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31 agosto 2006

Veleni nei Balcani, mentre la Russia avanza


In occasione di un'assemblea delle Nazioni Unite, organizzata dall'ONU in Kossovo, la Uminik, Marti Ahtisaari, commissario Onu, ha tenuto un solenne discorso sulla democrazia e la difficile situazione dei balcani. Ha parlato dinanzi alla delegazione serba lì presente delle colpe dei serbi, che si sono macchiati di gravi crimini contro l'Umanità, forse probabilmente - aggiungeremmo noi - per essersi rifiutati di dialogare, e di scendere a patti con la Comunità Internazionale e il Fondo Monetario. Preso dall'enfasi del discorso, ha parlato dei serbi come dei veri criminali, pazzi e terroristi, perdendo letteralmente la testa ed ogni cognizione con la realtà. Rendendosi conto della grave gaff commessa ha aggiustato il tiro delle sue affermazioni, e ha tenuto a precisare che le sue accuse non si rivolgono solo ai presenti in sala, ma si estendono a tutto il popolo serbo. I colpevoli sono i serbi intesi come un unico popolo, e non solo i presenti. La sua controrisposta, partita con l'intento di recuperare un incidente diplomatico, è stata davvero distruttiva, perché la delegazione serba assisteva esterefatta allo sproloquio di Ahtisaari, chiedendosi se era davvero impazzito. I presenti non hanno certo fermato la loro ira e orgoglio, e hanno risposto con fermezza che il discorso di Ahtisaari manipola e sconvolge letteralmente la verità, perchè i crimini non sono collettivi ma individuali. E poi se il popolo serbo sia colpevole o meno lo deve decidere l'Aja e non lui, un consulente delle lobbies, un contractor delle forze internazionali.Il governo serbo ha dunque chiesto ad Ahtisaari di chiedere scusa alla Serbia, perché la dichiarazione di un alto rappresentante della nazioni unite in tali toni è un colpo di una bassezza tale che di peggio può esserci solo un tribunale gestito da pazzi.

In realtà questi personaggi che sono alle dipendenze di entità economiche, vengono premiati per il lavoro che svolgono e per i progressi che hanno fatto fare ad un Paese portando democrazia. Ahtisaari evidentemente non ha lavorato bene, perchè le porte della pensione si sono aperte, e ora il male viene scaricato sul soggetto più debole.
A questo punto riteniamo che il nostro Ahtisaari facesse meglio a ritirarsi, perché la sua fine è ormai giunta, quest'episodio lo dimostra senz'ombra di dubbio. Il destino del suo predecessore Stainer si sta compiendo: innamorato pazzamente della sua interprete, ha cominciato a girare nella pristina come un ragazzetto di 20 anni in cerca della anime gemelle. Gente senza cervello, né coscienza, ma solo tante cafonate da parte di piccoli uomini che si dicono di gran classe e con un gran senso dell'humor. Una sola parola di odio, come quelle mille gettate sulla folla da Ahtisaari , rischia di compromettere la vita dei serbi in kossovo, che già vivono per lottare per la loro spravvivenza, subendo quotidianamente violenze nell'animo. Sono stati obbligati a rimanere lì, in terra straniera solo perché dall'alto così è stato deciso: potete capire dunque che i nostri eserciti della kfor non sono altro che dei mercenari al servizio dei banchieri. I diplomatici, i militari, e queste figure mitologiche metà uomini metà mulo, sono i migliori clienti dei bordelli, e grandi sostenitori della pristina, quello che può essere definire il partito del sollazzo. I kossovari quando trafficano con la droga diventano albanesi, e quando sono perseguitati dicono che sono kossovari, e questo lo sanno bene gli albanesi di Tirana che hanno fatto le spese di questa politica di odio e smarrimento. Quando si aprirono le frontiere, gli albanesi sono stati derubati dai kossovari, forse in preda alla disperazione, ma comunque dei fratelli serpenti hanno lacerati dei consaguinei.
Ahtisaari ,si adatta alla vita e al destino dei suoi predecessori, purtroppo l'odore della femmina fa brutti scherzi, e fa uscire fuori di senno. Per questo consigliamo alle nazioni unite e i nostri rappresentanti che hanno eserciti di pace, organizzazioni umanitarie, e poi eserciti di oppure eserciti di salvezza, di rivedere un po' bene le cose ,perchè a noi sembra che state prendendo un granchio di dimensioni assurde.Noi sappiamo cosa abbia scatenato odio e panico all'interno della città.
La cosa più interessante è che Jiukanovik si è recato a Soci, nella residenza di Putin nel Mar Nero in modo tale da fare chiudere un accordo sul Montenegro. Vladimir Putin infatti è riuscito ad acquistare più del 66% delle terre del Montenegro, sconvolgendo l'intero mondo diplomatico. Questo suggella l'inizio di una guerra parallela sino all'ultimo stato, sino all'ultimo chilometro,e infatti se Putin avanza così, i Balcani continueranno l'antica tradizione della Guerra Fredda.
I russi sono approdati alle nostre porte, Ahtisaari impazzisce e Kofi Annan cerca di correre ai ripari, sostenendo che in quell'occasione i serbi hanno capito male ,un po' ubriaco. In fin dei conti il conto del vino lo deve pagare Ahtisaari e non i serbi, che non potevano certo travisare le parole del nostro commissario.
Forse il tempo delle indipendenze è finito, forse non la concederanno mai l'indipendenza alle province di quella zona, e alla fine si sia rivelata questa una grande truffa. I nostri soldati sono giunti nei Balcani per colonizzare queste terre tramite cartelli, per poi usare queste piccole attività e pagarli e fare tramite loro sporchi giochi di potere.
Le persone che parlano e sproloquiamo senza motivo, che fanno i predicatori come mestiere, sono alla fine corrotti nell'animo fino all'osso, per il vile denaro sarebbero disposti a vendere i proprio genitori. Queste piccole persone, ricattate e derisa, sono disposta a dire tutto quello che vuole,perche dietro vi sono gli occhi invisibili del sistema.

30 agosto 2006

Il patto tra la destra e la sinistra: tra cavallari e padellari

Alla vigilia della stesura della finanziaria, cominciano ad essere esaminate le prime proposte di legge, ipotizzando riforme del bilancio statale e della stessa Costituzione, all'insegna della "innovazione e sviluppo". Le premesse, tuttavia, non premettono nulla di buono in quanto allo stato attuale non si può parlare né di innovazione perché ritornano gli stessi schemi e le stesse parole, né di sviluppo perché i tagli alla spesa pubblica sono tanti e forse ancora di più.Quando era stata avanzata la proposta di elevare i tempi di pensionamento i sindacati portarono la rivoluzione nelle piazze, mentre ora che vengono rivalutate quelle ipotesi le appoggiano in pieno perchè i sindacalisti sono stati ben remunerati per il loro silenzio.

Le proposte del Ministro Bersani si incentrano in particolar modo sulle piccole e medie imprese, e sulle manovre di politica economica per poter risollevare la sua situazione e rilanciare il Sud Italia. Da ciò che è possibile intendere dalle prime battute di discussione, la finanziaria porrà in essere un sistema di leggi che andranno a facilitare l'accorpamento delle imprese e la concentrazione delle stesse in grandi dimensioni, per renderle competitive. La competitività delle piccole imprese è importante, ma questo non dovrebbe giustificare l'emanazione di regole che consentano acquisizioni e fusioni di imprese in difficoltà, di concorrenti diretti e indiretti. Allo stesso modo è stata ventilata l'ipotesi di creare un fondo di private equity e venture capital semi statale, come canale di finanziamento di imprese innovative. Si tratta questo di uno strumento nato per le società di grandi dimensioni, e la proposta di adottarlo anche per le piccole imprese rappresenta soprattutto un modo per portare l'Alta finanza nelle imprese a conduzione familiare, nelle aziende senza una struttura gerarchica o complessa. Anche le piccole attività produttive diventeranno degli investimenti finanziari come lo sono già le grandi società, delle attività speculative. Non bisogna poi dimenticare la grande opportunità che si presenta per i finanziatori nel poter indebitare, acquisire e rubare le conoscenze dei piccoli sperimentatori di nuove idee.
L'alta finanza è giunta anche qui, e se ciò è vero vuol dire che davvero le idee sono finite, e si cerca di rimescolare e far rivivere qualcosa di vecchio, tra l'altro nato non per le piccole imprese, vuol dire che non hanno idea di come affrontare i problemi del Sud.

Il nostro Ministro poi vuole rilanciare il Sud, e per far questo intende agire sul cuneo fiscale, cercando di cambiare sistema di tassazione, perché a quando pare non piace così com'è scritto. Vogliono ancora cambiare le regole del gioco, ma non il gioco, perché altrimenti, se avessero coraggio, cancellerebbero l'Irap per il Sud, e il debito della Sanità. Queste sono le riforme impopolari per il Parlamento, ma sono da sempre richieste dalle imprese del Sud che vorrebbero respirare dall'usura, l'usura delle Banche, delle tasse e delle camorre: mettere in sicurezza le imprese significherebbe anche la possibilità di lavorare, di dare lavoro e abbattere parte della grave disoccupazione.
Ma capiamo benissimo quale sia la difficoltà quando la Banca Centrale Europea, le agenzie di rating e il Fondo Monetario Internazionale chiedono di rispettare i vincoli di Maastricht nonostante siano loro i veri responsabili dell'aggravarsi di quell'equilibrio.

Tra le riforme che sono sbucate alla fine ne ritroviamo un'altra, a cui molti stanno facendo la corte da tempo e non riescono a convenire a giuste nozze: la riforma del Titolo V della Costituzione e l'introduzione del principio dell'interesse nazionale. L'obiettivo è riscrivere la Costituzione per fornire maggior potere e un certo sindacato di meritevolezza delle opere pubbliche agli enti statali, in modo da stroncare i passaggi e gli ostacoli nelle piccole Comunità alle opere lesive della salute e dei diritti della terra che le ospita.
Non vi ricordano qualcosa queste parole? È ovvio che è lo stesso tenore letterale della riforma costituzionale della Devolution che il popolo italiano ha già bocciato. Come abbiamo avuto modo di dire in occasione del Referendum degli scorsi mesi ( leggi ), la riforma era strumentale più al raggiungimento di questo scopo che alla devolution stessa, perché non esiste Federalismo senza federalismo fiscale. La riforma serve invece a superare ed evitare che si formino episodi come quelli della Val di Susa. L'interesse nazionale deve prevalere, ma se questo si traduce in un interesse solo di pochi, non vi sarà alcuna opera infrastrutturale fatta a beneficio della nazione. Se non è riuscito il centro-destra a far passare una tale legge, e far partire da quest'anno le opere per i rigassificatori, le turbogas e le grandi infrastrutture, ci penserà il centro sinistra che presenterà la questione come una decisione necessaria a tutela dei consumatori. I media e i giornalisti faranno il resto, e se si arriverà al referendum, questo sarà il referendum per l'interesse nazionale, per poi neutralizzare definitivamente le sommosse popolari alle grandi opere. Dopo lo stralgio delle leggi obiettivo, nel tentativo di stroncare i tempi e la burocrazia per le discussioni della messa in opera del progetto, si arriverà al Referendum delle infrastrutture. Se sarà necessario verrà chiamato decreto salva-energia, o comunque la riforma della svolta, nonostante sia stata già respinta. Cambieranno le parole, modificheranno il nostro pensiero, riscriveranno le cronache e arriveranno a dire che non si sono mai espressi in maniera contraria alla sua approvazione.
Come è stato per l'Iraq, il Libano e la Val di Susa, mentre prima erano in piazza a manifestare contro, ora siedono al potere e si ripropongono con le stesse riforme, ma con parole diverse. Evidentemente cambia lo stile, il colore, ma nulla cambia nella sostanza, perchè una mente loro non la hanno.

In verità, ciò che sentiamo è un nastro incantato, un moto perpetuo di proposte e intenzioni che vengono continuamente ritoccati per dare l'idea che al cambio del governo, si cambia anche musica, o eventualmente si migliora la situazione economica. Ciò a cui assistiamo è la vera offesa della intelligenza umana, credono che non abbiamo memoria o che dimentichiamo quante volte la storia la dite e la cancellate a ripetizione per confondere le idee delle persone. A Roma esiste il "cavallaro", cioe quello che vive di scommesse, mentre al Parlamento, seduti sui più alti troni del Governo, vi sono i padellari, cioè persone che sino a pochi mesi gridava e portava il popolo in piazza con le padelle per dimostrare contro una riforma. Adesso invece sono loro stessi che sparano sulla folla. Da quando Bertinotti è seduto su una bella poltrona, invece di lavorare, sta facendo la conta dei ragazzi da mandare in Libano assieme al suo amico D'Alema. Così mentre noi siamo qua che facciamo delle domande e esigiamo delle risposte, queste prostitute sono occupati a fare giri in barca e cenette a base di buon vino e filletto di primo taglio. Siedono insieme alla tavola rotonda dei CDA e poi si rivedono in Parlamento, fanno un po' di rumore per far passare la giornata e tirare a campare. La cosa più terribile è che non esistono carceri per contenere questo ammasso di gente, occorre trovare una soluzione perché di questo passo non avremo più gli occhi per piangere.

29 agosto 2006

Pronto il lancio della Tela


Una piccola Ong nei Balcani ha vinto la sua lotta, continua per la sua strada e forte di ciò che ha sempre sostenuto e difeso, sta oggi conseguendo dei risultati importanti e unici per le sue caratteristiche. Etleboro non è altro che una semplice struttura, costituita da tante e differenti personalità, piccole e grandi che siano, ma tutte con una grande forza di volontà, intelligenza e umanità. Una realtà questa che sebbene sia lontana dall'Italia si fa sentire con tutta la forza e una rivoluzionaria energia: in tanti ci scrivono e ci chiamano, percorrono chilometri per raggiungerci in una terra lontana e straniera. Questo perché le persone intuiscono che non vendiamo illusioni o millantiamo potere, ma offriamo la scienza e l'intelligenza, il sapere e educhiamo le persone a cercare in se stessi le risposte alle loro domande.

La Etleboro non è un'organizzazione di persone, ma un bagaglio di saperi, di informazioni, economiche e scientifiche, frutto delle ricerche, delle esperienze e delle menti dei suoi componenti. Oggi possiamo dire con fermezza che il nostro progetto è qualcosa che è destinato alla società tutta, un punto di partenza per una nuova era dell’informazione e dell'economia per dare alla società un codice etico su cui costruire non leggi ma istruzioni, non vincoli ma regole, non strutture ma organismi.
Su tale linea di pensiero è nata la Tela, dagli studi e dalle intuizioni del suo fondatore Michele Altamura; è il tesoro dei suoi utenti, e sarà l'arma di tutti, perché ognuno la farà propria, la prenderà per sé e la utilizzerà, anche inconsciamente.
La Tela raccoglie ed elabora informazioni man mano che cresce e si sviluppa, perché è il risultato dell'unione delle menti dei suoi componenti, le concentra al suo interno e le smista in maniera paritetica e egualitaria. La divulgazione dei saperi avviene sulla base di un sistema di condivisione reciproca delle informazioni che gli utenti sono riusciti a costruirsi con la loro attività economica e intellettiva. Si viene a creare un database a cui sarà possibile accedervi mediante un sistema distributivo: non esiste un ragno che manipola la rete dei dati che contiene, per poi truccare le regole con cui vengono resi accessibili.
Il database viene messo a disposizione degli utenti che vedranno concretizzarsi un’attività di ricerca e sviluppo, di consulenza tecnica, non accessibili con gli odierni mezzi o almeno non a costi nulli e irrisori. Le informazioni si possono incrociare, fino a diventare un grandissimo strumento sia nelle mani delle imprese che delle istituzioni e dei governi, che possono con esso controllare la situazione economica del paese, possono pianificare le politiche economiche e indirizzare i provvedimenti e i decreti verso determinati obiettivi. Milioni di informazioni classificate e indicizzate, che si possono sfogliare in via immediata e con grande facilità.
I ricercatori qui vi ritrovano l'archivio di una bibblioteca, mentre le imprese avranno un mercato e delle controparti con cui collaborare per poter così gestire, e non subire, le distorsioni dei mercati ad opera delle parti più forti. Le imprese stesse saranno in grado di creare consorzi e una rete di comunicazione in cui coordinarsi senza ricorrere ad accordi o contratti formali. Devono necessariamente cercare il baratto reciproco, devono scambiare ma non danneggiarsi a vicenda, devono internazionalizzarsi senza globalizzarsi. Ognuna conserva la propria indipendenza ma può allo stesso tempo comunicare con altre servendosi di un sistema più umano, sociale e leale, perché l'obiettivo stavolta non sarà più quello di essere forti vivendo sulle spalle dell'altro, ma di essere efficienti e competitivi grazie all'unione e alla reciproca trasparenza.

Michele Altamura ha cominciato a fare tutto questo tanto tempo fa, scontrandosi con un mondo nuovo e sconosciuto alla massa, ma di cui le persone avvertono l'esistenza.
La Tela nasce in un contesto molto difficile, da una diretta esperienza con i media e con la manipolazione dell'informazione, da una lunga esperienza della gestione e la creazione di database. In realtà la vera arma che hanno le Banche e dei Governi corrotti per poche briciole miserabili, sono i database, sono i software che sentenziano i dazi doganali, i fidi bancari e la concessione del credito. Presto la moneta elettronica sostituirà quella cartacea, e la risposta alla nuova usura è la cessazione dall'utilizzare la moneta e la ricerca del baratto di merci e prodotti, perché oggi siamo seduti sul nulla, i soldi si sono dissolti nei sistemi informatici e paghiamo interessi e diamo in ipoteca case e beni veri.

Il sistema della Tela è il sistema che ci hanno nascosto, e che continuano tutt'oggi a censurare le dichiarazioni e le interviste di Michele Altamura, quando anni addietro una banca scelse il suo progetto e decise di finanziarlo. Poi d'un tratto gli fu revocato il finanziamento, e costrinse Altamura a continuare il lavoro intrapreso in clandestinità.La Etleboro è stata zittita, e dietro questo vi è un giallo, che sarà difeso e smascherato da tutti coloro che si uniranno sotto un'unica bandiera, che crederanno a se stessi. I nostri antenati hanno combattuto per qualcosa,per essere liberi ,e non schiavi delle bollette; non dobbiamo essere divisi perchè è quello che vogliono, ma siamo tutti sulla stessa barca. Tuttavia oggi una grande vittoria è stata raggiunta, la Tela finalmente partirà, siamo pronti, anzi prontissimi. Con 350 applicazioni di programmazione, incomincerà un progetto che realizza una rivoluzione senza che nessuna se ne accorga. Le piccole e medie imprese hanno creduto a questo e lo hanno finanziato per avere poi a disposizione il loro software, e senza di esse oggi non saremmo qui a discutere di questa vittoria.
Il sistema deve essere assorbito dalla piccola e media impresa, per contrastare i titani e non perdere la identità, per vincere gli scienziati che con le loro grandi menti, e i grandi gruppi industriali che hanno comprato i brevetti dei veri scienziati e li hanno fatti propri. Da tempo menti raffinatissime criminali stanno costruendo un DNA artificiale della persona, segretamente lo hanno già fatto, ma adesso stanno dando forma a quell'idea con la sua concreata realizzazione, promulgando il tutto con le leggi speciali. La Tela è l'unico sistema che può annientarli. Tempo massimo di 4 anni non avremo più bisogno dei politici, perché al loro posto vi saranno le Associazioni di categoria, i nuovi predicatori, perché, fondamentalmente, noi siamo tutti dei clienti, degli utenti e non più dei cittadini: questo è stato il loro modo per fermare l'ingerenza degli Stati sui lavori della Commissione. Il Parlamento Europeo, l'unica istituzione democraticamente eletta, viene ripetutamente ignorato perchè in fin dei conti a decidere la promulgazione delle direttive sono i consulenti delle Commissioni d'esperti, che siedono anche nel CdA delle multinazionali. Vorremmo sapere allora per chi abbiamo combattuto in questi anni!?Continuiamo a fare delle domande ma nessuno sa darci una risposta, e pretendono di governare uno Stato. Non sono capaci di fare guerre intelligenti ma solo di buttare 150 mila missili intelligenti, che amazzano bambini in nome della democrazia.

28 agosto 2006

La sperimentazione continua

Il video che vi mostriamo è la documentazione di un esperimento di un meccanismo, volgarmente definito "acchiappanuvole", che incanala e trasmette un'energia dalle particolari caratteristiche. Questo piccolo strumento consente di manipolare quest'energia, e i suoi effetti sono facilmente visibili dalla dinamica delle nuvole. L'acchiappanuvole dirada e poi sembra assorbire le nuvole, ma, prestando maggiore attenzione, si può notare che le disperde e poi le fa formare intorno, a non grande distanza. Mentre quelle colpite si dissolvono, le altre si ingrossano, o comunque si forma una alone biancastro nel cielo.
Il fenomeno esiste ed è evidente, per cui ci auguriamo che qualche chiarissimo professore universitario, o un premio Nobel, che si servono caviale e champagne, ci possano spiegare cosa sia. Non basta avere importanti cariche ed onorificenze, non basta avere 8 mila euro al mese per vantare il sapere e la scienza, occorre anche rispondere alle domande delle persone semplici. È ora di rispondere delle proprie azioni, della scienza occultata, è ora di prendere il coraggio e di avere anche l'umiltà di dire ho sbagliato e lasciare ad altri la possibilità di continuare.


Il video è stato prodotto da Tiziano Arena, responsabile del sito www.impattoalieno.net , e da Maurizio Bielli, imprenditore e produttore dell'Econogreen,ma da noi montato per renderlo facilmente visibile. Rinviamo per gli originali al seguente link:
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/acchiappanuvole.htm
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/chem_buster/

I giochi di guerra di Russia e Iran

L'approvazione della risoluzione delle nazioni unite nei confronti dell'Iran ha in qualche modo segnato l'evoluzione di questo conflitto tra Israele e Libano. Al 31 agosto l'Iran dovrà rispondere delle decisioni prese sul suo programma nucleare, e non dà alcun segnale di cedimento. Ha dato il via alla realizzazione degli impianti per la produzione dell'acqua pesante e preme per la ritrattazione della risoluzione giudicata troppo penalizzante, mentre dà prova del suo arsenale militare con le esibizioni televisive delle sue esercitazioni.
Hanno dato inizio ai giochi di guerra, provano i loro missili e fanno degli esercitazioni militari a poca distanza dal fronte americano degli Emirati Arabi, del Kuwait e dell'Arabia Saudita: si stanno preparando per rispondere in maniera forte e decisa ad un attacco israeliano. Le televisioni arabe stanno trasmettendo in questi giorni gli esercizi di difesa in tutta l'Asia centrale nel caso di un attacco chimico, biologico e nucleare per perfezionare la strategia di prevenzione del nemico. Stanno operando nelle aree di confine del sud della provincia, in maniera simultanea in circa 10 province con la partecipazione dei combattenti dall'esercito iraniano.

Stanno sperimentando e collaudando armi nuove e moderne, e, combattendo contro un nemico immaginario, inscenano una vera e propria guerra elettronica, per disarmare i radar e le telecomunicazioni del nemico. Il loro obiettivo sarà sicuramente quello di colpire le basi americane presenti in Arabia, le istallazioni petrolifere, le pipeline del gas e del petrolio per creare un embargo mondiale di petrolio e gas. L'Iran in questo momento ha il potere di bloccare le esportazioni delle multinazionali petrolifere in Arabia e nel Golfo, sacrificando con grandi perdite umane l'intera popolazione iraniana perché sono state già innescate gli ordigni nucleari, dopo che l'America ha preso il controllo delle centrali israeliane.

Gli Stati facendi parte del CSTO

Il messaggio che si vuole dare è quello di unità e solidarietà presente tra alcuni paesi arabi, giocando d'azzardo per rispondere alla presenza militare degli Stati Uniti e alle sue ambizioni in Asia Centrale. Le esercitazioni iraniane sono contemporanee e simultanee rispetto a quelle di Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Azerbayjan, Uzbekistan, e la Russia, che stanno coordinando le loro forze militari sotto il Trattato di Organizzazione di Sicurezza Collettiva (CSTO), al quale hanno aderito recentemente anche Armenia e Bielorussia.
La presa di posizione della Russia all'interno di questa coalizione è un'evidente risposta all'aumento delle pressioni sull'Iran, e difendere i suoi investimenti in Azerbaijan e Kazakstan, così per garantire una certa sicurezza alla conduttura di Baku-Tbilisi-Ceyhan, per poi compensare la sua minore presenza in Asia Centrale.

Anche se l'Iran non è un membro del CSTO, fa da osservatore nella Organizzazione di Cooperazione di Shangai (SCO) della quale la Cina è un membro, che ha una stretta relazione con il CSTO. La struttura di alleanze militari è fondamentale, perché segnalano che un attacco sull'Iran potrebbe condurre ad un conflitto militare molto più esteso. Mentre la Russia cerca l'alleanza con la Siria per creare un corridoio militare sulla costa del Mediterraneo orientale, Stati Uniti ed Israele creano degli accordi di cooperazione militare con Azerbaijan e Georgia.

Una volta chiusa la guerra al Vicino Oriente, potrebbe prodursi un fenomeno contrario ai progetti israeliani: il rigetto unanime verso i sionistici, per non sostenere la politica terroristica israeliana, e non apparire come gli alleati del colonialismo. Questo spingerà Israele a preparare un altro gioco di guerra, per rispondere all'indignazione crescente con i governi locali contro la barbarie sionistica. L'Argentina sarà un bersaglio privilegiato per una grande operazione mediatica, così come il Cile per via dell'importante comunità palestinese che vi risiede. Anche in questo caso sarà l'America ad agire tramite Israele, perché il vero obiettivo è colpire gli Stati che si stanno adesso unendo per sconfiggere i Banchieri e le multinazionali con la nazionalizzazione del petrolio e riconquistare l'antico potere perso, seguendo così l'esempio della Russia. Stanno ora usando gli scontri tra Ebrei e Palestinesi per seguire un percorso strategico sulle linee del petrolio: se non possono controllarle con i dittatori fantoccio devono farlo con la guerra. Ammesso che vogliono avanzare in america latina, che è un continente a maggioranza cristiana e cattolica, useranno gli ebrei per farlo, come ha fatto il Barone Rothschlid con Hitler.

Israele colpendo il Libano ha fatto in realtà un attacco preventivo: ha disttutto ponti, aeroporti, e autostrade, sono state incendiate le riserve petrolifere sulla costa, hanno affondato le petroliere e mandato in avaria nel centrali termoelettriche. È chiaro che è stato fatto un attacco premeditato, e dunque l'esercito Onu rischia una guerra mondiale per assecondare il piano Americano di prendere il controllo di tutta la regione Mediorientale una volta per tutte. Prendere l'Iran e appiccare diversi fuochi nella regione, significherà creare il panico completo e darà inizio ad una nuova storia, quella della balcanizzazione dell'Asia sotto il protettorato di Onu e America.

Ogni Stato al suo interno sta cercando dal suo canto di creare una propria grande società dell'Energia, cercando le fusioni interne tra le compagnie che già operano in un mercato oligopolistico: questo da una parte per difendersi dagli attacchi provenienti dall'estero e dall'altro per accentrare in un'unica grande struttura la produzione dell'Energia. L'intenzione c'è e anche gli strumenti, tuttavia manca l'approvazione della Commissione Europea che non sembra approvare questi accordi domestici, lesivi della parità di trattamento sul mercato comunitario.
L'obiettivo sicuramente è quello di consentire che il controllo sia molto più verticistico o che comunque sia ben controllato e coordinato dalle lobbies: sono loro che decidono il come e quando delle organizzazioni societarie.
Ma c'è di più. Ciò che stanno tentando di fare è qualcosa di molto più profondo e con ampie e durature prospettive. Le banche stanno infatti cercando di mettere le mani sulle società di telecomunicazioni, non solo per appropriarsi dei dati delle persone, ma anche perché i media avranno la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica. Le frequenze sono le autostrade del futuro, mentre i ripetitori le nuove stazioni di servizio a cui attingere energia perpetua a pagamento. Da lì viaggeranno le nostre informazione e la nostra civiltà, noi pagheremo per il loro trasporto e il loro accesso: questo è il crimine invisibile. Quella dell'Iran è la guerra che a cui tutti devono credere, ma esistono guerre psicologiche invisibili, i nostri missili sono gli aumento della benzina, della spesa per il riscaldamento, per l'accesso ai mutui e ai finanziamenti. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla creazione del primo grande gruppo bancario italiano, per cui le condizioni contrattuali dei mutui, delle finanziarie e degli strumenti bancari e finanziari saranno sempre più standardizzati, lontani dalle esigenze del piccolo imprenditore.
Le macabre notizie di decapitazione a cui assistiamo sui nostri media, mostrano un aumento del crimine e snaturano anche la percezione del male e dei reati. Gli stessi crimini di guerra perdono di significato, perché le persone sono portate a dare più peso alle paure più vicine a loro: la guerra è una cosa talmente lontana dalle loro menti, così com'è lontana la notizia di una fusione bancaria.


L'America va fermata, perchè non è altro che una colonia dei Baroni Ladroni, non è una grande potenza ma semplicemente dei contractors, una cavia di esperimenti che ha trasformato un popolo senza storia in violenti, depravati, poveri, e stupidi se non hanno i soldi. Se il presidente iraniano grida di rieleggere bene la storia, vuol dire che sta mandando un monito, lo stesso che ci ha lasciano Weizmann quando disse che Israele sarà ebraica quando l'Inghilterra sarà degli Inglesi. Questo deve spiegarci la Regina d'Inghilterra,che per questo deve essere processata: lei siede su un trono fatto dal sangue dei popoli di secoli di storia.

26 agosto 2006

Carlo Parlanti, l'uomo che oltrepassa l'umano possibile

Prodi, fa una telefonata!

Carlo Parlanti, il 6 luglio 2004 di passaggio dall'aeroporto di Düsseldorf in un controllo di routine è stato messo in stato di fermo per via dell'esistenza di un mandato di cattura comminato dagli Stati Uniti, per una denuncia di sequestro di persona, di percosse e stupro risalente al 18 luglio 2002 partita dall'ex-convivente americana, Rebecca White. Il suo lavoro lo ha portato a viaggiare per più di due anni, tra l'altro in un periodo di stringenti controlli per il terrorismo, e nessuno ha mai scoperto che in capo a Parlanti incombeva una denuncia del sequestro di persona, stupro e percosse. In questo lungo lasso di tempo i controlli agli aeroporti anti-terrorismo non erano riusciti a smascherare un ricercato, e solo la Germania, avendo uno speciale accordo di estradizione, lo ha trovato.
Alla procura tedesca è giunta una denuncia ridicola e assurda che non doveva essere proprio accettata dal procuratore americano, praticamente andava respinta e stralciata subito. Invece non solo hanno danno credito ai deliri di una donna disperata e gelosa, che ha continuamente ritrattato la sua versione dei fatti e prodotto le prove in sua difesa da sola, ma hanno chiesto e ottenuto l'estradizione. L'Italia, dal suo canto, perdendosi nei suoi cavilli legali e di procedura non ha fatto assolutamente nulla per impedirlo, o almeno per far vedere a tutti l'assurdità della denuncia. L'ambasciata di Colonia ha allertato dell'emergenza del caso, e di risposta il nostro Ministero degli Esteri ha detto che si affidava tranquillamente alla giustizia americana, trattandosi pur sempre di uno Stato garantista. Il primo e forse unico errore è stato proprio quello di accettare quella denuncia, perché poi tutto questo manipolo di muli hanno seguito il gregge, ma tanto loro non sanno fare altro che ripetere come pappagalli il guaire delle bestie.
L'unica cosa che sono chiamati a fare nelle ambasciate è controllare e dare un minimo di appoggio e riferimento ai nostri connazionali all'estero, ma se neanche questo fanno, si può sapere che esistono a fare. Paghiamo milioni ambasciatori, stagisti e segretari per cosa? Neanche una telefonata hanno fatto per chiedere il perché di questa denuncia, che è stata scoperta per caso senza neanche un dossier con delle prove materiali e tangibili.
La sua ex convivente, due giorni dopo che Carlo ha lasciato l'America, ossia il 18 luglio 2002, lo aveva denunciato, per le violenze subite il 6 Luglio, ritrattato poi al 29 giugno per giustificare la completa inesistenza di tracce o segni sul suo corpo. Ha prodotto e sviluppato da solo delle foto per mostrare i lividi e i traumi; delle sei fotografie mostrate, quattro sono state scattate dalla polizia il 18 luglio, e due dalla White il 3 di luglio, e mostrano uno sbiadito ematoma sull’avambraccio sinistro e nessuna percossa sul viso o in altre parti del corpo. La donna appare diversa e piu’ giovane rispetto a quelle scattate dalla polizia solo qualche settimana dopo, capelli molto corti e di diverso colore, la pelle più liscia ed abbronzata. Le foto sono state consegnate tre anni dopo la denuncia, senza alcuna data che dimostrano la validità.

La sua casa, dopo i controlli delle polizia a distanza di settimane dall'evento, appariva immacolata, nessuna traccia dei violenti scontri di cui aveva parlato. Le pareti della sua casa erano in cartone pressato, ed è impossibile che siano rimaste intatte nonostante Carlo avesse sbattuto la testa della Withe contro le pareti 60 volte. Neanche i vicini hanno mai sentito una lite così furiosa, ed è strano che lei non abbia almeno chiesto aiuto. Ha detto di essere stata legata e sequestrata per giorni interi, che ha subito violenze inaudite senza riportare alcun danno, di aver avuto paura delle minacce di Carlo ma non scappava da quella casa, ha aspettato che avesse conferma di essere stata definitivamente lasciata per denunciarlo. Ha ipotizzato comportamenti e molestie praticamente assurde, impossibili sia biologicamente che tecnicamente, così com'è irreale la sua versione secondo cui il Parlanti abbia bevuto 4 litri di Chardonnay in due ore. A meno che Carlo non sia un superuomo, è impossibile che sia sopravvissuto a quella massiccia dose di alcool. E' stato oltrepassato l'umano possibile con dichiarazioni mai sorte prima, né nella denuncia né nel processo preliminare, e infatti la difesa ha richiesto l’intervento di un medico esperto, ma la corte lo ha rifiutato perché doveva richiederla nel processo preliminare.
Il processo è stata una sceneggiata talmente surreale da far rabbrividire le capre di Gennarud della Sardegna: leggendo le trascrizioni del processo si capisce immediatamente che ha studiato e programmato le risposte, e anche una sola domanda dell'avvocato la faceva cadere in contraddizione. Mentiva, mentiva e mentiva, tutti lo sapevano, persino il console lo ha ammesso, ma comunque nessuno lo ha difeso e hanno lasciato che venisse addirittura condannato. Anche il suo avvocato ha peccato di megalomania e superbia, e non è riuscito a produrre prove che in maniera schiacciante eliminasse ogni dubbio, tantalmente che era sicuro di vincere: poteva ad esempio parlare dell'esistenza di una delega notarile della White sui conti di Carlo, poteva portare le telefonate che testimoniano che mesi prima del fattaccio la storia tra loro due era finita, poteva far testimoniare una donna americana in difesa di Carlo.
La giuria non ha voluto sentire ragioni, e così ha archiviato l'ennesimo caso di stupro in America manipolato e strumentalizzato dall'opinione pubblica per distruggere le persone. Vige infatti una specie di terrore psicologico da parte di donne che fanno delle denunce di violenza una professione, per ottenere sussidi e costose cure mediche. Queste cause sono all'ordine del giorno, e quando si discutono questi casi si dimentica la lunga sfilza di episodi in cui innocenti vengono segnati a vita, perché la società accentra tutto sul sesso e la violenza.

Questa causa non avrebbe mai dovuto cominciare, ed ammesso che abbiano trovato un giudice compiacente, non doveva essere proprio discussa vista l'evidenza dei fatti che non ha bisogno di prove per essere vera. Il fatto è talmente semplice, ma per colpa di un procuratore incompetente seguito a ruota da tutti questi mentecatti, la vita di un uomo sta per essere rovinata. Carlo e i suoi familiari hanno già devoluto al sistema giudiziario 150 mila euro, senza poi considerare quelli spesi dalle ambasciate e dai consolati, nonché dai dipartimenti di giustizia: 500 mila euro letteralmente bruciati per una donna dall'indubbia stupidità, che si faceva prima a fare una telefonata. Insomma Prodi, fai una telefonata, costerà al massimo 50€, possiamo fare una piccola colletta, ma tu telefona. Tante volte chiamano gli altri, una volta chiama tu, perché altrimenti non ne usciamo più da quest'incubo di idioti e persone disturbate.

Dobbiamo fare qualcosa, perché Carlo è stato condannato a scontare 9 anni, e a meno che al suo strapagato avvocato non gli giunga un'illuminazione e altri 30 mila euro, resterà chiuso lì tra i pazzi. Di questo passo se non lo salviamo morirà in quel posto assurdo che è l'America garantista dei diritti umani, perché non gli passano neanche le cure mediche per la sua asma.
Hanno contattato tutti, il Presidente della Repubblica, la segreteria di Berlusconi, europarlamentari, organizzazioni umanitarie, giornalisti e grandi testate, radio e televisioni: tutti entusiasti, pronti a dare una bella pacca sulla spalla, ma poi sono troppo impegnati per fare una telefonata.
"In fondo il nostro connazionale ha compiuto un crimine", hanno risposto, ma forse non sanno cosa significa vivere in un paese in cui persino una signora anziana sarebbe pronta a denunciare un ragazzetto di venti anni in cambio di una pensione sociale.
Anche il Papa è stato contattato, lui ha mandato una bella benedizione ma di quella non sappiamo proprio che farcene. Ma da chi dobbiamo andare per avere ascolto, neanche il Papa ha mosso un dito, possiamo davvero diventare kamikaze? Vogliamo una dichiarazione ufficiale, una telefonata, un minimo di pressione per far accogliere l'appello, per riportare gli eventi al suo normale decorso, anche volendo scordare il risarcimento per danni biologici e morali a non finire.
Prodi, fai una telefonata…

Lascia un messaggio a Carlo Parlanti
gli verrà recapitato in carcere






25 agosto 2006

La storia di Carlo in un'intervista alla fidanzata su Radio 24


"E' innocente, ha subito un processo iniquo, sulla base della sola testimonianza di Rebecca White poi ritrattata più volte. Sono due anni che il processo incombe, stiamo aspettando che il processo di denuncia in appello dia qualche risultato...
Sembra di vivere in un vero incubo"




I soldi dell'Iri dal Ponte sullo Stretto alla Tav


L'avventura del Ponte dello Stretto di Messina, iniziata nel 1971 con l'istituzione della società pubblica Stretto di Messina, sembra proprio che stia definitivamente terminando sotto i colpi dell'attuale classe dirigenza. Non è facile buttarsi alle spalle ben trent'anni di trattative, di accordi politici ed economici per la realizzazione di un'utopia quasi compiuta, per poi riconvertire tutto: appalti, finanziamenti e società nate e vissute sino ad ora in funzione di quel Ponte. Il no al Ponte sullo Stretto di Di Pietro e Prodi all'indomani della vittoria del centrosinistra non è un semplice rinvio a data da stabilirsi, ma una definitiva archiviazione del progetto, smantellando tutto il meccanismo che era da anni in azione per la costruzione di "una grande opera" così controversa.

Innanzitutto la società Stretto di Messina, partecipata per il 67,6% dalla Fintecna, da Anas (12,38%), Rfi (12,99%) e le Regioni Sicilia e Calabria ( 3,79% ciascuna ) molto probabilmente verrà posta sotto il controllo dell'Anas, che la incorporerà. Non casualmente è giunta recentemente la notizia della nomina come di presidente dell'Anas,Pietro Ciucci amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, l'uomo che ha cominciato la semi-concretizzazione (sempre e solo sulla carta, tanta carta) del progetto ''Ponte'', subentrando a Vincenzo Pozzi, dimessosi con l'intero consiglio dopo la sfiducia resa pubblica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che già in precedenza aveva chiesto il commissariamento della società denunciando anche alla Procura presunti illeciti legati ai bilanci. Con questo assorbimento i dirigenti dello Stretto, prima controllati da Anas, saranno le entità che controlleranno le concessionarie statali, come Autostrade SpA, con un vero capovolgimento dei ruoli.
Per quanto riguarda poi le istruttorie per gli appalti già intraprese, affidate ad un consorzio guidato da Impregilo, che a suo tempo aveva stretto collaborazioni con i Benetton, verrà chiuso il progetto esecutivo con la spesa di qualche centinaio di milioni in altre opere, per poi terminare definitivamente i procedimenti.
L'evento più interessante però riguarda il finanziamento dell'opera, che assieme ad investitori esteri, era per il 40% costituita da fondi statali, circa 1,4 miliardi di euro, derivanti dalla privatizzazione delle imprese dell'Iri e rifluiti nelle casse della Fintecna dopo che la Holding ha incorporato al suo interno la vecchia struttura statale. L'allora presidente Prato, vincolò circa 2,5 miliardi di euro agli aumenti di capitale della controllata Stretto Spa, partecipata poi , per cui i soldi dell'Iri erano, e sono tutt'ora, destinati dunque al raggiungimento di quell'obiettivo.
Mettere un punto fermo alla faccenda del Ponte significa ora anche la possibilità per il Tesoro di prendere possesso di quei soldi, deliberando ad esempio la distribuzione di maxidividendi, essendo la Fintecna una partecipata statale. In tal modo potrà davvero dirsi che la discussione Ponte sullo Stretto perda di importanza, o almeno che decada il procedimento di costruzione iniziato in questi lunghi anni.
Dopo che le grandi imprese italiane sono state svendute e la loro italianità sostituita dai grandi Marchi, ora la ex Iri dà quei soldi ai guardiani delle Lobbies, che lo vogliono non per saldare i problemi dei conti pubblici ma per boicottare definitivamente il progetto.

È chiaro che la lobbies del No sul Ponte, la stessa che trovava larghi consensi in seno alla Commissione Europea, abbia preso determinate basi di potere, mentre quelle spodestate ora stanno cercando di resistere, mediante proteste e scorribande in Parlamento. La Regione Sicilia ha infatti proposto di indire un referendum onde siano gli stessi isolani ad esprimente la loro opinione sul Ponte dello Stretto. Il Presidente Cuffaro, nonostante le sue accuse e i suoi processi, è ancora sceso nelle piazze per far sollevare i propri cittadini contro un'iniziativa sulla quale Cuffaro vanta sicuramente un conflitto di interesse. Quando nel 2002 intendeva promulgare il Federalismo Fiscale in Sicilia, l'unica riforma che effettivamente non si fa per portare al federalismo, e che allora poneva un aggravio delle aliquote in funzione dell'utilizzo dei gasdotti posti sul territorio siciliano, come una sorta di remunerazione per l'utilizzo del terreno e usurpazione del paesaggio ambientalistico, Cuffaro fu arrestato e inquisito come un mafioso. Ora che intende portare avanti questo contrasto con il Governo centrale, cosa potrà ancora accadergli?

La lobby di cui Prodi e soci si fanno degni rappresentanti, vuole oggi mettere le mani sui soldi del Ponte, che poi sono dell'Iri che loro stessi hanno ammazzato, per finanziare la Tav. L'Alta Velocità sul V Corridoio, è una delle grandi opere più importanti sulla scena comunitaria, è quella che porterà merci e beni da una parte all'altra d'Europa. Per tale motivo stanno preparando tutte le condizioni per poter, anche in futuro una posizione di potere ben consolidata, come l'intenzione di toglierebbe la Tav dalla Legge obiettivo regionale e portarlo sotto la competenza dello stato, per poi arrivare ad unico referendum che risolva il problema della resistenza delle comunità locali all'insediamento delle infrastrutture. Per quanto possa ritenere assurda l'idea, l'Italia occupa in questi mesi una grandissima importanza perché distendendosi sul Mediterraneo, affacciandosi ai due mari, e dunque a due mercati, diventa un territorio chiave da occupare se non si vuole che accada di peggio. Infatti i traffici nel mediterraneo sono, nel bene o nel male, destinate da aumentare così come il controllo delle rotte che provengono dalle terre d'Oriente, dalla Cina passando da Suez e dalla Turchia con tappa Malta, sulla quale c'è il grande progetto dell'Iterporto del Mediterraneo. Allo stesso tempo cercheranno di favorire lo sviluppo dei porti italiani, ossia della loro ristrutturazione sponsorizzata da enti privati che diverranno anhe i concessionari. Tra i progetti che più attira vi è proprio l'Interporto di Gela, ora in mano alle piccole imprese, ma che presto si trasformerà in un importante punto di smistamento del gas all'interno del Mediterraneo.
Le merci riscoprono anche le rotte fluviali che da Rotterdam, attraversando Austria, Ungheria e Balcani, portano sino al Mar Nero, nello sviluppo del Corridoio 7, che vede transitare nel porto di Ratisbona più di 7 milioni di tonnellate di merci.

La rotta delle merci è ora la chiave per uno sviluppo economico del futuro, ma se oggi saranno le banche e le multinazionali ad impossessarsene grazie all'ottimo ingaggio del nostro governo, saranno le vie della nuova usura. In maniera silenziosa e invisibile stanno muovendo le carte giuste, ed eventi simili alla polemica tra Giavazzi e Padoa-Schioppa sono fine a se stesse perché non vanno ad alterare quel meccanismo, anzi semmai lo accelerano, lo favoriscono perché ne fanno parte. La creazione di un casus belli contro Padoa-Schioppa potrebbe creare la finta sicurezza che i nostri politici hanno la situazione sotto controllo, ma ora come ora non vi è nulla di più sbagliato, perché sono in balia dei terroristi. L'esito della missione in Libano influirà anche sui piani delle infrastrutture, sui decreti per la liberalizzazione dell'Energia, sugli accordi e le fusioni che interessano le nostre grandi società di trasporto. Dopo l'opposizione della Commissione alla fusione Gdf-Suez, si sta rivalutando l'Opa intentata da Enel nel mese di febbraio, forse una vera moneta di scambio della flotta aerea cargo dell'Alitalia, che tanto interessa ad Air France. Così il caso di Autostrade è ancora al vaglio dei commissari comunitari, ma certamente le premesse di Abertis non sono di buon auspicio, perchè lasciano trasparire una forte convinzione di vittoria.
La missione in Libano ha un grande obiettivo, quello di garantire l'approvviggionamento di energia in questo inverno, nonchè di proteggere gli interessi di Eni sul gasdotto che dalla Turchia giungerà sino al Mar Rosso.
I Ladroni stanno rubando e stanno costruendo la tomba tecnologica dell'Italia, che sarà ancora per molto tempo incatenata dagli investimenti in tecnologie obsolete.

Avanti miei Prodi!

Guerra e pensiero debole
Perchè inviare truppe in Libano?


di Nereo Villa

Chi vede negli ebrei i colpevoli dei mali del mondo, non si accorge che in realtà siamo un po’ tutti diasporicamente ebrei.
Addossare agli ebrei la responsabilità di un sistema bancario mondiale criminale, per me significa pertanto solo criticare qualcuno fuori di me anziché me stesso, che come cittadino non ne voglio sapere di oppormi ad esso.
Da più di un secolo i colletti bianchi delle scuole di Stato, per poter insegnare e quindi mangiare, sono costretti alla succubanza di dover attribuire ogni conquista a Marx, Freud ed ad Einstein. Tale succubanza, generatrice di pensiero debole, non è però colpa degli ebrei, anche se costoro sono ebrei. Ma è il solito tradimento di certi chierici che continuano a rinnovarsi indisturbati come cultura dell'inautentico.
Ancora oggi, Gesù di Nazaret è per i professori “allineati” una figura da canzonare, anche se dopo tutto, Rut, bisnonna di David, da cui, secondo il Talmud, discende il messia, non era affatto ebrea. E la politica di Gesù, l’epicheia, per cui si dovrebbero pagare tasse solo se ritenute eque, è sostituita dalla “filosofia” del comunismo di Marx, la quale non ha fatto altro che modernizzare il concetto di “dittatura” ebraica, basata sulla legge (Vecchio Testamento). E sappiamo tutti da San Paolo che la legge, di per sé, genera solo ira e rovina (“lex enim iram operatur”, Rom. 4,15) proprio nella misura della sua rigidità.
Certamente le ricerche di Einstein portarono all’invenzione della bomba atomica, mentre a “bombardare” la nobiltà della mente umana, insistendo che la nostra intelligenza si trova solo nei nostri organi riproduttivi e nei nostri ani, ci pensò Freud.
Ciò nonostante resta per me insensato rimuovere la mia colpa di pensatore debole e attribuire i mali del mondo, scaturiti da insufficienza di pensiero, a questa o a quella etnìa, oppure a questa o a quell’appartenenza religiosa.
Noto che il massimo punto di arrivo attuale del pensiero debole è affermare che i colpevoli sono i sionisti, i neocon, i comunisti, o gli “illuminati”, non gli ebrei, oppure il contrario, dato che “tutto è relativo”.
Però dovremmo tutti farci un po’ più forti, e percepire che tutte queste etichette sono sinonimi di umanità debole, non di religione, né di complotto criminale.
Il pensiero umano attuale è debole per pigrizia mentale o per altro non so. E qui bisognerebbe fare un’analisi o un esame di coscienza per capire il perché si consente di fatto ad ogni gruppo di persone di depredare ed uccidere chiunque altro. Ciò è attuato da sempre, dal vecchio testamento fino ad oggi, perché nessuno in realtà ha voluto veramente accogliere il nuovo.
Gli ebrei non c’entrano. O meglio, c’entrano così come c’entrano i libanesi, i palestinesi, i siriani, ecc., o noi stessi. Ognuno di noi. E cosa facciamo invece? Oggi, attraverso il pensiero debole facciamo in realtà tutto purché non scoppi la pace. Ed in piena estate, destra e sinistra, tutti, Prodi, Berlusconi, Bonino, ecc., siamo improvvisamente diventati culo e camicia per inviare in 10 giorni a Bush un dispiegamento di 3500 uomini, assieme alla portaerei Garibaldi ed alla San Marco.
È sperabile che almeno sappiano perché mandano un esercito proprio come vuole l'America, che a quanto pare sembra voler combattere la sua guerra schierando uomini di altri Stati, e garantendo armamenti ad ambedue le parti in lotta. Forza di contrapposizione al terrorismo? O continuum dell’inganno ai danni degli Stati “sovrani” costretti a dipendere dai banchieri per la loro economia? Se scoppiasse la pace veramente, si saprebbe immediatamente in tutto il pianeta che Israele esige la propria “sovranità” in modo assoluto, cioè nel modo che nessun altro Stato del mondo si è finora permesso di pretendere, dato che i governatori del mondo sono sempre stati - fino a prova contraria - non i governi ma i signori capaci di creare denaro dal nulla, e di “prestarlo” ai governi.
Ma l’insegnamento reale di Israele al mondo non è forse che il denaro riparte per la stessa strada? La storia biblica nei suoi rapporti col denaro e col mondo è in tal senso avanguardia per tutti, e massimamente preziosa, per le leggi economiche che insegna.
Sempre che la storia degli ebrei, del mondo, e del denaro, insegni questa lezione: ogni uomo ha bisogno degli altri per essere salvato.

24 agosto 2006

I leader della Resistenza di oggi, nelle mani dei poteri di domani

Per oltre dieci anni, lo sceicco Hassan Nasrallah si è mostrato dinanzi alla comunità internazionale con le bandiere di Hezbollah, kalachnikov a pugno stretto su un fondo giallo e verde, per ricordare sistematicamente la distruzione dello stato dell'Israele. Qualche mese fa, tuttavia, prima dell'inizio degli scontri qualcosa è cambiato, i termini e i toni dei suoi comunicati si sono placati, e, lo scorso 8 marzo, al centro città di Beirut, ha deciso di stringere i suoi compatrioti intorno alla pace ed al dialogo. Si è rivolto al popolo libanese come un dirigente libanese, senza chiamare il popolo ad una resistenza musulmana contro gli occupanti stranieri.
A prima vista, Nasrallah, con il suo sogno di un Libano islamico, non è il genere di leader politico che si aspetta di vedere in un paese a larga popolazione cristiana, ma comunque in questi anni è diventato un importante attore della vita politica libanese.

Diaspora degli Hedzbollah
Anche se è considerato dalla comunità internazionale un fondamentalista islamico ed un capo terroristico, gli osservatori ufficiali israeliani e libanesi riconoscono che è molto intelligente, carismatico, e che ha il senso della politica. Riesce ad essere un fanatico delirante, e allo stesso tempo molto pragmatico, un serrato analista della situazione politca del Paese, perché ciò che vuole è essere un capo potente. Nasrallah non si presenta veramente come un terrorista, ma come un politico con l'apparenza di un fondamentalista, perché parla raramente di religione, più di politica o comunque di religione sotto un aspetto politico. Da molti ambienti accademici, viene definito un "uomo di un'intelligenza politica superiore" capace di anticipare il proprio avversario, anche se dinanzi a lui si presenta Israele o gli Stati Uniti. Nasrallah è un fenomeno raro tra i dirigenti arabi, e non solo perché vanta di avere respinto una presenza militare israeliana, ma anche perché non vive come un re, tra i lussi e gli sfarzi, bensì in un quartiere povero del sud di Beirut.
E mentre molti dirigenti arabi e musulmani non riconoscono Israele, negando persino di pronunciare il suo nome, preferendo il termine di "entità sionistica", Nasrallah si è rivolto agli israeliani ed ai loro dirigenti per far capire loro che assecondare le decisioni degli Inglesi e degli Americani non porterà alla pace tra Israele e Libano.

La prima invasione israeliana del Libano ha segnato il suo ruolo di politico, separandosi dal fronte del movimento sciita, guidato da Mousawi, che aveva delle relazioni con Israele e con i governi occidentali, destinato ad essere una facile pedina nelle mani della comunità internazionale portatrice di democrazia. I separatisti islamici hanno formato così gli Hezbollah.

Nel 1980, mentre la guerra civile libanese aizzava e fomentava rancori, il partito ha voluto separare le sue attività politiche dalle attività militari, e Nasrallah si è così accollato dell'aspetto politico del movimento. L'ala armata si sarebbe resa responsabile degli attacchi nel 1983 contro la flotta della marina americana e dell'attentato contro l'ambasciata americana di Beirut. I media allora chiamarono quest'ala armata, un'ala terroristica, perché ha al suo servizio, secondo la dirigenza militare statunitense più di 7 000 combattenti e parecchi campi di addestramento.

Quando nel febbraio 1992 Mousawi è stato ucciso, Nasrallah è stato eletto di nuovo da un consiglio di 11 membri alla carica di segretario generale. Dopo l'11 settembre, Nasrallah ha preferito concentrare i suoi sforzi per la costruzione di una larga rete sociale destinata ad aiutare gli Sciiti poveri del sud del paese e per l'espulsione delle forze israeliane del sud Libano. Sotto la direzione di Nasrallah, l'organizzazione ha acquistato un ruolo all'interno della politica internazionale completamente diverso, il movimento ha la sua rete televisiva satellitare, Al-Manar, che porta il suo messaggio ai milioni di telespettatori. Attualmente Al-Manar è stata censurata su iniziativa dello Stato Maggiore delle Forze armate israeliane. Accusato di diffondere dei programmi antisemiti, Al-Manar non è stato condannato mai per i tali fatti, ma è stata censurata per i motivi di ordine pubblico. Una decisione questa che è stata concepita esplicitamente proprio per sopprimere la voce della Resistenza libanese prima di attaccare e di distruggere il Libano. È un principio immutabile della propaganda: affinché una menzogna sembri una verità, conviene assicurarsi che nessuna voce dissidente la contraddica. Si è impedito che la televisione della Resistenza raggiungesse l'Europa e l'America.

La televisione degli Hedzibollah censurata
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Dall'assassinio dell'anziano Primo ministro Rafic Hariri in febbraio, il Libano si è diviso in due gruppi: uno di essi sostiene il dominio siriano sul Libano e l'altro si oppone. Ironicamente, anche se Nasrallah intrattiene delle relazioni strette con la Siria, il fronte di difesa del Libano, e anche se aderisce all'ideologia di una rivoluzione islamica sciita, Nasrallah non incoraggia questa idea, ossia non ha mai parlato di fare del Libano uno Stato islamico, essendo a maggioranza cristiana. La popolazione e la classe politica cristiana premono comunque per stabilire anche un dialogo con Nasrallah. Questo anche perché quando Nasrallah ha compreso che un giorno il suo movimento diventerà a pieno titolo un partito politico, si è aperto verso le altre comunità per creare un dialogo e una collaborazione. Ma affinché ciò accada, occorre che venga garantita l'esistenza degli Hedzibollah una volta cessata la resistenza armata, ipotesi considerata anche dallo stesso Nasrallah, che ha valutato anche una possibilità di disarmo, assecondando in un certo senso la risoluzione ONU.

Il problema è capire le ambizioni di Nasrallah: se vuole essere uno dei quattro capi delle etnie in libano (cristiana, sciita, druze, o sunnita) o se vuole diventare il più potente. È ovvio che per raggiungere una tale posizione di potere, molti dovranno essere i compromessi da accettare, a volte anche non trasparenti. Il fatto che Nasrallah abbia un certo ascendente sulla resistenza libanese, e goda allo stesso tempo di un favor tra gli ambienti cristiani, fa di lui un probabile leader, forse designato dalle stesse forze Onu, che per lo scopo lo manipoleranno e lo useranno a tempo debito. La guerra e l'anarchia che seguirà l'intervento delle forze di contrapposizione non risparmierà nessuno, e sarà allora che il Paese, più debole che mai, sarà in balia dei capi spirituali, dei simboli della resistenza e della pace.

23 agosto 2006

Il danno biologico del Terrorismo

Si moltiplicano di giorno in giorno gli episodi di attentato alla sicurezza dei traffici aerei, che segnalano la presenza di bombe mai esistite e di terroristi fantasma, ma che per un'automatica associazione di idee sono visti ovunque. La strategia del terrore dei maestri dell'allarmismo e del sabotaggio sta entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana per alterare e pregiudicare l'equilibrio psicologico di tutta la società.
Quella in atto è una spietata operazione di intelligence che ha come obiettivo primario quello di modificare le persone, di influire sulla loro percezione della realtà onde indurli in questo modo a vedere ovunque mostri titanici. Questo tormenterà la nostra vita, fomenterà gli odi e i rancori contro le minoranze etniche islamiche presenti in Europa, ma soprattutto alimenterà la paranoia che, una volta diventata esasperante, renderà le persone indifese, e inermi.
In nome della difesa e della precauzione di atti terroristici stanno ora facendo una vera e propria violenza sulle persone che sono oggi in viaggio perché in vacanza, o per lavoro o per raggiungere i propri cari all'estero. Non solo è stata negata loro la tranquillità del viaggio, ma anche la fiducia che riponeva nel passeggero a lui adiacente, e tale diffidenza e insicurezza snervante rende le persone irritabili e violenti, pronti a scattare al primo comportamento sospetto. Migliaia di pendolari si spostano tutte le mattine e vivere questo trauma ogni giorno significa anche compromettere la sua sanità mentale, per creare soggetti paranoici pronti a credere a qualsiasi versione dei fatti che viene loro presentata. Se tali eventi entreranno stabilmente nel nostro quotidiano l'integrità mentale dell'intera società verrà alterata e resa una cavia di esperimenti mediatici eclatanti.
Basti pensare alle terribili bassezze dei controlli negli aeroporti britannici, che hanno spinto persino una madre ad allattare un bambino in una sala d'aspetto sotto stretta sorveglianza delle hostess: le persone sono state private del loro bagaglio e delle loro medicine se non erano di vitale importanza. È stato detto loro che si aggiravano sugli aerei dei pericolosi terroristi che con del liquido, un contenitore in plastica, e un lettore mp3 avrebbero dirottato un aereo e minacciato la morte di centinaia di persone. A quel punto tutti si sono trasformati in terroristi perché ognuno aveva con sé quei componenti, ognuno era un pericolo per l'altro.
In tal modo diventa ben più spaventoso e traumatizzante il pensiero dei controlli al check-in e della possibilità di vedere pregiudicata la partenza che l'idea del terrorismo in sé.
Protratto per troppo tempo, tutto questo va a provocare un vero e proprio danno biologico, che pregiudica l'integrità psico-fisica di un popolo, e porta all'etnocidio di uno Stato, completamente schiavizzato così al volere delle lobbies del denaro e del petrolio.

Le persone accetteranno l'invasione della privacy in cambio di sicurezza, di controllo costante e dell'intervento delle autorità in difesa della comunità presa di mira. Quanto accaduto l'11 settembre in America deve indurre il popolo europeo a riflettere bene sulle proprie azioni, sul fatto che sono pilotate e manovrate dall'alto senza che nessuno possa accorgersene. Mentre i telegiornali trasmettevano 24 ore su 24 le immagini del crollo dell'allarme "antrace", il Congresso approvava provvedimenti di urgenza anti-terrorismo, ovvero, invasivi al fine di tenere sotto controllo telefonate, transazioni e trasferimenti del popolo statunitense. La Cia ha tempestivamente monitorato il sistema di transazione della banca Swift: milioni di dollari che viaggiano da un capo all'altro del mondo, monitorate per tracciare le movimentazioni di merci e servizi, oltre che di denaro.
I decreti anti-terrorismo in Europa non sono ancora arrivati, ma quello che viene messo in atto è un vero crimine invisibile, molto sottile e subdolo perché nel silenzio agisce su altre sfere psicologiche ma che comunque è correlato con la guerra al terrorismo. Dinanzi al problema dell'allargamento della comunità europea verso l'est europeo, e la creazione di un'area di libero scambio nel Mediterraneo, gli Stati hanno risposto con leggi sull'emigrazione che lanciano come messaggio subliminale quello che induce le persone dall'estero a tentate la fortuna nella speranza di migliorare la propria vita. La situazione italiana è molto strana, perché il nostro governo ha approvato recentemente una legge che semplifica le procedure per ottenere la cittadinanza, e poi dinanzi allo sbarco di centinaia di persone sulle coste di Lampedusa e Pantelleria, si dichiara scandalizzato e sconcertato. Questo credo basti a far capire che chi ci governa sono dei "cafoni della campagna", messa lì al governo al posto degli Uomini di Stato e dei politici per realizzare i piani delle lobbies.
Il problema dell'integrazione ha così sollevato anche l'Ue che propone, come soluzione per favorire la naturalizzazione degli stranieri, e in particolare dei movimenti musulmani, mediante l'educazione degli Imam religiosi. Questi dovranno essere istruiti circa la cultura europea, la religione e le istituzioni, seguendo così gli standard e il modello perfetto e ideale del cittadino europeo. Raggiungere e manipolare le comunità musulmane mediante l'educazione degli Imam viene reso possibile proprio da una struttura decentralizzata, come quella della cultura islamica che comunque è molto più orizzontale di quella dei paesi occidentali, estremamente verticalizzate. Preso il capo, si prende e si convince anche tutte le persone che stanno sotto di lui: questa è la logica che permette alle cd. lobbies di influire sul destino e la politica di uno Stato, è il sistema che agisce perché non esistono uomini incorruttibili o scaltri al punto da prevenire inganni e giochi di potere apparentemente giusti.

Oggi hanno portato il terrorismo in Europa, e la Comunità Europea, dopo i primi momenti di silenzio e di continui rinvii nei vertici, parla per la prima volta al singolare, parla in nome di un'istituzione e non dei singoli Stati, pur non avendo una forza militare né una rappresentanza politica. L'Europa è minacciata su più fronti, stando alle loro parole, ma sarà solo l'Italia ad iniziare le danze prendendo sulle sue spalle la gestione del territorio libanese in nome della forza di contrapposizione dell'Onu. Viene affidata una missione così delicata ad uno Stato che non ha attualmente un'esperienza in questo tipo di guerre, ma solo alcune missioni di pace conservative di un equilibrio all'interno dello Stato occupato. L'Italia, tra le altre cose, non è abituata alle perdite umane, la ferita lasciata dai conflitti mondiali è ancora aperta e il dolore della perdita dei suoi uomini è ancora molto sentito. Questa non è una missione di pace, è una guerra a tutti gli effetti, una guerra strana e imprevedibile in quanto non si riesce a distinguere i nemici dagli amici: gli Israeliani hanno ucciso nel mese scorso gli osservatori Onu, mentre l'America sta armando di nascosto gli Hezbollah. Sarà questa una vera macelleria, l'esercito sarà vittima di attentati e sabotaggi, moriranno molti tra i nostri ragazzi e toglieranno all'Italia e, anche all'europa, quel senso di trauma alla morte dei soldati. Ci abitueranno a vedere morire la nostra gente, diranno che è giusto, che lo hanno fatto per la loro patria minacciata dal terrorismo, in realtà combatteranno una guerra che non gli appartiene, ma la guerra delle Banche.

La voce di una terra distrutta dalle bombe

La televisione degli Hedzbollah: le immagini in diretta della guerra

Vedi Tv-Live

22 agosto 2006

I misteri delle macchine ad acqua

La ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologia ristagna e la stessa introduzione di macchine che sfruttano o producono energia alternative si fermano al fotovoltaico e all'eolico. Eppure esistono tecnologie di una portata innovativa sconcertante, perché precursori della cd. Free energy, ma nessun governo o ente di ricerca ha ufficialmente denunciato la loro esistenza o pubblicamente dichiarato la loro posizione sulla possibilità di produrre nuove meccanismi per il risparmio energetico. I comitati scientifici sono troppo occupati a perseguitare i maghi, dimenticando la vera scienza, mentre i nostri politici sono ancor più presi dallo stringere accordi con le maior del petrolio e del gas e a recepire direttive europee che uccidono l'economia degli Stati. Questa è la realtà in cui loro vivono, e per il fatto che non accettiamo questa situazione, nel tentativo di essere coerenti con noi stessi, non ci sentiamo di appartenere a questo mondo o a questi tempi. La congiuntura economica non è delle migliori, così come quella politica, allora cos'altro occorre fare per convincere le persone a cambiare sistema? Non vogliamo portare una rivoluzione culturale devastante, ma vorremmo che siate pronti a rispondere almeno ad una delle nostre domande . Perché non investite nel futuro, perché vi aggrappate ancora all'energia delle guerre e della schiavitù?

Tempo fa venne timidamente pubblicizzato il progetto di Hector-Pierre Vaes, che intendeva portare sul mercato un motore da istallare su di un'automobile, che consente di consumare limitate quantità di gas e dell'acqua, utilizzando degli elettrodi costituiti di membrane metalliche porose. Il nostro eroe ha costruito un motore funzionante e circolante a tutti gli effetti, e, attraversando così molti Stati con la sua Chevrolet ad acqua, è arrivato sino alle corti del Tribunale di Ginevra, presso il quale dimostrò ai giudici l'innovatività del suo ritrovato onde avere il conoscimento della sua invenzione. Il Sig. Vaes ha mostrato il montaggio sul suo Chevrolet modificata per circolare a GPL, di una cellula elettrolitica che produce idrogeno e ossigeno, un gas che veniva poi iniettato nel carburatore per fornire il carburante. Il responsabile demandato dal tribunale mise i sigilli sul serbatoio di GPL di 60 litri, e l'automobile circolò per più di 56 giorni percorrendo 1855Km sulle strade della Francia e del Belgio. Una volta rimossi i sigilli fu facile constatare che il serbatoio conteneva ancora il GPL, e anche il deposito d'acqua era rimasto invariato; lo stesso consumo degli elettrodi a corrente continua fu ridicolo. In base alle testimonianze di coloro che lo hanno costruito, la macchina dalla forma cilindrica emanava un chiarore arancione, il riflesso dell'intensa luce blu nell'energia prodotta all'interno della cella. Per lunghi anni Vaes sperò che la Francia di Mitterrand adottasse una politica più favorevole al suo progetto, a vecchio ed in cattiva salute, morì alcuni mesi più tardi.

La sua invenzione tuttavia non è andata persa, perché grazie ai suoi studi è stato possibile progettare il Processore Multi-carburante di GEET, una nuova tecnologia brevettata ( n.patent US 005794601A1 ) dall'inventore Paul Pantone. A quest'eccellente inventore va anche il merito di aver avuto la tenacia e il coraggio di sviluppare la sua idea senza l'aiuto di industriali, e per rendersi credibile ha avuto l'eccellente idea di diffondere gratuitamente i piani per attrezzare un piccolo motore con un attrezzamento fai da te con un costo inferiore a 400 franchi.

Questo sistema rivoluzionario permette alla maggior parte dei convenzionali motori a quattro tempi di funzionare mediante la miscela di acqua e idrocarburi. È capace di utilizzare ogni tipo di carburante grazie al suo reattore al plasma "a reazione endotermica". Questo motore consente di ridurre l'inquinamento per l'emissione di gas tossici dell'85% rispetto ad un motore convenzionale. Il sistema si applica per ogni motore termico, a 4 tempi, motori di automobile e camion a benzina o diesel, gruppo elettrogeno, caldaia di riscaldamento centralizzata a nafta. Lo scopo è quello di utilizzare un carburante che contiene il 25% di idrocarburi e il 75% di acqua.
Il motore porta in ebollizione in un serbatoio la miscela di idrocarburi, simulando un processo chimico simile a quello della raffinazione, perché ritroviamo lo stesso procedimento di distillazione del petrolio grezzo utilizzato dall'industria petrolifera. La vaporizzazione di questa nuova mescolanza nella camera di ammissione crea dell'idrogeno disponibile che, mescolato al carburante, genera un idrocarburo ad alto rendimento.
La cosa più incredibile, che conferma, se ancora ce ne fosse il bisogno la Teoria e la Scienza di Tesla, è che questa cella di energia produce energia fredda, realizzandosi al suo interno una fusione nucleare. La chiave di lettura che vi mostriamo è quella che costruisce un filo logico tra la joecell, la fusione fredda, e dunque la Z-machine, e così l'energia cosmica scoperta da Tesla.




Vorremmo tuttavia aggiungere ancora un altro elemento di riflessione a tutto questo, che potrebbe condurre molti sulla strada della ricerca della verità e dell'origine dell'uomo. Nel 1938, un archeologo austriaco, il Dr Wilhelm König, ha ritrovato a Bagdad dei reperti archeologici molto particolari. Si tratta di un piccolo vaso in terracotta di 15 centimetri di altezza su circa 7,5 centimetri di diametro. Dal tappo bituminoso emerge, un tubo di ferro è inserito all'interno di un cilindro in rame ed isolato alla sua base da un tampone in bitume. Questi reperti furono definite dagli archelogi delle "pile" risalenti alla civiltà sumera (2500 anni a.C. ). Differenti specialisti hanno riprodotto la pila utilizzando del succo di uva come elettrolito e hanno ottenuto effettivamente una corrente elettrica, introducendo una a 0,5 e 1,5 volt.



1: Gambo in ferro.
2: Tappo in asfalto.
3: Vaso in terracotta.
4: Elettrolito.
5: Cilindro di rame.
6: Tampone isolante in asfalto.
7: Cappuccio in rame.
8: Filo di massa.
Se tutto questo è vero e reale, se qui non c'è alcuna truffa, allora da più di centinaia di anni l'uomo possiede un grande potere e una potente arma che è stata occultata e solo oggi timidamente sta riaffiorando. Per secoli hanno tramato contro l'umanità che sin dai tempi antichi aveva ricevuto il grande dono della scienza e del sapere, della matematica e della filosofia che aveva reso grandi le civiltà del passato.

21 agosto 2006

Il Brevetto del Software per costruire la nuova usura

La Commissione Europea è riuscita a varare una direttiva per l'illimitata brevettabilità del software, nonostante il voto contrario presentato dal Parlamento Europeo su impulso delle molteplici manifestazioni. Hanno infatti scelto un momento di "vuoto" parlamentare per assumere decisioni che si scontrano con la volontà dell’unica istituzione direttamente eletta, e sfruttando il favor della Presidenza Irlandese, forse direttamente sponsorizzata dalle maior del software. Le multinazionali extra-europee del software potranno così imporre il loro smisurato portafoglio di brevetti, ottenuti fuori dalla nostra giurisdizione, alla produzione domestica e libera di software, con grande gioia delle lobby degli avvocati che trarranno vantaggio dall'aumento della liti per far valere la titolarità dell'innovazione.
Basti pensare che si stima che IBM possieda più di 30.000 brevetti industriali validi, come Bell Labs Lucent Technology, che oggi sfornano almeno 3 brevetti industriali al giorno.

La lobby dei produttori di software hanno fatto delle forti pressioni sulla Commissione Europea per istaurare su un mercato ancora in crescita e quasi sconosciuto al sistema normativo, una propria legge, un proprio codice che accentra nelle loro mani i linguaggi dei software, con la scusa di proteggere gli investimenti e combattere la pirateria. È sufficiente adesso versare nelle casse dello Stato una piccola somma per mantenere attivo un brevetto per tutta la sua durata, 17 anni negli Stati Uniti e 20 nella maggior parte degli stati europei, con il risultato che molti consigliano il lancio delle innovazioni dei software dopo anni nell'attesa che scada il brevetto. Ovviamente raggiunto il monopolio nella programmazione, le grandi multinazionali stanno preparando il terreno per il mantenimento delle loro posizioni, tale che basterà investire maggiori fondi nel reparto legale per spiazzare i piccoli avversari ed evitare di cadere in qualche brevetto. Non sarà più una questione di ricerca & sviluppo, come sarebbe logico, ma un problema di più o meno cavilli legali. Tanto per dare l'idea della pericolosità del brevetto, occorre tenere presente che esso diventa come idea risolutiva di un certo problema, solo chi detiene il brevetto o la licenza d’uso può realizzare e distribuire la propria soluzione software: il brevetto tutelerebbe comunque l’idea originale e quindi il genere, così che molti altri verrebbero censurati per via di una somiglianza nell'idea.
Con questo voto il mercato del software europeo entra in una nuova fase, dove le imprese potranno brevettare programmi e parti di essi e dove gli sviluppatori indipendenti dovranno trovare nuovi modus operandi, aggirando quei brevetti laddove possibile o pagando le royalty a chi li avrà registrati. Ovviamente tutto questo ingabbia la piccola media impresa operante nel settore informatico, che non ha a disposizione né i mezzi di ricerca né quelli legali.

I brevetti di software sono pericolosi sia per la piccola che per la grande economia, perché il brevetto se da una parte sembra proteggere un inventore, dall'altro priva gli sviluppatori delle loro creazioni indipendenti. Il software privato stabilisce la legge del più forte, ed porta alla legalizzazione del furto delle innovazioni incluse nel software per via della concessione del diritto d'autore da parte dei piccoli programmatori: il sistema della Microsoft alla fine ha vinto su tutto e tutti.Quando il programmatore elabora dei miglioramenti, si trova a doversi scontrarsi con la proprietà del brevetto, e a soluzione di tale problema si è pensato allo sviluppo della GNU GPL, che permette di conservare la proprietà del miglioramento senza tuttavia perderne la paternità che non viene assorbita così dal brevetto privato. La concessione del diritto d'autore consente innanzitutto la "condivisione" dei software e delle informazioni, allo scopo di migliorare ancor di più il sistema di ricerca.

La decisione politica sulla brevettabilità del software dovrebbe tra l'altro essere basata su meriti, su logiche economiche e considerazioni etiche, mentre oggi viene stabilita sulle vecchie categorie logiche del diritto dei brevetti. Occorre che venga stabilita, prima di tutto, una istituzione di omologazione di eticità del software, dello Stato e delle Università in collaborazione con gli imprenditori che devono utilizzarlo. Combattere per il software libero o coperto da diritti d'autore non porta alla vera risoluzione del problema, perché se da una parte si potrebbe contrastare determinate pratiche di monopolizzazione delle multinazionali, dall'altra si viene comunque usurati dalle stesse grandi imprese. Il codice etico garantisce innanzitutto la creazione di software che rispettino la protezione dei dati del loro utilizzatore, che abbiano una programmazione trasparente, e che garantiscano il rispetto dei diritti dell'imprenditore e dell'individuo così come avviene nel settore civilistico.
Senza un codice etico e un certificato che accerti una "carta di identità" del software, rischiamo di creare con le nostre stesse mani l'usura del futuro, l'origine di ingiustizie e di ricatti che possono far fallire le imprese. Di fronte un grave e delicato problema quale quello del software, il mondo della ricerca scientifica risponde con movimenti del No che si contrappongono al quello del Si, che creano spesso confusione e sviano l'attenzione da quello che è il vero problema.

Come i Massoni hanno ben pensato di avere un codice che li indentificasse, ossia il Codice da Vinci, occorre che vi sia un codice dell'informatica. Il problema è che in un modo o nell'altro il codice se lo stiano creando da soli, come se stessero facendo un'autostrada decidendo le regole del traffico senza che le nostre auto siano in grado di entrarvi e di rispettarle. Il software di proprietà, come Windows, non permette ad esempio che determinate applicazioni escluse tra quelle incluse nel sistema, impediscono che altri software funzionino, né siamo autorizzati a modificare le caratteristiche di un programma non avendo il "codice della sorgente". Per cui si arriva al punto che non esiste nulla oltre l'alternativa che loro offrono, o accetti il sistema o non riuscirai mai ad emergere.

Il Sud che poteva essere

di Davide Cristaldi


Che storia avremmo avuto se Ferdinando II di Borbone non fosse morto nel 1859? Quale “risorgimento” ci sarebbe stato se Francesco II fosse andato di persona a difendere la Sicilia nel ’60? Che Sud avremmo avuto se i Borbone avessero governato magari fino ad oggi? Quale cultura e quale economia avrebbe avuto il Regno delle Due Sicilie senza l’invasione piemontese?

Se è certo che dopo l’unificazione italiana fummo costretti ad essere prima briganti e poi emigranti, è altrettanto certo che i Meridionali, senza le imposizioni piemontesi e senza le violenze fisiche e morali arrivate insieme alle baionette dei bersaglieri, non avrebbero mai iniziato una guerra tanto devastante come quella che in pochi mesi si diffuse in tutto il Regno.
Nella storia del nostro Sud, del resto, per motivazioni di carattere essenzialmente religioso e culturale, raramente i popoli Meridionali avevano impugnato spade, picche o fucili: non a caso questo succede proprio nel 1799 (Repubblica di Murat) e nel 1860 di fronte, cioè, a due invasioni straniere che stavano minacciando la vita stessa di un popolo anche nei suoi valori più profondi e radicati.
I Meridionali capirono che era necessaria una difesa proprio perché si trovavano contro un nemico che avrebbe condizionato anche la loro storia futura.

Nessun brigante, allora, sarebbe sceso in guerra se i Borbone avessero avuto la possibilità di governare nel Sud. E briganti sarebbero rimasti quei pochi delinquenti comuni che pure esistevano nel regno borbonico come in tutti gli altri paesi del mondo, in percentuali pari a quelle degli altri Paesi anche italiani e certo non tali da giustificare l’invio di centinaia di migliaia di soldati piemontesi per oltre dieci anni: basterebbe semplicemente e banalmente questo dato per distruggere le basi di una tesi storiografica molto diffusa presso la cultura ufficiale e accademica secondo la quale il brigantaggio post-unitario continuava una storia iniziata quasi nel periodo medioevale.

Pietrarsa: la locomotiva Bayard che percorse
la prima tratta ferroviaria italiana, il 3 ottobre 1839

E nessun emigrante, probabilmente, avrebbe conosciuto l’America o l’Australia o il Belgio o la Germania. Prima dell’unificazione italiana nessuno era stato costretto ad emigrare e senza le scelte politiche ed economiche del nuovo governo unitario avremmo continuato a lavorare e a vivere dignitosamente nella nostra terra.

Né briganti né emigranti, dunque, nel Sud che poteva essere e che non è stato.Né briganti né emigranti se riflettiamo magari sui fatti più significativi degli ultimi anni e degli ultimi mesi di vita del Regno delle Due Sicilie, cercando di capire quali prospettive avrebbe avuto il Sud in uno stato ancora autonomo.È opportuno prima di tutto indicare alcune linee di sviluppo dell’economia meridionale pre-unitaria:

Le monete degli antichi Stati italiani al momento dell’annessione ammontavano a 686 milioni così ripartiti (valori espressi in milioni):

Regno delle Due Sicilie, 443,2
Lombardia 8,1
Ducato di Modena 0,4
Parma e Piacenza 1,2

Roma 35,3
Romagna, Marche e Umbria 55,3

Sardegna 27,0
Toscana 85,2
Venezia 12,2


Il Regno delle Due Sicilie avea due volte più monete di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme.(Francesco Saverio Nitti, Scienza delle Finanze, 1903)

Modellino del piroscafo a vapore Sicilia (1856)

Una delle risorse più ricche di prospettive era e sarebbe stata quella del mare: i Borbone dimostrarono di aver capito concretamente l’importanza commerciale e strategica del Mediterraneo. Nel 1856 nella sola capitale c’erano 25 compagnie di navigazione; la prima, la più poderosa in Italia, era la Società di navigazione delle Due Sicilie: le navi napolitane toccavano tutti i porti del Mediterraneo, attraversavano l’Atlantico arrivando fino a New York, Boston, fino al Brasile, alla Malesia o all’Oceania.
Nel giugno del 1854 per la prima volta una nave italiana a vapore, dopo 26 giorni di navigazione, arrivò a New York: era il piroscafo Sicilia, voluto da Ferdinando II «per il tragitto periodico tra i Reali Dominii e le Americhe [...] spezialmente pel traffico di quelle derrate che in lungo viaggio soggette andrebbero a deteriorarsi»

Alcuni anni dopo l’unità d’Italia, lungo la stessa rotta, quelle derrate saranno tragicamente sostituite da milioni di Meridionali costretti ad emigrare.

Quali briganti e quali emigranti avremmo avuto se avessero assecondato lo sviluppo dei cantieri di Castellammare (il cantiere più grande e moderno d’Europa nel 1860) con i suoi 1800 operai?

A Pietrarsa avevamo la più grande fabbrica metalmeccanica con 1050 operai mentre l’Ansaldo a Genova ne occupava solo 480 e la FIAT non era ancora nata.

Per non parlare degli oltre 2000 addetti complessivi delle ferriere di Mongiana in Calabria.

Chiusero quasi tutte queste fabbriche perché fummo conquistati ed era normale che i conquistatori facessero di tutto per chiuderle e per farci diventare una loro colonia. Ed è normale che oggi anche pasta e pomodori vengano dal Nord.
Chiusero perché delle 600 locomotive occorrenti alle ferrovie italiane solo 70 furono ordinate a Pietrarsa. E agli operai della nostra antica fabbrica voluta da Ferdinando II «per affrancarci dal braccio straniero», quando si riunirono nel cortile per protestare contro i licenziamenti, spararono con le baionette: quattro di loro furono ammazzati e sono stati dimenticati anche se sono stati i primi martiri della storia operaia. Chiusero quelle fabbriche, vittime delle 34 nuove tasse del governo di Torino o schiacciate dalle politiche prima liberistiche e poi protezionistiche funzionali solo allo sviluppo delle industrie dell’Italia del Nord.

Mongiana – ruderi della fonderia

Che Sud ci sarebbe stato senza quell’unificazione sbagliata?
In questa sintesi troppo breve si è cercato solo di trovare qualche indicazione. Un Sud certamente senza briganti e senza emigranti, dove certamente non tutto sarebbe stato perfetto ma un Sud con una precisa identità culturale, religiosa, politica ed economica. Un Sud dove magari industria, agricoltura, commercio o turismo avrebbero avuto un loro sviluppo forse lento ma adeguato alle esigenze del territorio. Un Sud che in una confederazione di Stati italiani sarebbe stato rispettato e avrebbe avuto il ruolo che gli spettava, un Sud rispettato e protagonista anche in Europa e soprattutto nel Mediterraneo.

Se la storia dei se rischia spesso di perdere la sua scientificità, è davanti ai nostri occhi la storia vera, quella che ha portato alla rivolta di un intero popolo per oltre dieci anni, al suo massacro fisico e culturale, alla distruzione della sua economia, alla sua colonizzazione, ad una diaspora che non ha pari nella storia dell’umanità e che non è ancora terminata.
È storia di ieri e di oggi la totale assenza di una classe dirigente veramente legata al Sud: quel rapporto diretto che avevamo con chi ci governava e che spingeva Ferdinando II a dare fino a 50 udienze al giorno lo abbiamo perduto per sempre nel 1860 ed è da allora, forse, che il Sud non è stato più difeso e rappresentato come meritava.