Come abbiamo avuto modo di spiegare già in passato, le economie di transizione sono sempre terreno fertile per l’insediamento di strutture che agiscono a ridosso della criminalità del luogo per sfruttare i fondi che generano e incanalarli nei circuiti finanziari "legali". Nei passaggi intermedi, spesso vengono utilizzate delle entità giuridiche, nate per scopi non commerciali, ma che spesso perseguono fini ben meno nobili. Nei fatti tutto avviene nelle pieghe invisibili del sistema finanziario, e tutto ciò che si può scorgere sono i portaborse e gli avvocati che viaggiano in aerei privati e frequentano solo ambienti molto esclusivi e chiusi, per incontrare personaggi di spicco della politica e della criminalità locale. Sono loro infatti il "popolino" delle manovre di riciclaggio di denaro, che legalizzano fondi provenienti da ogni genere di attività - come droga prostituzione, traffico di uomini, di sigarette, di armi - che produce una grande massa monetaria e che va in qualche modo occultato. Non parliamo ovviamente delle illusorie cifre individuate dalle Banche Centrali nei limiti di anti-riciclaggio, ma di milioni di dollari rastrellati attraverso i crimini più efferati e meschini.
Quando si parla di riciclaggio di denaro illecito, bisogna innanzitutto domandarsi chi decide di riciclare denaro di origine criminale. Il termine riciclare significa legalizzare valuta di provenienza criminale e l'unico organo che può legalizzare denaro illecito, è solo ed unicamente una banca ufficiale riconosciuta dal Sistema e dagli organi internazionali. Per capire l’intero processo occorre considerare, innanzitutto, che il denaro di cui parliamo si presenta in forma di contante, in quale per essere reso lecito deve essere reinvestito in attività lecite, con un costo che si aggira dal 30% fino al 50% . Questa percentuale viene immediatamente intascata dalle branch delle Banche, che hanno dunque un grande interesse ad accettare denaro di questo genere. Bisogna tenere presente che il denaro proveniente da azioni criminali, è talmente tanto, che può essere definito come la multinazionale con maggior fatturato che opera in ciascun Stato.
Altra forma per riciclare denaro, questa volta ad un costo più basso, è quello di acquistare locali pubblici, come bar, supermercati e ristoranti, ossia attività che quotidianamente incamerano contanti da clienti, in maniera tale da confondere i dati di incasso e aver accesso ai canali bancari per il deposito del denaro. È necessario, in questo caso, solo prestare attenzione a non alterare in modo evidente gli incassi precedenti, altrimenti al primo controllo si capirebbe facilmente che è stata fatta un'immissione illecita di denaro. La seconda ipotesi è sempre più rischiosa e macchinosa, ideale per piccole somme, ma assolutamente inadeguata per grandi quantità di denaro, ragion per cui la soluzione migliore è quella di portare tutto il denaro illecito presso una Branch , perchè la stessa può depositare ingenti somme di denaro costantemente.
Il denaro proveniente da qualsiasi attività criminale seguirà un percorso ben definito nelle fasi di riciclaggio. Innanzitto, il denaro viene consegnato ad una Branch importante sulla piazza di Zurigo ed è la società che prende in custodia il denaro. Il Fiduciario della società, che di solito è un avvocato, compila un modulo interno come se fosse stata effettuata una "Due Diligence", e poi lo stesso denaro cash, viene depositato presso il proprio conto dell'Istituto bancario di riferimento. Il modulo, che resta e resterà interno al suo ufficio, rappresenta la dichiarazione dello stesso fiduciario circa la lecita provenienza del denaro, in forza del quale, la banca ricevente prende il contante e lo carica sul conto corrente di proprietà della Branch senza molte difficoltà. Ciò che può sembrare follia, in effetti già accade sulle piazze svizzere e tutti gli addetti ai lavori sono perfettamente consapevoli di questo meccanismo. In questo modo, i grandi studi legali internazionali, hanno in effetti il potere di riciclare denaro di provenienza illecita continuamente, andando così a creare un enorme cash-flow pronto per essere investito in affari speculativi, anche perchè il denaro di provenienza illecita, una volta riciclato acquisisce il valore pieno.
Stiamo parlando di miliardi di euro che tutti gli anni, vengono incamerati da Branch e Fondazioni e vengono raccolti da tutte le operazioni criminali del mondo. Quest’ultime hanno infatti l’occasione di arricchirsi a dismisura e tutti i fondi raccolti restano coperti in conti presso paradisi fiscali, ma sempre sotto il controllo delle centrali-madre. A questo occorre aggiungere l’osservazione che le branch vengono spesso impiantate in un nuovo mercato da sfruttare, o particolarmente ricco di contante. La loro collocazione viene spesso programmata anche in funzione di una possibile scoperta dell’affare, in maniera tale che, quando il mercato è divenuto ormai sterile o pericoloso, viene chiusa la filiale creata per tale scopo, gli utili vengono incassati dalla casa madre e attraverso un giro di scatole cinesi messi al sicuro nei paradisi fiscali.
Una tale prassi è stata attuata per anni, senza provocare grandi sconvolgimenti sul mercato finanziario, sino a pochi mesi fa, quando è scoppiato il grande scandalo "sub-primes" e si è cominciato a gridare alla mancanza di liquidità, facendo credere all’intera opinione pubblica che per colpa di alcuni manager che hanno guidato tutto l'andamento finanziario internazionale è scoppiata la più grande crisi mondiale mai vista. Sembra che il denaro sia sparito, ma in realtà il denaro non può mai sparire, ma viene semplicemente risucchiato nei meandri delle speculazioni e poi dei paradisi fiscali. È ovvio che le banche non perdono mai denaro proprio, ma il denaro che perdono è quello di miliardi di risparmiatori, truffati da meccanismi cinici e senza alcun tipo di controllo. A questo punto Banche e fondazioni, avendo libero accesso a queste grandi quantità di liquidi, possono impiegare i fondi persino per l'acquisto di società o banche in difficoltà, senza destare molti sospetti in una situazione di crisi finanziaria.
E' dunque il sistema bancario la fine ultima di ogni attività criminale, ed ogni battaglia combattuta contro la mafia o la camorra sarà sempre vana se non si stronca all'origine la fonte finanziaria di sussistenza. Lo sapeva bene Giovanni Falcone quando nel (1989) scopre la centrale di riciclaggio dei Caruana-Cuntrera, facendo crollare la "Wall Street" di Cosa Nostra, che è proprio la banca ticinese della Algemene Netherland Bank di Chiasso, che come committente proprio un grande avvocato di Lugano che ha riciclato per loro alcune decine di milioni di dollari.
Elaborazioni.Telematiche.Libere.Economiche.Basi.Operative.Ricerca.Oltranza "Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche!"
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21 ottobre 2008
Branch bancarie e riciclaggio: il fulcro delle mafie locali
Esiste sempre un forte legame tra i gangster che fanno del traffico e del contrabbando la loro piccola colonia, e la gente che lotta per il "bene" della democrazia e dello Stato. Le mafie locali non rappresentano né il punto di origine né di arrivo delle grandi operazioni criminali che mettono in ginocchio le piccole economie e spesso interi Stati, ma semplicemente delle pedine all'interno di un disegno più grande.
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16 settembre 2008
Le branch e il fallimento controllato delle multinazionali

Lo sfruttamento dei mercato avviene spesso attraverso le cosiddette "branch", che vengono create per raggiungere determinati obiettivi, fino all'esaurimento. Quando il mercato è divenuto ormai sterile viene chiusa la filiale creata per tale scopo, gli utili vengono incassati dalla casa madre attraverso un giro di scatole cinesi, mentre le perdite restano a nome della branch che ha dichiarato il fallimento.
Come è ormai noto, il sistema economico, essendo stratificato in base alle quote di mercato possedute, è prevalentemente controllato dalle cosiddette corporation. I gruppi multinazionali riescono infatti a decidere la soglia della sostenibilità economica per le piccole e medie imprese ed interi popoli, avendo le dimensioni e le risorse per fronteggiare o addirittura a causare una crisi, se questa può tradursi in un’opportunità per conquistare un mercato o sbaragliare dei concorrenti. Questo tipo di strategie sono frequenti in mercati in via di sviluppo, tormentati da crisi politiche e spesso resi vulnerabili da conflitti e destabilizzazioni molto gravi.
Il più delle volte l’ingresso nel nuovo mercato da sfruttare avviene attraverso le cosiddette "branch", che vengono collocate nell'area interessata per "spremere" dal territorio quanti più utili possibili, fino all'esaurimento. Quando il mercato è divenuto ormai sterile viene chiusa la filiale creata per tale scopo, gli utili vengono incassati dalla casa madre attraverso un giro di scatole cinesi, mentre le perdite restano a nome della branch che ha dichiarato il fallimento. Questo accade per le multinazionali, per gli istituti bancari, per la grande distribuzione, cioè per tutto ciò che il mercato del consumo offre. Grazie al loro forte potere economico e ad una struttura reticolare studiata per evitare il tracciamento delle transazioni, tali gruppi economici riescono a sopravvivere senza regole o principi, essendo al di sopra degli stessi organi locali, e al fianco delle istituzioni internazionali. Quando infatti firmano un contratto a 90 giorni è chiaro che pagheranno a 120 oppure a 160, perchè con il loro apparato burocratico, riescono a prolungare a dismisura i tempi per i procedimenti e i ricorsi, la cui risoluzione appare ad un orizzonte quanto meno lontano.
La loro presenza comincia a divenire così integrata all'interno del territorio, da divenire invisibili e inarrivabili, grazie al potete filtro attuato dalla branch locale. Questa infatti riesce a creare la lobby sviando dalla casa madre ogni danneggiamento di immagine o economico, come dei veri e propri fusibili. Quando una branch fallisce, i responsabili affermando che vi è stata "un’aggressione economica", una "sopravvalutazione del mercato", una "ostilità da parte dei Governi locali", qualsiasi cosa pur di non nominare la parola "fallimento". Un’incolumità che viene quanto più garantita da un potere giudiziario debole, dall’inesistenza di Agenzie o organismi di controllo che possano salvaguardare l’economia locale. Basta pensare al Gruppo Fiat, che sino a qualche anno aveva un debito di oltre quattordici miliardi di euro, e in soli cinque anni è riuscito a fare dividendi con gli azionisti.
Oggi sapete come è finita? Tutti in cassa integrazione e nessuno osa parlare, nessuno osa pensare, perchè il Gruppo Italiano controlla tutto: giornali, banche, assicurazioni, tribunali. Questo è il mercato e questi sono i padroni, e in ogni nazione c'è una Fiat che controlla e che è alleata con tutte le Fiat del mondo,che a loro volta controllano tutto il globo.
Non bisogna andare neanche tanto lontano, volgendo lo sguardo alla storia attualissima, con il fallimento controllato delle Banche che, "desolate" informano il taglio di oltre 6000 posti di lavoro, e tanti altri milioni di dollari che non verranno mai pagati. La Lehman Brothers dichiara fallimento come qualsiasi altra impresa che non vuole pagare i suoi creditori: chiude i battenti e le branch europee, si rifugia nel patrimonio "di famiglia" e poi si ripropone sul mercato sotto un'altra veste. E' ovvio che le Banche e i grandi gruppi industriali non falliranno mai, ma semplicemente bruciano i soldi di altri, per poi ributtarsi nella mischia.
La piovra delle corporation non si ferma solo al mercato, ma dilaga proprio all'interno della Commissione Europea e dei suoi comitati di esperti. Occorre infatti riflettere sul fatto che le negoziazioni per i processi di integrazione, i road map per la ratifica dell’Accordo di Associazione e Stabilizzazione, e dunque le misure da prendere, vengono decise dalla Commissione Europea sulla base della consulenza dei comitati di esperti. Questi, composti da professori, consulenti privati e dirigenti di grandi società, forniscono un parere più o meno vincolante sui progetti, sulle decisioni e sulle direttive, nonché sulle strategie di politica economica ( si veda Register of expert groups ) . I rapporti da essi redatti hanno una forte influenza sul parere della Commissione Europea, il cui potere è incontrastabile, considerando che detiene il potere esecutivo e legislativo, al contrario del Parlamento Europeo che ha solo un potere consultivo e propositivo. Come si può notare, il potere economico delle multinazionali si estende ben oltre la semplice influenza sul mercato, avendo insinuato i suoi tentacoli nelle strutture politiche che reggono il destino dei Paesi. Comprano e controllano tutto: Governo e opposizione di qualsiasi nazione del mondo e nessuno fiata, nessuno parla .
Gli intellettuali e i cosiddetti giornalisti d'assalto parlano di tutto, ma mai di loro. Chi critica il gruppo Rotschild? Chi critica la Goldman Sachs? Chi critica la Fiat? Chi critica Rockfeller? Eppure questa gente tutti i giorni fa morti sui mercati finanziari e loro guadagnano sempre, e alla fine della giornata passano dalla cassa e contano i loro guadagni. Sono divenute ormai ridicole le trasmissioni televisive, dove si trovano quelli che dovrebbero informare l'opinione pubblica e far capire chi è il diavolo e chi è l'acqua santa.
Questi signori delirano e ripetono come pappagalli il copione che gli è stato assegnato, perchè anche loro sono prezzati dai grandi potenti, e al massimo se la prendono con i nuovi arricchiti che non fanno parte del buon salotto di potere. La magistratura nulla può su queste realtà, e nessuno si interroga su questi argomenti, nemmeno l’opposizione, e neanche chi mette le bombe per strada, nulla, la cosa più strana è che neanche gli stessi estremisti contestano queste strutture.
Perchè nessuno si chiede perché chi produce il cacao non è mai diventato ricco ma sempre più povero, e lo stesso è accaduto per i Paesi produttori di caffè, dove le sole multinazionali hanno ottenuto un effettivo guadagno. La guardia di finanzia nelle sue innumerevoli perquisizioni, viene circoscritta al suo territorio nazionale, e quando si vogliono chiedere spiegazioni ad una banca, oppure ad una multinazionale, ecco il solito gioco di prestigio, dei soliti prestigiatori di avvocati, consulenti, faccendieri, contractors, di tutto e di più, una vera macchina da guerra.
Il più delle volte l’ingresso nel nuovo mercato da sfruttare avviene attraverso le cosiddette "branch", che vengono collocate nell'area interessata per "spremere" dal territorio quanti più utili possibili, fino all'esaurimento. Quando il mercato è divenuto ormai sterile viene chiusa la filiale creata per tale scopo, gli utili vengono incassati dalla casa madre attraverso un giro di scatole cinesi, mentre le perdite restano a nome della branch che ha dichiarato il fallimento. Questo accade per le multinazionali, per gli istituti bancari, per la grande distribuzione, cioè per tutto ciò che il mercato del consumo offre. Grazie al loro forte potere economico e ad una struttura reticolare studiata per evitare il tracciamento delle transazioni, tali gruppi economici riescono a sopravvivere senza regole o principi, essendo al di sopra degli stessi organi locali, e al fianco delle istituzioni internazionali. Quando infatti firmano un contratto a 90 giorni è chiaro che pagheranno a 120 oppure a 160, perchè con il loro apparato burocratico, riescono a prolungare a dismisura i tempi per i procedimenti e i ricorsi, la cui risoluzione appare ad un orizzonte quanto meno lontano.

La loro presenza comincia a divenire così integrata all'interno del territorio, da divenire invisibili e inarrivabili, grazie al potete filtro attuato dalla branch locale. Questa infatti riesce a creare la lobby sviando dalla casa madre ogni danneggiamento di immagine o economico, come dei veri e propri fusibili. Quando una branch fallisce, i responsabili affermando che vi è stata "un’aggressione economica", una "sopravvalutazione del mercato", una "ostilità da parte dei Governi locali", qualsiasi cosa pur di non nominare la parola "fallimento". Un’incolumità che viene quanto più garantita da un potere giudiziario debole, dall’inesistenza di Agenzie o organismi di controllo che possano salvaguardare l’economia locale. Basta pensare al Gruppo Fiat, che sino a qualche anno aveva un debito di oltre quattordici miliardi di euro, e in soli cinque anni è riuscito a fare dividendi con gli azionisti.
Oggi sapete come è finita? Tutti in cassa integrazione e nessuno osa parlare, nessuno osa pensare, perchè il Gruppo Italiano controlla tutto: giornali, banche, assicurazioni, tribunali. Questo è il mercato e questi sono i padroni, e in ogni nazione c'è una Fiat che controlla e che è alleata con tutte le Fiat del mondo,che a loro volta controllano tutto il globo.
Non bisogna andare neanche tanto lontano, volgendo lo sguardo alla storia attualissima, con il fallimento controllato delle Banche che, "desolate" informano il taglio di oltre 6000 posti di lavoro, e tanti altri milioni di dollari che non verranno mai pagati. La Lehman Brothers dichiara fallimento come qualsiasi altra impresa che non vuole pagare i suoi creditori: chiude i battenti e le branch europee, si rifugia nel patrimonio "di famiglia" e poi si ripropone sul mercato sotto un'altra veste. E' ovvio che le Banche e i grandi gruppi industriali non falliranno mai, ma semplicemente bruciano i soldi di altri, per poi ributtarsi nella mischia.
La piovra delle corporation non si ferma solo al mercato, ma dilaga proprio all'interno della Commissione Europea e dei suoi comitati di esperti. Occorre infatti riflettere sul fatto che le negoziazioni per i processi di integrazione, i road map per la ratifica dell’Accordo di Associazione e Stabilizzazione, e dunque le misure da prendere, vengono decise dalla Commissione Europea sulla base della consulenza dei comitati di esperti. Questi, composti da professori, consulenti privati e dirigenti di grandi società, forniscono un parere più o meno vincolante sui progetti, sulle decisioni e sulle direttive, nonché sulle strategie di politica economica ( si veda Register of expert groups ) . I rapporti da essi redatti hanno una forte influenza sul parere della Commissione Europea, il cui potere è incontrastabile, considerando che detiene il potere esecutivo e legislativo, al contrario del Parlamento Europeo che ha solo un potere consultivo e propositivo. Come si può notare, il potere economico delle multinazionali si estende ben oltre la semplice influenza sul mercato, avendo insinuato i suoi tentacoli nelle strutture politiche che reggono il destino dei Paesi. Comprano e controllano tutto: Governo e opposizione di qualsiasi nazione del mondo e nessuno fiata, nessuno parla .
Gli intellettuali e i cosiddetti giornalisti d'assalto parlano di tutto, ma mai di loro. Chi critica il gruppo Rotschild? Chi critica la Goldman Sachs? Chi critica la Fiat? Chi critica Rockfeller? Eppure questa gente tutti i giorni fa morti sui mercati finanziari e loro guadagnano sempre, e alla fine della giornata passano dalla cassa e contano i loro guadagni. Sono divenute ormai ridicole le trasmissioni televisive, dove si trovano quelli che dovrebbero informare l'opinione pubblica e far capire chi è il diavolo e chi è l'acqua santa.
Questi signori delirano e ripetono come pappagalli il copione che gli è stato assegnato, perchè anche loro sono prezzati dai grandi potenti, e al massimo se la prendono con i nuovi arricchiti che non fanno parte del buon salotto di potere. La magistratura nulla può su queste realtà, e nessuno si interroga su questi argomenti, nemmeno l’opposizione, e neanche chi mette le bombe per strada, nulla, la cosa più strana è che neanche gli stessi estremisti contestano queste strutture.
Perchè nessuno si chiede perché chi produce il cacao non è mai diventato ricco ma sempre più povero, e lo stesso è accaduto per i Paesi produttori di caffè, dove le sole multinazionali hanno ottenuto un effettivo guadagno. La guardia di finanzia nelle sue innumerevoli perquisizioni, viene circoscritta al suo territorio nazionale, e quando si vogliono chiedere spiegazioni ad una banca, oppure ad una multinazionale, ecco il solito gioco di prestigio, dei soliti prestigiatori di avvocati, consulenti, faccendieri, contractors, di tutto e di più, una vera macchina da guerra.
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