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03 ottobre 2008

Il popolo campano sentitamente ringrazia


I cittadini campani ed in particolare quelli napoletani, dopo la visita nel capoluogo partenopeo del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, la nona dal suo insediamento a palazzo Chigi nella scorsa primavera, sono più contenti e rassicurati: oltre alle strade pulite avranno anche un quinto impianto di termovalorizzazione. Quello del mago di Arcore è stato, come al solito, uno show a tutto campo: la situazione “è sotto controllo” ed il governo ha deciso di accelerare “soprattutto per quanto riguarda i termovalorizzatori".

“Abbiamo deciso di dare il via subito alla costruzione di un quinto termovalorizzatore per smaltire cinque milioni di rifiuti. Probabilmente sarà realizzato nella zona a nord ovest della Campania”, ha esordito il premier in una conferenza stampa a Napoli, dopo un vertice in Prefettura per fare il punto della situazione sull’emergenza rifiuti in Campania. Il lavoro del governo, di comune accordo con il sottosegretario all'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, va avanti in modo spedito. E' stato individuato, tra l’altro, il gestore che si occuperà del termovalorizzatore di Acerra. Sarà la società bresciana A2A a gestire l’impianto. La società, che ha partecipazioni dei Comuni di Brescia e Milano, è stata preferita al gruppo Veolia ed avvierà i lavori con i tecnici lombardi, ma permetterà, “bontà loro”, a personale campano di operare sul territorio. La notizia è stata resa nota al termine di un vertice tra lo stesso premier Berlusconi con il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli. All'incontro erano presenti anche il sottosegretario Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa e il direttore generale dell'area tecnico-operativa di A2A, Paolo Rossetti. Ma i lavori procedono non solo per Acerra, la cui prima sezione partirà a gennaio, la seconda a febbraio e la terza a marzo, ma anche per gli impianti di Napoli, Santa Maria La Fossa (Ce) e Salerno per il cui impianto è già in corso la procedura di gara. "Gli altri sono in fase preliminare - ha sostenuto Berlusconi - ma contiamo di chiudere in tempi molto rapidi". Il premier ha affrontato anche il problema delle discariche precisando che, nonostante le proteste dei sindaci irpini, il sito in allestimento nel Formicoso non sarà "smilitarizzato", così come richiesto dai cittadini visto che nel territorio di Andretta sono ancora in corso delle indagini tecniche, "si procede con le discariche di Savignano Irpino e con quella di Sant'Arcangelo Trimonte ed è in programma una conferenza di servizi per la discarica di Terzigno". Ai cittadini di Chiaiano, protagonisti durante la visita del premier di in corteo per dire no alla realizzazione di uno sversatoio nelle ex cave di tufo, ha detto che “non hanno alcun motivo per protestare”, sottolineando che “non esistono problemi per la salute e che non ci saranno problemi neanche di viabilità per il passaggio degli autocompattatori nella zona”. "Invece di un'orrenda ferita, ha affermato, avranno un parco e non ci saranno infiltrazioni nelle falde acquifere". Inoltre, per garantire la regolarità di quanto si sta attuando nel sito di Chiaiano, che dovrebbe essere a regime alla fine del mese di novembre, saranno installate delle telecamere che consentiranno ai cittadini di seguire non solo l'andamento dei lavori, ma anche quanto verrà smaltito. I costi per ogni tonnellata da smaltire saranno di "circa 93 euro, ossia un terzo di quello che avremmo pagato per mandare i rifiuti in Germania", ha aggiunto Berlusconi che, in modo ottimistico ha concluso: "A poco a poco la gente si renderà conto che sono state dette falsità su discariche e impianti di termovalorizzazione”. Berlusconi ha poi lasciato una certezza: "Sarò a Napoli, per la gioia e la soddisfazione di tutti, ogni mercoledì per verificare lo stato dei lavori". Il popolo campano sentitamente ringrazia…
Nando de Angelis
Rinascita Campania

23 settembre 2008

Scandalo rifiuti e “Sindrome di BISB” in Campania


Nel libro Ecoballe (giugno 2008, Aliberti Editore), Paolo Rabitti ricorda che “il solo trattamento delle circa ottomila tonnellate di rifiuti prodotti in un solo giorno dalla Regione costa quasi tre milioni e mezzo di euro” e che la causa dell’emergenza rifiuti in Campania “secondo giornalisti poco informati, amministratori e pseudotecnici, il disastro sarebbe individuato nella difficoltà di costruire nuove discariche e nella mancata entrata in funzione dell’inceneritore di Acerra, a causa di un’epidemia della sindrome di NIMBY (acronimo che in italiano vuol dire “non nel mio giardino”) che avrebbe colpito l’intera popolazione della Campania, peraltro incapace di differenziare i rifiuti e insensibile al problema”.
Rabitti evidenzia che tale versione delle cause del disastro non corrisponde a verità e serve a coprire il lucroso, facile e parassitario sistema attivato con i poteri speciali. Su “Il Manifesto” del 2 febbraio 2008 è stato pubblicato un mio articolo dal titolo “Scandalo rifiuti: tra i cittadini campani dilaga la sindrome di BISB” nel quale evidenziavo come “Vari autorevoli personaggi che hanno avuto un ruolo nel determinare e gestire lo scandalo rifiuti continuano a lanciare appelli ai cittadini campani invitandoli a liberarsi dalla deleteria “Sindrome di NIMBY”, nota sigla che tradotta vuol dire “Non (la discarica) nel mio giardino”, e a collaborare per uscire dalla scandalosa emergenza rifiuti accettando il piano De Gennaro”.

In realtà il piano rifiuti di De Gennaro, come poi è stato verificato, appariva un tappabuchi e non faceva altro che istituzionalizzare definitivamente lo stato di “emergenza-scandalo rifiuti” condannando l’intera Campania ad una pericolosa recessione socio-economico-ambientale. Facevo presente che i cittadini della Campania non erano e non sono affetti dalla sindrome di NIMBY bensì da una nuova sindrome che dilagava irresistibilmente: si trattava della “Sindrome di BISB” che vuol dire Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughe (S) e i Bugiardi (B). Di fatto, la Struttura Commissariale si era rivelata una efficace sanguisuga di risorse finanziarie pubbliche provocando un dannoso e grave inquinamento ambientale nelle aree urbane (nelle quali i rifiuti giacevano per lunghi periodi e spesso venivano incendiati nelle strade) e nelle aree circostanti le discariche eseguite spesso in siti non idonei determinando inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee (ad esempio a Lo Uttaro vicino a Caserta, a Basso dell’Olmo e poi a Macchia Soprana sul fiume Sele e sulle opere di presa di circa 250 milioni di mc di acqua per l’irrigazione della pianura da Salerno a Paestum).

Le situazioni di inquinamento ambientale, artatamente determinate, hanno diffuso a scala mondiale un’immagine regionale squallida con conseguenti danni economici per le attività turistiche ed agricole e produttive in genere. I cittadini campani sono stati sottoposti per lunghi anni a ripetute situazioni di rischio sanitario e non hanno goduto del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. Troppe volte rappresentanti di varie istituzioni hanno elargito promesse che non sono state mantenute. Tanto per fare un esempio, sono dovute intervenire personalmente alte cariche dello Stato per garantire che alcune discariche sarebbero state definitivamente chiuse (Parapoti e Difesa Grande); con De Gennaro, Commissario di Governo, in un primo tempo era stata elusa la promessa presidenziale prevedendone la riapertura (Difesa Grande sicuramente, Parapoti come riserva). Da questi e altri elementi traeva origine la nuova “Sindrome di BISB”. I cittadini richiedevano semplicemente che si chiudesse definitivamente lo scandalo rifiuti perché era evidente che i rappresentanti di varie istituzioni sovracomunali, ordinarie e straordinarie, non erano più credibili e vi era la certezza che continuare ad affidare le sorti della Campania a persone dotate di poteri sempre più speciali significava affossare definitivamente nel percolato e nei rifiuti un territorio ricco di risorse umane, storiche, archeologiche, naturali e produttive uniche al mondo e trascinare la regione verso un ulteriore degrado, aggravando pericolosamente la “Sindrome di BISB”.

Le recenti affermazioni di Bertolaso alla “Giornata del Creato” (organizzata dalla CEI a Napoli il 13 settembre c.a.) riferendosi all’articolo apparso su l’Espresso dell’11 settembre 2008 circa l’inquinamento del territorio campano che sarebbe avvenuto grazie alla collusione tra malavita e vari personaggi (funzionari, politici, imprenditori e anche cittadini che hanno garantito la copertura agli illeciti affari) e alla inerte accettazione e disattenzione della popolazione campana, lasciano alquanto perplessi. Infatti bastava leggere i dossier di Legambiente, come ad esempio quello del 1994, per verificare che accuse documentate sono state ripetutamente poste all’attenzione dei rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche che devono tutelare l’ambiente anche dagli ecocrimini. Come dice il presidente di Legambiente Campania, è stato proprio lo Stato ad essere assente per troppi anni nelle terre di Biutiful Cauntri. Per Bertolaso (e per chi lo ha mandato) i campani, oltre ad essere sempre sporchi e cattivi, devono essere anche stupidi. Scientificamente ragionando, l’invenzione del Commissariato Straordinario, che si basa sulla imperfezione della legge della Protezione Civile, è finalizzata solo all’uso e abuso di poteri sempre più dittatoriali e alla legalizzazione dell’uso spregiudicato delle finanze pubbliche con modalità non consentite dalle leggi ordinarie per singoli periodi di alcuni mesi, reiterati senza fine; solo gli ingenui, le persone interessate e quella parte dei mass media servile e velinara possono pensare che sia una struttura creata per risolvere radicalmente il problema rifiuti della Campania. Siamo seri e non parliamo più di sindrome di NIMBY. La vera e unica sindrome da esorcizzare è quella di BISB.

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II