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31 agosto 2007

La lotta contro la Mafia per nascondere il seme del male


Recapitati nel carcere di Palermo inquietanti messaggi in una busta indirizzata al carcere di Opera a Milano, in via Borsellino, spedita il 20 luglio, due chiare allusioni alla strage di Via D'Amelio. "La pace è finita" , è il messaggio che è stato accreditato alla mafia direttamente destinato ai due boss di Cosa Nostra Totò Riina e a Bernardo Provenzano. Sorgono qui i consueti dubbi di interpretazione di segnali difficili da decifrare, soprattutto perché probabilmente destinati allo Stato e non ai capi mafia, considerando che la corrispondenza che viene recapitata all'interno delle carceri viene sottoposta ad un rigido controllo. È altrettanto inverosimile che siano destinati ai capi mafia, in quanto dopo un lungo periodo di latitanza, sono stati arrestati mentre conducevano la loro normale vita. Questo ha indotto infatti la polizia a temere l'inizio di una nuova stagione di stragi e di terrore, nell'eterna lotta tra Mafia e Stato.
Non vi sono invece dubbi che ciò a cui stiamo assistendo è il consumarsi di una grande sceneggiata, tenuta in piedi allo scopo di indurre la massa a credere che la mafia sia di nuovo pronta a colpire. In realtà, esiste un fondo di verità a tali timori, in quanto ci avviciniamo sempre più ad un'epoca in cui i problemi economici, la disoccupazione e l'impossibilità di sostenere un adeguato stile di vita, porteranno gli individui sempre più vicini allo scontro di civiltà, in uno stato di guerra perenne e controllata. La situazione economica dell'Italia sta peggiorando e questo, sebbene nessuno voglia ammetterlo, lo avvertono i singoli individui, che sanno di essere trascinati in una situazione di precarietà a causa della perdita del potere d’acquisto dei propri salari e del fallimento delle imprese. Il malcontento e il malessere sociale sconvolgeranno l’equilibrio politico già precario e le folle si solleveranno in manifestazioni sempre più violente . Gli atti di criminalità saranno sempre più frequenti contribuendo a creare una sensazione di caos e smarrimento: sarà questo uno strumento di controllo mentale. Gli episodi di violenza a cui assisteremo saranno così imputati alla criminalità organizzata, mentre altre saranno le menti che manipoleranno gli eventi per fare propaganda e portare acqua al proprio mulino.
Per tale motivo oggi assistiamo agli atti di pura follia di Bossi, che aizza le folle inneggiando alla legittima difesa armata "contro il clandestino", alla nascita di partiti sempre più nazionalisti ed estremisti, nella speranza di divenire l'alternativo portavoce di quella massa che è stanca di bugie e di demagogia.
Occorre tuttavia analizzare bene e capire quali siano le vere forze che agiscono all'interno del tessuto sociale per provocarne il suo sfaldamento. Da una parte vi sono gli estremismi controllati dalle intelligence deviate, mentre un'altra parte è quella criminalità organizzata che lo Stato e i servizi segreti hanno cercato di combattere negli anni '70 e '80 colpendo tuttavia i capi ma non la rete, che ora si sta accrescendo sempre a causa di un malessere sociale sempre più diffuso. La criminalità organizzata vive in funzione delle lacune e della mancanza dello Stato in quelle politiche sociali necessarie a mantenere un buon livello di vivibilità.

La Mafia riesce a risorgere continuamente proprio in funzione del fatto che coloro che a suo tempo furono indagate e inquisite da Falcone e Borsellino ora sono al potere, e fingono di combattere di nuovo la guerra alla mafia. Questo perché il sistema in cui oggi noi viviamo è un circolo talmente vizioso che le rete criminosa della mafia non è che la punta dell'iceberg, che ha le sue basi nel sistema finanziario. Le Banche rappresentano infatti il seme del cancro che è la mafia, in quanto usano e sfruttano il tessuto criminale per porre in essere oscuri traffici di danaro e finanziare la loro rete di lavanderie. Lo scandalo del contrabbando di sigarette che è partito dal Montenegro ha visto infatti coinvolgere la mafia, le Banche e i servizi segreti, coordinati tra di loro grazie all'opera del faccendiere Gerardo Cuomo, che incontrerà la procuratrice Carla del Ponte nel 1998. La collusione del sistema finanziario con la mafia è stata per molti anni oggetto delle indagini di Falcone che, a partire dal 1981 cominciò ad indagare sulle Banche luganesi e sui loro rapporti con i boss mafiosi. Le sue indagini porteranno a sgominare il 16 dicembre del 1989 la Wall Street di Cosa Nostra, ossia la rete delle finanziarie di Lugano delle famiglie Caruana- Cuntrera, che aveva la sua base finanziaria nella Algemene Netherland Bank di Chiasso , collegata a sua volta all'avvocato Luganese Francesco Moretti, la figura più controversa dell' affare Ticinogate. Pochi mesi prima dello stesso anno, Falcone incontra sulla strada Carla Del Ponte, procuratore del Ticino, che già da tempo si adoperava per nascondere i possibili collegamenti tra le finanziarie di Chiasso e i Caruana-Cuntrera, omettendo alcun dettagli dal rapporto stilato dalla procura di Lugano consegnato alla procura di Roma. Per coprire questo errore, e far sembrare che Carla del Ponte si stesse ancora impegnando nella lotta alla mafia, nel giugno del 1989 ad Addaura, vicino Palermo, viene neutralizzata una bomba, creando così il mito della paladina della giustizia.

E' chiaro dunque che non si può parlare di lotta alla Mafia, di giustizia e di criminalità se non si annientano determinati meccanismi che portano e rigenerare il male continuamente. Abbiamo creato l'Europa intorno ad uno Stato che si chiama Svizzera e al segreto bancario svizzero, che costituisce in sé la legalizzazione della mafia e la distruzione degli Stati nazionali . Il potere decisionale dell'Ordine Mondiale è rimesso nelle mani di entità invisibili, che compaiono nel mondo reale una volta all'anno mediante le cd. riunioni del Bilderberg, il cui Presidente è anche il Presidente della UBS Bank. Contro quale nemico ci troviamo dunque a combattere? Si tratta di semplici criminali, dei pizzini, o abbiamo dinanzi a noi la più vasta rete del riciclaggio e del racket internazionale che si nasconde nei consigli di amministrazione delle Banche e delle multinazionali, per poi partecipare a stucchevoli serate di gala in beneficenza dei Paesi del terzo mondo. È ovvio dunque che il crimine di cui gli Stati sono vittime è invisibile, e le armi e gli strumenti a loro disposizione sono al di sopra di qualsiasi legge dell'uomo.

30 agosto 2007

La steganografia: l'arte della comunicazione del Nuovo Ordine Mondiale


Tutti forse conoscono le tecniche mediante le quali le intelligence o le criminalità organizzate trasmettono i propri messaggi mantenendo sempre la massima riservatezza. Ciò che forse non viene considerato è che attraverso il mondo dei mass media vengono inviate continuamente informazioni accuratamente nascosti all'interno di quelle pubbliche e alla luce del sole. È questo il mondo della steganografia, l'arte dell'occultare i messaggi , la cui parola deriva dal greco e significa, letteralmente, scrittura nascosta. Quando parliamo di steganografia il termine "nascosto" non significa che il messaggio è visibile ma codificato, bensì significa che la stessa esistenza di un'informazione diversa da quella palese non è percettibile, appunto perché nascosta in un'altra notizia.

La steganografia è un universo affascinante che ha antiche origini, da sempre utilizzata dall'uomo per poter comunicare ed essere inteso solo da coloro che conoscono la chiave del messaggio nascosto. È stata nei secoli utilizzata dai romani, che inviavano messaggi durante le battaglie, dai poeti e dai sovrani, sino a divenire una vera e propria scienza durante la seconda guerra mondiale, che ha visto nascere forme evolute e complesse di tecniche in grado di inviare messaggi ed eludere i meccanismi più sofisticati di controllo e di controspionaggio. Questo spiega perchè gli americani, che temevano molto l'uso dello steganografia da parte del nemico, hanno censurato numerose comunicazioni, fino alla diffusione di musica alla radio; d'altro canto Radio-Londra ha fatto grande uso dei messaggi personali, come i famosi versi di Verlaine "Blessent mon coeur / D'une langueur / Monotone", che hanno annunciato lo sbarco in Normandia. Lo stesso Aldo Moro inviava con le sue lettere messaggi nascosti che solo pochi avrebbero inteso, come le Brigate Rosse, che hanno avuto inizio quando gli americani fornirono loro un supporto proprio in carcere tramite un agente infiltrato.

Data la versatilità a cui questo strumento si presta, la steganografia non si è limitata ad essere una prerogativa dei servizi segreti o delle agenzie di intelligence, ma è divenuto una tecnica per comunicare in piena libertà anche in condizioni di stretta censura o sorveglianza, per proteggere comunicazioni private là dove l'utilizzo della crittografia è vietata o comunque solleverebbe troppi sospetti, e infine per pubblicare apertamente delle notizie ma all'insaputa di tutti. Utilizzano tecniche steganografiche coloro che intendono proteggere i diritti di copyright su dei documenti numerici nascondendo una firma indelebile all'interno, o segnare i documenti confindenziali per identificare una possibile fuga di notizia, oppure trasmettere direttive e ordini al di là del contenuto formale. Sono tuttavia sistemi utilizzati anche all'interno delle organizzazioni criminali, e dello stesso circuito bancario che segnala l'operazione di riciclaggio di denaro che deve rimanere occulta e continuare a perdersi con ulteriori rilanci. La comunicazione avviene così in maniera segreta in virtù del fatto che i partner hanno stabilito un protocollo o conoscono una chiave di lettura, magari inserita all'interno di precedenti messaggi : questo particolare rende la steganografia un'arte ben più raffinata e subdola da individuare in quanto, a differenza della crittografia, non fa ricorso a delle formule matematiche, che sono in qualche modo riproducibili.
Messaggi occulti possono essere presenti all'interno del testo, mediante l'utilizzo di simboli, di variazioni ortografiche o tipografiche, la scelta tra i sinonimi o delle forme grammaticali, il distanziamento tra le parole, oppure si può utilizzare anche un generatore di testo 'aleatorio' che individua un tipo di grammatica. Allo stesso modo possono essere inseriti dei messaggi all'interno dei suoni, mediante delle tenui variazioni, impercettibili per l'orecchio, nelle basse frequenze, ciò che spesso viene definito come rumore di fondo. Forse è per questo motivo che Microsoft ha prestato molta attenzione alla steganografia, in quanto può divenire una firma mediante la quale proteggere il Copyright sulle canzoni e video, rafforzando e blindando così il proprio monopolio. Al momento, grazie alla massiccia diffusione dell'informatica, sono le immagini a contenere la più alta percentuale di informazioni, mediante la manipolazione dei pixel di un'immagine "bmp" . Naturalmente, esistono anche altri mezzi in cui nascondere delle informazioni, come quelli multimediali, o anche formati di archivio e di codificazione, una semplice pagina HTML .

Come si può notare non esiste alcun tipo di controllo in grado di fermare la trasmissione di messaggi nascosti mediante tecniche di steganografia, in quanto per vietare ogni comunicazione nascosta bisognerebbe intercettare e trasformare o vietare tutte le comunicazioni, perché ciascuna è un potenziale veicolo di trasmissione. In quel caso si passerebbe dal divieto della crittografia, alla repressione della libertà di espressione di ciascun individuo, cosa di per sé inattuabile, anche se prossima. Dopo l'11 settembre 2001, numerosi furono i giornali che suggerirono che la steganografia è stata utilizzata nella fase di preparazione degli attentati: questo non è stato dimostrato mai, come molte altre affermazioni, e potrebbe senz'altro essere un tentativo di porre maggiori controlli sulla comunicazione mediante internet.
Al momento tutti i mezzi di telecomunicazione sono nelle mani di privati che detengono un forte potere nei confronti dello Stato, come Motorola, Sony Ericsson, al punto da essere entità sovranazionali sulla quale non è possibile porre un controllo. Che senso ha dunque immaginare che lo Stato esercita qualche forma di controllo su tali entità, mentre diventa più facile perseguire il singolo individuo manipolato da interessi ben più grandi. I cd. poteri forti vivono tra di noi e allo stesso tempo comunicano mediante le tecniche steganografiche, o mediante stratagemmi che hanno la medesima funzione. Si pensi alle famosi riunioni segrete del Bilderberg: esse appaiono all'opinione pubblica internazionale come semplici conventions durante la quale le diverse "associazioni" partecipano come invitati mondani, o fanno una partita di golf mentre decidono fusioni e acquisizioni. In realtà nessuno potrà mai dimostrare il vero scopo di riunioni tra gli uomini più potenti del mondo, essendo un atto privo di prove verosimili.
La steganografia rappresenta dunque il modo in cui comunica il Nuovo Ordine Mondiale, ossia personaggi che non temono di essere controllati, nella maniera più assoluta, perchè hanno raggiunto un sistema di altissima efficacia, che non può essere scardinato con elementi probatori validi, in quanto manca proprio il concetto giuridico. Tuttavia, se esiste la mafia, il traffico di droga, se esistono i paradisi fiscali, vuol dire che essi hanno una qualche funzione all'interno del Nuovo Ordine Mondiale, vuol dire che sono parte di quel progetto definito come "crimine invisibile", che condurrà il sistema economico verso la Monetica, dopodichè vi sarà il totalitarismo.

29 agosto 2007

Ancora lontano il federalismo che riscatterà le regioni


Le urla di Umberto Bossi hanno nel bene o nel male lasciato una eco che porterà probabilmente a riporre maggiore attenzione alla riforma del federalismo fiscale. Dalla feroce, quanto esibizionistica polemica, può scaturire una decisione frutto del concerto delle parti oppure un sofferto compromesso tra le Regioni - eventualmente le più ricche - e il Governo, che non potrà non accogliere le richieste di quei territori che rappresentano il più elevato gettito all'interno del Bilancio dello Stato. Si attende al momento l'incontro del 15 settembre tra il governatore della Lombardia, i principali rappresentanti della Lega - che non può certo essere considerato un partito di rappresentanza popolare - e Romano Prodi per discutere del federalismo e del federalismo fiscale. Una riunione che risponde alla delibera del Consiglio regionale della Lombardia, che ha approvato una risoluzione per ottenere dal governo la competenza su 12 nuove materie nonché una proposta di legge al Parlamento sul federalismo fiscale che prevede di trattenere nelle regioni anche l'80% dell'Iva. Ci si chiede come mai tanta priorità alle richieste di una singola regione, quando è prassi per lo Stato ignorare le prerogative delle altre autorità regionali? Occorre infatti sapere che da un recente sondaggio della Camera di Commercio di Milano è risultato che in relazione alle principali imposte nazionali (Irpef, Irap, Iva, e Ires) la Lombardia avrebbe come gettito circa 69.246.625 di euro, il Lazio invece 35.520.714 di euro, il Piemonte 22.060.006 euro, il Veneto 21.944.315 euro, l’Emilia Romagna 20.579.269 euro e la Toscana 14.975.808 euro. Dinanzi a questi dati, si intuisce che la Lombardia si conferma ancora come una delle regioni d’Europa economicamente più competitive, perché sede della maggiore concentrazione di piccole e medie imprese, delle multinazionali e di cittadini con più elevato reddito. Rappresenta dunque, da questo punto di vista, una delle regioni che ha maggiori prerogative all'interno della discussione sul federalismo fiscale, facendo così del gettito fiscale una discriminante della rappresentanza o volontà popolare.
In realtà tutto il territorio italiano chiede a gran voce maggiore autonomia fiscale in quanto le singole autorità locali subiscono in via diretta le incongruenze e le contraddizioni della legge finanziaria 2007, avendo subìto l'ulteriore taglio dei trasferimenti da parte dello Stato pur avendo consegnato all'Amministrazione centrale il proprio gettito. Per tale motivo assistiamo all'esponenziale aumento del cuneo fiscale, mediante la moltiplicazione dei costi a carico del cittadino e delle nuove tasse. Considerando dunque il grave malessere che colpisce i conti statali, una riforma del federalismo fiscale sarà sempre più necessaria perché sui singoli cittadini e sulle piccole e medie imprese si avvertirà sempre più il peso del cuneo fiscale. Allo stato attuale sono già iniziati i primi esperimenti di cui la Sardegna è l'esempio per eccellenza, dopo l'imposizione di tasse più elevate per i soggetti non residenti : le prime prove tecniche di federalismo fiscale ruotano essenzialmente sulla cd. concorrenza fiscale sulla base della residenza. La Regione Piemonte ha scelto di azzerare l'imposta per un triennio alle imprese di nuova costituzione nel terriorio Piemontese, mentre il Friuli-Venezia Giulia premia le imprese nel singolo periodo d'imposta incrementano il valore della produzione ed il costo del personale di almeno il 5% rispetto alla media del triennio precedente, nonché minor aliquote per le nuove imprese artigiane . Il Veneto riduce le aliquote per le neocostituite imprese giovanili, femminili e alle nuove cooperative sociali, mentre la provincia autonoma di Bolzano ha deciso un taglio dell'Irap dal 4,25% al 3,75%, e Trento vuole una riduzione dello 0,50% per le imprese con alcune agevolazioni per le imprese di nuova costituzione e per gli insediamenti nelle zone svantaggiate (di montagna) o le imprese agricole.
Dinanzi dunque alle nuove esigenze e al cambiamento stesso dell'economia, che non può essere ancora limitata da un organismo burocratico centralizzato, arriva in Parlamento un testo di legge che si propone di riformare il D.Lgs. 56/2000. L'intervento si prefigge di introdurre un "coordinamento" e una "omogeneizzazione" dei conti delle varie regioni e un certo collegamento con la manovra di bilancio dello Stato, per passare da un sistema di riparto dei fondi basato sulla spesa storica ad un sistema basato sui cd. costi standard di produzione dei servizi. Dinanzi alle inefficienze e gli scostamenti tra obiettivi e risultati con dei meccanismi di sanzione automatici che vanno dall’incremento automatico delle entrate tributarie ed extra-tributarie allo scioglimento degli organi degli enti inadempienti.
Sembrerà strano ma nella riforma ricorrono gli stessi principi di base del D.Lgs 56/2000 che riguardano il passaggio al nuovo regime del riparto del gettito sulla base dei costi standard e l'andamento virtuoso degli enti, e il meccanismo di perequazione volto a ridurre le differenze tra le regioni tenendo conto del rapporto gettito-dimensioni del territorio. Il problema che si ripresenta anche con il nuovo progetto di legge è come riuscire a passare da un sistema all'altro, agendo soprattutto sulla prassi della pubblica amministrazione in modo da abituarla a concepire la sua attività burocratica un'attività di impresa, e in quanto tale con i limiti di economicità e competitività che derivano dall'attività con scopo di lucro. Oggi come in futuro occorre affrontare i problemi che derivano dalla differenza tra le diverse Regioni che derivano senz'altro da una pesante eredità storica, ma che nel tempo è stata per certi versi accentuata proprio dallo Stato centrale che ha continuato a premiare le zone ricche, e ha creato una sorta di assistenzialismo per il Sud Italia. Non si è mai cercato di colmare i divari restituendo alle regioni del Sud derubate della loro fonte di ricchezza e dando loro la giusta rilevanza all'interno dell'economia nazionale, ma si è preferito creare una ridicola "Cassa del Mezzogiorno" e perpetuare un sistema economico malato. L'assistenza dello Stato centrale che riscuote e redistribuisce non ha creato delle Regioni indipendenti, ma degli enti che non sono in grado di dare al territorio un valore aggiunto.
Il cambiamento e il passaggio ad un sistema fiscale più equo può essere realizzato se innanzitutto si superano i divari mentali e si pone una nuova educazione nella gestione delle risorse e del gettito territoriale. Sta alle singole regioni prendere coscienza della propria potenzialità e della propria importanza all'interno dell'economia nazionale: a quel punto saranno le singole autorità locali che vorranno sgretolare quella piramide inutile, complessa e costosa che è la "Roma Ladrona".

28 agosto 2007

Pubblicata l'intervista shock di Michele Altamura

L'intervista shock di Michele Altamura pubblicata dal settimanale serbo Revija 92 . Il fondatore della Etleboro accusa apertamente Carla del Ponte e Milo Djukanovic di essere delle pedine nelle mani delle più potenti lobbies internazionali, parlando così dell'oscuro caso di Telekom Serbia e chiamando in causa la USAID . In particolare si rivolge a Carla del Ponte dicendo di "non vendere come capo della mafia uno che vive con le pecore" . Anticipando l'apertura del nuovo setteminale "Evropa Nacija" , la giornalista spiega che Michele Altamura ha creato una rete internazionale e sta ora costruendo intorno alla Etleboro una forma di associazionismo, attraverso la quale unire le menti e intelligenze.

Una speranza per portare alla luce i crimini del Vaticano

Un'intervista di Jonathan Levy realizzata da Biljana Vukicevic, amministratrice della Etleboro Ong, presente all'incontro a Belgrado con Michele Altamura . L'Avvocato Jonathan Levy sta conducendo la causa Alperin in difesa dei superstiti di un campo di concentramento di serbo, ebreo, ed ucraino, affinchè venga fatta luce sul trasferimento illegale del tesoro degli Ustasha alla Banca del Vaticano. Rappresenta da tempo delle organizzazioni ed individui vittime dell'Olocausto, e attualmente è parte del team legale di difesa di Vojislav Seselj, ex leader del Partito Radicale Serbo (SRS), inquisito presso il tribunale dell'Aja per i crimini di guerra di cui è stato accusato il regime di Milosevic. Per ulteriori informazioni si veda il sito http://www.vaticanbankclaims.com

D: Come già noto, lei sta affrontando dal 1998 un processo contro la Banca del Vaticano. Quali furono le motivazioni iniziali alla base di questo caso , da cui ebbe così inizio la lotta contro il Vaticano?
R: Originariamente, mi venne chiesto da alcune Associazioni delle vittime dell'Olocausto connesse al governo dell'Ucraina di indagare sul Tesoro degli Ustasha, così cominciammo la causa insieme con le organizzazioni ucraine, a cui si unirono quelle di Serbi, di Ebrei e di Rom. La base originale dei casi sollevati era il Rapporto Eizenstat redatto dal Governo degli Stati Uniti, che non è stato approfondito molto dalle nostre indagini.

D: Lei ha accusato la Banca del Vaticano per oltre tre anni. Può dunque spiegarci come è proseguito il processo?
R: Le Corti degli Stati Uniti permettono di aggiungere alla denuncia nuovi elementi quando vengono scoperti nuovi fatti.

D: Chi l'ha aiutata a seguire questo caso così complicato, e possiamo saperlo essendo anche un caso pericoloso?
R: I colleghi che mi stanno assistendo in questo caso sono l'Avvocato Tom Easton, e Windle Turley, avvocato del Texas, che è stato il primo avvocato degli Stati Uniti a vincere un miliardo di dollari nel caso contro la Chiesa cattolica , per il reato di abuso sessuale contro i bambini a Dallas, in Texas.

D: Dietro tutte le transazioni di denaro che hanno coinvolto lo IOR, è possibile individuare anche delle Istituzioni politiche?
R: Sì, oltre allo IOR e al FMI, noi abbiamo denunciato il coinvolgimento de "Il Movimento di Liberazione della Croazia" (HOP), "La Fratellanza Rivoluzionaria croata" (HRB), il Santuario di Medjugorje, la Custodia Francescana croata di Chicago, e i corrispondenti dei conti correnti bancari dello IOR presso la Banca d'Amica, la Banca Nazionale del Lavoro, JP Morgan, Republic Bank di New York, la Chase Manhattan, la Federal Reserve Bank e i conti degli Ustasha controllati presso la Swiss National Bank e le Banche in Sud America.

D: Alcuni storici, analisti politici, nonché documenti classificati chiaramente dimostrano che il Vaticano è direttamente coinvolto nella creazione del Nuovo Ordine Mondiale e anche nelle connessioni gli ordini segreti, ma sempre per danneggiare lo stesso popolo. Cosa pensa del fatto che potrebbe essere il motivo principale per cui il Vaticano ha distrutto alcune culture e civiltà?
R: Vi sono alcuni personaggi all'interno del Vaticano che vogliono distruggere i movimenti degli scismi, e primi nell'elenco dei nemici del Vaticano vi sono i serbi, perché il Vaticano li ritiene responsabili per la caduta del Habsburgs.

D: Il legame tra persone di religione ortodossa non è così forte come i legami tra cattolici. Vi è in questo una certa casualità nella sua scelta personale della religione ortodossa e il caso del Vaticano. Lei ha trovato qualcosa di interessante per il suo caso, dopo che lei ha imparato qualcosa in più sui principi della religione ortodossa?
R: Io sono un Cristiano Russo - Ortodosso e sono stato battezzato a Kiev nel 2002 , così io sento la mia solidarietà con ogni Pravislavni.

D: Come sta andando il processo in questo momento?
R: Abbiamo proprio adesso archiviato una nuova prova in risposta alla nuova mozione del Vaticano.

D: Lei ha delle buone relazioni con la Chiesa dei serbi ortdossi e i serbi americani? La sostengono nella sua battaglia contro il Vaticano?
R: Sì, alcuni ci stanno supportando, altri sfortunatamente non capiscono ancora l'importanza del caso per la Serbia.

D: Lei ha parlato direttamente con qualche membro della Repubblica di Srpska dei crimini del Vaticano contro il popolo serbo durante la Seconda Guerra mondiale?
R: Sfortunatamente, non ho dei contatti con i membri del governo della Republika Srpska in Banja Luka.

D: Quali erano le condizioni che le hanno permesso di entrare a far parte della squadra dei difensori di Vojislav Seselj?
R: Attualmente, sto lavorando come supporto della squadra di difesa di Vojislav Seselj da circa due anni.

D: Qual è la sua opinione personale sul caso Seselj?
R: Seselj è un prigioniero politico e non un criminale di guerra.

D: Lei pensa che dopo tutta questa propaganda internazionale in cui per lungo tempo i serbi sono stati descritti come macellai e mostri, quando ancora stiamo guardando le immagini di Srebrenica, potrebbe essere possibile dire la verità sulle vittime serbe che sono state uccise dai mujahedin e i croati? Stiamo parlando di più di 300,000 serbi cacciati dalla Krajina serba in Croatia con l'operazione "Tempesta". Lei pensa che sarà dato sufficiente spazio dai media internazionali per dire finalmente la verità sulle vittime, e che sarà fatta finalmente giustizia?
R: La manipolazione di media contro i serbi continua , come ho detto infatti vi sono molte persone che nel Vaticano, a Brussel e a Vienna vogliono punire i serbi per la caduta del Habsburgs.

D: Qual è stata la ragione della sua visita a Belgrado?Il Caso di Seselj o il caso del Vaticano?
R: Direi entrambi i casi.

D: Lei ha contattato qualcuno del Centro Documentario di Jasenovac, e se lei lo ha fatto, ha trovato qualche informazione utile per far luce sul caso del Vaticano?
R: No, non l'ho fatto, e la ragione principale di questo è che il nostro caso riguarda gli eventi che si sono svolti dopo il Maggio del 1945, e non durante il genocidio, anche se noi stimiamo molto il lavoro di tutte le organizzazioni di Jansenovac.

D: Quando pensa che avrà fine il caso Alperin?
R: Quello è nelle mani di Dio.

D: E quando si aspetta la fine del caso Seselj?
R: Io spero che sarà rilasciato fra 12 mesi, specialmente se il SRS diverrà il Governo della Serbia.

D: Ha programmato di visitare la Serbia o forse la Repubblica Srpska presto?
R: Sì ma i miei piani sono tenuti segreti per il momento.

Biljana Vukicevic

I crimini atroci contro i serbi che causarono l'intervento a Srebrenica

Vi mostriamo le immagini shock di un documentario che prova come il regime croato e le bande dei Mujahedin abbiano perpetuato crimini atroci contro il popolo serbo. La Etleboro si sta impegnando con ogni mezzo affinchè la verità venga alla luce e trasmetterà tutti i video in suo possesso.Atti come questi, in cui giovani e anziani venivano denudati e poi uccisi in pubblico, torturati e umiliati, hanno determinato infatti l' intervento armato dei serbi per far cessare queste atrocità. Le immagini risalgono al luglio del 1994, due anni prima dell'incursione dell'esercito di Mladic nell'enclave di Srebrenica per fermare il massacro dei villaggi serbi.
Come si può notare dalle immagini, i due ragazzi sul carro che vengono mostrati alla folla, alzano le mani simulando con le dita una V, ossia il simbolo di "Ustasha".

27 agosto 2007

La Tela è oggi online

La Etleboro lancia la community virtuale attraverso il servizio di Skype, mediante il quale potrete rimanere in contatto diretto con noi, inviare i vostri video e qualsiasi tipo di segnalazione o informazione. Contattaci e inscrivi alla lista il tuo blog o la tua attività virtuale, entrando così a far parte della Tela. Risponderanno i componenti della Tela che si alternano all'interno della chat per creare discussioni e dibattiti circa gli argomenti quotidianamente trattati all'interno del Blog, o altri eventi di attualità di particolare interesse per la community.


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Mentono sapendo di mentire

di Etleboro Emilia Romagna

Continuano gli Ufo a riempire le pagine di cronaca dei nostri telegiornali, divenendo così un controverso argomento di discussione sollevando non poche polemiche. Quello ufologico sembra essere uno degli argomenti più discussi in questi ultimi tempi, nonostante fosse considerato in passato un tema di esclusivo interesse della controinformazione. Tra i molti servizi di ufologia che sono stati trasmessi, quello di Studio Aperto del 28 Luglio è attualmente il più eclatante, perché smentito ancor prima che andasse in onda da un'emittente locale. Il video dell’ufo di Pordenone trasmesso da Studio Aperto, che sta spopolando sulla rete, è stato analizzato al computer da molti “esperti”, e, si sostiene non solo che sia autentico ma anche che mostri il più bel oggetto volante ripreso finora. Nel giorno stesso in cui è andato in onda sull'emittente televisiva, un Tg locale afferma che il video rappresenta un vero falso, invirando il giorno dopo l'ufologo Antonio Chiumiento, uno dei pilastri dell’ufologia italiana. È lo stesso ufologo ad aver ricevuto la cassetta del video in questione, a confermare , come allora, la non autenticità del video, il quale fu mandato e creato tramite software da due studenti informatici. Sottolinea inoltre che, a prescindere dalle caratteristiche e dal contenuto del filmato, un video non può essere accreditato in alcun modo se non si rende noto, anche in forma anonima, chi sia stato l'autore. Questo elemento è importante in quanto un ufologo deve avere sufficiente informazioni per poterlo accreditare, considerando che un video, sebbene sia perfetto, vale meno di una testimonianza verbale, ma ben circostanziata, che descrive un avvistamento. "Mentono sapendo di mentire", dichiara l'ufologo Antonio Chiumento.



Dinanzi a questo falso ben orchestrato, non possiamo non accusare i media che creano ad hoc degli scoop, su ordine di chi li finanzia, forti di avere un audiens più forte di qualsiasi Tg locale o degli utenti in internet pronti a smentirli. Se si pensa tuttavia all'episodio in sé, in definitiva Studio Aperto non ha fatto altro che una magra figura, così come Striscia la Notizia a suo tempo, nonostante siano trasmissioni che, teoricamente, dovrebbero essere al servizio dell'informazione del cittadino. Invece, l’unica verità a cui assistiamo, è l’elenco completo dei nuovi cuccioli dello zoo di Berlino, e i nuovi amori dei vip, che vengono intervistati in vacanza ai Carabi, mentre la maggior parte degli italiani è rimasta in città non potendosele permettere. Non c’è alcun dubbio, mentono sapendo di mentire.
Occorre così prestare molta attenzione a questi subdoli personaggi, che non fanno altro che accreditare certi episodi senza prove incontrovertibili, con il solo scopo di lanciare un messaggio subliminale che "esistono dei pericoli al di fuori del controllo dei Governi: non resta al cittadino che associarci, che aderire ai gruppi che si fanno sostenitori di una determinata ideologia, senza proiettarsi invece alla vita politica che deriva da leggi e Costituzioni. Se le televisioni oggi cercano in ogni modo di accreditate fatti o eventi che sono falsi - come dimostrato dall'esistenza di software in grado di simulare delle immagini perfette e verosimili - vuol dire che si sta cercando di distogliere la mente della gente verso argomenti particolarmente interessanti, e allo stesso tempo che non influiscono in maniera diretta o evidente sulla vita delle persone. Quello che si sta cercando di fare è di creare la falsa convinzione che esista un nuovo nemico, un pericolo, tra l'altro, che non può sconfitto o perseguito, ma che può mettere in discussione l'intero sistema di convinzioni o di saperi dell'umanità, attuando quello che è il Nuovo Ordine Mondiale. Nel giorno in cui gli extraterresti entreranno nella nostra vita, dovremo essere pronti a riscrivere le nostre leggi della fisica, a redigere nuove leggi o nuove Carte Costituzionali, dovremo rinnegare e rinegoziare anche le ideologie e religioni legate ad un determinato sistema di valori. La realtà a cui noi crediamo di appartenere, cambierà mentre coloro che già governano le nostre vite saranno ancora più forti, in quanto deterranno il segreto di ciò che è il sapere e l'essere umano.

24 agosto 2007

Carla del Ponte lascia il Tribunale dell'Aja


Carla del Ponte, procuratrice capo del Tribunale penale internazionale dell'Aja, a partire dal gennaio del 2008 diventerà ambasciatrice svizzera in Argentina. La notizia giunge inaspettatamente, e soprattutto dopo che era stato più volte ribadito che Carla del Ponte non avrebbe lasciato la sua "carriera da Procuratore". Evidentemente qualcosa è cambiato, e dopo anni di inchieste e indagini inconcludenti che non hanno portato all'arresto dei famosi "criminali di guerra" , scade il mandato del procuratore del Tribunale dell'Aja, per essere poi destinato alla carriera diplomatica in Argentina. Anche questo è un elemento alquanto strano, perchè la nomina ad ambasciatore di una persona che non nasce in ambienti diplomatici è abbastanza inusuale, ed è una scelta che raramente viene preso dal Consiglio Federale . Molte tuttavia sono state le pressioni per revocare la nomina di procuratore per Carla del Ponte, soprattutto in seguito alla pubblicazione di un importante dossier che accusa in maniera diretta le operazioni di riciclaggio internazionale da parte delle Banche Svizzere. Carla del Ponte è divenuto un personaggio troppo esposto, e per tale motivo si è pensato bene di escluderla dalla questione "Balcani" prima che la situazione diventasse insostenibile. Molti ormai sanno che nella sua lunga carriera da magistrato è Stata una collaboratrice di ingiustizie, e il suo scopo è stato sostanzialmente quello di vendere le sue fonti, e farle massacrare per proteggere le lobbies che l'hanno portata al potere. Vanta di essere stata una paladina in prima linea contro la mafia, amica e collaboratrice di Giovanni Falcone, ma è molto strano che lo stesso Magistrato siciliano chiedeva proprio a lei delle cose, essendo forse una persona informata sui fatti. In una nota all'Ansa, Giovanni Falcone ha sostenuto che " vi sono delle menti raffinatissime che vogliono accreditare episodi alla mafia, mentre in realtà difendono gli interessi di altri". Il suo passato parla chiaro, e quelle che sono state inchieste per crimini finanziari, droga e racket, le sono servite per farsi strada tra i più alti vertici delle entità sovranazionali, sino a essere nominata "Procuratore capo del Tribunale dell'Aja". La sua carriera tuttavia termina qui, perchè le alte sfere la hanno destinata al tranquillo mondo diplomatico della lontana America Latina.

I falsari del crimine


È in atto oggi in Albania un aspro dibattito per l'apertura dei file del 1997, relativi a ciò che ha portato alla sommossa popolare, sotto il controllo degli Osservatori Internazionali, quegli stessi personaggi che hanno alimentato quella grande truffa ai danni del popolo albanese. Allora le televisioni e i media internazionali hanno fatto vedere soltanto le conseguenze finali, quelle più evidenti, ma nessuno ha nominato quei politici italiani che erano direttamente coinvolti nella risoluzione della questione albanese, con rapporti molto intensi e in virtù della cooperazione italiana. Tra i personaggi illustri coinvolti vi era anche un importante banchiere Italiano. La questione si complica quando il direttore della Banca Italo-Albanese Roberto Pancani, si suicida in un parco nel Lazio, e contemporaneamente viene trovato il Colonello Mario Ferraro impiccato ad un portasciugamano nella zona dell'Eur, tornato da poco in Italia dall'Albania. Stranamente appena la polizia arrivò sul luogo trovò già dei colleghi, che poi spariranno nel nulla con il suo telefono cellulare. Intorno a questa vicenda vi sono tuttavia dei contorni abbastanza particolari, che si perdono negli intrighi e negli eventi che hanno tormentato i Balcani negli anni '90. Allora l'Albania, uno Stato che usciva dal regime comunista, cadde improvvisamente nel caos e l'Italia, mandò così un primo contingente con la famosa Operazione Pellicano. Fino ad allora, l'Italia ha fatto da padrona in Albania mediante gli uomini delle lobbies più forti, e nonostante la grande presenza, nonché influenza politica dell'Italia, la intelligence e le autorità lì residenti non segnalarono il peggioramento della situazione, sapendo, dunque, che vi era alla base un inganno ai danni del popolo albanese e degli stessi italiani residenti in Albania.
In particolare l'Ambasciatore Paolo Foresti, continuava a dire che era tutto sotto controllo nonostante vi erano almeno 1000 italiani fermi al porto di Durazzo che volevano lasciare il Paese. Possiamo dire che l'Ambasciatore Paolo Foresti fu il responsabile del fallimento di tutte le piccole e medie imprese italiane residenti in Albania, in quanto non informò in tempo reale che la situazione stava peggiorando. Di fatti la crisi fu gestita malissimo, perché effettivamente non esisteva neanche un compiuto censimento degli italiani: quando la situazione era già divenuta molto critica e sull'orlo della guerra civile, fu detto di lasciare il Paese. Tutte le rappresentanze diplomatiche i giornalisti fuggirono e uno dei pochi che rimase all'Hotel Tirana fu Enzo Nucci, che resto al suo posto per documentare ciò che stava accadendo. L'ordine fu che tutti dovevano essere evacuati, lasciando sole e incustodite le aziende italiane, che furono così saccheggiate completamente: gli azionisti albanesi che detenevano solo una partecipazione del 10%, riuscirono ad ottenere il 90% delle quote in virtù del fatto che durante la rivolta avevano pagato forti tangenti per impedire il saccheggio dell'impresa. A peggiorare l'economia albanese, disastrata dalle bande, vi furono le cdd. finanziarie come la VEFA Holding, Silva, Cenaj, M.Leka, Kamberi, Populli e Sudja che davano titoli con interessi molto elevati dicendo che attingevano le loro risorse da grandi fondi di investimento americani, ma in realtà reciclavano grandi quantitativi di denaro. La loro struttura si riduceva a piccoli uffici o appartamenti sparpagliati in varie zone della città: in seguito alle indagini della polizia albanese, furono ritrovate delle stanze piene di soldi. In particolare, una delle società coinvolte fu la VEFA Holding, che aveva sede a Brindisi, i cui amministratori, Aldo Ghini, Stefano Roncarati, Vehbi Alimucaj, Flavia Petrelli , amministratrice unica della società, e Pietro Pierri, hanno taciuto sulla situazione di crisi albanese. In particolare, Pietro Pierri, ha ricoperto l'incarico di Presidente della ARCI SERVIZI SRL fino al 4 marzo 1996 , ossia la società che gestisce gli affari dei Circoli ARCI, le associazioni "ricreative e culturali" da sempre legate al PCI-PDS. Lo stesso Fondo Monetario ha delle grandi responsabilità in tale questione, ripetendo, 6 mesi prima del fallimento , che i conti delle finanziarie albanesi quadravano perfettamente. Dieci anni dopo un giornalista ha chiesto spiegazioni su quanto affermato dal FMI, ma alle sue domande ricevette come risposta da un suo anziano collega che lui rispondeva per sè e non per altri. Fu così attuata una grossissima opera di riciclaggio internazionale, e se l'Occidente aveva serie intenzioni di aiutare l'Albania non doveva permettere queste cose accadessero, sapeva che quello che stava succedendo avrebbe portato sull'orlo della guerra civile e della crisi finanziaria uno Stato.
Uno dei più grandi paradossi di quegli anni fu la visita di Romano Prodi a Valona nel 1997. Una foto lo ritrae accanto ad un criminale che in Albania sta scontando 101 anni di carcere: dinanzi a questa immagine ci chiediamo come è stato possibile che la sicurezza italiana abbia permesso che un personaggio come Zani Çaushi sia riuscito ad avvicinare l'allora Primo Ministro Romano Prodi. Se le guardie del corpo e lo stesso esercito italiano che era stato inviato in Albania per accompagnare il Primo Ministro, hanno permesso che un criminale si avvicinasse con un fucile in mano a distanza di un metro, allora probabilmente erano sicuri che non costituiva certo un pericolo, e che forse era lì presente in veste di attore. Non dimentichiamo inoltre che Zani Çaushi è la prova più lampante della connivenza tra lo Stato albanese e la mafia, essendo il bandito che capeggiò la rivolta di Valona.
È ovvio che è una foto che deve provocare semplicemente demagogia, in quanto è chiaro che quel fucile e scarico e che Zani Çaushi stia lì per fare molto spettacolo. Un altro gesto più popolare ma un meno vistoso per l'Italia è stato lo strano, nonché breve matrimonio tra l'imprenditore kosovaro Bajet Pacolli e Anna Hoxa, che, a sorpresa di tutti, rivendicò la sua origine albanese e cominciò ad accusare in prima persona Slobodan Milosevic, alimentando la propaganda politica grazie alla sua immagine di cantante. Il gesto di Anna Hoxa di Affermare le proprie origini albanesi è stato senz'altro un gesto molto eclatante e scenico, considerando che molti personaggi come Raffaella Carrà, Oscar Luigi Scalfaro, Enrico Cuccia hanno radici albanesi ma viene nascosto in Italia.

In quegli anni di false rivoluzioni è avvenuto qualcosa che è rimasto sepolto nella memoria degli italiani e che si cerca in ogni modo di nascondere, e forse è questo il motivo per cui molte delle personalità coinvolte delle vicende dei Balcani, hanno cercato di troncare ogni rapporto e di negare qualsiasi tipo di collegamenti con questa terra. Quello dei Balcani è uno dei tanti misteri italiani che forse non avrà mai una risposta, insieme a ciò che è accaduto negli anni della tangentopoli italiana . La vera tangentopoli non era a Milano, come il "buon Tonino Di Pietro" aveva scoperto, ma era a Roma, dove la massoneria agiva per spodestare il governo italiano usando come braccio armato la Banda della Magliana. Questo spiega perché i collaboratori dei servizi segreti non furono mai sfiorati dall'inchiesta sui fondi neri che ha terremotato il Sisde, né dalle indagini sugli strani incidenti che stavano avvenendo, come quella del Magistrato Paolo Adinolfi.

23 agosto 2007

Kennedy avverte il popolo americano dell'esistenza del Nuovo Ordine Mondiale

Ecco il discorso di J.F. Kennedy del 27 Aprile 1961, presso il Waldorf-Astoria Hotel, New York, NY. Kennedy, con grande lucidità, avverte la stampa sul pericolo di un governo ombra, che annullerà gli Stati e cancellerà ogni Repubblica. Parla della continua generazione di nuovi nemici, di un evento che indurrà ad incrementare la sicurezza - perchè non l'11 settembre - e del controllo di tutti gli organi del potere e dell'informazione. Media, scienza e apparati militari saranno tutti controllati dall'egemonia di un Governo invisibile.


L'alba dei nuovi capitalisti sul crollo dell'Occidente


La crisi di liquidità delle borse e dei mercati valutari occidentali è stata senz'altro il segnale d'allarme del cambiamento del sistema economico e monetario internazionale, mettendo così a dura prova la fiducia degli investitori e dei risparmiatori di tutto il mondo. Molti hanno temuto il peggio, attendendosi che la crisi sul mercato immobiliare e così del credito, avrebbe scatenato, con un effetto domino, un crack equiparabile alla crisi del 1929. Oggi, quanto accadde un secolo fa, con il crollo della Borsa di Wall Street e il fallimento di migliaia di piccoli risparmiatori a causa della feroce svalutazione della moneta, non si è ripetuto per il semplice fatto che il sistema borsistico si basa su un circuito telematico e virtuale che ha attutito la crisi ed evitato l'espandersi del panico su ogni piazza finanziaria. A differenza di allora, non sarebbe stato verosimile immaginare di recarsi presso le Banche e ritirare i propri risparmi, in quanto il sistema monetario si basa su riserve di liquidità minime, il denaro che facciamo circolare sostanzialmente è virtuale. In ogni caso, è stato un duro colpo per le Borse europee e statunitensi che, travolte dal panico della bolla immobiliare, hanno bruciato migliaia di milioni di euro in poche ore. In tutto questo i mercati asiatici hanno subito l'allarme "liquidità", ma contemporaneamente hanno risposto con una ripresa molto più decisiva, avendo un'economia reale molto più forte, e una maggiore liquidità dovuta ad una bilancia commerciale in attivo.

Come molti si attendevano, i cd. Paesi in via di sviluppo, stanno diventando delle economie forti in grado di far fronte a shock esogeni, in particolar modo riconducibili alle speculazioni del mercato finanziario virtuale, e questo perché la struttura normativa ed economica sta subendo un'evoluzione. Per oltre un decennio le autorità cinesi hanno usato l'Occidente come una banca commerciale, investendo i propri fondi a breve, soprattutto in Usa, e prendendo a prestito a lungo termine dall'Occidente, sotto forma di joint ventures e investimenti esteri diretti. Oggi invece le autorità cinesi hanno creato enormi fondi di investimento a maggioranza partecipazione statale, per gestire la ricchezza e investono in aziende e immobili, con un flusso di investimento verso altre aree. La loro incidenza è tale che è sorta presso le autorità occidentali la preoccupazione che si vengano a creare varie forme di golden share, con acquisizioni massicce di aziende, al di fuori delle regole di mercato, proprio in virtù del privilegio che deriva dall'essere dei fondi sovrani.
La presenza dei fondi sovrani asiatici si è avvertita anche in occasione della battaglia borsista per acquistare la banca olandese ABN Amro, apportando il suo sostegno alla Banca britannica Barclays. La China Development Bank, il braccio finanziario dello Stato cinese, ha dichiarato il mese scorso la sua disponibilità a mettere a disposizione della Barclays più di 7 miliardi di euros affinché questa possa migliorare la sua offerta su ABN Amro. Questo sarà, se si conferma, il più grosso investimento mai realizzato all'esteri per la Cina, che diventa così l'arbitro della più grande battaglia borsista per la creazione di una Banca universale, nonché la prima azionista della quinta banca mondiale. La Cina aveva già acquistato qualche settimana fa, il 10% dei più grandi fondi mondiali, Blackstone. Tali operazioni sono state rese possibili proprio della grande disponibilità di riserve finanziarie, che ammontano a più di 1200 miliardi di dollari. Dunque, mentre prima la Cina si poneva come un investitore predente, oggi è divenuto un attore del capitalismo mondiale, e muore il mito della Cina come terra di investimenti e di speculazioni per l'Occidente, e cade anche la mancanza di reciprocità con l'Occidente, in quanto è il Governo stesso che incentiva gli investimenti all'estero.
Le autorità finanziarie cinesi hanno autorizzato, a partire dal 20 agosto, per la prima volta nella storia dell'investimento cinese, che i singoli risparmiatori possano investire in borse estere, con il lancio di un progetto pilota per l'acquisto di azioni del mercato di Hong Kong. Questo sarà lanciato nella zona di sviluppo economico di Binhai della città portuale di Tianjin, situata a sud di Pechino, come precisato dall'amministrazione governativa dei cambi, dando così via alla riforma di gestione dei cambi, per estendere i canali di sbocco dei fondi e promuovere l'equilibrio di base dei pagamenti internazionali. Attualmente, i risparmiatori privati cinesi non sono autorizzati ad investire all'estero tranne per la base di prodotti offerti tramite le banche, i mediatori, gli assicuratori e le società che gestiscono fondi. Pechino inoltre prenderà sulla Borsa di Shangai altre misure contro la speculazione, la manipolazione sul corso delle valute sui suoi mercati borsistici in espansione: in virtù di tali nuovi regolamenti la Borsa di Shanghai avrà maggiori poteri per sospendere la quotazione di titoli interessati da forti variazioni, ponendo nuovi obblighi di informazione. In pratica, le autorità finanziarie cinesi potranno ritirare i titoli dal mercato se sulla base del livello delle transazioni si sospettano dei reati di "insider trading", ossia se durante una mezz'ora il corso aumenta più del 100% o perde più del 50% rispetto all'apertura nei giorni senza limite di movimenti, particolarmente quando la quotazione riprende dopo una sospensione.

Non bisogna neanche sottovalutare la potenzialità degli investitori privati cinesi, che sono ormai una risorsa di risparmio: i depositi bancari delle famiglie raggiungono 1.400 miliardi di euro, le nostre riserve valutarie sono le più alte del mondo, gli investimenti esteri continuano ad affluire al ritmo di 60 miliardi di dollari all'anno. La stessa MasterCard International ha recentemente pubblicato un rapporto sull'andamento dei consumi cinesi, rilevando che il 92,6% delle famiglie cinesi hanno speso circa diecimila dollari pro capite per il tempo libero, il turismo e i beni di lusso. Quello cinese si pone dunque come un popolo emergente, che ha usato la sua povertà per creare delle opportunità di sviluppo, e gli stessi ritmi di lavori - visti come sfruttamento da parte dell'Occidente - viene visto dagli imprenditori cinesi come un mezzo attraverso il quale molti operai riescono a riscattare la propria posizione sociale: alcuni cittadini cinesi che prima erano sono dei contadini, sono ora imprenditori in ambito industriale e forniscono lavoro a migliaia di persone e sono agguerriti capitalisti, che hanno uno spirito di imprenditorialità molto forte. Questo invece è ciò che manca ad alcuni imprenditori occidentali, abituati alle speculazioni, alle logiche dello sfruttamento del valore aggiunto derivante dal lavoro altrui. Ecco dunque una delle differenze che dividono Oriente ed Occidente, nonché una spiegazione del progressivo impoverimento dei popoli europei che, allo stato attuale, non hanno "soldi" ma decine di carte di credito.

La Cina fa paura dunque per il suo ritmo di sviluppo, con una popolazione interna in continua crescita e una diaspora di oltre 100 milioni di persone: la sua produttività ha raggiunto ritmi esponenziali, con un impatto sulla bilancia commerciale, e sulla relativa provvista di riserve, sempre più rilevante. I dati ufficiali parlano oggi di 1 063,3 miliardi di dollari alla fine di 2006, aumentate di 266,3 miliardi di dollari al primo semestre dell'anno, in rialzo del 41,6% . In relazione a questo si è avuto infatti un aumento del volume del commercio esterno cinese ha raggiunto 980,9 miliardi di dollari sul periodo di gennaio a giugno, in rialzo del 23,3% rispetto al periodo corrispondente del 2006. Le esportazioni hanno aumentato del 27,6% per raggiungere 546,7 miliardi e le importazioni del 18,2% per raggiungere 434,2 miliardi.
Da qui sorgono le pressioni del Fmi circa la decisione di fermare la svalutazione dello Yuan per consentire così la rivalutazione del disavanzo commerciale degli Stati Uniti. In tal senso forse va vista la decisione dell'Autorità di controllo delle valute (SAFE), che ha autorizzato le imprese cinesi a conservare la valuta che detengono sui loro conti correnti, al fine di realizzare un equilibrio migliore della bilancia dei pagamenti. Sono state così soppresse le regole imposte agli "organismi nazionali" che limitavano l'importo delle valute estere che potevano essere conservate all'80% , con l'obbligo di vendere le valute in eccesso alla Banca centrale contro Yuan. Gli organismi nazionali comprendono i dipartimenti del governo centrale, i commerci nazionali e le istituzioni senza scopo di lucro, le entità sociali, i contingenti militari, e le compagnie straniere basate in Cina eccetto le agenzie finanziarie. Le nuove regole vanno a ridurre anche le valute detenute dalla Banca centrale che deve procedere regolarmente all' emissione di buoni per fare fronte alle eccessive entrate di fondi e al ritiro delle liquidità del sistema.

La strategia cinese sembra al tempo stesso globale e diversificata. Sperimentano, provano dei limiti, nella consapevolezza che ciò che non può essere fatto oggi potrà essere fatto domani. Pian piano sono divenuti i fornitori ufficiali degli Stati Uniti che, essendo troppo occupati ad arricchirsi col petrolio, hanno rinforzato ancora di più la loro dipendenza come consumatore . Il mercato cinese non è un mercato libero come molto credono, è protetto ma in modo intelligente: offre incentivi al libero scambio, creando delle zone franche - come le municipalità di Shenzhen, Zhuhai e Shantou - accoglie gli investimenti diretti, per apprendere le nuove tecnologie, risparmia e investe sui mercati occidentali, ormai aridi di liquidità necessarie per assicurare la necessaria stabilità. Siamo dunque senz'altro ad una svolta sui mercati internazionali, in cui quelle che erano delle economie emergenti, sono divenuti degli investitori e dei capitalisti accaniti, sia nei confronti dell'Occidente che dei Paesi del Terzo Mondo come l'Africa, utilizzando i propri fondi di investimento come contropartita a materie prime ed energia. Da questo punto di vista può dirsi che la Cina potrebbe nel giro di pochi anni superare potenze economiche come la Russia o gli Stati Uniti.

22 agosto 2007

Mutazioni genetiche sugli ortaggi

A Gaeta, in Provincia di Latina, due agricoltori notano strane mutazioni nei prodotti della loro terra, che coltivano da generazioni. Lo strano fenomeno segue di poco l'installazione, nelle vicinanze, di alcune antenne per la telefonia mobile. Il reportage di TMO, a cura di Luigi Oliviero, mostra gli esiti sugli ortaggi di questo "strano" e imprevisto fenomeno, e rappresenta dunque una delle tante prove tangibili dei danni provocati dalla tecnologia wimax.


20 agosto 2007

Un nuovo portale per le News di Etleboro

La Etleboro presenta il portale di news rinnovato in alcuni dei suoi aspetti e funzionalità per poter offrire un servizio migliore e più efficiente. La Tela si sta ampliando sempre più, i siti della Etleboro sono oggi visitati da migliaia di persone, e per tale motivo abbiamo rafforzato il sistema che oggi è in grado di estendersi senza provocare disservizi.

Un'altra chiamata al N.O.E.

Ecco un'altra telefonata effettuata al Nucleo Operativo Ecologico (NOE) per la segnalazione di scie chimiche nei cieli di Sanremo. La richiesta di intervento da parte di un cittadino italiano viene però ignorata, dando come unica risposta un telefono chiuso in faccia.

Definitivo bisogno di una borsa di mezza estate


Marco della Luna, coautore del libro "€uroschiavi" e "Le chiavi del potere", fa un’analisi delle problematiche legate alla crisi borsistica e finanziaria che è emersa in questi ultimi mesi. Su vari livelli di indagine e di studio viene effettuata un'analisi del fenomeno della crisi del credito e della crisi immobiliare.

L’analisi delle ultime e non ultime traversie borsistiche va fatta su almeno tre livelli di penetrazione e di ricerca delle cause:
Causa superficiale: le autorità di controllo sul credito (banche centrali) e sulla borsa “chiudono un occhio”.
Si dice che la causa della flessione borsistica mondiale di questo Agosto 2007 sarebbero le diffuse insolvenze nei mutui immobiliari subprime (a rischio) negli USA – crisi di cui si parla da circa un anno. Bene, ma allora dov’era la Federal Reserve Bank? Vigilava o non vigilava sulle aziende di credito che concedevano mutui troppo facili in tanto grande misura, per poi cederli frazionatamente a terzi con congrua svalutazione (cioè a molto meno del loro valore nominale), indice della loro mala fede? Peraltro questo tipo di cessioni a progressiva svalutazione è prassi corrente negli USA, per creare liquidità dal nulla. Si sappia che la Fed è di proprietà di banche e assicurazioni private esattamente come la Banca d’Italia, quindi è proprietà degli stessi soggetti che dovrebbe, nell’interesse della collettività, trattenere dal commettere abusi. È quindi da attendersi che simili istituzioni pseudo-pubbliche facciano gli interessi dei propri proprietari e non quelli della comunità, e che lascino accadere certe cose, anzi le coprano o le favoriscano. Come dicesi sia accaduto con Enron, Halliburton, Parmalat, Cirio, Argentina, WorldCom.
Causa più profonda: operazioni di signoraggio creditizio o secondario da parte della comunità dei banchieri.
La comunità dei banchieri, centrali e non, ha costruito negli ultimi anni una crisi di liquidità, concedendo dapprima mutui facili a tassi bassi, e poi rialzando vigorosamente i tassi, così da drenare liquidità dal mercato perché i loro debitori ultimamente devono usarne di più per pagare gli interessi e gli imprenditori possono procurarsi meno liquidità; meno liquidità disponibile significa meno liquidità non solo per gli investimenti ma anche per i pagamenti, quindi più insolvenze; più insolvenze comporta abbassamento dei ratings di molte società e ulteriori insolvenze a catena, quindi ulteriori restrizioni del credito, della liquidità, fallimenti, esecuzioni coatte, svalutazione dei collaterali. Le banche creano questa situazione sia per poter acquisire a basso costo i collaterali e le stesse imprese indebitate, sia per premere le imprese a indebitarsi maggiormente ai tassi ultimamente innalzati, fornendo ulteriori collaterali. In ciò la violenza si unisce all’inganno, poiché le banche, che non hanno reali riserve in valuta legale o in oro, concedono credito mediante emissione di promesse di pagamento (fideiussioni, lettere di credito, assegni circolari, etc.) di denaro legale (contante, hard money) che non hanno, e che sono coperte solo dalle promesse di pagamento che le banche ricevono dai loro clienti o da depositi sempre dei loro clienti, depositi che costituiscono un debito per le banche depositarie, si ha, in sostanza, che le banche fanno prestiti putativi di denaro che non hanno ma lasciano intendere di avere, e su questo denaro, che non hanno e non danno, percepiscono gli “interessi” (che tali non sono perché l’interesse presuppone la dazione di un capitale), il cui tasso aumentano con pretesti a loro comodo attraverso le banche centrali (cosiddette “Autorità Monetarie”) da loro possedute e controllate. Questa operazione di estrazione di ricchezza dalla società produttiva in cambio di finti prestiti di denaro putativo inesistente creato illusoriamente e a costo nullo, è l’essenza del signoraggio creditizio.
Causa ultima: il signoraggio del Dollaro USA, i credit derivatives fuori controllo e i Crimi-dollari.
I mercati finanziari sono instabili perché su di essi incombe un’immensa massa di titoli derivati (credit derivatives), che assorbono buona parte dei risparmi, e che sono denominati in Dollari USA – una massa pari a oltre otto volte il pil sommato di USA, Canada, Europa e Cina (V. Uckmar, MF 14.08.07 pag. 6). Ma “denominati in USD” equivale a “denominati in carta straccia”. Perché gli USA (la Federal Riserve Bank Corporation) da decenni comperano le risorse del mondo intero a costo nullo per essi, mediante la stampa e l’emissione di immani quantità, non limitate da alcuna regola, e non trasparenti, di Dollari non coperti da nulla – ultimamente nemmeno da un’economia produttiva forte, nemmeno da un esercito capace di realizzare efficace conquiste di un paese petrolifero come l’Iraq, o di uno eroinifero, come l’Afghanistan. E con un disavanzo delle partite correnti fuori controllo (intorno al 7%), così come la crescita del debito interno, che supera il 300% del pil, per non parlare dell’indebitamento privato. Agli USA il gioco ancora riesce perché sfruttano la circostanza che il Dollaro, di fatto, è accettato in quasi tutti gli scambi internazionali, ed è imposto ai paesi petroliferi come unico mezzo di pagamento del petrolio, sotto pena di invasione, come nel caso dell’Iraq. Ma riesce sempre meno: molti paesi stanno vendendo le loro riserve di dollari per sostituirle con Euro e altre valute.
La percezione del vuoto che sta dietro questi enormi valori mobiliari in derivati (su cui si concentra la speculazione degli hedge funds) e dietro il Dollaro - percezione incipiente tra i risparmiatori, strisciante tra gli operatori, sempre presente tra i banchieri – destabilizza strutturalmente le borse.
Su 10.000 hedge funds (Uckmar, cit.), ben 6.000 hanno sede nella Cayman Islands, dove gli USA garantiscono il segreto assoluto, persino dalle indagini giudiziarie. Le Cayman Islands sono il crocevia dei traffici finanziari delle multinazionali, del commercio di droga, armi e altro, sicché i mercati dipendono dai cicli di questi grandi flussi oscuri di cui gli analisti non trattano. E ancora, del signoraggio bancario, ossia dei guadagni bancari da creazione di moneta e credito, guadagni non segnati in bilancio grazie alle vigenti regole contabili, e che le banche stesse possono riciclare trasferendoli nel segreto della Cayman Islands (in televisione abbiamo esibito uno statement di una banca delle Cayman, dichiarante i conti neri colà aperti da alcune primarie banche italiane); anche questi flussi non sono considerati ma condizionano i mercati.
Ci si può aspettare che, un bel giorno, si diffonda tra gli operatori e i gestori dei fondi l’insight che i credit derivatives in cui han messo buona parte dei soldi dei loro clienti sono il nulla, carta straccia, e che essi si precipitino a svenderli per passare all’investimento in ricchezza reale, ossia in azioni dei settori non finanziari, e non denominate in Dollari. Vi sarebbe allora un’impennata di questo settore, e probabilmente un successivo crollo per prese di beneficio. Allora il sogno estivo delle borse finirebbe, e seguirebbe un lungo e salutare inverno.

Avv. Marco della Luna

14 agosto 2007

Avvistamenti Ufo e bufale

Gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati sono giunti ad animare le rubriche giornaliere dei telegiornali, tra una notizia del crollo economico e macabri episodi di cronaca, . Le immagini di Ufo che in precedenza venivano mostrati esclusivamente in rete, ora diventano oggetto di interesse anche per i grandi media, che stanno ponendo in essere una massiccia campagna di disinformazione. Uno dei casi più eclatanti, è quello dell’avvistamento di Haiti, dove un operatore filma in tutte le sue caratteristiche due veivoli a distanza ravvicinata, che successivamente si riuniscono ad un gruppo. Di questo video si hanno poche informazioni, non si conosce neanche l’operatore, inoltre in rete è possibile visionare esclusivamente delle versioni a bassa risoluzione, e non di sicuro l’originale.
Ciononostante un errore è stato possibile rilevarlo, nel momento del passaggio, quando la visuale è interrotta dalla presenza degli alberi. Difatti, quando una fonte luminosa colpisce delle foglie, essa sfuma lungo i contorni, e comunque una parte passa attraverso la superficie stessa, in quanto lo spessore limitato delle stesse non permette di assorbirla completamente.
Oltre a questo, non è rilevabile alcun errore, data la precisione e la fermezza della ripresa video dell'operatore, così come constatato da diversi siti e diversi blog, che hanno preso a cuore il “mistero” di questo video. E’ stato suggerito inoltre l’utilizzo di un software specifico per la realizzazione, e cioè quello della E-ON software VUE.
Esistono numerosi software con la potenzialità atta alla generazione di ambienti tridimensionali molto vicini alla realtà, come 3D-Studio Max, Pov-Ray o lightwave, e chi opera nel settore sa benissimo che ormai i limiti sono quasi esclusivamente dettati dalle capacità hardware, dato che i software implementano funzioni intuitive con effetti per il rendering che si avvicinano notevolmente alla rappresentazione di ambienti reali. E' facile intuire che la bassa risoluzione dà un aiuto a nascondere la vera natura del video e il software della E-ON viene suggerito per la sua semplicità di utilizzo, tale da renderlo alla portata anche dei meno esperti.
Gli stessi siti e blog che ne parlano sono nella quasi totalità gli stessi che fanno riferimento alla questione del possibile attacco alieno, e in tale contesto è possibile intuire che smentendo in un secondo momento la veridicità del filmato, è possibile minare la credibilità di chi accetta per veri dei falsi.
In ogni caso, è facile intuire che è oggi in atto una massiccia campagna di disinformazione, che ha come scopo quello di creare l'illusione dell'esistenza di un nuovo nemico. Gli extraterrestri rappresentano infatti il limite dell'umanità, e allo stesso tempo l'inizio di una nuova era, in cui le frontiere tra scienza e fantascienza scompaiono. In realtà, tali confini sono già molto labili e trasparenti in quanto le tecnologie che sono state sviluppate sono molto più avanzate di quel che si possa immaginare. Le macchine in grado di volare sfruttando l'energia del campo elettromagnetico che produce e librandosi nell'aria proprio come un ufo, sono state già costruite e oggi sono dei prototipi in via di sperimentazione. Il mondo della scienza è in possesso di conoscenze complesse, attribuibili alla cd. tecnologia aliena, da più di cinquant'anni e solo in questi ultimi anni stanno trovando applicazione nei settori civili, oltre che militari - basti pensare alle nanotecnologie e all'intelligenza artificiale. I cd. avvistamenti di Ufo sono sempre fenomeni che hanno origine dall'uomo, sia nel caso in cui siano delle mere simulazioni di computer, sia nel caso in cui siano reali perchè frutto dello sviluppo e dell'evoluzione delle tecnologie. Tuttavia, i media e i governi stessi non ammetteranno che queste conoscenze sono il loro possesso da anni, ma porteranno avanti la campagna di disinformazione degli Ufo perchè occorre creare un nuovo nemico per le masse, nonchè aumentare gli investimenti per la conquista dello spazio. La colonizzazione di altri pianeti è già in corso, tuttavia aspetta quel salto di qualità che farà divenire lo spazio una nuova risorsa di energia e di potere.

10 agosto 2007

Thanks Wikipedia , bye Indymedia : go home

Com'è noto a molti, Wikipedia nasce come progetto per la creazione di un'enciclopedia libera, che doveva contenere l'universalità del sapere umano, costruito grazie alla partecipazione della community virtuale. È stato presentato come uno strumento al servizio della grande massa, che può inserire le proprie informazioni, nonché apportare delle modifiche alle voci entrando a far parte del progetto. Con gli anni è stato tuttavia evidenziato che Wikipedia era uscito fuori dal controllo degli ideatori, in quanto molte informazioni erano state inserite con eccessivo zelo da parte degli amministratori delle pagine, e spesso erano stati creati dei forum di discussione agli articoli inseriti con false identità, con l'esclusivo scopo di creare confusione o una certa persuasione su di un determinato argomento. Molte sono state le segnalazioni di coloro che hanno notato come nel tempo gli articoli e le pagine subivano sempre nuove modifiche, oppure che determinati eventi oggetto di particolare attenzione per l'opinione pubblica venivano cancellati, eliminando la possibilità di apportare delle modifiche.
Cosa c'è dunque dietro Wikipedia: manipolazione di un progetto democratico o disinformazione progettata sin dalla sua creazione?
Per rispondere a tale domanda, occorre considerare che la disinformazione nasce negli ambienti delle intelligence, che controllano la stampa e i media diffondendo informazioni e manipolando le notizie. Nei mesi che precedono il rovesciamo del regime iraniano del 1953, le agenzie di intelligence degli Stati Uniti e del Regno Unito usarono soprattutto le armi della disinformazione, pubblicando articoli e vignette sui giornali di propaganda anti-comunista spacciandola per dissenso popolare: i canali dell'informazione ufficiale furono infiltrati dalla CIA. La tecnica della disinformazione è stato un elemento critico per la guerra nei Balcani, in quanto per giustificare l'attacco della Jugoslavia furono creati documentari, dossier e rapporti che dimostrassero atroci crimini di guerra. Le agenzie di intelligence hanno avuto un ruolo strategico in occasione dello stesso 11 settembre, quando il Pentagono creò l'Ufficio del Reparto di Difesa dell'Influenza Strategica con l'obiettivo di trasmettere direttamente articoli ed informazioni false ai giornalisti per sostenere la tesi dell'attacco terroristico nei confronti degli Stati Uniti. La creazione di tale ufficio sollevò molte critiche, da parte degli stessi ufficiali che denunciarono pubblicamente i pericoli di tale programma minacciando di minare la stessa credibilità del Pentagono, al punto che l'amministrazione di Bush dovette cancellarlo nel febbraio del 2002.

Si capisce dunque che la disinformazione è un'arma a disposizione delle intelligence, e per essere efficace deve infiltrarsi all'interno dei canali ufficiali, nonché il quelli della controinformazione. Molta della propaganda "complottistica" è deliberatamente manipolata dai servizi, che reclutano "spie" da quattro soldi all'interno dei forum e delle room di discussione, dando loro documenti, informazioni da divulgare e da accreditare come "teoria ufficiale del complotto". Spesso può capitare di essere contattati da strani personaggi che affermano di far parte degli ambienti delle massonerie e delle intelligence, di conoscere l'Alpha e l'Omega della verità a tutti negata, di aver visto con i propri occhi i Cavalieri della Chiesa, i Templari della giustizia, accreditando se stessi mediante informazioni raccolte superficialmente sul web. In tutto questo, un grande ruolo ha avuto Indymedia, canale di informazione dei gruppi anti-fascisti e no-global di Soros, che utilizza i forum per attaccare e denigrare verità scomode. Non è un caso che tutti gli articoli della Etleboro inseriti in Indymedia sono stati bersaglio di numerosi tentavi di screditamento, con l'obiettivo di etichettare la Etleboro come un gruppo di fascisti estremisti o nazi-maomisti : ogni nuova struttura che nasce al di fuori del mondo dei forum diventa subito bersaglio di personaggi strani che utilizzando tali media per accreditare se stessi. La stesso meccanismo ispira Wikipedia, con la differenza che questa è stata accreditata da Governi e Istituzioni Internazionali come canale ufficiale di informazione.
Secondo prove e indizi raccolti da cittadini comuni in tutto il mondo, la CIA e le altre agenzie di intelligence diffondono tramite Wikipedia una marea di informazioni e disinformazioni, che vengono poi divulgati da migliaia di internauti inconsapevoli di accreditare bugie e falsità.
Abbiamo liste di e-mail, di persone che poi puntualmente sparisce nel nulla, si aggirano nei forum firmando i propri messaggi con nomi di altri al solo scopo di denigrarli e ridicolizzarli. I grandi "intelligentoni" della nostra intelligence, oggi sono seduti in uffici amministrativi a sorvegliare i forum, e così non appena viene postato un articolo su Indymedia subito giungono i commenti di qualche personaggio che accusa i serbi di essere nazionalisti. E poi indagando scopriamo che questi siti sono gestiti da italiani o da croati. Ma cosa fanno gli italiani o i croati con dei siti nazionalisti serbi? Forse la stessa cosa che gli americani fanno con i siti dei terroristi islamici.Saremmo così curiosi di sapere perchè un sito come osservatoriobalcani.org non ha pubblicato l'indagine sulla corruzione di Martti Ahtisaari, non parla del Caso Oriano Mattei nonostante sappiano bene di cosa stiamo parlando.

Sono molti i pericoli della manipolazione, e discernere la verità all'interno delle falsità è impossibile se non si ha come punto di riferimento la scienza, l'analisi e la continua indagine.Occorre prestare attenzione a stratagemmi volti a distrarre le menti delle persone, a deviare un percorso di indagine che va verso la giusta strada per la scoperta della verità: riusciranno ad attrarre verso di sé solo i curiosi e gli amanti del complotto, i giornalisti amanti della cronaca, non coloro che lottano per costruire la vera controinformazione del popolo.

09 agosto 2007

Paypal: una centrale dati sovranazionale


Per sottoscrivere un conto con Paypal basta seguire una semplice procedura che, in pochi minuti, dà la possibilità di effettuare transazioni con moneta elettronica sull'internet. Tuttavia, all'atto della creazione di un conto Paypal accettiamo un'informativa della privacy che autorizza alla registrazione dei nostri dati personali e al suo utilizzo sia per scopi rientrati nelle attività delle transazioni elettroniche, sia per la sua trasmissione a terzi. L'utente che inserisce i propri dati all'interno di questo sistema, viene tracciato in ogni movimento e in ogni suo contatto con terzi, e deve sottostare alle regole che Paypal in maniera unilaterale ha stabilito, altrimenti il contratto si annulla automaticamente.
Accettando l'informativa sulla privacy, l'utente fornisce in consenso alla memorizzazione delle informazioni personali e alla loro elaborazione sui computer della società madre, PayPal Inc., negli Stati Uniti, a cui si fa riferimento per la normativa da applicare, a prescindere dalla residenza dell'utente. Paypal raccoglie così una serie di informazioni: il nome, l'indirizzo, il numero di telefono e l'indirizzo email, le informazioni della carta di credito o del conto bancario, e in alcuni casi - ossia l'invio o la ricezione di transazioni di importo elevato - il numero di previdenza sociale. Ulteriori dati vengono raccolti quando si effettuano le transazioni, ossia vengono registrate le somme trasferite, la causale della transazione, l'indirizzo email, l'ID di Skype o il numero di telefono dell'altra persona, affermazioni e corrispondenza dell'utente, documentazione, preferenze del conto . Queste informazioni vengono memorizzate per ogni transazione effettuata tramite PayPal, come pure le informazioni identificative del computer o del dispositivo utilizzato per l'accesso al conto. Paypal inoltre raccoglie informazioni durante il traffico del sito web, quando l'Utente accede o esce dal sito PayPal, registrando l'indirizzo del sito web da cui proviene o a cui desidera connettersi , le pagine visitate dall'utente durante la connessione al sito PayPal, gli indirizzi IP, il tipo di browser utilizzato e il numero di accessi effettuati.

Nelle operazioni di invio o ricezione di un pagamento da un utente non iscritto a PayPal, sono conservati anche l'indirizzo email, l'ID di Skype, il numero di telefono e il nome della persona con cui effettuiamo la transazione: l'informativa della privacy di paypal precisa che le informazioni rimarranno memorizzate permanentemente.
Non è finita qui, perché Paypal raccoglie anche i dati e le informazioni tramite le banche presso le quali sono registrati le carte di credito poste a garanzia del conto di Paypal, sino a fare un controllo approfondito sull'utente e la sua azienda presso un credit bureau o un servizio di informazioni sulla solvibilità. L'utente che è debitore di PayPal, subirà l'identico controllo della solvibilità alla centrale rischi che effettuano le Banche, riservandosi inoltre il diritto di recuperare e analizzare periodicamente le informazioni sulla solvibilità di un'azienda, nonché di chiudere un conto sulla base delle informazioni ottenute . Dinanzi a tale atto unilaterale, nel caso di contestazioni e di problemi verrà attivata automaticamente una procedura burocratica complessa, scandita da computer e meccanismi automatizzati che non permetteranno mai di risolvere il problema alla radice. Alle nostre domande rispondono con protocolli standardizzati, trasmessi da un computer che affida un codice ad ogni procedura attivata. Le armi legali convenzionali, con tali procedure sono assolutamente inefficaci, in quanto i meccanismi che sono alla base utilizzano dei metodi matematici e informatici, non quelli della civiltà umana: ogni problema o richiesta viene associata ad un numero e inserita poi in un processo informatico.


Paypal dichiara nel regolamento che "non trasmetterà né divulgherà in alcun modo le informazioni personali dell'utente o l'elenco dei propri utenti a terzi", ma in determinate circostanze "condividerà alcune informazioni degli utenti con terzi" , specificate e limitate dall'informativa. Accettando l'informativa, infatti, si autorizza così a divulgare informazioni, su transazioni o conti, informazioni personali e contenuti delle comunicazioni effettuate alla polizia, alle forze di sicurezza, agli enti governativi, intergovernativi e sopranazionali competenti, alle agenzie (diverse dalle autorità fiscali), ai dipartimenti e alle autorità o organizzazioni legislative e autolegislative competenti (incluse, a titolo esemplificativo, le agenzie elencate nella tabella riportata di seguito nella sezione "Agenzie") o a terzi con i quali, a sua discrezione, ritiene opportuno collaborare nelle indagini . Inoltre Paypal potrà divulgare informazioni a terzi , come le Banche che eseguono i pagamenti, come GBC Bank Plc, Bank of America (Regno Unito e USA), JPMorgan Chase Bank (Regno Unito, USA), BNP Paribas (Francia), Netgiro (Svezia), StarFinanz (Germania), Wells Fargo (Irlanda, USA), American Express (USA). Gli Istituti di credito, e altri operatori finanziari, si occupano dei servizi di liquidazione per processare i pagamenti. Molti altri, sono i partner di Paypal, che si occupano di verificare l'identità, prendere decisioni sulla solvibilità di un utente, effettuare controlli per la prevenzione e l'identificazione di attività criminali (inclusi frode e/o riciclaggio di denaro), gestire il conto PayPal e portare avanti indagini statistiche, effettuare ricerche, studiare nuovi prodotti e servizi e sul controllo del sistema, nonché campagne marketing congiunte per carta di credito PayPal, modelli di rischio, applicazione dei termini e delle condizioni per la carta di credito PayPal. Tra questi Paypal fa riferimento alla Callcredit plc., Experian Limited e Dun & Bradsheet Limited (Regno Unito) , la SCHUFA Holding AG (Germania), la CEG Creditreform Consumer GmbH, la Creditreform Berlin Wolfram KG (Germania), la GE Capital Bank Limited e GE Capital Global Consumer Finance Limited (Regno Unito).

Tuttavia, tale rapporto di condivisione dei dati, potrebbe far sorgere il legittimo dubbio che Paypal rappresenti in sé null'altro che un database, una matrice che raccoglie e registra dati che verranno trasmessi ai suoi partner, che non sono solo Banche, ma anche operatori di Marketing e politiche commerciali: le informazioni prodotte sono infatti molto preziose per lo studio di nuovi prodotti finanziari o del comportamento dei consumatori. Infatti, Paypal non rappresenta nient'altro che una stanza di compensazione, in quanto trasforma la moneta bancaria in moneta elettronica per poi inserirla nel circuito telematico composto da utenti: chi usa paypal sosterrà un costo per la conversione, oltre alle commissioni applicate sulle somme trasferite, mentre la riconversione in moneta bancaria avverrà al costo di almeno 5 giorni di valuta. Tale meccanismo è di sé assolutamente antieconomico, tale che non si può parlare di vera moneta elettronica, tuttavia ha avuto un'ampia diffusione perché è stata creata dalla stessa società che gestisce il più grande sistema di e-commerce del mondo. Ebay, come Paypal, rappresenta un sistema di commercio elettronico, che tuttavia non sfrutta il concetto di rete o di tela, ma sempre quello della piramide, in quanto ogni transazione e ogni inserzione deve sempre passare attraverso il cervello centrale, che controlla e detta le regole di ogni operazione. Queste sono le nuove Banche a cui ci stiamo avvicinando sempre di più con i conti-on line, la diminuzione dell'utilizzo del contante e l'obbligo del ricorso alla moneta bancaria per effettuare determinate transazioni per consentire il tracciamento dei dati.
È molto strano che i rivoluzionari di oggi inneggiano all'uso di tale strutture, disinformando e non sapendo che si passa da un sistema all'altro ancora più usurante. La Cybernetica è una scienza , non una lobby , e bisogna stare molto attenti a questo tipo di strutture, perchè hanno palazzi di 14 piani al centro di Milano e dall'esterno non si riesce mai a capire cosa fanno: provate ad entrare e parlare con uno di loro, non ci riuscirete mai perché non sono altro che computer e server collegati in rete. Paypal è una delle centrale di dati, che sostituiscono quelle che un tempo erano le centrali o le antenne di ascolto: sono così diventate centrali dati sovranazionali. La Guardia di Finanza, con il suo Nucleo contro le frodi informatiche, dovrebbero indagare di queste centrali dati, e non assecondare le pazzie di uomini come Emilio Fede sequestrando i blog. I controllori e gli Stati si sono rese così complici accreditando questi sistemi come Istituzioni: lasciano così che i cittadini diventino una massa di utenti da sfruttare come "vacche da mungere".

08 agosto 2007

Amato ai Vigili: non pagate gli affitti, forse non vi cacciano!

di Etleboro Marche

Durante l'audizione del Ministero dell’Interno alla Commissione Affari Istituzionali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia, Giuliano Amato suggerisce “…ai Vigili del Fuoco di non pagare gli affitti e pagare la benzina". Il Ministro, infatti, parlando dei debiti accumulati per effetto di forniture, bollette e canoni di affitto non pagati - si parla di un ammontare pari a 408 milioni di Euro - da parte del corpo dei Vigili del Fuoco, riferisce di aver suggerito di provilegiare il pagamento della benzina, anzichè quello dell'affitto, considerando che "il distributore li manda a quel paese se si presentano senza pagare con i loro grossi camion, mentre è possibile che il padrone di casa non li cacci". Ironicamente commenta Giuliano Amato : " ...ora, è arduo dover dare consigli di questa natura…”, “e specialmente, da parte del Ministro dell’Interno!” - interviene il Presidente della Commissione Violante. "Dovendo scegliere, pagate la benzina - prosegue Amato - perché poi quando l’andate a fare, se non ve la danno, rimanete lì col camion e non sapete…dovete spingere”, e Violante ancora più divertito risponde “… ed è pesante spingerlo!”- incalza Amato - “..è pesante spingerlo, ed intanto l’incendio si brucia la casa…”

Ad ascoltare la discussione sembra di sentire un vecchio film delle comiche, ma in realtà si tratta di di un'audizione presso una commissione Istituzionale, durante la quale, tra le righe, si afferma una dura verità. Il corpo dei Vigili del Fuoco, come anche quello dei Carabinieri e, non da ultimo anche la Polizia, sono ormai da tempo abbandonati a se stessi, lasciati privi dei mezzi minimi per poter essere in grado di operare: molti mezzi hanno le gomme lisce, tanto che nei primi giorni di Novembre dello scorso anno, un carabiniere ha dovuto multare una gazzella per attirare l'attenzione sulla scarsa manutenzione dei mezzi a disposizione.
Dichiarare, anche se nello scherzo, l'insolvenza dello Stato, è un grave segnale di malessere nonchè un campanello di allarme che sottintende un ulteriore taglio della spesa sociale, a fronte di una diminuzione dei servizi pubblici. Inoltre, se lo Stato Italiano cominciasse a non pagare gli affitti - non avendo la proprietà di parte degli immobili in cui è alloggiata la Pubblica Amministrazione - sarebbe un grave messaggio alle Istituzioni finanziarie internazionali che oggi monitorano lo Stato dell'economia italiana. Queste persone hanno perso il senso del pudore, e possono, con la loro incoscienza, mettere a repentaglio una situazione già di per sé grave. Andrebbe al più presto istituita la gogna nelle piazze, per permettere al popolo di esercitare tutto il disprezzo che meritano certe facce di bronzo. I baroni ladroni, dopo aver distrutto l’economia italiana anche in seguito alle privatizzazioni selvagge in una sorta di patto scellerato tra le forze politiche, sfrutteranno ancora di più questo "lassismo" dello Stato nei confronti dello Stato sociale.
Attualmente, il nostro sistema economico va sempre più verso il meccanismo del "rent" che sostituisce quello della proprietà, e basti vedere le tante dismissioni del Patrimonio dello Stato dai servizi pubblici - esternalizzati verso le società private - agli immobili , rientrati nelle famose cartolarizzazioni di questi ultimi anni. Questo è la conseguenza non solo dei saccheggi da parte delle lobbies bancarie e finanziarie, ma anche della cattiva gestione e amministrazione che è stata fatta del patrimonio pubblico: non dimentichiamo che i primi pirati sono stati proprio i manager, i funzionari e i dirigenti delle aziende pubbliche, che sono riusciti solo a creare debiti in virtù della copertura dello Stato, che drogava le società con continui trasferimenti.
Dinanzi alle privatizzazioni e alle dismissioni, tutti si sono scandalizzati, ma pochi hanno inteso che queste decisioni sono volute da funzionari che vogliono trasformare l'Italia in una holding che continua ad esternalizzare i suoi servizi. C'è ormai il totale disinteresse per i corpi e le società che offrono un servizio pubblico, e parole come quelle di Amato ne sono la dimostrazione. Il vero pericolo, dunque, dinanzi alla dismissione degli immobili o del patrimonio statale, non è la bolla immobiliare o la crisi del credito, ma la trasformazione dei cittadini in utenti nei confronti di migliaia società private.