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31 gennaio 2006

Srebrenica : il giorno della verità


Srebrenica è l'olocausto dei bosniaci costruito dai media per accusare la Serbia e costruire dinanzi il tribunale internazionale dell'Aja le prove inoppugnabili della sua colpevolezza. Per comprovare tale tesi è stato costruito ad hoc un video che mostra la fucilazione di sei musulmani bosniaci da parte di un esercito che viene definito "serbo": l'incoerenza delle immagini mostrate e la descrizione dei fatti della battaglia di Srebrenica dimostrano senza ombra di dubbio la falsità del video.

La battaglia di Srebrenica si deve contestualizzare con una guerra balcanica sanguinosa che si portava avanti con lo scambio delle enclavi, delle città, dei territori cercando di concentrare delle etnie all'interno di una zona circoscritto. I serbvi di Bosnia chiesero di ottenere Srebrenica, perchè era una enclave bosniaca, al cui interno si erano infiltrate bande di mercenari Mujaidin che mietevano vittime e distruggevano le enclavi serbe circostranti. Per cui una delle ragioni per cui i Serbi scambiarono la loro enclave, non era perché era un esercito di folli nazionalisti, ma perché proteggeva la sua stessa gente dalle belve disumane, che erano venute dalla Tunisia, Somalia, Libano a combattere una sporca guerra a suon di dollari, con la speranza di un passaporto. Mentre l’esercito di 5.000 mila uomini di Oric viene fatto spostare secondo i piani, lì erano presenti 3.000 Mujaedin, un corpo miliziano, della cui esistenza fornirò una documentazione, che distruggeva case di contadini Serbi, ammazzando bambini, donne, uomini e anziani. Quel giorno il generale Mladic entrò nell’enclave come d’accordo, ma Alia Izesbegovic organizzò la trappola, una trappola che costerà non sappiamo quanti anni ancora di bugie. Quando Mladic, dunque, entrò nell’enclave trovò questa gentaglia che sparava all’impazzata, rifiutandosi categoricamente di lasciare l’enclave, mentre gli olandesi chiedevano all’esercito serbo di ritirarsi fino a quando la situazione non si fosse calmata. Ad un certo punto cominciò la degenerazione, e uscì il verme del male che dimora in alcuni balordi, e che spinge ad essere vigliacchi e attaccare alle spalle. Naturalmente un generale, vedendosi sparare alle spalle, non esitò a rispondere al fuoco, come logico infatti che sia .

Il caso volle che questo esercito di Brambilla, gestito da mezzi marescialli e che andava vigliaccamente ad ammazzare le vecchiette serbe e gli anziani nelle zone vicine, avesse a che fare con un esercito che agiva con un piano militare.

A nulla servì il richiamo del soldato Olandese di ritirare i loro soldati, tanto è vero che lo scambiarono per un Serbo, buttandogli una granata. Fino a quel punto, l’unico soldato morto era uno dell'Onu e per mano Musulmana. I Musulmani di Bosnia avevano un vantaggio notevole perché Srebrenica è fatta di colli e avevano armi molto pesanti, che non esitarono ad utilizzare in quel momento, come dimostrazione del fatto che un esercito regolare non era. Le avevano abbandonate, le armi, perché la politica della guerra era cambiata: non doveva essere più basata sulle enclavi, e fu questo un modo per togliere l'embargo che imposto da molti anni.Era una guerra tra ONUnisti e NATOscisti, infatti, oggi si parla di Nato e non più di ONU.


La battaglia di Srebrenica è stata per molti anni tenuta allo scuro della comunità internazione, e non fu spiegato dal governo olandese, su cui incombeva il dovere di vigilare quella zona della Jugoslavia, cosa fosse davvero accaduto in quanto una grave indagine teneva sotto scacco l’Olanda per la questione di Mato Grosso e di Pablo Escobar, ovvero la famosa isola della droga che sfiorò la National Nederland Bank, quando era procuratore capo , proprio Carla del Ponte. Tra quelle montagne c'era, come osservatore, un agente del servizio segreto inglese Paddy Ashdown, che raccontava di tutto pur di richiedere ed ottenere i bombardamenti. Dopo alcuni anni è ritornato, ma questa volta come amministratore europeo per privatizzare le ditte statali, e spiegare ai serbi le loro idee senza fargliele capire, a spiegare che si privatizzava per entrare in Europa, mentre il suo paese Inghilterra non accettava l’euro.

Il video della strage di Srebrenica giunge dopo dieci anni per riprendere una vecchia storia e utilizzarla in modo tale da colpire la Serbia, mediante dei giusti ritocchi da parte dei media. A fare la grande scoperta è Natasha Kandic, legata a moltissime associazioni, quelle dei governi dei buoni e di associazioni che non hanno mai preso posizione sui crimini delle Banche e della responsabilità nell'etnocidio Balcanico. Alla consegna del video non ha rivelato le fonti sostenendo la storiella di un Nazionalista pentito, disposto a consegnare il video in esclusiva, e quant’altro, insomma le solite filosofie di povere creature umane disposte a vendere un’interna nazione, solo per il gusto di possedere un pezzo di quel potere che si costruisce con il sangue del crimine economico. Basti guardare la faccia di Carla del Ponte per vedere che mente. Il cosiddetto procuratore del Potere dei Buoni si fa intervistare raccontando tante di quelle falsità, tutte di grande utilità per il potere Bancario, rendendosi vera custode del segreto Bancario, del male e della schifezza del mondo intero.



Questo video è una cosa assurda, non mostra alcun dato preciso che possa identificare le persone, nè qualche dettaglio che possa dare un punto di localizzazione, non una targa automobilistica, solo mezze verità perchè certi particolari sono stati posizionati lì per far credere che sia un esercito serbo a commettere le fucilazioni. Possiamo vedere solo delle divise pulite, nessuna appartenente all’esercito regolare serbo, non una voce alla radio, tutti con le barbe rasate e composti, in uno scenario surreale che non sembra appartenere ad un costesto di guerre e stragi. Basterebbe confrontare le immagini dei soldati serbi di quei giorni: dal 5 giugno al 25 giugno dopo i violentissimi attacchi, erano stremati, con divise tutte sporche, la barba incolta, mentre nel video vedete visi tranquilli e ben rasati. Inoltre osservando le divise non troverete nessuno elemento comune con quelle che appaiono all’interno di quel video. Le divise sono nuove e perfettamente composte, quasi quanto quella del Generale Mladic, che non partecipa all’azione vera e propria. Tra l’altro le divise non sono in dotazione a nessun esercito dei Serbi di Bosnia, inoltre nessuno di loro porta guanti, né gradi. Non esiste un riflesso del sole, neanche un ramo, ma è strano visto che Srebrenica è piena di colli e di montagne.



 










Confrontate


 






Voi tutti avete visto la signora con il quadro in mano piangere per suo figlio. Nura Alispahic sta raccontando la morte del Figlio e non dice che è morto a Srebrenica, ma a Trnvo a 120 kilometri di distanza . Tutto quello che lei dice alla tv non risulta dal filmato, avendo così la possibilità di associarlo a quel video.


Esistono prove così lampanti che questo video è falso, esistono così tante prove che questa strage è una falsità, costruita per obbligare gli eserciti a rimanere e combattere una guerra. Nessuno dice che la stessa Onu portava i Mujaidin e li proteggeva. La Nato non ha esitato a bombardare con l'uranio impoverito popolazione enermi, o ad acconsentire alla cacciata di 250.000 serbi dalla Croazia con l’operazione Tempesta durante la quale furono uccise 3.300 persone, tra bambini di 3 anni e anziani di 87.

Hanno istituito così un tribunale internazionale per accusare e non essere inquisito, ma non esiste nessun trattato internazionale che lo istituisce. Esiste infatti un documento, protocollato dalle nazioni unite, che accerta che dal 1993 esistevano già delle fosse comuni a Srebrenica, tra cui sia Serbi che Musulmani :  www.etleboro.com/local_docs/595.pdf



Esiste questo rapporto che nessuno vuole leggere, e l’Onu lo sa benissimo, tanto è vero che il processo contro Milosevic è una vergogna per Carla del Ponte, la regina del segreto bancario Svizzero, dove ci sono tutti i conti che riciclano il signoraggio, la droga, le armi, ecc.

Caro procuratore, se se la sente, potremmo fare un processo pubblico con tutte le telecamere accese, senza togliere le parole alla gente. Siamo pronti, siamo prontissimi, per dimostrare che dietro la banca centrale Bosniaca c’e il trucco della rapina da “currency board”, dove il signoraggio dei Serbi di Bosnia viene derubato dalla BCE. Io lo so, lei non risponderà mai perché è complice. Adesso è arrivato il momento di cambiare, perché anche voi avete dei giudici: il popolo sovr ano.