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22 aprile 2013

Il golpe con l’asterisco

Le vittime dell'attentato della maratona di Boston
L'aver annunciato un "golpe" con tanta leggerezza ha provocato un danno al nostro sistema di sicurezza da non sottovalutare. I movimenti anarco-insurrezionalisti hanno fatto un silenzioso e invisibile passo avanti, andando a riempire il vuoto ideologico venutosi a creare con la paura del crollo delle strutture dei vecchi partiti, sulle cui ceneri stanno tessendo atroci vendette. Pagheremo le conseguenze di questa buffonata, perché la rabbia latente scaturita da un linguaggio sovversivo di lotta alle istituzioni troverà nelle fila più estremiste delle valvole di sfogo. E' stata così fornita una copertura, alle società di intelligence nemiche straniere, che possono ora sguazzarci indisturbate. Il ritorno degli anni di piombo non è così lontano. 

Forse, sarà stato questo scenario ad indurre Beppe Grillo a fare marcia indietro sulle sue avventate parole, come anche suggerito dal Viminale, che richiama il comico alla prudenza spiegando in maniera molto chiara le conseguenze di quell'insano gesto di propaganda. Infatti, dopo aver urlato al "colpo di Stato", ben presto nella piazza di Montecitorio si riunisce un'indegna sfilata di ciarlatani che aizzano la folla, eccitati e scalmanati come una scolaresca che prepara l'ennesima manifestazione per "liberalizzare la marijuana".  Per un momento, li abbiamo scambiati per dei Mormoni in protesta, con tanto di cravatta e targhetta alla camicia.  Ci sono anche degli Onorevoli Deputati che avanzano con un megafono come veri peones,  affermando che "una protesta dilagante sta affollando tutte le piazze d'Italia", in preda ad una crisi di overdose di adrenalina, ormai salita al cervello. Una leggenda internettiana comincia a fare da passaparola nella folla, mentre una bolgia di frustrati prende forma.

Con il passare delle ore, però, l'euforia comincia a diventare paura, poi terrore fino a paralisi totale: sprovveduti, incoscienti, dilettanti, incapaci e sopravvalutati. Sono dovuti persino intervenire le Istituzioni, consigliando saggiamente di placare gli animi, per evitare che qualcuno si facesse male e che delle gravi responsabilità ricadessero sugli artefici istigatori della furia di piazza. Allora sopraggiunge anche la correzione del tiro del comunicato, quindi niente Colpo di Stato ma 'golpettino istituzionale furbo', aggiungendo quindi un asterisco, nel classico stile delle pubblicità dei grandi affari con la fregatura nascosta. Il nostro Brancaleone batte quindi in ritirata, e chiarisce che non si tratta di una dichiarazione sovversiva, forse spaventato da quel Leviatano senza controllo che ha creato. Infatti  i rivoluzionari  pentastellati erano convinti che la rivoluzione si facesse postando un commento o aggiungendo un click ad un forum, senza accorgersi di avere dinanzi una folla inferocita e disperata.   

Bisogna ammetterlo,  la sceneggiata ha superato le telenovele venezuelane. E' stato comunque bellissimo  vedere in azione il popolo viola, la democrazia diretta dal vivo, la gente e i cittadini in piazza, la mortadella nei panini, e tanti convinti combattenti che gridavano. Ci aspettavamo il botto finale, ma non avevamo visto l'asterisco, dovevamo capire che era solo una battuta di un comico geniale. Alla fine, infatti, tutti sono tornati a casa: chi a scrivere il loro commento, chi a litigare  con la moglie,  chi a scendere la spazzatura, e chi a sfogliare wikipedia per capire "cos'è un golpe".  Stavolta, ammettiamo, è andata bene l'avventura, ma la prossima volta sarà meglio che Casaleggio faccia una convenzione con l'Associazione dei dentisti e degli ortopedici, perché la prossima volta i cittadini potrebbero anche incazzarsi sul serio. 

E pensare che tutto questo è iniziato da un manipolo di scansafatiche annoiati, che perdeva il suo tempo sui socialnetwork  invece di lavorare, rubando soldi allo Stato e alle imprese. Riteniamo che sia giunto quindi il momento di accendere il cervello e pesare bene le parole, lavorando insieme alla ripresa del Paese. Consigliamo anche una cura per la internet addiction di cui è gravemente affetto il Beppe Mormone e i suoi fedeli.


19 marzo 2013

Ci chiamarono complottisti

Il mito della caverna di Platone
Resterà una vana illusione la tanto attesa rivoluzione che il cosiddetto ‘movimento del web’ ha previsto, lasciando dietro di sé terra bruciata e delusione in chi ha creduto di poter cambiare il sistema. Questa osservazione non vuole essere un’espressione politica, bensì solo l’amara constatazione scaturita dall’analisi della manipolazione demagogica che è stata effettuata sulle masse, grazie agli efficienti strumenti forniti dal web. Tutto sembra facile, campagne elettorali e conferenze mondiali in streaming senza alcun dispendio di denaro pubblico, comunicazione trasparente e partecipazione collettiva. Un miraggio che diventa realtà, se si pensa che il costo della politica si aggira intorno a 1-2 miliardi di euro. Ma quello che può sembrare un’utopica realtà, alla portata di tutti e a costo zero, si rivela un’arma a doppio taglio, consegnando nelle mani dei ‘nuovi Banchieri’ le chiavi per comprendere e quindi raggirare l’elettorato italiano. L’entità che infatti si annida dietro questo movimento, non è il frutto di un complotto degli Illuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, non è una lobby petrolifera o del nucleare. 

Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri, che non avranno bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico. "La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale" ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008). 


Società come You Tube e Facebook,  forniscono in maniera gratuita gli strumenti , per far  sì che si vengano a creare dei movimenti spontanei che possano utilizzarli per comunicare. Anche se non si condividono i metodi e gli applicativi imposti, con il tempo non si potrà fare a meno di loro, entrando inevitabilmente negli usi e costumi quotidiani. Non è necessario essere d'accordo con loro, ma impongono che tu gli dia fiducia, anche se loro non si fidano di te. Dovremmo cominciare a fare un po’ di conti, e quantificare il costo ipotetico d a sostenere per far riecheggiare nell’etere il suo Tsunami Tour in diretta streaming in HD, con migliaia di utenti collegati in tutto il mondo. L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, "I mercenari della democrazia", 7 ago 2012 - "Un'arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 - "La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile", 10 mar 2011)

Ecco la rete dei Grillini.
La struttura piramidale su cui sono stati progettati
i sistemi di controllo delle masse come Blog e Forum.

Oggi si è caduti invece nel ridicolo, e si vuole presentare delle società private come un simbolo di garanzia democratica. E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati, mentre oggi i Mormoni battezzano i morti per ampliare gli adepti che "discendono dalla setta", grazie alla più grande catalogazione delle anagrafi di oltre 100 paesi, grazie ad un imbroglio informatico. Le società cibernetiche si sono già appropriate dell'esperienza delle sette, e stanno studiando sistemi che consentiranno di aggiornare un profilo anche da morto, manomettendo la vita storica degli esseri umani.  Non è altro che business, che va oltre lo Stato, con un piano strategico che porterà ad accumulare soldi e ricchezza, grazie ad un patrimonio inestimabile. "Le masse occidentali infatti credono di avere un potere e dei diritti, ma è così solo in apparenza: con il tempo le loro prerogative sono passate nelle mani di speculatori, delle holding dell’informazione. Questi, tramite il loro potere di comunicazione, muovono le masse facendo leva sui loro consumi. Gli "invisibili" - come chiameremo le entità economiche che gestiscono questo sistema vitale - hanno capito che, nutrendoci con dei beni materiali e culturali medio-bassi, possiamo essere manipolati mediante un piccolo slogan e dei discorsi politici. Le masse, utilizzando Twitter e Facebook, non fanno altro che alimentare i potenti fornendo loro le proprie informazioni. Tali meccanismi ci fanno capire come "emigrano" gli interessi delle grandi multinazionali verso il consumo e le risorse da sfruttare" (Da Etleboro, "La macchina pensante", 11 dic 2008) . 

Di fatti, mentre la democrazia costruita nei secoli dall’umanità è basata sulla fiducia, questi sistemi piramidali – come Facebook, Twitter - consentono un tracciamento di fondo ed automatico, perché ognuno inserisce la propria informazione, fornendo alla società che ne detiene la proprietà e i codici sorgente l’accesso ad un’immensa banca di dati. Attraverso l’analisi semantica, le società di gestione dei dati tracciano i profili degli individui e quindi di intere società: preferenze nei consumi, interessi intellettuali, ma anche frustrazioni, sentimenti, desideri. Una preziosa risorsa, insomma, per creare delle campagne elettorali perfette, sincronizzate e perfettamente aderenti alle prospettive degli utenti (Da Etleboro, "Facebook e il mondo degli inutili", 29 dic 2008). 

Ed in effetti la parola “utilizzatore” e non “cittadino” è più adeguata per definire queste masse informi che popolano forum e blog, accaniti sostenitori di Youporn, scansafatiche e segaioli, che hanno creato il loro alterego sdoppiato di ipocrisia in Facebook. Tuttavia, questa onda anomala che si vuole provocare può funzionare forse in America, dove le persone sono ridotte al minimo storico di civiltà educativa, non conosco neanche più i sentimenti, si amano attraverso un PC e si nutrono di chimica. Creare dei movimenti di frustrati e di disperati, dei movimenti di cloni di individui mobbizzati dal lavoro, rischia di degenerare in una società come la nostra in “esercito di kamikaze”, e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità.  Ogni pseudo rivoluzione architettata si chiama shock di civilizzazione, e serve quando la bolla sta per scoppiare, e dare l’impressione di cambiamento. Tutto questo è controllato, schematizzato e ben definito, ecco perché non crediamo.

Quando si vuol far credere che è la società civile che sceglie, e che la democrazia diretta ti porta al potere facilmente, è lì che bisogna riflettere. Anni fa ci chiamarono complottisti, perché parlavamo della crisi moderna causata dall’ingresso non regolamentato della cybernetica nei nostri sistemi industriali. Abbiamo avuto il coraggio di resistere, tra il male e il bene, tra il Bianco e il Nero, ma pochissimi ci hanno capito. Purtroppo l'ignoranza dei cittadini deve confrontarsi con il mondo reale, e  vedremo solo allora se Facebook darà la soluzione. Lasciate quindi   tastiera e Ipad, riaprite i libri nelle biblioteche, e leggerete la vera scienza.

04 marzo 2013

Dopo il 'web' l'era della Cybernetica

Le recenti vicissitudini politiche hanno evidenziato la potenza e allo stesso tempo l'insidiosità del web come strumento di propaganda e di rassembramento delle masse. La distruzione dei partiti per far posto alla democrazia del web potrà in futuro provocare crisi politiche governate dal caos, dinanzi al quale i cittadini si troveranno totalmente privi di qualsiasi tipo di protezione, che prima era garantito dal filtro della politica. Ci prepariamo quindi ad entrare in una era in cui una legge chiara sulla cybernetica sarà di vitale importanza per la sicurezza nazionale. Occorrerà infatti difendere il Paese dalle aggressioni di entità e   lobbies sovrastatali pronte ad appropriarsi della conoscenza, delle informazioni sensibili e del patrimonio delle aziende strategiche. 
Oggi si chiedono  nuove regole di  controllo per i software che gestiscono banche, ferrovie, energia e telecomunicazioni, che dovranno essere omologati dagli organi del CNR e dello Stato. Allo stesso modo, se gli italiani vogliono diventare una "democrazia diretta" e mettere online tutte le informazioni delle aziende strategiche, dei meccanismi di governo e dei regolamenti istituzionali del paese, è necessario imporre delle regole di controllo. Non possiamo infatti affidare a Google, Youtube e Facebook la gestione e l'organizzazione della politica italiana, perché sono pur sempre società private, espressione di lobbies internazionali, contro le quali non possiamo combattere. Non possiamo essere rappresentati da associazioni di categoria che sono sovvenzionate da lobbies, ma dobbiamo trovare una strada nostra, che non sia quella descritta dai giganti di software americani. Bisogna infatti capire che quella del "grillismo" non è una soluzione e l'esempio di Parma insegna: il termovalorizzatore è stato comunque costruito, anche con le firme e la ratifica della procura. Dunque adesso è lo Stato che viene messo in discussione, senza essere preparati a dare una valida alternativa di governo sostenibile.



La terra promessa del web

28 marzo del 2008


Ciò che prima rappresentava la televisione, come fenomeno che molti hanno definito il cancro del sistema, oggi è costituito dal web. Con quella contraddittoria apparenza democratica, la rete è divenuta lo stereotipo della strumento della volontà popolare, dando vita così a community particolari, a spazi virtuali in cui tutti vogliono esprimere la loro voce, a movimenti di controinformazione. Dietro tutto questo, non vi è altro che finzione, un muro invisibile, che si attraversa per perdersi all'interno di esso.
Burattinai reggono le fila di questo spettacolo, si muovono nella rete come delle strutture invisibili, che forse sono ben evidenti ma nessuno vuole vedere, ma sicuramente sono sempre gli stessi che si rivendono ogni volta. Nella giungla di quello che è diventato il web possiamo distinguere la nuova professione dei commentaristi, che "lavorano nei forum" come vere e proprie macchine di disinformazione. Accerchiano il proprio obiettivo e strumentalizzano le sue parole e le sue idee per raggiungere con la manipolazione il proprio scopo. Creano intorno ad esso elogi, apprezzamenti, poi critiche e polemiche, che vanno alla fine a svilire totalmente l'obiettivo che era stato prefissato. Lo schema che vi proponiamo spiega così come il forum, pian piano agisce contro l'idea che viene individuata come antagonista.


 Nel nostro viaggio, abbiamo così incontrato una miriade di piccoli personaggi che escono alla luce se toccati da particolari temi, per poi scomparire nel nulla. Le loro armi sono l'etichettare, il diffamare, il distorcere, la propaganda, postando a raffica dei commenti inutili, nascondendosi dietro dei nick falsi.

 
Così il "ragno" della community manipola la sua community, creando false identità, complimentandosi con se stesso e ponendo domande stupide solo per risaltare la sua stessa intelligenza. In alcuni uffici politici, questi ruoli vengono definiti utenti sintetici, per indicare una massa di identità virtuali inesistenti. In realtà, questo sistema libero del Web sdoppia i personaggi : quelli che crediamo siano dei violenti, in realtà non lo sono e scopriamo che c'è solo propaganda, altri invece, che crediamo siano dei giusti, scopriamo che sono molto pericolosi. È il nuovo stile dei commentaristi, e per divenire tali basta avere accesso all'internet, creare un forum con delle pubblicità, e accogliere attorno al proprio forum un piccolo gruppo di utenti sintetici che andranno a colpire una persona, per diffamarla e screditarla.
Questa è la povertà in cui siamo caduti, e quella che noi definiamo "democrazia dal basso" ci sta rovinando, perché non usiamo la rete per arricchire il nostro sapere, per crescere economicamente grazie all'aiuto della telematizzazione, ma per sfogare le nostre frustrazioni, come puro svago disinteressato. Tutto si riduce ad uno sterile "copy and paste", ad un commento del commento che non porterà certo alla verità. Ciò che per esempio fa Beppe Grillo, è solo una grande campagna di marketing per vendere se stesso e il suo prodotto di "sarcasmo" sui drammi della nostra società, per poi strumentalizzare la massa. Anche Marco Travaglio, che in qualità di giornalista commenta degli atti pubblici accuratamente selezionati, resta nella sua visione di settarismo senza dare alcun vero contributo alla scoperta dei sistemi giuridici invisibili che proteggono i potenti, di qualsiasi schieramento politico essi siano. Non è questo il giornalismo di investigazione, ma un eterno commentare degli atti a tutti disponibili, perché l'accesso alle fonti è troppo costoso per portare avanti una vera inchiesta.

Queste dunque sono le forze che giocano e ribaltano il web, con gli stessi meccanismi che un domani condurranno le campagne elettorali, promuoveranno progetti di legge e politiche sociali. Per tale motivo, bisogna chiedersi quale sia il loro scopo, a cosa servono, e perchè hanno creato sistemi di "opinionisti" da quattro soldi, di "pensatori", che aggrediscono chiunque si presenti con un'idea diversa. Se oggi si vogliono abbattere queste barriere, una società, un partito politico, una qualsiasi struttura, dovrà creare un sistema cybernetico suo e non già predisposto, perché è stato concepito per usarci.Tutto questo porta ad uno spirito di contraddizione in continua crescita, perchè chi ha creato queste strutture sa come manipolarci. Il web e la rete sono il miraggio, la terra promessa che non esiste, quella democrazia che non verrà mai realizzata. Inconsapevolmente, tutti si accaniscono a scrivere nei forum, e senza volerlo si rendono partecipi della grande cospirazione che vuole la creazione di una realtà sintetica.

29 settembre 2008

I nuovi muri di Berlino


Nella classifica 2008 di Transparency International l'Italia si troverebbe al 55° posto nel mondo per la corruzione nel settore pubblico, scendendo di 14 posizioni dal 2007 grazie a una maggiore diffusione "dell'abuso di pubblici uffici per il guadagno privato". E' quanto riporta il Blog di Beppe Grillo, in linea con la sua propaganda politica vestita da "controinformazione" indipendente. Tuttavia bisogna chiedersi chi è Transparency International, e cosa si nasconde dietro la sua lotta contro la corruzione.

Il Blog di Beppe Grillo riporta in prima pagina che secondo Transparency International, l’Italia si troverebbe al 55simo posto nella classifica della lotta alla corruzione e della correttezza delle procedure politiche. Tuttavia, quella che viene definita un’istituzione internazionale nella definizione dello stato di corruzione, non rappresenta altro che la spada di Damocle delle entità economiche sovranazionali sulle economie degli Stati, per decidere liberalizzazione e privatizzazioni. Transparency International è stata creata da Robert Strange McNamara, Segretario alla Difesa dei Presidenti John Fitzgerald Kennedy e Lyndon B. Johnson, collaborando alla decisione del lancio della bomba atomica in Giappone e della guerra che ha devastato il Vietnam, ricostruendo poi nel tempo l’immagine di grande statista con la creazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Proprio le "illustri origini" di Transparency, rappresentano la premessa essenziale della lunga carriera di questa organizzazione internazionale, divenuta poi portavoce della Banca Mondiale, all’interno delle politiche di privatizzazione, delle riforme istituzionale e costituzionali, e facendo così della sua lotta per la "trasparenza" un ricatto perenne per politici e funzionari.

Le economie in via di sviluppo, come quelle dell’Europa sud-orientale, rappresentano i prototipi sperimentali per eccellenza di Transparency, considerando che ha collaborato in tutto e per tutto alla loro "democratizzazione" e, così, alla colonizzazione da parte delle multinazionali. Nei Balcani, per esempio, hanno portato a termine dei veri capolavori, cadendo spesso nel ridicolo e nell’assurdo. Quando in Albania sostennero che il Governo era stato corrotto nella gestione del sistema di distribuzione del gas, furono derisi da tutti perché non esiste nel Paese una rete energetica di questo tipo. Da Banja Luka, invece, sono scappati, dopo che un quotidiano locale ha reso noto che i loro funzionari - paladini della giustizia contro la corruzione - avevano corrotto alcuni funzionari per poter realizzare le cosiddette riforme. Rappresentano dunque i figli del marcio dell’economia capitalista occidentale. Si nascondono dietro le NGO, dietro le campagne mediatiche di grande effetto, mentre firmano nei consigli di amministrazione la condanna a morte di migliaia di persone.

Ma dove era Transparency International quando in America Latina si è deciso di privatizzare l’acqua scatenando miseria e guerriglie, oppure negli Stati Uniti sono state fatte cartolarizzazioni, sono stati emessi titoli e derivati non garantiti, sono stati concessi prestiti per il125% del valore delle garanzie a soggetti ad elevato rischio di insolvenza? Magari erano nell’Est europeo, a fare approvare l’ennesima privatizzazione a colpi di scandali e di corruzione, a scatenare tangentopoli e retate all’interno delle società possedute dallo Stato, per garantire così il buon fine dell’ultimo tender o dell’ultimo appalto. Così, mentre le Banche degli Stati Uniti emettevano carta straccia per "far girare l’economia", le società fallivano o delocalizzavano, la disoccupazione e la stagnazione economica dilagava, e contemporaneamente la Comunità Europea dava fondi per l’integrazione. Una macchina oliata alla perfezione, un giostra che gira all’impazzata.

Bisogna inoltre chiedersi quali sono le fonti delle loro indagini, in quanto, non essendo un’Istituzione creata da Stati, rappresenta solo un contractor che elabora dati, al pari di un’agenzia di informazione privata. Ma soprattutto, è necessario precisare cosa si intende dire per "corruzione", considerando che è un concetto mutevole e variabile, che cambia a seconda delle caratteristiche storiche e sociali di ogni Stato. Le semplici tangenti, si sono trasformate, all’interno di democrazie più evolute nelle cosiddette lobbies legali, che sponsorizzano i partiti; ragion per cui non si può dare alla "corruzione" una definizione oggettiva. Negli Stati Uniti un funzionario "corrotto" ha il potere di uccidere migliaia di persone, nei Balcani, così come in Italia, può favorire certi soggetti invece che altri, al pari di una sponsorizzazione delle lobbies americane. Esiste così un altro tipo di corruzione, più sofisticata, dietro la quale vi sono società di consulenza che pianificano manovre finanziarie e politiche economiche, in relazione agli interessi di determinate città. Per tale motivo, la crisi finanziaria che stiamo vivendo è dovuta in parte ad un altro tipo di realtà, che deriva dalla struttura stessa del potere, scatenando un effetto domino infinito.

Se negli anni '90 le grandi società di speculazione hanno costruito la loro ricchezza truccando i bilanci, accreditando titoli senza alcuna copertura reale ed eludendo le leggi degli Stati, dopo l'11 settembre è stato instaurato un nuovo ordine mondiale che ha fatto della monetica (moneta elettronica) il suo "cavallo di battaglia". Le nuove norme per gli scambi economici hanno fatto saltare tutti i fusibili - banche d’affari minori, manager e broker, fondi di investimento - danneggiando piccoli investitori, cittadini e imprese di piccole e medie dimensioni, nonchè amministrazioni locali e utilities pubbliche. Tuttavia, la monetica fa parte del nuovo sistema economico telematizzato ed informatizzato che scandisce non solo l’economia, ma anche la nostra società. Pian piano, sono stati costruiti i nuovi muri di Berlino, ossia delle frontiere informatiche che si sono alzate, senza nessun referendum popolare: si parla di democrazia diretta, di potere orizzontale, ma anche di lotta alla corruzione, di "parlamenti puliti", di "governi ombra".

Virtualizzazione, usura e disumanizzazione, sono la peste di questo millennio, in cui, in assenza di un codice etico legittimato dagli Stati, ognuno di noi può scomparire dinanzi alla "e-justice". I cancellati, gli invisibili, i doppi Nick, i nomi sintetici, sono i nuovi venditori di anime. Oggi esistono giù i nuovi Stati all’interno di internet, esistono popoli, come i "palktalkiani", i "Grillini", gli "indipendenti". E pensare che molti uomini, prima di loro, si sono battuti per il diritto all'internet, che doveva rappresentare la libertà di informazione, dove chiunque poteva scrivere, mentre oggi esistono solo pochissime realtà, come Google e Youtube. Questa è la democrazia e questa è la rete, per tutto ciò andiamo a votare, e ci riuniamo per gridare. Nella continua lotta tra il materiale e l’immateriale, la nostra economia e il nostro concetto economico sono stati cambiati. Il mercato immobiliare fallisce perchè esistono uffici virtuali, il sistema finanziario è in crisi perché esistono piattaforme sovranazionali che accumulano transazioni, la politica è in macerie perché sono cambiati i sistemi per fare propaganda e attirare elettori. Avremo le unità lavorative, le unità intellettive, e il sistema bancario sparirà, esisterà solo un’immensa banca dati, un essere immateriale, dove per trasportare immaterialmente del denaro da una parte e dall’altra devi pagare, perchè devi passare i muri invisibili di Berlino.

09 luglio 2008

Le nuove prefiche


Quello del predicatore e del diffamatore è senza dubbio il nuovo mestiere dei nostri tempi, che vede coinvolti personaggi e individui che ormai hanno perso ogni ragione di esistere e trovano nelle guerre di propaganda una nuova posizione sociale.

Come le donne che un tempo e tutt’oggi dietro compenso piangono e urlano ai funerali di personalità illustri, le nuove "prefiche" gridano e polemizzano per amplificare le campagne propagandistiche pianificate e volute dai poteri forti. Pronti a fare demagogia, a creare fenomeni da osteria, ad andare ad Hollywood e ottenere "premi oscar" alla carriera di grande predicatori della storia. Una professione che ormai è tornata con prepotenza sia nei paesi "evoluti" dell’occidente, sia negli Stati che fanno da avamposto a quelle strutture "euro-atlantiche" che vengono imposte.

Personaggi come Marco Travaglio, Beppe Grillo, e ormai sempre di più Antonio Di Pietro sono le prefiche pagate per gridare alla corruzione del Governo, alle strategie di "pulizia" all’interno del Parlamento e dei CdA delle società. Conosciamo bene l’esito di queste campagne isteriche contro la corruzione, ma soprattutto abbiamo visto le devastazioni delle tangentopoli di massa pianificate e studiate per radere al suolo un sistema economico. Purtroppo, in un Paese come l’Italia, che ha dovuto sopravvivere con tantissime realtà, tutto sfocia in una guerra sanguinaria nonostante abbia alla sua origine culture e tradizioni diverse. Si parla di mafia, di strani intrighi sessuali, di truffe o bancarotte mirate, sembra che ci troviamo in realtà in un equilibrio di paura, dove tutti gridano, ma alla fine non succede nulla.
Si fanno manifestazioni, si grida, si fa una grande cena o un sontuoso ricevimento, così ognuno si sente felice per aver contribuito ad una causa. Questi stessi personaggi che oggi gridano contro il Governo "democratico" e la classe politica moderna, nata dopo la grande tangentopoli, alla fine sono le stesse prefiche che hanno descritto Craxi come un male assoluto, dimenticando le parole, i processi e i dibattiti di prima, per rilanciare la nuova alleanza politica.

Così si dimenano in preda ad un raptus isterico, attaccando "la casta al potere", origine e fonte di ogni male. Ma una volta che Berlusconi sarà via avranno un altro nemico, "altro giro, altra corsa", e se loro saranno i nuovi profeti, ci saranno altre prefiche che si batteranno il petto per denunciare la loro incapacità e la loro ignoranza.
Questi non sono altro che gli ultimi colpi di coda di un Paese alla "cassa integrazione" come la Fiat, che mette in ginocchio soprattutto i suoi stabilimenti del Sud di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese e Pomigliano. Chiude i battenti, e magari "delocalizza" in un altro Paese che le garantisce detassazione e manodopera specializzata a basso costo. E così "altro giro, altra corsa", ma nessuno parla o grida, rimangono in silenzio le "cornacchie" per paura di offendere chi li paga. Magari non venderemo più macchine, e così venderemo "derivati" e strumenti finanziari, dato che omai l’Italia è divenuto uno dei mercati più fiorenti nel settore delle "truffe" e della commercializzazione di titoli non validi: i traders e i fiduciari sono l’unica manodopera specializzata che possiamo offrire.

03 giugno 2008

Crociate Isteriche


Lo strumento di internet, in questa nuova fase generazionale, sta originando degli effetti di difficile analisi. Il web è divenuto la via di sfogo e di espressione un disagio diffuso, con la crescita esponenziale degli spazi blog personali che ha facilitato notevolmente un effetto domino emotivo coinvolgendo migliaia di persone. Sicuramente questo genere di sviluppi mettono in risalto l’inefficienza delle istituzioni nei confronti di un' adeguata e sana educazione all’utilizzo di questo mezzo di comunicazione.

E' ormai da qualche anno che si vive quotidianamente uno stato di malessere. La via di sfogo e di espressione di questo disagio risulta essere prevalentemente quella di internet. La crescita esponenziale degli spazi blog personali infatti ha facilitato notevolmente un effetto domino emotivo coinvolgendo migliaia di persone nell’amplificazione mediatica di questa sensazione di crisi generale. Il copia ed incolla è divenuto lo strumento essenziale di rapida diffusione persuasiva. In questo panorama i nuovi “luminari” sono persone della classe media e medio-bassa trascinati dalle loro frustrazioni nella ricerca disperata di stima e considerazione da parte di un pubblico in cui empaticamente ci si riconosce. Personaggi sintetici. Maestri di una neo massoneria popolar-virtuale. Gente che nella loro realtà individuale molto probabilmente non è riuscita mai a distinguersi né in famiglia e né nel contesto professionale e sociale. Panorami apocalittici sono spesso gli oggetti principali delle loro discussioni.

Le loro personali manie di persecuzione si trasformano in una confezione comunicativa in cui i complotti del sistema sono all’ordine del giorno. Si evince dal loro linguaggio pseudo-sessantottino un'atavica ribellione ai sistemi precostituiti che sfocia addirittura in anonime aggressioni virtuali. Lo strumento di internet, in questa nuova fase generazionale, sta originando degli effetti di difficile analisi. Sicuramente questo genere di sviluppi mettono in risalto l’inefficienza delle istituzioni nei confronti di un' adeguata e sana educazione all’utilizzo di questo mezzo di comunicazione. Sotto un'apparente e onirica libertà la suggestione individuale è all’ordine del giorno. Conferenze, riunioni, manifestazioni, opposizioni, petizioni sono le Crociate Isteriche in cui si manifesta la maggiore aggregazione sociale ispirata da una moralizzazione infettiva.Un fenomeno che, con altri strumenti ed in altri contesti, si è già manifestato in passato. Conducendo la gran parte dei partecipanti ci si perde ancor di più nei loro personali conflitti interiori per far approdare i più “svegli” in un nuovo assetto sociale, divenendo di fatto i nuovi personaggi del sistema stesso.

In realtà tutto questo si riduce ad una sceneggiata indiana, tutti i castelli montati in aria si distruggono con una semplicissima querela, in modo da far tacere il lestofante che si agitava troppo. Il crociato isterico riceverà così tante e-mail di conforto e altre crociate di petizioni a suo favore, e poi sarà la volta del contributo economico, fin quanto non verrà dimenticato nelle migliaia pagine web che ogni giorno il motore di ricerca indicizza. Lo stesso sistema per neutralizzare certi individui all’interno dell’informazione, è stato usato dai servizi per fermare o controllare forme di criminalità organizzata, ossia cedendo ai ricatti e concedendo finanziamenti e risorse in cambio della fine delle ostilità e degli attentati.
Ogni dibattito diventa inutile, perbenista e retorico, si traduce in una questione morale: quando non si vuole dare una risposta, si chiude la polemica con un bel "non è morale!". Basti pensare al caro Beppe Grillo che parla di corruzione e di tangentopoli, chiudendo il suo monologo tra l’ilarità del pubblico con la battuta finale "è una questione politica!". Ridicolizza così anni di storia italiana in cui veramente certe entità hanno usato i ricatti e le tangenti come strumento politico, nonostante tutto quello che è passato attraverso i media. Chiediamo dunque a questi nuovi giustizialisti qual è il significato e il ruolo dei vecchi comandamenti, se non quello di imporre alla società delle regole morali. Occorre tuttavia porre un freno a questo delirio, altrimenti ogni problema sociale si ridurrà ad uno scontro politico o morale, o peggio ad una guerriglia tra neo-fascisti e anti-fascisti.

20 maggio 2008

I nuovi bulli


Oggi si parla di Travaglio, di Di Pietro e di Grillo come se fossero i nuovi moralisti, i detentori dell’etica della società civile moderna. Ma a guardare le loro facce, sembra che traspari un po’ di malinconia, come se rimpiangessero il loro vecchio lavoro, quando il "buon Di Pietro" inchiodava malfattori come pubblico ministero, mentre Beppe Grillo dava i suoi spettacoli nei teatri. Travaglio, dal canto suo, ama il suo lavoro e così rileggere tutti i piccoli dettagli delle sentenze costruendo e fantasticando teorie. Ma in fondo, dovrebbe ringraziare i suoi peggior nemici, che con le loro storie gli hanno permesso di costruire il suo personaggio, senza di loro non esisterebbe neanche. Tutto questo fa anche parte del sistema, del grande cinema che serve per tener occupata la gente a guardare. Ormai sono monotoni e prima o poi si dimenticheranno tutti di loro, e ci sarà un "Avanti un altro". Li vediamo nei salotti delle trasmissioni televisive, commentando con i loro sorrisi, quel tipico sorriso di chi si vuole dare un tono, una certa importanza. Si parla infatti sempre di condannati, di ladri, di storie che si ascoltano ormai da anni, parlano di mafiosi, scendendo anche nel ridicolo e mescolando di tutto, pur di sembrare intelligenti. Si parla di internet e di rete e del nuovo popolo internauta, ci si fa forti con queste parole, senza conoscerne tuttavia il pieno significato che risiede nella "scienza del sistema". Li vediamo come quelle tipiche persone che hanno scoperto la ruota, e, commentando "come gira", non sanno assolutamente il loro funzionamento. Un’immagine che ricorda molto i famosi emigranti con il capello da cowboy e i sigaroni, che tornavano nelle loro piccole città facendosi grandi. Forse questa storia non va dimenticata.

La nostra non vuole essere assolutamente una critica, ma un gesto semplicemente per far capire a tutti coloro che si sentono così coinvolti dall’attualità che è assolutamente anacronistico cercare di imporre alla cultura italiana il concetto della rete e dell’internet, senza considerare le esigenze e la storia di questo territorio. E a maggior ragione non si può importare dall’America un determinato modello di vita e una concezione politica, pensando di applicarlo in tempi brevi anche alla società italiana. Infatti, l’Italia ha 8100 comuni molti dei quali non superano i 15 mila abitanti: costituiscono una realtà non trascurabile, sono la vera Italia e nel loro insieme rappresentano bene questo Paese. La maggior parte di essi sono popolati da persone che non sente il bisogno di avere internet né sa usare un computer, tale che il loro processo di telematizzazione sarà lento. Questa è una delle ragione del perchè in Italia non vi è stata una rapida diffusione di questi mezzi, perchè non siamo ancora in una fase di disumanizzazione, processo che è pienamente in atto in America, che vive di virtualizzazione e di lunghe distanze. Al momento, dunque, il popolo della rete in Italia è costituito da impiegati statali o da dipendenti che invece di lavorare scrivono nei forum, da quelli che vogliono parlare con la propria moglie, magari sono divorziati in casa e dopo aver mangiato preferisce parlare con un computer.

Cosa succede, dunque, se si cerca di forzare il cambiamento del sistema politico senza dare gli strumenti per adeguarsi al cambiamento? Sembrerà paradossale, ma in realtà di va a scatenare un meccanismo che causa un vero e proprio etnocidio della nazione. Non dimentichiamo, infatti, che uno dei più grandi genocidi che siano mai esistiti è stato quello del passaggio dal sistema comunista a quello capitalistico, che ha causato milioni di morti in Paesi come la Polonia, l’Albania e i Paesi della ex Unione Sovietiva. La cifra stimata non si può neanche pronunciare, e nessuno ha mai parlato di questo. Tutti sorridono, convinti di sapere la verità, ma chi capisce quello che cerchiamo di dirvi, capirà che diciamo la verità. Così, se oggi dovessimo passare ad un altro sistema politico, anche diverso, vi sarebbero guerre e rivolte cittadine, vi sarebbe il caos. Provate a pensare al fatto che i Governi hanno inviato degli eserciti per mantenere un certo equilibrio sociale, e se si sfalda il nostro sistema politico o sociale, le conseguenze si avvertirebbero su scala nazionale. Forse il "buon Di Pietro" certe cose le capisce, lui che parla sempre di "noi di Italia dei Valori"; dovrebbe ricordarsi quando affermava che non stava creando nessun tipo di partito ma un movimento, "perchè già ce ne sono tanti". Sicuramente mentiva, dato che poi ne ha formato uno, e poi oggi si è ridotto a dire sempre le stesse cose. Ebbene, se oggi non esiste giustizia e domani vorremmo imporla, magari grazie alla rete, credete davvero che il nostro sistema politico rimarrà intatto e vi sarà benessere?

Voi che gridate, non vi rendete conto che fate il loro stesso gioco, perchè finchè ci siete voi vi saranno sempre i vostri antagonisti al potere. In America vi sono persone in carcere perchè non hanno soldi per difendersi e sono innocenti, mentre in Belgio non esistono più le piccole attività commerciali né un solo belga nel centro di Bruxelles, e ormai si può dire che il popolo belga è sparito in un certo senso, dopo che una terribile tangentopoli si è abbattuta sul governo portando così il giustizialismo. Lo stesso sta accadendo in Italia, dove interi quartieri oggi vengono popolati da turchi e arabi, mentre ogni Governo si succede grazie ad uno scandalo o ad una tangentopoli: cerchiamo sicurezza e protezione, otteniamo invece liberalizzazioni, libero mercato e svalutazione del nostro lavoro. Il contraccolpo politico ed economico di questo cambio del sistema si sta già avvertendo, con la chiusura di tanti piccole medie imprese, con lo sfruttamento della manodopera extra-comunitaria, il cui tenore di vita è ormai ridotto alle minime condizioni di sostenibilità spingendola così a cercare una sussistenza nel crimine organizzato. Noi siamo artefici del nostro stesso malessere, e nella continua ricerca di una soluzione che dall’oggi al domani cambi la nostra vita, contribuiamo a distruggere la nostra società. Aiutiamo a fare arrivare la rete in tutte le case, ma non sensibilizziamo le imprese a utilizzare questo strumento per crearsi uno spazio che vada a supportare la loro attività reale, non telematizziamo la nostra burocrazia, non rendiamo elettronico le nostre esperienze e le nostre informazioni. Sappiamo solamente creare un grande blog da cui sparare il "copy and paste" dei siti americani, parlando poi di "vera democrazia dal basso". Senza rendercene conto stiamo contribuendo al nostro declino, che non potrà essere contenuto con una semplice legge, ma con "mazze e fucili".

26 marzo 2008

La terra promessa del web


Ciò che prima rappresentava la televisione, come fenomeno che molti hanno definito il cancro del sistema, oggi è costituito dal web. Con quella contraddittoria apparenza democratica, la rete è divenuta lo stereotipo della strumento della volontà popolare, dando vita così a community particolari, a spazi virtuali in cui tutti vogliono esprimere la loro voce, a movimenti di controinformazione. Dietro tutto questo, non vi è altro che finzione, un muro invisibile, che si attraversa per perdersi all'interno di esso.
Burattinai reggono le fila di questo spettacolo, si muovono nella rete come delle strutture invisibili, che forse sono ben evidenti ma nessuno vuole vedere, ma sicuramente sono sempre gli stessi che si rivendono ogni volta. Nella giungla di quello che è diventato il web possiamo distinguere la nuova professione dei commentaristi, che "lavorano nei forum" come vere e proprie macchine di disinformazione. Accerchiano il proprio obiettivo e strumentalizzano le sue parole e le sue idee per raggiungere con la manipolazione il proprio scopo. Creano intorno ad esso elogi, apprezzamenti, poi critiche e polemiche, che vanno alla fine a svilire totalmente l'obiettivo che era stato prefissato. Lo schema che vi proponiamo spiega così come il forum, pian piano agisce contro l'idea che viene individuata come antagonista.

Un esempio di plateale manipolazione è stato l'attacco di Indymedia nei confronti di Etleboro, che è stata definita un'organizzazione fascista semplicemente perché sosteneva la causa della Serbia, vittima della guerra dei Balcani, e la lotta contro il sistema bancario. Quello che era considerato come lo strumento per eccellenza della controinformazione, è miseramente fallito perché in esso non vi era nulla di democratico o di reale, ma solo la pessima copia di un forum. Nel nostro viaggio, abbiamo così incontrato una miriade di piccoli personaggi che escono alla luce se toccati da particolari temi, per poi scomparire nel nulla. Le loro armi sono l'etichettare, il diffamare, il distorcere, la propaganda, postando a raffica dei commenti inutili, nascondendosi dietro dei nick falsi.
Così il "ragno" della community manipola la sua community, creando false identità, complimentandosi con se stesso e ponendo domande stupide solo per risaltare la sua stessa intelligenza. In alcuni uffici politici, questi ruoli vengono definiti utenti sintetici, per indicare una massa di identità virtuali inesistenti. In realtà, questo sistema libero del Web sdoppia i personaggi : quelli che crediamo siano dei violenti, in realtà non lo sono e scopriamo che c'è solo propaganda, altri invece, che crediamo siano dei giusti, scopriamo che sono molto pericolosi. È il nuovo stile dei commentaristi, e per divenire tali basta avere accesso all'internet, creare un forum con delle pubblicità, e accogliere attorno al proprio forum un piccolo gruppo di utenti sintetici che andranno a colpire una persona, per diffamarla e screditarla.

Questa è la povertà in cui siamo caduti, e quella che noi definiamo "democrazia dal basso" ci sta rovinando, perché non usiamo la rete per arricchire il nostro sapere, per crescere economicamente grazie all'aiuto della telematizzazione, ma per sfogare le nostre frustrazioni, come puro svago disinteressato. Tutto si riduce ad uno sterile "copy and paste", ad un commento del commento che non porterà certo alla verità. Ciò che per esempio fa Beppe Grillo, è solo una grande campagna di marketing per vendere se stesso e il suo prodotto di "sarcasmo" sui drammi della nostra società, per poi strumentalizzare la massa. Anche Marco Travaglio, che in qualità di giornalista commenta degli atti pubblici accuratamente selezionati, resta nella sua visione di settarismo senza dare alcun vero contributo alla scoperta dei sistemi giuridici invisibili che proteggono i potenti, di qualsiasi schieramento politico essi siano. Non è questo il giornalismo di investigazione, ma un eterno commentare degli atti a tutti disponibili, perché l'accesso alle fonti è troppo costoso per portare avanti una vera inchiesta.

Queste dunque sono le forze che giocano e ribaltano il web, con gli stessi meccanismi che un domani condurranno le campagne elettorali, promuoveranno progetti di legge e politiche sociali. Per tale motivo, bisogna chiedersi quale sia il loro scopo, a cosa servono, e perchè hanno creato sistemi di "opinionisti" da quattro soldi, di "pensatori", che aggrediscono chiunque si presenti con un'idea diversa. Se oggi si vogliono abbattere queste barriere, una società, un partito politico, una qualsiasi struttura, dovrà creare un sistema cybernetico suo e non già predisposto, perché è stato concepito per usarci.Tutto questo porta ad uno spirito di contraddizione in continua crescita, perchè chi ha creato queste strutture sa come manipolarci. Il web e la rete sono il miraggio, la terra promessa che non esiste, quella democrazia che non verrà mai realizzata. Inconsapevolmente, tutti si accaniscono a scrivere nei forum, e senza volerlo si rendono partecipi della grande cospirazione che vuole la creazione di una realtà sintetica.

10 marzo 2008

Il grande cinema della campagna elettorale


Mentre si susseguono senza sosta le dichiarazioni di una campagna elettorale "farsa", mentre i "parolieri" confondono la menzogne con l'illusione, i politici-fantocci si scontrano rinfacciandosi il vecchio e il nuovo. Canzonieri, barzellettieri, contastorie, un susseguirsi di facce viste e non viste: tutto fa brodo per dare ad un elettorato stanco ed annoiato il grande spettacolo per spingerlo a varcare ancora una volta la soglia della cabina elettorale.

Dinanzi a noi uno scenario surreale, che ha dell'incredibile, come assurda è la propaganda messa su dai partiti per accreditarsi dinanzi ai suoi delusi elettori. È davvero strano infatti che questi partiti ormai sappiano in che modo andremmo a votare. Berlusconi parla di 10 punti di vantaggio, Veltroni dal canto suo afferma che lo sta raggiungendo, dando risultati diametralmente opposti, ma non sappiamo davvero bene in base a che cosa riescano a giungere a tali risultati. Ciò che invece dovremmo sapere è che tutta questa grande giostra viene messa in moto da società di comunicazioni e da campagne di Marketing, frutto di studi di psicologia e di impatto mediatico sulle masse.

Il dilemma più grande che oggi dobbiamo affrontare è il fatto che si è venuto a creare un forza politica di "centro", che non è altro che un guazzabuglio di personaggi di centro-sinistra e di centro-destra, che pretende invece di essere il nuovo. Berlusconi dice di essere "il nuovo", Veltroni ribatte e dice che il "partito democratico" è la vera novità, così come lo afferma Bertinotti, e Casini, e Fini. In realtà, la nota di diversità giunge proprio dalla Confindustria, che, pur dichiarando la sua neutralità, ha sguinzagliato i propri uomini da una parte e dall'altra degli schieramenti, in un continuo rimpasto di "industriali e sindacalisti", per dar vita ad una vera e propria lobby che soddisfa gli interessi di una determinata sfera di poteri. La grande imprenditoria italiana, vuole così le proprie garanzie all'interno del Governo, qualunque sia la forza politica che lo guiderà: preme verso il taglio delle tasse, per il ritorno di capitali, per lo scudo fiscale, ma anche per la deregolamentazione del mercato del lavoro. Strumentalizzano le campagne per la sicurezza sul lavoro, sul precariato, sulla disoccupazione, ma si guardano bene dal parlare della "non sostenibilità dei salari", dell'agonia delle famiglie, dell'usura dei finanziamenti al consumo.

Tutto ciò di cui sanno parlare sono il furto dei simboli, i furti di programmi, il furto di camice e di battute. Il Cavaliere per protesta prende dei fogli bianchi e strappa. Così, mentre l'atmosfera si scalda nelle piazze, nei salotti come in un cyber-video gioco, preparano il copione della sceneggiata del giorno dopo. "Se vincono loro siamo rovinati", dice Fini, ex leader del centro-destra che adesso non sa più a quale partito appartiene. Replica Veltroni che lancia le stesse identiche accuse: "Se vincono loro è la fine". Insomma, chiunque noi voteremo, saremo sempre rovinati. In quest'orgia politica, i politici sono diventati ormai solo dei piazzisti, ex venditori, portaborse, ognuno con un simbolo diverso, ognuno corre da solo, anche se non si capisce "dove vanno", anche se "da qualche parte andranno" sicuramente. Senza esclusioni di colpi, come in amore e in guerra, anche in politica non esistono più regole. La destra gioca la carta "Brambilla", mentre la sinistra "Luxuria", per tenere testa a questo grande "travestimento politico", ora che anche il "trasformismo" è divenuto demagogia. Poi c'è il partito dell'astensionismo: hanno deciso di astenersi e non vanno a votare, un po' per noia, un po' perchè hanno altro da fare e non trovano più stimolante questo gioco al massacro, altri invece, che non sono stati chiamati da nessun partito, si astengono da soli.
Non dimentichiamo infine i Meet-up, il grande movimento indipendente controllato dalla centrale di Beppe Grillo, che, tra una conferenza e l'altra, incassa le bollette delle sue performance. Loro, pare che siano una setta, non si sa da dove vengono, ma sono piombati sulla terra tra gli "umani", si incontrano in un bar e decidono di creare liste civiche. Ecco, anche loro sono "il nuovo".

In questo grande cinema, ognuno di noi ha pagato un biglietto solo da spettatore e non ha diritto di mettere tutto in discussione, perchè la nostra politica è solo finzione, e come ogni spettacolo che si rispetti, occorre pagare per assistere. Tutta la trama della nostra società ha un inizio e una fine, e le campagne elettorali sono solo i commenti durante il primo e il secondo tempo. I politici cominciano a parlare di "Illuminati", mentre altri, come il piccolo D'Alema, ormai prostituitosi ai poteri, sorridono dinanzi alle più atroci verità nel tentativo di sdoganare cospirazioni e massonerie, per trasformarle nell'ennesimo effetto speciale ingannevole. È lo stesso sorriso che abbiamo visto tante volte, dinanzi al quale siamo rimasti nel silenzio, aspettando il giorno in cui ogni segreto dovrà essere spezzato e ogni informazione riservata dovrà divenire pubblica. D'altronde, quando un Presidente come Cossiga, giunto ormai in età avanzata, rivela di volta in volta frammenti di verità, vuol dire che forse siamo davvero vicino alla fine di qualcosa. Ma, dopotutto, gli impiegati frustrati ritorneranno a pagare il mutuo, a lavorare come schiavi all'interno del turbinio del sistema, a seguire gli ordini. Finchè c'è pane per tutti, lo spettacolo durerà, ma nel momento in cui il malessere logorerà la nostra sussistenza, allora le masse metteranno a ferro e a fuoco le piazze. Probabilmente questo non potrà mai accadere, perché non permetteranno mai di oltre-passare la soglia della povertà, e preferiranno mantenere in uno stato di apatia per controllare meglio le masse.

04 febbraio 2008

Beppe Grillo e Di Pietro: due predicatori incalliti


Con il crollo del Governo e l'ennesimo fallimento della partitocrazia, ricominciano a tuonare i predicatori della rete "in cerca di autore" . Beppe Grillo, dopo aver costruito in questi mesi la sua personale campagna elettorale sulla "democrazia dal basso" e "le liste civiche certificate", è divenuto l'artefice della campagna di malessere e di declino dell'Italia e allo stesso tempo l'eroe dei media internazionali. Dal Financial Times all'Economist, dalla BBC alla CNN, sino ad ottenere uno spazio di primo piano all'interno di un reportage di Euronews. Nella sua intervista non nasconde la sua grande passione per il telegiornale del "no comment" che lascia all'eloquenza delle immagini la descrizione della notizia. Vorremmo tuttavia ricordare a Beppe Grillo, e così a tutti i lettori quello che in passato hanno rappresentato questi grandi media, riuscendo ad influire sul decorso degli eventi manipolando la realtà e accreditando personaggi che hanno distrutto intere economie.
In particolare, vogliamo mostrarvi un reportage di Euronews, del 1996, sulla VEFA Holding, una delle tante finanziarie che hanno derubato i cittadini albanesi per poi gettare l'intero Paese sull'orlo del fallimento e della guerra civile. Il report rappresenta un capolavoro di menzogna e propaganda, ponendo in primo piano il suo amministratore Vehbi Alimucaj - attualmente detenuto ( nella Foto ) - nei panni di un grande esperto di finanza e fautore della realizzazione dell'isola Iliria. Opera che in realtà è stata costruita dal regime di Enver Hoxha, e solo successivamente ristrutturata dalla Vefa Holding. All'interno del filmato la Vefa viene infatti descritta come una grande società che promuoveva lo sviluppo dell'Albania e della sua impresa, "incentivando gli investimenti" e "sfruttando gli ampi risparmi dei cittadini albanesi all'estero". Affermando di godere di fondi di finanziamento internazionali, la finanziaria - assieme alla Silva, Cenaj, M.Leka, Kamberi, Populli e Sudja - raccoglieva i risparmi dei cittadini albanesi e le loro rimesse dall'estero, che poi reinvestiva in circuiti speculativi. Era dotata di una struttura piramidale, le cui società associate si ramificavano come scatole cinesi, moltiplicando a dismisura il loro numero e diffondendosi ovunque sul territorio. Offrendo la prospettiva di grandi guadagni, ha emesso titoli senza alcun valore, carta straccia da utilizzare in operazioni di riciclaggio di denaro e di capitalizzazione, mentre il denaro dei risparmiatori albanesi sparì nei paradisi fiscali e nei circuiti finanziari delle grandi Banche.
Il fallimento delle finanziarie, ha trascinato l'Albania sull'orlo della Guerra Civile, migliaia di persone scesero in piazza mentre le bande armate presero il controllo della Nazione, nel completo immobilismo del Governo e delle Istituzioni.Abbiamo visto crollare uno Stato sotto gli occhi del Fondo Monetario Internazionale che conosceva bene cosa stesse accadendo sul mercato finanziario dell'Albania, e hanno accreditato tali strutture criminali, perché manipolate dai grandi gruppi bancari occidentali, che le utilizzavano per immettere titoli senza alcun valore, e creare circuiti di denaro.

Non possiamo che rimanere sconcertati dalla grande campagna pubblicitaria costruita da Beppe Grillo in favore di media che si rendono complici del fallimento di uno Stato, accreditando senza alcun tipo di controllo criminali e ambigui personaggi. Ovviamente questo è il prezzo della fama internazionale, al fine di fomentare il malcontento e amplificare il malessere dei cittadini italiani che vedono ora nella rete e nella voce di Beppe Grillo, un canale di "democrazia diretta". In realtà Beppe Grillo, come lo stesso Travaglio e il buon Di Pietro, sono lo specchio di una nuova politica che predicando grandi saperi, alimenta la disinformazione e manipola le masse, spingendole sempre più verso le Associazioni e le community come "istituzioni di rappresentanza popolare". Il caso Mastella è stato infatti in grande banco di prova dei predicatori della rete, che hanno contribuito alla costruzione della fantomatica "tangentopoli" e della lotta contro la corruzione. In questo Di Pietro è un grande maestro, che si è vestito ancora una volta nei panni del "giustizialista" dimenticando di svolgere il suo vero lavoro.

Sono mesi infatti che il settore delle Infrastrutture versa in uno stato di grave crisi, che i media hanno deliberatamente taciuto per coprire l'inefficienza e l'assoluta incapacità del Governo e dei suoi Ministri. L' ASSOBETON (Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi di Confindustria) ha ripetutamente denunciato la situazione di emergenza venutasi a creare nel settore delle Costruzioni in seguito alla mancata pubblicazione del nuovo decreto ministeriale. Il settore infrastrutture è infatti a rischio di ritardi e blocchi e si teme il ricorso generalizzato alla cassa integrazione per la maggioranza dei lavoratori delle aziende che producono elementi strutturali.

Ricordiamo infatti quando il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia portò alla riclassificazione sismica del territorio e all'emanazione di una nuova normativa per le costruzioni, la O.P.C.M. 3274 del 2003. Nell'arco di circa tre mesi fu approntata una nuova normativa e fu pubblicata in fretta e furia, quasi come se fino a quel momento si fosse costruito senza avere a disposizione delle regole decenti e quindi eravamo tutti in pericolo. La nuova normativa pubblicata (la cosiddetta 3274) risultò talmente piena di errori, incongruenze e frasi non interpretabili, da essere inutilizzabile nella pratica professionale. Per non fermare il mercato delle costruzioni e per dare il tempo ai tecnici di assimilare la nuova normativa, fu dato un periodo di proroga durante il quale sarebbe stato possibile ancora utilizzare la vecchia normativa (il D.M. 96). Tra proroghe, rettifiche ed abrogazioni si arrivò al 23 settembre 2005, quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicò le “Norme Tecniche per le Costruzioni”, cioè un testo autonomo che si limita a far riferimento a normative italiane o straniere ampiamente riconosciute ed accettate. Dopo le prime analisi del testo iniziarono nuovi problemi, in quanto anche in questo caso erano presenti delle incongruenze e delle difficoltà interpretative.

Come al solito a salvare il mondo delle costruzioni ci aveva pensato la proroga del vecchio D.M. 96 che era durata fino al 31 dicembre 2007. Il 31 dicembre 2007, come peraltro ribadito nella Conferenza Stato-Regioni, sarebbe dovuta avvenire una nuova proroga nel cosiddetto decreto “Milleproroghe” . L'art.20 del decreto n.248 del 31/12/2007 è stato scritto in modo alquanto contorto, ma un'analisi letterale fa capire che non c'è stata nessuna proroga: il testo da utilizzare resta quello delle “Norme Tecniche per le Costruzioni” che continua ad avere difficoltà interpretative talvolta insormontabili.

Praticamente il Ministero delle Infrastrutture ha tergiversato per non ammettere di aver sbagliato ed ha annunciato che a breve pubblicherà la nuova versione delle “Norme Tecniche”. Questa ennesima versione però ha provocato le proteste dell'Austria per via delle regole per le costruzioni in legno presenti nel nuovo testo di prossima pubblicazione da parte del ministero. Problema su problema. Il ministero quindi ha deciso di stralciare dal nuovo testo la parte che indispettisce l'Austria e procedere ugualmente alla pubblicazione.
A noi sembra invece che chi legifera in materia di costruzioni sembra proprio che non abbia mai avuto contatto con la progettazione di una struttura e soprattutto che non si sia mai reso conto dei danni che sta arrecando ad un settore che rappresenta quasi il 10% del PIL.
Eppure esistono delle normative europee per le costruzioni redatte da commissioni di esperti europei (quindi anche italiani), le quali sono state ampiamente sperimentate ed utilizzate in Europa ed anche in altri paesi: i cosiddetti Eurocodici. Tuttavia, attualmente, le normative che dovrebbero essere a breve pubblicate sono in realtà già vecchie, perché sono solo transitorie fino a quando l'Italia non si adeguerà agli Eurocodici .

Intanto quando le commesse in corso di produzione saranno esaurite, molte ditte di costruzioni si ritroveranno senza lavoro data l'impossibilità di presentare nuovi progetti, e quindi chi potrà si aggrapperà agli ammortizzatori sociali, mentre le piccole aziende saranno costrette a licenziare. Verrà provocato così un enorme danno economico al settore più importante per il PIL e la spesa pubblica: assisteremo al fermo delle grandi opere nazionali e alla cassa integrazione immediata per migliaia e migliaia di lavoratori. Questo è stato l’ultimo regalo fatto agli italiani da parte del governo ed in particolare da parte del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che sarà anche un esperto in tema di appalti e lavori pubblici, o di tangenti e di finanziamenti ai partiti, ma per quanto riguarda le normative sulle costruzioni ha preso delle decisioni del tutto discutibili che hanno dato il colpo di grazia ad un settore già in crisi per l’innalzamento del costo dei mutui.

17 dicembre 2007

Fomentatori e conferenzieri


Il blocco degli autotrasportatori ha messo in crisi l'intero sistema logistico italiano danneggiando ogni settore economico, dall'industria alla distribuzione. Le prime critiche sollevate sono proprio contro l' organizzazione degli scambi e del sistema dei trasporti, che porta i tir a viaggiare vuoti e congestionare così il traffico su strada. E tra i più accaniti sostenitori della disorganizzazione italiana è Beppe Grillo, che dal suo blog interpreta lo sciopero degli autotrasportatori come una logica conseguenza della pessima gestione della linea logistica.

"Il trionfo dell’ignavia dei governi. Esistono decine di migliaia di piccole aziende padronali". Sono queste le parole di Beppe Grillo con le quali si apre la discussione sulla pessima organizzazione degli scambi e del sistema dei trasporti, che porta i tir a viaggiare vuoti e congestionare così il traffico su strada. Un'osservazione questa che scaglia sui governi la colpa dell'inefficienza dei trasporti italiani, e risponde alla necessità di avere a tutti i costi un colpevole. Non di può negare che la facilità con cui si possono bloccare le strade italiane è molta, considerando che il trasporto delle merci è prevalentemente orientato su strada. Una realtà che l'Italia eredita dagli investimenti del passato, nonché dalla sua conformazione territoriale, che rende difficili i collegamenti trasversali tra le dorsali tirreniche e adriatiche. Trasferire, al momento, il trasporto su rotaia o nei porti, porterebbe comunque delle inefficienze perché le linee ferroviarie o i porti non riuscirebbero a smistare una grande quantità di merci, e dovrebbe comunque ricorrere ai tir per completare il percorso di consegna. Le imprese ovviamente scelgono la soluzione che costa meno e che garantisce tempi più brevi. Tra l'altro, rafforzare le infrastrutture è diventato difficile, se non impossibile in Italia, considerando gli elevati costi e la necessità di combattere con le comunità locali che non vogliono veder deturpato il proprio territorio. E' alquanto strano vedere che gli stessi partiti e movimenti che hanno attaccato durante la TAV della Torino-Lione, oggi si trovano a condannare gli autotrasportatori che bloccano la circolazione su strada.

Come molti hanno proposto - tra cui lo stesso Beppe Grillo - una soluzione potrebbe essere quella della realizzazione di una piattaforma informatica, un database, mediante la quale organizzare le consegne e il trasporto delle merci. Il sistema informatico avrebbe così la capacità di conoscere la capacità e lo sfruttamento dei singoli container, distribuendo in maniera intelligente la merce da consegnare sui differenti mezzi di trasporto e completando, nel miglior modo possibile, il processo logistico. Una proposta senz'altro intelligente e utile, se avesse alle spalle un protocollo e un codice di regolamentazione dettato dallo Stato, e se a gestire la piattaforma non siano società private. È fin troppo facile proporre di costruire un sistema elettronico per le piccole e medie imprese, senza precisare come e chi dovrebbe realizzarlo. Il risultato sarebbe comunque un'arma a doppio taglio, perché la piattaforma, sebbene offra un servizio pubblico assolutamente indispensabile, andrebbe a creare un monopolio nelle mani di entità private. I sistemi informatici senza regole e senza diritti non fanno altro che legittimare delle entità, che hanno alle spalle delle micro-nazioni e dei gruppi di potere.La "rete" non è la struttura adatta a gestire informazioni pubbliche e dati che riguardano l'intera collettività, perché accentra il potere sulle informazioni nelle mani di coloro che detengono il controllo del sistema informatico. Inserendo tutte le attività all'interno di un sistema cybernetico saremo schiavizzati e usurati dalle regole in base al quale sono state impostate le procedure e i regolamenti di utilizzo. Per lo stesso motivo, è inutile parlare di "carta dei diritti" per la rete se il sistema non permette di agire al di fuori di regole precostituite e non approvate da alcun Parlamento o entità istituzionale. Oggi chi parla di rete non sa neanche quello che dice perché non conosciamo i veri sviluppi di sistemi cibernetici che possono essere centralizzati.

Dunque, occorre innanzitutto redigere un protocollo che rispecchia le leggi nazionali, i principi di tutela dell'interesse generale e dell'iniziativa privata, sulla base del quale studiare la burocrazia e le procedure per inserire e classificare i dati. Vista tale esigenza, è necessario che siano i Centri di Ricerca Nazionali a curare la progettazione e la gestione delle piattaforme, che i software siano omologati e certificati, e che tutte le procedure rispettino i diritti individuali. In tal modo si dovrà vietare di creare un sistema giuridico e penale "virtuale" che consenta l'isolamento dalla visibilità, o che permetta la creazione di monopoli, favorendo le imprese che possono maggiormente competere. Allo stesso modo occorre concentrare nei Cnr il monitoraggio delle vendite del patrimonio nazionale, controllando che le società private continuino a rispettare l'interesse generale e senza trasformarsi in lavatrici di denaro.
Attualmente, tuttavia, tutti i progetti di informatizzazione sono state affidate a società private come la IBM o la Microsoft, che possono acquisire i dati contenuti nella piattaforma, in mancanza di qualsiasi legge o regolamentazione. Sistemi telematici applicati ai trasporti sono state già create in Paesi esteri, ma hanno causato più distorsioni che altro, lasciando fallire centinaia di piccole agenzie di trasporti che non hanno sopportato la concorrenza sleale delle società maggiori. Come spesso accade, le privatizzazioni sono una vera arma nelle mani delle entità private, perché se da un lato garantiscono una gestione più efficiente, dall'altra tendono a sostituirsi di fatto allo Stato. Questo perché i Governi preferiscono esternalizzare i servizi e perdere qualsiasi tipo di responsabilità o di onere nella gestione o nella manutenzione dell'infrastruttura.

Per tale motivo, riteniamo che sia giusto sollevare discussioni su tali temi, ma occorre prestare attenzione alla disinformazione. Il Blog di Grillo, per esempio, sta assumendo le dimensioni di un media d'informazione di massa, ma nei fatti è un fenomeno sintetico, un hobby della domenica, un argomento da salotti, che riesce a controllare le masse per evitare che si cada nell'estremismo. Aldilà dell'aspetto comico di Beppe Grillo, è un personaggio che si adatta bene alla situazione italiana, perché i politici stanno diventando degli attori, dei buffoni, dei personaggi che hanno come funzione quella di creare una finta opposizione al potere. Di Pietro, Travaglio, la stessa Brambilla, sono delle icone che rispecchiano come ruolo quello di erigersi a paladini della giustizia, rispondendo invece a ben altri padroni.

17 aprile 2007

Banche e nuovi Banchieri per l'acquisto delle reti delle Telecomunicazioni

La vicenda Telecom sta assumendo un duplice risvolto perché se da un lato continuano le contrattazioni tra Banche e colossi delle telecomunicazioni per acquisire la partecipazione di controllo di Olimpia, dall'altro le nuove direttive comunicazione parlano di liberalizzazione dell'accesso della rete.
L'emendamento del Governo sui poteri dell'Autorità delle comunicazioni sarò inserito del Decreto Legge delle Liberalizzazioni o di riordino delle Authority, e andrà ad intervenire sul Codice delle comunicazioni conferendo all'Agcom il potere di imposizione, modifica o revoca delle concessioni statali. L'Autorità dunque continuerà a negoziare con Telecom ma se a fine anno non si arriverà ad una soluzione di comune accordo, potrebbe giungere da un provvedimento dell'Authority la decisione della separazione della rete.
Questo perché l'emendamento emesso dal Governo è comunque scritto in concertazione con la Commissione Europea, che, anche se non ha stabilito un limite temporale per la risoluzione del caso, ha definito l'obiettivo finale nella dDirettiva «Accesso» (Direttiva 2002/19/CE). Al fine di garantire trasparenza e non discriminazione si dovrà decidere per una separazione funzionale, ossia per la divisione tra la rete fissa e l'apparato dei servizi. Dobbiamo prepararci a mesi di trattative e polemiche, che affosseranno il diritto dello Stato di definire in maniera unilaterale le regole di telecomunicazione in nome di interessi strategici nazionali. Non dimentichiamo che in Germania, la Commissione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro il governo tedesco che aveva concesso delle deroghe a Deustche Telekom in nome degli investimenti per la next generation network.
Le reti sono ormai considerate materia comune, anche perché in esse sfociano molti altri settori come l'informazione, i servizi bancari e finanziari, la televisione, il commercio e la produzione di servizi. Per aggiornare la rete italiana e renderla in grado di ricevere i servizi più avanzati, come tv in internet in alta definizione, telemedicina, infomobilità, videosorveglianza, occorreranno fino a 10 miliardi di euro, e il budget presentato da Telecom servirà a coprire solo le principali città.
Gli investimenti per rendere la rete fissa all'avanguardia con gli ultimi ritrovati delle tecnologie delle comunicazioni, anche se molto onerosi, apriranno comunque ad un mercato che non ha confini perché sarà la porta verso l'intero sistema economico. Si pensi all'esperimento della Microsoft che ha creato "Second Life" ossia un'isola offshore virtuale, al cui interno è possibile acquistare un account e creare una propria attività commerciale nonché offrire i propri servizi: è istituita una moneta locale che ha perfetta convertibilità con quella reale, dunque ciò implica che si tratta di una vera economia tenuta in piedi dalla falsariga della virtualità, ma con effetti materiali. Inoltre, la Cyberbank e la moneta elettronica aprono alle Banche un circuito finanziario che viaggia su dimensioni globali e invisibili, tanto che a quel punto cadranno anche i problemi inerenti alla definizione del valore della moneta.

Ciò deve far capire l'elevato interesse per la rete da parte delle Banche, che cercano di acquisire una partecipazione nella compagnia telefonica o ancora solo nella rete fissa. Tale opportunità di investimento si propone in un momento in cui le Fondazioni decidono di anticipare la conversione delle partecipazioni ( da azioni privilegiate a azioni ordinarie ) nella Cassa depositi e prestiti, preparando già un piano di investimenti. In esso rientra così in maniera automatica l'acquisizione della rete fissa di Telecom, che sarà disponibile con lo scorporo deciso dalla Commissione Europea non più tardi della fine dell'anno. Tale occasione non si presenta in maniera causale, perché sono già in corso delle trattative tra l'Acri e i responsabili di Intesa e Sanpaolo, e di Mediobanca. Questo dunque significa che questa rete, funzionale rispetto all'erogazione di servizi pubblici, molto probabilmente verrà finanziata dalle Banche. In essa vedono in futuro, la vera next generation network, che rivoluzionerà in significato della moneta, del lavoro, dei servizi.

L'ipotesi del rimodernamento della rete fissa potrebbe sembrare, tuttavia, un inutile investimento dinanzi alla prospettiva di costruire mediante una la nuova tecnologia 'senza fili' Wi-Max, una rete all'avanguardia al di fuori degli schemi dei cartelli delle multinazionali. Al momento molti analisti affermano che è improbabile che la rete Wi-Max si sostituisca alla rete fissa, ma noi crediamo, più precisamente, che questa verrà inglobata nel sistema di gestione e di controllo della rete fissa o mobile. Sul territorio nazionale sono già in corso le installazioni delle antenne per la trasmissione wirelless delle telecomunicazioni, finanziate dalle Amministrazioni Locali o dalle compagnie telefoniche stesse che attendono così il bando per l'acquisto delle frequenze sino ad ora utilizzate dalla Difesa. L'investimento richiesto per l'acquisto della licenza non sarà comunque disponibile a tutti, per cui si prospetta uno scenario molto simile a quello avutosi con la telefonia cellulare: la creazione di una rete di infrastrutture da parte di poche entità che la hanno utilizzata per creare poi un cartello sui servizi telefonici.

Qualunque sia lo scenario che si prospetti per le reti di telecomunicazione, tra dinamiche e contrattazioni anche a livello sovranazionale e comunitario, l'attuale evoluzione dell'economia porta alla liberalizzazione dell'accesso della rete ma ad una tariffazione maggiore per usufruire dei servizi. Si intenda, le multinazionali non hanno alcun interesse a pregiudicare l'accesso della rete, e hanno tutto da guadagnare con una rete disponibile alla grande massa a basso prezzo in quanto il vero business sarà costituito dai servizi che possono acquistare sulla rete.
In tale ottica va inquadrata la volontà della Commissione Europea di spingere verso una maggiore opportunità di accesso alla rete, in quanto la maggiore diffusione di tale canale consentirà di rendere più efficienti i controlli dello Stato, della Polizia Finanziaria, degli abusi del diritto d'autore, ma anche di tracciare le abitudini e le attività economiche di ciascun individuo. Allo stesso modo il prezzo per poter offrire la propria attività sulla rete costituirà il contributo, la tassa e l'interesse da versare al nuovo Stato.I nuovi Banchieri sono prossimi a prendere il controllo dell'economia, e questo mentre i media rivolgono tutta la loro attenzione ad altro: Beppe Grillo dà il suo show in Consiglio di Amministrazione, attaccando la Telecom e proponendo Skype come il futuro della comunicazione. Che sia solo un caso, o davvero i nuovi Banchieri si sono autoproclamati come valida alternativa alla nostra economia.

12 ottobre 2006

Il potere dei Motori di Ricerca

Si è concluso definitivamente l'operazione di Google per acquistare YouTube, il suo primo diretto concorrente nella diffusione dei video sul web, divenendo così il primo interlocutore per la ricerca di clip e filmati. Google ha investito circa 1,65 miliardi di dollari, e pian piano ora sta aprendo un dialogo con Myspace, e alcuni dirigenti di Google France intendono stringere degli accordi con Yahoo. Come ovvio che fosse, non esistono regole anti-trust sul web, è una giungla senza leggi nè etica, è un limbo governato sempre più da un'unica entità che non segue legge economiche, ma tattiche comparabili a veri e propri Stati.
Infatti mentre Google si amplia, la sua voce politica cresce sempre più, tanto che annuncia che mediante il suo database di informazioni ha il potere di smentire i politici con la semplice comparazione delle informazioni. Si parla di verifiche in tempo reali sulle dichiarazioni dei politici, come un vero servizio del motore di ricerca pari a quello delle immagini e delle news. Ad annunciarlo è lo stesso Schmidt che dichiara che «l'impatto del mondo online influirà anche sui risultati elettorali», perché si creerà un software che confronta le dichiarazioni rilasciate al momento con i dati storici, per verificarne la fondatezza.
Parla di democrazia del web, del potere populista dell'internet che ha dato forza agli individui di sfidare i grandi, ha dato agli utenti le informazioni e li ha resi più forti. Tuttavia ciò che non dice è l'informazione viene manipolata da un ragno che si stende su una ragnatela, che mangia le informazioni che gli utenti vi inseriscono, pagando per avere una priorità all'interno dei risultati di ricerca. Non dice che il web è una struttura piramidale, uno specchio delle reali informazioni che sono custodite nei server e nei database dei ragni, che è virtuale perché non è reale. Non è reale per esempio ebay, perché dietro di lui esistono computer non vere imprese, vi sono utenti e non imprese produttrici che trovano in quel mondo un mercato e un vero spazio per crescere. Internet è una truffa perché non è un sistema orizzontale, è un sistema verticale, prende informazioni per restituirle con differenti gradi di priorità e rilevanza, truccando l'indicizzazione e l'uso delle parole chiave: non c'è corrispondenza e reciprocità nel dare l'informazione. Ecco perché il Blog di Beppe Grillo diventa l'immagine speculare del motore di ricerca: ha un leader e sotto di sé una popolazione di 1 milione di utenti che trovano spazio per partecipare, ma non trovano realtà, solo virtualità.
La politica sarà questa, sarà fatta di utenti, di fenomeni global-populisti che saranno organizzati da un computer invece che da una segreteria di partito. L'informazione sarà quella centellinata dal ragno, che avrà il potere di chiudere da un giorno all'altro le sue porte, di troncare la pirateria e di trasformare la distribuzione dei dati in un servizio a pagamento. Nessuno potrà impedire questo, e infatti nessuno ha potuto impedire che questo accadesse a Kazaa e a Emule, che hanno perso l'indipendenza dei loro server, sono stati comprati perché illegali e il loro sistema distributivo p2p è diventato un sistema piramidale, inserito all'interno della ragnatela.
La guerra si fa ora attraverso la conquista dell'etere, e vince che costruisce il suo motore di ricerca: lo sa bene questo la Francia, che ha annunciato il lancio di Exalead, e difende da tempo un sistema proprio telematico.

L'altra faccia della medaglia è Microsoft che rende noto il suo progetto per mettere in sicurezza tutti i computer dall'utilizzo di software pirati: il Trusted Computing Group (TCG). È un'alleanza tra Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD al fine di consentire la protezione delle macchine costruite partendo dal software stesso. Infatti il TCG trasferirà il controllo definitivo del computer a chiunque abbia originato il software che utilizzi, ossia il computer, con tutti i suoi dati passerà nelle mani di Microsoft. È il progetto Palladium (il vecchio nome dato da Microsoft alla sua versione da rilasciare nel 2004) che ha come funzione principale quella di fornire una piattaforma informatica che non permetta di modificare i programmi utilizzati dall'utente: le applicazioni che gireranno su questo sistema, comunicheranno direttamente con il produttore. L'obiettivo iniziale era quello di difendere i diritti d'autore mediante il controllo del programma che andasse a manipolare dei beni oggetti di diritti riservati, tuttavia le sue applicazioni sono molto più complesse e di ottica di lungo termine. Questo sistema è dotato di una censura da remoto, per cui i prodotti oggetto di protezione saranno riconosciuti solo dietro la presenza di un marchio digitale che comunicherà al server la regolarità del possesso di quel prodotto, e in caso contrario verrà cancellato. Gli oggetti digitali creati usando TC rimarrano sotto il controllo dei creatori piuttosto che dei proprietari della macchina.

Le applicazioni pratiche hanno davvero qualcosa di futuristico, perché si potrà impedire la pubblicazione di materiale diffamatorio semplicemente eliminandolo mediante il "word editor" utilizzato per la sua redazione. Word potrà criptare tutti i tuoi documenti, MediaPlayer tutti i suoi, Photoeditor le immagini.
La nuova usura, il nuovo terrorismo è questo perché da esso non se ne può uscire. Oggi coloro che devono regolare la società del domani come se fossero un governo mondiale e un'istituzione, stanno dettando legge senza una Costituzione, senza un codice etico che lo ispiri e che comunque rivolga tutte le sue attenzioni al rispetto del singolo e della comunità tutta.

Ecco, vi abbiamo rivelato chi sono i veri hacker, i veri pirati che alimentano la pirateria per drogare gli utenti e poi imporgli una tassa, che diventerà famosa per essere la tassa sulle informazioni. I segreti di sempre cominciano a venire alla luce, il "database" è "al queda", questa è la realtà dei fatti. Ce lo stanno dicendo loro stessi quando dichiarano che "al queda colpire alle ore 20.00 di stasera il web del Vaticano".

Si può già dunque parlare di terrorismo, di dittatura e totalitarismo: è questa la realizzazione dell'utopia comunista, tutti uguali e votati alla concentrazioni di un unico capo a cui è rimessa la bontà di ripartire poi le ricchezze. Le istituzioni del mondo reale si sono accorti di questo gioco sporco, tuttavia la loro reazione è giunta in ritardo perché non è possibile porre rimedio ad una situazione già in atto o già realizzato.
Per esempio La giustizia belga ha condannato Google a ritirare tutti gli articoli della stampa quotidiana belga accessibile dalle sue servizio Google Attualità in Belgio, per "violazione delle leggi sui diritti di autore". Per la prima volta un motore di ricerca è stato condannato perché ruba le informazioni senza chiedere l'autorizzazione per farlo, in maniera discrezionale, tanto da provocare notevoli distorsioni, soprattutto ai danni di danni di coloro che non sono stati inseriti. È una condanna giusta tuttavia ha dimenticato che Google da tempo ha rubato tutti dati dei suoi utenti, per cui se il precedente del Belgio enterà nella giurisprudenza potremmo avere un'arma con cui combattere. Potremmo vedere, in ultima opportunità, come i nostri governi ci difendono dalla nuova usura, che non ha signoraggio o anatocismo, ma è comunque un crimine nei confronti dell'Umanità.