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16 gennaio 2016

Wallstreetitalia:L’incredibile storia dell’imprenditore che ha sfidato Unicredit

Wallstreetitalia pubblica la vicenda di "Usura Unicredit" e la lotta portata avanti dall'Osservatorio Cibernetico per far valere i diritti degli imprenditori dinanzi all'aggressione del gigante bancario.


Sono un imprenditore pugliese di 42 anni e scrivo da Taranto. La mia storia qualcuno la definisce incredibile ma aldilà di questo penso che sia giusto renderla pubblica anche per aiutare tanti imprenditori che come me si sono trovati in situazioni simili.

I fatti

Nell’ aprile 2013 denunciai UniCredit per usura ed estorsione presso la Guardia di Finanza di Bari, le indagine vennero avviate presso la procura competente e sono ancora in corso. In pratica lamentavo come molti imprenditori ormai negli ultimi tempi, la usurarieta’ di mutuo e fido di cc attraverso cui la mia impresa realizzó delle ville sul mare a vendersi……oltre al comportamento assolutamente ed inequivocabilmente ostruzionistico di alcuni funzionari della Banca. 

Ma aldilà di questa vicenda la beffa arriva recentemente quando apprendo attraverso la notifica presso il mio domicilio di un procedimento penale a mio carico promosso dalla stessa Banca che lamentava di aver subito per mia opera Sia la diffamazione che la tentata estorsione. Procedimento per cui il PM competente ha richiesto archiviazione a cui è succeduta una opposizione alla stessa ma che si è tradotta anche essa in un nulla di fatto tanto e’ che alcune settimane fa ho ottenuto il totale proscioglimento. La novità nella mia storia Anziché strapparmi i capelli, dimenarmi, piangere ai quattro venti ecc successivamente alla mia denuncia lo scrivente ha pensato bene di aprire una Pagina Facebook che si chiama “Usuraunicredit” oltre ad un dominio. La pagina è ancora attiva ed ogni giorno pubblica pensieri, riflessioni, notizie, verità scomode sulla ”banca del Made in Italy”.....

26 dicembre 2015

Intervista al sindaco di Sabratha: Daesh non ha preso il controllo della città

Tripoli - L'Osservatorio Italiano ha intervistato il sindaco di Sabratha, Hussein al-Thawadi (nella foto), per avere maggiori chiarimenti sulla situazione all'interno della cittadina della Tripolitania, divenuta protagonista della recente cronaca dei media internazionali, come nuova conquista dell'organizzazione terroristica Daesh. Considerando la grande importanza di Sabratha, sia perché custodisce un prezioso quanto unico patrimonio archeologico, sia per la sua posizione geografica a ridosso dei confini rivieraschi italiani, l'avanzata di Daesh in questo territorio costituirebbe un grave pericolo per la sicurezza europea, nonché un possibile "cavallo di troia" per un intervento militare in Libia da parte di una coalizione esterna. Di contro, nelle sue parole, il sindaco di Sabratha smentisce nettamente qualsiasi escalation, pur confermando l'esistenza di problemi legati alla sicurezza, dovuti anche all'instabilità politica del Paese.

I media internazionali hanno riportato la notizia della presenza di 30 pick-up di Daesh a Sabratha. Può piegarci cosa è realmente accaduto in città?
Prima di tutto vorrei ringraziarvi per il vostro interesse nei confronti della situazione della Libia. In realtà queste notizie sono completamente false, in quanto i van e pick-up citati dai media appartengono in realtà a delle forze oppositrici di Sabratha, sono solo otto e non 30, e non hanno mai sventolato delle bandiera di Daesh.

La situazione all’interno della città è stabile adesso?
La situazione a Sabratha è molto buona; la Polizia, i Tribunali e tutti gli uffici stanno lavorando. La vivibilità nella città, per quanto riguarda la sicurezza, è sotto controllo.


Le forze della Rada hanno arrestato un tunisino che, in una testimonianza video, ha affermato di far parte di una cellula di Daesh e di aver ricevuto l’addestramento a Sabratha. Le autorità locali sono a conoscenza della presenza a Sabratha di una cellula affiliata a Daesh?
Il video non mi convince molto perché tutte le informazioni sostenute sono basate sull'incertezza e su congetture. Il testimone non ha alcuna informazione sicura, tutto ciò che ha affermato non è nient'altro che un discorso di strada, niente di preciso che possa ricondurre all'esistenza di una cellula di Daesh.

Esiste, secondo voi, un pericolo di espansione di Daesh a Sabratha, o in generale in Libia?
L'espansione di Daesh non avverrà solo a Sabratha, ma in qualsiasi territorio in cui manca una struttura di potere e un Governo che garantisca lo stato di diritto.

L’infiltrazione dei terroristi nel territorio libico avviene attraverso il mare o attraverso i confini terrestri?
L'infiltrazione dei terroristi avviene via terra e questo è un problema di gestione delle frontiere, come anche della lotta ai traffici nelle città di confine, abbiamo bisogno del sostegno regionale e internazionale per combattere questo fenomeno su grande scala. Per quanto riguarda le infiltrazioni attraverso il mare, non ho alcuna informazione in merito.

A che livello si attesta la collaborazione con le Autorità tunisine?
Il livello di cooperazione con le autorità tunisine, purtroppo, è debole.


Vista la diffusione di false informazioni attraverso i media sull’attacco al compound petrolifero della ENI a Mellitah, com'è percepitala la presenza degli investitori italiani nella zona di Sabratha, o più in generale in Libia?

A proposito del complesso della Mellitah, i ribelli di Sabratha hanno risposto a tutti gli attacchi sferrati dall'esercito delle tribù e dal regime precedente, il complesso è protetto. Tuttavia non dà la possibilità ai nostri giovani di ottenere un lavoro.

Esiste un reale rischio di sicurezza per il compound petrolifero della Mellitah?
Non esiste alcuna minaccia per il complesso Mellitah finché ci sono persone desiderose di proteggerlo.

Le autorità di Sabratha sono in grado di controllare gli scontri con l’esercito delle tribù?
Non temiamo l'esercito delle tribù; tutti i loro movimenti sono sotto controllo e la loro presenza non costituisce alcuna minaccia.

Le notizie dei media internazionali descrivono una realtà sempre diversa dalla situazione sul territorio. Secondo lei, quali sono le fonti di questi media? Si trovano in Libia, nei Paesi vicini, o sono informazioni false, create per un obiettivo preciso?
Tutti questi media hanno fonti non ufficiali sia dentro che fuori, alcune entità non vogliono la stabilità in questo Paese, né il supporto di altri Paesi, utilizzando di contro la lotta al terrorismo come un pretesto.

Qual è la posizione delle autorità di Sabratha rispetto all’accordo sul Governo di Unità Nazionale?
Le autorità di Sabratha sostengono  Stato e la presenza del Governo di Unità Nazionale, appoggiamo il dialogo.

21 novembre 2015

Comunicazione: Si scioglie la Etleboro, rinasce la Tela


La Etleboro verrà ufficialmente sciolta, mettendo così fine alla sua esistenza come organizzazione. Questa la decisione presa dal Consiglio di Amministrazione dopo le dimissioni del fondatore, Michele Altamura. Viene inoltre precisato che l'intero organigramma della Etleboro confluirà in cariche dirigenziali delle società create dalla Tela, con la qualifica di dirigenti. La Etleboro vivrà sempre nei nostri cuori. La nostra è stata una battaglia combattuta colpo su colpo, senza mai cedere, e oggi nessuno potrà mai dividere la nostra gente .


"Sono lieto di aver portato a termine una missione - dichiara Michele Altamura, annunciando le sue dimissioni - . La nostra è una storica vittoria, pochi possono capire, ma è anche vero che tra poco i nostri funzionari occuperanno dei posti-chiave nelle aziende della Tela. Saranno ben presto protagonisti. I nostri avvocati attaccheranno i colossi, e ci difenderemo con le armi della democrazia - afferma ancora Altamura. La nostra esperienza sul campo è molta, abbiamo conquistato tanti traguardi, e io sono stato solo un umile servitore della piccola e media impresa. Sicuramente non vedrò mai la luce di questo progetto e di questa grande vittoria, qualcun altro porterà a termine un lavoro, di anno in anno. Nessun rammarico, so di aver servito una causa giusta", conclude.


Ovunque dovunque sempre.
Grazie per averci accompagnato lungo questo viaggio.
                                           

 

28 agosto 2015

La nascita della Tela in Italia


Roma - Il primo settembre prende ufficialmente il via in Italia il progetto della Tela. Esso darà vita ad un sistema di difesa per la piccola e media impresa dalle aggressioni non convenzionali, fornendo l'informazione giusta, il sostegno e forza  d'urto di cui ha bisogno.

La sua azione si espanderà in vari Paesi del Mediterraneo, dove i nostri rappresentanti e funzionari hanno già creato rete di collegamenti  con le strutture e le aziende locali, per fare della cooperazione un meccanismo di benessere reciproco e uno strumento per acquisire maggiore competitività. Essa sarà il braccio operativo dell'unione di imprese e analisti, ma anche la voce di un'unica linea di pensiero, votata alla difesa del patrimonio culturale e sociale dei popoli del Mediterraneo. 

26 agosto 2015

Difesa PMI e Made in Italy: accolta petizione al PE dell'Osservatorio Cibernetico

Roma - La Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha accolto la richiesta presentata dall'Osservatorio Cibernetico, circa la difesa del "Made in Italy". Tale commissione ha ritenuto le questioni sollevate come "ricevibili a norma del regolamento del Parlamento Europeo, in quanto si tratta di una materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione Europea". E' stato quindi avviato  l'esame della petizione, chiedendo alla Commissione Europea di svolgere un'indagine preliminare sui vari aspetti del problema, mentre la commissione per le petizioni proseguirà l'analisi della questione non appena saranno pervenute le informazioni necessarie.  

Ricordiamo che l'Osservatorio Cibernetico ha inoltrato una petizione per il contrasto alla pubblicità ingannevole a tutela dei consumatori, dinanzi alla violazione delle norme europee da parte delle società residenti in Paesi membri dell'UE. L'associazione, costituita per la protezione del patrimonio di conoscenze e di esperienze delle piccole e medie imprese, ha formato un gruppo di lavoro per il monitoraggio dei mercati e la gestione dei rapporti con la comunità europea e le istituzioni italiane. Il gruppo implementerà ulteriori iniziative, come interrogazioni parlamentari e indagini legali mirate, per far luce sulle pratiche di concorrenza sleale e aggressioni non convenzionali a cui le piccole e medie imprese italiane sono sottoposte, essendo prive di mezzi nonché di strumenti giuridici, logistici e operativi idonei ad intervenire tempestivamente.