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09 luglio 2013

L'Osservatorio Italiano porta l'Intelligence economica italiana nel Maghreb


Rabat - L'Osservatorio Italiano giunge nel Maghreb, mettendo la sua struttura di Intelligence Economica al servizio delle piccole e medie imprese italiane che intendono espandere le proprie attività nel Mediterraneo. Attraverso il suo comparto logistico, l'Osservatorio Italiano fornirà loro gli strumenti per comprendere questi mercati così complessi economie straniere e difendersi dagli attacchi non convenzionali di lobbies e concorrenti, spesso troppo forti. Queste le parole di Michele Altamura, fondatore della Etleboro ONG, nell'intervista rilasciata per Le Soir-Echos, media francofono del Marocco, che fa da apripista all'imminente apertura della sezione dell'Osservatorio Italiano dedicata alla regione del MENA, nonché ad Egitto e Libano.

Intelligence économique: l'Osservatorio Italiano
Prima pagina >>> Le Soir-echos.com
"L'Osservatorio Italiano sostiene le società in difficoltà, in primo luogo con una coesa rete di professionisti ed esperti, che forniscono un supporto continuo. E in secondo luogo, con un sistema informatico e un modello di intelligence economica tutto italiano. Ed è per questo che il nostro progetto è ormai una realtà che si sta diffondendo sempre di più - afferma Altamura, continuando -. La nostra organizzazione non ha mai ricevuto finanziamenti pubblici, donazioni da fondazioni bancarie ed istituzioni europee. Sono le imprese che sostengono il nostro lavoro, a fronte di servizi per il monitoraggio e la tutela degli investimenti effettuati".

L'Osservatorio Italiano intende quindi portare nel Maghreb il proprio modello di Intelligence Economica, che non si basa sulla logica della semantica, bensì su una macchina ibrida costituita da una componente informatica e una umana, spiega ancora Altamura. "Nel tempo abbiamo formato un gruppo di giovani, che collaborano con noi in maniera autonoma e professionale, a stretto contatto con le imprese. Il nostro compito è quello di supervisionare, monitorare e reagire tempestivamente. Abbiamo avuto grandi risultati nei Balcani, molti casi sono stati risolti e portati all'attenzione della Commissione Europea e del Parlamento italiano. La nuova sfida è senz'altro il mondo arabo", aggiunge Altamura.

Per l'Osservatorio Italiano il Mediterraneo è la nuova frontiera da infrangere, per affiancare così le imprese italiane in una regione a cui appartengono storicamente. La cooperazione sulla base di un concetto di sviluppo sostenibile, resta lo strumento per avvicinare le imprese al tessuto locale, mentre il contrasto alla disinformazione è un'arma di difesa delle eccellenze e del patrimonio italiano. Il nostro vuole essere quello di avvicinare i popoli arabi all'Italia, intesa non come Paese di rifugio, ma come "sentimento di affetto nei confronti di un patrimonio culturale condiviso". I nostri collaboratori saranno appunto gli italofili, che nutrono un profondo legame con la civiltà italiana e che intendono mettere al servizio degli interessi comuni la propria conoscenza, per elevare il benessere della propria nazione. "Una giusta informazione è l'elemento essenziale per colmare le lacune e rafforzare le collaborazioni tra i paesi arabi e l'Italia", conclude Altamura.

Intervista di Michele Altamura per Le Soir.tv