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05 marzo 2014

La Guerra fredda della propaganda

La Etleboro ha propri corrispondenti a Donesk, Odessa e Simferopoli per il monitoraggio della disinformazione e delle provocazioni della stampa internazionale.


Kiev - In una comunicazione telefonica, il Ministro degli Esteri dell'Estonia, Urmas Paet, informa l'Alto Rappresentante per la politica estera e difesa dell'Unione europea Catherine Ashton, della sua impressione sulla situazione attuale in Ucraina. La veridicità del colloquio e del contenuto della loro conversazione è stato confermato dal dicastero estone, mentre il gabinetto del capo della diplomazia europea non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Nel dettaglio, Paet, mostrandosi molto preoccupato sulla situazione venutasi a creare a Kiev, racconta di aver avuto un incontro con i membri del Partito delle Regioni (di Janukovych), con i membri dell'attuale coalizione, ma anche con un rappresentante della Società Civile, Olga (senza dare il suo secondo nome, però sembra sia Olga Bogomolets - medico volontario nelle proteste del Maidan, diventata leader simbolico della società civile e dei manifestanti). Dopo l'incontro con il rappresentante della Società Civile, Paet ha affermato che "secondo Olga", è sempre più accredita l'ipotesi che gli sniper che hanno sparato contro i cittadini in Maidan  non facessero capo a Yanukovych, bensì ad un membro della nuova coalizione. Le prove sembrano dimostrare che a colpire i civili e i poliziotti, siano stati gli stessi proiettili, per cui un (terzo) gruppo di sniper stava colpendo la folla e i poliziotti. Olga ha mostrato delle foto al funzionario estone che dimostrano come le ferite siano riconducibili a proiettili dello stesso calibro. Paet aggiunge che, la cosa più sconvolgente è che la nuova coalizione non intende indagare su quello che è realmente successo. La conclusione generale del funzionario estone su quello che sta succedendo adesso a Kiev è un 'molto triste', e l'incidente degli sniper  pone una serie di interrogativi sull'affidabilità e la credibilità del nuovo Governo. Egli ritiene che il popolo ucraino non abbia fiducia nei leader del Maidan, e quindi tutti i nuovi membri al potere non potranno essere parte della futura leadership perché hanno tutti "dei passati molto sporchi".


Intelligence economica dell'Osservatorio Italiano
Le analisi dell'Osservatorio Italiano hanno avuto dei riscontri reali, nel rispetto dei criteri di oggettività e di contestualizzazione degli eventi.
Come evidenziato nella precedente analisi  - si veda I guerriglieri dei ‘Paesi caldi’ - la presenza del terzo gruppo di cecchini è comprovata da una serie di contraddizioni nelle immagini trasmesse dai media, le quali mostrano come i colpi non giungevano dalla direzione della polizia, bensì dal tetto dei palazzi circostanti, probabilmente dell'Hotel internazionale dei giornalisti, nel quale - secondo alcune testimonianze e video delle telecamere a circuito chiuso - si sono introdotti degli uomini armati. L'analisi e il confronto di tutti i filmati esistenti su quella vicenda, ripresi anche da diverse inquadrature, mostra che vi erano degli infiltrati che guidavano il gruppo, spingendoli ad avanzare verso la polizia, mentre alle loro spalle veniva aperto il fuoco contro gli agenti. Come dimostrato anche dalle registrazioni degli sniper della polizia (si veda Registrazione Sniper), vi era un 'terzo' elemento sulla scena, precisamente sul tetto dell'hotel, che sparava  contro gli agenti e contro gli stessi manifestanti.

Qualunque fosse l'obiettivo da colpire e chiunque sia stato il regista, è chiaro che quella strage è stata artificialmente diretta dall'esterno, per poi essere filmata e montata sapientemente, per trasmettere un preciso messaggio: le unità speciali rispondevano in maniera sproporzionata alla minaccia della sicurezza delle istituzioni, come accade in una dittatura. A dare una svolta all'intera protesta, è stata infatti una strage di 'cittadini inermi', che riuscisse a rendere l'idea dell'efferatezza del regime che si stava combattendo, in modo da dare una spallata ai diplomatici temporeggiatori e rendere la protesta di Maidan oggetto di interesse dell'opinione pubblica mondiale. E' stato, quindi, un evento meramente propagandistico, che aveva lo scopo di  rendere perfettamente lecito quanto sarebbe successo da lì a poco, ossia l'ingresso nella Presidenza della Repubblica - il cui abbandono da parte di Yanukovic era stato già deciso il giorno precedente - il subentro nelle funzioni di governo da parte dell'opposizione, e la successiva scarcerazione spettacolare di Yulia Timoshenko.   

Senza dubbio, quella che si sta svolgendo in Ucraina è senz'altro un conflitto aperto di propaganda e di disinformazione perpetrata da entrambe le parti, creando così una simulazione di 'Guerra Fredda', che probabilmente non esploderà in un confronto armato. La Russia ha fatto un passo concreto per fermare l'espansione 'fuori dai negoziati' dell'UE nel blocco economico ex-sovietico, blindando la Crimea come avamposto delle sue basi militari nel Mar Nero. Per quanto sia difficile distinguere la realtà dalla disinformazione, è possibile affermare con sicurezza che nella penisola del Mar Nero non vi è stato alcun tipo di scontro violento, considerando che la Russia non ha dovuto fare molta strada per prendere posizione in una terra che nei fatti non ha mai lasciato. E' quindi alquanto scandaloso l'errore commesso dai giornali italiani che - forse per mancata conoscenza dei fatti, ma anche in mala fede - pubblicano in prima pagina l'immagine di manifestanti che fanno irruzione in un'istituzione, che tuttavia si trova dalla parte opposta del Paese (Kharkiv), lanciando un messaggio di allerta e di crisi nel territorio della Crimea. Obiettivo che ha spinto anche testate statali a pubblicare le dichiarazioni di una piccola comunità di discendenza italiana, come immagine di disperazione della popolazione non-russa. Una speculazione che apre anche nuovi scenari di scontri, con il coinvolgimento delle minoranze e dei problemi interetnici. Questo dimostra anche quanto la stampa italiana sia scorretta, condizionata da un notevole conflitto di interesse, ma anche patologicamente impreparati. Il loro metodo di giornalismo si limita ad intervistare persone che non sanno nulla, limitandosi a dire quello che desiderano ascoltare, nel pieno rispetto della scuola di propaganda massiva.

 Disinformazione dei quotidiani italiani
Il Resto del Carlino pubblica la foto degli scontri al Consiglio Comunale di Kharkiv (Харківська міська рада) nell'Ucraina orientale, scrivendo invece "Scontri nella città del Mar Nero". 

Immagine originale degli scontri a Kharkiv utilizzata per la prima pagina del quotidiano

I media italiani dimostrano quindi di essersi perfettamente allineati ai dettami euro-atlantici, perdendo anche il senso deontologico del loro lavoro, senza sforzo alcuno di descrivere una realtà quanto più oggettiva possibile. E' chiaro che anche la Russia sta contribuendo a questo clima di disinformazione, allo scopo di creare confusione e soprattutto di mantenere coeso il fronte pro-russo su determinati concetti cardine della sua strategica politica, come ad esempio la tutela della popolazione dalle derive estremiste e il rispetto degli accordi sottoscritti durante le proteste del Maidan. Per Mosca è sorta anche l'esigenza di rispondere alle provocazioni, utilizzando la stessa sottile arma della finzione, diramando notizie contraddittorie e di fonti anonime, anche perché l'ondata dell'informazione occidentale è di gran lunga sproporzionata rispetto al raggio d'azione russo, potendo contare sull'efficace coordinamento dei media a livello internazionale. Basti pensare al video trasmesso questo martedì, 4 marzo, al termine della conferenza stampa di Putin. Analizzato nel suo complesso, mostra come una brigata di circa 150 soldati dell'esercito ucraino, avanza disarmato, per andare incontro ad alcuni membri filo-russi, che rispondono in maniera ostile chiedendo di fermarsi. Il tutto perfettamente documentato con foto, video, immagini dall'alta: un'evidente provocazione, dalla quale ci si aspettava di ottenere qualcosa di più, da trasmettere sui media. Il risultato non è stato dei migliori, sono riusciti solo a dire che la brigata era di oltre 300 persone e che i russi stavano sparando 'contro i soldati'. Un po' di spettacolo, per togliere audience al discorso di Putin. 

 Incontro soldati ucraini con milizie russe

Dalle immagini si può notare la massiccia presenza di fotografi, che si agitano intorno ai militari. Quattro telecamere per riprendere l'incontro.

Immagini del video trasmesso dai media sul confronto
tra l'esercito ucraino e militari filo-russi
video