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31 gennaio 2007

Noi siamo serbi, non servi


Il parlamento bosniaco ha approvato ieri un decreto senza che venisse promulgata una vera legge, cancellando così in grande stile il simbolo dei serbi di Bosnia, a quelle persone che nessun tribunale al mondo ha dato giustizia. Più di 750 mila serbi sono stati trucidati, insieme a 50 mila italiani, a Jasenovac, uno sterminio che è rimasto nel silenzio sino ad oggi perché nessuno ha mai voluto parlarne, e di questo è mia premura dimostrare quanto è avvenuto. Oggi invece la storia si ripete volendo cancellare l'identità serba di bosnia, l'identità culturale e nazionale. Contrariamente alla carta dei diritti umani, dove si afferma che un popolo ha diritto all'esistenza, ai mezzi di sussistenza e a difendere la propria indentità nazionale, vengono approvate leggi e leggine, trucchi burocratici e finzioni giuridiche che alla fine violano ogni accordo o trattato.
Gli accordi di Dayton, infatti, prevedono il rispetto dei simboli delle popolazioni della Federazione Bosniaca, come prevedono il diritto per i Serbi di chiedere l'indipendenza dopo i dieci anni, ma vengono continuamente intimiditi in maniera sottile da minacce di isolamento.
È bene che si sappia che non esistono musulmani nella Jugoslavia, esistono serbi travestiti da musulmani, è questa la grande realtà, è questa la triste testimonianza di come i diplomatici e gli osservatori pagati dalle lobbies sono diventati dei portaborse, degli agenti di commercio per le multinazionali.
All'International Business Forum Perspektive, del Marzo scorso, si sono riuniti banchieri ed economisti per discutere sulle "Misure dello sviluppo economico nel 2006", e poco prima del mio intervento il Governatore della Banca Centrale Bosniaca ha lasciato la sala. Nessuno ha saputo rispondere alle domande di una piccola Ong. che chiedeva che cos'era la moneta, chi usurava sul sistema monetario della Bosnia, chi alla fine prendeva il signoraggio della moneta del popolo. Forse non ci sono parole per spiegare queste cose senza inganni e senza trucchi, e quando la verità è così evidente scappano, hanno paura e usano altri mezzi per mettere il silenzio, le minacce e le intimidazioni, perché il popolo non si può difendere da queste cose.

Oggi si discute di cambiare l'inno serbo, perchè contiene la frase "dio protegga i Serbi", e questo viene definito nazionalismo. Per combattere quello che loro chiamano "nazionalismo" sono stati espulsi 250 mila serbi dalla Croazia, popolazioni inermi sono state bombardate con missili all'uranio impoverito. Hanno inviato eserciti a massacrare le persone, centinaia di soldati che credevano di morire per la patria, ma invece sono morti per le banche.
Questo atto è l'etnocidio perpetrato dalla Comunità Europea, calpestando e bruciando la carta dei diritti dell'uomo.
Esistono dei trattati e degli accordi sui diritti inviolabili dell'uomo e delle nazioni, esiste un trattato dell'Unione Europea che riprende gli stessi principi, ma i rappresentati della Comunità Europea e dell'Onu hanno dimenticato quei documenti, e adesso si sottomettono agli ordini degli americani, invece di far valere all'interno del parlamento europeo la legge dell'uomo e dei popoli. Sappiamo tutti che l'Unione Europea dei Banchieri, che la Costituzione Europea è stata bocciata dal popolo francese e olandese, perché si sono resi conto che è un progetto di totalitarismo per sottomettere tutti i popoli alla volontà delle entità sovranazionali. Sono degli illegittimi, non sono stati eletti da nessun popolo o da nessun rappresentante dei governi, e continuano ad andare negli altri Stati a dettare legge, a fomentare le guerre e a dirigere conferenze di pace.

30 gennaio 2007

Il crimine psicologico per nascondere la storia


L'approvazione di un disegno di legge, come quello presentato dal Ministro Mastella, che prevede la reclusione per chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale o commetta atti discriminatori è un chiaro esempio della degenerazione del diritto penale che porterà alla criminalizzazione del cittadino comune. Nel tentativo di reprimere ogni forma di razzismo con il carcere si va a sottoporre le persone ad un controllo incessante e ad una repressione sproporzionata agli atti commessi, e invece di prevenire episodi di violenza e di intolleranza si esaspera invece la vivibilità nella società. Questo decreto, come quello dell'indulto, agisce sulla psicologia delle persone, che sentendosi costantemente sottoaccusa e delegittimate all'interno del proprio Stato, vivranno nella paura di essere condannati, o peggio, fomenteranno ancora di più l'odio razziale. L'indulto ha avuto come effetto quello di causare diffidenza e panico tra le persone, anche a causa dell'esasperazione dei media che trasmettono incessantemente e in maniera ripetitiva notizie di cronaca, di crimine e violenze domestiche, perché ciò che sconvolge di più sono gli episodi che contaminano la vita normale: contengono infatti il messaggio subliminale che ognuno di noi può essere colpito da dei crimini violenti e inaspettati. Per molto tempo i media hanno fomentato il terrore degli extracomunitari per giustificare le politiche del terrorismo, e servire le grandi potenze, ora invece si condanna con l'arresto o pesanti multe la reazione del cittadino a questo sentimento. Dopo la campagna diffamatoria contro i crimini degli extracomunitari, arriva un decreto che condanna ogni cittadino che esprime questo senso di rancore, che è stato fomentato e gonfiato proprio per essere utilizzato. Il pensiero di non poter reagire, la sensazione di impotenza, il silenzio imposto per non essere arrestati, crea una frustrazione molto più pericolosa del sentimento razzista in sé.
Il cittadino ordinario sarà così sottomesso ad un'oppressione permanente ed una paura onnipresente, perché le leggi che lo colpiranno sono basate su delle nozioni giuridiche sfumate e ambigue. Questa degenerazione del diritto porta alla penalizzazione delle intenzioni e non degli atti, cosa che è assolutamente contraria allo stato di diritto, e assomiglia di più ad una dittatura. Viene punito con questa legge il cittadino semplice per un "crimine psicologico. Ci chiediamo dunque, ma cosa dovrebbe invece colpire le istituzioni, i media, i governi, che da anni fomentano guerre con i reati psicologici, manipolando il pensiero o diffondendo messaggi subliminali?

Il nuncio papale Marcone (nelle vesti bianche domenicane) e l'Arcivescovo Stepinac, accanto a rappresentanti militari tedeschi.
Da sempre esiste l'impunità per coloro che si sono macchiati di gravissimi crimini contro l'umanità e hanno poi nel tempo manipolato la storia, i messaggi, hanno distrutto le civiltà e poi trasformato i carnefici in eroi nazionali. Il fatto che Mastella abbia deciso, nel suo progetto di legge di affiancare il problema del razzismo con il revisionismo storico ha un grande significato, che non è solo quello di prevenire ancora il razzismo. Si è cercato infatti di condannare da una parte il cittadino, e dall'altro di mettere silenzio sulla storia, sulla possibilità di ripagare a quei crimini psicologici commessi nel tempo che hanno portato a qualcosa di più terribile dello sterminio dei nazisti. Dire che non si deve più indagare sulla seconda guerra mondiale getta un'ombra su quanto è accaduto in quegli anni, perché forse si vuole nascondere la verità, l'atroce verità, che è assai più difficile da concepire rispetto ai crimini che ci hanno raccontato.

La memoria è oggi segnata dallo sterminio degli ebrei, ma nessuno osa ricordare il terribile sterminio di Jasenovac, perpetuato nella seconda guerra mondiale in Yugoslavia uccidendo 750 000 serbi, e lasciando i suoi carnefici al potere, protetti dalle altre potenze e dal Vaticano. La mano del Vaticano nei genocidi dei balcani, le responsabilità della Chiesa dei crimini degli ustache croati sul popolo serbo è un segreto che è stato coperto dalla santificazione di Wojtila. È stato imposto il silenzio sugli ustashe cattolici che benedivano le armate che sterminavano mezzo milione di serbi, obbligandoli prima a convertirsi per veder salva la loro vita e trucidandoli dopo. I capi spirituali cattolici rimasero al fianco dei generali nazisti croati e parteciparono ad ogni grande evento del regime, come rappresentanti della religione di Stato, e così condivisero quegli scellerati crimini e il furto che venne fatto dei villaggi e delle città serbe. Migliaia di persone furono derubate di ogni avere, dell'oro e delle terre, trovando poi una morte atroce nei campi degli Ustashe, torturati nel corpo e nello spirito, che a confronto lo sterminio nazista potrebbe sembrare rispettoso dell'umanità delle vittime. Gran parte dell'oro derubato finì nel palazzo di Arcivescovo Stepinac, ritrovato dopo la ritirata degli Ustashe, ma poi perso nelle Banche Svizzere e nei forzieri del Vaticano. Molti serbi tuttavia riuscirono a sfuggire allo sterminio, e furono costretti a rifugiarsi in una zona che chiamavano Bosnia. I serbi che vivono oggi in Bosnia sono i figli dei reduci e dei rifugiati, che Il generale Mladic, Karadzic e Milosevic hanno cercato di difendere dall'ennesimo sterminio che li avrebbe condannati per sempre a essere dei macellai e dei rifugiati nelle proprie terre.




Arcivescovo Stepinac saluta Pavelic in occasione dell'anniversario dello Stato Indipendente
della Croazia

Monache che marciano al seguito
di legionari Nazi sti croati



Ricevimento dell'Unità speciale della Polizia Ustashe presso il Vaticano
nel settembre del 1943.


Parlare di Jasenovac significa parlare del più grande crimine compiuto dai media, dai nostri governi che hanno occultato la storia, amplificando sino all'esasperazione la questione di Srebrenica proprio per nascondere un altro crimine. Parlare di Jasenovac significa anche parlare del genocidio italiano che è stata nascosta,e tenuta in stretto riserbo proprio per via dell'esistenza di forti intimidazioni. Una piccola ong balcanica vuole far esplodere la questione di Jasenovac, proprio perché 200 storici italiani si sono riuniti per dire no ad una legge concepita per fare il silenzio sulla seconda guerra mondiale. Bisogna avere il coraggio di parlare.

29 gennaio 2007

La politica delle Lenzuolate


La seconda tornata di liberalizzazioni di Bersani, a breve distanza rispetto alla prima, giunge per dare ancora un ritocco al sistema economico "Italia" per rimetterlo completamente nelle mai dei privati e delle Authority. È stato così gettato un "lenzuolo" su un vastissimo insieme di norme per fare una "manutenzione" a tutela dei consumatori, per cambiare la mentalità dell'imprenditoria, o meglio per cambiare la percezione dello Stato e dei servizi pubblici da parte dei cittadini. Non più un'entità che deve essere un punto di riferimento, proprio in virtù del fatto che si pagano le tasse ed esistono dei diritti sanciti dalla Costituzione, ma un organo burocratico che si limita a "vigilare" che esista "il libero servizio pubblico" in "libero mercato". Hanno dovuto inventare una parola, "lenzuolata", per dire che la sola politica economica fattibile dallo Stato è quella dei provvedimenti alla rinfusa che tocchino ogni settore economico, a tutela dei consumatori. La cosa più assurda è che i giornalisti e le associazioni dei consumatori continuano a ripetere questa parola senza capirne il significato, la usano nei loro discorsi, è entrata già nella mente delle persone, e così ha davvero cambiato il loro pensiero. Codacons e Federconsumatori hanno accolto con grande soddisfazione le nuove liberalizzazioni, perchè hanno calcolato che tra risparmio dei costi di ricarica, benzina nei supermercati ed eliminazione della commissione di massimo scoperto, le famiglie italiane risparmieranno 1000 euro all'anno. Ovviamente in tale costo non viene mai considerato il costo delle perdite per le piccole attività professionali, dei minori servizi offerti dallo Stato e che quindi dovranno essere pagati ai privati.

Quello che potrebbe sembrare un insieme di provvedimenti asistemico, è in realtà parte di un progetto legislativo che ruota per sommi capi intorno a dei punti fondamentali: la deregolamentazione dei servizi pubblici (energia, trasporti, poste, infrastrutture, istruzione, porti) con l'istituzione di una serie di comitati di vigilanza, l'introduzione nell'economia della moneta elettronica, l'inserimento delle PMI nei grandi circuiti di investimento del private equity, la cancellazione dei piccoli esercizi a favore della grande distribuzione. Così mentre vengono tagliati determinati costi bancari, l’intera moneta circolante diventerà moneta bancaria, e le piccole e medie imprese potranno crescere e consolidarsi solo se riescono ad attirare i capitali dei circuiti di investimento e nelle Borse delle Banche, che diventeranno finanziatori/proprietari. In un modo o in un altro l’economia italiana sembra che ruota sempre più intorno alle Banche, e sempre meno intorno allo Stato o all’imprenditoria.

Il primo degli obiettivi sarà in realtà raggiunto con la terza tornate di liberalizzazioni prevista per giugno, il decreto per le reti (Dpcm) - per il riassetto azionario del Tesoro con relative dismissioni e privatizzazioni - e l'emanazione del decreto per il riordino delle Authority. Riordino che già ha avuto un primo si con l'approvazione della nuova Authority indipendente dei Trasporti che coordinerà le opere pubbliche per l'alta velocità, le autostrade, le ferrovie e i porti, sottraendo poteri sia ai competenti ministeri che all'Anas. Allo stesso modo verrà creata un'Authority nel settore finanziario e bancario, con la soppressione dell'Insvap (Istituto di vigilanza del settore assicurativo), dell'Uic (Ufficio Italiano dei Cambi) e del Cicr (Comitato interministeriale del controllo del risparmio), e probabilmente anche del Covip (Authority di vigilanza dei fondi pensione), affidando questi poteri alla Banca Centrale e alla Consob, in materia di vigilanza degli operatori finanziari, sul controllo del riciclaggio e trasparenza del mercato finanziario. Molti enti dunque verranno soppressi, per fare posto a questa lunga schiera di comitati di vigilanza, che danno poteri decisori ad un ristretto numero di persone scelti tra dirigenti e funzionari statali, ricoprendo presso più ruoli all'interno di diversi comitati, proprio come il modello burocratico comunitario. In questo modo si potrebbe avere anche una omogeneizzazione della decisioni dei diversi comitati, che sarebbero così espressione della stessa linea politica.
La cosa interessante da considerare è che la costituzione o il riordino di un'autorità di vigilanza sono accompagnati dalla privatizzazione e riassetto del relativo servizio pubblico, proprio perché cambia il ruolo dello Stato: alla cessione del servizio al privato corrisponde la necessità di coordinamento tra i diversi operatori. È evidente per i trasporti e le infrastrutture, perché la proposta giunge dopo la cessione di Autostrade, e presto delle Ferrovie e dei porti, mentre è più velata con il settore finanziario perché arriva con la liberalizzazione degli intermediari finanziari (Mifid) e la svolta verso la moneta elettronica (con Basilea 2 e il decreto Bersani), che hanno cambiato il ruolo di Bankitalia. Stesso destino è previsto per la comunicazione e i mass media, considerando la proposta di trasformare la Rai in una fondazione.

Una prima esperienza con tale modello di governance pubblica la stiamo vivendo con l'Authority dell'Energia, a cui verranno attribuiti dei poteri anche nel settore idrico - che sarà anch'esso stravolto da nuovi "riassetti" sulla distribuzione e la gestione degli acquedotti. Il Ministero delle Finanze deve risolvere il problema sollevato dall'autorità di regolazione di separare, non solo a livello societario ma anche a livello proprietario, chi compra e chi vende energia da chi la trasporta: l'Enel dovrà uscire da Snam, così come Enel è uscita da Terna, entrambe destinate alla Cassa di depositi e Prestiti (controllata per il 70% dal Tesoro e per il 30% dalle Fondazioni) che ha delle quote rilevanti anche di Eni ed Enel. La proposta mossa da numerosi Banche di Affari è invece quella di creare un'unica società per la distribuzione, fondendo Snam, Terna e Sogit, controllata dalla Cassa di depositi e prestiti. La risoluzione di questo dilemma si riduce dunque sul destino di quest'ultima, che forse verrà trasformata in una nuova IRI, avendo anche il controllo di Bancoposta e svolgendo un'attività di finanziamento agli enti locali in concorrenza con le Banche. Questa ipotesi dà sicuramente da pensare perché tutti ricordano la fine che è stata riservata alla prima IRI, e l'alea di liberalizzazioni certamente non promette bene, perché le Banche sono agguerrite più che mai.

Gli scenari che apre questa "lenzuolata" sono quantomeno preoccupanti, perché mentre lo Stato sta cercando di ridurre a zero i costi amministrativi e di spesa sociale, tra i plausi delle associazioni dei consumatori, che hanno una visione così miope da non riuscire a vedere al di là di un anno. Il bilancio delle liberalizzazioni non è poi così ottimista come vogliono far credere, perché i vantaggi per le famiglie non si sono ancora avvertite, le quali tra non molto tempo si ritroveranno a dover pagare servizi pubblici, come l'istruzione e la sanità, nonostante abbiano versato un terzo del loro reddito allo Stato e alle Regioni.

27 gennaio 2007

Interrogazione parlamentare per Carlo Parlanti


Dopo anni di lotta, di denunce e di silenzi da parte delle Istituzioni, è giunto finalmente in Parlamento il caso di Carlo Parlanti, in seguito ad un'interrogazione promossa dall'Onorevole Marco Zacchera, membro della Commissione Esteri in Parlamento. L'Onorevole Zacchera ha sposato la causa di Carlo Parlanti per chiedere l'intervento del governo in un processo che non sta avvenendo in maniera equa e "garantista" come ci si aspettava.
Dopo aver messo in evidenza i molti dubbi di legittimità ed imparzialità della Corte durante il processo, propensa a difendere una cittadina americana piuttosto che uno straniero, l'Onorevole Zacchera ha chiesto al Ministro D'Alema e al Ministro Mastella, "in via d'urgenza", che cosa "sia stato fatto e si intenda fare" per permettere a Carlo Parlanti di sostenere un processo d'appello equo anche alla luce dei fatti e delle prove prodotte. Dunque è stato chiesto quali sono ora gli atti e le pressioni diplomatiche, anche sugli organi consolari, che si intendono sostenere per dar voce ad un cittadino italiano a cui non è stato riservato un trattamento molto garantista.
Allo stesso modo l'Onorevole Picchi ha fatto un comunicato stampa facendo appello agli avvocati presenti in Parlamento di caricarsi dello studio del caso, per portare ad una soluzione un incredibile caso giudiziario, e poter capire quali siano le possibili azioni che si possono intraprendere per fare luce sul processo. Processo che è stato viziato sin dall'inizio, sin dal momento del suo arresto, dopo che è giunta in Italia una denuncia depositata due anni prima, incoerente e non supportata da alcuna prova. Nonostante l'assurdità della vicenda e l'irregolarità con cui è stata portata avanti dalle istituzioni, Carlo è stato estradato in American sulla base della sola testimonianza. Gli spergiuri, le ritrattazioni, le false testimonianze e poi delle prove che prove non sono, hanno condannato Carlo al massimo della pena. Le sue parole sono cadute nel silenzio, gli appelli dei suoi cari sono stati ascoltati da tutti i media italiani, ma solo dopo tutto questo tempo, all'indomani dell'appello, sono giunti in Parlamento. Katia Anedda, la compagna di Carlo Parlanti, è riuscita così a richiamare l'attenzione del Parlamento dopo aver gridato per anni di avere giustizia, un equo processo, e pace alla vita di Carlo.

Vi lasciamo con le parole di Carlo, che lancia un appello dalla prigione di Avenal

L'appello di Carlo Parlanti dal carcere di Avenal

Il traffico di Bagdad

Guardate come i soldati americani devono guidare tra le strade di Bagdad per limitare rischi di attacchi. Ma sono proprio costretti ad andare in giro in quel modo?

26 gennaio 2007

Decreto liberalizzazioni: Bankitalia e moneta elettronica di proprietà dei Banchieri


Ancora novità per le sorti di Bankitalia,e nuove direttive per il legislatore, che dovrà chiudere una volta per tutte la questione sulla proprietà della Banca Centrale Italiana.
La norma della riforma del risparmio che prevede la nazionalizzazione della Banca d'Italia sarà eliminata in rispetto dell'obbligo di indipendenza della Banca Centrale nei confronti dei governi, come previsto dalle normative comunitarie. È quanto stabilisce il disegno di legge di riordino delle authority, che rientra nella nuova tornata di liberalizzazioni prevista da Bersani per il 2007, chiudendo così subito il contenzioso tra il Tesoro e le Banche sulla valutazione della partecipazione. Il governo Tremonti valutò la Banca d'Italia complessivamente 800 milioni, ma le banche, azioniste e proprietarie, impugnarono tale decisione proponendo un'offerta che poteva oscillare tra i 10 e i 23 miliardi. L'intenzione di rendere pubblica la Banca di Italia non è mai stata approvata con piacere dai Banchieri, che avrebbero invece ceduto la loro preziosa partecipazione solamente se sarebbe stata valutata come oro, nonostante di "oro" non ce ne sia rimasto nulla. In questi lunghi anni di privatizzazione è stato fatto un vero e proprio saccheggio della Banca d'Italia, sia nell'anima che nei forzieri, perché l'oro degli Italiani sembra quasi che sia sparito a fronte di tante riserve in carta straccia. L'ultimo a ricordarsi di quell'oro è stato Tremonti, in occasione dell'emendamento della legge del risparmio, dato così adito ad un'accesa discussione con Fazio, che forse non seppe rispondere alla richiesta del governo di dove fosse il Tesoro degli Italiani.
Ma a rendere la Banca d'Italia un Istituto meramente burocratico è stata l'Unione Europea, con la creazione della Banca Centrale Europea, al cui interno è stato concentrato il potere della politica monetaria, uno dei più potenti e fondamentali poteri che uno Stato detiene nell'esercizio delle funzioni che gli conferisce il popolo. Le Banche Centrali Nazionali sono state così retrocesse a stanza di compensazione, a organo burocratico delle stesse Banche private, con poteri di vigilanza senza esercitarli completamente.
Il ruolo della Banca di Italia è ancora in evoluzione, e va ad inserirsi in un quadro molto coerente e complesso che ora diventa sempre più chiaro ed evidente agli occhi di tutti. Lo si può leggere in questo decreto per le liberalizzazioni, negli accordi per creare la Borsa Globale, nella nuova direttiva Mifid: un sistema monetario fondato sulla moneta elettronica completamente nelle mani delle banche private, un unico ente centralizzato che ha il potere di decidere la politica monetaria, rigorosamente indipendente da tutto e da tutti, liberalizzazione della contrattazioni dei titoli, e la creazione di una serie di autority che controllino il settore finanziario.
La risposta al perché non è stata resa definitiva la nazionalizzazione di Bankitalia è scritta in questo quadro giuridico, che porterà ad un'usura ben più sottile ed invisibile di quella che è stata in questi anni. I Banchieri hanno così costretto a scegliere il governo tra pagare 23 miliardi per l'acquisto delle azioni, cosa assolutamente impossibile visto lo stretto controllo dell'OCSE e della UE sui conti pubblici, e chiudere il contenzioso con le liberalizzazioni e il decreto per creare le borse valori delle Banche (MIFID).
La riforma delle liberalizzazioni contiene delle norme chiave per capire cosa stia diventando il nostro sistema bancario. Innanzitutto è previsto l'obbligo di pagamento con moneta elettronica i tributi e i pagamenti presso la Pubblica Amministrazione, che dovrà dotarsi di sistemi per accettare bancomat e carte di credito, così come le bollette per la fornitura di elettricità, acqua e servizi telefonici, e sarà così anche per le pensioni e gli stipendi. Ovviamente anche i privati dovranno attrezzarsi ad accettare moneta elettronica, potendo così fruire d'incentivi per dotarsi di POS. In questo modo, pian piano, la sola moneta che useremo sarà quella "bancaria", creata dal nulla dalle banche grazie alla virtualizzazione del denaro, secondo un processo irreversibile: non sarà più possibile ritornare alla carta moneta perché avrà un costo troppo elevato. Più gli scambi resteranno nella dimensione virtuale minori saranno per noi i costi, ed è proprio su questo che le banche fanno leva per detenere il controllo completo della circolazione di moneta. Una tale norma è ovviamente coerente con la proposta di rendere tutti gli assegni non trasferibili, perché anche in quel caso si va ad impedire che alcuni scambi, ossia quelli intermedi, chiusi tramite girata o compensazione, non passino attraverso il circuito bancario.
A questo punto, che fine fa la Banca di Italia? L'articolo 8 del decreto legislativo di riordino delle Autority, trasferisce alla Bankitalia le competenze dell'Uic (Ufficio Italiano Cambi), nonché quelle dell'Isvap e Covip, da condividere con Consob. Alla Banca d'Italia andranno ancora poteri di controllo e vigilanza sugli intermediari, i quali tuttavia avranno molta più libertà nel gestire la collocazione dei titoli sul mercato. Le Banche d'Affari potranno, in maniera indipendente, creare una borsa valore e vendere Titoli, accompagnati da un quadro di sintesi che spiega l'offerta pubblica: saranno le Banche stesse a fare i controlli e non più Consob per esempio, ma senza acquisire alcuna responsabilità nell'emissione.
La Banca di Italia sarà così l'ente burocratico dell'alta finanza, più che un Istituto di emissione monetaria in quanto la sola moneta emessa sarà delle Banche private, ed era alquanto anacronistico pensare di rendere pubblico un'entità che comunque non può essere controllata dallo Stato. La moneta ormai è destinata a perdersi nei circuiti internazionali, i titoli nella Borsa Globale, e le leggi nelle direttive comunitarie: la nuova usura sarà l'essere solo un utente.

L'Economia Italiana sarà una costellazione di Authority, cioè di organi, composti da commissioni di esperti - sullo stampo dei tipo i comitati che assistono la Commissione Europea - che funzioneranno quasi come i tribunali: giudicheranno sulla trasparenza o meno dei servizi pubblici offerti dai privati. L'Amministrazione pubblica verrà sostanzialmente falciata, perchè la produzione dei servizi - ferrovie, poste, trasporto marittimo, energia, comunicazione e media - sarà totalmente privatizzata e le Istituzioni pubbliche si ridurranno ad una schiera di authority che vigileranno sul libero scambio in libero mercato.

Allegati:
- Comunicato stampa del CdM del 25 Gennaio: Liberalizzazioni pacchetto Bersani
- Video incontro con i media al termine del Consiglio dei Ministri n. 35 del 25 gennaio 2007

25 gennaio 2007

Telecom Italia in cambio del gas russo?

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La Russia gioca la sua carta vincente per farsi strada nei settori chiave del potere, e dopo la combinazione gas contro nucleare con l'Algeria, rilancia con gas contro telecomunicazioni con l'Italia. Alcune fonti trapelate da Mosca, hanno ipotizzato una possibile partecipazione dell'operatore russo Sistema in Telecom Italia tramite un'operazione con Pirelli.

L'attenzione degli operatori russi ricade così sul settore delle comunicazioni e delle nuove tecnologie, dopo essersi garantiti un posto d'eccellenza in quello del gas grazie alla proficua collaborazione con Eni. Il gruppo italiano ha infatti chiuso con Gazprom un accordo che riguarda tutte le tappe che vanno dalla produzione alla commercializzazione di petrolio, gas, elettricità e gas naturale liquefatto (GNL): il gigante russo potrà così vendere la sua produzione sul mercato italiano senza intermediario. In scambio, Eni sarà associato alla ricerca di sorgenti di idrocarburi in Russia, e potrebbe prendere una partecipazione nell'immenso campo gassifico siberiano di Ioujno-Rousskoïe, con prospettive anche in Kazakistan e nel mare del Barents. È solo un accordo che rinforza un'antica amicizia, che ha portato alla costituzione della Blue Stream Pipeline Company, per il gasdotto della Turchia che giunge poi sino in Italia.
L'Italia costituisce il terzo più grande mercato europeo del gas naturale, coperto per l'86% dalle importazioni russe, che vanno così ad alimentare il 28% del bilancio energetico italiano. Forse è per tale motivo che Poutin ha definito l'Italia un "partner maturo", il solo in Europa sui cui fare affidamento, a contrario di altri, di cui non ha pronunciato il nome. In ogni caso i negoziati con il primo ministro italiano Romano Prodi martedì a Sotchi sono stati molto positivi arrivando così ad una nuova tappa di questa cooperazione nel settore energetico, che avrà dei riscontri anche per l'economia finanziaria e monetaria dei due paesi.
Si è tenuto inoltre a precisare che questa collaborazione deve estendersi a differenti rami della ricerca e delle innovazioni, nel settore dell'HiTech e dell'industria aerospaziale, della difesa, e, dulcis in fundo, delle telecomunicazioni.
Il consorzio russo di servizi Sistema, secondo il quotidiano finanziere russo Kommersant, sarebbe infatti interessato ad una partecipazione in Telecom Italia, così come un altro gruppo russo, privato, la Alfa Group sta cercando di acquistare il 20% del capitale del britannico Vodafone, per poi interessarsi anche a France Télécom e Deutsche Telekom.Le brame dei russi non si fermano all'Italia, in quanto lo stesso Sistema ha fatto intendere che è interessato anche agli scambi attivi con Deutsche Telekom, così come vorrebbe portare ad altissimi livelli la Sitronics, che produce semiconduttori per l'elettronica del grande pubblico, per poter fare concorrenza con Alcatel o Lucent .

Sistema sarebbe interessato così dall'acquisizione di una partecipazione minoritaria in Telecom Italia, mediante un'operazione con Pirelli che le attribuirebbe l'ingresso nel capitale di Olimpia, la holding che controlla Telecom Italia. La Pirelli a sua volta non ha né smentito né confermato questa notizia, lasciando per il momento la decisione al miglior offerente: al momento preme per una partecipazione in Olimpia anche l'indiana Hinduja. Inoltre, i recenti scandali che stanno lacerando dall'interno Telecom e Pirelli, dopo lo scandalo delle intercettazione e la scoperta, ormai quotidiana, di dossier scandalo sulle due società, potrebbero portarci a pensare che esiste una regia di fondo a questi eventi che sta cercando a tutti i costi di strappare a tutti i costi le telecomunicazioni all'Italia.
Sebbene non sia palese e immediato il collegamento, c'è qualcosa che unisce l'Italia e la Russia proprio mediante la Pirelli e Gazprom, un filo conduttore che ha molteplici sfumature.
La Pirelli ha infatti partecipato alla costruzione del tunnel che attraversa l'adriatico per collegare l'Albania e l'Italia, che rientra in un progetto di sfruttamento delle fonti idriche albanesi. Questo primo progetto è stato abbandonato, tuttavia il tunnel sarà utilizzato come pipeline per collegare la rete italiana al gasdotto Ambo, e così alla Bluestream.
Allo stesso modo la Russia sembra sempre più interessata alle nuove tecnologie, al settore aerospaziale e all'energia elettrica, e utilizza il gas solo come un'arma per ottenere quei settori strategici che le consentiranno si consolidare in futuro la sua indipendenza e il suo potere.

24 gennaio 2007

Con il cambiamento climatico un nuovo business per le Assicurazioni

Il cambiamento climatico con il suo apocalittico scenario è qualcosa di più reale di una semplice previsione di scettici premi nobel. Lascia al suo passaggio disastri e vittime, danni da miliardi di euro sui bilanci dei governi e delle grandi compagnie di assicurazione, che sono così pronte a rivedere i loro parametri assicurativi.

Il bilancio delle perdite assicurative causate da Kyrill, l'uragano europeo più devastante degli ultimi anni dal 1990, si aggira intorno agli 8 miliardi di euro, un colpo duro, tanto che il comitato internazionale Risk Management Solutions, sta già studiando una soluzione. L'Europa non è considerata una regione con elevati rischi di eventi catastrofici, tuttavia in futuro le stime per i premi assicurativi e le percentuali di rischio garantiti potrebbero cambiare, aprendo così un nuovo business anche nel vecchio continente.Se gli eventi catastrofici da straordinari diventeranno abituali, smetteranno di essere un elemento di rischio che solo uno Stato può coprire, e diventeranno un "prodotto" per le assicurazioni anche in Europa.
I primi a lanciare l'allarme sono i Lloyd's di Londra, che hanno promosso presso il gruppo Lighthill Risk di far preparare tutte le compagnie assicurative ai nuovi rischi, prevedendo innanzitutto delle formule contrattuali nuove per il "rischio uragani", nonché per nuove tipologie di danni, e infine di premere di più sui governi nazionali per promuovere una cooperazione nella gestione dei rischi. Inoltre si sta preparando anche l'industria finanziaria con le emissioni di "cat bond", ossia delle obbligazioni con le quali le compagnie coprono alcuni rischi - di solito quelli più elevati, proprio come gli uragani - grazie all'investimento del mercato finanziario. L'uragano Katrina e lo Tsunami hanno fatto crescere questo mercato sino ad un giro di affari di 8 miliardi di euro, e si stanno pensando ulteriori formule per creare degli indici legati alle catastrofi naturali anche in Europa.

Il nuovo business è alle porte, al contrario di quanto si possa credere che gli eventi catastrofici danneggino le compagnie assicurative. Ad ogni disastro ambientale corrisponde un ritorno sugli utili che moltiplica i costi sostenuti per i risarcimenti, in quanto l'impatto psicologico e mediatico di quell'evento spinge i governi e le persone ad adottare delle misure precauzionali e dunque ad assicurare la propria casa, la propria attività, soprattutto se sensibile al cambiamento climatico. Un impatto ancor più elevato se si pensa alla campagna allarmista che, anche inconsciamente, viene fatta sul cambiamento climatico, che invece di portare alla rivoluzione della società e degli stili di vita, ingrosserà - a quanto pare - le finanze degli assicuratori.
Si pensi alla società di assicurazioni Allianz, che, in seguito allo Tsunami Indonesiano, offrirà nuove formule di piccole assicurazioni per gli abitanti della costa indiana, e così facendo circa 75 000 persone, tra cui pescatori e gli agricoltori, potrebbero firmare contratti di assicurazioni. Lo stesso effetto si avrà in Europa, con interessanti prospettive, soprattutto se decideranno di aumentare i premi assicurativi, e se i governi si disintesseranno sempre più della copertura dei danni alla propria popolazione per i disastri naturali.
Cercheranno di dare ai privati la gestione di questo tipo di rischi, come lo hanno fatto per servizi pubblici assai più vitali, e faranno diventare la sussistenza economica di una regione un motivo di business per le società di assicurazione.

L'uragano Katrina e il modo in cui il governo ha affrontato quel disastro dovrebbe essere per noi di insegnamento e indurci a riflettere verso dove stiamo andando. Non dimentichiamo che dopo le migliaia di vittime, dopo la distruzione di interi quartieri e il completo abbandono della popolazione agli sciacalli e all'esercito militare, è sopraggiunto l'inganno e la beffa del governo e delle Assicurazioni, che hanno negato a molti il risarcimento dei danni.
Le persone non hanno avuto un risarcimento di diritto, ma hanno dovuto intraprendere un inter burocratico e assicurativo per ottenerlo, e spesso la loro richiesta è stata respinta perché le compagnie hanno eccepito che la loro assicurazione copriva solo i danni del vento e della pioggia, ma non quello dell'inondazione. Inutilmente si è cercato di far ricorso a questa presa in giro burocratica, a questo gioco di parole che offende l'intelligenza e la sensibilità di persone che hanno perso davvero tutto, rischiando di essere uccisi nelle guerriglie con gli sciacalli. Questi ricatti hanno spinto le persone ad accettare i patteggiamenti e somme assai inferiori rispetto a quelle che gli spettavano di diritto, con le quali non hanno potuto ricomprare una casa, perché l'uragano ha anche terribilmente innalzato i prezzi delle abitazioni sulla costa.
Dinanzi a questo tipo di finzione giuridica, dinanzi alla terribile schiera di avvocati delle Compagnie assicurative, che non teme certo i ricorsi o le cause di tribunale, al contrario. Queste rappresentano un modo per raggirare l'obbligo di pagamento del risarcimento, soprattutto se la società di assicurazioni deve confrontarsi con una class action, in quanto riesce a concentrare ancora di più i costi e i tempi per le cause.

Gli scenari che si presentano all'Europa sono dunque molto più preoccupanti di un cambiamento climatico, perché accanto allo tsunami vi sarà il terremoto delle liberalizzazione e delle privatizzazioni che trasformerà i popoli in "vacche da mungere" per le forti lobbies assicurative e bancarie, nel completo assenteismo dei governi. Negli Stati Uniti America quasi l'80% dei servizi pubblici è nelle mani delle assicurazioni, considerando l'assistenza medica, previdenziale e pensionistica. La tendenza è la medesima, e il risultato non potrà certo essere diverso.

22 gennaio 2007

Quando gli errori sono più di una coincidenza

di Etleboro Emilia Romagna

Il sistema di antenne imputato della generazione di microonde ELF e del DOR (Deadly Orgone Energy – energia orgonica morta o disorganizzante)



La maggiore diffusione degli strumenti HiTech sta portando ad un continuo proliferare di sistemi di antenne nelle zone più disparate per la trasmissione mediante wireless delle informazioni. Questi sistemi vengono spesso identificati come la causa scatenante della produzione di onde ELF e DOR, cioè destinate pertanto al controllo mentale della popolazione, e alla produzione di “Bioenergia” con effetti negativi sulla stessa. Sono affermazioni a cui è difficile dare una spiegazione obiettiva e soprattutto una dimostrazione ineccepibile. Senza particolari strumentazioni, è tuttavia possibile effettuare un’analisi (anche se non troppo particolareggiata), sulla disposizione di queste antenne ed evidenziarne eventuali incoerenze soprattutto in ambito economico in modo da dimostrare che hanno ben altri scopi.
Bisogna sapere che quando vengono progettate “le strade dell’energia”, quindi i sistemi di tralicci con i cavi per il trasporto dell’energia elettrica, si fa un budget di spesa. Quindi in fase di progettazione è importante utilizzare quanti meno tralicci possibili e utilizzare tralicci che costino meno, in relazione ai fattori di resistenza per reggere il peso dei cavi. Per analogia ora si può ragionare riferendosi al sistema di antenne, che da un po’ di tempo a questa parte sono considerati come sistemi di trasmissione dati per l’internet wireless (antenne Directional Log Periodic). Dai dati raccolti dalle ditte produttrici, questi tipi di antenne vengono commercializzate come “antenne Log-Periodic presentanti un elevato guadagno direzionale e le cui prestazioni permettono la connessione dove le distanze sono significative”. Quindi, come i sistemi di trasmissione telefonica, dovrebbero avere un raggio di azione di diversi chilometri, e vengono utilizzati proprio per tale motivo. Inoltre tali antenne vengono posizionate ad una distanza l’una dall’altra pari a circa il doppio della distanza del raggio di azione, per cui le distanze indicate dai produttori si raddoppiano in relazione a tale osservazione. Fatte queste considerazioni, possiamo considerare una città a caso, identificare sistemi di antenne comunicanti tra loro, riportare le posizioni su di una cartina ed individuare le distanze.
La città che abbiamo scelto è Rimini, e nella cartina sottostante vengono riportate le posizioni, ogni posizione verrà correlata da un foto, in modo da darne un’identificazione univoca.


Posizione delle torri di trasmissione

1--Viale Regina Elena, angolo Viale Boccaccio
2--Palazzina Poste Centrali, zona Arco d'Augusto
3--Stazione TIM, pressi di Edifici Comunali

4-- Via Marecchiese


Poiché la cartina è correlata di scala, è possibile notare le distanze tra gli apparati, che si aggirano intorno ad un valore medio di un chilometro - soprattutto considerando le torri 2, 3 e 4 - e quindi di conseguenza, dislocate come se avessero un raggio di azione intorno ai 500 metri . Queste misure erano già state notate, ma mai comprovate mettendo le posizioni in relazione tra di loro e mettendo il tutto nero su bianco.
E’ chiaro che il posizionamento è antieconomico, ritarderebbe cioè nel tempo un rientro economico a causa del maggiore numero di apparati che viene utilizzato. Per chiarirci, nessuna azienda farebbe un ragionamento analogo, perché cercherebbe di sfruttare al massimo degli apparati che possono funzionare benissimo su lunghe distanze. Per esempio una compagnia telefonica, non userebbe gli apparati più costosi, per ottenere una maggiore banda passante, in modo da garantire il servizio anche durante i picchi di trasmissione nelle festività ma si limiterebbe a garantire il traffico che si registra durante il 99% dell’anno, senza considerare i picchi.
Altre considerazioni possiamo fare sulle ditte produttrici, considerandone una che opera in ambito italiano ( forse l’unica, è da constatare) come la Calearo . Questa ditta non si limita alla produzione di antenne, ma fornisce ai comuni sistemi di video sorveglianza, sistemi Smart Card basati su tecnologia RFID, speciali sistemi d’antenna per le forze dell’ordine ed i servizi pubblici (polizia, vigili del fuoco, taxi, ambulanze) e fornisce tutti i sistemi di integrabilità ed interoperabilità con le strutture informatiche esistenti (videosorveglianza su rete UMTS/HSDPA). Lei da sola può creare un piccolo grande fratello e nel contempo
l’azienda mantiene stretti contatti con importanti istituti internazionali, come testimonia ad esempio la relazione con la Ohio State University, che sta informatizzando con sistemi wireless gli istituti scolastici dello Stato. Questa università ha studiato questo tipo di impianti, come le connessioni wireless per la videosorveglianze ed internet, per il controllo sulle masse basandosi sulle frequenze bioelettriche,

Possono essere queste delle piccole coincidenze in riferimento alle tecnologie impiegate ed alla disposizione degli apparati di antenne, tuttavia questo modo di disporre le antenne sta diventando molto frequente, soprattutto in America, e non crediamo che siano tutte delle coincidenze. Sarà forse un errore intenzionale.
Inoltre sappiamo bene che la maggiore concentrazione di antenne con un alto rendimento sulle lunghe distanze, avrà ancor più efficacia sulle distanze più contenute rispetto alla potenza di trasmissione, e quindi vi sarà un maggiore flusso di onde. il ravvicinamento tra le antenne, senza un’apparente spiegazione economica e senza una necessità di copertura è in ogni caso controproducente e dannoso per la salute delle persone che si trovano in quelle zone.
Se la posizione delle antenne non ha una spiegazione tecnica, né economica - infatti la logica avrebbe dettato altri criteri di disposizione - allora vuol dire che hanno un altro obiettivo. Come giustificare questo maggior costo? Se queste antenne producono onde ELF, potrebbero influire in maniera negativa sulle persone, considerando che il corpo umano è una macchina bioelettrica, possono influire sullo stato empatico delle persone sino ad influirne sul comportamento.
La nostra domanda dunque è: perché avete disposto in questo modo tali antenne, qual è il loro vero scopo?

A questo punto ciò che all’inizio sembrava essere uno svantaggio economico (maggior costo) potrebbe diventare esattamente il contrario, poiché tutto il sistema sembrerebbe essere stato ottimizzato in funzione di una molteplicità di variabili prima non considerate. E’ un po’ come per tutte le scelte dei veri padroni del mondo, la guerra per esempio ha una molteplicità di “vantaggi”: indebolisce economicamente i popoli, fa arricchire con la vendita delle armi e limita la crescita esponenziale della popolazione mondiale. Il vantaggio in questo caso specifico è molto soggettivo, visto che con questi apparati informatici siamo sempre più controllati e quindi controllabili.

Caso Parlanti: Katia Anedda intervistata a Piazza Grande

Vedi il video

Lettera aperta per Carlo Parlanti

di Katia Anedda

Ill.mo Presidente della nostra Repubblica, Signori Ministri, Signori Parlamentari, Signori Giornalisti, Signori rappresentanti delle Organizzazioni italiane all'estero,

quello che ancora non mi è stato tolto è la forza di parlare e di chiedere aiuto.

L’aiuto che chiedo non è solo per Carlo, e me. Chiedo giustizia sul caso di Carlo Parlanti anche in nome delle ‘vere’ vittime di violenze sessuali. Quelle donne che avevano le prove e quelle che avevano solo la loro parola ma attendibile. Quelle donne non possono che sentirsi ancora violentate se passa il principio per il quale l’importante è che un ‘uomo’ paghi, non importa se è colpevole o meno. Anche perché quell’‘uomo’ potrebbe essere il loro figlio, o la persona che le ha aiutate ad uscire dall’incubo della violenza subita.

Sono la compagna di Carlo, sono di parte, certo, ma vi dico senza esitazione che qualora dovesse essere dimostrata la colpevolezza di Carlo Parlanti sarò io a chiedervi di farlo pagare.

Il problema, però, è proprio questo: il sistema giudiziario americanola non è riuscito a dimostrare la colpevolezza di Carlo Parlanti, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, e pur tuttavia è stato condannato a 9 anni di carcere, tre dei quali già scontati.
Anzi, e qui sta l’assurdità, le prove presentate dall’accusa (sostenuta da Rebecca White) al Processo di Primo grado, le testimonianze - per non parlare delle contraddizioni dell’accusa - proverebbero esattamente l’opposto, ossia l’innocenza dell’accusato.

Carlo è stato accusato e condannato a 9 anni per un crimine impossibile fisicamente e biologicamente. Secondo l’accusa Carlo Parlanti avrebbe ingerito 4 litri di vino in 5 ore e poi colpito Rebecca White facendogli sbattere 30 testate a una bacheca in sughero e 30 testate a un muro, e, infine, avrebbe sbattuto la White sul letto e le avrebbe inserito la sua mano, fino all’avambraccio, nella vagina.

Duro da sentire, vero?!

Non basta: la bacheca e il muro non presentano segni di colpi, il letto non presenta macchie di sangue, tanto che la polizia nemmeno ha pensato di farlo esaminare dalla scientifica, e Rebecca White non ha presentato disturbi ginecologici nè ha effettuato alcuna visita medica ginecologica.

Anche questo è molto duro da sentire, se si pensa che, pur tuttavia, Carlo è stato condannato.
Ecco, è questo ‘pur tuttavia ’ che in questa storia non può più starci. Bisogna riavvolgere la ‘pellicola‘ e mettersi a lavorare per riscrivere il copione.

A breve si celebrerà il Processo d’Appello.
Chiedo allo Stato Italiano di attivarsi e mettere in atto le azioni utili e opportune perché l’Appello non si riduca a una farsa pari al Primo grado, perché la Contea di Ventura venga messa in grado di giudicare secondo quanto le prove e le testimonianze attestano, secondo regolarità, “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Chiedo alle organizzazioni che rappresentano gli italiani all’estero e ai media italiani, italiani in America, e americani, di attivarsi per sensibilizzare lo Stato italiano e lo Stato della California, perché si alzi il livello di allerta sul procedimento.

Chiedo al Procuratore Generale della California, al corpo di polizia responsabile dei procedimenti interni, di attivarsi per avviare le procedure di verifica delle indagini e del procedimento processuale.

Chiedo, infine, all’opinione pubblica di non avere paura delle parole e della scabrosità dell’accusa. Perché le parole liberano nella cultura garantista che appartiene a questo nostro Paese. E scabrosità non vi è, perché quello che sembrerebbe scabroso è solo ridicolo, visto che questa
‘pellicola‘ solo un super-uomo e una super-donna la potrebbero aver registrata.

Signori, è andato in onda un film impossibile, fisicamente e biologicamente.

Anzi, visto che ci siamo, se il patologo del Sacro Lino, il professor Pierluigi Baima Bollollone, che, lo scorso 18 gennaio su RAI 3, ha fatto l’analisi patologica di un topo, su di un reperto fotografico, volesse occuparsi (come gli è stato chiesto e lui ha rifiutato) anche di un ‘uomo’, a disposizione vi sono circa una decina di reperti fotografici.

Chiudo affidando alle vostre intelligenze e alle vostre coscienze l’Appello registrato dal carcere di Avenal, di Carlo (che presto potrete sentire direttamente sul sito http://www.carloparlanti.it)

Sono Carlo Parlanti, vi sto parlando da Avenal State Prison.
Di solito ci si appella al buon cuore, io vorrei parlare alla vostra intelligenza. Non vi chiedo, dunque, di credere alla mia innocenza, perché sono italiano o perché qualcuno che mi stima vi testimonia la mia integrità.

Vi chiedo di leggere le trascrizioni del Processo, o per lo meno, di spendere un oretta sulle arringhe di parte. Sarà la vostra intelligenza a decidere se indignarvi.
Sono stato accusato di un crimine illogico ed impossibile, fisicamente e biologicamente. E malgrado l’impossibilità fisica, e la straordinaria quantità di prove in mio favore, sono stato condannato.
Questo malloppo di prove e testimonianze diventerebbe un trattato se elencassi tutte le prove che evidenziano la mia innocenza.
Spero perciò di convincervi a farvi leggere il più possibile il materiale documentale, dicendovi che nella documentazione troverete decine di spergiuri dell’accusa scoperti e comprovati dalla difesa. Troverete 9, dico 9 testimonianze a mio favore tra cui quella di tre poliziotti. Troverete le
prove che assolutamente niente di quello che l’accusa ha raccontato e in realtà è accaduto. Troverete poi, una lunghissima serie di storie letteralmente impossibili, incredibili, assurde, come uscite da una soop opera di infima qualità.
Non mi appello perché mi crediate, ma affinché leggiate direttamente i dettagli di questa ingiusta condanna.
Io prego perché la vostra indignazione e serie indagini costringano la Contea di Ventura a desistere dal ripetere in Appello le ingiustizie commesse in Primo grado che hanno distrutto la mia vita e la vita dei miei cari.
Grazie dal profondo del cuore per ogni minuto che dedicherete a questo mio processo.”

Potete prendere visione degli atti del processo su :
http://www.thepeoplevscarloparlanti.com

Potete fare una donazione per sostenere Carlo Parlanti :

Banca Intesa filiale 4664 Montecatini Terme
CC. 051844940364 ABI: 03069 CAB: 70460
a favore di Carlo Parlanti

Postepay num. carta 4023 6004 1960 8346

PayPal : katia@carloparlanti.it
a favore di Anedda Katia

Il sistema monetario verso la moneta elettronica



In arrivo il decreto antiriciclaggio sugli assegni trasferibili che ne impedirà l'automatica circolazione, salvo che si faccia un'esplicita richiesta alla Banca dietro il pagamento di una commissione. Il ministero del Tesoro presto emanerà un decreto, accogliendo così la richiesta del Comitato antiriciclaggio, che metterà fine alla possibilità di girare gli assegni per rinnovare la sua validità verso un altro creditore. Per tale particolare funzione, l'assegno ricopriva il ruolo dell'antico "pagherò", ossia della moneta circolante in quanto apponendo un numero indefinito di girate, l'assegno può "pagare" varie prestazioni con lo stesso valore, proprio come una moneta. Identica funzionalità la aveva assunta la cambiale, che per le sue caratteristiche permetteva di rateizzare o di acquisire un credito presso il creditore senza richiedere l'intervento di un istituto di credito. La cambiale sostituiva la moneta, dava credito a chi non aveva uno scoperto in banca, ma possedeva la sola capacità di pagare i propri debiti con la produttività, e per tale motivo è stato per molto tempo uno strumento molto utilizzato, essendo trasparente e democratico. L'avvento delle ricevute bancarie, dell'apertura di credito (il cd. scoperto) e delle carte di credito, nonché la pratica delle Banche di applicare dei costi troppo elevati per lo sconto, ha fatto scomparire la cambiale per fare posto alla moneta bancaria, quella che da molti viene definita "moneta fiat", ossia moneta creata dal nulla. Poiché la riserva bancaria richiesta a garanzia dei crediti concessi ai clienti della Banca e così ai detentori di un conto corrente, è stata ridotta ai minimi termini con Basilea II, la Banca ha la possibilità di contrarre crediti a sufficienza da poter pagare il ritiro del denaro con i soli pagamenti degli interessi, e può virtualizzare l'intero capitale in ulteriori investimenti.
Questo trucco rende il nostro sistema monetario usurario, in quanto il pagamento dei debito dello Stato avverrà con le tasse, e queste con la moneta elettronica del cittadino. Le Banche così controllano l'intera dinamica che riguarda la moneta, e possiede un diritto di emettere moneta che in molte costituzioni è considerato una sovranità nazionale.

Secondo gli odierni standard europei per la trasparenza del mercato monetario, gli assegni trasferibili renderebbero difficile la tracciabilità del denaro perché le firme non sono sempre leggibili, e la banca non interviene in tutti i passaggi intermedi, ma solo su quello finale, quando il debitore dovrà pagare il suo debito. Così gli assegni delle banche saranno tutti "non trasferibili", mentre quelli che si potranno ancora "girare" dovranno essere richiesti esplicitamente agli istituti di credito, pagando un costo di commissione per questo servizio, che prima era insito nell'assegno stesso.
Questa decisione sembra essere perfettamente coerente con il sistema legislativo e bancario nel suo complesso che vuole un mercato monetario basato soprattutto sulla moneta elettronica, quando invece, la prevenzione delle pratiche di riciclaggio sembra una scusa alquanto ridicola, dato che già oggi assegni di ingenti somme non possono circolare. Inoltre, in questo caso, il reato stesso non esiste, in quanto il riciclaggio su piccole somme non viene neanche praticato, interessando transazioni milionarie, su conti esteri in paradisi fiscali, nei confronti dei quali non esistono rogatorie o leggi internazionali per le indagini. Se davvero vogliamo rendere la circolazione del denaro trasparente, che si cominci seriamente ad effettuare dei controlli sul riciclaggio di milionarie somme di denaro.
La ratio della norma è ben altra, che non viene neanche nascosta dai Banchieri che hanno richiesto al Ministero del Tesoro una serie di provvedimento che permettano di intensificare i controlli sulla circolazione del denaro riportandola interamente sui canali informatici.
Il decreto Bersani ha infatti stabilito, come norma antielusiva delle norme tributarie, che i pagamenti dei professionisti debbano avvenire a messo di c/c bancario, per tracciare i compensi e le evasioni. Allo stesso modo la Agenzia dell'Entrate ha reso obbligatorio la trasmissione dei moduli F24 per il pagamento delle imposte personali, mediante rete telematica con il pagamento a mezzo di c/c bancario.
L'introduzione della "cyerbanca", ossia della Banca virtuale accessibile mediante una rete telematica, ha contribuito ancor di più alla diffusione della moneta elettronica, avendo reso immediato e pratico l'accesso al proprio conto in banca.
La moneta cartacea è così destinata a scomparire, e il primo ad essere stato falciato è stato l'assegno trasferibile (che vale moneta), per poi coinvolgere spesso anche la cartamoneta, che ha un costo e non permette una virtualizzazione del denaro pari a quella moneta elettronica.

21 gennaio 2007

Le elezioni in Serbia che cambieranno il futuro dell'Europa

Siamo vicini al popolo serbo che in questo momento attende con impazienza il suo destino, si sta difendendo storicamente dinanzi alle lobby bancarie, agli usurai, ai Baroni Ladroni che vogliono il controllo sui Balcani.
In questo momento, in base a precise informazioni, Natasha Kandic è su un volo per gli Usa. Una donna finanziata dalle lobbies dell'Occidente, l'unica che è riuscita a trovare un video sulla famosa "strage di Srebrenica" mediante fonti anonime, per accusare il popolo serbo di aver compiuto atroci genocidi contro l'umanità.

Vedi il Video
Scarica Pdf Rapporto ONU
Invece esistono rapporti Onu che testimoniano le violenze perpetuate per lunghi anni contro i villaggi serbi, bruciando case e uccidendo donne, bambini e bestiame. Da tutti i paesi arabi, accorrevano i combattenti mujaidin per difendere i fratelli musulmani, richiamati e addirittura scortati dai caschi blu dell'Onu, che hanno gestito le fila dei mercenari e condotto la regia delle guerriglie.


Il nostro pensiero va ora al Presidente della ex Yugoslavia, che si è battuto sino all'ultimo dei suoi respiri, difendendo come un uomo di Stato il suo Paese e la sua gente, nonostante sia stato giudicato dai media, e da una classe che è al potere corrotta. Questi personaggi hanno creato l'Aja, simbolo del tribunale delle Cayman, ma verrà prima o poi il momento in cui la gente capirà, e allora non basteranno le piazze per contenere la folla che vorrà assistere alla cacciata dei mercanti dal tempio.

19 gennaio 2007

La morte nel silenzio del vice-governatore della Banca Centrale Russa


Mosca, 15 gennaio - Ordinato l'arresto del banchiere Alexeï Frenkel sospettato di avere finanziato l'omicidio del vice-governatore della Banca centrale Russa, Andreï Kozlov, lo scorso 13 settembre. Una vicenda che cade nel silenzio sulla stampa occidentale, a differenza del gran clamore sollevato invece dal caso Litvinenko, che ha dato vita ad un vero caso di spionaggio internazionale alimentato soprattutto dalle supposizioni prive di fondamento dei media, nel pieno stile hollywoodiano.
Viene ucciso il vice-governatore della banca centrale russa, impiegato nel settore per la concessione delle licenze bancarie, di attività finanziarie e assicurative, nel bel mezzo di indagini ispettive volte ad accertarne la correttezza. Koslov non solo stava indagando sull'attività corrente degli istituti finanziari, ma stava investigando anche sui trascorsi scandali finanziari che avevano ridotto in povertà decine di migliaia di piccoli risparmiatori cittadini russi che avevano affidato i propri risparmi agli enti creditizi, ritrovandosi sul lastrico nel giro di poche ore. Queste indagini rientravano pienamente nel quadro governativo di mettere luce sulla finanza russa che spesso era stata foriera di speculazioni e di manovre illecite da parte di grandi magnati, sia russi che stranieri, sino a provocare il grave crack finanziario del 1998 che svalutò il rublo sino a ridurlo carta straccia. L'economia russa è stata così invasa dal dollaro, moneta forte e accreditata come unico mezzo di pagamento per il prodotti petroliferi: la Russia ha aspettato più di dieci anni per smaltire le proprie riserve di petrodollari e onorare il suo debito nei confronti del FMI e dei paesi occidentali. La ripresa economica, spinta dalla strategica politica di nazionalizzazione e di controllo delle risorse statali, doveva necessariamente essere accompagnata dalla ristrutturazione dell'intero sistema finanziario: dopo che il sangue cattivo si era mischiato a quello buono, occorreva fare pulizia e dettare nuove regole per chi intendesse investire in Russia.
Le investigazioni bancarie di Kozlov hanno portato alla luce gigantesche evasioni fiscale delle banche russe, esportazione illegale e la provenienza sospetta di capitali, con la conseguenza che molte licenze bancarie sono state ritirate, tra cui anche licenze di banche d'affari estere, oltre che alle sanzioni amministrative miliardarie e alla detenzione per i responsabili. Negli ultimi mesi, aveva fatto annullare le licenze a 44 delle 1 200 banche che esistono in Russia e alcuni giorni prima della sua morte, aveva dichiarato di volere vietare l'accesso al mercato russo "a vita" alle banche implicate in un'attività di riciclaggio. Ammonta a circa a 10 miliardi di dollari all'anno il montante di capitali che passano attraverso le banche russe e provengono dall'estero. È una cifra enorme ma è probabilmente solo una stima che minimizza il reale giro di denaro messo in piedi: questo non è che la punta dell'iceberg.
È stata così messa in atto una vera caccia alle streghe, un'operazione di trasparenza che ha coinvolto molti nomi illustri e ha sicuramente leso importanti interessi, ma non sappiamo fin dove Kozlov, o meno, la Banca Centrale Russa si sono spinti. Non dimentichiamo infatti che quello che è stato colpito non è un uomo o un dirigente, ma un'istituzione governativa, che stava portando avanti una politica internazionale molto dura nei confronti dell'alta finanza occidentale. Presto sarà lanciata la Borsa del petrorublo che accentrerà lo scambio dei prodotti petroliferi provenienti dalla Russia e dall'Asia centrale, con delle conseguenze sul mercato del petrolio molto prevedibili: cambiamento della moneta di riferimento negli scambi, ed energia e risorse in controvalore. Potremmo continuare ancora ed elencare all'infinito gli interessi che la Banca centrale russa stava danneggiando, per spiegare che non si tratta di un semplice regolamento di conti da parte della "mafia russa".
Come affermato da Putin stesso, all'interno della Russia si muovono forze, infiltrandosi, che vogliono far crollare questa macchina quasi perfetta che è stata messa in moto per essere scagliata contro l'Europa e gli Stati Uniti. Molte persone sono state fermate nella cornice dell'inchiesta condotta portando all'arresto di sette persone, che hanno poi condotto al banchiere Alexeï Frenkel, iscritto anch'egli nella lista dei finanzieri colpiti dalle ispezioni sulla regolarità delle attività. Si sono già avanzate delle ipotesi che renderebbero Frenkel innocente, in quanto alcuni non intendono ridurre l'omicidio al "regolamento di conti", tuttavia la stampa russa ha posto il silenzio sul caso, e ha lasciato trapelare solamente informazioni vaghe e approssimative sull'attività di Kuzlov e sulle indagini in corso.

Questo, in ogni caso, è il terzo banchiere russo ucciso, dopo Konstantin Mechtcheriakov, vicepresidente della banca Spetssetstroïbank, e il direttore di una succursale della banca Vnechtorgbank, Alexandre Plokhine: tutti legati da un filo conduttore legato al circuito bancario. Da tenersi invece distinti gli omicidi della giornalista Anna Politkovskaïa, e dell'esule politico Alexandre Litvinenko: entrambi strumentalizzati dai media per alimentare una propaganda anti-sovietica e far così scoppiare un caso da guerra fredda.
E ancora, il 7 gennaio a Londra viene rinvenuto il cadavere di Yuri Golubev, uno dei fondatori della Yukos, il gigante petrolifero sovietico che stava per essere ceduto alla Exxon ExxonMobil e Chevron Texano prima che cadesse fagocitata dalla Gazprom, dopo che è caduto in disgrazia con l'arresto di Mikhail Khodorkosvkiy. La Yukos al momento dell'arresto di Khodorkovskiy nell'ottobre 2003 era la prima compagnia petrolifera russa, dopo la fusione con la Sibneft, e ora prima che venisse smembrata, per poi essere nazionalizzata, stava per cadere in mani americane. Un altro omicidio sospetto nella città di Londra, altri interessi che vengono lesi, altra scenografia.

Molte probabilmente sono "le mafie" e le intelligence coinvolte, in un circolo di contractors e servizi paralleli, entrambi invece controllati da quello che è il servizio segreto ortodosso che riesce in ogni caso a domare le vicende e a proteggere i suoi uomini. Putin ha dietro di sé un sistema talmente chiuso ed efficiente, che anche alla scadenza del suo mandato continuerà ad operare perché è riuscito a cambiare il pensiero: i suoi amici sono al potere, i suoi nemici denigrati, ma entrambi sono ricattati e ricattabili.

18 gennaio 2007

Quando i “Padroni” soffrono d’ingordigia

da Etleboro Veneto

Si sa che a forza di mangiare si corre il rischio di lasciarsi prendere dall’euforia non accorgendosi di strozzasi. Sembra che ciò stia avvenendo con gli Stati Uniti. Non contenti di possedere tante basi militari in Italia, adesso vorrebbero costruirne un'altra a Nord di Vicenza nell’attuale aeroporto civile Dal Molin e servirebbe agli USA per riunire la 173^ Brigata aviotrasportata Airborne, attualmente presente in parte ad Aviano (Pordenone) e in parte in Germania. L'obiettivo statunitense è di intervenire rapidamente nelle aree geografiche del medioriente, ricche di fonti energetiche strategiche per il sistema economico vigente.

Da quando è arrivato domenica sera, l’ambasciatore americano Ronald Spogli ha intrapreso una serie d’incontri per riuscire a sbloccare la situazione. Con i tempi che corrono, sempre più scarse risorse fossili e crescente instabilità in medio oriente, dal punto di vista degli Stati Uniti sembra sempre più urgente una nuova base militare e, come ciliegina sulla torta, si creerebbero nuovi posti di lavoro e nuova ricchezza.

A grandi linee queste sono le motivazioni ufficiali per dare il via ai lavori di costruzione della base militare. Tutto qua! I motivi per non costruirla sono molti di più! Quante tonnellate di monossido di carbonio non verranno introdotte nell’atmosfera a causa dei mezzi militari? Quante vittime verranno risparmiate dal mancato lancio di bombe e missili? Questi sono solamente due vantaggi, non da poco, che si hanno evitando di costruire la base militare. I Vicentini come tutti i Veneti sanno benissimo cosa vuol dire rinunciare alla macchina per via dell’inquinamento, è la medicina amara che gli amministratori locali annualmente, nei mesi invernali, ci somministrano per la nostra salute e sopratutto per rispettare le stringenti normative europee sull’inquinamento.

Allora perché permettere agli aerei statunitensi di alzare il livello degli inquinanti (PM10, benzene, ecc) in territorio Veneto? Non vorrei mai che le giornate senza auto per i Veneti aumentino in concomitanza con l’aumento dei voli U.S. verso il medioriente. Da non tralasciare minimamente le potenziali vite umane risparmiate perché, tante volte dietro alla scusa di fronteggiare un gruppo terroristico, si lanciano bombe su civili inermi. Che senso ha continuare a proteggere le fonti fossili del medio oriente? Il “vantaggio” per noi cittadini? è solo quello di poter continuare ad avvelenarci con i fumi ottenuti dalla combustione del petrolio e sapere che al mondo c’è qualche terrorista di meno che può ledere alla nostra libertà! Tutto semplicemente con qualche missile qua e la. A questo punto sorge una domanda: se il petrolio e le altre fonti fossili del medioriente sono tanto importanti per la nostra economia, al punto di dover costruire una base militare per proteggerle dai terroristi, come faremo senza di essi? Non si potrebbe utilizzare quella zona per costruire un modello di economia non basato sul petrolio?

Si potrebbe costruire:

  • impianti di produzione di energia pulita
  • case ad uso civile con bilancio energetico favorevole (consumano meno di quello che producono)
  • un centro per la gestione, produzione e promozione, di una Moneta Complementare Veneta

Con i primi 3 punti si comincerebbe a creare una valida alternativa alle fonti fossili per l’approvvigionamento d’energia, con il quarto punto si potrebbe dare una casa a chi ne ha bisogno, con il quinto punto si creerebbero le risorse finanziarie sia per finanziare tutta la ricostruzione dell’aeroporto Dal Molin, che per tutte le altre aree Venete che hanno bisogno di ammodernamenti, ed infine, il sesto punto aiuterebbe la salute degli abitanti del luogo. Queste possono essere alcune idee per creare lavoro, benessere e salute. Di sicuro quelle proposte dagli americani servono solo a sottomissione, morte e malattia.

Difficilmente queste proposte verranno portate avanti da chi detiene il potere adesso perché vanno contro i loro interessi. Al sistema bancario non fa piacere la creazione di una moneta complementare a favore del cittadino, le compagnie petrolifere disgustano energia che non derivi dal petrolio. sapete chi ha il coltello dalla parte del manico? Il popolo perché è la maggioranza e ha la volontà di un mondo nuovo!


Franzina No USA al Dal Molin
Per ulteriori informazioni :

http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin.asp

Nota della redazione:

http://regione.etleboro.com/veneto/local_docs/7_20070107licata01.pdf


Il trucco di Kyoto che creerà un business per i petrolieri


Il grande business del gas pare non abbia fine, e dopo il balzo in rialzo dei prezzi per l'esportazione grazie alla guerra delle negoziazioni, Gazprom entra nel mercato dei certificati verdi di Kyoto.
Il gruppo energetico Gazprom, attraverso la sua associata Gazprombank, ha concluso un importante joint venture con la banca Dresdner per investire nei progetti che generano crediti di emissione nella cornice dei meccanismi previsti dal protocollo di Kyoto e del mercato europeo delle Emission Trading (ETS).

Il mercato dell'energia così come è stato impostato sarà esso stesso un mercato finanziario che attira capitali, speculazioni e guadagni in virtù di meccanismi tecnici, come quello che può essere il mercato delle emission trading. Infatti, come stabilito dalla direttiva per lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra, che recepisce a sua volta il protocollo di Kyoto, un Paese industrializzato ha la possibilità di vendere ad un altro i diritti di emissione in eccesso che derivano da una riduzione dell'inquinamento oltre la soglia che si è impegnato a rispettare. Le quote che eccederanno la percentuale di inquinamento consentita potranno essere negoziate all'interno di un vero e proprio mercato, e potranno essere acquistati da coloro che hanno un deficit di inquinamento. Questi meccanismi flessibili previsti dal Trattato di Kyoto, e ammessi dalla Carta Europea dell'Energia e dalla programmazione europea per l'energia, si basano sulla teoria secondo la quale l'inquinamento si compensa nel suo globale con una riduzione delle emissioni in un'altra regione del mondo, un principio che riflette la teoria dell'entropia. E così grazie alle cdd. Joint implementation, che prevedono la concessione di un credito per la realizzazione di un progetto da parte di un paese "inquinante" in un altro paese, la costruzione di una centrale nucleare o di una centrale a gas, si potrebbero guadagnare ulteriori diritti ad inquinare.

Allo stato attuale la Russia che ha ratificato il testo internazionale nel 2005, è in grado di "vendere" ai gruppi occidentali dei diritti di emissione che corrispondono agli investimenti realizzati sul suo proprio territorio per limitare la produzione di gas ad effetto serra (globali), come ad esempio impianti di sfruttamento del gas. La Russia ha migliorato la sua efficienza energetica dell'11% per un guadagno di oltre 10 miliardi di dollari, di cui 2 miliardi sarebbero attribuibili alla Gazprom grazie al miglioramento dell'efficienza produttiva dei suoi impianti.
Il programma di investimento della Gazprom è già partito, mediante l'acquisizione di una molteplicità di aziende russe per l'estrazione di metano, per poi partire con un piano di espansione degli impianti e degli oleodotti da 70 miliardi di dollari. Parte di tale budget è stato destinato alla Royal Ducht/Shell per l'acquisizione del 50% di Sakhalin.2, il più grande progetto al mondo per la produzione di gas liquefatto; un'altra parte alla costruzione di un gasdotto che collega direttamente Russia e Germania nonché allo sfruttamento industriale del giacimento dello Shtokman. Sarà una vera macchina da guerra quella che Gazprom sta costruendo, attirando su di sé capitali provenienti da ogni parte del mondo e mobilitando le più importanti Banche d'affari. Basti pensare che oltre il 18% del mercato russo delle attività di finanziamento delle fusioni è in mano alla Jp Morgan, e altri saranno pronti ad investire.
Il trucco che si nasconde dietro Tokyo è stato subito colto da Gazprom che ha saputo subito introdursi nel meccanismo e domarlo a proprio piacere, per produrre altro business: speculazioni su speculazioni. L'esempio di Gazprom calza perfettamente, e con un grande paradosso, spiega come questo quadro normativo dell'efficienza energetica è stato studiato proprio per favorire, ancora una volta, le lobbies del petrolio. Kyoto, come la Carta Europa dell'Energia, non porteranno alla risoluzione del problema dei gas serra né allo sperato sviluppo delle energie alternative, perché non hanno margini di utili paragonabili a quelli che si potrebbero ottenere con gli impianti nucleari o a gas. Questi ultimi, oltre a rappresentare la fonte di energia più redditizia al momento, consentono di ammortizzare parte dei costi proprio in virtù di questi meccanismi di compensazione dell'inquinamento.
L'impostazione di fondo che è stata data al sistema energetico è senz'altro profondamente sbagliata, perché non ha alla base un'impostazione ambientalista o scientifica, ma prettamente economica e speculativa, perché segue gli stessi principi che regolano un mercato di transazioni mobiliari. Apre infatti un mercato di investimento per le stesse grandi società del petrolio, che saranno ulteriormente incentivate a migliorare e ad estendere i loro impianti produttivi, o a sviluppare energia nucleare, ma non a sviluppare tecnologie alternative votate al cambiamento dei modelli di consumo e di risparmio energetico.

17 gennaio 2007

Quando gli sceriffi stringevano le mani ai carnefici

Hanno impiccato Saddam per dei reati che sono stati commessi proprio negli anni in cui Ronald Rumsfeld stringeva le mani a coloro che hanno fatto il famoso genocidio.
Come mai, però la Cia, con tutti i suoi mezzi e i suoi satelliti, non sapevano nulla, e non indagavano sugli amici dell'America. Insomma, hanno preso una grossa cantonata, gli sceriffi hanno preso una bella sbandata: allora come mai anche loro non sono stati impiccati?

La trappola di Washington per Teheran


Non si attenua il clima di tensione che avvolge il Medioriente, in seguito alle recenti indiscrezioni trapelate attraverso i media di un inasprimento dei rapporti con l'Iran, ma soprattutto dopo gli strani eventi nel cielo di Teheran.
Tre forti esplosioni sono state avvertite nella notte dello scorso mercoledì in alcuni regioni dell'Iran senza che sia stata data una plausibile giustificazione: nessun bollettino di incidenti aerei, né registrazioni di strani esperimenti nucleari. La notizia viene ben presto confermata anche dai media occidentali, e solo nella giornata di ieri l'Iran dichiara di aver abbattuto un aereo spia, senza pilota, statunitense che aveva violato lo spazio aereo iraniano.
La correlazione tra i due eventi non è stata ufficialmente dichiarata, tuttavia sembra che siano davvero iniziati i primi scontri in Iran in maniera invisibile e celata agli occhi dei media: la guerra arriverà nelle nostre case solo quando starà per finire, e ciò che andrà in onda sarà solo un grande spettacolo.

Le intenzioni di Washington nei confronti dell'Iran questa volta sembrano più decise e vanno al di là dei soliti ammonimenti o risoluzioni dell'ONU, in quanto gli ispettori non hanno riscontrato un pericolo attuale e immediato nel programma nucleare dell'Iran. Dovranno passare ancora molto anni prima che l'Iran abbia la capacità di produrre un'arma, anche se il governo iraniano destina tutte le sue risorse al programma di armamento. Tuttavia, le restrizioni economiche sono partite, mediante un embargo nei confronti delle banche pubbliche, che blocca le transazioni di petrolio verso i paesi esteri per mandare in tilt l'intero sistema economico. Allo stesso tempo, Bush ha dichiarato un aumento delle truppe in Iraq, nominando alla guida delle forze schierate in Iraq e in Afganistan un ammiraglio della Marina militare americana, una nomina che si giustifica solo se si vede l'azione di Bush una manovra per preparare un attacco contro l'Iran. D'altronde Bush non ha altra scelta in quanto un ritiro delle truppe in Iraq equivarrebbe ad ammettere una debolezza, cosa che mediaticamente potrebbe distruggere l'America stessa, per cui la guerra deve essere allargata per non perderla.

In ogni caso diventa sempre più attuale e vicina la possibilità di un attacco militare sull'Iran prima di questo aprile, come rivelato da alcuni fonti, che verrà sferrato dal mare e non da un altro paese della regione. Verranno senz'altro mirati le installazioni petrolifere ed i centri nucleari dell'Iran, oltre ai centri nevralgici per le comunicazioni telematiche e per i trasporti, nel tentativo di creare caos e isolamento. Le forze per realizzare tale piano sono state da tempo dispiegate, e a questo punto occorre preparare solo l'aspetto mediatico, onde giustificare questa guerra senza provocare molto clamore.

È stato raddoppiato il numero delle portaerei e delle forze aeree nel Golfo Persico, e la stessa aeronautica militare israeliana sta effettuando delle esercitazioni a distanza in preparazione di un attacco sull'Iran, anche se tale notizia è stata prontamente smentita da Israele nonostante Teheran abbia confermato la rilevazione di questi movimenti.
Che nel Golfo vi sia un eccessivo traffico di flotte militari è stato comprovato anche dalla recente collisione avvenuta tra un sottomarino militare statunitense e una petroliera giapponese: due gruppi di portaerei hanno senz'altro poco spazio di manovra, e la concentrazioni di così tante forze navali dispiegate nel Golfo Persico supera ogni i livelli di "precauzione" o "prudenza". Come supera le forze di solito utilizzare per dissipare una guerra civile, il numero di soldati che verranno impiegati in Iraq e Afganistan.
E' pervenuta inoltre la notizia che è stato dislocato uno squadrone di 24 F-16 nella base di Incirlik, in Turchia a nord della Siria.La flotta di aerei americani di Incirlik sono probabilmente destinati a condurre un'operazione sul territorio iraniano, ossia a respingere a bassa quota le eventuali provocazioni militari o dei raid provenienti dall'Iran, oppure a lanciare un avvertimento ai siriani affinché non tentino di sostenere l'Iran.

E così una parte del piano di accerchiare l'Iran è stato già realizzato mediante la distruzione dell'infrastruttura civile e le lotte delle sette in Iraq, in Afghanistan e in Libano, per isolare Teheran una volta immobilizzata la Siria.
Infatti, nel frattempo, è venuta alla luce la contrattazione diplomatica tra i rappresentanti di Israele e della Siria avvenute tra il 2004 e il 2006 per l'elaborazione di un progetto di accordo di pace tra i due paesi. Israele accetterà di restituire il Golan alla Siria e di ritornare alla frontiera del 1967, conservando il controllo della distribuzione dell'acqua le fiume Giordano, mentre la Siria si impegna a interrompere il suo sostegno agli Hezbollah, ad Hamas e ai Mullah. Allontanare la Siria dall'Iran chiuderebbe così lo specchietto per allodole preparato dagli Usa per l'Iran, che rimarrà chiuso all'interno dei suoi confini, avendo solo la Russia alle spalle. Quest'ultima infatti ha solo di recente riconosciuto, dopo le pressioni e le sanzioni comminate dall'America, le consegne di missili all'Iran, insistendo che tale cooperazione tecnico-militare russo-iraniana non violava nessuna intesa internazionale. Evidentemente la Russia sta ancora facendo un doppio gioco con l'Iran, e ha un forte interesse a rinforzare i mullah al fine di riuscire ad indebolire gli Stati Uniti e silurare l'unità internazionale che tenta di isolare i mullah.

Dal canto suo, Ahmadinejad, il Presidente suicida, si sta muovendo in maniera diplomatica verso i paesi produttori di petrolio, come il Venezuela e l'Algeria, così con la Russia, per preparare un eventuale embargo petrolifero su più fronti e minacciare l'America, ben sapendo che non può contare su un sostegno militare diretto, con il dispiegamento di forze militari.
Se questi sono i presupposti, anche se non vedremo una guerra reale, ne sentiremo le ripercussioni sulla nostra economia, che subirà una crisi energetica o un'elevatissima inflazione.

16 gennaio 2007

Confermati i primi scontri nel cielo di Teheran


Confermata da Teheran la notizia di aver abbattuto un aereo spia senza pilota statunitense che stava cercando di controllare il territorio iraniano, cercando di entrare nello spazio aereo iraniano. Il governo iraniano non ha fornito ulteriori dettagli sulla data o la localita' esatta in cui sarebbe avvenuto l'incidente, ma ha accusato gli Stati Uniti di inviare questi aerei spia nella regione di continuo.
Sono molte infatti le segnalazioni di strani movimenti nel cielo iraniano, come le esplosioni che hanno scosso alcune province nelle notti scorse.

In ogni caso è in atto un vero clima di propaganda, perchè anche i giornali israeliani hanno confermato che è stato firmato un accordo tra Israele e Siria, dopo che è stata lanciata la notizia di un tentativo di incursione aerea in Iran. Continua così una guerra silenziosa in Medioriente che rischia di eplodere da un momento all'altro, anche grazie alla propaganda dei media, che stanno asseconda le reciproche minacce.
E' pervenuta inoltre la notizia che è stato dislocato uno squadrone di 24 F-16 nella base di Incirlik, in Turchia a nord della Siria. La base è al centro di una polemica politica in Turchia a proposito di un spiegamento di armi atomiche americane. Secondo la stampa turca, la CIA americana così come i servizi turchi, sono stati avvertiti di un attacco missilistico e per tale motivo si è deciso di prendere le dovute misure di protezione. Pare che abbiano anche dirottato un aereo destinato ad essere utilizzato per un attentato.

La flotta di aerei americani di Incirlik sono probabilmente destinati a condurre un'operazione sul territorio iraniano, ossia a respingere a bassa quota le eventuali provocazioni militari o dei raid provenienti dall'Iran, oppure a lanciare un avvertimento ai siriani affinché non tentino di sostenere l'Iran. Di risposta la Russia ha consegnato all'Iran i nuovi sistemi missilistici antiaerei Tor-M1 ordinati dalla Repubblica islamica, sfidando le intimidazioni degli Stati Uniti su tale decisione.

L'America sta muovendo le sue pedine anche in Italia, ed ha infatti deciso di allargare la base Nato a Vicenza, in maniera improrogabile e indipendente, proprio in virtù del patto firmato dopo la seconda Guerra Mondiale che dà agli Stati Uniti il diritto di disporre come vuole del territorio italiano per le sue basi. E' inutile che i politici italiani si affannino a cercare una soluzione, è inutile parlare di propaganda anti-americana, perchè è stato già deciso tutto, da ormai cinquantanni.
L'Italia è un vero Paese rivoluzionario, ha davvero rivoluzionato il concetto di "patria", da diritto dei cittadini, a serva del volere dei potenti.