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10 dicembre 2012

Gasdotto del Baltico-Adriatico: Qatar conferma interesse. Saipem nell'occhio del ciclone

Zagabria - Mentre la Croazia ha appena annunciato il progetto del terminale GNL sull'isola Krk, del valore di circa 600 milioni di euro, aspettando la risposta dal Qatar, se sarà solo un fornitore o un investitore, i lavori sulla costruzione del terminale per il gas liquefatto naturale in Polonia sono già in stato avanzato. Come è stato annunciato, questo terminale ha la stessa capacità di quello previsto in Croazia, e dovrà essere messo in funzione nel 2014. I funzionari degli Operatori del sistema di trasmissione del gas croato e polacco, le società Plinacro e Gaz System, nel mese di settembre hanno firmato una dichiarazione che mostra l'intenzione di stabilire un corridoio di trasporto del gas tra il Baltico e l'Adriatico, quindi il collegamento del terminale GNL polacco e il futuro terminale GNL sull'isola di Krk. Il terminal GNL di Swinoujscie è il primo progetto infrastrutturale nell'Europa centrale e orientale, al quale cerca di far parte anche la Croazia.Il Presidente del Consiglio di amministrazione della società Polskie GNL, Rafal Wardzinski, ha informato che appoggiano il progetto per la costruzione del  terminal Adria GNL, per il quale si auspica che contribuisca alla sicurezza energetica europea. "Crediamo che c'è ancora spazio per i nuovi terminali GNL nel mercato europeo", ha affermato Wardzinski. Con la costruzione di detto terminale, la Polonia diventa un nuovo attore nel mercato globale GNL, mentre il Qatar garantirà le forniture al terminal, sulle quali conta anche la Croazia. L'accordo sulla fornitura del gas dal Qatar in Polonia è stato concordato dalla società polacca PGNiG (Polish Oil and Gas Company) e dalla Qatargas, per un ventennio, cioè dal 2014 al 2034.  

Progetto di matrice italiana
Il terminal sarà realizzato da un consorzio multinazionale, guidato dalla italiana Saipem (Gruppo ENI) e composto anche da Techint, Snamprogetti Canada, e le polacche PBG e PBG Export. Il consorzio si è aggiudicato la gara nel 2008 per costruire il primo terminale di rigassificazione in Polonia con un contratto da  720 milioni di euro, assegnato dalla Polskie LNG. Il terminal offshore avrà una capacità iniziale di 5 miliardi di metri cubi di gas l’anno, un terzo della domanda nazionale polacca, che potrà salire fino a 7,5 miliardi di euro. L’avvio dell’impianto è previsto per il giugno del 2014. La Polonia al momento consuma 14 miliardi di metri cubi di gas, in maggioranza proveniente dalla Russia. Nell’aggiudicarsi la gara internazionale le aziende italiane hanno superato le offerte di Daewoo Engineering e di Construction di Daewoo International, mentre  la società di ingegneria canadese  specializzata in tecnologia LNG, la SNC-Lavalin,  è stata scelto  per effettuare il piano di ingegneria e progettazione (FEED), preferito alla Suez-Tractebel.  

La crisi e le rassicurazioni di Saipem
Stando alle ultime notizie fatte trapelare dai media locali, la costruzione è in ritardo di alcuni mesi a causa delle difficoltà finanziarie che stanno affrontando i contractor del progetto tra cui proprio l’italiana Saipem insieme alla polacca PBG SA, la quale a giugno ha chiesto e ottenuto dal tribunale la protezione dalle richieste di bancarotta. Saipem è oggi oggetto di un controverso scandalo, che la vedono indagata presso la procura di Milano presunti reati di corruzione relativi ad alcuni contratti stipulati in Algeria. Al riguardo Saipem ritiene che la propria attività sia stata svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e offre massima collaborazione alla Procura di Milano.  

Delegazione del Qatar ad aprile in Croazia
Ai canali diplomatici il Qatar ha inviato una lettera con la quale conferma il suo interesse per il progetto GNL.  Il neo eletto Ministro dell'Economia, Ivan Vrdoljak, ha rifiutato di commentare le informazioni, secondo le quali gli sceicchi del Qatar hanno presentato i progetti di accordo sulla cooperazione economica, nonché un promemoria del terminale GNL sulla Krk. La delegazione del Qatar sarà in visita in Croazia nell'aprile dell'anno prossimo. Secondo notizie informali, oltre al terminale GNL, il Qatar è interessato anche ad altri sei progetti, nel settore dell'energia, dell'agricoltura e dell'industria.  

05 maggio 2010

Vicina la realizzazione del Corridoio Baltico-Adriatico


Il tracciato del Corridoio Baltico Adriatico percorrerà l'Italia, le diramazioni del Corridoio Baltico Adriatico verso i porti di Trieste e Monfalcone e verso Venezia, Bologna e Ravenna, come confermato dopo il voto positivo della Commissione Trasporti e Turismo sulla rete Ferroviaria Europea il Trasporto merci. Il Corridoio Baltico-Adriatico attraverserà Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Austria e Italia, dove avrà un tracciato rilevantissimo essenziale per il Friuli Venezia Giulia e il Nordest. Tratti che sarà un' estensione dell’esistente progetto europeo numero 23, da Gdansk via Vienna e Venezia fino a Bologna, incrociando il Corridoio 5 proprio a Trieste. Per questo, i nodi principali dell’asse Baltico-Adriatico, si troveranno per la totalità in Austria, visto che già rientra tra i progetti finanziati dall’Unione Europea, mentre per la parte inferiore è ora in corso la discussione a Bruxelles. Obiettivo essenziale è dunque quello di collegare i porti del Baltico e quelli dell’Adriatico, e dunque le merci che arrivano dalla Cina attraverso il canale di Suez e che, sbarcate a Trieste o Venezia. Si potranno così intercettare anche i flussi di traffico provenienti dalle regioni russe e dall'area asiatica, oggi diretti in modo prevalente verso i porti tedeschi del mar del Nord e della Finlandia, per instradarli verso gli scali baltici ed adriatici.

02 dicembre 2009

Il Baltico-Adriatico si schiera accanto alle imprese

Il portale di Rinascita Balcanica sarà parzialmente chiuso, con la possibilità di sfogliare le notizie dell'Agenzia Balcani accedendo ad un'area riservata. Questo è l'inizio per lo sviluppo di una élite di aziende, che vogliono contribuire alla realizzazione dell'Osservatorio Italiano, ma anche di giovani studenti o neolaureati che vogliono creare una loro professionalità lavorando a progetti di internazionalizzazione e di cooperazione transnazionale.

Come noto, a partire dal 1° dicembre, il portale di Rinascita Balcanica sarà parzialmente chiuso, con la possibilità di sfogliare le notizie dell'Agenzia Balcani accedendo ad un'area riservata. E' stata una decisione a lunga discussa ma fortemente voluta dalle aziende, dai giornalisti e da tutti coloro che contribuiscono a creare il progetto del Baltico-Adriatico, di cui Rinascita Balcanica, e lo stesso Osservatorio Italiano, fanno parte. Le imprese e tutti coloro che ci leggono da anni hanno creduto in questo progetto editoriale, perché fornisce un'informazione trasparente e molto vicina al reale contesto della regione dei Balcani, aiutando così a proteggere ed incrementare gli investimenti transnazionali. Esso infatti sostiene la cooperazione ma anche la comunicazione tra le due regioni europee, andando a colmare un vuoto e spesso la disinformazione che la guerra e l'isolamento hanno creato. Ora i Balcani sono vicini all'Europa, e così quel progetto "ambizioso e lontano" della Rinascita Balcanica sta diventando reale a tutti gli effetti, sia per noi che per i popoli di questa regione. Viste le nuove esigenze di espansione e di sviluppo di questo progetto, è ora necessario creare una vera e propria "agenzia di informazione" che sia davvero al fianco delle imprese con maggiore professionalità. Tutto ciò che vedete è stato creato sino ad oggi con autentico lavoro e sacrificio, e con i soli contributi delle imprese che hanno visto in noi un punto di riferimento ed una porta sui Balcani a cui accedere con molta facilità. Per il resto, questo portale non ha avuto finanziamenti da istituzioni, ed è il frutto dell'iniziativa di un gruppo di ricercatori e professionisti nato in seno alla Etleboro ONG.





Per tale motivo, vi sono state delle difficoltà, derivanti anche da una sorta di "embargo" a cui hanno sottoposto questa struttura perché troppo efficiente rispetto ad altre realtà ben più grandi e pagate profumatamente. Allo stesso tempo, le nostre informazioni sono state spesso copiate, senza mai menzionare la fonte, allo scopo di lucrarvi sopra. Da tale pratica "poco professionale", ma purtroppo diffusa tra i media italiani, sono nati tanti piccoli progetti, mensili e riviste che hanno elegantemente "rivenduto" il nostro lavoro, nonostante già percepiscano dei contributi. Senza voler entrare nel merito della gestione dei fondi per l'editoria o della gestione delle informazioni con la citazione o meno della fonte, abbiamo deciso di fare un taglio netto, e mettere l'Agenzia Balcani a pagamento, nel nostro diritto d'iniziativa imprenditoriale. Questo sarà anche un modo per creare una élite di aziende, che vogliono contribuire alla realizzazione dell'Osservatorio Italiano, ma anche di giovani studenti o neolaureati che vogliono creare una loro professionalità lavorando a progetti di internazionalizzazione e di cooperazione transnazionale. Così, le nostre imprese potranno sentirsi in qualche modo protette e sostenute nella loro ricerca "intelligente" di nuove soluzioni per l'espansione del loro mercato. D'altro canto, sappiamo bene che il "made in Italy" sia il prodotto maggiormente falsificato all'estero, e che spesso non vengono sufficientemente valorizzate le loro capacità.

Dunque, noi continueremo ad informare ogni giorno le imprese che hanno investito in noi, perché è giusto che debbano essere informate su quello che succede. Il pagamento di un abbonamento non cambierà certamente la vita di queste imprese, perché l'accesso a questa informazione non è irraggiungibile o gravoso. Di fatti, abbiamo deciso di fornire varie tipologie di servizi, differenziate a seconda delle esigenze di ognuno dei nostri lettori. Accanto a Regioni, Comuni e Camere di Commercio, vi sarà un'informazione per centri di ricerca e università, per professionisti, quotidiani e e media. Cercheremo di produrre dossier e rapporti di approfondimento, contribuiremo a sviluppare le informazioni di base per le riviste, nonché consulenze per iniziative di cooperazione ed in internazionalizzazione nella regione. Le imprese, invece, avranno la possibilità di ottenere, con un'unica soluzione di abbonamento, più servizi, in modo da venire incontro alle loro esigenze e bisogni. Per cui daremo sempre la nostra rassegna stampa dei quotidiani locali, selezionata anche sulla base di parole-chiavi o per singoli Paesi. Inoltre scriveremo per loro dei servizi giornalistici, delle interviste o dei reportage sulle loro attività e i loro prodotti. Esse avranno la massima visibilità all'interno dei 12 portali del Baltico-Adriatico, uno per Paese, in cui vedranno pubblicato il loro articolo nonché una pagina totalmente dedicata alla loro azienda. Esse avranno a disposizione una pagina elettronica in cui potranno descrivere brevemente la loro attività, fornire dati e contatti utili e pubblicare una presentazione dei prodotti offerti. Saranno inoltre inserite in una database che classifica le diverse attività economiche in categorie professionali e merceologiche. Alla fine, dovremmo realizzare con la vostra cooperazione una “camera di commercio virtuale” in cui ogni impresa potrà reperire agevolmente materie prime, prodotti, servizi e partner con cui comunicare, condividere esperienze e risorse. Speriamo così in una seria adesione a partecipazione di tutti coloro che amano le terre dei Balcani e soprattutto non si arrendono dinanzi alla crisi al disfattismo, perché credono nella forza dell'economia italiana e delle piccole imprese che la costituiscono.