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05 aprile 2007

La telenovela dell'Iran e il Kosovo

Intervista a Michele Altamura

Un'analisi degli eventi del Golfo e del Kosovo nelle parole di Michele Altamura, fondatore della Etleboro Ong, nella Republika Srpska. Tiepidi accenni di cambiamento vengono calpestati e annientati dalla dilagante propaganda che fa della politica estera una vera sceneggiata.

D: Cosa pensa di ciò che è accaduto in Iran?
R: Quella messa in piedi dall'Iran è senz'altro una sceneggiata, gli iraniani sono maestri, ma è anche un fallimento per tutti, perché ognuno di noi è focalizzato sui quei 15 attori, che magari diventeranno eroi di guerra, avranno la loro promozione e qualcuno scriverà un libro, divenendo poi personaggio di una fiction. È tutto molto assurdo perché gli Inglesi hanno permesso l'arresto, per sollevare una situazione di pericolo e, a dispetto della Russia, avere rapporti diretti con Teheran. Gli Iraniani dal canto loro sono incoscienti e pagliacci abbastanza per reggere la scena, e decidere con un atto suicida di compromettere la sicurezza di un'intera nazione. Hanno fatto tutto questo per creare un effetto mediatico, ed è meglio lasciar stare l'Iran perchè è un paese suicida, la sua classe politica ormai è finita e si sta giocando il tutto per tutto, per prendere il tempo e fare la parte della vittima in seno alla lega araba, eleggendosi a paladino della giustizia. Alla fine però ha fatto una figuraccia perchè ha scelto di trattare con gli inglesi.

D: Come interpretare dunque questo rilascio così immediato?
R: Ciò che c'è di nuovo è che i rapporti tra America e Inghilterra sono cambiati, la guerra non è qui o in Iran ma in certi consigli di amministrazione, e tutta questa demagogia è forse anche un modo per nascondere un fallimento. È possibile anche che l'Iran cada da solo, perché il mondo arabo non è d'accordo con nessuno, e se veramente l'occidente vuole fare la guerra al terrorismo allora deve andare a Dubaj. Solo che lì rischierebbero di compromettere loro stessi, e svelare tutti i loro piccoli segreti. Quando però l'Inghilterra si abbassa,a rilasciare un diplomatico sequestrato in Iraq, significa che tutta la loro politica e il fatto che dicevano che non trattavano con i terroristi è finita. Io credo che ora gli inglesi si siano messi d'accordo la Russia, che prenderà un ruolo di referente all'interno del mondo arabo, cercando di raffreddare i rapporti con gli Stati Uniti, che sono davvero sull'orlo di una crisi.

D: Qual è il motivo di tutto questo?
R: Ormai tutti gli Stati tirano a campare e non dobbiamo più meravigliarci della propaganda e della disinformazione, o se gli avvenimenti vengono serpeggiati da false crisi e da allarmi ingiustificati: viviamo in un teatro, solo che noi paghiamo un biglietto molto salato, siamo solo spettatori, e anche pessimi perché non capiamo bene dove finisce la finzione e inizia la verità.

D: Cosa sta accadendo oggi nel Kosovo mentre tutti guardano alla guerra?
R: Sulla questione Kosovo non ci sono parole, credo che neanche loro sanno più cosa stanno facendo, perché la Serbia non accetterà mai un compromesso, e se il Kosovo avrà questa sottospecie di indipendenza controllata, sarà per dare ai kosovari di etnia Albanese un modo di perseguire la propria politica. Dall'altro canto il paese sarà sempre ingovernabile e tutto questo non ha più un senso, e neanche i kosovari credono più a nulla, anche se il Kosovo sarà indipendente non sarà certo libero. Da Sarajevo sono partiti per il Kosovo dei musulmani mentre centinaia di funzionari e di militari vengono trasferiti per andare ad amministrare e controllare una probabile situazione di caos e di incidenti tra le diverse etnie.

D: Come si muoverà la Russia ?
R: La Russia, ha un compito molto delicato, ma non dobbiamo dimenticare che è un grande paese, che sta giocando a scacchi, e deve scegliere tra i partner in affari e quelli in politica. L'unica cosa che posso dire è che sono andati via dall'Afganistan tanto tempo fa, poi noi ci siamo riandati con le armi della pace.

D: Che cosa conviene di più alla Russia: trattare con l'Occidente o costruirsi la sua zona di influenza?

R: Credo che oggi si stanno ristabilendo dei confini invisibili, che non sono più terre ma vengono chiamate zone di influenza e nel mondo ce ne sono circa 13. Oggi la Russia ha bisogno degli utenti europei, c'è una domanda e una offerta, vincerà il dio denaro, i soldi hanno aggiustato tutto e hanno accontentato sempre tutti.

D: Perchè il voto del Parlamento Europeo ha preceduto l'Onu?

R: Oggi si comincia a prendere in considerazione la UE come entità politica, anche se non ha neanche una costituzione, ed è strano che non sono state le Commissioni a votare visto che sono loro che decidono ogni direttiva, nonostante siano funzionari nominati e non eletti, non sappiamo chi elegge questi membri e non si sa neanche chi sono, e , come dicevo, è tutto folle. Vogliono evidentemente chiudere l'Onu, tanto è vero che non avete sentito nessun media parlare di queste cose, perché i media italiani sono i primi criminali, hanno sempre raccontato la loro personale verità, e lo continueranno a fare.

D: Perchè tanta disinformazione in Italia sulla questione dei Balcani ?

R: L'Italia non è mai chiara nella sua politica estera, forse non ne ha una ben precisa e particolare, noi siamo un popolo amato ma allo stesso tempo deriso, non siamo armati abbastanza per la politica che pretendiamo di affrontare, perché quelli che sono al potere oggi sono talmente vermi, che scapperebbero al primo colpo di granata. La disinformazione è fatta perchè dei croati gestiscono siti serbi, e le fonti di informazioni trasmettono in modo che sia tutto e il contrario di tutto, grazie al benestare di questa associazione internazionale.

D: Gli scandali e gli arresti in Italia sembrano avere una regia. Sono collegati a ciò che sta accadendo nel Balcani ?

R: Nei balcani stanno per arrivare milioni di euro e questi arresti non sono altro che un effetto collaterale, una precauzione. Hanno arrestato un gruppo di funzionari italiani alla Commissione Europea, non perché era dei terribili criminali, ma perché sono i fusibili, e perché allla gente piace fare questo lavoro di verme e traditore: è questa la nostra politica estera.

D:La bolletta energetica farà cambiare politica estera all'Italia?

R: Sono passati ormai 50 anni che sentiamo "il bene del paese", e io non so veramente più che cosa potrà ancora succedere, perché creando allarmismi e falsi crisi hanno tenuto la gente calma, ma è una situazione di instabilità che non si sana facilmente. In Francia come in Italia, per un biglietto non pagato si è creata una rissa a catena all'interno della stazione. Il malessere quotidiano è dilagante.

D: Che cosa avverte in questo clima la Etleboro dal cuore di una comunità serba in Bosnia che vuole anche lei l'indipendenza ?

R: La Etleboro è una piccola Ong che ha costruito con cura la sua tela in un paese, che è il simbolo dell'ingiustizia, e nessuno forse in Italia potrà capire cosa prova questo popolo umiliato. La nostra organizzazione ha sempre appoggiato la politica dell'indipendenza, e ci siamo dichiarati apertamente, contro questi processi ingiusti, contro questa falsità. Un giorno arriverà il conto e qualcuno lo dovrà pagare. Io non sono straniero a Banja luka.

D:Se le truppe della Nato torneranno a tuonare, si cadrà di nuovo in un circolo vizioso di corruzione e saccheggio?

R: Non credo, perchè qualcosa sta cambiando, i vecchi schemi non funzionano più, ogni giorno gli eventi cambiano, la virtualizzazione dei pc stanno trasformando la nostra economia. Non avremmo neanche il tempo di sparare perché paesi non sufficientemente informatizzati e tutelati potranno cadere inabissarsi da soli, sprofondare con tutta la loro ricchezza, senza sparare un colpo. Ma il popolo vuole spettacolo,demagogie, storie per cui episodi di giochi di guerra sono necessari.

D: Cosa sta facendo Etleboro per la Rep Srpska e cosa può fare anche per l'Italia?

R: Etleboro cerca di salvaguardare le imprese, usando la testa e non i piedi, leggiamo i documenti più importanti pubblicati dal FMI, per tutelarci e per anticipare i tempi, cercando di spiegare che un'economia non informatizzata non ha futuro. In queste ore della notte sono vicino al popolo dei serbi del Kosovo con cui ci teniamo in contatto 24/24 cercando di far capire loro che non sono dimenticati, perché qui la gente muore di fame, perché è abbandonata, ed ecco perchè ci stiamo mobilitando per cercare di inviare vivere, mezzi, strumenti per non abbandonare chi ci ha aiutato in passato.Noi non possiamo combattere ,e fare discorsi da pensatori, perché le aziende sono il cuore della nostra società, e se sono costrette a emigrare, è perchè muoiono. In Italia abbiamo molti associati,molti giovani e giovani imprenditori,molti dei quali ormai vengono ad incontrarci . Non possiamo e non dobbiamo chiudere gli occhi, ecco perché le chiacchiere non ci servono, ma stiamo costruendo,e ci stiamo battendo in tutti forum, perchè noi crediamo nelle nostre idee, che sono il sacrificio di gente che dopo anni ha sacrificato la sua vita. Ben presto lanceremo il nuovo progetto della Etleboro che, dopo la prima fase di sperimentazione può essere ampiamente sviluppata.


D: Vuole aggiungere qualcosa?

R: Quando qualcuno vuole fare qualcosa tende la mano viene sporcato e infangato, mentre per proteggere una moltitudine di interessi e la costellazione delle lobby occorrono delle mani infangate.