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30 novembre 2006

Alta tensione in Italia


La morte dell'ex-spia russa ha messo in moto quella che è la macchina della disinformazione, per portare ad innescare una serie di cause ed effetti che avrà l'obiettivo di simulare una situazione di guerra Fredda e infondere nell'opinione pubblica un sentimento di opposizione alla Russia. Tutto ciò che sta seguendo la morte della spia russa è frutto di una grande strategia di propaganda, studiata e programmata mesi fa, sin dal momento in cui stava prendendo forma sulla scena politica internazionale una reale opposizione a quelle lobbies che sino a quel momento avevano controllato l'intero scenario geopolitico, finanziando guerre e privatizzazioni. Si chiede così ai governi di prendere una posizione, di decidere se stare con la Russia assassina o con altri, ritornando un po' ai vecchi tempi in cui la divisione delle lobbies aveva portato ad una guerra intestina e continua.
La ricostruzioni degli eventi proposta dai media e dalle stesse autorità inglesi è quanto meno ridicola e assurda, e non capiamo come possono aspettarsi che le persone credano a queste bugie e restino in silenzio mentre si cerca di sabotare la stabilità degli Stati.

Sicuramente la Cnn e la Bbc stanno in certo senso aizzando l'opinione pubblica contro la Russia, e sembra davvero che non sappiano più cosa inventare: gli Inglesi sono diventati i maestri delle assurdità.
L'avvelenamento di una persona ha lasciato tracce di radiazioni in molti luoghi di Londra, nel suo hotel, e al ristorante cinese in cui forse è stato contaminato. Tuttavia è davvero inverosimile che per uccidere una persona sia stata utilizzata un'arma che lascia così tante prove dietro di sé e che dà la possibilità di tracciare sia i luoghi che sono stati frequentati dall'assassino sia le persone che sono venute a contatto con loro. Possiede infatti delle proprietà davvero particolari, quasi uniche, che fanno sì da rendersi riconoscibili in qualsiasi situazione, per cui, più che un veleno, sembra un sistema per tracciare le persone.
Tra l'altro, è davvero assurdo pensare che degli agenti qualificati falliscano in maniera così stupida la missione che sono chiamati a compiere, perché si presume che lo scopo di questo omicidio non è uccidere una persona, ma evitare che questa parli e riveli delle informazioni. Invece, non solo questa persona ha parlato, lasciando documenti e video che indichino in maniera esplicita e incontrovertibile quale sia il nome del responsabile di questi attentati, ma è morta anche in modo che faccia parlare molto di sé e non resti inosservata dinanzi all'opinione pubblica, lasciando la possibilità di rintracciare i colpevoli in qualsiasi momento.
A quei livelli, se davvero occorre nascondere un dossier o una fonte viene commesso un omicidio freddo e preciso, che provochi una morte certa e veloce, nel completo silenzio, tale che sembrerà che quella persona non sia mai esistita, una sorta di "eliminazione" fisica e sociale della propria vittima. Questo tipo di stratagemmi mediatici sono sempre molto simili, gli esperti si contraddicono, mentre cercano di metter su una sceneggiata di spionaggio internazione. I famosi spetsnaz di cui tanto parlano sono persone a sangue freddo, con cervello di coccodrillo, in grado di fare benissimo ciò per cui sono state programmate, ossia eliminare subito e in silenzio una probabile minaccia.
Invece, a quanto pare, hanno preferito avvelenarla, far assistere a milioni di persone la sua lenta e sofferta agonia, durante la quale ha avuto il tempo e l'occasione di rivelare i dettagli di un dossier, per poi farlo morire e creare una grande crisi diplomatica.

Le conseguenze di questo evento, e dunque il vero motivo dell'assassinio, hanno avuto inizio da poco e sono destinate e protrarsi nel tempo. Sono già pervenute le notizie di minacce di morte ai danni di alcuni giornalisti russi e importanti personalità, come se si stesse scrivendo una vera e propria lista nera di pulizia democratica dal grande effetto mediatico.
L'eliminazione fisica dei dissidenti e dei fomentatori di agitazione posta in essere presumibilmente dalla Russia, avrebbe come obiettivo quello di mettere a tacere una determinata propaganda, ma invece va a confermare la tesi del terrore politico e di censura all'interno della Russia, come ben si rispetti un clima da ante-guerra fredda.
La vera eliminazione che si cerca di fare non è quella delle spie, ma di quelli che hanno stretto le collaborazioni sbagliate e che non rispondono agli obiettivi di quella lobby che fino ad oggi ha in maniera indisturbata primeggiato in Europa.



Le menzogne sono oggi talmente tante che è evidente che questi signori ci vogliono trascinare in un baratro o in un altro spy-gate. Hanno per esempio deciso di far cadere il governo in Italia, e i poteri del male stanno cercando di far un ribaltone, grazie anche alla collaborazione dei nostri politici che sono così dei grandi attori all'interno di una vera messa in scena. Il governo Prodi, e l'Italia tutta, in virtù dei patti che ha stretto con la Russia per consentire il passaggio della rete dei gasdotti nei mari e nelle terre italiane, stanno per essere coinvolti in questo scandalo di spionaggio internazionale senza aver preso parte all'azione stessa. In Italia si posizionerà l'epicentro della discussione, facendo così da specchietto per le allodole dei nemici della Russia, e sarà la valvola di sfogo dell'intera crisi. Oggi il Governo è stato chiamato a rispondere di un certo Sig. Scaramella, consulente della Commissione Mitronich, ma probabilmente lui è una persona qualsiasi che è stata collegata alla vicenda, e che forse si è trovato per caso in ristorante o in un luogo visitato dalla vittima, magari ha scambiato con lui dei semplici documenti. Non si possono produrre in questo caso delle prove che scagionino l'Italia, perché non si può combattere con la disinformazione delle commissioni e delle fonti anonime. L'attenzione deve ora concentrarsi sull'Italia, perché stanno facendo di tutto per far cadere questo governo, mentre le forse dell'opposizione agguerrite sono già pronte e prendere piede a Montecitorio.
Per esempio, il gesto di Cossiga di rassegnare le dimissioni, sembra quasi una richiesta all'attuale maggioranza di una poltrona da Primo Ministro, per evitare di minare la maggioranza all'interno del Senato.
Così mentre scoppia il caso Mitronich, la finanziaria continua ad essere oggetto di revisione dopo le pressioni dell'Ocse e del Fmi, e un nuovo Statuto della Banca d'Italia viene varato allo scopo di renderla maggiormente indipendente. Le Banche, proprietarie di Bankitalia, stanno infatti discutendo su come ripartire in maniera saggia i proventi del signoraggio e degli interessi del Debito Pubblico. Sono diventate in questo molto agguerrite e tenaci, totalmente indipendenti dalla politica dello Stato che dinanzi a questo non può che arrendersi.
Nel frattempo, tuttavia, l'economia della non curanza e dell'indifferenza rischia di collassare, trascinando con sé anche grandi colossi industriali, che possono cadere da un momento all'altro, anche se ufficialmente sono già falliti e logorati.

Le analisi che vi proponiamo presto o tardi hanno sempre un riscontro con la realtà, per tale motivo ora vogliamo goderci lo spettacolo in prima fila, perché abbiamo pagato il biglietto per salire su questa giostra. La nostra coerenza ve la mostriamo non deludendovi, perché il nostro blog dice chiaramente agli Italiani "che credono di morire per la Patria, ma morite per le Banche".

29 novembre 2006

"Dignità e onore": la copia strumentalizzata del Servizio Segreto Ortodosso


L'assassinio di Aleksandr Litvinenko ha aperto un caso di spionaggio internazionale, studiato e progettato di modo che continui a far parlare di sé ancora per molto e mieta quante più vittime politiche possibile. Mediante delle fonti anonime, è stata lanciata la notizia dell'esistenza del dossier Mitrokhin, collegato a un gruppo di agenti speciali russi (spetsnaz) definito "Dignità e onore" e formato da ex agenti del Kgb che "stanno conducendo la loro guerra fredda contro i dissidenti che cercano di mettere in difficoltà Vladimir Putin".
È stato dunque rilanciato il dossier Mitrokhin e il servizio parallelo di "dignità e onore" per nascondere ciò che in realtà è il servizio segreto ortodosso, il servizio "giusto". Vogliono in qualche modo collegare la morte dell'ex-spia russa per poter denunciare l'esistenza di una struttura parallela, senza rivelarne la vera identità , in modo da continuare a salvaguardarne l'esistenza, e colpire così solo Putin. La Etleboro è stata la prima fonte di informazione ad accennare all'esistenza di un servizio segreto parallelo che riunisse in sé i dissidenti del servizio di spionaggio al solo scopo di formare una forza invisibile e interna agli Stati. Si definisce "giusto" perché va a colpire un personaggio debole e ricattabile del sistema, costruendo su di lui un dossier e usare la sua posizione di debolezza per raggiungere determinati scopi. In questo modo il servizio ortodosso ha costruito una rete di contatti parallela agli Stati, in modo da collocare all'interno di ogni struttura strategica, società o istituzione, un proprio uomo fidato e dare vita ad una zona di influenza.
È su questo sistema che la Russia ha creato sulle proprie ceneri un impero economico, posizionando in ogni stato e all'interno delle più grandi società un proprio contatto in modo da ottenerne il controllo.
Tali meccanismi sono stati spiegati per la prima volta proprio dalla Etleboro, che ha fornito delle dettagliate analisi su ciò che sta accadendo all'interno dell'Europa, nonostante il forte scetticismo che ha accompagnato la discussione di questi argomenti.

Ora parlano di "onore e dignità", per il semplice fatto che non possono scontrarsi con questo sistema, perché sia il mandante del crimine che l'assassino stesso sono coinvolti al suo interno in un modo o in un altro. Chi ha creato il servizio segreto ortodosso è stato intelligente perchè aveva già predisposto meccanismi che impedissero che il nemico potesse pronunciarlo e farlo uscire allo scoperto. Questo sistema esiste ed è ben saldo, ha il potere di usare tutti i mezzi per la razionalizzazione di tutte le società più importanti, in modo da colpire l'economia di uno Stato attraverso il controllo dei suoi politici o delle persone che contano davvero.
L'affare Mitrokhin è un dossier studiato in ogni suo aspetto, in modo che nessuno possa risalire alla verità proprio perché è stato scritto da fonti anonime, gestito da commissioni anonime create ad hoc per fare un po' di scena e far rientrare il caso nell'immaginario collettivo. In tutto questo gli Inglesi stanno giocando un ruolo molto sporco, perchè stanno ordendo la trama per incastrare giornalisti e agenti russi, arrivando addirittura a spiccare un mandato d'arresto persino in capo ad una personalità molto importante in Canada. Londra non è solo una capitale di uno Stato, ma anche la capitale delle più grandi truffe e rapine della Storia, perché gli Inglesi sono soliti fare degli accordi e stringere alleanze, mentre contemporaneamente ne decretano già la morte.
È chiaro che esiste il servizio segreto ortodosso, ma nessuno può accusarlo in maniera diretta, perché sarebbe come fare la guerra totale e decretare la fine delle stesse lobbies che tentano di far cadere i governi. Oggi non possiamo accusare gli ortodossi mentre Bush o altri predicatori accusano l'Islam, perché significherebbe minare anche la stabilità e l'immagine di chi scaglia le accuse.
Per tale motivo è stato creato il caso di Litvinenko: un elemento esterno, non legato al servizio ortodosso, che deve seminare dubbi e diffidenza intorno alla figura di Putin, nel tentativo di minare sempre più la sua posizione.

La vicenda infatti è destinata a complicarsi, perché la Russia ha un'importante posizione da difendere che sarà ancora più rafforzata quando partirà a tutti gli effetti la borsa del petrolio e delle merci di Sanpietroburgo. Un primo lancio della borsa russa è stato dato quando questo aprile Romano Prodi, dietro l'accordo dello sfruttamento dei pozzi di petrolio da parte dell'Eni, ha accettato la piena convertibilità del rublo. Inoltre, la rete di gasdotti che porta energia all'Europa passa obbligatoriamente attraverso tutta la Serbia e l'Italia che hanno fatto così un patto scellerato con Putin. In forza di tale patto si sta creando una zona franca che lega la Serbia e la Russia, negando inoltre l'indipendenza al Kossovo. In questo caso dunque i ruoli si sono capovolti, e quella che era un territorio destinato alla secessione si consoliderà ancor più all'interno della Serbia, disattendendo le speranze dell'Albania alla quale ora occorrerà spiegare che i piani, in un certo senso, sono cambiati.


Sino ad oggi le lobbies occidentali sbarcavano in Russia e depredavano quanto restava del governo sovietico e dei Paesi comunisti, con privatizzazioni e crociate contro la corruzione portate avanti dalle Organizzazioni Internazionali "non governative", mentre oggi il gioco è finito e il circolo vizioso che stava travolgendo la Serbia si sta per spezzare. Ovviamente, l'ascesa del potere di Mosca e la creazione di una nuova zona di influenza viene osteggiata e sabotata da quelle stesse lobbies che per molto tempo hanno lucrato sulla rovina degli Stati-Nazione. Non potendo colpire il sistema che sta alla base della creazione di tale situazione, perché è stato da loro stessi utilizzato per molto tempo, stanno creando dei diversivi per colpire singole persone.

Se oggi c'è il rischio che cada il Governo Prodi, è principalmente per provocare quella instabilità politica necessaria per sabotare il tacito patto esistente tra Italia, Russia e Serbia sulla costituzione della convertibilità del rublo. Dinanzi ad una situazione di grave incertezza che porterà ad una guerra fredda invisibile che nessuno riesce ancora a vedere, il Senatore Cossiga ha rassegnato le sue dimissioni, non avendo più le energie per affrontare un'ulteriore crisi di governo. Braccio esecutivo dei comandi provenienti dalle alte sfere sono le strutture internazionali, come l'Ocse o Transparency International, strutture finanziate dal FMI che denunciano l'inadeguatezza delle manovre fiscali o la corruzione della classe politica al solo scopo di minare la stabilità e la governabilità.
Difficilmente, tuttavia, lo stesso gioco potrà funzionare in Russia, dopo che Putin ha chiuso i confini all'insediamento delle Organizzazioni Internazionali, e sta portando avanti una dura politica di contrasto alla "corruzione", o in altre parole ai sabotatori del suo governo e delle sue relazioni. A tal proposito, aveva già avvertito tempo fa il governo italiano a proposito dello scandalo Telecom, denunciando l'esistenza della "Mafia" in Italia che stava minando la sua sicurezza. L'unica arma che può ferire Putin oggi sono le campagne diffamatorie ordite dai media che hanno il potere di manipolare la sua figura e mostrarla all'opinione pubblica per qualcosa che non è o è vera solo in parte.

28 novembre 2006

I cugini francesi : "parenti serpenti"


In un clima di piena Guerra Fredda, che sta dividendo ancora una volta gli Stati in blocchi di influenza russa o atlantico-europea, i governi nazionali costruiscono la loro economia sulla base delle sole relazioni diplomatiche. Si stanno formando in Europa delle tacite cooperazioni politiche che hanno risvolti economici sui singoli Stati Nazionali tutt'altro che trascurabili. Accanto all'avanzata russa, che scava all'interno dell'Europa un tunnel invisibile attraverso le più importanti società industriali, è la Francia a portare avanti la più tenace politica economica estera fortemente indipendente rispetto alla Comunità europea. Dopo aver stretto una stabile amicizia con Putin, consacrata dal conferimento della Legione d'onore al Presidente russo, si avvicina all'Italia proponendole di stringere un'alleanza che le porterà ad essere il motore politico dell'Europa.
Sebbene siano molti i punti in comune in tema di politica estera, al momento la discussione all'attenzione dell'opinione pubblica europea sono prettamente economici, con un continuo negoziare per spuntare le condizioni più vantaggiose. Mentre l'Italia cerca la reciprocità nello scambio delle azioni societarie, la Francia denuncia il troppo nazionalismo italiano nel difendere una società a scapito del dialogo e della collaborazione.
Senz'ombra di dubbio oggi non esiste la regola della "riconoscenza" di uno Stato nei confronti dell'altro per avergli consentito di comprare una società, ma quella del più forte, del libero mercato e della libera impresa.

Si è aperto infatti in questi giorni un nuovo contenzioso industriale che vede l'Eni lanciare un'Opa ostile sulla Technip, leader francese in prodotti petroliferi, mediante la Saipem, riaprendo così la ferita di Suez. Circa nove mesi fa, abbiamo assistito alla minaccia di Opa di Enel, l'Edf italiano, su Suez, spingendo in un certo qual modo il governo francese a tentare la fusione, per difendersi così dagli attacchi degli investitori esteri. Allora l'Enel fallì in questa impresa perché la Francia ha ritenuto più importante rischiare una privatizzazione piuttosto che un'infiltrazione dall'estero. Allo stato attuale il progetto di fusione viene ancora continuamente discusso, e nonostante i segnali di ottimismo da parte della Commissione Europea, vi sono ancora molti analisti che reputano l'operazione assolutamente impossibile da portare a termine.
Ora i problemi più importanti, nonché i tasti più dolenti sono Alitalia e il nucleare. La prospettiva di un matrimonio tra Air France-KLM e le compagnia italiana Alitalia, ha provocato un grande ribasso dell'azioni di Air France. I suoi azionisti non sono totalmente favorevoli, ma probabilmente è tutta un'opera mediatica volta a lanciare un messaggio ai mercati secondo il quale l'acquisizione di Alitalia le comporterebbe un grave danno d'immagine. Infatti, era persino giunta la voce, a mezzo della stessa stampa francese, l'intenzione di Air France di sopprimere i suoi voli intercontinentali, per utilizzare poi Alitalia come piattaforma per i voli nazionali ed europei. Una notizia questa che è stata subito smentita, fatto sta però che mentre Alitalia riduce le rotte da Malpensa verso la Cina ed elimina le tratte verso gli Stati Uniti, India e Balcani, Air France si estende proprio in quei mercati perché ritenuti più vantaggiosi. Ora il governo ha deciso di dismettere completamente Alitalia, ma nel farlo vuole utilizzare una grande banca d'affari per vendere sul mercato il 49,9% posseduto dal Tesoro. Ci auguriamo solamente che le azioni vengano vendute al mercato effettivamente, e che non succeda come con Tronchetti Provera, che diede in gestione ad un consorzio di banche il diritto di fare da intermediario nella vendita di un pacchetto di azioni della Pirelli, ma poi non hanno mai raggiunti i mercati a causa dell'acquisto da parte delle stesse Banche.
Accanto al progetto di Alitalia, sbuca, in occasione della riunione con Chirac la questione della Tav, e anche qui le posizioni sembrano convergere, anche se si attende sempre che siano sedati i malumori della Finanziaria per riaprire i conti.

Sul fronte dell'energia, invece, si riapre il problema del nucleare, soprattutto dopo il lancio del Cnr italiano della partecipazione dell'Italia al progetto Iter, ossia di fusione controllata sulla base del confinamento magnetico del plasma . Sicuramente il progetto Iter avrà la pretesa di riportare in nucleare negli Stati in cui è fatto divieto di costruire centrali nucleari, oppure per recuperare tutti gli investimenti sostenuti sino ad oggi, ma sicuramente non è in grado di dare una risposta al problema energetico degli Stati. Così mentre oggi continuano gli accordi con gli Stati per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi per le nostre centrali nucleari, stiamo per costruire una macchina che continuerà a produrre scorie radioattive sia per la produzione dei materiali utilizzati nella fusione, sia in seguito alla sua realizzazione.
Oggi l'Italia è riuscita ad assorbire tale problema, rispedendo alla Francia una massa di rifiuti radioattivi, ma deve cominciare a preparare il sito nazionale, e a questo punto interpelleranno direttamente le amministrazioni locali. Considerando che il popolo degli scioperi ha dato forfait, le comunità locali resteranno di nuovo sole dinanzi al dictat del "bene del Paese" nonostante sia un male per le persone e per il luogo.

La Francia e l'Italia continuano ancora a simulare forme di amicizia, quando in realtà sono tutti dei compromessi che vedono sacrificare aspetti dell'economia dell'uno o dell'altro, anche se attualmente sono gli italiani che accusano i più gravi problemi economici rispetto ai cugini transalpini, dovendo cedere senz'altro Alitalia e sul fronte di Eni e Enel.

27 novembre 2006

L'Iter fa vedere il miraggio della fusione fredda


È ufficiale: parte “Iter”, International Thermonuclear Experimental Reactor, (reattore sperimentale termonucleare internazionale), un progetto internazionale che ha l’obiettivo di produrre energia dalla fusione, a cui parteciperanno tre enti di ricerca italiani : Enea, Cnr e l’Istituto di fisica nucleare (Infn). Il progetto risale al 1985, presentato in occasione dell'incontro al vertice tra Reagan e Gorbaciov, a cui poi hanno aderito l’Unione Europea, il Giappone ed il Canada, per diventare alle soglie del 2007 una cooperazione internazionale al fine di creare la fonte di energia del futuro nei prossimi 10 anni, per costo di circa 5 miliardi di euro.
L'Iter è un esperimento di fusione termonucleare controllata, basata su un processo di confinamento magnetico di un plasma di forma toroidale, composto da Deuterio e Trizio, all'interno di un reattore, il Tokamak. Questo ha una struttura di una ciambella metallica di 6,2 metri di raggio, cava all'interno e circondata da magneti, che consente di riscaldare il plasma composto da deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno) fino a temperature estreme raggiunte grazie ad una forte di corrente elettrica e poi iniettando onde elettromagnetiche. Il calore farà muovere le particelle a grande velocità per urtarsi con forza sufficiente a vincere la repulsione, e fondere. Gli esperimenti sino ad ora hanno avuto esiti incerti, considerando che l'energia prodotta con questi esperimenti ha superato di poco l'energia spesa per riscaldare il plasma. Ulteriore problema è che la fusione Deuterio-Trizio, produce, oltre a più di ¾ dell'energia immessa e di un atomo di Elio, un neutrone, che costituisce una variabile di scorie
radioattive prodotte. Inoltre, il principale elemento combustibile, è il Trizio, che un isotopo radioattivo dell'idrogeno: fughe accidentali di Trizio potrebbero avere conseguenze non diverse da quelle prodotte da incidenti nucleari da fissione. In sostanza, un reattore a fusione produrrebbe una quantità di radioattività appena inferiore a quella di un reattore a fissione ordinario della stessa potenza.
Dinanzi poi ai problemi sollevati per lo spegnimento del reattore, le risposte spesso non sono state convincenti, perché gli scienziati hanno affermato semplicemente che interrompendo l'immissione di energia elettrica, gli atomi di idrogeno più veloci andranno a superare la barriera magnetica andando ad attaccare gli atomi del plasma si inquinerà, e si raffredderà cosicché la caldaia ITER si spegnerà. In realtà nessuno ha previsto come trattare il problema dell' estinzione della caldaia, trattato dunque come "una variabile incerta, che sarà risolta con gli esperimenti", che dovrebbero nel tempo a risolvere anche il problema delle perdite radioattive.
Per cui, quando si sarà ottenuto x decine di secondi la fusione, e aver speso 5 miliardi di euro, occorrerà costruirne un altro, più costoso nella speranza che dia all'umanità la free energy. In verità, non si può avviare un progetto di questa portata, di un tale costo, quando si non hanno, già pronte, tutte le soluzioni ai problemi gravi, ineluttabili, e quando non si risolve alla radice il problema dell'indipendenza energetica. Ci sono voluti 25 anni per costruire una calamità superconduttrice che dà 4 tesla, quando volendo si poteva concepire una tecnologia migliorativa del nucleare a fissione già esistente, nell'attesa di avere la vera free energy.
Con l'ITER si cerca di far funzionare un reattore in maniera continua, a temperature troppo basse, con una reazione inquinante che contaminerà le strutture circostanti, facendo accumulare nuovi scarti radioattivi. Invece, il futuro è la fusione vera e propria, ossia quella della Z-machine, che usa invece un processo di confinamento inerziale del plasma , favorito e sviluppato soprattutto dagli ambienti militari che preferiscono rinunciare ai costosissimi test atomici su scala reale e usare poi i risultati della ricerca in laboratorio per migliorare questo tipo di arma.

A questa idea sta lavorando il “Sandia National Laboratory” negli USA, in cui è stata messa a punto la “macchina Z”, capace di generare una scarica che può raggiungere i 20
milioni di Ampere caricando di 290 terawatt di energia il plasma, sino a portarlo alla fusione senza generare alcuna scoria. L’idea di fondo è semplice e geniale. Dato che il plasma è composto da particelle cariche negativamente e positivamente, è quindi possibile farlo attraversare da corrente elettrica che, generando un campo magnetico, avvolge il
plasma e lo “strizza”. Questo “strizzamento”, o “pinch”, comporta una maggiore concentrazione del flusso elettrico nel plasma che a sua volta induce un campo magnetico ancora più forte e quindi un “pinch” ancora maggiore. Per ottenere la fusione, infatti, il problema non è la quantità di energia, è la focalizzazione.
Dunque, all'interno di una camera cilindrica, completamente riempita di acqua, una scarica elettrica di 20 milioni di ampère attraversa una rete di fili di tungsteno della larghezza di un capello. In pochi istanti, i fili si sciolgono per volatilizzarsi in un plasma che viene subito dopo compresso a grande velocità dal campo magnetico della scossa elettrica iniziale, fino ad occupare lo spessore di un'aria di matita. Una volta compresso, gli ioni ed gli elettroni giungono ad un punto di arresto, ossia in un punto in cui il flusso gassoso raggiungerà una velocità ridotta a zero. Le forze che agiscono per la compressione del plasma sono impressionanti, tale che l'energia cinetica prodotta è fortissima.
La Macchina Z potrebbe permettere di ottenere la fusione di un plasma non radioattivo, con la produzione onde alfa (energia) e di nuclei di elio, che costituirebbero un plasma in espansione. Se questa espansione viene effettuata in un campo magnetico, siccome il legame tra le linee del campo magnetico e il mezzo ionizzato è molto elevato, si rigenera la scossa elettrica e si innesca di nuovo il processo di confinamento inerziale. La macchina si trasforma allora in un generatore MHD ad impulsi. Una parte di questa energia potrebbe permettere di ricaricare il condensatore, pronto per la seguente scarica: la macchina sembrerà un moto pulsante.
L'idea è diametralmente opposta rispetto a quella dell'ITER dove si ricerca una fusione continua di un plasma dal volume enorme, con tutti i mega-problemi tecnologici che ciò pone. La vera fusione è quella ottenuta con innumerevoli microimpulsi che vanno a focalizzare l'energia attraverso un'onda d'urto: 500 milioni di gradi o un miliardo di gradi senza emissioni di neutroni o scorie. Tali temperature, invece, non possono essere raggiungere all'interno di reattore ITER, perché esploderebbe, tuttavia le grandi potenze investono in questo progetto per creare energia per scopi civili, lasciando la macchina-Z agli esperimenti per scopi militari. Il problema è che dopo aver speso mezzo secolo di ricerca scientifica per creare l'Iter, gli Stati non hanno intenzione di abbandonarlo e di rinunciare al recupero degli investimenti mediante l'immissione sul mercato di questa energia, nonostante le imperfezioni tecnologiche già rilevate. Tuttavia, se si considerano i costi per il suo sviluppo, per la produzione del plasma, costituito in parte dal Trizio che non è presente in natura, e quelli per lo smaltimento delle scorie, il progetto della Macchina Zeta risulterebbe di gran lunga più conveniente.
Per cui, il progetto Iter dovrebbe essere interrotto immediatamente per evitare che si cada ancora in una spirale di inefficienza energetica senza via di uscita, che non avrà nulla di diverso da quella innescata dal nucleare per fissione, o dai combustibili fossili.

25 novembre 2006

La Borsa di Sanpietroburgo come il polo alternativo al sistema occidentale


Il ministro russo dello Sviluppo economico e del Commercio, Guerman Gref, ha dichiarato che nel 2007 sarà operativa la borsa del petrolio russo, all'interno della quale saranno negoziati tutti i prodotti petroliferi, nero su bianco.
Il progetto di Putin è quello di creare una borsa dell'energia basata su un sistema di massima trasparenza che determini il prezzo del petrolio sul loro valore reale di mercato, considerando che attualmente il corso del petrolio russo viene fissato virtualmente, senza tener conto delle quotazioni borsiste reali.
La Russia ha esportato finora principalmente del brut di origine urale e il suo valore era stabilito dalle agenzie energetiche internazionali con riferimento al il prezzo del brent, che è di qualità superiore. Un meccanismo trasparente di formazione del prezzo del brut russo consentirà alla Russia di ottenere un guadagno marginale superiore ai 3 miliardi di dollari all'anno.

Gli analisti internazionali ritengono esagerate le previsioni finanziarie delle autorità Russe circa il quantitativo delle quotazioni, considerando che il petrolio russo è di una qualità inferiore rispetto a quella del brent e sicuramente il suo prezzo si posizionerà intorno a quella cifra. Per tale motivo gli esperti stimano che una borsa del petrolio in Russia è piuttosto un'azione di promozione che una necessità, perché la maggior parte dei prodotti petroliferi passano solo attraverso due società, Rosneft o Gazprom, che hanno concluso già dei contratti in anticipo con le altre compagnie private.
Tuttavia, al di là delle previsioni strettamente economiche, la borsa del petrolio russo rappresenta la vera risposta alla dipendenza dell'economia mondiale nei confronti del dollaro, perché diventerà poi il quarto polo mondiale della quotazione delle materie prime internazionali: la borsa di materie prime di Sanpietroburgo sarà istituita prima della fine del 2007. La borsa russa sarà il vero secondo polo della quotazione dell'energia, considerando che attualmente il prezzo del petrolio viene fissato principalmente sulla borsa di New York, e per tale motivo esso costituisce il controvalore del dollaro Fed. La vera moneta americana non è un numerario agganciato all'economia statunitense, bensì alla fonte di energia che i Banchieri della Federal Reserve stabilirono come riferimento, essendo il loro principale investimento.

Putin dichiarò già nel mese di maggio, nel suo discorso annuo alla nazione, che il rublo sarebbe diventato totalmente convertibile prima della fine dell'anno, in modo da divenire lo strumento più diffuso nei regolamenti internazionali, e allargare così la sua sfera di influenza e arretrare sempre di più la presenza del dollaro.
Quello di scacciare il dollaro dalla Russia è il sentimento che prevale nell'economica russa, che era stata invasa dai dollari inseguito all'eccessive svalutazioni del rublo durante la recessione economica che ha seguito la caduta dell'URSS, e poi durante la crisi finanziaria del 1998, perché la popolazione russa tendeva a tesorizzare il dollaro. Putin invece ha chiesto ai suoi cittadini, e ai risparmiatori di avere fiducia nel rublo, perché il valore della moneta si basa essenzialmente sulla volontà ad accettarla, e nient'altro. La svalutazione del rublo è stata abbattuta con il rialzo degli interessi, rendendo la moneta più forte, però, a fronte di una politica monetaria restrittiva, è stata lanciata una politica fiscale molto più espansiva in modo da impedire che l'economia si fermasse.
Tuttavia, la Banca centrale Russa non ha modificato la struttura delle riserve, costituite per il 50% da dollari e il 40% degli euros, e il resto della sterlina britannica e degli yen giapponesi, né ha aumentato la quota dell'oro. Ha lasciato che il sistema assorbisse pian piano la nuova moneta, senza provocare delle fughe di capitali o allarmi ingiustificati, perché l'obiettivo finale non era stravolgere il sistema ma crearne uno alternativo da utilizzare per il rafforzamento dell'economia e dell'ingerenza politica.
Questo ed altro ancora è la Borsa del Petrolio Russa, perché man mano che essa prenderà forma costruirà intorno a sé un mercato, a prescindere dalla quotazione delle altre Borse, in quanto si tratta pur sempre di una fonte di energia scarsa e che ha bisogno di una rete di trasporto complessa. Se le ultime riserve di idrocarburi vengono controllate in parte della Russia, e se questa ha costruito una rete di gasdotti e di contratti di collaborazione molto stabile, gli Stati che oggi si riforniscono di gas e petrolio dalla Russia per scelta, un domani lo faranno per necessità, e allora la sola moneta di scambio sarà il rublo. Il Brent, nonostante sia più pregiato, non avrà comunque lo stesso valore di mercato del petrolio russo, che acquisterà sempre più punti nelle quotazioni in virtù proprio della rete e della struttura che ha intorno.
Ciò che si verrà a creare è una economia parallela a quella che sinora abbiamo conosciuto, alla quale man mano si agganceranno molti degli Stati del Medio e dell'estremo oriente, facendo confluire, molto probabilmente, le loro riserve di petrolio o le loro merci. Gli alleati politici di Putin di oggi, saranno domani partner commerciali nella costruzione di un grande mercato in cui i diretti produttori venderanno le loro merci, ponendo così fine al sistema attualmente vigente che lascia agli intermediari e ai consumatori il diritto di decidere il valore dei beni.

24 novembre 2006

Il Comitato di Liberazione Monetaria incontra le alte cariche dello Stato


Si è tenuto oggi presso Palazzo Madama, in un giorno particolare e determinante per il futuro del Governo, un importante incontro tra il Presidente del Senato Franco Marini e il Presidente del Comitato di Liberazione Monetaria, Argo Fedrigo. Sono stati toccati temi molto delicati e scottanti, divenuti per le grandi Istituzioni un grande tabù: la proprietà della Banca di Italia e il debito pubblico dello Stato originato da una grande massa di carta senza valore, ma che produce eternamente interessi.
Un momento importante per la storia della nostra politica, soprattutto per quella parte che non sapeva cosa si nascondesse dietro la grande truffa del Debito Pubblico, dietro la moneta, così che non ci potranno rimproverare in futuro di non averlo detto ai politici. È stato un incontro molto politico, diplomatico e in un certo senso "finemente" organizzato, che per lo Stato ha rappresentato una prova di forza, mentre per noi un segnale che abbiamo voluto dare alle persone, che non devono smettere di credere nella grandezza della Tela.
Abbiamo così intervistato il Pres. Argo Fedrigo, che ha descritto alla nostra redazione la sua esperienza e la sua immediata reazione.

D: Come si sono svolti questi incontri con le Istituzioni?
R: E' stata una settimana per noi molto intensa, che abbiamo dedicato completamente a curare dei rapporti diretti con le alte Istituzioni del governo del Paese, perché siamo convinti che i parlamentari e i funzionari debbano essere messi al corrente di ciò che sta veramente accadendo nel nostro Paese, ma soprattutto devono rendersi conto che dietro il malessere del Paese vi è un sistema che sta logorando la nostra economia. Grazie al Sen. Perin abbiamo avuto due giorni fa, un appuntamento con Marco Ferrando, che ha ascoltato con molto interesse le nostre parole, la descrizione del sistema usuraio delle Banche ai danni del Bilancio dello Stato, e molto sono state anche le domande che hanno posto per approfondire anche una probabile soluzione e un possibile intervento della politica per poter dare un po' di ossigeno all'economia. Oggi invece è stata una giornata molto emozionante, perché, nonostante il grande trambusto al Senato, in occasione del voto al Decreto Fiscale, abbiamo avuto un'accoglienza molto cordiale e disponibile. Il Presidente del Senato Marini ha potuto dedicarci poco tempo, ma sono stati momenti fondamentali in cui abbiamo catturato molto la sua attenzione e la sua curiosità, sentendosi comunque appartenere ai quei movimenti popolari in cui è cresciuto. Siamo stati ascoltati dunque dal Capo del Gabinetto alla Presidenza del Senato, il Prof. Michele Dau, un funzionario estremamente attento a questo tipo di problemi economici, che ha seguito la nostra posizione e le soluzioni che pronosticavamo.

D: Che impressione ha avuto da queste discussioni informali, in un ambiente così ufficiale?
R: Siamo stati accolti con il massimo degli onori presso il Senato, e ci hanno offerto cordialità e disponibilità. Molti hanno ascoltato con vero stupore e smarrimento, non essendone a conoscenza, altri invece già conoscevano determinate problematiche ma erano comunque interessati all'esistenza di movimenti che approfondivano tali studi, essendo profondamente coscienti che in passato si è riusciti a fare poco per risolverlo. La nostra presenza è stata notata anche dai numerosi giornalisti accorsi per questa giornata così particolare, che hanno così preso parte ai nostri discorsi. I nostri diretti interlocutori hanno preso atto dell'esistenza di tale problema economico e hanno promesso di mettere a corrente le più alte cariche dello Stato e i media statali.

D: Qual è stata la vostra posizione dinanzi alle domane che vi ponevano?
R: Abbiamo essenzialmente spiegato che avremmo intrapreso presto una serie di battaglie giuridiche, presentando presso i tribunali centinaia di denunce dirette ai privati che possiedono e controllano la Banca di Italia, che in quando tale deve essere dello Stato e deve servire ad una politica di sostegno all'economia tutta e non di un manipolo di persone. Accanto a questo abbiamo promosso che venga istituita una Banca di garanzia per aiutare le PMI dinanzi al potere forte di Basilea2 che per le condizioni stabilite rischia di uccidere ancor di più le nostre imprese.

D: In che modo si innesta la Tela nel programma del Comitato di Liberazione Monetaria?
R: Io credo che la Tela sia indispensabile allo stato attuale, non possiamo fare a meno di lei perché darà alle imprese la libertà di comunicazione e di scambio delle informazioni, con l'opportunità di creare e di proteggere le informazioni degli imprenditori. Michele Altamura ha studiato attentamente e con grande intelligenza questo progetto, con anni di studi e di ricerche e abbiamo capito che dietro c'è un lavoro che con mille difficoltà è giunto ad una realizzazione. Noi prenderemo la Tela per farne un sistema di scambio e di divulgazione di informazioni per gli imprenditori.
Questo è un buon momento, è quello più opportuno per proporsi con una valida soluzione: le istituzioni e i politici sono allo sbando, non sanno come gestire questa situazione e lo si vede anche dalle leggi che emanano e dal modo in cui le approvano. È un momento di difficoltà economica quindi le imprese stanno soffrendo, e non hanno una guida. Per tale motivo occorre un sistema alternativo che dia loro un punto di riferimento, ed è necessario che qualcosa cambi.

D: Come vede l'accordo di Intelligence con la Etleboro?
R: E' l'aspetto più interessante della nostra collaborazione, perché Etleboro ha una struttura molto innovativa e sarà per noi uno strumento per rimpossessarci del sapere che viene controllato e viene privato alle persone. Da essa attingeremo per le informazioni e i sistemi informatici per dare poi ai nostri imprenditori analisi e consulenze vicine alle loro esigenze. Per tale motivo, io vorrei ringraziare la Etleboro e il Sig. Michele Altamura per averci accolto nel suo ufficio di Banja Luka e averci offerto la sua collaborazione esterna, al fine di estendere sempre più la Tela.
Noi crediamo molto in lei, e soprattutto nella sua grande potenzialità di estendersi e di evolvere sempre più, avrà un seguito sicuramente interessante per tutti.

D: Vuole aggiungere qualcosa?
R: Volevo semplicemente dire che questa che stiamo combattendo è una battaglia comune, di tutti, e per questo ognuno deve partecipare a questo progetto, e deve aiutarci, ma non per scendere in piazza. Noi non vogliamo portare le persone in strada, ma divulgare il sapere, fare comunicazione per entrare tra le persone che potranno così affrontare il lavoro e la vita con consapevolezza. Vogliamo entrare nelle Università, che sono le officine delle imprese e i laboratori delle giovani menti, ancora non corrotte dall'egoismo del mercato del lavoro, e sono curiose molto attive sugli aspetti più innovativi del mercato. Noi vogliamo che i nostri deputati comincino ad informarsi su certe cose, perché evidentemente qualcosa gli è sfuggito, ed è giusto il momento che studino determinati problemi anche se non sono sui libri delle Università.
In generale sono molto ottimista, questo incontro è stato positivo, e io credo che davvero stiamo facendo qualcosa, che stiamo facendo qualcosa anche per la Tela. Dobbiamo essere intelligenti e cogliere questo momento propizio per rimetterci in carreggiata.

23 novembre 2006

Ore 21:30 Etleboro Red Zone

"Il governo nelle mani dei Senatori a vita"

Via libera del Senato al decreto fiscale collegato alla Finanziaria, che è stato così convertito in legge. Il Senato ha dato il suo ok con 162 voti favorevoli e 155 contrari: la differenza l'hanno fatta proprio i Senatori a vota. Il governo rischiava di cadere e la situazione è stata recuperata in extremis, e comunque in una situazione che indica una granve instabilità all'interno del Parlamento, diventato ormai il palcoscenico di questa grande farsa che stiamo vivendo.
Le elezioni hanno creato una situazione davvero insolita ma non unica, perchè è ciò che è accaduto nella maggior parte degli Stati che attraversano periodi di scandali, in cui devono prendere delle importanti decisioni. Ora la governabilità è nelle mani dei piccoli partiti, portati in Parlamento al solo scopo di debilitare il Governo, e nelle mani dei Senatori a vita, ormai lontani dalla politica e dalla realtà che vivono questa carica come un "coronamento alla carriera".
A loro viene data l'ultima parola su una decisione importante quanto vitale per il Paese proprio perchè il sistema fondamentalmente è fallito, perchè la Costituzione è stata tradita.

"Come raggiungere Etleboro Red Zone?"

Intervista esclusiva per Rinascita a Marwan Fares:

Intervista a Marwan Fares: “L’Italia è una paese amico, Prodi mantenga una posizione equilibrata”.

In un’intervista esclusiva per Rinascita, che verrà pubblicata domani sul quotidiano, Marwan Fares, presidente della Commissione dei diritti dell’uomo del Libano, responsabile delle Relazioni estere del Partito sociale nazionale siriano e unico deputato del Psns al parlamento di Beirut, chiede al governo Prodi “di mantenere una posizione equilibrata rispetto ai problemi del Libano”.

“Abbiamo sperato – afferma il deputato filosiriano Fares - noi tutti che il vostro governo con Prodi al potere fosse maggiormente vicino agli interessi del Libano e del mondo arabo. Ci siamo augurati che con la vittoria del centrosinistra la politica estera italiana potesse riequilibrarsi. L'Italia è una paese amico. Gli italiani hanno molti interessi nel Vicino Oriente. Una politica più saggia dovrebbe curare maggiormente questi interessi mediterranei dell’Italia”. Nella lunga intervista al quotidiano Rinascita, il deputato libanese auspica inoltre “la ripresa di un dialogo franco e corretto con l'Unione Europea e tutti quei Paesi che hanno le loro truppe sul nostro territorio. Se il governo di Roma sarà maggiormente sensibile ai drammi che si consumano quotidianamente in Palestina, in Iraq e nel Libano - ha aggiunto - sarà per tutti noi un importante alleato per il raggiungimento di una pace giusta e ragionevole”.


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22 novembre 2006

Il sistema giudiziario che uccide le imprese


L'economia italiana è diventata ormai la patria del saccheggio delle multinazionali, le società vengono comprate per farle crescere a dismisura sui mercati valutari, per poi esplodere in una grande bolla. È la storia questa della Parmalat, della Cirio, della Telecom, è la realtà che stiamo vivendo perché i politici e le religioni ci hanno consegnati in mano ai boia, consentendo che prendessero la nostra economia e ne facessero carne da macello. I giudici non applicano più la costituzione, ma la prassi amministrativa e giuridica, i politici non emanano le leggi che rispecchiano le esigenze e i problemi esistenti, i servizi segreti si sono venduti. Si fanno grandi sfoggiando medaglie e pensioni d oro, alle cene con le aragoste, il vino buono e le mignotte, senza mai fermarsi a pensare cosa è costato quello che ora possiedono. Ogni giorno, in un'aula di tribunale o in Parlamento vengono violati i diritti sanciti dalla Costituzione in nome del bene del Paese o della prassi burocratica, in nome delle direttive scritte da persone che non abbiamo mai eletto, che non conosciamo e si nascondono dietro un dito o le sigle delle false istituzioni.
Abbiamo chiesto così all'Avv. Marco della Luna una sua consulenza su quello che è oggi il funzionamento del sistema giuridico e bancario che le imprese quotidianamente incontrano.

« Quelle tra giudici e banchieri sono senz'altro delle alleanza molto pericolose.
Nel sistema italiano di potere, osserviamo una marcata analogia tra la categoria dei banchieri e la categoria dei magistrati. Entrambi, banchieri e magistrati, eleggono l’organo di autogoverno di categoria e in esso hanno una partecipazione dominante: le banche, nominano il Governatore della Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea e partecipano la seconda attraverso la prima; i magistrati, nominano tra i propri iscritti 20 dei 30 componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.
Entrambe le categorie (alcuni le chiamano “corporazioni”), giudiziaria e bancaria, nominano e controllano così i propri controllori, si fanno regolamenti interni, giudicano i propri iscritti secondo logiche interne, si impermeabilizzano a controlli esterni (ossia degli organi di elezione popolari, volgarmente detti ‘democratici’), così che si possono imporre come interlocutori forti (perchè autonomi) agli organi costituzionali.
La categoria dei banchieri è però molto più forte di quella dei magistrati, e ciò dovrebbe esser tenuto presente dai magistrati stessi, nel loro proprio interesse, perché le alleanze fatte con chi è molto più potente sono alleanze, alla fine, perdenti.
Facciamo qualche semplice considerazione…
In Italia è invalso, in favore delle banche, un sistema fatto di norme codicistiche e non codicistiche, nonché di prassi giudiziaria, che funziona come segue:
I tribunali, quando le banche dichiarano di avere un credito verso i loro clienti, concedono alle banche, a vista, decreti ingiuntivi contro i clienti medesimi, sulla base di documenti di formazione bancaria, anche in assenza di una vera prova del preteso credito.
Non solo concedono questi decreti ingiuntivi, ma li dichiarano immediatamente esecutivi, ingiungendo ai malcapitati clienti delle banche, senza prima aver sentito le loro ragioni, di pagare subito, pena il pignoramento. E’ vero che l’art. 642 del Codice di Procedura Civile permette di dichiarare un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo e di qualsiasi prova dei presupposti dell’art. 642 cpc per la concessione dell’immediata esecuzione, come in questo caso. Ma è anche vero che l’art. 642 richiede la prova di un pericolo nel ritardo, che giustifichi l’urgenza. Orbene, questo pericolo viene identificato dalla banca, e purtroppo anche dai giudici, col semplice ritardo di pagamento affermato unilateralmente dalla banca stessa.
La banca immediatamente, in forza di tale decreto e prima di notificarlo al proprio cliente, iscrive un’ipoteca giudiziale sulla totalità dei beni immobili del cliente.
Ciò anche quando i beni immobili hanno un valore multiplo del preteso credito. Per un vantato credito di 100.000 Euro, supponiamo, la banca iscrive ipoteca per beni di 1.000.000 di Euro.
Al contempo, la banca segnala alla Centrale Rischi Interbancaria della Banca d’Italia la supposta insolvenza del cliente, senza, perlopiù, curarsi di accertare se il cliente sia insolvente e anche quando, il cliente non è affatto insolvente, ma molteplicemente capiente.
A questo punto, grazie al pretesto così creato della segnalazione CRI, il sistema bancario, che è un cartello privato, comprendente i privati proprietari della Banca d’Italia (tali contro l’art. 3 dello Statuto della medesima) che questa stessa dovrebbe disciplinare, tira la rete, ossia blocca completamente, l’operatività finanziaria del cliente, causandogli danni potenzialmente letali, mettendolo in ginocchio, e sovente costringendolo a cedere alle pretese della sua consociata se non vuole soccombere.
L’alternativa, per il cittadino cliente, è sperare in un congruo risarcimento al termine di una lunga causa, ossia al passaggio in giudicato della sentenza – dopo anni e anni in cui non potrà operare – risarcimento che non potrà essere congruo, perché non è possibile provare congruamente il lucro cessante.
Questo è un sistema molto efficiente per i banchieri. Dà loro un potere non solo giuridico, ma anche economico e politico sulla società. Forse i giudici che si occupano dei suddetti decreti ingiuntivi dovrebbero riflettere sulla portata di ciò, sulla trasformazione degli assetti di potere che ciò apporta nella costituzione materiale, sull’opportunità di usare diversamente i propri decisivi poteri. Perché, in una prospettiva di medio termine, non conviene ad alcuno, se non ai banchieri, vivere in una società regolata interamente dal sistema bancario privato, dove già ora, giorno dopo giorno di più, i cittadini si ritrovano a dipendere da esso e dal suo credito per sempre più numerose necessità della vita, grazie a governi che sempre sono, essi stessi, dipendenti dal sistema bancario.»

Questo fa senz'altro capire che non esiste più lo Stato né come Istituzione, né come diritto e neanche come società, perché oggi un imprenditore o la sua azienda può morire nel silenzio dei media e dei tribunali. Oggi 100 aziende possono morire nel giro di un'ora solo battendo su una tastiera, seguendo le istruzioni di un software, usurando sul tempo e sulle parole.
Hanno squadre di avvocati, consulenti e una macchina burocratica verso i quali le imprese si sentono inermi, disarmati perché sanno di lottare ad armi impari. Noi non lasceremo certo che le imprese muoiano, noi combatteremo stando uniti, con l'intelligenza e i giusti strumenti, non con le spade o nei forum, perché queste sono guerre già perse.

Il Comitato di Liberazione Monetaria si sta muovendo in tal senso, e ha ottenuto un importante incontro nella mattinata di oggi, alle 11.00 di giovedì 23 settembre, con le Istituzioni. il Presidente del Comitato di Liberazione Monetaria, ing. Argo Fedrigo, accompagnato dal Responsabile nazionale per i rapporti istituzionali il Sen. Valentino Perin, incontrerà il Presidente del Senato Franco Marini. Un incontro questo sicuramente storico che darà sicuramente voce a coloro che intendono impegnarsi attivamente per dare un sostegno alla nostra economia.
Ringraziamo a nome di tutta la nostra Tela il C.L.M. per il grande impegno profuso nella realizzazione di un progetto comune a tutti. A loro va tutta la nostra stima e il nostro appoggio in questo tentativo di dare oggi alle imprese delle risposte concrete, delle armi per riuscire ad affrontare il futuro.

La ricostruzione dell'Iraq e la Borsa Internazionale: l'accordo UE e USA


L'Unione Europea dà inizio ai negoziati con Bagdad per la conclusione di un accordo di commercio e di cooperazione, continuando la strada intrapresa nel 2003, quando la Commissione europea ha devoluto un contributo di 720 milioni di euro per la ricostruzione dell'Iraq. La Commissione ha rinforzato recentemente anche la sua presenza a Bagdad, aprendo lì una delegazione per controllare lo svolgimento della cooperazione, che interesserà lo scambio delle merci, ma anche dei capitali e dei servizi, in modo da consentire l'ingresso degli investimenti esteri.

La Commissione Europea si occuperà in prima persona della ricostruzione irakena accanto all'America, annunciando la conclusione dell'accordo con il governo locale irakeno mentre il governo statunitense decide di cambiare la politica estera nei confronti dell'Iraq, facendo un'opera di revisionismo storico della "storia recente della guerra". La cooperazione commerciale per la ricostruzione dell'Iraq giunge in maniera contemporanea rispetto alla realizzazione sempre più vicina della Borsa Internazionale, con la fusione di Euronext, la Borsa paneuropea che raggruppa le borse di Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona ed il Liffe , mercati derivati a Londra, ed il suo grande omologo americano, il Nyse ( New York Stock Exchange). La triangolazione dell'Europa e degli Usa chiude quel ciclo che vedeva questi due continenti scontrarsi in una lotta eterna tra dollaro ed euro, arrivando ad un accordo di fondo che dà all'Europa la ricostruzione dell'Iraq e all'America i mercati finanziari europei.

Lo scambio è comunque impari, in quando non si tratta di un matrimonio ma di un acquisto di Euronext da parte di Nyse, perché anche se il numero di amministratori è riequilibrato ( 11 ciscuno) la sede sarà sempre negli Stati Uniti, il presidente ed dirigente finanziario verranno sempre da Nyse. I Banchieri statunitensi troveranno dunque nell'Europa una valvola di sfogo della grave crisi recessiva che sta colpendo l'America, pronosticata mesi fa e che in questi mesi si aggrava sempre di più, tra inflazione monetaria e deflazione immobiliare, nonché fuga di capitali all'estero e riduzione dei consumi e degli ordini industriali.

Il progetto di fusione delle Borse internazionali è, in tale ottica, una soluzione alla crisi finanziaria, perché implica la creazione di una piattaforma finanziaria di scambio intercontinentale con milioni di transazioni giornaliere, di una società che ha una capitalizzazione che racchiude il valore delle più grandi società dell'Occidente, e, infine, la globalizzazione delle regole di investimento. Un gigante che probabilmente sarà controllato da un manipolo sempre più ristretto di grandi finanziatori e Banchieri, che posseggono sia il mercato che le imprese che vi operano. I tempi sono molto veloci, è impossibile fermare ora questa giostra, perché è come impazzita, supera qualsiasi previsione: si è conclusa nella giornata di lunedì la corsa alle fusioni societarie con un record di 3.400 miliardi di dollari in 11 mesi, e investimenti che spaziano in ogni settore industriale. Somme queste da capogiro che in realtà non esistono, la gran parte fuoriescono dalla continua rinegoziazione dei titoli da parte delle banche, o che comunque sono state originate da pochi investitori, ossia dai fondi di investimento, dai Private Equity che raccolgono i fondi privati delle entità economiche più ricche del mondo.
Solo nella giornata di lunedì gli investitori americani hanno chiuso transazioni per un totale di 70 miliardi che si sono concentrati nelle materie prime, nel bancario con l'acquisizione della Bank of America di una grande società di gestione dei patrimoni dei super-ricchi mondiali, nell'immobiliare con forti speculazioni proprio in vista della svalutazione degli immobili, e nel finanziario con l'acquisto delle azioni del LSE ( London Stock Exchange) da parte del Nasdaq sino ad arrivare al 29%. Infatti quello dell'OPA sulla borsa di Londra è un vecchio progetto, che si materializza sempre più, ma è anche la reazione della borsa americana alla fuga dei capitali verso l'Inghilterra, mangiando così un concorrente e creando il grande blocco planetario finanziario.

La vittoria della Borsa Internazionale giunge al costo della sconfitta di quella Paneuropea, che doveva unire Euronext, la Deutsche Bourse , la Borsa Italiana e quella Inglese. Questo fallimento è proprio l'espressione di cosa sia veramente l'Europa e l'euro, ossia una deriva degli Stati Uniti e del dollaro, così come le politiche comunitarie sono un prodotto del FMI. L'euro in sé non esiste, è una entità che ha un valore relativo rispetto al dollaro, perché non ha una ricchezza dietro, non ha una riserva che ne garantisca la validità, mentre il dollaro FED è costruito sul petrolio. Il progetto era quello di unire solo le borse europee, ma poi la proposta tedesca è stata sempre respinta sino a far cedere la Germania, che ottenie in cambio dal FMI nuova fiducia alla sua politica e alla sua economia, con una rivalutazione del rating. L'Italia dal suo canto è troppo debole, è ricattata in ogni modo e sotto ogni aspetto, sia economico che politico, e dovrà decidere al più presto se essere dentro o fuori a questo grande ballo.
La fusioni dei mercati è il sintomo della spersonalizzazione degli Stati, che a questi livelli non esistono più: la finanza si autoregola, con norme e provvedimenti propri, fa le sue operazioni commerciali nella più totale autonomia e indipendenza. L'obiettivo non è recuperare competitività o distruggere la concorrenza tra le Borse, come se fossero delle semplici società di intermediazione degli scambi, ma distruggere i confini nazionali, è distruggere gli Stati e far perdere così l'identità nazionale anche alle imprese. Non esisteranno i mercati di diversa contrattazione, ma un unico mercato, le imprese e le società saranno tanto grandi quanto dematerializzate. Potrebbero arrivare a valere miliardi di dollari in pochi giri di conto, ma essere nella realtà sono un server posizionato in un paradiso fiscale. L'economia delle multinazionali non ha più futuro, ormai non producono più nulla ma comprano e rivendono ciò che altro producono, mentre il centro logistico è solo un computer che vale miliardi di dollari sulla carta. Se così non fosse, non vedremmo grandi società industriali licenziare 4000 persone in blocco, come ha deciso la Volkswagen in Belgio, che già paventa per questa operazione una crisi di portata nazionale. Se l'economia è dematerializzata il suo valore viene dato solo un giro di scambio di titoli, mentre il Pil è prodotto dalle imprese, che però rischiano di non sopravvivere in questo nuovo sistema di scambio internazionale che non ha alcun rispetto per le diversità etniche. Questo è un sistema usurante che potrebbe far fallire le vere aziende solo mediante un giro di negoziazione di conti.

21 novembre 2006

La propaganda per screditare la Russia


Un ex-colonnello dei servizi segreti russi, Aleksandr Litvinenko, è stato vittima di un misterioso avvelenamento, mentre si trovava in Inghilterra dopo aver abbandonato la intelligence russa. Un attentato questo che giunge in momento molto particolare, quando la Russia comincia a farsi strada all'interno della scena politica internazionale con ogni arma a sua disposizione. Questo fa dell'attentato all'ex-agente l'inizio della propaganda per colpire direttamente Putin, che è stato subito identificato come il responsabile dell'avvelenamento, perché, secondo una persone vicine a Aleksandr Litvinenko, l'ex oligarca Boris Berezovski, possedeva importanti informazioni sulla morte di Anna Politkovskaia, la giornalista indipendente uccisa il mese scorso a Mosca. Sembra che con una sola operazione, si voglia far luce su due attentati, e distruggere così Putin come uomo di Stato e statista a livello internazionale, per ricordare invece la sua natura oscura come dirigente dei servizi russi quando il comunismo divideva in due blocchi l'Europa. Si vuole così gettare questa storia deliberatamente manipolata in pasto ai media, come anni fa è stato fatto con l'affondamento del Kurks, in seguito ad un impatto con un sommergibile americano. In quell’occasione la propaganda dei media lasciò chiaramente intendere che l’equipaggio fosse stato deliberatamente abbandonato per morire poi annegato, dopo l’insuccesso del tentativo di salvataggio. Allo stesso modo la strage di Beslan fu utilizzata per descrivere la freddezza e la crudeltà del regime che non si è fermato neanche dinanzi a dei bambini, quando invece Putin ribadì più volte che la responsabilità di quell'atto dimostrativo era da attribuire a persone esterne, né russi né ceceni.

Cosa rappresentò allora Putin è avvolto da un velo di segreto e mistero, ma ciò che lui oggi rappresenta è noto a tutti, la sua figura sta divenendo un punto di riferimento e una personalità molto carismatica, che stringe attorno a sé potere politico ed economico su tutti gli Stati che circondano il suo paese. Egli è stato il dirigente di quella intelligence parallela, il servizio segreto ortodosso, che accoglieva in sé tutti i dissidenti del sistema per costruire una nuova intelligenza e introdursi man mano sia all'interno della scena politica che quella economica. I suoi uomini più fedeli e a lui vicino oggi occupano prestigiose posizioni all'interno delle multinazionali che con i loro investimenti stanno entrando nel capitale azionario di molte società europee. Gazprom è uno Stato e allo stesso tempo l'azionaria di molte società di Energia, parte di Eads è nelle mani della Banca pubblica russa, Vodafone è uno dei prossimi obiettivi, mentre crescono i colossi dell'aerospaziale, siderurgico e dell'industria pesante. La sua invadenza in un certo senso viene tollerata, nonostante l'opposizione della Commissione Europea, fino a divenire importante partner della Francia, dell'Iran, della Turchia, ma anche dell'Algeria e della Cina, consolidando poi sempre di più la sua posizione nei Balcani. Piace anche ai suoi nemici, che cercano l'accordo facendo buon viso a cattivo gioco, come fa in un certo senso Bush che preme per l'ingresso della Russia all'interno del WTO. La Russia infatti è fortemente intenzionata ad entrare in Europa come forza al di sopra delle Istituzioni Europee, che non riconosce come organi rappresentativi della volontà degli Stati, cercando di proposito lo scontro nei confronti delle lobbies bancarie che hanno colonializzato l'Europa. Egli sta dunque cercando di far uscire allo scoperto coloro che si nascondono dietro le Commissioni e i Comitati Europei, dietro le Organizzazioni Internazionali e umanitarie che si infiltrano in uno Stato per fare da sanguisuga, per togliere ad una classe politica dirigente la credibilità e la forza sulla scena internazionale. Putin chiude le frontiere alle ONG internazionali e non rilascia dichiarazioni alle testate mondiali, per evitare che le sue parole vengano manipolate.

Fino a poco tempo fa il Presidente della fondazione Rockfeller è giunto in Serbia per annunciare l'indipendenza del Kossovo come passo importante per avvicinarla all'Unione Europa, tuttavia a distanza di pochi mesi la dichiarazione di Solana rimette in discussione la questione del referendum e la necessità dell'indipendenza. Per cui, esiste sicuramente qualche forza che sta prendendo forma all'interno dei Balcani, con grande prepotenza, tanto che il cambio del regime si sente a tutti gli effetti: in vari paesi dell'ex-Jugoslavia si sono susseguiti decine e decine di mandati di cattura emessi dall'Interpol nei confronti di importanti uomini d'affari o personalità politiche, che potenzialmente potevano rivelarsi influenti.
I pirati sono giunti anche in Italia, che è diventata una colonia ed è costretta a prostituirsi per preservare la salvezza e la solvibilità dello Stato dagli attacchi delle Agenzie di rating. Tuttavia il reale pericolo è costituito invece dalle organizzazioni internazionali come Transparency International, la madre di tutte le corruzioni, che si gettano come fiere sui politici non appena qualche importante decisione deve essere presa. Occorre solo aspettare al momento, e ben presto tutti vedremo lo spettacolo, vedremo come si avventeranno sull'Italia con storie di ladri di cappelli, con scandali sessuali ed intercettazioni telefoniche.
Il boicottaggio della classe politica italiana in realtà è già in atto, ne abbiamo avuto già un assaggio con lo scandalo Bnl e del Calcio, e recentemente anche verso la Presidenza del Consiglio; non a caso sono all'esame del Parlamento le nuove nomine per una riforma dei servizi che sono stati accusati di non aver protetto lo Stato. In realtà stanno facendo oggi una pulizia di fondo, per eliminare tutti coloro che possono costituire potenzialmente una minaccia. I ricattabili oggi sono tutti al potere, mentre i pretendenti sono stati eliminati democraticamente, e zittite: chi oggi parla è una persona ricattata e bloccata dalle sue stesse parole.

La Russia sta ancora combattendo la Guerra Fredda che ha condizionato mezzo secolo di storia europea, ed è terminata sulla carta nel momento in cui è stato firmato Maastricht: ciò induce a riflettere sul fatto che questa Istituzione è stata voluta dalle lobbies bancarie europee, strettamente legate a quelle americane, per sottrarre alla Russia una zona di importante influenza qual era l'Europa. Più degli Stati Atlantici, il vero crocevia dell'europa, sin dall'inizio del secolo, sono sempre stati i balcani, quivi ha avuto inizio la seconda Guerra Mondiale, qui per più di dieci anni la guerra fredda ha lacerato i popoli che sono stati uccisi democraticamente agli occhi della comunità Internazionale, e qui è iniziata la Nuova Guerra, quella contro l'Islam.

Le dichiarazioni dell'ambasciatore americano e del Commissario Europeo che controlla la Federazione Bosniaca, continuano ad umiliare i serbi di Bosnia, ricordando loro che se non sono entrati in Europa è stata una questione di soli due di giorni di ritardo nel rispetto degli impegni nei confronti della Commissione Europea. Un cavillo amministrativo e burocratico ha isolato la comunità serba e già le parole uccidono un popolo, ma è ovvio che in realtà hanno paura, temono la forza che si sta facendo strada, come l'hanno temuta quando la Russia offriva collaborazione e comprensione al Presidente Milosevic, tanto che dopo la sua morte, è stato attribuito al suo nome un grande viale di Mosca. La presenza russa nei Balcani rispecchia dunque un forte legame, perché l'incontro di varie etnie fa di questo lembo di terra, una zona molto instabile e facile preda per ottenere il controllo della ragnatela dei gasdotti.
La guerra di fredda di oggi è quella di trent'anni fa, è la Seconda Guerra Mondiale, e la nuova è contro l'Islam, che ha avuto inizio proprio dai Balcani quando il popolo serbo combatteva per la sua sopravvivenza contro i mercenari musulmani, i Mujaidin che erano giunti da ogni luogo per uccidere gli infedeli. Per tale motivo i Balcani da decenni rappresentano la valvola di sfogo del fallimento e della crisi del mondo occidentale, che ormai è fallito del tutto e per sopravvivere va a saccheggiare i paesi circostanti. La Russia vuole ancora vincere la guerra fredda, vuole ripristinare un controllo sull'Europa, lo fa con le multinazionali e il petrolio, ma nel frattempo sviluppa tecnologie sconosciute al mondo della scienza ufficiale.

Degli esperimenti russi sulla tecnologia di Tesla esistono delle eclatanti prove. Il 4 febbraio del 1983, è stata registrata un forte flusso di onde ELF ( Emited Low Frequency ), onda a bassissima frequenza, inviato dagli americano che sono entrate in contatto con le onde stazionarie emesse dai sovietici. Ciò provocò il Niño del 1983, che ha portato siccità in Australia e piogge diluviali in Perù, tornado e colate di fango nel sud della California: ciò fu il risultato delle enormi onde stazionarie emesse dai Russi. Questa strategia fa parte di un piano iniziato da Lenin e che aveva per scopo di riscaldare la Siberia e svilupparvi delle coltivazioni. Ma c'è di più, perché probabilmente la Russia stava sperimentando l'invenzione più terribile di Tesla, conosciuta sotto il nome di "Raggio della morte", un'arma composta di un fascio di particelle che utilizza le tecniche della propulsione elettrostatica, fabbricato nel 1937 dai governi inglesi ed italiani.

Il KGB, il vecchio sistema del servizio segreto, detiene un archivio di tutte le ricerche di Tesla ed ha investo molte risorse per rintracciare tutte le persone con cui Tesla aveva lavorato, costruendosi un patrimonio di conoscenze equiparabile a quello controllato dall'America e dai banchieri della Fed. Per tale motivo non è da escludere che decida da un giorno all'altro di interrompere le forniture di petrolio e gas per esercitare una pressione psicologica nei confronti degli Stati per spingerli ad accettare la nuova energia. Ciò spiega anche perché solo adesso il Mit rende noti gli esperimenti sulla trasmissione dell'Energia mediante l'Etere, mediante il wireless, rappresenta infatti un indubbio messaggio risolto alla Russia, dopo quello del Presidente Bush nell'annunciare la chiusura dello spazio ai nemici giurati dell'America.

20 novembre 2006

La legione straniera per il nuovo fronte anti-europeo


L'esasperazione delle politiche di immigrazione e l'emanazione di leggi per legittimare la concessione della cittadinanza agli stranieri, è il chiaro segnale dell'inizio di una tratta di schiavi legalizzata a tutti gli effetti.
Gli emigranti dovranno pagare le pensioni del vecchio popolo europeo, e salvare così le finanze degli Stati, e una volta divenuti cittadini dovranno adempiere agli altri doveri civici senza però ottenere una reale salvaguardia dei loro diritti da parte del nuovo Stato. Per molti anni infatti, la Francia ha concesso la cittadinanza ai popoli che colonializzava per poi formare la "legione straniera", il suo esercito di mercenari che hanno combattuto al posto dei francesi le guerre e le missioni di pace. La tendenza non è affatto mutata, e sta per coinvolgere anche altri Stati confinanti con Russia e Francia per la costituzione di un esercito composto da cittadini emigranti, o comunque da tutti i cittadini che all'interno dei singoli Stati rappresentano una minoranza, sono deboli ed emarginati dal sistema economico. La leva è la soluzione ai problemi economici e di risalita nella scala sociale, proprio come è accaduto in America, il cui esercito è composto per la maggior parte da ispanici e uomini di colore, giovani ragazzi che cercano un modo per pagare gli studi o avere un lavoro. La legione straniera sicuramente arriverà anche in Italia appena il livello di integrazione sarà più alto, e ben presto anche a livello europeo. L'Europa infatti ha già cominciato a cambiare anche le parole, oggi si parla di forza di interposizione, di eserciti di pace o umanitari, ma sono pur sempre mercenari che sono in guerra perché il sistema gli ha lasciato quella come alternativa.


In particolar modo, la Francia sta potenziando le strutture della legione straniera, al fine provare a riscattarsi conducendo, prima di ogni altra cosa, una politica energetica indipendente rispetto all'Europa. Si fa sempre più strada in Europa la crescita di un fronte-antieuropeo provocando un'invisibile ma profonda spaccatura interna agli Stati che hanno trovato nella questione della Turchia un ottimo terreno di scontro. Dice di no all'entrata della Turchia in Europa, perché questa deve essere fondamentalmente libera e indipendente per costruire al suo interno una rete di ingerenza collegata a sua volta alla Russia. È così, il gelo della Turchia nei confronti della Francia sul fronte della cooperazione militare, continua a lacerare gli accordi per l'integrazione europea. Mentre l'Europa si sta spaccando, i nostri governi premono sul Parlamento per vedere depositato il documento di approvazione della Costituzione europea, senza tuttavia passare per la partecipazione popolare a questa decisione. Cercheranno infatti di pure di farla approvare nel silenzio, perchè sanno che le persone non vogliono l'Europa dei Banchieri e delle Commissioni sconosciute. Probabilmente in futuro, saranno i governi ad approvare i trattati, ottenendo come paradosso il fatto che verrà creata una Istituzione sovranazionale, nei fatti uno stato federale, un sistema a cella controllato da un organismo centrale. Questa è la strada su cui ci stiamo dirigendo e ciò spiega anche le parole del Presidente della Repubblica, quando chiede ai politici di riprendere la discussione del Costituzione Europea, ma non chiede a questo governo di indire un referendum in modo che questa Carta Europea abbia una legittimazione popolare.


Molto probabilmente le elezioni francesi saranno molto tormentate da gravi scandali, e sarà all'insegna di grandi colpi di scena e una lotta fino all'ultimo sangue per spuntare il premierato. Le lobbies si stanno scontrando fino all'ultimo colpo per provocare l'isolamento diplomatico da una parte e dall'altra per garantirsi un controllo sulla situazione. Allo stesso modo, la Francia sta cominciando ad entrare anche in Cina, seguendo la cresta dell'onda dell'America e aspettando per sferrare un attacco strategico per trovare qui, non un mercato per acquisire manufatti, ma per vendere la propria produzione. In realtà siamo tornati a tutti gli effetti ai tempi della Guerra Fredda, con i due blocchi di ingerenza geopolitica : tante strette di mani, che nascondono invece gravi colpi bassi che alterano l'economia di un intero Stato e non di una persona sola. Le forze si stanno contrapponendo, e in questo grande scontro la sta facendo da padrone il Servizio Segreto Ortosso, composto dai vecchi dissidenti che hanno deciso di creare una intelligence parallela per costruire una forza da contrapporre alla Lobby paneuropea. Ovviamente tutti coloro che conoscono il sistema possono servire alla creazione di questo fronte-europeo, perché ne fanno totalmente parte, o possono servire a indebolirlo mediante atti dimostrativi e di propaganda. Da tempo è oggetto di grande attenzione da parte dei media il rapimento del giovane ex-spia del KGB, ma molto probabilmente tanta scena servirà a danneggiare la fitta tela di Putin o comunque lanciare degli atti dimostrativi per colpire la Russia. Dietro di questo vi è senz'altro una costruzione, che vuole sabotare il fronte anti-europeo che è legato soprattutto alla Russia. Il rapimento di una "spia" del Kgb è stato reso clamorosamente di opinione pubblica, accusando subito e direttamente la Russia, considerata la sola ad avere i mezzi a disposizione per farlo per motivi di vendetta. Sappiamo bene che le oligarchie collegate a quello che è stato considerato da tanti "KGB" sono uomini strettamente legati e posti una struttura che non ammette la fuoriuscita da informazioni, mentre adesso sono stati preordinati dal governo russo stesso a presiedere alla cariche più importanti dell'Industria russa.

19 novembre 2006

Un unico organismo Europeo per l'Energia

tratto da "Rinascita"

Sul gas, sul petrolio, e sull’energia elettrica, nessuno pensi di poter fare da solo, quantomeno in Europa. Non deve quindi esistere una politica energetica nazionale ma solamente una europea, controllata ovviamente da un apposito organismo, creato ad hoc, con sede ovviamente a Bruxelles.
Un organismo al quale verrà di conseguenza assegnato un potere a dir poco enorme, in grado di dare ordini a tutti gli Stati nazionali e a stabilire presumibilmente il quantum di energia di cui ognuno di essi ha bisogno.

Dopo la fine della sovranità monetaria, con la nascita dell’euro, e di quella politica, ecco arrivare immancabile la tappa successiva le cui implicazioni non sono ancora ben chiare nemmeno a quei politici con responsabilità di governo che dovranno in futuro dargli il via libera. E lo faranno perché in nome e per paura di un male inteso europeismo nessuno di costoro avrà il coraggio di dire no. Il principio che si sta cercando di fare passare è che per assicurare energia in abbondanza e a basso prezzo a tutte le famiglie e le imprese, l'Europa deve parlare ad una sola voce, unificando le regole e la gestione delle reti di trasmissione. E’ quanto aveva già auspicato il primo ministro francese Dominique De Villepin, ed è quanto ha sostenuto l'Amministratore Delegato dell'Enel, Fulvio Conti (nella foto), che in un intervento sul Financial Times, ha insistito sul fatto che la fragilità del sistema di approvvigionamenti continentale rende necessaria una diversificazione del mix dei combustibili e impone l'abbandono di “sterili logiche nazionalistiche. “La dipendenza energetica dell'Europa – ha affermato Conti - non è una sfida che può essere raccolta in modo efficace da 27 micro-mercati indipendenti l'uno dall'altro. La sfida deve invece essere raccolta da aziende di livello europeo sufficientemente grandi per negoziare con i grandi fornitori, e deve inoltre essere raccolta da una sola voce. L'Europa è il secondo consumatore mondiale di energia e i benefici derivanti dal negoziare con una voce unica sono evidenti”.
A suo avviso è inoltre urgente diversificare le fonti per garantire sicurezza ed economicità negli approvvigionamenti.

“L'Europa – ha ricordato - importa il 65% dell'energia che consuma, e questa cifra è destinata salire all'80% nei prossimi 20 anni. Dobbiamo sviluppare nuove infrastrutture per importare gas, e gas liquefatto, nei Paesi fornitori e nei Paesi di transito, e ciò richiede un forte sostegno politico europeo. Nello stesso tempo, dobbiamo guardare oltre il gas, sviluppando le fonti rinnovabili e la tecnologia del carbone pulito”.

Di conseguenza, “Il processo di armonizzazione europea deve anche riguardare le regole per eliminare disparità competitive. In Italia, per esempio, Enel ha il 35% della generazione mentre in Francia EdF ha il 90% e l'unica società straniera che detiene asset è Endesa, con meno del 2% del mercato francese. La competizione e la sicurezza degli approvvigionamenti – ha insistito Conti - non sono concetti che si escludono a vicenda. Al contrario: la libera competizione genera le efficienze e genera gli investimenti necessari ad avere energia sicura, a buon prezzo e sostenibile. Per questo l'Europa ha bisogno di nuove regole per il Mercato Unico sulla cui attuazione sorveglino regolatori nazionali realmente indipendenti”. E ricordando il blackout che ha colpito gran parte dell’Europa nell’inverno scorso, Conti ha affermato che a suo avviso “anche le reti di trasmissione devono essere gestite al livello europeo”.
Attraverso ovviamente il suddetto Moloch di Bruxelles.

18 novembre 2006

Etleboro e l'Associazione "La Tela" per le piccole e medie imprese


L'associazione culturale "La Tela", è nata a Fermo, nelle Marche questo Agosto da Alessandro Marzetti, Presidente, Paolo Fattenotte, Silvia Ferracuti , consigliere comunale della lista civica "Fermo Libera", e Andrea Gianni , eletto recentemente consigliere della lista civica.
Nasce dal desiderio di un gruppo di portare nella città di Fermo le novità apprese dalla ETLEBORO, come il nome della Associazione, prima tra tutte. Le soluzioni prospettate per aiutare a risolvere la crisi che attanaglia le piccole e medie imprese sono state ascoltate con molto interesse perchè sembrano maggiormente realizzabili e vicine ai reali problemi della comunità.Quella della associazione "La Tela" è una iniziativa che va al di là della promozione delle attività culturali, perchè è sua ferma intenzione di realizzare qualcosa che dia una risposta alle difficoltà che oggi incontrano le imprese della città di Fermo e del territorio circostante.

Sta lavorando molto per far conoscere le sue idee, e far cadere in qualche modo quel muro di diffidenza iniziale che si può incontrare quando si presentano delle idee che prima non si conoscevano. In questo si innesta la preziosa collaborazione con la Etleboro, rappresentata da Andrea Gianni nella cittadina di Fermo, per presentare il progetto della Tela di imprese presso l'Amministrazione del Comune di Fermo, grazie alla lungimiranza ed alla disponibilità del Sindaco, Saturnino Di Ruscio .

La collaborazione che si sta costruendo vedrà la Etleboro come Intelligence economica che assisterà in ogni suo passo la città di Fermo a rendere la Tela operativa. Informatizzazione, Telematizzazione e Condivisione dei dati delle imprese, sono i nostri comuni obiettivi, i concetti intorno ai quali tutto ruota e da cui non ci si può allontanare.
Ecco l'ennesima eco della Etleboro, che comincia ad avvicinarsi sempre più alle persone, alle imprese, senza influire sulla vita politica di una comunità, che può così decidere in maniera autonoma come gestirsi e autosostenersi senza "tasse di scopo".
I progetti sono tanti, le persone sono pronte e voltare pagina, e ad iniziare insieme a collaborare al solo scopo di vedere la propria economia rinascere.

17 novembre 2006

Accordo tra il CLM e la Etleboro per la Intelligence


Dopo la vittoria di Berna, la Etleboro ha concluso nella giornata di ieri un accordo con il Comitato di Liberazione Monetaria. Vi è stata una lunga discussione, durata tutta la notte durante la quale è stato mostrato ai vertici del CLM, quali Argo Fedrigo, Alvise Fedrigo e il Prof. Alberto Marino, il sistema della Tela nella sua complessità e vastità.
Questo accordo segna così l'inizio di una proficua e importante collaborazione che avrà come unico e solo scopo quello di fornire uno strumento per la difesa e la tutela delle piccole e medie imprese, nell'analisi del sistema economico e tecnologico. La Etleboro fungerà da intelligence, e darà tutta l'assistenza tecnica necessaria allo sviluppo di tutti i programmi di gestione e di elaborazione dei dati che rispondano alle esigenze della piccola e media impresa. Non interverrà in maniera assoluta nelle scelte locali, ma metterà a disposizione di tutte le imprese la Tela, con una programmazione innovativa, attenta all'evoluzione dei mercati e in continua evoluzione. Vi sarà dunque una stretta relazione volta allo scambio e la condivisione dei dati, al fine di allargare la Tela, per portarla non solo in Italia e in Europa, ma anche nei paesi dell'Est fino alla Russia. La Etleboro fungerà da punto di riferimento per le imprese presenti all'estero o che vogliano internazionalizzarsi, offrendo un'assistenza nel cercare dei partner e nel concludere le transazioni. Inoltre, promuoverà un'attività di continua collaborazione tra le imprese, nel rispetto delle risorse e del patrimonio del paese ospitante, per realizzare un arricchimento reciproco senza impoverimento.

Mentre oggi il mercato viaggia verso la dematerializzazione delle aziende, il nostro sistema economico manca invece di un’autostrada telematica, di una infrastruttura virtuale che consente alle piccole imprese di crescere senza perdersi in una struttura piramidale, di valorizzare le proprie risorse, e con esse anche il patrimonio locale. Tale lacuna potrà essere colmata esclusivamente mediante lo sforzo del singolo a informatizzare la sua attività, per poi aggregarsi, incontrarsi e scambiare all’interno di un luogo virtuale, che diventerà lo specchio dell’economia reale. L'obiettivo è quello di dare spazio ai progetti innovativi, all’imprenditoria giovanile e alle aziende operanti in settori manifatturieri e di produzione, che sono anche i principali interlocutori della “forza lavoro” e del “made in italy”. In maniera spontanea si creeranno consorzi e analisi di mercato che permettano di ridurre i costi aziendali, di organizzare veri e propri distretti industriali, o solo alcuni processi produttivi.

Biljana Vukicevic , ammistratrice della Etleboro
e il prof. Alberto Marino


La Etleboro fornisce dunque l'informatizzazione, che è la chiave per dare alle imprese un'arma per affrontare il nuovo mercato, quello deregolamentato, il libero mercato in un libero Stato. Ognuna dovrà possedere un’identità informatica, ossia un foglio elettronico all'interno di un sistema organizzato in categorie. Accanto alla virtualizzazione delle attività economiche, si creerà la telematizzazione delle aziende, che devono comunicare e far viaggiare le loro informazioni su un sistema telematico, virtuale, in modo da chiudere gli accordi in tempi ridotti e in maniera istantanea. È il tempo su cui occorre far leva per dare competitività alla piccola impresa, e non la creazione di strutture grandi e piramidali.
L'imprenditore otterrà inoltre dal sistema risorse e informazioni, grazie alla condivisione dei dati su un sistema distributivo che dà informazioni ad ogni impresa in maniera diretta ed egualitaria. La classificazione e lo scambio delle notizie e delle informazioni è alla base per produrre degli studi e delle analisi di mercato, della realtà in cui l'impresa si trova, che è spesso oscura e molto complessa.
Oggi la piccola e media impresa lavora in un sistema che non crea per lei i necessari strumenti per elaborare le informazioni che vengono distribuite in maniera confusionaria, e quello che oggi viene offerto dal mercato è molto costoso e impegnativo, per cui le imprese o non si informatizzano, o si caricano di costi che la immobilizzano per molto tempo. La Tela sarà un luogo in cui reperire qualsiasi tipo di dati, dalle notizie di attualità e di economia, ai dati imprenditoriali delle imprese, dati contabili, economici e statistici, ma anche transazioni commerciali, le tasse pagate e le leggi.
Etleboro farà inoltre da centro logistico in cui concentrare le attività di analisi dei dati economici e tecnici delle imprese, le attività di comunicazione e di rappresentanza, dando alle imprese un servizio di ricerca e sviluppo che oggi non può essere sostenuta dalle piccole imprese, ma che è indispensabile per conoscere il mercato in cui si lavora, le opportunità e le risorse che offre.

Questo accordo certamente segna qualcosa di importante, e dopo gli sviluppi di Berna si stanno creando senz'altro le condizioni ideali per costruire un tessuto economico più forte, per cambiare a poco a poco le imprese senza distruggere il sistema. Significa che qualcuno ha cominciato ad affacciarsi dal balcone per vedere una realtà, un'alternativa vera. I rappresentati della CLM hanno ascoltato con grande entusiasmo e stupore le parole di Michele Altamura, che è stato ufficialmente invitato a visitare personalmente le aziende e a tenere in Italia delle conferenze in modo che tutti possano ascoltare quelle stesse parole. Ringraziamo dunque il Comitato di Liberazione Monetaria per aver creduto in Etleboro, al punto da affrontare un viaggio per incontrare di persona i suoi componenti, per aver capito che non siamo antagonisti, ma siamo protagonisti di questo cambiamento, senza entrare mai, nella maniera più assoluta in ciò che sarà la politica e l'amministrazione. Viaggeremo accanto a loro, accanto alle imprese restando tuttavia nel retroscena e assisterli in questa guerra invisibile.

16 novembre 2006

Ore 21:30 Etleboro Red Zone

"Cominciamo a costruire qualcosa"

E' terminato con una grande vittoria l'incontro della Etleboro con il Comitato di Liberazione Monetaria. Un incontro questo che segna l'inizio di una nuova storia per Etleboro, di una collaborazione duratura che riuscirà a dare alle imprese e alle piccole comunità qualcosa di concreto. Finiscono le battaglie fatte di parole, di studi e di forum, per dare vita a qualcosa di reale.
Discuteremo stasera a Red Zone di questa importante vittoria, riprendendo il discordo di ieri sera interrotto da importanti impegni.

"Come raggiungere Etleboro Red Zone?"

L'Europa dei Banchieri e non della "fratellanza"


Il grido delle folle contro l'Euro si sta trasformando in Europa in un vero e proprio fronte anti-europeista, che prende forma e avanza anche nella politica.
I governi più attenti si stanno rendendo conto a poco a poco che questa moneta così forte non serve all'economia degli Stati, perché priva le imprese di competitività e le persone del potere di acquisto. Questo campanello d'allarme ha alla base un malessere e una consapevolezza del male che porta l'Europa, molto più forte di quel che si pensa.
Le persone non sono stupide, capiscono che stanno mentendo, perché ad ogni promessa non corrisponde un riscontro reale, non benessere per l'Economia, ma globalizzazione, impoverimento e perdita di un'identità nazionale. Hanno intuito che la situazione, allo stato attuale, non può che peggiorare perché i tassi di interesse aumenteranno sempre di più e le pressioni sui governi esaspereranno la situazione, al punto che il ristagno economico non lascerà altra via che affidarsi all'Europa. Non è possibile uscirne oggi, e a maggior ragione domani, resteremo bloccati per una "finzione giuridica", per un trattato incostituzionale, per via della burocrazia, e dunque delle parole.

Stanno scrivendo la Costituzione Europea, che non è altro che il "memorandum" dei Banchieri perché al suo interno la parola "banca" appare 176 volte, mentre la parola "fratellanza" neanche una volta. Questo significa che non è un concetto che appartiene a questa Costituzione, che non è l'individuo in quanto essenza della società ad essere salvaguardato, ma il mercato, la concorrenza, il liberismo e la speculazione finanziaria: "libera impresa in libero mercato", è questo il principio che domina. La precedenza dell'Unione è la lotta contro l'inflazione, che viene combattuta dalla Banca centrale, che deve essere completamente indipendente, senza che nessuna istituzione può sindacare la sua politica monetaria, e se gli Stati nazionali provano ad interferire possono essere considerati come una "minaccia per l'Unione".
Ciò implica che le Istituzioni non sono rivolte alla soddisfazione dei bisogni del cittadino e dell'uomo, quanto a quello dei privati, infatti si parla di "servizi economici di interesse generale" e non "servizi pubblici", proprio per indicare che possono essere offerti anche da un privato. Questa è la norma che fa divenire legge la privatizzazione e la liberalizzazione nel settore pubblico, che viene sempre chiuso dalle norme che vietano gli aiuti pubblici: queste infatti scattano ogni qual volta che un'impresa pubblica cerca di difendersi dall'acquisizione e dalla fusione. Le delocalizzazioni sono le decisioni che le imprese devono prendere, ma questo significa cedere al ricatto ai lavoratori da parte delle multinazionali, perché per evitare la chiusura degli stabilimenti si accetteranno condizioni sempre più insostenibili.

La maggior parte dei diritti civici della "Carta dei diritti fondamentali", sono svuotati del loro contenuto essenziale mentre altri sono completamente assenti, come la libertà di disporre del proprio corpo. Questo espone le persone ad un grande pericolo perché non esisteranno strumenti per difendersi dagli abusi medici, dal controllo biometrico e dai futuri trapianti. Il diritto al lavoro, la libertà di movimento, alla privacy, si sono trasformati in finzioni giuridiche per giustificare l'immigrazione senza criterio, la manipolazione dei database.


Il potere di legiferare e di rendere esecutivi i provvedimenti è di competenza della sola Commissione Europea, che è composta da dirigenti nominati dai capi del Governo, con ampia discussione e senza alcun intervento dei parlamenti nazionali, mentre il Parlamento, unico organo eletto, è solo una figura consultativa. Viene chiesto il suo parere, ma non è vincolante, per cui non partecipano in realtà alla redazione delle direttive. Questa impotenza del Parlamento è inaccettabile, tenuto conto della mole dei poteri che sono stati trasferiti all'unione europea. Ma prima di trasferire ancora più potere all'Unione, bisogna fermare questo sistema perché porterà ad un totalitarismo tollerato e accettato nell'indifferenza delle persone. Se ciò non bastasse, occorre l'unanimità gli Stati (25 attualmente) per modificare la Costituzione, cosa che nella pratica è davvero impossibile da realizzare, anche perché una volta votata non può essere modificata tanto facilmente. È diventata dunque una trappola, è l'abdicazione definitiva dei governi eletti, e dunque della democrazia, perché ha come scopo quello di impedire ogni politica contraria agli interessi delle imprese e dei cittadini.

Ogni paese dell'unione europea è obbligato ad aumentare il suo bilancio militare, che sarà appoggiato dalla Nato o da qualche organismo di difesa europea, anche se è ancora forte l'influenza americana. Il voto dei paesi europei che dispongono di una sede al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dovrà essere conforme alla "Politica estera e di Sicurezza Comune", detto "PESC", che è legato alla Nato.

La cosa più sconcertante, e terribile allo stesso tempo è che la Costituzione europea offre delle libertà solo apparenti, è un liberismo totalitario con risvolti molto oscuri. È importante rilevare che non si parla spesso degli Allegati della Costituzione, che rappresentano l'antitesi della Costituzione stessa, contengono tante piccole eccezioni che preparano il campo ad una deriva totalitaria e poliziesca.
Questi allegati fanno giuridicamente parte della Costituzione e devono essere utilizzati per l'interpretazione della Carta dei diritti fondamentali.
Alla fine del testo costituzionale (art.12 sez.A ultim. comma della parte IV), si legge che è ammessa la "pena di morte" per effettuare un arresto regolare o per impedire regolarmente l'evasione di una persona detenuta, per assicurare la difesa di ogni persona contro la violenza illegale, per sedare una sommossa, un' insurrezione, o in caso di "minaccia di guerra", quando poi in altri articoli si afferma il diritto alla vita e la condanna della pena di morte. Queste condizioni sono molto vaghe e possono essere interpretate in modo anche estensivo.

Se da una parte afferma che nessuno può essere tenuto in schiavitù, gli allegati autorizzano invece la requisizione di cittadini per un lavoro forzato nel caso "di crisi o di calamità che minacciano la vita o il benessere della comunità" ( art. 5 dell'allegato 12, par. 2). Allo stesso modo, nella continua ricerca della protezione della vita privata, la Costituzione statuisce la sorveglianza elettronica dei cittadini è vietata, sebbene non ci sia nessuno ricorso previsto per le persone che sarebbero vittime di queste pratiche. La libertà di espressione e di notizia, è vittima anche qui di censura, autorizzata per motivi di "sicurezza nazionale, pubblica, la difesa dell'ordine e la prevenzione del crimine", nonché alla "protezione della salute o della morale".
Infine, nonostante viene cautelata il diritto all'integrità fisica e mentale, precisando che esiste un divieto assoluto della clonazione riproduttiva degli esseri umani, ma considerando che questi identici principi sono contenuti anche da un documento del Consiglio d'Europa ( STE 164 e protocollo addizionale STE 168) e questa carta non vieta la clonazione, allora in definitiva non è totalmente vietata.

Queste norme sono scritte contenendo citazioni di altri testi completamente estranei utilizzare per confondere di proposito le persone: la lettura è molto complessa, è quasi impossibile capirne il significato. Ma cosa ci si doveva aspettare da una Istituzione nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, durante la Guerra Fredda, per applicare in grande stile il programma totalitaristico di Hitler. L'Europa chiude le strade, e falcia ogni cosa incontra, non ha un esercito o campi di sterminio, ma ha la BCE, ha l'Euro, che fa deserto intorno a sé e il risultato è la disperazione della Piccole Imprese e dei Comuni che chiedono come vivere dignitosamente.
Se questo è il volere del popolo, se questa è l'espressione popolare, come si può concepire che esista una Istituzione che vuole diventare l' Eurasia di 1984.