Motore di ricerca

27 novembre 2006

L'Iter fa vedere il miraggio della fusione fredda


È ufficiale: parte “Iter”, International Thermonuclear Experimental Reactor, (reattore sperimentale termonucleare internazionale), un progetto internazionale che ha l’obiettivo di produrre energia dalla fusione, a cui parteciperanno tre enti di ricerca italiani : Enea, Cnr e l’Istituto di fisica nucleare (Infn). Il progetto risale al 1985, presentato in occasione dell'incontro al vertice tra Reagan e Gorbaciov, a cui poi hanno aderito l’Unione Europea, il Giappone ed il Canada, per diventare alle soglie del 2007 una cooperazione internazionale al fine di creare la fonte di energia del futuro nei prossimi 10 anni, per costo di circa 5 miliardi di euro.
L'Iter è un esperimento di fusione termonucleare controllata, basata su un processo di confinamento magnetico di un plasma di forma toroidale, composto da Deuterio e Trizio, all'interno di un reattore, il Tokamak. Questo ha una struttura di una ciambella metallica di 6,2 metri di raggio, cava all'interno e circondata da magneti, che consente di riscaldare il plasma composto da deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno) fino a temperature estreme raggiunte grazie ad una forte di corrente elettrica e poi iniettando onde elettromagnetiche. Il calore farà muovere le particelle a grande velocità per urtarsi con forza sufficiente a vincere la repulsione, e fondere. Gli esperimenti sino ad ora hanno avuto esiti incerti, considerando che l'energia prodotta con questi esperimenti ha superato di poco l'energia spesa per riscaldare il plasma. Ulteriore problema è che la fusione Deuterio-Trizio, produce, oltre a più di ¾ dell'energia immessa e di un atomo di Elio, un neutrone, che costituisce una variabile di scorie
radioattive prodotte. Inoltre, il principale elemento combustibile, è il Trizio, che un isotopo radioattivo dell'idrogeno: fughe accidentali di Trizio potrebbero avere conseguenze non diverse da quelle prodotte da incidenti nucleari da fissione. In sostanza, un reattore a fusione produrrebbe una quantità di radioattività appena inferiore a quella di un reattore a fissione ordinario della stessa potenza.
Dinanzi poi ai problemi sollevati per lo spegnimento del reattore, le risposte spesso non sono state convincenti, perché gli scienziati hanno affermato semplicemente che interrompendo l'immissione di energia elettrica, gli atomi di idrogeno più veloci andranno a superare la barriera magnetica andando ad attaccare gli atomi del plasma si inquinerà, e si raffredderà cosicché la caldaia ITER si spegnerà. In realtà nessuno ha previsto come trattare il problema dell' estinzione della caldaia, trattato dunque come "una variabile incerta, che sarà risolta con gli esperimenti", che dovrebbero nel tempo a risolvere anche il problema delle perdite radioattive.
Per cui, quando si sarà ottenuto x decine di secondi la fusione, e aver speso 5 miliardi di euro, occorrerà costruirne un altro, più costoso nella speranza che dia all'umanità la free energy. In verità, non si può avviare un progetto di questa portata, di un tale costo, quando si non hanno, già pronte, tutte le soluzioni ai problemi gravi, ineluttabili, e quando non si risolve alla radice il problema dell'indipendenza energetica. Ci sono voluti 25 anni per costruire una calamità superconduttrice che dà 4 tesla, quando volendo si poteva concepire una tecnologia migliorativa del nucleare a fissione già esistente, nell'attesa di avere la vera free energy.
Con l'ITER si cerca di far funzionare un reattore in maniera continua, a temperature troppo basse, con una reazione inquinante che contaminerà le strutture circostanti, facendo accumulare nuovi scarti radioattivi. Invece, il futuro è la fusione vera e propria, ossia quella della Z-machine, che usa invece un processo di confinamento inerziale del plasma , favorito e sviluppato soprattutto dagli ambienti militari che preferiscono rinunciare ai costosissimi test atomici su scala reale e usare poi i risultati della ricerca in laboratorio per migliorare questo tipo di arma.

A questa idea sta lavorando il “Sandia National Laboratory” negli USA, in cui è stata messa a punto la “macchina Z”, capace di generare una scarica che può raggiungere i 20
milioni di Ampere caricando di 290 terawatt di energia il plasma, sino a portarlo alla fusione senza generare alcuna scoria. L’idea di fondo è semplice e geniale. Dato che il plasma è composto da particelle cariche negativamente e positivamente, è quindi possibile farlo attraversare da corrente elettrica che, generando un campo magnetico, avvolge il
plasma e lo “strizza”. Questo “strizzamento”, o “pinch”, comporta una maggiore concentrazione del flusso elettrico nel plasma che a sua volta induce un campo magnetico ancora più forte e quindi un “pinch” ancora maggiore. Per ottenere la fusione, infatti, il problema non è la quantità di energia, è la focalizzazione.
Dunque, all'interno di una camera cilindrica, completamente riempita di acqua, una scarica elettrica di 20 milioni di ampère attraversa una rete di fili di tungsteno della larghezza di un capello. In pochi istanti, i fili si sciolgono per volatilizzarsi in un plasma che viene subito dopo compresso a grande velocità dal campo magnetico della scossa elettrica iniziale, fino ad occupare lo spessore di un'aria di matita. Una volta compresso, gli ioni ed gli elettroni giungono ad un punto di arresto, ossia in un punto in cui il flusso gassoso raggiungerà una velocità ridotta a zero. Le forze che agiscono per la compressione del plasma sono impressionanti, tale che l'energia cinetica prodotta è fortissima.
La Macchina Z potrebbe permettere di ottenere la fusione di un plasma non radioattivo, con la produzione onde alfa (energia) e di nuclei di elio, che costituirebbero un plasma in espansione. Se questa espansione viene effettuata in un campo magnetico, siccome il legame tra le linee del campo magnetico e il mezzo ionizzato è molto elevato, si rigenera la scossa elettrica e si innesca di nuovo il processo di confinamento inerziale. La macchina si trasforma allora in un generatore MHD ad impulsi. Una parte di questa energia potrebbe permettere di ricaricare il condensatore, pronto per la seguente scarica: la macchina sembrerà un moto pulsante.
L'idea è diametralmente opposta rispetto a quella dell'ITER dove si ricerca una fusione continua di un plasma dal volume enorme, con tutti i mega-problemi tecnologici che ciò pone. La vera fusione è quella ottenuta con innumerevoli microimpulsi che vanno a focalizzare l'energia attraverso un'onda d'urto: 500 milioni di gradi o un miliardo di gradi senza emissioni di neutroni o scorie. Tali temperature, invece, non possono essere raggiungere all'interno di reattore ITER, perché esploderebbe, tuttavia le grandi potenze investono in questo progetto per creare energia per scopi civili, lasciando la macchina-Z agli esperimenti per scopi militari. Il problema è che dopo aver speso mezzo secolo di ricerca scientifica per creare l'Iter, gli Stati non hanno intenzione di abbandonarlo e di rinunciare al recupero degli investimenti mediante l'immissione sul mercato di questa energia, nonostante le imperfezioni tecnologiche già rilevate. Tuttavia, se si considerano i costi per il suo sviluppo, per la produzione del plasma, costituito in parte dal Trizio che non è presente in natura, e quelli per lo smaltimento delle scorie, il progetto della Macchina Zeta risulterebbe di gran lunga più conveniente.
Per cui, il progetto Iter dovrebbe essere interrotto immediatamente per evitare che si cada ancora in una spirale di inefficienza energetica senza via di uscita, che non avrà nulla di diverso da quella innescata dal nucleare per fissione, o dai combustibili fossili.

25 novembre 2006

La Borsa di Sanpietroburgo come il polo alternativo al sistema occidentale


Il ministro russo dello Sviluppo economico e del Commercio, Guerman Gref, ha dichiarato che nel 2007 sarà operativa la borsa del petrolio russo, all'interno della quale saranno negoziati tutti i prodotti petroliferi, nero su bianco.
Il progetto di Putin è quello di creare una borsa dell'energia basata su un sistema di massima trasparenza che determini il prezzo del petrolio sul loro valore reale di mercato, considerando che attualmente il corso del petrolio russo viene fissato virtualmente, senza tener conto delle quotazioni borsiste reali.
La Russia ha esportato finora principalmente del brut di origine urale e il suo valore era stabilito dalle agenzie energetiche internazionali con riferimento al il prezzo del brent, che è di qualità superiore. Un meccanismo trasparente di formazione del prezzo del brut russo consentirà alla Russia di ottenere un guadagno marginale superiore ai 3 miliardi di dollari all'anno.

Gli analisti internazionali ritengono esagerate le previsioni finanziarie delle autorità Russe circa il quantitativo delle quotazioni, considerando che il petrolio russo è di una qualità inferiore rispetto a quella del brent e sicuramente il suo prezzo si posizionerà intorno a quella cifra. Per tale motivo gli esperti stimano che una borsa del petrolio in Russia è piuttosto un'azione di promozione che una necessità, perché la maggior parte dei prodotti petroliferi passano solo attraverso due società, Rosneft o Gazprom, che hanno concluso già dei contratti in anticipo con le altre compagnie private.
Tuttavia, al di là delle previsioni strettamente economiche, la borsa del petrolio russo rappresenta la vera risposta alla dipendenza dell'economia mondiale nei confronti del dollaro, perché diventerà poi il quarto polo mondiale della quotazione delle materie prime internazionali: la borsa di materie prime di Sanpietroburgo sarà istituita prima della fine del 2007. La borsa russa sarà il vero secondo polo della quotazione dell'energia, considerando che attualmente il prezzo del petrolio viene fissato principalmente sulla borsa di New York, e per tale motivo esso costituisce il controvalore del dollaro Fed. La vera moneta americana non è un numerario agganciato all'economia statunitense, bensì alla fonte di energia che i Banchieri della Federal Reserve stabilirono come riferimento, essendo il loro principale investimento.

Putin dichiarò già nel mese di maggio, nel suo discorso annuo alla nazione, che il rublo sarebbe diventato totalmente convertibile prima della fine dell'anno, in modo da divenire lo strumento più diffuso nei regolamenti internazionali, e allargare così la sua sfera di influenza e arretrare sempre di più la presenza del dollaro.
Quello di scacciare il dollaro dalla Russia è il sentimento che prevale nell'economica russa, che era stata invasa dai dollari inseguito all'eccessive svalutazioni del rublo durante la recessione economica che ha seguito la caduta dell'URSS, e poi durante la crisi finanziaria del 1998, perché la popolazione russa tendeva a tesorizzare il dollaro. Putin invece ha chiesto ai suoi cittadini, e ai risparmiatori di avere fiducia nel rublo, perché il valore della moneta si basa essenzialmente sulla volontà ad accettarla, e nient'altro. La svalutazione del rublo è stata abbattuta con il rialzo degli interessi, rendendo la moneta più forte, però, a fronte di una politica monetaria restrittiva, è stata lanciata una politica fiscale molto più espansiva in modo da impedire che l'economia si fermasse.
Tuttavia, la Banca centrale Russa non ha modificato la struttura delle riserve, costituite per il 50% da dollari e il 40% degli euros, e il resto della sterlina britannica e degli yen giapponesi, né ha aumentato la quota dell'oro. Ha lasciato che il sistema assorbisse pian piano la nuova moneta, senza provocare delle fughe di capitali o allarmi ingiustificati, perché l'obiettivo finale non era stravolgere il sistema ma crearne uno alternativo da utilizzare per il rafforzamento dell'economia e dell'ingerenza politica.
Questo ed altro ancora è la Borsa del Petrolio Russa, perché man mano che essa prenderà forma costruirà intorno a sé un mercato, a prescindere dalla quotazione delle altre Borse, in quanto si tratta pur sempre di una fonte di energia scarsa e che ha bisogno di una rete di trasporto complessa. Se le ultime riserve di idrocarburi vengono controllate in parte della Russia, e se questa ha costruito una rete di gasdotti e di contratti di collaborazione molto stabile, gli Stati che oggi si riforniscono di gas e petrolio dalla Russia per scelta, un domani lo faranno per necessità, e allora la sola moneta di scambio sarà il rublo. Il Brent, nonostante sia più pregiato, non avrà comunque lo stesso valore di mercato del petrolio russo, che acquisterà sempre più punti nelle quotazioni in virtù proprio della rete e della struttura che ha intorno.
Ciò che si verrà a creare è una economia parallela a quella che sinora abbiamo conosciuto, alla quale man mano si agganceranno molti degli Stati del Medio e dell'estremo oriente, facendo confluire, molto probabilmente, le loro riserve di petrolio o le loro merci. Gli alleati politici di Putin di oggi, saranno domani partner commerciali nella costruzione di un grande mercato in cui i diretti produttori venderanno le loro merci, ponendo così fine al sistema attualmente vigente che lascia agli intermediari e ai consumatori il diritto di decidere il valore dei beni.

22 novembre 2006

Il sistema giudiziario che uccide le imprese


L'economia italiana è diventata ormai la patria del saccheggio delle multinazionali, le società vengono comprate per farle crescere a dismisura sui mercati valutari, per poi esplodere in una grande bolla. È la storia questa della Parmalat, della Cirio, della Telecom, è la realtà che stiamo vivendo perché i politici e le religioni ci hanno consegnati in mano ai boia, consentendo che prendessero la nostra economia e ne facessero carne da macello. I giudici non applicano più la costituzione, ma la prassi amministrativa e giuridica, i politici non emanano le leggi che rispecchiano le esigenze e i problemi esistenti, i servizi segreti si sono venduti. Si fanno grandi sfoggiando medaglie e pensioni d oro, alle cene con le aragoste, il vino buono e le mignotte, senza mai fermarsi a pensare cosa è costato quello che ora possiedono. Ogni giorno, in un'aula di tribunale o in Parlamento vengono violati i diritti sanciti dalla Costituzione in nome del bene del Paese o della prassi burocratica, in nome delle direttive scritte da persone che non abbiamo mai eletto, che non conosciamo e si nascondono dietro un dito o le sigle delle false istituzioni.
Abbiamo chiesto così all'Avv. Marco della Luna una sua consulenza su quello che è oggi il funzionamento del sistema giuridico e bancario che le imprese quotidianamente incontrano.

« Quelle tra giudici e banchieri sono senz'altro delle alleanza molto pericolose.
Nel sistema italiano di potere, osserviamo una marcata analogia tra la categoria dei banchieri e la categoria dei magistrati. Entrambi, banchieri e magistrati, eleggono l’organo di autogoverno di categoria e in esso hanno una partecipazione dominante: le banche, nominano il Governatore della Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea e partecipano la seconda attraverso la prima; i magistrati, nominano tra i propri iscritti 20 dei 30 componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.
Entrambe le categorie (alcuni le chiamano “corporazioni”), giudiziaria e bancaria, nominano e controllano così i propri controllori, si fanno regolamenti interni, giudicano i propri iscritti secondo logiche interne, si impermeabilizzano a controlli esterni (ossia degli organi di elezione popolari, volgarmente detti ‘democratici’), così che si possono imporre come interlocutori forti (perchè autonomi) agli organi costituzionali.
La categoria dei banchieri è però molto più forte di quella dei magistrati, e ciò dovrebbe esser tenuto presente dai magistrati stessi, nel loro proprio interesse, perché le alleanze fatte con chi è molto più potente sono alleanze, alla fine, perdenti.
Facciamo qualche semplice considerazione…
In Italia è invalso, in favore delle banche, un sistema fatto di norme codicistiche e non codicistiche, nonché di prassi giudiziaria, che funziona come segue:
I tribunali, quando le banche dichiarano di avere un credito verso i loro clienti, concedono alle banche, a vista, decreti ingiuntivi contro i clienti medesimi, sulla base di documenti di formazione bancaria, anche in assenza di una vera prova del preteso credito.
Non solo concedono questi decreti ingiuntivi, ma li dichiarano immediatamente esecutivi, ingiungendo ai malcapitati clienti delle banche, senza prima aver sentito le loro ragioni, di pagare subito, pena il pignoramento. E’ vero che l’art. 642 del Codice di Procedura Civile permette di dichiarare un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo e di qualsiasi prova dei presupposti dell’art. 642 cpc per la concessione dell’immediata esecuzione, come in questo caso. Ma è anche vero che l’art. 642 richiede la prova di un pericolo nel ritardo, che giustifichi l’urgenza. Orbene, questo pericolo viene identificato dalla banca, e purtroppo anche dai giudici, col semplice ritardo di pagamento affermato unilateralmente dalla banca stessa.
La banca immediatamente, in forza di tale decreto e prima di notificarlo al proprio cliente, iscrive un’ipoteca giudiziale sulla totalità dei beni immobili del cliente.
Ciò anche quando i beni immobili hanno un valore multiplo del preteso credito. Per un vantato credito di 100.000 Euro, supponiamo, la banca iscrive ipoteca per beni di 1.000.000 di Euro.
Al contempo, la banca segnala alla Centrale Rischi Interbancaria della Banca d’Italia la supposta insolvenza del cliente, senza, perlopiù, curarsi di accertare se il cliente sia insolvente e anche quando, il cliente non è affatto insolvente, ma molteplicemente capiente.
A questo punto, grazie al pretesto così creato della segnalazione CRI, il sistema bancario, che è un cartello privato, comprendente i privati proprietari della Banca d’Italia (tali contro l’art. 3 dello Statuto della medesima) che questa stessa dovrebbe disciplinare, tira la rete, ossia blocca completamente, l’operatività finanziaria del cliente, causandogli danni potenzialmente letali, mettendolo in ginocchio, e sovente costringendolo a cedere alle pretese della sua consociata se non vuole soccombere.
L’alternativa, per il cittadino cliente, è sperare in un congruo risarcimento al termine di una lunga causa, ossia al passaggio in giudicato della sentenza – dopo anni e anni in cui non potrà operare – risarcimento che non potrà essere congruo, perché non è possibile provare congruamente il lucro cessante.
Questo è un sistema molto efficiente per i banchieri. Dà loro un potere non solo giuridico, ma anche economico e politico sulla società. Forse i giudici che si occupano dei suddetti decreti ingiuntivi dovrebbero riflettere sulla portata di ciò, sulla trasformazione degli assetti di potere che ciò apporta nella costituzione materiale, sull’opportunità di usare diversamente i propri decisivi poteri. Perché, in una prospettiva di medio termine, non conviene ad alcuno, se non ai banchieri, vivere in una società regolata interamente dal sistema bancario privato, dove già ora, giorno dopo giorno di più, i cittadini si ritrovano a dipendere da esso e dal suo credito per sempre più numerose necessità della vita, grazie a governi che sempre sono, essi stessi, dipendenti dal sistema bancario.»

Questo fa senz'altro capire che non esiste più lo Stato né come Istituzione, né come diritto e neanche come società, perché oggi un imprenditore o la sua azienda può morire nel silenzio dei media e dei tribunali. Oggi 100 aziende possono morire nel giro di un'ora solo battendo su una tastiera, seguendo le istruzioni di un software, usurando sul tempo e sulle parole.
Hanno squadre di avvocati, consulenti e una macchina burocratica verso i quali le imprese si sentono inermi, disarmati perché sanno di lottare ad armi impari. Noi non lasceremo certo che le imprese muoiano, noi combatteremo stando uniti, con l'intelligenza e i giusti strumenti, non con le spade o nei forum, perché queste sono guerre già perse.

Il Comitato di Liberazione Monetaria si sta muovendo in tal senso, e ha ottenuto un importante incontro nella mattinata di oggi, alle 11.00 di giovedì 23 settembre, con le Istituzioni. il Presidente del Comitato di Liberazione Monetaria, ing. Argo Fedrigo, accompagnato dal Responsabile nazionale per i rapporti istituzionali il Sen. Valentino Perin, incontrerà il Presidente del Senato Franco Marini. Un incontro questo sicuramente storico che darà sicuramente voce a coloro che intendono impegnarsi attivamente per dare un sostegno alla nostra economia.
Ringraziamo a nome di tutta la nostra Tela il C.L.M. per il grande impegno profuso nella realizzazione di un progetto comune a tutti. A loro va tutta la nostra stima e il nostro appoggio in questo tentativo di dare oggi alle imprese delle risposte concrete, delle armi per riuscire ad affrontare il futuro.

La ricostruzione dell'Iraq e la Borsa Internazionale: l'accordo UE e USA


L'Unione Europea dà inizio ai negoziati con Bagdad per la conclusione di un accordo di commercio e di cooperazione, continuando la strada intrapresa nel 2003, quando la Commissione europea ha devoluto un contributo di 720 milioni di euro per la ricostruzione dell'Iraq. La Commissione ha rinforzato recentemente anche la sua presenza a Bagdad, aprendo lì una delegazione per controllare lo svolgimento della cooperazione, che interesserà lo scambio delle merci, ma anche dei capitali e dei servizi, in modo da consentire l'ingresso degli investimenti esteri.

La Commissione Europea si occuperà in prima persona della ricostruzione irakena accanto all'America, annunciando la conclusione dell'accordo con il governo locale irakeno mentre il governo statunitense decide di cambiare la politica estera nei confronti dell'Iraq, facendo un'opera di revisionismo storico della "storia recente della guerra". La cooperazione commerciale per la ricostruzione dell'Iraq giunge in maniera contemporanea rispetto alla realizzazione sempre più vicina della Borsa Internazionale, con la fusione di Euronext, la Borsa paneuropea che raggruppa le borse di Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona ed il Liffe , mercati derivati a Londra, ed il suo grande omologo americano, il Nyse ( New York Stock Exchange). La triangolazione dell'Europa e degli Usa chiude quel ciclo che vedeva questi due continenti scontrarsi in una lotta eterna tra dollaro ed euro, arrivando ad un accordo di fondo che dà all'Europa la ricostruzione dell'Iraq e all'America i mercati finanziari europei.

Lo scambio è comunque impari, in quando non si tratta di un matrimonio ma di un acquisto di Euronext da parte di Nyse, perché anche se il numero di amministratori è riequilibrato ( 11 ciscuno) la sede sarà sempre negli Stati Uniti, il presidente ed dirigente finanziario verranno sempre da Nyse. I Banchieri statunitensi troveranno dunque nell'Europa una valvola di sfogo della grave crisi recessiva che sta colpendo l'America, pronosticata mesi fa e che in questi mesi si aggrava sempre di più, tra inflazione monetaria e deflazione immobiliare, nonché fuga di capitali all'estero e riduzione dei consumi e degli ordini industriali.

Il progetto di fusione delle Borse internazionali è, in tale ottica, una soluzione alla crisi finanziaria, perché implica la creazione di una piattaforma finanziaria di scambio intercontinentale con milioni di transazioni giornaliere, di una società che ha una capitalizzazione che racchiude il valore delle più grandi società dell'Occidente, e, infine, la globalizzazione delle regole di investimento. Un gigante che probabilmente sarà controllato da un manipolo sempre più ristretto di grandi finanziatori e Banchieri, che posseggono sia il mercato che le imprese che vi operano. I tempi sono molto veloci, è impossibile fermare ora questa giostra, perché è come impazzita, supera qualsiasi previsione: si è conclusa nella giornata di lunedì la corsa alle fusioni societarie con un record di 3.400 miliardi di dollari in 11 mesi, e investimenti che spaziano in ogni settore industriale. Somme queste da capogiro che in realtà non esistono, la gran parte fuoriescono dalla continua rinegoziazione dei titoli da parte delle banche, o che comunque sono state originate da pochi investitori, ossia dai fondi di investimento, dai Private Equity che raccolgono i fondi privati delle entità economiche più ricche del mondo.
Solo nella giornata di lunedì gli investitori americani hanno chiuso transazioni per un totale di 70 miliardi che si sono concentrati nelle materie prime, nel bancario con l'acquisizione della Bank of America di una grande società di gestione dei patrimoni dei super-ricchi mondiali, nell'immobiliare con forti speculazioni proprio in vista della svalutazione degli immobili, e nel finanziario con l'acquisto delle azioni del LSE ( London Stock Exchange) da parte del Nasdaq sino ad arrivare al 29%. Infatti quello dell'OPA sulla borsa di Londra è un vecchio progetto, che si materializza sempre più, ma è anche la reazione della borsa americana alla fuga dei capitali verso l'Inghilterra, mangiando così un concorrente e creando il grande blocco planetario finanziario.

La vittoria della Borsa Internazionale giunge al costo della sconfitta di quella Paneuropea, che doveva unire Euronext, la Deutsche Bourse , la Borsa Italiana e quella Inglese. Questo fallimento è proprio l'espressione di cosa sia veramente l'Europa e l'euro, ossia una deriva degli Stati Uniti e del dollaro, così come le politiche comunitarie sono un prodotto del FMI. L'euro in sé non esiste, è una entità che ha un valore relativo rispetto al dollaro, perché non ha una ricchezza dietro, non ha una riserva che ne garantisca la validità, mentre il dollaro FED è costruito sul petrolio. Il progetto era quello di unire solo le borse europee, ma poi la proposta tedesca è stata sempre respinta sino a far cedere la Germania, che ottenie in cambio dal FMI nuova fiducia alla sua politica e alla sua economia, con una rivalutazione del rating. L'Italia dal suo canto è troppo debole, è ricattata in ogni modo e sotto ogni aspetto, sia economico che politico, e dovrà decidere al più presto se essere dentro o fuori a questo grande ballo.
La fusioni dei mercati è il sintomo della spersonalizzazione degli Stati, che a questi livelli non esistono più: la finanza si autoregola, con norme e provvedimenti propri, fa le sue operazioni commerciali nella più totale autonomia e indipendenza. L'obiettivo non è recuperare competitività o distruggere la concorrenza tra le Borse, come se fossero delle semplici società di intermediazione degli scambi, ma distruggere i confini nazionali, è distruggere gli Stati e far perdere così l'identità nazionale anche alle imprese. Non esisteranno i mercati di diversa contrattazione, ma un unico mercato, le imprese e le società saranno tanto grandi quanto dematerializzate. Potrebbero arrivare a valere miliardi di dollari in pochi giri di conto, ma essere nella realtà sono un server posizionato in un paradiso fiscale. L'economia delle multinazionali non ha più futuro, ormai non producono più nulla ma comprano e rivendono ciò che altro producono, mentre il centro logistico è solo un computer che vale miliardi di dollari sulla carta. Se così non fosse, non vedremmo grandi società industriali licenziare 4000 persone in blocco, come ha deciso la Volkswagen in Belgio, che già paventa per questa operazione una crisi di portata nazionale. Se l'economia è dematerializzata il suo valore viene dato solo un giro di scambio di titoli, mentre il Pil è prodotto dalle imprese, che però rischiano di non sopravvivere in questo nuovo sistema di scambio internazionale che non ha alcun rispetto per le diversità etniche. Questo è un sistema usurante che potrebbe far fallire le vere aziende solo mediante un giro di negoziazione di conti.

21 novembre 2006

La propaganda per screditare la Russia


Un ex-colonnello dei servizi segreti russi, Aleksandr Litvinenko, è stato vittima di un misterioso avvelenamento, mentre si trovava in Inghilterra dopo aver abbandonato la intelligence russa. Un attentato questo che giunge in momento molto particolare, quando la Russia comincia a farsi strada all'interno della scena politica internazionale con ogni arma a sua disposizione. Questo fa dell'attentato all'ex-agente l'inizio della propaganda per colpire direttamente Putin, che è stato subito identificato come il responsabile dell'avvelenamento, perché, secondo una persone vicine a Aleksandr Litvinenko, l'ex oligarca Boris Berezovski, possedeva importanti informazioni sulla morte di Anna Politkovskaia, la giornalista indipendente uccisa il mese scorso a Mosca. Sembra che con una sola operazione, si voglia far luce su due attentati, e distruggere così Putin come uomo di Stato e statista a livello internazionale, per ricordare invece la sua natura oscura come dirigente dei servizi russi quando il comunismo divideva in due blocchi l'Europa. Si vuole così gettare questa storia deliberatamente manipolata in pasto ai media, come anni fa è stato fatto con l'affondamento del Kurks, in seguito ad un impatto con un sommergibile americano. In quell’occasione la propaganda dei media lasciò chiaramente intendere che l’equipaggio fosse stato deliberatamente abbandonato per morire poi annegato, dopo l’insuccesso del tentativo di salvataggio. Allo stesso modo la strage di Beslan fu utilizzata per descrivere la freddezza e la crudeltà del regime che non si è fermato neanche dinanzi a dei bambini, quando invece Putin ribadì più volte che la responsabilità di quell'atto dimostrativo era da attribuire a persone esterne, né russi né ceceni.

Cosa rappresentò allora Putin è avvolto da un velo di segreto e mistero, ma ciò che lui oggi rappresenta è noto a tutti, la sua figura sta divenendo un punto di riferimento e una personalità molto carismatica, che stringe attorno a sé potere politico ed economico su tutti gli Stati che circondano il suo paese. Egli è stato il dirigente di quella intelligence parallela, il servizio segreto ortodosso, che accoglieva in sé tutti i dissidenti del sistema per costruire una nuova intelligenza e introdursi man mano sia all'interno della scena politica che quella economica. I suoi uomini più fedeli e a lui vicino oggi occupano prestigiose posizioni all'interno delle multinazionali che con i loro investimenti stanno entrando nel capitale azionario di molte società europee. Gazprom è uno Stato e allo stesso tempo l'azionaria di molte società di Energia, parte di Eads è nelle mani della Banca pubblica russa, Vodafone è uno dei prossimi obiettivi, mentre crescono i colossi dell'aerospaziale, siderurgico e dell'industria pesante. La sua invadenza in un certo senso viene tollerata, nonostante l'opposizione della Commissione Europea, fino a divenire importante partner della Francia, dell'Iran, della Turchia, ma anche dell'Algeria e della Cina, consolidando poi sempre di più la sua posizione nei Balcani. Piace anche ai suoi nemici, che cercano l'accordo facendo buon viso a cattivo gioco, come fa in un certo senso Bush che preme per l'ingresso della Russia all'interno del WTO. La Russia infatti è fortemente intenzionata ad entrare in Europa come forza al di sopra delle Istituzioni Europee, che non riconosce come organi rappresentativi della volontà degli Stati, cercando di proposito lo scontro nei confronti delle lobbies bancarie che hanno colonializzato l'Europa. Egli sta dunque cercando di far uscire allo scoperto coloro che si nascondono dietro le Commissioni e i Comitati Europei, dietro le Organizzazioni Internazionali e umanitarie che si infiltrano in uno Stato per fare da sanguisuga, per togliere ad una classe politica dirigente la credibilità e la forza sulla scena internazionale. Putin chiude le frontiere alle ONG internazionali e non rilascia dichiarazioni alle testate mondiali, per evitare che le sue parole vengano manipolate.

Fino a poco tempo fa il Presidente della fondazione Rockfeller è giunto in Serbia per annunciare l'indipendenza del Kossovo come passo importante per avvicinarla all'Unione Europa, tuttavia a distanza di pochi mesi la dichiarazione di Solana rimette in discussione la questione del referendum e la necessità dell'indipendenza. Per cui, esiste sicuramente qualche forza che sta prendendo forma all'interno dei Balcani, con grande prepotenza, tanto che il cambio del regime si sente a tutti gli effetti: in vari paesi dell'ex-Jugoslavia si sono susseguiti decine e decine di mandati di cattura emessi dall'Interpol nei confronti di importanti uomini d'affari o personalità politiche, che potenzialmente potevano rivelarsi influenti.
I pirati sono giunti anche in Italia, che è diventata una colonia ed è costretta a prostituirsi per preservare la salvezza e la solvibilità dello Stato dagli attacchi delle Agenzie di rating. Tuttavia il reale pericolo è costituito invece dalle organizzazioni internazionali come Transparency International, la madre di tutte le corruzioni, che si gettano come fiere sui politici non appena qualche importante decisione deve essere presa. Occorre solo aspettare al momento, e ben presto tutti vedremo lo spettacolo, vedremo come si avventeranno sull'Italia con storie di ladri di cappelli, con scandali sessuali ed intercettazioni telefoniche.
Il boicottaggio della classe politica italiana in realtà è già in atto, ne abbiamo avuto già un assaggio con lo scandalo Bnl e del Calcio, e recentemente anche verso la Presidenza del Consiglio; non a caso sono all'esame del Parlamento le nuove nomine per una riforma dei servizi che sono stati accusati di non aver protetto lo Stato. In realtà stanno facendo oggi una pulizia di fondo, per eliminare tutti coloro che possono costituire potenzialmente una minaccia. I ricattabili oggi sono tutti al potere, mentre i pretendenti sono stati eliminati democraticamente, e zittite: chi oggi parla è una persona ricattata e bloccata dalle sue stesse parole.

La Russia sta ancora combattendo la Guerra Fredda che ha condizionato mezzo secolo di storia europea, ed è terminata sulla carta nel momento in cui è stato firmato Maastricht: ciò induce a riflettere sul fatto che questa Istituzione è stata voluta dalle lobbies bancarie europee, strettamente legate a quelle americane, per sottrarre alla Russia una zona di importante influenza qual era l'Europa. Più degli Stati Atlantici, il vero crocevia dell'europa, sin dall'inizio del secolo, sono sempre stati i balcani, quivi ha avuto inizio la seconda Guerra Mondiale, qui per più di dieci anni la guerra fredda ha lacerato i popoli che sono stati uccisi democraticamente agli occhi della comunità Internazionale, e qui è iniziata la Nuova Guerra, quella contro l'Islam.

Le dichiarazioni dell'ambasciatore americano e del Commissario Europeo che controlla la Federazione Bosniaca, continuano ad umiliare i serbi di Bosnia, ricordando loro che se non sono entrati in Europa è stata una questione di soli due di giorni di ritardo nel rispetto degli impegni nei confronti della Commissione Europea. Un cavillo amministrativo e burocratico ha isolato la comunità serba e già le parole uccidono un popolo, ma è ovvio che in realtà hanno paura, temono la forza che si sta facendo strada, come l'hanno temuta quando la Russia offriva collaborazione e comprensione al Presidente Milosevic, tanto che dopo la sua morte, è stato attribuito al suo nome un grande viale di Mosca. La presenza russa nei Balcani rispecchia dunque un forte legame, perché l'incontro di varie etnie fa di questo lembo di terra, una zona molto instabile e facile preda per ottenere il controllo della ragnatela dei gasdotti.
La guerra di fredda di oggi è quella di trent'anni fa, è la Seconda Guerra Mondiale, e la nuova è contro l'Islam, che ha avuto inizio proprio dai Balcani quando il popolo serbo combatteva per la sua sopravvivenza contro i mercenari musulmani, i Mujaidin che erano giunti da ogni luogo per uccidere gli infedeli. Per tale motivo i Balcani da decenni rappresentano la valvola di sfogo del fallimento e della crisi del mondo occidentale, che ormai è fallito del tutto e per sopravvivere va a saccheggiare i paesi circostanti. La Russia vuole ancora vincere la guerra fredda, vuole ripristinare un controllo sull'Europa, lo fa con le multinazionali e il petrolio, ma nel frattempo sviluppa tecnologie sconosciute al mondo della scienza ufficiale.

Degli esperimenti russi sulla tecnologia di Tesla esistono delle eclatanti prove. Il 4 febbraio del 1983, è stata registrata un forte flusso di onde ELF ( Emited Low Frequency ), onda a bassissima frequenza, inviato dagli americano che sono entrate in contatto con le onde stazionarie emesse dai sovietici. Ciò provocò il Niño del 1983, che ha portato siccità in Australia e piogge diluviali in Perù, tornado e colate di fango nel sud della California: ciò fu il risultato delle enormi onde stazionarie emesse dai Russi. Questa strategia fa parte di un piano iniziato da Lenin e che aveva per scopo di riscaldare la Siberia e svilupparvi delle coltivazioni. Ma c'è di più, perché probabilmente la Russia stava sperimentando l'invenzione più terribile di Tesla, conosciuta sotto il nome di "Raggio della morte", un'arma composta di un fascio di particelle che utilizza le tecniche della propulsione elettrostatica, fabbricato nel 1937 dai governi inglesi ed italiani.

Il KGB, il vecchio sistema del servizio segreto, detiene un archivio di tutte le ricerche di Tesla ed ha investo molte risorse per rintracciare tutte le persone con cui Tesla aveva lavorato, costruendosi un patrimonio di conoscenze equiparabile a quello controllato dall'America e dai banchieri della Fed. Per tale motivo non è da escludere che decida da un giorno all'altro di interrompere le forniture di petrolio e gas per esercitare una pressione psicologica nei confronti degli Stati per spingerli ad accettare la nuova energia. Ciò spiega anche perché solo adesso il Mit rende noti gli esperimenti sulla trasmissione dell'Energia mediante l'Etere, mediante il wireless, rappresenta infatti un indubbio messaggio risolto alla Russia, dopo quello del Presidente Bush nell'annunciare la chiusura dello spazio ai nemici giurati dell'America.

20 novembre 2006

La legione straniera per il nuovo fronte anti-europeo


L'esasperazione delle politiche di immigrazione e l'emanazione di leggi per legittimare la concessione della cittadinanza agli stranieri, è il chiaro segnale dell'inizio di una tratta di schiavi legalizzata a tutti gli effetti.
Gli emigranti dovranno pagare le pensioni del vecchio popolo europeo, e salvare così le finanze degli Stati, e una volta divenuti cittadini dovranno adempiere agli altri doveri civici senza però ottenere una reale salvaguardia dei loro diritti da parte del nuovo Stato. Per molti anni infatti, la Francia ha concesso la cittadinanza ai popoli che colonializzava per poi formare la "legione straniera", il suo esercito di mercenari che hanno combattuto al posto dei francesi le guerre e le missioni di pace. La tendenza non è affatto mutata, e sta per coinvolgere anche altri Stati confinanti con Russia e Francia per la costituzione di un esercito composto da cittadini emigranti, o comunque da tutti i cittadini che all'interno dei singoli Stati rappresentano una minoranza, sono deboli ed emarginati dal sistema economico. La leva è la soluzione ai problemi economici e di risalita nella scala sociale, proprio come è accaduto in America, il cui esercito è composto per la maggior parte da ispanici e uomini di colore, giovani ragazzi che cercano un modo per pagare gli studi o avere un lavoro. La legione straniera sicuramente arriverà anche in Italia appena il livello di integrazione sarà più alto, e ben presto anche a livello europeo. L'Europa infatti ha già cominciato a cambiare anche le parole, oggi si parla di forza di interposizione, di eserciti di pace o umanitari, ma sono pur sempre mercenari che sono in guerra perché il sistema gli ha lasciato quella come alternativa.


In particolar modo, la Francia sta potenziando le strutture della legione straniera, al fine provare a riscattarsi conducendo, prima di ogni altra cosa, una politica energetica indipendente rispetto all'Europa. Si fa sempre più strada in Europa la crescita di un fronte-antieuropeo provocando un'invisibile ma profonda spaccatura interna agli Stati che hanno trovato nella questione della Turchia un ottimo terreno di scontro. Dice di no all'entrata della Turchia in Europa, perché questa deve essere fondamentalmente libera e indipendente per costruire al suo interno una rete di ingerenza collegata a sua volta alla Russia. È così, il gelo della Turchia nei confronti della Francia sul fronte della cooperazione militare, continua a lacerare gli accordi per l'integrazione europea. Mentre l'Europa si sta spaccando, i nostri governi premono sul Parlamento per vedere depositato il documento di approvazione della Costituzione europea, senza tuttavia passare per la partecipazione popolare a questa decisione. Cercheranno infatti di pure di farla approvare nel silenzio, perchè sanno che le persone non vogliono l'Europa dei Banchieri e delle Commissioni sconosciute. Probabilmente in futuro, saranno i governi ad approvare i trattati, ottenendo come paradosso il fatto che verrà creata una Istituzione sovranazionale, nei fatti uno stato federale, un sistema a cella controllato da un organismo centrale. Questa è la strada su cui ci stiamo dirigendo e ciò spiega anche le parole del Presidente della Repubblica, quando chiede ai politici di riprendere la discussione del Costituzione Europea, ma non chiede a questo governo di indire un referendum in modo che questa Carta Europea abbia una legittimazione popolare.


Molto probabilmente le elezioni francesi saranno molto tormentate da gravi scandali, e sarà all'insegna di grandi colpi di scena e una lotta fino all'ultimo sangue per spuntare il premierato. Le lobbies si stanno scontrando fino all'ultimo colpo per provocare l'isolamento diplomatico da una parte e dall'altra per garantirsi un controllo sulla situazione. Allo stesso modo, la Francia sta cominciando ad entrare anche in Cina, seguendo la cresta dell'onda dell'America e aspettando per sferrare un attacco strategico per trovare qui, non un mercato per acquisire manufatti, ma per vendere la propria produzione. In realtà siamo tornati a tutti gli effetti ai tempi della Guerra Fredda, con i due blocchi di ingerenza geopolitica : tante strette di mani, che nascondono invece gravi colpi bassi che alterano l'economia di un intero Stato e non di una persona sola. Le forze si stanno contrapponendo, e in questo grande scontro la sta facendo da padrone il Servizio Segreto Ortosso, composto dai vecchi dissidenti che hanno deciso di creare una intelligence parallela per costruire una forza da contrapporre alla Lobby paneuropea. Ovviamente tutti coloro che conoscono il sistema possono servire alla creazione di questo fronte-europeo, perché ne fanno totalmente parte, o possono servire a indebolirlo mediante atti dimostrativi e di propaganda. Da tempo è oggetto di grande attenzione da parte dei media il rapimento del giovane ex-spia del KGB, ma molto probabilmente tanta scena servirà a danneggiare la fitta tela di Putin o comunque lanciare degli atti dimostrativi per colpire la Russia. Dietro di questo vi è senz'altro una costruzione, che vuole sabotare il fronte anti-europeo che è legato soprattutto alla Russia. Il rapimento di una "spia" del Kgb è stato reso clamorosamente di opinione pubblica, accusando subito e direttamente la Russia, considerata la sola ad avere i mezzi a disposizione per farlo per motivi di vendetta. Sappiamo bene che le oligarchie collegate a quello che è stato considerato da tanti "KGB" sono uomini strettamente legati e posti una struttura che non ammette la fuoriuscita da informazioni, mentre adesso sono stati preordinati dal governo russo stesso a presiedere alla cariche più importanti dell'Industria russa.

19 novembre 2006

Un unico organismo Europeo per l'Energia

tratto da "Rinascita"

Sul gas, sul petrolio, e sull’energia elettrica, nessuno pensi di poter fare da solo, quantomeno in Europa. Non deve quindi esistere una politica energetica nazionale ma solamente una europea, controllata ovviamente da un apposito organismo, creato ad hoc, con sede ovviamente a Bruxelles.
Un organismo al quale verrà di conseguenza assegnato un potere a dir poco enorme, in grado di dare ordini a tutti gli Stati nazionali e a stabilire presumibilmente il quantum di energia di cui ognuno di essi ha bisogno.

Dopo la fine della sovranità monetaria, con la nascita dell’euro, e di quella politica, ecco arrivare immancabile la tappa successiva le cui implicazioni non sono ancora ben chiare nemmeno a quei politici con responsabilità di governo che dovranno in futuro dargli il via libera. E lo faranno perché in nome e per paura di un male inteso europeismo nessuno di costoro avrà il coraggio di dire no. Il principio che si sta cercando di fare passare è che per assicurare energia in abbondanza e a basso prezzo a tutte le famiglie e le imprese, l'Europa deve parlare ad una sola voce, unificando le regole e la gestione delle reti di trasmissione. E’ quanto aveva già auspicato il primo ministro francese Dominique De Villepin, ed è quanto ha sostenuto l'Amministratore Delegato dell'Enel, Fulvio Conti (nella foto), che in un intervento sul Financial Times, ha insistito sul fatto che la fragilità del sistema di approvvigionamenti continentale rende necessaria una diversificazione del mix dei combustibili e impone l'abbandono di “sterili logiche nazionalistiche. “La dipendenza energetica dell'Europa – ha affermato Conti - non è una sfida che può essere raccolta in modo efficace da 27 micro-mercati indipendenti l'uno dall'altro. La sfida deve invece essere raccolta da aziende di livello europeo sufficientemente grandi per negoziare con i grandi fornitori, e deve inoltre essere raccolta da una sola voce. L'Europa è il secondo consumatore mondiale di energia e i benefici derivanti dal negoziare con una voce unica sono evidenti”.
A suo avviso è inoltre urgente diversificare le fonti per garantire sicurezza ed economicità negli approvvigionamenti.

“L'Europa – ha ricordato - importa il 65% dell'energia che consuma, e questa cifra è destinata salire all'80% nei prossimi 20 anni. Dobbiamo sviluppare nuove infrastrutture per importare gas, e gas liquefatto, nei Paesi fornitori e nei Paesi di transito, e ciò richiede un forte sostegno politico europeo. Nello stesso tempo, dobbiamo guardare oltre il gas, sviluppando le fonti rinnovabili e la tecnologia del carbone pulito”.

Di conseguenza, “Il processo di armonizzazione europea deve anche riguardare le regole per eliminare disparità competitive. In Italia, per esempio, Enel ha il 35% della generazione mentre in Francia EdF ha il 90% e l'unica società straniera che detiene asset è Endesa, con meno del 2% del mercato francese. La competizione e la sicurezza degli approvvigionamenti – ha insistito Conti - non sono concetti che si escludono a vicenda. Al contrario: la libera competizione genera le efficienze e genera gli investimenti necessari ad avere energia sicura, a buon prezzo e sostenibile. Per questo l'Europa ha bisogno di nuove regole per il Mercato Unico sulla cui attuazione sorveglino regolatori nazionali realmente indipendenti”. E ricordando il blackout che ha colpito gran parte dell’Europa nell’inverno scorso, Conti ha affermato che a suo avviso “anche le reti di trasmissione devono essere gestite al livello europeo”.
Attraverso ovviamente il suddetto Moloch di Bruxelles.

16 novembre 2006

L'Europa dei Banchieri e non della "fratellanza"


Il grido delle folle contro l'Euro si sta trasformando in Europa in un vero e proprio fronte anti-europeista, che prende forma e avanza anche nella politica.
I governi più attenti si stanno rendendo conto a poco a poco che questa moneta così forte non serve all'economia degli Stati, perché priva le imprese di competitività e le persone del potere di acquisto. Questo campanello d'allarme ha alla base un malessere e una consapevolezza del male che porta l'Europa, molto più forte di quel che si pensa.
Le persone non sono stupide, capiscono che stanno mentendo, perché ad ogni promessa non corrisponde un riscontro reale, non benessere per l'Economia, ma globalizzazione, impoverimento e perdita di un'identità nazionale. Hanno intuito che la situazione, allo stato attuale, non può che peggiorare perché i tassi di interesse aumenteranno sempre di più e le pressioni sui governi esaspereranno la situazione, al punto che il ristagno economico non lascerà altra via che affidarsi all'Europa. Non è possibile uscirne oggi, e a maggior ragione domani, resteremo bloccati per una "finzione giuridica", per un trattato incostituzionale, per via della burocrazia, e dunque delle parole.

Stanno scrivendo la Costituzione Europea, che non è altro che il "memorandum" dei Banchieri perché al suo interno la parola "banca" appare 176 volte, mentre la parola "fratellanza" neanche una volta. Questo significa che non è un concetto che appartiene a questa Costituzione, che non è l'individuo in quanto essenza della società ad essere salvaguardato, ma il mercato, la concorrenza, il liberismo e la speculazione finanziaria: "libera impresa in libero mercato", è questo il principio che domina. La precedenza dell'Unione è la lotta contro l'inflazione, che viene combattuta dalla Banca centrale, che deve essere completamente indipendente, senza che nessuna istituzione può sindacare la sua politica monetaria, e se gli Stati nazionali provano ad interferire possono essere considerati come una "minaccia per l'Unione".
Ciò implica che le Istituzioni non sono rivolte alla soddisfazione dei bisogni del cittadino e dell'uomo, quanto a quello dei privati, infatti si parla di "servizi economici di interesse generale" e non "servizi pubblici", proprio per indicare che possono essere offerti anche da un privato. Questa è la norma che fa divenire legge la privatizzazione e la liberalizzazione nel settore pubblico, che viene sempre chiuso dalle norme che vietano gli aiuti pubblici: queste infatti scattano ogni qual volta che un'impresa pubblica cerca di difendersi dall'acquisizione e dalla fusione. Le delocalizzazioni sono le decisioni che le imprese devono prendere, ma questo significa cedere al ricatto ai lavoratori da parte delle multinazionali, perché per evitare la chiusura degli stabilimenti si accetteranno condizioni sempre più insostenibili.

La maggior parte dei diritti civici della "Carta dei diritti fondamentali", sono svuotati del loro contenuto essenziale mentre altri sono completamente assenti, come la libertà di disporre del proprio corpo. Questo espone le persone ad un grande pericolo perché non esisteranno strumenti per difendersi dagli abusi medici, dal controllo biometrico e dai futuri trapianti. Il diritto al lavoro, la libertà di movimento, alla privacy, si sono trasformati in finzioni giuridiche per giustificare l'immigrazione senza criterio, la manipolazione dei database.


Il potere di legiferare e di rendere esecutivi i provvedimenti è di competenza della sola Commissione Europea, che è composta da dirigenti nominati dai capi del Governo, con ampia discussione e senza alcun intervento dei parlamenti nazionali, mentre il Parlamento, unico organo eletto, è solo una figura consultativa. Viene chiesto il suo parere, ma non è vincolante, per cui non partecipano in realtà alla redazione delle direttive. Questa impotenza del Parlamento è inaccettabile, tenuto conto della mole dei poteri che sono stati trasferiti all'unione europea. Ma prima di trasferire ancora più potere all'Unione, bisogna fermare questo sistema perché porterà ad un totalitarismo tollerato e accettato nell'indifferenza delle persone. Se ciò non bastasse, occorre l'unanimità gli Stati (25 attualmente) per modificare la Costituzione, cosa che nella pratica è davvero impossibile da realizzare, anche perché una volta votata non può essere modificata tanto facilmente. È diventata dunque una trappola, è l'abdicazione definitiva dei governi eletti, e dunque della democrazia, perché ha come scopo quello di impedire ogni politica contraria agli interessi delle imprese e dei cittadini.

Ogni paese dell'unione europea è obbligato ad aumentare il suo bilancio militare, che sarà appoggiato dalla Nato o da qualche organismo di difesa europea, anche se è ancora forte l'influenza americana. Il voto dei paesi europei che dispongono di una sede al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dovrà essere conforme alla "Politica estera e di Sicurezza Comune", detto "PESC", che è legato alla Nato.

La cosa più sconcertante, e terribile allo stesso tempo è che la Costituzione europea offre delle libertà solo apparenti, è un liberismo totalitario con risvolti molto oscuri. È importante rilevare che non si parla spesso degli Allegati della Costituzione, che rappresentano l'antitesi della Costituzione stessa, contengono tante piccole eccezioni che preparano il campo ad una deriva totalitaria e poliziesca.
Questi allegati fanno giuridicamente parte della Costituzione e devono essere utilizzati per l'interpretazione della Carta dei diritti fondamentali.
Alla fine del testo costituzionale (art.12 sez.A ultim. comma della parte IV), si legge che è ammessa la "pena di morte" per effettuare un arresto regolare o per impedire regolarmente l'evasione di una persona detenuta, per assicurare la difesa di ogni persona contro la violenza illegale, per sedare una sommossa, un' insurrezione, o in caso di "minaccia di guerra", quando poi in altri articoli si afferma il diritto alla vita e la condanna della pena di morte. Queste condizioni sono molto vaghe e possono essere interpretate in modo anche estensivo.

Se da una parte afferma che nessuno può essere tenuto in schiavitù, gli allegati autorizzano invece la requisizione di cittadini per un lavoro forzato nel caso "di crisi o di calamità che minacciano la vita o il benessere della comunità" ( art. 5 dell'allegato 12, par. 2). Allo stesso modo, nella continua ricerca della protezione della vita privata, la Costituzione statuisce la sorveglianza elettronica dei cittadini è vietata, sebbene non ci sia nessuno ricorso previsto per le persone che sarebbero vittime di queste pratiche. La libertà di espressione e di notizia, è vittima anche qui di censura, autorizzata per motivi di "sicurezza nazionale, pubblica, la difesa dell'ordine e la prevenzione del crimine", nonché alla "protezione della salute o della morale".
Infine, nonostante viene cautelata il diritto all'integrità fisica e mentale, precisando che esiste un divieto assoluto della clonazione riproduttiva degli esseri umani, ma considerando che questi identici principi sono contenuti anche da un documento del Consiglio d'Europa ( STE 164 e protocollo addizionale STE 168) e questa carta non vieta la clonazione, allora in definitiva non è totalmente vietata.

Queste norme sono scritte contenendo citazioni di altri testi completamente estranei utilizzare per confondere di proposito le persone: la lettura è molto complessa, è quasi impossibile capirne il significato. Ma cosa ci si doveva aspettare da una Istituzione nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, durante la Guerra Fredda, per applicare in grande stile il programma totalitaristico di Hitler. L'Europa chiude le strade, e falcia ogni cosa incontra, non ha un esercito o campi di sterminio, ma ha la BCE, ha l'Euro, che fa deserto intorno a sé e il risultato è la disperazione della Piccole Imprese e dei Comuni che chiedono come vivere dignitosamente.
Se questo è il volere del popolo, se questa è l'espressione popolare, come si può concepire che esista una Istituzione che vuole diventare l' Eurasia di 1984.


15 novembre 2006

Pacco e contropacco


Fatti gli ultimi ritocchi, la Finanziaria del 2007 è pronta per essere approvata. Il Senato ha dato il suo assenso, ignorando così i vizi di costituzionalità e va avanti sulla strada indicata dal Fmi, che ha "certificato" questa manovra fiscale perché risponde ai parametri e agli standard europei.
Assieme all'economista del Fondo, il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa ha ribadito che «le mura portanti» della Finanziaria restano intatte, certe cose non si toccano, possono essere riscritte con parole diverse, ma l'effetto deve essere quello scritto nel Dpef.
È davvero strano vedere un così grande dispiegamento di forze "internazionali" per la stesura di una legge: gli Dei si sono mossi e si sono scomodati per dare il loro parere imparziale sulle decisioni adottate dall'Italia per far fronte al debito pubblico.
Agenzie di Rating, la Bce, il Fmi, e poi il Financial Times e l'Economist, economisti di tutto il mondo si sono fermati per dare uno sguardo verso l'Italia, che è diventata protagonista sulla scena internazionale non certo grazie all'autorevolezza della sua voce, ma per lo stato di degrado dei conti pubblici, dell'economia e della corruzione.

La Finanziaria viene approvata in Senato con una certa riserva, grazie alla eliminazione della tassa di soggiorno, sul quale noi invece poniamo un grosso dubbio. Come può lo Stato oggi garantire un'assistenza ai comuni e alle città d'Italia se ha tolto loro parte del finanziamento? È ovvio che la tassa di soggiorno è stata eliminata per il momento, onde attraversare questo periodo di grande trambusto politico, in cui i piccoli uomini con i loro piccoli partiti scalciano e dicono che vogliono dare vita ad un movimento tutto loro. Trascorso un mese, al massimo, occorrerà reintrodurla, e allora saranno i comuni stessi che chiederanno di applicarla alla regioni, con qualche legge quadro, perché si renderanno conto che non avranno spazio di manovra, non avranno a disposizione parte del Budget. La trovata pubblicitaria di eliminare la tassa di soggiorno farà bene solo al governo, che avrà una carta da giocare per ottenere la fiducia e passare questo periodo un po' travagliato, ma non è che un'altra illusione che stanno creando nelle persone. Questa è una operazione che va fatta per forza, e anche se non dovesse funzionare e il governo cadrà, ci sarà subito pronta un'altra coalizione pronta a fare lo stesso con parole diverse.

La cosa che deve però far riflettere è che se uno Stato arriva al punto di fare delle leggi come l' "indulto" o la "tassa di soggiorno", vuol dire che il Paese è al degrado, che c'è una forma di lassismo , d'indifferenza, di fallimento dell'intelligenza e della capacità di uno Stato di dare delle risposte. I comuni hanno chiesto sostegno, e il Governo ha proposto loro la tassa di soggiorno, anche se poi l'intenzione è di togliere ai comuni ogni spazio di manovra, ogni possibilità di investire nella economia della città. Sarà lo Stato che con le sue Agenzie delle Entrate andrà a rastrellare le tasche delle imprese e dei cittadini dei Comuni, e questi potranno avere soli pochi spiccioli dei miliardi incassati, e verrà preclusa loro la possibilità di aiutare l'economia locale, le loro imprese, i loro imprenditori che chiederanno un sostegno per non dover chiudere le loro fabbriche. Sono stati abbandonati, e i sindaci devono cominciare a riflettere, devono stare molto attenti e smetterla di fidarsi della politica e dei partiti. I comuni saranno sempre più una autorità solo di facciata, perchè non riusciranno a fare niente per la loro città, ma se non si comincia dalle città, come si può avere l'arroganza di far qualcosa per una nazione intera.

Per tale motivo non riusciamo a capire come può un Presidente del Consiglio pensare di risolvere le sorti di uno Stato con questi trucchi da quattro soldi: non sanno rispondere ad una semplice domanda e pretendono di dire che lo fanno per il bene del Paese.
Prodi ha detto che gli Italiani sono "dei pazzi a protestare contro la finanziaria", mentre in campagna elettorale Berlusconi ha definito gli italiani dei "coglioni se votano per la sinistra". Insomma adesso gli Italiani devono essere anche derisi e insultati, dopo essere stati derubati, uccisi e declassati, dopo il danno anche la beffa. Non sono gli Italiani ad essere pazzi, ma i nostri politici a non essere più in grado di intendere e di volere, non sanno più che pesci prendere, per questo ridono senza motivo e sono seguiti da un esercito di portaborse e assistenti, che per loro scrivono cosa dire ai comizi. A noi sembrano dei malati mentali, perché non capiscono che le persone non riescono più ad alzare la serranda, a ricominciare ogni mattina un'attività estenuante. La gente muore e non sa perchè muore, mentre gli ufficio dell'Osce e del Fmi rilasciano sentenze, ma sono in realtà degli uffici turistici, con belle donne che non si vedono più per strada. Loro vivono nei salotti, noi viviamo nei tribunali, nei fallimenti delle nostre aziende, vedendo morire i nostri imprenditori e andando a fare la tratta degli schiavi per pagare le pensioni a chi ha lavorato per 50 anni. Voi rappresentate tutto questo, siete il nulla a confronto di ciò che noi dobbiamo attraversare.

Avevate detto che c'era un dirottatore, ma poi si è scoperto che non sapeva di essere un dirottatore, quindi avete creato un bel diversivo mentre nelle intelligence si faceva piazza pulita. Per tanto tempo nessuno ha pensato al fatto che si stavano per firmare le leggi che gli Italiani hanno già bocciato, cambiando le parole e riscrivendo le riforme della destra. Mentre tutti erano in vacanza Etleboro ha lanciato un allarme, ha messo in guardia tutti sul fatto che non si sarebbero dovuti aspettare che i "padellari" scendevano in piazza a protestare, perché nel frattempo sono diventati "cavallari". Ormai non ci rappresentano più, sono solo degli squilibrati, e meriterebbero una interdizione dall'esercizio dei servizi pubblici, mentre noi ancora li vediamo lì, fermi ed aggrappati alla loro bella poltrona, senza vergognarsi di essere al servizio dei criminali.
Si parla di pacs per estendere ad altre coppie la tassa di successione, si fa una legge sulla cittadinanza per pagare le pensioni ai cittadini italiani, si studia l'introduzione della "marijuana terapeutica" per lanciare un nuovo business e sanare le casse dello Stato. Allora non esiste più un limite alla creatività criminale di questi personaggi, è ovvio è la finanza creativa di Tremonti è stata di gran lunga superata da quella di Prodi.

13 novembre 2006

Tratta degli schiavi legalizzata


All'indomani della partenza del progetto di allargamento dell'Unione Monetaria, sono ancora molto vive le discussioni presso la Commissione Europea sull'adeguamento degli Stati alle politiche comunitarie. L'adeguamento all'euro stavolta sembra molto più sofferto, perché gli Stati scalciano, devono fare i conti con i popoli che non condividono tali decisioni, hanno infatti intuito che la moneta unica porterà impoverimento e saccheggio per consentire al cuore dell'Europa di sopravvivere. L'Unione Europea non accetterà però ancora per molto che all'estensione del mercato unico non corrisponde un adeguamento istituzionale, e la voce politica della Commissione presto vorrà essere più forte del semplice controllo delle finanziarie e delle riforme: presto occorrerà sbloccare la questione della Costituzione europea. Se il mercato si fa grande, anche lo strumento di controllo deve essere più forte, e la persuasione deve essere trasformata in legge; tuttavia sanno benissimo che le persone hanno capito al trucco e non credono al mito dell'Unione dei popoli. Per tale motivo la strategia ora è cambiata, ora è diventata "ricatto", "pressioni" e minacce di isolamento, si creano i problemi e l'insostenibilità dei governi per presentarsi con la soluzione che non si può rifiutare.

L'integrazione porterà alla libera circolazione di merci, capitali e persone: la forza lavoro viene infatti considerata una massa informe da manipolare per distribuirla così all'interno degli Stati, alterando i valori sociali delle persone. I flussi si immigrazione vengono controllati a tutti gli effetti, non esiste l'immigrazione clandestina che non sia regolata in qualche modo: dietro gli sbarchi di clandestini si nasconde spesso un accordo commerciale a tutti gli effetti. L'Italia per esempio ha un accordo di importazione di gas e petrolio con la Libia, a fronte del quale corrisponde lo sbarco di qualche battello sulle coste Siciliane o a Pantelleria.

Allo stesso modo, gli scambi commerciali tra Francia e l'Algeria continuano a svilupparsi, l'Algeria è la seconda destinazione delle esportazioni francesi, e anche tra i primi Stati che inviano forza lavoro in Francia. La percentuale di immigrazioni aumentano sempre più, tra l'esasperazione dei cittadini francesi e il disagio degli immigrati, mentre si stringono accordi di importazione di gas e di apertura del mercato all'acquisto di manufatti.
Intanto l'Europa stila rapporti per spingere gli Stati a reagire velocemente allo invecchiamento della popolazione riformando le loro finanze pubbliche: l'Europa invecchia e se non riforma il suo modello, va in panne. Mentre la popolazione globale resterà pressappoco stabile, coloro che hanno più di 65 anni aumenteranno di 58 milioni mentre gli individui in età da lavoro diminuiranno di 48 milioni. I sistemi di pensione, di salute ed i servizi sociali che vengono in aiuto alle persone vecchie diventano un peso per la società, e hanno bisogno di nuovo ossigeno. Le spese legate all'invecchiamento vanno ad aumentare in media di 4 punti del PIL, il deficit medio del 2% passerà al 6%. Ciò porterà un'esplosione dei debiti pubblici: passeranno tutti al di sopra del 60% sino al 200% del PIL, che resterà sempre all' 1,2%.
Insomma l'Europa ci sta dicendo che andremo in fallimento tutti se non ci adeguiamo alle riforme europee, e se non sarà il fallimento sarà il caos perché le tasse saranno insostenibili. Le soluzioni? Da una parte l'aumento dell'Immigrazione e dall'altra la riforma delle pensioni, delle politiche sociali, nonché il sacrificio di alcune categorie di persone, che dovranno immolarsi per il bene del Paese.


Siamo ormai alla tratta degli schiavi legalizzata, si controlla l'immigrazione per far sì che si possa oggi pagare le tasse ai governi, senza garantire loro né un presente né un futuro.
Diventano cittadini europei senza però mai appartenere allo Stato né sentirsi veramente accettato. Infatti le società multietniche sono sostanzialmente razziste, in quanto le leggi e le politiche sociali non riescono a recepire differenze dei popoli perché la società è globalizzata: esiste sempre una cultura che prevale che non ha religione né etnia, è materialista e lobbista.
Stanno creando in Europa, ciò che è stato fatto all'America, in cui esistono cittadini privilegiati rispetto ad altri, e uno strato sociale informe che vive nell'ombra e nei sobborghi suburbani, ai quali viene preclusa ogni strada per migliorarsi ed emergere. La società li ghettizza, li classifica e li isola, perché crea ambienti e esclusivisti, a loro viene imputata ogni malessere sociale, ed è per questo che rappresentano l'alibi di ogni governo, di ogni classe politica. Permette che si crei la tratta degli immigrati, li introduce nel Paese con gli scenari dei "barconi clandestini", e fomenta gli odi e i conflitti sociali, con la naturale conseguenza che queste masse ai margini della società si esasperano. Una grande responsabilità è però dei Media, i veri colpevoli che stanno creando un conflitto dalle incomprensioni e dalle intolleranze. Il caso delle donne con il velo ha catturato l'attenzione di milioni di persone proprio nel momento in cui veniva varata i nuovi piani per l'immigrazione e si discuteva della riforma delle pensioni. Se le periferie bruciano molta della responsabilità non va agli immigrati, ma ad una società materialista che li sfrutta e li getta nei bassifondi per dimenticare il loro crimine, per giustificare il malessere dei loro cittadini.
Allora qual è il motivo della integrazione europea se non quello di fare saccheggio delle nazioni che non hanno voce politica, per alimentare l'Europa dei fondatori, dei Banchieri e delle lobbies, al costo del sacrificio dei cittadini di nessuno e dei cittadini naturali.
Noi invece vogliamo i "cittadini del mondo", ossia creare una dimensione in cui non esistono confini territoriali, ma neanche di opportunità di vie di sviluppo, un'unica Tela in cui l'uomo può tessere le trame.

10 novembre 2006

Francia Russia e Turchia: il nuovo fronte antieuropeo



Continuano le pressioni politiche della Ue sulla Turchia per indurla a cedere sulle condizioni dettate per l'ingresso nel mercato unico, dinanzi alle esitazioni del governo a varare le riforme giuste. Nei giorni scorsi è stata pubblicata una comunicazione da parte della Commissione Europea, che include una serie di raccomandazioni da seguire per portare a buon fine le contrattazioni diplomatiche. Sicuramente questo continuo altalenarsi di minacce e istruzioni dell'Ue dimostrano che c'è stato come un capovolgimento delle parti, perché la controparte debole, sia ben chiaro, non è la Turchia, bensì l'Europa che ora sta imponendo a tutti i costi la sua legge per avere il controllo strategico di un'importante regione.
La fonte del contrasto è ovviamente la religione, l'etnia, la politica sociale, perché rappresentano questi gli strumenti maggiormente usati per far presa sull'opinione pubblica sia europea che Turca. Si parla dei problemi di Cipro come se fossero davvero religiosi o etnici, e non esclusivamente economici e politici essendo Cipro una terra contesa da decenni ormai dalle potenze internazionali. La Turchia si rifiuta di rimuovere gli ostacoli al movimento dei beni ciprioti e ai trasporti diretti con Cipro, ed è un affronto se si pensa che la Ue sta chiedendo a Cipro l'adesione del protocollo del mercato unico. Questo è uno dei punti più dolenti, ma ovviamente l'attenzione è rivolta esclusivamente alla questione etnica e religiosa.
Hanno aperto un casus belli sulla visita del Papa, preparando psicologicamente le persone si dal momento del sequestro da parte del dirottatore turco: anche lui, non a caso, fuggiva per l'incomprensione religiosa. Sul fronte economico, sebbene la Turchia abbia migliorato le finanze pubbliche e con le politiche di privatizzazione, ha ancora un deficit nelle infrastrutture, forse perché non ha ancora garantito l'ingresso degli investitori esteri in maniera completamente liberare. Resta inoltre ancora sospesa il problema della "libertà di espressione" censurata dalla Turchia, nonostante in Europa uno stato abbia da poco approvato una legge che censura lo stesso diritto per chiunque provi a "negare il genocidio armeno".
I ricatti sono molteplici, tuttavia la Turchia si sente molto forte perché ha illustri partner di affari che fanno da perfetto ago della bilancia, ossia la Russia: ecco che il triangolo si chiude, Russia, Francia e Turchia tutte impegnate nella stesura degli accordi per il trasporto in Europa del Gas, per cui teniamo ad inserire anche l'Algeria in tale consorzio casuale.

La Turchia è la porta verso l'Oriente e verso l'occidente, e costituisce oggi il punto nevralgico dei gasdotti destinati all'Europa.
Nell'ottobre del 2005, il gruppo petrolifero britannico British Petroleum inaugurava la fine dei lavori sulla sezione georgiana dell'oleodotto Bakou-Tbilissi-Ceyhan, e in quell'occasione il Presidenti turco fu ricevuto da quello georgiano per chiudere l'affare, fortemente voluto da Washington e finanziato dalla Banca Mondiale. Il petrolio della sezione georgiana del BTC, costruito dal consorzio di imprenditori occidentali dominati da British Petroleum, raggiungerà il grande porto turco di Ceyhan. L'oleodotto si raddoppia con un gasdotto che collega le riserve del Caspio alla rete turca, e la Georgia, in cambio di questo diritto di passaggio, riceverà il 5% del volume trasportato e beneficerà di tariffe privilegiate. Il Bakou-Tbilissi-Ceyhan ha dunque l'obiettivo di portare il gas del Caspio sui mercati europei aggirando il mercato russo e dare indipendenza alla Georgia, in cui Gazprom proponeva di ricomprare già il gasdotto esistente in Georgia, il Bakou-Soupsa.

Questo è anche il motivo per cui la Francia sta stringendo delle forti relazioni con la Russia, che intanto sta presidiando i controlli del gasdotto della Grecia, mediante le principali compagnie nazionalizzate. Transneft, Rosneft e Gazprom controlleranno l'oleodotto Bourgas-Alexandroupolis, Bulgaria-Grecia, al 51% mentre quella nazionale il 17%. Questo oleodotto, strategico per la Russia, è stato lanciato in settembre dal presidente russo Vladimir Poutine col governo greco e bulgaro all'epoca della sua visita ad Atene. Oggi una grande parte del petrolio del mare Caspio destinato all'ovest dell'Europa e negli Stati Uniti è istradato via il mare Nero per le navi cisterna che passano dagli stretto turchi del Bosforo e dei Dardannelles. Ma il traffico aumenta di anno in anno, 150 milioni di tonnellate di brut nel 2005, allungando i termini di consegna. La creazione dell'oleodotto dovrebbe permettere di realizzare delle economie di scala, e il controllo dell'instradamento di una parte del greggio del Caspio, rubandolo al BTC che aggira il territorio russo attraverso la Georgia. Le forze navali russe assicureranno la sicurezza del gasdotto nord-europeo,che erano state impegnate parimenti nella costruzione del gasdotto Blue Stream. Il Gasdotto nord-europeo (GNE) deve passare sotto il mare Baltico per collegare il porto russo di Vyborg ed il litorale tedesco. Il progetto prevede una serie di ramificazioni supposte alimentare la Finlandia, la Svezia, il Gran Bretagna e parecchi altri paesi.

E ancora, l'Algeria e le Russia stanno creando l'Opec del gas, anche se questa relazione pare sia stata compromessa proprio dall'intromissione della UE. All'epoca della visita di M. Khelil a Mosca, la compagnia pubblico algerino Sonatrach aveva firmato due memorandum di intesa con le società petrolifere russi Gazprom e Loukoïl. Questi accordi avevano sollevato allora le critiche dei consumatori europei che avevano manifestato il loro timore di vedere così costituire una "OPEC del gas", ma non solo questo. Al termine delle trattative stabilite all'epoca della visita effettuata in marzo ultimo da Vladimir Poutine, sono stati firmati parecchi documenti per un accordo sui rapporti commerciali, economici e finanziari : l'Algeria acquisterà dalla Russia delle attrezzature per una somma uguale superiore all'importo del debito annullato.
La svolta arriva quando viene varato dal governo un provvedimento che rende Sonatrach maggioritaria al 51% in tutti i contratti di ricerca, di sfruttamento, di raffinazione e di trasporti degli idrocarburi in Algeria, capovolgendo la sua politica di liberalizzazione del settore degli idrocarburi. Il ministro ha spiegato che "la finalità è la preservazione delle risorse per le generazioni future"... e molto certamente di evitare la corsa degli eventuale "predatori" come la Russia, fortemente attiva nei partnership con l'Algeria.

Probabilmente l'Algeria ha chiuso il mercato ad altri collaboratori che non siano la Russia, ed è per tale motivo anche che la Francia continua a muoversi avvicinandosi sempre più a Putin. La proclamazione di Putin alla "legione d'onore" , tuttavia censurata dal media, implica una forte collaborazione, o comunque una grande rivoluzione contro l'Europa stessa.
Il governo francese, dopo aver perso la battaglia di GDF, che doveva portare non ad una privatizzazione ma ad un rafforzamento della posizione dello Stato, sta cercando di riscattarsi conducendo una politica energetica indipendente rispetto alla Europa. Dice di no "al genocidio armeno" procrastinando in qualche modo l'entrata della Turchia in Europa, che deve essere libera e indipendente per altre lobbies, mentre dice di si alla Russia, che sta costruendo dei forti legami con la sua strategia di persuasione. Molto probabilmente le elezioni francesi saranno tormentati da gravi scandali, forse sulla scia di Clearstream come è stato per la privatizzazione di GDF, forse spinta dai sindacati e dalle associazioni che oggi sono tutti schierati contro il Governo. Non sarà una novità purtroppo, basti vedere cosa è accaduto all'Italia, una nazione instabile, che aveva un governo forte che stringeva identiche relazioni con la Russia. Ora invece il governo non esiste, e sarà certo indifferente che la finanziaria venga o non venga approvata. In ogni caso infatti, il governo ne uscirà debole, ossia pronto ad un ulteriore attacco dell'Europa, o diviso internamente dagli scandali dei ladri di merendine pubblicizzate dalle intercettazioni.

06 novembre 2006

La Guerra Fredda del Servizio Segreto Ortodosso


Dopo le strategiche manovre finanziarie della Vneshtorgbank, che è giunta a possedere circa il 6% del consorzio aerospaziale europeo della Eads, dopo la conquista di Gazprom della rete distributiva del gas europea, si apre un importante spiraglio per le compagnie russe anche nel campo delle Telecomunicazioni. La prima ad essere colpita è stata la Deutsche Telekom, da parte dei russi di Sistema, e ora circolano indiscrezioni circa le intenzioni della holding Alfa Group, di acquistare il 20% di Vodafone, per costituire una joint venture con la Vimplecom o addirittura una fusione.
Quelle che potrebbero sembrare isolate operazioni finanziarie di mercato, appartengono ad un vasto programma portato avanti dalle principali imprese russe per costituire un mezza dozzina di gruppi monopolistici nei settori chiavi: energia, aereospaziale, armamento. Di fatti, l'economia di un'intera nazione gira intorno a sei o sette monopoli, il cui complicato intrecciarsi delle partecipazioni, sono quasi studiate in modo da non poter risalire all'effettivo proprietario, e tutte alla fine confluiscono verso uomini molto vicini e fedeli a Putin. Pensiamo a Gazprom, detentore di un quarto delle riserve di gas del pianeta, è controllato per il 50% dallo Stato, il 7% è del mercato e il resto sono scatole cinesi che fanno si che il 40% del capitale sia detenute da quattro entità molto vicine al Presidente. Rosneft, seconda compagnia nazionale dopo Lukoil, è controllata per il 75% da tre uomini vicini al Cremlino, Deripaska, Abramovitch e Vladimir Lissine. Intorno al trio Gazprom-Rosneft-RAO UES, si struttura il settore energetico, con una rete monopolistica di gasdotti e concessioni e esclusive delle esportazioni, e la terza banca del paese, Gazprombank. Alla fine del 2004 ha tentato si acquisire Rosneft, e ora mira alla TNK, componente dell'Alfa Group e partner di British Petroleum. Gazprom ha penetrato anche il mercato dell'elettricità: ha preso il 10% del monopolio nazionale RAO UES, quarto a livello mondiale del settore.
Non dobbiamo dimenticare Atomprom che sta cercando di fare concorrenza a Siemens, Bechtel, Areva ed Toshiba, nel settore del nucleare. Nel settore metallurgico la fusione del suo gruppo Rusal, Soual e Glencore, ha creato la UCR, United Company Roussal, numero uno nel mondo mondiale del settore. Nell'acciaio, il gruppo Evraz, sta cercando di assorbire Severstal, per sottrarlo alla Arcelor.


Questa assurda catena di partecipazioni, fusioni e consorzi è il diretto frutto di quella che è stata la politica strategica di Putin e del Servizio Segreto Ortodosso. Di questo è difficile che potrete sentirne parlare tra gli ambienti delle intelligence, per il semplice motivo che la sua esistenza è il sintomo del fallimento dei servizi statali: raggruppa in sé tutti i dissidenti dei servizi, che sono andati a formare una struttura parallela completamente al di sopra delle entità e delle lobbies che oggi controllano le Istituzioni. È "ortodosso" perché si ritiene essere "giusto" ma non ha alcuna relazione con la religione. In questi anni ha costruito una tela di contatti e relazioni facendo soprattutto leva sui dossier stilati sullo spionaggio politico e industriale. Quelli che vengono definiti oggi Oligarchi del Kgb, non sono altro che gli uomini del servizio ortodosso, cresciuto con il sistema per poi avanzare sulle ceneri di quello vecchio. Non si può a questo punto escludere che la Russia abbia voluto fallire di proposito, per cacciare il FMI dalla Russia e fare tabula rasa degli uomini che si trovavano al potere e che avrebbero dato alla Russia solo un futuro nelle mani dell'America e delle multinazionali estere. La tela è ormai consolidata al punto che anche se Putin perderà il suo mandato nel 2008, di fatto non perderà mai il potere e il controllo della situazione perché essa è nelle mani di una rete che non può essere né scoperta né spezzata: uno solo dei suoi componenti può abbandonare, ma non pregiudicherà la stabilità economica del paese. Infatti quelle che noi chiamiamo volgarmente "multinazionali" non sono altro che entità economiche sovranazionali, e che, non esistendo uno Stato, ne hanno creato un altro, all'interno dello Stato stesso: oggi il controllo e la sicurezza nazionale è in mano ai privati, alle securities private composte da ex membri dei servizi.

In Russia hanno creato dei veri giganti, che sono le armi nelle mani di uno Stato che con esse sta entrando prepotentemente in Europa, seguendo quasi una logica di colonializzazione silenziosa della Europa e del Medioriente. Possiamo dire dunque che oggi siamo in piena Guerra Fredda, nella quale la vecchia lobby del petrolio si sta scontrando con quella nuova dell'Energia del Cosmo, trovando però un accordo di fondo che impedisce che scoppi una vera guerra nucleare mondiale. La Russia sta chiudendo infatti accordi con una parte dei petrolieri, e basti vedere come si stanno svolgendo le crisi mondiali dell'Iran, del Libano e della Corea: sanno bene che il sangue deve mischiarsi per mantenere un potere e per contenere l'avanzata della Cina. Le parole di Bush erano chiarissime, ed erano un messaggio per la Russia molto diretto, ossia che lo spazio le sarà precluso, sia con lui che senza di lui, in quanto la nuova leadership sarà ancora Repubblicana nelle mani di un loro uomo, ossia Arnold Schwarzenegger .
La condanna a morte di Saddam viene adesso proprio perché lui può rivelare dei gravi segreti che denunciano la corruzione non sono dei governi nazionali, ma anche delle Banche e dell'Onu, delle entità sovranazionali che hanno nel 1990 fatto una guerra, dopo aver concluso dei contratti per lo spegnimento e lo sfruttamento dei pozzi di petrolio. Uno dei tanti segreti di Saddam si chiama Kuwait Gate, si chiama Oil For Food, Clearstream, che con i suoi conti fantasma ha fatto sì che che 23 miliardi di dollari scomparissero, dopo essere stati riciclati con il programma Onu che controllava l'embargo. La cassaforte di Clearstream può rivelare cosa sia accaduto, Saddam può confermare e potrebbe dire quali siano gli altri crimini commessi contro il popolo del Medioriente con il benestare ONU. Tale versione può essere senz'altro confermata da Gorbaciof, che aveva visto cosa stava accadendo, e per tale motivo l'unico modo per uscirne era proprio dichiarare il fallimento della Russia, perché la politica ormai era fallita, non aveva senso continuare.

Ora che il mercato delle multinazionali è saturo, infiltrato dalla Russia del servizio ortodosso, le Banche e le Multinazionali devono intraprendere una nuova strada, anticipare il momento dei caos e della crisi energetica ed entrare nel mercato con un nuovo sistema. Il nuovo mercato sono le piccole e medie imprese, che saranno l'inizio e la fine della nuova schiavitù. Il nuovo petrolio, in nuovo signoraggio si chiama digitalizzazione, telematizzazione, informatizzazione: fiumi di denaro inonderanno i mercati per i progetti di informatizzazione delle Pmi, e tutti correranno per terminare così il grande saccheggio.
Vorremmo dunque chiedere ai movimenti del Signoraggio, che tanto si fanno profeti e millantatori di saperi, cosa faremo se un giorno non accetteremo più l'euro, oppure dove dobbiamo cercare il nostro petrolio quando staccheranno la spina? Sono anni che gli uomini cercano una soluzione, e l'hanno sempre trovata all'interno del sistema, quando il sangue buono si è mischiato con quello cattivo. Perché Mattei si è schiantato, perché Moro è stato ucciso, perché Gardini si è suicidato? La strategia che porta ad allontanarsi dal sistema non porta a nulla, occorre restare sempre dentro. Se i Rothschild hanno creato la Federal Reverve sull'Energia, se un giorno falliranno, noi falliremo prima di tutti. La nuova usura non si vedrà, sarà elettronica, e chi oggi si crea uno spazio cybernetico può riuscire a dire no ai nuovi contratti standardizzati, al regime totalitario delle telecomunicazioni, potrà liberarsi dei Banchieri, che non saranno più nella Banca Centrale, ma saranno nell'Internet.

03 novembre 2006

L'occhio del Grande Fratello cade su Napoli


In piena crisi parlamentare per l'approvazione della Finanziaria, scoppia in grande stile la crisi della città di Napoli, tra veleni e tradimenti, ipocrisia e grave indifferenza. Lo Stato, dopo anni di completa noncuranza, prende a cuore "il futuro" dei cittadini napoletani, vittime dell'ennesimo regolamento di conti tra cosche camorristiche che ora brancolano sui cadaveri dell'Economia e delle Istituzioni del Sud Italia. L'Etnocidio del popolo del Sud, e della popolazione napoletana che ha avuto inizio con la fine e l'umiliazione del Regno delle Due Sicilie ad opera dei Piemontesi Carbonari non vedrà mai fine. La sofferenza è talmente tanta nel descrivere lo scempio e la dura eredità lasciataci dai padri del Risorgimento, che sono ormai finite le parole, e pensare che questo scellerato crimine continua e nessuno ferma la mano dell'onnipotente Stato che ferisce la sua gente. Lasciamo così nel disprezzo persone che si reputano Rappresentanti del Popolo italiano, e offendono quella parte di esso che con il sacrificio di vite umane ha fatto sì che l'Italia non affondasse.
La realtà di Napoli è terribile, ma lo è ancor più la verità, per cui speriamo che il messaggio arrivi alle menti degli Italiani, che comincino a trovare il coraggio dentro di loro per cambiare.
Napoli è il prodotto dell'Etnocidio del Sud, è la prova del perfetto funzionamento della strategia dell'alienazione dell'uomo, della globalizzazione, del controllo mentale: all'interno di un'unica città si sono condensate realtà e contraddizioni talmente forti da portare al collasso il sistema, per condurlo, di proposito, verso la completa monitorizzazione elettronica. L'occhio del "Grande Fratello" è caduto su Napoli. La speculazione edilizia e il saccheggio della proprietà dello Stato, con la complicità dei politici e delle amministrazioni locali, hanno portato all'impoverimento della economia, e così alla disoccupazione, la povertà, il degrado, la disperazione, la delinquenza, e, dulcis in fundo, lo "stato di polizia elettronica".
Giuliano Amato ha con grande urgenza anticipato il suo viaggio al Sud, e domani sarà dinanzi alle forze dell'ordine per presentare il nuovo piano contro la criminalità organizzata: 1000 uomini in piu' tra le forze dell'ordine, e un bell'impianto di videosorveglianza attivo 24 ore su 24, nei punti nevralgici della citta'. Non riusciamo ancora a capire come mai un popolo muore da anni sotto i colpi della criminalità organizzata, dell'usura e del racket, e proprio adesso, nel giro di pochi giorni, diventa un caso di Stato da scomodare il Presidente del Consiglio e della Repubblica. La grande giostra non poteva certo mettersi in moto senza il grande ruolo dei media, che da sempre trasmettono solo notizie telegrafiche di agenzie sulla morte lenta e silenziosa di Napoli, ma per l'occasione hanno allestito un grande spettacolo.
In realtà questa è l'ufficializzazione di un piano predisposto e pronto da molto tempo, con gare di appalto per la gestione della videosorveglianza, certificata da illustri esperti di intelligence americani e inglesi, maestri del complotto e del garantismo delle entità private.

La società della sorveglianza è diventata realtà senza che ce ne siamo resi conto, tra poco tutte le nostre città saranno disseminate di telecamere e meccanismi di ascolto: non c'è da intimidirsi perché questa è solo la punta dell'iceberg che si nasconde nei meccanismi di controllo elettronico delle persone.
Le tecniche di sorveglianza sono diventati talmente automatizzate e fuori dalla vista delle persone che li subiscono, che vivono nella completa indifferenza, alimentando invece un clima di sospetto e diffidenza in seno alla società. Sono reti senza fili, virtualmente onnipresenti,sono collegate ad un'illuminazione pubblica intelligente che crea le condizioni ideali per il riconoscimento, così come i proiettori automatici e le telecamere supplementari che scattano in caso di movimento insolito. Questi mezzi tecnologici permettono di registrare
i dati relativi ad ogni spostamento e alle attività personali, per il conto di organizzazioni e entità statali; i dati vengono così raccolti, classificati per poi servire da base per le indagini di Marketing e di mercato sulla popolazione. Le banche dati costituiscono un elemento essenziale per capire come funzioni questo sistema.

Le frontiere nazionali si stanno trasformando in frontiere di intelligence, le vasti banche dati verificano con sistemi automatici le notizie relative alle persone ed ai loro spostamenti , le cdd. tecnologie di profilo. Dopodichè i dati confluiranno nelle reti Informatiche, e dal sistema della polizia statale arriveranno nei software per delineare il carattere del consumatore sul quale studiare una nuova politica di Marketing.
I comportamenti della popolazione sono osservati sempre di più, sono analizzati, e registrati. La raccolta dei dati per fini commerciali, le carte di credito, le carte di fedeltà e telefoni mobili GPS, le telecomunicazioni, la posta elettronica e Internet, il motore di Ricerca stesso, possono effettuare una ricerca di ogni singola persone mediante una semplice parola chiave. I dati raccolti vengono spesso utilizzati per scopi diversi da quelli che si dichiarano al momento della raccolta. La cosa più terribile è che la sorveglianza viene chiesta dal cittadino, perché si sente in pericolo ormai anche all'interno delle sue quattro mura, perché è cresciuto il bisogno di sicurezza, di efficacia e rapidità del'intervento del pubblico. Ormai siamo talmente ipnotizzati da questo bisogno di trovare delle soluzioni high-tech alla delinquenza, al terrorismo, che ne dimentichiamo le gravi implicazioni.

02 novembre 2006

Il doppio gioco di Microsoft per conquistare la Cina


Dinanzi ai limiti e alle censure del Governo Cinese, la Microsoft minaccia di abbandonare il mercato asiatico, sapendo che con sè può portare via anche internet e i motori di ricerca. Una tale eventualità isolerebbe d'un tratto la Cina dall'Economia mondiale, senza tuttavia imporre alcun embargo o limitazione al commercio internazionale: una semplice contrattazione tra privati diventa una decisione di geopolitica e di economia globale.
Ovviamente la dichiarazione di voler abbandonare il mercato cinese è stata mascherata come una decisione sofferta ma voluta dai continui contrasti con il Governo di Pechino, che senz'ombra di dubbio opera una censura all'attività delle più grandi società tecnologiche americane.
Da tempo ormai Google, Yahoo!, Microsoft e Cisco system, denunciano di dover sottostare a «censure» e «controlli preventivi» da parte delle Autorità di Pechino, che, a loro dire, non tollerano che possano liberamente circolare sul web notizie e informazioni considerate delicate. Per molto tempo il governo e le società dell'Internet hanno trovato un compromesso, accettando la censura su alcuni argomenti di particolare richiamo come la vicenda di Tienanmen o le lotte indipendentiste del Tibet. A sostegno delle ragioni delle multinazionali dell'Internet sono intervenute, spesso e volentieri, le molteplici proteste di ong e associazioni come Amnesty International per denunciare la violazione dei diritti umani che veniva fatta negando il diritto all'informazione dei cittadini cinesi. Dopo Reporter Sans Frontières, Amnesty International, è intervenuta anche l'organizzazione Human Rights Watch, che ha criticato il comportamento consensiente della Microsoft e di Google rispetto alla politica di censura del governo cinese. Hanno così sottolineato il paradosso della complicità delle ditte rispetto alla violazione del diritto all'informazione e la libertà di espressione. Tuttavia tale comportamento ha consentito a Microsoft e Google di vestire anche un ruolo di vittima che certamente non gli compete, forse per tenere viva l'attenzione su di loro e riuscire ad entrare sul mercato puntando ad un prezzo al rialzo.
Allo stesso tempo, probabilmente, il governo cinese intende ostacolare non internet in sé, inteso come mezzo di comunicazione e come base di dati dalla mole mostruosa, quanto invece la rete, il web che è in grado di imporre una dittatura, un monopolio che finirebbe per usurare l'economia cinese. L'informazione dovrà essere pagata a caro prezzo, una finestra all'interno del cyberspazio varrà quanto il costo per noleggiare una struttura aziendale, lo spazio verrà razionato e distribuito in maniera non egualitaria.
Il Governo cinese ha sicuramente detto no all'usura che le multinazionali volevano imporre, infatti possedendo il motore di ricerca riuscivano a possedere, e a controllare anche una nazione come quella cinese, inespugnabile per i finanziatori esteri.
Dinanzi alle resistenze del governo, che cercava senz'altro la possibilità di creare un proprio cyberspazio onde evitare invasioni da parte degli "invisibili", la Microsoft ha giocato d'astuzia, dichiarandosi vittima di una mirata politica di boicottaggio della Cina. In questo modo, mentre uno Stato cerca di resistere ad un attacco esterno, Microsoft può poi scatenare contro la Cina l'assetto da guerra delle organizzazioni internazionali che parleranno di violazione della libertà di espressione.
Questi paradossi fanno senz'altro capire quale sia oggi il vero potere: è impensabile che una regione come la Cina, che può paragonarsi ad un continente e ad una forza multinazionale, che va ad affiancarsi alla America nel Consiglio di sicurezza dell'Onu, debba sottostare ai ricatti della Microsoft. Le minacce sono molteplici e sono giunte anche dalla Cisco, che ha comunicato i dati di un giornalista scomodo rispetto al sistema. In tal modo la resistenza al regime dittatoriale dei Motori di ricerca e delle società di informatica è truccata proprio dalla propaganda, dai media, che consentono di creare un casus belli ove nulla c'è.

I monopolisti del Cyberspazio già esistono e già tuonano, si organizzano con leggi e direttive sulle telecomunicazioni, inventano il nuovo reato, il cybercrimine, e istituzionalizzano "il ragno" della rete che è il WEB, il Foro del governo dell'Internet (GFI). Il GFI ha dichiarato la Cina una patria del crimine cybernetico, in quando tollera che venga fatto del terrorismo nei confronti degli utenti dissidenti.
L'atteggiamento della Cina è senz'altro anomalo, considerando poi la politica liberista di privatizzazione e di apertura nei confronti delle Banche, ma probabilmente si tratta di una semplice reazione ad una prima azione fatta da Microsoft e Google, che hanno attentato alla sovranità dello Stato. Create le condizioni c'è stato in un primo momento un accordo tacito per poter entrare nel mercato, ed ora si rinnega quel patto per poter denunciare la censura e porsi a pieno diritto come monopolista sul mercato.
Questa è la Geopolitica, questo il Nuovo Governo Mondiale, e la guerra è quella per acquisire il controllo delle informazione e di una parte del Cyberspazio.