31 luglio 2006

Il fallimento del Doha Round: la resistenza dell’America

Dopo cinque anni di contrattazioni e mediazioni diplomatiche, il Doha Round chiude i negoziati e rinvia la sua ripresa a tempo indeterminato. Nato dopo l'11 Settembre come conferenza del WTO per promuovere la liberalizzazione del commercio internazionale, il Doha Round è stato fortemente voluto dagli Stati Uniti perché, aprendo gli scambi a favore delle economie emergenti, con esso intendevano stroncare il finanziamento al terrorismo. Oggi gli stessi americani che hanno inaugurato il Doha Round, ne decretano la chiusura e il rinvio fino a tempo indeterminato.

È incredibile come l'11 Settembre abbia sconvolto la politica internazionale, ma più di ogni altra cosa, l'economia e il modo di fare finanza. È stato quello l'inizio della fine dell'egemonia economica statunitense e della stessa economia speculativa, che ora vacilla tra a alti e bassi sotto i colpi della grande sfiducia nei confronti del dollaro e del mercato azionario. Si è innescato un meccanismo di globalizzazione su grande scala, che sta portando alla creazione di gruppi multinazionali molto concentrati tant'è che in futuro le risorse planetarie saranno racchiuse nelle mani di poche società. L'Economia è oggi fatta dai grandi fondi di investimento che hanno, prima di tutto, diversificato il loro portafoglio di attività in favore di merci, metalli e titoli energetici, proprio perché il sistema basato sul dollaro come moneta di riferimento è fallito. In questi anni molte cose sono cambiate, e quella che sembrava una guerra contro il dollaro fatta dalle banche centrali estere mediante la diversificazione delle riserve - vendita di dollari per comprare euro - si è rivelata invece una guerra contro il fallimento della vecchia finanza.



Se il Doha Round oggi fallisce, vuol dire che la vecchia economia è fallita per far posto ad una nuova era, che giungerà nonostante le resistenze dei vecchi baluardi che non vogliono perdere il controllo dello scenario mondiale. Gli stati Uniti rifiutano decisamente gli accordi del Doha Round per aprire le frontiere doganali e incentivare gli scambi da e verso le economie in via di sviluppo, mentre l'Europa timidamente ha proposto di placare in parte le tariffe all'entrate e le sovvenzioni all'esportazioni. Plaude dunque il fallimento anche la Francia che riponeva in esso la speranza di proteggere l’agricoltura nazionale dall’inondamento delle materie prime che sarebbe giunto con l’apertura delle frontiere.

Andamento Bilancia Commerciale Americana



L’America difende oggi la sua economia in un momento congiunturale assolutamente critico e decisivo, in cui il Pil, dopo aver subito un colpo d’arresto dal 5,6 al 2,5, rischia di sfociare in una tendenza negativa di recessione che potrebbe dar vita al più grande crack economico dell’economia mondiale. Tesi avvalorata anche dalla pubblicazione dei dati degli ordini industriali e dei consumi, in netto calo, al quale si aggiunge la contrazione dei prezzi nel settore immobiliare e degli investimenti privati. L’inflazione tuttavia sembra essere aumentata, o comunque è rimasta inalterata nonostante la stretta monetaria che non sembra cessare e che probabilmente si protrarrà fino alla fine di quest’anno. Intanto già giungono le voci fuori dal coro del Congresso e di Bernanke che valutano la stretta economica eccessiva, considerando che l’economia soffre durante una crisi internazionale che porta all’aumento del costo delle materie energetiche.

In tale scenario, la liberalizzazione degli scambi commerciali avrebbe dato troppo potere alla Cina che poderosamente cresce con una previsione del 12%, immettendo sul mercato materie prime e merci che, tradotte in importazioni, avrebbe messo in crisi ancor di più il deficit della bilancia commerciale e lo stesso debito pubblico ormai a livelli inverosimili. Le riserve valutarie americane a fine maggio sono salite a 925 miliardi di dollari Usa, con un aumento di 30 miliardi dal mese precedente, quando la crescita è di 19,9 miliardi, dovuto alla crescita del deficit commerciale statunitense verso la Cina, passato tra il 2000 e il 2006 da circa 80 a oltre 160 miliardi di dollari, e alla fine dell’anno potrebbe superare i 220 miliardi.



In tutto questo non bisogna dimenticare la politica monetaria della Cina, che ha portato ad una forte rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro, sostenuta anche dall’ingresso nel mercato cinese degli investimenti esteri in seguito alla deregolamentazione di tutto il settore finanziario.

Il governo cinese ha infatti lanciato sul mercato una Ipo verso la Banca Centrale, privatizzandola in parte, facendo così incetta di capitali sul mercato ma dando parte della ricchezza nazionale ai nuovi protagonisti privati esteri che stanno ora penetrando l’economia cinese. Per cui, la vecchia economia cinese “comunista” si appresta a conquistare il ruolo della più grande economia “capitalista”, e per tale motivo diventerà obiettivo di colonizzazioni da parte dei grandi fondi di investimento che ivi sbarcano per fare gran bottino di capitali.

Abbiamo assistito in questi ultimi mesi a forti speculazioni che in poche battute avrebbero provocato il crollo delle borse asiatiche, nonché ad un vero e proprio attacco terroristico al cuore della finanza Indiana probabilmente per coprire movimenti illeciti e occulti di capitali, o per agevolare le stesse manovre speculative. Molte possono essere le ipotesi al riguardo, tuttavia il dato di fatto da cui è possibile partire è l’avvento dell’economia che avrà come suo controvalore le merci, l’acqua e l’energia. Questi sono i settori su cui si imperniano gli investimenti delle più grandi Banche d’Affari internazionali, che spingono verso la privatizzazione delle infrastrutture e dei trasporti, per il controllo dei porti e le aree di sbocco verso il mare e le grandi rotte provenienti dall’Oriente. Se la Cina detiene il controllo di uno di questi settori, è un nemico per l’Occidente, e va combattuto.



La guerra di resistenza dell’America nei confronti della Cina sta avvenendo con ogni mezzo, mediante le pressioni che spingevano alla rivalutazione dello yuan, mediante l’ingresso degli Hedge Found sui mercati di investimento, e mediante l’acquisizione dei beni statali ora prossimi alla privatizzazione. In questo si incastra perfettamente la manovra di controllo geopolica nell’Area mediorientale volta a fermare l’Iran e bloccare gli sbocchi sulle grandi rotte della Cina.



Ciò che forse non sembra a tutti evidente, è che le lobbies dell’Alta Finanza stanno prendendo la Cina utilizzando le stesse armi di sempre: l’incursione è impercettibile ma costante, perché si vuole rendere anche questa economia debole e smaterializzata. La grande provvista di valute e titoli denominati in dollari può rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché lega indissolubilmente il destino della vittima al proprio carnefice: se crolla uno, crolla anche l’altro. Per cui se la guerra non fermerà la Cina, forse lo faranno i Fondi di Investimento con le loro speculazioni, o le Banche d’Affari che pian piano compreranno il patrimonio statale privatizzato. Ciò a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi sui mercati asiatici può rivelarsi anche solo una prova tecnica, un primo segnale di quello che potrebbe accadere se l’America venisse meno.

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Settant'anni di scienza negata: non vi abbiamo deluso!

La scienza di cui vi abbiamo sempre parlato è stata occultata in questi lunghi settant'anni, ma è ora giunto il momento di svelare la truffa che è stata perpetuata e di affrontare questi Baroni Ladroni che si nascondono alla verità.
Lo avevamo promesso e non vi abbiamo deluso, siamo stati i primi a dirlo e per questo siamo stati attaccati da tutti, che ci hanno zittiti dicendo che siamo dei fasciti o dei nazisti: si sono nascosti dietro un dito per non perdere lo stipendio e una poltrona. Tutte questi grandi comitati scientifici, queste grandi menti sono fallite, volevano denigrarci e dividerci ma ne sono usciti loro sconfitti. La scienza è una cosa seria, la in nome di un Dio profano la hanno venduta e hanno venduto anche noi. Noi abbiamo la scienza, sappiamo cos'è la verità, il nostro padre è Tesla e ci batteremo finchè non sarà resa giustizia ad un grande uomo. Oggi prendendo il suo nome per "sdoganare" quanto di terribile hanno compiuto in questo secolo.

Vi mostriamo le foto della Tesla Car e del suo motore, e siamo pronti a dimostrare che non è un meccanismo convenzionale, in esso si cela in grande segreto di Nikola Tesla. Non vi abbiamo deluso, vi abbiamo dimostrato ciò che hanno tenuto nascosto, e sappiamo cosa ora vogliono fare. Abbiamo bisogno di voi, dobbiamo essere uniti, dobbiamo costruire un'unione: il consenso verso la Etleboro cresce ogni momento e ogni giorno, le alleanze giungono da ogni parte del mondo. La Etleboro è una vera intelligence al servizio del popolo, e non vi mentiremo mai perchè dietro di noi vi è la scienza e l'intelligenza, l'unica arma che a queste lobby fa oggi paura e li fa tremare.













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La "macchina volante", il sogno di Tesla


Durante la sua geniale produzione di brevetti e invenzioni, Tesla progettò delle macchine aeree prive di alettoni di sostegno, di propulsori, o di altri appendici esterne, ma in grado di viaggiare a velocità straordinarie. Al direttore della Westinghouse, Tesla scrisse, "non deve sorprendersi se un giorno dovesse vedermi volare da New York a Colorado Springs su di in un'invenzione che assomiglierà ad una stufa a benzina, che peserà tanto, e potrà, se necessario entrare e uscire attraverso una finestra".
Il suo generatore di energia per una macchina volante ha una struttura molto semplice: solo una grande massa di acciaio, rame ed alluminio che ha un nucleo stazionario e ruotante.

Quella della macchina volante, alla quale Tesla ha dedicato venti anni di studi , è il progetto a cui Tesla teneva più di ogni altra cosa, il sogno della sua vita, ossia quello di creare una macchina in grado di volare perfetta nella sua struttura. Molti sono gli schizzi di macchine per viaggiare nello spazio, di navicelle interplanetarie, lasciateci da Tesla. Egli infatti credeva che sarebbe stato il primo uomo a volare, tentando l'impresa che nessuno mai sarebbe stato in grado di sfiorare. Mentre lavorava intensamente sulla progettazione di macchine destinate alla produzione di elettricità, capì che il motore a benzina si stava avvicinandosi ad una tale perfezione che avrebbe portato poi a costruire l'aeroplano. Per tale motivo si soffermò non sulla macchina in sé, ma sul motore, creandone uno che è una rivoluzione assoluta. Lavorò per circa vent'anni sulla trasmissione senza fili dell'energia elettrica, per cui progettò una macchina volante spinta da un motore elettrico e alimentato da stazioni che si trovano sulla terra. Essendo, dunque, stato anticipato sulla creazione di velivoli in grado di volare, cerco di affrontare il problema da un altro punto di vista, ossia quello meccanico piuttosto che elettrico. Infatti Tesla capì, prima di tutto e di tutti, le potenzialità dell'applicazione del principio della viscosità e del moto dei fluidi, concependo così il meccanismo di questo motore.


Ha una potenza di mille cavalli, ma pesa solo cento libbre, e può essere applicato anche sulle automobili, le locomotive e i piroscafi. La sua macchina volante sarà il futuro, sarà più pesante dell'aria, ma non sarà un aeroplano, perché non avrà ali. Sarà sostanziale un solido, stabile: non esistono ora infatti aerei stabili a tutti gli effetti. Il giroscopio non può mai essere applicato sull'aeroplano con successo, per questo darebbe una stabilità alla macchina che provocherà la distruzione del velivolo a causa del vento, proprio come un aeroplano non protetto si schianta a terra perché sospinto da un vento d'alta quota. La sua macchina volante invece non ha né ali né propulsori. È in grado di muoversi con semplicità nell'aria in ogni direzione con velocità di sicurezza elevate e perfette, nonostante le avversità atmosferiche, i vuoti d'aria o le correnti discendenti. Cavalcherà invece quelle ascendenti, e potrà rimanere in condizioni assolutamente stazionarie nell'aria per molto tempo. La sua capacità di sollevamento non dipenderà da nessuna apparecchiature delicata, ma da un processo meccanico.

Su questa invenzione la Nasa e altri centri di ricerca hanno costruito le sonde spaziali, i satelliti e gli stessi velivoli utilizzati per le esplorazioni nello spazio. La macchina volante è stato un sogno che Tesla non ha visto nascere, ma sarà senz'altro nel nostro futuro, come lo sarà la Free Energy e la trasmissione nell'etere dell'energia.

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Si chiama Milena Maric ed è nata a Sremska Mitrovica

Questa donna a tutti sconosciuta, si chiama Milena Maric. Era la moglie di un Fisico, divenuto Premio Nobel della Fisica, Albert Eistein. È nata a Sremska Mitrovica, città serba, e grazie alla conoscenza in comune di Nikola Tesla ha conosciuto Albert Einstein, nel 1889 e dopo, nel 1903 si sono sposati. Lui era fisico, ma lei era una matematica d' eccellenza, una grande mente ma che è sempre vissuta all'ombra del marito. Nel 1919 hanno divorziato, dopo un terribile giallo sulla morte della figlia. Sulla sua vita, sulla storia vi è un grande mistero, un giallo che rimane tutt'oggi top secret. In lei dimorava un grande genio, occultato e tenuto nascosto dal mondo della scienza e dalla storia, perchè dietro questa donna si nasconde il segreto di Israele. Le grandi scoperte scientifiche di inizio secolo e il Trattato di Balfur sono due eventi che si intrecciano indissolubilmente, e che hanno così innescato una serie di cause ed effetti che, per la forza delle cose, ha portato alla storia che oggi viviamo.

Tesla, Einstein, e Steiglitz
Tesla , durante la sua giovinezza era conosciuto e stimato quanto Albert Einstein.
Erano amici, e infatti Einstein spedì personalmente un telegramma a Tesla per il suo compleanno.

30 luglio 2006

L'Etnocidio dei Popoli

Scarica Sentenza
Questa sentenza è il fallimento del sistema in cui viviamo! Cari politici, ma voi non sapete nulla di ciò accade intorno a noi? Vergognatevi, per quello che siete e per quello che avete fatto riducendoci allo stato in cui viviamo oggi!Da domani mattina, prendere una pala e andate a "spalare merda", come hanno fatto i nostri soldati in missione di Pace.
Associazione dei Consumatori, Adusbef, vergognatevi! Avete fatto causa alla Banca d'Italia per il diritto al signoraggio, avete festeggiato una vittoria ma poi avete detto che bisogna vendere l'oro per abbattere il debito pubblico. Avete illuso tutti e ora avete perso, e vi siete tirati indietro rinnegando tutto. Vergogna!
La guardia di Finanza, invece che controllare gli scontrini fiscali dei commercianti dovrebbe esaminare bene gli archivi e le pratiche delle Banche. I nostri corpi di polizia si sono venduti e per una poltrona si sono messi nelle mani di questi balordi. I nostri Giudici, i magistrati e i servizi segreti sono mercenari, al soldo di quelli che dirigono tutta questa farsa, questa messinscena.

Molti sono andati in Tunisia per controllare se era veramente morto.
Craxi è stato
l'ultimo uomo di Stato

"Quelli che ci hanno uccisi, ora siedono al posto di comando"

Missili intelligenti in Bosnia

Siamo ormai abituati a queste "azioni" condotte dall'esercito americano e da EUFOR, supportate da intelligence altamente specializzate, per cui non siamo affatto meravigliati perchè un'altra azione è finita nella "merda".
L'azione ha avuto inizio ieri, verso le sei del mattino nel quartiere della città di Mostar, in Bosnia, quando gli "ospiti non invitati" di Eufor fanno irruzione nella casa di una tranquilla famiglia. Hanno svegliato con le armi e un intero assetto di guerra tutti gli 11 componenti della famiglia, di cui tre erano bambini. La famiglia, scioccata e non sapendo che stesse accadendo, ha chiesto spiegazioni al colonnello che si è presentato con un intero battaglione. La spiegazione a tutto questo è semplice. Cercano dei "missili intelligenti", posizionati su una contraerei, nascosta con tutto il sistema dentro una fossa biologica.

Il Portavoce della Multidivisione Sudovest, Stefan Keip, ha dichiarato che, sulla base di fonti sicure e precise di foto satellitari, hanno localizzato un missile proprio all'interno del pozzo della povera famiglia. I soldati non hanno perso tempo: hanno preso pale e picconi, e tra la fogna, la merda e i pomodori dell'orto hanno cominciato a scavare.

"Non so niente - ha dichiarato il padrone di casa - mi hanno svegliato all'alba e mi hanno detto che non dovevamo neanche alzarci dal letto perchè non noi non eravamo d'interesse per loro. A loro interessava solo il pozzo della fogna, e così hanno cominciato a scavare nella merda. Ma mi sono preoccupato per le brutte cose che in Paese avrebbero detto di no, perché ora già tutti credono che noi siamo terroristi".

Dopo tre ore di "azione" il battaglione italiano si è ritirato, perché hanno scoperto che in realtà non era un missile ma un vecchio tubo di ferro utilizzato al posto delle tubature in plastica o in cemento. A questo punto, speriamo che non succeda anche loro ciò che è successo ai servizi segreti, che proprio a causa delle loro "fonti precise", sono stati inquisiti dalla questura e arrestati. Si veda infatti il caso Abu Omar.

Missili intelligenti, intelligence, apparecchiatura intelligente: insomma tutti intelligenti, ma poi finiscono nella fogna. Dove andrà a finire questo mondo dopo che ormai è finita l'epoca di James Bond e dei vecchi agenti dei servizi segreti? Loro almeno usavano la propria intelligenza, mentre oggi sembra che tutti abbiano messo la propria stupidaggine nelle mani di un computer intelligente.

29 luglio 2006

E' scontro tra Titani

Abbiamo assistito in questi giorni ad un improvviso, quanto inaspettato, crollo della quotazione dei titoli delle major di Internet, in occasione dell'annuncio della pubblicazione dei resoconti dei profitti trimestrali. Le Borse, su indicazione delle Banche d'Affari che ivi prestano consulenza e attribuiscono un rating alle società quotate, hanno giudicato i titoli poco promettenti per il futuro. Yahoo ha presentato un calo delle previsioni delle vendite rispetto ai dati rilevati del 78%, e per questa è stata punita con un crollo del titolo del 19%, mentre Google ha perso in questo mese l'8% e ora è stata bersagliata Amazon. Quest'ultima, impegnata nell'e-commerce è stata fortemente criticata in borsa, tanto è che Goldmann Sachs ha diminuito il prezzo minimo di contrattazione. Secondo gli analisti se il titolo non è caduto è solo perché alcuni credono ancora nel futuro dell'e-commerce, come ad esempio Deutsche Bank, che vede comunque crescere il settore crescere nel lungo periodo.

Bisogna riflettere su questo tipo di eventi, perché potrebbero indicarci una strada o farci capire cosa si stia profilando per il nostro futuro e per la nostra stessa economia.
Il commercio elettronico presenta senz'altro degli aspetti oscuri e ambigui, e le vittime delle truffe e dei trucchi sono già tantissime, tuttavia la società virtuale è il nostro futuro, la comunicazione telematica, le community virtuali sono già un tassello della nostra società che è infatti destinata a crescere sulle piattaforme elettroniche. Per cui è un po' strano che gli indici di borsa di questi titoli sono in calo, e in certe occasioni, molto prossime al collasso, come il caso di Yahoo, e soprattutto che le Banche consiglino ai propri risparmiatori di mantenere il titolo.

Allo stesso tempo, pare un po' illogico e contraddittorio che Yahoo!, una tra le società che detiene il più grande potere, quale il controllo dell'informazione e delle librerie di ciascuno che va ad inserire i suoi dati sul web, subisca un calo così vorticoso da mettere in discussione la sua posizione. Evidentemente, le Banche stanno ora giocando uno gioco sporco, di sabotaggio potremmo dire, nei confronti delle società di internet, e potremmo arrischiarci nel dire che si tratta di una vera e propria guerra.
Non bisogna in nessun modo dimenticare che Google, Ebay e Paypal, sono quasi delle maior del commercio elettronico prima che del web, hanno investito diversi miliardi nel progetto della Teslacar destinato a diffondere un'auto che non ha emissioni di gas, né consumo di combustibili fossili, perchè in verità non abbiamo alternative. Le guerre in medioriente hanno sempre messo a dura prova economie come la nostra, così dipendente dall'estero, nonché quelle delle superpotenze, e sarà questo che ci spingerà a sperimentare e utilizzare nuove tecnologie.
Due lobbies si scontrano in questo momento, l'una cha sta nel pieno ciclone del fallimento ma ormai è fallita, e l'altra che da pochi anni si sta facendo strada e ha già un monopolio: una che ora sta combattendo una guerra per la sopravvivenza del sistema, l'altra che si sta organizzando per il ritorno in pace e a quel punto non avremo alternative. La guerra in Libano non sta facendo altro che accelerare questo processo di schiavizzazione dei popoli tecnologici, perché finita la guerra moneta, petrolio e materie prime aumenteranno, e con loro anche la nostra debolezza. Oggi i server si Emule e Kazaa sono ormai fuori legge, sono sotto sequestro perché responsabili di un furto e di centinaia di danni ai diritti d'autore. In realtà questa è un'eliminazione democratica più che fisica, perché si vuole dire che non possono esistere sistemi di archiviazione per cartelle, basato sulla condivisione dei server e delle informazioni, di modo ché se un uno viene eliminato ha dietro di sé altri 2000 computer.
Il web è oggi la nuova usura, perché è un ragno che muove i fili di una ragnatela, per cui sarà lui, o comunque le società che lo rappresenti, a gestire il potere e a manipolare le informazioni. Un'impresa che vuol sopravvivere dovrà associarsi al web, dovrà aderire ad un sistema di Google, che è piramidale, ha un sistema di raccolta dei dati estremamente concentrato. Un'impresa che vuole sopravvivere deve invece , associarsi e collaborare e questo potrà avvenire anche senza contratti e consorzi formali, ma nelle rete, usando sistemi di telematizzazione.
Chirac, in una conferenza stampa ha dichiarato che la Francia, per non perdere il suo ruolo e soprattutto per sopravvivere, ha bisogno di un motore di ricerca che le fornisca le informazioni, e questo motore deve avere un sistema di categorie che dia poi la possibilità di sfogliare il web tagliando trasversalmente il web.
Chi ha capito il grande business e la caratteristica strategica del settore è Murdock, che vuole comprare Telecom Italia, con una percentuale di azioni che gli consenta di detenere indisturbato il controllo della società, ed in particolare della rete internet. Che Murdock sia interessato molto ad internet, è confermato dal fatto che in Inghilterra vuole creare una società che gestisca internet in modo da spiazzare e sbaragliare totalmente la British Telecom; anche Fastweb si trova ora ad un momento particolare e la proposta del magnate australiano non si è attardata. Le fusioni tra società di telecomunicazione, di media, di software e di elettronica, dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che si stanno organizzando, e sono pronti a dettare legge in questo Nuovo Ordine Mondiale. La lobby bancaria è fallita ormai, il FED us notes è crollato, le borse sono truccate, per cui forse è vano attaccarsi ai valori di andamenti dei mercati, perché poi basta una parola per fare andare giù tutto. Stanno combattendo una loro guerra su una terra che loro non era, per degli interessi propri, per l'acqua che la fonte della nuova energia. Sanno tuttavia che sono falliti, per cui stanno prendendo le dovute cautele del caso, come la Borsa Globale, ma in ogni caso, se una Banca è un sistema elettronico, potrà mai vincere dinanzi a colossi come IBM?

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28 luglio 2006

Rinascita organizza un incontro di solidarietà : 28 luglio Sala Capranichetta - Roma

"E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo..."

Un'intervista a Tom Bosco, direttore della Testata Nexus Italia, per darvi una finestra sul mondo dell'informazione non ufficiale.

D:Signor Bosco, che cosa Nexus intende portare alla luce?
R:Nella sua dichiarazione di intenti, la rivista riconosce l’importanza dell’incredibile momento storico che tutti noi stiamo vivendo, visto come una sorta di salto evolutivo del genere umano nel suo complesso, pur con tutti i problemi ed avversità che questo processo comporta. Quello che NEXUS si propone di fare è semplicemente selezionare e presentare un genere di informazioni che normalmente non vengono trattate dai media tradizionali, informazioni potenzialmente utili e in molti casi devastanti per un certo tipo di visione della realtà. Storia nascosta, archeologia proibita, cospirazioni internazionali; terapie mediche efficaci contro innumerevoli malattie, molte delle quali considerate incurabili, eppure contestate e/o deliberatamente soppresse; tecnologie free energy, una delle tematiche di punta della rivista, senz’altro una delle prime ad introdurre questo argomento nel panorama editoriale nazionale; antigravità e altre tecnologie potenzialmente rivoluzionarie; e poi anche UFO e civiltà extraterrestri, argomenti purtroppo parzialmente screditati ma a mio avviso di grande rilevanza. Insomma, NEXUS non si propone come un vangelo, bensì come una possibilità per il lettore di acquisire un certo genere di informazioni, lasciandolo del tutto libero di scegliere cosa fare con esse. Anche per questo, NEXUS non ha legami con alcuna ideologia od organizzazione religiosa, filosofica o politica.

D:In che modo il vasto pubblico risponde dinanzi a tematiche non trattate dalla stampa ufficiale?
R:Il vasto pubblico non viene affatto a conoscenza di queste tematiche, o ne viene a conoscenza solo parzialmente: ma c’è un pubblico di nicchia, affamato di informazioni “vere”, che rappresenta il popolo degli affezionati lettori di NEXUS e aspetta pazientemente due mesi per leggersi l’ultimo numero della rivista, affolla entusiasta i convegni che organizziamo periodicamente, visita il nostro sito (www.nexusitalia.com) e dialoga sul forum, e soprattutto (quando lo ritiene appropriato) cerca di trasmettere queste idee e queste informazioni presso amici, conoscenti, colleghi, parenti, contribuendo in qualche modo a veicolarle anche presso il cosiddetto “vasto pubblico”. Non dimentichiamo che NEXUS non può competere come tiratura e diffusione con altre riviste patinate e altisonanti, distribuite in centinaia di migliaia di copie da grandi gruppi editoriali. Sul genere di “informazioni” pubblicate da queste riviste, naturalmente, ci sarebbe molto da discutere…

D:Secondo lei, i tempi sono maturi per divulgare quella che molti considerano "la scienza negata" ?
R:Non solo sono maturi: a mio modo di vedere siamo in ritardo di almeno un secolo…

D:Nexus ha ripreso con molto interesse la discussione del motore ad acqua sollevata dalla Etleboro. Lei crede nella concreta realizzazione della Joe Cell?
R:Be’, siamo stati i primi a parlarne svariati anni fa e l’abbiamo fatto con diversi articoli; personalmente credo che possa funzionare, ma aspetto di poterne esaminare personalmente una funzionante secondo i criteri enunciati dal manuale di costruzione. In base alla mia esperienza, molti si sono dedicati alla realizzazione della cella senza averne realmente compreso il principio di funzionamento: probabilmente si aspettavano un congegno che producesse idrogeno, o qualcosa del genere… ad ogni modo sto seguendo la costruzione e l’attivazione di due celle di Joe, e conto di farmi presto un’idea ben precisa sul loro potenziale.

R:La diffusione di meccanismi che creino o catturino una "nuova energia" che prospettive potrebbe creare per il tipo di società in cui oggi viviamo?
D:A ben pensarci, le prospettive andrebbero ben al di là della semplice autonomia energetica, che comunque significherebbe l’autonomia e la possibilità di esercitare davvero il libero arbitrio a livello individuale: una rivoluzione di tale portata comporterebbe anche un ripensamento, una revisione di tutti o gran parte dei paradigmi attualmente radicati nella società e negli individui che la compongono, e non soltanto a livello scientifico ma anche, se vogliamo, filosofico. Tutto il “progresso” tecnologico viene da decenni (se non addirittura secoli) incanalato in direzioni ben determinate da una ristretta élite di potere con ramificazioni nel settore economico-finanziario, politico, accademico, etc. Un esempio di quanto sopra lo possiamo trovare nel settore aeronautico: il primo volo a motore è quello ad opera dei fratelli Wright, nel 1903; poco più di un decennio più tardi, l’aereo era passato dalla sua fase embrionale ad applicazioni belliche (sotto forma di caccia, bombardieri, ricognitori, etc.) nel corso della Prima Guerra Mondiale; dopo un ulteriore sviluppo negli anni ’30 (aerei postali, trasporto passeggeri, la prima trasvolata atlantica ad opera di Lindbergh, le crociere atlantiche di Italo Balbo, etc.) abbiamo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e qui si osserva un balzo tecnologico senza precedenti, laddove nel 1940 molti caccia di prima linea erano ancora dei biplani e nel 1944, appena quattro anni dopo, i primi reparti di caccia e di bombardieri a reazione solcavano i cieli: un’accelerazione tecnologica incredibile (per non parlare dello sviluppo missilistico che, poco più di due decenni dopo, avrebbe consentito all’uomo di mettere piede sul suolo lunare… o almeno così dicono). Ma da quel periodo è ormai trascorsa una sessantina d’anni, e in buona sostanza la tecnologia aeronautica ha certamente fatto notevoli progressi, in particolare nei sistemi di propulsione, nell’avionica e nei materiali, ma gli aerei che oggi solcano i cieli non sono troppo diversi da quelli di allora. Quello che sto cercando di dire è che se i progressi tecnologici in campo aeronautico avessero davvero seguito il loro corso naturale, oggi ci sposteremmo su velivoli antigravitazionali, con sistemi di propulsione rivoluzionari e non più basati sulla combustione; non avremmo bisogno di enormi piste di atterraggio per jet commerciali da centinaia di passeggeri, né di elefantiache e costose strutture aeroportuali, e le stesse barriere doganali non avrebbero più alcun senso. Ma naturalmente questo scenario sarebbe inviso a quella ristretta élite che, al contrario, ha tutto l’interesse a mantenere una struttura di controllo sulla popolazione dell’intero pianeta. In altre parole, ogni “progresso” tecnologico è pilotato e sviluppato in funzione dell’agenda di questi psicopatici, e questo naturalmente vale in particolar modo per il sistema energetico. Molti segnali mi fanno pensare che siamo vicini ad un cambiamento epocale, e che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

D:Cosa pensa lei della strategia di diffusione tra le imprese della Joe cell di cui la Etleboro si sta facendo promotrice?
R:Ne penso ogni bene possibile. L’importante è acquisire risultati documentabili e diffonderli, magari studiando qualche innovativa strategia di comunicazione.

D:Che cosa attualmente crede si possa fare per minare il sistema energetico e portare il mondo verso la free energy?
R:Personalmente mi dedicherei allo sviluppo industriale di due o tre progetti selezionati (nel campo dei magneti permanenti, in quello dell’implosione, etc.) magari attraverso una cooperativa, un gruppo di persone volenterose e determinate a ingegnerizzare un sistema facile da costruire, compatto, efficiente e affidabile, da vendere in semplici kit di montaggio a prezzi stracciati. Sarebbe interessante vedere come reagirebbe il grande pubblico di fronte a un evento del genere…

D:L’Italia ha le capacità e la cultura per costruire un futuro libero dalle lobbies di potere?
R:Mi piacerebbe rispondere positivamente, ma se mi guardo intorno mi riesce difficile immaginarlo: mi sembra di vivere in un incubo orwelliano, in mezzo ad una popolazione di narcotizzati, un paese dove è accaduto e continua ad accadere l’inimmaginabile, eppure… dopo aver toccato il fondo, si è cominciato affannosamente a scavare! In virtù dei miei viaggi all’estero, ho sempre pensato che l’Italia, potenzialmente, sarebbe il paese più bello del mondo, un posto dove davvero varrebbe la pena di vivere: una grande cultura, un territorio di una bellezza straordinaria, un popolo allegro ed ingegnoso capace delle più grandi imprese e delle più incredibili realizzazioni. Purtroppo invece siamo un popolo fondamentalmente diviso e inconsapevole, abilmente e cinicamente manipolato dalle varie strutture di potere economico, religioso e politico, e incapace di prendere in mano il proprio destino. Basta accendere la televisione, guardare le facce e ascoltare le menzogne di quei personaggi ripugnanti e mediocri che si alternano al governo di questo paese, di qualunque colore politico essi siano. Il livello di corruzione di questi immondi individui è inconcepibile, e purtroppo questo cancro ha da tempo attecchito nel tessuto sociale. Ciò non toglie che esistono numerosissimi italiani davvero in gamba, e semmai l’Italia riuscirà a costruirsi un futuro di libertà e di prosperità, lo si dovrà a questi cittadini consapevoli, ingegnosi e risoluti.

D:Vuole aggiungere qualcosa?
R:Semplicemente augurare ogni successo alle iniziative di cui Etleboro si è fatto portatore, gran parte delle quali rispecchiano la stessa filosofia di NEXUS. Come si dice? “È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo…”

27 luglio 2006

La Teslacar e la Joe Cell hanno un "filo conduttore"


"Quando la grande verità verrà accidentalmente rivelata e poi confermata empiricamente, tutti ammetteranno che questo pianeta, con tutta la sua immensità terrificante, va a corrente elettrica, inverosimilmente non di più di una piccola palla di metallo, e da questo ne deriveranno tante opportunità per noi, ognuna che si confoderà con l'immaginazione e di conseguenza sarà indefinibile, ma sarà assolutamente di sicuro completamento. Una volta che la comunicazione telegrafica sarà evidente a tutti possibile, come un segreto e come un pensiero non afferrabile, il suono della voce umana, emesso a qualsiasi distanza terrestre, con tutte le sue intonazioni e i suoi inflessioni, sarà riproducibile fedelmente e immediatamente sino ad qualsiasi altro punto del globo. L'energia di una cascata sarà disponibile per produrre luce e calore, dovunque - su mare o terra o in aria - l'umanità sarà come un mucchio di formiche che si mescola su un bastone : vedremo il caos arrivare!"

Nikola Tesla - 1904

Fu un grande scienziato, di un'intelligenza rara e straordinariamente superiore a quella delle menti degli uomini, e forse la sua grandezza fu proprio nell'averci lasciato una filosofia di vita per poter gestire il sapere che ci ha donato. I suoi progetti sono molto di più di un'invenzione, perché la forza innovativa che hanno è sconvolgente, che va al di là di ogni pensiero.

Vi abbiamo mostrato la Joe Cell, la bellezza della sua semplicità e della speranza che ci ha dato. Tanti hanno raccontato delle filosofie per distogliere l'attenzione dai veri progetti, e da coloro che invece descrivono le scienze negate. Gli scienziati, i tecnici e i media hanno cercato di impugnare e di additare la scoperta come una truffa. Indymedia è, per chi non lo sapesse, un nuovo strumento per il controllo del pensiero, un progetto del servizio segreto, che poi è stato privatizzato ed è adesso in mano alle lobby, per alimentare una controinformazione pilotata, e pubblicizzare i movimenti neo-fascisti, che fanno capo a dei siti gestiti da loro stessi. Anche nei nostri confronti hanno tentato questa strategia di denigrazione, ci hanno definiti dei fascisti, in maniera tale che indagando sulla Tesla car dal motore di ricerca, compare indymedia che cita in maniera negativa la Etleboro.

La Teslamotors possiede le invenzioni e i brevetti della nuova energia, ma ci ha ingannati tutti dichiarando che questa è la macchina di Tesla: quel marchio non le appartiene, ne sta facendo un sopruso solo per pilotare la controinformazione. Tesla costruì un'auto che andava "ad etere", ossia che sfruttava l'energia elettromagnetica presente sulla terra e nel cosmo. Per far questo eliminò il motore dalle auto, e brevettò un circuito di trasmissione di energia all'interno del quale una fonte di energia, in questo caso proveniente dall'esterno, veniva captata da un condensatore e accumulata in una cella di energia, immersa nell'acqua. Quella che dal web è stata per lungo tempo chiamata "joecell", nient'altro è che la batteria di accumulazione di questo circuito cha va ad etere e produce una "elettricità fredda": ha una potenza e un voltaggio elevatissimo, ma non brucia, non provoca emissioni ed alcun tipo di inquinamento. Quindi, forse un fondo di bugia vi è anche nella Joecell perché non funziona in certe circostanze.

Non riusciamo dunque a capire come mai la Teslamotors afferma di aver progettato un motore innovativo che usa delle batterie al litio di ultima generazione e di straordinaria tecnologia, le quali immagazzinano l'energia elettrica della normale rete energetica. Qualcosa non torna, per cui evidentemente nascondono la vera natura del motore con una struttura "tradizionale", obbligandoci a pagare un'energia che non viene neanche utilizzata da quel circuito, perché secondo Tesla solo l'1% di quella straordinaria energia viene normalmente consumata prima che si ricarichi automaticamente. Non è ammissibile che prendano il suo nome per quel motore, perché la scienza non le appartiene. La nostra associazione non ha mai voluto acquisire il nome di Tesla, cercando di rispettare la sua volontà, perché quando la gente gli chiedeva della sua fantastica auto, rispondeva in modo ironico che "andava ad etere". Lo guardavano ridendo e lui rideva ancora di più, perché sapeva che occorreva aspettare ancora 150 anni prima che venisse prodotta. Aveva detto di no a Morgan, al suo finanziatore, che gli propose di sposare sua figlia.


Ebbene, la joe cell, quella che viene definita un accumulatore di orgone o di energia radionica, è una componente del brevetto di Nikola Tesla ( No. 787,412 patented il 18 aprile 1905), con il quale egli stesso annunciava l'avvento di una nuova forma di energia talmente straordinaria, che avrebbe potuto trovare applicazione non solo nel trasporto, marittimo terrestre o aereo, ma anche per le abitazioni. Le sue prime pubblicazioni risalgono al 1904, come il suo brevetto d'altronde, per cui tutti sapevano e per tutto questo tempo hanno nascosto la verità e hanno combattuto delle guerre per impossessarsi del petrolio.

In una lettera scritta di suo pugno a coloro che erano interessati alla produzione del suo motore, si meravigliava lui stesso di questa straordinaria fonte di energia e del fatto che le industrie dei trasporti di allora non la utilizzavano, perché garantiva risparmio, sicurezza e velocità. In Francia già era stato sperimentato quel motore, e il successo che aveva avuto faceva ben sperare Nikola Tesla che il suo motore, a induzione multifase con frequenza bassa, avrebbe rivoluzionato la generazione delle macchine elettriche, realizzata poi a tutti gli effetti nel 1930. Questo motore cattura dall'etere energia a bassa frequenza, e produce una forma di elettricità fredda ad alta frequenza, che per la maggior parte viene riciclata per poi autogenerarsi all'infinito. Si dischiude così una teoria che va contro la Prima legge della Termodinamica, in quanto un'energia debole entra ed va ad alimentare un circuito che fa da moltiplicatore di energia, ed è capace di sviluppare una forza lavoro più efficiente di quella che proviene direttamente dalla fonte di energia. All'interno del circuito vi è un componente, un tubo che utilizza un anodo di bassa-tensione, un anodo di alta tensione, e delle griglie che ricevono energia elettrostatica, che comprimono e emettono una tale scarica di corrente che occorre proteggere l'apparecchiatura da valvole perché potrebbe danneggiare poi tutto il circuito.
Il segreto di tutto il circuito di Tesla che consente di generare e scoprire le onde elettromagnetiche, è proprio questa "batteria" caricata con tensioni basse, ma che creava scariche improvvise che poi esplodevano in vapore. Questo impulso elettrico produceva degli effetti che si creavano con la scarica di un lampo, ossia di una carica elettrostatica nell'aria, e per tale motivo Tesla la definì un'energia radiante. Era una forza elettrica nuova, e non semplicemente la forma di un'energia già esistente, che produce una tensione migliaia di volte più elevata dell'iniziale energia applicata. Si propaga istantaneamente, penetra tutti i materiali e crea delle "reazioni elettroniche" in metalli come rame e argento.
Quando sperimentò tale invenzione su un'auto nel 1931, pose questa apparecchiatura sul cruscotto, che prendeva energia dall'antenna posta nel suo laboratorio, e trasmetteva poi energia elettrostatica alla macchina per induzione. Premendo l'acceleratore la macchina si accendeva a partiva, viaggiando ad una velocità di 90 miglia all'ora.

Nikola Tesla - 1942

Nikola Tesla morì il 7 gennaio 1943, all'età di 87 anno a New York, nella stanza 3327 al 33esimo piano di un albergo decadente di Manhattan. Era rimasto senza soldi, vivendo in una stanza che condivideva con uno stormo di piccioni, gli unici amici che gli rimasero accanto. Immediatamente dopo la sua morte, le sue carte scientifiche sono scomparse dalla sua camera di albergo, e non furono più ritrovate. Contenevano i dati scientifici ed le informazioni sul "Raggio della Morte", un'arma pericolosa che potrebbe sconvolgere il concetto stesso di guerra.

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25 luglio 2006

La guerra dell'America combattuta da Israele

È stato decretato lunedì in California lo stato d'allerta per la scarsezza di elettricità, dopo un blackout di tre giorni, rischiando di far salire la domanda a livelli record. Si tratta di un allarme di secondo livello che obbliga gli utenti a diminuire il consumo di energia dopo che gli inviti alla riduzione dei consumi non sono bastati a non sovraccaricare la rete. Tale evento segnala una crisi energetica in atto da tempo annunciata, e che ora tuttavia sta peggiorando, non tanto per la crisi mediorientale, come si vuole far intendere, quanto per il fallimento del sistema capitalistico statunitense, molto parassitario. L'America oggi rischia una vera rivoluzione civile se l'energia mancherà nelle case e nelle imprese, che già soffrono la recessione economica, l'indebitamento e l'alta inflazione. Questa scintilla potrebbe estendersi fino al punto di portare ad una crisi della liquidità, con file interminabili dinanzi agli sportelli bancari per ritirare titoli e bond, e gonfiare il portafoglio dei poveri consumatori americani.

Quello statunitense è uno Stato allo sbando, è un giocatore che come una malattia chiede credito per poter continuare a giocare alla roulette e recuperare quanto ha perso, per questo è una minaccia per l'intero pianeta. Nessuno ormai gli fa credito, persino il Giappone, perché a causa della sua politica monetaria rischia il fallimento quanto l'America, e gli stessi cittadini americani che si rifiutano di comprare debito pubblico statunitense, nonostante gli appelli all'ottimismo di Bush e di Bernanke .

Le borse asiatiche sono infatti in deciso ribasso, proprio perché se il dollaro dovesse crollare i primi paesi a trascinare con sé sarebbero proprio i paesi dell'Estremo Oriente. Queste economie sono agganciate al dollaro, perché le loro bilance commerciali sono in attivo, grazie all'avanzo di esportazioni, e sono ricche di dollari. Se il dollaro dovesse perdere quota, anche la loro economia perderebbe valore a causa della svalutazione delle partite correnti dello Stato, tale da scoraggiare gli investimenti e spingere gli investitori a liquidare i fondi e i titoli. A parte le speculazioni, che non mancano mai, il crollo del dollaro causerebbe sicuramente un crollo delle borse asiatiche, e il loro ribasso è un primo campanello di allarme della disfatta dell'America. A questo punto occorre aspettare e vedere se questa è una tendenza o se si stabilizza intorno ad un calo patologico- Ciò potrebbe nuocere anche alla Cina, che essendo un'economia in continua crescita, non ha avuto la possibilità di diversificare le sue valute, detenendo più euro e meno dollari, come invece hanno fatto i Principi arabi. La Cina probabilmente non venderà mai sul mercato i suoi titoli in dollari, perché oltre a far cadere l'America danneggerebbe anche sé stessa. Ha bisogno più di ogni altra cosa di energia, e per tale motivo si affianca alla Russia in ogni sua decisione, nei cui confronti è fortemente dipendente come per l'Iran. America e Cina non si faranno mai la guerra in maniera diretta, non conviene a nessuna delle due perché questo significherebbe sono dilaniarsi a vicenda senza soluzione.

L'unico protagonista forte, quasi irriducibile, è la Russia che nel silenzio ha ricostruito la sua forza facendo leva sul maggior punto debole delle economie occidentali e orientali in questa congiuntura di transizione, che precede l'avvento della fusione nucleare: il gas. La Russia vuole il mercato europeo e cinese, e per averli deve controllare il Mediterraneo, il Medioriente e l'Iran. Ha improvvisamente deciso di sostenere l'Iran nella sua crociata del diritto alla produzione del nucleare, ed ora monitora la situazione tenendo a ricordare all'Europa che l'Ucraina soffre se in Siberia comincia a fare molto freddo. Questa situazione ricorda molto quanto è accaduto in Kossovo, mentre questo tentava di ottenere una proposta di referendum per l'indipendenza, in occasione della venuta dei Rockfeller nei balcani per minacciare e convincere la Serbia di un necessario sacrificio del Montenegro. La Russia a tale provocazione rispose che nessuno avrebbe violato quei territori, altrimenti avrebbe chiuso i rubinetti del gas e li avrebbe lasciati a buio.

Gli americani ora vogliono controllare l'Iran perchè tramite di esso possono controllare la Cina, che è la sola che può sostenere o può deprimere l'economia americana con le sue merci e i suoi Bond denominati in dollari. Il problema è che l'America non ha più i mezzi per fare una guerra, non ha più uomini disposti a morire "per la patria" perché il popolo statunitense è stanco delle eterne guerre al terrorismo che, nonostante i grandi artefizi mediatici, non convincono più, perché la povertà comincia ad essere davvero patologica e diffusa. Per tale motivo sfrutta il conflitto in Palestina, perché allo stato attuale Israeliani e musulmani sono gli unici popoli che vogliono ancora la guerra. L'uno rivendica un diritto all'esistenza che l'Inghilterra e il Barone Rothschild gli avevano promesso, l'altro difende una terra che gli è sempre appartenuta, ma entrambi reclamano 50 anni di storia negata. Finanzia e controlla le basi tattiche di Israele, chiede a gran voce l'intervento delle forse internazionali, e dato che in seno all'Onu la Russia ha fatto ostruzionismo, si è rivolta alla Nato. Aznar ha infatti pubblicamente dichiarato che, se verrà richiesto da Israele, facente parte del patto atlantico, la Nato presterà il suo appoggio per attaccare il Libano. Ormai vogliono la guerra a tutti i costi, e dato che nessun consenso popolare acconsentirà ad un intervento militare offensivo, si ricorre ai Contractors della NATO.

Questa non è una guerra di religione, ma una guerra politica e economica, che porterà alla globalizzazione e al controllo di fatto di quella ragione. Ciò che combattono non è il terrorismo, dato che ormai gli unici combattenti sono gli Ezbollah che non sono altro che una setta, un movimento fondamentalista controllato dai dittatori arabi, che sono direttamente pagati dai governi occidentali. Il fondamentalismo musulmano è ora anch'esso un'arma che si rivolta contro le stesse popolazioni arabe, perché porta a negare quanto un popolo ora sta soffrendo, mentre i Principi Sauditi continuano a costruire lussuosi alberghi a Dubai. Sfruttano il malessere e la profonda sofferenza di questi popoli, la cui rabbia viene continuamente fomentata dalle guerre, condotte nell'esclusivo interesso interesse delle lobbies, e sanno bene che basta poco per far sollevare questi popoli e farli gridare alla Jihad. In 50 mila hanno reclamato un "visto" nelle piazze algerine, mentre il loro Presidente viene colto in flagrante con i dollari in tasca.
Hanno da tempo tollerato l'ascesa al potere in Iran di un Presidente suicida, ben sapendo che la sua personalità è adatta a fomentare odi e rancori.

Se da un lato vediamo schierati America, Israele e Nato, dall'altro vi saranno sicuramente schierati la Russia e i Paesi arabi, ai quali si aggiunge anche l'Europa. La Comunità Europea, nonostante questo continuo barcamenarsi diplomatico, sta conducendo una campagna mediatica in favore dei popoli musulmani, anche perché saranno loro gli Stati che pagheranno i debiti della guerra e del sistema energetico e obsoleto. La Russia vuole l'Europa, questa invece vuole il gas e vuole espandere i propri confini verso l'est europeo e nel mediterraneo, sino a raggiungere il cuore della mesopotamia, creando innanzitutto una Banca per queste aree di libero scambio.
Il gioco delle lobbies viene poi perfettamente tenuto dai politici europei, che sanno benissimo, da un po' di tempo a questa parte, che i loro conti correnti esteri, nei quali sono confluiti illeciti trasferimento di denaro, sono tutti tracciati, nulla può sfuggire al sistema di Clearstream e di Swift. Probabilmente non vi sarà alcun conflitto mondiale e nucleare, vi sarà invecela guerra della liberalizzazione, dei blackout energetici, della globalizzazione che porta CocaCola e McDonald nelle città arabe, che spinge ad adottare una nuova moneta, mentre l'oro viene rubato. Forse questo è uno scenario un po' drammatico, e il potere invisibile della Borsa Globale, delle Telecomunicazioni e dei nuovi magnati, che sulle macerie costruiranno il suo Nuovo Ordine Mondiale.

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24 luglio 2006

L'Italia rischia l'Opa

Dopo essere stato bluffato dalle Banche, Tronchetti Provera accenna all'ipotesi di cedere la partecipazione di controllo della Telecom, detenuta tramite l'Holding Olimpia, al magnate australiano Murdock. Una proposta che sembra già una decisione definitiva che chiude così l'avventura di Telecom, nata con la privatizzazione, proseguita con l'ingresso delle Banche nel suo azionariato, dopo la conversione dei prestiti, e conclusasi con la vendita di queste partecipazioni per un ammontare di circa 1,6 miliardi di euro.
Tronchetti Provera è costretto a vendere semplicemente perché non ha i soldi per pagare ad ottobre Banca Intesa e Unicredit che vogliono dismettere la loro partecipazione: ha comprato Telecom e poi Pirelli con i soldi delle Banche, e ora per far fronte ai propri debiti deve cedere le società. Le Banche gli hanno portato via già il 35% di Pirelli, prendendo per sé quelle azioni che invece dovevano essere piazzate sul mercato come investimento diffuso, ora lo costringono a vendere al primo offerente.


Il destino delle grandi imprese privatizzate è dunque in mano ad industriali che imprenditori non sono, perché in realtà sono degli speculatori, dei dipendenti delle Banche che si insinuano in società dal grande valore strategico per darne il vero controllo ai suoi finanziatori.
La proposta di Murdock, interessato soprattutto al controllo della rete internet, giunge dopo l'ingresso nel mercato inglese con la BSkyB, che investirà 730 milioni di dollari nella banda larga, facendo così tremare British Telecom che rischia di perdere 2,5 di abbonati. Assistiamo dunque ad una tendenza di accorpamento delle società di telecomunicazione, con quelle che gestiscono i media, e poi il campo dell'elettronica. La settimana scorsa è stato siglato uno storico accordo tra Vodafone, Google e Microsoft per la creazione di un sistema di comunicazione integrato, con il Palm, e ora la stessa Vodafone fa la corte a Mediaset per acquisire il 5% del suo capitale.

Se questa è la tendenza attuale, occorre prestare attenzione alla spinta verso la liberalizzazione del digitale terrestre, dopo il commissariamento dell'Italia presso la Corte di Giustizia per via della Legge Gasparri, che pare violare la libera concorrenza all'interno del mercato unico. Le pressioni della Comunità Europea ad aprire le frequenze a terzi operatori, giungono, a quanto pare in un momento molto particolare, ossia quando Murdock decide di acquistare Telecom, che detiene già il 2% delle frequenze del digitale, e si ventila l'ipotesi di una privatizzazione della Rai. Anche se l'Antitrust potrà impedire la concentrazione del potere mediatico nelle mani di Murdock, nessuno si opporrà al controllo della televisione da parte degli operatori della Telefonia.
Ancora una volta la deregolamentazione dei mercati e la privatizzazione, volute per la libera concorrenza o per la non interferenza dei governo, ha delle conseguenze che portano a distorsioni ancor più gravi dell'aumento dei costi e degli aiuti di Stato.

Telecom, una volta privatizzata, è finita nelle mani delle Banche, così come Autostrade sarà controllata da società estere e da finanziatori esteri, si pensi a Banca Caixa, mentre Alitalia è stata già svalutata da Air France del 3% in vista della sua prossima acquisizione.


Se questo è il destino delle società nostrane, cosa accadrà un domani alle altre imprese statali quando il governo aprirà il portafoglio del Tesoro, per risanare il debito pubblico?
È stato infatti deciso di proporre una Opa o una Ipo per le partecipazioni di Fincantieri, di Poste Italiane e del Poligrafo di Stato, per le quali si prevedono brevi tempi per l'operazione salvo che i sindacati non facciano resistenza. Per il momento è stata sospesa l'operazione di fusione tra Eni e Enel, ma la rete distributiva verrà sicuramente venduta, consentendo così l'ingresso di Gazprom sul mercato, e in modo da rispettare i patti con la Russia. Dopo toccherà a Trenitalia, a Finmeccanica, che è stata replica a gran voce da Airbus-Eads, e forse alla stessa Anas, che rischia il commissariamento dopo lo scandalo gridato da Di Pietro.
Ancora una volta vi sarà la cessione del patrimonio statale per coprire un debito che non esiste. Questo le associazioni di consumatori lo sanno benissimo, perché, anche se è stata persa, hanno fatto una causa alla Banca di Italia per accertare questo stato di fatto. Ora ignorano quanto sta avvenendo, perché sono molto prese dalla lotta per la liberalizzazione, contro le categorie che cercano, nel bene o nel male, di difendere i propri interessi e quelli dell'economia nazionale, in un certo senso.
Il decreto Bersani, spiace ammetterlo, ha fatto proprio questo: ha spostato l'attenzione dell'opinione pubblica dalle privatizzazioni alla liberalizzazione, inducendole a fare delle lotte sbagliate che vanno a tutto vantaggio delle multinazionali. Nessuno ha infatti parlato del destino del commercio italiano, quando presto l'eliminazione della programmazione regionale per l'insediamento delle grande catene distributive, distruggerà il commercio al dettaglio e altre migliaia di piccole imprese. Questa è la tendenza di questo governo che ha già deregolamentato la concorrenza per permettere che si sbranassero a vicenda. Non abbiamo ancora visto i rappresentanti di queste categorie scendere in piazza per reclamare un diritto all'esistenza, per esigere che la piccola impresa italiana continui a vivere, o per protestare contro l'aumento dell'Iva sui prodotti alimentari e dell'Irap. Si farà una manovra finanziaria che graverà completamente sulle spalle delle piccole imprese, per le quali i controlli e le aliquote sono sempre più elevati e asfissianti. Allo stesso tempo giungeranno dall'Europa cento milioni di euro per finanziare le imprese HI-Tech del sud Italia nella fase di lancio: ci auguriamo che questa decisione non abbia gli stessi effetti dei "prestiti d'onore" di qualche anno fa, paragonabili ai disastri di un'alluvione in pieno deserto. Questi infatti hanno portato alla nascita di tanti piccoli esercizi, sopravvissuti per pochi anni, e poi falliti perché schiacciati dalla concorrenza e dalle tasse, lasciando sulle spalle dei giovani del Sud debiti e fallimenti: questo certo non incentiva la crescita del paese.

L'economia italiana si sta dirigendo verso il fallimento, il bilancio è davvero preoccupante. Le grandi imprese sono state privatizzate, svendute e smaterializzate da questi industriali che fanno degli interesso dei creditori lo scopo dell'impresa. Le piccole imprese vengono sfavorite da leggi fiscali e da politiche economiche, da finanziamenti usurai e dalle associazioni di consumatori, quando invece dovrebbero essere difese incondizionatamente perché sono il tessuto dell'economia.

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La dittatura delle Telecomunicazioni tramite le intercettazioni


Lo scandalo delle intercettazioni continua a mietere le sue vittime, con un crescendo che pare non abbia più fine, dalle discussioni telefoniche compromettenti, siamo giunti agli arresti e ora ai suicidi. Il problema tuttavia è capire non il come, ma il perché queste avvengono: hanno un obiettivo e questo è sicuramente di colpire qualcuno, raccogliere quante più informazioni possibili per gettarle poi in pasto alla stampa, che finirà di completare il dossier.
Ogni evento sembra essere un caso a sé stante quando in realtà segue un unico filo conduttore, risponde ad un obiettivo che va ad inserirsi in un piano molto più vasto, ed è costruito e architettato perfettamente su misura.
Abbiamo assistito alle dimissioni di Fazio, perché aveva interferito sulla Opa di BNL, e il caso ha poi infiammato il clima pre-elettorale. Fassino è stata una delle vittime, ma prima di lui Storace e la Mussolini: anche lì si voleva mandare un messaggio ai politici che si stavano preparando alla tornata elettorale, o a quelli, che stavano per intraprendere indagini sulla Nestlé che aveva avvelenato il latte.
Muore un dirigente del settore sicurezza della Telecom, e questo suicidio getta un'ombra cupa sul brutto affare delle intercettazioni e ricorda molto ciò che è avvenuto in Grecia tempo fa. Allora un responsabile tecnico della Vodafone si suicidò, poco prima dell'annuncio dell'apertura di un'inchiesta che potesse far luce sulle intercettazioni che al di sopra di ogni controllo istituzionale, avevano colpito parlamentari e ministri, e lo stesso servizio segreto greco.
Ciò che è accaduto in Francia, con lo scandalo Clearstream che ha colpito Villepin e il suo governo, si è ripetuto anche in Italia. Una squadra di calcio è stata stravolta dalle pubblicazioni delle telefonate di Moggi, mentre un dirigente ha tentato, anche qui misteriosamente, il suicidio. È un meccanismo questo messo in atto solo per consentire ad una certa entità di rubare le ricchezze di una società, per trasferire fondi neri .
Di diversa natura, ma comunque con lo stesso esito, sono state le intercettazioni del Principe Vittorio Emanuele, la cui figura è colpita proprio quando si preparava ad interferire con i piani di quella lobby che sta prendendo il controllo delle infrastrutture in Italia.
Ora fa tanto discutere, e molti per questo si scandalizzano, il rapimento organizzato dal Sismi dell'Iman egiziano Abu Omar. Come più volte abbiamo avuto occasione di spiegare, il caso di Abu Omar è una grande truffa, tra l'altro che non è riuscita neanche bene, perché, a quanto pare il Chicago Tribune ha un po' capito il trucco. Ora queste testate usciranno gridando allo scoop, ma sappiamo benissimo che o loro hanno grandi informatori, o hanno spudoratamente copiato, e anche male, dai nostri articoli. Tempo fa noi descrivemmo Abu Omar come un piccolo criminale da quattro soldi, che, "per tirare a campare", falsificava visti e faceva da spioncello per i servizi segreti in Albania. Una volta giunto in Italia, dopo essere scappato e aver lasciato talmente tanti debito che anche la moglie avrebbe voluto ammazzarlo, ha finito la sua brillante carriera nella Moschea di Milano, e lì è stato rapito. Oggi il Chicago Tribune parla di Abu Omar come di un uomo della Cia in Albania, proprio come noi avevamo detto, sbagliando però ad indicare la moschea in cui aveva fatto carriera, che non era quella di via Quaranta ( di Roma ) ma quella di Milano ( via Janeferr ).

Struttura del GSM

Abu Omar, o altri per lui, è stato solo il pretesto, il casus belli, per colpire il nostro servizio segreto, delegittimarlo e minare la stessa sicurezza dello Stato. Le parole del Sen. Francesco Cossiga non appena scoppiato lo scandalo, devono far riflettere: occorre proteggere in ogni caso i nostri uomini perché questo è un tentativo di sabotaggio ai danni dello Stato stesso. Non entriamo in merito al rapimento, sono cose che si sono sempre fatte; questa è una guerra di poltrone provocata dagli stessi uomini del sismi per prendere il posto di un capo e per rinnovare le gerarchie. Ormai il Sismi è un servizio segreto allo sbando, che ha permesso che gruppi informatici entrassero come entità nel nostro paese a dettar legge, invece di fare il loro lavoro, che è quello di fare analisi, di prevenire che qualcosa accada. Ma fin quando avremo dei Contractor all'interno del servizio, gente che mira alla carriera, figli di generali oppure semplici poliziotti che nelle loro carriere strabilianti diventano anche ministri, gli unici dossier che saranno in grado di fare sono quelli di "copy and paste" e di testimonianze di spie.

L'unico dato di fatto è che questo scandalo ha aiutato molto le lobbies a prendere piede nella nostra economia, e infatti appena la sinistra è andata al potere la prima dichiarazione rilasciata è che il ponte sullo stretto non si sarebbe fatto, un chiaro messaggio trasversale. Abbiamo assistito al banchetto delle fusioni e delle liberalizzazioni, e adesso delle privatizzazioni, ci stanno distruggendo, ma noi sappiamo bene che ben presto tutti andranno a lavare i piatti, perché chi oggi sembra una grande mente, domani sarà un signor nessuno, perché è una nullità fondamentalmente. Sono persone che non sono in grado di rispondere alle nostre domande, anche le più semplici, e per tale motivo non sono in grado di governarci, tenute in piedi solo da questo sistema piramidale, centralizzato che fa si che la carriera sia l'unico valore riconosciuto. È il sistema che va cambiato, perché fin quando esisterà un modello che concentra tutti i poteri nelle mai di una sola persona, non andremo avanti ma sempre indietro.

Campionamento del territorio delle rete GSM

I ladri, i politici corrotti, le prostitute, sono sempre esistiti perché sono stereotipi insiti nella natura umana, ma sono ancora oggi gli scandali che maggiormente attirano pubblico e fa nno audience. Tuttavia, ciò che dovrebbe scioccarci, e che invece non ci tange neanche lontanamente, è il fatto che una società privata, quale Telecom o Vodafone, abbia oggi il potere di infrangere le regole e il cd. segreto di Stato senza che venga inquisita o condannata: questo è il vero fallimento dello Stato. Infatti i cellulari GSM, per la loro tecnologia, è una microspia sempre attiva, che trasmette continuamente ai ponti radio la nostra posizione. "Il cellulare in sé per sé controlla gli spostamenti e memorizza tutto, anche dei dati insignificanti, ma determinanti, ti segue dappertutto: se non vuoi avere tutti addosso allora non devi usare un cellulare, ma se lo spegni si insospettiscono. Oggi nessuno ci fa caso, ma dai ponti radio possono recepire ogni tipo di informazione: dove dormi, dove mangi, dove fai l'amore, e da lì ti controllano." [ Tratto dal testo di Mister Mike ].
La verità è che il terrorismo è stata la motivazione ideale per spingere le persone a non rinunciare alla propria privacy e ottenere in cambio maggiore sicurezza. Dopo l'11 settembre sono state emanate leggi e decreti che l'uno dopo l'altro ha abbattuto tutti i muri della protezione della privacy e ogni tipo di informazione è stata violata in nome della lotta al terrorismo. Tutte le transazioni finanziarie tramite Swift, i trasferimenti con Western Union, i conti correnti bancari e le conversazioni telefoniche sono state tracciate, setacciate e le informazioni sono state rubate. Il terrorismo è stato creato non tanto per far guerra e conquistare i paesi arabi, quanto per acquisire informazioni nei paesi occidentali, ad elevata tecnologia, per controllare la società e costruire il Nuovo Ordine Mondiale.

Noi oggi viviamo nella dittatura delle telecomunicazioni, siamo solo utenti, siamo dei file elettronici all'interno delle banche dati costruite da coloro che controllano prima di ogni cosa le telecomunicazioni, perché anche le Banche o le Istituzioni usano i sistemi telematici per le loro informazioni. Per tale motivo le nostre vite sono in mano a Skype, Google , Paypal, siamo in mano ad una ragnatela truccata da un ragno. Le falle che sono nei sistemi informatici, sono volute dagli stessi produttori di software, che hanno le chiavi di accesso di ogni piattaforma utilizzata dalle istituzioni, che producono un anti-virus per dei virus che loro stessi costruiscono e diffondono. Di questo passo non risolveremo mai nulla, perchè Vodafone e Google saranno i veri enti sovranazionali, non la Comunità Europea o il FMI. Se il Presidente Chirac chiede che la Francia abbia il suo motore di ricerca per garantire la sopravvivenza dello Stato, vuol dire che noi tutti dobbiamo acquisire questa coscienza.

I produttori di software sono l'origine e la fine del controllo delle informazioni, costruiscono loro le piattaforme con le quali lavoriamo, comunichiamo, gestiamo i servizi e i trasporti pubblici. Tali sistemi vengono già predisposti con delle falle attraverso le quali si può sabotare un'istituzione o si possono rubare le informazioni di un'impresa; pilotano tutto e fanno sembrare normale e dato per assodato, qualcosa che normale non è. La figura accanto mostra com'è possibile ingannare facilmente la mente umana che non percepisce subito l'errore o l'inganno che vi è dietro. Conoscendo la nostra psiche, costruiscono i software in modo che siano la soluzione e l'origine dei nostri problemi, il virus e l'anti-virus senza che però nessuno se ne possa mai accorgere. Ciò significa che sono dei veri criminali che continuano impuniti appunto perché questo reato non esiste. L'unica legge che oggi infatti va fatta, e che mai nessun governo farà, è quella che regolamenta la costruzione dei software, la gestione della Banche Dati e il motore di ricerca di internet.

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23 luglio 2006

Parte "Etleboro Red Zone"


Etleboro ha creato una community virtuale, ora gestita in via sperimentale, nella quale invitare i suoi lettori per discutere di problematiche di attualità e dei temi trattati nel blog.Precisamente, abbiamo creato una "room", ossia una "chat voice pubblica" a cui tutti possono prendere parte tramite il sistema di Paltalk.

Il programma può essere liberamente scaricato a questo link :
http://www.paltalk.com/en/download.shtml

Dopo l'istallazione, occorre completare l'iscrizione, inserendo una username e una password.
Ciascun utente potrà interagire con dei contatti privati, seguendo lo stesso sistema del Messenger o di Skype, si possono creare delle chat private o pubbliche, e infine si può accedere, tramite un browser, a tutte le room esistenti nel mondo, che sono suddivise in categorie.

Una volta completata l'iscrizione, potrete comunicare con la Etleboro aggiungendo "Etleboro Srpska" e "Etleboro Italia" nella Pal list. La nostra room pubblica si trova al seguente percorso: da Chat Rooms o da Pal occorre selezionare Rooms (si apre il Browser delle rooms), da lì poi Europe, e Italia, e trovare così Etleboro Red Zone.
Oppure, da Chat Rooms o da Pal, si seleziona Rooms e nel Browser di ricerca basta scrivere "etleboro".
La room permette di creare una discussione a cui tutti possono partecipare scrivendo nella chat centrale, visibile a tutti, e parlando a viva voce a tutta la community. In quel caso occorrerà prenotare il proprio diritto di parlare, aspettare il proprio turno e in automatico scatterà non appena smetterà di parlare l'utente in linea.
La discussione è controllata da dei moderatori, che possono togliere il diritto di parola e eventualmente espellere, chiunque insulti verbalmente i partecipanti o faccia degenerare la discussione.

Inviatiamo dunque tutti a partecipare agli incontri, munendosi di microfono e cuffie per intervenire dinanzi alla community in viva voce. Scriveteci per farci sapere il vostro "contatto Pal" in modo che possiamo iscriverla nella nostra lista e invitarla appena compare online. Segnalataci anche eventuali problemi che incontrate, in modo che possiamo aiutarvi a raggiungere la room in qualche modo.

Vi aspettiamo ogni sera, alle 20:30 alle 0:00, per discutere di un tema di volta in volta deciso dalla nostra Amministrazione, o sulla base delle richieste che ci verranno inviate via e-mail dai partecipanti. Chiunque sia interessato, può divenire anche moderatore della discussione o gestire una propria discussione servendosi della room.

Ci auguriamo che ci raggiungerete in numerosi e che tutti partecipino attivamente al forum, in modo da creare con tali incontri iniziative e collaborazioni.

22 luglio 2006

Russia e Cina dicono no alla guerra in Medioriente


Le forze speciali degli Stati Uniti, probabilmente quelle dislocate in Iraq, si preparano ad assumere il controllo del complesso nucleare israeliano di Dimona.

Tale notizia ci giunge direttamente da Mosca, secondo cui questa decisione del Comando Militare americano è una diretta risposta alle minacce del presidente della Cina Hu verso il presidente americano, che lancia come monito il pericolo che lo Stretto di Hormoz venga bloccato dall'Iran a causa dell'escalation della crisi tra Israele i popoli musulmani. Se questo avverrà la Cina considererebbe la decisione di chiudere lo stretto come una vera e propria dichiarazione di guerra contro il popolo cinese,che rischierebbe di morire. L'America risponde a questa minaccia della Cina, assicurando il Presidente Hu e Putin che il contingente militare americano "metterà in sicurezza" il complesso nucleare israeliano, al fine di limitare l'incursione di Israele nel Libano. In risposta, i leader cinese e russo hanno dato un lasso di tempo di 72 ore, a partire dalla fine del meeting del G-8, per presidiare il confine settentrionale del Libano per impedire che Israele attacchi la Siria o l'Iran.
Le 72 ore sono da tempo scadute, e infatti Putin ha dichiarato che è ferma intenzione della Russia sostenere il programma militare dell'Iran e opporsi a qualsiasi decisione di aggressione nei confronti di Teheran, sconvolgendo all'improvviso ogni aspettativa. La comunità internazionale, e in particolare il consiglio di sicurezza dell'Onu faceva totale affidamento sul sostegno di Putin ad una linea più dura nei confronti dell'Iran, mentre Stati Uniti, Britannia e Francia spingono sempre più per una decisione che distolga Teheran da qualsiasi piano criminale.

La crisi libanese sta degenerando al punto che la situazione rischia di portare il mondo alle soglie di una guerra nucleare, o comunque di forte contrasto tra l'Occidente e Russia e Cina.
Entrambe ormai si sentono completamente chiamate in causa, e non permetteranno certo che qualcuno leda i loro interessi o il loro potere economico. Adesso sono potenze forti e la loro ingerenza non è certo da poco.
Dare fuoco ad una polveriera come quella del Medioriente è stata solo una manovra degli Stati Uniti per salvare in extremis un'economia disastrata e logorata da un secolo di speculazioni, da un sistema che porta all'emissione di tonnellate di banconote senza un controvalore, da un governo in mano a delle lobbies criminali.
Quella condizione di equilibrio precario tra Israele e popoli musulmani è stato di proposito alterato, per consentire all'America di sorreggere la propria economia e la propria posizione di potere nel mondo. Il fatto che il governo statunitense abbia preso in mano il controllo delle armi nucleari dimostra platealmente che esistono entità che stanno manovrando Israele da una parte, e gli Hedzbollah dall'altra. Questa è la fine della politica e della diplomazia internazionale perché la stessa Onu ha dichiarato che ha inviato una forza di contrapposizione, senza tuttavia prendere una posizione: evidentemente viene mantenuta quest'alea di incertezza per ottenere un'approvazione da parte dell'opinione pubblica e un'incursione nel territorio.
L'America vuole dunque prendere in controllo della situazione, anticipando l'azione dell'Onu o sostenendola per avere un appoggio alla loro politica di incursione, sicura tra l'altro che la Russia non avrebbe mosso obiezione in seguito all'aiuto prestato per ottenere il Wto.
Le condizioni e i presupposti sono tuttavia cambiati, ora la Russia, dopo aver temporeggiato, ha espressamente dichiarato che non intende assecondare le incursioni dell'America, "la democrazia dell'Iraq". La Cina, allo stesso modo, ha bisogno dell'Iran ma soprattutto ha bisogno dello Stretto di Hormoz per avere il passaggio di materie prime e petrolio, e non esiterà a muovere le giuste pedine che possono dare scacco all'America: fornitura di manufatti, immissione sul mercato dei titoli di debito americano. Nelle prossime ore si giocherà una grande partita, pericolosa e determinante per il destino di milioni di persone, e le azioni della Russia e della Cina saranno quasi invisibili, e si avvertiranno solo sulle borse internazionali. Wall Street ora continua a sostenersi sulle parole di grande ottimismo di Bernanke. Immaginate che tutto ciò che hanno sono delle parole, non hanno un controvalore, non hanno l'oro, non hanno produzione, possono garantire il loro debito con la parola d'onore?! Truppe armate sono state già trasferite mediante un anomalo traffico di portaerei per far rientrare gli stranieri in Libano, e certo non si esclude la possibilità di un intervento terrestre volto ad occupare le prime posizioni strategiche e anticipare le manovre di "contrapposizione" dell'Onu.

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La Teslamotors non svela i suoi segreti


La Tesla Motors ha ufficializzato il 20 luglio il lancio della Tesla car, una berlina completamente elettrica con prestazioni da Formula Uno, senza alcuna emissione e una percorrenza di 250 miglia con una carica. Il suo essere completamente elettrica rompe la tradizione dei motori ibridi o a idrogeno, avendo una tecnologia innovativa se non addirittura rivoluzionaria che la pone in una posizione nettamente superiore alle altre auto che sfruttano un'energia eco-compatibile. Ciò che rende questa macchina affascinante è sicuramente il mistero che avvolge il suo meccanismo: cosa la fa muovere, ma soprattutto, da dove giunge una tale energia?
La casa costruttrice, dopo un countdown di circa un mese per attendere il lancio di tale prototipo, ne mostra le principali caratteristiche tecniche, parlando solo in maniera vaga della tecnologia che la ispira. Ciò che traspare senz'ombra di dubbio è la sua unicità, più che la sua innovatività, essendo il primo progetto comparso in assoluto sul mercato, almeno il primo dal lontano 1930, anni in cui Tesla ha sperimento la vera e unica "Teslacar", alla quale deve il suo successo.

Quello di Eberhard, ingegnere progettista della Tesla Motors, è un meccanismo composto da un motore di rame e un rotore di acciaio roteati da un campo magnetico. All'interno del rotore non vi sono pistoni, per cui schiacciando sull'acceleratore il motore parte istantaneamente: un computer di bordo controlla il sistema di trazione, tenendo la macchina ai massimi regimi per ottimizzare l'utilizzo dell'energia. La struttura motrice è composta da quattro parti principali, un gruppo di batterie, un motore, un sistema di trasmissione, e di un modulo potenziale elettrico. Ciò di cui Eberhard va molto fiero è un gruppo di batterie al litio, leggero, maneggevole e molto capace, dovendo fornire molta energia. Il motore, per mantenere la sua stabilità, ha poi bisogno di un circuito di raffreddamento liquido, per evitare che parte dell'energia durante la trasformazione, sia dissipata dal rilascio di calore. Inoltre è costruito con metalli che posseggono alte cariche magnetiche.


Il meccanismo di trasmissione consente al computer ivi istallato di correggere le prestazioni delle macchine e la guida dell'utente. I circuiti all'interno del PEM esaminano le temperature, la tensione, la corrente e le combinazioni dei comandi, registrandoli in una specie di scatola nera. Com'è possibile notare nessun tipo di riferimento è stato fatto alla struttura del motore cilindrico che muove la macchina, il progetto evidentemente viene ancora mantenuto nel massimo riserbo. Ciò che accade al suo interno può essere ipotizzato, non è da escludersi che sia esso stesso un'applicazione del principio della Joecell che accumula energia, usando l'acqua come vettore e prendendola dall'etere, e la trasferisce in maniera superiore a quella immessa.Processo energetico della TeslacarDiversamente possiamo ipotizzare che la Roadster di Google trovi le sue origini più profonde, proprio nella macchina di Tesla. Era una Pierce Arrow, una macchina di lusso per l'epoca, che fu modificata per renderla adatta al suo esperimento. Il motore era stato rimosso e sostituito con un motore elettrico circolare completamente chiuso in un contenitore di 1 metro in lunghezza e 65 cm in diametro, con un ventilatore di raffreddamento . Poi è stato costruito un "ricevitore di energia gravitazionale", installato di fronte al cruscotto.
Il convertitore conteneva 12 tubi di rame, da cui partiva un'antenna lunga 1.8 metri che prendeva energia dall'antenna principale istallata sul laboratorio di Tesla, accanto alle cascate del Niagara. Tesla era fermamente convinto, e lo dimostrò, che l'Energia poteva essere trasferita attraverso l'etere, che rappresenta così il canale ideale per alimentare a lunga distanza mezzi di trasporto e di comunicazione.
La Tesla Motors non ha certo negato la paternità di tale scoperta a Tesla, facendone più che altro un omaggio allo scienziato più grande degli ultimi secoli dell'uomo, in occasione dei 150 anni dalla sua nascita. Ciò dimostra e lascia intendere che gli Illuminati di allora e i fautori del "free web" di oggi, ci hanno nascosto per più di settant'anni una verità, una conoscenza che ci appartiene in quanto Tesla non cedette mai le sue invenzioni a dei privati, è derubato per la loro profonda avidità e egoismo. Teniamo inoltre a ribadire e a sottolineare il fatto che tale evento è stato nascosto e occultato dai media, dalla stessa rete di Internet che hanno lasciato la ricerca delle informazioni soprattutto agli utenti più esperti. Allo stesso modo è stato dimenticato dalle testate dell'Europa l'anniversario della sua nascita, e il fatto che l'Unesco ha indetto il 2006 come anno di Nikola Tesla.
La Teslacar è entrata nel nostro futuro, e a finanziarla, a costruirla sono stati gli stessi che intendono tenere le briglie del controllo delle informazioni, con internet e con i sistemi di comunicazione integrata, ossia i prossimi Palm : dalla nostra dipendenza più assoluta verso le tecnologie darà vita al loro potere più subdolo che possa esistere, perché è invisibile.

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21 luglio 2006

I nostri politici sono delle prostitute





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Israele aveva avvisato le ambasciate?

Giunge direttamente dal Libano la notizia secondo cui nelle operazioni di evacuazione dei civili europei residenti o momentaneamente presenti in Libano siano celati dei trasferimenti di corpi speciali pronti ad agire. Ciò implica che Israele, prima di sferrare i primi attacchi aerei, ha comunicato alle ambasciate ivi residenti di preparare il rientro dei civili all'estero. Evidentemente le comunicazioni sono state deliberatamente ignorate, onde sfruttare in momento successivo l'invio di mezzi per recuperare i propri compatrioti, per trasferire in massima segretezza degli assembramenti di mercenari.
Sono una decina i Paesi coinvolti in massicce operazioni di evacuazione dei cittadini stranieri in Libano. Con elicotteri, navi da guerra e traghetti noleggiati, Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e persino Australia e Canada si sono mobilitati per riportare a casa decine di migliaia di persone. Londra ha inviato sei navi britanniche, tra cui l'ammiraglia, la portaerei Illustrious , e la nave da sbarco Bulwark; a Cipro è arrivato anche un traghetto francese, e sulle coste di Larnaca è giunto il cacciatorpediniere della Marina militare italiana “Durand de la Penne” . Washington ha inviato cinque navi da sbarco e una portaerei con 2.200 marines, Mosca e Canberra è riuscita a trasferire i suoi uomini in Siria.

Una mobilitazioni di mezzi davvero impressionante, che, in così poco tempo sta affollando le coste del Mediterraneo, per riportare a casa 30000 stranieri.L'aggressione della popolazione inerme, di uno Stato in balia del caos e di gruppi di fanatici manovrati dalle potenze occidentali, è un crimine commesso non solo da Israele, ma da tutti gli Stati coinvolti in queste operazioni di rientro dei cittadini all'estero.

Incontro a Roma per un sostegno alle vittime del Vicino Oriente

Dalle 18 alle 22,30 del prossimo venerdì 28 luglio a Roma, presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, il quotidiano Rinascita propone un incontro di solidarietà ai popoli del Vicino Oriente – di Palestina, Libano, Iraq, Siria e Iran – oggetto di violente aggressioni e pressioni da parte del blocco atlantico anglo-americano e del suo gendarme regionale israeliano.

Un incontro assolutamente libero da interferenze di partito e aperto a chiunque voglia manifestare, senza simboli di parte ma soltanto con le bandiere delle Nazioni aggredite, il proprio sostegno alle vittime non soltanto di una feroce ed unilaterale pulizia etnica ma anche del pavido e complice silenzio dei media embedded sudditi del pensiero unico di marca occidentale.

Rinascita
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Il conflitto in Medioriente va verso l'Iran


L'attacco al Libano non è la solita guerra fatta di incursioni ed interventi aerei, porta con sé distruzione e un vero sterminio delle popolazioni civili, e alla sue spalle non esiste un pretesto o una dichiarazione ufficiale. Israele sta bombardando e uccidendo uno Stato perché due soldati sono stati rapiti e uccisi, per cui siamo stati fortunati a non subire una guerra in casa dopo il rapimento di Aldo Moro.
Dietro questa guerra c'è tutta la comunità internazionale che si allea e si scontra allo stesso momento contro i due belligeranti, ci sono grossi interessi in ballo e il destino di un'intera economia globale. Questa non è una guerra come tutte le altre, è pericolosa perché non sappiamo che tipo di scenari apra, sappiamo solo gli eventi che ci hanno portati all'attuale situazione: sicuramente i presupposti ci inducono a trarre catastrofiche conclusioni.

Mentre i politici europei, con l'Italia schierata in prima linea, hanno deciso di inviare un esercito qualsiasi, l'America sta giocando una grandissima partita che decreterà la sua sopravvivenza. Attualmente grazie alle nostre "antenne", di cui siamo orgogliosi e fieri, possiamo confermarvi che ai confini con l'Iran vi è un dislocamento di contingenti armati non ancora identificati, che si stanno preparando ad un'incursione dando inizio ai primi scontri. Una flotta di portarei si sta invece disponendo dal Mar Rosso sino al Mediterraneo, circondando tutta la zona mediorientale di influenza. La guerra di sta dunque spostando verso l'Iran, probabilmente perchè gli Stati Uniti non permetteranno che Russia e Europa prendano il controllo della regione, e così accelerino il ineluttabile declino economico.Vuole necessariamente bombardare, perché dal suo intervento militare dipende la salvezza della sua economia più che della sua posizione di potere nell'equilibrio mondiale. La situazione economico-finanziaria statunitense è vicina al collasso, in quanto stanno giungendo dalle agenzie statistiche i primi dati trimestrali sulla produzione che indicano in maniera inequivocabile che è la recessione è in atto. Il dollaro continua ad essere svalutato, con rialzi continui e costanti del tasso di interesse che si susseguiranno sino alla fine dell'anno. Le borse ormai si tengono in piedi solo grazie alle parole di Bernanke, ma è surreale pensare che i grandi investitori, gli hedge founds o gli analisti, anche i più disattenti, credano a questo ottimismo: il sistema borsistico è sicuramente falsato e viziato dalla disinformarzione e dalle operazioni di insider trading. La bolla immobiliare sta cominciando a dare i primi segni di cedimento, e se scoppierà la deflazione, sarà accompagnata sicuramente da un'alta inflazione nel settore reale, provacando il fallimento di imprese e l'innalzamento del tasso di povertà già molto alto. È la fine di un'economia globale, che non è fondata su alcun controvalore, e anche se lo fosse, non vi sarebbe abbastanza denaro per pagare il debito pubblico e garantire la moneta in circolazione.
Lo stato attuale della situazione è chiaro ai partner commerciali e politici dell'America: è chiaro all'Iran che ha pubblicizzato la creazione di una borsa per petrodollaro per scatenare il panico, lo sa l'Arabia Saudita, il Kuwait e la Siria che hanno diversificato le divise valutarie. Lo sa anche la Russia che ha chiesto per la sua collaborazione l'ingresso nel WTO e uno stabile e incondizionato appoggio all'interno del G-8. L'America in questa situazione poteva scegliere di tornare sui propri passi, risedendosi ad una tavola rotonda per ritrattare i patti di Bretton Woods, cosa che non è avvenuta né certo avverrà, o di bombardare e preparare l'incursione verso i paesi strategici, quelli che sono adiacenti ai veri obiettivi da colpire. Ha deciso per la guerra, cosicché quello che era un conflitto tra due paesi in lotta da una vita, è divenuta una gara a chi prima si insedia, una competizione contro l'Onu e l'Unione Europa. Quest'ultima infatti è già pronta a prendere possesso della posizione di dominio che la valuta forte le conferisce, sostenuta anche dalla politica dei trattati e delle aree di libero scambio divenute l'avamposto della democrazia. L'America è definitivamente crollata e probabilmente la discussione si solleverà all'interno dello Stato stesso, ma troverà una soluzione all'estero.

Uno degli elementi che fa riflettere sulla natura di questa guerra è il modo in cui Israele sta lanciando le sue bombe, allo scopo di creare un campo aperto: ne sta lanciando in quantità industriale, forse per svuotare i capannoni americani; e infatti basti pensare che in Iraq ne sono state sganciate 150 mila in un mese e la maggior parte era anche senza il detonatore. Poi c'è la Russia, che ha sta attuando lo stesso gioco fatto anni addietro nei Balcani: non è mai stata chiara la sua politica estera e nè in favore di chi si fosse schierata. Il suo atteggiamento è sempre stato ambiguo nei confronti dei Serbi e ora la storia si ripete con l'Iran, perché da un momento all'altro è passata da una posizione di appoggio incondizionato, all'approvazione per un'eventuale azione militare punitiva. Il fatto che l'America stia appoggiando la Russia sul campo delle strategie di politica economica, dovrebbe riportare la mente alla caduta del Muro di Berlino, a Gorbaciov: allora come oggi, i Banchieri vogliono stringere il cappio fin quanto è possibile. La guerra non conviene a nessuno farla e i giganti tra di loro non si combatteranno mai.
Allo stesso modo, il comportamento degli Hezbollah, finanziati e forniti di missili "katiusha", ha favorito, senza saperlo, l'America, mentre alla Siria non le è restato altro che dare il suo appoggio per continuare a disinformare. Questo gruppo è comunque molto strano, ed evidentemente è stato manovrato per poi essere intrappolato nella morsa di due lobbies che si scontrano, confrontandosi su una polveriera pronta a scoppiare da un momento all'altro. Intanto il Vaticano non vuole rinunciare ad quella posizione di potere acquisisto, e fa il doppio gioco nei confronti di questi due popoli che si dissanguano a vicenda. Colpendo Israele la zona cristiana, ha voluto far intendere al Vaticano che deve decidere da che parte stare una volta per tutte.

Oggi, a causa di questa guerra, vi è il rischio che le popolazioni musulmane insediatesi nei vari Stati europei, si rivoltino contro di colpo, aizzati dall'odio razzista e antisemita. Se ciò accadrà, l'islamizzazione dei popoli europei sarà inevitabile e l'intera umanità sarà totalmente in crisi, cadrà nel caos, perchè avremo un nemico in casa, e le rivolte nelle banlieux rappresentano infatti un primo segnale d'allarme. Alla fine, a risolvere la grande crisi internazionale, sarà probabilmente la Nato, che crocefiggerà l'ONU, la quale intanto sta diventando sempre più impotente, ma, d'altronde, ovunque i caschi blu siano andati nulla di buono è stato costruito per il presente e il futuro dei popoli. L'Onu senz'altro invierà un contingente in Medioriente senza che abbia ottenuto da parte degli Stati una risoluzione che ne legittimi l'intervento. Già il definire l'operazione come una "forza di contrapposizione" fa ben capire che in questa guerra non vi sono regole, nè moderatori. Abbiamo avuto guerre dittatoriali, umanitarie, ma mai "di contrapposizione", e se Annan ha utilizzato questo termine, vuol dire che sta forzando gli eventi per giungere subito ad una soluzione. In realtà Annan ora protegge la sua vita e la sua carriera, perché si è esposto troppo con l'affare "Oil for food" ed è ormai talmente coinvolto in un circolo vizioso di tangenti e scandali internazionali, che non gli resta altro che continuare a proteggere questo sistema.
E mentre tutti noi ora guardiamo la guerra, Vodafone, Microsoft, Google, Skype e Paypal stanno brindando il lancio della Tesla car, sulla quale è stato mantenuto il massimo riserbo, con un'eclatante sceneggiatura visibile solo ai navigatori internet più esperti. Tale evento è stato deliberatamente occultato al grande pubblico e per tale motivo la Etleboro è fiera di aver diffuso la notizia in maniera anticipata rispetto ai canali ufficiali.
Sono loro i nuovi padroni del globo, mentre la vera guerra è quella dell'inflazione, della disoccupazione e del sabotaggio, che porta disordini e malcontenti sociali. Il vero potere non è più nel petrolio, nel gas, ma è nelle informazioni, nei database: ormai ci daranno un telefono dal quale controlleranno e registreranno ogni istante della nostra vita. Tutto questo è stato possibile grazie a Nikola Tesla che ha regalato le sue scoperte all'umanità, e quando si rifiutò di consegnare al suo finanziatore, J.P. Morgan, altre invenzioni, all'incirca 12 altri progetti, gli chiese di divenire socio e in contropartita sposare sua figlia. Tesla rifiutò e rimase per il resto dei suoi giorni in compagnia dei suoi piccioni, divenuti i suoi unici amici.

Ora tutti si sono accordati, Russia e America, Europa e Cina, mentre i nostri politici obbediscono alle decisioni prese dall'alto come dei vermi e dei parassiti. Tutto ciò è reso possibile proprio dal sistema Gerarchico che distrugge ogni cosa, rende facilmente raggiungibile i più alti poteri e da lì poi il controllo diviene agevole. Ciò di cui noi abbiamo bisogno è un sistema distributivo, una Tela che restituisca a ciascun componente il potere di autogovernarsi e governare allo stesso tempo la collettività. Al queda, infatti, significa "la base dei dati", è una rete distributiva, composta da varie cellule che si intersecano in un sistema di telematizzazione: in realtà noi da sempre stiamo cercando un Sig internet.

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20 luglio 2006

Immagini di guerra dal Libano









Alitalia: liberalizzazione o concentrazione?


In occasione del salone internazionale di Farnborough, che ha riunito i vertici delle più grandi società operanti nel settore aeronautico e aerospaziale, viene rimesso in discussione il ruolo dei gruppi italiani nel grande risiko della spartizione del mercato. Torna a far parlare di sé l'Alitalia che, dopo le varie ipotesi che si sono alternate in questi giorni in Parlamento, è stata definitivamente consegnata alle strategie di privatizzazione. Il ministro dei Trasporti ha reso ormai ufficiale l'intenzione di dismettere la partecipazione di maggioranza del 49,9% appartenente al Tesoro dello Stato, in blocco ad un unico grande operatore. Air France-Klm è sicuramente una delle più importanti controparti in lizza, dato che Alitalia già far parte dell'Alliace Sky-Team, assieme a Delta Air Lines, Aeroméxico, Korean Air, Czech Airlines,Northwest Airlines, Aeroflot, and Continental Airlines.

Sebbene l'accorpamento necessiti ancora degli idonei tempi burocratici e che non sia stato ancora stabilito chi comprerà Alitalia, la decisione di privatizzare sembra ormai matura e inamovibile. Il dissesto economico è stato una conseguenza di una serie di elementi che non sono certo da imputare all'11 settembre, ma alla malagestione, all'indifferenza verso gli investimenti e l'ammodernamento della flotta, e poi anche all'opera dei sindacati che hanno creato una profonda spaccatura tra i dipendenti e la dirigenza. Per ridurre le perdite la dirigenza ha deciso di cominciare a sfoltire il patrimonio in cerca di plusvalenze, cominciando prima di ogni cosa dai terreni aeroportuali, in particolari quelli adiacenti di Roma-fiumicino alla società Aeroporti di Roma. A questo va aggiunto anche l'opera di boicotaggio nei confronti della compagnia italiana, che vedendosi negare in un primo momento le tratte aeree per la Sardegna, è dovuta scendere a patti con Meridiana per non perdere del tutto la sua presenza in una regione italiana.
L'andamento positivo degli incassi dei voli per passeggeri e delle attività dei cargo, cresciute rispettivamente del 2,9% e del 6%, non fa tuttavia recuperare molto in borsa, né sembra risentire della ricapitalizzazione di 1,8 miliardi di euro: Alitalia continua ad essere l'unica compagnia aerea europea a subire tale grave dissesto senza che sia stato trovato una plausibile causa oltre alla gestione della compagnia da parte dello Stato.

Quotazione Alitalia dal luglio 2001 a luglio 2006


La crisi finanziaria è stata così promossa a pretesto per cessione della partecipazione, resa ormai obbligatoria dalle molteplici pressioni provenienti dalla comunità europea che sta spingendo per la totale liberalizzazione dei mercati, senza alcun condizionamento da parte dello Stato. Sulla base di tale motivazione il Commissario Europeo per la concorrenza ha deciso di Commissionare l'Italia presso la Corte di Giustizia per via della legge della Golden Share, che attribuisce un diritto di gradimento, ossia un potere di veto, nelle decisioni di trasferimento delle azioni di un'impresa partecipata dal Tesoro ad un privato estero. La Corte di Giustizia preme dunque per l'eliminazione di tale clausola di riserva, utilizzata dallo Stato per mantenere comunque un controllo sull'italianità della società "statale", che è ritenuta lesiva della libertà di stabilimento all'interno del mercato comune europeo. Questa presa di posizione della Comunità Europea, va considerata come un evento storico che segna l'inizio delle politiche di liberalizzazione per promuovere la libera concorrenza in un libero mercato, e delle decisioni di smembramento del patrimonio statale considerato ormai un "peso" che può portare un utile solo con la sua cessione, appunto per abbattere il debito pubblico. Tale monito ha solo portato alla svendita delle risorse nazionali, senza garantire un effettivo beneficio in quanto "patologicamente" il debito pubblico di rigenera ogni 5 anni, a causa della ricapitalizzazione degli interessi sui prestiti con ammortamento accelerato.

Struttura di una multinazionale

La decisione della dismissione di Alitalia giunge in occasione della tornata di privatizzazioni ora in atto, accanto alla vendita di Autostrade, alla joint-venture Eni-Gazprom che necessita della cessione di Snam e Finam, alla proposta di spaccatura di Trenitalia e Rete ferroviaria europea.Sulla linea di pensiero del Decreto Bersani dell'Energia, l'obiettivo è quello di smantellare la struttura della corporate governance delle ferrovie con una netta separazione tra infrastrutture e mezzi, per dare "flessibilità" al mercato, e per consentire, ovviamente, l'ingresso di nuove controparti che possono maggiormente competere su un mercato liberato dal monopolio di un unico gestore, tra l'altro statale. La situazione finanziaria di Trenitalia va monitorata perché probabilmente sarà il prossimo obiettivo dato che si presentano già tutti i sintomi: dissesto economico, causato in parte dall'interruzione dei trasferimenti da parte del Tesoro, riduzione degli investimenti, che privilegiano il brand Eurostar e la linea dell'alta velocità e non la flotta dei treni locali, e infine, spinta liberista, la più pericolosa. Inoltre, ciò che è accaduto per Autostrade Spa, si profila anche nella prospettiva di lungo termine dell'Enel, forse proprio grazie al lancio di una OPA da parte del Governo che a quel punto potrebbe essere sicuramente colta da investitori esteri. La delocalizzazione di per sé viene valutata con grande ottimismo perché, secondo i nostri analisti ed esperti dei comitati per la redazione delle leggi, rende le imprese efficienti. Con un'ottica diversa diremmo che le rende meno controllabili, smaterializzate in un continuo susseguirsi di scatole cinesi: è possibile controllare ad esempio le società quotate, ma è più difficile farlo per le capogruppo che sono s.r.l. o holding residenti all'estero, i cui azionisti spesso non sono i veri proprietari che, per in qualità di interposta persona, gestiscono e coprono i movimenti azionari. Quanto più si delocalizza in vari Stati, tanto più le tracce si smarriscono, ben sapendo che non esistono convenzioni internazionali che possano consentire allo Stato di chiedere rogatorie triangolari o incrociate su molti paesi. Il governo perde poi il controllo sulle politiche di marketing e di produzione, e se prima poteva correggere delle distorsioni, ora le anomalie neanche sono più notate.

In nome del liberismo si spinge oggi verso il frazionamento delle grandi società in tanti rami d'aziende per consentire l'ingresso dei concorrenti, e allo stesso tempo si decide per le fusioni e i grandi accorpamenti che rendono le imprese grandi, forti e competitive. In questo caso non sono definite monopoliste dall'Autority, perché è essa stessa ad autorizzare la fusione e le joint-venture che nascondono le acquisizioni.
Il settore delle infrastrutture sta vivendo ora questa forte contraddizione nei termini, e sembra quasi che siano decisioni che seguano il buono e il cattivo tempo, lasciando credere che sia l'"interesse nazionale" o "del consumatore" a dettarne l'esigenza. In realtà tutto segue un filo conduttore, che porta al controllo, in un modo o nell'altro, con concentrazioni o liberalizzazioni, delle società operanti nel settore dei trasporti, dell'energia o della telecomunicazioni. Questi sono i vettori strategici per la distribuzione delle risorse e della ricchezza tra gli Stati.

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19 luglio 2006

Orrore in Libano


Bombardata la zona cristiana di Beirut




I piani dell'Europa per il Medioriente

La crisi israelo-libanese comincia ad assumere i tratti di una vera guerra pilotata e strumentalizzata dalle potenze occidentali. Il modus operandi, l'atteggiamento dei media e della stessa comunità internazionale sono gli stessi del conflitto balcanico e della guerra nel Golfo, e probabilmente avrà anche lo stesso impatto sulla politica economica e energetica mondiale.
Dinanzi ad un conflitto apparentemente senza senso, né motivazione alcuna, gli Stati dell'ONU premono per l'invio di un contingente di pace, mentre l' ''Unione Europa ripropone il progetto Euromed, al fine di accelerare le trattative per la creazione di un'area di libero scambio nel Mediterraneo. Nato con la Dichiarazione di Barcellona nel 1995, Euromed si propone la realizzazione di una politica di liberalizzazione degli scambi con i paesi del Mediterraneo Meridionale: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, le Autorità della Palestina, Siria, Tunisia e Turchia. Il suo obiettivo dunque è la "realizzazione rapida" della "roadmap" EU e Onu, o ancora di un'integrazione regionale che vuole essere soprattutto commerciale, per poi estendersi al campo economico e energetico, con i paesi dell'Africa Settentrionale, ora maggiori esportatori di idrocarburi nel mediterraneo, e del Medioriente.
Per far questo l'Ecofin si fa promotrice della creazione di una Banca Euromediterranea a capitale privato e pubblico, per poter finanziare le infrastrutture che porteranno allo scambio tra quest'area geopolitica con l'Europa Continentale, passando attraverso l'Italia e i Balcani, interfaccia per eccellenza del Mare Nostrum. Il ruolo centrale dell'Italia è stato infatti confermato, oltre da un'elevata percentuale di interscambi con i paesi dell'Euromed - il 20% rappresenta la percentuale più alta in Europa - dagli incontri tenuti a Milano tra imprenditori e Banche che hanno confermato l'intenzione ad un ravvicinamento con Medioriente e Africa del nord. Unicredit e San Paolo sono disponibili a finanziare il progetto, augurandosi, come la stessa Bonino ha confermato, che presto la Banca Euromediterranea passi ad essere controllata interamente da privati, accanto poi ad iniziative, come quelle della Camera di Commercio di Milano, di creare fondi misti per finanziare grandi infrastrutture per l'energia.
La costruzione di gasdotti, rigassificatori, collegati a centrali termoelettriche a ciclo combinato sono le principali infrastrutture su cui si intende puntare ora che il gas naturale rappresenta la fonte di energia strategica in questa particolare congiuntura di transizione.
Da un sistema economico basato sul petrolio, si sta passando ad uno centrato sul gas che costituisce ora la risorsa scarsa più duttile anche se non rappresenta il futuro, bensì uno strumento per controllare delle regioni geopolitiche in un determinato arco di anni, fermo restando che una nuova fonte di energia rimetterà di nuovo in discussione l'ordine che ora si sta creando.

Rete di gasdotti della Gazprom in Europa

Chi detiene il controllo della reti e delle strutture di distribuzione, oltre che di quelle di estrazione, è la Russia che sta prepotentemente entrando nel mercato Ucraino, nonostante le lunghe e vane resistenze al sabotaggio russo nell'erogazione del gas, e in quello italiano, dopo aver invaso i Balcani, che si oppone, ma sicuramente non per molto, con il Kossovo per la costruzione di un gasdotto che colleghi il Mar Caspio all'Adriatico. Per quanto riguarda l'Italia non può parlarsi di opposizione o resistenza, come è avvenuto persino in Gran Bretagna, in quanto l'ingresso di Gazprom è stato predisposto dal Decreto Bersani ( n.5/2006 ), incentivato da Di Pietro che vigila affinchè l'Eni dismetta la proprietà di Snam e Finam, e firmato da Prodi con i suoi entusiasti accordi con Putin di collaborazione con Eni, nonostante le legittime perplessità di Scaroni. La liberalizzazione del mercato energetico è stato chiesto dall'Autority e dalle Associazioni di consumatori, i quali non interverranno certo accanto alle comunità locali che dovranno accogliere in silenzio i gassificatori o le centrali Turbogas. La stessa legge di riforma costituzionale, poi bocciata, pretendeva di sottrarre alle regioni la potestà di decisione delle politiche di infrastrutture di trasporti ed energia. Tale potere le è stato però negato ancor prima, con la riforma federale del 2001 e il grande segnale dato con l'arresto di Cuffaro. Il presidente della regione Sicilia, prima di essere stato arrestato per collusione con associazioni mafiose, aveva emanato una legge regionale che imponeva una tassa regionale sul passaggio degli oleodotti sul territorio siciliano: un modo questo, come altri, per poter restituire alla regione un diritto sullo sfruttamento delle proprie terre.
La classe politica ora al governo ha ben studiato tecnicamente ogni mossa, perché ha schierati al suo fianco la massoneria giudiziaria e l'appoggio dei giornali che assecondano le campagne pro liberalizzazione. Le sagge decisioni di Prodi saranno inoltre confermate e sostenute dal superamento della crisi energetica invernale, dato che, in piena estate, il governo russo ha già accennato al problema del freddo in Siberia come causa dell'intaccamento delle riserve di gas dell'Ucraina.
Ora che le risorse sono diventate sempre più scarse e i problemi energetici sempre più incidenti sull'inflazione e le bollette di famiglie e imprese, l'Europa ha un enorme bisogno del gas russo, che sarà presto anche abbondante e sufficiente per tutti con l'inizio dello sfruttamento del giacimento dello Shtokman. L'Euromed rappresenta in tutto questo lo strumento "politico e tecnico" che porterà le risorse dei paesi del mediterraneo e del medioriente in Europa. Lo stato di guerra nel Medioriente diventa il presupposto necessario per consentire l'incursione delle forze di pace che possano così destabilizzare gli attuali governi e governare dall'interno la situazione, e poter più agevolmente impiantare strutture per il trasposto e la trasformazione di petrolio e gas.
La guerra al Libano, è la guerra all'accaparramento dell'acqua, ma è anche la guerra di Gazprom che vuole attraversare quei territori, è la guerra voluta dalle lobbies dell'Unione Europea. Quello che potrebbe sembrare un campo di scontro di due superpotenze, quali la Russia e l'America come negli della Guerra Fredda, è un conflitto voluto da tutti i paesi, dalla Francia, dall'Italia, dalla Germania e dall'Inghilterra. Sia Israele che il Libano avevano chiesto protezione dal reciproco nemico, ma sono stati traditi e ora dietro di loro vi sono allo stesso tempo Stati nemici e Stati amici, che lucreranno sulla guerra per sopravvivere come parassiti.
In tutto questo, l'unico paese ad aver capito il gioco sporco che avrebbero fatto alle spalle dei popoli della Mesopotamia è stato proprio l'Iran, che andando contro ad ogni aspettativa ha deciso di produrre energia nucleare, onde affermare già nel presente una risorsa che gli avrebbe garantito il potere, sperimentando la fusione nucleare mediante la Z-machine e la e-bombe che colpisca le nostre tecnologiche vide.
La Russia, a poche ore dall'attacco di Israele, ritira il proprio supporto in caso di sanzioni per il mancato rispetto della risoluzione contro l'Iran, proprio perché ora come ora, non ha alcun interesse a fare da ago della bilancia per impedire un conflitto nel Medioriente, che potrebbe senz'altro consentirle la realizzazione dei suoi piani.

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Dal Libano: le immagini censurate dai media


Ci sono pervenute dal Libano le immagini della vera guerra che i media occidentali hanno censurato.E' questa un'altra guerra ingiusta e del terrore che avanza nel Medioriente per portare le truppe dell'Onu per aprire la strada ai colonializzatori. La Etleboro, diffondendo queste foto, ha così deciso di rompere il silenzio che si è creato intorno ad una tragedia umanitaria di portata catastrofica.

18 luglio 2006

Vodafone mette una tassa sull'aria


Mentre il conflitto incendiario divampa in Medioriente, un'altra guerra pericolosissima sta per abbattersi sugli Stati occidentali evoluti ed industrializzati, che non hanno più problemi di affermare il loro diritto di esistenza. I grandi Stati post-moderni hanno smesso di lottare per la sopravvivenza perché non vogliono rinunciare al consumismo e alla tecnologia, a quella realtà virtuale che li rende inviolabili e fuori dal mondo.
In Europa, in particolare, i governi spingono tutti verso le fusioni tra i grandi gruppi per sfidare la concorrenza e la competitività sulle grandi dimensioni, i banchieri centrali vogliono le riforme della previdenza e delle tasse, le autority chiedono la frammentazione e la privatizzazione delle società e dei monopoli di Stato.
Questo tuttavia, è solo la punta dell'iceberg di ciò che nel futuro ci riservano, firmando la più grande tangente della storia: la colonializzazione dell'aria delle società di telecomunicazione.

È stato ieri siglato un accordo, potremmo dire, storico tra Vodafone, Microsoft e Palm, società produttrice di palmari e cellulari in grado di fungere da macchine per la gestione di servizi e reti integrate di telecomunicazione. Mediante un unico apparecchio, gestito da un software Microsoft, sarà possibile collegarsi ad una rete, ad una piattaforma che si allaccia su vari ponti di connessione, come il wireless e il Gprs a seconda del luogo in cui ci si trovi. Sarà possibile innestare su questo enorme sistema la televisione, le news, i servizi di movimentazione dei c/c, la contabilità d'azienda, fare transazioni e comunicare: avremo sempre con noi una piccola centralina di interconnessione ai vari circuiti finanziari e di telecomunicazione, oltre che una spia che controlli la nostra esistenza. Quanto ci costerà una transazione o l'utilizzo dei canali, o meglio quanto costerà l'aria?

Archiettura rete GSM

In questo modo, offrendo massima praticità e comodità grazie all'impiego di complicati sistemi di comunicazione, entreranno nelle nostre vite rendendoci dipendenti, come è già accaduto con i cellulari, e ciò consentirà loro di prendere il controllo di una sconfinata banca di dati.
Questo cambierà il nostro modo di vivere, che sarà portato sempre più verso il fallimento perché porterà alla distruzione dell'individualità degli uomini: scompariranno le piccole realtà imprenditoriali e l'intero sistema economico sarà controllato da non più di 20 società. La proprietà sarà sostituita dal "rent", dal prestito e dall'indebitamento, e si acquisterà ogni cosa, dal credito all'energia, mediante un sistema elettronico di carte prepagate.

Non esistono leggi che possano sindacare la gestione di questi sistemi, perché sono talmente vasti e complessi che sarebbe comunque impossibile monitorare i software o i server Voip. La Vodafone ha un potere sovranazionale indiscusso che gli viene proprio dall'aver accesso ad un database enorme, e dal controllo che è in grado di attuare sulla vita di tutti, senza distinzione alcuna per rango o posizione sociale.
Ciò che loro vogliono, in sostanza, è il controllo dell'aria, che è l'autostrada del wireless, e dell'acqua, che è il vettore dell'energia, e tutto questo da realizzarsi nel massimo di dieci anni, o forse meno, dato il correre degli eventi e delle leggi. VODAFONE è in realtà un progetto, la cui esistenza è davvero sconosciuta a tanti e la Etleboro è pronta a svelarlo: Voda significa in serbo acqua, per cui c'è un senso e una spiegazione ad ogni dettaglio. Ora si traveste da grande multinazionale delle telecomunicazione, finanzia ricercatori e esperti di marketing per spiegare nelle università la grande strategia di comunicazione che ha consentito il furto del rosso alla Tim. Come se non bastasse ha dato vita ad una fondazione nella quale confluiscono capitali che finanziano progetti umanitari e politiche sociali, mentre rappresenta una entità economica che gestisce ingenti fondi per speculazioni e ricerche segrete.
Credono così di costruirsi un'immagine positiva dinanzi al suo pubblici di utenti, usando il pietismo e la manipolazione di banali sentimenti di solidarietà.


Il principio di questo sistema è di dividere il territorio nelle piccole zone, chiamate cellule, e di ripartire tra queste le frequenze radio. Così, ogni cellula è costituita di una stazione di base, legata alla Rete Telefonica Commutata (RTC) alla quale si associa un certo numero di canali di frequenze a banda stretta. Queste frequenze non possono essere utilizzate nelle cellule adiacenti per evitare gli interférences. Così si usano i clusters, costituiti di parecchie cellule in cui ogni frequenza è utilizzata una sola volta.


Il forte potere di Vodafone lo hanno provato in prima persona proprio i politici e i servizi segreti greci, che sono stati travolti da un ciclone di scandali sulle intercettazioni e i controlli ad opera del gestore telefonico. Lo scorso anno infatti, venne scoperto un inserimento abusivo nel software di alcune centrali telefoniche di Vodafone, che portò al controllo per più di 9 mesi, a partire dalla Olimpiadi, di circa 100 telefonini appartenenti ai maggiori esponenti politici greci. Vodafone imputò la responsabilità di quell'evento ad uno spy-software, tuttavia un dirigente di Vodafone Grecia si suicidò pochi giorni prima che i dirigenti comunicassero alle autorità di aver scoperto le attività di intercettazione. Intercettatore GSM Nessun media rese di dominio pubblico la notizia, nonostante la particolare importanza di quella nazione che l'amministrazione Bush le attribuiva nella gestione della guerra al terrorismo e all'Iraq. Lo spionaggio telefonico della Vodafone ha portato poi alla redazione di un rapporto al parlamento da parte dell’autorità per la privacy nelle comunicazioni: 84 pagine sullo scandalo delle intercettazioni telefoniche è stato reso pubblico in gennaio da un quotidiano ateniese, senza che sia pervenuto a noi alcuna notizia.
È importante invece interrogarsi su tali episodi, perché non è chiaro che uno Stato o gli stessi servizi segreti vengano spiati e monitorati, e questo può accadere solo se esiste un'entità che si pone al di fuori di ogni istituzione. Non vi sono dubbi sul fatto che chi spii le spie, chi possegga le intercettazioni degli agenti, è sicuramente la stessa compagnia che presta loro una garanzia di privacy e sicurezza. Questa società ha davvero un potere che va al di là di ogni immaginazione o legge costituzionale, può acquisire informazioni e custodire conversazioni e dati senza che nessuno se ne avveda. Se sono stati in grado di introdursi all'interno di queste strutture, vuol dire che non esiste comunque nessuno che può smentire il loro potere e la loro invasiva presenza. Chi garantisce che la Microsoft non sia un conflitto di interessi, che si appropri delle vendite delle informazioni?
Agiscono indisturbati ben sapendo di non poter mai cadere fin quando tutti avranno questa dipendenza verso i loro servizi o i loro apparecchi, non potranno mai fallire come invece accade alla Fiat o alla Parmalat. Non cadono mai in realtà, neanche uno Stato può fermarli, perché non sono colonialisti o multinazionali, sono delle divisioni delle Banche, sono un centro di informazione per i Banchieri. Sono nella situazione in cui possono fare qualsiasi cosa, e questa è vera lotta per un diritto alla biodiversità e alla non violazione della privacy. Oggi i nostri governi si sono prostituiti, fanno delle leggi per la deregolamentazione delle telecomunicazioni, senza mai che nessuno ci si interroghi del perché di tale urgente necessità. L'autority ha chiesto tempo fa di passare al controllo della gestione dei database, per poter redigere una proposta di legge di regolamentazione, delle grandi società che lavorano nei servizi, comprese banche e società di telecomunicazione. Speriamo solo che sia questo un modo per mettere luce sulla questione, e non per incatenarci, considerando che la stessa Autority ha assecondato la denuncia di Vodafone verso Tim per abuso di posizione dominante.
Il progetto di questa società non è altro che il dominio mondiale della telecomunicazione mobile. Considerando la massiccia presenza pro-capite di cellulari, quello che loro vogliono, e che hanno già in parte realizzato, è il controllo delle masse in un sistema piatto e orizzontale: una rete, tessuta però da un ragno che può così dirigere la regnatela, una società utopica che trae le sue origine più profonde proprio nella dottrina marxista. Questo non è propriamente colonialismo, bensì è il Nuovo Ordine Mondiale, quello che già altri nella storia hanno cercato di creare con il nazionalsocialismo e il comunismo, ma che hanno fallito non avendo considerato la necessità di una tecnologia avanzata per gestire la "lotta di classe".
Questo non ha alcuna correlazione con il satanismo, o le guerre di religione: i musulmani o gli ebrei ora credono di combattere contro il rispettivo nemico per la patria o per Allah, ma in realtà lottano per le Banche. Ben presto la situazione richiederà l'intervento delle forze di pace per sedare il conflitto, ma assisteremo ancora ad un'altra missione di caschi blu per razziare e diffondere ancora più odio, per balcanizzare il medioriente fino all'inverosimile. Tanto è vero che Prodi ha già offerto il suo totale e incondizionato sostegno nelle missioni di pace, nonostante non vi sia ancora stato il voto del parlamento, che ormai dunque ha perso qualsiasi valore la storia gli abbia attribuito. Non sappiamo cosa ottengano i nostri politici in cambio di tali prostrazioni, ci auguriamo solo che ne valga la pena e che non siano i soliti quattro spiccioli.

Vi proponiamo dei brevi passi tratti dalla storia di un uomo che decise di restare con lo Stato: un libro che non è mai stato pubblicato da alcun editore, perché contenente una verità dalla forza distruttiva che supera qualsiasi immaginazione.

MISTER MIKE

"Il mio ruolo e stato molto difficile, e sopratutto attento, l'attenzione in queste cose, bisogna dire, deve essere scrupolosa. Tutto era studiato nei minimi particolari dentro la mia testa, non bisogna mai avere appunti, bisogna ricordare tutto mentalmente, in maniera tale che nessuno può trovarti con le mani nel sacco. I telefoni e tutte le forme di tecnologia devono assolutamente essere eliminate, e fare questo quando hai un cellulare è veramente difficile: il cellulare in sé per sé controlla gli spostamenti e memorizza tutto, anche dei dati insignificanti, ma determinanti, i tuoi numeri di telefono e ti segue dappertutto: se non vuoi avere tutti addosso allora non devi usare un cellulare, ma se lo spegni si insospettiscono. Oggi nessuno ci fa caso, ma dai ponti radio possono recepire ogni tipo di informazione: dove dormi, dove mangi, dove fai l'amore, e da lì ti controllano.



Ho dovuto studiare il tutto per arrivare ad una soluzione, e non ho trovato nulla di meglio di un ristorante, per avere i miei incontri, per trasmettere le informazioni e per riceverle. Quello che sembrava un piccolo ristorante, era in realtà una copertura che la Cia dovette piazzare una telecamera per scoprirla."



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17 luglio 2006

L’Inghilterra, capitale del crimine Mondiale

Chaim Weizmann
Lo Stato di Israele nasce nel 1917 con il famoso patto di Balfour ratificato da Ebrei e Inglesi, i quali diedero il loro appoggio alla creazione di uno Stato sovrano in terra Palestina per prendere possesso di un’invenzione di importanza strategica e per ottenere una collaborazione nei servizi di spionaggio contro i turchi. Chaim Weizmann, chimico di fama internazionale che divenne così il primo presidente dello Stato di Israele, riuscì infatti a progettare un meccanismo rivoluzionario in grado di estrarre un petrolio sintetico da sostanze organiche abbondanti in natura. In nome del suo padre fondatore, esiste oggi in Israele un importante centro di ricerca di biotecnologie, le cui scoperte sono tuttora tenute nel massimo riserbo.

Gli Inglesi avevano assolutamente bisogno dell’invenzione di Weizmain che fu ceduta alla sola condizione che venisse creata la National Home, dal “Mediterraneo al Grande Fiume” - come recitava la Bibbia - mantenendo sempre i diritti degli arabi che vivevano. Nel frattempo nel 1920 l’Inghilterra diede il suo consenso alla creazione della Giordania, per ricambiare la collaborazione e il sostegno politico-militare di Adballa, che nel 1946 è stata resa indipendente con il nome Transgiordania tramite un mandato britannico, e nel 1949 resa sovrana come regno di Giordania.

1917-Missiva destianata al Ministro degli esteri
britannico Arthur James Balfour, Lord Rothschild

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La storia delle origini della struttura politica del Medioriente è stata, dunque, nel tempo stravolta e riscritta dai vincitori e dagli Stati colonialisti, che usarono e manovrarono quei popoli per affermare il loro indiscusso predominio.
Nessuno forse sa, o ancora tiene nascosto, ma sicuramente gli anziani ebrei ricordano, che il destino di un’intera regione geopolitica si è giocata in un solo giorno, ossia domenica 15 maggio del 1948. I patti di Balfour nascondevano infatti il grande inganno dell’Inghilterra, che aspettandosi che la dichiarazione ufficiale avvenisse nella serata della Domenica 15 Maggio come convenuto nel Patto di Balfour, acconsentì alla creazione di Israele, ben sapendo che presto sarebbe stata invasa dagli eserciti dei popoli arabi circostanti.
David Ben Gurion, tuttavia, anticipò le aspettative degli Inglesi, sui quali sapeva di non poter affidare la sorte del suo popolo, e al tramonto del Venerdì annunciò la nascita dello Stato d’Israele che fu subito riconosciuto da America, Russia e Italia. Nella mattinata della domenica gli eserciti dell’Iraq, della Siria, dello Yemen, dell’Egitto e della Transgiordania, condotto quest’ultimo da generali inglesi, invasero lo Stato di Israele, ovviamente in maniera illegittima proprio in virtù della mossa in anticipo di Ben Gurion.

Quando vennero create le Nazioni Unite, una volta cessato il grande conflitto mondiale, il Patto di Balfour non fu riconosciuto, e venne presa in considerazione solo l’istituzione dello stato Giordano, cancellando così per sempre un pezzo di storia. Dichiararono la nascita dello Stato di Israele a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, negando l’esistenza dei patti ratificati dall’Inghilterra.

Il Pres. Truman e Gurion in un incontro del 1951
per commemorare il rinoscimento di Israele del 1948


L’unica verità che oggi possiamo difendere e affermare con grande convinzione è che l’Inghilerra crede di possedere un assoluto potere, e in virtù di questo fomenta eterni conflitti con le sue maniere espansionistiche al solo scopo di mantenere un controllo sugli Stati e così di derubarli. Oggi manovra i paesi arabi, le guerriglie e i movimenti fondamentalisti, e spinge Israele ad espandersi per difendere il suo diritto all’esistenza.

L’Inghilterra, con i suoi Lord, i suoi Baroni Ladroni, è la capitale del crimine organizzato. Ha creato l’Onu per fare il deserto intorno ai suoi crimini, restando in silenzio mentre manovra gli attentati, le guerre e genocidi.
Lo Stato di Israele è stato creato perché gli Inglesi sapevano che non sarebbe più esistito, al solo scopo di dare origine ad un conflitto sanguinario ed eterno, che avrebbe permesso all’Inghilterra e alle potenze occidentali di profittare del caos e dell’anarchia per far bottino. Rabin aveva capito il grande male che era stato fatto e che veniva taciuto dalle potenze mondiali: cercava la pace con i popoli arabi per mettere fine a quel circolo vizioso che aizzava l’uno contro l’altro permettendo a terzi di derubare la loro stressa vita. Ai popoli arabi, come la Giordania era stato promesso qualcosa, agli Ebrei era stato promesso il diritto all’esistenza, ma sono stati deliberatamente traditi entrambi, mantenendo in vita solo l’odio.

14 maggio 1948 - David Ben Gurion pronuncia
pubblicamente la Costituzione dello Stato dell'Israele


Uno spaventoso rogo di violenze e terrore si sta ora per abbattere su tutto il Medioriente, e mentre si espande inesorabilmente si cerca di capire chi ha sparato prima. In realtà è l’Inghilterra che va fermata e condannata per crimini contro l’Umanità, per il genocidio perpetuato lungo questo secolo, per l’Etnocidio dei popoli , perché è l’inizio e la fine del terrorismo, dei razzismi e delle stragi.
Oggi facciamo la guerra al terrorismo, che ieri era il caos e le violenze delle bande, sganciamo 150 mila bombe in un mese sulla popolazione inerme in nome della democrazia, difendiamo le liberalizzazioni e le privatizzazioni: facciamo tutto questo e in realtà assecondiamo il colonialismo delle multinazionali e delle lobbies bancarie, che ci comprano e ci vendono ai carnefici per un prezzo più alto.

Quello che oggi, e in questi lunghi cento anni è avvenuto in Palestina, è quello che si è abbattuto nei Balcani. Gli Inglesi si sono introdotti da padroni con un corteo di caschi blu, hanno scortato i mercenari mujaheddin sino alle enclavi serbe, assistendo alla carneficina di migliaia di serbi. I popoli dei Balcani hanno combattuto questa guerra per poi firmare un trattato di pace che ha decretato l’inizio della loro morte. Continuano oggi ad odiarsi e ad ammazzarsi perché istigati dal perpetuarsi di ingiustizie, di referendum che frammentano gli Stati, di leggi che provocano divisioni e sollevano gli animi contro i propri fratelli. Immaginate che il marco convertibile bosniaco, è stato inciso in lingua serba sbagliandone la grammatica: questo è solo uno degli infimi sistemi che usano per infondere odio e disprezzo nei confronti di uno Stato o per le altre etnie.


Il recentissimo attacco che ha colpito il fondatore della Etleboro è stato solo un modo per creare odio e diffidenza sulla sua persona, per attentare alla sua vita e imputarne la responsabilità a fanatici musulmani, con i quali intanto stava trattando in un altro Stato per portare alla luce la verità su una guerra sbagliata. Egli infatti intendeva convincere i Mujaheddin di Bosnia a prestare la loro testimonianza in favore delle verità su Srebrenica, dopo che il governo di Sarajevo aveva negato loro la cittadinanza anche se l’avevano ottenuta prima per aver offerto il loro aiuto accanto ai fratelli musulmani.
Hanno così tempestivamente agito per fermarlo, per screditarlo ed evitare che gli inganni dell’ONU e del FMI venissero finalmente scoperti. I servizi segreti, tuttavia, non dovrebbero controllare su di noi, ma sui nomi dei criminali che abbiamo già fatto, sulle sette, sulle Banche e sui loro governatori che in un salotto o in un consiglio di amministrazione decretano una guerra o la fine di uno Stato.


Se il popolo di Israele soffre, se quello palestinese viene martoriato e additato, se i serbi o i croati si sterminano a vicenda, se i nostri imprenditori muoiono uccisi dal sistema bancario è colpa dei colonialisti che si nascondono dietro le istituzioni, le ambasciate e le organizzazioni umanitarie.

Vi chiediamo di riflettere sulle parole che appartengono a due grandi uomini che hanno fatto la nostra storia.

"La Palestina appartiene agli arabi allo stesso modo in cui l'Inghilterra appartiene agli inglesi o la Francia ai francesi"
- Gandhi -

"La Palestina sarà ebraica quanto l'Inghilterra e' inglese"
- Weizmann -

Abbiamo fatto delle domande a questi Signori, mai nessuno ha dato una risposta. Se non sono stati in grado di fare questo, cosa pensano di poterci insegnare?

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15 luglio 2006

Il segreto del nucleare


In un momento della nostra storia in cui l'equilibrio politico-militare mondiale si basa sul possesso della bomba nucleare, che ha rafforzato così la posizione di potere di alcuni Stati, gli Stati Uniti dichiarano che è stata realizzata una nuova arma. Su si essa non si sa molto, l'industria militare l'ha sempre tenuta sotto il massimo riserbo, ma esiste e può rimettere in discussione la distribuzione dei poteri a livello globale e lo stesso concetto di guerra.
La nuova arma si chiama e-bombe, ossia bomba elettronica.
Essa genera un impulso elettromagnetico di estrema potenza, causata dall'azione dei raggi gamma liberati in un'esplosione nucleare che ionizzano le molecole dell'aria. Derivando da un'esplosione nucleare, in tutti questi anni si è prestata maggiore attenzione sulla gestione delle crisi regionali di un conflitto nucleare, senza considerare gli effetti dell'onda elettromagnetica. Questa si propaga su grandi distanze seguendo la curvatura della ionosfera, e libera una potenza di moltissimi gigawatts su uno spettro di frequenza molto ampio: un'esplosione di 100 kT a 110 km d'altitudine può generare un impulso elettromagnetico distruttivo su una superficie equivalente alla metà degli Stati Uniti. Crea delle correnti indotte enormi a livello delle antenne, dei cavi elettrici e di strasmissione, distruggendo tutte le apparecchiature elettroniche.

È composto di un generatore di compressione di flusso e di un oscillatore a catodo virtuale, cdd. vircator. Nel generatore viene utilizzato un esplosivo rapido per comprimere un campo magnetico, prodotto da una fonte elettrica esterna che dà inizio al processo, trasferendo questo poi la potenza dell'esplosione. La compressione del flusso magnetico genera un picco di potenza, mille volte più potente di un fulmine, poco tempo prima della distruzione totale dell'arma. Il vircator, poi, produce un impulso di forte potenza che viaggia sullo spettro di frequenza delle microonde, tra 150 chilowatt e i 40 gigawatts. La sua frequenza e la lunghezza d'onda possono essere variate a seconda degli obiettivi che si vogliono colpire, e questo fa di lei un'arma davvero subdola perché può essere invisibile e difficilmente individuabile.
Se si pensa che i microprocessori degli elaboratori non sopportano tensioni superiori ai 10 volt, un campo elettrico di centinaia di volt andrà a distruggere ogni tipo di strumentazione a causa del sovraccarico di voltaggio o per l'effetto termico. I nostri radar, gli impianti radio, le televisioni, i sistemi di rete informatici e le reti telematiche verrebbero il pochi secondi annullati gettando nel caos un'intero sistema economico. Il fatto che colpisca apparecchi elettronici, non deve assolutamente indurci a pensare che non sia nocivo per gli esseri viventi, in quanto tutto ciò che si troverà sul suo raggio d'onda subirà gli stessi effetti dell'azione di un microonde, verrà ucciso o subirà delle terribili metamorfosi.Ingrandisci

Per le sue caratteristiche, questo tipo di bomba non è efficace contro le guerriglie, contro i terroristi islamici e contro quelli che convenzionalmente definiamo come nemici. È stata progettata e studiata per colpire un nemico strutturato, tecnologicamente sviluppato, dotato
di una società civile organizzata. È destinata a sabotare le strutture governative e amministrative, le imprese e gli organismi vitali per un'economia, la rete di infrastrutture, le forze armate, e ovviamente la popolazione civile.
L'intero sistema burocratico, così come i media, utilizza delle reti dense di calcolatori e elaboratori che trattano banche dati sconfinate, e aiutano con degli strumenti di analisi a stilare provvedimenti, finanziarie e prendere decisioni di politica economica. L'impulso elettromagnetico non solo distruggerà degli uffici locali, ma propagandosi nei cavi di trasmissione - salvo che non sia cellule ottiche - saboterà l'intero sistema, e la cancellazione dei database riporterà una nazione indietro di settanta o cento anni, perché non sarà possibile recuperare nulla anche se si sostituissero gli elaboratori.
Lo stesso accadrà alle industrie, da quelle petrol-chimiche a quelle manifatturiere, fino alle centrali di energia, perché i loro sistemi di produzione sono tutti automatizzati: l'economia così si lacererà a tal punto che lo Stato aggredito resterà senza di che vivere. Anche la rete d'infrastrutture è un facile bersaglio, soprattutto il trasporto aereo e ferroviario, che vengono fermati o disorganizzati, in modo tale che anche lo Stato resterà totalmente paralizzato. Sulla popolazione invece gli effetti sono terribilmente devastanti, se si pensa ai danni biologici, tipici della stessa esplosione nucleare, ma quelli che più interessano sono soprattutto gli effetti indiretti. Una società avanzata, dipendente dalla tecnologia e con un modo di vivere basato su comodità e privilegi di ogni genere, senza elettricità, o senza mezzi di comunicazione e di trasporto, senza un governo, abbandonata dalle istituzioni, muore nel giro di pochi giorni per autodistruzione. Quello che si cerca di colpire è innanzitutto la volontà di combattere delle persone, agendo sulla disperazione, il terrore, lo smarrimento. Le prove tecniche le abbiamo già viste e sono state scioccanti, se si pensa all'uragano Katrina, al Millennium Bag, ai brevi blackout, al mal funzionamento dei radar. Questi eventi hanno dimostrato a tutti che non sopravvivremmo tre giorni così, senza nulla, solo con una manciata di legumi al giorno.

Questa è un'arma che prima di ogni altra cosa, è un moltiplicatore di energia elettromagnetica, in grado di raggiungere il nemico nella maniera più efficace possibile con il minor dispendio di soldi e di eserciti, in tempi brevissimi, facilitando l'invasione e la conquista non belligerante della colonia. Il suo aspetto convenzionale, molto simile a ordigni classici, le permette di essere utilizzata anche all'oscuro degli Stati e delle organizzazioni internazionali.
Elasticità nell'utilizzo, mobilità, rapidità di azione, infiltrazione molto profonda nello Stato nemico, adattabilità e precisione, sono le caratteristiche che consentono di utilizzare strategie di invasione graduali, di stabilizzare subito la situazione senza che vi sia bisogno di interventi esterni, ma soprattutto di imporre una volontà politica senza la minima resistenza. Missioni di pace e guerriglie tra la popolazione civile svanirebbero, perché sarebbero sostituite dal controllo totale e indiscusso dell'invasore-liberatore. Può essere utilizzata anche come "sanzione" proporzionale o maggiore, rispetto ad un qualsiasi attacco politico e ideologico, sarebbe dunque uno strumento di dissuasione, di gestione delle opinioni internazionali che premono verso la pace o l'arretramento delle proprie posizioni.

La e-bombe è un'arma di distruzione di massa, la più spaventosa che possa essere mai stata creata dall'uomo. La sua pericolosità sta proprio nella facilità in cui annienta ogni tipo di difesa dello stato nemico, pilotando a distanza il caos e l'invasione, riducendo al minimo la perdita di vite umane.
Così il conflitto iraniano che si sta preparando non è per il petrolio, perché se il costo a barile va alle stelle, sarà solo il popolo a doverne pagare il prezzo. Il vero motivo è quello di impedire l'armamento nucleare, perché esso consente di costruire la sola arma di distruzione di massa che consentirebbe la distruzione di uno stato occidentale, rivoltandogli contro lo sviluppo e l'avanguardia che cerca di portare ovunque, perché simboli di civiltà.

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Russia e Cina il perno del nuovo equilibrio geopolitico


La crisi geopolitica del Libano non è il solito scontro delle guerriglie nella striscia di Gaza, è un evento che potrebbe segnare la svolta verso un nuovo equilibrio di poteri a livello internazionale. Dalla caduta del muro di Berlino molte cose sono cambiate, il sistema finanziario ed economico ha cambiato gli Stati, li ha logorati mentre ha portato altri ai vertici delle decisioni globali. Ora si stanno affacciando sul contesto internazionale due potenze dormienti, che per lungo tempo hanno accusato il colpo del sistema capitalistico, riuscendo nel tempo a farlo proprio e a utilizzarlo per accumulare potere. Il potere di cui parliamo sono i dollari che posseggono un valore anche se divenuti carta straccia, un rompicapo assurdo che si spiega solo sapendo cosa è davvero la moneta. Il mondo dovrà fermarsi ad un loro cenno se minacceranno di vendere o convertire i titoli o la valuta nominata in dollari, accumulata grazie allo sfruttamento delle loro straordinarie risorse: l'energia per la Russia, i manufatti per la Cina. In un mondo di consumatori, la fa da padrone infatti il produttore, così la Cina, data la sua forza contrattuale, entra nel WTO tre anni fa.
La Russia siede per la prima volta alla Presidenza dell'Assemblea del G8 a San Pietroburgo, facendo già sentire la sua gran voce, soprattutto nei confronti dell'Europa, alla quale ricorda che vi è sempre l'alternativa "Cina" se i mercati europei non saranno disposti ad aprire la distribuzione alle major tedesche. Fa il suo trionfale ingresso anche nel WTO, accolto con entusiasmo dallo stesso Bush che si è impegnato per questo obiettivo, ma d'altronde non poteva fare altro: la posta in gioco è alta e avrebbe rischiato troppo se si fosse esposto con una campagna aggressiva come i vecchi tempi della Guerra Fredda. Grande diplomazia anche con la Cina,consacrata dagli incontri dei reciproci capi di Stato, che mettono fine così alla controversia nata intorno allo Yuan: il governatore della Banca Nazionale Cinese ha acconsentito ad una rivalutazione della moneta per dare ossigeno al dollaro, sempre però nell'esercizio della sua sovranità.
Intorno a queste due potenze ruota l'intera scena politica; ora stanno osservando, intervengono solo in rare occasioni ma sono pronte a rispondere ad ogni mossa azzardata che potrebbe nuocere ai loro piani ed interessi mondiali. Oltre alla Cina e la Russia non esiste Stato che ora è in grado di esercitare un controllo sugli altri Stati. L'America è sull'orlo della recessione e di una svalutazione del dollaro che non ha eguali in questo secolo; l'Inghilterra e la Francia sono vecchi paesi che esaltano il riarmo nucleare ma entrambi hanno profondi problemi sociali. Con il governo tedesco la Merkel deve ancora farsi conoscere in campo internazionale, deve ancora convincere, mentre l'Italia con Prodi si trova a fare i conti con un governo difficile, ma già a buon punto con le riforme. Il Giappone si stanno logorando con le speculazioni dei fondi di investimento e i continui ricatti verso le autorità monetarie, che dovranno dunque sottostare al dictat delle lobbies.
Ormai l'America, Bush e l'Unione Europea sono falliti, hanno dovuto cedere il passo, in così poco tempo alla Russia e alla Cina. Il deficit americano continua a crescere esponenzialmente, e certo non si fermerà la fuga del dollaro con delle trovate mediatiche in cui Bush dichiara che la flessione del debito deriva innanzitutto dall'aumento delle tasse alle grandi imprese.
L'effetto nel breve periodo non durerà molto, così come non durerà ancora per molto l'alea di sfiducia verso i mercati Asiatici, dopo l'attentato, che sorregge Wall Street da un probabile collasso su se stesso.
La situazione è alquanto grave, il prezzo del petrolio continua a salire, quello dell'oro e dei metalli anche, tuttavia le Borse reggono e i Broker continuano a vendere derivati.
Evidentemente c'è qualcosa che non va, e altro vi è dietro questa calma ancora apparente.
Se la polveriera del Medioriente prenderà fuoco, la situazione potrebbe essere anche ingestibile, il dollaro ne subirebbe l'ondata di sfiducia mentre il prezzo del petrolio continuerà vertiginosamente a salire. A questo punto un intervento di Russia e Cina potrebbe essere tanto salutare quanto distruttivo, o comunque potrebbe preludere ad un attacco terroristico.
Tuttavia, se delle Banche d'affari internazionali, come Goldman Sachs, Barkley, dichiarano la chiusura delle linee di credito a Eurotunnel, provocandone il fallimento, nonostante siano Banche che investono ora molto in trasposto e infrastrutture, vorrà dire che sanno cosa può accadere ed è giusto mettere il proprio investimento al sicuro. Due mesi fa nel canale della Manica è affondata una nave, e i governi hanno bloccato la pesca in quella zona, perché forse contenente nelle stime scorie nucleari.
Il grande fallimento dell'Eurotunnel potrebbe ritrovare un suo risanamento dalla ricostruzione, per cui un “buco” nel tunnel potrebbe aiutare a nascondere scorie nucleari, proprio com’è stato in Somalia, quando è sbucata un’autostrada su un terreno alquanto sospetto.
La Francia rappresenta dunque il più grande punto debole dell'Onu o del G8, perché è uno Stato ormai destabilizzato politicamente dall'integrazione dei popoli e dall'immigrazione. Se le banlieux sono andate in fiamme è stato perché esiste una minoranza, che non è certo di numero inferiore, che non si sente cittadino francese e mai lo sarà, perché dato le sue origine e le sue tradizioni, non riuscirà mai a apprendere quelle francesi e cancellare le sue.
Questa profonda divisione etnica, che si aggiunge alla già precaria stabilità politica, fa della Francia uno Stato molto vulnerabile che potrebbe esporla al rischio di minacce, per via , ad esempio, del coinvolgimento del Kuwait Gate.

Non è da escludersi che ad essere colpito sia il canale di Suez, bloccando così il Mediterraneo e i traffici delle merci provenienti dall'Oriente, e facilitando Israele nelle operazioni di armamento. Dovremmo dunque attenderci un altro attentato, pagato forse con il bottino della rapina avvenuta un mese fa a Londra, in maniera alquanto rapida e indolore, senza molti problemi fruttando più di 50 milioni di sterline.
oppure metti obbietti possibili un vecchio nostro articolo e quello del canale di la manche
Se siamo arrivati al punto in cui Stati come Russia e Cina possono farci fallire da un momento all'altro, se il Presidente dell'Iran può liberamente affermare che Israele deve scomparire, allora fino ad oggi i nostri generali ci hanno mentito, hanno seminato terrore, e ora noi raccogliamo odio e disperazione.

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14 luglio 2006

La robotizzazione della società già nel nostro presente

È stato impiantato un neurochip nel cervello di un paraplegico, grazie al quale può riuscire a muovere oggetti e a utilizzare un computer con la sola forza del pensiero.
Per la prima volta gli impulsi nervosi vengono registrati, elaborati e tradotti in azione, si tratta di una «protesi neuromotoria», grande quattro millimetri per quattro, con cento elettrodi più piccoli di un capello, capace di mettere in comunicazione il cervello con degli oggetti del mondo esterno, pensando di farlo. Hanno così sdoganato finalmente il chip, hanno ufficializzato la sperimentazione sull'uomo dell'implementazione di bio-nanotecnologie in grado di amplificare i nostri impulsi neurologici e le nostre capacità intellettive.
Il Brain-Gate, permetterà non soltanto di usare un computer,ma anche di muovere arti artificiali e di ristabilire un controllo diretto del cervello sul muscolo, nel quale verrà invece impiantato uno stimolatore muscolare capace di «ricevere» l'input dal cervello.
Ciò che sembrava appartenere ad una pura fantascienza o ad un futuro molto remoto è già nel nostro presente, ed entrerà lentamente nella nostra quotidianità lasciandoci credere che rappresenta questo un progresso per la civiltà. Hanno studiato la sua presentazione al mondo e ai media in modo che sembri un atto di grande pietà nei confronti di persone che vivono immobilizzati su una sedia avendo la sola forza del cervello a disposizione. Il loro obiettivo in realtà è tutt'altro, ma occorre che prima entri nella concezione delle persone come un mezzo per risolvere gravi malattie, deformazioni e aberrazioni che madre natura ci ha lasciato. Sarebbe quasi un'utopia pensare che dei privati investono in biotecnologie che possono aprire scenari fantascientifici, solo per dare un contributo alla ricerca per migliorare le condizioni umane. Tuttavia, considerando che una bicicletta in Cina costa non più di 50 euro, mentre una sedia a rotelle, senza un reale apparente motivo, ne costa 1000, non crediamo che vi siano proprio i presupposti di così tanto altruismo. Nella nostra società, chi ha un figlio invalido vive a stento, a causa degli immani costi che deve sopportare per il suo mantenimento e le sue cure, per cui proporre questi chip come applicazione della scienza terapeutica è una infima trovata mediatica. Vogliono impietosirci e indurci a pensare che questo rappresenta il miglior futuro che possiamo avere,per poi passare all'impianto dei chip per aiutare le nostre prestazioni intellettive. I microchip hanno già trovato una prima applicazione con l'impianto sottopelle di particelle che fungano da carte di credito.
Quello che hanno reso noto è solo un piccolo e rapido accenno di quello che in realtà stanno facendo, e già il fatto che hanno cominciato a parlarne dimostra che la loro diffusione sul vasto mercato è molto vicina.
Immaginate che sono ormai dieci anni che è in atto la campionatura della voce, a mezzo di programmi voip e di messenger. Tramite le nostre telefonate gratuite viene creato una base di dati che andranno nel futuro a costituire i nuovi cervelli dei robot.
Le ricerche militari e scientifiche sono da anni mirate alla creazioni di strumenti e meccaniche che possano istaurare un nuovo ordine mondiale, tuttavia nessuno Stato mai riuscirà a realizzarlo. Non esiste nazione che potrà mai dominare il mondo, e la storia ci insegna questo, per questo vogliono cancellarla.
Il futuro dell'umanità è nella robotizzazione, gli uomini verranno resi quanto più simili a delle macchine, in grado di combattere virus, affrontare situazioni problematiche e ad alto rischio, in grado di anticipare le mosse del nemico e di prevenirle. Si creerà una nuova razza, sovraumana, che sarà anche l'esercito indistruttibile in grado di neutralizzare i nemici contenendo al minimo le perdite umane e materiali. Ora non resta che aspettare e vedere se sarà una nuova età dell'oro o solo l'inizio della nostra autodistruzione, probabilmente certa se continuerà a sopravvivere un sistema che ci dice che per andare avanti occorre distruggere l'altro. La competizione dettata dall'egoismo o dalla brama di gloria e successo, porta automaticamente al disumanizzare la società e a renderla la perfetta cavia per la sperimentazione dei chip che ci vogliono sovraumani.

Non bisogna mai dimenticare quanto Nikola Tesla ci ha lasciato, la sua filosofia e i suoi precetti di vita: anche, e soprattutto per questo, è stato un importante uomo di scienza. Alla fine dei suoi giorni era rimasto solo e i suoi veri amici erano i piccioni a cui dava da mangiare, perché tutti gli altri lo avevano tradito, dopo aver sfruttato la sua intelligenza.

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Le guerre fomentate dall'ONU

L'ONU che scorta i Mujaidin in Bosnia
In un boato silenzioso è iniziata la guerra più spietata e sporca che sia mai esistita, senza che sia stato davvero chiarito cosa abbia dato scatenato il primo attacco.

Lo scoppio di una guerra in una zona così critica e problematica dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che i diplomatici e i governi delle Potenze globali non sono all'altezza di affrontare una vera crisi internazionale, perché vanno a scontrarsi con una realtà che non potranno mai capire. Sono paesi questi, in guerra da un'eternità, vivono in una tale precarietà, affrontando crisi energetiche e di sussistenza che se si ripetessero nelle nostre evolute società, si creerebbero dal nulla sterminate fosse comuni. Non conosciamo questa guerra, né la sua storia, e nonostante tutto ci arroghiamo il diritto di interferire con essa, senza sapere che siamo stati proprio noi a volere quell'eterno odio e a far sì che si mantenesse sempre vivo in questi anni.

Assistiamo ora all'autodistruzione dei popoli del medioriente, che si stanno lacerando e divorando a vicenda per sopravvivere, solo perché ciò consente alle lobbies bancarie di garantire che il sistema finanziario non imploda su se stesso, rivelando così la grande truffa che lo regge. La pericolosa miccia del conflitto israelo-palestinese è destinato così ad espandersi in tutto il Medioriente, coinvolgendo direttamente o indirettamente i paesi arabi, la Russia e la Cina. Infatti, nonostante sia stato riportato all'attenzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu il dossier dell'Iran, le due potenze non hanno confermato la loro precedente posizione contraria a qualsiasi tipo di sanzione per il mancato rispetto della risoluzione: evidentemente la guerra si è spostata dall'Iran verso il Libano.

Se non sono state chiarite le cause dell'attacco è perché a questa guerra ha senz'altro contribuito la comunità internazionale, personificata dall'Onu o da altri organismi sovranazionali, che hanno fomentato odi e esasperato le già precarie condizioni di vita dei popoli palestinesi, hanno permesso che si erigesse un muro per aizzare il fondamentalismo, hanno tolto l'acqua ai popoli arabi. Questa guerra infatti viene combattuta per l'oro blu, per l'accaparramento delle scarse risorse idriche del Medioriente, che sono controllate attualmente dalla Cisgiordania, il pozzo di Israele, e dalla Turchia. Questa, in particolare, rappresenta la superpotenza dell'acqua nel Medioriente, in quanto con le sue dighe in Anatolia, tra cui la Diga Ataturk, controlla il flusso dei fiumi nella Mesopotamia, e ha da poco tempo avviato un progetto per la costruzione di ben venti dighe e altrettante centrali idroelettriche. Per tale motivo possiamo far risalire la data dello scoppio del conflitto al momento il cui il governo Cisgiordano tentò di deviare il corso del fiume Giordano, la cui portata viene aatualmente sfruttata per il 60% da Israele nonostante solo il 3% attraversi il suo territorio. Nel 1993 gli accordi di Oslo hanno assicurato ad Israele il controllo dell'acqua della Cisgiordania, mentre ai palestinesi è stato consentito di scavare un numero limitato di pozzi, che prendano acqua dalle falde possedute da Israele. A questo occorre aggiungere che la maggior parte dei pozzi della striscia di Gaza si stanno prosciugando, obbligando il popolo palestinese a comprare l'acqua dissalata dai ricchi paesi petrolieri dell'Arabia. Il risultato è ovviamente che i palestinesi possono vedersi privare dell'acqua, già data con il contagocce, e dei mezzi di sussistenza da un momento all'altro, nel pieno rispetto degli accordi internazionali. Ora, in un periodo di piena crisi ed emergenza idrica data la volontà della Turchia di vendere l'acqua ad altri partner, il Libano potrebbe fornire ad Israele le acque del fiume Hasbani.

La guerra per l'acqua, significa guerra per la sopravvivenza, e chi manovra i fili dall'esterno questo lo sa benissimo, e sfrutta a proprio vantaggio tale situazione di debolezza. Ancora una volta dunque l'operato dell'Onu va ad insinuare il verme dell'odio: la sete e la disperazione sono le armi più subdole e aberranti che possano essere utilizzate contro un popolo reso povero per volere delle potenze occidentali. Ma tutto questo è storia già vissuta, essendo molto simile a quanto è stato fatto alla Jugoslavia. L'Onu allora scortò e protesse i combattenti Mujaidin che giunsero da tutto il mondo musulmano per difendere i fratelli in una Guerra Santa. Quando poi cominciarono a tagliare la gola a cittadini civili serbi, si disse che i Serbi erano macellai, sbucando poi, una dopo l'altra, decine di fosse comuni, forse lì da decenni per via della secolare pulizia etnica che viene fatta nei Balcani. Hanno scatenato un inferno che ha portato la distruzione di un'economia e di un popolo, ora già si paventa l'ipotesi di un probabile omicidio del Presidente Milosevic, dato che nessuna reale prova era stata prodotta sino allora.

Questa guerra è già iniziata da tempo, e siamo stati noi ad attaccare, e ora la più piccola azione che verrà fatta sarà ampliata e ingigantita dai mass media per dare l'idea del conflitto globale come grande spettacolo. Le basi ora sono tutte in massima allerta e, allo stato attuale potremmo assistere a qualche eclatante inaspettato evento, come ad esempio qualche azione in Francia. Il motivo potrebbe essere il fatto che l'America e le lobbies bancarie sono fortemente interessati all'entrata in Europa della Turchia. Questo potrebbe portare ad una islamizzazione della Francia, il che complicherebbe totalmente la situazione. Tale rischio è attuale e non è certo sfuggito a coloro che hanno investito i propri soldi nella Francia. Il fatto che Eurotunnel si trovi ora sull'orlo del fallimento, conferma ancor più i sospetti si una vera e propria fuga dei capitali dalla società transalpina, perché evidemente l'affare è divenuto rischioso, e tutti sanno benissimo che qualcosa accadrà.
Questa in realtà è solo una grande sceneggiata, la cui fine non si intravede ma gli attori sono talmente impazziti che potrebbe davvero precipitare la situazione in una trappola senza uscita. Insomma, chi sono i nostri giudici, quelli che in questo momento dovrebbero difenderci? Ma se non sono riusciti a fare un equo processo a Milosevic senza ammazzarlo con continui sabotaggi, cosa possiamo aspettare da loro? Carla del Ponte è un giudice fallito e dovrebbe in realtà tornare a fare la casalinga; i loro fondi dovrebbero essere congelati e i loro beni espropriati, e tutto questo comunque non basterebbe a ripagare del grande male che hanno fatto. Allora sarebbe meglio che Prodi ci faccia capire dove sta portando l'Italia perchè vogliamo sapere se dobbiamo continuare a mandare i nostri eserciti a combattere per l'Eni o le Banche, per poi regalare medaglie d'oro al valore, e un funerale di Stato, dimenticando però quei militari che hanno chiesto il risarcimento e le cure per i danni provocati dall'Uranio impoverito. Per quello che hanno visto e poi hanno chiesto sono stati trattati additati, usati e poi gettati via come se fossero merce di scambio.

Questo è il fallimento degli organismi internazionali, dei governi che cooperano per lo sviluppo e la pace, dell'Europa nata per l'unione dei popoli, dell'Onu, che probabilmente non è mai esistita come Unione delle Nazioni. Come ha dichiarato da tempo il Presidente Chavez, anche se la sua voce non è stata ascoltata, è giunto il momento di prendere coscienza delle profonde responsabilità della nostra politica estera. Occorre ora sedersi di nuovo intorno ad una tavola rotonda e riscrivere i Patti di Bretton Woods, basato sul concetto di "controvalore della moneta" imperniato sulle reali risorse e potenzialità di crescita di uno Stato.

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13 luglio 2006

Dalla Francia con delirio

di Marco della Luna

Credevo di dover difendere Michele Altamura, l’attivissimo esponente della ONG Etleboro, attaccando legalmente chi stava spandendo veleni sulle sue attività internazionali mentre Michele si trovava in una delicata missione in un’area piuttosto ‘calda’ del mondo. Qualcosa è ancora in corso ma di questo sicuramente se ne parlerà nei giorni a venire.
Alcuni suoi collaboratori mi avevano chiamato in grande allarme: “Avvocato, Michele è in pericolo, dobbiamo fare qualcosa subito.” “Ma che succede? Fatemi capire!” “Lei sa dove si trova ora, in un’area a rischio, dove si spara; e mentre sta laggiù, dalla Francia lo attaccano con comunicazioni trasversali, allusive, divulgate con diversi canali, pubblici e privati. Stanno volutamente esponendolo, dicono di lui certe cose, lanciano certi segnali che oggettivamente istigano a farlo ammazzare… scriva qualcosa subito, dobbiamo rivolgerci alle Autorità perché intervengano… si tratta della sua vita.”
Io conosco abbastanza bene l’incredibile Michele Altamura. Ci sono persone che amano sfidare la morte in battaglia o negli sport estremi: momenti di gloria – ma poi, finita la sfida, gradiscono a tornare al sicuro, se non nel lusso. Climax e anticlimax, adrenalina e relax. Michele no, è diverso. Michele si trova a suo agio vivendo nel pericolo permanentemente. Non per momenti di sfida, ma per sistema di vita. Ha un progetto, una vocazione, un ideale, che lo guida, lo ispira, e che egli non rivela mai sino in fondo – anzi, credo che nemmeno a lui sia veramente noto…
Se avete i testi di questi comunicati, mandatemeli subito.” – dico ai suoi collaboratori.
Dieci secondi, e per posta elettronica mi arriva un testo in francese di alcune pagine, una specie di petizione. Vorrei leggerlo d’un sol fiato, ma il respiro mi manca: è da morir dal ridere. Piango e tossisco. Troppo buffo. Michele è accomunato (indirettamente) ad altre persone che non conosco, tra cui un certo Basano, in un assortimento di accuse mirabolanti e poco comprensibili, che spaziano dal concubinato al vilipendio di tutte le gloriose istituzioni francesi (tranne la squadra nazionale di calcio). Si sostiene, persino, l’impossibile, l’assurdo, la contraddizione in termini: che siano al contempo sionisti e nazisti (sappiamo peraltro che confondere nazismo con sionismo è un equivoco caro agli odierni nemici del popolo di Israele). Ma esilarante è soprattutto il linguaggio, isterico, ampolloso, retorico, esaltato, forcaiolo, alla Robespierre, senza il minimo sforzo argomentazione reale. Culturalmente, il nulla. Quando riesco a smettere di ridere, richiamo lo staff di Etleboro: “Sentite un po’, amici miei, questo comunicato è uno schianto. Grazie di avermelo mandato. Avevo proprio bisogno di una bella risata. Quelli che l’hanno concepito devono essere degli squilibrati che vivono fuori dalla realtà.”
Ah sì? Allora possiamo stare tranquilli per Michele?” mi risponde una voce femminile, piena di apprensione ma con un accento di sollievo.
Mica tanto. Michele è in un posto dove i pazzi fanatici non mancano, e su di loro un simile messaggio può far presa proprio perché è un messaggio folle.”
E allora che dobbiamo fare? Non scriviamo niente?
Assolutamente niente. Stiamo zitti finché Michele non sarà rientrato. Poi si faranno accertamenti legali in Francia, per vedere se è vero che l’hanno denunciato come dicono.”
Michele rientra e gli accertamenti sono presto fatti. Ridacchiando al telefono, mi rassicura: “L’avvocato francese riferisce che questi sono un gruppuscolo politico che presenta molte denunce di questo tipo, li conoscono bene in tribunale, le loro accuse sono apparse subito fantasiose, anzi i giudici, su richiesta di altri accusati, hanno chiuso il loro sito…
E chi può essere stato a ispirare questa gente ad attaccarti, Michele? Gli ambienti bancari internazionali che tu hai recentemente attaccato in pubblico e con i tuoi articoli-dossier?
Mah… non credo proprio che quegli ambienti si possano servire di gente tanto squinternata, di quelle balordaggini - sicuramente possono permettersi di meglio… sono proprietari dei principali mass media del mondo… non, non possono essere stati i banchieri.
Forse però Michele si sbaglia. Non si può escludere che dietro quelle folli accuse vi sia davvero la potente finanza internazionale. Il potere non mette affatto al riparo dalla follia. Anzi, l’eccesso di potere, il potere assoluto, storicamente, ha sempre spinto l’uomo verso il delirio.

Pubblicata da Rinascita, nell'edizione del 5 Luglio, il messaggio che la Tela ha lasciato a Beppe Grillo

Il Lingotto nelle casseforti di Goldman Sachs


Vola il titolo della Fiat in Borsa, con una quotazione che le vale tutto quel titolo di Lingotto che è sempre stato un vanto per gli Italiani, mentre viene annunciato il "sostegno" che la Goldman Sachs presterà per superare l'empasse finanziario "del momento".

Le difficoltà dell'industria torinese vengono ora imputate al blocco della produzione degli stabilimenti di Melfi e Mirafiori a loro volta dovuti al fermo della fornitura di componenti. Pare che gli scioperi della Cf Gomme, industria bresciana produttrice di pneumatici, e dunque l'interruzione della produzione delle gomme per i veicoli Fiat abbia quasi fermato un'industria automobilistica multinazionale, che da sola può influire su alcune frazioni di punto percentuale del Pil. Sebbene la cosa in sé sia assurda, la giustificazione addotta dai dirigenti pare che abbia convinto i sindacalisti che sono riusciti a spuntare un accordo di diminuzione dei turni lavorativi, forse per evitare una minaccia di licenziamento di massa.

Lascia senz'altro attoniti il fatto che in questi ultimi mesi il titolo viene quotato sempre con ottimi rendimenti, nonostante l'esistenza di grandi difficoltà sia dal punto di vista finanziario che produttivo. La situazione, da quel che può vedersi in quest'ultimo semestre è comunque problematica, e non farebbe dormire alcun analista finanziario che possegga anche solo una manciata delle azioni della Fiat. Dopo il cambio di dirigenza e la nomina di Marchionne, anche l'azionariato ha subito un inaspettato stravolgimento: la Monte dei Paschi di Siena il 16 gennaio ha ceduto sul mercato in blocco a J.P. Morgan Securities Ltd e a Goldman Sachs International l’intera partecipazione in FIAT, trasformata in azioni alla scadenza del prestito obbligazionario. Dopo di lei anche San Paolo IMI ha liquidato , senza che questa manovra finanziaria abbia minimamente sollevato i dubbi delle autorità di vigilanza, della Consob, del governo o degli stessi organi sindacali, anzi il titolo era lautamente remunerato, per cui le Banche hanno realizzato anche importanti plusvalenze. Ora che le due grandi banche d'affari detengono il pieno controllo della situazione le quotazioni si sono stabilizzate intorno a valori medio alti, e le previsioni sono ancor più incoraggianti dopo che la Goldman Sachs ha posto le azioni sul mercato con un "buy", ossia segnalando al mercato che l'impresa vale molto di più rispetto alla quotazione ufficialmente trasmessa. La risposta delle Banche ai problemi negli stabilimenti, potrebbe anche sembrare, e come dopotutto è stata descritta dai media, una vera e propria scialuppa di salvataggio che ha evitato la chiusura delle fabbriche di Termini Imerese e di Melfi, tant'è che rischiano di divenire i padroni salvatori del piccolo gioiello d'Italia.

Tra l'altro la proiezione che viene data dalle Banche e dalle agenzie di rating, non sembra ben corrispondere alla reale situazione aziendale, considerando che la produzione cala al più piccolo problema che avviene nella filiera produttiva, solo pochi mesi fa rischiava la liquidazione, e le imprese estere da tempo avanzano proposte di collaborazione che fanno insinuare gruppi esterei nelle produzioni giù da tempo delocalizzate. Evidentemente il titolo Fiat è sostenuto proprio dalle stesse banche, che sono al tempo stesso proprietari, finanziatori, e consulenti, con un conflitto di interesse perenne dovuto proprio al fatto che una banca acquisti delle partecipazione in imprese e industrie: la tratta come un investimento finanziario, manipola le informazioni per un proprio tornaconto e se ne disfa prima che cominci a perdere valore. Tra l'altro mentre le Banche aumentano la quotazione di Fiat, il titolo della Juventus crolla per via degli scandali calcistici, ma non bisogna tralasciare il fatto che milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato, o anche dai fondi neri delle imprese e poi ritrasferite nelle società di calcio, sono spariti dai bilanci. I fondi neri delle squadre di calcio scompaiono ancora una volta nei circuiti bancari utilizzando come prestanome i calciatori: gli ingaggi calcistici miliardari probabilmente non esistono, perché essi vengono subito rinvestiti dai calciatori stessi in Fondi e Banche, così come le leggi spalma-debito delle società di calcio servono solo a coprire altre truffe.

Occorre che di questo stato di cose tutte le persone siano informate e che dunque sappiano che stiamo solo giocando ad un risiko, tenuto in piedi dalle Banche che finchè vorranno terranno il gioco, ed in caso contrario cederanno il pacchetto azionario causando anche un rating negativo con conseguenze ben più ampie dell'uscita di un semplice azionista.

È questo quello a cui siamo arrivati dopo anni di cassa integrazione e di scioperi, dopo anni di finanziamenti di Stato e di decreti salva-Fiat, dopo che milioni di italiani si sono sacrificati per non vedere mai cadere il loro "lingotto", dopo che uomini importanti hanno cercato invano di lasciare all'Italia una forza produttiva? Ora siamo nella situazione in cui delle Banche decidono il bello e il cattivo tempo, del destino dei piccoli centri che ancora oggi vivono solo in dipendenza della Fiat, come prima era Ivrea per la Olivetti. E così si appropriano di un'impresa, come un verme si nutrono di essa, per poi distruggerla se concorrenti di una loro Ditta, o per scalarla senza incorrere in eccessivi costi. Ovunque sono state hanno lasciato dietro di sé fallimenti, e i nostri governi, le associazioni di consumatori, e nella stessa Authority, continuano a prostituirsi spacciando per vera la favola della liberalizzazione e della riduzione dei costi per i consumatori. Tuttavia a nessuno è mai venuto in mente il fatto che la riduzione dei costi passa prima, per esempio, per l'implementazione di processi lavorativi ad alto risparmio di energia, o mediante ulteriori investimenti. Ma è anche normale che le Banche, così come gli Agnelli, degni eredi dei Baroni Ladroni, non sono interessati a questo tipo di decisioni, né quanto meno al destino di migliaia di operai che rischiano la disoccupazione.

Mentre le Banche ci comprano ogni cosa, anche l'aria che respiriamo, il Ministro di Pietro ha dichiarato, con la freddezza di uno statista, nonostante questa carica non gli si addice, che sta studiando il caso di Trenitalia ed è giunto alla conclusione che la soppressione della Holding capogruppo della Fs, e dunque lo spezzettamento della società in tanti comparti, porterà a maggior efficienza sul mercato e una riduzione dei costi per i consumatori. Insomma quest'uomo va fermato, perché di questo passo porterà tutti alla rovina, perché non ha più pallida idea di cosa stia dicendo. Vorremmo allora sapere dal Ministro delle Infrastrutture, come mai sia riuscito a giungere in così poco tempo alti vertici di poteri? Forse perché si è fatto portavoce di interessi che non sono propriamente dei cittadini, ma di coloro che premono in prima fila per avere le liberalizzazioni.

La Fiat è ora uno strumento in mano alle lobby per controllare le persone, è un'arma con la quale stanno uccidendo anche il popolo italiano, migliaia di operai che ormai valgono per loro ancora meno delle macchine che producono.Il loro obiettivo è ora quello di portare in auge la Fiat per poter spuntare il più alto prezzo da una sua probabile vendita, ed infatti gli analisti raccomandano caldamente di non farsi sfuggire il titolo. Stiamo assistendo ad una vera e propria truffa legalizzata, un'azione speculativa che porterà la fiat non a fallire, ma a scomparire dal territorio italiano. Diventerà una holding, una multinazionale delle Banche che produrrà auto in paesi in via di sviluppo conservando solo il marchio, sempre che non accada a lei ciò che è già accaduto alla Daewoo, ora Chevrolet. Questo è un processo che ha avuto inizio già da molto tempo, ed è stato solamente ritardato grazie agli aiuti di Stato, ossia i finanziamenti del welfare per la cassa integrazione e i decreti salva-Fiat, che ben presto verranno censurati dalla Comunità Europea come ostacolo alla libera concorrenza. Lo stesso è stato per le imprese dell'IRI: prima sono state vendute, poi spezzettate e alla fine smaterializzate. Esistono ancora ma sono parte di grandi multinazionali che sono ovunque e in nessun luogo, il loro nome è stato col tempo sostituito con i grandi marchi come Nestlé e Monsanto, e la loro italianità è stata cancellata. Questo è un Etnocidio, così si uccide un popolo: privandolo della forza produttiva gli si lascia solo il potere di acquisto, da cittadino si diventa consumatore, da operaio si diventa utente, difeso così non dai sindacati ma dalle associazioni di consumatori. Ma dove sono i nostri tutori, i sindacalisti che dicevano di essere comunisti o socialisti e si sono venduti, non agli imprenditori, ma alle Banche? Ora sono politici, sindaci e uomini di Stato, fanno le riforme e indicono scioperi e manifestazioni su comando, radunano persone in nome di un ideale ma non gli si dice contro chi in realtà si protesta. La situazione è davvero preoccupante, perchè ormai tutti noi siamo catturati da trappole mediatiche e non ci rendiamo neanche conto che ci stanno ammazzando tutti.

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12 luglio 2006

L'attacco strategico

11 Luglio 2006.
Mumbai - 11 Luglio 2006 Un nuovo attacco terroristico colpisce un centro finanziario, con sette esplosioni continue e quasi simultanee su un treno di pendolari, squarciando le carrozze e provocando ben 180 morti e 624 feriti.
Le analogie e gli elementi ricorrenti rispetto ad altri attentati cominciano ad essere sempre più frequenti, andando quasi a definire il profilo di questi fantomatici terroristi, che portano morte e terrore senza che vi sia un motivo apparentemente plausibile.
La strategia del terrore si fa di nuovo sentire, in una giornata che sembra essere una ricorrenza rituale, proprio quando la voce di Al Queda riecheggia sulla rete con immagini macabre sulle torture di due soldati americani. Non si conoscono ancora i "padri spirituali" di questo ennesimo attentato, e forse non dovremmo stupirci se dopo lunghe indagini si venisse a scoprire che si tratta si cellule legate ad al queda, che rivendicano antichi rancori contro il governo Indiano, o contro le potenze occidentali che hanno colonizzato questa terra.
Diamo dunque credito, anche solo per ipotesi assurda, alla tesi secondo cui l'attentato abbia una correlazione con gli stessi che hanno scosso questi ultimi cinque anni, a partire da quell'11 settembre che ha cambiato il corso della nostra storia. Questo potrebbe indurci a sospettare che questo attentato abbia una ragione ben precisa, forse la stessa che si è celata negli attacchi alle torri gemelle, ossia la copertura di gravi speculazioni che interessarono il mercato azionario della new economy, e che rischiarono di creare un effetto domino che sicuramente avrebbe travolto tutte le più grandi società di che avevano investito e speculato in quel settore, con effetti non molto dissimili da una crisi finanziaria.Attentato Madrid - 11 Marzo 2004
Per avvalorare questa ipotesi si potrebbe guardare l'andamento degli indici di borsa in questi giorni, con uno sguardo un po' più critico che ritorni al mese di maggio, giorni di terremoto per le borse asiatiche europee, durante i quali più di 2000 miliardi di dollari di capitalizzazione sono stati bruciati sui mercati internazionali, 200 miliardi solo il 22 maggio nelle borse europee, facendo temere la più grande crisi di liquidità ( vedi La Borsa Globale per il controllo totale ).
Allora i grandi fondi di investimento, ossia i consorzi di Banche d'Affari che convogliano in un'unica entità il capitale di diverse fondazioni, d'un tratto chiusero le contrattazioni sui mercati asiatici, dopo aver investito o aver raccolto capitale approfittando della differenza dei tassi di interesse, per poi reinvestire tali risorse in mercati ad elevato rendimento (America e Europa). Così si è assistito, tra la prima e la seconda settimana di maggio, alla più forte liquidazione annuale di azioni sulla borsa americana ed alla più forte caduta settimanale delle borse europee dall'agosto 2004.
La crisi delle borse asiatiche, tuttavia, è da imputare anche al collasso del dollaro, essendo queste economie fortemente dipendenti dalla valuta americana data l'alta presenza di valuta statunitense nelle tesorerie di Stato, in quanto Paesi esportatori con elevati surplus commerciali.

Valutazioni correnti aggiornate al 12 luglio


La nave sta affondando, e i topi abbandonano le stive prima che si ritrovino su un relitto, che loro stessi hanno portato sul fondo con le loro continue speculazioni. Per mascherare o per incentivare così il rientro dei capitali occorreva un diversivo che portasse quella giusta alea di terrore e di sfiducia nell'economia, in modo da liquidare tutto o continuare le speculazioni indisturbati.
Questo evento infatti porterà senz'ombra di dubbio una ventata di ottimismo e di fiducia su tutte le borse occidentali per il rientro dei capitali, soprattutto Wall Street che registra un passivo cronico da almeno 6 mesi, data la precarietà della situazione monetaria e finanziaria, tanto che sembrano quasi "irreali e ritoccati" le informazioni che vengono date al mercato. Al contrario subiranno il duro colpo le borse asiatiche, colpite non solo dall'attentato ma anche dalla fuga dei fondi di investimento che stanno liquidando tutto e stanno chiudendo le linee di credito. Sicuramente chi sapeva ha preso i suoi provvedimenti, decidendo di vendere tutto prima di perdere ogni cosa, o aspettando per comprare tutto ad un prezzo più conveniente.
Il fondo di investimento di Seoul MBK , facente parte del Gruppo di Carlyle e fondato lo scorso anno, ha chiuso il 30 giugno il suo fondo in Asia liquidando $1.56 miliardi. Il fondo regionale di MBK, che aveva progettato di investire il 50% dei suoi investimenti in Corea, il 30% in Giappone e 20% in Cina, nel quale avevano investito illustri investitori come la Temasek Holdings Pte. Ltd, il fondo pensione Ontario Teacher, il fondo pensione di investimento del settore pubblico del Canada e Morgan Stanley, includendo tra l'altro la Banca di Tokio e la Federazione di Cooperative Agricola Nazionale e della Corea del Sud.

Potrebbe questa essere solo un'ipotesi, semmai avvalorata da coincidenze, potrebbe non significare nulla il fatto che la Banca Centrale del Giappone sta affrontando in questi mesi gravi scandali o che i mercati asiatici traballano al primo choc dei prezzi sulle materie prime, spinte dalle speculazioni delle scatole cinesi dei fondi bancari. Un attentato al centro finanziario indiano, quella che prima era Bombay, sede legale delle più grandi banche d'affari britanniche, potrebbe essere un semplice sabotaggio da parte dei separatisti del Cashmire, o di fanatici legati alle cellule terroristiche internazionali. Così sarebbero opera di al queda anche l'attentato al metro di Londra, o quello ai treni di Madrid, e perché no anche alle Torri Gemelle o al Pentagono.
Tuttavia i fatti e la realtà sono ben altri, perché una grande truffa si nasconde dietro ogni evento catastrofico, perché occorre sempre un fenomeno eclatante per tenere il gioco a questo sistema economico che funziona in base alle aspettative degli investitori o le informazioni di mercato.
Le menti che tengono in piedi queste strutture virtuali sanno bene che per far sì che la baracca si tenga in piedi occorrono dei sacrifici: 400 anime di gente sconosciuta è un prezzo accettabile per evitare che si continuino ancora a bruciare miliardi di miliardi di dollari, o meglio, di bit. E per far questo vengono creati personaggi come Bin Laden, Abu Omar, Al Zarqawi, che facciano da nemico e da simbolo a questa eterna guerra, mentre le intelligence, che ormai si sono vendute alle Banche e hanno stracciato anche il loro governo, organizzano e portano a termine operazioni in grande stile, perfette nel loro coordinamento e nel loro esito.
Non un colpo fallito sino ad oggi: bersaglio colpito e "patria" salva, borse intatte e investitori soddisfatti.
Se questi sono i presupposti vorremmo proprio sapere in quali mani noi rimettiamo la nostra vita, in quali mani la abbiamo messa negli anni del terrorismo in Italia, forse in quelle della Brigate Rosse, o di Al queda?!
I nostri tutori sono i nostri più grandi carnefici, e ormai la filosofia è continuare a giocare se non si vuole affondare. I nostri governi sono così corrotti nel loro animo più profondo che ormai non si esce più da questa grande roulette russa. Potrebbero colpire ovunque e in qualsiasi momento ci avevano avvertito, ed lo hanno anche fatto, ma non avremo mai i responsabili, perché Bin Laden mai sarà catturato così come le Banche mai cadranno, perché si insinuano come i vermi negli animi, con il terrore e le carte di credito.

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Il credito sociale nella dottrina cattolica

La Etleboro incontra e intervista Nemiliz Guterriez.

Nemiliz Gutterriez , rappresentante in Messico dei Pellegrini dell’Arcangelo San Michele, è in questi mesi in viaggio in Italia e poi in Europa per tenere una serie di incontri e conferenze a testimonianza dell’impegno profuso nella realizzazione in Messico di una moneta che porti alla giustizia sociale e ad un’ecomomia sostenibile. Cresciuta da genitori entrambi economisti, ha dato la sua intelligenza per diffondere il messaggio di giustizia e di pace contenuto della dottrina sociale cattolica. Ha condotto studi approfonditi su problematiche economiche di respiro internazionale e ora collabora a dei progetti per la formazione di economisti e di tecnici, nonchè delle famiglie per dar loro una maggior familiarità e praticità con la moneta locale. Ha tenuto molteplici interventi presso differenti emittenti radiofoniche, durante i quali ha spiegato come mettere in pratica una teoria economica che attualmente di oppone ad una moneta che lucra sulla vita dei popoli.
Ettore Affatati, rappresentante per la Etleboro in Calabria, ha incontrato Nemiliz Guterriez per stringere con lei e in generale con il movimento dei Pellegrini di San Michele una cooperazione che porti anche in Italia ad una maggiore sensibilizzazione sui problemi socio-economici che direttamente derivano da un sistema finanziaio usuraio, partendo proprio dall’educazione alla moneta locale. Etleboro ha intervistato Mss. Memiliz Guterriez per dare così un segnale a tutti della concreta possibilità di realizzare una moneta etnica, come mero strumento di transazione e come tecnologia che può ridare respiro all’economia in difficoltà che vivono in totale anemia monetaria.
D:Perché ha deciso di intraprendere questo lungo pellegrinaggio in Europa?
R:Sono qui in Europea per descrivere la nostra esperienza in Messico della moneta complementare, che rappresenta, tra le tante cose, un'applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa. Ho parlato con i rappresentanti della Commissione Pontificia per l'America Latina, Luis Rovles Dias, la Commissione Pontificia di Giustizia e Pace, Mons. Renato Martino, e la Pontificia Commissione dei Movimenti Laici nel Vaticano, il Prof. Carriquiri, che si sono mostrati molto interessati al nostro movimento. I Pellegrini di San Michele sono oggi una realtà in Messico, abbiamo stretto delle forti e impegnate collaborazioni con i movimenti cattolici e laici più grandi del Messico. Noi facciamo parte della Pastorale Sociale nel Santuario della Madonna di Guadalupe, grazie al Mons. Mons. Diego Monroy Ponce, e istruiamo i sacerdoti alla Dottrina Sociale della Chiesa per giungere poi alla sua applicazione. La nostra Casa Madre si trova in Canada, nella provincia del Québéc e si estende poi, negli Stati Uniti, in Equador, sino al Madagascar e alle Filippine.

Questo movimento è stato fondato nel 1939, e si è preposto come obiettivo quello di attuare gli insegnamenti di Gesù e di lottare contro l'usura. Nel 1971, abbiamo avuto un primo riconoscimento dalla Chiesa Cattolica come Laici Consacrati Missionari, e questo ci ha consentito di fare dell'insegnamento della moneta anche un'opera di evangelizzazione. La difficoltà più grande che si ha nell'affrontare i problemi legati a quella che si può definire Giustizia Sociale, è la conoscenza, l'insegnamento. Molti pregano, si dicono praticanti, rispettano le regole, ma nessuno fa qualcosa, nessuno si impegna a costruire quello che si dice nelle preghiere in quelle aree economiche che affrontano gravi crisi. La cosa più difficile è la sensibilizzazione, è il convincere le persone a salvarsi.

Che impressione ha avuto delle reazioni e delle risposte dei popoli Europei, e in particolare dell'Italia?
Ho avuto molti incontri qui in Italia, soprattutto con associazioni cattoliche, ho tenuto una serie di programmi a Radio Vaticano durante le quali mi hanno ascoltato con vivo interesse, e mi hanno seguito. Il sacerdote, coordinatore della programmazione per il mondo di “habla hispana” è stato molto contento per quello che stiamo facendo in Messico, perché è una cosa reale, una testimonianza che si può con la sensibilizzazione, realizzare la Dottrina Sociale della Chiesa. Altri sono stati scettici, ma in generale ho avuto l'impressione che in Italia vi sia molta difficoltà a capire e ad accettare certe cose, o a realizzarle, per via della politica comunista di Prodi e il Trattato di Maastricht che ha messo dei vincoli troppo forti. L'Italia ha una lunga tradizione cattolica, ma ha perso la fede, ha perso i valori della famiglia, della fiducia nell'unione delle persone, ha perso i valori etici, così come la Francia, la Spagna e la Germania. Abbiamo avuto molti contatti positivi, sintomi di una più vasta apertura mentale, con la Polonia e la Svizzera. Abbiamo notato che comunque che quella della moneta non usuraia è un concetto che ha avuto una grande eco soprattutto in paesi che hanno conosciuto la povertà, e che vedono in questo una soluzione per la fame, le ingiustizie sociali, le guerre e gli odi all'interno della società.

Anche il mezzo di comunicazione è importante, ho notato che tramite la radio e internet si riesce a far arrivare meglio certi messaggi. In generale i Paesi più poveri ne capiscono il valore, sanno che è un modo per rinnovare la dignità dell'uomo, per dare una speranza: noi facciamo conoscere la Fede Viva alle persone praticanti, e la Dottrina del “Credito Sociale” per far capire il ruolo che ha nel mondo.

Come siete riusciti a realizzare la Moneta complementare in Messico?
Innanzitutto abbiamo fatto una grande opera di sensibilizzazione, che è alla base della evangelizzazione della Chiesa Cattolica. Se le persone non capiscono, non sapranno mai il motivo per cui viene fatta, la accetteranno per i primi tempi ma poi la abbandoneranno perché non hanno una coscienza sociale profonda, e questo porta poi al fallimento. In una seconda fase abbiamo intrapreso una fase sperimentale, per vedere come le persone scambiavano la moneta, come la accettavano e poi la consideravano, se ne hanno paura o se hanno dei dubbi è difficile continuare. Due sono state le iniziative più importanti che sempre descrivo. Innanzitutto quella con il Governo Federale di Città del Messico, che ha già nella sua storia un esempio di moneta complementare, infatti le popolazioni indigene pre-ispaniche usavano come mezzo di scambio il cacao, le transazioni venivano fatte con prodotti agricoli, la moneta non aveva valore. Per esempio, abbiamo creato a Città del Messico, una conferenza delle 16 delegazioni chi si trovano lì, “il Dinamo”, dal nome della regione verde Los Dinamos. In questo caso il Governo si occupa di tutto, della amministrazione, della stampa e dell'educazione.Qual è il suo meccanismo?
Il sistema è semplice ma di grande effetto perché mediante una moneta del popolo si riesce ad umanizzare l'economia, a differenza di quella collegata con il FMI e la Banca Mondiale. La moneta ha in sé il valore intrinseco della produzione agricola, artigianale, nonché i servizi pubblici. Nel secondo caso l'amministrazione dipende dalla comunità. La nostra proposta, è stata quella di creare le “Associazioni del Rosario e dello Sviluppo Sociale”, che fondano all’interno una “Banca Locale” di proprietà della comunità stessa. Nel Messico, i Pellegrini di San Michele Arcangelo, stanno collaborando con l’ esperienza della Città del Messico, il cui il governo ha creato una delegazione nell’area de “Fomento Empresarial”, che si occupa in questo momento di informare e istruire la gente interessata. Quella con città del Messico è un grande esempio di cooperazione con la politica, che può essere portato nel governo del paese per impiantare una buona amministrazione. Abbiamo inoltre raccolto dei buoni frutti anche cooperando con una Comunità Buddista che ha accolto e fatta propria la dottrina cattolica: questo deve far capire che non importa il credo, la religione, importa solo che esistano persone di buona volontà che vogliono far qualcosa per un bene comune.

Cosa pensa del fatto che la Repubblica Srpska si trovi da molti anni sotto il controllo delle lobbies bancarie che stanno distruggendo un'intera economia?
Come studiosa di problematiche internazionali, ho studiato molto il caso della Srpska, e in generale di tutta questa regione europea, in cui si conserva da troppi anni una situazione di estrema ingiustizia. Negli Stati in cui domina un sistema politico corrotto, asservita dalle lobbies, viene sottratta all'uomo ogni tipo di libertà. I popoli sono oppressi e soffrono, conoscono poi la miseria e la povertà, ma sono molto fiduciosa sul fatto che si può in queste zone costruire qualcosa, perché sono quelle che più ascoltano e che hanno una maggiore forza di volontà. Inoltre noi abbiamo avuto degli importanti riconoscimenti in campo internazionale di queste teorie a cominciare dalle parole di Benedetto XVI che ha più volte precisato che è nell'economia il problema, e occorre quindi fare innanzitutto una riforma del sistema economico internazionale.
Io credo che sia importantissimo realizzare la moneta complementare in Bosnia, proprio per via di questa particolare situazione economica, politica e anche religiosa. Lì noi dobbiamo ridare una dignità a quei popoli, occorre insegnare l'unità per il bene comune, perché non importa il credo, esiste un solo Dio che ci ha lasciato un grande insegnamento.
Io sto lottando molto in questi anni per ottenere dalla Chiesa un maggior riconoscimento della nostra opera, ho sottolineato più volte che l'uomo non è fatto solo di spirito, che ha bisogno di beni materiale, perché le persone muoiono di fame. Ma occorre che i beni materiali non ci posseggano, occorre che gli venga dato il valore che deriva dall'opera dell'uomo e non dei Banchieri. Sto aspettando ora una risposta, ma la bella esperienza con Radio Vaticana, della quale ringrazio il coordinatore José Ivañez, Umbria Radio, e in particolare Valentina Bruno Francesco, Radio Icaro di Rimini e La Voce, nella persona di Don Elio Bromuri, e la stessa udienza che ho avuto con il Papa mi fanno ben sperare.Cosa vuole dire al fondatore di Etleboro, che sta in questo periodo subendo molte minacce a causa della sua lotta contro i poteri che stanno usurpando la Rep Srpska?
Vorrei dire a Michele Altamura che non deve preoccuparsi di questo, non importa che vi siano le persecuzioni. Quando bisogna far conoscere la giustizia sociale la cosa più importante è non aver paura, occorre raccomandare la propria anima a Dio e essere sempre convinti di quello che si fa. Noi lottiamo per dare un valore all'essere umano e questa è la lotta più giusta da fare. Se siamo vittime di minacce e persecuzioni, allora questo è un ottimo sintomo, vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta, che lottiamo contro il male e che siamo pericolosi, che possiamo cambiare le cose.
"L'uomo è ormai ridotto in schiavitù, dalla truffa più grande di tutta la storia dell'uomo" ( Pio XI, Enciclica XXIV ). I Banchieri controllano la nostra vita, e dobbiamo far capire a tutti che questa è la truffa più grande che sia stata mai concepita dall’uomo, e noi contro di questo dobbiamo lottare uniti.
Cosa pensa di quello che sta facendo la Etleboro e in che modo la si può aiutare?
Prima di tutto, io penso che tutti coloro che lavorano in Etleboro sono persone convinte del fatto che la verità dovrebbe apparire al mondo così come è, e di conseguenza loro stanno lavorando per la giustizia sociale. Questo è lo stesso obiettivo che noi, come Pellegrini di San Michele,stiamo perseguendo, ossia la instaurazione della giustizia sociale per dare una luce alla riforma del sistema finanziario. Tutto questo può essere fatto se noi uniamo i nostri sforzi.

La verità è che in generale, tutti i mass media (radio, internet, Televisioni e Giornali) sono controllati dall'Alta Finanza, e loro stanno manipolando le persone. Questo è triste perché le persone non stanno pensando più con la loro mente! Ma noi, Etleboro, il "Journal San Miguel", e quelle persone che vogliono fare qualche cosa per la causa della giustizia sociale realmente, noi dobbiamo continuare.

Infine,io invito i tutti collaboratori di Etleboro a cominciare un progetto per dare una reale sensibilizzazione alle persone che ogni giorno leggono questo importante blog, e così cominciava nella pratica con l'esperienza della moneta locale nella Republika Srpska. Io invito tutte le persone interessate a questo progetto a contattarmi al più presto possibile via e-mail.

11 luglio 2006

I porti d'Italia nelle mani delle Lobbies

Continua la conquista dei principali centri portuali da parte dei grandi gruppi d'investimento dietro i quali operano le Banche d'Affari Internazionali, con una vera e propria competizione finanziaria, che non è più una semplice manovra speculativa. Quello che si vuole avere è, sopra ogni altra cosa, il controllo della gestione dei traffici marittimi che attraverseranno le aree geopolitiche maggiormente dipendenti dall'importazioni di beni e merci.
Prima fra tutte, dunque, è l'Europa, e in particolare l'Inghilterra, che essendo un'isola da sempre dipendente dai traffici esteri, è lo Stato che prima di ogni altro subisce crisi economiche che coinvolgono i settori materiali.

Così, l'Admiral Acquisitions, il consorzio d'investitori guidato da Goldman Sachs,alleatasi con la private equity dell'Investment Corporation del Governo di Singapore e con la canadese Borelis infrastrutture, ha acquistato l'Associated British Ports, sottratto alla Macquarie Bank (Britannia Ports) che ha rinunciato all'opa. Quest'ultima è a sua volta costituita dal Gruppo 3i, il fondo pensioni canadese Plan Investment Board e l'investitore australiano Industry Funds Management, e già stava portando a termine la sua cordata di acquisti dei porti più grandi l'Australia. Goldman Sachs conquista i porti inglesi e mette da parte un'altra grande vittoria, dopo l'acquisizione tramite la Dubai Ports of World è rilevato con 6 bilioni di euro della P&O, che costituisce una delle più grandi società di gestione di servizi portuali, servendo ben 21 porti inglesi. L'interesse verso questo tipo di investimento non si limita alla sola Goldman Sachs per i porti europei, ma si estende oltreoceano fino a raggiungere l'Oriente, considerando che la PSA International è riuscita a prendere possesso del 20% del capitale di Hutchinson Porto Holding, leader mondiale con 42 porti di cui quello di Hongkong.
La Shanghai International Port (SIPG), sta cercando delle opportunità d'investimento anche in altri porti asiatici e degli Stati Uniti, ma pare che l'interesse maggiore sia rivolto all'Europa e ha già movimentato più di 18 milioni di teu. Avvenimenti di questo tipo si spiegano anche in considerazione del boom del trasporto per container proveniente dall'Asia, che ha visto un aumento dei traffici del 20%. La Cina non vuole rimanere esclusa dal processo di acquisizioni e concentrazioni che sta scuotendo ora il mondo delle infrastrutture e del risico in cui interessi nazionali si mischiano con quelli delle Banche.
Inoltre l' Hhla, societa' del porto di Amburgo, è ora in vendita, e sta cercando investitori, tra i quali si sono già candidati la Goldman Sachs e la Deutsche Bank.



In Italia si assiste invece ad un tentativo di scalata che passa per la consueta e, ormai, criminosa indifferenza delle enti governativi e delle amministrazioni locali, che peccano di grave superficialità e usano scuse come le opportunità di facile risparmio e taglio sui bilanci. I porti italiani, gestiti da consorzi o spesso da enti pubblici economici, sono abbandonati a loro stessi e gli attacchi imperialisti di imprese private o gruppi di investimento esteri sono sempre più frequenti e preoccupanti. I progetti di ristrutturazione per l'ammodernamento delle strutture non vengono finanziati o semmai sono bloccati, ed è per tale motivo che spesso si ricorre a contratti di finanziamento di project financing, che conferiscono ai finanziatori il diritto di rivalersi sugli utili dell'opera stessa, oltre a dei veri e propri diritti amministrativi sulle decisioni che riguardano quell'affare. I porti del Sud sono per questo i più ambiti, perché più deboli e maggiormente trascurati, nonostante la loro centralità nel mediterraneo e nel crocevia dei traffici. Le iniziative di cooperazione tra gli operatori portuali vengono ostacolate, intervenendo con armi burocratiche o con la piccola mafia locale che diventa così uno strumento delle mani delle lobbies che intendono appropriarsi dei porti.
Eclatante è il caso dell'Iterporto di Gela, tanto bramato dai potenti che ora controllano i traffici strategici del mediterraneo perché rappresenta una tappa importante per le merci provenienti dall' Africa e dall'Asia verso l'Europa continentale. Resistono per il momento gli imprenditori, ma non potranno farlo ancora per molto, perché se non riuscirà la Mafia, ce la farà l'indebitamento e le grandi proposte dei finanziatori esteri, che facilmente corromperanno le amministrazioni locali.
Allo stesso modo, si sta cercando di impadronirsi dei piccoli porti, per privare innanzitutto le piccole comunità costiere di un mezzo di sussistenza, sia per il turismo che per la pesca. Privatizzando le insenature non si farà altro che creare un turismo di alto livello, al quale le comunità locali non possono accedere e né possono godere degli utili, e rubare ai pescatori del porto che appartiene loro da sempre. La svendita del porto di Agropoli, piccolo centro e punto di riferimento del Cilento, è un esempio eclatante di come l'ignoranza degli amministratori e la corruzione dei privati, porti alla distruzione di tradizioni e modelli di vita che si perpetuano da secoli.
Un'altra spallata alla vendita dei porti è stata arrischiata dalla recente direttiva 59/CE/2006, che cercava di portare la concorrenza tra i prestatori di uno stesso servizio portuale all’interno di un porto, o tra i porti. Per far questo si era proposto di prevedere un sistema di selezione degli operatori in base a specifiche autorizzazioni, con il rischio che coloro che sono già beneficiari di una concessione potevano perderla. Noi crediamo che sia questo uno degli aspetti più preoccupanti, considerando che questo può essere il modo per selezionare gli operatori e sostituirli con grandi multinazionali che avranno così pieno potere sui traffici.
Questa proposta di direttiva è stata bocciata dal Parlamento europeo per la seconda volta consecutiva a febbraio, dopo essere stata ripresentata senza alcuna sostanziale modifica. Le rivolte dei portuali a Brussel e la disapprovazione dei parlamentari la dice lunga sull'importanza che essa riveste, perché va a toccare uno dei settori più importanti per l'economia futura e per la sopravvivenza di uno Stato.

La privatizzazione appartiene ora a parole come competitività e liberalizzazioni, a delle categorie logiche alle quali non si può dare più un significato economico, perché l'aspetto sociale ed etico è stato completamente stravolto. Sono queste le espressioni che ritroviamo nei decreti e nelle direttive, a cui i nostri economisti e giuristi hanno dato una tale importanza, da distruggere ogni cosa che neghi il libero mercato. Il nuovo reato suscettibile di pena è il protezionismo, la difesa degli interessi nazionali anziché di quelli comunitari, dove per interessi comunitari loro intendono gli affari dei privati e delle multinazionali che ci possiedono.

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10 luglio 2006

Presentazione a Banja Luka de "I miei Brevetti"


Si è tenuta oggi a Banja Luka la presentazione del libro "I miei Brevetti" di Nikola Tesla, un libro che contiene i pensieri più profondi dello scienziato, fino a costruire un vero e proprio codice di vita, una filosofia che mette l'uomo al centro della scienza, una forma mentis destinata ad ispirare la nostra società. Ospite d'onore della serata è stato Michele Altamura, visto il suo grande impegno nel diffondere il pensiero di Tesla. Etleboro si sta ora battendo per far sì che i precetti di Tesla entrino a far parte di un codice etico che ispiri le strutture delle società, la Tela, l'informazione e l'economia, in modo da salvaguardare, prima di ogni cosa, le etnie e le particolarità di ogni comunità, dall'etnocidio che la globalizzazione fa negli Stati.

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La vittoria di Tesla sulle bugie dei media e degli scienziati

Un bagno di folla è accorso ieri nel Niagara per rendere onore a Nicola Tesla, riconosciuto dallo stesso governo e parlamento Canadese come il più grande scienziato di quest'ultimo secolo e inventore geniale a cui attribuire tutte le scoperte che hanno reso possibile l'avvento della modernità. Una grande statua dello scienziato serbo si staglia ora accanto alle cascate del Niagara, per ricordare il grande dono delle sue scoperte e dei suoi esperimenti realizzati in un imponente laboratorio proprio in quelle vicinanze.
Il mondo intero sta ora riconoscendo la grandezza di quest'uomo che non ha mai chiesto gloria né potere, ma ha comunque cambiato la nostra storia. Del silenzio su questa manifestazione dovranno rispondere tutti i media internazionali, e anche gli stessi padroni della rete, che su di lui hanno investito per il futuro. Ringraziamo il governo canadese per questo gesto di dignità e incredibile umiltà verso Nikola Tesla, e lo stessa Serbia, patria madre dello scienziato.
Per questo e per altri efferati crimini dovranno rispondere questi criminali, gli Illuminati di ieri e i filantropi di oggi, che hanno costruito il loro potere sulle scoperte di Tesla e ora ben si preoccupano di mantenere il silenzio più assoluto sulla sua grande genialità. I potenti certo non vogliono che questa manifestazione, segno eclatante che uno stato ha riconosciuto l'importanza delle scoperte di Tesla, sia resa pubblica, ed è compito ora della Tela di far capire a tutti che i nostri giornalisti sono corrotti, sono criminali, che con la complicità dei comitati scientifici hanno occultato una grande verità per godere loro della gloria altrui. Il governo italiano deve vergognarsi, ed è giunto il momento che ci dicano la verità sullo scienziato Guglielmo Marconi, sulla sua morte e su cosa stava sperimentando: che prendano ora anche loro le dovute responsabilità.
Video Manifestazione Niagara

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Il Niagara festeggia Tesla

Il 10 luglio ricorre l'anniversario del compleanno di Nikola Tesla e le bandiere serbe hanno sventolato fiere alle Cascate di Niagara in onore dei suoi festeggiamenti. L' aeroporto di Belgrado porta oggi il mio nome, e la Croazia ha chiesto scusa.
Gli uomini di scienza non devono lavorare per i premi nobel, Tesla ne rifiutò due per tenere fede alle sue convinzioni e alla missione che sentiva di dover portare a termine. "Oggi invece vi siete venduti, e mentite sulla vera scienza, ma noi vi diciamo di dare alla gente la vera scienza,perchè in un modo o nell'altro questa verrà fuori, e quando accadrà, non serviranno guerre e rivoluzioni per portare alla pace dei popoli." Questo e altro avrebbe potuto dire Nikola Tesla se fosse stato vivo, a tutti coloro che hanno cercato nel tempo di sminuirlo, storcendo il naso e oppure hanno storto il naso parlando di idee originali e bizzarre. Facendo questo hanno commesso un crimine, e questa specie di comitati scientifici che si credono istituzioni, sono solo dei poveri illusi, in cerca di una pagina di storia, quando ormai sono già state scritte tutte da Nikola Tesla. Vi lasciamo con una frase di Nikola Tesla, perchè non ci sono parole per definire questi criminali.
"NON MI DISPIACE CHE MI HANNO RUBATO LE IDEE MI DISPIACE SOLO CHE NON AVEVANO LE PROPRIE".


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09 luglio 2006

Scacco alla Pirelli

Le pedine sono state disposte, le mosse studiate, e machiavellicamente è scattata la trappola: scacco al re. La tecnica è la sempre la stessa e i tecnicismi della finanzia aiutano perfettamente a nascondere manipolazioni, inganni e complotti. Il risico delle Banche continua e ora le vittime cominciano ad essere davvero illustri, le cifre sono da capogiro e il risultato è la vendita di un'azienda reale in cambio di soldi, che si sa, hanno un valore solo per le persone ma non per i grandi finanzieri internazionali.

La prima mossa l'ha fatta Hopa S.p.a., finanziaria di Emilio Gnutti che vanta tra i soci gli immobiliaristi Consorte e Fiorani, la Fininvest, le ex Popolare di Lodi, l'Unipol, nonché Banco di Roma a Monte dei Paschi di Siena. Hopa ha chiesto la liquidazione del 16% del capitale di Olimpia, holding di controllo di Telecom Italia, spingendo alla vendita poi della quota di azioni possedute da Olimpia in Holinvest, che a sua volta corrisponde al 3,68 % del capitale di Telecom Italia. Hopa pagherà la quota di 86 milioni, ottenendo un incasso netto di 536 milioni, e in questo modo si riapproprierà della totalità delle azioni che Holinvest possiede in Telecom, anche se parte di questa quota potrà essere riacquistata da Olimpia, pagando ovviamente, nei prossimi due anni. I finanziatori di Telecom, fondamentalmente Banche, hanno chiesto i loro soldi, cedono le loro azioni e vogliono 500 milioni di euro, su chi peserà questo debito?Sicuramente sui soci fondatori di Olimpia, ossia Pirelli, per l'80%, e Edizione Holding dei Benetton per il 20%: Tronchetti Provera dovrà pagare 497 milioni, considerando che i soldi pagati da Hopa resteranno in cassa di Olimpia.

A questo occorre aggiungere che ad ottobre usciranno dal capitale di Olimpia anche Unicredit e Intesa, che vorranno da Tronchetti Provera 1,2 miliardi di euro.


Dove prenderà i soldi per pagare le Banche? Ovviamente da altre Banche, che vorranno in cambio garanzie, o meglio, imprese. È ormai ufficiale che il consorzio di banche che avrebbe dovuto portare i pneumatici in Piazza Affari si è reso disponibile a sottoscrivere il 35% della Pirelli Tyre. Mediobanca, Goldman Sachs, Caboto, Capitalia, JP Morgan, Merrill Lynch e Morgan Stanley, le sette sorelle, insomma, invece di vendere le gomme in borsa se ne sono appropriare ad un prezzo più basso: Pirelli incasserà fra i 560 e i 700 milioni, che serviranno per pagare i suoi debiti dalla parte di Olimpia. Pirelli ha comunque già in cassa 400 milioni, ed è stata negoziata fino al 2010 una linea di credito con banche estere, senza poi contare la dismissione delle quote di Capitalia e Mediobanca per 400 milioni.


Le due operazioni, avvenute in un lasso di tempo davvero rapido hanno portato via a Tronchetti Provera, il 3,7% di Telecom Italia, il 35% di Pirelli, la partecipazione di Mediobanca e Capitalia, nonché l'apertura di un altro debito. Paga delle Banche ricorrendo all'indebitamento presso altre Banche e usa come moneta di scambio un'impresa, senza considerare che non finirà più di pagare i suoi debiti, l'indebitamento è ormai quasi infinito. Azionariato TelecomQuesti sono i nostri industriali, degli uomini che si fanno grandi, vantano di essere dei Re Mida, ma in realtà si sono fatti comprare dalle Banche che al momento opportuno chiedono il conto: si fanno grandi sul mondo della finanza, ma in realtà non possiedono molto di loro proprietà. Telecom è stata privatizzata, e indebitata, e ora, quasi nella totalità, è possieduta da una costellazione di Banche e di società di assicurazione. Il grande interesse per le Banche nei confronti fi Telecom risiede proprio nella possibilità di avere accesso ad un database di dati, di telefonate e di tracciati delle persone, praticamente sconfinato, il cui possesso da accesso ad un controllo pressocchè totalitario delle menti delle persone, nonchè dei loro diretti nemici.

Ora Telecom viene anche usata come mezzo di ricatto per ottenere Pirelli, un'operazione triangolare, che non sposta mai soldi reali, ma solo imprese, posti di lavoro.


In tutto questo non una parola delle Autority, della Consob e della Borsa Italiana, che giudichino questa un'operazione meramente speculativa, che danneggia le nostre imprese e la nostra economia. Le Banche non devono detenere le partecipazioni di imprese perché non ragionano come industriali, come imprenditori, ma come speculatori, come sciacalli, comprano e vendono senza considerare le conseguenze sul piano aziendale. I nostri industriali non sono assolutamente all'altezza di nomi come Mattei, o come i piccoli imprenditori, che hanno costruito un'azienda, la hanno coltivata e hanno sacrificato la loro vita per non farla morire. Dicono di essere grandi imprenditori, ma in realtà non fanno altro che indebitarsi, diventano holding di investimento, e al momento di pagare, non avendo soldi, devono rendere le Banche azionisti. Queste useranno le partecipazioni come numerario per ottenere un'impresa strategicamente importante per i loro piani, senza considerare che un'operazione finanziaria provoca uno stravolgimento dell'economia.


E così, mentre gli Italiani festeggiano la vittoria di questo anomalo Campionato del Mondo, il banchetto delle Banche continua indisturbato, forti del fatto che l'attenzione sia quasi totalemente coinvolta. Non bisogna mai abbassare la guardia, perchè mentre le nostre città si tingono di tricolori, altri pensano a vendere i più grandi gruppi industriali Italia. Telecom è un caso di questi eclacanti, ma non bisogna dimenticare l'ENI, che deve ora sottostare agli ordini dei Banchieri cedendo gestione della rete di distribuzione del gas alla Gazprom, alla quale si sta dando un potere tale da poter mettere in ginocchio intere nazioni, ora che il prezzo del petrolio aumenta vertiginosamente. Nessuno sembra dar peso a questa decisioni, anche se questa rappresenta la prima avvisaglia del fatto che pian piano stanno tagliando i viveri all'Eni fino a farla disidratare per rilevarla alla fine: l'Italia rischia di perdere quella fiaccola che avebbe potuto salvarci secondo Mattei.

Chi ci governa e ci dovrebbe tutelare non sono più degni delle cariche che ricoprono, e noi di Etleboro chiediamo a tutti i risparmiatori di non lasciarsi ingannare da farsi rialzi , essendo solo una fonte di speculazione. I nostri politici sono d'accordo, ormai non siamo più un popolo ma degli utenti, o dei consumatori, dei cittadini liberalizzati e resi schiavi perchè il mercato vuole che vada avanti il più competitivo, ossia che la faccia da padrone la legge del più grande padrone.

Cos'altro possiamo infatti da pretendere ora da una classe politica che eredita le direttive del Britannia, e che ha nelle sue fila uomini senza alcuna cognizione di causa, uomini come Di Pietro, che da semplice poliziotto è divenuto Commissario e poi Pubblico Ministero, sino ad illuminarci dall'alta poltrona della Camera con la sua figura di ministro. A cosa devolvere questo grande successo e questa carriera sfolgorante? Sarà forse in qualche modo legata alla straordinaria performance di Tangentopoli?

I nostri dubiti sono leciti, le nostre domande legittime, stiamo solo aspettando delle risposte dai politici e dalle Autority, ma non le abbiamo ancora avute, perchè sono dei vigliacchi, hanno paura del loro stesso mentire perchè ora non sanno davvero cos'altro dire.

Se una riforma va fatta, questa deve essere improntata alla regolamentazione dei mercati economici sulla base delle caratteristiche del mercato e della realtà imprenditoriale.

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08 luglio 2006

I nuovi Filantropi finanziano le energie rinnovabili

Vinod Khosla
La Khosla Ventures, grande fondo di investimento del venture capital e padre di imprese come Google, Amazon e Sun Microsystems, si è trasformata in un convinta combattente ambientalista, impegnata nella lotta per la riduzione di emissioni di anidride carbonica e per l'indipendenza energetica degli USA dai Paesi Petroliferi. Vinod Khosla ha annunciato il suo grande interesse per la produzione di etanolo come combustibile biologico del futuro, avendo questo delle ampie prospettive di business, soprattutto in un periodo storico in cui il prezzo del petrolio aumenta vertiginosamente. L'idea è stata accolta con grande interesse anche da Larry Page di Google e da Bill Gates, che ha giù investito 84 milioni di dollari nella Pacific Ethanol, e dallo stesso Governatore della California. È stato infatti proposto che venga indetto un referendum per decidere se con l'aumento delle accise sul prezzo del petrolio, variabile tra l'1 e il 6% per un gettito pari a 380 milioni di dollari, si possa finanziare la ricerca sull'etanolo e contribuire in un futuro alla diminuzione del costo dell'Energia. La proposta tuttavia presenta subito una contraddizione nei termini, in quanto si tratterebbe di finanziare con denaro pubblico la ricerca su una fonte di energia destinata a creare un altro cartello nelle mani di privati. Quella dell'etanolo è inoltre una fonte di energia abbastanza matura e già ad uno stato avanzato e dunque già in grado di ridurre i costi dell'energia, perché altrimenti non si spiegherebbe il fatto che il Brasile, che lo produce da più di venti anni, sia molto vicino ad una produzione che riesca a soddisfare il fabbisogno energetico del paese: 300 milioni di Barili. Infine, risale al 1896 il primo quadriciclo di Ford completamente alimentato mediante etanolo: è stata questa la prima auto, antenata della Ford T a benzina.

L'etanolo è in sé una fonte di energia rinnovabile, definita verde non perché non ha emissioni, anzi inquina almeno quanto la benzina, ma perché consente di compensare, a livello globale le emissioni, perché la produzione mediante le piante ha una capacità di assorbimento di CO2 che equivale alla sua emissione. Viene estratto dai processi di fermentazione vegetale degli zuccheri, gli stessi che avvengono nella produzione della birra e del vino, e per tale motivo può essere estratto anche dal trattamento dei rifiuti organici e delle biomasse. In ogni caso rappresentano una discreta fonte di energia alternativa, con un basso impatto ambientale, ma se non gestita bene non può rappresentare una fonte di rinnovamento dell'economia di uno Stato. I sistemi di produzione, di stoccaggio e distribuzione è la stessa di un sistema energetico fondato sul petrolio, ossia quello della creazione di cartelli e della concentrazione del controllo dell'energia nelle mani di una lobby. Gli sceicchi del futuro non sono certi gli agricoltori, in quanto probabilmente i veri produttori saranno gli Stati Sudamericani, sempre più deboli dal punto di vista politico, e non i contadini americani, per cui da una schiavitù e uno sfruttamento se ne passa ad un'altra. La distribuzione cadrà nelle mani di Wal-Mart che, per i primi momenti, ha già predisposto i suoi 380 distributori in America per la sua diffusione sul territorio, certamente non verrà rimessa ai produttori veri e propri. Si cerca, come si può notare, comunque una concentrazione della produzione delle energie nelle grandi multinazionali che agiscono come soggetti facenti parte del vecchio sistema petrolifero.

Occorre riflettere inoltre su un altro aspetto, forse ancora più inquietante, ossia che i promotori di queste iniziative sono un plurimiliardario,Vinod Khosla, ingegnere elettronico con una specializzazione biomedica, Google, ragno dell'internet e già finanziatore della Tesla Motor, e Bill Gates, ladrone dei software in pensione che da poco ha deciso di darsi alla Filantropia. A questo proposito ci preme segnalare il fatto che Bill Gates, seguito a ruota da Warren Buffet, oracolo delle borse internazionali, ha dato vita ad una fondazione il cui scopo statutario è la realizzazione di opere umanitarie, tra cui la vaccinazione di massa dei paesi del Terzo mondo. Insomma delle imprese specializzate nell'Hi-Tech, nelle nanotecnologie e nella silycon Valley, si dedicano alla vaccinazione dei popoli, con tutte le conseguenze che questa cosa comporta ( si veda Il piano del governo Invisibile e Un virus dei polli per salvare i Banchieri ).

Warren Buffet e Bill Gates
Buffet ha deciso di devolvere "in beneficienza", 31,7 miliardi di dollari che si aggiungono ai 29 miliardi di dollari di Bill Gates, senza considerare Andrew Carnagie, che a suo tempo donò cifre che oggi corrisponderebbero a circa 7,2 miliardi, e i John D. Rockfeller che diedero via in beneficenza cifre che oggi ammonterebbero a 12,6 miliardi di dollari. La filantropia è una tendenza diffusa nei grandi finanzieri internazionali, nelle grandi famiglie di Banchieri e tra gli azionisti della Fed, e ora nei padroni di Internet e della tecnologia: ci danno la morte e poi la beneficienza, oppure guerra e filantropia sono un tutt'uno. Se così non fosse non avrebbe senso, se non sapremmo che mediante i vaccini iniettano nanostrutture biologiche in grado di controllare la mente essere ricevitori e trasmettitori di onde provenienti dai ripetitori e antenne.

Dopo aver lanciato pubblicamente la Tesla Car, la macchina elettrica che corre come un bolide, Google si lancia nella produzione dell'etanolo che costituirà il combustibile che ammortizzerà il passaggio da un'economia fondata sui combustibili fossili, ad un'economia basata sull'energia elettrica o nucleare. Le lobbies del domani sono già precostituite, i loro progetti di avanguardia di oggi, rappresentano in nostro futuro più imminente, loro saranno i nostri liberatori, i filantropi e i benefattori, e allo stesso tempo i nostri carnefici e i nostri padroni. Sono i nostri Illuminati, i premi Nobel, coloro che fonderanno il vero nuovo ordine mondiale quale il governo invibile.

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07 luglio 2006

Progetto Wikipedia Tesla

http://it.wikibooks.org/wiki/Utente:Ssspera/sandbox

Stiamo scrivendo il manuale per la costruzione della cella ad aqua di Tesla, mediante un progetto WIkibooks che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere contenuti, come in un forum, e di modificare quelli esistenti inseriti da altri utenti, operando con l'appoggio dei server della wikimedia foundation.

Il testo viene rilasciato sotto licenza GNU FDL, questo garantisce che ogni copia del materiale, anche se modificata, deve essere distribuita con la stessa licenza, per cui una volta tradotto, il libro potrà essere liberamente utilizzato senza problemi di copyright.
Sono 50.000 parole circa e noi siamo adesso 1500 persone al giorno, e se ognuno traduce 50 parole avremmo in poco tempo già tradotto il libro! Aiutateci a fare questa opera collettiva!

Viva il Tricolore

di Maietta Alberto

L'Italia calcistica sta dando una grande lezione di Unità Nazionale a tutti coloro, leghisti padani e loro alleati, compresi i fuoriusciti dei partiti nazionalisti, che volevano dividere la nostra Patria per i loro sporchi interessi di bottega. I milioni di Italiani che sono scesi nelle piazze dopo la grande vittoria sulla Germania, hanno dimostrato che gli Italiani sono tuttuno da Trieste a Palermo, che nè le stragi come Portella della Ginestra nè le camici verdi padane, finanziati dalle lobbies internazionali che pensavano di dividere l'Italia come la ex Jugoslavia, potranno dividere il nostro Paese. In fondo,basta un gioco,una palla che va in rete per far risplendere il nostro Tricolore in tutte le piazze d'Italia. Viva l'Italia, viva gli Italiani.

Hanno di nuovo venduto l'Italia


Gli arresti presso le corti del Servizio Italiano, hanno avuto subito gli effetti sperati , tanto da spingere il Ministro Amato a dichiarare necessaria e repentina una riforma dei servizi segreti che ne limiti il campo d'azione, con una maggiore regolamentazione per evitare prima di ogni altra cosa la violazione della privacy dei cittadini. La destabilizzazione delle strutture di difesa di uno Stato, implicano inevitabilmente un'indebolimento dello Stato, già reso precario dall'invasione delle lobbies in certe sfere di potere.

Le imprese italiane che operano ora sul mercato energetico stanno ora subendo gli attacchi delle Banche e del Governo, con effetti negativi ancor più amplificati dalla disinformazione che stanno facendo in questi giorni i giornali. Si difende la liberalizzazione dei mercati in nome del caro bolletta luce-gas, rinviando la sola soluzione verso la cessione della distribuzione dell'Energia a operatori esteri. Questo modo di informare è certamente viziato in un certo senso, perché molti non considerano la differente politica energetica degli Stati, gli eventi esogeni che incidono sul prezzo dell'energia: un aumento del prezzo del petrolio inciderà senz'altro di più su uno Stato che produce elettricità con centrali termoelettriche, rispetto a nazioni che si servono di energia nucleare. Enfatizzare sul caro-bolletta come causa di inflazione, è una contraddizione intrinseca perché quello che, prima di ogni altra cosa, è stata modificato, è il costo del denaro, dovuto ad una situazione di anemia monetaria. Aumentano i tassi di interesse, diminuiscono il circolante ma aumentano la velocità che ha la moneta di circolare, che si traduce in maggiore richiesta di crediti e creazione di moneta fiat, cioè creata dal nulla.
L'illusione dell'inflazione e del denaro, spinge le persone a scambiare cose reali con cose non reali.
Così Eni ha ceduto la proprietà di Snam Rete Gas e delle attività di stoccaggio, perché è stato individuato come primario obiettivo dividere le imprese che gestiscono diverse fasi all'interno della filiera produttiva; questa cosa ha reso così contenti gli alti dirigenti, che il titolo si è subito riapprezzato lasciando comunque il dubbio che dietro vi sia invece una grande speculazione visto le grandi ambizioni della Goldman Sachs. Quest'ultima, tra le altre cose, si sta muovendo anche trasversalmente verso la Finmeccanica, provocando il crollo del titolo mediante la vendita sul mercato dei titoli in portafoglio.
Mentre è stata, per il momento, esclusa la possibilità di fusione strategica Eni-Enel per contrastare le scalate ostili da parte degli operatori esteri, come hanno fatto i nostri cugini francesi, D'Alema annuncia l'alleanza Eni-Gazprom che permettera' alla societa' italiana di acquisire concessioni, e ai russi di entrare nella nostra distribuzione. Questo quando in Russia per legge Gazprom avrà il monopolio dell'export di Gas, chiudendo il mercato a quei pochi produttori indipendenti di poter accedere alla capillare rete di gasdotti che collega i giacimenti siberiani ai mercati europei. La nuova legge permetterà al governo russo di controllare il livello dei prezzi senza permettere a nessuno di destabilizzarlo, mentre Gazprom si sta impegnando a stingere numerosi accordi per acquistare tutto il gas prodotto in Russia dalle società petrolifere. La Russia chiude così anche i ponti di intermediazione con società terze come era stato chiesto dall'Europa con la ratifica della carta dell'Energia, che avrebbe permesso agli Stati Europei di comprare il gas del Turkmenistan senza passare per il governo russo.
Ecco i miracoli dei nostri politici: liberalizzare ora che si istituisce per legge un monopolio, ora che l'energia è centellinata da uno Stato e non da un'impresa. La legge del consumatore, tra l'altro falsa e fuorviante, ha permesso che gli Italiani fossero messi in balia di questi Titani, e a questo punto chi eviterà le crisi energetiche causate dalle troppo rigide temperature siberiani? Chiusi i rubinetti del gas, bruceremo le bollette in nome delle quali ci siamo venduti uno Stato, e quel piccolo gioiello che Mattei ci aveva donato per dare una fiaccola di energia al proprio Paese, per evitare che la dipendenza energetica potesse renderci schiavi di altre potenze. Possibile che nessuno riesca a fermare questo scempio? Possibile che proprio quando i servizi segreti subiscono un'altra aggressione, l'Italia viene di nuovo venduta?
Per quanto tempo ancora questa politica deleteria andrà avanti, davvero occorrerà aspettare il tracollo?

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06 luglio 2006

Onlus:Come ti trovo l’escamotagès per far denaro e non pagare le tasse

( www.gliscomunicati.it )

Attenzione ai falsi miti. Non ci avreste mai nemmeno pensato lontanamente. E avreste avuto ragione: come si può sopportare l’idea che, sotto le mentite spoglie di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, si nasconda in maniera macchiavellica l’ultima trovata, a livello Internazionale, per incassare milioni e milioni di Euro, non pagando le tasse e beccandosi pure contributi statali? In pratica: una Onlus (leggi sopra per identificare l’acronimo) sembra essere una organizzazione Umanitaria o di supporto Sociale che, basandosi su uno Statuto “non lucrativo” fa pensare immediatamente a qualcosa che non abbia a che vedere col denaro.

Intanto, “non lucrativo” significa SOLTANTO, che queste organizzazioni non sviluppano economia attraverso la vendita di qualcosa. Da ciò, possono a pieno titolo, mettersi una bella “pecetta” di Salvatori del Mondo, umani al punto da…
Una Onlus infatti, non “lucra”. Rastrella denaro – a palate – attraverso forme di “contributi spontanei e privati, donazioni testamentarie, lasciti, versamenti” come si legge negli Statuti di tali organizzazioni.

I forum arabi parlano della Etleboro

Gli articoli della Etleboro hanno avuto una grande eco sulla rete, la Tela si allarga e si apre sulla finestra dei siti e dei forum arabi. Parlano di quanto stiamo facendo per la "lotta al terrorismo" e sostengono la nostra opera nella difesa della verità, in nome del bene comune di tutti i popoli.

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Cercavano Abu Omar senza una foto


Oggi assistiamo al sequestro delle istituzioni per mano dei Baroni Ladroni, e questo succede quando si vuole fare carriera, oppure quando si pensa di morire per la patria ma si muore per le Banche. La vicenda di Abu Omar è una vicenda squallida, ed è lo scenario che si viene a creare quando invece dello Stato vi sono organizzazioni private disposte a fare tutto su pagamento, e dunque sorge la curiosità di sapere chi sono i Servizi Segreti e cosa fanno!
Ciò che sta succedendo è la conseguenza che ereditiamo da errori passati, e tutti noi dobbiamo pagarne gli effetti solo perché qualche Capo Centro del Servizio segreto ha accettato dei compromessi per rimanere al suo posto, perchè aveva potere e una bella donna.

Abu Omar è un terrorista sfortunato, per di più creato ad hoc in Albania, esattamente in ruga Myslym Shyri, a Tirana; lavorava per la Vakefit e la Al Haramain, due organizzazioni umanitarie, che in realtà erano gestite da vari servizi segreti, tanto è vero che in quel periodo nelle loro ambasciate aumentò vertiginosamente il loro numero di dipendenti. Il servizio segreto Albanese è un piccolo servizio, ma molto efficiente: dispone di una ramificazione in tutti i palazzi e il suo sistema è rimasto intatto mentre tutto intorno a lui è crollato. In uno Stato che ha visto 50 anni di Comunismo, dove tutti sono cugini, e non può volare una mosca senza che tutti lo sappiano, e considerando che su una popolazione di 3 milioni di persone esistevano 10 milioni di spie, Abu Omar poteva mai fare il terrorista in maniera indisturbata?
Come in ogni piccola città, in uno Stato così si conoscono tutti, sopratutto gli stranieri perché hanno le stesse macchine, frequentano gli stessi ristoranti, le stesse donne, e portano gli stessi occhiali. Giusto per dare l’idea che i servizi segreti molte volte non sono tanto "segreti", basta andare al bar nei pressi dell’ambasciata per sapere tutto dal cameriere.

Cosa c’è di strano in queste storie, e perchè un terrorista viene catturato in questo modo dopo che le intelligence hanno accertato e si sono convinti del fatto che lui, o chi per lui sia un terrorista? Perché nessuno mai è stato catturato in flagrante mentre preparava una bomba, per sventare un attentato?

In realtà dietro questa congiura, esiste il potere privato, che mette in discussione lo Stato e gli uomini di Stato, che a loro volta vengono cacciati, arrestati o perseguiti. Immaginate che in Grecia, nel silenzio dei giornalisti ormai totalmente prostituiti, i servizi segreti, il Capo dello Stato e tutti i politici erano ascoltati e controllati dalla Vodafone. L’ingegnere responsabile di settore si suicidò, ma lasciamo a voi la facoltà di decidere se fu un suicidio oppure un omicidio.

Ci chiediamo com’è possibile che una società privata possa mettere in discussione lo Stato e che lo Stato poi di risposta metta in discussione un’operazione per il bene di un Paese. Quella che era la Gladio, nel tempo è stata prima privatizzata, e poi resa una macchina al servizio delle lobbies. Li hanno trasformati in dei contractor che invece di fare “Pensano” , cioè invece di obbedire rispondono, mentre altri si limitano ad eseguire, e sono loro i capri espiatori delle azioni definite “irresponsabili”. Esiste una manovra all’interno dei servizi da parte di questi poteri che hanno nel tempo neutralizzato i cosiddetti terroristi, hanno cambiato i capi mentre i componenti sono sempre gli stessi. Adesso una parte dei servizi combatte, mentre l’altra parte agisce, per cui in realtà all’interno di questa struttura convivono amici e nemici.
La colpa naturalmente è di chi ha fatto l’azione. Ma a voi può mai sembrare logico che nessuno sapeva niente della vera identità di Abu Omar? E poi, se era un capo, comunque non andava catturato come un ladro di polli, si rimane a distanza periferica.
I terroristi se li sono creati da soli, perchè hanno i mezzi per farlo, e sanno poi come spacciare la verità. Se loro volevano veramente Abu Omar bastava cercarlo, non lo hanno cercato, hanno aspettato che la cosa divenisse di dominio pubblico per far cadere qualche alta dirigenza.
Il dubbio che sorge è proprio questo: possibile che è vero ciò che ci dicono, cioè è vero che le due Simone sono state rapite? Se i ministri durante i sequestri hanno fatto alcune visite in giro per il mondo arabo, la loro visita aveva come unico scopo la liberazione delle due Simone?

Lo stesso dubbio può essere mosso a tutto il sistema, all’intera organizzazione di Al Queda. Ipotizziamo che qualcuno abbia preso il database della Wester Union, che abbia guardato i trasferimenti di denaro e tramite i numeri di telefono abbia trovato dei collegamenti che facevano comodo, organizzando così Al Queda !
A noi sembra proprio strano che tutti gli indagati abbiano anche mandato soldi tramite la Wester Union , e che quasi tutti avevano qualche aggancio con i servizi. Tutti questi personaggi tra l’altro, si assomigliano e si trovano quasi nelle stesse zone, e poi non è che per caso qualche società abbia fatto loro vincere qualche premio facendo partire 10 arabi tutti lo stesso giorno per un viaggio per farli trovare lì per caso, nel posto giusto al momento giusto?

Abu Omar era manovrato dai servizi segreti francesi, lo agganciarono in Italia tramite una vecchia conoscenza fatta in Albania da un cittadino Palestinese che lavorava all’aeroporto per conto di una ditta privata. Era l’uomo in Europa di Al Queda, e così mentre rubava nei cestini delle moschee cercando dei finanziamenti, la sua povera donna in Albania Marcela Glina ha due figli da mandare avanti a fatica. Stava pianificando un attentato!? Ma cosa state dicendo?! Abu Omar era un povero uomo che aveva abbracciato la causa dell’Islam, solo perchè doveva dire qualcosa quando lo hanno prelevato e massacrato, perchè era uno dei pochi che parlava e millantava la guerra Santa dicendo stupidaggini dalla mattina alla sera, si faceva grande con cose che leggeva sui giornali, accreditandosi gesta che mai aveva fatto. Una parte dei nostri servizi magari ci ha creduto, mentre altri sicuramente sapevano che erano manovrati da poteri e entità che erano ricattati e sono rimasti in silenzio. Chi ha voluto farsi la carriera, ha organizzato il rapimento perchè erano partite delle telefonate dallo stesso Abu Omar che annunciavano un suo imminente spostamento. Proprio per via di quella telefonata, agirono di istinto tutti quanti.

Ma poi, possibile che esistano degli agenti della Cia che, esponendo il loro nome, soggiornano in alberghi di lusso, fanno una gita utilizzando carte di credito e telefoni cellulari.
Insomma, ragazzi, se questa storia è vera allora noi siamo nel guinnes dei primati per la stupidità.
Naturalmente la questione fece un gran scalpore perchè qualcuno non era stato avvisato e perché nessuno sapeva che era un uomo manovrato anche dal servizio segreto francese, ma chi evidentemente tese la trappola lavorava, niente di meno, per il Mossad Israeliano.

Si trovava in Italia al momento del suo arresto, il febbraio 2003, perchè durante una visita saudita era stato accusato dai Servizi Segreti albanesi di voler fare un attentato, gesto tipico in Albania di voler ogni volta arrestare e punire qualcuno che arriva dall'estero per fare un po' di scena. Immaginate che lì si trova un povero irakeno, che è stato arrestato ben sei volte, e che adesso lavora proprio come attore: è facile che attiri su di sé l'attenzione.
Per quanto possa sembrare irrilevante, occorre notare che mentre i servizi silenziosamente arrestava o prelevava pseudo terroristi, gli attentati eclatanti sconvolgono il mondo perché opera di sanguinari fondamentalisti islamici: strage di Nassirya , novembre 2003, attentato ai treni di Madrid, marzo 2004, strage di Beslan settembre 2004 attentato al Metro di Londra,luglio 2006. Nell'anello del comando dall'alto c'era la volontà innanzitutto di manovrare personaggi come Abu Omar, a cui all'occorrenza imputare la responsabilità degli attentati.
Dopo il suo rapimento, sicuramente si è messa in moto un meccanismo che tutti i paesi approvano, perché gli attentati sono un effetto, la forza delle cose che prevale su altre considerazione e che spesso non si può evitare.

Il gancio Abu Omar doveva servire a qualcosa di estremamente spettacolare, e qualcuno in Albania aveva avuto quest’intuizione prima di tutti, accorgendosi di questo gioco di poteri. Tentò di entrare in contatto con la moglie di Abu Omar in tutti modi, e quando ci riuscì, dopo una rocambolesca messa in scena, nove uomini nella notte irruppero dentro casa e portarono via tutti i documenti, ed ogni cosa che Abu Nasser Mustafa aveva lasciato. Le ricerche furono continuate fino ad arrivare, con un'operazione in grande stile, a prendere un dossier dentro un’ambasciata, portarlo fuori e fotocopiarlo, grazie ad un’immensa operazione.
Il nome del dossier è chiamato SLAVION ed è lo stesso informatore che agganciò Abu Omar in Svizzera.
Abu omar non è un terrorista, ma un caso costruito, una trappola per noi italiani, perché noi non abbiamo fegato, perchè mettiamo ai posti di comando figli di generali che appena finiscono il corso credono di essere degli 007, ma in realtà alla prima tentazione cadono come dei coglioni. Italia , Francia, Germania, Inghilterra e America sono tutte nazioni in comune accordo ma che si fanno la guerra tra di loro, tant'è che il Presidente Francese, appena crollate le torri gemelle, è scappato da BUSH, non per essergli vicino in un momento difficile, ma per dirgli, che loro non sapevano nulla!
Inoltre, chi lo cercava in realtà non lo cercava come avrebbe dovuto, perché è come se lo avessero cercato senza foto dando per scontate le notizie pervenute dall'Albania, senza verificare la verità su Abu Omar. Infatti, tutte le foto che ci sono state mostrate sono quelle che risalivano alla residenza in Albania, ma una volta giunto in Italia, era calvo e ingrassato almeno di 15 kili, per cui semplicemente hanno eseguito un arresto che era partito dall'alto perché poteva essere usata dopo che l'attentato sia stato fatto.

Questo caso è una scatola cinese, un modo per ricattare uno Stato e in questo momento gli agenti del Sismi stanno pagando il ricatto che le nostre prostitute politiche hanno fatto. La trappola scatta quando uno Stato vuole lavarsi le mani dalle questioni del terrorismo e la deve pagare, così come se ad un tavolo di poker si alza un giocatore mentre sta vincendo, è una specie di tradimento.
Dietro questa sceneggiata vi è un potere occulto, come uno specchio in cui vi è qualcuno che vede, e un altro che vede il suo riflesso. Certamente chi deve sapere, chi fa parte di quelle sfere sa che quello che diciamo è la verità e che non si può più continuare a mentire, solo per proteggere le lobby che ci hanno portato sino al fallimento.
Non si gioca più con dei pagliacci, ma si gioca con i veri assassini, con degli uomini pronti a tutto con la scusa che uno Stato ha degli interessi che sono collegati da altri Stati.

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05 luglio 2006

Etleboro attaccata al cuore

Michele Altamura definito neo-nazista populista

Dopo la pubblicazione dell'intervista sul Kuwait Gate di Christian Basano e la lettera dello pseudo-terrorista Smaïn Debrouni, la Etleboro, nella persona del suo fondatore, Michele Altamura, è stata duramente attaccata e definita nazista e traditrice di "ogni volontà progressista". Le accuse diffamatorie di nazismo e terrorismo indicano certo che l'opera di informazione che stiamo portando avanti, non solo dà molto fastidio, ma fa davvero paura.
Definire M.Altamura un nazista, o un populista traditore, significa screditare e additare una persona al solo scopo di indebolire la sua credibilità, per poi sabotare un intera organizzazione, un'intera rete di persone di buona volontà che non vuole allinearsi al volere delle lobbies.
L'opera di denigrazione e di minaccia è tutto ciò che hanno contro una organizzazione di persone che non ha confini, che è unita ed è ovunque, ovunque vi sia qualcuno di buona volontà.
Abbiamo raggiunto Michele Altamura, il quale si è dimostrato sicuro e fermo sulla sua posizione ben sapendo il motivo di questo subdolo attacco. Non a caso, ha dichiarato, in Italia vi è stato un arresto eclatante nelle alte sfere di certe dirigenze. Evidentemente qualcosa sta accadendo, e non possiamo più credere alle storie sul terrorismo, perché questa è diventata solo un'arma nelle mani del potere per eliminare persone che provocano clamore o che decidono di uscire dalla voce del coro.
Sembra altrettanto strano, ha aggiunto, che tutti questi terroristi hanno mandato soldi alle famiglie nel loro paese d'origine tramite la Wester Union, lo facevano i terroristi dell'11 Settembre e lo stesso Abu Omar per inviare soldi in Albania. Sono persone che non hanno una foto o dei documenti, ma vengono rintracciati, tanto che i servizi sanno d'un tratto dove sono.
"Ho creato la Tela, la Etleboro, mi sono battuto e mi sto battendo ancora, ho tanti amici che mi sostengono, e se siamo arrivati noi tutti fin qui, voglio proprio vedere come va a finire questa sceneggiata. Spero tuttavia che qualche servizio segreto non mi faccia vincere un viaggio per farmi trovare nel posto giusto al momento giusto".
Dinanzi a coloro che vogliono umiliarci o additarci come nazisti, fondamentalisti e terroristi, non ci piegheremo, perché abbiamo dalla nostra parte la verità e la scienza: queste armi non si possono abbattere.

I Baroni Ladroni hanno distrutto la Jugoslavia


È stato rilasciato tre giorni fa dal Tribunale dell'Aja il comandante militare bosniaco musulmano Naser Oric, dopo un processo per crimini di guerra di soli 18 mesi. Il giudice Agius lo ha giudicato colpevole di non aver impedito le uccisioni e i maltrattamenti dei detenuti serbi avvenuti nelle prigioni di Srebrenica, ma non colpevole per gli altri capi d'accusa, e per questo è stato immediatamente rilasciato avendo già scontato parte della pena in custodia preventiva.

Hanno così ignorato tutte le prove e le argomentazioni dell'accusa per i saccheggi e la deliberata devastazione di 50 vicini villaggi serbi, perché il "giovane" comandante non era in grado di controllare i suoi mercenari, non avendo un vero e proprio addestramento militare che gli permettesse di far fronte alle violenze dell'esercito serbo. Il tribunale dell'Aja ha ripetutamente respinto le accuse, e ha dichiarato che lo stesso arresto ed il processo di Oric fossero solo una concessione alla comunità serba, per la quale Oric era senz'altro un criminale, che faceva dei villaggi serbi campi di distruzione e di morte. A lungo gli avvocati rappresentanti la causa civile della Rep Srpska hanno cercato di portare all'attenzione dei giudici la violenza e lo sterminio che è stato fatto del popolo serbo, ma tutto ciò che hanno ottenuto è stata una sentenza che offende le migliaia di vittime e ridicolizza le accuse fatte.I movimenti degli eserciti in Srebrenica

Un comandante musulmano è stato rilasciato come se avesse rapinato un supermercato, e tutto questo per agitare gli animi e creare ulteriori pretesti per denigrare un popolo e il suo dolore, mentre i giudici sorridono con un "sorry" sulle labbra. Oric è adesso un eroe della resistenza, un valoroso soldato che ha difeso il suo popolo dai genocidi dei serbi, un'icona della vittoria della democrazia e della civiltà in un luogo di barbarie e di odi eterni. Basterebbe oggi verificare quanti serbi esistono in Croazia, in Kosovo, in Slovenia o nella Bosnia musulmana, per capire chi ha fatto veramente fatto la pulizia etnica.

Chi perde e deve subire è sempre il popolo serbo, che dovrà ancora per lungo tempo pagare la strage di Srebrenica, nonostante questa non sia mai esistita e sulla quale il Procuratore Carla del Ponte ha costruito un casus belli. Natasha Kandic ha così mostrato un video manomesso e montato proprio come se fosse un film, con attori e manichini al posto di soldati e cadaveri. Tutto falso, come falsa era la foto della Nato che avrebbe dovuto testimoniare l'esistenza di fosse comuni.


La foto satellitare documenta che da un giorno all’altro è stata scavata una fosse comune, dalle dimensioni un po’ sproporzionate in un periodo di piena guerra, stando alla sua grandezza rispetto all’automobile, cerchiata in basso alla foto. Inoltre se il giorno 8 compare una casa senza alcuna copertura, il giorno dopo la stessa casa ha un tetto, che forse il contadino ha costruito durante la notte.Queste incoerenze ci fanno fortemente dubitare dell’autenticità di una prova così importante, una foto che ha portato una guerra, fomentato odio tra le etnie e devastato tutto. Ma non a caso la Nato ha Bombardato volutamente solo le imprese, e non impianti privati, e dunque gli interventi aerei sono stati orchestrati per escludere un’altra parte economica.

Quel maledetto giorno, il generale Mladic entrò nell’enclave di Srebrenica ma Alia Izesbegovic organizzò una vera e propria trappola: l’esercito di 5.000 mila uomini di Oric venne spostato e sostituito con 3.000 Mujaedin, mercenari e criminali che agivano con ferocia e spietatezza. Aprendosi quello spettacolo dinanzi agli occhi dell'esercito serbo e vedendo che veniva fatta una vera e propria "macelleria" di innocenti non esitò a rispondere al fuoco, e a nulla servì il richiamo di ritirare i loro mercenari, tanto è vero che lo scambiarono per un Serbo. I Musulmani di Bosnia avevano un vantaggio notevole perché Srebrenica è fatta di colli e avevano armi molto pesanti, che non esitarono ad utilizzare in quel momento, a dimostrazione del fatto che non era un esercito regolare. Un documento protocollato alle Nazioni Unite accerta che dal 1993 esistevano già fosse comuni lì a Srebrenica, elencando tutti i nomi dei defunti, tra cui sia Serbi che Musulmani. Infatti al momento dello scontro ci furono molte vittime, morirono circa 600 o 800 persone, ma erano tutti mercenari.
Così come esistono rapporti Onu che testimoniano le violenze perpetuate per lunghi anni contro i villaggi serbi, bruciando case e uccidendo donne, bambini e bestiame. Da tutti i paesi arabi, accorrevano i combattenti mujaidin per difendere i fratelli musulmani, richiamati e addirittura scortati dai caschi blu dell'Onu, che hanno gestito le fila dei mercenari e condotto la regia delle guerriglie


Quella balcanica in realtà è stata una guerra fortemente voluta dalle lobbies bancarie che agendo con il FMI e la Banca Mondiale hanno fomentato antichi odi, concedendo prima dei finanziamenti alla Jugoslavia , e pretendendo poi che le assistenze sociali alla Croazia e alla Slovenia venissero tolte. Hanno creato delle diversità su un tessuto sociale già molto precario, che aveva ritrovato un delicato equilibrio solo con Milosevic, il quale aveva capito come restaurare la balcanizzazione, ossia chiedendo in una tavola rotonda di convenire intorno alla creazione di uno Stato per ogni etnia.
Il popolo Jugoslavo infatti non costituisce un'unica nazione, ma ha al suo interno etnie che si confondono e si combattono. La Bosnia è divisa in due regioni: i musulmani bosniaci, che si sono uniti ai Croati, cattolici, nella Bosnia e Erzegovina con capitale Sarajevo, mentre i serbi di Bosnia, ortodossi, vengono riconosciuti dalla Rep Srpska con capitale Banja Luka. Attualmente queste, dotate di autonomia amministrativa e politica, vanno a creare uno stato federale, che ora tende a centralizzare i poteri sempre di più verso Sarajevo, limitando inesorabilmente la cultura e l'esistenza dei serbi in Bosnia. Quando Karadzic era il Presidente della Rep Srpska e Ratko Mladic generale del piccolo esercito, venne firmato l'accordo di Dayton, includendovi tra le prime condizioni che la moneta non avesse un controvalore e che il direttore della Banca Centrale non fosse un cittadino Jugoslavo. E' stato inoltre previsto che gli stessi rappresentati del FMI siedessero nel parlamento della Srpska e che le tre etnie, fossero poste sotto il controllo di un Commissario Europeo, dotato di poteri sovranazionali.
Sono state così predisposte tutte le necessarie cautele per garantire un completo imbavagliamento della Bosnia, in modo da consentire che le multinazionali potessero prendere possesso delle imprese, costrette a vendere dalle commissioni ispettive europee. Gli stessi esperti che valutano i dissesti o l'eccessivo protezionismo dei mercati , sono anche consulenti di imprese private, e a loro volta componenti dei comitati tecnici per la redazione delle direttive europee e delle multe per il mancato rispetto dei provvedimenti.
Le Banche in tutto questo hanno banchettato e fatto razzia, tanto che ormai si è arrivati alla situazione che si contano più sportelli bancari e le carte di credito pro capite, che imprese e persone. Il mercato bancario è completamente deregolamentato, e le condizioni dei conti correnti e dei finanziamenti sono affidate alla prassi bancaria, che pratica ancora l'anatocismo e tassi usurai. Le pressioni all'integrazione europea sono dunque solo per la liberalizzazione dei mercati, e non per la uniformazione delle norme di tutela delle imprese.
Le organizzazioni umanitarie hanno assecondato e protetto i grandi Banchieri con le loro lotte contro corruzione politica e a favore della liberalizzazione. Ciò che ha fatto il vescovo cattolico di Banja luka non ha limiti, è fuori da ogni concetto logico: Monsignore Franjo Komarica ha creato tensioni tra Serbi e Croati per far riappropriare il Vaticano di tutte le proprietà immobiliari.
Christian Schwarz-SchillingNell'Accordo di Dayton è ammessa la possibilità per la Republica Srpska di chiedere l'Indipendenza mediante referendum, così come è stato per il Montenegro. Tuttavia il Commissario europeo Christian Schwarz-Schilling, sostenuto dai giudici del tribunale dell'Aja, ha minacciato la classe politica con tecnicismi e cavilli legali; queste sono le loro grandi armi, considerando il fallimento che è stato il processo di Milosevic, conclusosi senza una sentenza ma con un verdetto di colpevolezza che non è stato però dimostrato. Non vi erano prove, nonostante i media abbiano costruito un'altra versione dei fatti. Non vogliono assolutamente che i serbi abbiano un accesso al mare, perché questo conferirebbe loro un'autonomia economica che potrebbe riscattarli da ogni potere. Mentre i musulmani sono finanziati dall'Islam e i cattolici dal Vaticano, i serbi vivono in una situazione di anemia economica, grazie al sistema bancario che la fa da padrone, nonostante le ripetute proteste inviate al Commissario Europeo.


L'Inghilterra è in Bosnia un'indiscussa tiranna tramite le bande criminali e l'autorità della Comunità Europea, nonostante non abbia accettato l'euro. Basta pensare solo che nel 1985 gli Inglesi per una partita di calcio, Juventus-Liverpool, senza una ragione apparente, hanno ammazzato più di 39 italiani demolendo uno stadio. L'America, dal suo canto, tramite la Nato ha bombardato con l'uranio impoverito la Kraine. Facendosi forte dell'alleanza con cattolici e musulmani - questi ultimi alleati di Hitler durante la seconda guerra mondiale - hanno cacciato dalle loro case 260.000 serbi, distrutto 25.000 case serbe e ammazzato 5.000 persone, congelando i loro conti correnti e espropriando le loro proprietà. E come se agli emigranti del Nord espropriassero le loro ricchezze per poi cacciarli, o come se i Piemontesi e gli Inglesi avessero rubato l'oro del Regno delle Due Sicilie, per far ricadere il loro debito pubblico sull'intera nazione e segnando così la Questione Meridionale. Mentre le televisioni fantasticavano sulla Grande Serbia, partivano i caschi blu dell'Italia, su ordine di D'Alema, che non rappresenta la sinistra italiana essendo solo un mercenario al servizio delle Banche. L'opinione pubblica era allora completamente scioccata dalle immagini e dalle cronache sull'esistenza di campi di sterminio, che Médécin Sans Frontière stava denunciando; ma alcuna prova è stata mai prodotta, trattandosi di campi organizzati per lo scambio dei villaggi, perché esisteva la guerra politica delle enclavi. Ci scandalizziamo noi così tanto dei genocidi quando oggi nelle nostre evolute società muoiono migliaia di persone, per incidenti stradali, per le droghe sintetiche legalizzate dalle industrie farmaceutiche, dal fallimento per bancarotta provocata dall'indebitamento patologico verso le banche. A Otranto esiste ancora oggi una fossa comune con più di 3000 persone: sono gli schiavi che vengono dall'adriatico, uccisi sotto gli occhi delle stesse autorità che dovrebbero assisterli.

Con tutte le firme che sono state messe dovremmo avere sicuramente oggi un mondo migliore, ma non ci sarà mai pace per i popoli fin quando esisterà un sistema bancario e un sistema mediatico che usurano sulla vita delle persone, che alimentano i conflitti e creano le istituzioni che dettano la legge etica. In Equador da 40 anni la Nescafé compra il caffé, ma lo status politico e economico della nazione peggiora sempre più, e l'unica impresa che guadagna è la Netlé.
Chi ci sorveglia, chi ci giudica sono persone malate, avvocati o professionisti falliti, persone corrotte e ricattabili, che per un'intervista al Times sono disposti a dire qualsiasi cosa: siamo stati ingannati dai predicatori. Se voi tutti sentisse parlare un ambasciatore oppure un Commissario Europeo, allora subito capireste che noi abbiamo fatto guerre sanguinarie per questi Baroni Ladroni; combattiamo ormai da anni guerre sbagliate, contro il nemico sbagliato. Il più grande crimine però lo ha commesso proprio Carla del Ponte, che essendo una nullità come professionista, si è prostituita a questi criminali per far ammazzare le persone. In questi giorni infatti, così come sta accadendo in Europa e in Italia, approfittando del Campionato del Mondo che cattura l'attenzione di tutti, giornalisti compresi, stanno emanando leggi, decreti e sentenze di una tale pericolosità per la nostra sopravvivenza, che se tutti sapessero le piazze del mondo non basterebbero per contenere le rivoluzioni.

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04 luglio 2006

Un Referendum per le Grandi Opere


È partito venerdì il tavolo politico a Palazzo Chigi sulla Tav, e dai primi lavori del Governo traspare la certezza inequivocabile che il tratto della Torino-Lione si farà senz'altro, tutto sta a stabilire il quadro di leggi e di decreti che demolirà ogni resistenza.
Si parla di dialogo e di incontro verso le esigenze delle comunità locali, nell'intenzione di spacciare questo atto di forza una decisione presa nell'interesse nazionale e della stessa economia della Val di Susa. La demagogia e le parole di "sinistra" che esprimevano solidarietà e comprensione per la popolazione della Val di Susa che resisteva sotto le bastonate della polizia del centro-destra, sono ormai scomparse per lasciare posto alla determinazione e inflessibilità. Questa della Tav sarà una grande opera, come dire, pioneristica, perché si vuole fissare un iter burocratico e una prassi amministrativa che verrà poi estesa a tutte le opere infrastrutturali che sono in programma di realizzazione.
Innanzitutto, se si vuole istaurare un dialogo, occorre fissare una road map, ossia una strategia e un percorso da rispettare nei tempi previsti, cosicchè alla fine di arriverà ad un punto convenuto dalle parti senza stravolgimenti o cambiamenti di idea. Secondo obiettivo è stralciare le opere, e prima fra tutte la Tav, dalla legge obiettivo regionale, che prevede che il progetto preliminare venga approvato dal Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) , dopo che la Regione abbia raccolto i pareri degli enti locali. Questo sistema non piace perché comporta tempi troppo lunghi, con il pericolo poi di successive contestazioni da parte della polizia. Per tale motivo è stato deciso di passare all'approvazione entro 90 giorni del progetto definitivo presso la conferenza dei servizi ordinaria, durante la quale l'amministrazione che propone l'opera dovrà prendere la decisione, tenendo conto delle "opinioni prevalenti" tra quelle date dalle amministrazioni locali interessate. Non esisterà più diritto di veto, né la maggioranza dei voti formale, ma solo una maggioranza sostanziale.
Una volta deciso, il progetto passa e diventa esecutivo. Da quel momento cominceranno a correre i tempi tecnici e politici della valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente che porteranno a iniziare i lavori. Nel caso però i problemi dovessero continuare, ossia nella conferenza dei servizi non si riesce a compattare una maggioranza, accorrerebbe in aiuto della popolazione locale, il parere della popolazione nazionale ricorrendo al referendum. In questo modo non solo si abusa di questo strumento, ma si va anche a strumentalizzarlo, lo si ruba al popolo sovrano per utilizzarlo contro lui, perché ben si conoscono le sue potenzialità come arma, potendo la massa essere manipolata. Se fossero chiamate alla consultazione tutte le regioni interessate, e non solo Val di Susa, allora sarebbe una vittoria certa perché, si sa, la Val di Susa non accetterà mai.
Viene dunque legittimata democraticamente una decisione delle lobbies: non vedremo più episodi come quelli di Scanzano Ionico, né quelli della stessa Val di Susa. Un referendum accontenterà tutti, dal quale non potremo certo sfuggire.

Altro problema, certo non meno rilevante, è il rapporto con le istituzioni europee, e a tal proposito occorre innanzitutto mandare un segnale alla Commissione Europea sulle ottime e serie intenzioni dell'Italia di portare a termine un impegno che è stato già preso e dal quale non si sfugge. È stata innanzitutto censurata la regola di reciprocità nelle concessioni al trasporto, che dà un diritto solo agli operatori di Paesi esteri che aprano le loro reti alle imprese italiane. Occorre cancellare la reciprocità, perché ora esiste la regola della non discriminazione e della libertà i scambi.
Inoltre, secondo la Commissione Europea, siamo già in terribile ritardo nel recepire la "Seconda direttiva del pacchetto ferroviario" per deregolamentare il settore ferroviario o, come piace dirlo a loro, aprire alla concorrenza il traffico merci nazionale e internazionale.
L'intenzione di portare il libero mercato anche nelle ferrovie, non è stata molto pubblicizzata, tuttavia la si poteva scorgere già da tempo dalle grandi difficoltà di Trenitalia. Il mese scorso ha infatto annunciato gravi perdite, dovute tra l'altro al mancato trasferimento di fondi da parte del Tesoro. Come sta avvenendo per l'Autostrade e Anas, l'abbandono dello Stato e la svalutazione delle imprese con la cattiva pubblicità delle perdite e del dissesto finanziario preludono l'acquisizione da parte dei privati stranieri. E dopo si passerà ad Alitalia, che ora si ritrova a combattere anche per le concessioni delle linee aree, come accaduto in Sardegna a causa della controversia con Meridiana.
Ci stanno letteralmente mangiando, e un cancro dall'interno ci sta indebolendo. Questo male è la cancellazione delle norme che prima davano una disciplina al mercato in virtù del fatto che le leggi hanno una ragione sociale, oltre che economica. Questo male sono i nostri politici, come il Ministro Di Pietro, un simpatico giocattolo nelle mani del potere: lo fanno cantare a squarcia gola, gli hanno promesso una carica, e ora deve ripetere, come fa un pappagallo, quanto deciso da tempo. Il nostro cancro sono anche i media, che nascondono o omettono del tutto queste notizie, occorre cercarle bene tra le righe dei loro mille articoli uguali.

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Il tempo degli eroi nazionali è finito


Vi mostriamo uno spettacolo che risale a qualche anno fa, a quando Beppe Grillo amava gridava al grande pubblico la verità, per quanto terribili erano da ascoltare. Tutti cominciarono ad ascoltarlo e a seguirlo, e questa sua spavalderia dinanzi al nemico gli è valso il prestigioso premio come eroe nazionale. È stata così premiata e portata in lode la sua capacità, la sua intelligenza, di fare informazione in un Paese, come l'Italia, oppresso dalla dittatura mediatica del suo Presidente del Consiglio. Le sue performance erano sempre più eclatanti, e tra uno spettacolo e l'altro, percorrendo l'intera penisola, importanti verità sono state rivelate.
Vi sono stati momenti della sua carriera in cui combatteva a fianco del Prof. Auriti, mostrava a tutti una grande banconota firmata dal governatore di S.P.A. spacciata per moneta del popolo, con la differenza che essendoci prestata dai banchieri, ne paghiamo il valore e i rispettivi interessi.

Insomma, anche Beppe Grillo si indignava, gridava e sbatteva ai quattro venti la sua protesta: la moneta del popolo rubata dai privati.
Poi, tutt'ad un tratto, caro Beppe, sei svanito, ti abbiamo perso, e non sappiamo cosa sia successo.
C'è ancora tanta gente che ha pagato uno spettacolo per sentire la voce di un eroe nazionale, e tu ora non parli più!Allora dobbiamo credere che anche tu dici bufale, che ti sei informato male e dopo aver verificato le fonti, in un certo senso hai ammesso di aver sbagliato? Dove sono finite le tue lotte, i giorni in cui attaccavi a viso aperto i Rothschild, i Rockfeller, denunciavi i banchieri e le lobbies del petrolio?
Quello che tu ora stai facendo, non riusciamo ben a capirlo. Continui a farti difensore delle ingiustizie sociali, raccogli fondi con il tuo blog per pubblicizzare la tua opera puritana verso i politici, poi con circa 1 milione e mezzo di firme di tutti coloro che in te hanno creduto, vai a far visita ad un vecchio amico.
Con quale coraggio scenderai di nuovo nella Val di Susa, pur sapendo che i finanziatori di Prodi, la lobbies bancaria e europeista, non vuole assolutamente rinunciare al tratto del suo Quinto Corridoio?Cosa dirai all'Italia del Sud che presto si vedrà rubata della sua acqua, o vedrà distrutte tutte le sue piccole imprese a causa dei decreti dell'estate fatti a tradimento?
Non una sola parola hai proferito sullo scempio che ora stanno facendo, forse perché li hai difeso in campagna elettorale, e ora non sarebbe molto coerente da parte tua. Oppure anche tu credi in questo nuova fede, ossia quella della società dei consumatori. Dicesti una volta che lo Stato non esiste, e esistiamo solo noi in quanto cittadini, allora perché anche tu trasformarci in un campione di indagine di Marketing?!
Gli hai portato delle firme per ricordar loro che esiste un programma da rispettare, ma magari sarebbe meglio non farglielo rispettare se questi sono i presupposti, non credi?
Caro Beppe, tu sai bene come funziona la politica, e chissà perché hai voluto entrarci. Se vuoi fare il politico, scendi da quel palco, chiudi la biglietteria e comincia a gridare le ingiustizie di questa società come rappresentante del popolo sovrano, e non come comico.
Tu hai studiato e conosciuto bene gli insegnamenti del Prof.Auriti, allora dicci, perché fai finta di averle dimenticate? Verrà il giorno in cui il tuo pubblico vorrà delle spiegazioni, e a quel punto o ti ergi come rivoluzionario, o dici loro la verità per non abbandonarli.

03 luglio 2006

Come si diventa terrorista?

Le parole di Smaïn BEDROUNI

"Sono a tutti gli effetti un cittadino francese, sono nato in Francia ma ho origini algerine.
Per mezzo del portale che da tempo gestisco, sono stato il primo al mondo a denunciare l'implicazione dei servizi segreti Americani e Israeliani nell'attentato alle Torri Gemelle, il primo in assoluto a sostenere una tesi che andava totalmente contro alla realtà che volevano far credere. E così il 15 settembre 2001 i servizi e la polizia si presentarono a casa mia, accusandomi di essere un terrorista. I giornalisti dissero che ero il braccio destro di Bin Laden, che avevo messo a punto gli attentati alle Torri tramite il mio computer nel magazzino in Sardent nella Creuse. Hanno distrutto la mia impresa, la mia reputazione, hanno minacciato la mia famiglia e i miei vicini, ci hanno assillato senza pietà e mi hanno umiliato.
Ebbero la sfacciataggine di dire che ero in fuga, mentre io mi trovavo semplicemente a casa mia. Ciò che volevano in realtà era che io fuggissi davvero, in modo che i loro servizi mi uccidessero senza pietà. Una volta morto, avrebbero accontato ciò che volevano sul mio conto, senza che io avessi potuto difendermi. Hanno creato un caso di terrorismo internazionale, e io non avrei mai potuto respingere le loro accuse non avendo abbastanza soldi per poter portare avanti i processi, soprattutto poi con la stampa e l'intera opinione pubblica contro.
Mi hanno imprigionato per due giorni in una cella di isolamento, ho dormito in un letto con lenzuola e materasso umidi, faceva un freddo cane e non avevo coperte. Pur sapendo che ero musulmano mi davano da mangiare sempre del maiale.
Mi hanno sfinito, ho avuto un forte shoc e non capivo più nulla, mi sentivo molto confuso e impotente, mi hanno terrorizzato dicendo che ero io la mente di un'intera organizzazione. Proprio prima di chiudere questo dossier mi hanno accusato di evasione dell'IVA in Spagna, perché io lavoravo con delle imprese spagnole. Erano disperati, avrebbero inventato e cercato qualsiasi cosa pur di massacrarmi. Mi hanno accusato di false fatture ed è su questo che sono stato appena giudicato; ma in effetti tutti i casi erano tra di loro collegati poiché mi parlavano dicendomi che ero perseguito per terrorismo, quindi cercavano tra i miei libri contabili e i miei conti correnti i finanziamenti ad Al Qaida.
Erano diventati pazzi, non sapendo più cos'altro inventare per distruggermi. Sono trascorsi più di cinque anni di inchieste con le commissioni rogatorie internazionali, per arrivare a costruire un dossier completamente vuoto. Nonostante le autorità spagnole continuassero ad affermare che non vi era alcuna traccia delle truffe di cui mi accusavano, in Francia mi perseguivano lo stesso per la complicità di una truffa che non è mai esistita.
Il 22 Giugno 2006 sono stato liberato, e la dichiarazione della mia innocenza non è mai stata diffusa allo stesso modo della mia cattura. Ma in ogni caso, quando i giornali scrivono il tuo nome e ti descrivono come il nemico più pericoloso che abbia l'umanità, alla fine questo ti ammazzano, l'ignoranza della gente ti avvilisce e ti addita. Non hai più alcuna speranza di essere riabilitato, di ricostruire ciò che avevi. Oggi io ho perso tutto, la mia impresa è fallita e sto cercando lavoro, ma a causa di tutto questo nessuno vuole più assumermi.
Ancora oggi continuo a ricevere insulti e minacce di morte, tutte le denunce che ho depositato per difendermi e per ottenere un equo risarcimento sono state archiviate. Il più grande crimine, per il quale ho pagato un altissimo prezzo, è stato quello di denunciare apertamente che il governo Americano e Israeliano erano i soli e diretti responsabili di quegli attentati.
Io so e posso capire quanto difficile e rischioso è il lavoro che la Etleboro coraggiosamente sta portando avanti, so che non vedono l'ora di colpirla in modo da metterla a tacere. Il fatto che la Etleboro si sia organizzata e che la sua voce di espande non solo sul web ma anche tra le persone, questo li fa letteralmente impazzire. Sanno che avete coraggio e che le loro minacce non vi fanno paura.
Grazie si esistere, grazie per avermi dato questa possibilità, grazie per aver difeso la verità. Allah è grande.
Allahou Akbar !!!"

Smaïn BEDROUNI

Ancora ha risuonato la voce di Bin Laden, altre minacce dall'etere e parole di lotta al terrorismo, per mantenere vivo il terrore e controllare le nostre società, per continuare questa grande finzione che è il terrorismo. Per esso si combattono guerre, si distruggono Stati sovrani, e nella completa impunità e silenzio della comunità internazionale, che è cosciente di tutto questo, si alimenta la scia mediatica di Al queda.
Contro queste finzioni è difficile scontrarsi, sono radicate nelle strutture, nella cultura, tra i media, nella mente delle persone: il tentativo di dissolvere una realtà costruita con la manipolazione delle menti è la vera cosa che cercano di distruggere. Senza tale consapevolezza nelle persone, non esisterebbero guerre, o lobbies, nulla avrebbe un senso. Per giustificare scelte politiche e coprire allo stesso tempo decisioni economiche e finanziare, creano al qaida, creano i terroristi, progettano il crollo del World Trade Center da imputare ai governi esteri musulmani.
Se ti arrestano, ti imprigionano e ti torturano per farti confessare, griderai di essere terrorista. Se vogliono arrestarti e eliminarti politicamente ti additano come cellula di al qaida, come un genocida o un integralista razzista.
Quello che noi definiamo caso Abu Omar, è stata la vicenda, con un tragico epilogo, di uno strano personaggio che mentre cercava di vivere con piccole truffe e inganni, è stato catturato di prepotenza e portato a Guantanamo, dove, dopo ripetute torture, ha confessato di essere un terrorista. In realtà, Abu Omar trafficava documenti e permessi di soggiorno, approfittava della causa islamica per raccogliere fondi da investire in attività speculative, millantava segreti e cospirazioni, attirando infine su di sé le attenzioni delle intelligence. I Servizi sfruttarono la sua immagine per attirarlo in una trappola, che lo avrebbe condotto a fare il loro stesso gioco. Lo hanno indotto a fuggire perché terrorizzato dopo la retata antiterrotistica dopo l'11 settembre, cosicchè, non avendo con sé i documenti necessari è stato arrestato: la sua fuga è stata programmata per consentire poi ai servizi di trasformarlo nella grande mente del terrorismo, per creare un mito. Lui aveva un senso, doveva diventare un pentito, una figura chiave, perché serviva innanzitutto alla gente sapere e vedere in faccia i terroristi. I nostri servizi in tutto questo sono complici, e allora vorremo sapere quanto ha speso il Sismi per i suoi informatori, che millantano l'esistenza di cellule dormienti che avrebbero colpito ovunque e in qualsiasi momento. Non hanno saputo neanche verificare l'attendibilità di certi informatori, prendevano notizie dai giornali, e per fare carriera hanno mandato a monte rapporti costruiti per anni.
Ti additano e scatenano le rogatorie internazionali, indagini contro la corruzione, costruiscono intercettazioni, e sbucano dossier e finanziamenti illeciti. Nel 1992, quando il debito pubblico aveva toccato minimi storici, e Craxi aveva proposto di passare alla lira pesante, partirono la diarrea verbale e le indagini di Di Pietro che liberarono l'Italia dai "Mariuoli", per darla a degli assassini: la corruzione portò con sé decine di imprenditori, che si aggiunsero alle centinaia di migliaia di vittime dell'anatocismo. Sfruttarono la disperazione degli imprenditori, stremati dall'indebitamente usuraio verso le banche, per addossarne la responsabilità all'allora classe politica, che doveva dunque essere perseguita per aver detto di No a Maarsticht e alle Lobbies.
Quegli stessi carnefici sono ora al Governo, vengono acclamati come i fautori del libero mercato, dell'integrazione europea, dello sviluppo economico, ma in realtà stanno letteralmente distruggendo la nostra economia, con bassezze da veri criminali. Decreti fondamentali per l'Economia sono promulgati in un fine settimana di giugno, mentre l'Italia vince ai mondiali, o con maggioranze ridicole di solo 3 persone.

Nessun giornalista, nessun magistrato ha mai accusato questi macellai; hanno cercato solo di catturare dei ladri di polli e hanno ammazzato un paese.
Nessuno ha trovato le armi di distruzione di massa, tuttavia nessun tribunale internazionale è stato ancora nominato per processare e giudicare un reato contro l'umanità che si compie sotto i nostri occhi, con immagini e testimoni. Tutta la comunità internazionale è cosciente del fatto che la guerra che si sta combattendo è la guerra delle lobbies, ma nessuno ha alzato la voce per gridare al genocidio. Saddam sta per essere condannato senza un diritto di difesa, perché è stato l'origine e la causa della morte di un popolo, ma cosa dire allora dell'opera di Bush.
Le immagini delle Torri Gemelle che esplodono e vengono giù con una demolizione controllata vengono pubblicate su giornali a tiratura nazionale, vengono trasmesse dalle televisioni, ma non abbiamo visto nessuno in piazza a gridare e a protestare per arrestare questi criminali. Il controllo dell'opinione pubblica è arrivata a tal punto che non si crede più neanche a ciò che con i propri occhi si vede, perché nessuno riesce a dare un reale significato a quelle immagini, nessuno riesce a trarre le giuste conclusioni perché altrimenti avremmo già portato le rivoluzioni nelle piazze.

02 luglio 2006

Il banchetto delle liberalizzazioni

Il decreto Bersani per la "manovrina dell'Estate"

Sviluppo economico vuole dire oggi esclusivamente deregolamentazione dei mercati, ossia cancellazione delle regole che proteggono determinati settori, spesso dettate da esigenze etico-economiche, e spesso volute, perché negarlo, per conservare certi privilegi di determinate categorie.Gli ostacoli burocrati e amministrativi possono impedire la leale concorrenza, ma la loro cancellazione ha come rovescio della medaglia il sorgere di problemi per gruppi di soggetti già a rischio o lo stravolgimento del mercato stesso.
È stato così approvato ieri il decreto legge della deregulation: un pacchetto di nome, eterogenee e che spaziano in maniera ampia su vari settori, per combattere le "lobbies" che imbrigliano il mercato. Non capiamo bene cosa i nostri politici intendano per lobbies, né il loro modo di evitare che queste blocchino lo sviluppo del mercato.
Le norme varate sono varie e spaziano dalla lotta all'evasione, alla deregolamentazione dei mercati farmaceutici e assicurativi, delle categorie professionali, del settore bancario, con un accesso infine all'introduzione della class action nel nostro ordinamento.
Sarebbe quest'ultima una grossa novità, un'opportunità da sfruttare senz'altro, messa così nelle mani dei consumatori, dei cittadini e delle categorie più deboli. Così le associazioni di professionisti e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura possono richiedere al tribunale del luogo la condanna al risarcimento dei danni e la restituzione di somme dovute direttamente ai singoli consumatori, per atti illeciti commessi in atti illeciti extracontrattuali, per pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali, sempre che ledano i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti. Occorre tuttavia prestare attenzione a quale nemico si vuole combattere, e non commettere l'errore di accanirsi su alcune cause, scordandone altre, come quelle contro le multinazionali e il settore bancario, a difesa innanzitutto delle nostre piccole imprese. Sono state soppresse anche le commissioni provinciali e comunali per il rilascio della licenza di pubblico esercizio, quelle per l’iscrizione al ruolo degli agenti immobiliari e degli agenti di commercio.

Tra le norme di liberalizzazione, merita attenzione l'arrivo dei farmaci nei supermercati, come se il problema del settore farmaceutico siano gli altri costi, quando in realtà è l'abuso che se ne fa, il loro immediato utilizzato. Esistono medicine per curare sintomi tra i più banali, esistono medicine che curano malattie inesistenti, perché dovute esclusivamente da stress, tensioni e malessere imposti dalla società in cui viviamo. Allora, se si accetta il fatto che ci serve una medicina economica e a portata di mano per ogni piccolo malessere, allora è giusto che si deregolamenti, è giusto comprarle al supermercato. Si combatte una categoria, quella dei farmacisti, che per lungo tempo hanno assecondato questo sistema in virtù dei grossi profitti,e si favorisce una lobbies, quella dell'industria farmaceutica, che vede il commercio minuto a portato di mano. Il problema degli elevati costi dei farmaci di largo consumo potrebbe essere risolto a livello industriale, o già a livello di farmacie senza che sia alterata la catena distributiva, che con la liberalizzazione verrebbe solo ampliata. Il vero obiettivo è proprio penetrare il mercato con farmaci senza prescrizione, molto dannosi perché apparentemente innocui, per estendere il mercato. Ecco il vero motivo delle pressioni della Ue per questo tipo di provvedimento, ecco perché le industrie farmaceutiche non solo non sono turbate, ma addirittura premono per ottenere ciò. Potremmo presto ad arrivare al punto di acquistare farmaci nei tabacchi, nelle erboristerie, nei distributori. A quel punto possiamo dire di aver raggiunto un grande livello di civiltà e sviluppo, avveleneremo la nostra società, avendo in compenso risparmiato un po' di soldi.

È stato toccato anche il mercato assicurativo, il singolo agente potrà offrire così un assortito listino di polizze, per ogni esigenza del consumatore: via libera dunque alla libera commercializzazione di polizze anche se appartenenti a differenti società di assicurazione. Sorge, dunque, il dubbio se possa esistere davvero una concorrenza se più società assicurative abbiano gli stessi agenti per poter commercializzare le proprie polizze, per cui forse questi diventeranno ancora più omogenei tra di loro.

La deregolamentazione arriva anche nei trasporti pubblici, con la cancellazione del divieto di cumulo delle licenze e la possibilità di rilasciare titoli autorizzatori temporanei, e la possibilità per i Comuni di prevedere linee aggiuntive di trasporto pubblico con soggetti privati, che andranno così a spiazzare i consorzi pubblici.
Prevista la libera concorrenza nel commercio al dettaglio, e qui la liberalizzazione è quasi totale, perché oltre a sparire i requisiti professionali per determinati esercizi, vengono eliminati i limiti di distanza da un esercizio all'altro, i limiti merceologici all'assortimento, le cadenze per i saldi, ma soprattutto si elimina la programmazione degli insediamenti commerciali nel rispetto di limiti antitrust. Qui è stata fatta una vera incetta delle norme di tutela del piccolo commerciante. Cosa dunque potrà impedire la realizzazione di grandi ipermercati ora che vengono eliminate le procedure burocratiche per esaminare l'impatto dell'economia locale. E poi, la proliferazione di licenze e di negozi, senza un criterio, non porta allo sviluppo economico, ma logora i profitti dei più piccoli esercizi.

Per quanto riguarda le norme di risanamento dei conti pubblici, sembra che siano proprio un po' con l'acqua alla gola i nostri politici, evidentemente le pressioni della UE e delle agenzie di rating hanno cominciato a dare i primi risultati. Responsabilità penale per l'omissione dei versamenti IVA? Insomma, mentre si segue la strada della totale depenalizzazione del falso in bilancio, un reato che miete davvero delle vittime, soprattutto per i piccoli risparmiatori, per l'evasione dell'Iva si finirà in carcere forse?
E poi, dove finisce la lotta all'evasione e comincia la violazione della privacy? Infatti sorge in capo ai professionisti l'obbligo di tenere i conti correnti dedicati per la gestione dell'attività professionale, in cui far confluire i pagamenti dei clienti, per cui tutti i pagamenti dovranno essere incassati solo tramite bonifico, Pos, carte di credito, tutti i movimenti dovranno essere tutti tracciati.
Vengono rafforzati i poteri di indagine economico finanziarie da parte di GdF e Agenzia delle Entrate, prevedendo che gli operatori finanziari, come banche, intermediari, società di gestione di patrimonio e di investimento, di comunicare periodicamente l'elenco dei soggetti con cui trattano. La norma sembra impeccabile, tuttavia esiste un potere delle Agenzie di verificare che i titolari dei conti siano i reali beneficiari? Possono verificare che non esistano banche schermo o conti fantasma che raccolgano e riciclino soldi, per farli perdere nei circuiti bancari? E poi tale previsione sembra mal conciliarsi con la recente direttiva sul risparmio, che dà la possibilità ai grandi paradisi fiscali europei di non comunicare i movimenti dei loro conti o delle loro società pagando una ritenuta del 12,5%, da spartire ovviamente con il fisco italiano. Sembra che da un lato il controllo sia eccessivamente zelante, e dall'altro lasciano liberamente banchettare i maestri dell'alta finanza, che non hanno certo un problema di evasione fiscale, bensì di riciclaggio di denaro sporco ai più alti livelli.

E così, cari Italiani, quando tornerete dalle vacanze troverete non poche sorprese. Mentre siete a villeggiare, qualcuno ha pensato per voi, alle vostre tasche e alle vostre imprese. Vi è stato donato il libero mercato, così potrete risparmiare un po' di soldi, mentre la colonizzazione delle multinazionali sterminerà le vostre risorse. Dovrete pagare le tasse, fino all'ultimo centesimo, altrimenti si ricorrerà alle maniere forti: hanno cattive intenzioni gli agenti del fisco questi anni, perché occorre risanare i conti. Tutti ora stanno festeggiando la loro piccola vittoria, ma forse l'euforia durerà ben poco, perché si vedranno le prime vittime.

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