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17 dicembre 2008

ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro


Mentre il sistema economico occidentale di sgretola, i nuovi "banchieri" preparano i caveaux delle Banche Centrali del prossimo futuro. È facile dedurre, chi saranno le entità detentrici degli strumenti che tutti utilizziamo ed utilizzeremo per lavorare, comunicare e vivere. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, sono la nuova lobby cybernetica, che non ha bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico.
Se il sistema economico occidentale sembra sgretolarsi sotto i colpi dello scandalo delle "piramidi" di Bernard Madoff, dall’altra i nuovi "banchieri" preparano i caveaux delle Banche Centrali del prossimo futuro. Quando il panico e la propaganda della crisi economica avrà smesso di fare le ultime vittime, distruggendo i cocci della vecchia economia del "dollaro di carta", il passo successivo sarà quello di imporre nuove regole per ricostruire il mercato e far ripartire l’economia. È facile dedurre, a questo punto, chi saranno le entità detentrici degli strumenti che tutti utilizziamo ed utilizzeremo per lavorare, comunicare e vivere, perché saranno dei mezzi indispensabili. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, etc., sono la nuova lobbies cybernetica, che non ha bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore Economico. La crisi è proprio questo, è la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il "click" dei banner, la "impressione della pagina", il "download" e il numero delle "ricerche": questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale. Quello di cui parliamo è reale, e non è molto lontano dal presente in cui viviamo, la teoria della cybernetica nasce agli inizi del 1900 e in questi 100 anni si è sviluppata nelle sue forme per divenire "attuabile" ai meccanismi biologici e sociali dell’umanità.
Conoscere la cybernetica ci fa capire anche il vero significato del progetto OpenEdge di Google, la dimensione parallela dell'internet con contenuti fruibili a pagamento, che andrebbe a concretizzare anni di lavoro di preparazione e darebbe un senso a questo enorme sistema informatico creato per monopolizzare e mappare l’informazione nel web. Il progetto di Google prevede infatti di collocare i propri server all’interno delle farm dei fornitori di connettività, e su questi server verrebbero collocate informazioni e servizi, che usufruiranno di una corsia privilegiata e a banda larga, previo pagamento di un canone a Isp o compagnie telefoniche. E’ ovvio che, in tal modo, verrebbe stravolto l’intero sistema su cui è stato costruito Internet, perché non si avrebbe più il World Wide Web, bensì un sistema a due velocità, per due classi separate di utenti. Il progetto è tutt’ora in trattativa, e Google sta cercando di trovare il modo per scavalcare quelle norme di Antitrust e di "Net Neutrality" (la neutralità della rete), utilizzando però gli strumenti di sempre, ossia la lobby.

Ed è davvero strano che il direttore esecutivo di Google Eric Schmidt sia uno dei consiglieri di Obama: ma Obama non era l’uomo venuto dal basso che non aveva lobbies dietro di sé? Il grande inganno della gente, è proprio l’illudersi che questo tipo di "potere forte" non sia dannoso come una compagnia petrolifera o di produzione di armi. Tuttavia - come da noi spiegato in precedenza, e si veda La macchina pensante - per stabilire se un potere sia pericoloso o meno, bisogna anche stabilire che tipo di crimine commette, e dunque se intacca la sfera materiale, o quella intellettuale. In quest’ultimo caso si parla infatti di "crimine invisibile" compiuto da "macchine pensanti", che sono in grado di monitorare non solo l'accesso e il flusso di informazioni alle masse, ma riescono ad ostacolare le forze intellettuali e materiali dell’uomo.

Richard Whitt, dirigente di Google preposto ai rapporti con gli operatori TLC, per sgomberare ogni dubbio, ha precisato che si tratta solo di un’operazione di collocazione dei server, una pratica legale, che permette di ridurre i costi della banda, e lo staff di Obama, ha già trovato delle giustificazioni secondo cui "la velocità delle informazioni va pagata di più". Ma, comunque la si metta, la neutralità del web rispetto ai contenuti sarebbe comunque violata, in quanto la "competitività" di un sito sarà dettato dalla sua capacità di “viaggiare” a velocità superiori, cosa che andrà anche ad influire sulla qualità dei servizi forniti per le comunicazioni, le videoconfenze, l’accessibilità di più utenti. D’altra parte, gli Isp diventeranno come le Banche Centrali, mentre non tutti gli Stati potranno avere la possibilità di sviluppare una tecnologia che utilizza il sistema satellitare o cavi di interconnessione. È su questo dunque che si giocherà la guerra cybernetica, sull’accesso alle reti e alle informazioni, mentre la lotta agli hacker servirà solo per il sabotaggio o per coprire forme di spionaggio, come d’altronde accade oggi con il terrorismo. In questa guerra, gli Stati Uniti continuano a viaggiare dietro i contractors ( come Google o IBM) e ancora una volta imporranno un sistema di potere e di scambi che non tutelerà la sovranità del popolo, essendo sempre nelle mani di privati.

In un futuro non tanto lontano, vedremo come hacker, virus e spyware diventeranno i nuovi terroristi o i patrioti - a secondo dei punti di vista - che lotteranno contro il "signoraggio" imposto sulle informazioni e l’accesso alla rete. I primi segnali di questa guerra già esistono, e il messaggio proviene proprio dalla Russia. Gli agenti del Servizio federale di sicurezza della Russia (FSB) hanno individuato 38.000 spyware nella regione di Saratov contro solo 700 nel 2007, come se fosse avvenuto un massiccio attacco. Gli esperti dell'FSB hanno già detto che i servizi segreti stranieri e le organizzazioni terroristiche possono utilizzare alcune di queste applicazioni come "armi di informazione". Nel caso specifico, gli hackers della regione di Saratov hanno una reputazione a livello mondiale per le loro capacità di deviare i fondi da banche e bloccare i siti stranieri per riscatto, e sembra che i servizi segreti stranieri siano interessati anche al loro know-how. Questo deve far riflettere tutti su cosa stanno costruendo i pilastri della società e dell’economia: praticamente sul nulla, su sistemi elettronici e software che possono davvero imporre un controllo di massa.

05 ottobre 2007

L'accesso alla rete: il nuovo signoraggio


Mentre la guerra tra i poteri della disinformazione e informazione continua, tenendo così occupati i complottisti e i globalizzati, un nuovo sistema di controllo delle menti sta entrando nel tessuto della società. È il mondo della cybernetica, che, schedando le nostre identità all'interno di elaboratori per immetterli in un sistema elettronico per controllarli, è la base dell'attuale struttura governativa degli organismi sovranazionali, come il FMI, OMC e la UE, ossia delle entità che detengono il potere politico-economico del mondo intero.
La catalogazione, la classificazione, le schedature, servono a creare i database, dopodichè il crimine e il segreto, che rappresentano così i presupposti per accerchiare il potere e manipolarlo in funzione degli interesse economici delle lobbies. I media, in tale contesto, fungono da strumento per accreditare dei personaggi e delle strutture, fare opera di convincimento sulle masse, e creare intorno a loro un mondo fatto di usura, di terrore e di problemi, mentre tutta la nostra storia va a disintegrarsi nei circuiti informatici gestiti da multinazionali e da centri misteriosi nascosti sotto la voce Statistica.

Oggi è in atto un' immensa trasformazione, le carte costituzionali vengono riscritte per far posto alla nuova bibbia, che si presenta come "la legge delle nuove tecnologie" , ossia il codice di una generazione non più basata sull'essere, bensì sul non essere, perchè saremo virtuali e trasportati sulla rete. La rete sarà descritta come un sistema rivoluzionario, all'avanguardia, ma al suo interno di nasconderà uno specchio, dietro al quale qualcuno maneggerà i fili per dirci ciò che vogliamo sentirci dire. È questa la politica della rete e delle strategie internettistiche. Ci diranno che sarà meno costoso, che sarà tutto più sicuro, garantito dalle certificazioni virtuali e dalle licenze; avremo così un nuovo vocabolario in cui i nostri dialetti scompariranno sotto l'effetto della disumanizzazione, avremo nel mondo intero un unico pensiero.

In questo nuovo mondo continuerà ad esistere l' usura, quello che noi oggi definiamo come signoraggio, in quanto vi sarà sempre uno strumento che consentirà di assumere il controllo delle masse, sia dal punto di vista economico che politico. Il suo significato tuttavia cambierà e si tradurrà nel valore che tutti dovremo pagare per accesso alla rete, per cui sarà quantificato in termini di dati che riusciremo a trasmettere o ad acquisire. Non vi sarà più bisogno di stampare la moneta, perchè la banca e le telecomunicazioni diventeranno una cyberbank dove sarà la massa a garantire il controvalore: tutti i meccanismi e le operazioni saranno chiusi e ben determinati in un modo che noi saremo obbligati a pagare tutto tramite un sistema cybernetico, come già è stato stabilito per le utenze e le tasse. Le prove tecniche sono state già effettuate, e il mondo quotidiano virtuale che noi viviamo, attraverso i forum, le community e i primi esperimenti di rete all'interno del web, rappresentano delle simulazioni sulle quali un giorno saranno creati le strutture sociali. Dunque, i blog saranno centri di discussione di una legge o di un provvedimento per poi trasformarsi in vere piazze virtuali per fare propaganda o comizi politici, i forum saranno luoghi virtuali per scrivere delle leggi, i portali di e-commerce saranno i nostri punti di e-business: l'intero sistema sociale e economico sarà innestato su sistemi informatici.
Si pensi, a titolo d'esempio a Wikipedia, o meglio al progetto che sta portando avanti la Nuova Zelanda di redigere un testo di legge mediante una "pagina wiki" per realizzare la cosiddetta democrazia partecipativa. In realtà è bene sapere che queste strutture informatiche verticali creano degli utenti sintetici, ossia identità virtuali manipolate dal gestore del sistema o da veri e propri software che hanno il ruolo di dirigere la discussione dove la si vuole portare, magari ridicolarizzando soggetti che possono turbare il forum oppure accreditando teorie assurde e inverosimili. Esistono attualmente dei programmi in grado di creare i cd. utenti sintetici, in uso già da molto tempo - come su Ebay - che devono deviare l'attenzione o creare delle distorsioni, simulando l'esistenza di veri utenti dietro quel computer. Tuttavia la rete non è Skype o l'internet, la rete siamo noi, ossia essere umani che potranno cambiare il loro sistema sul quale far viaggiare informazioni e servizi, ma restano pur sempre simboli di diritti inalienabili.

Questa evoluzione ci porterà inevitabilmente in un mondo in cui i nostri sentimenti scompariranno, e dove avverrà una completa disumanizzazione, diventeremo dei codici a barre o degli indirizzi ID, a cui corrisponderanno delle coordinate all'interno dei grandi database. Per avere una vaga idea di cosa ci stia aspettando, si pensi a quanto accaduto nel Michigan, dove 35.000 impiegati statali restano a casa per la chiusura degli uffici governativi che non erano più in grado di far fronte ai deficit. Gli uffici amministrativi e di servizi, pubblici o privati, si trasformeranno ben presto in uffici virtuali, e ogni impiegato in un operatore. Invitiamo dunque tutti a riflettere solo un momento su questo, cercando di non guardare il problema, bensì la soluzione: Etleboro è costruita in modo tale da far rimanere tutti uniti, per non avere paura di nessuno, delle insidie del nuovo mondo cybernetico, della diffamazione gratuita e per proteggersi dagli "invisibili", ossia i nemici che tutti cercano di combattere. Etleboro è solo una parte di quella che è la Tela, è il frutto di tale universo, pensato come un sistema distributivo di informazione e come base della nostra conoscenza.
In tutto questo come si inserisce la politica?
Oggi si discute sulla creazione di una carta dei diritti di internet, garantita da "un altro garante Onu per internet" , ossia un documento che dovrà sancire sopra ogni altra cosa come diritto inalienabile "l'accesso alla rete, alle informazioni sul web, alla partecipazione virtuale, ma anche alla privacy e alla sicurezza" . Questo è quanto è emerso durante il Dialogue Forum on Internet Rights organizzato dal Governo italiano, che ha, sopra di ogni altra cosa, sottolineato l'importanza dell'accesso alla rete, come lo stesso Walter Veltroni dichiara: "internet è un bene comune come l'acqua, l'aria e il mare, ma senza confini territoriale". Sono tante belle parole, che ricordano molto l'enfasi delle carte costituzionali, e come le costituzioni, sono fatte per essere disattese o ignorate, sono i principi "giusti" che non vengono rispettati perché contrari alle leggi di mercato che vuole utili e guadagno.
La Costituzione recita che "tutti gli uomini sono liberi", ma di fatto non lo sono perché schiavizzati da un sistema che ti usura per poter sopravvivere: in realtà avrebbero dovuto scrivere che "tutti gli uomini hanno il diritto di mangiare", per impedire che muoiano o che siano schiavizzati. Potranno anche scrivere la loro Magna Carta dell'Internet dell'ONU, ma lo faranno ben sapendo che non tutti potranno avere accesso alla rete, se non ne hanno la possibilità. L'accesso alla rete sarà come l'accesso all'acqua, chi non l'avrà morirà, a questo si ridurrà la nostra umanità, combattuta tra l'essere nella rete e l'esserne fuori.

Oggi nessuno ha il diritto di eleggersi profeta m perché colui che lo fa vuole essere dietro lo specchio e manovrare i destini dei propri "utenti", le loro menti per avere un proprio ritorno. I nostri politici non possono più rappresentarci, sono solo dei semplici attori, e forse è questo il motivo per cui la California ha deciso di avere Arnold Schwarzenegger, come allora fu con Ronald Regan; così in Italia avremo almeno un comico. Molti di loro parlano di Internet, profetizzano teorie e promuovono un sistema politico basato sulla rete, ma in realtà non sanno di cosa parlano. Questo perché dovrebbero cominciare ad aprire i libri e studiare, per capire chi è il nostro Signor Internet, e qual è la società a cui noi andiamo incontro.

01 agosto 2007

Programmato il saccheggio del popolo Italiano


Approvata oggi in Senato la risoluzione della maggioranza che dà il via libera all'approvazione del Dpef che fissa i saldi e dà le indicazioni per la predisposizione della Finanziaria 2008. Tra le direttive una grave affermazione, che dà disposizione al Governo di ridurre il debito pubblico attraverso "un utilizzo concordato delle eccedenze delle riserve delle banche centrali".
Si legge infatti testualmente che il documento impegna il Governo ( Punto 8 lett.B ) " ad effettuare, anche nei rapporti con l'Unione europea, una ricognizione di tutti gli strumenti utili a determinare una significativa riduzione del debito pubblico sia con riferimento a forme concordate di utilizzo delle riserve delle banche centrali, in oro e in valuta, eccedenti quanto richiesto dal concerto con la BCE per la difesa dell'euro, anche sulla base delle esperienze di altri paesi, sia con riferimento alla classificazione delle operazioni patrimoniali e delle partite finanziarie, nonché ad aprire nuovi spazi per forme più qualificate di spesa pubblica" .

Una tale decisione è giunta nel relativo silenzio dei media che non hanno attribuito il giusto peso alla questione, e solo alcuni quotidiani hanno rilanciato la notizia evidenziando in particolar modo l'implicazione dell'approvazione della risoluzione. L'evento "cult" era la votazione segreta per le dimissioni irrevocabili di Previti, che non ha monopolizzato giornali e media, togliendo all'approvazione del DPEF quell'attenzione che merita in relazione alle importanti e gravi implicazioni future. L'approvazione di questo documento apre infatti un iter legislativo che potrebbe portare alla decisione di vendere le riserve auree della Banca di Italia, nell'illusione di ripagare così il debito pubblico. In particolare il Governo dovrà ad analizzare tutti i possibili strumenti a disposizione per la riduzione del debito pubblico con il pagamento mediante valute e oro eccedente rispetto a quanto richiesto come riserve obbligatorie presso la Banca Centrale Europea, per garantire sicurezza e stabilità al sistema monetario. In realtà tale provvedimento farebbe oscillare di pochi punti percentuali il rapporto Pil-Debito Pubblico, riuscendo a soddisfare su una soglia limite i parametri di stabilità imposti da Maastricht, senza apportare un significativo e percepibile miglioramento all'economia. Con dati alla mano, a fronte di un debito pubblico pari che oltrepassa la quota record di 1609,12 miliardi di euro ( come risulta dai dati del mese di aprile 2007) vi sono riserve pari a 62 miliardi di euro, in un rapporto massimo - senza dunque considerare esclusivamente le eccedenze - di circa il 3 % : una percentuale critica per il rispetto dei parametri di Maastricht ma non sufficiente e dare attualmente al sistema economico italiano un sollievo tale da garantirne poi lo sviluppo. Se la politica economica italiana continuerà su questo trend, e la politica monetaria dell'Europa spingerà al rialzo i tassi di interesse, l'Italia potrebbe aumentare il debito pubblico del 3% nel giro di pochi anni solo a causa del sistema di ricapitalizzazione degli interessi. Sappiamo bene che in un sistema di usura, che va ad autogenerare il debito pubblico in funzione dell'emissione di moneta, una decisione di questo tipo non risolve il problema alla base, ma indebolisce ancora di più l'economia di un Paese che cerca di emergere.
Avremmo tuttavia ceduto ai Banchieri una ricchezza soprattutto simbolica che funge oggi da semplice contropartita negli interscambi commerciali - sono comunque ricchezze accumulate dalla comunità in quanto derivano dai surplus nelle partite correnti, cioè risparmio della nazione - avendo perso quel valore come pilastro all'interno del sistema monetario. Si tratta pur sempre dell'oro italiano, ereditato dalla nostra storia, e per tale motivo potrebbe spiegare molto sull'evoluzione del sistema economico-monetario dello Stato italiano. È ovvio che, in virtù del suo valore intrinseco, i Banchieri vogliono appropriarsene per terminare definitivamente il saccheggio del popolo italiano. Infatti, tale decisione, potrebbe rientrare perfettamente nei piani dei Banchieri, azionisti di Bankitalia Spa, di mettere le mani definitivamente su quel patrimonio dello Stato che viene ancora difeso con molte difficoltà.

Sono osservazioni che più volte sono emerse in sede di discussione sulla vendita o meno dell'oro italiano, lo stesso Fazio si trovò dinanzi a questa scelta, poco tempo prima di essere deposto dalla posizione di potere che ricopriva. Tuttavia, nessuno ha accolto questa posizione, e persino le Associazioni di consumatori, come Adusbef, hanno sostenuto, se non addirittura proposto, la vendita dell'oro italiano per ripagare il debito pubblico. Testuali parole di Elio Lannutti: "Il debito pubblico italiano, uno dei più elevati del mondo e il più alto d'Europa, è pari a 24 mila euro a cittadino (neonati compresi). Potrebbe essere ridotto se il Governatore di Bankitalia, approfittando del rialzo dell'oro, vendesse le riserve auree come fanno la maggior parte delle banche centrali europee [...] Le riserve auree italiane, pari a 79 milioni di once, dalle quali si potrebbero ricavare agli attuali prezzi di mercato ben 26 miliardi di euro, equivalenti al 30% di tutte le privatizzazioni fatte, non sono della Banca d'Italia, ma dei cittadini, che le hanno risparmiate consumando meno di quanto sia stato prodotto". Queste dichiarazioni, da parte di un'Associazione di consumatori, che crede di essere un organismo rappresentativo del popolo sovrano, sono pericolose, costituiscono un vero attentato alla Costituzione, considerando che questi personaggi firmano patti e accordi con le Banche in nome degli utenti e dei cittadini italiani.

La tentazione di mettere le mani su ciò che era rimasto della ricchezza italiana è stata troppo forte per una classe politica fallita, che sta portando lo Stato italiano verso il più grande rischio di fallimento degli ultimi 30 anni. E' evidente che l'Italia sembra non avere più altre alternative, e che i Pirati hanno ormai depredato tutto ciò che vi era, persino le ultime lenticchie del popolo. Uno scenario vicino al "Crack Argentina" oggi non è poi così lontano .

10 giugno 2006

Bankitalia non pagherà mai gli 87 euro

La Banca d'Italia, con una comunicazione e nel completo silenzio della stampa e dei media, distrugge definitivamente la speranza di ottenere il rimborso del diritto di signoraggio che deriva dalla proprietà collettiva della moneta. Ha fatto sapere che respingerà qualsiasi ulteriore richiesta di pagamento perché ritenuta improponibile, come se fosse quasi fuori da ogni logica.
Viene così sfumata l'illusione degli 87 €, e bruciate le richieste di pagamento che in massa sono state inviate in seguito alla sentenza del Giudice di pace di Lecce. Come avevamo già annunciato, queste grandi Associazioni che si elevano a paladine della giustizia, non sono altro che dei depistatori, creano false illusioni e non sono in grado di portare avanti tali responsabilità. Migliaia di persone avevano inviato quelle richieste, tutti ci credevano, ma ora non resta che dire grazie ad Adusbef!Complici di questo sistema sono senz'altro i media certamente, perché fa sempre più audience lo scandalo calcistico piuttosto che una notizia di . La cosa che certamente lascia più sconcertati è la presa di posizione così ferma della Banca d'Italia poco prima della sentenza in Cassazione, per cui sembra più un Editto che una comunicazione.
Per cui oltre a rendere inefficace un decreto esecutivo di un giudice della Repubblica prima della sentenza definitiva, la comunicazione svilisce persino la sua importanza. La sentenza di un giudice di pace che difende la proprietà della moneta ha valore solo tra le parti e quindi non è degno di nota, mentre una stessa sentenza di un giudice di pace, come citato, ha un'importanza tale da meritare la testuale citazione. La sentenza di Pizzo Calabro, sottolinea inequivocabilmente che la collettività nazionale non ha potere di azione in giudizio su tali materie, in quanto non è titolare di alcun diritto sulla moneta, che è regolata da poteri di rango sovranazionale. Inoltre afferma che la Bankitalia SPA è una persona giuridica distinta e indipendente dalla BCE, tuttavia non è un istituto pubblico ma un'entità privata partecipata, come ogni società, da altri privati, quali le banche centrali nazionali. L'unica indipendenza che qua si vuole difendere è quella della banca centrale rispetto al governo, onde evitare qualsiasi condizionamento dei rappresentanti del popolo sulle loro decisioni. Insomma oltre ad essere sovranazionali, sono persino sovraumani.

Poteva essere questo una della tante possibilità per conquistare un precedente prezioso, e cominciare altre lotte fino a giungere alla Corte Costituzionale. Evidentemente la Magistratura invece di essere espressione di colore che le hanno dato questo potere, è una Massoneria vera e propria. Forse tanta sicurezza della Banca d'Italia deriva proprio da una completa fiducia nelle "Istituzioni" e nella "giustizia"che sicuramente trionferà prima dell'estate.
Di questo passo, non usciremo mai da tale circolo vizioso, perché negare l'esistenza di un diritto naturale è incostituzionale, ma non si riuscirà mai a raggiungere la Corte Costituzionale.

Basti pensare che per i delitti della "Uno bianca", arrestarono e portarono al processo persone assolutamente estranee alla vicenda, nulla assolutamente nulla, e se non fosse stato per una telefonata alla questura di una ex moglie di uno dei Savi… Nessun tribunale ha condannato quei giudici, e ora sono in libertà a fare sicuramente altri danni, togliendo gli strumenti di difesa ai cittadini e conferendo una potestà alle lobbies.
Ora esiste il dipietresco, un gergo sconosciuto che abbiamo tante volte sentito rimbombare ai processi di mani pulite,mentre si firmava la vendita di Banca d'Italia, mentre do l'acquedotto pugliese diveniva SPA, mentre l'Iri falliva e si promulgavano le leggi dei Banchieri.
Ora esiste il Buon Beppe, che gli scorsi giorni si è recato dal Presidente del Consiglio per consegnargli 1 milione e mezzo di firme raccolte tramite il Blog e una lettera di prelicenziamento. Prodi, giustamente, ha gradito molto la sua visita e anche la lettera con le richieste, promettendo di consegnarla ad ogni deputato, ma cos'altro poteva fare. Come si può chiedere il licenziamento se non si riesce neanche ad eliminare i privilegi parlamentari, e episodi in cui l'assemblea all'unanimità approva l'aumento del proprio stipendio. Altro gioco...altre truffe. Personaggi così servono al sistema, servono perché occorre sprecare energie e lotte verso scopi sbagliati, servono per disorientare e confondere le idee.
Noi abbiamo pagato il biglietto dello spettacolo, per cui vogliamo proprio vedere come va a finire.