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09 settembre 2008

Altri dettagli sui noti fatti di Roma-Napoli


Vi proponiamo il volantino diffuso dai tifosi della Curva A del Napoli sui noti fatti che hanno preceduto lo svolgimento della partita di calcio tra Roma e Napoli. Pur condannando qualsiasi episodio di teppismo e di devastazione che arrechi danno a persone e a cose, riteniamo giornalisticamente corretto riportare tale documento.

E' giusto, secondo noi, usare il pugno duro con chi si è reso protagonista di tali deprecabili episodi, ma è altrettanto giusto non fare discriminazioni o applicare l'iniqua logica dei due pesi e delle due misure, mostrandosi inflessibili anche nei confronti di funzionari distratti e addetti alla sicurezza rivelatisi non idonei a gestire e ad organizzare eventi del genere. Il teorema, modaiolo ed onnicomprensivo, delle infiltrazioni camorristiche regge fino ad un certo punto. Le continue correzioni di tiro e le contrastanti versioni degli uomini delle forze dell'ordine e delle ferrovie, ci inducono a ritenere che qualcosa nell'organizzazione dell'evento sia andato storto. I cittadini, sulle cui spalle ricadranno i costi della giornata di follia, hanno diritto a conoscere la verità. Per questo motivo, dopo aver riportato dichiarazioni e i comunicati delle forze dell'ordine, per completezza d'informazione proponiamo ai nostri lettori il contenuto integrale del documento prodotto dagli ultrà partenopei. (E.F)

Rinascita Campania
«EGREGIO Sig. direttore, Sono Alessandro, un’esponente della curva A di Napoli Questo è il volantino distribuito alla nostra conferenza ai tg Per eventuali informazioni o interviste rimango a vostra disposizione. Distinti saluti»

Finalmente una trasferta...finalmente Roma! Sembra essere finito il tempo degli stupidi divieti, inaspettatamente abbiamo la possibilità di recarci nella capitale!Affrontare questa trasferta al meglio è la parola d'ordine, Noi Ultras abbiamo il diritto e, soprattutto, il dovere di gestire e di guidare la spedizione partenopea all'olimpico! Nessuna iniziativa personale, nessun atto di vandalismo, soprattutto nessun tentativo di viaggiare o di entrare allo stadio sprovvisti di biglietto...QUESTE LE NOSTRE REGOLE...chiunque abbia intenzione di non rispettarle "RESTI A CASA"...dobbiamo viaggiare uniti e con una sola linea di condotta! Ci muoveremo "TUTTI" in treno, macchine, bus organizzati, ed altri mezzi privati li sconsigliamo vivamente...dobbiamo fare quadrato ed essere un solo blocco umano che invaderà la capitale...nel nome di Napoli e della nostra curva ! L'appuntamento è per le ore10. 00 in Piazza Garibaldi.

Questo è il volantino distribuito durante la settimana per Napoli e provincia a tutti i tifosi del Napoli. Fino alla domenica mattina era stato elogiato da tutti i media, pubblicato su tutti i giornali, parlato nelle radio ed emittenti private e nazionali, compreso il giovedì sera a Sky durante la partita di Coppa Uefa. Da lunedì tutto è cambiato, quella maturità tanto elogiataci è stata decisamente contrariata... Da ultras maturi ed intelligenti siamo diventati...delinquenti, mafiosi. Drogati, teppisti, sequestratori e dirottatori di treni e passeggeri...e chi più ne ha più ne metta....le verità su ciò che è accaduto minuto per minuto le conoscono bene...il questore, la digos, la polfer...e soprattutto i dirigenti di Trenitalia ! Sapevano perchè c'erano! C’erano, quel venerdì mattina, in cui, mentre allo stadio si vendevano biglietti e noi ci occupavamo di mantenere l’ordine (operazione palesemente riuscita) , ci siamo recati nel grattacielo della stazione per l'esattezza sesto e undicesimo piano negli uffici organizzativi di Trenitalia... Conoscono bene quali erano le nostre intenzioni di organizzare un viaggio corretto con tanto di biglietti andata e ritorno... soprattutto conoscono molto bene quale fu la risposta secca di Trenitalia... "Con questi non ci vogliamo parlare neanche"...

E fu dal quel momento che capimmo che quella domenica sarebbe diventata una catastrofe. Onestamente credevamo andasse peggio...perchè molto peggio poteva andare, se non ci fossero stati gli ultras a controllare tutto. Passiamo al racconto attimo per attimo..
Quando Trenitalia si rifiutò di avere un colloquio con noi, erano presenti i dirigenti della polfer a loro volta in contatto telefonico con la Digos, neanche loro si aspettavano questa risposta ed informarono subito il questore... Li, iniziò il fallimento di chi dovrebbe mantenere l'ordine pubblico, perchè vedendo che erano stati venduti nel frattempo quasi 2000 biglietti della partita fecero finta di nulla.. Tanto il problema era nostro, solo nostro...come lo è ora che siamo stati puniti da chi non sa un briciolo di verità, vietandoci di seguire il nostro Napoli in trasferta per tutto l'anno. Giunti alla stazione alle 7:00 di domenica, noi ultras avevamo in tasca 390 biglietti acquistati già il venerdì mattina verso le ore 12:00 in un’agenzia di viaggi sita in Qualiano...la nostra piccola spesa per 390 biglietti di andata e ritorno dell'intercity con tanto di prenotazione obbligatoria, è stata di 15.600 euro... Oltre a noi erano stati acquistati quasi altri mille biglietti,ed è li che è nato il casino.

Trenitalia , nonostante ben sapesse che i posti fossero esauriti … udite udite, ha continuato imperterrita a vendere altri biglietti attraverso i distributori automatici preposti in tutte le stazioni, quindi tutti gli altri, anche non facendo parte della lista dei 390 biglietti avevano i tickets intercity quelli validi 24 ore e logicamente tutti volevano e potevano viaggiare insieme agli ultras su quel treno che sarebbe dovuto partire per le 9.24... Noi ultras abbiamo organizzato il filtraggio almeno dei nostri 400 tickets, ma ci tenevamo a fare questa cosa per far sì che non accadessero scaramucce che poi per i media sarebbero diventati " atti di guerra al binario 24" abbiamo dapprima lasciato passare per una fila alternativa tutti gli altri 250 passeggeri non tifosi e li sfidiamo a testimoniare il contrario aiutandoli anche per velocizzare i tempi a farli accomodare nelle loro carrozze. Finiti i 250 passeggeri siamo passati alla nostra lista... Nel frattempo il treno porta 2 ore di ritardo e ci sono ancora altri circa 700/800 tifosi in fila ma che per l'80% erano tutti muniti di biglietti e le casse di Trenitalia lo sanno bene... molto bene... una signora arrabbiata scende dal treno vedendo alcuni dei nostri responsabili parlare con il questore e i responsabili di Trenitalia inizia a gridare ad alta voce : "siete voi che non sapete organizzare, voi istituzioni e Trenitalia sapevate bene che c'era la partita e che arrivassero i tifosi non potevate organizzarvi prima con un treno solo per loro o aggiungendo le carrozze? vergognatevi tutti questa è l'italia"....

A questo punto uno dei nostri sfortunatamente è colpito da un malore e per accompagnarlo fuori la stazione dove lo aspettava un ambulanza il filtraggio della polizia è costretta ad aprirsi e qui tutti gli altri ne hanno approfittano per salire in treno, ma ripeto erano in fila da diverse ore ed ognuno col biglietto singolo, questo è sicuro...i giornalisti a quel punto presenti e nascosti nei pressi dei binari, colgono "giustamente" l’occasione di far rimbalzare la notizia degli "assaltatori"...del binario 24, non conoscendo un minimo dei fatti...vedono bene però che un imbecille tifoso del Napoli con il treno fermo attua il freno d'emergenza a quel punto gli ultras lo prendono per l'orecchio e per lui "espulsione"! Trasferta finita in tempo record! Tutto questo davanti agli occhi del questore e di tutti i presenti! Siamo pienamente consapevoli che facciamo parte di una città con alto tasso d'ignoranza e condanniamo quei piccoli danni fatti al treno; anche se c'è da dire che la massa in quel treno non ci permetteva di respirare e più volte quell 'intercity ha fatto 5/6 minuti di sosta sotto gallerie scure, veramente era impossibile muoversi e controllare tutte le carrozze , ma comunque condanniamo quell'unico vetro rotto perchè se rivedete attentamente le immagini quello è sempre lo stesso vetro...non capiamo come si arrivi a quota 500.000 euro di danni...(tra l’altro comunicato dopo un’ora e mezza , di domenica 31 agosto…) condanniamo anche quei cretini che per aprire le porte dei bus nel tragitto stadio hanno stracciato i fili elettrici all'interno.

Noi ultras come si legge nel volantino, "odiamo" gli atti di vandalismo, chi ci conosce lo sa bene.. Dopo l’inconveniente del nostro amico, tutti occupano posto sul treno ed il filtraggio della polizia si richiude: in fila rimangono ancora circa 150/200 tifosi tutti muniti di biglietti! Arriva il questore, ci sono due ore e mezzo di ritardo ed intelligentemente su nostro consiglio si decide di far scendere quei 250 passeggeri non tifosi, per farli salire sull'Eurostar delle 12.
Finalmente si parte con tre ore di ritardo siamo già stanchi ma la voglia di andare all'olimpico è più forte di tutto si arriva a Roma Termini dove le immagini hanno fatto il giro del mondo si scende dall' intercity come dicono in corteo cantando come avrete notato con aste di bandiere per una coreografia mai fatta...si decide di avanzare il passo come vedete nelle sole ed uniche immagini video perchè purtroppo era già finito il primo tempo. Arriviamo fuori la stazione come avrete visto nelle solite immagini senza sia successo un minimo di danno, un minimo di scontro, senza che nessuno torcesse un capello ad un passeggero, a Roma Termini ci aspettano 25 pullman. E la polizia di Roma dobbiamo dire per la prima volta e unica credo, capisce che non si poteva più perdere tempo e ci permette senza controllare nessuno di farci andare velocemente all'olimpico dove però all'entrata qualcosa fallisce perchè ci ritroviamo difronte un pò di Romanisti all'interno della curva nord che provocano e inizia un piccolo lancio di oggetti ma li non c’è stata nessuna guerra, nessuna sparatoria, nessun morto...al contrario di quanto si è voluto far credere. Inizia il secondo tempo il Napoli perde e noi entriamo tutti e 3000, il tifo è incessante i cori e tutto il calore trasformano il Napoli...che prima pareggia poi prova a vincere , per poco non si fa il colpaccio contro una delle compagini più forti d'Europa...

Finisce la gara tutti stanchi e felici ricevono le maglie dei guerrieri azzurri. Si ha tanta sete non c'è da bere all'olimpico, tranne una fontanina in campo che è "assaltata" come dicono i media dai partenopei che in 2 ore soli nello stadio con circa 25/30 stewards in campo non recano minimo danno oltre al consumo d’acqua ...ci saranno le prove tv per questo? Si esce dallo stadio alle 19, i bus ci riportano alla stazione e i poliziotti inferociti dalle notizie che per tutta la giornata hanno visto di napoletani camminare e far tutto ciò che si voleva a Roma. Iniziano a comportarsi male anzi come da 20 anni a questa parte violentemente, immotivatamente questo perchè non lo fanno vedere i video? Arresti alla cieca di brava gente che stava avanti col biglietto singolo per salire sul treno del ritorno, dove pian piano suddivisi in 3 treni, facciamo ritorno a Napoli verso mezzanotte.

Il risultato?...notizie stravolte e trasferte vietate per tutto l'anno... Un poliziotto gridava “siete caduti in una grande trappola...” . Si può pensare che era stato tutto studiato a tavolino. Infine teniamo a precisare che questo non è nessun atto di vittimismo per gli errori che senz’altro ci sono stati, siamo pronti a pagare con le nostre facce come da anni siamo abituati , ma che pagassero tutti, compresi colletti bianchi e alte cariche dirigenziali, in primis quelli che per mestiere si curano del disordine...scusate dell'ordine pubblico... Sono anni che gli ultras partenopei perseguono con estremo impegno la possibilità che Napoli ed i napoletani abbiano una grande squadra per una grande tifoseria ! La nostra città non ci giudichi!.

CURVA A

19 dicembre 2007

Decreto flussi: la legalizzazione della tratta degli immigrati


Quello di oggi è stato il secondo "click day" del decreto flussi, realizzando un altro record di richieste telematiche inoltrate al cervellone del Viminale. Migliaia di moduli sono stati registrati in tempo reale dalla grande Banca Dati del Ministro degli Interni per ottenere uno dei 170 mila ingressi asseganti dal decreto flussi 2007, ai lavoratori extracomunitari provenienti dai Paesi con cui l’Italia ha sottoscritto accordi bilaterali.
Stando ai risultati del Ministero dell'Interno, il sistema informatico del Ministero dell’Interno nella giornata di oggi ha ricevuto 136.567 domande per i nulla osta, che si aggiungono ai 352.955 richieste giunte nella giornata del 15 dicembre. Una vera partecipazione di massa che ha movimentato Associazioni, Patronati e migliaia di singoli individui per entrare a far parte della lista privilegiata redatta dal Ministero per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. È stata definita come singolare gara per l'assegnazione di posti di lavoro, ma si è rivelata una lotteria, una scommessa, affidando al caso la possibilità di entrare nelle liste. Il Viminale ha infatti sottolineato che non esiste alcuna corsia preferenziale per l'invio delle domande, seguendo il criterio cronologico in base alla data di arrivo delle domande. Per cui, qualora alcune domande siano contestuali, avverrà un inserimento a pettine, ossia in base allo spazio disponibile in quell'istante. Per tale motivo, sono già pronti i ricorsi dei patronati e delle associazioni contro il Governo italiano per contestare l'esclusione dal database, con il rischio che l'efficiente macchina del Viminale si riveli una grande truffa.

Le procedure stabilite e i limiti del sistema informatico non sono tuttavia gli unici problemi che il progetto del Ministero degli Interni può generare. La gara indetta per la pianificazione dei flussi di migrazione, potrebbe infatti rivelarsi un piano del Governo per schedare e tracciare tutti gli immigrati che non hanno un permesso di soggiorno, creando così un database contenente tutte le informazioni degli immigrati che si trovano adesso sul suolo italiano e che potrebbero entrare come regolari. Tale tecnica viene infatti spesso usata per tracciare sul web crimini di pedofilia e pirateria, utilizzando dei sistemi elettronici che fanno da specchio e permettono di acquisire i dati degli utenti. Non è da escludere che questo sia un tentativo dello Stato per monitorare lo stato attuale di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno, mediante una procedura immediata e non eccessivamente dispendiosa. Tali operazioni in grande stile sono studiate e programmate per raggiungere obiettivi molto più importanti e profondi di quelli sono apparentemente dichiarati. Lo Stato italiano può dare così prova di fornire un'assistenza agli immigrati e al mercato del lavoro, mentre i Paesi di origine possono utilizzare tale iniziative come propaganda. Occorre considerare che chi aderisce a tali iniziative, sono per la maggior parte persone che sono disposte a fare un viaggio clandestino pur di raggiungere quel "paradiso" che hanno visto in televisione. Abbandonano la propria vita, vendono la casa per poi giungere in Italia, dove saranno così derubati di ogni loro avere.

In realtà, nessuno saprà mai quante domande saranno realmente prese in considerazione: la telematica è qualcosa di veramente astratto. Mentre tutti inseriranno i propri "veri" dati, nella speranza di vedersi attribuire un posto di lavoro regolare e ottenere un permesso di soggiorno, lo Stato registrerà le loro posizioni acquisendo dati sensibili e personali, molto difficili da reperire considerando che si tratta di popolazioni che non sono state ancora schedate dal sistema di informazione europeo. Dai dati anagrafici, a quelli professionali, sino a quelli sui loro movimenti, i loro interessi, realizzando così un controllo totale su una classe di persone che, sino ad oggi, sono state completamente all'oscuro dei sistemi di tracciamento.
È chiaro che chi cerca lavoro compila tale modulo di richiesta, ha un'istruzione media, e cerca di ottenere un onesto permesso di soggiorno, cosa che non può dirsi per criminali e trafficanti, che resteranno sempre invisibili a questi controlli. I dati raccolti verranno successivamente utilizzati come strumento per il controllo e la sicurezza, fungendo da archivio di riferimento per confrontare i dati di coloro che saranno eventualmente arrestati o fermati. Il decreto flussi rientra così nei progetti di lotta al terrorismo programmati da direttive europee e internazionali, volti a costruire in maniera legale dei database che, opportunamente classificati mediante delle categorie, saranno un'arma per controllare le masse e velocizzare le procedure di ricerca e di arresto. Dunque, un progetto volto a fornire maggiori opportunità e certezze agli immigrati, nonché alle stesse imprese italiane, si rivela un'arma a doppio taglio, da utilizzare contro gli stessi clandestini qualora venissero violate le regole. Infatti, così facendo lo Stato ha la possibilità di espellere più facilmente le persone e importare nuova manodopera a basso costo in maniera clandestina, senza che tuttavia nessuno se ne accorga. Per cui sebbene da un lato si combatte per garantire la sicurezza dello Stato, dall'altro si perfeziona ancora di più la truffa ai danni degli emigranti extracomunitari. Il crimine sta proprio nel riuscire a controllare maggiormente la clandestinità da parte dello Stato, senza fermarla mai: coloro che saranno espulsi, o decideranno di lasciare l'Italia, verranno sostituiti con nuovi flussi. Dal sistema piramidale partirà la direttiva di effettuare una retata e controllare le zone frequentate da clandestini, e in un solo giorno potrebbero essere espulsi, per esempio, anche 8800 clandestini - uno per ogni comune che ha accettato la sua assunzione - mentre altri 8800 potrebbero essere pronti a sbarcare sulle nostre cose. Un perfetto coordinamento che consentirà di rendere il mercato del lavoro degli immigrati extracomunitari assolutamente flessibile, senza che lo Stato sia costretto ad offrire cittadinanza o pensionamento. Tutto questo è controllato dal Sic, un sistema che controlla i piani demografici e le merci in movimento, segnalando la necessità di aumentare i dazi doganali o diminuirli, inasprire le condizioni di assunzione o lasciare che alcuni entrino in maniera illegale, lasciando che sia poi il mercato a riassorbirlo.
Considerando l'esistenza di tali meccanismi, studiati e programmati in ogni suo aspetto, la politica e la partecipazione pubblica perde molto significato. Prima esisteva la lotta perenne tra destra e sinistra, mentre oggi esiste la democrazia diretta e la rete. In realtà, ogni operatore economico, dalle imprese ai lavoratori, dai politici alle Istituzioni, possono agire solo all'interno di un determinato contesto di opportunità, delimitato da un budget e da regole predefinite.

07 novembre 2007

L'Italia ha dimenticato le sue valigie di cartone


Inquietanti notizie di cronaca, esasperati al limite da parte dei media, hanno scosso l'intera opinione pubblica costringendola a prendere un'immediata posizione su un tema delicato come la "sicurezza pubblica". I problemi di integrazione e di gestione dell'immigrazione si sono rapidamente trasformati in emergenza per la sicurezza pubblica, al punto tale da indurre il Governo ad emanare un decreto legge che ordina l'immediata espulsione di soggetti ritenuti pericolosi per l'incolumità della comunità. Nella nota trasmessa dal Governo si afferma infatti che data "la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre disposizioni volte a consentire l'allontanamento dal territorio nazionale di soggetti la cui presenza contrasti con esigenze imperative di pubblica sicurezza" viene demandata al prefetto competente la possibilità di emettere il provvedimento di espulsione per motivi di pubblica sicurezza, che andrà poi eseguito immediatamente dal questore. Il provvedimento 181/2007 anticipa alcune misure previste nel disegno di legge sulla sicurezza urbana, contenute nel pacchetto sicurezza approvato dal governo il 30 ottobre scorso, e, in particolare, modifica il decreto legislativo 30/2007 sulla libera circolazione dei cittadini della Ue.
Si dà così il via alle misure volte a reprimere l'immigrazione di criminalità, quasi come un atto dimostrativo nell'illusione di riuscire a dare una risposta alla cittadinanza italiana, che non si sente protetta e garantita dallo Stato, e agli immigrati, per frenare i flussi di emigrazione ormai fuori da ogni controllo. Per far questo si è costruito prima un forte caso mediatico, colto tra i tanti fatti di cronaca che animano la nostra società post-capitalistica, creando nell'opinione pubblica l'esigenza di protezione, la paura della sicurezza e il panico per la violazione del proprio spazio. Dopodichè è stata richiesta una seria e dura risposta da parte delle Istituzioni che, conoscendo bene i limiti dettati dalle direttive europee per la libera circolazione delle persone - a cui ha pienamente aderito anche la Romania - , hanno introdotto l'urgente esigenza di "ordine pubblico" per derogare alle norme comunitarie che hanno incentivato i flussi migratori. Questo è stato un atto di forza, facilitato dal gioco sporco dei media, contro le comunità degli immigrati, che lavorano e collaborano all'economia italiana dopo che sono state costrette dalle politiche di globalizzazione e di deregolamentazione occidentali. Non si tratta infatti di flussi migratori, ma di una vera e propria tratta di schiavi, perpetuata sotto gli occhi delle Istituzioni che "hanno chiuso un occhio" quando è convenuto e ora sfoderano spade e coltelli per non dare l'impressione di essere uno Stato "permissivo e superficiale" sulle questioni di pubblica sicurezza. È bene invece che l'opinione pubblica sappia che gli sbarchi di clandestini sono gestiti dallo Stato con dei patti bilaterali, che i Centri di Permanenza Temporanea sono dei campi di smistamento di merce umana, che le ambasciate sono stamperie di visti in cambio di denaro e di "favori" nei confronti del corpo diplomatico, che i media creano false illusioni nei confronti degli emigranti per poi criminalizzarli una volta giunti in Italia. Sono tutti complici di uno sporco gioco ai danni di persone che accettano di perdere la loro terra e la loro famiglia per un lavoro, proprio come anni fa i nostri padri e i nostri antenati hanno scelto di emigrare per sfuggire da uno stato che li aveva venduti. Gli extracomunitari sono quelli che raccolgono i pomodori, sono quelli che diventano "colf e badanti", i lavapiatti nei ristoranti, proprio come gli italiani anni fa estraevano carbone dalle miniere del Belgio.

I media hanno fatto in questi giorni un vero scempio nei confronti della comunità romena, solo perché non possono dire che lo Stato è complice di una tratta di schiavi. Abbiamo fomentato molte rivoluzioni per sostituirci ai loro governi, siamo entrati da vincitori e profeti della democrazia per poter privatizzare le loro imprese, impossessarci delle loro miniere e vendere i nostri marchi: tutto questo grazie alla lunga mano delle commissioni europee, composte da una massa di delinquenti con la cravatta, e dei cocainomani del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Abbiamo finanziato in questi Stati delle opere che non avevano alcun senso, ma erano solo una raccolta di soldi da parte delle organizzazioni mediante dei progetti mai portati a termine da presentare in contropartita al deposito dei collaterali. Milioni di euro che si sono volatilizzati nelle tasche dei dirigenti che si spostano da un Paese all'altro come i nuovi colonizzatori. Viene chiamato il popolo degli inutili, dipendenti di organizzazioni internazionali, che si rintanano nel loro mondo lontano dai contatti con la comunità locale. Come non dimenticare le "eccellenze" dei nostri ambasciatori, che partono dall'Italia con una valigia e poi tornano con tir di quadri, di mobili ed opere d'arte provenienti da Paesi sconosciuti e ottenuti a buon prezzo. Le ambasciate sono penose perché si sono trasformate in centri commerciali in cui tutto fa business, per concedere visti che apriranno le porte all'Europa, che riserba loro invece sfruttamento e umiliazione. I ruolo dei nostri ambasciatori diventa risolutivo come intermediari nelle gare d'appalto e nelle aste di privatizzazione a cui partecipano tutti i colonizzatori : nelle valige diplomatiche viaggiano i contratti, che prevedono una contropartita ad ogni rinuncia.
Per non parlare dei servizi segreti che sono sempre al terzo piano delle ambasciate, in una stanza blindata a riempire dossier con le prove estorte in cambio di visti per l'Italia. Dossier che poi in opportuni sedi serviranno a ricattare i politici locali per farsi consegnare fabbriche, banche e miniere in cambio di carta straccia, derivati e collaterali a garanzia di finanziamenti e di progetti di ricostruzione. Quanti di quegli informatori sono morti e quanti sono invece oggi in Italia ad organizzare traffici e criminalità organizzata, con il complice silenzio delle Istituzioni.


Queste e molte altre le cause all'origine del dramma dell'emigrazione dai Paesi dell'Est Europeo, sul quale oggi l'Italia sta giocando in maniera sporca e firmando così anche la sua condanna agli occhi di Governi che hanno sempre avuto stima degli italiani. È importante tener presente che in Romania vi sono una miriade di piccole e medie imprese italiane, che si sono insediate per soddisfare i propri interessi e così facendo portano i loro guadagni in Italia, proprio come fanno gli emigranti romeni. Non dimentichiamo infatti la nostra storia, cosa siamo stati in tutto il mondo: ancora oggi il Mezzogiorno chiede al Nord qualcosa che questo fa finta di non sapere, con tutte le loro belle case e macchine lussuose. Ecco che l'Est oggi ha cominciato a battere cassa, a chiedere più diritti e di rendere la stessa moneta.
Ma se siamo arrivati a questo punto, noi democratici delle teorie del monopolio e della globalizzazione, è perché abbiamo rubato le loro fabbriche, perché abbiamo accreditato i piccoli ladri di polli come grandi politici, e fatto diventare piccoli e insignificanti personaggi dei Ministri che hanno poi venduto al miglior offerente il loro Paese, hanno accettato di distruggere la loro storia per un pugno di dollari.
Il problema, cari Ministri, è molto semplice: mentre la Nuova Zelanda, il Canada, l'Australia, gli Stati Uniti hanno strutturato le loro ambasciate per esportare intelligenza, l'Italia ha scelto di usare il suo personale diplomatico per assoldare la bassa manovalanza, gli spiccioli lasciati dagli altri colonizzatori.

01 novembre 2007

Pacchetto sicurezza: la criminalizzazione del malessere sociale


Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di cinque disegni di legge destinati a garantire la sicurezza dei cittadini e a porre in essere i dovuti provvedimenti di contrasto all’illegalità diffusa. Un corpo di norme che risponde all'esigenza di recepire il progetto di e-justice, volto alla creazione di una banca dati biometrica a livello europeo, nonché di rimodellare il sistema giuridico in funzione della nuova percezione della criminalità dettata dalla strategia del terrore.

Giunge finalmente in Parlamento il pacchetto sicurezza, composto essenzialmente da 5 disegni di legge destinati a cambiare profondamente il volto del nostro sistema giudiziario che si prepara a divenire uno "stato di giustizia" e non più "uno stato di diritto". I decreti legge riportano disposizioni in materia di sicurezza urbana; ratifica di adesione al trattato di Prüm e istituzione della Banca dati nazionale del Dna e del Laboratorio centrale, misure di contrasto alla criminalità organizzata; disposizioni in tema di reati di grave allarme sociale e di certezza della pena , mentre non è stato ancora approvato il decreto legge che reintroduce il reato di falso in bilancio. L’Italia dunque conferma la creazione di una Banca dati del DNA, come stabilito nell'ambito del Trattato di Prum, già sottoscritto da Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi ed Austria, che sancisce il potenziamento della cooperazione transfrontaliera per contrastare terrorismo e migrazione illegale, accelerando lo scambio di informazioni tra le autorità preposte all'applicazione della legge. Un obiettivo che passa necessariamente attraverso il confronto del profilo del DNA di un individuo con i profili presenti nei database automatizzati degli Stati membri, nonché di dati relativi alle impronte digitali e all'immatricolazione dei veicoli.
Il Trattato di Prüm, definito anche Schengen III, è un ulteriore passo verso la completa integrazione degli ordinamenti giuridici degli Stati, come previsto dai progetti di e-justice ed Eurojust, che arriveranno a creare un unico organismo di giustizia senza tuttavia avere una base costituzionale. Rappresenta questa l'ennesima regressione istituzionale perché va ad incidere sui diritti fondamentali dell'individuo di libertà e di riservatezza senza essere sottomesso a delle procedure di ratifica che chiedono l'intervento dei cittadini europei, e senza rispettare i normali meccanismi di legislazione comunitaria che prevede l'intervento del Parlamento europeo. La regressione è ancora più evidente se si pensa ai meccanismi per la sua applicazione, con la creazione di un Comitato dei Ministri dell'interno degli Stati Europei, e un gruppo di lavoro comunitario, che avranno la struttura di una commissione di esperti ma non di un organo istituzionale. Ci si aspettava, dunque, che con la decadenza della Costituzione Europea si sarebbero arrestati anche tutti quei progetti che avevano una carta costituzionale come punto di riferimento. Invece il cammino dell'integrazione è continuato senza sosta, e in maniera molto silenziosa sta arrivando nelle sue fasi finali senza che le persone sappiano cosa sta accadendo in realtà.Le carte costituzionali vengono inesorabilmente sostituite, a tutti gli effetti, da trattati scritti dai comitati di esperti, sancendo la deliberata violazione dei diritti fondamentali del cittadino senza che vi siano poi degli strumenti di deterrenza per fermare gli abusi. I nostri Parlamenti approvano dei Trattati "a scatola chiusa" che contengono clausole molto pericolose e definizioni controverse e vaghe - si pensi alle forme di restrizione della libertà e di arresto - che necessitano di un'interpretazione nel rispetto dei singoli ordinamenti.Tuttavia il Trattato di Prüm confida la soluzione di questo genere di problemi sempre al Comitato dei Ministri e al gruppo di lavoro, senza prevedere nessun meccanismo di coordinamento per autorità di protezione della privacy o dei diritti dell'uomo. Si credeva che la Costituzione Europea avrebbe colmato queste lacune, e ora che è stata congelata - proprio perché i cittadini non volevano una tale invasione dei propri diritti - tutto resta ma viene messo nelle mani dei comitati di esperti.
Vi è in ogni caso un'evidente sproporzione tra i vantaggi che si avrebbero nella "lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera" e la violazione dei diritti dei cittadini: si cerca di combattere con le armi nucleari una guerriglia di bande. Il contrasto all'immigrazione clandestina - si veda la legge Bossi-Fini - è stato il trampolino di lancio del sistema di tracciamento degli individui, nel quadro del programma Schengen Information System, e non a caso la predisposizione di sistemi informatici per la raccolta delle informazioni sui movimenti delle popolazioni e degli emigranti rappresenta una clausola fondamentale per avere accesso alle trattative di ingresso all'Unione Europea.
Il pericolo da cui in realtà sentiamo il desiderio di proteggerci è quello creato dalla disinformazione, ma nei fatti la sicurezza nazionale è compromessa dall'instabilità sociale, dovuta al malessere economico. Mentre da una parte si va a criminalizzare "l'emigrato clandestino", le banche e le multinazionali commettono i veri crimini transfrontalieri per i quali non sono previsti confronti o prelievi del DNA.
Per cui, ci stanno nascondendo qualcosa di terribile, che va al di là del problema dell'invasione della privacy, e sfocia nel pericolo dell'internamento e della persecuzione dei cittadini comuni.
Infatti, il corpo di norme del pacchetto sicurezza, presenta come fattore comune quello di criminalizzare il cittadino per gli atti commessi durante la sua vita quotidiana, nonché di trasformare in reato un problema di malessere sociale. Dunque viene scritto un decreto per sicurezza urbana, per "contrastare alcuni comportamenti diffusi e particolarmente odiosi della cosiddetta criminalità di strada" , come "pratiche di accattonaggio, il danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di immobili non solo di pregio, l’occupazione abusiva di suolo pubblico anche a fini di commercio, la detenzione di razzi, bengala od altro materiale con potenzialità offensiva in prossimità di manifestazioni sportive." Sottolineiamo che questi non sono reati penali veri e propri, ma "atteggiamenti odiosi", come li definisce il governo che sono stati trasformati in crimini con conseguenze penali.
Il pacchetto sicurezza va inoltre a contrastare quegli eventi che creano un forte allarme sociale con misure di inasprimento delle pene per omicidio colposo e lesioni personali colpose se aggravati dallo stato di ebbrezza da alcool o da stupefacenti.
Il malessere sociale, derivante dal degrado della società e dall'insostenibilità economica, sono diventati invece sintomi di intolleranza all'interno delle città e così nuovi reati per criminalizzare "l'altro" e creare un clima di paura e di smarrimento. In un certo senso si cerca di eliminare il rischio di morte, di pericolo o di perturbazione della quiete pubblica, tuttavia, questi tentativi andranno ad esasperare la vivibilità stessa, perché pian piano agirà sulla psicologia delle persone che si sentiranno costantemente controllate e sottoaccusa. Lo "stato di polizia", il tracciamento dei criminali, la vigilanza elettronica sino ad arrivare alla costruzione di un database del DNA e di dati biometrici crea un danno al tessuto sociale che va al di là della violazione della privacy del cittadino.
La diffidenza e la paura renderà la società sempre più pericolosa, il terrore porta al panico, e il panico porta con sé crimini. La componente economica non è da sottovalutare, perché ghettizza la società, crea dei gruppi discriminati, che cercano di emergere ma non riescono essendovi un muro di intolleranza impenetrabile. I media poi sono riusciti ad esasperare tali sensazioni di insicurezza, trasmettendo a ripetizione gli episodi di cronaca e violenza, che riescono a contaminare la vita normale, e a inviare il messaggio subliminale che "ognuno di noi può essere il prossimo ad essere colpito da dei crimini violenti e inaspettati". È stata così progressivamente introdotto il concetto di "pericolosità", che sostituisce quello di criminalità, senza considerare che la percezione del pericolo potenziale è una cosa soggettiva, e ogni innocente diventa potenzialmente colpevole. Il diritto così degenera e va a condannare gli atti di inciviltà o di "allarme sociale" per poi sfociare nella penalizzazione delle intenzioni e non degli atti. Un principio questo che è assolutamente contrario allo stato di diritto, alla democrazia, e porta ad una dittatura invisibile che potrebbe incarcerare delle persone per le loro opinioni. Tale scenario non è così lontano dalla realtà che cerca di creare un sistema giudiziario basato sulla prevenzione istituendo così il "reato preventivo" che non è altro che un reato psicologico. Ed ecco che la "sicurezza" diventa un pretesto per aumentare la repressione nei confronti di quelle persone che maggiormente subiscono la crisi economica, che vedono compromessa la propria sopravvivenza dal peggioramento dell'economia nazionale. Il rafforzamento della repressione, e l'instaurazione di uno stato poliziesco sono ormai elementi indispensabili del liberismo economico, al fine di reprimere le reazioni violente e illegali della massa crescente dei poveri e degli esclusi, e così di rafforzare la sottomissione e la rassegnazione della popolazione, ed evitare una rivolta contro l'opera di sabotaggio e di "demolizione sociale" condotto dai governi e dalle multinazionali. Il cambiamento della nostra economia, che porta con sé inflazione e disoccupazione, viene così facilitato dalla restrizione delle libertà e della criminalizzazione dei poveri e delle entità più fragili che non hanno né rappresentanza politica né potere contrattuale.