ad un duplice scopo. Da una parte si va ad alimentare quella sfera grigia delle intelligence, finanziando attività clandestine con la cooperazione di società private, che possono così prendere il controllo delle informazioni sensibili e usarle per proprie attività lobbistiche. Dall'altra parte, si crea uno stato di 'terrorismo cybernetico' controllato da programmi governativi, che hanno come scopo quello di sabotare i sistemi informatici di Stati (amici e nemici) e controllare così i propri alleati o avversari. Il protrarsi di questi attacchi porterà poi al conseguimento di un altro obiettivo, molto più profondo, ossia quello di far sorgere l'esigenza di un 'Internet sicuro certificato'. In altre parole, il loro scopo è quello di dare vita ad un'altra galassia di internet, in cui potranno accedere solo sistemi la cui sicurezza e non-pericolosità viene certificate da società ed entità specializzate. Sarà questo il mondo della cybernetica, dei database, di users e codici ID, un mondo fatto di usura invisibile, in cui la nostra identità a disintegrarsi nei circuiti informatici gestiti da multinazionali e da data-center. L'usura si tradurrà invece nel valore che tutti dovremo pagare per accesso alla rete, per cui sarà quantificato in termini di dati che riusciremo a trasmettere o ad acquisire. In alternativa gli Stati dovranno dotarsi di nuove leggi, di commissioni parlamentari di inchiesta, di un nuovo codice e di una forza di intervento che vada a sanzionare e bloccare ogni abuso o tentativo di effrazione.

D'altro caso, Internet come lo conosciamo oggi è destinato a scomparire, e i segnali di cedimento sono visibili, e vanno dalla crisi dei socialnetwork al fallimento delle società di web-site, e dello stesso motore di ricerca una volta toccata la sua massima espansione. I sistemi centralizzati sono destinati alla crisi perchè distrutti dagli effetti della ridondanza, e dunque dagli scontri 'interni' creati dalla saturazione e dal caos nelle comunicazioni. Essi saranno sostituiti da sistemi basati su una struttura 'distributiva' e sulla condivisione delle informazioni. Internet sarà quindi il veicolo della cosiddetta 'green economy', le banche e le telecomunicazioni diventeranno una cyberbank. Le banche centrali avranno invece il loro controvalore nella ricchezza energetica e nelle materie prime. L'energia elettrica da fonti rinnovabili sarà il nuovo petrolio, mentre le interconnessioni saranno le nuove pipelines. E' in atto quindi una vera e propria trasformazione del sistema economico, e come sempre accade in questi momenti congiunturali, si scatena una guerra aperta per fissare i punti strategici della nostra ricchezza economica. Un'era non molto diversa da quella in cui Enrico Mattei decise di creare l'ENI per dare all'Italia energia a sufficienza per la propria ripresa economica, senza sottostare al dictat delle Sette sorelle. Allo stesso modo, oggi l'Italia vuole costruire un polo energetico basato proprio sull'Energia verde e sulle interconnessioni con i Paesi del Mediterraneo. Un progetto questo che avrebbe il duplice scopo di valorizzare il know-how tecnologico italiano, ma anche di garantire la ripresa dell'economia, che passa soprattutto attraverso le piccole e medie imprese. Ovviamente le lobbies petrolifere non vogliono l'indipendenza energetica dell'Italia, e hanno così attuato una strategia del sabotaggio, che passa attraverso la disinformazione nei media, la confusione con il sollevamento delle associazioni e dei movimenti popolari, gli attacchi informatici delle imprese. Anche la lotta Berlusconi-Gruppo de Benedetti è una schermaglia interna per le concessioni energetiche, in cui la politica c'entra ben poco, nonostante sia stata il campo di battaglia di tante guerre. La soluzione, infatti, sta proprio nel superare i circoli viziosi della politica, con la ricostruzione di un tessuto sociale di persone che fanno gli interessi dello Stato. La reazione all'offensiva, per essere efficace, deve essere rapida e devi tradursi nel ricompattamento delle intelligenze italiane e delle aziende produttrici e veicoli di conoscenze. La risposta deve essere invece decisa e mirata, anche attraverso atti dimostrativi contro ONG, media e personaggi che fomentano la campagna denigratoria contro l'Italia. Quanto più veloci saremo, tanto più avremo difeso la nostra sovranità ed integrità territoriale.

02 dicembre 2008

La Camorra e il sistema


Gli Stati-nazione, la Camorra, la Mafia, il "governo delle Banche", il comunismo. Questi sono i sistemi che governano i nostri popoli. Oggi combattiamo la criminalità organizzata, le banche, chiediamo sovranità monetaria o indipendenza energetica. In realtà non ci rendiamo conto che stiamo creando un altro sistema che ci governerà. Cos'è dunque la Camorra e cos'è Google?

Ho guardato il film di Gomorra di Roberto Saviano con tanto entusiasmo, e fino alla fine cercavo di capire dove fosse la novità di quello spettacolo. Aspettavo la scena risolutiva e tutto ad un tratto il film è finito. Pensavo in cuor mio di aver visto non so quante volte quelle scene di omicidi, di giovani ragazzi che muoiono per la conquista e il rispetto dei territori, e mi chiedevo il motivo per cui tutti si sono scandalizzati e hanno deciso di portare queste immagini sino alla corte di Cannes e forse anche di Hollywood. Per rendere ancora più credibile la tesi dello scalpore e dello scoop, il giornalista Saviano è ora sotto scorta come se fosse agli arresti domiciliari, e qualcuno ha già proposto la sua candidatura. Anche in questo, mi chiedo francamente, dove sia la novità. Come se fosse strano per gli italiani, e per gli stessi popoli del Sud Italia, vedere come determinate famiglie mafiose o camorriste vengono portate allo scoperto per far posto ai nuovi poteri. Questa volta non è intervenuta la polizia, non sono stati necessari dei pentiti o dei giudici, ma un semplice giornalista infiltrato, e che volutamente è stato protetto in quel mondo affinchè potesse far scoppiare il grande scandalo della Camorra. E così è stato, perché il clan dei Casalesi è stato decimato da lotte intestine e retate della polizia, mentre i nuovi "mafiosi" stanno prendendo già le posizioni.
Il vero scandalo, di cui però nessuno si meraviglia, è il suicidio di un Assessore che ha cercato di avvertire la popolazione sui rischi delle soluzioni "rapide e indolori" di Roma e di Milano, e voleva continuare la sua lotta, magari "parlando" semplicemente con i giudici, per spiegare cosa era accaduto e che forse, i Casalesi, non hanno tutta la colpa del male in cui brucia Napoli. Avrei preferito che qualcuno si indignasse per questo strano suicidio, per la morte di un altro innocente, massacrato dai media e delle pressioni politiche che, in un momento così delicato per la chiusura del piano sui rifiuti, erano sicuramente molte. Giorgio Nugnes è morto come molti prima di lui sono morti a causa delle tangentopoli e dei colpi di Stato. Lo Stato italiano è sempre stato un grande artista nell’utilizzare la mafia come capro espiatorio dei suoi delitti, alimentando e viziando quel mostro che lui stesso ha creato. La mafia esiste, sono cose che si conoscono già da parecchi anni, ma nessuno dice che gli Stati sono nati proprio così, gestiti da traffici, con morti, eserciti di schiavi, storie di venduti e di emigrazioni.
In realtà, il concetto è ben diverso e nessuno vuole che si dica. Prima di condannare delle persone che "tirano a campare" e sono stremati dai debiti, bisogna chiedersi da dove arriva la spazzatura, e se arriva proprio dalle ricche città del Nord, dalle imprese e dai distretti industriali della "ricca Italia" che getta i suoi rifiuti in quella che considera "discarica". La nostra società si sta così spaccando e tra le due entità si sta creando un abisso, perché se da una parte vi è il "poveraccio" che rapina le banche o i supermercati, dall’altra ci sono i "ladri di dati", i truffatori finanziari, gli usurai con i colletti bianchi, e così vi sono i reati immateriali che non sporcano e non lasciano tracce. Sicuramente essere minacciati con una pistola sulla tempia fa un effetto diverso alla televisione, mentre il povero artigiano strozzato dai debiti che si spara da solo, descrive una scena molto più patetica, non cinematografica, anche perché non c’è neanche un nemico da combattere. Anche la scelta dei nomi è importante: "'O maiale", "gino ’o pazz", "dente stuort", fanno molta più scena. Con un nome così, si diventa subito protagonisti della scena.

Immaginate ora che un film o un libro, che mette in mostra le cose più abiette e infime di cui sono capaci le persone, viene diffuso e pubblicizzato come la "verità di Napoli" o dell’Italia, e lo Stato finanzia, assiste e tutela chi fa questo stillicidio del popolo italiano. Per "denunciare" un crimine - è giusto ricordarlo - bisogna raccontare la storia per intero, e non solo quello che fa comodo dire, nascondendo tutto il resto. Diciamo la verità, gente che non sa né leggere e né scrivere non crea imperi economici dal nulla, non riesce ad ottenere gli appalti o ad investire nell’alta Finanza. Credete che legali, avvocati, banche si facciano usare così facilmente da dei criminali ignoranti in cambio di nulla e senza un giusto accreditamento da parte dei vertici politici? Sinceramente, credete davvero che la Camorra sia più potente di loro, o invece è un semplice strumento per controllare le masse in un territorio povero, per raccogliere liquidità e smaltire il marcio dei ricchi?
Non capite, è un’altra stupida commedia che vi chiamano a recitare per dar loro importanza, e senza questo stormo di "utili idioti" tutto questo cinema cade in pochi secondi. Per questo poi servono Beppe Grillo, Travaglio, Saviano, per continuare la propaganda. Alla fine però, agli occhi del mondo, le grandi aziende e i grandi imprenditori del Nord saranno l’Italia sana, mentre il Sud Italia sarà sempre "complice" della mafia e della camorra. E poi, se noi viviamo in uno Stato che chiede il pizzo ai cittadini e poi non riesce a garantire ciò che ha promesso perché è fatto da una banda di incapaci, dopo non bisogna fare tanto rumore per nulla, non è dignitoso.
Anche se è vero che tutti noi combattiamo questa farsa del sistema e nessuno può dirsi contrario a queste campagne di solidarietà, in fin dei conti anche a noi fa comodo avere un nemico su cui scaricare le nostre colpe. Siamo disposti a fare le grandi rivoluzioni contro le mafie, ma una volta adagiati sul "seggiolone" ci piace dire che, tutto sommato, si sta bene. Dopo la camorra sarà la crisi finanziaria, e poi non ci sarà mai una fine a questo scarica barile infinito. Ricordate che alla base della criminalità, vi è malessere economico, mentre i veri colpevoli sono coloro che possiedono tanto denaro: cercate il denaro, e troverete il vostro assassino, come diceva il Generale Dalla Chiesa. Oggi l’Italia vuole combattere i suoi fantasmi, ma usa un esercito inutile ed inesistente, che parla di cose inattuabili, e diventano così solo disinformazione. Avere un'indipendenza monetaria, una sovranità energetica oggi significa avere eserciti di pace e fare guerre perpetue al terrorismo, perchè è necessario rubare petrolio o colonizzare per il mantenimento delle materie prime. Anche la crisi, le carte di credito, il fine mese, sono puri concetti nelle nostre menti perché non si accetta il cambiamento dello stile di vita: la crisi non è il non poter andare 4 volte in vacanza, oppure non uscire tutti i sabati, la crisi non è non poter giocare alle scommesse oppure non potersi permettere un amante. La crisi è rimettere in discussione un sistema di potere, è sedersi ad un tavolo e parlare, e non parlare di "democrazia dal basso", di "rete", perché queste sono droghe: il Presidente Obama non è venuto né dal web e né dal basso, è arrivato da casa sua, ed è inutile fare propaganda assolutamente non credibile.
Oggi cambiare il sistema avrà certamente una ripercussione mondiale e planetaria, e determinati poteri devono cessare di esistere, come quello di Washington, delle Holding di Lussemburgo, e perché no, come quello delle criminalità di bassa leva. Oggi i giustizialisti ,gli anti-berlusconiani, i grillini, gridano semplicemente perché vogliono potere e mirano a creare la loro casta, per buttare giù quelle esistenti e imporre quelle nuove. In realtà non sono niente, sono solo un bit che viaggia sulla rete. Riflettiamo però che, se ieri internet era libertà, oggi è lo spazio del motore di ricerca indiscusso, Google. Se sparisce Google, sparisce il mondo di internet, e anche Obama. Allora qual è il nostro sistema ? E' lo Stato italiano, la camorra, la mafia, o un'entità invisibile?

29 settembre 2008

I nuovi muri di Berlino


Nella classifica 2008 di Transparency International l'Italia si troverebbe al 55° posto nel mondo per la corruzione nel settore pubblico, scendendo di 14 posizioni dal 2007 grazie a una maggiore diffusione "dell'abuso di pubblici uffici per il guadagno privato". E' quanto riporta il Blog di Beppe Grillo, in linea con la sua propaganda politica vestita da "controinformazione" indipendente. Tuttavia bisogna chiedersi chi è Transparency International, e cosa si nasconde dietro la sua lotta contro la corruzione.

Il Blog di Beppe Grillo riporta in prima pagina che secondo Transparency International, l’Italia si troverebbe al 55simo posto nella classifica della lotta alla corruzione e della correttezza delle procedure politiche. Tuttavia, quella che viene definita un’istituzione internazionale nella definizione dello stato di corruzione, non rappresenta altro che la spada di Damocle delle entità economiche sovranazionali sulle economie degli Stati, per decidere liberalizzazione e privatizzazioni. Transparency International è stata creata da Robert Strange McNamara, Segretario alla Difesa dei Presidenti John Fitzgerald Kennedy e Lyndon B. Johnson, collaborando alla decisione del lancio della bomba atomica in Giappone e della guerra che ha devastato il Vietnam, ricostruendo poi nel tempo l’immagine di grande statista con la creazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Proprio le "illustri origini" di Transparency, rappresentano la premessa essenziale della lunga carriera di questa organizzazione internazionale, divenuta poi portavoce della Banca Mondiale, all’interno delle politiche di privatizzazione, delle riforme istituzionale e costituzionali, e facendo così della sua lotta per la "trasparenza" un ricatto perenne per politici e funzionari.

Le economie in via di sviluppo, come quelle dell’Europa sud-orientale, rappresentano i prototipi sperimentali per eccellenza di Transparency, considerando che ha collaborato in tutto e per tutto alla loro "democratizzazione" e, così, alla colonizzazione da parte delle multinazionali. Nei Balcani, per esempio, hanno portato a termine dei veri capolavori, cadendo spesso nel ridicolo e nell’assurdo. Quando in Albania sostennero che il Governo era stato corrotto nella gestione del sistema di distribuzione del gas, furono derisi da tutti perché non esiste nel Paese una rete energetica di questo tipo. Da Banja Luka, invece, sono scappati, dopo che un quotidiano locale ha reso noto che i loro funzionari - paladini della giustizia contro la corruzione - avevano corrotto alcuni funzionari per poter realizzare le cosiddette riforme. Rappresentano dunque i figli del marcio dell’economia capitalista occidentale. Si nascondono dietro le NGO, dietro le campagne mediatiche di grande effetto, mentre firmano nei consigli di amministrazione la condanna a morte di migliaia di persone.

Ma dove era Transparency International quando in America Latina si è deciso di privatizzare l’acqua scatenando miseria e guerriglie, oppure negli Stati Uniti sono state fatte cartolarizzazioni, sono stati emessi titoli e derivati non garantiti, sono stati concessi prestiti per il125% del valore delle garanzie a soggetti ad elevato rischio di insolvenza? Magari erano nell’Est europeo, a fare approvare l’ennesima privatizzazione a colpi di scandali e di corruzione, a scatenare tangentopoli e retate all’interno delle società possedute dallo Stato, per garantire così il buon fine dell’ultimo tender o dell’ultimo appalto. Così, mentre le Banche degli Stati Uniti emettevano carta straccia per "far girare l’economia", le società fallivano o delocalizzavano, la disoccupazione e la stagnazione economica dilagava, e contemporaneamente la Comunità Europea dava fondi per l’integrazione. Una macchina oliata alla perfezione, un giostra che gira all’impazzata.

Bisogna inoltre chiedersi quali sono le fonti delle loro indagini, in quanto, non essendo un’Istituzione creata da Stati, rappresenta solo un contractor che elabora dati, al pari di un’agenzia di informazione privata. Ma soprattutto, è necessario precisare cosa si intende dire per "corruzione", considerando che è un concetto mutevole e variabile, che cambia a seconda delle caratteristiche storiche e sociali di ogni Stato. Le semplici tangenti, si sono trasformate, all’interno di democrazie più evolute nelle cosiddette lobbies legali, che sponsorizzano i partiti; ragion per cui non si può dare alla "corruzione" una definizione oggettiva. Negli Stati Uniti un funzionario "corrotto" ha il potere di uccidere migliaia di persone, nei Balcani, così come in Italia, può favorire certi soggetti invece che altri, al pari di una sponsorizzazione delle lobbies americane. Esiste così un altro tipo di corruzione, più sofisticata, dietro la quale vi sono società di consulenza che pianificano manovre finanziarie e politiche economiche, in relazione agli interessi di determinate città. Per tale motivo, la crisi finanziaria che stiamo vivendo è dovuta in parte ad un altro tipo di realtà, che deriva dalla struttura stessa del potere, scatenando un effetto domino infinito.

Se negli anni '90 le grandi società di speculazione hanno costruito la loro ricchezza truccando i bilanci, accreditando titoli senza alcuna copertura reale ed eludendo le leggi degli Stati, dopo l'11 settembre è stato instaurato un nuovo ordine mondiale che ha fatto della monetica (moneta elettronica) il suo "cavallo di battaglia". Le nuove norme per gli scambi economici hanno fatto saltare tutti i fusibili - banche d’affari minori, manager e broker, fondi di investimento - danneggiando piccoli investitori, cittadini e imprese di piccole e medie dimensioni, nonchè amministrazioni locali e utilities pubbliche. Tuttavia, la monetica fa parte del nuovo sistema economico telematizzato ed informatizzato che scandisce non solo l’economia, ma anche la nostra società. Pian piano, sono stati costruiti i nuovi muri di Berlino, ossia delle frontiere informatiche che si sono alzate, senza nessun referendum popolare: si parla di democrazia diretta, di potere orizzontale, ma anche di lotta alla corruzione, di "parlamenti puliti", di "governi ombra".

Virtualizzazione, usura e disumanizzazione, sono la peste di questo millennio, in cui, in assenza di un codice etico legittimato dagli Stati, ognuno di noi può scomparire dinanzi alla "e-justice". I cancellati, gli invisibili, i doppi Nick, i nomi sintetici, sono i nuovi venditori di anime. Oggi esistono giù i nuovi Stati all’interno di internet, esistono popoli, come i "palktalkiani", i "Grillini", gli "indipendenti". E pensare che molti uomini, prima di loro, si sono battuti per il diritto all'internet, che doveva rappresentare la libertà di informazione, dove chiunque poteva scrivere, mentre oggi esistono solo pochissime realtà, come Google e Youtube. Questa è la democrazia e questa è la rete, per tutto ciò andiamo a votare, e ci riuniamo per gridare. Nella continua lotta tra il materiale e l’immateriale, la nostra economia e il nostro concetto economico sono stati cambiati. Il mercato immobiliare fallisce perchè esistono uffici virtuali, il sistema finanziario è in crisi perché esistono piattaforme sovranazionali che accumulano transazioni, la politica è in macerie perché sono cambiati i sistemi per fare propaganda e attirare elettori. Avremo le unità lavorative, le unità intellettive, e il sistema bancario sparirà, esisterà solo un’immensa banca dati, un essere immateriale, dove per trasportare immaterialmente del denaro da una parte e dall’altra devi pagare, perchè devi passare i muri invisibili di Berlino.

09 luglio 2008

Le nuove prefiche


Quello del predicatore e del diffamatore è senza dubbio il nuovo mestiere dei nostri tempi, che vede coinvolti personaggi e individui che ormai hanno perso ogni ragione di esistere e trovano nelle guerre di propaganda una nuova posizione sociale.

Come le donne che un tempo e tutt’oggi dietro compenso piangono e urlano ai funerali di personalità illustri, le nuove "prefiche" gridano e polemizzano per amplificare le campagne propagandistiche pianificate e volute dai poteri forti. Pronti a fare demagogia, a creare fenomeni da osteria, ad andare ad Hollywood e ottenere "premi oscar" alla carriera di grande predicatori della storia. Una professione che ormai è tornata con prepotenza sia nei paesi "evoluti" dell’occidente, sia negli Stati che fanno da avamposto a quelle strutture "euro-atlantiche" che vengono imposte.

Personaggi come Marco Travaglio, Beppe Grillo, e ormai sempre di più Antonio Di Pietro sono le prefiche pagate per gridare alla corruzione del Governo, alle strategie di "pulizia" all’interno del Parlamento e dei CdA delle società. Conosciamo bene l’esito di queste campagne isteriche contro la corruzione, ma soprattutto abbiamo visto le devastazioni delle tangentopoli di massa pianificate e studiate per radere al suolo un sistema economico. Purtroppo, in un Paese come l’Italia, che ha dovuto sopravvivere con tantissime realtà, tutto sfocia in una guerra sanguinaria nonostante abbia alla sua origine culture e tradizioni diverse. Si parla di mafia, di strani intrighi sessuali, di truffe o bancarotte mirate, sembra che ci troviamo in realtà in un equilibrio di paura, dove tutti gridano, ma alla fine non succede nulla.
Si fanno manifestazioni, si grida, si fa una grande cena o un sontuoso ricevimento, così ognuno si sente felice per aver contribuito ad una causa. Questi stessi personaggi che oggi gridano contro il Governo "democratico" e la classe politica moderna, nata dopo la grande tangentopoli, alla fine sono le stesse prefiche che hanno descritto Craxi come un male assoluto, dimenticando le parole, i processi e i dibattiti di prima, per rilanciare la nuova alleanza politica.

Così si dimenano in preda ad un raptus isterico, attaccando "la casta al potere", origine e fonte di ogni male. Ma una volta che Berlusconi sarà via avranno un altro nemico, "altro giro, altra corsa", e se loro saranno i nuovi profeti, ci saranno altre prefiche che si batteranno il petto per denunciare la loro incapacità e la loro ignoranza.
Questi non sono altro che gli ultimi colpi di coda di un Paese alla "cassa integrazione" come la Fiat, che mette in ginocchio soprattutto i suoi stabilimenti del Sud di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese e Pomigliano. Chiude i battenti, e magari "delocalizza" in un altro Paese che le garantisce detassazione e manodopera specializzata a basso costo. E così "altro giro, altra corsa", ma nessuno parla o grida, rimangono in silenzio le "cornacchie" per paura di offendere chi li paga. Magari non venderemo più macchine, e così venderemo "derivati" e strumenti finanziari, dato che omai l’Italia è divenuto uno dei mercati più fiorenti nel settore delle "truffe" e della commercializzazione di titoli non validi: i traders e i fiduciari sono l’unica manodopera specializzata che possiamo offrire.

03 giugno 2008

Crociate Isteriche


Lo strumento di internet, in questa nuova fase generazionale, sta originando degli effetti di difficile analisi. Il web è divenuto la via di sfogo e di espressione un disagio diffuso, con la crescita esponenziale degli spazi blog personali che ha facilitato notevolmente un effetto domino emotivo coinvolgendo migliaia di persone. Sicuramente questo genere di sviluppi mettono in risalto l’inefficienza delle istituzioni nei confronti di un' adeguata e sana educazione all’utilizzo di questo mezzo di comunicazione.

E' ormai da qualche anno che si vive quotidianamente uno stato di malessere. La via di sfogo e di espressione di questo disagio risulta essere prevalentemente quella di internet. La crescita esponenziale degli spazi blog personali infatti ha facilitato notevolmente un effetto domino emotivo coinvolgendo migliaia di persone nell’amplificazione mediatica di questa sensazione di crisi generale. Il copia ed incolla è divenuto lo strumento essenziale di rapida diffusione persuasiva. In questo panorama i nuovi “luminari” sono persone della classe media e medio-bassa trascinati dalle loro frustrazioni nella ricerca disperata di stima e considerazione da parte di un pubblico in cui empaticamente ci si riconosce. Personaggi sintetici. Maestri di una neo massoneria popolar-virtuale. Gente che nella loro realtà individuale molto probabilmente non è riuscita mai a distinguersi né in famiglia e né nel contesto professionale e sociale. Panorami apocalittici sono spesso gli oggetti principali delle loro discussioni.

Le loro personali manie di persecuzione si trasformano in una confezione comunicativa in cui i complotti del sistema sono all’ordine del giorno. Si evince dal loro linguaggio pseudo-sessantottino un'atavica ribellione ai sistemi precostituiti che sfocia addirittura in anonime aggressioni virtuali. Lo strumento di internet, in questa nuova fase generazionale, sta originando degli effetti di difficile analisi. Sicuramente questo genere di sviluppi mettono in risalto l’inefficienza delle istituzioni nei confronti di un' adeguata e sana educazione all’utilizzo di questo mezzo di comunicazione. Sotto un'apparente e onirica libertà la suggestione individuale è all’ordine del giorno. Conferenze, riunioni, manifestazioni, opposizioni, petizioni sono le Crociate Isteriche in cui si manifesta la maggiore aggregazione sociale ispirata da una moralizzazione infettiva.Un fenomeno che, con altri strumenti ed in altri contesti, si è già manifestato in passato. Conducendo la gran parte dei partecipanti ci si perde ancor di più nei loro personali conflitti interiori per far approdare i più “svegli” in un nuovo assetto sociale, divenendo di fatto i nuovi personaggi del sistema stesso.

In realtà tutto questo si riduce ad una sceneggiata indiana, tutti i castelli montati in aria si distruggono con una semplicissima querela, in modo da far tacere il lestofante che si agitava troppo. Il crociato isterico riceverà così tante e-mail di conforto e altre crociate di petizioni a suo favore, e poi sarà la volta del contributo economico, fin quanto non verrà dimenticato nelle migliaia pagine web che ogni giorno il motore di ricerca indicizza. Lo stesso sistema per neutralizzare certi individui all’interno dell’informazione, è stato usato dai servizi per fermare o controllare forme di criminalità organizzata, ossia cedendo ai ricatti e concedendo finanziamenti e risorse in cambio della fine delle ostilità e degli attentati.
Ogni dibattito diventa inutile, perbenista e retorico, si traduce in una questione morale: quando non si vuole dare una risposta, si chiude la polemica con un bel "non è morale!". Basti pensare al caro Beppe Grillo che parla di corruzione e di tangentopoli, chiudendo il suo monologo tra l’ilarità del pubblico con la battuta finale "è una questione politica!". Ridicolizza così anni di storia italiana in cui veramente certe entità hanno usato i ricatti e le tangenti come strumento politico, nonostante tutto quello che è passato attraverso i media. Chiediamo dunque a questi nuovi giustizialisti qual è il significato e il ruolo dei vecchi comandamenti, se non quello di imporre alla società delle regole morali. Occorre tuttavia porre un freno a questo delirio, altrimenti ogni problema sociale si ridurrà ad uno scontro politico o morale, o peggio ad una guerriglia tra neo-fascisti e anti-fascisti.