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04 aprile 2011

Roberto Saviano intervistato da Top-Channel

Riportiamo la traduzione dell'intervista rilasciata da Roberto Saviano per l'emittente albanese Top-Channel e pubblicata in forma scritta da Balkanweb.

Rudina Xhunga: Ci rincontriamo a distanza di due anni, dopo la prima intervista. Quali reazioni ha avuto dagli albanesi?
Roberto Saviano: Molto arrabbiati, mentre qualcuno solidale. Molti albanesi della diaspora, gli albanesi che vivono negli Stati Uniti, in Canada, in Germania, in Italia, mi hanno scritto: "Finalmente qualcuno che mostra il volto oscuro delle dinamiche albanesi". Mentre quelli arrabbiati pensano che avessi esagerato nei toni, nelle analisi, che ho dato una cattiva immagine dell'Albania e del Kosovo. Mentre io ho l`impressione di essermi trattenuto rispetto a quel che leggo sui documenti delle varie polizie internazionali.

R.XH: Avete un altro legame con gli albanesi ora...
R.S:
Si, si, un legame molto stretto. Anzi mi piace vedere che gli albanesi, guardano la televisione italiana, commentano ogni volta che cito l`Albania in una rivista televisiva o in una trasmissione. E` interessante, perché sono convinto che capire la mafia italiana significa capire la mafia albanese. E questa continuità culturale tra l`Italia e l`Albania può creare una resistenza culturale. Così come esiste una cultura anti-mafia italiana, esiste anche una cultura anti-mafia albanese.

R.XH: Secondo lei, il nostro problema è con l`immagine, o nella convinzione che non abbiamo una mafia?
R.S:
Io penso che sia specialmente un elemento legato all'immagine. Anche questo è un problema italiano. Somigliamo l'uno all`altro anche su questo. Voglio dire che confessare i reati della mafia, significa non sottostare ad essa. Far fronte alla mafia, significa mostrare che sei un paese sano. Mentre quando, al contrario, sei incredulo dinanzi all'argomento della mafia, hai paura che questo può inquinare l`immagine, questo è come tacere dinanzi ad un crimine e non è per niente una resistenza verso la mafia. Devo dire che il governo italiano, lo stesso Berlusconi, ha definito "Gomorra" come un'opera che appoggia la mafia, perché - secondo lui - nel momento in cui parli di essa, la stai appoggiando. Ecco, questa logica è rischiosa, direi, anzi che combacia alla logica mafiosa dell'omertà, il primo passo per non agire contro alle organizzazioni criminali. Parlare di mafia non significa per niente infangare. Al contrario, significa cercare di cambiare la tua terra.

R.XH: Alcuni tra i quotidiani i più importanti dell'Albania hanno delle domande per le. "Gazeta Shqiptare" chiede sull'acquisto degli voti, riferendosi ad un vostro articolo, pubblicato su questo quotidiano, nei legami tra Camorra e i voti.
R.S:
Chiaro. Anzi, diciamo che l`Italia, l`Albania, la Macedonia, Grecia, Algeria ed Egitto, sono paesi che hanno un sistema clientelare basato sul controllo del voto. In Albania i voti vengono comprati. In Grecia si comprano i voti. In Egitto, in Turchia, si comprano i voti. Non vengono scambiati i voti. Sembra una distinzione non dannosa, ma al contrario è profonda. Scambiare voti significa, io ti dò un lavoro e tu in cambio mi voti. Anche questo è un meccanismo che compromette la democrazia, perché la questione dovrebbe essere garantita a prescindere dal tuo allineamento politico, ma spinge e costringe l`organizzazione politica a trovare il modo di far assumere la gente al lavoro. Acquistare il voto significa invece che tu per cinquanta euro, o per molto meno, dai un voto. Per un negozio, per le bollette dell'energia elettrica, acqua, telefono. Il partito, il sindaco, il deputato, non devono neanche lavorare per costruire la possibilità di lavoro. Basta avere poco capitale. In Italia esistono i seggi al Parlamento a pagamento. Il che significa che con 60 mila euro compri un seggio al Parlamento in un piccolo comune. Secondo me, in Albania si è lavorato poco in tal senso. Cioè, lo Stato non ha lavorato quasi per niente, un po' di più i giornalisti.

Lo stesso accade anche in Egitto, Libia, Turchia. In questi paesi si lavora molto poco sui voti di scambio. Sono democrazie a capitale mafioso, così quando le mafie gli mettono in soldi in mano, possono acquistare grosse fette di voti. Possono comprare anche gente che non hanno per niente lo stesso parere del politico che stanno votando. Spesso accade che i leader politici vanno in questi territori, penso all'hinterland dell'Albania ad esempio, e trovano un ampio consenso, ma poi vince sempre il Governo. Perché la stessa gente che magari acclama un leader, non può anche votarlo, magari perché quel leader non ha dato quanti soldi servivano. Il leader vincitore offre un lavoro per un parente, o dà una licenza per aprire un negozio. Per quanto possiamo cercare di convincere qualcuno di votare, se poi viene qualcuno e compra quel voto, che democrazia è questa?

R.XH: Il quotidiano "Tirana Observer" chiede quale collegamento esiste tra la mafia e gli investimenti esteri in Albania.
R.S:
Allora, capisco che è complesso. I dati sono verificabili su tutte le inchieste, che i giornalisti albanesi possono chiedere alla Direzione Nazionale Anti-Mafia (DIA) che segue l`Albania dagli anni `90 ad oggi. Se desideri aprire una fabbrica in Albania e sei italiano, francese o serbo ti devi rivolgere a qualcuno. In generale questo qualcuno è un mediatore mafioso che intermedia tra la politica locale e la politica centrale. Dunque, io voglio aprire un locale sulla costa albanese. Devo pagare un mediatore che mi assicuri l`autorizzazione politica, dunque burocratica, e l`autorizzazione mafiosa. Se lo fai senza mediatore i tempi sono eterni, i guai senza fine, la burocrazia si ferma, e la mafie arrivano e bussano. Ma mi stupisce che questo risulta nuovo per voi albanesi, perché succede da sempre…

R.XH: Dove succede, come, con chi?
R.S:
E` una pazzia!Basta chiedere a qualsiasi tipo d`imprenditore che non ha paura di parlare. Qualsiasi imprenditore! Dunque, se io domani mi spaccio come imprenditore e voglio aprire un attività in Albania, è naturale che arriveranno a chiedermi i soldi. Vengono a chiedermi i soldi le famiglie di Tirana che decidono su ogni granello che si muove in Albania. Arrivano le famiglie di Pristina, se vado in Kosovo. Arrivernno a chiedermele a New York, se sono albanese e vado ad investire a New York, perché naturalmente anche là ci sono le famiglie…

R.XH: Quali sono queste famiglie?
R.S:
E` strano che mi chiede, perché credevo che fosse stato già provato dalla cultura albanese che le famiglie mafiose albanesi hanno purtroppo un ruolo di oppressore del popolo albanese. E` un'inchiesta che venne svolta nel 2009, che a che fare con la 'Ndrangheta di Cosenza, un'inchiesta che parla dell'Alleanza tra la 'Ndrangheta e la mafia albanese, condotta dalle procure calabresi. Questa inchiesta mostra come gli albanesi e i calabresi abbiano formato un'unica struttura criminale. Gli albanesi danno decine di chilogrammi di eroina in cambio di cinque chili di cocaina ed investono in ogni settore: camion, imprese edili, asfalto delle strade, riciclo delle immondizie, alberghi... Perciò mi stupisco su come sia possibile che gli albanesi non sanno tutte queste cose! E` vero che la maggior parte delle inchieste sono italiane, e sono in italiano, perché ormai gli albanesi innanzitutto parlano italiano, utilizzano il codice mafioso italiano, si mischiano con le famiglie italiane ed oggi il macedone viene considerato straniero, il marocchino viene considerato straniero, l`albanese viene considerato italiano. Per la prima volta la Camorra, ad esempio, ha dei membri albanesi, che non considera come stranieri. L`albanese sa fare la mafia. L`italiano mafioso ha fiducia dell'albanese mafioso, perché è legato con il sangue, con il parente, perché ha un rapporto con la donna identica a quella che ha un italiano.

Ad esempio, non hanno fiducia dei mafiosi russi. Non hanno fiducia dei serbi; si fanno ciucchi (bevono), sono molto legati al loro codice, incomprensibile per un mafioso italiano. L`inchiesta che ho citato è iniziata nel `91. Vi era intanto un'altra inchiesta nel `91. Basta entrare in Google e scrivere "Ndrangheta Albania, Camorra Albania, Sacra Corona Albania", escono tutte le inchieste che hanno fatto i procuratori italiani. Ora chiedo a me stesso come si può pensare che la mafia albanese sia potente in Italia e non in Albania?! Negli anni ha creato un silenzio che a loro conviene. Se vai all'FBI a New York vi sono dei poliziotti di origine albanese che lavorano solo sulla mafia albanese . Perciò mi stupisco ogni volta quando mi giungono delle e-mail di ragazzi o ragazze albanesi che mi scrivono su Facebook e mi dicono: "Come è possibile che queste storie non le sento o le sento poco". Ora me lo chiedo anche io, non lo so come sia possibile.

R.XH: Un'altra domanda giunge dal quotidiano "Shqip" in relazione al business del cemento...
R.S:
Per questo, ad esempio, non ho dei nuovi dati, nel senso che non mi pare che le procure albanesi abbiano fatto delle grandi inchieste sul ciclo del cemento attualmente. Forse stanno investigando. E` naturale, la mafia albanese investe tutto sul cemento. Deve essere cementato tutto l`hinterland albanese, tutto il sud, è vicino l`arrivo degli emigranti in Albania. Il ciclo del cemento è nelle loro mani. Per molti motivi. Innanzitutto, è un business molto grande, così si può guadagnare molto. E` un business semplice, controllabile, nel senso che la betoniera di un tuo concorrente lo puoi fermare, come si fa in Italia. Arriva la betoniera di qualcuno che ha vinto un appalto, la ferma, gli ordina di spegnere il motore, il cemento si asciuga. Così perdono il camion, la betoniera e il lavoro. A tal punto, dicono: "bene, l`appalto l`hai vinto tu". Allo stesso modo è del tutto controllabile anche per ciò che riguarda l`organizzazione, rispetto ad altre attività immateriali. E poi, un'altra cosa, ma non di seconda importanza, richiede molta forza di lavoro (manodopera), il che significa controllo politico, controllo territoriale, riciclaggio (il che significa che gli appartamenti che acquisti tu, poi li ricicla, li vende di nuovo). E` naturale che oggi, il centro del business in Albania è il cemento.

R.XH: Chi c'è dietro il business del cemento, secondo lei?
R.S:
Io ho l`impressione, parlo semplicemente dall'impressione, perché non ho dati, che con il cemento hanno a che fare i mafiosi albanesi, non gli italiani. Perché in caso contrario dovevano aver a che fare i mafiosi italiani, o meglio, forse gli italiani hanno dato la spinta iniziale, il che significa che gli italiani stanno comandando ormai sul territorio albanese, e questo non lo credo. Sul Montenegro ed in Albania, gli italiani sono sempre stati degli ospiti. Investitori molto grandi, ma le mafie di questi paesi non permettono il controllo territoriale, come succede ad esempio in Germania. Gli italiani controllano il territorio tedesco, ma non controllano il territorio albanese. Investono, vivono là, ma non lo controllano.

R.XH: Allora, chi controlla il territorio albanese?
R.S:
Le mafie albanesi! Le mafie albanesi controllano l`Albania, il Kosovo e il Nord della Macedonia, laddove vi sono albanesi, tentano ad entrare in quel mercato, tra l`altro esercitando delle oppressioni verso la popolazione albanese. Cito una cosa molto bella me l'hanno detta in Germania, cioè che quando la mafia kosovara cercò di prendere in Germania il potere, attraverso l'acquisto di lavanderie, per controllare la forza lavoro, i viaggi, dunque gli alimenti, i soldi, gli indumenti che i kosovari mandano in Kosovo, quando tentò di farlo, la mafia kosovara, la parte onesta della comunità kosovara si oppose. E questo episodio lo prendo sempre come esempio, per dire quando la parte sana si unisce, non c'è speranza per la criminalità. Secondo me, reagire male oggi, quando qualcuno parla della mafia albanese, significa dare una mano alla mafia albanese, anziché unire gran parte del paese, che naturalmente è sana, contro la mafia.

R.XH: Il Quotidiano "Shekulli" chiede della questione dei rifiuti, e della legge che ha ridotto le tasse doganali in Albania, approvata varie settimane fa.
R.S:
Si, sono al corrente di questa riduzione delle tasse doganali, ed è un problema. Non so quanta influenza avuto su questo la criminalità organizzata, e quanta la furbizia politica. Laddove c'è tanto spazio, c'è un grande business per i rifiuti. Il consiglio che darei al pubblico albanese è : "Attenzione! Ogni miniera sarà trasformata in discarica per i rifiuti, ogni fabbrica abbandonata si trasformerà in un magazzino d`immondizia. L`Italia sta vedendo (e non solo l`Italia mafiosa) nello spazio albanese un business per i rifiuti. Tanto più desiderio vi è da parte degli albanesi di fare business, tanto più è esponenziale il rischio geografico, biologico, naturale per l`Albania. Così questa operazione, se non viene controllata, dopo cinque anni, ci incontreremo di nuovo e parleremo su come le periferie delle città albanesi e i villaggi albanesi siano pieni di immondizie tossiche, rifiuti italiani, rifiuti balcanici. Perciò, fate molta attenzione, il ciclo dell'immondizia se viene è controllato in ogni suo passaggio, si può trasformare in un business per la nazione albanese. Ma se non e` controllato, rischia di diventare un buco che deve essere riempito con rifiuti legali. Così, fate attenzione a ciò che sta accadendo!

R.XH: Dobbiamo fare attenzione all'Italia?
R.S:
Si certamente! La questione delle immondizie in Italia è naturalmente dinnanzi agli occhi di tutti a causa dello scandalo napoletano, che mostra l`incapacità di un Paese di non riuscire ad organizzare un ciclo dei rifiuti, perché quel caos crea tonnellate di denaro. Lo scandalo dei rifiuti a Napoli ha prodotto tanti soldi per la Campania, pari a due manovre finanziarie dello stato. Questo voleva dire che quanto più non risolvi, tanto meglio è per la mafia, e tanto peggio per i cittadini. Perciò dico, attenzione! Questo è il primo passo per far sì che accada in Albania quanto sta avvenendo a Napoli, perché si arriverà a riempire ogni posto che non si vede, villaggi, cave, miniere abbandonate, tutto con queste immondizie per portare dei profitti a colui che intermedia i trasporti.

R.XH: State continuando ad investigare sulla mafia albanese?
R.S:
Si, per me non è una mafia straniera. Io quando mi occupo della mafia albanese, mi occupo della mafia della mia terra, così come mi occupo della mafia nigeriana. Castel Volturno, che è un territorio vicino a casa mia, è nelle mani della mafia nigeriana. Mi occupo della mafia nigeriana così come mi occupo della mafia del mio paese, della mia cultura, anzi della mia mancanza di civiltà, della mancanza di civiltà che domina la mia terra, ferisce la mia terra. La mafia albanese non ha più nulla di lontano. La mafia albanese parla italiano, segue le logiche italiane, è totalmente integrata nell'organizzazione italiana. Sono convinto che si deve mettere fine a questo silenzio dinanzi ai crimini, visto che è proprio della cultura albanese, intellettuale, cioè il sentirsi ferito, offeso quando si parla di queste cose. Per prendere un esempio pratico: i giornali albanesi, i telegiornali albanesi devono informare quotidianamente le notizie delle inchieste avvenute in Italia, quando vi sono degli albanesi coinvolti, perché ti permette di capire di più.

Quando la Procura di Cosenza afferma che la 'Ndrangheta e la mafia albanese sono strutture ormai pare di una sola organizzazione, questa notizia la devono dare i telegiornali albanesi. Si scrive solo quando tale notizia ha a che fare con cinque gangster isolati. No, no, no, non si può pensare così. Anche per esempio, le donne albanesi, rispetto a dieci-quindici anni fa, sono meno presenti sul mercato della prostituzione, questo accade perché sono arrivati i romeni e le organizzazioni albanesi sono diventate più ricche. Le organizzazioni albanesi, se possono, evitano di entrare nel business della prostituzione e preferiscono quello del narcotraffico. Gli albanesi, per esempio, oggi gestiscono la prostituzione, piuttosto che mettere in strada le albanesi, come succedeva fino a ieri. E visto che purtroppo ci sono ancora delle prostitute albanesi, sono comunque delle organizzazioni più fragili, secondo il mio punto di vista. Oggi questo traffico è nelle mani dei romeni. Spesso vengono comandati dagli albanesi. Lo ripeto, tutte queste cose, per me sono 'conosciute', perché è il mio quotidiano lavoro. Ma quando mi arrivano e-mail del tipo "Ma come è possibile! Di quale paese stai parlando! Questo non è il paese che io conosco! Io vivo qui!", io mi stupisco.

R.XH: Risponde alle e-mail?
R.S:
Qualche volta sì, qualche volta no. Cerco di rispondere attraverso le inchieste o le mie fonti.

R.XH: La mafia e la politica albanese...
R.S:
Ecco, su questo per esempio, è naturale che vi siano pochissime inchieste. Non è che gli italiani possono parlare o fare inchieste sul governo albanese. Ma i contatti sono estremamente molteplici. Ricordo di Lello Amato. Lello Amato era un dirigente del cartello di Secondigliano, a Napoli. Due volte si è trovato immischiato con gli albanesi. E' considerato un piccolo imperatore, in Spagna ed in Albania. Oggi è in carcere in Italia. E' rimasto coinvolto due volte con gli albanesi. La prima volta trafficava hashish, anzi con il figlio di un ambasciatore albanese in Italia, come l'ho citato su "Gomorra". Questo ragazzo lo aiutava a trafficare, stiamo parlando della fine dei anni `90, trafficava hashish tra Italia e Albania. La seconda volta, anzi, fu aperta un'inchiesta che univa i cartelli albanesi, i cartelli pugliesi, e i cartelli napoletani. E lui in Albania andava spesso, acquistando delle terre, acquistando magazzini, amministrando dei camion. Ecco, perciò dico che di sicuro la politica albanese ha dei contatti...non può non parlare con la mafia. Non si può pensare! Non si può pensare! I codici del Kanun, che ci capiamo, sono molto affascinanti per l`intellettuale italiano che studia queste cose, ma infatti per la mafia è qualcos'altro.

Il Kanun lo vedo molto presente nella posizione del mafioso albanese. Così anche del mafioso italiano. Quando arrestarono un boss della 'Ndrangheta, Rabito, era tardi, era notte inoltrata, e gli diedero un panino. Un boss non può mangiare cibo offerto da un poliziotto, da un giudice, perché per il meridionale in generale, mangiare significa condividere. Infatti, quando io devo tenere un distanza verso di te dico: "Mica abbiamo mangiato nello stesso piatto! Ma perché?! Mica ho mai mangiato pane con te!", come se il mangiare fosse un luogo d`intimità. Ma questo vecchietto iniziò ad aver fame, aveva paura di qualche calo di tensione, così doveva mangiare. Prende questo panino, si alza in piedi, stiamo parlando di un uomo di 80 anni, si gira con la faccia verso il muro e mangia. In modo tale che nessuno dei presenti non potesse dire: "Ha mangiato con noi". Non voleva dire niente, o no? Lui era un boss, fu arrestato e messo in carcere a vita, non si sarebbe pentito, che senso aveva mangiare così al tavolo. Questi simboli sono fondamentali, perché creano disciplina. Rispettare è importante, certi momenti, dunque certi rituali, certe vie, sono importanti per il codice della mafia. Questo crea sicurezza all'italiano che traffica con un mafioso albanese.

Anche sulla questione politica, nei prossimi mesi, se il governo albanese permetterà e non perseguirà la Procura, sono convinto che usciranno molte cose. Usciranno molte cose, perché il potere albanese, che studio da qui, il potere delle mafie albanesi è in aumento. Non che dall'ultima intervista abbia visto qualche cambiamento. Al contrario, ho visto dei procuratori coraggiosi essere isolati, giornalisti coraggiosi isolati, poliziotti coraggiosi evitati, ma un mare di corruzione…

R.XH: Sta seguendo ciò che sta succedendo in Albania, la crisi, le proteste, gli omicidi?
R.S:
Sì. Ho visto molto e mi ha fatto molta impressione. Penso che è un momento difficile che porterà ad un rinnovamento. Sono convinto che la democrazia albanese non potrà mai arrivare ad una maturità, senza potersi finalmente liberare dallo spettro dei maledetti comunisti, non potrà mai arrivare ad una maturità se non si confronta e ferma il problema mafioso. La stessa cosa sta accadendo in Montenegro. Intendiamoci, è una situazione molto diversa, ma il totalitarismo comunista ha una continuità sulle mafie: il monopolio, la paura del controllo, della violenza e del fango.

Mi riferisco ai documenti dei servizi segreti albanesi, che sono più segreti. Non lo so, di sicuro vi deve essere qualche ricercatore che sta studiando i documenti del Sigurimi, ma invito gli osservatori albanesi a studiare quei documenti, perché provano ufficialmente i rapporti tra la Camorra e lo stato albanese, prima della caduta del regime comunista. Coincide, almeno da questi documenti, con la fine dei rapporti tra la Cina e l`Albania. L`Albania visse una crisi molto complicata e dirigenti dello stato albanese del regime comunista incontrarono dei dirigenti della Camorra napoletana, in particolare Pasquale Galaso e Michele Zaza, che accettarono la richiesta dell'Albania di vendere armi, che la Camorra poi ha venduto ai palestinesi, irlandesi, a tutti i cartelli criminali che volete. In cambio, l`Albania offre il sostegno sulle vie marittime per il contrabbando delle sigarette, rifugio per i latitanti, e così ai membri della Camorra, e visto che stiamo parlando del regime comunista, non gli poteva offrire il libero mercato, perché non esisteva il mercato. Ma quando cade il regime, aveva intanto tutti i punti di riferimento, perché quei generali, ambasciatori, funzionari comunisti, che poi divennero democratici, diedero loro le autorizzazioni per aprire le fabbriche, la possibilità di investire sulle banche. La Camorra allora diede agli albanesi anche manganelli di gomma per la polizia, bombe lacrimogeni, tutte queste cose. E' scritto in quei documenti. Visto che l`Albania si trovava nel periodo del regime comunista, gli strumenti d`oppressione non li chiedeva ai sovietici e ai cinesi. Per questo gliele dava la Camorra. Questo è un fatto importante da ricordare: perché gli albanesi hanno sofferto in quegli anni l'oppressione del regime comunista, questa oppressione si esercitava con le manette e le armi che la Camorra dava al regime, sempre se questi documenti sono veri. Un altro elemento è che la borghesia albanese, che stava capendo che il regime stava cadendo, iniziò a strutturarsi grazie ai rapporti con la criminalità organizzata, che li dava valuta straniera. In questo caso, come descritto nei documenti dei servizi segreti, la valuta che la Camorra dava agli albanesi era valuta spagnola. Visto che la Camorra napoletana era forte in Spagna, non davano lire, ma davano soldi spagnoli. Soldi spagnoli che loro mettevano da parte per poter entrare nei mercati che aveva importanza per acquistare dalle macchine ai vestiti, dalle informazioni alla cocaina, perché la moneta albanese naturalmente che non aveva valore sui mercati internazionali. Ora, il fatto che tutto questo non viene continua discusso in Albania, dimostra che vi è una debolezza, e questa debolezza è pericolosa. Non sono io quello che vi sta mostrando un paese che non esiste. Io ho paura che vi sono molti albanesi che vedono il loro paese in un'ottica miope. Il paese che loro credono esiste, non esiste.

R.XH: A Tirana si sta parlando di democrazia, in momento in cui i diplomatici stranieri, e anche gli italiani, parlano di stabilità.
R.S:
Certamente, questo è un segno positivo. Anche le rivolte sono un segno positivo. La gente capisce che democrazia significa felicità, miglioramento del benessere fisico, intellettuale. Non è qualcosa di astratto, la quale la si può scambiare con poca sicurezza. I diplomatici naturalmente parlano di stabilità, perché hanno bisogno di un'alleanza con il governo albanese. Parlare dei legami che il governo albanese ha con le organizzazioni criminali è anche un modo per insegnare ai governi stranieri, che rapporti hanno e con chi. La politica estera italiana degli ultimi anni è catastrofica: i rapporti con la Libia, i rapporti con la Bielorussia, i rapporti con Putin, dunque tutto ciò che è lontano dalle democrazie, piace a Berlusconi. Può sembrare una battuta, ma a lui conviene, perché è l`anello debole dell'Europa. La Germania, difficilmente accoglierebbe Gheddafi con gli onori con cui viene accolto in Italia. Berlusconi lo sa questo, e così sfrutta i pessimi rapporti che gli altri Stati europei hanno con questo Stato per avere dei rapporti privilegiati lui stesso. L`Albania fa parte di questa dinamica. Ma penso che hanno le ore contate, ambedue i Governi. Perché la popolazione, ho l`impressione o è semplicemente una speranza, non accetta più questo, non segue più la linea governativa, ma capiscono sempre più cosa si è fatto. Ai governi rimangono i fedeli. I fedeli sono imbattibili. Qualsiasi cosa faccia il capo, loro la seguiranno fino alla fine. Ma non hanno peso, o meglio possono avere importanza in questa fase, ma in Albania vi è una nuova aria.

R.XH: Mi piace il vostro slogan: "Se non ora, quando?"
R.S:
Si, è uno slogan bello, preso tra l`altro dalla guerra anti-nazista. Sono convinto che di nuovo la sorte degi italiani e la sorte dei albanesi sono vicini, come lo sono stati durante il fascismo, ma anche con l'anti-fascismo, ora saranno vicini nel tentativo di costruire una democrazia più completa. La democrazia albanese è una democrazia piccola, ancora adolescente, ma sta arrivando alla maturità.

R.XH : La gente in Albania, spesso, crede che tutta la politica è sporca, che tutti sono uguali.
R.S:
La capisco. E` naturale pensare questo. L`ho pensato anch'io in molte fasi della mia vita. Ma pensare cosi, è un modo per dare spazio alla politica più cattiva. Dire che tutto è uguale, non capire le distinzioni, è un gesto anti-democratico. Non è vero, la democrazia è cambiamento. Forse vi sono molti politici incapaci, ma non tutti sono ladri. E questo è un cambiamento intanto. Arrivare a dire che tutto è disgustoso, è un modo per legittimare chiunque. Perché a questo punto giustifichi quello astuto, quello spietato, colui che ha meno regole, colui che ha meno scrupoli. Vedendo la rivolta di piazza in questi giorni in Albania, mi è parso di sentire un cuore vivo, simile a ciò che successe quando cadde il regime comunista. Dunque, un'atmosfera simile. Deve essere archiviato ciò che era il periodo della transizione dal comunismo fino alla democrazia, e bisogna arrivare finalmente alla democrazia. Basta con la transizione!

R.XH: Mi è piaciuta la lettera che ha inviato ai giovani del movimento. Vorrei che alla fine del discorso, ci rivolgiamo ai giovani albanesi.
R.S:
Cercavo di dire agli studenti italiani che bruciare le camionette dei carabinieri, in quei giorni di protesta, era un gesto debole, che andava fatto, perché questo rischiava di delegittimare la protesta. Il governo non rispose alle loro richieste, disse solo "Bruciate le camionette! Attaccate la polizia! Questa è la vostra rivolta!". Così io dissi: "Non facciamo questo! Andiamo in massa a protestare, ma con altri strumenti!". Mi piacerebbe che i giovani albanesi così potenti, così sani, capiscano questo. La nuova democrazia è un privilegio perché puoi ridisegnare un paese e i giovani albanesi hanno questa fortuna. Io sono sicuro che sono consapevoli che ormai devono continuare sulla strada per far parlare i media internazionali dell`Albania. L'unica speranza che abbiamo noi italiani, siete voi albanesi. L'obiettivo deve essere che i media internazionali si occupino delle rivolte, non perché vi sono stati dei morti - com'è avvenuto - perché quella cosa passa in un secondo, giunge la notizia e passa tutto come qualcosa che deve essere risolta nel quadro dell'ordine pubblico, ma la notizia su di voi deve giungere per i temi, le inchieste, le denunce. E` stancante, ma si può fare. Se nasce un grande sogno per la rinascita dell'Albania, il mondo non può rimanere indifferente.

di Rudina Xhunga
giornalista di Top Channel
Tradotta dall'Osservatorio Italiano

21 marzo 2011

Investigim: Saviano! Kush është ky?


Tirana - Riprendendo l'intervista rilasciata daRoberto Saviano per l'emittente albanese Top-Channel, il settimanale Investigim conferma la paternità dell'inchiesta sui legami tra Camorra e Sigurimi, frutto dell'analisi dei documenti declassificati del regime comunista albanesi, poi tradotta in italiano dall'Osservatorio Italiano( si veda Il copyright di Saviano) . Nelle sue parole Saviano descrive le dinamiche degli affari tra i camorristi di Michele Zaza e i servizi segreti comunisti per il traffico di armi e sigarette, senza però citare la fonte da cui trae queste informazioni. "Saviano riconosce il diritto d'autore solo quando si tratta di firmare contratti milionari con aziende di Berlusconi. Mentre il diritto d'autore non si applica ai giornalisti albanesi", scrive Alket Aliu, direttore del settimanale Investigim. Nel suo editoriale, Aliu spiega come Saviano - ancora una volta - "copia, ma lo fa male", riportando molte inesattezze e disinformazioni. "Contrariamente da quanto affermato da Saviano, i mezzi di repressione delle manifestazioni popolari, come manganelli di gomma o gas lacrimogeni, sono stati acquistati dal regime di Ramiz Alia non dalla camorra, bensì dalla Cina comunista. Le armi date dalla camorra sono state vendute in contanti e non pagando con la peseta spagnola, bensì con dollari - spiega Aliu, osservando - . Le imprecisioni sono molte e sono conseguenza della tipica arroganza di chi pensa di saper tutto e parla di tutto, ed è stato raccomandato per prendere in giro spudoratamente gli albanesi. E' un insulto al giornalismo, ai giornalisti e agli albanesi in generale che, per quanto ritengano Saviano, non sono esseri con la coda. Anzi, sono così civili, che hanno cominciato a produrre personailtà politiche e analisti sul modello del Grande Fratello". Egli osserva infine che la stessa giornalista di Top-Channel ha notato nell'intervista che Saviano non forniva nomi e fatti, ma restava sempre su toni vaghi, rimproverando gli albanesi di non sapere ciò che invece sui conosce benissimo. "Se c'è un modo per fare soldi parlando della mafia, Saviano lo ha trovato. Conviene non solo a lui, ma anche chi paga questo spettacolo, chi vuole spostare l'attenzione sulla criminalità di strada, sulla mafia di basso profilo, mentre la vera mafia passa attraverso le banche", conclude Aliu.

17 febbraio 2011

La Depravazione Democratica

Televenditori, piazzisti, cocainomani, falsi gay, 'rincoglioniti di Facebook': tutti gridano alla democrazia. Tutti lottano per la libertà e le false rivoluzioni, sono eco dei nuovi stereotipi, dal 'bunga bunga' e la carta di credito, al complotto giudaico-massonico. Tutto contribuisce a creare un'orgia mediatica, dove ognuno spara più lontano che può, perchè in gioco c'è un posto al potere, una volta finita la defenestrazione di quello attuale. In prima fila vi sono le ONG finanziate dai cartelli lobbystici, che predicano la morale ma hanno i conti a Cipro e alle Cayman, e riciclano la polvere bianca, i bond, i collaterali, anche se è sempre colpa del terrorismo. Poi ci sono le integrazioni, le riforme, le privatizzazioni in mano ai finanzieri internazionali, per poi finire con le manifestazioni di piazza e la caduta dei dittatori 'made in USA', tutto in diretta globale sponsorizzata dalla CNN.

Come sempre, in questa nuova crisi mondiale del brand 'Yes We Can', arrivano i mistificatori americani - 'Mister brachetta abbassata' e la sua ONG Clinton Global Initiative - che promettono di sistemare tutto con i dollari a testa grossa, portando con sé anche la stamperia per paura delle rapine. Sono state ben nutrite le ONG che, cariche di soldi, assoldano vecchi truffatori di macchine rubate, consulenti di fantomatiche università, assoldano giornali per portare avanti le campagne diffamatorie contro dei governi, innalzando proteste. Dal 'Popolo viola', alle foto scandalistiche, dalla cocaina al gossip, dalle casalinghe annoiate agli internettiani che costruiscono 'case e fattorie' virtuali : questa sarebbe la nuova società dell'equità e dell'etica. Nascono così questi simulacri di 'giustezza', dai valori riciclati, come Saviano che viene ad illuminarci sulla verità della Camorra. Non male per chi ha scritto un libro, immaginate cosa diventerà chi scriverà l'enciclopedia, sarà la salvezza del mondo. Immaginate poi se il nostro Saviano avesse scritto sulla Cooperazione Italiana (...ma quella è un'altra storia, non tira, è una questione di viagra).


Intanto, mentre i guardiani dormono, i grandi progetti energetici italiani sono sabotati continuamente, una serie di scandali, come anticipato dall'Osservatorio Italiano si apprestano a venire alla luce per portare la gente nelle piazze. Le bande armate di facebook fanno test su test su come scatenare un'offensiva mediatica di tutto rispetto. In contro-risposta nulla, il deserto. Ricordiamo solo un timido discorso di Frattini a Belgrado che, non sapendo cosa dire, afferma che bisogna fare una serie indagine sul traffico di organi. Della serie, "abbiamo riconosciuto l'indipendenza, abbiamo bombardato Belgrado, ma il Kosovo è un groviglio di traffici e criminalità". Insomma l'Italia è con i serbi, basta che firmano i contratti, altrimenti può cadere il governo italiano.


Nessuno quindi dice che gli Stati pagano il pizzo al Fondo Monetario Internazionale con l'aumento dei prezzi e i fallimenti delle loro società. Con la loro squadra di esperti e consulenti dettano regole e vincoli per concedere prestiti miliardari che non potranno essere mai restituiti. Subito al seguito, si staglia il corteo di analisti e e tuttologi, pagati e strapagati per fare il copia incolla dai report prestampati della Banca Mondiale. La guerra non dichiarata vede da una parte gli oligarchi russi vicini ad entrare economicamente nell'euro, e pagare i debiti dei paesi poveri dell'UE, mentre dall'altra i lobbisti americani, scatenati a stampare dollari da tutte le parti, invadendo e drogando piccoli Paesi, mentre si apprestano a creare un'offensiva con le rivoluzione colorate per salvaguardare i propri interessi.
Molti media sono tuttavia complici di questo sistema, forniscono informazioni scientificamente false per una guerra mediatica, studiata per abbattere qualsiasi avversario. Non si fanno più dossier e studi, ora c'è il popolo delle escort, dei forum. Bruxelles dice che la democrazia si testa con il Gaypride, con i livello di corruzione e la libertà di stampa, ma le statistiche sono tutte sballate e su quelle si stilano i pareri dell'integrazione. Questo è il mondo dei 'democratici', di gente che ci ha portato fino a questo punto imbrogliando, mentendo per anni, riuscendo a risolvere le crisi solo con i conflitti. Con il pretesto della libertà di stampa, oggi si può dire tutto, anche inventare di tutto.


Da parte nostra, ci godiamo lo spettacolo della nuova guerra mediatica, così ricca di tecnologie ed esperti, la cui unica arte è parlare di governi corrotti, di prostituzione e orgie: questa è la nostra civiltà. Siamo purtroppo costretti a guardare questo shock di civilizzazione, convincendo le persone che si può guadagnare senza lavorare, vendendo illusioni, e tutto questo sta portando al disastro. La gente è convinta che non può vivere senza mettere una nuova foto sul proprio profilo, tanto che società ed uffici hanno dovuto censurarlo sul lavoro, perchè molti erano ipnotizzati. In realtà queste sono strutture pagate da finanzieri per creare all'interno di questi sistemi informatici, delle false crisi ed aizzare la gente. La crisi viene dal web stesso, e mentre le bollette aumentano c'è da farsi una domanda sul perchè non rendere pubblici i contratti di tutte le multinazionali sull'energia elettrica? Forse siamo ancora lontani da tali realtà, anche perchè i nostri magistrati sono interessati a ben altro. E' un crimine anche quello, quello di non guardare alcuni reati e condannare per direttissima altri.

31 gennaio 2011

Un serpente che striscia...

Roma - Gli scandali che travolgono i Governi non sono del tutto casuali. Esistono delle crisi pilotate, come quelle innescate dalle indagini dei magistrati che si occupano di escort e gossip, tralasciando bonds e collaterali o le più grandi operazioni finanziarie. Laddove la giustizia dovrebbe indagare, distoglie lo sguardo per dedicarsi invece alle inchieste politiche e affaristiche, con tanto di dossier ed intercettazioni. E' uno scontro tra due fuochi, visto che anche il Ministro Frattini sceglie di usare la sua diplomazia estera per far luce sulla "Casa di Montecarlo". In realtà la magistratura italiana è il cartello della "global english", delle caste che in questi anni hanno vissuto alle spalle della gente, hanno utilizzato fondi per inchieste di interesse, hanno strumentalizzato processi, e non parliamo solo di quelli di Berlusconi. Quanto sta accadendo getta fango sui tanti magistrati che hanno dato la loro vita per lo Stato, a differenza di una magistratura che oggi è scesa talmente in basso che grida alla moralità e all'etica. Ci chiediamo, però, di quali ideali si fanno realmente difensori, considerando che persino il Vaticano - antico simulacro dei valori cristiani - sfratta le persone in sedia a rotelle e fa delle speculazioni finanziarie la propria attività principale.

La morale non esiste più, e l'unico interesse che difendiamo è quello delle caste e dei centri di potere. A tal fine hanno creato degli eroi giustizialisti artificiali, come Roberto Saviano, che ora fa l'attore, scrive nuovi libri copiando le inchieste dal web, ma ha in compenso una scorta per aver detto cose che tutti sapevano. C'è un'aria di sofferenza, perchè in passato hanno preteso che tutti vivessero con le speculazioni, con il risultato che oggi vi sono persone che senza alcuna professione e per fare consulenze inesistenti ha stipendi di 5 mila euro al mese, a spese dello stato italiano. L'informazione è ormai mercificata, i quotidiani sono società per azioni e le Agenzie di stampa "copiano e incollano" comunicati e ciò che trovano sul web. Esiste una massa informe di burocrati megalomani che pretendono di fare le rivoluzioni con il denaro degli italiani, ma in pochi ormai sono disposti a mettere sé stessi per la giustizia e il bene dello Stato. E' tutto un apparire. Magistrati, veline e politici: falsari, schiavi del loro stesso cinema.

25 febbraio 2010

Scattata la trappola delle lavatrici svizzere


Roma - I recenti eventi connessi al caso Fastweb-Di Girolamo confermano quanto l'Osservatorio Italiano aveva già annunciato. Le società italiane stanno diventando delle vere e proprie lavatrici di denaro sporco mentre il traffico di droga è il nuovo prodotto interno lordo. Anche se in questo momento nessuno difenderebbe il Senatore Di Girolamo, visto che anche i suoi amici più cari lo stanno allontanando, non possiamo negare che lui è solo un capro espiatorio e che sono già in atto tutte le manovre per chiudere il più in fretta possibile il caso. Questa è la classica "polpetta avvelenata", consegnata ad arte. Ancora una volta i giochi di potere stravincono, con l'immediata pubblicazione delle foto e la solita dichiarazione di Saviano. Contrariamente a quanto ci vogliono far credere, dietro lo specchio della Mafia esiste il Gossip: ci sono così i calabresi e i casalesi, e dall'altra parte i salotti e i signori. "Fuori la mafia dallo Stato", hanno gridato, ma è impossibile perchè "non esiste la mafia senza lo Stato". E così, dopo la scoperta della grande truffa in Italia, altrove saltano progetti e garanzie bancarie. Sbuca anche il collegamento svizzero, visto che nel 2007 la società di telefonia Svizzera Swisscom
acquista la Fastweb con un'offerta molto importante, mentre era già in corso un'indagine nei confronti della stessa Fastweb relativa a false fatturazioni e riciclaggio di denaro illecito. E' evidente quindi che una gran parte di aziende italiane, sono drogate da titoli collaterali da operazioni che vengono studiate ad arte nelle security della banche svizzere, il resto è solo sceneggiata. Tutto ciò che sta intorno serve solo per costruire dei capri espiatori, e di fatti viene creare una grande confusione di eventi, mischiando varie situazioni con svariati personaggi, per nascondere una trappola già pronta. Le manette sono già scattate, tutto è stato già deciso. Per cui, rivolgendoci al Senatore Di Girolamo, crediamo che "sia meglio essere capra oggi, piuttosto che un perseguitato domani". La scelta più giusta potrebbero essere le dimissioni, per affrontare dinanzi ad un magistrato ogni accusa, perchè questi 'signori' hanno già studiato nei minimi dettagli come incastrare la propria preda e insabbiare tutto il resto.

02 dicembre 2008

La Camorra e il sistema


Gli Stati-nazione, la Camorra, la Mafia, il "governo delle Banche", il comunismo. Questi sono i sistemi che governano i nostri popoli. Oggi combattiamo la criminalità organizzata, le banche, chiediamo sovranità monetaria o indipendenza energetica. In realtà non ci rendiamo conto che stiamo creando un altro sistema che ci governerà. Cos'è dunque la Camorra e cos'è Google?

Ho guardato il film di Gomorra di Roberto Saviano con tanto entusiasmo, e fino alla fine cercavo di capire dove fosse la novità di quello spettacolo. Aspettavo la scena risolutiva e tutto ad un tratto il film è finito. Pensavo in cuor mio di aver visto non so quante volte quelle scene di omicidi, di giovani ragazzi che muoiono per la conquista e il rispetto dei territori, e mi chiedevo il motivo per cui tutti si sono scandalizzati e hanno deciso di portare queste immagini sino alla corte di Cannes e forse anche di Hollywood. Per rendere ancora più credibile la tesi dello scalpore e dello scoop, il giornalista Saviano è ora sotto scorta come se fosse agli arresti domiciliari, e qualcuno ha già proposto la sua candidatura. Anche in questo, mi chiedo francamente, dove sia la novità. Come se fosse strano per gli italiani, e per gli stessi popoli del Sud Italia, vedere come determinate famiglie mafiose o camorriste vengono portate allo scoperto per far posto ai nuovi poteri. Questa volta non è intervenuta la polizia, non sono stati necessari dei pentiti o dei giudici, ma un semplice giornalista infiltrato, e che volutamente è stato protetto in quel mondo affinchè potesse far scoppiare il grande scandalo della Camorra. E così è stato, perché il clan dei Casalesi è stato decimato da lotte intestine e retate della polizia, mentre i nuovi "mafiosi" stanno prendendo già le posizioni.
Il vero scandalo, di cui però nessuno si meraviglia, è il suicidio di un Assessore che ha cercato di avvertire la popolazione sui rischi delle soluzioni "rapide e indolori" di Roma e di Milano, e voleva continuare la sua lotta, magari "parlando" semplicemente con i giudici, per spiegare cosa era accaduto e che forse, i Casalesi, non hanno tutta la colpa del male in cui brucia Napoli. Avrei preferito che qualcuno si indignasse per questo strano suicidio, per la morte di un altro innocente, massacrato dai media e delle pressioni politiche che, in un momento così delicato per la chiusura del piano sui rifiuti, erano sicuramente molte. Giorgio Nugnes è morto come molti prima di lui sono morti a causa delle tangentopoli e dei colpi di Stato. Lo Stato italiano è sempre stato un grande artista nell’utilizzare la mafia come capro espiatorio dei suoi delitti, alimentando e viziando quel mostro che lui stesso ha creato. La mafia esiste, sono cose che si conoscono già da parecchi anni, ma nessuno dice che gli Stati sono nati proprio così, gestiti da traffici, con morti, eserciti di schiavi, storie di venduti e di emigrazioni.
In realtà, il concetto è ben diverso e nessuno vuole che si dica. Prima di condannare delle persone che "tirano a campare" e sono stremati dai debiti, bisogna chiedersi da dove arriva la spazzatura, e se arriva proprio dalle ricche città del Nord, dalle imprese e dai distretti industriali della "ricca Italia" che getta i suoi rifiuti in quella che considera "discarica". La nostra società si sta così spaccando e tra le due entità si sta creando un abisso, perché se da una parte vi è il "poveraccio" che rapina le banche o i supermercati, dall’altra ci sono i "ladri di dati", i truffatori finanziari, gli usurai con i colletti bianchi, e così vi sono i reati immateriali che non sporcano e non lasciano tracce. Sicuramente essere minacciati con una pistola sulla tempia fa un effetto diverso alla televisione, mentre il povero artigiano strozzato dai debiti che si spara da solo, descrive una scena molto più patetica, non cinematografica, anche perché non c’è neanche un nemico da combattere. Anche la scelta dei nomi è importante: "'O maiale", "gino ’o pazz", "dente stuort", fanno molta più scena. Con un nome così, si diventa subito protagonisti della scena.

Immaginate ora che un film o un libro, che mette in mostra le cose più abiette e infime di cui sono capaci le persone, viene diffuso e pubblicizzato come la "verità di Napoli" o dell’Italia, e lo Stato finanzia, assiste e tutela chi fa questo stillicidio del popolo italiano. Per "denunciare" un crimine - è giusto ricordarlo - bisogna raccontare la storia per intero, e non solo quello che fa comodo dire, nascondendo tutto il resto. Diciamo la verità, gente che non sa né leggere e né scrivere non crea imperi economici dal nulla, non riesce ad ottenere gli appalti o ad investire nell’alta Finanza. Credete che legali, avvocati, banche si facciano usare così facilmente da dei criminali ignoranti in cambio di nulla e senza un giusto accreditamento da parte dei vertici politici? Sinceramente, credete davvero che la Camorra sia più potente di loro, o invece è un semplice strumento per controllare le masse in un territorio povero, per raccogliere liquidità e smaltire il marcio dei ricchi?
Non capite, è un’altra stupida commedia che vi chiamano a recitare per dar loro importanza, e senza questo stormo di "utili idioti" tutto questo cinema cade in pochi secondi. Per questo poi servono Beppe Grillo, Travaglio, Saviano, per continuare la propaganda. Alla fine però, agli occhi del mondo, le grandi aziende e i grandi imprenditori del Nord saranno l’Italia sana, mentre il Sud Italia sarà sempre "complice" della mafia e della camorra. E poi, se noi viviamo in uno Stato che chiede il pizzo ai cittadini e poi non riesce a garantire ciò che ha promesso perché è fatto da una banda di incapaci, dopo non bisogna fare tanto rumore per nulla, non è dignitoso.
Anche se è vero che tutti noi combattiamo questa farsa del sistema e nessuno può dirsi contrario a queste campagne di solidarietà, in fin dei conti anche a noi fa comodo avere un nemico su cui scaricare le nostre colpe. Siamo disposti a fare le grandi rivoluzioni contro le mafie, ma una volta adagiati sul "seggiolone" ci piace dire che, tutto sommato, si sta bene. Dopo la camorra sarà la crisi finanziaria, e poi non ci sarà mai una fine a questo scarica barile infinito. Ricordate che alla base della criminalità, vi è malessere economico, mentre i veri colpevoli sono coloro che possiedono tanto denaro: cercate il denaro, e troverete il vostro assassino, come diceva il Generale Dalla Chiesa. Oggi l’Italia vuole combattere i suoi fantasmi, ma usa un esercito inutile ed inesistente, che parla di cose inattuabili, e diventano così solo disinformazione. Avere un'indipendenza monetaria, una sovranità energetica oggi significa avere eserciti di pace e fare guerre perpetue al terrorismo, perchè è necessario rubare petrolio o colonizzare per il mantenimento delle materie prime. Anche la crisi, le carte di credito, il fine mese, sono puri concetti nelle nostre menti perché non si accetta il cambiamento dello stile di vita: la crisi non è il non poter andare 4 volte in vacanza, oppure non uscire tutti i sabati, la crisi non è non poter giocare alle scommesse oppure non potersi permettere un amante. La crisi è rimettere in discussione un sistema di potere, è sedersi ad un tavolo e parlare, e non parlare di "democrazia dal basso", di "rete", perché queste sono droghe: il Presidente Obama non è venuto né dal web e né dal basso, è arrivato da casa sua, ed è inutile fare propaganda assolutamente non credibile.
Oggi cambiare il sistema avrà certamente una ripercussione mondiale e planetaria, e determinati poteri devono cessare di esistere, come quello di Washington, delle Holding di Lussemburgo, e perché no, come quello delle criminalità di bassa leva. Oggi i giustizialisti ,gli anti-berlusconiani, i grillini, gridano semplicemente perché vogliono potere e mirano a creare la loro casta, per buttare giù quelle esistenti e imporre quelle nuove. In realtà non sono niente, sono solo un bit che viaggia sulla rete. Riflettiamo però che, se ieri internet era libertà, oggi è lo spazio del motore di ricerca indiscusso, Google. Se sparisce Google, sparisce il mondo di internet, e anche Obama. Allora qual è il nostro sistema ? E' lo Stato italiano, la camorra, la mafia, o un'entità invisibile?