Dulcis in fundo, è stato dato il via libera alla "IPEX" (Italian Power Exchange), la Borsa elettrica, ossia il mercato per lo scambio "all'ingrosso" di quantità stabilite di energia, ma l'idea è quella di creare degli strumenti derivati collegati ai mercati fisici, proprio come il mercato delle Commodities su cui i grandi Fondi di investimento potranno mettere le mani.
Elaborazioni.Telematiche.Libere.Economiche.Basi.Operative.Ricerca.Oltranza "Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche!"
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13 giugno 2006
Il decreto Bersani spiana la strada ai Pirati
Dulcis in fundo, è stato dato il via libera alla "IPEX" (Italian Power Exchange), la Borsa elettrica, ossia il mercato per lo scambio "all'ingrosso" di quantità stabilite di energia, ma l'idea è quella di creare degli strumenti derivati collegati ai mercati fisici, proprio come il mercato delle Commodities su cui i grandi Fondi di investimento potranno mettere le mani.
12 giugno 2006
I Banchieri della FED vogliono le Borse Europee
La Deutsche Börse intanto continua a fare pressioni su Euronext perché abbandoni l'idea del Nyse proponendo invece una fusione, per evitare la scalata e ritornare al vecchio progetto della borsa paneuropea prima del rilancio del Nyse. I commissionari Europei, così come i capi di Stato nulla posso decidere in un accordo la cui decisione spetta a dalle società private, nonostante incida sulla vita economica pubblica europea.
Il contesto congiunturale in cui avviene quest'accordo deve far comunque riflettere sulle probabili e reali motivazioni alla sua base. L'impotenza dell'America al US al Consiglio di sicurezza sull'Iran, si è alternata invece con il decollo politico della BCE, il crollo della credibilità dei capi occidentali, e infine l'abbandono del progetto costituzionale europeo.Dopo la fine della pubblicazione dei dati m3, sono stati colpiti dalla crisi monetaria l'Islanda, il Brasile, la Nuova Zelanda e la Turchia, si è avuto un ribasso del 10% del dollaro in soli 2 mesi, un barile di petrolio è giunto ad un livello storico di più di 70$, così come l'oro a più di 600$/oncia.
Il risultato è che questo continuo rialzo dei tassi renderà il mercato azionario sempre più incerto,in cui gli shock saranno sempre più frequenti.
Il sistema ha creato un ciclo di bolle e di shock, e chi controlla i Fondi, ossia le fondazioni, incamera profitti enormi e impedisce il normale meccanismo dell'offerta e della domanda. Le azioni le si può comperare ovunque e facilmente, non conferiscono alcun diritto di voto, sono strumenti finanziari che servono solo a fare una grande scorta di capitali tra i risparmi, mentre i veri proprietari delle imprese, sono gli investitori a lungo termine.
10 giugno 2006
Bankitalia non pagherà mai gli 87 euro
Di questo passo, non usciremo mai da tale circolo vizioso, perché negare l'esistenza di un diritto naturale è incostituzionale, ma non si riuscirà mai a raggiungere la Corte Costituzionale.
Basti pensare che per i delitti della "Uno bianca", arrestarono e portarono al processo persone assolutamente estranee alla vicenda, nulla assolutamente nulla, e se non fosse stato per una telefonata alla questura di una ex moglie di uno dei Savi… Nessun tribunale ha condannato quei giudici, e ora sono in libertà a fare sicuramente altri danni, togliendo gli strumenti di difesa ai cittadini e conferendo una potestà alle lobbies.
Ora esiste il dipietresco, un gergo sconosciuto che abbiamo tante volte sentito rimbombare ai processi di mani pulite,mentre si firmava la vendita di Banca d'Italia, mentre do l'acquedotto pugliese diveniva SPA, mentre l'Iri falliva e si promulgavano le leggi dei Banchieri.
Ora esiste il Buon Beppe, che gli scorsi giorni si è recato dal Presidente del Consiglio per consegnargli 1 milione e mezzo di firme raccolte tramite il Blog e una lettera di prelicenziamento. Prodi, giustamente, ha gradito molto la sua visita e anche la lettera con le richieste, promettendo di consegnarla ad ogni deputato, ma cos'altro poteva fare. Come si può chiedere il licenziamento se non si riesce neanche ad eliminare i privilegi parlamentari, e episodi in cui l'assemblea all'unanimità approva l'aumento del proprio stipendio. Altro gioco...altre truffe. Personaggi così servono al sistema, servono perché occorre sprecare energie e lotte verso scopi sbagliati, servono per disorientare e confondere le idee.
Noi abbiamo pagato il biglietto dello spettacolo, per cui vogliamo proprio vedere come va a finire.
07 giugno 2006
I ciarlatani di ieri sono i politici di oggi
L'Acquedotto pugliese, oggi Aqp S.p.a., rischia una perdita di circa 20 milioni di euro, a causa degli oneri della gestione di un prestito obbligazionario di 250 milioni di euro, emesso nel 2004 per il finanziamento dei lavori infrastrutturali .
Tale prestito, deciso dalla vecchia amministrazione del Sen. Divella, prevedeva un piano di restituzione in 14 anni, mediante la creazione di un fondo di accumulazione, da crearsi accantonando almeno 5 milioni di euro ogni anno. Tale capitale accumulato confluisce poi in un fondo di investimento, un paniere costituito per il 70% da azioni e il 30% da obbligazioni: lo schema di finanziamento rispecchia insomma la pratica finanziaria di qualsiasi società privata.
Ed infatti, essendo l'Acquedotto una società per azioni non ha dovuto rispettare le regole di prudenza obbligatorie per gli enti pubblici, con il risultato che l'andamento negativo della borsa azionaria ha causato delle perdite in questo fondo di investimento. In nuovo c.d.a. sta ora subito ipotizzando un piano di ristrutturazione del fondo, per agganciare l'investimento ai titoli obbligazionari e non azionari. Un'operazione che continuerà a scaricare oneri e costi di gestione sul bilancio del 2006, oltre al fatto che rischia di compromettere e bloccare i cantieri dei lavori in corso, e di far saltare molte poltrone illustri.
Queste pratiche contrattuali, come si può notare, sono trappole finanziarie che giunte al momento scattano e catturano la loro preda, per cui rientrano perfettamente nella classica tecnica dei pirati. Prima come parassiti privano la propria vittima degli strumenti giuridici di difesa, poi le tolgono la forza indebitandola, e infine la acquisiscono per raggiungere i propri scopi, perché altrimenti sembrerebbero delle organizzazioni umanitarie che salvano imprese sull'orlo del fallimento. Come può un ente che gestisce un bene che si genera all'infinito, che è in natura ed è accessibile a tutti ad avere delle perdite?Senza quei costi derivanti dalla crisi del mercato azionario le perdite non esisterebbero neanche.
Stiamo assistendo dunque ad un processo degenerativo che inesorabilmente porterà alla completa cessione ad un privato di quello che prima del 1999 era un ente pubblico.
Il più grande acquedotto d'Europa con 20.000 chilometri di reti idriche in 5 regioni, una fonte di vita quasi inesauribile, lo hanno descritto per molti anni un vespaio di sprechi e clientelismo, per poi giustificare una privatizzazione che porti l'efficienza e il risanamento. Il governo d'Alema quindi decide che l'Ente deve diventare una spa, inizialmente con il 100% delle quote nelle mani del Tesoro. Mentre il Kossovo veniva bombardato, per la decisione dello stesso governo di sinistra, nessun telegiornale ci ha informato del fatto che l'Acquedotto più grande d'Europa era diventato una società per azioni.
La finanziaria del 2002 del governo Berlusconi ha deciso poi di trasferire le quote azionarie alle regioni Puglia e Basilicata, in proporzione agli utenti serviti, dimenticando che gran parte dell'acqua viene prelevata dalla campania. I prelievi alle sorgenti campane aumentano e nessuno si è mai opposto, e l'acqua sembra quasi sparire : 280 milioni di metri cubi di acqua sottratta alle sorgenti vengono dispersi. Le regioni del sud affrontano ogni anno crisi idriche sempre più critiche, che vengono affrontate mediante il razionamento delle acque ai raccolti e alle popolazioni. Il Cilento, tra cui monti sgorga il 70% delle fonti idriche della Campania, per due anni consecutivi è stato servito dalle acque inquinate di una diga artificiale, progetto dopo tempo fallito tra tangenti e inutilità dell'opera stessa, costruita per l'irrigazione dei campi.
La mancanza di fonti idriche è stata proposta come motivazione principale del progetto di un acquedotto sottomarino che collega l'Albania alla Puglia meridionale, realizzato dal Consorzio Acquedotto Albania Italia, cui partecipano il gruppo ENI, l'Acquedotto Pugliese, l'Europipe France, Idrotecna ed altre primarie società, mediante project financing e con i finanziamenti delle più grandi Banche del mondo. L'opera di più di 850 milioni di euro, s'inquadra perfettamente nel piano della costruzione del "Corridoio Paneuropeo 8", per la realizzazione delle grandi vie sulle quali viaggeranno merci, beni ed energia. Il progetto tuttavia non è ancora giunto in porto in quanto il costo del trasporto dell'acqua pare che sia lievitato tantissimo, in quanto il tunnel sottomarino, in un punto molto profondo ha una falla, oltre al fatto che ad un tratto, le sorgenti albanesi sono andate inspiegabilmente in secco. Evidentemente una reazione fisico-chimica, forse sconosciuta, avrà causato l'essiccamento della fonte.
La cosa che dobbiamo sottolineare è che in questo progetto ha svolto un ruolo di fondamentale l'Eni che ha fortemente voluto l'opera. Allo stesso tempo, quando nel 1999 venne privatizzato l'Acquedotto pugliese, una delle prime società che si proposero per l'acquisizione fu l'Enel che subito versò nelle casse del Tesoro 2000 miliardi di lire per accreditarsi la cessione. Gli attuali acquirenti interessati all'acquisizione sono alcune multinazionali francesi, e l'Acea che già gestisce in Campania i servizi di depurazione di molti Comuni, e ha recentemente concluso una serie di intese con la Suez: tanto è vero che circa il 2% del pacchetto azionario Acea è adesso dell'alleanza Suez e Electralabel. Infine in Albania è stato firmato un contratto di 130 milioni di euro per la costruzione di una centrale termoelettrica.
Così le società private maggiormente interessate al processo di privatizzazione delle acque sono le società del mercato energetico, e le lobbies che dietro di esse si trovano da molti anni hanno preparato il mercato mediante le giuste alleanze, e l'apparato giuridico e istituzionale per realizzare il proprio piano. Tutto questo perché le fonti idriche sono i giacimenti petroliferi del domani, sono lo scenario del futuro, nel quale si continueranno a combattere guerre e a distruggere stati per controllarli.
E mentre a destra ci rubano anche l' acqua e si firmano trattati e progetti di legge, i nostri politici ci dicono di guardare a sinistra, perché lì ci sono i terroristi e vengono compiuti genocidi. Come deciso sul Britannia nel '92, il Governo d'Alema tra il '97 e il '99 non ha fatto altro che promulgare le leggi per i Banchieri, come quelle in difesa dell'anatocismo, delle privatizzazioni di massa, delle opere di costruzione dei grandi corridoi, mentre in Kosovo cadevano bombe all'uranio impoverito. Ora il governo Prodi sta continuando i lavori dove li avevano lasciati, ed è davvero strano che proprio in questo periodo aumentino gli attentati contro gli italiani in Iraq. Ora che occorre fare le finanziarie, riscrivere le leggi del risparmio, e dare il via alle nuove "grandi opere". Sono dei ciarlatani perché immischiati in un circolo di collusione con le lobbies bancarie, mentre noi ogni mattina andiamo ad aprire una saracinesca, mandiamo in nostri figli in guerra credendo che vadano a morire per la patria,mentre muoiono per l'Eni e per le Banche.
06 giugno 2006
Intervista a Denis Robert, l'uomo che denunciò Clearstream
Nella continua analisi dei meccanismi che reggono il governo e il crimine invisibile, la Etleboro ha contattato e intervistato il giornalista Denis Robert, fautore di una delle prime indagini sui sistemi di riciclaggio internazionali. Dopo aver messo da parte la sua carriera come giornalista di Libération, ha condotto una dettagliata inchiesta sulle pratiche illecite di uno dei più grandi organismi finanziari al mondo, Clearstream, con il suo libro Révélation$, seguito poi dal reportage, i Dissimulateurs. Viene così apertamente denunciata la pratica di dissimulazione delle banche, ossia un sistema di cancellazione delle tracce informatiche delle transazioni occulte, trasferendo così grandi somme di denaro verso conti correnti non rintracciabili con procedure convenzionali. Un servizio questo di dissimulazione, pagato dai clienti, che sono per lo più grandi multinazionali, che comporta una doppia contabilità che traccia somme colossali ma i reali beneficiari restano sconosciuti. Accanto a Clearstream poi opera una società di consulenti in informatica, per cancellare i tracciati e far "pulizia" di ogni indizio, una multinazionale la cui sede sociale, ironia della sorte, si trova a Clearwater, in Florida.
Tali "rivelazioni" hanno tuttavia sollevato forti polemiche innanzitutto dal mondo giornalistico nel tentativo di compromettere la stessa credibilità di Denis Robert, nonché dal mondo bancario, che ha moltiplicato sempre più le minacce di denuncia per diffamazione. Tuttavia il suo contributo ha sollevato comunque il problema presso il parlamento francese, che in un momento successivo ha nominato una commissione "anti-riciclaggio" , e presso le autorità giudiziarie del Lussemburgo per far luce su quanto rinvenuto nel corso dei processi e delle indagini giornalistiche. Tuttavia le indagini sono state ben presto insabbiate, e ,come lo stesso Denis Robert spiegherà nel suo libro Boite Noire, gli inquirenti lussemburghesi, sotto gli occhi del giudice di istruttoria e del sostituto procuratore, "sono stati incaricati di fabbricare una favola. Una simulazione. Il loro scopo non era di fare la luce, ma l'oscurità".
Le indagini portate avanti hanno spinto così Denis Robert ad affermare che la fortuna di Bin Laden, così come le relazioni tra la famiglia saudita e quella dei Bush, siano tutte conservate nella cassaforte di Clearstream e del Lussemburgo, paradiso fiscale e giudiziario per eccellenza.
Dopo i colpi delle pressioni, ha dovuto subire innanzitutto il silenzio da parte della stampa, i tentativi d'intimidazione mediante denunce in diversi paesi, campagne di denigramento dell'integrità psicologica di tutti coloro che hanno contribuito a redigere i libri.
La metodologia è sempre la stessa, occorre innanzitutto privare l'avversario della credibilità della sua voce, per poi azionare un meccanismo di controllo della stampa e delle autorità giudiziarie.
La Etleboro ringrazia Denis Robert per la sua disponibilità e per il suo prezioso contributo nella ricerca della verità. A lui va la nostra stima per la sua tenacia e il suo coraggio con il quale continua a lottare a testa alta dei poteri invisibili, subdoli e pericolosi.
Cosa l'ha spinta ad intraprendere un'inchiesta sul funzionamento dei meccanismi di Clearstream?
Il mio incontro con Ernest Backes, un insider che ha partecipato negli anni 70 alla fondazione di Cedel, che è un progenitore di Clearstream. Ed anche il mio
interesse per le società di vendita di titoli e di valute, e per i paradisi fiscali. Quando ero giornalista di Libération ero uno specialista di queste questioni e mi sono sempre interrogato sulla memoria dei circuiti finanziari. Quando ciò avviene, si passa una frontiera e Backes mi diede alla fine una risposta .
Può spiegarci chi è Clearstream e quali sono i meccanismi che utilizza?
Clearstream è la Banca delle Banche, ma è allo stesso tempo un notaio, che registra le transazioni, un faccendiere , perché trasmette le transazione, ed è un banchiere, infatti presta e garantisce prestiti dal 1996. Il suo ruolo è fondamentale ma ambiguo.
La magistratura ha gli strumenti per individuare questo tipo di crimine?
In un ragionamento per assurdo si, gli archivi di Clearstream contengono mille segreti e sono distrutti ogni quindici anni… In realtà no, poiché la sede è in Lussemburgo, che dà l'accesso ad un vero e proprio paradiso giudiziario per il delinquente dal colletto bianco.
Chi secondo lei controlla Clearstream?
Oggi è la Deutsche Börse Clearing di Francoforte, che ha riacquistato le quote delle altre banche azioniste in seguito allo scandalo dei miei libri. Ma non saprei dire chi ne tiene la regia in maniera occulta.
Se scoppierà lo scandalo "Oil for food", lei crede che Clearstream sarà implicata?
Implicata direttamente no, ma se si trovassero le tracce di un trasferimento nel sistema, sarebbe inevitabile…
In tutto ciò, che ruolo ha giocato la politica e quali conseguenze subiranno le istituzioni implicate?
Nessuno, la politica si disinteressa completamente del problema. Alcuni hanno provato a creare delle commissioni d'indagine, ma sono state schiacciate dagli interessi finanziari. Si consideri per esempio la Commissione Europea e Bolkenstein che hanno bloccato nel 2002 una richiesta d'indagine europarlamentare.
Le crede si cercherà di colpire anche il vaticano, colpendo indirettamente lo Ior?
Lo IOR e l'Ambrosiano sono clienti storici, quindi lascio a voi le conclusioni.
Quali conseguenze lei ha subito e ancora subisce a causa della sua inchiesta?
Molte pressioni, processi e denunce, ma riesco a reggere bene il colpo. Questa settimana uscirà un libro su tale argomento. La domination du monde .
Perché lei ha scritto un romanzo come suo ultimo libro, inventando un personaggio protagonista di tali eventi?
Perché la finzione permette anche di dire la verità, quando le denunce di diffamazione cadono...
Cosa pensa del mondo dell'informazione e del giornalismo?
Pigrizia, compromissione, panurgismo… sono le virtù meglio difese da questa classe.
Secondo lei è giusto redigere un codice etico economico e dell'informazione?
No, mi sembra inutile ma posso convincermi del contrario leggendolo.
Vuole aggiungere qualcosa?
Ho trascorso 17 giorni e 17 notti a scrivere il mio libro, ho bisogno di una vacanza… in Italia, a Siracusa.Vi ringrazio molto, con amicizia, a presto.
03 giugno 2006
La pirateria al servizio del monopolio
La pirateria dei software viene da sempre definita un reato, un grave problema dell'industria informatica che costa più di 11 miliardi di dollari di mancato profitto, e oltre 109.000 posti lavoro, dunque una piaga per la libera concorrenza e lo sviluppo del mercato.
Tuttavia, a nostro parere, le conclusioni a cui facilmente si giunge nel condannare la pirateria sono alquanto superficiali e senza cognizione di causa, in quanto non si va a considerare l'origine, sociologica ed economica, di tale fenomeno. Innanzitutto, i software sono troppo costosi, e rappresentano un laccio alla produttività dell'impresa, per non parlare che gli aggiornamenti sono sempre esclusi dal prezzo e vanno acquistati, nella maggior parte dei casi, con una cadenza semestrale; per cui anche in questo le condizioni contrattuali sono sempre vessatorie nei confronti del consumatore e dell'impresa. Ma c'è di più, potremmo giungere alla conclusione che la pirateria del software è indispensabile per le società produttrici, come Microsoft , Adobe o Macromedia, perché consente loro di conservare il monopolio sul mercato. I privati usano sempre gli stessi software, perché previsti ad esempio nei programmi della Patete Europea Informatica, sono preinstallati sulle tecnologie che acquistiamo, e la loro conoscenza è tra i requisiti minimi per trovare lavoro. Senza lavoro però non è neanche possibile acquistare i programmi e acquisire una certa abilità, dunque la pirateria consente di entrare in questo circolo vizioso. D'altronde anche le imprese utilizzano e comprano gli stessi software perché sono richiesti dal mercato e sono quelli che sanno utilizzare i loro dipendenti, per cui la pirateria chiude il mercato e proibisce la scelta delle imprese che sono così obbligate ad acquistare i programmi pirata. La pirateria viene volutamente tollerata, se non alimentata, per cautelare il monopolio stesso, altrimenti programmi più snelli ed efficienti, con un rapporto prezzo-qualità più alto sbaraglierebbero il mercato portando la vera concorrenza.
Occorre domandarsi perché sistemi come Linux, con licenza gratuita e dotato di una costellazione di accessori e applicazioni dalla grafica e dalla funzionalità di gran lunga superiore, non raggiunge ancora la sperata diffusione. Perché Microsoft, con i suoi programmi, è presente nelle amministrazioni e nelle grandi imprese, nonostante non sia il sistema migliore? Non bisogna dimenticare che Bill Gates, da perfetto interprete dell'humor americano, prende e non paga mai, ha costruito il suo grande impero rubando centinaia di brevetti e inserendoli nel suo Windows.
I crack e i sistemi di elusione della sicurezza dei programmi sono talmente diffusi sulla rete, che costituiscono un naturale accessorio del software a pagamento, ma soprattutto una condizione indispensabile, altrimenti le versioni libere dei software più professionali porterebbero alla vera concorrenza. Un privato passerebbe ad utilizzare Star Office o WordPerfect piuttosto che MicrosoftOffice, se solo questo non fosse imposto dal mercato o non fosse maggiormente diffuso grazie alla pirateria.
Un fenomeno assai simile si è avuto con la Tv satellitare a pagamento, che ha conosciuto il massimo picco di diffusione proprio grazie alla pirateria. Le interfaccia, i software e i codici per la duplicazione pirata delle schede di abbonamento non solo erano reperibili nel retrobottega di qualsiasi rivenditore Telepiù, ma era acquistabile sulla rete tutto il kit per il pirata fai da te. Il risultato fu un'impressionante crescita delle vendite delle paraboliche e dei ricevitori, e della stessa dipendenza dei consumatori verso la televisione satellitare, che si è trasformato poi in abbonamento a pagamento nel momento in cui Murdock ha deciso di cambiare il sistema dei ricevitori, interrompere la diffusione dei codici pirata sulla rete, e di affacciarsi sul mercato da monopolista con un prezzo che non si poteva rifiutare. Una strategia di marketing aggressiva e efficace che ha creato controllo e dipendenza sul pubblico dei consumatori.
Allo stesso modo, il marketing del software ha inglobato in sé la pirateria. Nella maggior parte dei casi, i demo e le versioni trials venduti all'interno dei magazine non sono protetti, o lo sono con sistemi che il più inesperto degli hacker può smantellare. Il grande produttore propone poi le licenze a prezzo tracciato per legalizzare le copie pirata, con la conseguenza che poi i piccoli, a causa della pirateria, non possono sperare di prendere quote di mercato, indipendentemente dalla qualità del loro software. Il solo mezzo per entrare sul mercato è contare sulla pirateria, distribuire versioni gratuite o trovare metodi di redditività che non siano più basati sulla vendita dei software.
Senza la pirateria, si imparerebbe ad utilizzare software meno costosi o semplicemente gratuiti, la concorrenza ridiventerebbe sana privilegiando il benessere e lo sviluppo del mercato.
Data l'evidenza dei fatti da noi mostrata, c'è da chiedersi come mai le istituzioni, le commissioni e le Autority Antistust non pongono adeguati provvedimenti, e individuino i veri pirati che alzano le muraglie sul mercato. Si parla di utilizzare le procedure anti-terrorismo per forzare il p2p, ossia lo scambio dei dati tra computer, per lottare la pirateria, si comminano multe contro l'abuso di posizione dominante della grande industria informatica, ma la pirateria aumenta sempre più.
31 maggio 2006
Che paghi l'Eni il conto
Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq.Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid è lasciato il paese in poco tempo.
Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Bagdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.
Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora la Banca Centrale Irakena, dov'è finito l'oro irakeno?Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food" , perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream. Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolarizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.
Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: la Russia aveva combattuto anni l'Afganistan, la Francia l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.
Fabrizio Quattrocchi
Nicola Calipari
Massimo Ficuciello
Mimmo Intravaia
Alfio Ragazzi
Orazio Majorana
Giovanni Cavallaro
Daniele Ghione
Giuseppe Coletta
Silvio Olla
Enzo Fregosi
Alfonso Trincone
Massimiliano Bruno
Emanuele Ferraro
Alessandro Carrisi
Pietro Petrucci
Domenico Intravaia
Ivan Ghitti
Andrea Filippa
Filippo Merlino
Stefano Rolla
Marco Beci
Nicola Ciardelli
Franco Lattanzi
30 maggio 2006
Armi di distruzione di massa: a Kabul si usano le pietre
La missione in Afghanistan, cominciata come una santa crociata per liberare la povere donne afghane dal velo, sta scadendo sempre più in una commediola da teatro dei burattini. Sta annegando in una sciatteria assurda. L’ultima nuova è che hanno venduto i computer delle basi Usa, con i documenti riservati compresi. Comprensibilmente, umanamente, sono stati rinnovati gli uffici. Via i vecchi pc, che sono finiti nei negozi di Kabul per far muovere un po’ di soldi e tecnologia nell’economia locale. Peccato, però, che prima di darli via non li abbiano formattati. Altro che Bin Laden, ora. Qualsiasi ragazzino un po’ sveglio che si sia trovato a smanettare con quei computer potrebbe mettere in crisi la missione statunitense.
E di missioni partite come gite scolastiche l’Afghanistan ne ha viste delle altre. L’Albania ha inviato 100 uomini, Partenza in pompa magna con presidente della repubblica a far da professore accompagnatore. Gita cominciata male perché l’aereo non è decollato. S’è rotto. Eppure in genere le regole sulla sicurezza prescrivono una bella controllata ai mezzi la sera prima di partire per la gita. Come per tutte le gite scolastiche, il meglio è venuto in seguito. Quando il ministro della difesa albanese ha incontrato Karzai, si è visto chiedere dal premier ospitante come stesse in salute Enver Hoxa. L’ex dittatore albanese passato da tempo a miglior vita. Comunque, sistemati confortevolmente, i soldati sono stati messi liberamente a pascolare.
Cosa accadrà in seguito? C’è da tenere gli occhi aperti, e non fidarsi pienamente delle informazioni veicolate dai media. Perché ormai il modus operandi in medio oriente ha ucciso il mestiere di reporter. Specialmente quelli super informati, se ne stanno tranquillamente in albergo a trastullarsi in attesa dei dispacci ufficiali. Di quello che accade nelle strade non vedono e non sentono nulla. Poi, un giorno, quando viene rapita l’ennesima persona, non si rendono neppure conto delle trattative e degli incontri per pagare il riscatto. Ma sono sempre lì, con la penna pronta a vergare nuova righe sulla vittoria della diplomazia nell’incivile Medio Oriente. Peggio di così… L'unica nota ottimistica è che il nuovo regime ha portato almeno una sferzata di vitalità all'agricoltura afghana. Prima della guerra, i contadini praticavano la dura agricoltura di sussistenza, strappando alla terra brulla quei pochi ortaggi necessari alla sopravvivenza. Dopo la guerra, guadagnano tutti allegramente. Per la maggior parte hanno estirpato i sudati orticelli, sostituendoli con coltivazioni di papavero da oppio. E vissero tutti felici e contenti in un paradiso oppiaceo.
27 maggio 2006
I possibili attentati
speculativa potrebbe scoppiare improvvisamente. I listini delle borse internazionali stanno quotidianamente volgendo al ribasso a causa della diffusa sfiducia nel mercato azionario. I fondi di investimento premono sulle commodities e sul prezzo dell'oro, agendo anche da insider traders, ossia manipolando a proprio favore le informazioni economiche. In questo modo stanno incamerando tutti i capitali disponibili e spingono le Banche Centrali a dismettere le riserve auree, per realizzare facili, ma sicuramente non duraturi, guadagni dal rialzo del prezzo dell'oro. D'altra parte le stesse stanno diversificando le proprie riserve valutarie, è di questi giorni infatti la notizia che anche la Russia sta dismettendo i propri titoli nominati in dollari acquistando euro. Il dollaro sta collassando su se stesso e le manovre della FED che si attendono per giugno non potranno che confermare questa tendenza.
Due mesi fa nel canale della Manica è affondata una nave, e i governi hanno bloccato la pesca in quella zona. Il tunnel che collega Francia e Inghilterra sta registrando forti perdite, e un “buco” al suo interno potrebbe risanarne la situazione grazie ai fondi della ricostruzione, e lo stesso “buco” potrebbe aiutare a nascondere scorie nucleari, proprio com’è stato in Somalia, quando è sbucata un’autostrada su un terreno alquanto sospetto.
La storia sembra ripetersi, eventi simili nel caso Aldo Moro: una rapina facile per pagare un attentato.
Come nel mese scorso Etleboro aveva preannunciato, la FED Reserve prepara un intervento sul mercato valutario statunitense, Invitiamo dunque tutti a disfarsi di moneta e derivati in dollari, prima che diventino meno di nulla.
Sembra molto strano che ad un certo punto si acceleri con un piano programmatico, proprio quando tutti i politici internazionali parlano di “scontro di civiltà”, e le moschee esplodono: stanno fomentando una guerra, sincronizzando i termini e dichiarazioni, con fatti e avvenimenti che sembrano a sé stanti.
E ancora, cerchiamo di prendere in seria considerazione la questione del vaccino contro avaria, cosa si nasconde all’interno di quel vaccino?Una ditta privata ritiene di aver un vaccino, allora bisogna indagare chi ne sono i proprietari: dietro gli eventi che stanno accadendo è teso un filo conduttore.
Il cerchio si sta chiudendo, gli eventi stanno facendo quadro su un'unica soluzione, per servire un grande obiettivo: una truffa di dimensioni colossali.
Il vero attentato si sta preparando in Svizzera, dove un gruppo di banche ha stabilito di creare una nuova moneta, per avere un controllo immediato sulle materie prime di ogni paese. Il progetto dei banchieri è di emettere moneta elettronica, avendo un’unità di misura prestabilita unilateralmente e garantita solo da file elettronici.
Questa costellazione di avvenimenti devono essere portati alla luce, oggi noi siamo vittime di un sistema usuraio che muove i fili della nostra esistenza a proprio piacimento. Lo scopo dei Banchieri è proprio quello di sottoporci ad una dittatura totale , basata sul concetto del “rent”, cioe dell’affitto e non della proprietà. Tramite l’emissione di un file elettronico, viene addebitato all'umanità il costo delle vite umane e del sacrificio globale.
26 maggio 2006
La Borsa globale per il controllo totale
L'aumento vertiginoso del prezzo delle materie prime sta devastando l'economia reale, e presto l'industria siderurgica e chimica dovranno assorbine l’aumento del prezzo dei metalli e dei derivati petroliferi, così come dell’energia. A questo si accompagnerà una crisi di liquidità dovuta al rialzo dei tassi interessi che indurranno le persone a investire, a risparmiare piuttosto che consumare, e a maggiori costi all’indebitamento, che sia accompagneranno anche da una maggiore difficoltà ad ottenere credito. Quello innestato da anni, se non decenni, è un processo evolutivo e inesorabile, non si può arrestare ma solo rallentare. È quello che più o meno ha cercato di fare Bernanke, perché ha aumentato i tassi di interessi per dare da un lato la stretta monetaria e frenare l’inflazione, e dall’altro per svalutare i debiti della bilancia commerciale. Il dollaro FED ha distrutto l’economica mondiale, come un verme l’ha divorata, e con un debito pubblico così elevato e con una economia fondata sul consumo e non sulla produzione, c’è ben poco da fare. A giugno scatterà il nuovo aumento dei tassi di interessi, non solo in America, ma anche in Europa e in Giappone.
Dalla prima fase detta "d'emissione", che vede una serie di fattori, prima separati, convergere improvvisamente tale da essere evidente agli osservatori più attenti, si passerà ad una fase detta "d'accelerazione". In questa fase gli investitori prendono coscienza della crisi perché comincia a farsi sentire su fatti ed elementi che prima non si considerano. A giugno entreremo in questa fase, in cui gli shock sui mercati saranno sempre più frequenti sino a far esplodere la bolla immobiliare e finanziaria. Dopodichè si entrerò nella terza fase, che è detta "d'impatto", costituita dalla trasformazione radicale del sistema stesso (implosione e/o esplosione) a causa di tutti quei fattori che nel tempo si sono accumulati, il sistema dunque si sgretola. Nella quarta fase detta di "disincantamento" gli attori andranno a costruire un nuovo sistema sulle ceneri dell’altro. Non è possibile dire i tempi e gli scenari che si apriranno, forse passerà un anno, forse 5 anni, ma sicuramente la moneta di carta cadrà in disuso per far posto alla moneta elettronica, e la nostra economia diverrà di tipo “Rent”, cioè dell’affitto, del consumo, non produrremmo né avremo proprietà.
In meno di tre mesi, tutte le certezze sul futuro saranno rovesciate, e giugno sarà davvero un mese critico e decisivo. I timori di un’esplosione dell’inflazione spinge le Banche centrali ad alzare i tassi, ma questo poi determina il crearsi di bolle borsistiche, dovute a delle operazioni puramente speculative che spazzeranno via le economie emergenti e quelle deboli.
È quello che è accaduto sui mercati europei questo lunedì: i grandi fondi di investimento approfittando della differenza dei tassi di interesse, si capitalizzano, ossia si fanno finanziare in mercati con bassi tassi (mercati asiatici), dopodichè investono tali risorse in mercati ad elevato rendimento (america) in titoli derivati e future sulle commodities. Una piccola contrazione del prezzo delle merci è bastato per bruciare 200 miliardi di euro, perché quei futures improvvisamente erano scambiati ad un prezzo inferiore rispetto a quello d’acquisto. Una piccola contrazione dei prezzi poteva far crollare i mercati asiatici, o almeno quelli più deboli come quello Indonesiano, perché loro hanno perso quei soldi investendo nei fondi.
Così si è assistito, tra la prima e la seconda settimana di maggio, alla più forte liquidazione di azioni sulla borsa americana da un anno ed alla più forte caduta settimanale delle borse europee dall'agosto 2004.
Ovviamente coloro che reggono le fila del sistema non vorranno certo perdere il controllo della situazione, e infatti quello che sta ora accadendo sulle borse mondiali non ha precedenti nella storia: la fusione delle borse internazionali un un’unica Entità.
Quello che è iniziato come progetto paneuropeo, su iniziativa della Euronex, società che controlla la federazione delle Borse di Parigi, di Amsterdam, di Lisbona, è diventato un progetto internazionale di dimensioni titaniche. Dal progetto è stata momentaneamente, per così dire, “esclusa la Deutsche Borse”, che non ha voluto cedere alla perdita di una posizione di potere di Francoforte che infatti avrebbe dovute cedere il passo ad Amsterdam, dove sarebbe stata posta la sede della Holding derivante dalla fusione. La Deutsche Borse ha tuttavia perso la sua occasione e dovrà sicuramente pagare molto di più per rimettersi in gioco, perché la fusione con NYSE, la borse di New York, è già stata messa ai voti dell’assemblea dei soci, ossia le più grandi banche internazionali che controllano i fondi di investimento, le Borse s.p.a. e, nella maggior parte dei casi, le società all’interno quotate. Verrà creato il mercato azionario più grande e liquido del mondo, con oltre 4000 società quotate, che non è altro che un sistema finanziario telematico internazionale nel quale confluiranno tutte le transazioni dei paesi occidentali. È infatti questo il primo passo, diremo storico, verso la creazione del sistema telematico sul quale circolerà la moneta elettronica, le transazioni azionarie e lo scambio di merci.
Ben presto anche la Borsa di Londra entrerà nella Holding, e quella Italiana sarà acquisita da questo mostro.L’italia perderà il suo centro finanziario,e presto anche una delle Istituzioni che controlla il mercato azionario e societario, ed è sconcertante che il Ministro Padoa Schioppa non ha altro da dire che spetta sempre alle società decidere perché sono enti privati. Perdendosi il sistema in un’autostrada telematica sconfinata, le Autority e lo stesso governo non avranno più alcuna voce su acquisizioni e fusioni: sarà questa l’espressione del liberalismo più assoluto. Il business dei derivati, dei futures e delle opzioni non conoscerà limiti, insomma è la ribalta dei Banchieri in grande Stile.
Non dobbiamo qui dimenticare che Euronext presenta non poche correlazioni con la loggia massonica che si nasconde dietro Clearstream, e una fra tutte è la partecipazione del suo Presidente al The Bridge Global Forum, che conta tra i suoi membri il Governatore della Banca del Lussemburgo e il Presidente di Clearstream.
Mentre tutto questo accade, il governo tace e ossequiano alle direttive che giungono da coloro che li hanno condotti al potere. Infatti il giorno stesso in cui è stato formato il Governo Prodi, i Banchieri di Banca Intesa hanno pubblicamente dichiarato che occorreva subito cambiare la legge sul risparmio, la stessa legge che timidamente accennava alla proposta di acquisto di Bankitalia da parte dello Stato. Gli scandali calcistici inondano le cronache dei giornali, ma anche in questo caso non bisogna tralasciare il fatto che milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato sono spariti dai bilanci. La denuncia della truffa architettata dà solo in parte vita agli scandali: alcune teste devono cadere essendo i capri espiatori, mentre il resto va insabbiato. I fondi neri delle squadre di calcio, che nient’altro sono che i fondi neri delle società che le possiedono, scompaiono ancora una volta nei circuiti bancari utilizzando come prestanome i calciatori: gli ingaggi calcistici miliardari non esistono, perché essi vengono subito rinvestiti dai calciatori stessi in Fondi e Banche, così come le leggi spalma-debito delle società di calcio servono solo a coprire altre truffe. Inoltre, i pm sospettano che i fondi scomparsi siano stati depositati nello Ior dalla società di Moggi. Se lo scandalo proseguirà di questo passo anche il Vaticano ne subirà le conseguenze, screditando sempre di più un’Istituzione per sostituirla con un’altra.
Dietro ogni scandalo c’è sempre un burattinaio che fomenta la tangentopoli e si nasconde poi dietro l’Istituzione che dovrebbe invece essere la soluzione o il Governo dei Buoni.
Allo stesso tempo vediamo che ancora una volta gli Illuminati giungono in Europa, mangiano l’intero mercato europeo trovando un ragionevole accordo con i banchieri europei.
Il presidente della Fondazione Rockfeller è in viaggio in questi giorni nei Balcani, e si eleva ad ambasciatore di pace dicendo al popolo serbo “di chiedersi cosa è un serbo”. Noi vorremo sapere invece cosa è un americano, se non la cavia più docile dei loro più atroci esperimenti, e cosa sono gli Illuminati, che si sono autoproclamati Menti Superiori senza tuttavia avere delle idee proprie. Stanno mangiando l’Europa diffondendo odi e rancori in paesi, in cui i conflitti sociali sono radicati da secoli, e aiutano a depredare imprese e popolazioni, che martoriate da secessioni e genocidi, perdono la propria identità e di rifugiano delle loro Istituzioni. Qui stabiliscono i protettorati e i commissari europei, insinuano i rappresentanti del FMI all’interno dei governi, mentre riempiono le Ambasciate di depravati, di pedofili e assassini. Le cdd. Organizzazioni umanitarie sono il covo degli infimi strati dell’umanità, figli delle Baronie e delle corruzioni, della depravazione più assurda, e poi si ergono come Istituzioni e difensori delle nostre famiglie, dei nostri villaggi e delle nostre case.
19 maggio 2006
Dove sono i terroristi, le armi di distruzione e i soldi dell'Iraq?
La AFP ieri ha dichiarato che, l’11 Settembre, l’aereo sul pentagono non è mai caduto: un evento del tutto eccezionale considerando che dietro questo tipo di eventi esistono grandissimi interessi economici. Le guerre da sempre vengono combattute in altri paesi e non sul proprio territorio, l’11 settembre non è che un fatto eclatante che si è reso necessario per cambiare le regole del gioco e fissare un nuovo ordine.
Cos’è dunque il terrorismo se non uno strumento, come può esserlo il denaro, nelle mani delle Entità per controllare i popoli?
Nei Balcani gli Americani e gli Inglesi armarono un corpo come combattenti Islamici, in realtà erano fanatici manipolati dalle intelligence e utilizzati come arma; e infiltrati sono anche i personaggi che si fanno ambasciatori di pace, si dicono giornalisti o sono portavoce di Associazioni e Ong: sono delle talpe al servizio dei Padroni. Una volta che questi fantomatici terroristi hanno svolto la loro funzione, la Cia prende un aereo, fa un’azione antiterroristica e li arresta. Magari prima di atterrare a Guantanamo, li porta a fare una passeggiata a Madrid, o a Londra dove degli strani attentati spiazzano la classe politica al governo per far posto ad un’altra. Bisogna capire che dietro un attentato a Londra può nascondersi un servizio segreto di un paese europeo, che sottobanco finanzia un altro piccolo stato. Così per esempio i Croati possono fare un attentato a Londra per poi dare la colpa ai russi e compromettere le cooperazioni tra Russia e Inghilterra.
Quando le due torri vennero giù, il presidente Chirac subito si recò in America, ben sapendo che le attenzioni di Washington si sarebbero concentrate sull’Iraq, dove la Francia intratteneva dei grandi giri di Affari.
In seguito alla guerra nel Golfo, l’approvazione del programma ONU “Petrolio contro Cibo” aveva messo in moto un meccanismo di riciclaggio dei petrodollari dell’Iraq: i fondi ricavati dalla vendita controllata del greggio e pagati in danno al Kuwait, vennero deviati dalla Clearstream verso delle Banche schermo. Al programma “Cibo contro Petrolio” avevano partecipato più di 2000 imprese petrolifere, e tutti i fondi furono traferiti e deviati all’estero, mentre una parte di essa venne attribuita all’allora classe dirigente francese, che aveva contribuito alla truffa del Kuwait Gate. La Francia diventa il crocevia di questi trasferimenti di soldi, così come ottimo partner dell’Iraq tramite l’intermediazione di Legardere, padre del polo europeo della difesa.
Saddam possedeva dunque i tracciati di questi miliardi di investimenti, che venivano trasferiti alle imprese che partecipavano al programma "Cibo contro petrolio", e ai politici francesi, alimentando così i finanziamenti illeciti ai partiti. Dal canto suo, la Francia, nel 2003, concluse un gigantesco contratto di vendita di armi, con l’obiettivo di armare Saddam nel caso di un’invasione americana, che da lì a poco non sarebbe tardata a venire. Lagardere, che manteneva ottimi rapporti con Saddam, temeva che presto le pretese di una Lobby si sarebbero estese fino in Iraq, per accaparrarsi il business dell’industria francese delle armi e mettere le mani sul giro di riciclaggio dei petrodollari.
Raffick Hariri , primo ministro Libanese, era stato incaricato invece di trovare i fondi per le campagne presidenziali di Chirac in Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, e insieme con Lahoud Imad , era contabile di questo enorme giro di soldi. Entrambi possedevano i numeri dei conti ed i nomi degli intermediari che hanno gestito le commissioni sulle vendite di armi, nonché le chiavi dei sistemi di finanziamenti occulti dei partiti politici francesi, tedeschi, russi, italiani, britannici, belgi, americani che sono collegati allo scandalo "Petrolio contro Cibo". Imad Lahoud presto viene messo sotto controllo dal DGSE, non perché accusato di far parte di Al Qaeda, ma perché possedeva l'elenco dei nomi delle persone, e avendo gestito i tracciati, poteva identificare e descrivere le trafile del denaro di "Petrolio contro Cibo", del Kuwait Gate, ed il bottino della prima guerra del Golfo.Hariri viene rintracciato e ucciso, e la sua morte scatenò una destabilizzazione in Libano a causa delle minacce che dagli Stati Uniti e dall’Onu vennero dirette alla vicina Siria, come responsabile dell’attentato. La commissione ONU istituita aveva dunque come principale obiettivo quello di gettare ombra sull’accaduto, per proteggere la posizione del segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, che tramite suo figlio era direttamente implicato nello scandalo "Petrolio contro Cibo". Anche allora la realtà dei fatti venne stravolta inculcando la pista siriana, e guarda caso, il Procuratore dell’Aja , Carla del Ponte, ben pensò di proporre un suo amico, Detlev Mehlis, a capo di quella commissione dell'ONU.

Hariri viene ucciso, mentre Saddam viene catturato e i suoi figli subito uccisi.
Hanno inscenato un grande spettacolo per la cattura di Saddam, al solo fine ridicolarizzarlo di far sembrare che si trovasse, come un ladro, nascosto in un bunker, mentre noi crediamo che lui stesso si sia consegnato 15 giorni prima. Saddam era pericoloso perché conosceva i tracciati e aveva così in pugno la Francia.Ora un altro processo è in corso, altri genocidi e altri crimini contro l’umanità, dinanzi ad un tribunale che per molte cose ricorda quello dell’Aja, ma nessun tribunale processerà mai l’Etnocidio del popolo irakeno!
E così noi adesso ancora cerchiamo le armi di distruzione di massa, i terroristi e Bin Laden.
L’intero giro di potere, corruzione e guerra si basa infatti su un sistema finanziario che è elettronico, che gira su dei computer: moneta, mutui e debiti sono solo cifre su un computer, sono dei bit. Uomini combattono altri uomini senza sapere per cosa lottano, senza sapere che dietro a tutto questo, vi sono dei computer che elaborano cifre. È questa la battaglia che noi facciamo, gli scandali e tutto il resto non ci porteranno mai a nulla, perché il male non sarà sconfitto.
Occorre invece che venga istituito un codice autostradale, un codice per le informazioni e un codice informatico garantito dalle università e dai centri di ricerca. Come è possibile che le industrie informatiche producano programmi sapendo poi le chiavi di accesso?Se noi abbiamo pochi linguaggi, come PHP o oracle ecc , e le industrie possiedono i codici di accesso, chi garantisce la sicurezza delle piattaforme su cui lavoriamo, o dei nostri conti correnti bancari. Il male non è Saddam, ma sono quei maledetti computer e coloro che li manovrano. Ma noi chi stiamo cercando davvero? Noi tutti stiamo cercando quei computer, che compiono un reato che non esiste per un crimine invisibile.
18 maggio 2006
La TAV mette da parte il Ponte sullo stretto
Dopo che Prodi ha vinto le elezioni, anche Romania e Bulgaria entreranno in Europa così come la Turchia e i Balcani, prendendo così parte al piano per il controllo dei corridoi e dei porti, delle grandi infrastrutture. Sino ad oggi troppi ostacoli avevano impedito tale ingresso, come gli abusi dei diritti umani, la criminalità o la loro resistenza alla privatizzazione e al saccheggio delle multinazionali.
È stata questa una giornata davvero particolare, in cui si è avuto la conferma che quanto sta accadendo e gli eventi collaterali a cui assistiamo sono solo gran scenate: descrivendo come il sistema sia stato studiato per far credere alle masse che occorre cercare un nemico che non esiste, un Signor Internet. Moggi, Vanna Marchi, e quant’altri scandali da quattro soldi, sono solo ottimo materiale per queste persone che “tirano a campare” facendo gli attori da telenovela e vendendosi per una macchina o una crociera. Provenzano non è stato catturato, bensì prelevato da casa sua in un momento in cui far pubblicità e propaganda serviva. E così nei Balcani, in Montenegro e in Albania, si accendono i riflettori su video-porno registrati da cantanti o personaggio dello spettacolo, un martellamento continuo di immagini e foto porno che sta monopolizzano i media e la stampa, tutto il resto attorno è il nulla. Questo è solo un piccolo esempio di come le Entità economiche giochino con gli eventi e muovano pedine per continuare a detenere il potere senza incorrere in destabilizzazioni. È come se su delle autostrade durante la circolazione, qualcuno decida di cambiare le regole stradali quando diventa più opportuno e vantaggioso. Viene attivato un processo tecnico-giuridico che non permette a nessuno di agire in difesa dei propri diritti, o degli Stati o dei popoli, per questo può essere visto come un Etnocidio.
Mentre gli scandali scoppieranno, le facce dei politici saranno sempre immobili e indifferenti, perché sono complici e sono disposti a sacrificare il sudore degli Italiani: tutti quelli che hanno preso soldi in dollari sono ricattati. Prima dell’11 settembre, ci sono stati moltissimi trasferimenti di denaro di fondi neri delle imprese, e una serie di leggi complesse ha fatto sì che determinate transazioni non fossero tracciate. Molte imprese infatti sono fallite, derubate dei loro soldi senza alcun possibilità di appello: magistratura, politica, stampa, ovunque gli imprenditori andavano loro li avevano già preceduti. Il crollo delle Torri Gemelle è stato il più grande colpo della storia, una grande scenata che ha tenuto occupato le intelligence di mezzo mondo, che così hanno indagato su falsi terroristi, come l’attentato a Londra il luglio scorso è stato senz’altro organizzato da un servizio segreto estero per far ricadere la colpa sui russi. Il fatto che la Cia ha fatto delle operazioni fuori il suo territorio, implica che delle Intelligence parallele tengono sotto scacco i servizi segreti di uno Stato, un’intera classe politica. Uno Stato diviene ricattabile, sia per un fatto politico-istituzionale, sia per il fatto che molti politici hanno accettato quel denaro che gli era stato offerto, perché anche se un singolo parlamentare è stato corrotto, l’intero partito diviene ricattabile. L’Affare Clearstream non è altro che una vera e propria enciclopedia per sbarazzarsi di una classe politica, perché quando un Presidente di una Banca dice che tutto è rintracciabile, lancia un monito ai Capi di Stato: vi abbiamo in pugno, andatevene o pubblicheremo i conti! Tutto questo ovviamente per far posto alla voce delle Associazioni, dei consulenti indipendenti, delle commissioni di esperti, come già funziona per le direttive comunitarie. Ed è quello che sta accadendo anche in Italia, insomma presto la politica scomparirà per dar spazio a queste entità che appariranno agli occhi dei cittadini un’espressione di sovranità popolare. Attualmente l’intero sistema economico capitalistico è arrivato al punto del collasso, e ancora una volta delle Lobby si scontrano per non perdere il controllo globale. Mentre una parte di esse vuole la guerra in Iran, per bloccare le intenzioni di Teheran di costituire una borsa del petrolio che contratti in euro , un’altra sta premendo per il controllo dei metalli preziosi e dei traffici delle materie prime . I Massoni dunque vogliono far ricadere la colpa della cattiva gestione del mondo su una parte della classe politica dirigente e tenersi l’oro: è da quello che devono ripartire, perché il suo valore è aumentato ma continuerà sempre più ad aumentare. Se l’Adusbef consiglia di vendere l’oro della Banca d’Italia questa cosa deve indurre tutti a riflettere sul fatto che siamo arrivati al punto del fallimento della politica, in cui sono le associazioni a rappresentare i diritti dei cittadini e delle imprese, ma non i politici, che sono ormai i rappresentanti delle lobbies e dei poteri forti.
17 maggio 2006
Clearstream: la fine della politica

Ringraziamo tutti coloro che ci seguono, per le loro e-mail e le loro adesioni, per la stima e la fiducia che ripongono in tutti noi, per il loro coraggio. Ringraziamo Rinascita, che ci consente di avere un prezioso spazio sulla carta stampata, e così nelle edicole e tra la gente.Ringraziamo Christian Basano per averci offerto la verità, per la sua disponibilità, noi ammiriamo molto il suo coraggio e la sua tenacia nel combattere questa guerra contro il male.
R: All'epoca del nostro trasferimento in Kuwait, dopo essere stati contattati per lo spegnimento dei pozzi in fiamme, dal 29 luglio al 12 agosto 1991, non abbiamo assolutamente firmato un contratto. Il nostro soggiorno doveva durare 3 giorni, ma siamo rimasti 15 giorni perché, "loro" non sapevano che cosa fare di noi: un giorno ci uccidevano, un altro giorno non ci uccidevano. Claude Marine Vaskou, l'addetto commerciale dell'ambasciata francese ha negato
di eseguire l'ordine di eliminarci. Penso che il contratto PBE Oil è un vero falso contratto che è servito come supporto per far girare il denaro utilizzandolo in un "gioco di banche" fatto da Clearstream. Il Presidente della società PBE Oil, vecchio agente del DST, Paul Colne è stato ritrovato morte nella sua cella di prigione il 23.12.1997 , alcuni mesi dopo la pubblicazione del Giornale di Ginevra "dove sono finiti i miliardi del Kuwait?“ .D:Dopo il furto dei brevetti, perché Ferraye l'ha denunciata?
R: Ferrayé non ha avuto il visto per andare in Kuwait, usando come pretesto, la sua nazionalità libanese forse. Era convinto che i suoi brevetti venivano utilizzati in Kuwait. Ad ogni modo, era convinto che i suoi soci, Basano-Tillié-Colonna, l'avessero tradito.
D: Qual è il meccanismo dei conti ADER?
R: Grazie a Clearstream, le Banche fanno un "Gioco di Banche" utilizzando la tecnica dei conti " Banca schermo" nella cornice del funzionamento dei conti "nostri": procedendo attraverso di esso, un investitore, per problemi di discrezione, fa realizzare un'operazione finanziaria ad una banca che agisce a suo nome ma per conto del cliente. Questo sistema, che presuppone un segreto bancario “totale”, comporta il rischio, se l'operazione è importante, che non sia ritrovata nei bilanci della banca se questi sono pubblicati.

Le banche possono designare, in tutta legalità, il nome dell’Avente Diritto Economico Reale (ADER). I conti di alcune Banche, detti di " Transazione", avendo partecipato alla deviazione dei fondi del Kuwait, hanno gli stessi numeri dei conti utilizzati per altre persone per altre operazioni in un altro momento.
La maggior parte di questi conti è organizzata in vari cassetti, con un conto principale che controlla la deviazione, ma che esegue immediatamente la ripartizione che si fa automaticamente su dei conti secondari sotto lo stesso N° con le lettere o dei cifre b,c,d, cosicché la transazione sembra essere meno importante. A titolo di esempio, si guardino questi due conti:
24.B.466.71.H, titolare Jean Pierre VAN ROSSEM, BMB che poi trasferisce 133.000.000 BEF sul n. di conto 248.466.71 A. . O i 2 conti esistono, o il numero è sbagliato, o c'è stata una falsificazione della BMB : l’8 è diventato una B e la A è diventata una A???
Il sistema offre ai clienti la possibilità di non apparire mai all'epoca delle transazioni finanziarie internazionali. Questi clienti possono essere delle Banche, o delle persone che fittiziamente sono a capo di società off-shore, o conosciuti nei giri di riciclaggio, designando invece i soci di Ferrayé come Aventi Diritto Economico Reale, ossia i clienti "effettivi" di questi conti.
André Lussi, vecchio Presidente di Cedel, Clearstream, parla della memoria del denaro: tutto è tracciato, tutto è registrato, è possibile ritrovare esattamente tutto ciò che è stato deviato. Si può dunque, se ci si dota dei mezzi, ricostruire il viaggio, spesso lungo e complicato, delle deviazioni elettroniche dei conti da Parigi a Lussemburgo, dal Jersey alle isole Caymans, da Ginevra a Toronto, ecc. Questa è la ragione per la quale il signor Guy BARBONI, direttore aggiunto dell'agenzia dell'United Bank of Swisszerland (UBS), via del Rodano 8, che ha ricevuto me, J.Ferrayé, M.E. Burdet, il 31 gennaio 2005 e ha dichiarato, con riferimento al conto N° 231215 : "Questo conto non esiste" nella forma “sugli schermi di computer dell'agenzia”. Ciò che non vuole dunque dire, in nessun caso, che il conto N° 231215 non esiste di fatto, perchè, in di altri termini, questo conto esiste bello e buono, ma come conto segreto di livello II ADER!
Il 15 maggio 2001, sono stato sentito a Lussemburgo da Pierre Kohnen, Commissario in Capo del Servizio di Polizia Giudiziale su commissione richiesta dal Giudice istruttore E.Nilles, a proposito della denuncia che avevo depositato sui conti non pubblicati del caso " Clearstream". Nello stesso momento, l'automobile di André Sanchez esplode in Svizzera. Bizzarro, direte sicuramente bizzarro. Sanchez si sentiva minacciato e aveva registrato i suoi timori su una cassetta prima di recarsi all'appuntamento del 15 maggio 2001.

D: Perché i magistrati, la hanno attaccato radiandovi dall’albo dei revisori contabili?
R:Perché il 30 novembre 1995 avevo depositato denuncia al Parquet di Nizza. A partire da questo momento, tutto è stato messo in opera per eliminarmi "democraticamente" .
D:"Droit de Penser " la accusa di essere antisemita e di fare parte di movimenti fondamentalisti islamici. Come spiega questo?
R: Tropée Desgué mi è stato messo tra i piedi il 2 maggio 2000, 10 giorni prima della diffusione della trasmissione SAD del 12 maggio 2000, annullato su intervento politico di DSK, il Ministro dell'industria dell'epoca, che ha trasferito in favore dell' Istituto Nazionale della Proprietà Industriale i brevetti di Ferrayé. In effetti, Tropé Desgué e Christine Louis Quéré, avevano una missione per destabilizzarmi. Il rapporto Volcker reso il 2 novembre 2005 ha messo fine alla loro missione. È la ragione per la quale diffondono una " diarrea verbale" dappertutto. In effetti, lavorano per il Mossad, il servizio segreto israeliano. Ho depositato parecchie denunce contro di essi ed i siti internet, e i blogs che diffondono queste diffamazioni, eccetera.. Oggi sorvegliano il mio appartamento a Nizza, sotto la copertura del Procuratore Montgolfier.
D:Lei ha denunciato anche il procuratore Eric di Montgolfier?R: Montgolfier è un rosacrociano, un franco massone di alto livello, un templare. È stato incaricato di neutralizzarmi, è stato pagato per fare ciò. Stiamo ora tentando di cercare i suoi conti alle isole Caimans. Hanno provato già ad eliminarmi il 2 agosto 1997 sabotando la mia automobile, sia in questi ultimi 4 mesi dopo che ho pubblicato l'articolo nel giornale di Ginevra.
Oggi, sono molto inquieto per la mia vita e quella della mia famiglia. È questa la ragione per cui bisogna diffondere dappertutto il loro imbroglio.
D:Come l'affare Clearstream, e dunque il Kuwait Gate, si ricollega allo scandalo di "Petrolio contro Cibo" ?
R: Il 30 luglio 1993, il Kuwait Oil Company (K.O. C.) deposita presso la Commissione di Indennizzo delle Nazioni Unite, una domanda di rimborso per le spese riguardanti la gestione delle eruzioni dei pozzi per 951.630.871 dollari. Il 15 novembre 1996, il Consiglio di amministrazione della Commissione di indennizzo delle Nazioni Unite, nella cornice del programma umanitario " Petrolio contro cibo", dopo una verifica, accorda al K.O.C un'indennità di 950.715.662 dollari, come richiesto. Il KOC è una filiale controllata al 100% della Kuwait Petroleum Corporation, di cui lo stato del Kuwait è il solo azionista .
Il 13 settembre 2000, il Ministro del Petrolio kuwaitiano incontra a Matignon, il Primo Ministro francese, Lionel Jospin, per dirgli che il Kuwait richiede un indennizzo di 22 miliardi di dollari per il costo supplementare generato dall'utilizzazione del metodo rivoluzionario francese, i brevetti di Ferrayè, per spegnere, bloccare e riutilizzare i pozzi in fuoco nel 1991. Questa somma corrisponde in effetti al preventivo mandato al mese di giugno 1991 da me e Ferrayé al Sr. Issam Al Sager, Direttore della Banca Nazionale del Kuwait, che gestisce attualmente un fondo di investimento, TMW Asia Fund, di 22 miliardi di dollari !!E, come per caso, il 27 settembre 2000, il Consiglio di amministrazione della Commissione di indennizzo delle Nazioni Unite, su proposta di Francia e Russia, 15,9 miliardi di dollari sono stati accordati ad una compagnia petrolifera kuwaitiana (K.O.C) e il Consiglio di sicurezza ha accettato di ridurre dal 30% al 25%, i tassi dei prelevamenti che saranno effettuati sulle royalties di Bagdad per indennizzare il Kuwait.
I politici corrotti che hanno partecipato al voto di questo accordo, sono stati ricompensati molto bene con l’attribuzione di buono acquisto in " barili di petrolio" mentre durante questo tempo il popolo iracheno soffre di questa corruzione gestita dalle più alte istanze politiche mondiali.
D: Quali conseguenze vi saranno sulla politica e l'economia francese se questi grandi scandali esploderanno?
R:Sarà la fine della Quinta Repubblica per la Francia, anzi sembra che oggi Mitterrand abbia deviato 1 miliardo di dollari delle indennità versate dall'Arabia Saudita per la Guerra del Golfo, ed a livello internazionale la fine dell'ONU.
Tengo, infine, a ringraziare Etleboro e la sua rete per il loro coraggio e la loro indipendenza, al fine di informare il cittadino del mondo, fino a che punto siamo manipolati da coloro che tirano i fili in retroscena, dietro uno specchio. Il male non attende che una sola cosa, che le persone per bene non facciano niente. Noi siamo milioni e milioni di gente per bene, allora la vittoria è prossima.