Motore di ricerca

09 settembre 2006

Siamo tutti Briganti


La continua ricerca della verità nobilita l'uomo, e soprattutto lo rende consapevole della sua identità, lo rende fiero della sua essenza spingendolo poi a combattere a testa alta affinchè lei cambi la visione del mondo e il suo valore.Può essere difficile accettarla, ma sicuramente rende le persone forti perché saranno quelle parole le armi per affrontare un nemico sempre più grande.
Abbiamo visto la nostra gente emigrare, subire umiliazioni e mortificazioni di ogni tipo, abbiamo visto i nostri figli crescere nella convinzione di non avere più valore e di essere disposti a vendersi, abbiamo visto la delinquenza lacerare la nostra terra nel completo silenzio dello Stato.
A questo punto ci chiediamo persino se abbia senso parlare di Stato, o se invece dovremmo chiamarlo "artificio burocratico", perché è questo, e nient'altro: i politici di ora e di allora sono stati burattini nelle mani del denaro, che si è personificato nella loro stupidità e più bassa crudeltà.

L'unificazione del Regno d'Italia é stata finanziata dai Baroni Inglesi a suon di piastre d'oro, per creare in questo modo un unica entitá che facesse da controparte per gli scambi e gli affari commerciali. L'ingerenza dei Banchieri sull'Italia era forte e asfissiante, ma il Regno delle Due Sicilie grazie alla sua indipendenza finanziaria e monetaria riusciva ad ignorare molte delle pressioni provenienti dall'alto e ovviamente questo non poteva essere tollerato a lungo. Venne cosí creata la Massoneria, i Carbonari che nelle loro riunioni clandestine decidevano della Giovine Italia, della Giovine Europa, creando poi attorno a sé un'alea di falsi eroismi, una base ideologica di facciata per rendere possibile l'invasione degli Stati limitrofi su cui riversare debiti e trarre linfa vitale. É sempre stata questa la strategia dei Banchieri: il parassitismo e la rapina, con bassezze che la dice lunga sulla nobiltá, un accattonaggio del piú infimo. Ingaggiarono dei mercenari che calarono come Barbari: Mazzini, Garibaldi, Bixio, Mameli, sono massoneria pura, della piú spietata che possa esistere perché vestita di allori. Nessuna gesta eroica ma solo razzia e crudeltá gratuita, basti pensare che la battaglia di Calatafimini ha avuto solo 19 morti ma la storia ne tramanda ben 3000. Nella loro traversata trovarono una forte resistenza da parte delle popolazioni perché non potevano permettere che la loro terra venisse depredata da degli illegittimi. Fu creato cosí il brigantaggio, per poter mettere fuori legge la fazione che tentava di fermare quanto stava accadendo, furono messe taglie e emessi editti onde fermare la resistenza popolare: un vero e proprio massacro é stato fatto sulla popolazione inerme.
Il Meridione era dunque in guerra senza che nessuna dichiarazione sia stata proclamata, perché il meccanismo azionato era senz'altro perfetto, perché doveva sembrare la liberazione dai tiranni, dai despoti in nome di quella unitá nazionale che non era mai esistita nella penisola dopo la caduta di Roma. Ma il vero scempio é avvenuto con la dichiarazione del Regno d'Italia, che per il modo in cui é stato costituito é da dichiararsi sicuramente inesistente. Alle elezioni del primo parlamento italiano solo pochissimi ebbero diritto al voto, la legge elettorale cosí come era stata scritta dava il diritto di voto nel Regno delle Due Sicile a 200 mila persone su due milioni, e meno della metà si presentarono a votare, in tutto vi era il 9% deglla popolazione. Una volta arrivati al potere, misero in atto una serie di decreti, dalla scelleratagine unica, il vero furto é avvenuta a regola di legge. É interessante sapere che il capitale circolante delle Due Sicilie era più del doppio di quello di tutti gli altri Stati della penisola, il debito pubblico era completamente garantito dai suoi certificati, e il debito costituiva solo il 16% del PIL, mentre quello del Piemonte era del 75%: era praticamente in fallimento.
Quando si calcoló il debito pubblico nazionale, venero stimati 2 miliardi 241milioni, di cui solo 440 milioni di lire circa erano del Regno Due Sicilie, tra l'altro comunque garantiti, mentre 1 miliardo e 200 milioni erano del Piemonte, che aveva accumulato debito per via del passivo della bilancia commerciale e dell'onerosa politica estera imponeva l’accensione di enormi prestiti con Inghilterra e Francia. Tra il 1849 e il 1858 il Piemonte contrasse con il banchiere Rothschild, debiti per 522 milioni.


Il governo unitario poi estese il sistema fiscale piemontese e d'un tratto si passó da imposte lievi a imposte elevatissime; la spesa pubblica era incentrata sul ministero della difesa con una grande differenza nella distribuzione dei fondi pubblici. ( vedi Editto Ferdinando II : 1 e 2 ).L'industria settentrionale copriva a stento il fabbisogno del suo mercato, mentre il Sud, era completamente autosufficiente i cui commerci erano sostenuti anche dalla potente flotta navale. L'unitá é poi subito arrivata anche nel sistema bancario, ed é stato proprio questo il vero obiettivo. Il Banco delle Due Sicilie aveva circa 200 milioni di depositi garantiti dalle fedi di credito (una specie di moneta cartacea), apprezzate più dell’oro perché interamente garantite e pagabile a vista con monete contanti. La Banca nazionale aveva solo 120 milioni di depositi, e richiava la bancorotta, per cui a salvezza di quella banca si azionó una guerra feroce contro il Banco di Napoli: pian piano gli hanno tagliato il mercato e fatto deserto attorno con un'opera di convincimento che ha portato negli anni al suo fallimento.
L'obiettivo é stato senz'altro di deprimere e uccidere sempre piú l'economia meridionale a vantaggio di quella del Nord agganciata ai canali di finanziamento dei Baroni Inglesi, e la cosa piú terribile é il perpetuarsi di questa rapina per la deliberata intenzione di sottomettere un popolo e pian piano distruggerlo. I suoi opifici sono stati chiusi, le ricchezze e le conoscenze sono state rubate mortificando gli ingegneri e gli imprenditori che costituivano l'intelligenza e la scienza prima in Europa. La popolazione é stata messa alla fame, e dopo anni di pressione fiscale e disoccupazione ha emigrato in massa per poter sopravvivere. Nessuno restituirá loro la vita, la speranza e la forza di migliorare la propria terra abbandonata, perché, se ancora non bastasse, la piccola criminalitá è stata finanziata per togliere energia e come vermi ricordare una storia negata.
Oggi la politica è fatta da piccoli partiti, che, grazie ai finanziamenti dei Banchieri distruggono la società e la governabilità, nascono solo come arma di ricatto. La Lega Nord, finanziata dai Banchieri, ha avuto un'escalation sfolgorante, ha ottenuto la sua percentuale di rappresentanza, raccogliendo malcontenti, e ha sguinzagliato i suoi cani da caccia che ringhiano quando serve. Hanno bruciato una bandiera e chiesto la secessione, hanno parlato di Roma Ladrona, e dei "terroni" che oltraggiavano la loro perfetta economia. Li hanno lasciati gridare, e noi li abbiamo ascoltati anche troppo, ora crediamo che sia tempo di cominciare a distinguere la merda dalla cioccolata. Quella della Padania è progetto studiato e programmato da quelle Baronie che loro dicevano di voler lottare, poveri sciocchi! Piccoli uomini manipolati da queste macchine infernali creati dagli Inglesi, grandi maestri della corruzione e del racket internazionale.
Se solo si pensa a come l'Italia è stata costruita e governata in nome del patriottismo e dell'eroismo, viene il disgusto, descrivere ciò che è stato fatto alla Terra del Sud è davvero difficile, perché é doloroso vedere l'etnocidio di un popolo da parte di propri fratelli: la rovina dell'Italia é stata scritta dagli italiani stessi, é sempre stato cosí e cosí sará sempre.

08 settembre 2006

Wikipedia e "il grande fratello"


Il progetto Wikipedia nasce come creazione di un'enciclopedia, in cui inserire l'universalità del sapere umano mediante la raccolta delle informazioni da parte di tutti gli utenti. L'obiettivo di base era donare un grande strumento per costruire l'enciclopedia del popolo, quella libera e accessibile a tutti, modificabile da chiunque esterno al progetto, demandando al responsabile della pagina il controllo delle modifiche apportate. Sebbene siano state dettate delle regole per l'inserimento delle informazioni, molteplici sono stati i casi di abuso del progetto, in quanto se da una parte non viene controllato il contenuto degli articoli, dall'altra ci sono stati episodi si censura e di eliminazione di informazioni più o meno rilevante.
Come non ricordare, per esempio, la lacuna spesso segnalata dell'assenza della voce che spiega il "signoraggio", una cosa questa molto incoerente per una enciclopedia che dice di voler fare informazione dal basso, partendo dal popolo stesso. Altri invece hanno segnalato il grave problema della creazione dei forum di discussione agli articoli inseriti con false identità, con l'esclusivo scopo di creare confusione su di un argomento, o, peggio, creare una certa persuasione su di un determinato argomento. Considerando che, innanzitutto, chiunque può inserire informazioni e può facilmente modificarle, la pubblicazione di un post a cui segue il forum, riesce alla fine a manipolare il pensiero, a barare sulle regole della percezione e della elaborazione dei dati, perché dà credito a ciò che è stato scritto.
Wikipedia, come anche Indimedia, è un progetto dei servizi segreti per controllare la propaganda e pilotare la controinformazione, dando poi la convinzione che la verità si trovi scritta proprio sulle sue pagine. In realtà, l'univa verità che si può incontrare è che Wikipedia ha fatto, in questi anni una vera razzia delle informazioni che le persone hanno inserito lì, è uno strumento altamente democratico, ma senza una regolamentazione diventa anarchico, confusionario e crea nelle persone smarrimento e rabbia, dinanzi alla quale le persone rinunciano a riflettere con la propria mente.

In ogni caso, è stata fatta una vera manipolazione dei dati inseriti e dunque dello strumento stesso, tant'è che si può parlare addirittura di un caso di reato informatico. Quello che sta avvenendo nel campo informatico, a tutti un po' sconosciuto, è il perpetuarsi di un crimine dovuto all'assenza di leggi o di prassi che condannano certe "commissioni" o "omissioni" da parte delle società produttrici di software. Per un periodo di tempo il software delle banche hanno calcolato interessi su interessi e pochi alzarono una mano per difendere le imprese. Alcuni hanno notato che il software di una banca fatturava la voce dell'operazione in base a quante righe venivano occupate, in modo che la Banca guadagna soldi per commissioni che non sono mai esistite. E' un errore questo, o una reale intenzione di imbrogliare?

Gli errori non sono casuali, sono vuoti all'interno del programma che volutamente creano distorsioni, manomissioni e rapine. Le fasi di creazione del software non vengono controllate, e si demanda alla saggia "morale" della casa produttrice, o alle esigenze meramente tecniche, dimenticando invece l'eticità che deve ispirare la costruzione del programma e le sue fasi di utilizzo. Siamo invece in una situazione in cui, non solo non esiste un vero "reato informatico" per i danni e gli imbrogli causati, ma non esiste alcuna eticità che regolamenta il modo di trattare dati, di diffondere il software, o lo stesso obiettivo che intende raggiungere.
Questa è la nuova era che ci troviamo ad attraversare, questa è la nuova guerra, in cui colui che possiede lo strumento, le chiavi e i codici sorgente, può cambiare dall'oggi al domani le regole del gioco e imporre agli altri la nuova realtà. Nessuno avrà la possibilità di influire su tale processo, e gli utenti in particolar modo, perché quando utilizziamo un software o qualsiasi altro servizio sulla rete ci chiedono di accettare incondizionatamente delle clausole, che non possono essere cambiate né possono essere ignorate, pena la non concessione del servizio.
Chi installa un programma, o creare un account o qualsiasi casella postale, deve assolutamente approvare il contratto che gli si chiede di visionare, e in caso contrario, gli viene tolto il diritto di utilizzarlo. Allo stesso modo, se quel servizio comincia per noi essere un mezzo di primaria importanza, per ampliare le proprie vedute o per lavorare, a lui non possiamo rinunciare, e volentieri firmiamo per la manipolazione dei dati delle nostre informazioni.

Non possiamo oggi decidere di fare una rivoluzione, di creare una organizzazione che voglia cambiare il sistema senza un software che dia il coordinamento delle azioni, non possiamo portare la democrazia se prima non scriviamo un codice che regolamenti le attività di informatiche. L'Internet non va controllato, ma va amministrato in maniera leale, mentre ora è manipolato dal ragno sulle informazione. Solo alla fine, dopo che ci saremo liberati di questi ostacoli la creazione di una società equa ed egualitaria avverrà.

07 settembre 2006

Il servizio segreto ortodosso

La crisi mediorientale è giunta a limiti non sostenibili, ed è ormai pronta ad espandersi sino ai confini dell'Iran, passando attraverso la Siria. Tutto si sta svolgendo sotto lo stretto controllo degli Stati Uniti, che usa come braccio di guerra Onu e Israele, e la Russia, che in silenzio tesse le sue relazioni in Asia Centrale. Anche lei, come altri stanno cercando di creare il Nuovo Ordine Mondiale, con la differenza sostanziale che questo viene tacitamente appoggiato, o comunque concepito perché viene visto come l'alternativa al regime assoluto statunitense. In realtà, una volta che la rete sarà costruita del tutto, non potranno facilmente uscire dalla trappola del ragno, perché lui ha stabilito nel frattempo le regole e i premi del gioco.
Quello che nessuno sa è che il vero potere della Russia non sta nel Gas o nel Petrolio, che è stato solo uno strumento per perfezionare il piano, bensì è nell'organizzazione delle sue relazioni. Con il tempo questa nazione si è sollevata dalle sue ceneri, e ha tracciato tra le nazioni una rete con un sistema a celle, arrivando ad essere ovunque e da nessuna parte, come una macchina che invisibile avanza per creare la sua zona di influenza.

Per far questo si fece strada nel potere mondiale una intelligenza che salì al governo grazie ad un'azione che potremmo quasi definire di "ammutinamento".
Boris Eltsin, all'indomani degli accordi di Rambouillet del 1999, aveva deciso di opporre resistenza all'invasione da parte della Nato dell'intera Jugoslavia, in nome dell'antica amicizia che legava la Russia alla Serbia. Ciò che mai fu detto dai media e dagli stessi rappresentanti delle forze diplomatiche, è che Milosevic rifiutò dei patti di Rambouillet la clausola che dava il diritto alla Nato di invadere incondizionatamente tutto il territorio della Jugoslavia per un motivo che direttamente coinvolgeva un solo stato. Eltsin fu però costretto dagli infami ricatti della Carla del Ponte che offrì a Clinton interessante materiale che lo accusava di squallidi traffici illeciti tra Banca del Gottardo e il governo russo. Il grande servigio prestato alla "democrazia" le viene lautamente ricompensato con la nomina di procuratore generale presso in tribunale internazionale dell'Aja: insomma una gloriosa fine per una lavandaia dalla carriera sfolgorante, a furia di scandali e arresti d'eccellenza.

Behjget Pacolli, marito di Anna Oxa, riceve dalla magistratura una specie di certificato in bianco per il resto dei suoi giorni, mentre Eltsin si dimise, ma fu sostanzialmente obbligato a lasciare la sua carica: preso da una crisi di pazzia e alcolismo prese il controllo delle chiavi e dei codici atomici. L'8 giugno 1999, ultimo giorno di guerra, Eltsin è così indebolito da perdere il controllo delle truppe d'assalto, che giungono a Pristina, capitale del Kosovo, prima delle stesse truppe Nato. La comunità internazionale creò allora un casus belli dal nulla, non esisteva alcuna pretesa dell'Albania verso il Kossovo, né esisteva quel mito che i media definivano la "grande Albania". La forza politica emergente di allora era quella di Rugova, filo-russa che aderiva alla politica internazionale impostata da Milosevic, ossia quella che vedeva il Kossovo pienamente inserito nella federazione jugoslava. Tra i kosovari e gli albanesi non è mai scorso buon sangue, né sono mai esistite floride relazioni economiche, e tra le altre cose gli unici contatti tra i due si risolvevano in dichiarazioni alla stampa, e gli stessi rappresentati dei due governi si sono incontrati sporadicamente e mai in eventi ufficiali. L'Albania non ha mai voluto il Kossovo, voleva energia, voleva l'elettricità, perché senza, la sua economia era completamente messa in ginocchio.Ad avvalorare la tesi di questo conflitto la Cia creò l'UCK, una guerriglia, fatta di contadini e trafficanti di droga, la cui unica funzione era quella di firmare a favore dell'invasione del Kosovo da parte della Nato.

L'allora governo italiano si è reso diretto responsabile di quella guerra perché il Ministro Dini non volle assolutamente credere alla posizione di Rugova, e pretendeva che Rugova in persona si recasse in Italia per confermare tale dichiarazione, temendo come fosse stato forzato da Milosevic. Questi sono i nostri politici, i nostri servizi segreti, la nostra nazione è in mano a questi personaggi, che invece di fare gli interessi dell'Italia la hanno massacrata nel 1992. Vorremmo che allora ci spiegassero perché Gardini si è suicidato, mentre stava curando un progetto per portare in Italia le coltivazioni dell'olio di colza? Mentre in Albania si stava facendo la "vera guerra", loro hanno distrutto il futuro dell'Italia.
Con le nostre stesse mani abbiamo lasciato che i Baroni entrassero in Albania e facessero razzia delle terre, per controllare poi il passaggio dei gasdotti e il dominio delle multinazionali. Al loro arrivo hanno prima di ogni cosa, infatti, incendiato gli archivi di stato e il catasto, impedendo in maniera irreparabile di ricostruire i confini e i perimetri delle terre allora esistenti: hanno creato il caos e da questo hanno profittato per curare gli interessi delle proprie ditte. Abbiamo assistito alla ripetizione di ciò che è stato in Italia, con la creazione del Regno d'Italia, perché al passaggio de "i mille" si susseguivano falò e poi deliberate rapine da parte dei ladroni.

La comunità internazionale ha creato fatti e reati senza che i diretti interessati abbiano preso parte alla crisi di guerra. Le loro parole sono state manipolate e strumentalizzate, sono state contestualizzate in modo che il messaggio da trasmettere sia un altro, e quando non hanno potuto cambiare le parole hanno chiuso i media. Questo deve far capire il perché non hanno mai concesso a Milosevic di rilasciare dichiarazione ai media, e perché oggi Putin non si pronuncia sulla questione dell'Iran e preferisce fare i fatti e i veri accordi.

Mentre Boris Eltsin era al potere, la Russia mise su un servizio segreto ortodosso, che non aveva nulla a che vedere con la religione, essendo un servizio parallelo che aveva come esclusivo obiettivo quello di far valere la legge dei "dissidenti". Muovendosi in maniera invisibile, raccolse nel tempo notizie, dossier e informazioni sui nemici che intendevano colpire: individuavano una preda e la seguivano in ogni sua mossa per avere materiale sufficiente da utilizzare per abbattere un governo e crearne un altro. Filmano politici con minorenni e raccolgono materiale compromettente, entrano nelle loro case e lasciano denaro o droga, in modo da incriminarli per riciclaggio, fanno di tutto e non hanno regole.
Questa macchina dei servizi dissidenti si va poi ad inserire in un contesto come quello degli anni '90 con la guerra nei Balcani. Ciò che non molti sanno è che il sistema finanziario e bancario della Jugoslavia era stato organizzato mediante un meccanismo di compensazioni reciproche. Milosevic non era solo il Presidente della Jugoslavia, era stato in passato il Presidente della Banca Centrale Jugoslava, che gestiva le transazioni dell'intera federazione di Stati eseguendo delle compensazioni tra gli scambi. Era un banchiere scomodo , e quella Jugoslava era una delle poche nazioni allora esistenti che non lasciava uscire dai confini nazionali le entità economiche, avendo poi creato un software mediante il quale realizzare questa enormità di operazioni. Per la sua struttura politica, la Jugoslavia aveva già un sistema distributivo, ogni struttura governativa era stata decentrata e resa indipendente. Anche prima della guerra, era già una nazione divisa, ma allo stesso tempo era unita e ben gestita da un potente sistema informatico e un circuito bancario chiuso all'interno della Federazione. Quando oggi sentiamo parlare di "ribalcanizzare" gli Stati, si intende far riferimento ad una struttura frammentata ma sicuramente unita, molto più funzionale di un sistema federalistico come lo conosciamo noi. Milosevic ebbe il grande merito di gestire un sistema che aveva già attraversato ben 50 anni di sperimentazioni e verifiche: era perfettamente collaudato e si sarebbe reso applicabile in qualunque altro Stato.
Quando Putin riorganizzò il servizio ortodosso riuscì ad apprendere tale sistema e a farselo proprio, per poterlo poi applicare all'interno della Federazione Russa. Non a caso, la Russia ha sempre appoggiato Milosevic, prestato assistenza durante il processo, la stessa moglie si trova ora in Russia; a lui hanno dedicato un'importante strada dopo pochi giorni della sua morte.
Putin, con la sua intelligenza e diplomazia, ha fatto fare alla Russia il grande salto di qualità, e senz'ombra di dubbio ha fatto gli interessi della sua nazione, cercando di sostenere un determinato regime e di appropriarsene a tempo debito. La Federazione Russa già si presta ad essere collaudata con questo sistema, mentre la nazionalizzazione del gas è servita poi ad ottenere il mezzo più immediato per legare l'Europa. Oggi tanto si parla di convertibilità euro-rublo nello scambio del gas: anche se verrà realizzata, dopo, Signori, cosa accadrà prima? Un attentato forse?

05 settembre 2006

Il predicatore: la nuova professione


Consulenti, giornalisti, rappresentanti del popolo e di associazioni, organizzazioni umanitarie:sono queste le nuove personalità che fanno davvero politica oggi e corteggiano i poteri forti per possedere con avidità la loro poltrona. Educano le masse e le nuove generazioni con le scienze della modernità, con le tecniche finanziarie e le conoscenze che non sono mai esistite e sono state inventate dal Fondo Monetario Internazionale. Sono entrati nelle nostre menti e nelle nostre università, mostrando con parole tecniche e difficili cosa sia l’economia, la politica e la tecnologia. Grazie a loro le University di Londra, rinchiuse negli scantinati sono divenute i nuovi Guru, per addestrare con il Marketing e la Finanza i dirigenti dei nuovi santuari.
Sono nei media, nei mezzi di comunicazione e di telecomunicazione, e sono stati assunti e strapagati per assolvere il compito di porsi a guardia delle lobbies, delle loro manovre speculative, che vengono mascherate e stravolte nella loro vera natura. Da loro non potrete mai cavarne la verità perché manipolano l’informazione, e non sono in grado di descrivere la realtà dei fatti, negano l’evidenza e affermano l’inverosimile. Questo sistema consente così di rendere degli eventi accettabili dal punto di vista etico e morale, andando ad influire sul pensiero delle persone che pian piano riescono a concepirli, accreditano e avvalorano determinate idee o istituzioni. Sono la conferma che ciò che dicono i potenti non è un’assurdità - perché contrario ad ogni principio che il tempo e le tradizioni ha fatto formare in noi - ma è la realtà perché scritto nero su bianco su un giornale o perchè "lo ha detto la televisione".
In Serbia Natasha Kandic, Presidente di una Ong finanziata da Banchieri è la prova di ciò che diciamo, è un pappagallo, che dice e ripete delle cose che non hanno alcun riscontro reale, ma il solo fatto che se ne parla rende ciò che dice importante e fa agitare le masse.
Il suo servigio viene presto pagato con maggiore potere o l’accesso ai più prestigiosi salotti della bella società, con un premio come eroe europeo e la stima e l’acclamazione della Comunità internazionale.

I predicatori siedono nei nostri Parlamenti, nei bei salotti, anche se litigano alla fine mangiano prosciutto insieme e sono pagati da uno stesso padrone, inscenano confronti televisivi e risse in Parlamento, ma in fin dei conti tutto è una grande farsa. Se sono al Governo ci parlano del bene del paese o di necessità, visto lo stato dei conti pubblici; se sono all’opposizione diventano gli eroi del momento, i padellari che all’occorrenza porteranno le masse in piazza per combattere un nemico. È lì che si creeranno la falsa immagine di salvatori, condanneranno le politiche in corso di approvazione, e asseconderanno i loro malcontenti, in modo che saranno agli occhi del popolo i veri e i soli rappresentanti da eleggere. Gli scioperi, le riforme istituzionali e il malessere sociale gridato in una folla, da dato la possibilità a piccoli segretari di partito di divenire l' “uomo politico dell’anno”, le figure del futuro, o meglio, carne da macello per le lobbies. Le associazioni di categoria non sono altro che della gente ricattata, gente che obbedisce e non fa l’interesse di nessun cittadino, perché le vere lotte non vengono combattute mentre le altre vengono infiltrate e portate alla rovina. Le cause che vincono sono solo delle messe in scene,magari fanno vedere una causa, pagano il risarcimento ma dietro quella stessa causa vi sono 10.000 mila persone che reclamano giustizia. A quel punto le tv e i giornalisti convincono il vasto pubblico che hanno fatto un buon lavoro. Così, mentre si approva un importante decreto sulle liberalizzazioni per spianare la strada poi alle privatizzazioni e le acquisizioni, migliaia di consumatori affollano le strade per manifestare a difesa dei loro portafogli contro gli oppositori delle deregolamentazioni. Chi dice no a questo sistema diventa una “casta” o una “lobby” , dicono che difendono il protezionismo anti-Maastricht, ma invece difendono i loro interessi quando le loro associazioni li hanno abbandonati.
Gli stessi padellari che manifestavano contro la riforma delle pensioni, la Tav e i le truffe di Parmalat, oggi sono pronti a negare e creare una nuova verità da far registrare alla storia: la riforma verrà fatta, il precariato diventerà finalmente stabile la Tav ruberà i soldi del Ponte, e le cause contro l’anatocismo svenderanno a 2000€ i risarcimenti. Chi verrà a spiegarci il motivo di tutto questo?

Occorre stare attenti, perché questi sono molto peggio dei criminali che stanno in carcere, perché mentre questi hanno commesso dei reati come diretti effetti di un sistema che va male, gli altri sono la causa primaria. Il professor Auriti diceva sempre dammi da mangiare o muoio!

Adottano sempre una geniale politica del silenzio, non rispondono mai alle nostre domande oppure se riesci a chiedere, loro ammutoliscono perché professionalmente sono più deboli e non coscienti, oppure perchè riescono a creare degli episodi per ridicolizzare queste persone. Loro non avranno mai il coraggio di confrontarsi,assolutamente no ,perché hanno una scala di potere gerarchica, predicare per loro è il loro bussines e la loro vita; come nella religione il credo è un “dio”, così loro hanno il dio del materialismo.

Molte persone vengono raggirate, e il loro prestigioso nome viene utilizzato e manipolato per firmare contratti, trattati e accordi, per dar loro una carica di Presidenza. Il Times conferisce ad esempio le cariche di “eroe europeo” ma senza spiegare perchè l’Inghilterra, che è nella Comunità Europa e ha ancora il Pound. In questo caso l’informazione ha fatto un gran lavoro perché se chiedi loro il motivo di questa contraddizione, loro risponderanno che questa è la vera democrazia, perché hai il diritto e la possibilità di scegliere se stare o meno con l’Euro.
Allora dovrebbero spiegarci perché mentre Craxi voleva fare la lira pesante, Di Pietro, dalla carriera illuminate, ha sollevato un colpo di Stato provocando con questo suo atto scellerato l’aumento del Debito Pubblico e le forti speculazioni, che minacciavano il fallimento della nazione. Un solo gesto e si è reso colpevole di privatizzazioni, svendite e fallimenti, nonché suicidi ed esili, per via del completo smarrimento che attraversò l’Italia: sono questi gli effetti di una guerra senza boati. La sua opera sta ora continuando, proprio grazie al finanziamento di questi mini-partiti da parte dei banchieri no-global, come Soros. Di queste tecniche ne avrà qualcosa da dire anche la Bonino, che come una bomba intelligente, colpisce i palazzi dei civili e ammazza innocenti: interviene sempre e comunque a difesa di grandi interessi in ballo, a prescindere dell’interesse nazionale. Ma questa è gente a cui dobbiamo dare una pala, perché devono cominciare a scavare la loro fossa.

Questo accade all’interno della politica nazionale, così come accade in un contesto internazionale. Nessuna associazione umanitaria, non governativa e finanziata dalla Banca Mondiale, ha mai parlato e chiesto all’America di intentare un processo per le bombe nucleari in Giappone, così come farà per le indagini sulla prima moglie di Albert Eisten. Le lobbies bancarie stanno ora costruendo in nuovo ordine mondiale, mediante la stesura di un nuovo codice che disciplinerà le telecomunicazioni e l’Internet, e per far questo i pappagalli che preparano il terreno per il buon fine dell’operazioni sono indispensabili.

Il Vaticano dinanzi a questa realtà dei fatti è il vertice assoluto dei predicatori, è una organizzazione molto potente, non perché possiede soldi, ma perché con una struttura decentrata e diffusa è diramata in tutto il mondo, ha l’informazione e la scienza. Custodisce circa 2000 anni di storia, e le sue biblioteche sono affollate di antichi manoscritti di scienza vera, con un’aria di ingerenza che va dalla medicina sino all’informatica, l’ingegneria e l’informatica.

Le associazioni contro la corruzione servono in realtà a tenere sotto scacco politici e istituzioni, studiano lungamente la loro preda, e accolgono nemici e amanti, per raccogliere prove da utilizzare al momento opportuno, con campagne diffamatorie. Il governo così impegnato a mantenere sotto stretto riserbo le sue importanti informazioni, cede al ricatto e tace dinanzi alle privatizzazioni delle banche e le acquisizioni selvagge che hanno fatto dell’economia nazionale una vera macelleria. L’Etnocidio del popolo balcanico è stato così perpetuato mediante la distruzione di quel precario equilibrio di tolleranza, e dell’economia per rieducare queste nazioni alla filosofia materialista del consumo, dell’indebitamento e della smaterializzazione delle loro piccole imprese familiari. Se registri le loro conversazioni negano quello che dicono, se scrivi e firmi ti arrestano, tant’è che le lotte per la verità sono finite da un pezzo, dato che i nostri servizi sono i primi a consentire che ciò accada: i nostri eserciti non sono di una bandiera ma di una casata, di uno stemma baronale.
Loro sono i nostri tutori, i nostri dottori, i nostri difensori, a loro affidiamo la nostra vita senza sapere che in questo modo ci trasformano in un numero, in un bit all'interno di un database. Scendiamo in piazza per le manifestazioni sindacali, per le liberalizzazioni, e invece di lottare per la nostra famiglia o il nostro paese, facciamo le guerre per le Banche e per questi cialtroni accattoni. Illeggittimi rappresentati del popolo sovrano, ecco cosa sono!!!

02 settembre 2006

La terra dei cugini e dei nipoti dei Baroni Ladroni

Il processo di Carlo Parlanti: opera di gran lunga superiore a qualsiasi telenovela sudamericana

Nell'era della certezza giuridica e della scientificità delle prove assistiamo a casi come quello di Carlo Parlanti, vittima della assurdità della società in cui viviamo. Il caso di Carlo sarà sicuramente uno dei tanti errori giurisprudenziali, sarà un caso individuale e personale, che nessuno vuole trattare e vuole leggere, ma mille casi di questo tipo fanno la malattia del nostro sistema. Rileggendo le trascrizioni del processo, ascoltando le testimonianze dei suoi protagonisti abbiamo incontrato almeno una ventina di incongruenze e contraddizioni, e uno studio più approfondito porterà sicuramente a scoprirne di altre. Il processo è assurdo, ha di gran lunga superato la più scadente delle telenovela venezuelane, ma soprattutto è viziato da un elemento insanabile: l'ignoranza. Non si può combattere contro l'ignoranza, contro persone che non capiscono il suono delle parole e pretendono di insegnare il sapere o di dettar la legge su come si amministra la giustizia. Avvocati, giudici, testimoni, poliziotti sembrano dei personaggi in cerca di autore, senza arte né parte, e si sono arrogati il diritto di giudicare la vita di un uomo e di manipolare così anche la sua psiche.
Il caso di Carlo Parlanti, nient'altro è che una farsa che ha inizio dall'antefatto che l'ha preceduto, un incubo surreale, che continua con una denuncia e un processo preliminare con evidenti contraddizioni, e un processo che sembra una commedia kafkiana. Il tutto è totalmente incentrato sulla testimonianza della vittima, che da sola raccoglie le prove, tutta sola tratta e ritratta la versione dei fatti, e a questo punto potremmo anche pensare che sia usata violenza da sola, dato che da tempo era in cura da uno psichiatra per via dei maltrattamenti dell'ex-marito.
Già il deposito della denuncia è stata una rocambolesca trovata della Rebecca White, che, conscia del fatto che il rapporto era da tempo incrinato e fallito - tant'è che Carlo frequentava un'altra donna e stavano già cercando una diversa abitazione - ha cercato di tirarlo a sé con la minaccia di una denuncia. Aveva studiato un po' tutto, ma nella confusione della sua mente malata, ha accumulato un errore dopo l'altro che qualsiasi investigatore improvvisato avrebbe scoperto. L'intelligenza umana avrebbe fermato sul nascere questa denuncia, ma non dimentichiamoci che siamo in America, nella terra delle opportunità e dei grandi fenomeni Hollywoodiani. La White afferma di essere stata sequestrata, percossa e violentata, il giorno 6 luglio, 12 giorni prima il deposito della denuncia, ma accorgendosi dell'espressione incredula del poliziotto, subito ritratta la data e parla del 29 giugno. Dice di essere stata legata con delle fascette di plastica tutto il giorno, poi allo stesso modo, cambia versione e dice che solo di notte era legata, di giorno era libera, ma non scappava per paura. Giustifica queste incoerenze, verbalizzate nella denuncia, dicendo che ha problemi con la sua memoria a breve, e cosa strana ricorda i dettagli delle percosse ma scorda il nome del Motel in cui si è rifugiata dopo la fuga dalla casa di Carlo. Il poliziotto accerta che non ha segni evidenti tranne un alone sull'avambraccio, le fa delle foto e poi esegue un sopralluogo della casa, il luogo del reato: tutto è intatto, senza alcuna traccia delle violenze. La polizia fotografa e mette a verbale, ma non una sola prova viene raccolta, nessun test del DNA, nessuna analisi ginecologica. Fino a questo punto hanno solo un fax-simile di fascette di plastica, una denuncia incoerente e delle foto che la ritraggono senza lividi.
Si può accettare un caso del genere, sapendo che si tratta di una donna tradita, che per sua stessa ammissione dice di amare il suo carnefice, di avergli dato l'ultima possibilità, che vuole che torni da lei?!
La benedizione di Papa Giovanni Paolo II

Non solo viene accettata, un messaggio in segreteria telefonica, per avvertirlo che presto la polizia sarebbe andato a prelevarlo a casa.... Insomma neanche le questure agganciate alla Camorra lasciano i messaggi in segreteria. Carlo chiama il suo legale, e, sapendo della follia e delle ripetute telefonate della White, non dà peso alla cosa . Viaggia e attraversa migliaia di volte i chek-in degli aeroporti ma della denuncia nessuna traccia. Insomma in piena crisi terroristica, un uomo con un mandato di cattura internazionale, attraversa ripetutamente gli aeroporti: questo certo non depone a favore della credibilità dei nostri tutori che devono difenderci dai terroristi.
La denuncia viene scoperta in Germania, e mentre Carlo cerca di tornare in Italia, le nostre autorità se ne disinteressano e rimettono il tutto alla giustizia statunitense, perché, dopotutto, "il nostro connazionale ha commesso un reato".
Durante il processo la White riacquista la memoria, e può così sfoderare il suo migliore repertorio di dettagli macabri. La cosa che a noi è sembrata strana è che la White conosce a memoria gli atti e le dichiarazione della test chiave di un altro processo che aveva coinvolto Carlo e a cui lei aveva preso parte come test a favore.
Il delirio comincia, e tante ne dice che ad un certo punto neanche lei riesce a stare dietro alle sue bugie, tanto che il suo avvocato difensore resta a volte senza parole, perché non sa dare una risposta, non sa spiegare. Parla di violenze inaudite, ma non vi sono tracce del lago di sangue, né nelle foto né nella testimonianza dei poliziotti che hanno fatto il sopralluogo. Parla di 30 o 60 testate su un muro di cartongesso, ma nessun danno è stato visto nell'appartamento. Parla di calci, botte, di strangolamento, ma le foto del poliziotto dicono tutt'altro, mentre le sue foto, presentate in occasione del processo, a distanza di 3 anni dalla denuncia, mostrano una donna più giovane e con un taglio e un colore dei capelli diverso.
La versione dei fatti cambia continuamente, si condisce di nuovi dettagli non esistenti nella denuncia di cui gli stessi poliziotti non ne sono a conoscenza, con nomi di persone diverse. Il ritratto che poi fa di Carlo e terribile , che comunque ama e vorrebbe con sé, è fuori da ogni logica. Secondo la White, Carlo avrebbe bevuto 4 libri di Chardonnay, la avrebbe picchiata e violentata, e poi la mattina dopo alle sei si sarebbe alzato per andare a lavorare normalmente: davvero complimenti Carlo, sarai veramente sovraumano .
Tutti sanno che mente, ma, e non capiamo né come né il perché, il processo va avanti e Carlo viene arrestato, rinchiuso in un carcere infame, nel quale deve continuare a subire violenze psicologiche e fisiche. In tutto questo lui non ha mai mollato, e non solo non ha mai accettato il patteggiamento, non vuole neanche l'estradizione in Italia per finire di scontare la sua pena in Patria, perché ormai vive solo per il suo amore per Katia e per la sete che ha di giustizia. Nessun compromesso: la dignità non è gratis!
Questo è il fallimento del sistema giuridico statunitense, non esiste un solo straccio di prova coerente con la versione dei fatti né raccolto e preservato seguendo metodi scientifici. Tutto è lasciato al caso, alla memoria e alla parola, con il risultato che il processo si gioca su questo contraddittorio: la parola della vittima contro quella di un carnefice, colpevole salvo prova contraria. Se il sistema poi pende verso la vittima, in maniera incondizionata e nonostante le evidente contraddizioni, tutto poi si giocherà sulla credibilità o meno dell'uomo che cerca di difendersi. Se poi quest'uomo è un italiano all'estero, che affronta finanziariamente da solo un processo, abbandonato dalle istituzioni della madre patria, il suo destino è solo nelle mani di un paese garantista, che poi sulle sue garanzie avrebbe da dire molto l'Iraq, la Jugoslavia, o il Giappone.

Ora vorremo chiedere a questi grandi "geni del foro" se sono tutti così i processi per il terrorismo, perché se è così possiamo benissimo dichiarare l'anarchia, tanto ormai "i follli hanno messo dentro i sani".

01 settembre 2006

La conquista del nucleare per destabilizzare l'equilibrio dei poteri

Le esercitazioni dell'esercito iraniano ai confini

I giochi di guerra dell'Iran, oltre ad essere di grande effetto mediatico, sono messaggi molto importanti volti a dimostrare la determinazione iraniana nel voler consolidare la sua importante posizione nella regione mediorientale. La sua valenza strategica risuona ancora di più se si pensa al rifiuto dell'Iran di fermare il piano di arricchimento dell'uranio, accelerando sempre più la sua fine ed un probabile attacco da parte della coalizione americo-israeliana, che non hanno per niente escluso tale ipotesi. L'Iran è sempre stato consapevole dell'ostilità americana nei suoi confronti, del fatto che i contingenti nemici siano già schierati lungo i suoi confini, e quelli di Iraq e Afghanistan, tant'è che è stato ordinato in questi mesi il rafforzamento militare dei confini. È stato dato il via a ben 17 manovre militari e esercitazioni di guerra, con una vera e propria mobilitazione militare per la formazione dell'esercito dinanzi ad un inaspettato attacco, quanto più inevitabile e dovuto al rifiuto di ogni collaborazione sul Programma di Energia Nucleare. Possiamo così dire che il destino di Iraq, Libano, Afghanistan Siria, Sudan il Golfo Persico, e della stessa Israele sono imposti da coloro che vogliono il controllo dell'Asia Centrale.
Attualmente, i rappresentanti di una quindicina di paesi, tra cui la Turchia, l'Iran, l'Arabia Saudita, il Kuwait, nonché i dirigenti di molte entità della Federazione Russa e dei membri dell'amministrazione di Vladimir Putin si sono riuniti a Kazan in occasione della riunione del Gruppo divisione strategica Russia-Mondo islamico. La Russia inoltre ha ottenuto lo statuto di osservatore all'interno dell'organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), e il suo sostegno verrà ben presto sostenuto dal Venezuela che è stato ammesso all'interno della Lega araba, sempre come osservatore. L'appoggio politico di Chavez alla politica nucleare di Amadineajead, rappresenta senz'altro un duro messaggio all'America che sta ora tentando di minare la nazionalizzazione del petrolio venezuelano e la mordace resistenza contro le lobbies del petrolio e quelle bancarie.
La Russia è il nuovo amico potente degli stati islamici, sostenendo le sue iniziative sia in campo culturale, utilizzando la manipolazione dei capi spirituali come Cavallo di Troia dell'islamismo, sia in campo economico. Nel 1974, infatti, la Francia, la Germania e gli Stati Uniti hanno accettato di vendere all'Iran delle centrali nucleari americane di Westinghouse. Questo ha dato l'opportunità all'Iran di entrare nell'Eurodif, il consorzio europeo di arricchimento dell'uranio, acquisendo il diritto di estrarre il 10% della produzione, e pagando alla Francia 1 miliardo di dollari la Francia, e in caso di mancato rimborso, la Francia avrebbe preso l'incarico dell'arricchimento dell'uranio. Lo Scià desiderava preservare il Medio Oriente ed il Golfo Persico della corsa alla proliferazione nucleare, e aveva deciso che il petrolio non doveva essere utilizzato come combustibile ma piuttosto riserva dell'industria petrolchimica. Fu per questo che decise di dare l'Iran le centrali nucleari per la produzione di elettricità. Ovviamente questo non piacque agli Inglesi, che dopo avergli fatto guerra, decisero di armare Saddam e sostenere un conflitto che sarebbe dovuto durare 3 giorni: Ahmadinejad sostenendo l'Iran e la lotta contro i sionisti non fa altro che portare avanti una guerra contro i Banchieri per realizzare finalmente una nazione indipendente energeticamente, sovrana delle proprie risorse. Nonostante siano trascorsi venti anni, ci ritroviamo oggi nella medesima soluzione, ossia con un allarme a rischio attentati, con un crimine invisibile senza che nessuno se ne sia mai accorto.

La Russia infatti ha fornito all'Iran l'armamento, il nucleare civile ed "esplorazione, estrazione e trasporto" di idrocarburi, lo sviluppo di infrastrutture per il gas. E' interessante ai fini della nostra analisi ricordare che la Russia, alla fine degli anni '70, aveva proposto all'Iran un piano di arricchimento delocalizzato in opposizione alla proposta europea, nel tentativo di controllare tutti i futuri mercati nucleari nella regione del Golfo Persico e in generale in tutti i paesi musulmani.

La dirigenza iraniana ha rigettato l'idea di rinunciare al programma nucleare ai fini civili, respingendo l'offerta degli Stati Uniti delle Garanzie di Sicurezze che lo avrebbe cautelato da un paese limitrofo e ostile possessore della bomba atomica, ossia Israele.
L'offerta è stata rifiutata anche con molta indignazione, perché secondo i mullah, l'Iran può difendersi facilmente perché detiene tutti i mezzi, sia gli uomini che l'armamento.
Le "Garanzie di Sicurezza" andavano a mettere fine all'embargo tecnologico americano in Iran ed volevano a risolvere tutti i problemi del regime. Ma allora perché i mullah hanno rifiutato l'offerta proponendo agli americani di costruire loro stessi una centrale in Iran? Al di là del problema del nucleare militare, i mullah vogliono un ufficiale riconoscimento da parte degli americani, per rafforzare così il loro potere nella regione e nel mondo musulmano, dunque la proposta era stata rifiutata perché non era stata avallata dall'America.
Intanto Ahmadinejad non ha messo solo in discussione l'esistenza di Israele, ma anche quella del Consiglio di Sicurezza, cioè l'itero equilibrio di poteri globale. Infatti il regime dei mullah, sostenuto alla Lega araba, dal Venezuela ed il suo alleato Russo, tenda di strappare il diritto all'arricchimento e così creare una giurisprudenza nucleare che aprirà il via libera al Diritto alla Dissuasione. Lo stesso principio che è stato alla base di tutti gli accordi attuali della configurazione degli stati, e che ha causato la guerra fredda. Verrà inoltre ridotto sempre più la posizione della Francia, che non avendo petrolio né essendo più una delle 5 uniche potenze nucleari: dinanzi a lei ci sarà senz'altro la Russia che ha un forte potenziale nucleare. Se il regime dei mullah otterrà l'arricchimento sarà la setta islamica più potente, pronta o a liberare il popolo iraniano o a venderlo alle lobbies che offriranno di più. La Francia resta sempre dell'opinione pro-islam, senza pensare però che contribuisce a rinforzare l'influenza del regime dei mullah nel mondo arabo, o forse lo sa ma la situazione interna di scontri sociali non le permettono di opporsi. Tuttavia, teniamo a precisare ancora una volta, che l'Iran vuole avere accesso alla produzione nucleare per abolire l'esclusività della Dissuasione.
Il problema non è la sicurezza di Israele, la sovranità del Libano o le ingerenze della Siria o degli Hezbollah, ma è centrato sullo sforzo si ottenere la libera proliferazione per mettere fine alla guerra fredda tra due blocchi di pensiero. In tal modo si rimetterebbe in discussione anche l'equilibrio dei poteri internazionali, una cosa che in un certo senso è sicuramente voluta da Russia e Cina che intendono riportare a proprio favore l'ago della bilancia dei poteri globali.

31 agosto 2006

Veleni nei Balcani, mentre la Russia avanza


In occasione di un'assemblea delle Nazioni Unite, organizzata dall'ONU in Kossovo, la Uminik, Marti Ahtisaari, commissario Onu, ha tenuto un solenne discorso sulla democrazia e la difficile situazione dei balcani. Ha parlato dinanzi alla delegazione serba lì presente delle colpe dei serbi, che si sono macchiati di gravi crimini contro l'Umanità, forse probabilmente - aggiungeremmo noi - per essersi rifiutati di dialogare, e di scendere a patti con la Comunità Internazionale e il Fondo Monetario. Preso dall'enfasi del discorso, ha parlato dei serbi come dei veri criminali, pazzi e terroristi, perdendo letteralmente la testa ed ogni cognizione con la realtà. Rendendosi conto della grave gaff commessa ha aggiustato il tiro delle sue affermazioni, e ha tenuto a precisare che le sue accuse non si rivolgono solo ai presenti in sala, ma si estendono a tutto il popolo serbo. I colpevoli sono i serbi intesi come un unico popolo, e non solo i presenti. La sua controrisposta, partita con l'intento di recuperare un incidente diplomatico, è stata davvero distruttiva, perché la delegazione serba assisteva esterefatta allo sproloquio di Ahtisaari, chiedendosi se era davvero impazzito. I presenti non hanno certo fermato la loro ira e orgoglio, e hanno risposto con fermezza che il discorso di Ahtisaari manipola e sconvolge letteralmente la verità, perchè i crimini non sono collettivi ma individuali. E poi se il popolo serbo sia colpevole o meno lo deve decidere l'Aja e non lui, un consulente delle lobbies, un contractor delle forze internazionali.Il governo serbo ha dunque chiesto ad Ahtisaari di chiedere scusa alla Serbia, perché la dichiarazione di un alto rappresentante della nazioni unite in tali toni è un colpo di una bassezza tale che di peggio può esserci solo un tribunale gestito da pazzi.

In realtà questi personaggi che sono alle dipendenze di entità economiche, vengono premiati per il lavoro che svolgono e per i progressi che hanno fatto fare ad un Paese portando democrazia. Ahtisaari evidentemente non ha lavorato bene, perchè le porte della pensione si sono aperte, e ora il male viene scaricato sul soggetto più debole.
A questo punto riteniamo che il nostro Ahtisaari facesse meglio a ritirarsi, perché la sua fine è ormai giunta, quest'episodio lo dimostra senz'ombra di dubbio. Il destino del suo predecessore Stainer si sta compiendo: innamorato pazzamente della sua interprete, ha cominciato a girare nella pristina come un ragazzetto di 20 anni in cerca della anime gemelle. Gente senza cervello, né coscienza, ma solo tante cafonate da parte di piccoli uomini che si dicono di gran classe e con un gran senso dell'humor. Una sola parola di odio, come quelle mille gettate sulla folla da Ahtisaari , rischia di compromettere la vita dei serbi in kossovo, che già vivono per lottare per la loro spravvivenza, subendo quotidianamente violenze nell'animo. Sono stati obbligati a rimanere lì, in terra straniera solo perché dall'alto così è stato deciso: potete capire dunque che i nostri eserciti della kfor non sono altro che dei mercenari al servizio dei banchieri. I diplomatici, i militari, e queste figure mitologiche metà uomini metà mulo, sono i migliori clienti dei bordelli, e grandi sostenitori della pristina, quello che può essere definire il partito del sollazzo. I kossovari quando trafficano con la droga diventano albanesi, e quando sono perseguitati dicono che sono kossovari, e questo lo sanno bene gli albanesi di Tirana che hanno fatto le spese di questa politica di odio e smarrimento. Quando si aprirono le frontiere, gli albanesi sono stati derubati dai kossovari, forse in preda alla disperazione, ma comunque dei fratelli serpenti hanno lacerati dei consaguinei.
Ahtisaari ,si adatta alla vita e al destino dei suoi predecessori, purtroppo l'odore della femmina fa brutti scherzi, e fa uscire fuori di senno. Per questo consigliamo alle nazioni unite e i nostri rappresentanti che hanno eserciti di pace, organizzazioni umanitarie, e poi eserciti di oppure eserciti di salvezza, di rivedere un po' bene le cose ,perchè a noi sembra che state prendendo un granchio di dimensioni assurde.Noi sappiamo cosa abbia scatenato odio e panico all'interno della città.
La cosa più interessante è che Jiukanovik si è recato a Soci, nella residenza di Putin nel Mar Nero in modo tale da fare chiudere un accordo sul Montenegro. Vladimir Putin infatti è riuscito ad acquistare più del 66% delle terre del Montenegro, sconvolgendo l'intero mondo diplomatico. Questo suggella l'inizio di una guerra parallela sino all'ultimo stato, sino all'ultimo chilometro,e infatti se Putin avanza così, i Balcani continueranno l'antica tradizione della Guerra Fredda.
I russi sono approdati alle nostre porte, Ahtisaari impazzisce e Kofi Annan cerca di correre ai ripari, sostenendo che in quell'occasione i serbi hanno capito male ,un po' ubriaco. In fin dei conti il conto del vino lo deve pagare Ahtisaari e non i serbi, che non potevano certo travisare le parole del nostro commissario.
Forse il tempo delle indipendenze è finito, forse non la concederanno mai l'indipendenza alle province di quella zona, e alla fine si sia rivelata questa una grande truffa. I nostri soldati sono giunti nei Balcani per colonizzare queste terre tramite cartelli, per poi usare queste piccole attività e pagarli e fare tramite loro sporchi giochi di potere.
Le persone che parlano e sproloquiamo senza motivo, che fanno i predicatori come mestiere, sono alla fine corrotti nell'animo fino all'osso, per il vile denaro sarebbero disposti a vendere i proprio genitori. Queste piccole persone, ricattate e derisa, sono disposta a dire tutto quello che vuole,perche dietro vi sono gli occhi invisibili del sistema.

30 agosto 2006

Il patto tra la destra e la sinistra: tra cavallari e padellari

Alla vigilia della stesura della finanziaria, cominciano ad essere esaminate le prime proposte di legge, ipotizzando riforme del bilancio statale e della stessa Costituzione, all'insegna della "innovazione e sviluppo". Le premesse, tuttavia, non premettono nulla di buono in quanto allo stato attuale non si può parlare né di innovazione perché ritornano gli stessi schemi e le stesse parole, né di sviluppo perché i tagli alla spesa pubblica sono tanti e forse ancora di più.Quando era stata avanzata la proposta di elevare i tempi di pensionamento i sindacati portarono la rivoluzione nelle piazze, mentre ora che vengono rivalutate quelle ipotesi le appoggiano in pieno perchè i sindacalisti sono stati ben remunerati per il loro silenzio.

Le proposte del Ministro Bersani si incentrano in particolar modo sulle piccole e medie imprese, e sulle manovre di politica economica per poter risollevare la sua situazione e rilanciare il Sud Italia. Da ciò che è possibile intendere dalle prime battute di discussione, la finanziaria porrà in essere un sistema di leggi che andranno a facilitare l'accorpamento delle imprese e la concentrazione delle stesse in grandi dimensioni, per renderle competitive. La competitività delle piccole imprese è importante, ma questo non dovrebbe giustificare l'emanazione di regole che consentano acquisizioni e fusioni di imprese in difficoltà, di concorrenti diretti e indiretti. Allo stesso modo è stata ventilata l'ipotesi di creare un fondo di private equity e venture capital semi statale, come canale di finanziamento di imprese innovative. Si tratta questo di uno strumento nato per le società di grandi dimensioni, e la proposta di adottarlo anche per le piccole imprese rappresenta soprattutto un modo per portare l'Alta finanza nelle imprese a conduzione familiare, nelle aziende senza una struttura gerarchica o complessa. Anche le piccole attività produttive diventeranno degli investimenti finanziari come lo sono già le grandi società, delle attività speculative. Non bisogna poi dimenticare la grande opportunità che si presenta per i finanziatori nel poter indebitare, acquisire e rubare le conoscenze dei piccoli sperimentatori di nuove idee.
L'alta finanza è giunta anche qui, e se ciò è vero vuol dire che davvero le idee sono finite, e si cerca di rimescolare e far rivivere qualcosa di vecchio, tra l'altro nato non per le piccole imprese, vuol dire che non hanno idea di come affrontare i problemi del Sud.

Il nostro Ministro poi vuole rilanciare il Sud, e per far questo intende agire sul cuneo fiscale, cercando di cambiare sistema di tassazione, perché a quando pare non piace così com'è scritto. Vogliono ancora cambiare le regole del gioco, ma non il gioco, perché altrimenti, se avessero coraggio, cancellerebbero l'Irap per il Sud, e il debito della Sanità. Queste sono le riforme impopolari per il Parlamento, ma sono da sempre richieste dalle imprese del Sud che vorrebbero respirare dall'usura, l'usura delle Banche, delle tasse e delle camorre: mettere in sicurezza le imprese significherebbe anche la possibilità di lavorare, di dare lavoro e abbattere parte della grave disoccupazione.
Ma capiamo benissimo quale sia la difficoltà quando la Banca Centrale Europea, le agenzie di rating e il Fondo Monetario Internazionale chiedono di rispettare i vincoli di Maastricht nonostante siano loro i veri responsabili dell'aggravarsi di quell'equilibrio.

Tra le riforme che sono sbucate alla fine ne ritroviamo un'altra, a cui molti stanno facendo la corte da tempo e non riescono a convenire a giuste nozze: la riforma del Titolo V della Costituzione e l'introduzione del principio dell'interesse nazionale. L'obiettivo è riscrivere la Costituzione per fornire maggior potere e un certo sindacato di meritevolezza delle opere pubbliche agli enti statali, in modo da stroncare i passaggi e gli ostacoli nelle piccole Comunità alle opere lesive della salute e dei diritti della terra che le ospita.
Non vi ricordano qualcosa queste parole? È ovvio che è lo stesso tenore letterale della riforma costituzionale della Devolution che il popolo italiano ha già bocciato. Come abbiamo avuto modo di dire in occasione del Referendum degli scorsi mesi ( leggi ), la riforma era strumentale più al raggiungimento di questo scopo che alla devolution stessa, perché non esiste Federalismo senza federalismo fiscale. La riforma serve invece a superare ed evitare che si formino episodi come quelli della Val di Susa. L'interesse nazionale deve prevalere, ma se questo si traduce in un interesse solo di pochi, non vi sarà alcuna opera infrastrutturale fatta a beneficio della nazione. Se non è riuscito il centro-destra a far passare una tale legge, e far partire da quest'anno le opere per i rigassificatori, le turbogas e le grandi infrastrutture, ci penserà il centro sinistra che presenterà la questione come una decisione necessaria a tutela dei consumatori. I media e i giornalisti faranno il resto, e se si arriverà al referendum, questo sarà il referendum per l'interesse nazionale, per poi neutralizzare definitivamente le sommosse popolari alle grandi opere. Dopo lo stralgio delle leggi obiettivo, nel tentativo di stroncare i tempi e la burocrazia per le discussioni della messa in opera del progetto, si arriverà al Referendum delle infrastrutture. Se sarà necessario verrà chiamato decreto salva-energia, o comunque la riforma della svolta, nonostante sia stata già respinta. Cambieranno le parole, modificheranno il nostro pensiero, riscriveranno le cronache e arriveranno a dire che non si sono mai espressi in maniera contraria alla sua approvazione.
Come è stato per l'Iraq, il Libano e la Val di Susa, mentre prima erano in piazza a manifestare contro, ora siedono al potere e si ripropongono con le stesse riforme, ma con parole diverse. Evidentemente cambia lo stile, il colore, ma nulla cambia nella sostanza, perchè una mente loro non la hanno.

In verità, ciò che sentiamo è un nastro incantato, un moto perpetuo di proposte e intenzioni che vengono continuamente ritoccati per dare l'idea che al cambio del governo, si cambia anche musica, o eventualmente si migliora la situazione economica. Ciò a cui assistiamo è la vera offesa della intelligenza umana, credono che non abbiamo memoria o che dimentichiamo quante volte la storia la dite e la cancellate a ripetizione per confondere le idee delle persone. A Roma esiste il "cavallaro", cioe quello che vive di scommesse, mentre al Parlamento, seduti sui più alti troni del Governo, vi sono i padellari, cioè persone che sino a pochi mesi gridava e portava il popolo in piazza con le padelle per dimostrare contro una riforma. Adesso invece sono loro stessi che sparano sulla folla. Da quando Bertinotti è seduto su una bella poltrona, invece di lavorare, sta facendo la conta dei ragazzi da mandare in Libano assieme al suo amico D'Alema. Così mentre noi siamo qua che facciamo delle domande e esigiamo delle risposte, queste prostitute sono occupati a fare giri in barca e cenette a base di buon vino e filletto di primo taglio. Siedono insieme alla tavola rotonda dei CDA e poi si rivedono in Parlamento, fanno un po' di rumore per far passare la giornata e tirare a campare. La cosa più terribile è che non esistono carceri per contenere questo ammasso di gente, occorre trovare una soluzione perché di questo passo non avremo più gli occhi per piangere.

28 agosto 2006

La sperimentazione continua

Il video che vi mostriamo è la documentazione di un esperimento di un meccanismo, volgarmente definito "acchiappanuvole", che incanala e trasmette un'energia dalle particolari caratteristiche. Questo piccolo strumento consente di manipolare quest'energia, e i suoi effetti sono facilmente visibili dalla dinamica delle nuvole. L'acchiappanuvole dirada e poi sembra assorbire le nuvole, ma, prestando maggiore attenzione, si può notare che le disperde e poi le fa formare intorno, a non grande distanza. Mentre quelle colpite si dissolvono, le altre si ingrossano, o comunque si forma una alone biancastro nel cielo.
Il fenomeno esiste ed è evidente, per cui ci auguriamo che qualche chiarissimo professore universitario, o un premio Nobel, che si servono caviale e champagne, ci possano spiegare cosa sia. Non basta avere importanti cariche ed onorificenze, non basta avere 8 mila euro al mese per vantare il sapere e la scienza, occorre anche rispondere alle domande delle persone semplici. È ora di rispondere delle proprie azioni, della scienza occultata, è ora di prendere il coraggio e di avere anche l'umiltà di dire ho sbagliato e lasciare ad altri la possibilità di continuare.


Il video è stato prodotto da Tiziano Arena, responsabile del sito www.impattoalieno.net , e da Maurizio Bielli, imprenditore e produttore dell'Econogreen,ma da noi montato per renderlo facilmente visibile. Rinviamo per gli originali al seguente link:
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/acchiappanuvole.htm
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/chem_buster/

I giochi di guerra di Russia e Iran

L'approvazione della risoluzione delle nazioni unite nei confronti dell'Iran ha in qualche modo segnato l'evoluzione di questo conflitto tra Israele e Libano. Al 31 agosto l'Iran dovrà rispondere delle decisioni prese sul suo programma nucleare, e non dà alcun segnale di cedimento. Ha dato il via alla realizzazione degli impianti per la produzione dell'acqua pesante e preme per la ritrattazione della risoluzione giudicata troppo penalizzante, mentre dà prova del suo arsenale militare con le esibizioni televisive delle sue esercitazioni.
Hanno dato inizio ai giochi di guerra, provano i loro missili e fanno degli esercitazioni militari a poca distanza dal fronte americano degli Emirati Arabi, del Kuwait e dell'Arabia Saudita: si stanno preparando per rispondere in maniera forte e decisa ad un attacco israeliano. Le televisioni arabe stanno trasmettendo in questi giorni gli esercizi di difesa in tutta l'Asia centrale nel caso di un attacco chimico, biologico e nucleare per perfezionare la strategia di prevenzione del nemico. Stanno operando nelle aree di confine del sud della provincia, in maniera simultanea in circa 10 province con la partecipazione dei combattenti dall'esercito iraniano.

Stanno sperimentando e collaudando armi nuove e moderne, e, combattendo contro un nemico immaginario, inscenano una vera e propria guerra elettronica, per disarmare i radar e le telecomunicazioni del nemico. Il loro obiettivo sarà sicuramente quello di colpire le basi americane presenti in Arabia, le istallazioni petrolifere, le pipeline del gas e del petrolio per creare un embargo mondiale di petrolio e gas. L'Iran in questo momento ha il potere di bloccare le esportazioni delle multinazionali petrolifere in Arabia e nel Golfo, sacrificando con grandi perdite umane l'intera popolazione iraniana perché sono state già innescate gli ordigni nucleari, dopo che l'America ha preso il controllo delle centrali israeliane.

Gli Stati facendi parte del CSTO

Il messaggio che si vuole dare è quello di unità e solidarietà presente tra alcuni paesi arabi, giocando d'azzardo per rispondere alla presenza militare degli Stati Uniti e alle sue ambizioni in Asia Centrale. Le esercitazioni iraniane sono contemporanee e simultanee rispetto a quelle di Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Azerbayjan, Uzbekistan, e la Russia, che stanno coordinando le loro forze militari sotto il Trattato di Organizzazione di Sicurezza Collettiva (CSTO), al quale hanno aderito recentemente anche Armenia e Bielorussia.
La presa di posizione della Russia all'interno di questa coalizione è un'evidente risposta all'aumento delle pressioni sull'Iran, e difendere i suoi investimenti in Azerbaijan e Kazakstan, così per garantire una certa sicurezza alla conduttura di Baku-Tbilisi-Ceyhan, per poi compensare la sua minore presenza in Asia Centrale.

Anche se l'Iran non è un membro del CSTO, fa da osservatore nella Organizzazione di Cooperazione di Shangai (SCO) della quale la Cina è un membro, che ha una stretta relazione con il CSTO. La struttura di alleanze militari è fondamentale, perché segnalano che un attacco sull'Iran potrebbe condurre ad un conflitto militare molto più esteso. Mentre la Russia cerca l'alleanza con la Siria per creare un corridoio militare sulla costa del Mediterraneo orientale, Stati Uniti ed Israele creano degli accordi di cooperazione militare con Azerbaijan e Georgia.

Una volta chiusa la guerra al Vicino Oriente, potrebbe prodursi un fenomeno contrario ai progetti israeliani: il rigetto unanime verso i sionistici, per non sostenere la politica terroristica israeliana, e non apparire come gli alleati del colonialismo. Questo spingerà Israele a preparare un altro gioco di guerra, per rispondere all'indignazione crescente con i governi locali contro la barbarie sionistica. L'Argentina sarà un bersaglio privilegiato per una grande operazione mediatica, così come il Cile per via dell'importante comunità palestinese che vi risiede. Anche in questo caso sarà l'America ad agire tramite Israele, perché il vero obiettivo è colpire gli Stati che si stanno adesso unendo per sconfiggere i Banchieri e le multinazionali con la nazionalizzazione del petrolio e riconquistare l'antico potere perso, seguendo così l'esempio della Russia. Stanno ora usando gli scontri tra Ebrei e Palestinesi per seguire un percorso strategico sulle linee del petrolio: se non possono controllarle con i dittatori fantoccio devono farlo con la guerra. Ammesso che vogliono avanzare in america latina, che è un continente a maggioranza cristiana e cattolica, useranno gli ebrei per farlo, come ha fatto il Barone Rothschlid con Hitler.

Israele colpendo il Libano ha fatto in realtà un attacco preventivo: ha disttutto ponti, aeroporti, e autostrade, sono state incendiate le riserve petrolifere sulla costa, hanno affondato le petroliere e mandato in avaria nel centrali termoelettriche. È chiaro che è stato fatto un attacco premeditato, e dunque l'esercito Onu rischia una guerra mondiale per assecondare il piano Americano di prendere il controllo di tutta la regione Mediorientale una volta per tutte. Prendere l'Iran e appiccare diversi fuochi nella regione, significherà creare il panico completo e darà inizio ad una nuova storia, quella della balcanizzazione dell'Asia sotto il protettorato di Onu e America.

Ogni Stato al suo interno sta cercando dal suo canto di creare una propria grande società dell'Energia, cercando le fusioni interne tra le compagnie che già operano in un mercato oligopolistico: questo da una parte per difendersi dagli attacchi provenienti dall'estero e dall'altro per accentrare in un'unica grande struttura la produzione dell'Energia. L'intenzione c'è e anche gli strumenti, tuttavia manca l'approvazione della Commissione Europea che non sembra approvare questi accordi domestici, lesivi della parità di trattamento sul mercato comunitario.
L'obiettivo sicuramente è quello di consentire che il controllo sia molto più verticistico o che comunque sia ben controllato e coordinato dalle lobbies: sono loro che decidono il come e quando delle organizzazioni societarie.
Ma c'è di più. Ciò che stanno tentando di fare è qualcosa di molto più profondo e con ampie e durature prospettive. Le banche stanno infatti cercando di mettere le mani sulle società di telecomunicazioni, non solo per appropriarsi dei dati delle persone, ma anche perché i media avranno la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica. Le frequenze sono le autostrade del futuro, mentre i ripetitori le nuove stazioni di servizio a cui attingere energia perpetua a pagamento. Da lì viaggeranno le nostre informazione e la nostra civiltà, noi pagheremo per il loro trasporto e il loro accesso: questo è il crimine invisibile. Quella dell'Iran è la guerra che a cui tutti devono credere, ma esistono guerre psicologiche invisibili, i nostri missili sono gli aumento della benzina, della spesa per il riscaldamento, per l'accesso ai mutui e ai finanziamenti. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla creazione del primo grande gruppo bancario italiano, per cui le condizioni contrattuali dei mutui, delle finanziarie e degli strumenti bancari e finanziari saranno sempre più standardizzati, lontani dalle esigenze del piccolo imprenditore.
Le macabre notizie di decapitazione a cui assistiamo sui nostri media, mostrano un aumento del crimine e snaturano anche la percezione del male e dei reati. Gli stessi crimini di guerra perdono di significato, perché le persone sono portate a dare più peso alle paure più vicine a loro: la guerra è una cosa talmente lontana dalle loro menti, così com'è lontana la notizia di una fusione bancaria.


L'America va fermata, perchè non è altro che una colonia dei Baroni Ladroni, non è una grande potenza ma semplicemente dei contractors, una cavia di esperimenti che ha trasformato un popolo senza storia in violenti, depravati, poveri, e stupidi se non hanno i soldi. Se il presidente iraniano grida di rieleggere bene la storia, vuol dire che sta mandando un monito, lo stesso che ci ha lasciano Weizmann quando disse che Israele sarà ebraica quando l'Inghilterra sarà degli Inglesi. Questo deve spiegarci la Regina d'Inghilterra,che per questo deve essere processata: lei siede su un trono fatto dal sangue dei popoli di secoli di storia.

25 agosto 2006

I soldi dell'Iri dal Ponte sullo Stretto alla Tav


L'avventura del Ponte dello Stretto di Messina, iniziata nel 1971 con l'istituzione della società pubblica Stretto di Messina, sembra proprio che stia definitivamente terminando sotto i colpi dell'attuale classe dirigenza. Non è facile buttarsi alle spalle ben trent'anni di trattative, di accordi politici ed economici per la realizzazione di un'utopia quasi compiuta, per poi riconvertire tutto: appalti, finanziamenti e società nate e vissute sino ad ora in funzione di quel Ponte. Il no al Ponte sullo Stretto di Di Pietro e Prodi all'indomani della vittoria del centrosinistra non è un semplice rinvio a data da stabilirsi, ma una definitiva archiviazione del progetto, smantellando tutto il meccanismo che era da anni in azione per la costruzione di "una grande opera" così controversa.

Innanzitutto la società Stretto di Messina, partecipata per il 67,6% dalla Fintecna, da Anas (12,38%), Rfi (12,99%) e le Regioni Sicilia e Calabria ( 3,79% ciascuna ) molto probabilmente verrà posta sotto il controllo dell'Anas, che la incorporerà. Non casualmente è giunta recentemente la notizia della nomina come di presidente dell'Anas,Pietro Ciucci amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, l'uomo che ha cominciato la semi-concretizzazione (sempre e solo sulla carta, tanta carta) del progetto ''Ponte'', subentrando a Vincenzo Pozzi, dimessosi con l'intero consiglio dopo la sfiducia resa pubblica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che già in precedenza aveva chiesto il commissariamento della società denunciando anche alla Procura presunti illeciti legati ai bilanci. Con questo assorbimento i dirigenti dello Stretto, prima controllati da Anas, saranno le entità che controlleranno le concessionarie statali, come Autostrade SpA, con un vero capovolgimento dei ruoli.
Per quanto riguarda poi le istruttorie per gli appalti già intraprese, affidate ad un consorzio guidato da Impregilo, che a suo tempo aveva stretto collaborazioni con i Benetton, verrà chiuso il progetto esecutivo con la spesa di qualche centinaio di milioni in altre opere, per poi terminare definitivamente i procedimenti.
L'evento più interessante però riguarda il finanziamento dell'opera, che assieme ad investitori esteri, era per il 40% costituita da fondi statali, circa 1,4 miliardi di euro, derivanti dalla privatizzazione delle imprese dell'Iri e rifluiti nelle casse della Fintecna dopo che la Holding ha incorporato al suo interno la vecchia struttura statale. L'allora presidente Prato, vincolò circa 2,5 miliardi di euro agli aumenti di capitale della controllata Stretto Spa, partecipata poi , per cui i soldi dell'Iri erano, e sono tutt'ora, destinati dunque al raggiungimento di quell'obiettivo.
Mettere un punto fermo alla faccenda del Ponte significa ora anche la possibilità per il Tesoro di prendere possesso di quei soldi, deliberando ad esempio la distribuzione di maxidividendi, essendo la Fintecna una partecipata statale. In tal modo potrà davvero dirsi che la discussione Ponte sullo Stretto perda di importanza, o almeno che decada il procedimento di costruzione iniziato in questi lunghi anni.
Dopo che le grandi imprese italiane sono state svendute e la loro italianità sostituita dai grandi Marchi, ora la ex Iri dà quei soldi ai guardiani delle Lobbies, che lo vogliono non per saldare i problemi dei conti pubblici ma per boicottare definitivamente il progetto.

È chiaro che la lobbies del No sul Ponte, la stessa che trovava larghi consensi in seno alla Commissione Europea, abbia preso determinate basi di potere, mentre quelle spodestate ora stanno cercando di resistere, mediante proteste e scorribande in Parlamento. La Regione Sicilia ha infatti proposto di indire un referendum onde siano gli stessi isolani ad esprimente la loro opinione sul Ponte dello Stretto. Il Presidente Cuffaro, nonostante le sue accuse e i suoi processi, è ancora sceso nelle piazze per far sollevare i propri cittadini contro un'iniziativa sulla quale Cuffaro vanta sicuramente un conflitto di interesse. Quando nel 2002 intendeva promulgare il Federalismo Fiscale in Sicilia, l'unica riforma che effettivamente non si fa per portare al federalismo, e che allora poneva un aggravio delle aliquote in funzione dell'utilizzo dei gasdotti posti sul territorio siciliano, come una sorta di remunerazione per l'utilizzo del terreno e usurpazione del paesaggio ambientalistico, Cuffaro fu arrestato e inquisito come un mafioso. Ora che intende portare avanti questo contrasto con il Governo centrale, cosa potrà ancora accadergli?

La lobby di cui Prodi e soci si fanno degni rappresentanti, vuole oggi mettere le mani sui soldi del Ponte, che poi sono dell'Iri che loro stessi hanno ammazzato, per finanziare la Tav. L'Alta Velocità sul V Corridoio, è una delle grandi opere più importanti sulla scena comunitaria, è quella che porterà merci e beni da una parte all'altra d'Europa. Per tale motivo stanno preparando tutte le condizioni per poter, anche in futuro una posizione di potere ben consolidata, come l'intenzione di toglierebbe la Tav dalla Legge obiettivo regionale e portarlo sotto la competenza dello stato, per poi arrivare ad unico referendum che risolva il problema della resistenza delle comunità locali all'insediamento delle infrastrutture. Per quanto possa ritenere assurda l'idea, l'Italia occupa in questi mesi una grandissima importanza perché distendendosi sul Mediterraneo, affacciandosi ai due mari, e dunque a due mercati, diventa un territorio chiave da occupare se non si vuole che accada di peggio. Infatti i traffici nel mediterraneo sono, nel bene o nel male, destinate da aumentare così come il controllo delle rotte che provengono dalle terre d'Oriente, dalla Cina passando da Suez e dalla Turchia con tappa Malta, sulla quale c'è il grande progetto dell'Iterporto del Mediterraneo. Allo stesso tempo cercheranno di favorire lo sviluppo dei porti italiani, ossia della loro ristrutturazione sponsorizzata da enti privati che diverranno anhe i concessionari. Tra i progetti che più attira vi è proprio l'Interporto di Gela, ora in mano alle piccole imprese, ma che presto si trasformerà in un importante punto di smistamento del gas all'interno del Mediterraneo.
Le merci riscoprono anche le rotte fluviali che da Rotterdam, attraversando Austria, Ungheria e Balcani, portano sino al Mar Nero, nello sviluppo del Corridoio 7, che vede transitare nel porto di Ratisbona più di 7 milioni di tonnellate di merci.

La rotta delle merci è ora la chiave per uno sviluppo economico del futuro, ma se oggi saranno le banche e le multinazionali ad impossessarsene grazie all'ottimo ingaggio del nostro governo, saranno le vie della nuova usura. In maniera silenziosa e invisibile stanno muovendo le carte giuste, ed eventi simili alla polemica tra Giavazzi e Padoa-Schioppa sono fine a se stesse perché non vanno ad alterare quel meccanismo, anzi semmai lo accelerano, lo favoriscono perché ne fanno parte. La creazione di un casus belli contro Padoa-Schioppa potrebbe creare la finta sicurezza che i nostri politici hanno la situazione sotto controllo, ma ora come ora non vi è nulla di più sbagliato, perché sono in balia dei terroristi. L'esito della missione in Libano influirà anche sui piani delle infrastrutture, sui decreti per la liberalizzazione dell'Energia, sugli accordi e le fusioni che interessano le nostre grandi società di trasporto. Dopo l'opposizione della Commissione alla fusione Gdf-Suez, si sta rivalutando l'Opa intentata da Enel nel mese di febbraio, forse una vera moneta di scambio della flotta aerea cargo dell'Alitalia, che tanto interessa ad Air France. Così il caso di Autostrade è ancora al vaglio dei commissari comunitari, ma certamente le premesse di Abertis non sono di buon auspicio, perchè lasciano trasparire una forte convinzione di vittoria.
La missione in Libano ha un grande obiettivo, quello di garantire l'approvviggionamento di energia in questo inverno, nonchè di proteggere gli interessi di Eni sul gasdotto che dalla Turchia giungerà sino al Mar Rosso.
I Ladroni stanno rubando e stanno costruendo la tomba tecnologica dell'Italia, che sarà ancora per molto tempo incatenata dagli investimenti in tecnologie obsolete.

Avanti miei Prodi!

Guerra e pensiero debole
Perchè inviare truppe in Libano?


di Nereo Villa

Chi vede negli ebrei i colpevoli dei mali del mondo, non si accorge che in realtà siamo un po’ tutti diasporicamente ebrei.
Addossare agli ebrei la responsabilità di un sistema bancario mondiale criminale, per me significa pertanto solo criticare qualcuno fuori di me anziché me stesso, che come cittadino non ne voglio sapere di oppormi ad esso.
Da più di un secolo i colletti bianchi delle scuole di Stato, per poter insegnare e quindi mangiare, sono costretti alla succubanza di dover attribuire ogni conquista a Marx, Freud ed ad Einstein. Tale succubanza, generatrice di pensiero debole, non è però colpa degli ebrei, anche se costoro sono ebrei. Ma è il solito tradimento di certi chierici che continuano a rinnovarsi indisturbati come cultura dell'inautentico.
Ancora oggi, Gesù di Nazaret è per i professori “allineati” una figura da canzonare, anche se dopo tutto, Rut, bisnonna di David, da cui, secondo il Talmud, discende il messia, non era affatto ebrea. E la politica di Gesù, l’epicheia, per cui si dovrebbero pagare tasse solo se ritenute eque, è sostituita dalla “filosofia” del comunismo di Marx, la quale non ha fatto altro che modernizzare il concetto di “dittatura” ebraica, basata sulla legge (Vecchio Testamento). E sappiamo tutti da San Paolo che la legge, di per sé, genera solo ira e rovina (“lex enim iram operatur”, Rom. 4,15) proprio nella misura della sua rigidità.
Certamente le ricerche di Einstein portarono all’invenzione della bomba atomica, mentre a “bombardare” la nobiltà della mente umana, insistendo che la nostra intelligenza si trova solo nei nostri organi riproduttivi e nei nostri ani, ci pensò Freud.
Ciò nonostante resta per me insensato rimuovere la mia colpa di pensatore debole e attribuire i mali del mondo, scaturiti da insufficienza di pensiero, a questa o a quella etnìa, oppure a questa o a quell’appartenenza religiosa.
Noto che il massimo punto di arrivo attuale del pensiero debole è affermare che i colpevoli sono i sionisti, i neocon, i comunisti, o gli “illuminati”, non gli ebrei, oppure il contrario, dato che “tutto è relativo”.
Però dovremmo tutti farci un po’ più forti, e percepire che tutte queste etichette sono sinonimi di umanità debole, non di religione, né di complotto criminale.
Il pensiero umano attuale è debole per pigrizia mentale o per altro non so. E qui bisognerebbe fare un’analisi o un esame di coscienza per capire il perché si consente di fatto ad ogni gruppo di persone di depredare ed uccidere chiunque altro. Ciò è attuato da sempre, dal vecchio testamento fino ad oggi, perché nessuno in realtà ha voluto veramente accogliere il nuovo.
Gli ebrei non c’entrano. O meglio, c’entrano così come c’entrano i libanesi, i palestinesi, i siriani, ecc., o noi stessi. Ognuno di noi. E cosa facciamo invece? Oggi, attraverso il pensiero debole facciamo in realtà tutto purché non scoppi la pace. Ed in piena estate, destra e sinistra, tutti, Prodi, Berlusconi, Bonino, ecc., siamo improvvisamente diventati culo e camicia per inviare in 10 giorni a Bush un dispiegamento di 3500 uomini, assieme alla portaerei Garibaldi ed alla San Marco.
È sperabile che almeno sappiano perché mandano un esercito proprio come vuole l'America, che a quanto pare sembra voler combattere la sua guerra schierando uomini di altri Stati, e garantendo armamenti ad ambedue le parti in lotta. Forza di contrapposizione al terrorismo? O continuum dell’inganno ai danni degli Stati “sovrani” costretti a dipendere dai banchieri per la loro economia? Se scoppiasse la pace veramente, si saprebbe immediatamente in tutto il pianeta che Israele esige la propria “sovranità” in modo assoluto, cioè nel modo che nessun altro Stato del mondo si è finora permesso di pretendere, dato che i governatori del mondo sono sempre stati - fino a prova contraria - non i governi ma i signori capaci di creare denaro dal nulla, e di “prestarlo” ai governi.
Ma l’insegnamento reale di Israele al mondo non è forse che il denaro riparte per la stessa strada? La storia biblica nei suoi rapporti col denaro e col mondo è in tal senso avanguardia per tutti, e massimamente preziosa, per le leggi economiche che insegna.
Sempre che la storia degli ebrei, del mondo, e del denaro, insegni questa lezione: ogni uomo ha bisogno degli altri per essere salvato.

24 agosto 2006

I leader della Resistenza di oggi, nelle mani dei poteri di domani

Per oltre dieci anni, lo sceicco Hassan Nasrallah si è mostrato dinanzi alla comunità internazionale con le bandiere di Hezbollah, kalachnikov a pugno stretto su un fondo giallo e verde, per ricordare sistematicamente la distruzione dello stato dell'Israele. Qualche mese fa, tuttavia, prima dell'inizio degli scontri qualcosa è cambiato, i termini e i toni dei suoi comunicati si sono placati, e, lo scorso 8 marzo, al centro città di Beirut, ha deciso di stringere i suoi compatrioti intorno alla pace ed al dialogo. Si è rivolto al popolo libanese come un dirigente libanese, senza chiamare il popolo ad una resistenza musulmana contro gli occupanti stranieri.
A prima vista, Nasrallah, con il suo sogno di un Libano islamico, non è il genere di leader politico che si aspetta di vedere in un paese a larga popolazione cristiana, ma comunque in questi anni è diventato un importante attore della vita politica libanese.

Diaspora degli Hedzbollah
Anche se è considerato dalla comunità internazionale un fondamentalista islamico ed un capo terroristico, gli osservatori ufficiali israeliani e libanesi riconoscono che è molto intelligente, carismatico, e che ha il senso della politica. Riesce ad essere un fanatico delirante, e allo stesso tempo molto pragmatico, un serrato analista della situazione politca del Paese, perché ciò che vuole è essere un capo potente. Nasrallah non si presenta veramente come un terrorista, ma come un politico con l'apparenza di un fondamentalista, perché parla raramente di religione, più di politica o comunque di religione sotto un aspetto politico. Da molti ambienti accademici, viene definito un "uomo di un'intelligenza politica superiore" capace di anticipare il proprio avversario, anche se dinanzi a lui si presenta Israele o gli Stati Uniti. Nasrallah è un fenomeno raro tra i dirigenti arabi, e non solo perché vanta di avere respinto una presenza militare israeliana, ma anche perché non vive come un re, tra i lussi e gli sfarzi, bensì in un quartiere povero del sud di Beirut.
E mentre molti dirigenti arabi e musulmani non riconoscono Israele, negando persino di pronunciare il suo nome, preferendo il termine di "entità sionistica", Nasrallah si è rivolto agli israeliani ed ai loro dirigenti per far capire loro che assecondare le decisioni degli Inglesi e degli Americani non porterà alla pace tra Israele e Libano.

La prima invasione israeliana del Libano ha segnato il suo ruolo di politico, separandosi dal fronte del movimento sciita, guidato da Mousawi, che aveva delle relazioni con Israele e con i governi occidentali, destinato ad essere una facile pedina nelle mani della comunità internazionale portatrice di democrazia. I separatisti islamici hanno formato così gli Hezbollah.

Nel 1980, mentre la guerra civile libanese aizzava e fomentava rancori, il partito ha voluto separare le sue attività politiche dalle attività militari, e Nasrallah si è così accollato dell'aspetto politico del movimento. L'ala armata si sarebbe resa responsabile degli attacchi nel 1983 contro la flotta della marina americana e dell'attentato contro l'ambasciata americana di Beirut. I media allora chiamarono quest'ala armata, un'ala terroristica, perché ha al suo servizio, secondo la dirigenza militare statunitense più di 7 000 combattenti e parecchi campi di addestramento.

Quando nel febbraio 1992 Mousawi è stato ucciso, Nasrallah è stato eletto di nuovo da un consiglio di 11 membri alla carica di segretario generale. Dopo l'11 settembre, Nasrallah ha preferito concentrare i suoi sforzi per la costruzione di una larga rete sociale destinata ad aiutare gli Sciiti poveri del sud del paese e per l'espulsione delle forze israeliane del sud Libano. Sotto la direzione di Nasrallah, l'organizzazione ha acquistato un ruolo all'interno della politica internazionale completamente diverso, il movimento ha la sua rete televisiva satellitare, Al-Manar, che porta il suo messaggio ai milioni di telespettatori. Attualmente Al-Manar è stata censurata su iniziativa dello Stato Maggiore delle Forze armate israeliane. Accusato di diffondere dei programmi antisemiti, Al-Manar non è stato condannato mai per i tali fatti, ma è stata censurata per i motivi di ordine pubblico. Una decisione questa che è stata concepita esplicitamente proprio per sopprimere la voce della Resistenza libanese prima di attaccare e di distruggere il Libano. È un principio immutabile della propaganda: affinché una menzogna sembri una verità, conviene assicurarsi che nessuna voce dissidente la contraddica. Si è impedito che la televisione della Resistenza raggiungesse l'Europa e l'America.

La televisione degli Hedzibollah censurata
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Dall'assassinio dell'anziano Primo ministro Rafic Hariri in febbraio, il Libano si è diviso in due gruppi: uno di essi sostiene il dominio siriano sul Libano e l'altro si oppone. Ironicamente, anche se Nasrallah intrattiene delle relazioni strette con la Siria, il fronte di difesa del Libano, e anche se aderisce all'ideologia di una rivoluzione islamica sciita, Nasrallah non incoraggia questa idea, ossia non ha mai parlato di fare del Libano uno Stato islamico, essendo a maggioranza cristiana. La popolazione e la classe politica cristiana premono comunque per stabilire anche un dialogo con Nasrallah. Questo anche perché quando Nasrallah ha compreso che un giorno il suo movimento diventerà a pieno titolo un partito politico, si è aperto verso le altre comunità per creare un dialogo e una collaborazione. Ma affinché ciò accada, occorre che venga garantita l'esistenza degli Hedzibollah una volta cessata la resistenza armata, ipotesi considerata anche dallo stesso Nasrallah, che ha valutato anche una possibilità di disarmo, assecondando in un certo senso la risoluzione ONU.

Il problema è capire le ambizioni di Nasrallah: se vuole essere uno dei quattro capi delle etnie in libano (cristiana, sciita, druze, o sunnita) o se vuole diventare il più potente. È ovvio che per raggiungere una tale posizione di potere, molti dovranno essere i compromessi da accettare, a volte anche non trasparenti. Il fatto che Nasrallah abbia un certo ascendente sulla resistenza libanese, e goda allo stesso tempo di un favor tra gli ambienti cristiani, fa di lui un probabile leader, forse designato dalle stesse forze Onu, che per lo scopo lo manipoleranno e lo useranno a tempo debito. La guerra e l'anarchia che seguirà l'intervento delle forze di contrapposizione non risparmierà nessuno, e sarà allora che il Paese, più debole che mai, sarà in balia dei capi spirituali, dei simboli della resistenza e della pace.