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06 ottobre 2008

Terra di Lavoro, terra di frontiera. Militarizzazione al via


Caserta - L' "M" Day è arrivato. Dalla Reggia di Caserta, sede della Scuola specialisti dell'Aeronautica Militare, sono usciti i 500 parà della Folgore che, fino al 31 dicembre, salvo proroghe, batteranno a tappeto il territorio della provincia casertana. Il piano di impiego dei militari è stato definito nel corso di una prima riunione tecnica interforze presieduta ieri mattina nella prefettura di Caserta dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni e messo a punto poi in un successivo Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto della città, Ezio Monaco, da cui dipenderanno i militari.

"Vogliamo - ha dichiarato Maroni - far sentire la voce dello Stato ai criminali, a chi pensa di usare, invece, la voce dei kalashnikov". Il decreto legge, ha proseguito il ministro, "é stato firmato da me e dal ministro della Difesa, La Russa", per rimarcare la ritrovata unità d'intenti tra i due dopo giorni di duri scontri. Il provvedimento, ha ricordato, "prevede l'impiego dei militari fino al 31 dicembre, ma il termine può essere prorogato e io ho espresso la volontà di mantenere comunque i 400 agenti delle forze dell'ordine inviati nell'area dopo la strage di Castel Volturno, fino a che non sarà stata vinta la guerra contro la camorra". "Non è, ha precisato il leghista, una reazione limitata nel tempo, ma essa perdurerà fino a quando il gruppo di fuoco sarà stato sgominato, i latitanti arrestati e la criminalità organizzata sconfitta". "Oltre a colpire chi spara, ha proseguito Maroni, contiamo anche di agire in maniera più efficace contro i patrimoni mafiosi: dobbiamo sequestrarli e metterli subito a disposizione della comunità, altrimenti si dà un segnale negativo". L'impiego dei 500 parà interesserà tre macroaree: il litorale domiziano, il triangolo ''di fuoco'' Villa Literno-Casal di Principe-Casapesenna, la cintura di Aversa.

Ci saranno 90 militari per turno che costituiranno, insieme alle forze dell'ordine, una quindicina di posti di blocco (check point) dinamici; non fissi, cioé, ma mobili. Gli uomini della Folgore faranno inoltre rastrellamenti, circonderanno edifici, lasciando poi ai colleghi delle forze dell'ordine i compiti più propriamente di polizia giudiziaria come ad esempio le perquisizioni. Nei giorni scorsi i parà hanno fatto attività di ricognizione, imparando a conoscere il territorio in cui da domani dovranno operare. Potranno contare su 118 veicoli Vm, 5 Defender, 7 camion ed un'ambulanza. Anche grazie ai militari potranno essere rafforzati i controlli di coloro che si trovano agli arresti domiciliari: 118 nel solo comune di Castelvolturno. Maroni ha anche annunciato che in sede di conversione del decreto legge sarà proposta una stretta alla concessione dei benefici a chi è accusato di reati di mafia. Un'altra "Palestina" è servita in questo spicchio d'Italia, trasformato in una sorta di laboratorio per testare nuovi, vecchi modelli di esercizio del potere. La generosa Terra di Lavoro, per anni mangiatoia, non solo elettorale, di politici e colletti bianchi, lautamente foraggiati da compari e comparielli di queste lande è divenuta una zona di guerra. Voto non olet, ma la gente di Caserta sì.

Ernesto Ferrante
Rinascita Campania

03 ottobre 2008

Il popolo campano sentitamente ringrazia


I cittadini campani ed in particolare quelli napoletani, dopo la visita nel capoluogo partenopeo del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, la nona dal suo insediamento a palazzo Chigi nella scorsa primavera, sono più contenti e rassicurati: oltre alle strade pulite avranno anche un quinto impianto di termovalorizzazione. Quello del mago di Arcore è stato, come al solito, uno show a tutto campo: la situazione “è sotto controllo” ed il governo ha deciso di accelerare “soprattutto per quanto riguarda i termovalorizzatori".

“Abbiamo deciso di dare il via subito alla costruzione di un quinto termovalorizzatore per smaltire cinque milioni di rifiuti. Probabilmente sarà realizzato nella zona a nord ovest della Campania”, ha esordito il premier in una conferenza stampa a Napoli, dopo un vertice in Prefettura per fare il punto della situazione sull’emergenza rifiuti in Campania. Il lavoro del governo, di comune accordo con il sottosegretario all'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, va avanti in modo spedito. E' stato individuato, tra l’altro, il gestore che si occuperà del termovalorizzatore di Acerra. Sarà la società bresciana A2A a gestire l’impianto. La società, che ha partecipazioni dei Comuni di Brescia e Milano, è stata preferita al gruppo Veolia ed avvierà i lavori con i tecnici lombardi, ma permetterà, “bontà loro”, a personale campano di operare sul territorio. La notizia è stata resa nota al termine di un vertice tra lo stesso premier Berlusconi con il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli. All'incontro erano presenti anche il sottosegretario Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa e il direttore generale dell'area tecnico-operativa di A2A, Paolo Rossetti. Ma i lavori procedono non solo per Acerra, la cui prima sezione partirà a gennaio, la seconda a febbraio e la terza a marzo, ma anche per gli impianti di Napoli, Santa Maria La Fossa (Ce) e Salerno per il cui impianto è già in corso la procedura di gara. "Gli altri sono in fase preliminare - ha sostenuto Berlusconi - ma contiamo di chiudere in tempi molto rapidi". Il premier ha affrontato anche il problema delle discariche precisando che, nonostante le proteste dei sindaci irpini, il sito in allestimento nel Formicoso non sarà "smilitarizzato", così come richiesto dai cittadini visto che nel territorio di Andretta sono ancora in corso delle indagini tecniche, "si procede con le discariche di Savignano Irpino e con quella di Sant'Arcangelo Trimonte ed è in programma una conferenza di servizi per la discarica di Terzigno". Ai cittadini di Chiaiano, protagonisti durante la visita del premier di in corteo per dire no alla realizzazione di uno sversatoio nelle ex cave di tufo, ha detto che “non hanno alcun motivo per protestare”, sottolineando che “non esistono problemi per la salute e che non ci saranno problemi neanche di viabilità per il passaggio degli autocompattatori nella zona”. "Invece di un'orrenda ferita, ha affermato, avranno un parco e non ci saranno infiltrazioni nelle falde acquifere". Inoltre, per garantire la regolarità di quanto si sta attuando nel sito di Chiaiano, che dovrebbe essere a regime alla fine del mese di novembre, saranno installate delle telecamere che consentiranno ai cittadini di seguire non solo l'andamento dei lavori, ma anche quanto verrà smaltito. I costi per ogni tonnellata da smaltire saranno di "circa 93 euro, ossia un terzo di quello che avremmo pagato per mandare i rifiuti in Germania", ha aggiunto Berlusconi che, in modo ottimistico ha concluso: "A poco a poco la gente si renderà conto che sono state dette falsità su discariche e impianti di termovalorizzazione”. Berlusconi ha poi lasciato una certezza: "Sarò a Napoli, per la gioia e la soddisfazione di tutti, ogni mercoledì per verificare lo stato dei lavori". Il popolo campano sentitamente ringrazia…
Nando de Angelis
Rinascita Campania

02 ottobre 2008

Perfide imposture: Terra di Lavoro val bene una militarizzazione


Mentre passo davanti al terzo posto di blocco in pochi metri percorrendo, come ogni giorno, la strada che mi conduce a casa, continuo a ripensare alla giornata di ieri ed al clamore mediatico suscitato dalla notizia della morte di due poliziotti durante un inseguimento. Voci tremanti e cronache da guerra civile hanno scandito le ore di una giornata uguale a tante altre per i cittadini di Terra di Lavoro. La località di Santa Maria a Cubito, al confine tra Giugliano e Villa Literno, sembrava essere diventata simile a Bassora, con soldati inglesi e miliziani iracheni a fronteggiarsi lungo la strada. La guerra civile "paventata" dal ministro dell'interno Maroni era esplosa in tutta la sua violenza. Forze dell'ordine e casalesi impegnati in una lotta senza quartiere a colpi di arma da fuoco.Uomini dello stato che cadevano tragicamente sotto il fuoco nemico nell'estremo tentativo di assicurare alla giustizia dei pericolosi superboss dei casalesi a bordo di potentissime auto che procedevano a velocità supersonica. Tutto vero, ma solo nella fantasia di qualcuno o, meglio ancora, nelle cronache fasulle di chi,per militarizzare il territorio e puntare all'adozione di leggi speciali, ha deciso di far apparire all'esterno Terra di Lavoro come un teatro di guerra dove si spara all'impazzata tra la folla e si cade ogni minuto sul campo di battaglia. Cosa è accaduto realmente nell'enclave casertana?

L’auto-pattuglia su cui viaggiavano tre poliziotti è finita sulla carreggiata opposta ed è precipitata da un cavalcavia, finendo in un campo e sbattendo con la parte posteriore contro un albero. I tre poliziotti provenivano dal Piemonte e si trovavano nel casertano da alcuni giorni, appoggiati presso il commissariato di Polizia di Aversa. Appartenevano ai 400 uomini, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, inviati per potenziare gli organici delle forze dell'ordine dopo la strage di Castelvolturno. Uno di loro, Francesco Alighieri, 41 anni, di Vercelli, assistente del reparto prevenzione crimine Piemonte, è morto subito. L’altro collega, il sovrintendente Gabriele Rossi, 30 anni di Torino, è stato ricoverato d’urgenza presso l’ospedale “Moscati” di Aversa e poi trasferito al “San Sebastiano” di Caserta, dove è morto poco dopo in sala di rianimazione. Il terzo, l'agente scelto Davide Venerando Fischetti, anch’egli 30enne di Torino, che era alla guida, invece ha riportato gravi ferite ed è in prognosi riservata. Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 9.30 di ieri, una Fiat Panda, non una ferrari o un jet a quattro ruote, ha forzato un posto di blocco a Villa Literno formato da tre auto della polizia. Una di queste, su cui erano a bordo i tre poliziotti, si è lanciata all’inseguimento e giunta all’altezza di un cavalcavia sul territorio di Casapesenna è uscita fuori strada ed è precipitata.Successivamente, intorno alle 13, la Fiat Panda è stata ritrovata abbandonata a Giugliano, al confine tra le province di Napoli e Caserta, territorio che si raggiunge proseguendo dopo alcuni chilometri proprio sulla strada dell'incidente.

Sul posto sono giunti il vicedirigente del commissariato di Aversa e coordinatore del posto fisso di Casapesenna, dottor Luigi Graziano, altre pattuglie ed una squadra di vigili del fuoco che hanno estratto dalle lamiere gli agenti ed in seguito hanno provveduto a rimuovere l’auto,completamente distrutta, dal campo. Nelle stesse ore del tragico incidente era in corso, al Teatro comunale di Caserta, un convegno sulla legalità con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha immediatamente espresso il proprio cordoglio alle famiglie dei poliziotti. Il presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, ha fatto pervenire al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il proprio cordoglio e quello dell’Amministrazione. “Esprimo la mia vicinanza e sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e al corpo della Polizia di Stato, – ha scritto De Franciscis – sempre in prima linea nella difesa della legalità, consapevole del sacrificio a tutela e a difesa dei tanti cittadini onesti della Terra che mi onoro di rappresentare”.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha dichiarato di aver appreso con dolore e commozione la notizia del tragico incidente stradale avvenuto nel casertano tra Villa Literno e Casapenna, in cui hanno perso la vita i due poliziotti ed ha espresso dolore e cordoglio alle famiglie dei due poliziotti attraverso un telegramma inviato al Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli. Il ministro ha inoltre manifestato la propria vicinanza all’agente scelto Davide Fischietti, anch’egli a bordo dell’auto coinvolta nel tragico incidente. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a Manganelli il seguente messaggio: ''Ho appreso con sentimenti di dolore e vivo rimpianto le notizie dei tragici episodi che hanno visto coinvolti, in aree diverse del paese, appartenenti ai reparti anticrimine della Polizia di Stato, impegnati in attività di servizio. In questa triste circostanza, desidero esprimere alla Polizia di Stato il profondo sentimento di vicinanza dell'intero paese per la scomparsa dell'assistente capo Daniele Macciantelli, colpito proditoriamente a Genova mentre tentava di comporre un dissidio privato, dell'assistente capo Francesco Alighieri e del vice sovrintendente Gabriele Rossi, deceduti in provincia di Caserta nel corso di un'operazione di prevenzione. La prego di far pervenire ai familiari delle vittime le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e all'agente rimasto ferito i piu' fervidi auguri di pronta guarigione''.

Solidarietà è stata espressa anche dal mondo sindacale. Il Siulp, Sindacato italiano unitario lavoratori polizia, ha ricordato che sono morti tre agenti in meno di 24 ore, uno a Genova (Daniele Macciantelli, accoltellato da uno squilibrato) e i due nel casertano, ed ha sottolineato una ulteriore determinazione nella lotta alla camorra. “Siamo vicini alle famiglie dei colleghi Macciantelli, Alighieri e Rossi che hanno sacrificato la propria vita nell’espletamento del loro dovere a difesa dei valori della democrazia e della sicurezza del nostro Paese”, ha affermato in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp, per il quale si è trattato di “un sacrificio che evidenzia come le scelte operate dal Capo della polizia e dal ministro Maroni vanno nella giusta direzione per contrastare una criminalità agguerrita che sta martoriando il territorio casertano. Ed è per questo - ha concluso Romano - che è bene che la camorra sappia in modo inequivocabile che anche le gravissime perdite dei nostri cari colleghi non arresteranno la determinazione di tutti i poliziotti a contrastare la sua azione e riportare in quei territori legalità, sicurezza e sviluppo”.

Il sindacato autonomo Consap,invece,ha puntato il dito contro i tagli alle forze dell'ordine ed ha dichiarato : “Se l’episodio di Genova, può essere inquadrato nella variabile impazzita di chi è impegnato per la sicurezza di tutti, i fatti di Caserta denunciano responsabilità importanti da parte di chi dovrebbe garantire condizioni ottimali per svolgere il servizio”. “Si dimostra nei fatti - ha proseguito la Consap - che la lotta alla camorra è impegno di assoluto rischio e non può vivere sull’improvvisazione di reparti prevenzione crimine che pur vivendo in continua emergenza operativa, non hanno mezzi idonei per svolgere al meglio il servizio. Non tutto può essere ricondotto alle carenze di uomini e probabilmente qualche centinaia di migliaia euro destinati ai militari potevano essere spesi per dotare i mezzi di polizia di un sistema di protezione, sul mercato un rollbar (dispositivo di protezione ribaltamento) costa poco meno di mille euro, sarebbe bastato questo per salvare la vita ai colleghi”. Il sindacato aveva più volte denunciato la carenza di addestramento e di disponibilità di mezzi per i reparti prevenzione crimine della polizia, nuclei di specialisti che in realtà sono tali solo sulla carta, in quanto soffrono della stessa inadeguatezza di disponibilità economiche di tutti gli apparati di sicurezza nazionali.
“Nell’esprimere il cordoglio per la giovani vite spezzate, per le loro famiglie e per i colleghi - ha sottolineato il sindacato - auspichiamo che il vertice di ieri in prefettura a Caserta possa riuscire laddove la Consap non ha ottenuto risultati, ossia nel far giungere ai reparti prevenzione crimine impegnati in Campania mezzi e tecnologie adeguate, senza le quali la polizia rischia di continuare a pagare prezzi altissimi in termini di vite umane”.

Anche l’Ugl, accanto al cordoglio per la morte degli agenti, ha espresso la propria “rabbia”, denunciando insufficienza di mezzi e di organico in Procure e Tribunali, che “rischiano di far uscire delinquenti che dovrebbero stare in carcere”. Secondo il sindacato, infatti, “sicurezza e giustizia non possono viaggiare separate”, e i “due poliziotti hanno dato la vita per assicurare dei delinquenti alla giustizia”, ma “la giustizia è allo sbando”.
Per i poliziotti deceduti, “oltre al cordoglio c’è la rabbia. La rabbia di dover nuovamente assistere ad episodi così gravi in un territorio martoriato dalla criminalità ma anche la rabbia di non vedere viaggiare di pari passo la sicurezza e la giustizia”, ha dichiarato il segretario provinciale della Ugl di Napoli Francesco Falco, che ha definito illogico impostare una strategia sulla sicurezza senza tenere conto delle carenze organiche e strutturali di tribunali e procure. “In altre parole - ha spiegato Falco - tanto sacrificio e vite in gioco per assicurare alla giustizia dei delinquenti e poi si rischia di vederli fuori per intercorsi tempi di custodia cautelare, cavilli burocratici e, peggio ancora, per l’indulto”.

Dichiarazioni di rito, molto generiche,che hanno fatto il giro d'Europa, non chiarendo la dinamica dei fatti. E la Panda jet guidata da pericolosi sicari che fine ha fatto? Nel corso della giornata di ieri si è appreso che la Fiat Panda che ha forzato il posto di blocco innescando l’inseguimento durante il quale sono morti due agenti di polizia apparteneva ad una donna di Giugliano . La donna è stata rintracciata, ma agli investigatori, secondo quanto si è appreso, ha detto che l'auto era in uso ai figli che,a loro volta,hanno dichiarato di averla venduta ad una terza persona. Dove sono dunque finiti i pericolosi superboss che procedevano a folle velocità? Come faceva una Panda a procedere a velocità elevata? Per la cronaca nella giornata odierna si è costituito ai carabinieri il conducente della Panda che ha forzato il posto di blocco. Si chiama Sebastiano Maglione ed è nativo di Qualiano, cittadina a nord di Napoli. E' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e omicidio colposo plurimo: accusa scaturita dall'incidente occorso ai due agenti messisi all'inseguimento della Panda. L'uomo, residente a Giugliano, guidava, secondo la polizia,sotto l'effetto di stupefacenti. L'auto era priva di assicurazione e lui sprovvisto di patente. Sull'accaduto sta indagando il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Maurizio Giordano. Un tossicodipendente, dunque, e non un pericoloso boss dei casalesi. Un elemento che smonta il teorema modaiolo e polivalente del casalese e dimostra che si sta cercando di fare l'equazione casertano=casalese e casalese=camorrista, che per proprietà transitiva diventa casertano=camorrista. Forse dopo l'aggravante della clandestinità si vuole introdurre l'aggravante della casertanità? Non bastano i parà? Forse per Terra di Lavoro c'è bisogno anche dei check point? Quello di ieri è stato un tragico incidente su cui si è costruito un teorema solo perchè è accaduto nel casertano. Bisogna fare molta, moltissima attenzione...

Ernesto Ferrante
Rinascita Campania

25 settembre 2008

Che Paese è il nostro?

La sera del 18 settembre scorso sul litorale domizio sei giovani africani, Samuel, Awanga, Yulius, Eric, Cristopher e Alex, sono caduti sotto i colpi di un gruppo di fuoco della camorra. 130 colpi colpi tra kalashnikov e pistole di grosso calibro hanno portato alla ribalta questo territorio, in provincia di Caserta, dove si respira un drammatico disagio sociale.

Sono più di undicimila, tra regolari e clandestini, gli extracomunitari africani che risiedono nella zona ed enormi sono i problemi di convivenza con gli abitanti del luogo che hanno visto nel tempo, soprattutto per i grossi interessi della malavita organizzata, una zona a vocazione turistica trasformarsi nel regno del traffico di stupefacenti, della prostituzione, del lavoro nero. Un piccolo inferno dove il termine “legalità” è sconosciuto, una zona franca dell’illecito di ogni tipo. La strage nel comune di Castelvolturno è senz’altro un avvenimento gravissimo che trova le sue ragioni profonde nelle problematiche di quel territorio, ma, più in generale, risulta essere anche lo specchio di una situazione insostenibile che dovrebbe far riflettere su quanto, da troppi anni, avviene impunemente nella nazione considerata dai cultori della giurisprudenza la “patria del diritto”. Quello che fu il Belpaese, si è trasformato in una sorta di terra di nessuno dove, grazie ai benefici di una certa mentalità lassista, di una quantità enorme di leggi e leggine a cui si sommano sentenze d’ogni tipo, da quelle della Corte di Cassazione a quelle del Tar, ed alla cultura del condono indiscriminato, tutti si sentono autorizzati a fare quello che vogliono.

Che Paese è il nostro? Pretendiamo di essere esempio per gli altri ed in casa nostra non riusciamo a contrastare la mafia, la criminalità organizzata che spadroneggia nel territorio nazionale, a dotarci di leggi e procedure capaci di funzionare da deterrente efficace per tutta una serie di delitti diffusissimi e odiosi, come il racket, l’usura, lo stupro, lo scippo, la truffa ai danni di vecchi soli in casa, il raggiro di consumatori e risparmiatori su larga scala. Un paese dove la complicità tra certe organizzazioni malavitose e alcune frange della pubblica amministrazione è, quanto meno, tollerata ed i personaggi che si macchiano di questa infamante accusa continuano imperterriti a conservare il proprio posto al sole, dove anche smaltire i rifiuti da noi stessi prodotti si trasforma in una guerra epocale. L’unica cosa che si riesce ad escogitare è prendere atto delle varie emergenze ed inviare, come nel caso di Castelvolturno, l’esercito per controllare il territorio. Tra non molto chiederemo anche l’intervento dei caschi blu dell’Onu per garantirci la pace! No, non è così che riusciremo ad uscire dal tunnel buio in cui ci siamo cacciati, non è plaudendo alle scellerate decisioni di questo e di quel governo, ai provvedimenti tampone che, come da prassi consolidata, gestiscono ma non risolvono i problemi, che riusciremo a riscattare la nostra dignità di popolo.

Nando de Angelis
Rinascita Campania

23 settembre 2008

Scandalo rifiuti e “Sindrome di BISB” in Campania


Nel libro Ecoballe (giugno 2008, Aliberti Editore), Paolo Rabitti ricorda che “il solo trattamento delle circa ottomila tonnellate di rifiuti prodotti in un solo giorno dalla Regione costa quasi tre milioni e mezzo di euro” e che la causa dell’emergenza rifiuti in Campania “secondo giornalisti poco informati, amministratori e pseudotecnici, il disastro sarebbe individuato nella difficoltà di costruire nuove discariche e nella mancata entrata in funzione dell’inceneritore di Acerra, a causa di un’epidemia della sindrome di NIMBY (acronimo che in italiano vuol dire “non nel mio giardino”) che avrebbe colpito l’intera popolazione della Campania, peraltro incapace di differenziare i rifiuti e insensibile al problema”.
Rabitti evidenzia che tale versione delle cause del disastro non corrisponde a verità e serve a coprire il lucroso, facile e parassitario sistema attivato con i poteri speciali. Su “Il Manifesto” del 2 febbraio 2008 è stato pubblicato un mio articolo dal titolo “Scandalo rifiuti: tra i cittadini campani dilaga la sindrome di BISB” nel quale evidenziavo come “Vari autorevoli personaggi che hanno avuto un ruolo nel determinare e gestire lo scandalo rifiuti continuano a lanciare appelli ai cittadini campani invitandoli a liberarsi dalla deleteria “Sindrome di NIMBY”, nota sigla che tradotta vuol dire “Non (la discarica) nel mio giardino”, e a collaborare per uscire dalla scandalosa emergenza rifiuti accettando il piano De Gennaro”.

In realtà il piano rifiuti di De Gennaro, come poi è stato verificato, appariva un tappabuchi e non faceva altro che istituzionalizzare definitivamente lo stato di “emergenza-scandalo rifiuti” condannando l’intera Campania ad una pericolosa recessione socio-economico-ambientale. Facevo presente che i cittadini della Campania non erano e non sono affetti dalla sindrome di NIMBY bensì da una nuova sindrome che dilagava irresistibilmente: si trattava della “Sindrome di BISB” che vuol dire Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughe (S) e i Bugiardi (B). Di fatto, la Struttura Commissariale si era rivelata una efficace sanguisuga di risorse finanziarie pubbliche provocando un dannoso e grave inquinamento ambientale nelle aree urbane (nelle quali i rifiuti giacevano per lunghi periodi e spesso venivano incendiati nelle strade) e nelle aree circostanti le discariche eseguite spesso in siti non idonei determinando inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee (ad esempio a Lo Uttaro vicino a Caserta, a Basso dell’Olmo e poi a Macchia Soprana sul fiume Sele e sulle opere di presa di circa 250 milioni di mc di acqua per l’irrigazione della pianura da Salerno a Paestum).

Le situazioni di inquinamento ambientale, artatamente determinate, hanno diffuso a scala mondiale un’immagine regionale squallida con conseguenti danni economici per le attività turistiche ed agricole e produttive in genere. I cittadini campani sono stati sottoposti per lunghi anni a ripetute situazioni di rischio sanitario e non hanno goduto del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. Troppe volte rappresentanti di varie istituzioni hanno elargito promesse che non sono state mantenute. Tanto per fare un esempio, sono dovute intervenire personalmente alte cariche dello Stato per garantire che alcune discariche sarebbero state definitivamente chiuse (Parapoti e Difesa Grande); con De Gennaro, Commissario di Governo, in un primo tempo era stata elusa la promessa presidenziale prevedendone la riapertura (Difesa Grande sicuramente, Parapoti come riserva). Da questi e altri elementi traeva origine la nuova “Sindrome di BISB”. I cittadini richiedevano semplicemente che si chiudesse definitivamente lo scandalo rifiuti perché era evidente che i rappresentanti di varie istituzioni sovracomunali, ordinarie e straordinarie, non erano più credibili e vi era la certezza che continuare ad affidare le sorti della Campania a persone dotate di poteri sempre più speciali significava affossare definitivamente nel percolato e nei rifiuti un territorio ricco di risorse umane, storiche, archeologiche, naturali e produttive uniche al mondo e trascinare la regione verso un ulteriore degrado, aggravando pericolosamente la “Sindrome di BISB”.

Le recenti affermazioni di Bertolaso alla “Giornata del Creato” (organizzata dalla CEI a Napoli il 13 settembre c.a.) riferendosi all’articolo apparso su l’Espresso dell’11 settembre 2008 circa l’inquinamento del territorio campano che sarebbe avvenuto grazie alla collusione tra malavita e vari personaggi (funzionari, politici, imprenditori e anche cittadini che hanno garantito la copertura agli illeciti affari) e alla inerte accettazione e disattenzione della popolazione campana, lasciano alquanto perplessi. Infatti bastava leggere i dossier di Legambiente, come ad esempio quello del 1994, per verificare che accuse documentate sono state ripetutamente poste all’attenzione dei rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche che devono tutelare l’ambiente anche dagli ecocrimini. Come dice il presidente di Legambiente Campania, è stato proprio lo Stato ad essere assente per troppi anni nelle terre di Biutiful Cauntri. Per Bertolaso (e per chi lo ha mandato) i campani, oltre ad essere sempre sporchi e cattivi, devono essere anche stupidi. Scientificamente ragionando, l’invenzione del Commissariato Straordinario, che si basa sulla imperfezione della legge della Protezione Civile, è finalizzata solo all’uso e abuso di poteri sempre più dittatoriali e alla legalizzazione dell’uso spregiudicato delle finanze pubbliche con modalità non consentite dalle leggi ordinarie per singoli periodi di alcuni mesi, reiterati senza fine; solo gli ingenui, le persone interessate e quella parte dei mass media servile e velinara possono pensare che sia una struttura creata per risolvere radicalmente il problema rifiuti della Campania. Siamo seri e non parliamo più di sindrome di NIMBY. La vera e unica sindrome da esorcizzare è quella di BISB.

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

09 settembre 2008

Altri dettagli sui noti fatti di Roma-Napoli


Vi proponiamo il volantino diffuso dai tifosi della Curva A del Napoli sui noti fatti che hanno preceduto lo svolgimento della partita di calcio tra Roma e Napoli. Pur condannando qualsiasi episodio di teppismo e di devastazione che arrechi danno a persone e a cose, riteniamo giornalisticamente corretto riportare tale documento.

E' giusto, secondo noi, usare il pugno duro con chi si è reso protagonista di tali deprecabili episodi, ma è altrettanto giusto non fare discriminazioni o applicare l'iniqua logica dei due pesi e delle due misure, mostrandosi inflessibili anche nei confronti di funzionari distratti e addetti alla sicurezza rivelatisi non idonei a gestire e ad organizzare eventi del genere. Il teorema, modaiolo ed onnicomprensivo, delle infiltrazioni camorristiche regge fino ad un certo punto. Le continue correzioni di tiro e le contrastanti versioni degli uomini delle forze dell'ordine e delle ferrovie, ci inducono a ritenere che qualcosa nell'organizzazione dell'evento sia andato storto. I cittadini, sulle cui spalle ricadranno i costi della giornata di follia, hanno diritto a conoscere la verità. Per questo motivo, dopo aver riportato dichiarazioni e i comunicati delle forze dell'ordine, per completezza d'informazione proponiamo ai nostri lettori il contenuto integrale del documento prodotto dagli ultrà partenopei. (E.F)

Rinascita Campania
«EGREGIO Sig. direttore, Sono Alessandro, un’esponente della curva A di Napoli Questo è il volantino distribuito alla nostra conferenza ai tg Per eventuali informazioni o interviste rimango a vostra disposizione. Distinti saluti»

Finalmente una trasferta...finalmente Roma! Sembra essere finito il tempo degli stupidi divieti, inaspettatamente abbiamo la possibilità di recarci nella capitale!Affrontare questa trasferta al meglio è la parola d'ordine, Noi Ultras abbiamo il diritto e, soprattutto, il dovere di gestire e di guidare la spedizione partenopea all'olimpico! Nessuna iniziativa personale, nessun atto di vandalismo, soprattutto nessun tentativo di viaggiare o di entrare allo stadio sprovvisti di biglietto...QUESTE LE NOSTRE REGOLE...chiunque abbia intenzione di non rispettarle "RESTI A CASA"...dobbiamo viaggiare uniti e con una sola linea di condotta! Ci muoveremo "TUTTI" in treno, macchine, bus organizzati, ed altri mezzi privati li sconsigliamo vivamente...dobbiamo fare quadrato ed essere un solo blocco umano che invaderà la capitale...nel nome di Napoli e della nostra curva ! L'appuntamento è per le ore10. 00 in Piazza Garibaldi.

Questo è il volantino distribuito durante la settimana per Napoli e provincia a tutti i tifosi del Napoli. Fino alla domenica mattina era stato elogiato da tutti i media, pubblicato su tutti i giornali, parlato nelle radio ed emittenti private e nazionali, compreso il giovedì sera a Sky durante la partita di Coppa Uefa. Da lunedì tutto è cambiato, quella maturità tanto elogiataci è stata decisamente contrariata... Da ultras maturi ed intelligenti siamo diventati...delinquenti, mafiosi. Drogati, teppisti, sequestratori e dirottatori di treni e passeggeri...e chi più ne ha più ne metta....le verità su ciò che è accaduto minuto per minuto le conoscono bene...il questore, la digos, la polfer...e soprattutto i dirigenti di Trenitalia ! Sapevano perchè c'erano! C’erano, quel venerdì mattina, in cui, mentre allo stadio si vendevano biglietti e noi ci occupavamo di mantenere l’ordine (operazione palesemente riuscita) , ci siamo recati nel grattacielo della stazione per l'esattezza sesto e undicesimo piano negli uffici organizzativi di Trenitalia... Conoscono bene quali erano le nostre intenzioni di organizzare un viaggio corretto con tanto di biglietti andata e ritorno... soprattutto conoscono molto bene quale fu la risposta secca di Trenitalia... "Con questi non ci vogliamo parlare neanche"...

E fu dal quel momento che capimmo che quella domenica sarebbe diventata una catastrofe. Onestamente credevamo andasse peggio...perchè molto peggio poteva andare, se non ci fossero stati gli ultras a controllare tutto. Passiamo al racconto attimo per attimo..
Quando Trenitalia si rifiutò di avere un colloquio con noi, erano presenti i dirigenti della polfer a loro volta in contatto telefonico con la Digos, neanche loro si aspettavano questa risposta ed informarono subito il questore... Li, iniziò il fallimento di chi dovrebbe mantenere l'ordine pubblico, perchè vedendo che erano stati venduti nel frattempo quasi 2000 biglietti della partita fecero finta di nulla.. Tanto il problema era nostro, solo nostro...come lo è ora che siamo stati puniti da chi non sa un briciolo di verità, vietandoci di seguire il nostro Napoli in trasferta per tutto l'anno. Giunti alla stazione alle 7:00 di domenica, noi ultras avevamo in tasca 390 biglietti acquistati già il venerdì mattina verso le ore 12:00 in un’agenzia di viaggi sita in Qualiano...la nostra piccola spesa per 390 biglietti di andata e ritorno dell'intercity con tanto di prenotazione obbligatoria, è stata di 15.600 euro... Oltre a noi erano stati acquistati quasi altri mille biglietti,ed è li che è nato il casino.

Trenitalia , nonostante ben sapesse che i posti fossero esauriti … udite udite, ha continuato imperterrita a vendere altri biglietti attraverso i distributori automatici preposti in tutte le stazioni, quindi tutti gli altri, anche non facendo parte della lista dei 390 biglietti avevano i tickets intercity quelli validi 24 ore e logicamente tutti volevano e potevano viaggiare insieme agli ultras su quel treno che sarebbe dovuto partire per le 9.24... Noi ultras abbiamo organizzato il filtraggio almeno dei nostri 400 tickets, ma ci tenevamo a fare questa cosa per far sì che non accadessero scaramucce che poi per i media sarebbero diventati " atti di guerra al binario 24" abbiamo dapprima lasciato passare per una fila alternativa tutti gli altri 250 passeggeri non tifosi e li sfidiamo a testimoniare il contrario aiutandoli anche per velocizzare i tempi a farli accomodare nelle loro carrozze. Finiti i 250 passeggeri siamo passati alla nostra lista... Nel frattempo il treno porta 2 ore di ritardo e ci sono ancora altri circa 700/800 tifosi in fila ma che per l'80% erano tutti muniti di biglietti e le casse di Trenitalia lo sanno bene... molto bene... una signora arrabbiata scende dal treno vedendo alcuni dei nostri responsabili parlare con il questore e i responsabili di Trenitalia inizia a gridare ad alta voce : "siete voi che non sapete organizzare, voi istituzioni e Trenitalia sapevate bene che c'era la partita e che arrivassero i tifosi non potevate organizzarvi prima con un treno solo per loro o aggiungendo le carrozze? vergognatevi tutti questa è l'italia"....

A questo punto uno dei nostri sfortunatamente è colpito da un malore e per accompagnarlo fuori la stazione dove lo aspettava un ambulanza il filtraggio della polizia è costretta ad aprirsi e qui tutti gli altri ne hanno approfittano per salire in treno, ma ripeto erano in fila da diverse ore ed ognuno col biglietto singolo, questo è sicuro...i giornalisti a quel punto presenti e nascosti nei pressi dei binari, colgono "giustamente" l’occasione di far rimbalzare la notizia degli "assaltatori"...del binario 24, non conoscendo un minimo dei fatti...vedono bene però che un imbecille tifoso del Napoli con il treno fermo attua il freno d'emergenza a quel punto gli ultras lo prendono per l'orecchio e per lui "espulsione"! Trasferta finita in tempo record! Tutto questo davanti agli occhi del questore e di tutti i presenti! Siamo pienamente consapevoli che facciamo parte di una città con alto tasso d'ignoranza e condanniamo quei piccoli danni fatti al treno; anche se c'è da dire che la massa in quel treno non ci permetteva di respirare e più volte quell 'intercity ha fatto 5/6 minuti di sosta sotto gallerie scure, veramente era impossibile muoversi e controllare tutte le carrozze , ma comunque condanniamo quell'unico vetro rotto perchè se rivedete attentamente le immagini quello è sempre lo stesso vetro...non capiamo come si arrivi a quota 500.000 euro di danni...(tra l’altro comunicato dopo un’ora e mezza , di domenica 31 agosto…) condanniamo anche quei cretini che per aprire le porte dei bus nel tragitto stadio hanno stracciato i fili elettrici all'interno.

Noi ultras come si legge nel volantino, "odiamo" gli atti di vandalismo, chi ci conosce lo sa bene.. Dopo l’inconveniente del nostro amico, tutti occupano posto sul treno ed il filtraggio della polizia si richiude: in fila rimangono ancora circa 150/200 tifosi tutti muniti di biglietti! Arriva il questore, ci sono due ore e mezzo di ritardo ed intelligentemente su nostro consiglio si decide di far scendere quei 250 passeggeri non tifosi, per farli salire sull'Eurostar delle 12.
Finalmente si parte con tre ore di ritardo siamo già stanchi ma la voglia di andare all'olimpico è più forte di tutto si arriva a Roma Termini dove le immagini hanno fatto il giro del mondo si scende dall' intercity come dicono in corteo cantando come avrete notato con aste di bandiere per una coreografia mai fatta...si decide di avanzare il passo come vedete nelle sole ed uniche immagini video perchè purtroppo era già finito il primo tempo. Arriviamo fuori la stazione come avrete visto nelle solite immagini senza sia successo un minimo di danno, un minimo di scontro, senza che nessuno torcesse un capello ad un passeggero, a Roma Termini ci aspettano 25 pullman. E la polizia di Roma dobbiamo dire per la prima volta e unica credo, capisce che non si poteva più perdere tempo e ci permette senza controllare nessuno di farci andare velocemente all'olimpico dove però all'entrata qualcosa fallisce perchè ci ritroviamo difronte un pò di Romanisti all'interno della curva nord che provocano e inizia un piccolo lancio di oggetti ma li non c’è stata nessuna guerra, nessuna sparatoria, nessun morto...al contrario di quanto si è voluto far credere. Inizia il secondo tempo il Napoli perde e noi entriamo tutti e 3000, il tifo è incessante i cori e tutto il calore trasformano il Napoli...che prima pareggia poi prova a vincere , per poco non si fa il colpaccio contro una delle compagini più forti d'Europa...

Finisce la gara tutti stanchi e felici ricevono le maglie dei guerrieri azzurri. Si ha tanta sete non c'è da bere all'olimpico, tranne una fontanina in campo che è "assaltata" come dicono i media dai partenopei che in 2 ore soli nello stadio con circa 25/30 stewards in campo non recano minimo danno oltre al consumo d’acqua ...ci saranno le prove tv per questo? Si esce dallo stadio alle 19, i bus ci riportano alla stazione e i poliziotti inferociti dalle notizie che per tutta la giornata hanno visto di napoletani camminare e far tutto ciò che si voleva a Roma. Iniziano a comportarsi male anzi come da 20 anni a questa parte violentemente, immotivatamente questo perchè non lo fanno vedere i video? Arresti alla cieca di brava gente che stava avanti col biglietto singolo per salire sul treno del ritorno, dove pian piano suddivisi in 3 treni, facciamo ritorno a Napoli verso mezzanotte.

Il risultato?...notizie stravolte e trasferte vietate per tutto l'anno... Un poliziotto gridava “siete caduti in una grande trappola...” . Si può pensare che era stato tutto studiato a tavolino. Infine teniamo a precisare che questo non è nessun atto di vittimismo per gli errori che senz’altro ci sono stati, siamo pronti a pagare con le nostre facce come da anni siamo abituati , ma che pagassero tutti, compresi colletti bianchi e alte cariche dirigenziali, in primis quelli che per mestiere si curano del disordine...scusate dell'ordine pubblico... Sono anni che gli ultras partenopei perseguono con estremo impegno la possibilità che Napoli ed i napoletani abbiano una grande squadra per una grande tifoseria ! La nostra città non ci giudichi!.

CURVA A