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28 marzo 2011

Russia vs Open Society: la lotta per l'energia e la moneta


Dopo i casi di Montenegro e Croazia, è sempre più evidente che la rete della Open Society di Soros ha investito molto nei Balcani, mentre continua a mantenere alta l'attenzione su questa regione. Lo scandalo sollevato dal Sunday Times nei confronti dei tre europarlamentari - l'ex Vicepremier rumeno Adrian Severin, l'ex Ministro degli Esteri della Slovenia Zoran Thaler, e l'ex Ministro degli interni austriaco Ernst Strasser - è destinato a non rimanere nel silenzio. Dietro l'attacco del quotidiano britannico, si nascondono le pressioni del Club della 'società aperta' , che ha fatto dei media e dell'informazione un campo di battaglia. E' infatti qui che si gioca la guerra per il controllo e il ricatto dei Governi, nella quale vengono utilizzate ogni tipo di arma, dalle riforme della legge sulla libertà di stampa, alle petizioni per la privatizzazione e la liberalizzazione dei media.

L' Italia è un esempio eclatante di come la Open Democracy si sia duramente scontrata per abbattere il potere mediatico di Berlusconi, grazie ad una fruttuosa collaborazione con il quotidiano Repubblica, ed in generale con il Gruppo De Benedetti. Una guerra che è stata persa da Soros sul piano legale, e per questo è continuata su Facebook con la creazione del cosiddetto 'popolo viola', con il finanziamento di media e organizzazioni della lotta alla mafia e alla corruzione ( vedi Open Society Justice finanzia lotta alla mafia) . In gioco c'è molto di più che la 'banale alternanza' dei Governi, bensì il controllo del mercato e degli investimenti energetici, dal gas all'energia elettrica, dai gasdotti alle reti di trasmissione e di interconnessione. Se da un lato, quindi, abbiamo i gruppi di potere anglo-americane - di cui Soros è un autorevole esponente nonchè un reale braccio armato - dall'altro vi è la Russia, che porta avanti la sua politica estera facendo leva sul gas e sulla sua immensa rete che si espande nella regione euroasiatica e post-sovietica.


Nei fatti, la guerra alla corruzione non è altro che un sistema per scandinare i legami russi con i governi locali, proponendo un modello di 'cooperazione' che è legale sulla carta, ma in sostanza corruttiva alla stessa maniera. Sotto questo punto di vista, i Balcani rappresentano un laboratorio per le tecniche di comunicazione di massa volte a propagandare la strategia della tensione e la destabilizzazione dei governi. Questa regione, trovandosi in un particolare momento storico-congiunturale ( paesi di transizione tra due sistemi politici, economie in via di sviluppo e stati rivolti all'integrazione europea ) è terreno fertile per ogni pratica di corruzione, più o meno legale. Le piccole economie post-socialiste di questa regione sono in maniera vitale legate al clientelismo politico, e così le imprese vivono del budget pubblico. Per cui la classe politica si barcamena tra l'uno e l'altro offerente, che sia l'Unione Europea con i fondi di pre-adesione, gli Stati Uniti con i fondi USAID oppure Soros con la sua Open Society, o infine la Russia con il gigante Gazprom. Non esiste altra economia alternativa a quella del bilancio di Stato e dei partiti, oltre ovviamente alla criminalità organizzata e ai traffici.


Per cui, i fronti che si scontrano sono quelli della cosiddetta Green Energy (dal nucleare alle fonti di energia rinnovabili) e del South Stream. L'Unione Europea e gli stessi Stati Uniti stanno infatti imponendo alla Russia un embargo , per impedirle così di entrare nel business della vendita dell'energia, nel tentativo di riservare alle proprie società l'esclusività sui settori finanziari e meramente speculativi. Non dimentichiamo, infatti, che l'energia rappresenta una delle garanzie più solide per l'emissione di moneta sia per i Governi che per le Banche, in un sistema ormai completamente fondato sulla cosiddetta monetica (moneta elettronica). Pian piano la guerra per il petrolio, per il gas e per il nucleare, si trasformerà nella guerra per tracciare i nuovi confini dell'interscambio monetario. La zona euro si potrebbe sfaldare da un momento all'altro, per cui una soluzione sarebbe quella di creare un'area cuscinetto - sul modello inglese - che avrà al suo interno tutti gli Stati membri europei che non sono in grado di adottare la moneta comune nei prossimi dieci o vent'anni, come Romania, Bulgaria, Polonia e Balcani. Questa zona traccerà i confini monetari ( in parallelo ai confini terrestri ) con la regione del CSI, o meglio con l'area di intescambio euroasiatica promossa da Mosca, che ha il rublo come moneta di riferimento. Al momento la Russia si prepara a creare una zona di libero scambio dietro la sottoscrizione di un accordo tra Bielorussia, Kazakhstan e Russia, ma che vedrà in futuro la sua estensione nelle ex Repubbliche Sovietiche e probabilmente anche in Serbia. Questi elementi bastano a far capire quali e quanti sono gli interessi in gioco in questa regione, in cui i piccoli politici locali diventano 'ignari superstar' di un disegno geopolitico molto più grande di loro.

10 ottobre 2008

Gli utili idioti


Banchieri, dirigenti di gruppi bancari ed industriali sono ormai d'accordo per l’ennesima truffa, per arrivare a nazionalizzare un debito creato dalla speculazione. Le Banche non hanno più banconote e l'emissione del denaro "a debito" per coprire i buchi delle società di speculazioni è ormai al limite, mentre nel frattempo cominciano a fallire gli Stati. Ma chi ha fatto scatenare questi ingranaggi e perchè il suo obbiettivo è quello di far cambiare l'economia mondiale? ( Foto: Wall Strett, il 24 ottobre del 1929)

Questa crisi finanziaria, di dimensioni sproporzionate, non è una crisi vera e propria, ma una situazione indotta di emergenza per indurre gli Stati a farsi carico del grande debito delle Banche. Dietro le parole del Presidente del Consiglio Berlusconi si nascondono delle importanti verità, che gli italiani non possono sapere, e che sono ineluttabili. Banchieri, dirigenti di gruppi bancari ed industriali sono ormai d'accordo per l’ennesima truffa, per arrivare a nazionalizzare un debito creato dalla speculazione, e non certo dai cittadini comuni che non sono riusciti a pagare il loro mutuo. Rispetto all’ammontare delle transazioni per prestiti e mutui - pur concessi a fronte di una riserva frazionaria minima, inferiore al 2% - le manovre speculative interbancarie sono di gran lunga superiori. Intendiamoci, i bilanci delle Banche hanno al loro interno attività e riserve, spesso costituite da titoli e collaterali emessi ( o garantiti) da altri Gruppi bancari, e ancora derivati speculativi, nonché movimenti interbancari non sempre trasparenti. Allora, che non ci vengano a raccontare che le persone non pagano i loro debiti, perché sono le imprese e i piccoli risparmiatori ad alimentare questo circuito vizioso.
Sorge dunque il dubbio su dove vadano a finire i soldi dei Banchieri, delle pensioni, degli investitori, perché a sentir parlare loro sembra che siano state inghiottite dal crollo delle Borse. I mercati valutari non sono inceneritori, ma sono delle sale scommesse, che si reggono sulla base del meccanismo domanda-offerta, per cui se qualcuno perde denaro, automaticamente l’altro li guadagna, ma il denaro non sparisce. Si arricchiscono i più forti tra i furbi, e soccombono gli illusi, ossia coloro che credevano di ingannare il cervellone del "casinò".

La manovra speculativa serve dunque a far uscire allo scoperto gli "idioti utili", quelli che servono al sistema per far cadere altre lobbies, diffondendo il panico e inducendo tutti a correre agli sportelli per ritirare i loro soldi. Mentre tutti guardano crollare le borse - come se ne capissero qualcosa - il Governo si riunisce d’urgenza per emanare un "decreto che viene definito di precauzione", ma comunque un forte senso di paura si diffonde tra la gente.
Purtroppo gli Italiani non devono sapere che quel 98% della riserva frazionaria non esiste più, e che il mercato immobiliare cadrà a picco, mentre altri vedranno vendere la loro casa senza che se ne accorgano. Gli italiani non devono sapere che non potranno più riavere i loro risparmi in liquidi, e che tutto dovrà viaggiare elettronicamente, come deciso da organizzazioni come Transparency International che "combattono la corruzione" con la monetica e l’anti-riciclaggio. Le Banche non hanno più banconote e l'emissione del denaro "a debito" per coprire i buchi delle società di speculazioni è ormai al limite, mentre le multinazionali invisibili hanno il controllo dei porti e delle merci, e comandano cargo e transazioni tramite dei pc. Nel frattempo cominciano anche a fallire gli Stati. L'Islanda ha dovuto assumere oggi il controllo della principale banca del paese, e ha portato a termine la terza nazionalizzazione di un istituto di credito in pochi giorni. Ha sospeso tutte le negoziazioni di borsa mentre il sistema bancario del paese corre il "rischio bancarotta". La crisi finanziaria sta infierendo su questa Isola, le cui banche si sono espanse all'estero, gli investitori hanno garantito alti rendimenti sulla valuta islandese per poi finanziare l’economia locale. La Banca Centrale Europea non può ( o non vuole) aiutare l’Islanda, che contratta con la Russia un prestito d'emergenza. Un ciclone che si è abbattuto in pochi giorni sul piccolo Stato dell’Islanda, che è solo il primo di una lunga lista, tra le economie occidentali più deboli.

Una crisi vero o falsa che sia, è pur sempre una crisi, ma chi ha fatto scatenare questi ingranaggi e perchè il suo obbiettivo è quello di far cambiare l'economia mondiale? Per oro, diamanti, petrolio? Oggi c’è qualcosa che vale molto di più, anche se nessuno vuole ammetterlo, ed è il nuovo meccanismo economico, l'accesso alla rete e al sistema. Vitale come lo sono i porti per le merci, l’etere è l’autostrada dei dati e delle transazioni, delle informazioni e degli scambi. Sicuramente viviamo in un'epoca talmente storica che non ce ne rendiamo neanche conto. Noi siamo la generazione che sta per cambiare l'umanità, e sta scrivendo un capitolo importante della storia, in cui il nostro controvalore viaggerà lungo strade di aria ionizzata. Questa è la direzione in cui stiamo andando, un nuovo millennio. Ci sono forze che spingono masse indistinte a ricoprire il ruolo degli "idioti utili", per scatenare, al loro comando, le sommosse e così nuove manipolazioni, per ottenere consensi su provvedimenti impopolari. Ricordate che l'11 settembre, tutto il mondo è stato ingannato, e oggi le potenti lobbies, gli invisibili, hanno scatenato la più grande "balla economica mondiale", che cade sempre sulle spalle degli "utili idioti" che vi abboccano, perchè sono egoisti e avidi. Una crisi, dunque, che punirà chi, inconsciamente, è al soldo della manipolazione del secolo.

11 settembre 2008

La trappola del settarismo e l'usura del tempo

La nostra società è come uno specchio, un immenso cinema, dove per assistere alla sceneggiata si paga un biglietto e si diventa presto protagonisti. Nessuno però si attiene alle regole, cosicchè cerca di ribellarsi, trovando uno sfogo negli estremismi e nel settarismo. Ognuno costruisce la propria verità, tuttavia chi ritiene di possederla, in realtà ben presto ne diventa schiavo. In realtà, è difficile ribellarsi se il nostro tempo viene manipolato ed usurato, dopo che l'uomo ha inventato una macchina per combattere il pensiero: il Logiciel.

Cadere oggi nell'estremismo è molto facile, essere criminalizzati è un atto comune che proviene dall’essere parte del sistema. Questa nostra società è come uno specchio, o se preferite, un grande e immenso cinema, dove per assistere alla sceneggiata si paga un biglietto. Mentre i nostri politici, come attori da strapazzo, recitano i loro ruoli gridando in televisione tra uno spot e l'altro - prototipi dei modelli mediatici e di massa costruiti dalle società di comunicazione e dalle multilevel - gli uomini di spettacolo pubblicizzano le carte di credito, e i calciatori, simboli della italianità, diventando esempi di vita senza saper né leggere o scrivere. Il nostro piccolo cinema è fatto così da fotogrammi di speranze che vivacizzano una vita quotidiana, per cui esiste il mondo di un operaio che vuole diventare un grande capo, il povero che vuole diventare ricco, l'impiegata che vuole vincere il Superenalotto: tutti questi sogni, sono degni prodotti di registi che illudono le persone facendo loro credere che tutto si sistema senza che facciano mai nulla. Nessuno però si attiene alle regole, cosicchè cerca di ribellarsi, trovando uno sfogo negli estremi di destra e sinistra, nella politica "democratica", nelle sette - religiose o sociali - nelle multilivel, nel porno, nelle massonerie, nei titoli nobiliari fasulli, nelle associazioni. Ognuno costruisce la propria verità, tuttavia chi ritiene di possederla, in realtà ben presto ne diventa schiavo. I francesi rivoluzionari ci hanno insegnato che l’uomo lotta per Egalité-Fraternité-Liberté , dando a queste parole un grande significato, che tuttavia oggi vengono ripetute senza capire il vero significato, come del resto per tutte le frasi storiche di uomini che, prima di noi avevano capito il significato della loro esperienza, nel tentativo di lasciare agli uomini del futuro dei precetti sulla base dei quali evolvere. Uomini che poi sono diventati quel popolino che non vuole ascoltare la verità, perché in fondo tutti la conoscono. Così, ad un certo punto della nostra storia si è avuto il crollo della nostra cultura, che ha distrutto dei valori, per crearne altri, sostenuti dall’avvento dell’informatica, che ha creato un nuovo concetto di lavoro e di tempo basati sulla virtualità. Chiunque sappia muovere dei tasti oggi può diventare una qualsiasi persona, in virtù del fatto che ha un programma in grado si sostituire le lacune del suo pensiero e delle sue capacità, proprio come l’introduzione della macchina a vapore sostituì le braccia umane. Qualcuno lo definisce software, a me piace chiamarlo "Logiciel", ossia con il suo vero nome, costituito a sua volta da due parole "logica e materiale". Queste due parole, nel 1974 si unirono e diedero vita alla commercializzazione del Logiciel, una struttura immateriale, che non si usura, che si può usare da solo oppure simultaneamente. Da allora il mondo cominciò a trasformarsi in maniera innaturale, ossia cominciò ad usurare il tempo, manipolando lo spazio temporale in cui svolgere le nostre attività. Il concetto di popolazione si è trasformato in utenza, importando sistemi di vendita e di credito diversi, mentre la produttività è divenuta velocità nell’elaborazione di dati, e la competitività nella riduzione dei tempi di risposta di un servizio. All’avvento della stessa informatica e del web sta spazzando via le tipografie, i nostri giradischi, il videoregistratore, affondando ben più profondamente le sue radici, sino a cambiare radicalmente il nostro aspetto sociale. Potrei fare tanti esempi, e raccontarvi tanti episodi, ma il mio tempo da dedicarvi è solo questo, perchè voi stessi non avrete il tempo di leggermi; senza che possiate deciderlo tutti noi siamo prigionieri di questo cronometro. Dopo gli attentati dell'11 settembre, si è aperta una voragine sul mondo, ossia la lotta al terrorismo che ha costretto gli Stati a firmare leggi di controllo di massa, dietro il ricatto delle multinazionali, società che da anni finanziano i cosiddetti dittatori e politici, per poi sabotare la pace e creare nuove guerre. Tutti noi siamo coscienti di quanto accade, e diversi sono stati i tentativi di definire questo "andamento controllato degli eventi", ipotizzando l'esistenza di "governo mondiale", "Bilderberg", "massonerie" o "rettiliani". Tuttavia, il punto non sta nel definire chi sono e come operano, cosa dicono e cosa hanno fatto, ma rendersi conto che costantemente il nostro tempo è manipolato, controllato tramite sistemi informatici di intelligenza artificiale. Le multinazionali sanno come non pagare e far fallire i loro fornitori, per cui riescono a mantenere la soglia della sostenibilità economica per un imprenditore ed un operaio, per un comune ed unico mortale. Oggi il mondo va nella monetica, cioè nella moneta elettronica, e chi oggi decide e controlla i sistemi che gestiranno "questo bene immateriale" avrà un grande potere. Si nasconderà dietro sistemi informatici, e saranno al di fuori di ogni tipo di controllo "materiale": se la Tim oppure la Vodafone considera un minuto di telefonate 30 secondi nessuno potrà controllarli, e quindi come possiamo noi controllare questo cinema. Tutti noi siamo gli spettatori all’interno di questa multisala. Noi gente del popolo entriamo in questa immensa sala e ci godiamo il nostro spettacolo, ben sapendo che conosciamo solo gli attori ma non i registi, non chi si nasconde dietro tale immensa struttura, ossia chi decide il palinsesto, riscuote i soldi e chiede di vendere solo i suoi prodotti all’interno della sala. A questo punto è troppo facile per i nostri "patrioti rivoluzionari" cadere nella trappola del settarismo, per essere derisi dal pubblico della sala che vuole continuare a vedersi il suo spettacolo. È ovvio che il ribelle diventa anch’esso parte dello spettacolo, come fuoriprogramma, in quanto verrà sempre ricordato come quello che è stato cacciato dal cinema. Anche chi la pensava come il nostro rivoluzionario si rifiuterà di parlare con lui, perché avrà paura di essere deriso e cacciato a sua volta. Viene isolato e diventa prigioniero di sé stesso, perché per farsi ascoltare deve fare qualcosa; sa bene che "i media sono pronti a pubblicizzarlo", ma in questo modo avrà solo un giorno di gloria, e poi un altro giro e un'altra corsa. Come le guerre… "altro soldato morto, altra medaglia". Il nostro rivoluzionario ha infatti capito che fermando lo spettacolo, e interrompendo il flusso del tempo come stabilito dal regista ha la possibilità di vedere scorrere gli eventi in maniera diversa. Un traguardo alquanto vano, se tutto il resto del pubblico resta immobile e istupidito. Rubando il tempo alle persone, sono riusciti a manipolare le masse, a renderle controllabili su vasta scala, in virtù delle leggi dei grandi numeri. Le persone se non hanno tempo non pensano, e dunque non sono motivo di preoccupazione dei grandi demiurghi dello spettacolo. Noi esseri umani siamo stati concepiti in quest'ordine di tempo e di vita quotidiana, e dunque qualsiasi cosa cerchiamo di fare per dirottare gli eventi e fare la nostra rivoluzione, per forza di cosa cadiamo nel settarismo e saremo isolati. Purtroppo questa trasformazione sta avvenendo e noi non possiamo fare nulla, perchè qualsiasi cosa facciamo siamo semplicemente complici dello stesso sistema, che prevede all’interno dello spettacolo un fuoriprogramma divertente e insolito. Il tempo necessario per capire cosa accade non lo abbiamo, d’un tratto siamo vecchi e stanchi. Solo l'evoluzione del tempo temporaneo pian piano cambierà le cose e non ce ne accorgeremo. Personalmente, della politica non mi sono mai fidato, mi fido solo dei ladri e dei criminali perché almeno sono di parola. Non mi piacciono le feste e le commemorazioni. Guardo i telegiornali come se fossero delle Telenovele, mi piace camminare senza una meta, e non accorciare mai la strada. Sono un uomo libero perchè non ho voluto essere nessuno, vivo con la gente che mi piace. I miei vecchi amici lavorano dalla mattina alla sera, e non hanno il tempo di alzare un telefono, ma quando mi vengono a trovare giurano di cambiare; in verità non lo fanno mai. Molti vogliono fare affari, altri vogliono fare le rivoluzioni. Io non voglio fare nulla, semplicemente desidero guardarmi questo spettacolo per dire io c'ero. Sappiate infatti, che quando gli spettatori di quel cinema hanno litigato come una grande rissa, facendo volare le sedie, una giuria con un gruppo di testimoni che avevano partecipato alla baruffa, hanno indicato un uomo, definendolo il responsabile del danno, mostrandolo dinanzi a tutti come se fosse un mostro. A quel punto hanno creato Tribunali Internazionali e Commissioni di Inchiesta, per dare un altro spettacolo, ma nessuno ha mai arrestato un registra a quanto mi risulta. Effettivamente, combattere contro l’egoismo è impossibile, e molti cercano di risolvere i problemi con la pace armata, quando anni fa i kamikaze facevano colare a picco le navi americane. Cosa non va in questo mondo? Chi ha rubato la storia, la verità della Bibbia, sapeva che avrebbe dato origine a questa Babele. Chiedetevi dunque chi siamo e da dove veniamo, perché la libertà è dentro di noi: essere o non essere, è questo il problema.


17 aprile 2008

Monetica: assegni non trasferibili e tracciati


Dal prossimo 30 aprile gli assegni con un importo superiore ai 5000€ recheranno la clausola di non trasferibilità, mentre quelli con importo inferiore a tale somma limite saranno liberamente trasferibili, a condizione che ogni girata sia accompagnata dal codice fiscale del girante. Queste le novità che rivoluzioneranno il sistema di circolazione di titoli di credito e della moneta, utilizzando il controllo anti-riciclaggio come scusa per instaurare un sistema monetario totalmente elettronico.

A partire dal 30 Aprile diventeranno effettivi i limiti all'uso di assegni e contanti mettendo sotto rigida osservazione la circolazione del denaro all’interno del circuito bancario. Restrizioni che sono state presentate dal legislatore come norme necessarie ad attuare un controllo anti-riciclaggio delle transazioni, e a garantire maggiore trasparenza. In realtà, ciò che verrà attuato è un primo passo verso l’instaurazione di un sistema monetario totalmente elettronico, che utilizza il circuito bancario come unico canale di emissione e di tracciamento della moneta. Non a caso, infatti, le disposizioni sono volte innanzitutto a scoraggiare l’utilizzo degli assegni mediante girata, e dunque come se fosse contante, privilegiando invece il pagamento attraverso il circuito bancario stesso.
La circolare del ministero dell'Economia n.49 del 17/03/2007, che chiarisce le regole di approvazione del decreto legislativo 231/2007, spiega come il sistema di circolazione di moneta e di titoli al portatore verrà completamente rivoluzionato. Innanzitutto, gli assegni pari o superiori ai 5000€ non potranno essere girati ad ulteriori destinatari indicati dal traente, in quanto presenteranno la clausola di non trasferibilità e l'indicazione di un solo beneficiario, per tale motivo il carnet di assegni nascerà come "non trasferibile". Potranno superare la soglia dei 5000€, senza dunque l’indicazione di assegno "non trasferibile", quelli emessi all'ordine del traente, che potranno essere così negoziati. Viene dunque cancellato il vecchio limite "anti-riciclaggio" di 12.500€, ridotto in maniera vertiginosa ad una cifra molto modesta, in maniera tale da imporre un maggiore controllo anche sulle piccole transazioni, nonostante non vi sia alcun allarme "riciclaggio". Qualora avvenga una girata non consentita le banche o le Poste pagheranno l’assegno, ma dovranno comunicare al Ministero dell’Economia la relativa infrazione, che sarà così sanzionata ad una percentuale dall'1 al 40% dell'importo. Per quanto riguarda gli assegni "liberi", sempre superiori ai 5000€, occorrerà pagare un'imposta di bollo di 1,5 euro per modulo, una misura questa per evitare che venga eluso l’obbligo di non trasferibilità degli assegni.

Gli assegni emessi invece per una quantità inferiore ai 5000€ saranno liberamente trasferibili, a condizione che ogni girata sia accompagnata dal codice fiscale del girante, in mancanza del quale verrà invalidata la girata e tutte quelle successive. In tal caso sarà responsabile del pagamento dell’assegno l’ultimo girante che ha validamente indicato il suo codice fiscale. Per cui, se per gli assegni con importi superiori ai 5000€ vi sono delle restrizioni di trasferibilità, per quelli di minore entità il tracciamento ad personam è completo. Il titolo di credito recherà con sé non solo la storia della sua circolazione, ma anche l’identità fiscale del girante, in maniera da escludere la possibilità di girare l’assegno per tutti coloro che non hanno un codice fiscale, come per i cittadini stranieri o non residenti.
Un sistema, dunque, che oltre a tracciare in maniera quasi morbosa gli assegni, va a scoraggiare e disincentivare l’uso dei titoli di credito come moneta, rendere più difficile l'uso dell'assegno con la girata, come se fosse una cambiale, e dunque senza ricorrere alla propria banca. Ogni piccola transazione, per quanto irrisoria sia, dovrà avvenire sotto il controllo delle autorità monetarie e bancarie, al fine di imporre gradualmente l’uso della moneta elettronica, attraverso bancomat, carte di credito, bonifici elettronici. E' chiaro infatti che l'obiettivo non è fermare i reati di riciclaggio di denaro, che difficilmente si verificano per piccole somme o presso semplici sportelli bancari. Se veramente si volesse fermare i reati di riciclaggio di denaro, verrebbero imposti rigidi controlli nei confronti di Banche, paradisi fiscali, brokers e intermediari finanziari che utilizzano ingenti somme, spesso dall'origine e dalla destinazione sempre più incerta.
In ogni caso, questo tipo di provvedimento non ci sorprende eccessivamente, considerando che si tratta di una misura da tempo annunciata dal Governo italiano e dalla stessa Commissione Europea, che sta portando avanti ormai una crociata per l’adeguamento a livello europeo delle condizioni di pagamento per carte di credito e bonifici. Il passaggio definitivo alla moneta bancaria e l’armonizzazione delle condizioni bancarie sulle transazioni a livello europeo sono ormai delle tappe fondamentali affinchè l’Europa entri nella generazione della monetica. Con la scomparsa anche degli assegni, la moneta stessa perderà di significato, ogni scambio o regolamento sarà diretto da un sistema elettronico, che traccerà anche le identità di ogni individuo.

23 novembre 2007

Crisi subprimes : il cavallo di troia della monetica


Sono trascorsi diversi mesi dallo scoppio della crisi eclatante dei mutui subprimes, e molte sono state le previsioni dell'imminente crollo del sistema finanziario, che dovrebbe trascinare nel baratro della recessione gli Stati Uniti nonché l'Europa. Ogni giorno le borse continuano a "bruciare" bilioni di dollari di capitalizzazione, le monete si svalutano e le società falliscono, ma il sistema nel suo insieme regge perfettamente il colpo e dinanzi ai nostri occhi si trasforma senza che nessuno se ne accorga.

La crisi dei mutui subprimes, con il suo grande impatto mediatico, ha portato alla luce tutto il marcio che covava nel mondo finanziario, cosicchè tutti i giornali di ogni parte del mondo parlano da mesi del "fallimento del sistema bancario e dei controllori". Ma quando una banca come la Nortern Rock fallisce lasciando che tutti vedano la famosa corsa agli sportelli e il panico dell'insolvenza, e quando la Banca di Londra si piega a garantire la solvenza della Banca e si scusa per non aver vigilato sui risparmiatori inglesi, allora c'è qualcosa che non torna. Per placare la paura di investitori e risparmiatori e tamponare il buco nero delle migliaia di miliardi di dollari scomparsi senza una chiara e valida spiegazione, le Banche Centrali hanno stabilito, di comune accordo, di creare dei fondi di garanzia per il rischio subprimes e il rischio di insolvenza, al fine di impedire che la patologia del 1929 si abbattesse sull'economia degli Stati Occidentali. Così gli Stati, attraverso le loro Banche Centrali, hanno in un certo senso pagato amaramente la crisi liquidità innescata dalle truffe e dalle manipolazioni dei fondi di investimento e delle Banche d'Affari, mettendo in discussione la propria autorevolezza e la propria credibilità. Ciò che è crollato non è stato certo il sistema creditizio o bancario - che al contrario si è rafforzato in ragione dell'aumento dei costi di gestione - ma quello dei controlli e della vigilanza, che viene regolamentato dalle leggi nazionali e attribuito alle Banche Centrali, in qualità di alte Istituzioni. Così le Banche centrali sono state trascinate nel baratro della crisi finanziaria, e sono fallite su tutti i fronti: persino la grande Federal Reserve e la Banca di Inghilterra si sono rivelate inefficienti e sistematicamente in ritardo sugli eventi, non essendo riuscite a prevenire in alcun mondo il collasso del sistema interbancario, nonchè la diffusione delle informazioni al fine di tamponare l'emorragia finanziaria.

La crisi dei subprimes è stata così il "cavallo di troia" che ha consentito di portare alla luce l'esistenza dei collaterali - i cdd. CDOs, collateralized debt obligations - ossia titoli di debito al portatore emessi senza alcuna garanzia reale e senza alcun valore fruttifero, con i quali tuttavia sono stati gonfiati gli assets di tutti gli istituti finanziari americani ed europei. Scambiati sul mercato finanziario regolamento e su quello parallelo, i collaterali sono stati il motore degli hedge-funds che con le operazioni di leva finanziaria, come il Leverage Buy-Out, o riscatto grazie alla leva finanziaria, o di Merger and Acquisition, o con le IPO e le scalate in borsa, hanno acquistato tutto ciò che era strategico ed importante da acquistare, per avere sotto di sé i principali operatori.I CDOs sono stati in questi ultimi anni l'arma più subdola ed efficace delle Banche d'investimento e degli Hedge funds, in quanto hanno permesso di portare a termine acquisizioni, fusioni, concentrazioni bancarie e consolidamenti, ossia una serie di operazioni di riorganizzazione societaria del sistema bancario e finanziario, per racchiuderlo nelle mani pochi operatori all'interno di una piramide a stretto controllo.
Ora che il vaso di pandora è stato aperto, occorre però richiuderlo e riportare, sulla scia di un nuovo ordine mondiale, il normale corso degli eventi. Tutto questo ci ha fatto capire che le Banche Centrali e le Istituzioni di governo sono soggetti inaffidabili, a cui non più possibile affidare il controllo di meccanismi complessi e virtuali come quelli finanziari. La loro credibilità è stata calpestata, così come è stato screditato l'intero sistema fondato su una gerarchia stabilita dalla legge degli Stati e che vede i circuiti finanziari concentrati in un'entità centrale, come può essere la Borsa, coordinata poi da enti di controllo e di vigilanza. Il sistema va cambiato: lo chiedono i consumatori, gli investitori e le banche.

Come confermato dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in occasione del suo intervento presso il Centro di Studi Finanziari di Francoforte, "l'integrazione finanziaria ed internazionale è aumentata" e, sulla spinta dalla deregolamentazione e dell'innovazione, sorgono "nuove opportunità e nuovi rischi", che hanno portato al "consolidamento di un modello nuovo di intermediazione" che nasce sulle ceneri di quello detto dall'emittente al distributore. Il questi ultimi anni le operazioni bancarie transfrontaliere sono aumentare tra il 20 e 25 percento, sino a concentrare in un breve lasso di tempo, 30 grandi fusioni con almeno 100 miliardi di euro in beni. Dopo la concentrazione, è intervenuta l'innovazione finanziaria che ha permesso di rendere sempre più efficienti i circuiti delle transazioni e degli scambi finanziari, spingendo le Banche ad aumentare sempre di più l'investimento nelle infrastrutture telematiche per la costruzione di piattaforme sovranazionali. Tali investimenti ora necessitano di una nuova rete, di una nuova autostrada, tale che il vecchio sistema della negoziazione che si serve di "distributori" va cambiato, occorrono invece dei grandi operatori che sostituiscano allo stesso tempo gli organi di vigilanza, le Banche Centrali e gli intermediari. "La deregolamentazione ha promosso la competizione rimuovendo barriere legali e promuovendo il consolidamento - riporta l'intervento di Draghi - tale che i grandi conglomerati finanziari sono emersi", sono diventati globali, e ora occorre "una maggiore armonizzazione della contabilità e direttive". Ecco che Draghi preannuncia che le fusioni avranno sempre più uno scenario internazionale, in quanto lo stesso mercato nazionale non avrà più senso di esistere: verranno tracciati nuovi confini, che saranno virtuali e invisibili. Parole queste che preannunciano l'era della Borsa mondiale, intesa come unico sistema all'interno del quale si diramano le singole borse valori, che saranno gestite da Banche e Fondi di investimento, che fungeranno da authority e da intermediari delle transazioni. La creazione di Euronext, come consorzio tra le maggiori Borse europee, è stato il primo segnale di questo progetto di globalizzazione dei mercati finanziari, e l'evolversi degli eventi condurrà alla moltiplicazione degli operatori alternativi. A decidere il cambiamento del sistema è innanziatutto la direttiva Mifid che abolisce l'obbligo di concentrazione nei mercati regolamentati, dando ai privati il potere di creare "una borsa valori di proprietà" in cui saranno negoziati ogni tipo di titolo, e le autorità nazionali saranno a tutti gli effetti sostituite da entità private affiancate dalle associazioni di consumatori.
Accanto alla globalizzazione delle Borse, vi sarà l'adeguamento dei sistemi di pagamento che utilizzano esclusivamente il canale interbancario telematico, con nuovi strumenti finanziari: bonifici SEPA, addebiti preautorizzati SEPA, pagamenti SEPA con carta. Questi saranno accessibili in tutta l'area dell'euro, mediante un solo conto bancario, dal quale disporre bonifici e addebiti preautorizzati in euro in qualsiasi luogo dell’area: in un'ottica di lungo termine tali strumenti di pagamento verranno utilizzati soltanto in forma elettronica, con fatturazione elettronica, l'invio delle istruzioni di pagamento tramite telefono cellulare o Internet.
L'intero sistema sarà incentrato totalmente sulla moneta elettronica, al punto che mira a far scomparire le transazioni cash, le piattaforme come Euronext, Nasdaq, NYSE, diverranno le nostre Banche Centrali, controllando al loro interno gli scambi di titoli, di moneta, di derivati, nonché la contrattazione di finanziamenti e di investimenti: il mercato finanziario si fonderà perfettamente con quello bancario, tale che non sarà pià possibile distinguerli.
Il Mifid e la SEPA saranno le nostre nuove "bibbie" , le direttive e le leggi che tutti dovranno conoscere, essendo il prontuario del nuovo sistema che si sta aprendo ai nostri occhi. La moneta diventerà monetica, gli scambi saranno transazioni, i trasferimenti dei processi telematici, i confini saranno tracciati dagli utenti che aderiranno alla piattaforma. Ecco che il vaso di pandora si chiude, portando via con sé tutti i mali della crisi del credito, della liquidità dei collaterali, la corsa agli sportelli e il fallimento delle Banche, gli scenari apocalittici e il panico della recessione. Tutto questo ben presto scomparirà, e il sistema verrà cambiato senza che nessuno riesca a capire come è stato possibile tutto questo, sotto gli occhi dei Governi e delle Istituzioni. I tecnicismi e la complessità del mondo in cui entriamo a far parte non ci permetterà di capire fino in fondo i veri rischi o le opportunità del nuovo mondo della Monetica, ma tutti si renderanno conto di essere rinchiusi e usurati da qualcosa di invisibile.

16 ottobre 2007

Il controllo della rete nelle mani dei privati


Dopo tanta attesa è stata avviata dal Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax”. Procedura che sostanzialmente recepisce la delibera dell'Autorità Garante della Comunicazioni (AGCOM) prevedendo il rilascio dei diritti d'uso delle frequenze del Broadband Wireless Access, suddivisi in tre blocchi sulla base della ripartizione amministrativa del territorio italiano. Due blocchi dei diritti d'uso sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale ( 2 licenze per 7 macroregioni), mentre uno è rilasciabile a livello regionale con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano ( 21 regionali ). I diritti d’uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del Ministero.
I soggetti che possono partecipare all'acquisizione dei diritti d'uso a livello macroregionale, stando alla delibera del Ministero, devono prevedere nel proprio oggetto sociale le attività connesse all’utilizzo dei diritti d’uso, essere o impegnarsi a costituire una società di capitali, ma soprattutto "essere titolare di autorizzazioni generali per le reti e/o i servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico o dimostrare la propria idoneità tecnica e commerciale nel settore" . Tali elementi, di fatto delimitano già molto i possibili destinatari del bando, gli operatori privati che già offrono un servizio pubblico di accesso alla rete e che comunque presentano una struttura in grado di far fronte alla richiesta dell'utenza. In altre parole, si tratta degli stessi operatori che gestiscono la rete UMTS e ADSL , dunque società di telecomunicazione, di telefonia mobile e fissa. Per quanto riguarda invece le licenze regionali, appartenenti al blocco C, il diritto d’uso "è riservato prioritariamente per l’assegnazione ai soggetti che non dispongano direttamente di diritti d’uso di risorse spettrali per l’offerta di servizi di comunicazione mobile di terza generazione", lasciando dunque un margine di possibilità ai nuovi operatori, che possono essere in questo caso sia le Regioni stesse attraverso le "multiutilities" a controllo pubblico, o mediante degli enti economici trasformati in società per azioni create ad hoc, oppure dei nuovi operatori, magari appartenenti a differenti settori, come quello bancario, finanziario, di investimento immobiliare.
Questi primi elementi, gettano già le prime ombre su quello che si attendeva fosse un sistema rivoluzionario, in grado di garantire l'accesso alla rete, e in particolar modo alla banda larga, in quanto il sistema è stato studiato in modo da perpetuare, di fatto, un monopolio nel controllo della rete nelle mani dei privati. La procedura del bando, infatti, pretende di spezzare questa catena stabilendo che "ad uno stesso soggetto può essere assegnato un solo diritto d’uso per macroregione" e che a livello regionale sia lasciata una "prelazione" agli operatori che non sono già assegnatari di licenze. Ma questo, non vuol dire che è garantito "il diritto all'accesso alla rete" in maniera orizzontale e diffusa, come invece ci si aspettava - molti la definivano la grande rivoluzione della banda larga. La rete resterà sempre una prerogativa di società private, essendo le uniche che, attualmente detengono l'esperienza e la capacità tecnica per gestire questo tipo di servizio, a meno che vi siano delle Amministrazioni locali intraprendenti che riescano a sostenere sia il costo della licenza, che quello della costruzione dell'infrastruttura e della gestione dell'utenza. In quest'ultimo caso, le Regioni potrebbero contrarre un debito con dei consorzi di Banche, per poi cedere a loro volta a terzi la licenza per poter rientrare dell'investimento - possibilità che non è stata esclusa dal bando, avendo imposto solo l'obbligo di comunicazione al Ministero. È naturale che, considerando gli attuali bilanci dell'Amministrazioni locali, è difficile effettuare questi investimenti senza la cooperazione delle Banche. Constatato ciò, emerge la grande contraddizione di questo bando di gara, ossia non si capisce perché le Regioni (Stato) debbano pagare i diritti d'uso allo Stato stesso, che bandisce la gara, senza che vi sia alcuna clausola che avvantaggi i soggetti pubblici. Per cui, un comune che voglia garantire l'accesso incondizionato alla rete come forma di sviluppo o di incentivo per le attività economiche, deve indebitarsi con le banche oppure deve imporre una tassa: è tutto un po' assurdo, ma normale per un Paese come l'Italia.

Questo è solo uno dei rovesci della medaglia, in quanto, sebbene molti abbiano sollevato dei ragionevoli dubbi su questo bando, non è stato sottolineato a sufficienza, quanto questa rivoluzione della comunicazione costerà ai cittadini. Infatti, il costo dell'accesso alla rete si tradurrà nei prossimi anni - man mano che la virtualizzazione prenderà piede anche nel sistema economico Italia - in una nuova usura, una nuova tassa, un nuovo signoraggio perché diventeremo i "cittadini della rete". Per attraversarla occorre pagare un pedaggio, e lo Stato, anche in questo caso, sarà assente mentre dovrebbe essere presente più che mai al fine di evitare che Banche e privati si riapproprino di "un patrimonio pubblico". Sappiamo benissimo infatti che il libero accesso alle infrastrutture rappresenta uno dei principali motori di sviluppo per il sistema economico, com'è accaduto infatti per le autostrade. Perché, dunque, oggi lo Stato non considera la rete un'infrastruttura pubblica, che, in quanto tale deve restare nelle mani dei cittadini, destinatari e veri proprietari della rete. Un domani, per quanto assurdo possa sembrare, pagheremo una tassa sull'aria anche se questa ci appartiene di diritto. L'economia sarà sempre più virtuale, le distanze verranno diminuite, come gli spostamenti e i trasporti, perché molti servizi potranno essere erogati on-line: pubblica amministrazione, consulenza, fornitura di prodotti immateriali, servizi finanziari. Chi avrà il controllo della rete, avrà di fatto il controllo sulle attività economiche di uno Stato, senza però divenire un nemico, perché le persone saranno sempre impegnate nella ricerca di qualcosa di materiale da combattere. Il WiMax può essere senz'altro il veicolo per la trasformazione della società, da materiale a virtuale, ma lo diventerà al costo della trasformazione di noi tutti in utenti invisibili.

08 ottobre 2007

La Mifid sulle macerie dei subprimes


La crisi finanziaria non è ancora finita, perché dopo il panico da "liquidità" e da "stretta del credito" ricade sulle spalle di risparmiatori e imprese il conto da pagare. La Federal Reserve ha annunciato un taglio ai tassi di interesse per frenare l'eccessivo rialzo dei tassi interbancari, e la stessa BCE arresta la stretta monetaria al 4% al fine di stabilizzare i mercati finanziari eccessivamente instabili. Non si può, tuttavia, ignorare che all'interno del mercato interbancario i tassi di interesse sono aumentati, tale da creare dei fondati timori che l'accesso al credito sarà sempre più di difficile, come dichiara la stessa BCE all'interno della sua ultima indagine . Infatti, le banche dell'Unione Europea ritengono che la crisi dei mutui subprime possa pesare sul mercato del credito nei prossimi tre mesi, con un'ulteriore riduzione nell'accesso al credito sia da parte delle stesse banche che dei consumatori.
Giorno dopo giorno, dunque, la crisi dei "subprime" si insinua sempre più all'interno del mercato finanziario divenendo come un serpente che prosciuga liquidità . A farne le spese sono soprattutto le azioni, emesse da società solide e con elevati livelli di redditività, perché danno la possibilità di essere immediatamente liquidate: così i grandi fondi di investimento, per far fronte alla richiesta di liquidità, scelgono di liquidare il loro portafoglio di azioni. Attualmente, tuttavia, non è il "subprime" che costituisce il problema più grave, ma è piuttosto il rifinanziamento dei prestiti rinegoziati per far fronte alla crisi di liquidità, e la paralisi del mercato interbancario. I grandi speculatori hanno infatti studiato bene le loro mosse, mettendo in atto una strategia definita dagli americani "No income, no job and assets ", ossia il trasferimento parziale del rischio sui risparmiatori europei. Per tale motivo le condizioni di accesso al credito saranno più restrittive, ossia più costose ma sempre aperte ai nuovi investitori.
La contromossa delle Banche non è tardata ad arrivare, come ad esempio Banca Intesa, che ha imposto ad ogni soggetto che richiede un mutuo, la stipulazione di un'assicurazione denominata “Proteggimutuo“, oltre ad aver aumentato dello 0,40% le percentuali sui mutui a tasso variabile , arrivando ad un tasso medio del 5,96%, e di 1 punto sui mutui "Prestintesa maxi tasso fisso” che passano dal 7,25 all’8,25%. La motivazione alla base addotta da Banca Intesa ai suoi clienti è la crisi dei mutui sub-prime, che ha provocato "forti tensioni sulla liquidità circolante sui mercati". Questa non è che la prima segnalazione, a cui ben presto si aggiungeranno le altre, in quanto la crisi di liquidità ha avuto un impatto proprio sul mercato interbancario e ora le Banche sono pronte a scaricare su imprese ed individui le perdite che hanno subito. Non dimentichiamo infatti che i mercati abbiamo visto due colossi finanziari crollare sotto i colpi della crisi subprime, come Ubs Bank e la Citigroup, che evidentemente avevano collezionato all'interno dei loro assets vagonate di titoli collaterali a garanzia della loro capitalizzazione che si sono tradotti in una montagna di carta straccia. E così Ubs ha avvertito che il terzo trimestre si concluderà con perdite lorde comprese tra 600 e 800 milioni di franchi svizzeri a causa la svalutazione di asset per un valore totale di 4 miliardi di franchi svizzeri; allo stesso modo Citigroup ha attuato una svalutazioni di asset per un valore superiore ai 3 miliardi di dollari. Infatti, le obbligazioni dei mutui subprime ( ossia titoli collaterali denominati per milioni di dollari) sono confluiti soprattutto all'interno dei portafogli delle grandi Banche d'Affari, sulla base dei quali sono riuscite a mobilitare ingenti somme di denaro all'interno del mercato interbancario. Non c'è dubbio, dunque, che la crisi immobiliare e del credito ha consentito così di far crollare alcune delle pedine che tenevano in piedi la grande finzione del mercato finanziario, costringendo le Istituzioni ad intervenire prima del previsto per evitare il crollo dell'intero castello su cui si basa il nostro sistema economico-industriale. Gli eventi di questi ultimi mesi ci hanno senz'altro costretto a guardare in faccia la vera natura dell'alta finanza, inducendo molti a dubitare della sicurezza e della trasparenza del mercato finanziario e a chiedere anche una veloce riforma delle regole della borsa valori.

In tale atmosfera di sfiducia e di crisi si innesta la direttiva Mifid, che viene descritta da autorità, banche ed intermediari come strategia di ricostruzione delle macerie della finanza. Si tratta della Markets in Financial Instruments Directive, la nuova disciplina dei mercati, servizi e strumenti finanziari, che sostanzialmente demolirà molte delle regole di contrattazione e intermediazione, per dar vita ad un sistema integrato di mercati finanziari. Abolisce l'obbligo di concentrazione nei mercati regolamentati, dando ai privati il potere di creare "una borsa valori di proprietà" in cui saranno negoziati ogni tipo di titolo. Le funzioni di controllo stesse sono demandate a dei meccanismi di "compliance", ossia ad organi di vigilanza interni e agli intermediari stessi. Basti pensare che le autorità e gli intermediari dovranno adottare ogni misura ragionevole per identificare i conflitti d'interesse che possono nuocere ai clienti, e di renderli maggiormente visibili.
Vi sarà un unico sistema per le contrattazioni negli Stati membri, all'insegna della cooperazione di vigilanza tra le autorità nazionali, che tuttavia perderanno quella posizione di controllo che deriva dalla sovranità nazionale, per essere sostituiti - non solo sostanzialmente, ma anche formalmente - da entità private. D'altro canto, potranno essere le "associazioni dei consumatori" ad agire per la tutela degli interessi collettivi degli investitori e dei risparmiatori, dando così vita a forme di associazionismo che sostituiranno di fatto le Authority e il Garante, che potranno promuovere persino delle class actions e vigilare sulla condotta degli intermediari.
Principio ispiratore dell'intera direttiva è la cosiddetta "best execution", ossia l'obbligo in capo agli intermediari ad eseguire l'ordine del cliente alle migliori condizioni anche a danno dei propri interessi, ponendo in essere le dovute valutazioni per misurare l'adeguatezza degli strumenti ai bisogni degli investitori, salvo che non ne abbia fatto esplicita richiesta il cliente stesso. In questo caso "l'intermediario non è tenuto ad effettuare le valutazioni, purchè ne abbia comunque informato il cliente" , onde responsabilizzare maggiormente l'investitore.
Sulla base degli elementi base della normativa, possiamo ipotizzare che si andrà a costruire un mercato finanziario frazionato in tanti "centri di distribuzione" di titoli ed informazioni, che fanno capo ai differenti intermediari, per poi dare vita ad una rete finanziaria a livello europeo, più capillare ma sicuramente più facile da controllare mediante la correlazioni delle singole centrali rischio che queste avranno. Il concetto di "borsa valori" sarà sostituito dai "sistemi multilaterali di negoziazione" ( Mtf) , all'interno del quale sarà possibile negoziare
valori mobiliari, strumenti di mercato monetario, quote di organismi di investimento collettivo, derivati, opzioni, indici, valute, futures, swaps, contratti finanziari con trasferimento di rischio di credito, contratti finanziari differenziali, contratti su variazione climatiche e molti altri.
Ogni Mtf potrà essere adattato alle esigenze delle piccole e medie imprese, alle azioni, ai bond ad alto rendimento, ai titoli di speculazione, frazionando sempre più il mercato del risparmio e degli investimenti in modo da aumentare la raccolta di capitali e di mirare le proposte di finanziamento. Sarà possibile così accedere al microrisparmio e proiettare le piccole imprese all'interno del mercato finanziario, sia come destinatari di investimenti, che come investitori.

Il mercato finanziario sarà un vero e proprio sistema di intermediari finanziari, che avranno più potere e allo stesso tempo saranno più invisibili. Molti operatori esteri potrebbero operare sul territorio italiano e viceversa, previa una semplice segnalazione all'Authority del paese di origine e l'autorizzazione di quello "ospitante", e dunque persino operare online anche sul territorio italiano senza necessità di avere una società collegata residente nel territorio italiano. Si potrebbe creare, inoltre, lo strano paradosso che gli investitori stessi, come hedge funds, fondi di investimento e fondi pensioni, possano divenire degli intermediari diretti, anche per interposta persona o mediante le fiduciarie, su un Mtf di cui è anche azionista .

Non vi è dubbio dunque, che la cd. direttiva Mifid, sebbene si presenti come la "medicina" delle patologie del mercato finanziario, creerà un sistema assolutamente virtuale che agisce a livello sovranazionale, in cui le grandi banche e i grandi investitori saranno gli azionisti, gli investitori e i controllori. Trionferà l'associazionismo, e vedremo per sempre la fine della "crisi di liquidità", perché pian piano la liquidità come concetto scomparirà, mentre i crack a cui assisteremo saranno le falle di un grande sistema elettronico.

05 ottobre 2007

L'accesso alla rete: il nuovo signoraggio


Mentre la guerra tra i poteri della disinformazione e informazione continua, tenendo così occupati i complottisti e i globalizzati, un nuovo sistema di controllo delle menti sta entrando nel tessuto della società. È il mondo della cybernetica, che, schedando le nostre identità all'interno di elaboratori per immetterli in un sistema elettronico per controllarli, è la base dell'attuale struttura governativa degli organismi sovranazionali, come il FMI, OMC e la UE, ossia delle entità che detengono il potere politico-economico del mondo intero.
La catalogazione, la classificazione, le schedature, servono a creare i database, dopodichè il crimine e il segreto, che rappresentano così i presupposti per accerchiare il potere e manipolarlo in funzione degli interesse economici delle lobbies. I media, in tale contesto, fungono da strumento per accreditare dei personaggi e delle strutture, fare opera di convincimento sulle masse, e creare intorno a loro un mondo fatto di usura, di terrore e di problemi, mentre tutta la nostra storia va a disintegrarsi nei circuiti informatici gestiti da multinazionali e da centri misteriosi nascosti sotto la voce Statistica.

Oggi è in atto un' immensa trasformazione, le carte costituzionali vengono riscritte per far posto alla nuova bibbia, che si presenta come "la legge delle nuove tecnologie" , ossia il codice di una generazione non più basata sull'essere, bensì sul non essere, perchè saremo virtuali e trasportati sulla rete. La rete sarà descritta come un sistema rivoluzionario, all'avanguardia, ma al suo interno di nasconderà uno specchio, dietro al quale qualcuno maneggerà i fili per dirci ciò che vogliamo sentirci dire. È questa la politica della rete e delle strategie internettistiche. Ci diranno che sarà meno costoso, che sarà tutto più sicuro, garantito dalle certificazioni virtuali e dalle licenze; avremo così un nuovo vocabolario in cui i nostri dialetti scompariranno sotto l'effetto della disumanizzazione, avremo nel mondo intero un unico pensiero.

In questo nuovo mondo continuerà ad esistere l' usura, quello che noi oggi definiamo come signoraggio, in quanto vi sarà sempre uno strumento che consentirà di assumere il controllo delle masse, sia dal punto di vista economico che politico. Il suo significato tuttavia cambierà e si tradurrà nel valore che tutti dovremo pagare per accesso alla rete, per cui sarà quantificato in termini di dati che riusciremo a trasmettere o ad acquisire. Non vi sarà più bisogno di stampare la moneta, perchè la banca e le telecomunicazioni diventeranno una cyberbank dove sarà la massa a garantire il controvalore: tutti i meccanismi e le operazioni saranno chiusi e ben determinati in un modo che noi saremo obbligati a pagare tutto tramite un sistema cybernetico, come già è stato stabilito per le utenze e le tasse. Le prove tecniche sono state già effettuate, e il mondo quotidiano virtuale che noi viviamo, attraverso i forum, le community e i primi esperimenti di rete all'interno del web, rappresentano delle simulazioni sulle quali un giorno saranno creati le strutture sociali. Dunque, i blog saranno centri di discussione di una legge o di un provvedimento per poi trasformarsi in vere piazze virtuali per fare propaganda o comizi politici, i forum saranno luoghi virtuali per scrivere delle leggi, i portali di e-commerce saranno i nostri punti di e-business: l'intero sistema sociale e economico sarà innestato su sistemi informatici.
Si pensi, a titolo d'esempio a Wikipedia, o meglio al progetto che sta portando avanti la Nuova Zelanda di redigere un testo di legge mediante una "pagina wiki" per realizzare la cosiddetta democrazia partecipativa. In realtà è bene sapere che queste strutture informatiche verticali creano degli utenti sintetici, ossia identità virtuali manipolate dal gestore del sistema o da veri e propri software che hanno il ruolo di dirigere la discussione dove la si vuole portare, magari ridicolarizzando soggetti che possono turbare il forum oppure accreditando teorie assurde e inverosimili. Esistono attualmente dei programmi in grado di creare i cd. utenti sintetici, in uso già da molto tempo - come su Ebay - che devono deviare l'attenzione o creare delle distorsioni, simulando l'esistenza di veri utenti dietro quel computer. Tuttavia la rete non è Skype o l'internet, la rete siamo noi, ossia essere umani che potranno cambiare il loro sistema sul quale far viaggiare informazioni e servizi, ma restano pur sempre simboli di diritti inalienabili.

Questa evoluzione ci porterà inevitabilmente in un mondo in cui i nostri sentimenti scompariranno, e dove avverrà una completa disumanizzazione, diventeremo dei codici a barre o degli indirizzi ID, a cui corrisponderanno delle coordinate all'interno dei grandi database. Per avere una vaga idea di cosa ci stia aspettando, si pensi a quanto accaduto nel Michigan, dove 35.000 impiegati statali restano a casa per la chiusura degli uffici governativi che non erano più in grado di far fronte ai deficit. Gli uffici amministrativi e di servizi, pubblici o privati, si trasformeranno ben presto in uffici virtuali, e ogni impiegato in un operatore. Invitiamo dunque tutti a riflettere solo un momento su questo, cercando di non guardare il problema, bensì la soluzione: Etleboro è costruita in modo tale da far rimanere tutti uniti, per non avere paura di nessuno, delle insidie del nuovo mondo cybernetico, della diffamazione gratuita e per proteggersi dagli "invisibili", ossia i nemici che tutti cercano di combattere. Etleboro è solo una parte di quella che è la Tela, è il frutto di tale universo, pensato come un sistema distributivo di informazione e come base della nostra conoscenza.
In tutto questo come si inserisce la politica?
Oggi si discute sulla creazione di una carta dei diritti di internet, garantita da "un altro garante Onu per internet" , ossia un documento che dovrà sancire sopra ogni altra cosa come diritto inalienabile "l'accesso alla rete, alle informazioni sul web, alla partecipazione virtuale, ma anche alla privacy e alla sicurezza" . Questo è quanto è emerso durante il Dialogue Forum on Internet Rights organizzato dal Governo italiano, che ha, sopra di ogni altra cosa, sottolineato l'importanza dell'accesso alla rete, come lo stesso Walter Veltroni dichiara: "internet è un bene comune come l'acqua, l'aria e il mare, ma senza confini territoriale". Sono tante belle parole, che ricordano molto l'enfasi delle carte costituzionali, e come le costituzioni, sono fatte per essere disattese o ignorate, sono i principi "giusti" che non vengono rispettati perché contrari alle leggi di mercato che vuole utili e guadagno.
La Costituzione recita che "tutti gli uomini sono liberi", ma di fatto non lo sono perché schiavizzati da un sistema che ti usura per poter sopravvivere: in realtà avrebbero dovuto scrivere che "tutti gli uomini hanno il diritto di mangiare", per impedire che muoiano o che siano schiavizzati. Potranno anche scrivere la loro Magna Carta dell'Internet dell'ONU, ma lo faranno ben sapendo che non tutti potranno avere accesso alla rete, se non ne hanno la possibilità. L'accesso alla rete sarà come l'accesso all'acqua, chi non l'avrà morirà, a questo si ridurrà la nostra umanità, combattuta tra l'essere nella rete e l'esserne fuori.

Oggi nessuno ha il diritto di eleggersi profeta m perché colui che lo fa vuole essere dietro lo specchio e manovrare i destini dei propri "utenti", le loro menti per avere un proprio ritorno. I nostri politici non possono più rappresentarci, sono solo dei semplici attori, e forse è questo il motivo per cui la California ha deciso di avere Arnold Schwarzenegger, come allora fu con Ronald Regan; così in Italia avremo almeno un comico. Molti di loro parlano di Internet, profetizzano teorie e promuovono un sistema politico basato sulla rete, ma in realtà non sanno di cosa parlano. Questo perché dovrebbero cominciare ad aprire i libri e studiare, per capire chi è il nostro Signor Internet, e qual è la società a cui noi andiamo incontro.

09 agosto 2007

Paypal: una centrale dati sovranazionale


Per sottoscrivere un conto con Paypal basta seguire una semplice procedura che, in pochi minuti, dà la possibilità di effettuare transazioni con moneta elettronica sull'internet. Tuttavia, all'atto della creazione di un conto Paypal accettiamo un'informativa della privacy che autorizza alla registrazione dei nostri dati personali e al suo utilizzo sia per scopi rientrati nelle attività delle transazioni elettroniche, sia per la sua trasmissione a terzi. L'utente che inserisce i propri dati all'interno di questo sistema, viene tracciato in ogni movimento e in ogni suo contatto con terzi, e deve sottostare alle regole che Paypal in maniera unilaterale ha stabilito, altrimenti il contratto si annulla automaticamente.
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Nelle operazioni di invio o ricezione di un pagamento da un utente non iscritto a PayPal, sono conservati anche l'indirizzo email, l'ID di Skype, il numero di telefono e il nome della persona con cui effettuiamo la transazione: l'informativa della privacy di paypal precisa che le informazioni rimarranno memorizzate permanentemente.
Non è finita qui, perché Paypal raccoglie anche i dati e le informazioni tramite le banche presso le quali sono registrati le carte di credito poste a garanzia del conto di Paypal, sino a fare un controllo approfondito sull'utente e la sua azienda presso un credit bureau o un servizio di informazioni sulla solvibilità. L'utente che è debitore di PayPal, subirà l'identico controllo della solvibilità alla centrale rischi che effettuano le Banche, riservandosi inoltre il diritto di recuperare e analizzare periodicamente le informazioni sulla solvibilità di un'azienda, nonché di chiudere un conto sulla base delle informazioni ottenute . Dinanzi a tale atto unilaterale, nel caso di contestazioni e di problemi verrà attivata automaticamente una procedura burocratica complessa, scandita da computer e meccanismi automatizzati che non permetteranno mai di risolvere il problema alla radice. Alle nostre domande rispondono con protocolli standardizzati, trasmessi da un computer che affida un codice ad ogni procedura attivata. Le armi legali convenzionali, con tali procedure sono assolutamente inefficaci, in quanto i meccanismi che sono alla base utilizzano dei metodi matematici e informatici, non quelli della civiltà umana: ogni problema o richiesta viene associata ad un numero e inserita poi in un processo informatico.


Paypal dichiara nel regolamento che "non trasmetterà né divulgherà in alcun modo le informazioni personali dell'utente o l'elenco dei propri utenti a terzi", ma in determinate circostanze "condividerà alcune informazioni degli utenti con terzi" , specificate e limitate dall'informativa. Accettando l'informativa, infatti, si autorizza così a divulgare informazioni, su transazioni o conti, informazioni personali e contenuti delle comunicazioni effettuate alla polizia, alle forze di sicurezza, agli enti governativi, intergovernativi e sopranazionali competenti, alle agenzie (diverse dalle autorità fiscali), ai dipartimenti e alle autorità o organizzazioni legislative e autolegislative competenti (incluse, a titolo esemplificativo, le agenzie elencate nella tabella riportata di seguito nella sezione "Agenzie") o a terzi con i quali, a sua discrezione, ritiene opportuno collaborare nelle indagini . Inoltre Paypal potrà divulgare informazioni a terzi , come le Banche che eseguono i pagamenti, come GBC Bank Plc, Bank of America (Regno Unito e USA), JPMorgan Chase Bank (Regno Unito, USA), BNP Paribas (Francia), Netgiro (Svezia), StarFinanz (Germania), Wells Fargo (Irlanda, USA), American Express (USA). Gli Istituti di credito, e altri operatori finanziari, si occupano dei servizi di liquidazione per processare i pagamenti. Molti altri, sono i partner di Paypal, che si occupano di verificare l'identità, prendere decisioni sulla solvibilità di un utente, effettuare controlli per la prevenzione e l'identificazione di attività criminali (inclusi frode e/o riciclaggio di denaro), gestire il conto PayPal e portare avanti indagini statistiche, effettuare ricerche, studiare nuovi prodotti e servizi e sul controllo del sistema, nonché campagne marketing congiunte per carta di credito PayPal, modelli di rischio, applicazione dei termini e delle condizioni per la carta di credito PayPal. Tra questi Paypal fa riferimento alla Callcredit plc., Experian Limited e Dun & Bradsheet Limited (Regno Unito) , la SCHUFA Holding AG (Germania), la CEG Creditreform Consumer GmbH, la Creditreform Berlin Wolfram KG (Germania), la GE Capital Bank Limited e GE Capital Global Consumer Finance Limited (Regno Unito).

Tuttavia, tale rapporto di condivisione dei dati, potrebbe far sorgere il legittimo dubbio che Paypal rappresenti in sé null'altro che un database, una matrice che raccoglie e registra dati che verranno trasmessi ai suoi partner, che non sono solo Banche, ma anche operatori di Marketing e politiche commerciali: le informazioni prodotte sono infatti molto preziose per lo studio di nuovi prodotti finanziari o del comportamento dei consumatori. Infatti, Paypal non rappresenta nient'altro che una stanza di compensazione, in quanto trasforma la moneta bancaria in moneta elettronica per poi inserirla nel circuito telematico composto da utenti: chi usa paypal sosterrà un costo per la conversione, oltre alle commissioni applicate sulle somme trasferite, mentre la riconversione in moneta bancaria avverrà al costo di almeno 5 giorni di valuta. Tale meccanismo è di sé assolutamente antieconomico, tale che non si può parlare di vera moneta elettronica, tuttavia ha avuto un'ampia diffusione perché è stata creata dalla stessa società che gestisce il più grande sistema di e-commerce del mondo. Ebay, come Paypal, rappresenta un sistema di commercio elettronico, che tuttavia non sfrutta il concetto di rete o di tela, ma sempre quello della piramide, in quanto ogni transazione e ogni inserzione deve sempre passare attraverso il cervello centrale, che controlla e detta le regole di ogni operazione. Queste sono le nuove Banche a cui ci stiamo avvicinando sempre di più con i conti-on line, la diminuzione dell'utilizzo del contante e l'obbligo del ricorso alla moneta bancaria per effettuare determinate transazioni per consentire il tracciamento dei dati.
È molto strano che i rivoluzionari di oggi inneggiano all'uso di tale strutture, disinformando e non sapendo che si passa da un sistema all'altro ancora più usurante. La Cybernetica è una scienza , non una lobby , e bisogna stare molto attenti a questo tipo di strutture, perchè hanno palazzi di 14 piani al centro di Milano e dall'esterno non si riesce mai a capire cosa fanno: provate ad entrare e parlare con uno di loro, non ci riuscirete mai perché non sono altro che computer e server collegati in rete. Paypal è una delle centrale di dati, che sostituiscono quelle che un tempo erano le centrali o le antenne di ascolto: sono così diventate centrali dati sovranazionali. La Guardia di Finanza, con il suo Nucleo contro le frodi informatiche, dovrebbero indagare di queste centrali dati, e non assecondare le pazzie di uomini come Emilio Fede sequestrando i blog. I controllori e gli Stati si sono rese così complici accreditando questi sistemi come Istituzioni: lasciano così che i cittadini diventino una massa di utenti da sfruttare come "vacche da mungere".

11 giugno 2007

Il sistema monetario del SEPA


La Banca d'Italia ha reso recentemente pubblico il Piano di migrazione del sistema bancario italiano alla Single Euro Payments Area (SEPA), progetto di armonizzazione all'interno dell’area dell’euro dei pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante. A tal fine è stato creato infatti il Comitato Nazionale di Migrazione alla SEPA, presieduto dall’ABI e dalla Banca d’Italia, per porre in essere tutti i provvedimenti e gli atti giuridici per rendere omogenei i sistemi di pagamento e le tecniche interbancarie in tutto lo spazio economico europeo.
Differenti sono stati i segnali di questo grande processo, come l'emanazione di direttive volte a creare un vero mercato unico per i fondi di investimento europeo, destinate alla deregolamentazione delle Borse Valori, ma anche i processi di aggregazione e di fusione tra le Banche, la creazione di consorzi tra società che gestiscono i mercati mobiliari. Esiste, in generale, un tessuto di norme che è volto a creare un vero mercato unico finanziario a livello europeo, che avrà la sua massima espressione con lo spazio unico dei pagamenti ( SEPA - Single European Payment Area) studiato sulla base del sistema monetario statunitense:
gli USA sono costituiti da 50 Stati, ma possiedono una banca centrale unica, la FED, ed un unico sistema che gestisce il post-mercato (DTCC), ossia il circuito interbancario che esegue le operazioni dopo la convalida. Negli Stati Uniti un'operazione viene lavorata in alcune ore, per un massimo di 24, e fatturata con meno di 2$ a commissione.
Il SEPA dovrà dunque far sparire le differenze tra le tecniche bancarie di ogni Paese, al fine di ridurre i giorni di valuta, nonché i passaggi che coinvolgono i differenti intermediari (banche, banche centrali, depositari, agenti, centrale di clearing, stanze di compensazione, legislazioni, regolamenti, obblighi, restrizioni e fiscalità specifiche). Lo scopo del SEPA è proprio quello di creare un post-mercato europeo unico per individui, imprese e investitori semplificando le operazioni tra paesi a abbassare i costi.

L'intero sistema sarà incentrato totalmente sulla moneta elettronica, al punto che mira a far scomparire le transazioni cash. Accanto all'armonizzazione della base giuridica, vi sarà l'adeguamento dei sistemi di pagamento che utilizzano esclusivamente il canale interbancario telematico, con nuovi strumenti finanziari: bonifici SEPA, addebiti preautorizzati SEPA, pagamenti SEPA con carta. Questi saranno accessibili in tutta l'area dell'euro, mediante un solo conto bancario, dal quale disporre bonifici e addebiti preautorizzati in euro in qualsiasi luogo dell’area: in un'ottica di lungo termine tali strumenti di pagamento verranno utilizzati soltanto in forma elettronica, con fatturazione elettronica, l'invio delle istruzioni di pagamento tramite telefono cellulare o Internet. In tal senso, il circuito interbancario italiano sta subendo già una prima evoluzione, trasformandosi in un network che permetterà alle imprese di comunicare con le diverse banche con le quali hanno un conto corrente attraverso un solo collegamento telematico, nonché con i diversi partner commerciali. Le imprese potranno ben presto effettuare tutte le transazioni finanziarie attraverso un unico conto bancario, che andrà ad elaborare i pagamenti in entrata e in uscita utilizzando lo stesso formato, in ogni Paese dell'area euro.

Il rovescio della medaglia di una maggiore efficienza e praticità nel sistema dei trasferimenti transfrontalieri, è il crollo dei confini della sovranità territoriale del potere dello Stato sulle attività economiche dei suoi cittadini. Dal 1 gennaio 2008 i trasferimenti finanziari tra i paesi membri (accrediti, prelevamenti, operazioni con carta bancaria,...) non avranno più frontiere, così come non ne avranno i controlli per la concessione dei fidi bancari, della situazione reddituale e patrimoniale, per gli accertamenti fiscali e le indagini finanziarie. I cittadini europei pagheranno le loro tasse nel Paese di residenza anche se hanno depositato il loro denaro in banche londinesi, o hanno acquistato titoli mobiliari nella borsa di Francoforte, o hanno trasferito il loro patrimonio in capo a Holding lussemburghesi: le banche avranno infatti l'obbligo di dichiarare le plusvalenze realizzate allo Stato di residenza fiscale, trasferire le informazioni alla Centrale Rischi Europea, comunicare il tracciato dei trasferimenti bancari.
Non esisteranno più paradisi fiscali ma zone di trasferimento visibili o invisibili, creando su larga scala ciò che Clearstream ha fatto in qualità di tesoriere di un gruppo bancario: dissimulare i trasferimenti per poi farli scomparire dinanzi ai primi controlli superficiali.
Se da una parte diminuiranno i cosiddetti giorni di valuta o le truffe finanziarie, dall'altra il potere di ispezione nonché di pignoramento non avrà limiti nei confini territoriali: una procedura di accertamento dell'Amministrazione finanziaria di uno Stato europeo, potrebbe causare l'espropriazione coatta dei depositi dei conti correnti italiani, senza che la Banca possa intervenire. Ancora, l'apertura di credito, la concessione di un fido, ovvero un i debiti insoluti confluiranno in un'unica Centrale Rischi che traccerà, in ogni suo movimento, i movimenti transfrontalieri e le attività all'estero.
Il rischio di un abuso di tale grande potere, con la conseguente chiusura dell'accesso al credito per società che operano su più mercati, ovvero di una manipolazione dei dati della centrale rischi, è molto probabile, considerando che ogni individuo o impresa, cessa di essere un soggetto di diritto per divenire un utente. Sarà l'universo degli utenti a costituire il vero controvalore monetario interbancario: le Banche baseranno il loro sistema di garanzie sulla base del giro d'affari dei servizi bancari, e non del valore della moneta elettronica in se stesso. Gli utenti saranno le garanzie delle Banche presso le Banche Centrali, o non più le riserve frazionarie, che tendono ormai a scomparire inesorabilmente. Il numero di operazioni che effettueremo decreterà la velocità monetaria, l'unità di misura delle transazioni sarà la commissione, mentre le operazioni saranno il nuovo signoraggio.
È in atto dunque il cambiamento del sistema monetario, che cambierà anche il modo dei cittadini di comunicare con le Istituzioni: le nostre controparti che ci rappresenteranno non saranno più i partiti, ma le associazioni. Queste riusciranno ad intervenire per porre rimedio a qualche anomalia dell'intero meccanismo, ma non potranno mai agire sul sistema, sul cervello che è alla base dell'usura.
Non è nella politica che bisogna cercare la giustizia, e non è nella giustizia che dobbiamo cercare la legge, ma è nell'ecosistema economico in cui viviamo che dobbiamo creare delle entità telematiche, per essere una piccola forza e non una omogeneità. All'interno del nostro sistema si nascondono organizzazioni che si mostrano come normali società, ma in realtà elaborano dati, sono le antenne di un sistema globalizzato che nessuno conosce, perchè non hanno un nome e le loro attività non sono dimostrabili. La Etleboro è la prima organizzazione che vi parla di crimine invisibile e che da anni lo combatte: per ogni legge esiste un inganno, per ogni inganno dei controllori che sorvegliano il sistema .

20 aprile 2007

La monetica : il futuro è già dentro di noi


La rivoluzione telematica è ormai un fatto irreversibile che non si può fermare e che interesserà sempre di più tutti i settori dell'attività umana, ma sempre al servizio di chi avrà veramente il potere. Il mercato telematico è già una realtà, è nel nostro presente e il sistema monetario globale innestato su di esso sarà il veicolo per portare al controllo assoluto delle masse. La monetica, ossia sistema monetario telematico costituito dalle carte di credito e dalla moneta elettronica, ci può portare al dispotismo assoluto basato sul controllo dei database agendo in maniera invisibile ma inesorabile.
La moneta elettronica infatti è basato infatti su un sistema identificativo, su di una fattura telematica che esige la comunicazione di una serie di dati, parti riguardanti la transazione e parte di chi lo effettua, con tutte le informazioni che già possiede il canale bancario. Oggi l'utilizzo del contante consente di effettuare i pagamenti senza lasciare traccia sulla propria vita, ma quest'uso pratico e versatile della moneta oggi viene ritenuto un crimine, un reato, punito da migliaia di leggi anti-riciclaggio e anti-terroristiche. Per tale motivo si parla di pagamenti in sicurezza per quelli effettuati mediante il canale bancario, che effettua un controllo e un monitoraggio su ogni singolo individuo che intrattiene degli affari con la Banca: il denaro viene continuamente e costantemente tracciato.

Per creare il sistema della monetica si sono dovute realizzare determinate condizioni per farsì che avvenisse il cambio del sistema senza creare choc economici o resistenze da parte dell'opinione pubblica. Da questo nasce la guerra al terrorismo, Al queda, e altre strutture pericolose ma inesistenti perché servono solo a tener viva la paura e il terrore: la guerra per il controllo del petrolio è una conseguenza, perché il rialzo delle materie prime viene recuperato con l'aumento delle tasse, ma consente di poter ottenere maggiori dati dalle persone che si affidano allo Stato per la propria sicurezza. Il controllo del prezzo del petrolio serve ad evitare che gli Stati riescano a pagare i propri debiti, per usurare i popoli, ma rappresenta comunque una conseguenza della politica del terrore.
Si è dovuto realizzare una situazione di adattamento alla realtà sociale con minori contrasti tensioni o problemi, e una condizione economica tale da indurre che si tratti di un servizio reale per tutta la società geopolitica, un progresso del mercato e della società, e non un privilegio. Ciò che invece implica una certa esclusività o tirannia telematica è l'accesso ai dati che questo sistema consente di accumulare.
Esiste infatti un' archiviazioni di dati clandestina, che deriva dall'esistenza di una Tela costruita dal sistema bancario: le Banche centrali rappresentano dei punti di accumulazione e di smistamento delle informazioni e dei dati che derivano dalle differenti istituzioni e società private esistenti all'interno del territorio nazionale. Ogni Banca Centrale, all'interno della sua centrale rischi, riceve i dati provenienti dall'Amministrazione Fiscale, dalle Forze dell'ordine, dalle Assicurazioni e dalle Poste, e costruisce così una piramide. L'unione della Banche Centrali ha fatto sì che si potesse creare una "rosa" in cui ogni appendice fosse una piramide, e il centro sia il cervello, l'elaboratore a cui convergono tutti i dati per la elaborazione.
Non si tratta solo di database contenente informazioni economiche, ma anche politiche, biologiche, personali, potendo così manipolare la vita delle persone in maniera distaccata e fredda con la costruzione di una legge economica o di una formula finanziaria che consenta di ottenere maggiori profitti, sapendo le abitudini delle persone. La nostra vita è rimessa nelle mani di programmi che non vengono controllati né certificati onde vederne la rispondenza alle leggi dello Stato, e allo stesso modo né è possibile indagare su dei tessuti di potere talmente da nascosti da essere inespugnabili.
Quello che la Telecom stava facendo nient'altro era che una centrale rischi manipolata dalle lobbies per ottenere dei vantaggi a livello politico o economico: è ormai una battaglia persa, perché le telecomunicazioni italiane sono in mano ai Banchieri.
Il sistema della costruzione dei database fa capire per quale motivo l'Europa chiede che ogni Stato sia informatizzato per poter entrare nella Comunità Europea: perché senza sistema telematico non è possibile il tracciamento dei dati e dunque la creazione di base di dati da poter trasmettere.
Lo stadio finale sarà quello di creare una sola moneta telematica, a livello del WTO mediante il GATS che chiuderà così l'evoluzione della moneta: da elettronica, è divenuta europea mediante il SEPA, ossia il sistema unico di pagamento dell'euro, e poi diventerà globale. La moneta globale è quella che sta realizzando Paypal o le altre banche elettroniche, che trasformano la moneta bancaria in bit trasmissibili in ogni parte del mondo. Oggi tuttavia tale conversione costa ancora molto, e per tale motivo, l'evoluzione delle leggi dell'usura e delle liberalizzazioni elimineranno questi costi di trasformazione in virtù degli accordi tra gli Stati a rinunciare alla propria sovranità in nome delle aree di scambio comune.

La monetica, ha trovato applicazione nel campo della tecnica bancaria, ma è in realtà una scienza delle reti, derivante direttamente dalla cybernetica, che fa viaggiare informazioni (dati o moneta) come viaggia l'acqua. Chi governa le reti può decidere come viaggiare e in che forma, imponendo chi può averne l'accesso e chi invece ne deve essere escluso: solo coloro che avranno accesso alla rete sopravvivranno. Lì si installano le leggi e le punizioni per regolamentare l'accesso e la fruizione del servizio, rimanendone così usurati.
La moneta dunque non esiste, è una illusione, deriva dall'acqua, che è la vera fonte di energia, e l'usura deriva dalla rete, dal sistema che viene utilizzato per farla circolare: oggi, con la monetica, siamo passati da un sistema piramidale ad un sistema distributivo che può indurre all'usura chiudendo semplicemente l'accesso alla rete. Quali sono dunque oggi i veri banchieri?
Noi di Etleboro non combattiamo guerre perse, ma dobbiamo preventivare, se il fatto succede significa che abbiamo fallito, mentre abbiamo l'obbligo di dire quanto sta accadendo onde far capire alle persone in che modo agire di conseguenza. Noi siamo solo uomini che ci siamo uniti per creare una tela, dunque unitevi anche voi e costruiamo la nostra rete.

17 aprile 2007

Banche e nuovi Banchieri per l'acquisto delle reti delle Telecomunicazioni

La vicenda Telecom sta assumendo un duplice risvolto perché se da un lato continuano le contrattazioni tra Banche e colossi delle telecomunicazioni per acquisire la partecipazione di controllo di Olimpia, dall'altro le nuove direttive comunicazione parlano di liberalizzazione dell'accesso della rete.
L'emendamento del Governo sui poteri dell'Autorità delle comunicazioni sarò inserito del Decreto Legge delle Liberalizzazioni o di riordino delle Authority, e andrà ad intervenire sul Codice delle comunicazioni conferendo all'Agcom il potere di imposizione, modifica o revoca delle concessioni statali. L'Autorità dunque continuerà a negoziare con Telecom ma se a fine anno non si arriverà ad una soluzione di comune accordo, potrebbe giungere da un provvedimento dell'Authority la decisione della separazione della rete.
Questo perché l'emendamento emesso dal Governo è comunque scritto in concertazione con la Commissione Europea, che, anche se non ha stabilito un limite temporale per la risoluzione del caso, ha definito l'obiettivo finale nella dDirettiva «Accesso» (Direttiva 2002/19/CE). Al fine di garantire trasparenza e non discriminazione si dovrà decidere per una separazione funzionale, ossia per la divisione tra la rete fissa e l'apparato dei servizi. Dobbiamo prepararci a mesi di trattative e polemiche, che affosseranno il diritto dello Stato di definire in maniera unilaterale le regole di telecomunicazione in nome di interessi strategici nazionali. Non dimentichiamo che in Germania, la Commissione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro il governo tedesco che aveva concesso delle deroghe a Deustche Telekom in nome degli investimenti per la next generation network.
Le reti sono ormai considerate materia comune, anche perché in esse sfociano molti altri settori come l'informazione, i servizi bancari e finanziari, la televisione, il commercio e la produzione di servizi. Per aggiornare la rete italiana e renderla in grado di ricevere i servizi più avanzati, come tv in internet in alta definizione, telemedicina, infomobilità, videosorveglianza, occorreranno fino a 10 miliardi di euro, e il budget presentato da Telecom servirà a coprire solo le principali città.
Gli investimenti per rendere la rete fissa all'avanguardia con gli ultimi ritrovati delle tecnologie delle comunicazioni, anche se molto onerosi, apriranno comunque ad un mercato che non ha confini perché sarà la porta verso l'intero sistema economico. Si pensi all'esperimento della Microsoft che ha creato "Second Life" ossia un'isola offshore virtuale, al cui interno è possibile acquistare un account e creare una propria attività commerciale nonché offrire i propri servizi: è istituita una moneta locale che ha perfetta convertibilità con quella reale, dunque ciò implica che si tratta di una vera economia tenuta in piedi dalla falsariga della virtualità, ma con effetti materiali. Inoltre, la Cyberbank e la moneta elettronica aprono alle Banche un circuito finanziario che viaggia su dimensioni globali e invisibili, tanto che a quel punto cadranno anche i problemi inerenti alla definizione del valore della moneta.

Ciò deve far capire l'elevato interesse per la rete da parte delle Banche, che cercano di acquisire una partecipazione nella compagnia telefonica o ancora solo nella rete fissa. Tale opportunità di investimento si propone in un momento in cui le Fondazioni decidono di anticipare la conversione delle partecipazioni ( da azioni privilegiate a azioni ordinarie ) nella Cassa depositi e prestiti, preparando già un piano di investimenti. In esso rientra così in maniera automatica l'acquisizione della rete fissa di Telecom, che sarà disponibile con lo scorporo deciso dalla Commissione Europea non più tardi della fine dell'anno. Tale occasione non si presenta in maniera causale, perché sono già in corso delle trattative tra l'Acri e i responsabili di Intesa e Sanpaolo, e di Mediobanca. Questo dunque significa che questa rete, funzionale rispetto all'erogazione di servizi pubblici, molto probabilmente verrà finanziata dalle Banche. In essa vedono in futuro, la vera next generation network, che rivoluzionerà in significato della moneta, del lavoro, dei servizi.

L'ipotesi del rimodernamento della rete fissa potrebbe sembrare, tuttavia, un inutile investimento dinanzi alla prospettiva di costruire mediante una la nuova tecnologia 'senza fili' Wi-Max, una rete all'avanguardia al di fuori degli schemi dei cartelli delle multinazionali. Al momento molti analisti affermano che è improbabile che la rete Wi-Max si sostituisca alla rete fissa, ma noi crediamo, più precisamente, che questa verrà inglobata nel sistema di gestione e di controllo della rete fissa o mobile. Sul territorio nazionale sono già in corso le installazioni delle antenne per la trasmissione wirelless delle telecomunicazioni, finanziate dalle Amministrazioni Locali o dalle compagnie telefoniche stesse che attendono così il bando per l'acquisto delle frequenze sino ad ora utilizzate dalla Difesa. L'investimento richiesto per l'acquisto della licenza non sarà comunque disponibile a tutti, per cui si prospetta uno scenario molto simile a quello avutosi con la telefonia cellulare: la creazione di una rete di infrastrutture da parte di poche entità che la hanno utilizzata per creare poi un cartello sui servizi telefonici.

Qualunque sia lo scenario che si prospetti per le reti di telecomunicazione, tra dinamiche e contrattazioni anche a livello sovranazionale e comunitario, l'attuale evoluzione dell'economia porta alla liberalizzazione dell'accesso della rete ma ad una tariffazione maggiore per usufruire dei servizi. Si intenda, le multinazionali non hanno alcun interesse a pregiudicare l'accesso della rete, e hanno tutto da guadagnare con una rete disponibile alla grande massa a basso prezzo in quanto il vero business sarà costituito dai servizi che possono acquistare sulla rete.
In tale ottica va inquadrata la volontà della Commissione Europea di spingere verso una maggiore opportunità di accesso alla rete, in quanto la maggiore diffusione di tale canale consentirà di rendere più efficienti i controlli dello Stato, della Polizia Finanziaria, degli abusi del diritto d'autore, ma anche di tracciare le abitudini e le attività economiche di ciascun individuo. Allo stesso modo il prezzo per poter offrire la propria attività sulla rete costituirà il contributo, la tassa e l'interesse da versare al nuovo Stato.I nuovi Banchieri sono prossimi a prendere il controllo dell'economia, e questo mentre i media rivolgono tutta la loro attenzione ad altro: Beppe Grillo dà il suo show in Consiglio di Amministrazione, attaccando la Telecom e proponendo Skype come il futuro della comunicazione. Che sia solo un caso, o davvero i nuovi Banchieri si sono autoproclamati come valida alternativa alla nostra economia.