28 febbraio 2007

Attacco agli ambasciatori Italiani e Americani

Gli Ambasciatori italiani e statunitensi sono stati feriti lunedì scorso da una granata dell'artiglieria dei ribelli della Tigre di Tamil che aprirono il fuoco sugli elicotteri che stavano sorvolando lo Sri Lanka orientale in una missione di avan-scoperta.

L'attacco - il primo contro il personale diplomatico Occidentale all'inizio della guerra civile dello Sri Lanka nel 1983 - giunge dopo sette mesi di lotta tra i ribelli e l'esercito nazionale.

Anche gli ambasciatori del Canada, Francia, Germania e Giappone si trovavano in volo ma sono usciti illesi dagli scontri della città di Batticalo aorientale. Con essi anche 12 agenti del personale di sicurezza dello Sri Lanka è stato ferito. L'Ambasciatore italiano, Pio Mariani, è stato ricoverato nell'ospedale militare, e gli è stato rimosso dalla testa un pezzo di granata.

Shanghai crolla ma la Cina resta in piedi. Sono l’Europa e gli Usa a dover tremare.


La Borsa di Shanghai crolla con una perdita sugli indici azionari di più del 10%, bruciando sul mercato cinese 107 miliardi di dollari, con una eco di 290 miliardi sulle borse europee e di 210 miliardi su quelle statunitensi. Si registra così il peggior crollo finanziario sulle borse asiatiche degli ultimi 10 anni, come chiaro sintomo dell'estrema volatilità dei mercati in questo frangente di grande tensione per la recessione economica che si prevede arrivi negli Stati Uniti entro la fine di questo 2007.

La debolezza del mercato finanziario cinese è strettamente legato alle turbolenze e alle incertezze di quello statunitense mediante un doppio filo di scambi commerciali e di debito: l'economia americana vive della produzione cinese e degli investimenti in titoli di debito pubblico, mentre l'economia cinese vive della credibilità e della solvenza del suo principale debitore di cui possiede 750 miliardi di debito pubblico. È anche ovvio che questa crisi non poteva che riverberarsi anche sulle borse occidentali, in quanto i capitali investiti in Cina fanno capo alle più grandi multinazionali europee e statunitensi. Il crollo della Borsa di Shanghai dovrebbe in ogni caso preoccupare l'Occidente, e l'America stessa, perché se è frutto di una manovra speculativa, potrebbero esserci in futuro seri rischi sulla stabilità dell'economia statunitense, se invece è una forma di boicotaggio per minare la stabilità finanziaria di un avversario politico, potrebbe rivelarsi una mossa molto rischiosa perché le sue conseguenze si riverberano in maniera negativa in tutto il mondo. In ogni caso chi ne esce più sconfitto dagli sbalzi delle borse asiatiche sono proprio gli investitori occidentali, che farebbero bene a spaventarsi perché l’ultimo crollo del mercato finanziario asiatico si è avuto prima che crollassero le Torri Gemelle.
In un clima così teso da tempo si aspettava il segnale che doveva preannunciare la guerra del cambiamento del sistema economico, per impedire il collasso del dollaro e dell’economia capitalistica occidentale.

Il crollo di Shanghai è stato attribuito da alcuni analisti ad una vera e propria ondata di vendite partita dai grandi investitori e dagli speculatori che hanno deciso di abbandonare il mercato in seguito alla dichiarazione di Alan Greespan che ha confermato il rischio di recessione in America, e dopo i nuovi provvedimenti delle autorità monetarie sul controllo delle condizioni di credito e delle operazioni speculative.
Le autorità cinesi hanno infatti annunciato che presto rafforzeranno i controlli sul mercato finanziario che è vertiginosamente in crescita ma spesso poco trasparente, foriero di manovre speculative illecite, di offerte iniziali di vendita (Ipo) illegali e di attività non sane, come il ricorso ai prestiti bancari per investire in borsa. Come se non bastasse, si attendono nuove strette monetarie, per ammortizzare un po' le ostilità nei confronti degli Stati Uniti che premono per una forte rivalutazione dello Yuan, che falsa i conti delle partite correnti tra i due paesi.

Anche se la Cina non possiede ancora un mercato dei capitali in relazione al suo potere economico, probabilmente la fiammata della borsa di Shanghai è stata in un certo senso provocata da una politica tesa ad attirare capitali dall'estero. C'è stata una selvaggia deregolamentazione che ha consentito ai grandi fondi di investimento di infiltrarsi e dare origine ad una bolla speculativa molto vicina al collasso.
È un paese in cui le liquidità abbondano, i fondi acquistano e rivendono delle azioni sopravvalutate, raggiungendo un volume di scambio di oltre 14 miliardi di dollari, vicino alle cifre di Tokyo. Tuttavia, il governo non sembra pronto a prendere delle misure drastiche, perché continua a dare mano libera ai fondi che acquistano in massa le azioni per poi rivenderle sempre in misura consistente, spostando dei veri
Shanghai dunque resta la patria delle sporche manovre speculative dei fondi, in particolare dei fondi pensione che si muovono come dèi su quei mercati così deregolamentati.
Sono da tempo infatti in corso delle indagine economiche e finanziarie volte a far luce su dei sospetti di corruzione e di cattiva gestione di questi fondi pensione, che avrebbero condotto una deviazione di fondi pubblici per un importo di 400 milioni di dollari.

Il mercato finanziario cinese persegue come obiettivo principale quello di espandersi e lo fa ricorrendo ad ogni strumento, ma forse proprio la sua smisurata espansione potrebbe preoccupare gli investitori occidentali, che vedono uno sbilanciamento dei poli che attirano capitali. L'economia cinese non è solo una sistema in via di sviluppo, ma è anche una realtà politica che sta diventando sempre più indipendente rispetto all'occidente perché sta cercando le proprie controparti nei paesi del Medioriente, nella Russia, nei Paesi africani e in Sudamerica. Allo stesso tempo si sta espandendo sul mercato finanziario perché oltre ad attirare capitali, grazie alla sua forte economia reale, comincia ad avere un surplus di capitali da investire all'estero per un totale di 954,5 miliardi di dollari . È stata così creata la China Financial Futures Exchange, la quarta borsa del paese per le operazioni a termine, posseduta dalle borse di Shanghaï e Shenzhen e altre tre borse esistenti per le operazioni a termine, a Shanghaï, Dalian e Zhengzhou.
Allo stesso tempo la China sta stringendo rapporti sempre più importanti con Euronext per permettere la quotazione sul mercato europeo delle società e delle piccole imprese cinesi.
La liberalizzazione del mercato ha consentito infatti l'investimento sui mercati borsistici stranieri, mediante delle società bancarie di intermediazione, entro ovviamente una determinate quota per evitare la fuga dei capitali, ma consentendo comunque di eliminare i rischi sul tasso di cambio e le pressioni al rialzo sullo yuan. Secondo gli analisti, la liberalizzazione e l'apertura del settore bancario dovrebbero generare una domanda molto forte per i servizi bancari e finanzieri, in particolare per i prestiti immobiliari ed al consumo, di un'entità tale da drogare la redditività delle banche cinesi. Si appresta così anche ad essere una capitale finanziaria che deve prepararsi anche ad aprire il suo mercato alla concorrenza internazionale, prevista per la fine dell'anno, secondo gli obblighi previsti dal WTO.

Crolla dunque la Borsa di Shanghai ma la Cina resta in piedi, perché a dover tremare è l’economia capitalistica occidentale, trascinata dalla recessione degli Stati Uniti.

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27 febbraio 2007

La Serbia non ha commesso genocidio. Srebrenica è il crimine dei media

La Corte Internazionale dell'Aja dichiara ufficialmente non colpevole la Serbia per non aver commesso atroci delitti di guerra sulla popolazione bosniaca, perché a Srebrenica non è avvenuto un genocidio. Non vi sono prove che possono comprovare che il governo serbo ha condotto un crimine che può essere definito genocidio o sterminio di massa, volto alla pulizia etnica di un popolo.
La sentenza del giudice Higgins chiaramente afferma che i serbi di Bosnia hanno commesso degli atti di omicidio di massa, come spesso capita quando vi è una guerra in corso, ma non vi è alcuna prova cheessi avevano intenzione di commettere un genocidio, o uno sterminio. Decadono così le accuse di pulizia etnica che hanno giustificato dinanzi all'intera opinione pubblica l'intervento della Nato in Bosnia, l'arresto di Milosevic e la disgregazione di tutta la Jugoslavia, con l'incursione dell'ONU e delle forse internazionali. E' stato commesso allora un vero crimine, un atto illegittimo della comunità internazionale, che è stata completamente manipolata da parte delle lobbies che volevano scardinare un potere sovrano per impadronirsene. Dichiarando il governo serbo non colpevole del crimine di genocidio, si è dichiarato automaticamente innocente Milosevic, che è stato abbandonato in carcere ed è morto a sole 48 ore dalla pronuncia del tribunale. Non avevano prove, non ne hanno mai avute, e nonostante questo hanno deciso di combattere una guerra e distruggere uno Stato, lasciando il giudizio ai posteri dopo quasi venti anni.

Il crimine tuttavia viene ancora perpetuato in maniera sistematica, perché dopo anni di guerra, di umiliazioni, di embarghi, dopo l'assassinio di un presidente, la Serbia ha ottenuto una timida sentenza sulla quale i media stanno facendo la più sporca e meschina opera di disinformazione.
Non è stata pubblicata alcuna sentenza ufficiale, proprio per consentire che i media e i giornali sfornassero una diarrea verbale continua, in modo da provocare una confusione tale nelle persone da far perdere poi il senso della realtà. Le notizie pubblicate enfatizzano sul riconoscimento del genocidio, mentre non sottolineano l'assoluzione della Serbia né le parole del giudice che getta grandi dubbi su quello che tutti hanno definito genocidio. Dopo le notizie completamente false, come la presunta condanna della Serbia, la vera notizia è diventata il riconoscimento di quel genocidio, e non l'assoluzione storica di uno Stato a cui è stato addebitata da sempre la colpa dei crimini dei Balcani.
Da decenni nel parlare della Bosnia e della Jugoslavia sostengono che i serbi hanno perpetuato pulizia etnica, tale da fare un vero lavaggio del cervello, cosicchè quando invece il registro e il tono delle parole è cambiato, parlando di vittime di guerre, l'opinione pubblica continua ad associare l'idea del genocidio. Stravolgendo il significato delle parole hanno cambiato il pensiero della gente e hanno lasciato l'idea indelebile che la Serbia sia un popolo che ha commesso pulizia etnica, costruendo dei campi di concentramento, mentre il popolo serbo ha combattuto una guerra sanguinosa, una guerra civile, e soprattutto una guerra fatta con le enclavi. Sono stati prodotti film, documentari e dossier, inculcando nella gente una visione che viene utilizzata ancora come chiave di lettura degli eventi.
I veri assassini dunque sono i giornalisti, che mentono e sanno di mentire, continuano a parlare di "evidenza dei fatti", di una colpevolezza indiscussa, e mettono seriamente in dubbio l'intelligenza delle persone che non possono più ascoltare questi cialtroni. Il loro grande potere è stato utilizzato dalle lobbies, quando a distanza di dieci anni dall'occupazione della Jugoslavia da parte delle forze occidentali, non erano state prodotte sufficienti prove per condannare definitivamente Milosevic o la Serbia, e fu così trovato, con fonti anonime, il video della strage di Srebrenica.
Il filmato fu scoperto da Natasha Kandich, una donna serba, pagata dalle lobbies e poi premiata da molte associazioni sconosciute come eroina europea, senza che sia mai stata accertata l'attendibilità delle fonti o la veridicità delle immagini. Questo video è stato gettato in pasto ai giornalisti, che hanno potuto così montare la loro campagna diffamatoria, è stato trasmesso in un tribunale e poi in tutti i media del mondo, per continuare indisturbati la loro opera di privatizzazione e di saccheggio degli Stati dei Balcani, per giustificare la loro permanenza con le forze armate a presidio dei gasdotti e degli sbocchi sul mare.

Il video in realtà è assolutamente falso, un vero montaggio di differenti filmati, che mostra una simulazione di una fucilazione di sei musulmani, che viene spacciata così per "strage di srebrenica". Le stesse testimonianze trasmesse sono totalmente inverosimili, perché ritraggono delle vittime inesistenti, come quella di Nura Alispahic che piange della morte del figlio, avvenuta in realtà a Trnvo, a circa 120 kilometri di distanza da Srebrenica: il reportage non riporta alcun dettaglio, ma in maniera automatica si associa quella immagine alle vittime di Srebrenica.

Nelle immagini del video di Srebrenica non si può intravedere alcun dato certo, non vi è nulla che possa dare un punto di localizzazione e far capire dove si trovino le truppe, oppure che possa dimostrare che si tratta effettivamente dell'esercito serbo. Il convoglio non ha alcuna targa automobilistica, né vi è una voce di radio di sottofondo che possa far pensare che è realmente un filmato ripreso durante una guerra. Gli uomini hanno tutti delle divise diverse tra di loro, e nessuna appartenente all’esercito serbo, non hanno alcun segno di guerra che lascia pensare che sia accaduto un genocidio poco prima. Confrontando le immagini dei soldati serbi di quei giorni, è possibile notare che dopo i violentissimi scontri i soldati erano stremati, con divise sporche, e barba incolta, al contrario delle immagini del video di Srebrenica, in cui i soldati hanno una divisa impeccabile.
Dalle foto che documentano l’entrata in Srebrenica da parte dell’esercito regolare dei serbi di Bosnia, diretto da Ratko Mladic, si può notare l'abissale differenza tra i due tipi di divisa, i degli stessi equipaggiamenti che sono dotati. I soldati portano degli zainetti, maneggiano armi senza guanti, impugnano in maniera anomala i fucili.





Confrontate


La scena in cui si volge il tutto è un normale sentiero di collina, mentre i colli di Srebrenica sono spesso fitti e irti di alberi, che ombreggiano il cammino. Inoltre il video è in alcuni tratti molto ben fatto, curato, con l'immagine ferma, senza alcun riflesso che possa oscurare la visuale, come se fosse stato filmato mediante una regia.
Le immagini dei corpi distesi sull'erba sono altrettanto incoerenti, non presentano tracce di una vera e propria carneficina, i loro vestiti sono puliti. Quando l'inquadratura cambia, cambia anche il colore dei vestiti delle vittime, o il numero dei corpi distesi, appaiono delle ombre dei soldati che poi scompaiono in altri tratti.


Confrontate

Tutte queste incoerenze lasciano probabilmente pensare che queste immagini appartengano a due video diversi, e montati poi in un secondo momento ad hoc.
La vera natura di questo video però diventa evidente proprio grazie ad un secondo video, che mostra proprio come dopo la fucilazione alcuni corpi si rialzano, mentre i soldati gridano di tenere la testa in basso e di non muoversi.


Il video falso di Srebrenica vuole in realtà nascondere la trappola che è stata tesa all'esercito serbo nell'enclave serba da parte dell'esercito di mercenari musulmano, che operava con la protezione dell'Onu. Scarica Pdf Rapporto ONULa guerra dei Balcani si è svolta infatti con lo scambio delle enclavi, quando intere città venivano spostate da un luogo all'altro della Bosnia facendo così avanzare gli eserciti. Venivano creati così dei campi in cui la gente sostava, come punto di snodo dei traslochi, ma tali centri di accoglienza delle enclavi vennero definiti dalla disinformazione dei campi di concentramento. Allora Srebrenica era un villaggio bosniaco, e doveva divenire serbo, sulla base dell'accordo stretto tra Mladic e Alja Izesbegovic, perché in quel villaggio era stato dislocato un esercito irregolare musulmano che stava perpetuando una vera opera di sterminio di 120 villaggi circostanti serbi sin dal 1993: sono state ritrovate molte fossi comuni che testimoniano il genocidio avvenuto ad opera dei mercenari musulmani, documentato anche da molti documenti e dalle testimonianze dei superstiti (Documento Onu). Tutto questo, sotto gli occhi e la vigilanza dell'ONU e delle forze internazionali che dovevano garantire la pace.
Trasloco delle enclavi

Quando l'esercito di Ratko Mladic giunse nella valle di Srebrenica scoprì l'inganno e la trappola che gli era stata tesa dai bosniaci, che in maniera intenzionale hanno voluto mandare al massacro quella enclave, rimasta così intrappolata negli scontri dei due eserciti, perché la guerra delle enclavi era ormai cessata e quell'esercito non era più necessario.
Tutti hanno sempre saputo la vera storia di Srebrenica, ma per anni hanno giocato sulla disinformazione per tenere in piedi le accuse senza mai rivelare nulla: è stata fatta un'opera di convincimento, per tenere nascosta proprio la trappola che ha sacrificato dei musulmani per condannare i serbi.
Mentre l’esercito di 5.000 mila uomini di Oric viene fatto spostare secondo i piani, a Srebrenica rimasero 3.000 Mujaidin, cosicchè quando Mladic entrò nell’enclave trovò questo esercito inumano che sparava all’impazzata, rifiutandosi di lasciare l’enclave, nonostante l'accordo, mentre gli olandesi chiedevano all’esercito serbo di ritirarsi fino a quando la situazione non si fosse calmata. A nulla però servi il richiamo di un soldato olandese di ritirare le loro truppe, anzi fu anche ucciso perché lo credettero serbo; così fino a quel punto, l’unico soldato morto era dell'Onu e per mano musulmana.
La situazione degenerò, e l'esercito serbo fu costretto a rispondere al fuoco, perché l'esercito dei Mujaidin era dotato di artigliera pesante e non esitava ad utilizzarla: fu questo dunque il genocidio di cui si è tanto parlato senza mai dire la verità dei fatti.
Nella regione della Bosnia dell'est, per più di tre anni, si è combattuto contro le forze musulmane che seppellivano i loro soldati e i civili uccisi in fosse comuni, ritrovate a distanza di anni e considerate prove del genocidio serbo contro i popoli bosniaci.

Foto della enclave di Srebrenica presentata durante
l'inchiesta dell'Aja, tratta in realtà da un atlante,
e indica erroneamente i villaggi

Dopo il bombardamento della Serbia nel 1999, Srebrenica è stato riattualizzata dalle notizie di fossi comuni apparse negli scavi, curati esclusivamente dai ricercatori occidentali sotto il patronato del Tribunale dell'Aia. Il loro lavoro dura da sempre, e la conta dei cadaveri sale sempre più, e non ci stupiremmo certo se si salisse a 12.000 o 15.000, nella speranza di non superare la cifra globale della popolazione civile in questa regione. Il video è sbucato così all'improvviso per fare il grande gioco dei media. Srebrenica è stata quindi un'operazione pianificata, una trappola resa all'esercito nazionale serbo per simulare una strategia sistematica di eliminazione da parte della Serbia del popolo bosniaco.


Quando queste evidenti contraddizioni sono state spiegate e poi mostrate ai media, tutti si sono scandalizzati perché era come oltraggiare la memoria di quelle vittime: hanno così fuggito quel momento in cui "l'evidenza dei fatti" li aveva davvero condannati. Questi dunque sono i media, che si sono istituiti "osservatori", che raccontano false verità, che si lasciano manipolare e a loro volta manipolano la gente invece di restare vigili ed imparziale per controllare il potere e aiutare a portare la verità alla luce. Un procuratore come Carla del ponte, che è stato immischiato nelle questioni e nelle inchieste più assurde, da Pablo Escobar a Falcone, è divenuto il magistrato simbolo della giustizia internazionale contro i crimini di guerra. Sono dei venduti, dei buffoni, e oggi neanche loro possono accettare di essere complici del più grande etnocidio perpetuato, della morte di Milosevic, la cui memoria è stata infangata per proteggere i veri criminali, i falsi giudici, i servizi segreti e i generali disposti a vendersi. Se contate quanti minuti sono stati dedicati a Srebrenica, e quanti minuti hanno dedicato alle bombe atomiche sganciate sul Giappone rimarreste sicuramente scandalizzati. Chi è stato arrestato e poi condannato da questa Corte illegittima e non sovrana sono stati tutti coloro che non hanno abbandonato il loro popolo, sono rimasti fermi a difenderlo, pagando con la propria vita la difesa della dignità della propria gente. I veri criminali invece siedono ancora al potere, nei consigli di amministrazione delle multinazionali, tra i consigli direttivi dei Media, e continuano a giocare con le vite di tutti noi, senza sapere che l'ora della verità è davvero arrivata.

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25 febbraio 2007

Intervista a Jonathan Levy, l'uomo che si sta battendo contro i crimini dei Balcani


Affrontare la nostra storia non è facile, non è possibile risvegliare certi dolori per far rivivere gli errori commessi senza sollevare un polverone di polemiche. La Etleboro ha coraggiosamente costretto le persone a guardare un passato che è stato nascosto, e intende portare avanti questa battaglia, combattuta proprio in difesa del popolo serbo che ha pagato dei rancori che si sono protratti dalla seconda guerra mondiale. La guerra dei Balcani infatti è stata una diretta conseguenza degli odi e dei rancori che sono rimasti negli strati più profondi delle etnie, come mine vaganti che aspettavano solo di essere innescate da quelle lobbies che volevano servirsi di quei popoli per raggiungere un più alto obiettivo geopolitico.
Ed in difesa del popolo serbo si sta conducendo una causa presso un tribunale della California, "Alperin contro la Banca del Vaticano", per arrivare ad ottenere un riconoscimento legale dello sterminio che è stato perpetuato durante la seconda guerra mondiale e così anche delle cause e delle responsabilità della Guerra nei Balcani.

L'Avv. Jonathan Levy, sta seguendo dal 1999 la causa Alperin, presentata originariamente presso la Corte Federale di San Francisco nel novembre del 1999. I querelanti sono superstiti di un campo di concentramento di serbo, ebreo, ed ucraino, così come delle organizzazioni che rappresentano su 300,000 vittime di Olocausto, e chiedono che venga fatta luce sul trasferimento illegale del tesoro degli Ustasha alla Banca del Vaticano. Jon Levy, rappresenta da tempo delle organizzazioni ed individui vittime dell'Olocausto, e attualmente è parte del team legale di difesa di Vojislav Seselj, ex leader del Partito Radicale Serbo (SRS), inquisito presso il tribunale dell'Aja per i crimini di guerra di cui è stato accusato il regime di Milosevic.
La Etleboro, come Organizzazione serba, sostiene l'opera di difesa di Seselj, anch'esso vittima di un sistema di potere che intende imporre silenzio sulle atrocità e le corruzioni della guerra nei Balcani del 1990. Ringraziamo dunque l'Avv. Jonathan Levy per il sostegno e le importanti informazioni che ha fornito alla Etleboro per la costruzione del rapporto sui crimini contro i popoli dei Balcani

D: Qual è la situazione attuale del processo contro lo IOR e l'OFM che sta conducendo ?
R:Dopo che la corte di Stato della California ha accolto la nostra denuncia, il 2 novembre del 2006 è stata presentata una mozione di archiviazione da parte dello Ior e della OFM adducendo come motivi l'immunità sovrana che gli perviene dall'essere una istituzione statale. Infatti gli Stati Uniti hanno delle leggi internazionali che non consentono l'imputazione dinanzi ad un tribunale civile di istituzioni sovrane.

D: Quali sono state le reazioni del giudice e dell'avvocato dopo che è stata presentata questa denuncia?
R:Quando presentammo la denuncia, nel 1999, il caso è stato archiviato, poi abbiamo fatto appello per ben due volte e alla fine è stato rinviato il giudizio alla corte. Al momento la Corte sta ancora esaminando le questioni preliminari per dare inizio poi ad un vero e proprio processo.

D: Ha qualche possibilità di vincere questa causa?
R: Sì, perchè se il caso non fosse meritevole, non sarebbe ancora dinanzi alla Corte. Sfortunatamente, la Chiesa Ortodossa serba e governo di serbo non hanno fatto alcuna pressione politica sul Vaticano. Se questo fosse successo il caso sarebbe finito con successo già da tempo. Solamente la RSK (Repubblica Srpska Krajina) che è uno dei querelanti e nostro cliente ed lo SRS ( Partito Radicale Serbo ) sostengono la denuncia apertamente.

D: Esistono precedenti legali contro l'IOR (e contro le banche in generale) per restituzione dell'oro alle vittime degli ustashas?
R:Questi tipi di cause normalmente non vanno al processo, perché vengono subito risolti con un concordato. La Germania, l'Austria, la Francia, la Svizzera, la Norvegia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti hanno tutte concordato questo tipo di casi.

D:Quali sono state le più grandi difficoltà che lei ha affrontato durante il suo lavoro?
R:Ho avuto delle minacce di morte da parte di un Neo Ustasha croato. Durante il primo anno in cui ho lavorato a questo caso, ogni notte quando portavo fuori il mio cane, mi aspettavo una pallottola nella schiena.

D:Durante le sue ricerche, cosa ha scoperto sulle responsabilità dei crimini di guerra?
R:I crimini di guerra degli Ustasha hanno evitato la giustizia grazie all'intervento del Vaticano ed una fazione del CIA controllata da James Angleton. La successiva generazione dell'Ustasha è cresciuta in Argentina, Paraguai, Australia, Canada, mentre gli Stati Uniti e il Vaticano la hanno finanziata per distruggere la Iugoslavia. Fin da 1918, il Vaticano ha cercato di distruggere la Iugoslavia in favore degli Asburgo. Loro non ci riuscirono finché Belgrado è stato un protettorato austriaco. Solamente il partito radicale capì questa realtà.

Jonathan Levy e Fr. Dragoslav Topolac,
Vescovo della Chiesa Orthodossa Serba


D:Lei è riuscito a ricostruire il percorso della vendita dell'oro e del sequestro delle proprietà delle vittime degli Ustasha?
R: Oltre alle testimonianze, William Gowen, che era un agente speciale dell'esercito del controspionaggio degli Stati Uniti a Roma, nel 1947 investigò su questo caso. Il tesoro degli Ustasha fu contrabbandato nel 1946 in Italia Settentrionale dal colonnello ustasha Babic e dai Croats in uniforme britannica, con un convoglio di 10 autocarri diretto al convento francescano di San Girolamo a Roma. Attraverso l'intervento del rappresentante papale Frate Draganovic ed il Tesoriere francescano Dominik Mandic, l'oro ed il denari è stato depositato nella Banca del Vaticano e più tardi trasportato in tutto il mondo, raggiungendo gli Ustasha in esilio.

D: In che modo la collusione tra Vaticano e Totalitarismo ha influenzato la nostra storia recente?
R: Il fascismo ecclesiastico è documentato bene in Croatia, in Slovacchia, e Spagna nel 20 secolo. Oggi il Vaticano sostiene dittatori in Angola, America Latina ed altrove, nulla è cambiato.

D: E' possibile trovare dei collegamenti tra i segreti della Seconda Guerra Mondiale e gli scandali politici in Europa, come la Guerra dei Balcani o la Guerra Fredda?
R: Sì, la loggia massonica della P2, la distruzione dell'Iugoslavia, la Solidarietà in Polonia sono tutti i prodotti del Vaticano.


D: Cosa simboleggia lo IOR, e cosa si nasconde dietro questa Istituzione?
R: Lo IOR è la Banca di Vaticano, nessuno, incluso me, sa chi possiede la Banca di Vaticano. Il Vaticano rifiuta di rispondere a questa domanda. Comunque, sono ben documentate le informazioni che attribuiscono all'Opus Dei il vero controllo dello IOR. L'IOR e il Vaticano non hanno fatto uno statuto pubblico come chi possiede una banca oggi, contando invece sull'opinione di un procuratore italiano .

D: Quale connessione esiste tra la Federal Reserve e lo IOR?
R: Lo IOR ha o aveva conti in oro presso la Federal Reserv almeno fino al 1970. Nessuno conosce oggi la loro attuale relazione.

D: Secondo lei, qual è stato il ruolo dello IOR nel crack del Banco Ambrosiano?
R: I ruoli dell' Arcivescovo Marcinkus e del Vescovo Hnilica in questo scandalo sono stati seppellite con questi due santi criminali. Loro non dissero mai nulla prima di morire.

D: Dietro gli scandali italiani c'è stata la regia dello IOR?
R: Gli scandali dello IOR sono documentati bene dalla stampa italiana. Ce ne sono stati molti e ce ne saranno ancora di più finché lo IOR non sarà finalmente sciolto.

D: Lei pensa che il popolo italiano sa queste cose, o in realtà non sa nulla di quello che è successo sulla storia del Vaticano?
R: Gli italiani sanno benissimo che lo IOR è corrotto, ma a causa dei Patti Lateranensi non può fare nulla.

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23 febbraio 2007

Liberalizzati i registri interbancari dei dati dei debitori


La Corte di Giustizia Europea lancia i primi segnali per la liberalizzazione dello scambio tra le Banche europee degli archivi di dati sulla solvibilità dei debitori . Lo scenario che si verrà a creare è quello di un unico circuito di informazioni, una specie "Centrale di Rischi Europea", a cui le Banche potranno far riferimento sia per rintracciare le informazioni di un debitore, sia per lo studio delle condizioni di credito e dei contratti bancari.
Allo stato attuale i dati bancari dei debitori sono protetti dal segreto professionale, onde proteggere la riservatezza dell'imprenditore o del mutuatario, rispetto al rapporto con la propria banca, oltre ad essere normalmente considerati segreti d’affari tra concorrenti.
Tuttavia, poiché la tendenza europea è quella di creare un unico circuito finanziario europeo, una borsa internazionale e la completa virtualizzazione degli scambi, le Banche chiedono oggi di mettere in comune i dati che ognuna dispone per creare un'unica Centrale Rischi.

La sentenza della Corte di Giustizia ( Sentenza CGCE, C-238/05 del 23 novembre 2006 ) giunge dunque per far cadere i principali ostacoli burocratici che impediscono al momento lo scambio dei dati, e detta le regole per la costruzione e lo scambio dei registri.
Alcuni Stati dispongono di un "registro positivo" che contiene i saldi dei creditori in aggiunta ad un registri "negativo" al cui interno vengono inseriti i debitori insolventi: chiunque abbia contratto un debito, aperto un conto corrente, acquistato una carta credito ed è divenuto insolvente viene automaticamente registrato nella banca dati della propria finanziaria o istituto di credito. I dati personali e quelli sensibili dei debitori confluiscono così in un cervello elettronico.
La creazione di questi registri ha delle importanti implicazioni dal punto di vista della concorrenza e della privacy dei cittadini, in quanto lo scambio di dati sensibili può essere utilizzato come uno strumento per fare dei cartelli tra Banche e annullare la diversità tra i contratti, in netta violazione della tutela della concorrenza, di cui la Commissione Europea si fa ferma sostenitrice.
Infatti la gestione del registro necessita della partecipazione degli istituti di credito e ciò comporta inevitabilmente una sorta di cooperazione tra concorrenti, con il rischio che eliminando ogni incertezza sulle politiche di credito o sul comportamento dei debitori, le Banche adotteranno una reazione omogenea nei confronti di chi richiede credito. Nonostante le evidenti distorsioni che lo scambio dei registri può provocare, anche adottando delle regole comuni per impedire la completa omogeneizzazione dei servizi e delle condizioni di accesso al credito, la Corte di Giustizia ha comunque deciso che non ci sono pericoli con la concorrenza. Precisa che i registri interbancari non sono assimilabili alla fissazione di un tasso di interesse comune, e non sopprimono "il grado di incertezza sul funzionamento del mercato".


Il tasso di insolvenza

Non dimentichiamo che la tutela della concorrenza è una delle principali motivazioni delle norme contro gli aiuti di stato, delle liberalizzazioni, delle privatizzazioni, e di tutte le politiche degli Stati che cercando di sostenere alcuni settori dell'economia. In questo caso invece, lo scopo principale diventa la necessità di creare un mercato comune con regole comuni, efficiente, al cui interno gli operatori siano completamente sincronizzati sugli stessi circuiti.
La Corte dunque liberalizza la creazione e lo scambio dei registri dei dati dell'insolvenza a condizione che l'identità delle banche non venga divulgata, e che il registro sia accessibile in modo non discriminatorio a tutti gli operatori.
Ecco che il registro, nelle parole della Corte, diventa uno strumento per mettere a disposizione delle Banche quante più informazioni possibili sui debitori esistenti o potenziali, e sul modo in cui pagano i loro debiti, e soprattutto se li pagano, facilitando in tal modo anche la prevedibilità della probabilità di rimborso, nonché il sovraesposizione della Banca. In questa chiave di lettura, riducendo l'incertezza sull'alea dell'adempimento dei debitori, il registro migliora i servizi bancari: minori tassi d'interesse, oppure maggiori vincoli per l'accesso al credito per mantenere sempre basso il rischio. Per cui, se si adotta questa posizione, si dovrebbe anche accettare il fatto che le Banche, in mancanza di informazioni sul rischio di inadempimento dei debitori, sono costretti ad aumentare i tassi di interesse per recuperare i costi nell'indebito. Spesso però i rincari dei tassi di interesse non rispondono a questi criteri, ma alle direttive della Banca Centrale per controllare l'inflazione, così come le spese di tenuta di conto e delle operazioni sono ritenute inutili e non servono a coprire dei reali costi per le Banche. Inoltre il sovraindebitamento degli imprenditori è spesso alimentato da circoli di interessi e di debito alimentato anche dalle Banche, mentre il suo controllo non si tradurrebbe in maggiore liquidità per gli altri creditori, come invece sostenuto in questa sentenza: le Banche non movimentano liquidità per la concessione del credito, dovendo versare solo 1,2% dei crediti erogati (riserva frazionaria secondo Basilea 2).

La possibilità di ridurre l'incertezza dell'inadempimento o di controllare il sovraindebitamento, ha comunque un caro prezzo, perché andrebbe a creare un mercato dei servizi bancari molto standardizzato, in cui non esistono molti servizi personalizzati, per non parlare delle implicazioni del controllo e della gestione di una banca dati così grande.
La sentenza della Corte di Giustizia rappresenta dunque un ulteriore passo verso la creazione di una borsa mondiale, di un sistema di informazione centralizzato nelle mani entità sovranazionali e controllati poi da istituti privati.

22 febbraio 2007

La Cassa depositi e prestiti nelle mani del sistema bancario


Quello che poteva sembrava un grande empasse per la politica italiana dinanzi al dictat americano, ha fatto così scattare una trappola pronta per l'Italia da molto tempo. Questa battuta d'arresto non toglie tuttavia il fatto che lo spettacolo deve continuare, e le dimissioni di Prodi potrebbero solo portare ad un rinvio delle più importanti decisioni nell'economia italiana per essere poi prese da un governo tecnico. Il nodo principale da sciogliere è il futuro della struttura del Patrimonio dello Stato e dei meccanismi di finanziamento, e sono decisioni che non possono essere procrastinate a tempo indefinito perché esistono delle direttive, delle scadenze imposte dall'OCSE e dalla Commissione Europea. A queste decisioni è indissolubilmente legato il destino della Cassa depositi e prestiti, o meglio del sistema di finanziamento-investimento nelle infrastrutture pubbliche e dell'intero patrimonio statale, destinata a divenire molto probabilmente un'entità ibrida e un veicolo di investimento per le fondazioni bancarie.

La Cassa Depositi e Prestiti è divenuta con la finanziaria del 2004 una società per azioni, mediante l'ingresso nell'azionariato delle fondazioni di origine bancaria, che hanno acquistato il 30% delle azioni, privilegiate con diritto di voto che danno diritto ad un dividendo preferenziale - con priorità rispetto agli altri azionisti - pari al tasso di inflazione aggiunto del 3%. È da notare che se il dividendo spettante è inferiore a quello previsto, anche per un solo esercizio, le Fondazioni avranno il diritto di recedere dalla CDP Spa, fermo restando che entro il 2010 le azioni diventano ordinarie a tutti gli effetti.
Sino ad oggi la Cassa ha raccolto al suo interno i fondi postali per destinarli non solo agli enti locali, ma anche alle municipalizzate e ai gestori privati e statali dei servizi pubblici, per garantire lo sviluppo infrastrutturale, in cooperazione con Infrastrutture Spa per i finanziamenti privati nelle grandi opere.

Oggi si ridiscute il suo ruolo nell'intenzione di trasformarla in una nuova IRI, da affiancare al «F2i», il nuovo «fondo infrastrutture» al quale Cdp partecipa con 150 milioni di euro, creato insieme con le fondazioni e le grandi banche italiane e internazionali. La sua missione sarà quella di investire soprattutto nelle grandi reti europee, come ferrovie, autostrade o satelliti, ricorrendo a forme di contratti di project financing: in tal mondo tuttavia l'opera non sarà di totale proprietà dello Stato e avrà per i cittadini un costo per essere utilizzata.
Prima di decidere sulla struttura proprietaria della Cdp occorrerà definire una volta per tutte la proprietà di Snam Rete Gas, la quale in ogni caso non avrà molte interferenze con l' F2i che per statuto non potrà rilevare pacchetti detenuti dai soci, nè concentrare gli investimenti su un solo asset. Ricordiamo che la Cassa di depositi e risparmi gestisce miliardi di euro di risparmio postale e custodisce 14 miliardi di partecipazioni tra cui: il 35% delle Poste, il 10% dell’Eni, il 10,2% dell’Enel, il 10,1% di StMicroelectronics, il 30% di Terna e il 30% di Snam.
La Snam retegas deve essere ceduta da Eni perché altrimenti nasce questo conflitto di interessi all'interno della Cdp, vietato sia dall'UE che di conseguenza dall'Authority: su tale questione si sono alternate diverse versioni, come l'inutilità o l'impossibilità di separare la rete perché non esiste una produzione di gas vera e propria, quindi questa coincide con la distribuzione, oppure la necessità di separarla perché diventerebbe più efficiente. Spetta sempre al "governo" decidere, nonostante l'opinione contraria dello stesso Scaroni che teme un indebolimento di Eni dinanzi poi alle controparti estere che bramano la Snam.

Per quanto riguarda la Cdp, gli scenari che si presentano posso essere diversi ma non così imprevedibili, perché parte dell'accordo con le fondazioni bancarie è stato già chiuso. La Cdp potrebbe divenire una maxi-banca a completa partecipazione statale ( 80% allo Stato e 20% alle Regioni) che non eroga dividendi ed è totalmente dedicata alle infrastrutture, alle piccole e medie imprese, alle ristrutturazioni, agli enti locali, spaziando in ogni sorta di investimento pubblico: questo è il modello della Bankengruppe tedesco Kfw. In alternativa potrebbe divenire una banca che ha negli uffici postali i suoi centri di raccolta, per poi impiegarli negli enti locali (modello francese della Caisse des dépots) , oppure una holding di partecipazioni strumentali, cioè di società che gestiscono o che sono impiegate nei servizi pubblici, per mantenere le reti nelle mani dello Stato. Le fondazioni sono oggi disponibili ad anticipare la data di conversione delle azioni, e divenire parte della Cdp come normale azionista, ma solo se cambierà l'oggetto degli investimenti da intraprendere, perché sino ad ora sono stati ritenuti poco redditizi e troppo votati al finanziamento della politica sociale, nelle vesti di una vera banca etica, senza garanzie né verifiche del merito del credito dei progetti. Per tale motivo finanziamenti come l'edilizia scolastica, pubblica e sociale, le opere idriche o di energia alternativa, potrebbero essere ridotti perché poco remunerativi. Allo stesso tempo gli enti locali potrebbero essere finanziati totalmente dal sistema bancario che avrebbe in mano così le piccole e medie imprese, e le municipalizzate che forniscono i servizi pubblici.
Se questi sono i presupposti probabilmente non si sceglierà un modello tedesco della banca pubblica votata solo al finanziamento senza versare dividendi, perché questo significherebbe liquidare la partecipazione delle fondazioni, né si sceglierà il modello francese, perché accentra tutto nelle mani delle Poste. Le fondazioni e le Banche non cederanno tanto facilmente la partecipazione della Cdp perché è una fonte di reddito sicura e ben remunerata se entra nel giro delle grandi opere pubbliche europee, mentre metteranno da parte invece quei finanziamenti che costano troppo allo Stato e non danno reddito, proprio perché sono votati alla causa sociale.

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21 febbraio 2007

Annientate i santi e liberate le carceri


La struttura e i segreti che si nascondono dietro un'istituzione come lo Ior riescono a spiegare molte cose, e d'un tratto sembra che gli eventi prendano una forma e trovano il loro posto nell'ordine della storia. Vi abbiamo mostrato dei documenti molto significativi che mostrano la complicità dello IOR nei meccanismi finanziari della Federal Reserve per riciclare delle riserve d'oro, molto probabilmente appartenenti al tesoro degli Ustashe. I processi per la restituzione dell'oro furono subito archiviati presso il Dipartimento di Stato Americano, su pressione dell'allora Segretario di Stato del Vaticano il Cardinale Sodano, e le commissioni storiche di inchiesta in seno al Vaticano sciolte, dopodichè fu sempre negata l'apertura alle autorità investigative dell'archivio storico del Vaticano. Nel corso degli anni i forzieri della Banca del Vaticano si sono accresciuti grazie alla collusione con ambienti mafiosi e i Banchieri, derubati essi stessi dopo un crack finanziario che è rimasto impunito, senza colpevoli o responsabili. Coloro che tentarono di fermare questo meccanismo ne sono rimasti vittime, morendo ufficialmente per suicidio, per morte naturale, oppure per mano dei terroristi: la storia recente italiana è stata macchiata da atroci delitti che hanno fatto deserto intorno lasciando al potere i corrotti e i criminali.

Papa Luciani morì dopo solo 33 giorni di pontificato, per aver tentato di riformare lo IOR, vedendolo come un istituto ormai corrotto e diabolico nelle mani della Chiesa, ripugnando l'idea che un'Istituzione religiosa dovesse detenere un così forte potere temporale. Prima di lui, Aldo Moro cercò di fermare i piani atlantici di distruggere il comunismo, per costruire un'Europa fondata sulla conciliazione tra ovest ed est, per porre definitivamente fine ai conflitti e alle collusioni con i Banchieri e oscuri personaggi che si erano macchiati di crimini orribili durante la seconda guerra mondiale. Il messaggio di questi due grandi uomini è caduto purtroppo nel silenzio, perché la disinformazione ha contaminato la loro memoria: non martiri di un sistema corrotto, ma vittime della pazzia o del fato. Fu nominato come nuovo Papa Caroll Woityla proprio perché doveva fungere da base logistica durante la guerra fredda, divenendo Giovanni Paolo II che tuttavia non si è mostrato all'altezza del messaggio di pace di Papa Luciani. Egli rese lo IOR ancora più potente con il furto del Banco Ambrosiano e ha portato a termine l'obiettivo di far crollare il comunismo, decretando così anche la morte di migliaia di serbi.
La storia dei Balcani, non a caso, rappresenta la prova ancora vivente dei crimini commessi dal Nazismo e dal Vaticano, la sofferenza di questo popolo è stato il prezzo pagato dall'umanità per garantire il benessere di un'altra parte del mondo.
Quando l'oro del tesoro degli Ustasha fu venduto alla Federal Reserve, nel 1975, Tito riconobbe il popolo musulmano e creò lo stato della Bosnia, in un territorio in cui vivevano più di un milione di serbi, che si erano rifugiati lì perché perseguitati dal regime ustasha. Tito era croato, ma non ne parlava bene la lingua, e nonostante anche la moglie fosse croata, non ha avuto né una pensione né una casa, ed è stato il governo di Belgrado a dare quest'assistenza.
Tito non è mai stato presente alla commemorazione di Jasenovac, come mai nessuna istituzione europea, perché nel silenzio dei media si è stato cancellato il ricordo, nonostante esista un "giorno della memoria". Dopo la Seconda Guerra mondiale i serbi erano sparsi in tutta l'aerea balcanica, per cui l'idea della Grande Serbia nasce nell'intenzione di unire definitivamente questo popolo costretto a vagare, in un'unica nazione. Allo stesso tempo si era già formato un fronte irredentista croato che rivendicava la sovranità dell'antico stato croato come negli anni della Seconda Guerra mondiale. La situazione era estremamente delicata e richiedeva uno sforzo da parte di quei popoli di convivere in pace per non cadere negli scontri sanguinari: la Jugoslavia socialista era infatti riuscita a stabilire un giusto equilibrio all'interno e a riunire sotto un'unica bandiera gli slavi.
Giovanni Paolo II e Marcinkus

La pace di quel popolo però non è stata rispettata, e gli antichi odi della seconda guerra mondiale sono stati alimentati dalla Nato e dal Vaticano stesso per abbattere del tutto il comunismo. La Nato fece un'opera di dissuasione e di disinformazione, creando così i miti dei campi di sterminio dei bosniaci, mentre il Vaticano appoggiò e finanziò la forze croate che volevano impossessarsi di quella parte della Bosnia occupata dai serbi. Hnlica nasce proprio per consentire il trasferimento dei fondi occidentali nell'Europa dell'est, e sostenere la Polonia, la Repubblica Ceca e la Croazia, contro la Serbia, l'Albania il Kosovo. Il Vaticano ha così finanziato l'opera di costruzione mediatica della Madonna di Mudjugorje, apparsa infatti in un luogo ancora insanguinato dagli odi etnici per portare ancora più odio e disprezzo verso il popolo ortodosso: Medjugorje si trova in un territorio della Bosnia-Herzegovina occupata dagli irredentisti croati, tanto che nei negozi di souvenir la valuta locale ed accettata è il kuna croato. Così mentre in una parte della città si pregava, nell'altra l'esercito croato, con i ritratti della madonna intorno ai fucili, uccidevano, deportavano e torturavano le popolazioni della Krajna, di cui oggi vi sono più di 300 mila profughi.

Giovanni Paolo II e Frajo Tudjman

Hanno così costruito l'immagine di un Papa che ha abbattuto il Comunismo, un uomo di guerra e di pace, per sua stessa ammissione, ma che ha sacrificato in nome di un ruolo politico che non gli competeva la vita di migliaia di persone. Allora bisogna chiedersi perché il Vaticano riuscì in questa grande impresa, evangelizzando la maggior parte del globo, ma non riuscì a riconciliarsi con la Chiesa Ortodossa, non riuscì a varcare i confini della Serbia e della Russia. Pur avendo visitato i Balcani, recandosi nei luoghi di culto più importanti, non ha mai visitato il campo di Jasenovac, negando implicitamente quell'evento, e mettendo così in atto una politica di odio e di rancore. Umiliò in più occasioni il popolo serbo e la religione ortodossa con la deliberata intenzione di mostrare una totale indifferenza verso quel popolo che aveva sofferto, o forse perché mostrando pietà per quelle vittime avrebbe anche riconosciuto la colpevolezza dei gerarchi cattolici che avevano partecipato a quell'opera di conversione coatta. Il Vaticano, nonostante non rappresenta uno stato con potere temporale, fu così il primo a riconoscere l'indipendenza croata il 13 gennaio 1992, due giorni prima della Germania: un'azione diplomatica molto provocatoria che diede luogo ad una guerra civile che ha ucciso migliaia di serbi e Croati. Fu un riconoscimento prematuro ed irresponsabile perché era il frutto del regime di Franjo Tudjman, un generale antisemita estremista e nazionalista, era il risultato della strage della Krajna, era l'eredità della seconda guerra mondiale. Tudjman negò il genocidio in Jasenovac, così come quello degli ebrei, ma Giovanni Paolo II non proferì mai parola su i crimini commessi per realizzare lo Stato della Croazia.
Inoltre, durante la sua visita del 1998 in Croazia, Papa Giovanni Paolo II rese beato l'Arcivescovo Alojzije Stepinac, padre spirituale degli Ustasha, durante una maestosa cerimonia che lo proclamò martire del regime comunista. Stepinac era il Vicario Supremo delle forze armate degli Ustasha, definì Hitler "un inviato di Dio", era una parte del Parlamento degli Ustasha in Zagreb, accolse il Nazismo e sostenne il regime di Pavelic, partecipò politicamente alle decisioni di conversione forzata dei serbi e alla gestione dei campi di sterminio di Kozara e Jasenovac. A pochi giorni alla fine del conflitto mondiale, gli ustasha fuggirono e le truppe bolsceviche ritrovarono nei monasteri e nei palazzi dei vescovi immense quantità d'oro: per i crimini commessi furono arrestati e imprigionati, e tra questi anche Stepinac.

Papa Giovanni Paolo II prega dinanzi alla reliquia di
Alojzije Stepinac

Beatificare un criminale che si è macchiato di orrori così terribili significare anche negare uno sterminio compiuto per eliminare una etnia che professava una religione differente, significa concepire e ammettere i conflitti di religione, quelli per cui si combatte e si fa una netta distinzione tra cattolicesimo e islamismo.

Stepinac e il Nazismo



Il Vaticano non condannò mai l'aggressione della Nato in Kosovo e in Bosnia, come invece era accaduto con la guerra in Iraq, anzi Giovanni Paolo II chiese personalmente l'intervento armato delle nazioni per disarmare l'aggressore, ossia i serbi macellai dei miti di Srebrenica, così come chiese a Draskovic la distruzione delle chiese ortodosse in Kosovo.
La crociata cattolica contro il Comunismo si è così rivelata una ceca alleanza con il Nazismo, combattendo con le beatificazioni dei carnefici, i finanziamenti ai massacratori e l'umiliazione delle vittime, la cui colpa era di essere di una differente religione o di diverso credo politico.
Giovanni Paolo chiese la santificazione di Papa Pio XII, il Papa del Nazismo per antonomasia, come oggi la Chiesa chiede la sua di santificazione.

Oggi se la Etleboro si trova nella Rep Srpska è per una ragione storica, è perché ho deciso di vivere in un paese che ha sofferto e che può capire. Io ho fatto la mia rivoluzione, l'ho fatta davvero e se siamo riusciti a trovare i documenti, le prove e a dimostrare così cose che nessuno mai ha voluto dire, è perché non siamo rivoluzionari che nel tempo libero sparano a salve. Ci sono uomini nel mondo che combattono in silenzio, senza mai fermarsi, prendono le sofferenze della gente e per questo si uniscono alla Etleboro. Con questo messaggio vogliamo dirvi che anche nella Chiesa esistono persone che combattono, e che soffrono, ma purtroppo sono manipolate da una struttura di potere, come quella dello IOR, che non è differente dai gruppi massonici, o dalle multinazionali, non è differente dalla scientology e nè tantomeno dai partiti, accomunati tutti dal fatto di aver commesso gravi crimini contro l'Umanità.
La verità innegabile che traiamo da questa storia è proprio la dimostrazione di come una struttura così verticale e piramidale è in grado di manipolare un'intera comunità, che legittima gli atti criminali di coloro che si pongono ai vertici della piramide.
Quando invece le persone vengono rappresentate da una struttura orizzontale, si crea un ambiente in cui il confronto e la condivisione delle esperienze porta ad analizzare in maniera approfondita un evento: non vi sono né santoni, né guru che fanno da istituzioni. Il sostegno e la partecipazione di molti, hanno fatto sì di creare un dialogo dove non era possibile averlo, e questo ci ha reso più forti e più coscienti di come una struttura di potere possa influire sulle sorti degli Stati.

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20 febbraio 2007

I crimini della Banca del Vaticano

"Il Regno di Dio non è negli edifici di pietra e cemento".
"Disfate voi questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere". Gli replicarono allora i Giudei: "Quarantasei anni ci sono voluti per fabbricare questo tempio e tu lo farai risorgere in tre giorni?" (Vangelo Secondo Tommaso)
Eugenio Pacelli, poi Papa Paolo XII, e Hitler

I mercanti continuano a dimorare nel tempio di Dio, avendo ormai preso possesso della sua sacralità per proteggere le loro ricchezze. Hanno trasformato il loro potere temporale in un impero finanziario, che si muove al di sopra degli Stati e di qualsiasi entità sovranazionale: non ha leggi e non rispetta alcuna legge degli altri Stati, non può essere giudicato dall'uomo e ha il potere di interferire e di decidere dei destini dei popoli in nome di un Dio che non è dell'umanità. Il Vaticano non è un'entità spirituale, ma è uno Stato a tutti gli effetti dotato di un centro finanziario costituito dal Patrimonio Apostolico della Santa Sede (APSA), il Ministero dell'Economia e l'Istituto per le Opere Religiose (IOR), la Banca del Vaticano che svolge anche funzioni di una Banca Centrale. Lo Ior non si trova nel cuore della Città del Vaticano, è oggi un'entità invisibile che si pone assolutamente sciolta rispetto alle leggi dell'uomo, e svolge la funzione di gestire la ricchezza di uno Stato di pochi acri di terreno, ma che ha una struttura burocratica e amministrativa di una vera Holding, dovendo infatti finanziare un'attività economica pari ad una multinazionale.

Per stessa ammissione della Commissione Europea (Interrogazione E-1914/02) secondo cui lo Stato della Città del Vaticano, essendo uno stato indipendente, non può essere soggetta alla legislazione comunitaria, non ha leggi sue e né può essere soggetta alle leggi antiriciclaggio. Rappresenta dunque l'Istituzione intoccabile per antonomasia, essendo la Banca di Dio.
Lo IOR svolge comunque le funzioni di una Banca privata, investe le sue ricchezze e lucra con esse, detiene importanti partecipazioni, come ad esempio il Casino di Montecarlo, e dipende direttamente dal Papa, il quale ha un potere decisionale assoluto sulla politica bancaria dello IOR, come stabilito dalle leggi del Vaticano.

Nata come Commissione delle Opere Pie nel 1887, lo IOR è stata trasformata nel 1941 in un'entità a scopo lucro da Eugenio Pacelli, divenuto intanto Papa Pio XII, al cui interno far confluire il denaro della Santa Sede, a quell'epoca costituita per lo più dai trasferimenti effettuati dallo Stato Italiano con la conclusione dei Patti Lateranensi.
Con la legge del 27 maggio 1929, n. 810 L'Italia si obbligava a versare alla Santa Sede la somma di lire 750.000.000 ed a consegnare titoli di debito pubblico consolidato per un valore nominale si 1.000.000.000 di lire. Nasce così una grande Banca che pian piano crescerà grazie ai rapporti e alle collaborazioni concluse con le più grandi Banche Svizzere e Americane, e il governo di Mussolini. Non dimentichiamo che il suo fondatore è Eugenio Pacelli, nunzio apostolico della Chiesa Cattolica presso la Germania di Hitler, divenuto Papa Pio XII, ha condotto una politica di assenteismo, senza mai condannare apertamente i crimini di Hitler e siedendo più volte accanto ai gerarchi nazisti, come lo stesso Hitler il croato Pavelic, che stava facendo del suo esercito di ustasha, una macchina di morte e ferocia distruzione nei Balcani. Seguendo le tracce dello IOR è possibile così scoprire e risalire al più scellerato patto che si sia mai concluso durante la storia, un legame indissolubile tra Banchieri, Nazismo e Vaticano che è divenuto il motore finanziario della Seconda Guerra Mondiale, e poi della Guerra Fredda, della Gladio e delle rivoluzioni anti-comuniste che hanno portato alla fine del comunismo, nonché alle sanguinose guerre dei Balcani.

Cardinale Eugenio Pacelli firma il Concordato
del Vaticano con il Nazismo , 20 luglio 1933

Nel corso dei processi che chiedevano la restituzione del denaro alle vittime del nazismo, lo Ior ha semplicemente sviato l'inchiesta, dichiarando di non avere documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale avendoli distrutti con una cadenza di 10 anni, nonostante questo sia assolutamente contrario ad ogni prassi bancaria internazionale. Tuttavia nel corso di questi anni le indagini delle intelligences e delle Associazioni delle vittime dell'Olocausto hanno portato alla scoperta di archivi in Germania e in America che dimostrano i trasferimenti di fondi dallo IOR alle Banche controllate dai Nazisti in Svizzera, utilizzando il normale sistema italiano di scambio dell'oro. La Banca del Vaticano era anche la partner indissolubile della Tesoreria del Regime della Croazia Indipendente, di Pavelic. Al momento della fuga degli ustasha all'interno dei monasteri e dei palazzi dei vescovi furono ritrovate casse l'oro, di monete, denti, e gioielli, pronte per essere trasferite al governo in esilio dei nazisti croati in Argentina mediante l'intermediazione del Vaticano, che riciclava l'oro e lo trasferiva in Svizzera. Inoltre, esistono documenti incontrovertibili dell' OSS (Office Strategics Services, precursore della CIA) provenienti dal controspionaggio dell'esercito Americano che attestano che negli ultimi giorni della guerra, il tesoro di Pavelic è stato rintracciato al confine con l'Austria diretto in Svizzera, per essere cambiato e riciclato a Roma e poi partire per l'America: di quel tesoro sono state però completamente smarrite le tracce, è andato totalmente perso, e le richieste di restituzione risalenti al 1950 sono state archiviate. Dopo le pressioni del Vaticano presso il Dipartimento di Stato Americano, il caso è stato chiuso e la commissione di inchiesta del Vaticano Cattolica-Ebrea è stata sciolta, mentre coloro che si opposero furono denunciati per calunnia. Esse erano infatti in possesso di documenti della Intelligence Americana che dimostravano i rapporti tra Papa Pio VII e Montini, divenuto Papa Paolo VI, e in Banchieri, i Gerarchi e criminali di Guerra come Pavelic, Eichman, Stengel, Barbie e Arthukovic, probabilmente fuggiti e rimasti impuniti proprio grazie all'intermediazione del Vaticano che li ha protetti nella loro fuga.

Il silenzio del dopoguerra ha però un prosieguo, perché l'oro non smette di viaggiare e arriva alla Federal Reserve, per essere riciclato e custodito, e ritornare in Europa dove andrà a finanziare le logge massoniche che hanno gestito la Guerra Fredda e gli scandali per rovesciare i governi. Oltre ai ben noti rapporti con la Mafia, quando era Presidente Marcinkus, come lo dimostra le pratiche di riciclaggio e di racket internazionale, lo Ior ha derubato il Banco Ambrosiano, creando un buco finanziario di 1,5 bilioni di dollari, scomparso nelle controllate dello IOR panamensi e lusserburghesi. Parte di questi fondi fluirono alla P2 di Gelli e all'Opus Dei, con transazioni di 90 milioni di dollari ciascuna, in una spirale di corruzione politica e di Mafia che ha portato al "suicidio" di Calvi e quello del suo personale segretario, probabilmente dovuto al rifiuto del Banchiere a continuare in questa spirale di riciclaggio che aveva ridotto al collasso la sua Banca. In quei bui anni settanta, molti dei personaggi implicati morirono, tra cui anche Sindona che ebbe tuttavia poco tempo per lasciare le sue memorie di 27 volumi all'FBI. Il Vescovo Paolo Hnilica viene arrestato dopo il tentativo di comprare il contenuto della valigia di Calvi, che è misteriosamente scomparsa dopo la sua morte: secondo molti testimoni quella valigia conteneva le sconvolgenti prove che più di 1 bilione di dollari del banco Ambrosiano erano stati risucchiati dallo IOR.
Occorre riflettere su questi eventi: perché il Vaticano aveva bisogno di così tanti soldi, nonostante riceva sovvenzioni e donazioni per l'opera apostolica della Chiesa, e le sue parrocchie tirano a campare con lo stipendio dei suoi preti?
Lo IOR dunque è uno strumento, una macchina per trovare i soldi e poi finanziare le logge massoniche che hanno corrotto e distrutto la politica italiana, sino all'organizzazione della resistenza di matrice occidentale al Comunismo nell'Europa dell'Est. Il vescovo Hnilica aveva infatti fondato nella Repubblica Ceca la "Pro Fratribus" che veniva utilizzata dalle intelligence occidentali per trasferire i fondi alle organizzazioni e alla resistenza massonica anti-comunista e promuovere le apparizioni di Medjugorje in Croazia. Pubblichiamo dunque un importante documento ricostruito dalla guardia di Finanza Italiana che mostra l'intreccio di finanziamento dei Banchieri ai politici, ai massoni e agli istituti religiosi.

Conti correnti Bancari da milioni di lire destinati a quello che è stato definito l'eroica vittoria dell'occidente verso il regime comunista, al massacro dei Balcani, alla rivoluzione della Polonia, alle Repubbliche Sovietiche.
Occorreva creare quel fuoco cattolico che avrebbe portato alla Indipendenza della Croazia, rispettando così gli antichi patti con Pavelic che voleva la Croazia sovrana.
Questo schema di potere che vi descriviamo è quello che la disinformazione ha descritto come la vittoria della democrazia sulla dittatura, sui popoli macellai, sui criminali di guerra. La visione degli eventi non deve tuttavia fermarsi, perché occorre immaginare alle gravi implicazioni della collusione dello IOR con la Federal Reserve, cosa che implica comunque una partecipazione del Vaticano nelle decisioni dei Banchieri e del governo statunitense, che ha democratizzato non solo la Jugoslavia e l'Europa ma anche il Medioriente e la Palestina.
La gerarchia è lunga, se si pensa che i Bush, famiglia cresciuta all'interno della Cia, aveva stretti rapporti con il Nazismo proprio in virtù dei rapporti con il Vaticano, che faceva sempre da intermediario. I crimini dei Banchieri che hanno portato alla morte di Kennedy, all'usura e alla distruzione dei popoli sono anche del Vaticano che non ha proferito parola e si è messo alla destra del nazismo.

Molte persone sono state umiliate, arrestate, gli Italiani di Istria sono morti perché traditi dallo Stato Italiano e dal Vaticano. Noi oggi siamo qui a narrare una storia come mai nessuno ha fatto, e per questo la gente ci ammira e ci detesta. Se volete la verità cercatela in voi stessi, perché è dentro di voi, e intorno a voi vi è tutto il vostro mondo, la storia della nostra vita è questa. Quando chiederete, vi sarà negata una risposta, sarete additati, ed è per questo che si lascia la propria nazione, per poter stare tra gente che può capire perché ha sofferto ciò che gli Italiani hanno dimenticato. Se oggi un kamikaze si fa esplodere è perchè ha un senso di impotenza, mentre noi in occidente ci suicidiamo perchè non conosciamo il nemico e lo vediamo in noi stessi, ma se un giorno le nostre coscienze capiranno, sarà il giorno della nostra indipendenza.

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19 febbraio 2007

L'inchiesta sui rapporti tra IOR e FED pubblicata dal giornale di Stato della Rep Srpska

Il giornale di Stato della Rep Srpska non lascia solo Michele Altamura e pubblica, in maniera incondizionata, il rapporto sulle relazioni tra il Vaticano e il Nazismo, fino a giungere alla Federal Reserve Bank. Durante questa settimana saranno pubblicati anche i documenti e la corrispondenza tra lo IOR e la FED, nonchè l'intervista dell'Avv. Jonathan Levy.

Unanime è stato il coro degli utenti che sono rimasti molto colpiti dai documenti pubblicati, che inviando e-mail e messaggi, ha espresso la sua solidarietà e il suo completo sostegno per la causa che sta portando avanti la Etleboro. Abbiamo preventivato un traffico sui nostri siti di 30 mila utenti, le persone volontariamente si sono unite per creare una catena di e-mail che in questo momento stanno facendo il giro di tutto il mondo.

Questa è la vera vittoria della Tela, siamo una rete, siamo una struttura, e non siamo di cemento, siamo invisibili e nelle menti delle persone. La ricerca della verità non si ferma qui, e la Etleboro, da Banja Luka, rincarerà la dose per far luce, quanto più possibile, sugli eventi e i misteri connessi allo IOR. Dietro il Vaticano si nasconde infatti una storia molto intricata, e per tale motivo cercheremo in questi giorni di spiegare a che punto siamo e dove siamo.
Il documento che pubblichiamo deve indurvi a pensare che lo IOR è una struttura che è stata posta al di sopra persino degli enti sovranazionali, non ha leggi e non rispetta leggi, nessuno può indagare su di lui e violare i suoi forzieri, per stessa ammissione della Commissione Europea:

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Signore, dacci il nostro pane quotidiano

Avv. Jonathan Levy

Mentre la verità pian piano riaffiora, lo smarrimento e l'incredulità trovano una risposta. Sono momenti particolari, vi sono persone che stanno soffrendo perché si sentono ingannati: credevano di morire per la patria, per la fede, invece sono morti per una banca.
Abbiamo intrapreso una strada che porta alla verità, che libera dagli uomini da tutti i falsi miti e i santoni che dispensano sapere, e in questo cammino vi mostreremo i documenti che provano senz'ombra di dubbio l'assurda complicità della Banca del Vaticano con quel sistema di usura e di male che distrugge e impoverisce i popoli. Durante questa settimana pubblicheremo un'esclusiva intervista all'Avv. Jonathan Levy (foto accanto), che sta conducendo una causa in difesa delle vittime del regime nazista ustasha durante la seconda guerra mondiale contro lo Ior e la Confraternita croata di San Girolamo Degli Illirici. Mr. Jon Levy ci aiuterà a spiegare, con prove incontrovertibili, i rapporti tra lo IOR e la FED, e chi si nasconde dietro i grandi misteri italiani e americani, dietro le guerre e la lotta al comunismo, dietro le guerre dei Balcani. Un filo conduttore avvolge le entità sovranazionali in grado di dettare l'ordine mondiale degli eventi.

Esistono infatti delle prove documentali che dimostrano la cooperazione tra lo IOR (Istituto di Opere Religiose) e la Federal Reserve, per trasferire, depositare e vendere delle riserve auree. Pubblichiamo dunque parte della corrispondenza intrattenuta tra l'Amministrazione Speciale della Santa Sede e la Federal Reserve, con la quale si conclude un accordo per la creazione di conti di deposito dell'oro e la possibilità di vedere parte di tale massa aurea su un mercato privato o alla stessa banca centrale. Tra la corrispondenza che vi proponiamo, degna di attenzione sono le lettere datate intorno al dopoguerra, che fanno riferimento ad un rapporto di affari che risale al 1940 e che discutono di una "massa d'oro" da collocare sul mercato privato americano.
10 Marzo 195415 Ottobre 1969

23 Settembre 19756 Ottobre 197510 Febbraio 1976


Sono documenti che non hanno bisogno di commento, o almeno non adesso senza aver ascoltato tutta la storia che avvolge di mistero la seconda guerra mondiale e il successivo dopoguerra.
Tuttavia, pur potendo accettare la colpevolezza delle Banche per le guerre e i genocidi compiuti nella storia, non possiamo accettare che la Chiesa abbia tradito così gli uomini, sedendo alla destra della FED e stringendo le mani ai mercanti che sono nel tempio.
Il Vaticano ha il dovere morale di aprire le chiese e di spiegare le parole di Gesù, non può difendersi chiudendosi dietro alla protezione della sacralità della religione, dietro un vangelo che non ha rispettato, perchè ha commesso un crimine grave: chi ha un potere così grande, come quello dell'amministrazione del culto e della fede, non può manipolare così gli uomini, ha una responsabilità ancor più grande dei Banchieri e dei politici.
Questo è un gesto miserabile, il Papa e la gerarchia ecclesiastica devono dare delle spiegazioni e dire perché sono complici di un sistema usuraio che la Bibbia vieta, e non ci basteranno frasi come "fate come io dico e non come io faccio". La Chiesa non può condannare l'America come guerrafondaia, e poi allo stesso tempo essere una partner in affari della Federal Reserve, che è una istituzione fondata sul petrodollaro. Evidentemente ciò che tutti noi sappiamo è sbagliato, non dobbiamo puntare il dito solo contro l'America o Bush, contro i petrolieri e i Banchieri, ma anche contro coloro che non difendono gli uomini, pur avendo il potere di farlo, per lucrare con il sistema monetario.
La controinformazione è dunque manipolata a tal punto che permettono che si parli dei Banchieri e dei Massoni, per indurre le persone a fermarsi lì nella loro ricerca della verità: dicono e non dicono delle cose, hanno fonti anonime e creano un grande clima di diffidenza, alimentano la controinformazione sui Banchieri per manipolare anche chi vuole combattere per cambiare le cose. Tutti noi vogliamo lottare, ognuno con il proprio egoismo, ma in questo modo ci manipolano perchè ognuno pensa di sapere la verità. Alla fine scopriamo che tutto ciò che sappiamo è sbagliato, che bisogna andare oltre le informazioni facili da trovare, che balzano agli occhi, perché sono state posizionate lì per un motivo.

Non facciamoci distrarre dai falsi scoop delle truffe inventate dalle persone per sopravvivere, perchè sono una criminalizzazione del cittadino, e aiutano i veri criminali a vendere la nostra anima al diavolo. Basti pensare a come la questione di Vanna Marchi abbia creato una caccia alle streghe inutile, e non ci ha fatto riflettere sul fatto che se le persone sono arrivate fino a quel punto è perchè hanno perso la fede, perché si sentono abbandonate e sentono che solo le magie possono guarire il male. In realtà il male non è Vanna Marchi, ma i politici, i giornalisti, i guardiani, la Chiesa e i banchieri: tutti hanno la più alta responsabilità di questo etnocidio commesso contro l'umanità. Dove sono allora i Templari, quelli che dovevano vigilare e custodire il Tempio, si sono collusi o sono divenuti dei venditori di diplomi e di spade, indossando mantelli e inscenando delle buffonate: è questa la vostra civiltà?E' questa la vostra nobiltà?E' questa la vostra storia?
Michele Altamura, fondatore Etleboro ONG

La Etleboro ha il dovere dunque di aprire una strada, prendendosi ogni responsabilità in nome dei veri combattenti e dei veri rivoluzionari che sono rimasti al loro posto e non hanno abbandonato la loro gente. È nel rispetto della memoria di quegli agenti del SISMI che sono morti, fatti tacere perchè volevano parlare e rivelare il viso dei veri carnefici. Anche il caso di Abu Omar dimostra come i servizi siano la valvola di sfogo di un sistema che crolla: per un uomo inutile, un falso Imam la stampa ha creato un caso di Stato, per una persona che per 500 dollari lavorava per tutti - e l'Albania sa bene che è un impostore avendolo espulso - hanno messo in discussione la sovranità dell'Italia. Chi sono allora quelle istituzioni che hanno fermato il capo del Sismi che poteva fare luce sull'intera vicenda?

Trovare una strada e aprire così uno squarcio è un grande successo, è il successo della Tela, di tutti coloro che nel mondo hanno contribuito a portare alla luce degli eventi troppo nascosti per essere visti. Oggi abbiamo bisogno di documenti e di vere prove per convincere altri, di storie complottiste ne sappiamo tante, ma non porteranno a nulla. Dobbiamo invece unirci e scrollarci dell'egoismo per smettere di combattere contro noi stessi e far in modo che tutti capiscano. Per superare questi ostacoli abbiamo così preferito non rispondere alle provocazioni perchè sappiamo che sono dettate da un pensiero manipolato inconsciamente, ma chiediamo a tutti di capirci e fare uno sforzo nel liberare la mente e ascoltare la ragione e l'evidenza dei fatti.
Noi non siamo la destra o la sinistra, noi non siamo il centro, noi siamo degli uomini nati con un debito, obbligati a pagare, per cui vogliamo una sola norma nelle Costituzioni tratta dalle parole di Gesù, ossia che l'uomo abbia il diritto di mangiare: Signore dacci il nostro pane quotidiano.



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17 febbraio 2007

Non contro Dio ma contro il Drago


Dopo gli attacchi ricevuti dalla Etleboro, gratuiti e diffamatori, per le immagini e le foto pubblicate, nonostante abbiano avuto una grande eco in tutto il mondo, il suo fondatore ha deciso di pubblicare un documento che prova, senz'ombra di dubbio, quanto affermato.
Abbiamo osato dire delle cose che nessun giornale ha voluto pubblicare, ma la Etleboro è una struttura piccola fatta si da uomini di scienza, e la scienza può fermare qualsiasi aereo, tutti i pc, tutti i protocolli e tutte le bombe, un solo calcolo, una sola idea ferma il Drago. Siamo tutti uniti nel bene e nel male, e noi non diremo mai "chi non è con noi è contro di noi", e chi ci chiede di scegliere non ha capito che c'è un dio denaro che ci chiede di giurare sulla bibbia e ci condanna per usura.
Noi invece dimostreremo che dietro il dollaro e la Federal Reserve Bank, dietro sopratutto al simbolo massonico si nasconde il Drago. Per tale motivo dobbiamo leggere i manoscritti di Nikola Tesla, che rievocano quanto scritto nella Bibbia, le parole di Gesù che si rivolgono all'umanità dicendo di non credere nelle istituzioni e nelle icone, perché queste sono contro Dio: "il Regno di Dio è dentro di te e intorno a te, non è negli edifici di pietra".

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16 febbraio 2007

La cacciata dei mercanti dal tempio

In memoria di M.F. , di un uomo dimenticato, di un soldato che ha combattuto e ha difeso la nostra italianità, in tutto il mondo fino all'ultimo dei suoi respiri.

Il Generale Gotovina e Papa Giovanni Paolo II


Rievocando le atrocità della Seconda Guerra Mondiale, del regime nazista e di quello degli Ustasha contro l'Umanità, potremmo restare increduli dinanzi alle immagini che sconvolgono ma costituiscono la nostra storia. La storia si può occultare o nascondere, ma non cancellare perché resta immemore e aspetta solo di essere scoperta per di cambiare il pensiero delle persone e rimediare agli errori commessi. Tuttavia non capiamo perché il passato non abbia insegnato nulla ai governi, ai potenti, ma soprattutto al Vaticano, che si è macchiata nel lontano passato di atroci crimini e ha continuato nell'epoca contemporanea ad appoggiare le politiche criminali, a restare nel silenzio quando ha l'unico vero potere per parlare alle masse e per fermare le guerre. Non solo non ha mai mosso un dito, si è resa direttamente complice stringendo patti scellerati con coloro che programmavano la pulizia etnica e lo sterminio dei popoli.
Molti non vogliono guardare queste foto ( si veda Dossier Jasenovac ), non vogliono accettare la natura del male che distrugge i popoli, mentre continuano a credere che quando cade una bomba cade per colpire poveri uomini accusati di macelleria o di terrorismo. Vi abbiamo per questo mostrato delle immagini che commentano da sole ciò che è stato compiuto, e non è mai stato scritto su un libro di storia, vi abbiamo mostrato un documento che prova l'esistenza di una causa a carico della Banca dello Ior accusata di aver rubato e riciclato l'oro delle vittime degli ustasha ( Case 3:99-cv-04941-MMC , United States Court, District of California).
Si parla di attentato alla religione per ogni Moschea costruita in Italia, ma non vengono mai considerate le chiese cattoliche esistenti nel mondo arabo; se i musulmani finanziano delle associazioni viene definito finanziamento al terrorismo, mentre i trasferimenti del Vaticano alla Croazia o alla Polonia sono stati definiti "opere di bene" per proteggere i popoli dalla dittatura, anche se poi sono stati cacciati dalle loro terre 350 mila italiani e uccisi 13 mila. Allora se il Vaticano non ha nulla da nascondere, apra le porte delle chiese e spieghi cosa è accaduto, invece di rintanarsi dietro il giudizio divino o la speranza, che guardi in faccia la verità.


Ci spieghino perché hanno dei rapporti con la Federal Reserve, ha come suo controvalore il petrodollaro, e in nome di del dio denaro versa una goccia di sangue per ogni goccia di petrolio.
È dunque giunto il momento di cacciare i "mercanti" dal Tempio, perché è invaso dai Banchieri, di smascherare i falsi Templari invece di andare a fare le guerre da contractor per depredare i popoli. La sola nostra colpa sarà poi quella di non avervi creduto.


Oggi mentre si scatena il caso delle foibe, l'Onorevole dell'Utri grida e dice di possedere i diari di Mussolini, al cui interno, se sono i veri diari, troveremo scritto la verità sui rapporti tra il Duce e il Vaticano, la verità sulla storia della Seconda Guerra Mondiale. Lei può poi aiutarci a gettar luce sulle guerre balcaniche di ieri e di oggi: basti solo pensare che il primo Stato che riconobbe la Croazia come stato sovrano fu proprio il Vaticano, nella Persona di Paolo Giovanni II.
Vorremmo allora chiedere chi fu a finanziare la Croazia - come è stata finanziata la Polonia - per attaccare l'esercito Jugoslavo e per gridare nelle piazze "a morte i Serbi", chi fu a nominare Presidente della Croazia il Generale Franjo Tudjman, un uomo che durante il giorno del suo matrimonio dichiarò di essere fiero che la moglie non era nè ebrea e nè serba. Allora che ci dicano chi ha rivendicato le terre sottratte durante la Seconda Guerra Mondiale ai Serbi, chi ha inviato le lettere agli abitanti cattolici della Republika Srpska chiedendo di lasciare le case, tramite il vescovo, che con le sue parole di odio e veleno continua a fomentare alla guerra civile. Che il Vaticano ci spieghi come lo Ior, una grande banca d'affari, raccoglie l'oro della gente.

La Massoneria l'avete creata voi, avete usato poveri frati, poveri religiosi che hanno creduto e sono morti invano, non sapendo di morire anche loro per una Banca. L'Opus Dei è una struttura criminale, così come lo Ior, perché è inammissibile che uno Stato religioso possegga una Banca così potente con cui finanziare le guerre. Ciò che occorre condannare non è la religione, il credo perché questo è parte dell'etnia e dell'essenza di un popolo, ma la struttura di potere con cui si insegna e si organizza la religione, ossia il potere piramidale che nient'altro è che una struttura massonica. Noi tutti difendiamo ciò che è scritto nella Bibbia, che non è solo parte delle religioni ma dell'Umanità stessa, per cui siamo tutti fratelli e sorelle, ognuno con un diverso libro sacro ma tutti accomunati dall'essere umani. Usare l'umanità e la sacralità dell'uomo per fondare una Banca, per creare uno Stato che stringe le mani con i predicatori di guerra e di odio, prescinde dalla religione, diventa un crimine vero e proprio. Allora oggi siamo noi a chiedere il giudizio di Dio, perché sino ad oggi avete solo condannato mediante tribunali internazionali che non rispettano la Carta dei diritti dell'Uomo.
Non fatevi più intermediari presso Dio, perchè se siamo arrivati fino a questo punto, ad ammazzarci tra di noi, è perché abbiamo creduto in voi, la colpa è solo vostra che avete permesso che venissimo giustiziati e utilizzati come merce di scambio per i vostri interessi.
Oggi la Storia di centinaia di anni fa si è ripetuta, solo in modo diverso perché sono cambiati i tempi e i mezzi o i simboli con cui colpire le persone.
L'America e l'Europa hanno voluto lo squarciamento della Jugoslavia, ma sapevano benissimo cosa stava accadendo,oggi fingono di non ricordare e di dire che accanto a loro vi era da una parte il Vaticano e dall'altra il Fondo Monetario Internazionale. Così hanno fomentato quegli antichi odi, hanno finanziato degli eserciti irregolari per gettarli sulle persone inermi.
Il Generale croato Gotovina con l'aiuto della Nato ha cacciato oltre 300.000 mila serbi dalla Kraijna e ammazzato 8000 mila serbi, senza alcuna distinzione tra donne, bambini e anziani, per poi fare dei villaggi serbi Macelleria con l'operazione tempesta.

Sono immagini che non possono essere mostrate data la loro crudezza, ma è bene che le vediate per capire che quando un aereo parte da una base italiana, provoca uno spettacolo da inferno sulla Terra ( Foto vittime Operazione Tempesta ).

La Strage della Krajina
Per fare tutto questo hanno creato un video e delle foto per dimostrare che in Bosnia vi erano dei campi di concentramento, come quelli di Trnopolje e Omarska, simili ai campi di sterminio nazisti e in cui lasciar morire di fame le persone. La foto di Trnopolje fece gridare allo scandalo essendo la prova che i serbi bosniaci stavano gestendo un campo di concentramento. In realtà il dossier che ha simboleggiato la guerra bosniaca è stato condannato come un falso da un testimone competente al Tribunale di Crimini di Guerra dell'ONU, il giornalista tedesco Thomas Deichmann, che ha infatti dimostrato che l'immagine di un musulmano bosniaco ritratto come in gabbia dietro al filo spinato fu creato da un fotomontaggio. La foto dei bosniaci era stata tagliata da un video reportage su un centro di accoglienza per profughi guerra, e poi incollata su alle immagini riprese da un documentario sulla vita contadina, in cui viene mostrata l'intervista a dei contadini che si trovano al di là del filo spinato, mentre dialogano con i giornalisti presenti alla parte opposta.
Il sopralluogo inoltre dimostrò che il campo di Trnopolje non era circondato da filo spinato, e che non era una prigione. Le foto dell'Olocausto Bosniaco sono assolutamente false, e nonostante questo hanno giustificato una guerra, un massacro di persone innocenti, e continuano tutt'oggi ad essere mostrate sul sito ufficiale del Tribunale dell'Aja come ricordo di un crimine di guerra mai commesso, e di un genocidio legalizzato dall'Onu.


La vicenda del caso di Trnopolje non è isolata, se si pensa al video di Srebrenica, che ha mostrato un massacro di Bosniaci per nascondere lo sterminio dei serbi, e ancora alla tragedia di Vukovar, che è stata smentita dalla Cia stessa ed è stato dichiarato un falso plateale.
Sono state prodotte centinaia di prove dell'aggressione dello Stato della Jugoslavia da parte delle bande finanziate dalle Lobbies, i fatti sostenuti sono stati comprovati da filmati, immagini e documenti autentici, ma la situazione non è cambiata, quel Tribunale Internazionale non è stato dichiarato illegittimo e le popolazione non sono state risarcite per i terribili danni subiti.
Rimarranno così indelebili le cicatrici delle ferite di questa guerra nella memoria di questi popoli perseguitati solo perché di religione diversa, solo perché si trovavano dalla parte opposta al potere che vuole predominare.

Dobbiamo essere a metterci sotto il giudizio di chiunque, perchè noi come esseri umani abbiamo l'obbligo che questi morti non vengano venduti, nascosti e riproposti quando piace ai nostri politici o alle lobby, per ricattare i governi e ottenere le privatizzazioni. Siamo pronti a metterci sotto il giudizio del nostro creatore affinchè la gente capisca che l'energia che fa da motore alla sua vita, provoca la morte di migliaia di persone. Ecco perché i politici non danno spiegazioni su ciò che sia il signoraggio o sulle politiche energetiche, perché dietro di essi si vi un crimine, un genocidio e un etnocidio.
Il giorno in cui la Nato e il vaticano hanno raggiunto un accordo, è lo stesso giorno in cui i serbi piangono i loro morti, ed è lo stesso giorno in cui i croati festeggiano il loro Stato: adesso spiegateci chi è il vostro dio.

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15 febbraio 2007

Stanno prosciugando le nostre risorse. Lo spettro della privatizzazione degli acquedotti


Un miliardo di imposte locali in più e liberalizzazione dei servizi locali è il piano di riforma della autonomie locali di questo governo. Questa contraddizione nei termini è in realtà quello che la finanziaria e i decreti stanno attuando, facendo perdere ai cittadini il diritto di godere di servizi pubblici nonostante debbano versare allo Stato più di un terzo del reddito prodotto. Ancora una volta le liberalizzazioni vogliono ridurre i costi, rendere il mercato trasparente ed efficiente con politiche di selvaggio liberismo che porteranno a far aumentare le spese per i cittadini o utenti, proprio in virtù del fatto che aumentano gli Erari e le burocrazie da assecondare.

La finanziaria ha creato una profonda distorsione sul bilancio delle autonomie locali, perché ha fatto aumentare il gettito reale ma ha ridotto i trasferimenti, cosicchè le regioni e i comuni sono costretti ad aumentare le aliquote delle addizionali . Questo perché la riforma del federalismo fiscale è sempre l'ultima ad essere attuata: privano le autonomie locali di mezzi e non studiano una modalità di finanziamento che non porti a far aumentare le tasse o a mettere i servizi in mano ai privati.
Infatti, prima dellla riforma del sistema fiscale, subentra il decreto Bersani-Lanzillotta (legge delega n.772) che prevede che la gestione di gas, rifiuti, trasporti venga affidata solo attraverso gare. Rimane tuttavia la possibilità per i comuni di scegliere tra la gara per la concessione del servizio a una società privata e la gestione "in economia", ovvero la gestione dell'ente locale con proprio personale e propri mezzi. Questo è il volere dell'Europa che ha lanciato il monito eliminare urgentemente la concentrazione di fornitura, produzione e infrastrutture nelle mani degli stessi soggetti, in questo caso lo Stato. Per rendere esecutivo il suo dictat ha sanzionato l'Italia per avere erogato aiuti di Stato alle ex-municipalizzate attraverso sgravi fiscali, che dovranno adesso essere restituiti per quella somma che supera la soglia consentita ( cdd. aiuti de minimis ).


La privatizzazione della gestione degli acquedotti è stata al momento messa da parte, perché merita una discussione più approfondita, oppure perché non si è ancora trovato il classico compromesso con i piccoli partiti della maggioranza che fanno un po' di "spirito di contraddizione", per arrivare a quella decisione che mette tutti d'accordo.
L'acqua in realtà non dovrebbe mai essere messa in discussione in questi termini, perché non è un bene pubblico, ma un diritto inviolabile per i cittadini, è una risorsa vitale per l'economia e lo Stato è obbligato a garantire una gestione efficiente e la distribuzione capillare al territorio. Il servizio degli acquedotti deve essere pubblico e occorre veramente correggere l'errore commesso nel passato con la legge Galli del 1994 di consentire che gli acquedotti diventino delle società per azioni, come è stato per le altre municipalizzate.

Ciò che è accaduto all'Acquedotto pugliese, oggi Aqp S.p.a., sia d'esempio per il futuro. La società ha infatti registrato una perdita di circa 20 milioni di euro, a causa degli oneri della gestione di un prestito obbligazionario di 250 milioni di euro, emesso nel 2004 per il finanziamento dei lavori infrastrutturali. Tale prestito, prevedeva un piano di restituzione in 14 anni, mediante la creazione di un fondo di accumulazione, da crearsi accantonando almeno 5 milioni di euro ogni anno. L'andamento negativo della borsa azionaria ha tuttavia causato delle perdite in questo fondo di investimento, costituito per lo più di azioni. La rinegoziazione del debito ha creato comunque una situazione di dissesto che rischia di provocare non solo la privatizzazione totale, ma anche la svendita della società come "ennesimo carrozzone statale". Si tenga presente però che le società private maggiormente interessate al processo di privatizzazione delle acque sono le società dell'energia, proprio perché le fonti idriche sono i giacimenti petroliferi del domani: già oggi le secche del po' sono provocate dalla chiusura delle sorgenti da parte delle centrali idroelettriche o termoelettriche. L'Italia del Sud, la terra più ricca d'acqua soffre ancora per la siccità e le sue culture stanno morendo, e oggi noi ancora discutiamo di privatizzare gli acquedotti invece di controllare in maniera ferrea che questa non vada disperdendosi nella cattiva gestione e nelle tasche di società private.

Dunque, sebbene la liberalizzazione dei servizi pubblici hanno creato casi virtuosi, creando pochi di lavoro e maggiore efficienza con la nascita di tante piccole e medie imprese che sono riuscite a sostituirsi agli enti locali, ha dato vita a molteplici patologie. Le imprese sono diventate delle grandi società quotate in borsa, con una centralizzazione dei servizi troppo spinta che ha fatto perdere un po' il contatto con il territorio, la scopo sociale dell'impresa stessa. Dopo Hera, che ha dato vita alle aziende multiservizi, molte altre sono diventate delle holding, come accadrà presto per l’Aem di Milano e l’Asm di Brescia, spinta dal grande favore della Borsa e dalle direttive dell'Europa che propendono sempre più per una rete dell'energia nelle mani dei privati. Tale soluzione spesso non è quella ideale, ma è quella imposta dalle leggi che incidono solo sull'organizzazione societaria senza poi garantire sull'effetto di tale scelta. Oltre a pensare quale sia la forma societaria, privata, pubblica o mista, occorrerebbe analizzare ed elaborare anche le esigenze del cittadino e del territorio e permettere alle Autonomie locali di decidere la soluzione migliore e più vicina alla comunità. Attualmente non è più possibile scegliere, perché esistono direttive che danno come unico input la liberalizzazione, perché esistono leggi statali che riducono i trasferimenti decidono come metodi finanziamento per la privatizzazione e il project financing. Quest'ultimo è quello che piace di più alle Banche, e per tale motivo diventerà presto legge con la riforma della legge 488, che istituirà un Fondo rotativo per le imprese (Fri) gestito dalla Cassa depositi e prestiti che finanzierà le opere infrastrutturali con il project financing e fonderà perfettamente Banche, società private e Stato.
Così mentre le Banche finanzieranno i servizi pubblici le opere dello Stato, divenendo così i creditori-proprietari per eccellenza, i cittadini pagheranno tasse elevate ad un Erario, e tariffe - standardizzate dai nuovi monopoli che si verranno a creare - ad un altro Erario, quello dei Banchieri.

14 febbraio 2007

La sceneggiata tra Italia e Croazia che non porterà alla verità

Esiste in filo conduttore che lega lo sterminio di Jasenovac, i crimini della Seconda Guerra mondiale, e lo Ior, coinvolgendo il mistero di Calvi, sino ad arrivare in Argentina.
La Dalmazia, l'Istria , Pola e Zara sono stati venduti, i nostri connazionali sono stati traditi da chi oggi siede al Parlamento e dice di volerci difendere. Forse è arrivato il momento di parlare, e la Etleboro non ha paura di farlo. L'attività della E-Intelligence ha infatti anticipato la crisi tra l'Italia e la Croazia, e ne sta dando una diversa chiave di lettura che impedirà di comuffare gli eventi. La commemorazione della strage delle foibe ha creato una crisi tra Italia e Croazia che tuttavia è solo una messinscena per evitare che le indagini e la scoperta della verità arrivi fino agli oscuri forzieri dello IOR e alle responsabilità del Vaticano. Anche la scoperta dei diari di Mussolini, rappresenterebbe una risposta alla propaganda di sinistra che vorrebbe sviare l'attenzione sul regime fascista italiano. Questo grande clamore non farà altro che creare una grande confusione per far perdere l'ennesima volta le tracce della verità, per deviare lo sguardo degli osservatori e delle persone sui reali crimini che sono stati commessi.

E' oggi in corso una causa ai danni dello Ior e della Confraternita croata di San Girolamo Degli Illirici( Case 3:99-cv-04941-MMC , United States Court, District of California) per accertare la loro responsabilità nei crimini commessi dal regime degli Ustashe e chiedere la restituzione dell'oro e delle proprietà delle vittime. I capi d'accusa sono molto gravi, come riciclaggio dell'oro rubato durante la guerra e complicità nel genocidio e nell'etnocidio di un popolo. Sono così accusati di aver occultato nelle Banche Svizzere, ipotecato, convertito e riciclato nei circuiti delle grandi banche d'affari, traendo un grande profitto da questa ricchezza illegalmente saccheggiata. Parte di questo è stato letteralmente trasportato con un convoglio di 2,5 tonnellate di oro, nelle Banche Svizzere. Lo Ior possedeva e tutt'oggi possiede conti di oro negli Stati Uniti e titoli sul mercato dell'oro acquistati direttamente da crediti di oro e trasferimenti provenienti dalla Tesoreria degli Ustasha, in violazione di legge internazionale. Una parte del tesoro degli Ustasha trasferito, accreditato e scambiato, è stato poi depositato presso la Federal Reserve, e dunque parte delle sue riserve auree hanno riciclato e sono costituite dai depositi dell'oro dei nazisti.
La causa è molto difficile, lotta contro personaggi che credono di essere delle Istituzioni e non accettano di essere giudicati dalle persone comuni, il cui sangue è stato versato per il dio denaro.

DATE A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE



Il revisionismo fa davvero troppo comodo alle banche, e leggi del genere vanno a istituire direttamente dei crimini psicologici in maniera che non si può attaccare l'Istituzione, non si può mettere in discussione la sua legittimità. Ma l'uomo ha dei diritti inviolabili quali la libertà di pensiero, e ha il dovere di agire in difesa della sua sopravvivenza se la sua esistenza viene messa in discussione: un popolo ha il diritti di negare la storia se con essa la si vuole distruggere. Il mondo è pieno di cose futili e inutili, e molte di queste nascono proprio in Parlamento in cui regna l'anarchia e la degenerazione, perché al potere vi sono coloro che hanno tradito gli italiani. Il revisionismo sarà un modo per metterci un velo, per fermare le persone rendendole dei criminali quando non sanno più cosa rispondere alle domande continue che arrivano dal passato.
Parte di questo progetto è anche la discussione diplomatica con la Croazia, perché non si può parlare di crisi: è sempre un modo per proteggere e nascondere i veri colpevoli, quelli che si sono macchiati del sangue di innocenti. Presidente Napolitano, sappia che il Vaticano viaggia a braccetto con Federal Reserve Bank, e che è l'unico Stato al mondo fondato sulla religione.

Si veda:

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13 febbraio 2007

La Russia si dichiara antagonista e firma una storica alleanza con Arabia Saudita e Qatar


Come sulle ceneri di una dittatura ormai crollata, la Russia si presenta dopo una guerra fredda che dura ormai mesi, come la vera antagonista degli Stati Uniti. Putin fa davanti alla Conferenza Internazionale sulla Sicurezza di Monaco, una vera requisitoria contro la volontà di dominio destabilizzante di Washington, e si prepara a sferrare gli attacchi che capovolgeranno definitivamente le posizioni di potere delle due potenze.

La Russia sigilla una storica alleanza con l'Arabia Saudita per la gestione dell'offerta di petrolio e di gas sul mercato, e da concorrenti diventano alleati nel controllo delle risorse di idrocarburi. La loro amicizia sembra stringersi al punto che questa cooperazione bilaterale nello sfruttamento dei giacimenti e nella distribuzione, potrebbe ben presto estendersi anche in altri campi come la metallurgia, l'energia nucleare, le tecnologie, le infrastrutture.
Allo stesso tempo, anche il Qatar sembra notevolmente interessato a stringere dei rapporti privilegiati con la Russia, che ha già riconosciuto l'importanza di questo prezioso alleato, sia per il controllo della situazione geopolitica del Medioriente, che per la risoluzione della crisi arabo-israeliano, e - perché no - della crisi iraniana. Questa dimostrazione di simpatia va al di là dello scambio dei complimenti, perché la Russia ed il Qatar hanno firmato lunedì a Doha degli accordi sulla protezione degli investimenti e per la creazione di un Consiglio di Affari Russo-Qatariano, che li salvaguardi dall'espropriazione, o dalla nazionalizzazione. Questo accordo è evidentemente necessario per preparare un altro tipo di cooperazione che inserirà il Qatar nel progetto della OPEC del gaz, considerando che divide con l'Iram i più importanti campi di gas al mondo. Inoltre, il gruppo russo Loukoïl ha firmato un protocollo di accordo con la Qatar Petroleum, per l'esplorazione, lo sviluppo e l'estrazione nei giacimenti di gas e di petrolio sul territorio del Qatar.

Quelli che erano concorrenti sia politicamente che energeticamente, proprio perché l'America giocava un ruolo di regia nella spartizione delle alleanze, stanno per diventare dei fieri alleati che, assieme all'Iran e al Venezuela, posso decretare la fine definitiva della sfera di influenza dell'America. Con questo patto l'America sta per perdere i suoi principali finanziatori, i suoi fornitori e i suoi collaboratori nella gestione delle crisi mediorientali, e potrebbe davvero trovarsi costretto ad attaccare l'Iran o arretrare le sue posizioni. Se Putin ha duramente attaccato la politica dell'America in Iraq, ha voluto inviare anche un messaggio a Bush, e se lo fa solo oggi è perché sa di avere le spalle coperte, sa di potersi muovere in una zona che prima era in parte controllata ancora dagli Stati Uniti.

La Russia, come anche l'Europa, così brama il ruolo di intermediario nella risoluzione della crisi nucleare dell'Iran, per sostituirsi all'ONU che, secondo le esplicite parole di Putin, serve agli interessi di "poche" nazioni. Putin ha infatti capito che i mullah stanno giocando sporco con l'America, in questo eterno altalenarsi di minacce e di "dichiarazioni suicide", e vuole così spezzare quel circolo vizioso che permette all'Iran di sfruttare la divisione della comunità internazionale per raggiungere i suoi obiettivi. Per cui a dettare le regole vuole essere la Russia, che si presenta come sola unica soluzione vista l'inadeguatezza di questi organismi internazionali strumentalizzati dalle lobbies. Se non bastasse, si pensi anche alla grande sfera di influenza nelle terre del Caucaso, in Asia Centrale e Orientale, e in Europa Orientale: la Russia è così arrivata anche in Europa, ha ritrovato nella Serbia quell'eterna amicizia e ora sta conquistando anche Francia, Germania e Italia. La chiave per penetrare il Mediterraneo e l'Europa Centrale sono ancora una volta i Balcani, terra di scontro di queste due potenze per il controllo degli sbocchi e degli oleodotti, per ingraziarsi o controllare i governi.

Quella del Kosovo per esempio è stata una vera sceneggiata, perché mentre si festeggiava e ci si scambiava i complimenti, è arrivata la risposta secca di Putin che ha difeso la sovranità della Serbia e la volontà delle popolazioni: dinanzi a tanta freddezza, Solana giunto a Mosca, con la coda tra le gambe, ha ascoltato in silenzio. Tutto questo baccano ha però agitato gli umori e alla fine i kossovari hanno manifestato duramente contro la UE con più di 70 feriti.
Un'altra grande sceneggiata è di spettacolo in Italia, perché dietro i revisionismi storici, le alluncinanti rivelazioni e i terroristi c'è un filo conduttore che ha come obiettivo quello di creare caos e di fare cadere una parte della classe politica attuale. Ben presto arriverà Transparency Internationational a controllare la corruzione dei politici italiani, e saranno queste le armi della dissuasione del FMI e degli Stati Uniti. L'America è stata ormai scaricata, e per tale motivo una classe politica nuova entrerà in Italia dietro una linea della tensione: non esistono i terroristi, quelli che hanno arrestato non sono terroristi, il rapimento di Abu Omar è stato solo una trappola per il governo italiano che è costata la riorganizzazione delle intelligence. Alle dichiarazioni di Napolitano sulla "storia" delle foibe e la persecuzione da parte del governo croato di 25 000 italiani, risponde dell'Utri trovando, non a caso, i leggendari diari di Mussolini. Entrambi sparano forte e lontano, ma il realtà sono solo colpi a salve per ricattarsi a vicenda, per far cadere l'altro: la verità da questa storia assurda non uscirà mai, il risultato sarà solo quello di creare confusione sulla storia, denigrare e screditare.
Mentre la Russia, invece, gioca la carta energetica e quella dell'antagonismo, per conquistare i suoi nemici e farli alleati: l'energia, prima della moneta, è la fonte del controllo dei popoli.

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12 febbraio 2007

L'areo partito da Bari che inabissò prima di raggiungere la Tunisia

Ecco la registrazione della scatola nera dell'incidente nelle acque di
Tuninter dell'aereo partito da Bari e diretto all'isola di Jerba .

La centrale elettrica che farà restare ancora al buio l'Albania


Il Governo Albanese firma l'accordo per la realizzazione del progetto TEC nel porto di Valona, cedendo al ricatto delle lobbies che hanno messo in ginocchio l'economia dell'Albania con una crisi energetica perenne. Il consorzio italiano Maire Engineering, composto dalle società Ansaldo e Tecnomod, ha vinto la gara per la costruzione della centrale termoelettrica ("TEC") di Valona, con l'azienda elettrica albanese, KESH, per un costo totale di 110 milioni di dollari.
La zona prescelta per la costruzione di questo grande parco industriale-energetico è una superficie di migliaia di ettari di pineta marittima e in cui si sviluppa uno degli ecosistemi lagunari più preziosi del paese (Narta) e dove si erge il grazioso monastero di Zvernec. Questo splendido paesaggio marittimo sarà distrutto da un complesso energetico-industriale che include una centrale termoelettrica con una capacità di 130 Megawatt, che sarà poi affiancata da altre di capacità minore. La termocentrale sarà una delle fonti principali di energia per il gasdotto AMBO che dovrebbe collegare Burgas-Valona. Nella stessa area si prevede un'area di stoccaggio del greggio, un nuovo porto specifico per le petroliere e la costruzione di una raffineria. Valona è stata scelta per la sua collocazione strategica, che permetterebbe di ridurre drasticamente alcuni costi: l'acqua del mare sarà utilizzata per il raffreddamento della TEC.

La Banca Mondiale è il principale investitore nel progetto e da tempo ha accordato il prestito nonostante i cittadini di Valona abbiano firmato centinaia di petizioni per impedire che sia violata una perla dell'Albania, una delle spiagge più vergini e gracili dell'Golfo di Valona, una zona dove la storia parla in tante lingue e di diversi Stati.

Laguna di Narta e isola di Zvërnec

Uno degli elementi più importanti sui quali si e' basata la Banca Mondiale per verificare che con la costruzione di questo mostro non si sarebbe mai calpestata la legge albanese sulla conservazione dei beni culturali, e' stata la perizia del direttore dell'Istituto sulla Conservazione dei Monumenti della Cultura, A. Brace. La perizia svaluta totalmente la zona di Valona e così la consegna nelle mani delle Banche e dei petrolieri perchè se la decisione fosse degli albanesi non verrebbe distrutta una zona cosi ricca e fragile, accanto alla laguna protetta di Narta e l'isola di Zvërnec. Senza neanche aspettare la decisione della Commissione di Aarhuis, il quale ha accettato il reclamo dei cittadini di Valona, senza degnare di uno sguardo le 14.000 firme di valonesi che hanno richiesto un referendum sui casi dei TEC, AMBO. Il ministro dell'Energia ha fatto un vero atto di forza, costretto tuttavia dalla grave crisi energetica che si sta abbattendo sull'Albania, perché dopo il fallimento di centinaia di imprese si rischiava di falcidiare anche la popolazione che non può più vivere senza energia elettrica. Infatti i blackout energetici che privano l'Albania dell'energia elettrica per oltre 12 ore al giorno, non sono assolutamente da attribuire ad un sistema energetico, fondato sull'idroelettrico, e dunque dipendente dal cambiamento climatico, oppure alla situazione della Bulgaria - primo Stato esportatore - che si è vista chiudere una serie di centrali termoelettriche e nucleari, condizione posta dall'UE per l'integrazione.

A questa situazione si intreccia inevitabilmente la questione dell'indipendenza del Kosovo, che in parte è dettata proprio dall'esigenza di realizzare questo progetto, all'interno del quale ha un ruolo determinante anche l'Italia. Questa ha assunto diverse posizioni di politica estera, diverse lobbies italiane avevano cercato di trovare accordi per il progetto Ambo, e finalmente si è trovato il punto di incontro grazie alla scesa in campo della Russia. Accanto all'Italia viaggia su una corsia, parallela e privilegiata, la Russia di Putin che a Monaco ha apertamente dichiarato che l'America non rispetta nessun accordo, va sempre oltre i patti e le leggi, umiliandola profondamente. Ora è letteralmente rovinata nella sua reputazione, non ha credibilità: è questa la condizione ideale per consentire alla Republika Srpska di chiedere la sua Indipendenza, perché è scritta in quegli accordi.
Porto di Valona

Gli Stati Uniti, sono ormai in rovina, hanno perso quella posizione privilegiata di potenza indiscussa, tanto che per tamponare le loro figuracce hanno fatto un genocidio in Iraq e stanno Bombardando la Somalia.
Avanzano in Medioeriente come selvaggi, con eserciti di contractors, che con i buldozer israeliani distruggono case, terre e risorse, persino gli alberi di ulivo e di datteri, che impiegano 50 anni per fruttare. Chi ha fondato una nazione ha pensato per le future generazioni, ha costruito pian piano ogni tipo di infrastruttura, anche se umile, e loro con la demoliscono: come si può pensare di fare la pace in questo modo se non lasciano neanche gli alberi.

Lo stato albanese non vuole l'annessione al Kosovo, per tantissimi motivi tecnici, perché è un paese ingovernabile, non sarebbero comunque lui a comandare, come del resto non ci sono mai riusciti. L'Albania, come l'intera regione Balcanica, è una terra che nessuno ha mai capito, perchè la zona albanofona è un labirinto in cui potete incontrare albanesi macedoni, albanesi kossovari, albanesi montenegrini, i CIAM, cacciati dalla Grecia, gli albanesi greci, i Rom. In questa miscellanea di etnie, tra musulmani, cattolici e ortodossi, si è creata una buona convivenza, non si ammazzano per la religione, ma è diventato comunque un Paese di mira delle Banche e dei religiosi vogliono fare da padrone. È un paese in cui il sindaco Rama di Tirana ha voluto fare la Berlino dei Balcani ha solo dipinto i palazzi ma rimane la sporcizia, così come le associazioni e le fondazioni delle multinazionali accusano i politici senza togliere la vera corruzione.
Durante la storia si sono chiusi in se stessi, non avendo certo bisogno di quell'aiuto che tutti erano disposti a dare in maniera così smisurata: dopo gli italiani, sono giunti gli americani che per forza hanno voluto dare il loro contributo.
Forse non tutti sanno che esiste ad Otranto una fossa comune di 3800 persone, morte nelle acque dell'Adriatico: quella gente non era scappata, era stata solo illusa dalle favole dei nostri ambasciatori, dalle sporche pratiche delle ambasciate che reclutano intelligence e manodopera. Su di un emigrante gravano così una molteplicità di umiliazioni, e nonostante venga trattato come rifiuto della società lavora e paga un debito pubblico che non gli appartiene. I visti e i permessi di soggiorno fanno sì che gli ambasciatori diventino dei santoni quando in realtà sono dei miserabili, non professionali e ignoranti, che non fanno certo onore all'italianità, dato che il nostro governo ha avuto vergogna per 50 anni di parlare degli italiani uccisi nelle foibe in Istria e in Dalmazia.

In ogni caso abbiamo seri dubbi che quella centrale servirà a dare elettricità all'Albania, bensì a dare energia per trasportare il petrolio. Tra l'altro non è sfuggito alla nostra attenzione,che è stato depositato uno studio di fattibilità per portare l'acqua dell'Albania in Italia, l'acquedotto pugliese che è il secondo nel mondo e il primo in Europa per un costo di 2000 miliardi di lire. Speriamo che l'Albania non rimarrà al buio nonostante la super centrale elettrica.

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09 febbraio 2007

Il dossier di "Al queda" sul giornale di Stato della Srpska

Il giornale di Stato della Republika Srpska pubblicherà l'intero Dossier su Al Queda, inserendo ogni giorno per un'intera settimana una parte del Dossier.

La voce di un bambino di Kozara


Jasenovac è il segreto oscuro dell'Olocausto, è la prova inconfutabile di come il crimine invisibile può eliminare un popolo, distruggendo la memoria. Questa parte di storia è stata deliberatamente cancellata, ed è difficile da raccontare e da accettare. Occorre coraggio ad affrontare la storia di Jasenovac, perché è pericolosa, esistono infatti entità economiche che hanno fondato su di essa un credo, una politica e un sistema economico. Il fatto che dietro al massacro di migliaia di persone vi fossero anche le alte istituzioni della Chiesa cattolica, ha fatto di Javenovac il più grande tabù da tenere nascosto. Le vicende di cui vi parliamo portano allo IOR, una della più potenti Banche del Mondo, contro la quale è stata sollevata, da qualche parte del mondo, una causa che con testimoni e documenti ha dimostrato la colpevolezza del Vaticano nei crimini del regime degli Ustasha. Da un tribunale sovrano lo Ior è stato condannato a restituire l'oro e le proprietà, e a pagare i risarcimenti per i terribili danni biologici causati, alle vittime del regime degli Ustasha.

Le prove di questa tragedia sono state nel tempo lentamente trafugate e distrutte, sono state nascoste, mentre i media e le enciclopedie della storia hanno provveduto a scrivere un'altra storia: la memoria e il pensiero delle persone sono stati cambiati per costruire il presente in cui viviamo. Oggi vi portiamo invece la testimonianza di uno dei pochissimi sopravvissuti dello sterminio dei Bambini di Kozara, Knezevic Gojko , che con commozione e lucidità ha raccontato una tragedia vissuta con i propri occhi.


Io sono stato preso a Kozara, dopo un'offensiva degli ustaša e tedeschi e sono stato deportato a Jasenovac; nella confusione dell'attacco ho perso i miei sette fratelli e mia sorella nata da 1 mese, e non sapevo dove fossero neanche mio padre e mia madre. Li ho incontrati tutti poi a Jasenovac, ma mio padre non c'era, perchè combatteva come partigiano.
Poichè mia piccola sorella era una neonata doveva essere allattata, ma gli ustasha hanno strappato i bambini dalle loro madri. Un giorno ho visto mia madre che lottava con un soldato perchè non voleva dividersi da sua figlia che aveva appena un mese di vita, e così è stata picchiata, nuda, davanti a tutti, per poter scovare nella folla gli altri componenti della famiglia. Non potevo neanche piangere, perché se lo avessi fatto sarei stato ucciso anche io: ho visto con i miei occhi tagliare i seni di mia madre con un coltello, picchiarla a morte e sgozzarla davanti a tutti. Voi non potete capire, non esistono le parole,ancora oggi io rivedo quelle immagini, sono qui davanti a me in questo momento, io tremavo mentre sentivo quelle urla vedevo migliaia di persone che guardavano impietrite. Un uomo mi ha tappato la bocca con le mani in maniera tale che non si sentisse il mio pianto, e mi nascose un po' nella folla, mentre continuavo a sentire quelle urla fino a che non avesse più voce.

Ad un certo punto hanno diviso adulti e bambini, e noi siamo stati trasportati con un treno a Zagabria, e lì vicino alla stazione principale, gli abitanti di Zagabria, ci hanno sentito che piangevamo, hanno chiamato la croce rossa. Quando ci hanno aperto hanno visto l'atrocità che era stata compiuta: il treno conteneva circa trecento bambini, ciascuno aveva al massimo 10 anni, i più piccoli, tra cui moltissimi appena nati e che potevano raggiungere al massimo 5 anni, sono quasi tutti morti. Ne siamo rimasti appena un centinaio,io gli ho visti con questi occhi, e nessuno oggi può venirmi a raccontare filosofie, il resto sono stati sepolti in una fossa comune fuori dal cimitero di Mirogoj. Oggi dopo anni il cimitero è stato allargato, e quella fossa comune si trova adesso al centro, la forza della natura ha voluto che quei morti avessero una degna sepoltura. Adesso c'è un monumento dove è scritto "I Bambini morti a Kozara", è lì andate a vederlo, io ci sono stato.
Sono stato portato all'ospedale con altri 100 bambini, e io sono uno degli otto che sono sopravissuti a quei cento ricoverati in ospedale.

Dopo due mesi sono stato riportato a Jastrebarsko, a 60 kilometri da Zagabria, ed è lì che ho visto per la prima volte le suore, veramente ho visto tutta la loro cattiveria, perchè loro picchiavano tutti i bambini con i rami di un salice piangente, i rami erano bagnati con dell'acido oppure con acqua salata. Tanti bambini sono morti per aver preso delle infezioni a quelle ferite aperte.
Tutti dovevamo pregare nella chiesa cattolica, e dovevamo essere convertiti, mentre ai più grandi sono stati date le divise degli ustaša. Ogni mattina si andava a messa, e per ogni piccola cosa venivamo picchiati, puniti e messi in isolamento, ma il più delle volte venivamo picchiati duramente.
Dormivamo sulle tavole, senza nient'altro, anche se eravamo malati o deboli, e se i bambini più piccoli facevano la pipì a letto durante di notte, li picchiavano.
Ogni mattina veniva un prete per celebrare la messa in una Chiesa improvvisata in un hangar, e dato che eravamo deboli o malati, spesso durante di messa ci addormentavamo, così le suore ci picchiavano. Il sistema per sopravvivere era nascondersi dalle suore, e così i più forti si nascondevano e proteggevano i bambini piccoli e malati. Siamo stati uniti tra di noi per la paura, eravamo davvero tanto uniti, e non riuscivamo a chiudere gli occhi perchè era il solo nostro gesto per combattere.
In quell'orribile posto sono rimasto per un anno, fino a quando non mi sono ammalato, ero molto malato e dovevo nascondermi per non farmi vedere. Un giorno è venuto un camion cisterna, la porta si è aperta, e uno degli ustaša ha gridato che i bambini che entravano nel camion sarebbero tornati dalla madre e dal padre. Io che avevo visto mia madre morire con i miei occhi, e mio padre partire come partigiano, non sono entrato, ma gli altri invece si, correndo, e sono stati rinchiusi in una cisterna in cui veniva iniettato del gas, dopodichè molti dei loro piccoli corpi sono stati buttati vicino al fiume Korana.





Non so neanche come sia successo, ma mi sono ritrovato nel campo centrale, a Zagabria, e lì molte famiglie adottavano i bambini, con la condizione di cambiare nome e religione.
Un giorno mi sentivo quasi morire, ero allo stremo delle forze, ero seduto e una donna mi si è avvicinata. Ho pensato subito fosse mia madre, e le ho chiesto di portarmi a casa, poi mi sono accorto che non era mia madre, e così ho cercato di andare via perchè non volevo lasciare il mio amico Boško che sino a quel momento mi aveva protetto, si era preso cura di me e mi teneva nascosto. Quella signora allora decise di prendere con sé entrambi.
Io sono stato con quella signora e Boško invece dalla sua vicina.
Sono stato fortunato perché ho incontrato una famiglia che mi ha curato, mi ha dato un altro nome, mi hanno permesso di andare a scuola, e infine, con la fine della guerra, mio padre mi ha ritrovato dopo tanta fatica, seguendo le tracce percorse dei bambini. Ho visto mio padre che non aveva da mangiare e non poteva tenermi.
Io non posso spiegarvi, io non ho parole, io non posso descrivere il dolore che ho qui nel petto ma io sono una testimonianza vivente del terribile crimine che è stato commesso.
Questa è la realtà dei fatti, questa è una parte della storia, questa è la mia storia, ma è anche la storia di migliaia di Serbi, è la storia del mio popolo.

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08 febbraio 2007

Le basi statunitensi dalla Romania e Bulgaria: rampa di lancio per un attacco contro l'Iran

di Elena V. Mihu
Cooperazione Rinascita Etleboro Balcani


Una base aerea in Romania (la Mihail Kogalniceanu) e due in Bulgaria (Bezmer e Graf Ignatievo), poste dai due Stati al servizio di Washington, serviranno all'aviazione americana quali possibili aree militari di attacco contro le istallazioni civili, nucleari e petrolifere, dell'Iran.
L'attacco potrebbe avvenire nel prossimo aprile 2007, come ipotizza il britannico Sunday Herald, citando notizie veicolate dall'agenzia Novinite.com di Sofia e riprese da un quotidiano arabo di lingua inglese, l’Arab Times.
L'imminenza di un tale attacco sarebbe stata confermata, secondo la pubblicazione britannica, da "una fonte ufficiale americana".
D’altra parte anche qui a Bucarest si nota una certa accelerazione delle politiche di servaggio atlantico e di annullamento della propria sovranità nazionale. Sui quotidiani rumeni, si legge anche oggi tra le righe - nei commenti alla famosa lettera dei “sei ambasciatori” (romeno incluso) al governo di Roma per una conferma dell’impegno in Afghanistan - che gli stessi movimenti di truppa ordinati dal presidente Usa George W. Bush potrebbero essere non tanto una semplice diversione, quanto una vera e propria preparazione di un attacco contro l'Iran. In appoggio a queste speculazioni sono citate le notizie sui rafforzamenti e dispiegamenti delle truppe americane nel mondo. Tra l’altro, in Bulgaria si parla di già iniziato assemblaggio degli hangar e dei serbatoi di combustibile per i bombardieri, in concomitanza con l’arrivo dei primi 3000 militari americani attesi alla fine di marzo nelle basi messe a disposizione degli statunitensi secondo l'accordo firmato tra Washington e Sofia lo scorso anno.
Anche in Romania, intanto, alla base Mihail Kogalniceanu sono in pieno sviluppo lavori di estensione del complesso militare, per un controvalore di circa quattro milioni euro. L’impegno massimo si avrà tra l’ 11marzo e il 10 aprile, quando la pista di atterraggio sarà modernizzata e l'aeroporto internazionale Mihail Kogalniceanu verrà chiuso temporaneamente. Il direttore del aeroporto, Corneliu Balan, si è rifiutato di confermare all'agenzia romena Mediafax qualsiasi collegamento tra i lavori e la presenza militare americana. Ma il collegamento emerge dall’ accordo romeno-americano del dicembre 2005 secondo il quale 1500 militari americani arriveranno in Romania entro il 2008. I militari, come in Bulgaria, devono essere addestrati e pronti a impegni (aggressivi) rapidi in qualsiasi zona di conflitto è il più probabile dispiegamento – neanche a sottolinearlo - è nel Vicino Oriente. Verranno usate le istallazioni militari di Babadag, Mardan e Cincu e, nello stesso tempo, all'aeroporto Kogalniceanu dovranno essere custoditi gli aerei caccia americani e dovrà venire alloggiato il personale militare della US Air Force. Questi sono solo alcuni dei tanti movimenti decisi dal Pentagono e riferiti dalla stampa locale dopo il servizio del Sunday Herald. Lo stesso giornale inglese, si badi bene, aveva indicato che la "Romania, l'altro paese dalla riva del Mar Nero che ospita una base americana (...) è un elemento vitale nello scenario del attacco all’ Iran". In base a questo scenario, l'altro braccio della tenaglia chi gli atlantici vorrebbero stringere intorno al Iran era stato completato dall’annuncio di Bush riguardante lo spostamento nel Golfo Persico della portaerei americana USS John Stennis (con otto squadriglie aeree a bordo e accompagnato da 7 incrociatori e fregate, affiancati da due sottomarini). Non è peraltro un caso che per la prima volta dal febbraio 2003, nelle acque internazionali prossime all’Iran si trovino due gruppi navali guidati da portaerei (l’altra è la USS Dwight Eisenhower). Gli effettivi statunitensi nel Golfo sono intanto cresciuti di altre 16.000 unità e Teheran sa che si tratta di una minaccia contro la propria sovranità nazionale. Non a caso la settimana scorsa le televisioni iraniane hanno trasmesso immagini con una portaerei americana, le prime mai catturate da un aereo spia di fabbricazione iraniana.

07 febbraio 2007

Jasenovac: lo sterminio del crimine invisibile

Non si può negare, non si può nascondere, perchè le foto, i documenti, e i testimoni saltano fuori, la censura dei video è un atto barbaro, meschino, e - se permettete - anche ignorante. Forse perchè voi "illuminate" e dunque credete di essere dei pastori, dei guru, ma non siete nessuno, siete dei ladri e dei figli di ladri, chiedete a tutti di fidarvi di voi, e non capiamo perche voi non vi fidate di noi. Dietro questo crimine se ne nasconde un altro, cari signori, perchè Jasenovac è un crimine nel crimine, è come vedere un muro alto che poi cade da solo. Bisogna avere coraggio per andare a cercare nelle biblioteche ciò che è rimasto dopo l'incendio degli eserciti, ci vuole onore per seguire un'idea, e ci vuole forza per farsi capire, e farsi ascoltare.

YouTube Censura Jasenovac

Ringraziamo dunque YouTube per aver censurato la verità, per aver oscurato il video dello sterminio di Jasenovac - presto tuttavia sarà ritrasmesso mediante i server della Etleboro. Hanno parlato di violazione, ma non riusciamo a capire di che violazione si parla, perchè la storia è indiscutibile.
Noi staremo comunque qui, fermi sulle nostre convinzioni, finchè non sarà fatta giustizia alla verità.




Michele Altamura e Knezevic Gojko,
Presidente del movimento delle vittime
della II guerra mondiale nella Republika Srpska

Non potranno tenere ancora segreta la nostra storia, e noi produrremo nuove prove, porteremo dei Testimoni oculari, sopravissuti allo sterminio di Jasenovac, per raccontare come ha vissuto con i propri occhi la morte dei genitori sua madre: un racconto triste, ma è sicuramente più triste negare e nascondere la verità: è un crimine.
Diranno una storia diversa da quella che raccontano i nuovi guru, combattendo davvero, in silenzio, giorno dopo giorno questa guerra, fino alla fine perché solo la Serbia salverà i Serbi.
Signori, non crediate che con un sitoweb, con i forum si combatta una guerra, ma con lo scontro sulla verità, pagando le conseguenze delle proprie azioni.

Avevamo scritto:
"CHE DIO PROTEGGA TUTTO L'ORO DEL MONDO E AIUTI A NEGARE LA STORIA E A METTERE IN CARCERE CHI CHIEDE IL CONTO"
Ecco il primo miracolo del 2007, le prime censure, perché è proprio vero che chi sfida questa legge viene ridicolarizzato e zittito.

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Il decreto anti-riciclaggio che piace ai criminali invisibili

Pronto il decreto "antiriciclaggio" per porre un sistema di costante vigilanza e controllo su imprenditori e investitori che siano coinvolti in giri di riciclaggio o di finanziamento ad attività terroristiche. Dopo aver definitivamente messo fine agli assegni trasferibili, arrivano nuove regole per il controllo delle transazioni "sospette" e delle operazioni "fittizie" che alimentano il racket e il terrorismo internazionale. Disattendendo le attese di molti, che avrebbero voluto trovare in questo decreto delle vere risposte dello Stato verso i criminali invisibili, la nuova legge definisce criminali gli imprenditori o degli investitori mentre i controllori saranno le Banche, gli intermediari finanziari o i professionisti che spieranno le operazioni finanziarie e poi segnaleranno alle autorità competenti tutte le anomalie.

Questo decreto, disponibile al momento come bozza, recepisce la III direttiva antiriciclaggio (2005/60/Ce) elaborata dal ministero dell'Economia, e ora al vaglio di dottori commercialisti, notai, avvocati, e Abi, essendo loro i principali destinatari della legge che avranno obblighi di adeguata verifica dei clienti (artt. 15 e ss. ) .
In particolare, in deroga a quello che era il rapporto di riservatezza che legava una Banca o un professionista al suo cliente, le Banche, le società di intermediazione o risparmio, i commercialisti e i notai, hanno l'obbligo di vigilare lo svolgimento dell'attività istituzionale della loro clientela quando inizia un qualunque rapporto di affari, quando effettua un'operazione occasionale che implica il trasferimento di 12500€ a qualsiasi titolo, anche se fanno da intermediari al buon fine dell'operazione. Devono segnalare inoltre qualsiasi operazione che non abbia un valore determinabile con certezza, e dunque anche quando avviene la costituzione o la gestione di società o trust, ed infine ogni movimento che faccia sospettare un riciclaggio di denaro sporco o un finanziamento al terrorismo internazionale. Le operazioni sospette andranno annotate in un registro, e dunque il controllore dovrà ricercare i dati del cliente, del beneficiario dell'operazione, sulla natura e lo scopo dell'operazione, e infine continuare una costante vigilanza dei movimenti effettuati. Tale registro con tutte le segnalazioni deve essere comunicato all'Uif che effettuerà poi i dovuti controlli e assumerà le relative contromisure. Le segnalazioni non costituiranno una violazione dell'obbligo di segretezza o del segreto professionale, e dunque non darà vita ad alcuna sanzione da questo punto di vista. Tuttavia resta da chiarire chi pagherà quest'attività di controllo e di spionaggio che dovranno fare anche i piccoli professionisti, e non è da escludere che il costo di queste ricerche possano ricadere, anche senza saperlo, sui clienti stessi.

Una legge antiriciclaggio scritta in questo modo, anche se piena di buone intenzioni, è assolutamente inutile a nostro parere, perché innanzitutto non colpisce i veri criminali invisibili che si nascondono dietro il terrorismo internazionale, e poi perché potrebbe porre in una posizione di sospetto "ingiustificato" delle persone comuni che effettuano dei trasferimenti per una cifra irrisoria come 12500 euro. Se il sistema funzionerà bene, probabilmente verranno colpite le piccole truffe, le operazioni che cercano di occultare un'attività in nero, o qualsiasi altro espediente per sfuggire al fisco o ai creditori, che verranno alla luce man mano che si approfondiranno le ricerche: una volta che iniziano delle indagini, viene scoperto sempre qualche reato, perché nessuno ha i conti sempre trasparenti e limpidi.
Tra l'altro, queste operazioni vengono concertate con il proprio commercialista (il controllore o spia, in questo caso) o eseguite su consiglio di un intermediario o di un direttore di banca compiacente: diciamo la verità, non sempre chi effettua queste manovre agisce senza il consiglio di un professionista. Per tale motivo, i controllori possono sfuggire all'obbligo di sorveglianza dimostrando che non ne erano assolutamente al corrente, che non erano in grado di venirlo a sapere, che i documenti di queste operazioni sono stati occultati a loro stessi. Esiste infatti un ampio margine di discrezionalità sia nell'individuazione dell'operazione, sia nella sua valutazione come pericolosa o sospetta, per cui il provvedimento è eludibile se il cliente è importante, come potrebbe essere una persona politicamente esposta (art.28, co.5), od è preso alla lettera se il cliente deve essere in qualche modo colpito per favorire terzi. I rischi sono molti, e sono evidenti quanto più si riflette sulle implicazioni di un decreto che pone dei limiti così irrisori, come può essere una cifra di 12500 euro, e resta molto sul vago quando parla di reati di riciclaggio o di terrorismo.

Non dimentichiamo inoltre che questi reati motivano anche le misure che vietano gli assegni trasferibili, votate ovviamente a facilitare la circolazione della sola moneta bancaria e della moneta elettronica, evitando la compensazione tra gli scambi, come permette invece una cambiale o la clausola di trasferibilità degli assegno (art.50) .

Vorremmo allora che spiegassero prima di tutto cos'è per loro il riciclaggio, se è quel crimine che commettono le grandi banche d'affari o i grandi Banchieri che rubano denaro nei circuiti finanziari virtuali e li riciclano nei paradisi fiscali - l'affaire Clearstream dovrebbe essere un esempio per tutti - che mettono sul lastrico imprenditori con l'anatocismo e non pagano i loro debiti, che rubano i soldi ai conti correnti di persone defunte non reclamati, e poi spediscono soldi alle Cayman. E poi cos'è il finanziamento al terrorismo internazionale?E' lo stesso reato che hanno compiuto i grandi petrolieri che hanno finanziato le sette fondamentaliste per delegittimare un governo, le guerriglie in Africa?
Come vedete, sono dei concetti molto relativi, e non abbiamo ancora visto nessuna legge che spieghi bene quale differenza passi tra il riciclaggio dei comuni mortali, e il riciclaggio delle Banche d'Affari. Oggi abbiamo leggi che puniscono le persone fisiche che fanno operazioni sospette, che dovranno essere segnalate dai veri criminali invisibili, i quali, in compenso, avranno il pieno potere di violare la privacy, per rubare informazioni e spiare sempre più i cittadini.

Allegato:
Bozza del decreto anti riciclaggio

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06 febbraio 2007

La Free Energy : la sola moneta possibile per la libertà

di Etleboro Emilia Romagna

Cos’è il denaro? Uno strumento economico, che può assumere le funzioni di mezzo di scambio, unità di conto, riferimento per pagamenti dilazionati e riserva di valore: questa è la definizione che tutti conosciamo, quella istituzionale che troviamo nei manuali delle università. Ciò che può sembrare strano, oppure no, è che questa definizione non coincide con la funzione che in realtà svolge, poiché da “mezzo”, il denaro è diventato il “fine”. Ogni operazione e movimentazione delle merci, e quindi della ricchezza, non sono altro che il “mezzo” per ottenere come “fine” ultimo più denaro possibile.
E’ quindi norma, nella nostra società considerare il denaro l’unico motore propulsivo della nostra vita, talmente propulsivo che permette di comprare la vita stessa. Ormai tutto è quantificato e i prezzi sono ben definiti: una partita di droga può valere più della vita di un drogato, così come può valere di più una commessa per lo sfruttamento di un giacimento che l’esistenza si un popolo.
Cosa dà valore a questo mezzo o fine? Presto detto: la scarsità, perchè più una merce è rara maggiore sarà il suo prezzo, di contro il prezzo diventa nullo nel momento in cui una merce è pressoché illimitata nella sua quantità. Il denaro, un titolo di borsa, un metallo, acquista valore solo se è scarso, e questa quantità viene attribuita dalle contrattazioni, dalle stime che si fanno sulla quantità disponibile di questo bene.
Ciò che molti non sanno è che in realtà il valore di un oggetto è frutto dei processi di trasformazione, lavorazione e trasporto, dalla cava ai centri di raccolta, dai distributori ai consumatori, ai macchinari di lavorazione al lavoro umano; mediamente solo il trasporto incide per il 60% e i processi di lavorazione per il 30%, il restante è attribuibile al materiale grezzo. A ben rifletterci i processi di trasporto e trasformazione sono possibili solo attraverso l’energia, e che quel 10% del materiale grezzo non ha alcun valore a sé stante se non è seguito da altre fasi: uno Stato che non ha energia, ha un’economia debole, che può avere nel tempo dei problemi.
Tutto questo per dire solo una cosa: l’unica merce è l’energia, tutto il resto è una forma qualsiasi per rappresentarlo, ergo, se l’energia diventa illimitata il denaro non ha motivo di esistere. Utopia? Certo che lo è!

A scuola fin dall’infanzia ci hanno insegnato che l’energia è collegata ad un combustibile, alla materia, ed essa è limitata e quindi lo è l’energia. Non solo, l’energia può assumere diverse forme, e nel trasformarsi da una forma ad un’altra, in modo da essere utile alle attività umane, una parte viene dispersa nell’immediato sottoforma di calore, senza poter essere utilizzata; ma nel nostro universo l’energia cambia aspetto continuamente, quindi, anche se in tempi remoti, tutto tenderebbe a diventare calore e quindi semplice radiazione di fondo.
Ai limiti quantitativi dell’energia e alla morte termica dell’universo ci aggiungiamo il limite invalicabile della velocità della luce, così come indicatoci dalla teoria della Relatività di Einstein ( o della Maric, se preferite), e i calcoli statistici che rendono improbabile la vita in qualunque altro posto dell’universo fuorché su questa piccola sfera. Riepilogando il tutto, ci hanno detto che viviamo in un universo in cui tutto quello che vorremmo fare, tutto quello che vorremmo avere e tutto quello che la nostra immaginazione ci suggerisce, non è possibile ottenerlo! Tanto che anche l’immaginazione sembra una merce, eppure costosa! Se non ci credete basta che lo chiediate a tutti coloro che hanno detto e spesso dimostrato che ciò che diamo per “scontato” non è mai stato in “saldo”, che ogni evento normale può avere una diversa spiegazione e che un evento straordinario avrà sempre una teoria scientifica alla base. Molti di loro hanno perso la propria dignità, il proprio lavoro e spesso e volentieri la loro vita. Un nome fra tutti: Nikola Tesla.
Quest’uomo può essere chiamato Scienziato con la ESSE Maiuscola, non tanto per le sue scoperte, seppur grandiose, quanto per la sua vita, per quei diversi ideali che sono diventati il motore propulsivo della sua esistenza, non il possesso, l’egoismo e il potere del denaro, ma l’altruismo. Era continuamente pronto a cercare nei meandri della sua mente e nei tessuti infinitesimali dell’universo tutto quello che avrebbe migliorato l’intera umanità. E’ lui il padre della Free Energy, è lui che ha scoperto che l’Energia è Libera, e non è solo una utopia.
Lo hanno deriso perché la sua energia non rispettava le leggi della fisica conosciute, ma in realtà vi sono tante cose in natura straordinarie che hanno una spiegazione che spesso deve andare al di là dei normali canoni, ma hanno comunque una spiegazione.

Prima fra tutte è la vita stessa, gli esseri viventi sono strutturalmente, ad ogni livello di grandezza, fino alle molecole, complessi, talmente complessi da opporsi ai principi stessi della termodinamica, che ci dicono che in natura il disordine è in continuo aumento e questo porta a forme e disposizioni sempre più semplici. E cosa dire allora della gravità? Cosa dire dei magneti naturali? Dove si trovano le “batterie” che alimentano la generazione di queste forze? E perché non parlare di quegli immensi geodi trovati a 300 m di profondità nelle miniere d’argento nel nord del Messico? Secondo qualsiasi scienziato con la esse minuscola questi cristalli violano delle leggi della fisica.
Quindi o le leggi indottrinate della fisica sono esatte, e l’universo che è sbagliato, o le leggi sono davvero sbagliate o comunque valgono per un ristretto ambito di parametri, spiegano fenomeni predominanti. Al di fuori di questi parametri, altre forme di energia prendono il sopravvento, forme di energia che hanno una peculiarità, sono infinite nella loro quantità.
La scienza ufficiale però non ammette i suoi limiti, non concepisce neanche l’esistenza di altre forme di energia.




La grande prova di intelligenza di Tesla fu proprio quella di non negare la scienza ufficiale, ma di ampliarla sempre più. Se dunque la Free Energy è una realtà, e la nostra intelligenza, libera da condizionamenti e pregiudizi, ci suggerisce che può esistere una teoria fisica alla base, allora i limiti sono nella conoscenza e dunque nella tecnologia conosciuta.
Ciò che affascina, è riuscire a concepire, la società così come la conosciamo, priva di ogni forma di denaro nel giro di poco tempo. Senza alcun dubbio la vita e la dignità diverrebbero il fulcro centrale, e l’uomo, senza la necessità di possedere sempre più e sempre più in fretta, poiché avrebbe già tutto, troverebbe il suo vero io nella sete di conoscenza e nella crescita spirituale. Automatizzando ogni sistema, reso precedentemente il più efficiente e assolutamente non inquinante, l’umanità sarebbe libera dalle guerre e dalle usure economiche che dettano le regole dei mercati e la politica internazionale degli Stati. L’immensa quantità di energia permetterebbe di dissalare grandi quantità d’acqua a beneficio di ogni uomo privo di questa risorsa, e così potendo anche coltivare territori desertificati.
Ci si potrebbe soffermare su gli aspetti più disparati, come la legislazione che diverrebbe sempre più priva del concetto di furto, vista la disponibilità illimitata di risorse. La sola Utopia che si riuscirebbe ad immaginare sarebbe il passato, fatto di povertà, guerra, manipolazione, morte, distruzione aventi come sfondo la continua lotta per risorse scarse.
Quindi cosa voleva realizzare Tesla? La Free Energy, o meglio, voleva che il motore propulsivo fosse la sovranità della propria esistenza, voleva privare l’uomo da ogni schiavitù e dal dio denaro che schiavizza tutti, anche i Banchieri. La Free Energy è in realtà il “mezzo” per raggiungere un “fine” più grande, è il mezzo per l’energia della mente, l’energia del cuore, l’energia dell’anima: l’energia della libertà.

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05 febbraio 2007

La decisione del futuro del Kosovo oscurato dall'affaire Veronica


Mentre in Italia tutti seguivano con tanta attenzione la "love story" di Veronica, altrove si doveva discutere del futuro del Kosovo, e i giornali come al solito hanno messo silenzio sulla questione. Oggi, a distanza di anni dalla guerra e dagli accordi di Rambouillet tutti i nodi arrivano al pettine e qualcuno deve dare delle spiegazioni.

La Serbia due settimane fa è andata alle elezioni, e aveva chiesto, come lo aveva fatto anche la Russia, di posticipare la data per discutere dell'indipendenza del Kosovo, perchè non ha senso discutere di un problema così importante senza avere un governo e un Presidente.

Così, in attesa della creazione di un governo stabile per la Serbia, il commissario
Ahtisaari, che è stato nominato a quella carica proprio per conciliare la situazione di quelle regioni, anche se non sappiamo veramente cosa faccia lì, si è recato di sua spontanea volontà a Brussel. Dinanzi alla Commissione Europea ha presentato il suo progetto per il Kosovo, che prevede un' Indipendenza condizionata, in base alla quale il Kosovo viene riconosciuto da ciascun Stato che volesse riconoscerlo: è questo un atto barbaro e anche stupido, perchè in qualche modo riguarda tutti, anche noi italiani che abbiamo firmato già degli accordi per la Jugoslavia, o meglio per l'Istria e la Dalmazia. Occorre considerare che se il Kosovo diventa indipendente, certamente più di uno passerà per incassare il suo, e si vorrà, ancora una volta addossare la colpa ai serbi per un tornaconto personale. Oggi un commissario ha deciso per la Serbia e per un popolo, del loro futuro, senza tener conto di quella che può essere la loro opinione a tal proposito, e io personalmente credo che sia stupido lanciare questi messaggi così ambigui su una questione molto importante.

Indipendenza condizionata significa che i kossovari devono sedersi ad un tavolo e firmare un accordo per pagare un debito di un bilione di euro alla Serbia, in virtù della separazione del Kosovo dal territorio della ex Repubblica Federale Jugoslavia, nel momento in cui diventerà uno "stato sovrano" indipendente. Il piano delle lobbies è proprio questo, ossia di togliere il Kosovo, e dunque di collegarlo all'Albania che ha l'accesso al mare, e appropriarsene indebitandolo in maniera tale da dover essere dipendente dal FMI.


Inoltre la Costituzione deve essere votata dal parlamento, che sarà costituito dai rappresentanti delle etnie serbe ,turche e curde, che raggiungeranno il 75% dei voti, dimenticandosi ancora una volta degli zingari: loro non esistono, non contano.
Il Kosovo potrà avere un esercito di 3000 mila uomini, di tutte le etnie, e potrà sottoscrivere accordi internazionali, avere ambasciate e diplomatici, e la bandiera dovrà contenere anche i simboli delle altre etnie. I serbi del Kossovo potranno ricevere finanziamenti dalla Serbia, mentre il kossovo potrà riceverle anche da varie associazioni. Della moneta, ovviamente, non se ne parla proprio, come se fosse un tabù, anche se non ha importanza la sovranità monetaria perchè sarà senz'altro l'euro la moneta di riferimento.
Da Belgrado sorridevano, i russi si sono addirittura addormentati perché Putin ha affermato che quello che decide Belgrado "è cosa fatta bene".
E così la sceneggiata è andata avanti, tutti brindavano tra gli applausi: tutti soddisfatti, abbracci tra i politici kossovari, e alla sera sia i kossovari che i serbi vanno insieme a braccetto a festeggiare pur sapendo che li stanno davvero prendendo in giro.
Come avete sentito, neanche i kossovari hanno ben capito cosa siano tutti questi abbracci, anche perché i media albanesi ne hanno parlato solo un giorno, sperando di essersi tolto così un peso.

Non c'è stato comunque niente da fare e la farsa è durata poco, perchè quando Ahtisaari ha voluto incontrare il presidente serbo, gli è stato detto di tornare a casa perché la sceneggiata era ormai finita: la Serbia non cederà assolutamente il Kosovo con così tanta leggerezza come vogliono far credere.
Nonostante Frank Wisner, l'inviato degli Stati Uniti, cantasse già vittoria insieme con Ahtisaari, a tarda sera dopo tutti gli abbracci, il ministro degli esteri della Germania, Frank-Walter Steinmeie, riprende Ahtisaari di rivedere bene la questione e di tenere in considerazione anche l'opinione della Russia per avere un equilibrio tra le forze, e rispettare bene gli accordi e i trattati.
Il commissario Europeo, Olli Rehn, ha da tempo detto che lui contava su di uno sforzo di "mostrare responsabilità e la flessibilità, per vedere l'urgenza di fare un compromesso realistico". E a questo punto, vorremo capire chi ha deciso questo e chi sono i nomi di questa commissione e di coloro che la nomina: ovviamente i consulenti e i professionisti che qui vi lavorano, svolgono un ottimo compito anche per i privati e le lobbies bancarie, che rappresentano i veri padroni.
L'Ambasciatore russo a Belgrado, Alexandar Alekseyev, ha invece affermato che la soluzione finale dello status del Kosovo deve essere basata su un compromesso accettabile da ambo i lati, in conformità agli Accordi di Rambouillet e della risoluzione ONU n. 1244.
Quest'ultima afferma (nell'allegato 1) che gli stati coinvolti devono impegnarsi per un "processo politico che porti verso lo stabilimento di un accordo politico per il Kosovo e una struttura provvisoria che provvede ad un autogoverno sostanziale del Kosovo, nel pieno rispetto di Rambouillet, dei principi della sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica Federale di Iugoslavia - la Serbia - e degli altri paesi della regione".
È molto strano anche oggi, dopo aver firmato questa risoluzione, si è deciso all'improvviso di violare la volontà del popolo serbo, lasciando decidere per tutti ad un commissario dell'Europa che non rappresenta nessuno. A questo punto se qualcuno prende un fucile, fa pulizia etnica, non dovete dire che sono dei folli macellai dal momento che continuate ancora a fomentare l'odio tra le etnie, e bollate come "nazionalista" chiunque vi ricordi di leggere quella risoluzione e gli accordi già firmati e discussi.

Stanno così confondendo la gente, mentre i giornali italiani, o altre testate più controllate, non hanno assolutamente parlato di cosa stesse accadendo, nonostante i nostri governi abbiano dato il loro esercito e concetto le basi per bombardare case di civili.
La situazione sta assumendo adesso anche toni ridicoli, perché tutti festeggiano ma non si sa bene per che cosa, ma molti sanno che è una bufala, che sono solo degli attori di pessime sceneggiate messicane: tutti si accendono per un pezzo di carta dove c'è scritta la parola "indipendenza". Siamo veramente arrivati al ridicolo.
È stata la prima volta questa, in cui abbiamo sentito l'opinione unanime di serbi e kossovari che si sta alzando un muro di menzogne. Le persone stesse si sono arrabbiate proprio per la presa in giro che stavano preparando. A tarda serata, la situazione cominciava un po' a degenerare, anche perché l'alcool aveva colpito bene qualcuno dei kossovari proveniente da certi ambienti molto discutibili, visto che il Kosovo credeva veramente di avere un esercito. Nella confusione alcuni di loro hanno cominciato ad ipotizzare di mandare via la Kfor, la cd. forza di pace, ed è così che a smorzare la tensione arriva la notizia dalla nato, che lancia un ultimatum ad ignoti - perché non si bene contro chi - a chiunque provi a testare la Kfor, perché i suoi soldati erano pronti.

Allora, signori miei, chiunque dica che il Kosovo deve essere indipendente, sappiate che questa è pura demagogia, e sono degli irresponsabili per questo, perché noi ne paghiamo le conseguenze. Oggi non solo la Russia ha voce in capitolo per ogni questione a carattere internazionale, ma anche la Cina o altre nazioni, e tutti si schiereranno a favore della risoluzione dei conflitti senza scatenare la guerra, per poi sedersi degnamente davanti ad un tavolo, in un'Assemblea a porte aperte, perchè il giorno che sentirete cosa dicono tutti potrete scendere in piazza per fare la rivoluzione.

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04 febbraio 2007

Il video dell'attentato alla base di Nassirya

Questo video è stato rilasciato dalla polizia italiana,
perché uno dei terroristi coinvolto
nell'attacco
sarà condannato a morte in Iraq


02 febbraio 2007

Il mandato di arresto europeo per creare uno "spazio comune penale"


Con una sentenza della Corte di Cassazione cade uno degli ultimi ostacoli all'applicazione del mandato di arresto europeo in Italia. Si apre così una strada alla concreta creazione di uno spazio comunitario penale, all'interno del quale non esistono differenze o limiti tra le legislazioni degli Stati, che saranno tutte ispirate dalle direttive comunitarie.

I criminali ricercati o indagati in uno degli Stati membri dell’Unione europea saranno infatti perseguibili ed estradabili, in maniera diretta e di diritto, nello stato in cui è stato commesso il presunto crimine, per essere processato. Continueranno a esistere procedure di ‘estradizione’ tra l’UE e il resto del mondo, ma non tra Stati membri: le autorità giudiziarie di uno Stato membro dell’UE possono emettere il mandato d’arresto europeo per una persona indagata e i governi non possono più rifiutarsi di consegnare i propri cittadini affinché siano processati in un altro Stato membro. Devono consegnare i sospetti entro 3 mesi dall’arresto, obbligatoriamente! In questo modo però, non solo lo Stato rinuncia ad una delle sue prerogative inalienabili - la tutela dei propri cittadini all'estero - ma persino la difesa tecnica (l'avvocato difensore) viene vanificata.
L'Italia, nel recepire questa decisione quadro (n.69 del 2005), aveva subordinato l'efficacia del mandato al rispetto della "reciprocità della pena", e dunque impediva di estradare i cittadini italiani se non avessero avuto lo stesso trattamento che potevano godere se processati in patria. Per cui non erano ammessi i mandati di arresto emessi da Paesi che non prevedevano limiti massimi alla custodia cautelare, ma ad esempio solo controlli periodici che verificano la persistenza delle ragioni che giustificavano la detenzione, senza certezza sulla data ultima per l'inizio del processo.
Ecco però, che la Cassazione, ha deciso di accettare i mandati anche se prevedono condizioni di detenzione preventiva diverse, contrariamente alla stessa legge che il legislatore aveva scritto. Tuttavia, proprio perché le leggi europee sono, tra le fonti di diritto, più importanti delle leggi nazionali (!!!) il giudice può tranquillamente ignorare quelle legge, e applicare le decisioni europee, senza che nessuno può opporsi. Questo perché la nostra Costituzione, invece di tutelare le leggi dello Stato, prevede esplicitamente che in materie in cui esistono più regimi, esiste una gerarchia, in cui il diritto comunitario ha la priorità. I giuristi però ricordano che esiste sempre la Costituzione al di sopra di tutto: ma a cosa serve questa benedetta Costituzione, se costantemente vengono ignorate le leggi che si sono ispirate proprio ai suoi principi. Calpestando le sue leggi, calpestiamo anche la Costituzione.

Non è finita qui. La Corte di Giustizia Europea può decidere di scarcerare una persona che è detenuta in conseguenza di una sentenza che viene giudicata - secondo gli standard europei dei diritti dell'uomo - iniqua. Quindi, dopo che lo Stato italiano ha fatto le indagini, ha condannato un criminale, con una sentenza definitiva, l'Europa può far riaprire il caso per poi archiviarlo perché semmai un Giudice della Corte di Giustizia vede un cavillo legale un po' fuori posto. È ovvio che non si può riaprire un caso e giudicarlo senza aver contestualizzato l'intero procedimento che uno Stato fa. Può essere un'arma a doppio taglio, perché, sebbene nasca come strumento di tutela di persone innocenti, sarà concretamente utilizzata da personaggi che posso permettersi di intentare ancora ricorsi dopo aver perso un processo di tre livelli giudiziari. Insomma, la sentenza di un Magistrato italiano, viene messa in discussione da un'entità sovranazionale che con le leggi dello Stato italiano non ha nulla a che fare.

Il mandato di arresto europeo non è l'unica sciagura, perché rientra in un sistema di norme molto più spaventoso, perché porterà alla creazione di un regime penale che non appartiene alla democrazia, ma alla burocrazia, che la nuova dittatura inventata dal FMI.
L'Europa si prepara ad entrare ormai nel Sistema di Informazione di Schengen (SIS II): un'enorme banca dati in cui confluiranno le informazioni di 26 paesi, ossia 450 milioni di persone, per supportare le attività di intelligence e di investigazione dell'Unione Europea . Il SIS è un sistema di dati di varie tipologie, che è distinto ma direttamente collegato al progetto di Eurojust e Europol, volti a creare un sistema giudiziario tutto europeo, un "quartiere generale" della rete giudiziale in quanto unità centrale che lavora in coordinamento coi punti di contatto nazionale.
Ora, provate ad immaginare come sarà un'Unione Europea in cui, grazie all'introduzione dell'identità elettronica può costantemente monitorare i movimenti delle persone, in cui questi dati sono usati e manipolati da un'Iterpol che non ha un volto né uno Stato allo spalle, in cui è possibile arrestarvi e processarvi all'estero senza diritto di ricorso all'estradizione.

Sono tutte misure che uno Stato prende per fronteggiare l'agitazione delle masse, per attuare quello che anni fa veniva chiamato "stato di polizia" e che oggi viene definito "spazio comune penale". In realtà sono le parole ad essere state cambiate ma gli effetti sulla popolazione si sentiranno: la pena psicologica, sarà la vera condanna dei cittadini europei, che si vedranno negati la possibilità di evitare questa manipolazione.

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01 febbraio 2007

Vendere Snam per liberalizzare la scalata di Eni


Dal decreto Bersani arriva la prima spallata ad Eni, passando dal progetto di liberalizzare il mercato della distribuzione alla scissione della rete passando attraverso la borsa del gas.
L'obiettivo del taglio dei costi e dell'apertura del mercato a diversi operatori, deve passare, secondo le istruzioni del Commissario Europeo Kroes, per forza attraverso la separazione della produzione dell'energia rispetto alla sua distribuzione. Molte forze stanno premendo per la costituzione della società unica per le reti elettricità-gas, magari sotto il controllo statale, ma per fare questo occorre innanzitutto scindere Snam Rete Gas da Eni, per poi passare alla seconda fase della fusione delle reti. Se per l'energia elettrica è possibile fare una netta distinzione della produzione del combustibile e della distribuzione, con la fornitura del gas è alquanto più complesso, perché Eni funge spesso da intermediario con i fornitori esteri - sono pochi i giacimenti di proprietà - e la rete è una costola importante dell'impresa, che se viene meno, anche Eni viene meno in un certo senso.

Per capire cosa sia il mercato del gas e quale sia il ruolo di ENI attualmente occorre cercare di immaginare come funziona praticamente tutto il processo che va dalla produzione alla distribuzione del gas.
Grazie alla legge Bersani per la liberalizzazione del mercato dell'energia, tutti i piccoli consumatori sono liberi di scegliere il proprio fornitore di gas, fermo restando, a garanzia dei clienti, l'esistenza di "fornitori di ultima istanza" che avrebbero dovuto garantire il servizio in assenza di alternative. Sui fornitori individuati dall'Autorità come alternative nessuno è tuttavia riuscito a garantire la fornitura di gas al prezzo massimo fissato, e dato che era antieconomico hanno deciso di non proporsi come alternativa. I clienti si sono così dovuti rivolgere al "fornitore di ultima istanza", ossia ad Italgas (ENI) che può contare su una rete di contratti che gli garantiscono una certa sicurezza e la competitività nella fornitura. Dunque, la separazione tra Snam rete gas e Eni può avvenire giuridicamente, ma forse non praticamente, perché Eni potrebbe portarsi con sé tutti i suoi contratti e le controparti.
Questo lo sa bene anche il Presidente dell'Antitrust, che, nonostante abbia ribadito la sentenza che vuole Snam scissa da Eni, ha detto che è opportuno posticipare l'emanazione di un Dpcm per non indebolirla. Eni infatti deve avere modo di portare a termine i patti presi con Sonatrach, di portare in Italia il gas algerino, di organizzare bene la collaborazione con Gazprom, e di evitare che a comprare Snam sia un operatore estero. In ogni caso ha affermato che anche accorpare le reti non sarebbe poi una manovra strategica, perché comunque si creerebbe una concentrazione, che deve essere controllata a sua volta da un'apposita autorità di vigilanza per non creare poi un vero potere che può manipolato o può manipolare.
A difesa di Eni si schiera anche Tremonti, e il suo intervento è il più interessante. Ha infatti ricordato che Snam ed Eni sono talmente indivisibili, che se la rete viene scissa dalla centrale di produzione, Eni perderebbe la "golden share" e diventerebbe "scalabile": perdendo la funzione pubblica di rete e infrastruttura, perderebbe anche quella qualificazione di società a capitale misto ma con l'ingresso di privati sottoposto al "gradimento" dello Stato, che può così proteggerla da scalate da parte di operatori esteri. Se queste sono le implicazioni della decisione della vendita di Snam, è bene che il governo rifletta bene prima di prendere una decisione così affrettata. Non dimentichiamo che Eni ha chiuso un contratto con Gazprom che dà diritto al gigante russo di offrire il gas russo senza alcun intermediario, direttamente sul mercato, come monopolista tra l'altro.
Decidendo di dismettere Snam, anche se Gazprom non sarà il diretto acquirente, può comunque beneficiare della situazione, tentando una scalata su ENI o spiazzandola totalmente dal mercato della fornitura di gas perché sarebbe il solo fornitore senza intermediario.

Tuttavia i segnali che arrivano dal governo sono tutt'altro che rassicuranti, perché l'intenzione primaria è quella di progettare un'unica entità che controlla tutte le reti, magari rifondando una seconda IRI e creando un vero potere controllato dalle authority, dai comitati e dai commissari di vigilanza. Accanto a questo, si verrebbe a creare una Borsa del Gas, ossia di un mercato in cui gli operatori dovranno offrire quote di combustibile. Confluiranno al suo interno una quota obbligatoria del metano estratto dai giacimenti italiani, a fronte della royalty che i petrolieri esteri pagano allo Stato, e una percentuale del gas importato. La royalty viene trasformata in beni, ossia in una quota di gas importato, mentre i produttori esteri potranno direttamente collocare sul mercato la loro offerta senza intermediari: una volta che la rete di distribuzione è stata isolata, tolta dal controllo del solo intermediario sul mercato italiano, non ci sono più ostacoli alla liberalizzazione del mercato del gas.
Tra l'altro la Borsa del Gas già esiste in maniera virtuale, perché la Snam offre a tutti i suoi operatori la possibilità di scambiarsi le partite di metano, mediante una piattaforma bilaterale in cui formalizzare gli accordi già presi in un cd. Punto di scambio.

L'intero spettro degli eventi lascia quasi intravedere l'esistenza di due fronti sul futuro di Eni, uno del governo, che deve rispettare gli accordi con Gazprom, e uno dell'Eni stessa che non vuole perdere la sua rete né essere manipolata. Quello che era il gioiello di Mattei, sarà forse smembrato e a poco a poco indebolito per favorire così una potente lobby petrolifera.