Motore di ricerca

12 ottobre 2006

Il potere dei Motori di Ricerca

Si è concluso definitivamente l'operazione di Google per acquistare YouTube, il suo primo diretto concorrente nella diffusione dei video sul web, divenendo così il primo interlocutore per la ricerca di clip e filmati. Google ha investito circa 1,65 miliardi di dollari, e pian piano ora sta aprendo un dialogo con Myspace, e alcuni dirigenti di Google France intendono stringere degli accordi con Yahoo. Come ovvio che fosse, non esistono regole anti-trust sul web, è una giungla senza leggi nè etica, è un limbo governato sempre più da un'unica entità che non segue legge economiche, ma tattiche comparabili a veri e propri Stati.
Infatti mentre Google si amplia, la sua voce politica cresce sempre più, tanto che annuncia che mediante il suo database di informazioni ha il potere di smentire i politici con la semplice comparazione delle informazioni. Si parla di verifiche in tempo reali sulle dichiarazioni dei politici, come un vero servizio del motore di ricerca pari a quello delle immagini e delle news. Ad annunciarlo è lo stesso Schmidt che dichiara che «l'impatto del mondo online influirà anche sui risultati elettorali», perché si creerà un software che confronta le dichiarazioni rilasciate al momento con i dati storici, per verificarne la fondatezza.
Parla di democrazia del web, del potere populista dell'internet che ha dato forza agli individui di sfidare i grandi, ha dato agli utenti le informazioni e li ha resi più forti. Tuttavia ciò che non dice è l'informazione viene manipolata da un ragno che si stende su una ragnatela, che mangia le informazioni che gli utenti vi inseriscono, pagando per avere una priorità all'interno dei risultati di ricerca. Non dice che il web è una struttura piramidale, uno specchio delle reali informazioni che sono custodite nei server e nei database dei ragni, che è virtuale perché non è reale. Non è reale per esempio ebay, perché dietro di lui esistono computer non vere imprese, vi sono utenti e non imprese produttrici che trovano in quel mondo un mercato e un vero spazio per crescere. Internet è una truffa perché non è un sistema orizzontale, è un sistema verticale, prende informazioni per restituirle con differenti gradi di priorità e rilevanza, truccando l'indicizzazione e l'uso delle parole chiave: non c'è corrispondenza e reciprocità nel dare l'informazione. Ecco perché il Blog di Beppe Grillo diventa l'immagine speculare del motore di ricerca: ha un leader e sotto di sé una popolazione di 1 milione di utenti che trovano spazio per partecipare, ma non trovano realtà, solo virtualità.
La politica sarà questa, sarà fatta di utenti, di fenomeni global-populisti che saranno organizzati da un computer invece che da una segreteria di partito. L'informazione sarà quella centellinata dal ragno, che avrà il potere di chiudere da un giorno all'altro le sue porte, di troncare la pirateria e di trasformare la distribuzione dei dati in un servizio a pagamento. Nessuno potrà impedire questo, e infatti nessuno ha potuto impedire che questo accadesse a Kazaa e a Emule, che hanno perso l'indipendenza dei loro server, sono stati comprati perché illegali e il loro sistema distributivo p2p è diventato un sistema piramidale, inserito all'interno della ragnatela.
La guerra si fa ora attraverso la conquista dell'etere, e vince che costruisce il suo motore di ricerca: lo sa bene questo la Francia, che ha annunciato il lancio di Exalead, e difende da tempo un sistema proprio telematico.

L'altra faccia della medaglia è Microsoft che rende noto il suo progetto per mettere in sicurezza tutti i computer dall'utilizzo di software pirati: il Trusted Computing Group (TCG). È un'alleanza tra Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD al fine di consentire la protezione delle macchine costruite partendo dal software stesso. Infatti il TCG trasferirà il controllo definitivo del computer a chiunque abbia originato il software che utilizzi, ossia il computer, con tutti i suoi dati passerà nelle mani di Microsoft. È il progetto Palladium (il vecchio nome dato da Microsoft alla sua versione da rilasciare nel 2004) che ha come funzione principale quella di fornire una piattaforma informatica che non permetta di modificare i programmi utilizzati dall'utente: le applicazioni che gireranno su questo sistema, comunicheranno direttamente con il produttore. L'obiettivo iniziale era quello di difendere i diritti d'autore mediante il controllo del programma che andasse a manipolare dei beni oggetti di diritti riservati, tuttavia le sue applicazioni sono molto più complesse e di ottica di lungo termine. Questo sistema è dotato di una censura da remoto, per cui i prodotti oggetto di protezione saranno riconosciuti solo dietro la presenza di un marchio digitale che comunicherà al server la regolarità del possesso di quel prodotto, e in caso contrario verrà cancellato. Gli oggetti digitali creati usando TC rimarrano sotto il controllo dei creatori piuttosto che dei proprietari della macchina.

Le applicazioni pratiche hanno davvero qualcosa di futuristico, perché si potrà impedire la pubblicazione di materiale diffamatorio semplicemente eliminandolo mediante il "word editor" utilizzato per la sua redazione. Word potrà criptare tutti i tuoi documenti, MediaPlayer tutti i suoi, Photoeditor le immagini.
La nuova usura, il nuovo terrorismo è questo perché da esso non se ne può uscire. Oggi coloro che devono regolare la società del domani come se fossero un governo mondiale e un'istituzione, stanno dettando legge senza una Costituzione, senza un codice etico che lo ispiri e che comunque rivolga tutte le sue attenzioni al rispetto del singolo e della comunità tutta.

Ecco, vi abbiamo rivelato chi sono i veri hacker, i veri pirati che alimentano la pirateria per drogare gli utenti e poi imporgli una tassa, che diventerà famosa per essere la tassa sulle informazioni. I segreti di sempre cominciano a venire alla luce, il "database" è "al queda", questa è la realtà dei fatti. Ce lo stanno dicendo loro stessi quando dichiarano che "al queda colpire alle ore 20.00 di stasera il web del Vaticano".

Si può già dunque parlare di terrorismo, di dittatura e totalitarismo: è questa la realizzazione dell'utopia comunista, tutti uguali e votati alla concentrazioni di un unico capo a cui è rimessa la bontà di ripartire poi le ricchezze. Le istituzioni del mondo reale si sono accorti di questo gioco sporco, tuttavia la loro reazione è giunta in ritardo perché non è possibile porre rimedio ad una situazione già in atto o già realizzato.
Per esempio La giustizia belga ha condannato Google a ritirare tutti gli articoli della stampa quotidiana belga accessibile dalle sue servizio Google Attualità in Belgio, per "violazione delle leggi sui diritti di autore". Per la prima volta un motore di ricerca è stato condannato perché ruba le informazioni senza chiedere l'autorizzazione per farlo, in maniera discrezionale, tanto da provocare notevoli distorsioni, soprattutto ai danni di danni di coloro che non sono stati inseriti. È una condanna giusta tuttavia ha dimenticato che Google da tempo ha rubato tutti dati dei suoi utenti, per cui se il precedente del Belgio enterà nella giurisprudenza potremmo avere un'arma con cui combattere. Potremmo vedere, in ultima opportunità, come i nostri governi ci difendono dalla nuova usura, che non ha signoraggio o anatocismo, ma è comunque un crimine nei confronti dell'Umanità.

11 ottobre 2006

Il terrorismo psicologico della Corea nei piani di Putin


Un nuovo fronte nel conflitto globale è stato aperto dalla Corea del Nord, che ha deciso così di entrare nel gioco del governo mondiale, nella speranza di poter così dare una svolta alla sua situazione politica. Cosa sia davvero accaduto nella penisola coreana nei giorni trascorsi non possiamo ancora dirlo con certezza, e, nonostante il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite si sia già riunito per decidere delle sanzioni, molti sono ancora i dubbi che esigono una risposta se si vuole riaprire quel dossier. Un dossier tanto delicato, quanto quello iraniano, rispetto al quale non si può non rilevare le evidenti somiglianze: che siano coincidenze?
In ogni caso le ambiguità sono tante, e tutte possono essere strumentalizzate dalle grandi potenze che, per fare la guerra tra di loro hanno deciso di usare delle piccole pedine. L'Iran, la Georgia, la Corea, la stessa Israele, stanno combattendo una loro guerra personale ma che deciderà alla fine chi terrà le redini del governo mondiale.
I dirigenti americani hanno affermato, prima di ogni altra cosa, che ciò che deciderà l'evoluzione degli eventi sarà il modo di cui la Cina reagirà: tutti aspettano che a muovere il primo passo sia la Cina, fissando le dovute sanzioni contro il partner di sempre, contro Corea del Sud e Giappone.
Tuttavia Russia e Cina non si schierano nettamente contro, sfidano l'Onu e l'ira degli Usa, e preferiscono rivalutare bene il caso alla luce delle dichiarazioni del portavoce del CEA (Commissariato all'energia atomica) come hanno fatto anche le testate giornalistiche francesi, non senza un perché.

Onde sismiche registrate dopo la detonazione

La prova nucleare della Corea ha fatto registrare dai sensori sismici del Giappone, e del resto del mondo, delle deboli scosse, che non provano niente oltre all'ipotesi di un piccolo ordigno nucleare, di una prova mancata di un ordigno più potente o comunque di un'esplosione non nucleare. L'istituto geologico americano ha registrato una scossa di magnitudine 4,2, che corrisponderebbe all'esplosione di una bomba di un kilotonne, mentre la Corea del Sud ha rilevato una magnitudine di 3,58, che corrisponderebbe ad una bomba ancora più piccola.
In ogni caso, nonostante la registrazione sismica, non sono state neanche segnalate delle radiazioni nucleari dopo gli immediati sopralluoghi del Giappone: la Corea del Nord ha potuto fare esplodere tra le 500 ed un migliaia di tonnellate di TNT per simulare un'esplosione nucleare.
Possiamo dunque dire che mentre la Corea continua a dire che è una minaccia internazionale, alcuni esperti francesi e americani affermano che non sono una minaccia, perché non esiste nessun ordigno nucleare. Siamo quindi arrivati all'assurdo, e nonostante gli Stati in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu abbiano dei dubbi, si continua sulla strada delle sanzioni e della guerra atomica, nella speranza che il fuoco nella penisola coreana riesploda come è esplosa quella tra Israele e Iran.

Chi vuole tutto questo? Due entità si stanno oggi scontrando, la Russia e l'America, o meglio, il Governo Mondiale che oggi si sta indebolendo.
La Corea dal canto suo, ha, non solo interesse a sollevare questo conflitto perché sente di avere dietro di sé delle forti controparti, ma anche l'obbligo, perché se non accetta questo patto rischia di essere comunque schiacciata dal FMI. Preferisce dire di essere un paese terroristico, per tentare la strada della guerra accanto alla Russia e alla Cina.

Questo evento probabilmente non sarà una coincidenza rispetto all'annuncio della Russia di voler sfruttare da solo il giacimento del Chotman senza aprire il mercato agli Usa, all'embargo dato alla Georgia, al caso dell'Iran arenato su una risoluzione non rispettata.
La prova nucleare della Corea del Nord ha oscurato la vera notizia, ossia il sabotaggio che la Russia cerca di fare dei sistemi occidentali, del FMI e della comunità internazionale .
Putin sta continuando a tessere la sua Tela, e intende usare tutte le sue carte, con il gas, annunciando che il giacimento del Chotman sarà sfruttato solo dalla Russia e servità i mercati europei e non più l'America, e il nucleare di Iran e Corea. Il controllo dei mercati del gas europei ha per obiettivo di creare una dipendenza vitale e senza alternative, mentre il nucleare le consente di svilire istituzioni come il "riarmo nucleare controllato" e l'Onu. La bomba iraniana e nord coreana, decreterà la fine della dissuasione a 5 e segnerà l'inizio delle guerre terroristiche come quelle del Libano.

I cinesi, dal canto loro, hanno i mezzi di fermare questa crisi dunque, ma si servono della Corea del Nord come una carta vincente per ridefinire la loro posizione rispetto al Giappone, il nemico di sempre che sa da tempo di essere sotto minaccia. Cina e la Russia vogliono oggi creare una crisi planetaria perché quest'ultima indebolirà gli Stati Uniti e li costringerà ad accettare dei negoziati globali con l'Iran.

09 ottobre 2006

L'Indonesia paga il suo debito al FMI e si lancia nella nuova era

Jakarta
L'Indonesia si prepara a rimborsare il suo debito verso il Fondo monetario internazionale per rispondere con una politica finanziaria drastica alla crisi che si è abbattuta sul mercato asiatico nei mesi di aprile e maggio. La grave speculazione dei fondi investimento bruciò in una sola giornata 200 milioni di dollari, molti listini chiusero in anticipo per evitare il collasso dei titoli iscritti e così anche dell'intera borsa asiatica.
Il crollo viene sfiorato ormai da decenni, e per tale motivo gli "investitori istituzionali" si mostrano sempre diffidenti nei confronti di mercati emergenti che non hanno trovato ancora una loro stabilità, o sono comunque sottoposti all'ingerenza di entità esterne sovranazionali sul governo. L'Indonesia, ultimo dei paesi asiatici colpiti dalla crisi del 1997/98, si libererà così delle prescrizioni politiche del FMI, che, nel momento in cui non sono state rispettate hanno portato poi al ritiro dei fondi stessi. Rimborseranno 3,5 miliardi di dollari dei 7,8 miliardi accumulati in questi anni, grazie all'eccedenza di valute derivante dalla bilancia commerciale attiva, anticipando così la scadenza nel 2010 in modo da ottenere un risparmio di 200 milioni di dollari di interessi e ridare una più grande autonomia al governo.

A partire dal 1997, quando il FMI ha approvato in favore dell'Indonesia un finanziamento di 7,3 miliardi di dollari, sono state imposte una serie di misure destinate a stabilizzare l'economia, come una politica monetaria e fiscale restrittiva, con particolare attenzione alla salute del settore bancario e del mercato borsistico. Le speculazioni sulla rupia aumentano, e così il governo decide di acconsentire ad ulteriori misure di ristrutturazione del settore bancario con maggiore liberalizzazioni per i pagamenti all'estero. Ciò nonostante il FMI taglia di 3 miliardi il finanziamento,per via del non rispetto dei parametri concordati precedentemente sui correttivi al sistema bancario. L'Indonesia firma così l'ennesimo memorandum, e il presidente della Banca Centrale dà le dimissioni nel maggio del 1998, ottenendo però un 1 miliardo di dollari, e una serie di accordi bilaterali con i creditori esteri. Su tale scia del governo continuano i finanziamenti, anche da parte del Giappone, che si arrestano nel momento in cui si interrompe la serie di riforme al sistema bancario, fino al punto che scoppia un grave scandalo di corruzione della Banca Bali che vede coinvolto anche il governatore della Banca Centrale. Così nel gennaio del 2000 il governo si impegna a mantenere un tasso di inflazione tra il 5% e l'11%, per ottenere un ulteriore finanziamento. Il resto è storia abbastanza conosciuta, perché la storia si è protratta barcamenandosi tra speculazioni e finanziamenti, sino a conoscere il crollo di questi anni e la paura che nei prossimi shock sarebbe stato un trauma irreparabile. La risposta di questo governo ha un perché molto profondo, forse è andato a intervenire su quella che tutti aspettavano come crisi asiatica del nuovo millennio.
Ormai nessuno crede ad una ripetizione della crisi asiatica, però il FMI non accetta la proclamazione dell' Indipendenza del Governo, nonostante i partner asiatici vicini abbiano visto questa decisione traumatica ma non nociva. Le agenzie di rating internazionale hanno compreso che è stata una decisione politica, prima di essere economica, in quanto l'ingerenza nel settore bancario o monetario ha le sue ripercussioni soprattutto sul lato della spesa sociale.

Il Governatore della Banca Centrale Indonesiana si dichiara soddisfatto, potendo ora operare con indipendenza senza la necessità di una supervisione, o della necessità di dismettere imprese pubbliche ai privati. Anche se, alcuni analisti sono convinti che non si riuscirà a migliorare la situazione e che i politici continueranno a seguire la politica economica fissata dagli standard del FMI.

La manovra ha comunque destato preoccupazioni tra gli investitori che paventano il rischio che i politici perdano di vista gli interessi speculativi, dando più peso al deficit di bilancio rispetto che alle fughe di capitali. Infatti una delle prime decisioni prese è stata quella di fermare la privatizzazione, punto chiave del programma FMI per risanare il bilancio senza per tenere conto delle scelte politiche, proponendo anche il riscatto delle azioni delle ditte importanti per la politica sociale. In questi anni è stato fatto inoltre un abuso della leva dei tassi di interesse per dare sicurezza ai mercati e togliere il panico provocato dalla crisi economica, derivante però dalle speculazioni petrolifere.
La risposta alla crisi in realtà viene dall'intera regione che ha intenzione di continuare a sviluppare la sua rete regionale di scambi bilaterali mediante il baratto e le compensazioni, in modo da utilizzare le reciproche risorse, che fungerebbero da finanziamento alle importazioni, e difenderebbero la loro moneta in quanto eviterebbero il movimento di valute tra gli stati e dunque una loro svalutazione in caso di eccesso di offerta.La nuova strada che si apre all'Indonesia una realtà soprattutto di cooperazione regionale, al di fuori dei sistemi del FMI, in quanto il rimborso anticipato non elimina del tutto il rischio che il problema si ripresenti.

Questa può essere un'ipotesi giusta, se si pensa all'esperienza in Sud America, in cui l'Argentina è riuscita a pagare il proprio debito e ha poi cominciato ad intessere dei rapporti sempre più stretti con gli altri Stati Sudamericani con l'intenzione di creare un polo sia energetico che monetario. Molti hanno già accennato alla creazione di una borsa e di un mercato finanziario panasiatico, sulla scia della proposta di quella Europea. Occorrerà tuttavia tener conto dell'introduzione della moneta elettronica che trasformerà in bit le transazioni, e farà cambiare anche il contesto in cui avverranno i controlli, le limitazioni, gli embarghi finanziari. Se oggi si può pagare un debito e onorare il proprio creditore, domani ciò non basterà per rendere indipendente uno Stato, in quanto il sistema sarà virtuale e dunque invisibile. In Europa ciò che tiene insieme gli Stati non è il debito verso il FMI, né l'euro, ma è il sistema di leggi dell'Ue, che troverà il suo braccio esecutivo nel cervello che gestirà la Borsa Europea. Cambieranno gli strumenti, ma forse non l'esito se si incorrerà sempre nello sbaglio di delegare ad un cervello centrale il controllo di tutti i poteri degli Stati.

L'avvento dell' Intelligenza artificiale superiore

Realizzato il teletrasporto quantico

La Tecnologia d'avanguardia continua la sua evoluzione, e gli scenari che sta svelando si avvicinano sempre più a quelli che sino a poco tempo fa erano racconti di fantascienza.
Sicuramente le conoscenze e il livello della tecnologia umana sono ad un livello più elevato rispetto a quello che trapela dalla stampa ufficiale, e se, con il tempo, determinazione notizie cominciano a circolare vuol dire che ci stanno preparando all'avvento di una nuova era.
Gli esperimenti di una squadra di fisici in Danimarca hanno portato alla realizzazione del teletrasporto delle informazioni dalla luce alla materia, realizzando una trasmissione tra "quanti" e calcolatori sempre più verosimile. Per la prima volta dunque un'esperienza di teleportazione quantistica ha permesso di trasmettere delle informazioni tra due oggetti di natura differente: la materia da un lato, e gli atomi della luce dell'altro, i fotoni. Uno è l'oggetto delle informazioni e l'altro è il "mezzo" di immagazzinamento delle informazioni.

Finora, le esperienze avevano permesso di trasportare uno stato quantistico di fotoni a fotoni, o atomi ad atomi. Il teletrasporto quantistico è un attrezzo senza uguali per trasportare delle informazioni senza alcun supporto fisico. Per tale motivo, i ricercatori hanno fatto ricorso a delle particelle collegate, legate tra di loro a distanza. Modificare lo stato quantistico dell'uno, obbliga obbligatoriamente la modifica dello stato dell'altro che sia conosciuto e prevedibile.
Alcuni ricercatori dell'istituto Niels Bohr di Copenaghen (Danimarca), sono riusciti ad intrecciare dei fotoni e degli atomi, e a trasmettere lo stato quantistico di un laser di debole potere agli atomi di cesio. Il teletrasporto è avvenuto su una distanza di 50 cm, anche se si spera di migliorare, cercando di evitare che il segnale degradi sulle lunghe distanze e che lo stato quantistico, che è un'informazione debole, venga deformato.

Esperimento dell'University of Innsbruck e
l' US National Institute of Standards and Technology (Nist)


Step 1: Due ioni, B e C, vengono legati tra di loro .
Step 2: La struttura che formano è lo stato quantico che può teleportato, mediante la creazione di uno ione P.
Passo 3: Uno dei due ioni, ad esempio B, viene legato ad A e entrambi vengono misurati dal computer, vengono analizzate cioè le informazioni che contengono
Passo 4: Il risultato della misurazione viene spedito ad uno ione, C, completando la trasformazione.
Passo 5: Lo stato quantico di C ora è lo stesso di quello di A, perchè ciò che si fa è trasferire le informazioni quantiche di un oggetto ad un altro presente altrove.


Questo tipo di scoperte trovano applicazione soprattutto nel campo dell'informatica quantistica: affinché i dati siano trasmessi da un computer ad un altro, devono essere teleportati tra luce e materia. Viene immortalata così un avanzamento nel campo dell'informatica tra "quanti" e "computer", che potrebbero trasmettere ed elaborare informazioni in un modo che prima era impossibile. Grandi quantità di informazioni potranno viaggiare in maniera istantanea, in assoluta sicurezza. Le informazioni di cui parliamo non sono i dati scritti medianti i "bit", ma sono i dati quantici, ossia le proprietà fisiche della materia, come energia, moto e campo magnetico degli atomi. Ciò significa che un oggetto può essere tradotto in dati quantici, e poi trasferito in un altro punto dello spazio: le sue informazioni quantiche verranno ricreate in maniera identica alla realtà.
Infatti, in fisica, per teletrasporto si intende creazione di una replica di un oggetto, o almeno del suo aspetto, ad una certa distanza; tuttavia un esperimento di teletrasporto distrugge sempre il suo originale, per impedire la creazione di molteplici copie. La prospettiva di usare questo sistema per trasportare grandi oggetti o persone non è stata ancora presa in considerazione "ufficialmente", ma sicuramente quello è l'obiettivo finale di ricerche che durano da circa un secolo. Tuttavia un sistema che permetterebbe alle persone di teletrasportarsi viene già sperimentata da un progetto di riproduzione dell'uomo in un oggetto solido 3D su internet. Una generazione umana sarà dunque capace di replicare oggetti tridimensionali con una massa materiale fatta si "atomi" sintetici.

Non dimentichiamo che il padre ideologico di tali esperimenti è Tesla che fu il primo a teorizzare la possibilità di trasmettere le informazioni, l'energia, le immagini e le cose a grandi distanze su autostrade invisibili. Le sue visioni erano senz'altro, allora, spaventose ed incredibili, tuttavia le scoperte e le teorie di una vita, furono realizzate e messe in pratica già negli anni della seconda guerra mondiale. La Teoria della Relatività portò a dedurre la perfetta uguaglianza tra energia e materia, di cui tali esperimenti possono considerarsi un'applicazione. La vera teoria rivoluzionaria in realtà non è stata quella della Relatività, ma quella dell'anti-gravità di Tesla, che scoprì qualcosa che non avrebbe dovuto costruire e che cercò di distruggere.

Quello che per anni è stata la fantascienza, la narrativa fantasiosa, sarà il nostro futuro, e occorreranno anni fin quando l'uomo non se ne renderà conto a tutti gli effetti. Nel breve termine verranno creati invece subito i computer quantici, che forniranno i meccanismi quantici per risolvere rapidamente problemi complessi, calcolando contemporaneamente le innumerevoli possibili soluzioni, considerando che i computer oggi calcolano separatamente ogni possibilità. Ciò significa che questo esperimento apre la strada verso un'intelligenza artificiale di gran lunga superiore a quella dell'uomo, in grado non solo di trasmettere informazioni quantistiche di oggetti già esistenti, ma di "creare" nuovi oggetti, sulla base delle informazioni già esistenti in natura.
Si creerà "l'Intelligenza", quella che è al di sopra dell'uomo, della sua umana natura, o forse dovremmo dire, della sua poco evoluta natura rispetto alle macchine. Sarà l'avvento dei mondi virtuali, che saranno così perfetti da non permettere di distinguerli dalla realtà. I robot saranno ovunque, e a loro saranno demandate tutti i lavori pratici, anche di calcolo e di ragionamento, così come le guerre perché le guerre saranno combattute mediante il controllo delle emozioni. Il numero degli esseri elettronici sulla Terra supererà quello degli essere organici sulla Terra, e l'Intelligenza reggerà in nuovo ordine mondiale.

07 ottobre 2006

L'Europa legalizza il terrorismo sulla privacy dei cittadini


La Commissione Europea ha autorizzato le autorità di investigazione statunitensi dell'anti terrorismo ad avere accesso ai dati personali e alle informazioni dei passeggeri europei che viaggiano su voli diretti negli Stati Uniti. Questa questione era da tempo oggetto di controversie e di discussione tra le istituzioni europee e quelle americane, è stata spesso sollevata all'interno del Parlamento Europeo, che si è pronunciato categoricamente contrario e questo tipo di norme. Così, dopo solo una sola notte di negoziati tra Bruxelles e Washington, la Commissione chiude con un inverosimile compromesso una questione così delicata, disattendendo non solo la volontà dei parlamentari europei, ma anche, in un certo senso quella degli Stati membri. Questo tipo di decisione presuppone in ogni caso una concertazione, una discussione e sicuramente, l'unanimità tra gli Stati membri, tutori in prima persona della privacy dei suoi cittadini.

Le autorità americane imponevano già da tempo la trasmissione di 60 informazioni, e le compagnie aeree le fornivano tranquillamente, infrangendo la legge europea sulla privacy per continuare le loro rotte transatlantiche. L'assurdità del sistema era stata già segnalata dall'associazione internazionale delle compagnie aeree (IATA), che denunciava il fatto che le compagnie aeree erano passibili di multa in America e in Europa a seconda che li negavano o li concedevano: in ogni caso erano multate. Per tale motivo gli Stati Uniti e l'UE erano giunti ad un primo accordo per legalizzare questi trasferimenti, ma il Parlamento ha depositato un ricorso in annullamento alla Corte di giustizia europea, opponendo il fatto che l'accordo era palesemente contrario alla legislazione europea in difesa della privacy dei cittadini europei ( direttiva 46/95/CE ).

Il nuovo accordo di anti-terrorismo, prevede che la FBI e "altre" (???) agenzie di investigazione possano disporre di oltre 34 tipo di informazioni di ciascuno dei passeggeri fornite dalle compagnie aeree: nome, nazionalità, indirizzo privato ed elettronico, coordinate telefoniche, prezzo del biglietto, modalità di pagamento, numero della carta di credito, indirizzo di fatturazione, agenzia di viaggi o moda ­d'acquisto del biglietto, itinerario completo del viaggio, informazioni sull'appartenenza del viaggiatore ad un programma di fedeltà della compagnia, (ivi compreso miglia percorse e coordinate dei voli), richieste di servizi speciali, in particolare le preferenze alimentari, eventuali contrattempi sopraggiunti su altri voli (non presentazione all'imbarco malgrado l'esistenza di una prenotazione, disdette, consumazione eccessiva di alcol), notizie sul passeggero imbarcato all'ultimo minuto, ecc.
I dati verranno trasmessi, fino al luglio 2007, alla presentazione di una richiesta delle agenzie che attesti un pericolo terroristico, o una minaccia per la sicurezza nazionale. Questa condizione, che esclude la sistematicità delle trasmissioni di informazioni, certo non ci rende più tranquilli, perché gli allarmi terroristici sono all'ordine del giorno: quasi ogni giorno c'è un atterraggio di emergenza o strani dirottamenti.

Il fatto che questo accordo giunga adesso, in una situazione in cui i media hanno costruito un allarme terroristico senza prove e senza fatti a sostegno di tanto allarmismo, rivela dunque il vero motivo dei dirottamenti e degli atti terroristici che utilizzino il trasporto aereo.
La violazione della privacy e il furto dei dati è, come sempre, il primo degli scopi che si intendono raggiungere con il terrorismo, perché riesce a scavalcare qualsiasi ostacolo giuridico ed etico. Esistono le leggi sulla protezione dei dati ma vengono palesemente ignorate, esistono delle sentenze della Corte di Giustizia, esiste il parere contrario del Parlamento Europeo, esiste una direttiva. Possibile che non valgono niente quando devono servire a proteggere i cittadini, e non alla liberalizzazione e al rispetto dei vincoli di Maastricht? La legge esiste, ma vale solo quando fa comodo, vale solo per imporre nuove tasse, per fare le fusioni, per depredare le economie degli Stati, poi per il resto scompare.
La protezione dei dati rientra tra i diritti inviolabili dell'uomo, perché violare le sue informazioni significa mettere in pericolo la sua stessa vita. Non dimentichiamo che gli olocausti e i genocidi avvengono perché, prima di ogni altra cosa, le persone perdono un'identità, perdono la cittadinanza, scompaiono da ogni registro e attestato, come se non fossero mai nate, possono essere eliminate senza che alcun trattato internazionale possa difenderli.
Il risvolto più macabro di questo terribile crimine è che l'informazione su questo tipo di provvedimenti è inesistente, le agenzie italiane tacciono, parlano delle stesse cose da circa una settimana. Così mentre oggi le testate continuano a titolare la rassegna stampa con i dirottamenti, la Telecom, e gli arresti dei capi terroristici, la Commissione Europea decide autonomamente senza interpellare i governi o il Parlamento di concedere la trasmissione dei nostri dati, come se fosse un provvedimento di urgente priorità in periodo di guerra.

04 ottobre 2006

Il terrorista intelligente e subliminale


In piena fase di trattative per la pace in Libano, dopo le centinaia di minacce di al queda contro Bush e il Papa, ecco che si fa vivo un terrorista che dirotta un aereo.
Una strage è stata scampata, mentre è stato chiuso un accordo ed è stato aperto un fronte di guerra nel cuore del conflitto israelo-libanese. Protagonisti della vicenda sono un terrorista che non è islamico, e la Russia, che non è un paese allo sbando ma è seriamente intenzionato a fare da elemento sorpresa in una guerra non convenzionale.

Questo rocambolesco dirottamento ha qualcosa di surreale e assurdo, è una ridicola messinscena che, grazie al contributo delle intelligence fatti di figli di generali e dai media, è divenuto un caso internazionale. La colpa doveva sicuramente ricadere sull'Albania, o ancora meglio sulla Turchia, per poi ferire in maniera inconscia e sottile il Vaticano, accusato così di alimentare il fanatismo e fondamentalismo con le sue parole.

Un terrorista cristiano, si badi cristiano e non islamico, ha deciso di dirottare una aereo per raggiungere il papa e chiedergli di salvarlo dall'obbligo del servizio militare in un Paese musulmano. Ha così lasciato un'e-mail pubblicata su un blog su internet, e se avessero trovato un corano tra le sue cose sarebbe stato molto più verosimile. Forse sarebbe stato meglio prendere una nave, o consegnare quella lettera tramite un'ambasciata, in ogni caso, le cose potevano essere fatte meglio, se proprio le si volevano fare.

L'azione è stata probabilmente studiata a tavolino, dalle intelligence in Albania, soprattutto quelle straniere che si esaltano un po' e amplificano le molte notizie, tra l'altro anche molto male perché alla fine non è riuscita. La truffa si nasconde proprio nel dire che un aereo viene sequestrato senza armi da una sola persona, mentre si trovava sullo spazio aereo greco, due aerei di guerra greci li hanno obbligato a cambiare rotta e dirigersi verso l'Italia, per poi atterrare a Brindisi: la rotta di quest'areo è alquanto strana, forse non si dirigeva neanche a Roma.
In un primo momento qualcuno delle intelligence, di cui sarebbe meglio non fare il nome, ha fornito notizie e indizi tali da far credere che a bordo dell'areo si trovassero due terroristi, poi col passare del tempo è divenuto uno solo che ha gradualmente cambiato nome - infatti alcuni sospetti erano caduti su Ali Acga - per poi volatilizzarsi in volo, perché una volta atterrati hanno trovato solo un turco cristiano disarmato. Probabilmente il nostro terrorista neanche sapeva che stava dirottando un aereo, semplicemente si trovava nel posto giusto al momento giusto, come accaduto con i Pakistani in Inghilterra: per quell'attentato nessuno è stato ancora condannato, la maggior parte sono stati immediatamente scarcerati. Questo perché a Tirana vi sono dei personaggi italiani di scarso livello, la feccia, "la creme de la creme", che adesso fanno da intelligenze solo perchè certe ditte, come il Sismi, sono finite sul lastrico dopo 10 anni di Finanziarie e di Ladroni. Tra i passeggeri vi era un deputato albanese, che forse era un po' ubriaco, insomma siamo passati dai terroristi ai deputati.
La dinamica del dirottamento è comunque molto oscura, perché vi erano troppi aerei in volo, e forse questa azione è servita da diversivo, forse improvvisato, per distrarre l'attenzione su altri volti o altri eventi molto più importanti. Sicuramente è stata messa in atto una manovra non convenzionale, e per coprire quella hanno creato un finto aereo dirottato e coprire così le rotte o i dirottamenti di altri aerei.

Questo dirottamento alla fine, è scaturito fa una strategia mediatica, che ha cercato di colpire l'attenzione del pubblico accostando questo evento, all'attentato di Ali Acga, in modo da far entrare nel pensiero delle persone che su quell'aereo davvero vi fosse un terrorista.
I media alla fine hanno deciso di lanciare una notizia, per nasconderne un'altra: è questa quella che si definisce informazione senza notizia, in quanto l'annuncio delle agenzie di stampa è incomprensibile se preso da solo e non correlato con altri indizi logici.
Queste informazioni nulla aggiungono di nuovo a quanto già sappiamo sul dirottamento, mentre hanno una grande importanza se si vuole creare un clima di tensione e di inquietudine tra le persone, in modo da render loro accettabile determinate scelte sia politiche che energetiche. È questo infatti il concetto che sta alla base del Sabotaggio, ossia quello di creare l'esasperazione per indurre le persone ad accettare qualsiasi sacrificio, come ad esempio è stato fatto in Italia mediante l'approvazione di una finanziaria incostituzionale. Per far questo servono episodi così, che sono assurdi e da non credere, per scatenare diffidenza e incertezza, persino nei confronti delle istituzioni religione. Se ci si pensa bene il Papa non ha detto nulla di eccezionale, tuttavia i media hanno stravolto a tal punto il suo discorso che è nato un incidente diplomatico, con la scesa in campo dei capi di Al queda.

In questo modo la disinformazione magalomane dei giornali dei privati, ha velato la notizia dell'accordo concluso tra Eni e Gazprom, che, nonostante alcune difficoltà, sarà probabilmente firmato intorno alla metà di ottobre.
Eni e Gazprom hanno infatti costruito il gasdotto tra la Russia e la Turchia. Il gas naturale trasportato dal gasdotto Blue Stream dalla Russia costituisce una fornitura importante perché porta dalla Turchia all'Europa del Sud 16 miliardi; il nuovo accordo aprirebbe all’Eni nuove opportunità di partecipazione nella distribuzione europea del gas e consentirebbe a Gazprom di entrare nell’energia elettrica italiana, attraverso una partecipazione in Enipower. L'accordo prevede l'esplorazione e lo sfruttamento congiunto di giacimenti di idrocarburi in Russia e della Sibneft, l'acquisizione di capacità di rigassificazione dagli Stati Uniti e riorganizzazione
delle attività commerciali di Promgas e in generale all'intera rete di distribuzione.
Una cosa del genere fa ricordare la bomba alla stazione di Bologna, deflagrata proprio quando a Malta si firmava un importante accordo per l'Eni, e per l'Italia stessa.
Il clima è senz'altro teso e tutto fa pensare alla preparazione di qualche mossa molto importante ed eclatante, forse una affare grande, e talmente tanto impegnativo da costringere alle dimissioni il presidente montenegrino Jukanovik.
La Russia sta oggi facendo una guerra silenziosa alla Georgia, con un embargo che limita trasporti, esportazioni ed importazione, telefonia e scambi mobiliari e valutari. Questa è la risposta che Putin da ai buoni intenditori: ha chiuso la Georgia perché innanzitutto è palesemente caduta da tempo nella logica del protettorato statunitense. È un errore grave permettere che gli Usa abbiamo il controllo della Georgia, di un territorio molto strategico attualmente perché chiude il traffico e il trasporto ad altri. Tra le altre cose sui suoi territori passa un grande gasdotto della British Petroleum che vuole agganciarsi al Mar Rosso per sbarcare in Cina e India. Se si chiude il traffico e il passaggio alla Georgia, il gas per giungere in Europa passa dove decide la Gazprom, ossia in territori come i Balcani o la Turchia.


Ovviamente la forza della controparte è molto più indebolita se questa viene accusata di terrorismo, e se si aprono fascicoli e dossier su uno Stato. Il piano sembra abbastanza studiato bene, perché nella situazione attuale serve colpire l'Albania, che da tempo viene tartassata con i blackout di energia per costringerla ad accettare un patto necessario. In gioco vi è il Corridoio VIII, che dalla Turchia arriva sino in Italia attraversando i Balcani e il mare Adriatico mediante un tunnel sul fondo marino. Serve anche per la Turchia, per spaventarla, per ricordarle che è pur sempre un paese musulmano se non entra in Europea, per cui se vuole migliorare deve aprire i suoi territori ai nuovi investimenti.
Serve all'Occidente che deve stare attento alle comunità di stranieri in europa se non vuole essere arsa dalla rivolte delle periferie e dai ricatti.

Il sequestro di un aereo da parte di un terrorista cristiano disarmato, l'e-mail rivolta al Papa, poi il cambiamento continua dell'identità del dirottatore, ci hanno convinti che le persone nelle cose assurde si trovino a loro agio. Ci auguriamo a questo punto che esiste un controllo mentale, perché vedere che alle soglie del nuovo millennio le persone credano ancora ai terroristi, ci lascia demoralizzati. Contro il muro dell'ignoranza non si può combattere, si può combattere contro la disinformazione, attraverso la elaborazione delle notizie, ma non contro le persone che non vogliono capire.

03 ottobre 2006

Manovra 2007: roba da mettersi le mani nei capelli

tra Redistribuzione e Ristrutturazione
Foto: Gazzetta del Mezzogiorno

La manovra attesa da mesi con ansia è stata varata, nell'apparente quanto ipocrita soddisfazione del governo e delle controparti sociali. È questa la finanziaria che suggella il patto per la stabilità del Paese contro le pressioni della Comunità Europea e delle agenzie di rating, che da tempo tuonavano per una manutenzione dei conti pubblici che potesse riportare l'Italia a quegli standard europei così vitali.
È una manovra nel suo complesso che rischia di portare il paese alla recessione, perché usa solo la leva fiscale sia come leva per la spesa reale che come fonte di finanziamento del Bilancio Pubblico. Nonostante tutti sappiano questo, i sindacati accettano la riforma sottoscrivendo così questo tacito accordo per impedire che il governo crolli, già reso debole dagli scandali delle intercettazioni e della Telecom, tasto così dolente per il centro-sinistra.
Potrebbero tuttavia fare uno sforzo di intelligenza e non parlare di redistribuzione del reddito o di equità sociale, giusto per non cadere nell'ipocrisia più totale, e mantenendo una certa dignità, che sembra che abbiano perso con il crollo del governo Berlusconi.
Allora, le finanziarie portavano la gente nelle piazze, le manifestazioni sindacali, gli studenti; oggi invece, gli unici che scioperano e protestano sono i giornalisti e i dipendenti dell'Alitalia, perché sanno di essere su una barca che sta affondando.
Per tale motivo, il gesto di Confindustria, della Confartigiano e della Confcommercio sembrano molto più oggettivi, perché almeno si fanno portatori degli interessi dei soggetti che rappresentano e senza problemi parlano di manovra iniqua, cosa che non può dirsi dei sindacati.

La manovra deve fruttare 33 miliardi di euro, di cui 13 proverranno dalle entrate, ossia dalla riforma del sistema fiscale incentrata sulla lotta all'evasione, e 20,4 dai tagli alla spesa pubblica, in termini di minori trasferimenti alle comunità locali e di riduzione delle assistenze sociali. I fondi saranno in parte devoluti ad abbattere il rapporto deficit/Pil di ben due punti percentuali, e ad abbattere il cuneo fiscale nei prossimi anni, nonostante di fatto sia già aumentato proprio per finanziare lo sgravio (!!!).

andamento Pil dall dopoguerra a oggi


Le norme emanate sono chiaramente volte ad aumentare le entrate, mentre quando si parla di redistribuzione del reddito non si fa altro che prendere una parola, manipolarne il significato per dare l'illusione che venga realizzata una qualche giustizia sociale. Il gioco delle aliquote è la parte più scenica della manovra, senz'altro, ma apporta un aumento del reddito netto del ceto medio, che sarebbe meglio definire medio basso perché è nelle soglie di vivibilità dignitosa. In un sistema fiscale come quello italiano, in cui la progressività delle aliquote è sancita dalla Costituzione - per quel che può valere dato che esiste l'Irap palesemente incostituzionale - per garantire l'equa partecipazione alle spese statali, sono le deduzioni che possono fare la differenza. Deduzioni dalla base imponibile che sono da tenere distinti dalle detrazioni di imposta, perché marginalmente riducono di più il carico fiscale. Ora bisognerebbe valutare caso per caso, con la combinazione delle deduzioni e delle detrazioni, o poi dire se veramente c'è un aumento del reddito netto.
Un aumento annuale medio del reddito di 300 euro non può giustificare tale entusiasmo, anche perché non si verificherà una vera e propria compensazione, ci sarà comunque un surplus di tasse che l'incidenza sugli ultimi scaglioni che è più che proporzionale, e il numero dei soggetti colpiti non è poi così d'élite. In ogni caso l'incidenza di questa operazione è solo del 10%, rispetto alle altre per reperire fonti, che sono quasi tutte incentrate sulla lotta all'evasione, mediante una rivisitazione degli studi di settore, e l'istituzione di nuove norme.
Se da una parte si vuole fare una lotta agli sprechi, dall'altro si riducono i trasferimenti ai comuni e viene imposto loro dei vincoli con un "patto di stabilità", insomma una piccola Maastricht che detta i livelli di spesa e autorizza a creare nuove imposte per finanziare i propri lavori. Il carico fiscale di questo passo deve aumentare per forza con il tempo, perchè i comuni saranno costretti a mettere nuove tasse per far fronte al patto di stabilità . Così per la sanità, la lotta agli sperperi si fa mediante il pagamento delle ricette e del servizio di pronto soccorso. La valorizzazione del patrimonio statale significa aumento delle tasse per le concessioni del demanio, quando poi noi tutti abbiamo sempre inteso l'investimento nel pubblico per farlo crescere. La normativa spesso parla di "ristrutturazione" o di "razionalizzazione" per dire tagli alla spesa pubblica per le assistenze sociali, ritenute ormai un costo che non si può più sostenere. Vengono ridotti anche i trasferimenti alle Università, essendo ormai un ente di ricerca sprecato e inutilizzato, perché in ogni caso il governo sembra aver accettato la proposta di Montezemolo quando parlava dell'Università come un ente strumentale alle società private e non più allo Stato.
Il campanello d'allarme più preoccupante è quella che mette mano al Tfr non destinato alle forme pensionistiche complementari, dando parte di questa liquidità, che appartiene alle PMI, ad un fondo gestito dall'Inps. Si toglie questa liquidità alle imprese, per rimetterle in un fondo di accumulazione, con una sorta di indebitamento forzoso dello Stato: le pmi saranno lasciate a loro stesse e maggiormente esposti a problemi di reperimento dei crediti.
La bassezza di tali norme è che ormai non hanno nulla di grande, in quanto non è stata fatta una vera e propria manovra di politica economica, quanto un'operazione di contabilità statale.
La leva fiscale è uno dei modi per far crescere l'economia, ma la differenziazione delle aliquote per zona geografica o gli incentivi per i nuovi assunti, non sono cose che fanno crescere il paese: sono misure temporanee, per cui una volta scaduta la valenza mensile, il problema non si risolve e il rapporto deficit/Pil aumenterà per il semplice fatto che noi siamo in recessione. Le manovre che fanno crescere l'economia sono gli investimenti nella spesa pubblica, perché l'aumento del giro d'affari fa aumentare anche il gettito fiscale, mentre quelle solo fiscali sono incerte, non si può sapere se i cittadini conserveranno o spenderanno quel reddito in più.
Si affanneranno inutilmente gli analisti che vorranno capire l'effetto di questa manovra 2007 sulla situazione economica, perché dietro non ha un'analisi economica, ma un semplice studio dei conti di Bilancio.


La possibilità di ridurre quanto più possibile le perdite è l'unica politica economica che oggi l'Italia può fare, dato che non ha più la politica monetaria né quella reale, perché le sue imprese mediante le quali faceva girare l'economia le ha perse o le sta perdendo tutte. Il programma della ristrutturazione del Tesoro è proprio questo, è dismissione di attività che vengono viste come un costo, ma in realtà erano le principali entrate. Oggi gli unici investimenti nella spese pubblica sono per le infrastrutture, derivanti tra l'altro da antichi fondi, come è il caso del Ponte sullo Stretto che pagherà l'alta velocità e l'autostrada del Sud.
Il documento di Programmazione economica parlava chiaro: l'Italia è un paese che sta lentamente perdendo posizioni tale che potremmo già dire che ci troviamo in recessione.
In calce alla sua analisi circoscrive le uniche possibilità di risollevare l'economia a due manovre: la deregolamentazione dei mercati, mediante il liberismo, e la informatizzazione della nazione. Entrambe sono a costo zero in quanto il vero costo dell'informatizzazione della propria impresa o della propria attività è a carico di chi la fa, e entrambe rappresentano il futuro dell'economia di un Paese, come l'Italia, che esporta solo servizi, risorse umane e prodotti a marchio "made in italy".
La tendenza è quella per cui pagheremo tasse sempre più elevate, avendo in cambio sempre meno servizi e assistenza, cosa che si ripercuoterà anche sulle nostre finanze in quanto ciò che ci è dovuto in qualità di cittadino, dovrà essere pagato in qualità di utente.

02 ottobre 2006

La "Gene Revolution" e i semi suicidi


La ricerca scientifica per sfamare l'intero mondo e creare nuove risorse ha creato le nuove scienze, i nuovi credo: le biotecnologie, ossia la frontiera tra gli esseri viventi e le macchine. Gli enti di ricerca privati, finanziati dalle fondazioni bancarie, studiano per noi gli organismi geneticamente modificati (OGM), ibridi non esistenti in natura con caratteristiche che dovrebbero superare i limiti che l'evoluzione ha dato alla natura. Maestra della biotecnologia alimentare è la Monsanto, nata nel settore farmaceutico, specializzata in quello chimico. È difficile che qualcuno che non l'abbia mai sentita nominare perché è stata una dei produttori dell'Agente Arancio, erbicida usato durante la Guerra del Vietnam, e di un ormone sintetico, Posilac, per il bestiame, che, una volta entrato nella nostra catena alimentare, ha fatto danni irreparabili.

Da circa 15 anni la Monsanto, come la DuPont e la Dow Chemicals, commercializzano semi geneticamente modificati, i cd "semi suicidi", provenienti da un progetto del governo degli Stati Uniti risalente al 1983. I semi suicidi producono un solo raccolto, ossia danno vita a frutti sterili, dai quali non è possibile estrarre dei semi per ricominciare il ciclo vitale: i coltivatori sarebbero così costretti a rivolgersi ogni volta al suo fornitore per ogni raccolto. Sui semi suicidi esiste un Brevetto ( US patent # No 5 723 765, del 1998) attribuito alla Delta & Pine Land - un anno dopo comprata da Monsanto - in comproprietà con il Ministero dell'Agricoltura del governo statunitense, con il nome "Controllo genetico delle piante". Il brevetto ha copertura globale e copre ogni specie di pianta e seme transgenico e convenzionale, che tuttavia permette di controllare la sterilità del raccolto. Una grande operazione commerciale per distruggere l'economia di sussistenza dei paesi, per renderla patologicamente dipendente da una società privata, che può diventare così molto più potente dello Stato stesso.

Tecnologia Terminator - Monsanto

La loro introduzione è stata pubblicizzata con uno slogan contro la fame nel mondo, come la soluzione alla scarsa produzione a causa della desertificazione o della glaciazione. Così ce li hanno imposti e sono entrati nella nostra alimentazione con un'etichetta certificata dall'Unione Europea.
Nel 2005, l' Indipendent on Sunday, ha pubblicato un rapporto segreto della Monsanto che comprovava che i semi di mais e di soia erano mortali per le cavie animali su cui erano stati testati. Nello stesso periodo, il Consiglio dei ministri europei dell’ambiente, ha autorizzato la commercializzazione del mais Monsanto 863 ma solo per la produzione di mangimi per animali, nonostante erano stati proprio dei mangimi modificati a fare troppi danni agli allevamenti, e non dimentichiamo la mucca pazza. Di risposta l'Italia si e' schierata nettamente contro l’autorizzazione rilasciata dalla CEE, dopo che già l'Austria, la Germania, il Lussemburgo, la Francia e la Grecia avevano proibito l'uso e la commercializzazione di semi di grano e colza Monsanto. Occorre aspettare e vedere sin dove l'Ue vuole spingersi, e sicuramente sarà pronta a sfornare studi di eccelsi comitati di studi, di qualche British University, che ne escludano la pericolosità.

In Italia i semi dalle grandi multinazionali già arrivano nei nostri vivai, che li utilizzano per vendere le piantine, distribuiti medianti forme di polistirolo che non consentono agli agricoltori si sapere chi ha prodotto quei semi.
I semi suicidi sono anche omicidi, hanno provocato un'etnocidio dei popoli del terzo mondo e presto anche dei nostri post-industriali, perché entrano nella nostra produzione agricola essendo più resistenti alle avversità climatiche a ai parassiti, il raccolto è abbondante e apparentemente perfetto, e per questo uccidono le specie locali, eliminando la diversità delle piante. Le derrate alimentari sono diventate certificate, brevettate, autorizzate dai presidi sanitari, e non ci si spiega come mai d'un tratto la natura sia diventata fuori legge, imperfetta solo perché anti-economica secondo la logica delle multinazionali.

Questo è un vero e proprio crimine, tanto atroce quante più certificazioni ha alle spalle, come è un crimine la distruzione delle specie locali mediante virus anomali, virus intelligenti potremmo definirli. La "virosi" per esempio ha colpito il pomodoro San Marzano, ortaggio del sud Italia dalle nobili proprietà perché resistente e con grandi rese nella sua trasformazione. I virus producono uno sviluppo vegetativo stentato e perdite di produzione che possono riguardare anche tutto il raccolto, che viene contaminato automaticamente, per cui le autorità sanitarie prescrivono di "usare esclusivamente materiale sano e certificato ai sensi della normativa fitosanitaria e di eliminare le piante ed i residui infetti".
Molti laboratori oggi studiano il vaccino per la virosi, ma perché non si interrogano sulla sua comparsa, sulla sua diffusione: chi ha fatto questo virus e perché?
Per entrare in un mercato devi distruggere i tuoi concorrenti, se non puoi comprarli o trasformarli: la vegetazione viene così prima ammalata, poi sostituita con altre piante per poi trasformare anche le altre che sono intorno.
Il fondo monetario, l'Ue e la Wto devono essere denunciati per etnocidio perché sono più di 15 anni che si conoscono gli effetti degli OGM . I nostri politici non hanno più il controllo di niente, la Guardia di Finanza controlla i piccoli negozianti, le piccole imprese, ma in realtà fanno i guardiani dei boia e non dell'Italia e degli italiani. L'agricoltura italiana è preziosa per il pregio delle sue specie, oggi invece è stata messa in ginocchio dalle leggi del mercato e oggi il suo futuro è nelle mani delle Politiche Comunitarie che finanziano le coltivazioni biologiche e dettano le quote alimentari. Ma avete mai visto morire qualcuno per eccessivo utilizzo di latte o grano? Allora perché rendere gli allevatori e i coltivatori dei fuorilegge per il semplice fatto che hanno sforato la quota comunitaria. Nessuno semmai dice che sono messi fuori legge perché hanno violato un patto: la Comunità Europea è disposta a finanziare se la produzione segue le direttive. Questa si chiama politica economica o etnocidio?

Quello prettamente economico è solo un aspetto di qualcosa ben più complesso. Il progetto "Terminator" si è adattato perfettamente alla ricerca scientifica della Fondazione Rockefeller 'Gene Revolution'. La "Rockefeller Fondation" consigliò la Monsanto di proporre il progetto dei semi suicidi alle istituzioni pubbliche, in modo da superare quell'ostacolo psicologico dell'opinione pubblica, controllata tra l'altro da Green Peace e Noglobal. I semi terminator entrano così nella ricerca per lo sviluppo della rivoluzione genetica e dell'ingegneria genetica, ossia un'area di ricerca della Fondazione di Rockefeller, che devolve al Laboratorio di Biologia Molecolare di New York, di $100 millions per creare la loro "Gene Revolution".
Capire chi sta dietro questa struttura criminale fa totalmente cambiare la prospettiva del problema e fa sorgere l'atroce dubbio che il controllo delle derrate consenta non solo un controllo economico sui paesi, ma anche una manipolazione dell'alimentazione. La "gene revolution" ci vuole trasformare, vuole cambiare la nostra struttura genetica, cambiando ciò che mangiamo. È in atto così un processo di disumanizzazione, che stravolge la nostra mappa genetica, la nostra storia e la nostra identità, standardizzandola e rendendola più adatta a successive manipolazioni. I media scolpiranno le nostre menti, mentre le nanobioteconologie, diffuse con vaccini e impianti, ci renderanno dei perfetti ibridi tra l'uomo e macchina. Tutto questo tuttavia non sarebbe possibile senza un'adeguata preparazione della razza umana a trasformarsi, ad accettare la sua nuova vita, il suo nuovo essere.

01 ottobre 2006

Multa per l'Italia di 310 milioni

perchè i controllori non hanno funzionato!


Un'istruttoria della Commissione Europea ha stabilito che l'Italia deve restituire 310,8 milioni di euro dei 317,3 che sono stati spesi in maniera irregolare nell'ambito delle Politiche Agricole Comuni, da parte degli Stati Membri [ pdf ]. Il residuo deve essere pagato da altri Stati membri nella misura di : 2,4 mil a carico della Spagna, 2 mil del Regno Unito, 1,3 mil della Francia, 0,6 mil a carico della Germania. Queste somme, quasi irrisorie per il resto dell'Europa, sono gravi e a dir poco eccezionali per l'Italia, che deve così far fronte al secondo colpo duro dell'Europa nel giro di pochi giorni. Considerando lo stato attuale dei conti pubblici e della insostenibilità della finanziaria, che, per il suo contenuto, rappresenta un preoccupante segnale della precaria situazione dell'economia italiana, questa multa cade come un fulmine a ciel sereno.

Queste somme dovranno essere pagate dagli Stati membri, in quanto esiste una responsabilità in capo alle autorità nazionali dei pagamenti, del controllo delle spese e del recupero di quelle indebitamente versate. Di solito questo tipo di incidenti vanno a gravare sul bilancio comunitario ma in questi casi la Commissione ha ritenuto che gli Stati hanno peccato di negligenza nelle procedure di recupero delle somme, messe a loro disposizione dal Fondo europeo di orientamento e di garanzia (FEAOG), che costituisce la metà del bilancio della CEE. La Politica agricola Comunitaria ha subito, tra le altre cose, una profonda modificazione volta a renderla vicina agli interessi dei consumatori, e - quasi in via residuale - alle esigenze degli agricoltori. Gli Stati possono utilizzare i fondi comunitari a condizione cha mantengano una certa correlazione tra sovvenzioni e produzione, nel rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale e sicurezza alimentare. Questo tipo di decisione rafforzerà sicuramente la anche posizione dell'UE nelle trattative presso la WTO.
Ecco quindi spiegato come fanno ad arrivare gli standard della globalizzazione nella nostra economia, nella nostra agricoltura, andandola a stravolgere e privandola della sua etnia, della sua biodiversità: chi finanzia infatti può dettare regole sul proprio investimento. In questo caso l'agricoltura deve sfornare prodotti che siano apprezzati dall'universo degli utenti, senza tra l'altro pensare alle tante variabili che incidono sull'agricoltura.
Per quanto riguarda poi i progetti, questi vengono analizzati da un Comitato che di volta in volta formula delle opinioni su un determinato progetto e fa una valutazione preventiva degli stanziamenti, e sulla base di tale procedura la Commissione prende i relativi provvedimenti. È da notare che il meccanismo decisionale e consultivo su direttive e provvedimenti, segue una procedura definita di comitatologia [pdf]: la Commissione e il Parlamento sono infatti attorniati da un numero indefinito di comitati che danno parere più o meno vincolanti sui progetti, e delle direttive, se si pensa anche al procedimento legislativo. Di questi comitati non si conoscono i componenti, né altre informazioni che permettono di risalire ad un ente o ad una struttura materiale, e viene detta infatti solo la sigla del comitato. Esistono più di 3000 commissioni che attorniano la Commissione Europea nelle sue decisioni, e nessuno dei suoi componenti è eletto mediante un procedimento democratico [ vedi comitatologia.pdf ]. Tanto potere dunque concentrato nelle mani di pochi che non rappresentano un popolo o uno Stato, ma rappresentano un libero mercato e la libera circolazione di persone, beni e capitali.

Tornando alla questione dei pagamenti, la procedura di liquidazione prevede che "gli Stati membri si devono assicurare che i loro enti erogatori recuperino i pagamenti", e per far questo essi "devono installare un sistema integrato di gestione e di controllo", ricorrendo anche a tecniche sofisticate di fotografia aerea o satellitare per controllare i campi e confrontare le domande con le banche dati informatizzate.
Da questo sistema si può dedurre che gli Stati possono demandare a terzi il controllo delle istruttorie di pagamento, non necessariamente strutture statali, e che questi nel farlo utilizzano banche dati informatizzate, o comunque un sistema integrato di comunicazione.
Non è infatti una novità che lo Stato e le amministrazioni locali attualmente ricorrano a delle società private per l'Assistenza Tecnica nelle procedure di controllo dei progetti e dei pagamenti di fondi delle politiche comunitarie. La KPMG, multinazionale di consulenza ad altissimi livelli, presta la sua consulenza per esempio al Ministero delle Politiche e delle Infrastrutture, fungendo da controllore di determinate operazioni per conto dello Stato, nonché una vera e propria attività di revisione dei conti. Quello della KPMG è l'anomalo caso in cui il privato controlla lo Stato, firma i progetti, e in tale posizione, ha dunque accesso ai database statali. I seguenti documenti infatti mostrano semplicemente che alcune Regioni abbiano nominato come "assistenza tecnica" la KPMG nelle procedure di controllo dei progetti finanziati dalla PAC:
- Regione Calabria [ doc]
- Regione Sicilia [ pdf ]
Come sempre è la logica aziendalista a prevalere, non quella del rigor di logica, in quanto dovrebbe essere lo Stato ad occuparsi dei suoi affari interni. Tuttavia all'interno della Unione Europea nulla viene più delegato allo Stato, che deve acconsentire così al fatto che determinato "enti o organismi" specializzati si infiltrino.
Nonostante la disorganizzazione statale sia stata colmata dall'efficienza del privato, l'Italia ha ora un'istruttoria per la restituzione di 310 milioni di euro, mentre la Francia e la Germania poco più di un milione: come mai questo? Forse perché non è dotata, a differenza di altri, di un'infrastruttura telematica solida, che snellisca l'amministrazione e la burocrazia e renda inutili, non solo costi aggiuntivi, ma la miriadi di controllori.
Strutture come la KPMG all'interno dell'Amministrazione Pubblica non avrebbero senso
di esistere, lo Stato sarebbe forte e competitivo, una macchina perfetta e precisa.
Questo poteva essere se il progetto del Polo Informatico fosse stato accolto dai politici, se Maastricht non fosse stato firmato, se lo Stato esistesse ancora. In realtà lo Stato non esiste se si ammette che possano esistere 3000 commissioni che decidano della politica della nostra nazione. Non dimentichiamo che Di Pietro stava vincendo il caso Abertis, ma una lettera da Bruxelles lo ha fermato: se oggi i politici continuano a firmare è perché devono esporsi e prendere le colpe al momento opportuno. Ormai i nostri deputati sono degli attori, il Parlamento Italiano è un circo, con tanto di carri di tendone, ma il Governo non è questo, e tutto da un'altra parte. Loro mentono, non potranno mai mantenere una sola promessa di quelle che dicono.
Drogano la nostra economia con il denaro per infiltrarsi, e la testimonianza che si tratta di aiuti "suicidi", anzi omicidi, come i semi Terminator, è evidente e basta guardare lo stato dell'agricoltura Italiana, che sta morendo.

Tutti temono le teorie complottiste, ma negare certe evidenze significa che agli Italiani piace pagare le tasse, gli interessi alla banca, e ora anche i debiti "stranamente non accertati". Man mano che il tempo passerà avremo sempre meno accesso a queste notizie, perché lo Stato non avrà più il controllo di nulla, e allora le persone si ricorderanno di quando si nascondevano davanti alle teorie complottiste. Se succede qualcosa, com'è accaduto in Ungheria, non servirà scendere in piazza, perché arriverà subito il FMI a finanziarci, ad indebitarci. Le false istituzioni sono state create per inculcare e far entrare nel pensiero delle persone l'idea di Europa, mentre dietro di esse si nascondo società private, la cui guerra è per la rapina delle parole. Spendono miliardi per costruire delle parole, come "finanziaria", che è in realtà il pizzo che dobbiamo pagare al fondo monetario.

Oggi la Commissione Europea impone un altro macigno sulle spalle degli Italiani, che, dopo questa decisione, dovranno rendersi conto dell'assurda situazione in cui si trovano e, invece di parlare di complotti, cerchino di capire.

29 settembre 2006

Le armi segrete dei Mullah

Le testate internazionali stanno diffondendo in questi giorni la notizia che l'Iran si stia preparando a sospendere l'arricchimento dell'uranio per trovare un accordo con l'Europa. Arrivano tuttavia delle smentite dal regime dei mullah, che sta cercando in ogni modo di fermare la disinformazione delle testate occidentali volte a sabotare la sua politica diplomatica e a rendere debole il governo dinanzi al suo popolo. La sospensione dell'arricchimento sarebbe la confessione di una disfatta del gioco politico dei mullah e la prova che temono le sanzioni della comunità internazionale. Il segreto che hanno voluto svelare, sarebbe che il governo nasconde la sconfitta all'opinione pubblica iraniana, che il regime in fin dei conti è fragile. L'Iran in realtà si sta sforzando per governare e gestire l'informazione proveniente dalle testate occidentali e di informare gli iraniani sui suoi successi diplomatici, in modo che non si convincano che il Paese sia stato già condannato all'isolamento e la guerra certa. Già nei mesi scorsi si è duramente scontrato contro il grande Network della CNN, che giocando sporco aveva stravolto la dichiarazione di Ahmadinejead nel tradurre le sue parole:la CNN allora chiese scusa dopo che il governo censurò le sue trasmissioni. La guerra diplomatica è anche il controllo e l'abile gestione dell'informazione, che se non viene accuratamente controllata rischia di creare i genocidi, i crimini contro l'umanità e le guerriglie che non esistono. Questo lo sa bene anche Putin che si guarda bene dal rilasciare dichiarazioni ai network occidentali.
Le nuove armi del regime dei mullah sono sempre, l'intimidazione, la disinformazione e la propaganda, i messaggi sono subliminali e anche molto pericolosi, e per tale motivo vengono occultati dai nostri mezzi di informazione. Il cacciabombardiere che percorre centinaia di chilometri per colpire poi con precisione spietata è l'arma di cui ha bisogno il popolo iraniano per sentirsi al sicuro, per riporre una qualche fiducia nella difesa del suo stato.

L'arma di cui il regime dei mollah è in possesso è sicuramente pericolosa ed esistente, deriva direttamente dalle ricerche di Tesla, ma dato che non può essere rivelata, il regime parla per metafore e mostra tante piccole scoperte per far in modo che il nemico capisca il quadro di insieme. Chi sa, sicuramente capirà, e ciò potrebbe spiegare il perché l'America non è riuscita ancora a sferrare un attacco, o perché Israele si è gelata prima di intraprendere la sua politica aggressiva. La Russia è al fianco dell'Iran, e questo lo si capisce dalle sue tecnologie, dalla propaganda, dalle parole di Ahmadinejad sull'olocausto.
Tra le nuove tecnologie, prima tra tutte va rilevata il "motore al plasma e ad esplosione", che sarà guidato dal satellite, così come i missili sono guidati dai laser, preparando anche una missione spaziale abitato. Il motore al plasma presenta ancora molte imperfezioni, in quanto l'energia che sprigiona non viene ancora ben gestita dall'automobile, per cui esplode una volta giusto ad un punto critico. Tuttavia, la sua scoperta rappresenta in ogni caso un chiaro segno evidente che sulla nuova fonte di energia i popoli e i governi scommettono per ottenere la libertà, per avere l'indipendenza e l'autonomia dalle lobbies. L'Iran probabilmente ha deciso di dire no all'oro nero in quanto lo condiziona e porta dentro le mura la guerra e la corruzione. Per tale motivo, fa sapere al mondo che sta cercando di fare la rivoluzione della free energy, prima ancora del diritto all'esistenza tranquilla e pacifica con altri Stati.

Le ricerche scientifiche spaziano infatti dalla ricerca militare, a quella dei trasporti, fino alla medicina. La chiave di tutto è proprio il nucleare, perché l'Iran vuole il nucleare non per fare la fissione, ma la fusione, l'acqua pesante, la e-bombe.
In particolare, la fabbrica di produzione di acqua Pesante, un'acqua dotata di proprietà miracolose ed insospettate. Quest' "acqua" non offre nessuno interesse al livello militare ma solo a livello scientifico e medico. L'acqua pesante, secondo alcuni ricercatori, serve a guarire dal cancro, l'AIDS, che da alcuni messi a questa parte si è diffusa a macchia d'olio nonostante non sia mai esistita come malattia.

Ancora l'Iram, annuncia di avere condotto delle ricerche sulla fusione nucleare, e ciò che più di tutto ha scosso di questa dichiarazione è il fatto che non si tratta di una scoperta dell''AIEA o di un servizio di spionaggio ma di un annuncio ufficiale. Probabilmente è lei la vera energia nucleare che l'Iran sta tentando di fare ma non riesce a causa proprio delle diverse difficoltà che da ogni parte arrivano e porteranno un Paese in guerra.
Infine l'Iran dichiara di possedere un'arma elettromagnetica che può consentire di resistere ad un attacco di questo tipo contro le sue installazioni militari, perché neutralizza e rende il nemico inerme in quanto, oggi, si può distruggere una persona con la semplice persuasione di aver perso. Già la portaerei "La Charles-di-Gaulle", in partenza per il Golfo Persico, è già in grado di lanciare un attacco a " impulso elettromagnetico" .
Quella che tutti credono una semplice follia è in realtà la verità, perché le bombe elettroniche esistono a tutti gli effetti: l'impulso, ovunque viaggerà, manderà in crash ogni strumento elettronico alla sua attivazione. Molto probabilmente è stata già utilizzata, provocando forse la dura reazione di Israele, che forse sarà stata colpita in qualche centro logistico nevralgico.
Si distruggeranno sempre così i nemici, neutralizzando i suoi radar, i suoi terminali che gestiscono il traffico aereo, i computer e i calcolatori che immagazzinano i dati o compiono operazioni finanziarie. Una guerra del genere provoca danni ben più ingenti di una semplice guerra di missili e attentati: questa guerra può distruggere un'intera economia in pochi istanti, soprattutto se si tratta di economie fortemente telematizzate e dipendenti dai sistemi elettronici in tutto e per tutto. Quest'arma è nata per colpire l'occidente e ora è stata sviluppata dalla Russia e dalla Francia, i due alleati in incogniro dell'Iran, e poi concessa ai Mullah per giocare su di lei la partita diplomatica della guerra.
L'Iran sta così cercando di inviare dei messaggi al mondo occidentale, di arrivare ad occupare una fetta dello spazio mediatico delle nuove tecnologie per scopi civili o militari, allo stesso modo in cui a cercare di spiegare all'Occidente che sapeva cosa sia stato "olocausto". Queste innovazioni tecnologiche sono, ufficialmente, il frutto delle ricerche di "scienziati rivoluzionari" che hanno appreso una nuova scienza dalla Russia, mediante puro e sano spionaggio tecnologico. Non dimentichiamo che il governo russo per anni ha cercato e messo al sicuro tutti gli scienziati e i ricercatori che avessero avuto una qualche esperienza con gli studi e le ricerche di Nikola Tesla.

27 settembre 2006

Gli scandali che introducono le leggi dei Banchieri

Pochi mesi sono decorsi dalla promulgazione della "legge sul risparmio" ( legge n. 262/2006 ) e da tempo è all'analisi del governo per una sua modifica, non rispecchiando più la volontà dei soggetti interessati. Ora si parla di completamento di una legge che presenta delle lacune, che, così come si presenta rigida e non in linea con l'orientamento europeo, che spinge per una maggiore deregolamentazione soprattutto nella disciplina del settore bancario e del mercato mobiliare.
Molte sono le discussioni che si sono aperte, ma nessuna di queste accoglie le richieste delle tante associazioni di consumatori che chiedono più trasparenza e più protezione per i risparmiatori.

Rivolgendo un breve sguardo a qualche mese fa, ricordiamo che l'approvazione della legge sul risparmio è stata accompagnata da burrascosi eventi che hanno travolto gli ambienti degli intermediari professionali, sino ad abbattere il Governatore della Banca d'Italia, il controllore dei controllori. Per rimediare ai gravi scandali dei "furbi del quartierino" si è deciso di scrivere una legge improntata totalmente sulla risoluzione dei problemi dei conflitti di interesse tra i controllati e i controllori, e tra i vari controllori. Lo scoppio del caso Fiorani è stato visto come il fallimento di un modello istituzionale sostanzialmente incentrato sulla Banca d'Italia, e in via residuale sulle Autority di vigilanza. La bancopoli scatenata, stranamente, non ha colpito banchieri di spicco né i responsabili delle Agenzie di rating e di intermediazione, gli organi di tutela che per anni hanno truffato i risparmiatori, omettendo informazioni o restando inermi quando un colosso industriale stava fallendo portando nel baratro milioni di euro dei lavoratori. La manovra fatta per colpire la Banca d'Italia è stata di una precisione tale, al punto da coinvolgere anche le associazioni di consumatori, tra le quali l'Adusbef è stata senz'altro la più agguerrita: tutti allora puntarono un dito contro Fazio, contribuendo così allo sfaldamento del sistema "bankitalia". Hanno sollevato le questioni morali della difesa per il risparmio, interrogazioni parlamentari e manifestazioni per il diritto al risparmio, ma nessuno di loro è intervenuto per far si che il danno ai risparmiatori non si venisse mai a creare.

Fazio allora era invece al centro di un'accesa discussione sulla italianità delle Banche, minacciate dall'Ue che non riconosceva più la reciprocità e dai gruppi bancari esteri già molto concentrati, e sulla vendita dell'oro della Banca di Italia. Dalla dismissione si sarebbero realizzati sei miliardi di euro, ma Fazio si è sempre rifiutato, non aveva alcuna intenzione di vedere alle moine di Tremonti che agiva su istruzione del FMI. L'intenzione di vendere l'oro delle Banche Centrali è stata infatti una decisione presa da quindici banche centrali europee, il "Gold Agreement", consentendo la vendita di una parte delle ri­serve auree in eccesso rispetto alle esigenze di copertura. L'idea geniale fu di Romano Prodi, che nella sua straordinaria manovra per sanare l'Italia le pensò proprio tutte, e Tremonti aveva già più volte fatto notare che Fazio registrava delle «eccessive» minu­svalenze sulle riserve della Banca centrale per evitare di vendere. Tuttavia Fazio non ne vedeva la ragione né aveva intenzione di assecondare una tale richiesta assurda.
Lo scandalo Fiorani ha tardato poco infatti a colpire il governatore al quale, nonostante la sua carriera non limpida, dobbiamo dare il riconoscimento di una prova di intelligenza, sicuramente per rispondere ad altro tipi di interesse, oltre a quello dell'Italia.
Nasce così la legge sul risparmio, nasce per togliere poteri a Bankitalia e suddividerli tra le diverse commissioni di vigilanza, attribuendo a ciascuna determinate competenze, ma provocando una tale divisione dei poteri anche controproducente perché il controllo delle informazioni non viene ben accentrato. Il governatore diviene precario, ossia un dirigente che cambia ad ogni nuova legislatura, e si stabilisce che, entro tre anni sarà un soggetto pubblico, e dunque occorrerà provvedere al trasferimento delle quote di partecipazione della Banca d'Italia allo Stato da parte dei soggetti privati. Questa norma è stata spesso interpretata come una volontà dello Stato di riacquistare la sua Banca, tuttavia questa è stata solo un'espressione di intenti che è tutta da decidere insieme alla Bce che chiede sempre il rispetto dell'indipendenza "delle istituzioni". Alcuni analisti hanno allora visto in questa norma un modo per le Banche private di realizzare un investimento, perché la Banca d'Italia non ha più alcun potere o valore, e poi tutte le competenze sono in mano alla Bce, che è destinata anche lei a scomparire nel circuito finanziario mondiale.

Attualmente la legge sul risparmio è al riesame delle commissioni parlamentari, e il programma di riforma è stato esplicitamente descritto da Draghi. La legge così com'è non va bene, occorre riscrivere tutte le regole delle autorità competenti, rimettendo agli organi interni delle società la verifica delle informazioni per la vendita delle azioni e delle obbligazioni, togliendo poi da ogni responsabilità l'intermediario che vende i titoli. Il riassetto della Banca di Italia va studiato in modo che lo Stato non possa influire, per cui nessuna possibilità di riacquisto del pubblico. Le competenze di Bankitalia vanno ancora ridotte, eliminando l'obbligo di autorizzazione alle fusioni, per ridurre la sua ingerenza sulle manovre di vendita e di acquisto delle Banche. Tutte le ulteriori riforme andranno comunque scritte in nome dell'armonizzazione finanziaria: stesse regole per un solo mercato, una sola Borsa, un solo controllore. Le Banche Centrali non avranno quasi ragione di essere perché presto non saranno neanche più loro a controllarne la circolazione, sarà un unico cuore pulsante, probabilmente proveniente dall'America.

Entro la fine del mese prossimo infatti verranno conclusi i patti per la fusione Euronext e Nyse, alla quale si prepara a far parte la Borsa di Parigi, di Lisbona e Francoforte. Presto anche la Deutsche Bourse che evidentemente non può entrare fin quando non emana anche lei le giuste leggi della liberalizzazione e ammette l'inserimento dei privati nel capitale delle Banche ancora pubbliche.
Le autorità monetarie tedesche già avevano tentato tempo fa di entrare, ma la loro offerta non fu considerata accettabile, perché troppo bassa: mancava infatti la Banca Centrale e le leggi per l'incursione libera dall'estero. Gli Americani si preparano ad entrare nel sistema Europeo, il Nasdaq sta cercando di scalare il London Stock Exchange, attaccato trasversalmente anche dal Nyse che continua ad acquistarne le partecipazioni.

La creazione della borsa mondiale è più vicina di quanto non si pensi, il listino globale sarà una realtà, i nostri risparmi si perderanno in circuiti sterminati, le imprese quotate saranno trasformate in semplici numeri. Tutto questo non si può realizzare senza l'omogeneizzazione delle regole e la cancellazione dei poteri nelle mani delle autorità nazionali, alle quali vengono rimasti solo i comitati di vigilanza, a volte costituiti da sole 5 persone.
Il furto che ha avuto inizio nel '92 sta continuando, il processo è lento e macchinoso ma alla fine prenderanno tutti i nostri soldi, i nostri documenti, e i nostri dati e li trasformeranno i bit che circoleranno ovunque. Non basteranno le leggi di tutela del risparmio, e sarà meglio che i governi comincino a stilare convenzioni bilaterali se vogliono proteggere i loro cittadini. La borsa mondiale sarà il vero strumento di guerra conoscibile in una società moderna: nessuno potrà controllare i genocidi fatti distruggendo una semplice libreria di dati.

23 settembre 2006

Tacete, il nemico vi ascolta

Per fermare le intercettazioni abusive che minacciano di colpire la classe dirigente è stato varato un decreto legge che imponga il carcere a coloro che possiedono intercettazioni abusive, e forti multe a coloro che invece le diffondano. Il decreto finirà senz'altro per creare dei colpevoli a tutti i costi, dei capi espiatori che potranno essere dai dirigenti dei servizi ai singoli componenti delle forze dell'ordine, che rispondendo ad un ordine, finiranno per pagare le pene di coloro che hanno voluto l'azione. D'altro canto, imporre delle multe ai media che diffondono materiale compromettente certo non fermerà chi da un gioco spregiudicato può ottenere molto di più di uno scoop mediatico. Può ottenere il potere, può sbaragliare un nemico politico o acquisire una banca, può scatenare una guerra al terrorismo e infine vendere "le autostrade d'Italia". Questo tipo di provvedimenti certo alza il livello di coloro che potranno permettersi di giocare con le telefonate, avendo accesso ai canali di informazione e alle stesse conversazioni senza bisogno dei servizi per ottenerle.
Come sempre le nostre leggi colpiscono gli effetti, o i vermi che sono intorno, ma non vanno mai alla radice del problema. Sembra molto la legge sulla protezione dei dati sensibili delle imprese e delle persone: il provvedimento obbliga la tenuta in sicurezza dei dati, grazie alla certificazione da parte delle società private, che custodiranno le chiavi dei sistemi di protezione e dei data base. Questa è una finta legge, perché ufficialmente deve servire a proteggere i dati, mentre ufficiosamente ruba le informazioni per servire a scopi molto più importanti.

Allo stesso modo, i le intercettazioni abusive si fermano ufficialmente con le multe ai giornali e ufficiosamente con i ricatti. Per i grandi privati, la gestione di un media costituisce il più delle volte un costo, che viene remunerato con gli effetti della manipolazione del mercato, la raccolta del risparmio, dei consumi, degli investimenti, e a ben pensarci, la strumentalizzazione politica è marginale. Allo stesso modo, sono marginali i personaggi colpiti dalle intercettazioni, ma costituiscono pur sempre una importante componente, perché è un capro espiatorio che se cade scopre tutto il castello di carte che tiene in piedi il vero obiettivo. Il caso Fazio ne è un evidente caso, in quanto sono stati inquisiti in un primo momento le piccole pedine intorno a lui, ma fondamentali per scatenare forti dubbi sulle istituzioni che dovevano vigilare su certi meccanismi. La pressione che è stata fatta è stata tale da indurlo poi a dimettersi, dopo che alla riunione del FMI venne snobbato in maniera fredda. La faccenda non finì lì, e continuare a far parlare di BNL e Unipol poteva tornare utile per ammansuire i piccoli politici che si apprestavano a vincere le elezioni: sapevano che avrebbero vinto e dovevano tacere e stare al gioco. Chi credete abbia profittato di questa grande confusione, i giornali o le Banche e gli speculatori che hanno sistemato i loro affari e archiviato trattative che erano sospese da anni.
Si pensi ad Autostrade, la fusione è andata finalmente in porto perché l'ennesimo ostacolo è stato respinto, come volevasi dimostrare. L'Unione Europea ha dichiarato che la fusione "abertis-autostrade" per creare le "autostrade per l'Italia" potrà dar luogo soltanto a una duplicazione dei concessionari delle autostrade a pedaggio. La concorrenza verrà comunque cautelata da altri concorrenti, dalle gare d'appalto dalla "assenza di preoccupazioni da parte di terzi" (?!?!). Problemi per la concorrenza dell'Europa non esistono, quindi non esistono neanche problemi per l'Italia che perde il gestore della rete infrastrutturale fondamentale in un territorio come quello italiano.
Le mosse di Di Pietro, per quanto intelligenti, sono state inutili perché dovrebbero saperlo che ci si scontra contro un muro assolutamente invalicabile: non esistono strumenti per far valere l'interesse nazionale dopo Maastricht. Ma nessuno ha dato il potere ai Commissari dell'Ue di sindacare sulla politica economica di un Paese, perché prima queste società erano le braccia della Spesa Pubblica, il motore dell'Economia. Prima le hanno infiltrate, togliendo gli imprenditori e mettendo al loro posto gli amministratori delegati delle Banche, poi le hanno indebitate per doverle infine privatizzare. Hanno creato il problema e immediatamente dopo la soluzione, tanto che quella prospettata sarà la più giusta, anche agli occhi dell'opinione pubblica.
Alitalia oggi è la spina nel fianco dell'Italia, la stanno dipingendo come un vecchio carrozzone che grava sul bilancio dello Stato e che per questo va ceduta per renderla competitiva. Lo sciopero che si prepara è un grave segnale, perché nasconde una profonda divisione tra le controparti che ora più che mai dovrebbero essere uniti. Le dismissioni sono obbligate, sono le zavorre che si gettano per non schiantarsi, sono le concessioni che oggi occorre fare alle Banche e ai vampiri per resistere ancora. Molto probabilmente entro questo anno sociale, Alitalia sarà venduta, forse ceduta alla Air France KLM, che è disposta ad accollarsi il grave bilancio in rosso, e l'interessante gestione della linea Cargo dell'Alitalia, per ottenere in cambio la rinuncia all'operazione su GdF-Suez.
Che esistano determinate intenzioni da parte degli investitori esteri è una cosa pacifica, insomma lo sanno tutti, e per questo ci auguriamo che il governo italiano non cada di nuovo dalle nuvole, affermando di non saperne nulla.
La debolezza di questo governo ci preoccupa molto, perché vuol dire che qualcuno sta in questo momento premendo per farlo cadere, per indurlo ad accettare un ulteriore compromesso. La scelta da prendere non è la guerra, e forse neanche le dismissioni del patrimonio statale, non la Tav o l'Alitalia, ma qualcosa di molto più importante perché ci preparerà al futuro.
I primi passi sono stati già dati, con la messa al sicuro delle telecomunicazioni, il prossimo sarà sicuramente una questione di carattere Bioetico, per cui ritornerà in carreggiata la questione dell'inseminazione artificiale, che sarà il nuovo input alla ricerca scientifica, la più oscura che possa esistere.

22 settembre 2006

La guerra dei Due Mondi


Sono oggi tutti occupati, a sentenziare e ad indagare. Tutti sono in giro con le sirene spiegate a destra e a sinistra, e nel Parlamento si fa la rissa, perchè questi poveracci, il popolo degli occupati, si batte per avere una poltrona. Tante strette di mano e tanti discorsi; Bruno Vespa sbraita, perché se gli italiani piangono lo seguono di più, e mentre tutto fa notizia, l'Italia si ritira dall'Iraq. L'impressione era tutt'altra, a noi sembrava che avrebbero senz'altro rifinanziato la missione per un altro anno, ma ora vanno via, quasi in fretta e furia, lasciando dietro di sé un paese perfettamente democratizzato, tant'è che un ispettore dell'Onu ha dichiarato che le carceri sono ridotte ad uno stato ben più pietoso rispetto a quando c'era Saddam.

I nuovi Generali sono i Banchieri, che sparano sui loro pc, perché i nostri si sono venduti, hanno usato le armi come proiettili nelle parate e non sono saliti su un carroarmato al momento opportuno, quando serviva. Mentre tutti nei salotti parlano e sparlano, dicono e ridicono cose inutili, persino le vecchiette hanno deciso di adottare un cane perchè ha buttato la televisione.

I panzari obesi dei notai, dei commercialisti, parlano come criptati; gli analisti esaminano se il pannolino della Pampers assorbe meno o di più, mentre le donne casalinghe di sempre, oggi sono quelle che vedete nei salotti. Le grandi menti, fanno dei discorsi che neanche loro capiscono, e sono quelle che si sentono nelle intercettazioni mentre gridano per dire "Butta la pasta". Oggi il nostro ministro degli esteri gira il mondo per fare i protocolli, e più merce arriva maggiori saranno anche le prostitute, questi personaggi che con le loro diarree verbali predicano. Il caso Telecom sta squotendo Prodi, che per evitare lo scandalo e lo scatenarsi delle intercettazioni abusive, contro le quali non potranno certo difendersi con le inchieste di Mastella, considerando poi che arrivano sempre in ritardo in ogni caso. E mentre la Telecom è persa nessuno pensa ad Albacom, che perderà il suo nome e diventerà British Telecom Italia, tanto che ormai possiamo tranquillamente affermare che il cielo italiano è stato completamente comprato. Ma chi sono questi personaggi di padri sconosciuti,e di madri che erano lavandaie incallite, chi sono questi uomini, tutti cravattari, cavallari e padellari. Una delle prime dichiarazioni di Buttiglione diceva che chiunque avesse vinto, l'Italia avrebbe senz'altro pagato il Fondo Monetario Internazionale, per cui l'unica promessa mantenuta è che pagheremo senz'altro. È tutto vero purtroppo, ma miglioreremo, perché se tutto va bene siamo nella merda.

Il governo russo ha riscritto la sua dottrina militare, e in documento preparato dal Ministero di Difesa, afferma che la Russia si carica per potere di interferire nei conflitti di confine, rivolgendo un occhio di riguardo alla proliferazione delle armi nucleari e lotterà contro i suoi nemici: la Nato e gli Stati Uniti. La Russia sarà così in grado di partecipare a conflitti armati lungo i suoi confini nel caso in cui siano violati i "principi di diritto internazionale classificati come aggressione contro cittadini". Ancora persiste infatti la minaccia di base della sicurezza nazionale della Russia ancora connessa con l'interferenza di paesi stranieri negli affari interni. Questo significa che probabilmente Putin si farà ambasciatore della nuova riconfigurazione delle truppe della Nato sul continente europeo, affrontando anche il problema legato all'intenzione degli Stati Uniti di schierare le sue basi in Europa Orientale. Il fatto che la Nato vuole espandersi in Europa non è certo un buon segnale per la Russia, che è ora intenzionata a sostenere la causa della Serbia per poter arrivare finalmente ad una conclusione delle controversie del Kosovo. Se la Russia deciderà di prendere una posizione così forte nei Balcani un nuovo fuoco si aprirà, e molto probabilmente un conflitto ripartirà proprio dal Kossovo, perché una ferma decisione della Russia sul territorio della Nato, significa aprire una ferita ancora parte.
Nel frattempo Ahmadinejead trova un prezioso accordo con Chavez, nel tentativo di costruire una Opec della resistenza e riaprire il discorso della borsa del petrolio come risposta al regime internazionale.
Questa che vi abbiamo accennato è la guerra che tutti conosciamo, è la guerra che noi viviamo perché è quella più evidente. Quella invisibile, non è fatta di accordi e di dichiarazioni ma è costituita di fatti inequivocabili, i cui effetti non li sentiremo forse mai se non ci svegliamo. È in corso un'opera di controlli medici di massa mediante il testo dell'HIV sui cittadini americani compresi tra i 13 e i 64 anni: milioni di persone il cui DNA verrà completamente rubato per creare il più grande database di dati riservati delle persone, ottenibili spesso solo mediante specifica autorizzazione del giudice. L'opera di disumanizzazione è davvero incominciata, perché se cominciano a creare le commissioni bioetiche di studio che nero su bianco paventano l'introduzione dei chip sull'uomo, vuol dire che presto comincerà la nuova era. L'era del chip che rende l'uomo un Dio, e in cui sarà la macchina a comandare e creare uomini in una continua combinazione genetica.
Anche in questo caso, è un'altra la verità che vogliono proporci mentre diversa è la realtà dei fatti, ma le persone non riescono a capire o ad ascoltare talmente che sono prese dalla loro vita fatta di scadenze.
Dire loro la verità sulle scie chimiche non è certo facile, ma è la verità e la abbiamo dimostrata: le bionanotecnologie sono da anni sperimentate, si presentano in una forma non visibile ad occhio nudo, una volta entrati in contatto con i meccanismi prettamente biologici dell'uomo, tendono ad entrare nella struttura cellulare fino a riprodursi.
Saranno le macchine a programmare i bambini, i nostri pensieri, continuamente scannerizzati, la nostra intelligenza e la nostra capacità di analizzare e capire aspetti complessi.

Ben consci del problema che si nasconde dietro le scie chimiche, la Etleboro ha deciso di promuovere un progetto che porti un piccolo spaccanuvole all'interno di ogni casa per proteggersi da questi attacchi. Sarà questa l'occasione per fare entrare nella mente delle persone, un'altra realtà, ossia quella della free energy che ispirerà le loro vite e le salverà in un certo senso.