31 agosto 2006

Veleni nei Balcani, mentre la Russia avanza


In occasione di un'assemblea delle Nazioni Unite, organizzata dall'ONU in Kossovo, la Uminik, Marti Ahtisaari, commissario Onu, ha tenuto un solenne discorso sulla democrazia e la difficile situazione dei balcani. Ha parlato dinanzi alla delegazione serba lì presente delle colpe dei serbi, che si sono macchiati di gravi crimini contro l'Umanità, forse probabilmente - aggiungeremmo noi - per essersi rifiutati di dialogare, e di scendere a patti con la Comunità Internazionale e il Fondo Monetario. Preso dall'enfasi del discorso, ha parlato dei serbi come dei veri criminali, pazzi e terroristi, perdendo letteralmente la testa ed ogni cognizione con la realtà. Rendendosi conto della grave gaff commessa ha aggiustato il tiro delle sue affermazioni, e ha tenuto a precisare che le sue accuse non si rivolgono solo ai presenti in sala, ma si estendono a tutto il popolo serbo. I colpevoli sono i serbi intesi come un unico popolo, e non solo i presenti. La sua controrisposta, partita con l'intento di recuperare un incidente diplomatico, è stata davvero distruttiva, perché la delegazione serba assisteva esterefatta allo sproloquio di Ahtisaari, chiedendosi se era davvero impazzito. I presenti non hanno certo fermato la loro ira e orgoglio, e hanno risposto con fermezza che il discorso di Ahtisaari manipola e sconvolge letteralmente la verità, perchè i crimini non sono collettivi ma individuali. E poi se il popolo serbo sia colpevole o meno lo deve decidere l'Aja e non lui, un consulente delle lobbies, un contractor delle forze internazionali.Il governo serbo ha dunque chiesto ad Ahtisaari di chiedere scusa alla Serbia, perché la dichiarazione di un alto rappresentante della nazioni unite in tali toni è un colpo di una bassezza tale che di peggio può esserci solo un tribunale gestito da pazzi.

In realtà questi personaggi che sono alle dipendenze di entità economiche, vengono premiati per il lavoro che svolgono e per i progressi che hanno fatto fare ad un Paese portando democrazia. Ahtisaari evidentemente non ha lavorato bene, perchè le porte della pensione si sono aperte, e ora il male viene scaricato sul soggetto più debole.
A questo punto riteniamo che il nostro Ahtisaari facesse meglio a ritirarsi, perché la sua fine è ormai giunta, quest'episodio lo dimostra senz'ombra di dubbio. Il destino del suo predecessore Stainer si sta compiendo: innamorato pazzamente della sua interprete, ha cominciato a girare nella pristina come un ragazzetto di 20 anni in cerca della anime gemelle. Gente senza cervello, né coscienza, ma solo tante cafonate da parte di piccoli uomini che si dicono di gran classe e con un gran senso dell'humor. Una sola parola di odio, come quelle mille gettate sulla folla da Ahtisaari , rischia di compromettere la vita dei serbi in kossovo, che già vivono per lottare per la loro spravvivenza, subendo quotidianamente violenze nell'animo. Sono stati obbligati a rimanere lì, in terra straniera solo perché dall'alto così è stato deciso: potete capire dunque che i nostri eserciti della kfor non sono altro che dei mercenari al servizio dei banchieri. I diplomatici, i militari, e queste figure mitologiche metà uomini metà mulo, sono i migliori clienti dei bordelli, e grandi sostenitori della pristina, quello che può essere definire il partito del sollazzo. I kossovari quando trafficano con la droga diventano albanesi, e quando sono perseguitati dicono che sono kossovari, e questo lo sanno bene gli albanesi di Tirana che hanno fatto le spese di questa politica di odio e smarrimento. Quando si aprirono le frontiere, gli albanesi sono stati derubati dai kossovari, forse in preda alla disperazione, ma comunque dei fratelli serpenti hanno lacerati dei consaguinei.
Ahtisaari ,si adatta alla vita e al destino dei suoi predecessori, purtroppo l'odore della femmina fa brutti scherzi, e fa uscire fuori di senno. Per questo consigliamo alle nazioni unite e i nostri rappresentanti che hanno eserciti di pace, organizzazioni umanitarie, e poi eserciti di oppure eserciti di salvezza, di rivedere un po' bene le cose ,perchè a noi sembra che state prendendo un granchio di dimensioni assurde.Noi sappiamo cosa abbia scatenato odio e panico all'interno della città.
La cosa più interessante è che Jiukanovik si è recato a Soci, nella residenza di Putin nel Mar Nero in modo tale da fare chiudere un accordo sul Montenegro. Vladimir Putin infatti è riuscito ad acquistare più del 66% delle terre del Montenegro, sconvolgendo l'intero mondo diplomatico. Questo suggella l'inizio di una guerra parallela sino all'ultimo stato, sino all'ultimo chilometro,e infatti se Putin avanza così, i Balcani continueranno l'antica tradizione della Guerra Fredda.
I russi sono approdati alle nostre porte, Ahtisaari impazzisce e Kofi Annan cerca di correre ai ripari, sostenendo che in quell'occasione i serbi hanno capito male ,un po' ubriaco. In fin dei conti il conto del vino lo deve pagare Ahtisaari e non i serbi, che non potevano certo travisare le parole del nostro commissario.
Forse il tempo delle indipendenze è finito, forse non la concederanno mai l'indipendenza alle province di quella zona, e alla fine si sia rivelata questa una grande truffa. I nostri soldati sono giunti nei Balcani per colonizzare queste terre tramite cartelli, per poi usare queste piccole attività e pagarli e fare tramite loro sporchi giochi di potere.
Le persone che parlano e sproloquiamo senza motivo, che fanno i predicatori come mestiere, sono alla fine corrotti nell'animo fino all'osso, per il vile denaro sarebbero disposti a vendere i proprio genitori. Queste piccole persone, ricattate e derisa, sono disposta a dire tutto quello che vuole,perche dietro vi sono gli occhi invisibili del sistema.

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30 agosto 2006

Il patto tra la destra e la sinistra: tra cavallari e padellari

Alla vigilia della stesura della finanziaria, cominciano ad essere esaminate le prime proposte di legge, ipotizzando riforme del bilancio statale e della stessa Costituzione, all'insegna della "innovazione e sviluppo". Le premesse, tuttavia, non premettono nulla di buono in quanto allo stato attuale non si può parlare né di innovazione perché ritornano gli stessi schemi e le stesse parole, né di sviluppo perché i tagli alla spesa pubblica sono tanti e forse ancora di più.Quando era stata avanzata la proposta di elevare i tempi di pensionamento i sindacati portarono la rivoluzione nelle piazze, mentre ora che vengono rivalutate quelle ipotesi le appoggiano in pieno perchè i sindacalisti sono stati ben remunerati per il loro silenzio.

Le proposte del Ministro Bersani si incentrano in particolar modo sulle piccole e medie imprese, e sulle manovre di politica economica per poter risollevare la sua situazione e rilanciare il Sud Italia. Da ciò che è possibile intendere dalle prime battute di discussione, la finanziaria porrà in essere un sistema di leggi che andranno a facilitare l'accorpamento delle imprese e la concentrazione delle stesse in grandi dimensioni, per renderle competitive. La competitività delle piccole imprese è importante, ma questo non dovrebbe giustificare l'emanazione di regole che consentano acquisizioni e fusioni di imprese in difficoltà, di concorrenti diretti e indiretti. Allo stesso modo è stata ventilata l'ipotesi di creare un fondo di private equity e venture capital semi statale, come canale di finanziamento di imprese innovative. Si tratta questo di uno strumento nato per le società di grandi dimensioni, e la proposta di adottarlo anche per le piccole imprese rappresenta soprattutto un modo per portare l'Alta finanza nelle imprese a conduzione familiare, nelle aziende senza una struttura gerarchica o complessa. Anche le piccole attività produttive diventeranno degli investimenti finanziari come lo sono già le grandi società, delle attività speculative. Non bisogna poi dimenticare la grande opportunità che si presenta per i finanziatori nel poter indebitare, acquisire e rubare le conoscenze dei piccoli sperimentatori di nuove idee.
L'alta finanza è giunta anche qui, e se ciò è vero vuol dire che davvero le idee sono finite, e si cerca di rimescolare e far rivivere qualcosa di vecchio, tra l'altro nato non per le piccole imprese, vuol dire che non hanno idea di come affrontare i problemi del Sud.

Il nostro Ministro poi vuole rilanciare il Sud, e per far questo intende agire sul cuneo fiscale, cercando di cambiare sistema di tassazione, perché a quando pare non piace così com'è scritto. Vogliono ancora cambiare le regole del gioco, ma non il gioco, perché altrimenti, se avessero coraggio, cancellerebbero l'Irap per il Sud, e il debito della Sanità. Queste sono le riforme impopolari per il Parlamento, ma sono da sempre richieste dalle imprese del Sud che vorrebbero respirare dall'usura, l'usura delle Banche, delle tasse e delle camorre: mettere in sicurezza le imprese significherebbe anche la possibilità di lavorare, di dare lavoro e abbattere parte della grave disoccupazione.
Ma capiamo benissimo quale sia la difficoltà quando la Banca Centrale Europea, le agenzie di rating e il Fondo Monetario Internazionale chiedono di rispettare i vincoli di Maastricht nonostante siano loro i veri responsabili dell'aggravarsi di quell'equilibrio.

Tra le riforme che sono sbucate alla fine ne ritroviamo un'altra, a cui molti stanno facendo la corte da tempo e non riescono a convenire a giuste nozze: la riforma del Titolo V della Costituzione e l'introduzione del principio dell'interesse nazionale. L'obiettivo è riscrivere la Costituzione per fornire maggior potere e un certo sindacato di meritevolezza delle opere pubbliche agli enti statali, in modo da stroncare i passaggi e gli ostacoli nelle piccole Comunità alle opere lesive della salute e dei diritti della terra che le ospita.
Non vi ricordano qualcosa queste parole? È ovvio che è lo stesso tenore letterale della riforma costituzionale della Devolution che il popolo italiano ha già bocciato. Come abbiamo avuto modo di dire in occasione del Referendum degli scorsi mesi ( leggi ), la riforma era strumentale più al raggiungimento di questo scopo che alla devolution stessa, perché non esiste Federalismo senza federalismo fiscale. La riforma serve invece a superare ed evitare che si formino episodi come quelli della Val di Susa. L'interesse nazionale deve prevalere, ma se questo si traduce in un interesse solo di pochi, non vi sarà alcuna opera infrastrutturale fatta a beneficio della nazione. Se non è riuscito il centro-destra a far passare una tale legge, e far partire da quest'anno le opere per i rigassificatori, le turbogas e le grandi infrastrutture, ci penserà il centro sinistra che presenterà la questione come una decisione necessaria a tutela dei consumatori. I media e i giornalisti faranno il resto, e se si arriverà al referendum, questo sarà il referendum per l'interesse nazionale, per poi neutralizzare definitivamente le sommosse popolari alle grandi opere. Dopo lo stralgio delle leggi obiettivo, nel tentativo di stroncare i tempi e la burocrazia per le discussioni della messa in opera del progetto, si arriverà al Referendum delle infrastrutture. Se sarà necessario verrà chiamato decreto salva-energia, o comunque la riforma della svolta, nonostante sia stata già respinta. Cambieranno le parole, modificheranno il nostro pensiero, riscriveranno le cronache e arriveranno a dire che non si sono mai espressi in maniera contraria alla sua approvazione.
Come è stato per l'Iraq, il Libano e la Val di Susa, mentre prima erano in piazza a manifestare contro, ora siedono al potere e si ripropongono con le stesse riforme, ma con parole diverse. Evidentemente cambia lo stile, il colore, ma nulla cambia nella sostanza, perchè una mente loro non la hanno.

In verità, ciò che sentiamo è un nastro incantato, un moto perpetuo di proposte e intenzioni che vengono continuamente ritoccati per dare l'idea che al cambio del governo, si cambia anche musica, o eventualmente si migliora la situazione economica. Ciò a cui assistiamo è la vera offesa della intelligenza umana, credono che non abbiamo memoria o che dimentichiamo quante volte la storia la dite e la cancellate a ripetizione per confondere le idee delle persone. A Roma esiste il "cavallaro", cioe quello che vive di scommesse, mentre al Parlamento, seduti sui più alti troni del Governo, vi sono i padellari, cioè persone che sino a pochi mesi gridava e portava il popolo in piazza con le padelle per dimostrare contro una riforma. Adesso invece sono loro stessi che sparano sulla folla. Da quando Bertinotti è seduto su una bella poltrona, invece di lavorare, sta facendo la conta dei ragazzi da mandare in Libano assieme al suo amico D'Alema. Così mentre noi siamo qua che facciamo delle domande e esigiamo delle risposte, queste prostitute sono occupati a fare giri in barca e cenette a base di buon vino e filletto di primo taglio. Siedono insieme alla tavola rotonda dei CDA e poi si rivedono in Parlamento, fanno un po' di rumore per far passare la giornata e tirare a campare. La cosa più terribile è che non esistono carceri per contenere questo ammasso di gente, occorre trovare una soluzione perché di questo passo non avremo più gli occhi per piangere.

29 agosto 2006

Pronto il lancio della Tela


Una piccola Ong nei Balcani ha vinto la sua lotta, continua per la sua strada e forte di ciò che ha sempre sostenuto e difeso, sta oggi conseguendo dei risultati importanti e unici per le sue caratteristiche. Etleboro non è altro che una semplice struttura, costituita da tante e differenti personalità, piccole e grandi che siano, ma tutte con una grande forza di volontà, intelligenza e umanità. Una realtà questa che sebbene sia lontana dall'Italia si fa sentire con tutta la forza e una rivoluzionaria energia: in tanti ci scrivono e ci chiamano, percorrono chilometri per raggiungerci in una terra lontana e straniera. Questo perché le persone intuiscono che non vendiamo illusioni o millantiamo potere, ma offriamo la scienza e l'intelligenza, il sapere e educhiamo le persone a cercare in se stessi le risposte alle loro domande.

La Etleboro non è un'organizzazione di persone, ma un bagaglio di saperi, di informazioni, economiche e scientifiche, frutto delle ricerche, delle esperienze e delle menti dei suoi componenti. Oggi possiamo dire con fermezza che il nostro progetto è qualcosa che è destinato alla società tutta, un punto di partenza per una nuova era dell’informazione e dell'economia per dare alla società un codice etico su cui costruire non leggi ma istruzioni, non vincoli ma regole, non strutture ma organismi.
Su tale linea di pensiero è nata la Tela, dagli studi e dalle intuizioni del suo fondatore Michele Altamura; è il tesoro dei suoi utenti, e sarà l'arma di tutti, perché ognuno la farà propria, la prenderà per sé e la utilizzerà, anche inconsciamente.
La Tela raccoglie ed elabora informazioni man mano che cresce e si sviluppa, perché è il risultato dell'unione delle menti dei suoi componenti, le concentra al suo interno e le smista in maniera paritetica e egualitaria. La divulgazione dei saperi avviene sulla base di un sistema di condivisione reciproca delle informazioni che gli utenti sono riusciti a costruirsi con la loro attività economica e intellettiva. Si viene a creare un database a cui sarà possibile accedervi mediante un sistema distributivo: non esiste un ragno che manipola la rete dei dati che contiene, per poi truccare le regole con cui vengono resi accessibili.
Il database viene messo a disposizione degli utenti che vedranno concretizzarsi un’attività di ricerca e sviluppo, di consulenza tecnica, non accessibili con gli odierni mezzi o almeno non a costi nulli e irrisori. Le informazioni si possono incrociare, fino a diventare un grandissimo strumento sia nelle mani delle imprese che delle istituzioni e dei governi, che possono con esso controllare la situazione economica del paese, possono pianificare le politiche economiche e indirizzare i provvedimenti e i decreti verso determinati obiettivi. Milioni di informazioni classificate e indicizzate, che si possono sfogliare in via immediata e con grande facilità.
I ricercatori qui vi ritrovano l'archivio di una bibblioteca, mentre le imprese avranno un mercato e delle controparti con cui collaborare per poter così gestire, e non subire, le distorsioni dei mercati ad opera delle parti più forti. Le imprese stesse saranno in grado di creare consorzi e una rete di comunicazione in cui coordinarsi senza ricorrere ad accordi o contratti formali. Devono necessariamente cercare il baratto reciproco, devono scambiare ma non danneggiarsi a vicenda, devono internazionalizzarsi senza globalizzarsi. Ognuna conserva la propria indipendenza ma può allo stesso tempo comunicare con altre servendosi di un sistema più umano, sociale e leale, perché l'obiettivo stavolta non sarà più quello di essere forti vivendo sulle spalle dell'altro, ma di essere efficienti e competitivi grazie all'unione e alla reciproca trasparenza.

Michele Altamura ha cominciato a fare tutto questo tanto tempo fa, scontrandosi con un mondo nuovo e sconosciuto alla massa, ma di cui le persone avvertono l'esistenza.
La Tela nasce in un contesto molto difficile, da una diretta esperienza con i media e con la manipolazione dell'informazione, da una lunga esperienza della gestione e la creazione di database. In realtà la vera arma che hanno le Banche e dei Governi corrotti per poche briciole miserabili, sono i database, sono i software che sentenziano i dazi doganali, i fidi bancari e la concessione del credito. Presto la moneta elettronica sostituirà quella cartacea, e la risposta alla nuova usura è la cessazione dall'utilizzare la moneta e la ricerca del baratto di merci e prodotti, perché oggi siamo seduti sul nulla, i soldi si sono dissolti nei sistemi informatici e paghiamo interessi e diamo in ipoteca case e beni veri.

Il sistema della Tela è il sistema che ci hanno nascosto, e che continuano tutt'oggi a censurare le dichiarazioni e le interviste di Michele Altamura, quando anni addietro una banca scelse il suo progetto e decise di finanziarlo. Poi d'un tratto gli fu revocato il finanziamento, e costrinse Altamura a continuare il lavoro intrapreso in clandestinità.La Etleboro è stata zittita, e dietro questo vi è un giallo, che sarà difeso e smascherato da tutti coloro che si uniranno sotto un'unica bandiera, che crederanno a se stessi. I nostri antenati hanno combattuto per qualcosa,per essere liberi ,e non schiavi delle bollette; non dobbiamo essere divisi perchè è quello che vogliono, ma siamo tutti sulla stessa barca. Tuttavia oggi una grande vittoria è stata raggiunta, la Tela finalmente partirà, siamo pronti, anzi prontissimi. Con 350 applicazioni di programmazione, incomincerà un progetto che realizza una rivoluzione senza che nessuna se ne accorga. Le piccole e medie imprese hanno creduto a questo e lo hanno finanziato per avere poi a disposizione il loro software, e senza di esse oggi non saremmo qui a discutere di questa vittoria.
Il sistema deve essere assorbito dalla piccola e media impresa, per contrastare i titani e non perdere la identità, per vincere gli scienziati che con le loro grandi menti, e i grandi gruppi industriali che hanno comprato i brevetti dei veri scienziati e li hanno fatti propri. Da tempo menti raffinatissime criminali stanno costruendo un DNA artificiale della persona, segretamente lo hanno già fatto, ma adesso stanno dando forma a quell'idea con la sua concreata realizzazione, promulgando il tutto con le leggi speciali. La Tela è l'unico sistema che può annientarli. Tempo massimo di 4 anni non avremo più bisogno dei politici, perché al loro posto vi saranno le Associazioni di categoria, i nuovi predicatori, perché, fondamentalmente, noi siamo tutti dei clienti, degli utenti e non più dei cittadini: questo è stato il loro modo per fermare l'ingerenza degli Stati sui lavori della Commissione. Il Parlamento Europeo, l'unica istituzione democraticamente eletta, viene ripetutamente ignorato perchè in fin dei conti a decidere la promulgazione delle direttive sono i consulenti delle Commissioni d'esperti, che siedono anche nel CdA delle multinazionali. Vorremmo sapere allora per chi abbiamo combattuto in questi anni!?Continuiamo a fare delle domande ma nessuno sa darci una risposta, e pretendono di governare uno Stato. Non sono capaci di fare guerre intelligenti ma solo di buttare 150 mila missili intelligenti, che amazzano bambini in nome della democrazia.

28 agosto 2006

La sperimentazione continua

Il video che vi mostriamo è la documentazione di un esperimento di un meccanismo, volgarmente definito "acchiappanuvole", che incanala e trasmette un'energia dalle particolari caratteristiche. Questo piccolo strumento consente di manipolare quest'energia, e i suoi effetti sono facilmente visibili dalla dinamica delle nuvole. L'acchiappanuvole dirada e poi sembra assorbire le nuvole, ma, prestando maggiore attenzione, si può notare che le disperde e poi le fa formare intorno, a non grande distanza. Mentre quelle colpite si dissolvono, le altre si ingrossano, o comunque si forma una alone biancastro nel cielo.
Il fenomeno esiste ed è evidente, per cui ci auguriamo che qualche chiarissimo professore universitario, o un premio Nobel, che si servono caviale e champagne, ci possano spiegare cosa sia. Non basta avere importanti cariche ed onorificenze, non basta avere 8 mila euro al mese per vantare il sapere e la scienza, occorre anche rispondere alle domande delle persone semplici. È ora di rispondere delle proprie azioni, della scienza occultata, è ora di prendere il coraggio e di avere anche l'umiltà di dire ho sbagliato e lasciare ad altri la possibilità di continuare.


Il video è stato prodotto da Tiziano Arena, responsabile del sito www.impattoalieno.net , e da Maurizio Bielli, imprenditore e produttore dell'Econogreen,ma da noi montato per renderlo facilmente visibile. Rinviamo per gli originali al seguente link:
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/acchiappanuvole.htm
http://xoomer.alice.it/10planet/_media/chem_buster/

I giochi di guerra di Russia e Iran

L'approvazione della risoluzione delle nazioni unite nei confronti dell'Iran ha in qualche modo segnato l'evoluzione di questo conflitto tra Israele e Libano. Al 31 agosto l'Iran dovrà rispondere delle decisioni prese sul suo programma nucleare, e non dà alcun segnale di cedimento. Ha dato il via alla realizzazione degli impianti per la produzione dell'acqua pesante e preme per la ritrattazione della risoluzione giudicata troppo penalizzante, mentre dà prova del suo arsenale militare con le esibizioni televisive delle sue esercitazioni.
Hanno dato inizio ai giochi di guerra, provano i loro missili e fanno degli esercitazioni militari a poca distanza dal fronte americano degli Emirati Arabi, del Kuwait e dell'Arabia Saudita: si stanno preparando per rispondere in maniera forte e decisa ad un attacco israeliano. Le televisioni arabe stanno trasmettendo in questi giorni gli esercizi di difesa in tutta l'Asia centrale nel caso di un attacco chimico, biologico e nucleare per perfezionare la strategia di prevenzione del nemico. Stanno operando nelle aree di confine del sud della provincia, in maniera simultanea in circa 10 province con la partecipazione dei combattenti dall'esercito iraniano.

Stanno sperimentando e collaudando armi nuove e moderne, e, combattendo contro un nemico immaginario, inscenano una vera e propria guerra elettronica, per disarmare i radar e le telecomunicazioni del nemico. Il loro obiettivo sarà sicuramente quello di colpire le basi americane presenti in Arabia, le istallazioni petrolifere, le pipeline del gas e del petrolio per creare un embargo mondiale di petrolio e gas. L'Iran in questo momento ha il potere di bloccare le esportazioni delle multinazionali petrolifere in Arabia e nel Golfo, sacrificando con grandi perdite umane l'intera popolazione iraniana perché sono state già innescate gli ordigni nucleari, dopo che l'America ha preso il controllo delle centrali israeliane.

Gli Stati facendi parte del CSTO

Il messaggio che si vuole dare è quello di unità e solidarietà presente tra alcuni paesi arabi, giocando d'azzardo per rispondere alla presenza militare degli Stati Uniti e alle sue ambizioni in Asia Centrale. Le esercitazioni iraniane sono contemporanee e simultanee rispetto a quelle di Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Azerbayjan, Uzbekistan, e la Russia, che stanno coordinando le loro forze militari sotto il Trattato di Organizzazione di Sicurezza Collettiva (CSTO), al quale hanno aderito recentemente anche Armenia e Bielorussia.
La presa di posizione della Russia all'interno di questa coalizione è un'evidente risposta all'aumento delle pressioni sull'Iran, e difendere i suoi investimenti in Azerbaijan e Kazakstan, così per garantire una certa sicurezza alla conduttura di Baku-Tbilisi-Ceyhan, per poi compensare la sua minore presenza in Asia Centrale.

Anche se l'Iran non è un membro del CSTO, fa da osservatore nella Organizzazione di Cooperazione di Shangai (SCO) della quale la Cina è un membro, che ha una stretta relazione con il CSTO. La struttura di alleanze militari è fondamentale, perché segnalano che un attacco sull'Iran potrebbe condurre ad un conflitto militare molto più esteso. Mentre la Russia cerca l'alleanza con la Siria per creare un corridoio militare sulla costa del Mediterraneo orientale, Stati Uniti ed Israele creano degli accordi di cooperazione militare con Azerbaijan e Georgia.

Una volta chiusa la guerra al Vicino Oriente, potrebbe prodursi un fenomeno contrario ai progetti israeliani: il rigetto unanime verso i sionistici, per non sostenere la politica terroristica israeliana, e non apparire come gli alleati del colonialismo. Questo spingerà Israele a preparare un altro gioco di guerra, per rispondere all'indignazione crescente con i governi locali contro la barbarie sionistica. L'Argentina sarà un bersaglio privilegiato per una grande operazione mediatica, così come il Cile per via dell'importante comunità palestinese che vi risiede. Anche in questo caso sarà l'America ad agire tramite Israele, perché il vero obiettivo è colpire gli Stati che si stanno adesso unendo per sconfiggere i Banchieri e le multinazionali con la nazionalizzazione del petrolio e riconquistare l'antico potere perso, seguendo così l'esempio della Russia. Stanno ora usando gli scontri tra Ebrei e Palestinesi per seguire un percorso strategico sulle linee del petrolio: se non possono controllarle con i dittatori fantoccio devono farlo con la guerra. Ammesso che vogliono avanzare in america latina, che è un continente a maggioranza cristiana e cattolica, useranno gli ebrei per farlo, come ha fatto il Barone Rothschlid con Hitler.

Israele colpendo il Libano ha fatto in realtà un attacco preventivo: ha disttutto ponti, aeroporti, e autostrade, sono state incendiate le riserve petrolifere sulla costa, hanno affondato le petroliere e mandato in avaria nel centrali termoelettriche. È chiaro che è stato fatto un attacco premeditato, e dunque l'esercito Onu rischia una guerra mondiale per assecondare il piano Americano di prendere il controllo di tutta la regione Mediorientale una volta per tutte. Prendere l'Iran e appiccare diversi fuochi nella regione, significherà creare il panico completo e darà inizio ad una nuova storia, quella della balcanizzazione dell'Asia sotto il protettorato di Onu e America.

Ogni Stato al suo interno sta cercando dal suo canto di creare una propria grande società dell'Energia, cercando le fusioni interne tra le compagnie che già operano in un mercato oligopolistico: questo da una parte per difendersi dagli attacchi provenienti dall'estero e dall'altro per accentrare in un'unica grande struttura la produzione dell'Energia. L'intenzione c'è e anche gli strumenti, tuttavia manca l'approvazione della Commissione Europea che non sembra approvare questi accordi domestici, lesivi della parità di trattamento sul mercato comunitario.
L'obiettivo sicuramente è quello di consentire che il controllo sia molto più verticistico o che comunque sia ben controllato e coordinato dalle lobbies: sono loro che decidono il come e quando delle organizzazioni societarie.
Ma c'è di più. Ciò che stanno tentando di fare è qualcosa di molto più profondo e con ampie e durature prospettive. Le banche stanno infatti cercando di mettere le mani sulle società di telecomunicazioni, non solo per appropriarsi dei dati delle persone, ma anche perché i media avranno la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica. Le frequenze sono le autostrade del futuro, mentre i ripetitori le nuove stazioni di servizio a cui attingere energia perpetua a pagamento. Da lì viaggeranno le nostre informazione e la nostra civiltà, noi pagheremo per il loro trasporto e il loro accesso: questo è il crimine invisibile. Quella dell'Iran è la guerra che a cui tutti devono credere, ma esistono guerre psicologiche invisibili, i nostri missili sono gli aumento della benzina, della spesa per il riscaldamento, per l'accesso ai mutui e ai finanziamenti. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla creazione del primo grande gruppo bancario italiano, per cui le condizioni contrattuali dei mutui, delle finanziarie e degli strumenti bancari e finanziari saranno sempre più standardizzati, lontani dalle esigenze del piccolo imprenditore.
Le macabre notizie di decapitazione a cui assistiamo sui nostri media, mostrano un aumento del crimine e snaturano anche la percezione del male e dei reati. Gli stessi crimini di guerra perdono di significato, perché le persone sono portate a dare più peso alle paure più vicine a loro: la guerra è una cosa talmente lontana dalle loro menti, così com'è lontana la notizia di una fusione bancaria.


L'America va fermata, perchè non è altro che una colonia dei Baroni Ladroni, non è una grande potenza ma semplicemente dei contractors, una cavia di esperimenti che ha trasformato un popolo senza storia in violenti, depravati, poveri, e stupidi se non hanno i soldi. Se il presidente iraniano grida di rieleggere bene la storia, vuol dire che sta mandando un monito, lo stesso che ci ha lasciano Weizmann quando disse che Israele sarà ebraica quando l'Inghilterra sarà degli Inglesi. Questo deve spiegarci la Regina d'Inghilterra,che per questo deve essere processata: lei siede su un trono fatto dal sangue dei popoli di secoli di storia.

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26 agosto 2006

Carlo Parlanti, l'uomo che oltrepassa l'umano possibile

Prodi, fa una telefonata!

Carlo Parlanti, il 6 luglio 2004 di passaggio dall'aeroporto di Düsseldorf in un controllo di routine è stato messo in stato di fermo per via dell'esistenza di un mandato di cattura comminato dagli Stati Uniti, per una denuncia di sequestro di persona, di percosse e stupro risalente al 18 luglio 2002 partita dall'ex-convivente americana, Rebecca White. Il suo lavoro lo ha portato a viaggiare per più di due anni, tra l'altro in un periodo di stringenti controlli per il terrorismo, e nessuno ha mai scoperto che in capo a Parlanti incombeva una denuncia del sequestro di persona, stupro e percosse. In questo lungo lasso di tempo i controlli agli aeroporti anti-terrorismo non erano riusciti a smascherare un ricercato, e solo la Germania, avendo uno speciale accordo di estradizione, lo ha trovato.
Alla procura tedesca è giunta una denuncia ridicola e assurda che non doveva essere proprio accettata dal procuratore americano, praticamente andava respinta e stralciata subito. Invece non solo hanno danno credito ai deliri di una donna disperata e gelosa, che ha continuamente ritrattato la sua versione dei fatti e prodotto le prove in sua difesa da sola, ma hanno chiesto e ottenuto l'estradizione. L'Italia, dal suo canto, perdendosi nei suoi cavilli legali e di procedura non ha fatto assolutamente nulla per impedirlo, o almeno per far vedere a tutti l'assurdità della denuncia. L'ambasciata di Colonia ha allertato dell'emergenza del caso, e di risposta il nostro Ministero degli Esteri ha detto che si affidava tranquillamente alla giustizia americana, trattandosi pur sempre di uno Stato garantista. Il primo e forse unico errore è stato proprio quello di accettare quella denuncia, perché poi tutto questo manipolo di muli hanno seguito il gregge, ma tanto loro non sanno fare altro che ripetere come pappagalli il guaire delle bestie.
L'unica cosa che sono chiamati a fare nelle ambasciate è controllare e dare un minimo di appoggio e riferimento ai nostri connazionali all'estero, ma se neanche questo fanno, si può sapere che esistono a fare. Paghiamo milioni ambasciatori, stagisti e segretari per cosa? Neanche una telefonata hanno fatto per chiedere il perché di questa denuncia, che è stata scoperta per caso senza neanche un dossier con delle prove materiali e tangibili.
La sua ex convivente, due giorni dopo che Carlo ha lasciato l'America, ossia il 18 luglio 2002, lo aveva denunciato, per le violenze subite il 6 Luglio, ritrattato poi al 29 giugno per giustificare la completa inesistenza di tracce o segni sul suo corpo. Ha prodotto e sviluppato da solo delle foto per mostrare i lividi e i traumi; delle sei fotografie mostrate, quattro sono state scattate dalla polizia il 18 luglio, e due dalla White il 3 di luglio, e mostrano uno sbiadito ematoma sull’avambraccio sinistro e nessuna percossa sul viso o in altre parti del corpo. La donna appare diversa e piu’ giovane rispetto a quelle scattate dalla polizia solo qualche settimana dopo, capelli molto corti e di diverso colore, la pelle più liscia ed abbronzata. Le foto sono state consegnate tre anni dopo la denuncia, senza alcuna data che dimostrano la validità.

La sua casa, dopo i controlli delle polizia a distanza di settimane dall'evento, appariva immacolata, nessuna traccia dei violenti scontri di cui aveva parlato. Le pareti della sua casa erano in cartone pressato, ed è impossibile che siano rimaste intatte nonostante Carlo avesse sbattuto la testa della Withe contro le pareti 60 volte. Neanche i vicini hanno mai sentito una lite così furiosa, ed è strano che lei non abbia almeno chiesto aiuto. Ha detto di essere stata legata e sequestrata per giorni interi, che ha subito violenze inaudite senza riportare alcun danno, di aver avuto paura delle minacce di Carlo ma non scappava da quella casa, ha aspettato che avesse conferma di essere stata definitivamente lasciata per denunciarlo. Ha ipotizzato comportamenti e molestie praticamente assurde, impossibili sia biologicamente che tecnicamente, così com'è irreale la sua versione secondo cui il Parlanti abbia bevuto 4 litri di Chardonnay in due ore. A meno che Carlo non sia un superuomo, è impossibile che sia sopravvissuto a quella massiccia dose di alcool. E' stato oltrepassato l'umano possibile con dichiarazioni mai sorte prima, né nella denuncia né nel processo preliminare, e infatti la difesa ha richiesto l’intervento di un medico esperto, ma la corte lo ha rifiutato perché doveva richiederla nel processo preliminare.
Il processo è stata una sceneggiata talmente surreale da far rabbrividire le capre di Gennarud della Sardegna: leggendo le trascrizioni del processo si capisce immediatamente che ha studiato e programmato le risposte, e anche una sola domanda dell'avvocato la faceva cadere in contraddizione. Mentiva, mentiva e mentiva, tutti lo sapevano, persino il console lo ha ammesso, ma comunque nessuno lo ha difeso e hanno lasciato che venisse addirittura condannato. Anche il suo avvocato ha peccato di megalomania e superbia, e non è riuscito a produrre prove che in maniera schiacciante eliminasse ogni dubbio, tantalmente che era sicuro di vincere: poteva ad esempio parlare dell'esistenza di una delega notarile della White sui conti di Carlo, poteva portare le telefonate che testimoniano che mesi prima del fattaccio la storia tra loro due era finita, poteva far testimoniare una donna americana in difesa di Carlo.
La giuria non ha voluto sentire ragioni, e così ha archiviato l'ennesimo caso di stupro in America manipolato e strumentalizzato dall'opinione pubblica per distruggere le persone. Vige infatti una specie di terrore psicologico da parte di donne che fanno delle denunce di violenza una professione, per ottenere sussidi e costose cure mediche. Queste cause sono all'ordine del giorno, e quando si discutono questi casi si dimentica la lunga sfilza di episodi in cui innocenti vengono segnati a vita, perché la società accentra tutto sul sesso e la violenza.

Questa causa non avrebbe mai dovuto cominciare, ed ammesso che abbiano trovato un giudice compiacente, non doveva essere proprio discussa vista l'evidenza dei fatti che non ha bisogno di prove per essere vera. Il fatto è talmente semplice, ma per colpa di un procuratore incompetente seguito a ruota da tutti questi mentecatti, la vita di un uomo sta per essere rovinata. Carlo e i suoi familiari hanno già devoluto al sistema giudiziario 150 mila euro, senza poi considerare quelli spesi dalle ambasciate e dai consolati, nonché dai dipartimenti di giustizia: 500 mila euro letteralmente bruciati per una donna dall'indubbia stupidità, che si faceva prima a fare una telefonata. Insomma Prodi, fai una telefonata, costerà al massimo 50€, possiamo fare una piccola colletta, ma tu telefona. Tante volte chiamano gli altri, una volta chiama tu, perché altrimenti non ne usciamo più da quest'incubo di idioti e persone disturbate.

Dobbiamo fare qualcosa, perché Carlo è stato condannato a scontare 9 anni, e a meno che al suo strapagato avvocato non gli giunga un'illuminazione e altri 30 mila euro, resterà chiuso lì tra i pazzi. Di questo passo se non lo salviamo morirà in quel posto assurdo che è l'America garantista dei diritti umani, perché non gli passano neanche le cure mediche per la sua asma.
Hanno contattato tutti, il Presidente della Repubblica, la segreteria di Berlusconi, europarlamentari, organizzazioni umanitarie, giornalisti e grandi testate, radio e televisioni: tutti entusiasti, pronti a dare una bella pacca sulla spalla, ma poi sono troppo impegnati per fare una telefonata.
"In fondo il nostro connazionale ha compiuto un crimine", hanno risposto, ma forse non sanno cosa significa vivere in un paese in cui persino una signora anziana sarebbe pronta a denunciare un ragazzetto di venti anni in cambio di una pensione sociale.
Anche il Papa è stato contattato, lui ha mandato una bella benedizione ma di quella non sappiamo proprio che farcene. Ma da chi dobbiamo andare per avere ascolto, neanche il Papa ha mosso un dito, possiamo davvero diventare kamikaze? Vogliamo una dichiarazione ufficiale, una telefonata, un minimo di pressione per far accogliere l'appello, per riportare gli eventi al suo normale decorso, anche volendo scordare il risarcimento per danni biologici e morali a non finire.
Prodi, fai una telefonata…

Lascia un messaggio a Carlo Parlanti
gli verrà recapitato in carcere






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25 agosto 2006

La storia di Carlo in un'intervista alla fidanzata su Radio 24


"E' innocente, ha subito un processo iniquo, sulla base della sola testimonianza di Rebecca White poi ritrattata più volte. Sono due anni che il processo incombe, stiamo aspettando che il processo di denuncia in appello dia qualche risultato...
Sembra di vivere in un vero incubo"




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I soldi dell'Iri dal Ponte sullo Stretto alla Tav


L'avventura del Ponte dello Stretto di Messina, iniziata nel 1971 con l'istituzione della società pubblica Stretto di Messina, sembra proprio che stia definitivamente terminando sotto i colpi dell'attuale classe dirigenza. Non è facile buttarsi alle spalle ben trent'anni di trattative, di accordi politici ed economici per la realizzazione di un'utopia quasi compiuta, per poi riconvertire tutto: appalti, finanziamenti e società nate e vissute sino ad ora in funzione di quel Ponte. Il no al Ponte sullo Stretto di Di Pietro e Prodi all'indomani della vittoria del centrosinistra non è un semplice rinvio a data da stabilirsi, ma una definitiva archiviazione del progetto, smantellando tutto il meccanismo che era da anni in azione per la costruzione di "una grande opera" così controversa.

Innanzitutto la società Stretto di Messina, partecipata per il 67,6% dalla Fintecna, da Anas (12,38%), Rfi (12,99%) e le Regioni Sicilia e Calabria ( 3,79% ciascuna ) molto probabilmente verrà posta sotto il controllo dell'Anas, che la incorporerà. Non casualmente è giunta recentemente la notizia della nomina come di presidente dell'Anas,Pietro Ciucci amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, l'uomo che ha cominciato la semi-concretizzazione (sempre e solo sulla carta, tanta carta) del progetto ''Ponte'', subentrando a Vincenzo Pozzi, dimessosi con l'intero consiglio dopo la sfiducia resa pubblica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che già in precedenza aveva chiesto il commissariamento della società denunciando anche alla Procura presunti illeciti legati ai bilanci. Con questo assorbimento i dirigenti dello Stretto, prima controllati da Anas, saranno le entità che controlleranno le concessionarie statali, come Autostrade SpA, con un vero capovolgimento dei ruoli.
Per quanto riguarda poi le istruttorie per gli appalti già intraprese, affidate ad un consorzio guidato da Impregilo, che a suo tempo aveva stretto collaborazioni con i Benetton, verrà chiuso il progetto esecutivo con la spesa di qualche centinaio di milioni in altre opere, per poi terminare definitivamente i procedimenti.
L'evento più interessante però riguarda il finanziamento dell'opera, che assieme ad investitori esteri, era per il 40% costituita da fondi statali, circa 1,4 miliardi di euro, derivanti dalla privatizzazione delle imprese dell'Iri e rifluiti nelle casse della Fintecna dopo che la Holding ha incorporato al suo interno la vecchia struttura statale. L'allora presidente Prato, vincolò circa 2,5 miliardi di euro agli aumenti di capitale della controllata Stretto Spa, partecipata poi , per cui i soldi dell'Iri erano, e sono tutt'ora, destinati dunque al raggiungimento di quell'obiettivo.
Mettere un punto fermo alla faccenda del Ponte significa ora anche la possibilità per il Tesoro di prendere possesso di quei soldi, deliberando ad esempio la distribuzione di maxidividendi, essendo la Fintecna una partecipata statale. In tal modo potrà davvero dirsi che la discussione Ponte sullo Stretto perda di importanza, o almeno che decada il procedimento di costruzione iniziato in questi lunghi anni.
Dopo che le grandi imprese italiane sono state svendute e la loro italianità sostituita dai grandi Marchi, ora la ex Iri dà quei soldi ai guardiani delle Lobbies, che lo vogliono non per saldare i problemi dei conti pubblici ma per boicottare definitivamente il progetto.

È chiaro che la lobbies del No sul Ponte, la stessa che trovava larghi consensi in seno alla Commissione Europea, abbia preso determinate basi di potere, mentre quelle spodestate ora stanno cercando di resistere, mediante proteste e scorribande in Parlamento. La Regione Sicilia ha infatti proposto di indire un referendum onde siano gli stessi isolani ad esprimente la loro opinione sul Ponte dello Stretto. Il Presidente Cuffaro, nonostante le sue accuse e i suoi processi, è ancora sceso nelle piazze per far sollevare i propri cittadini contro un'iniziativa sulla quale Cuffaro vanta sicuramente un conflitto di interesse. Quando nel 2002 intendeva promulgare il Federalismo Fiscale in Sicilia, l'unica riforma che effettivamente non si fa per portare al federalismo, e che allora poneva un aggravio delle aliquote in funzione dell'utilizzo dei gasdotti posti sul territorio siciliano, come una sorta di remunerazione per l'utilizzo del terreno e usurpazione del paesaggio ambientalistico, Cuffaro fu arrestato e inquisito come un mafioso. Ora che intende portare avanti questo contrasto con il Governo centrale, cosa potrà ancora accadergli?

La lobby di cui Prodi e soci si fanno degni rappresentanti, vuole oggi mettere le mani sui soldi del Ponte, che poi sono dell'Iri che loro stessi hanno ammazzato, per finanziare la Tav. L'Alta Velocità sul V Corridoio, è una delle grandi opere più importanti sulla scena comunitaria, è quella che porterà merci e beni da una parte all'altra d'Europa. Per tale motivo stanno preparando tutte le condizioni per poter, anche in futuro una posizione di potere ben consolidata, come l'intenzione di toglierebbe la Tav dalla Legge obiettivo regionale e portarlo sotto la competenza dello stato, per poi arrivare ad unico referendum che risolva il problema della resistenza delle comunità locali all'insediamento delle infrastrutture. Per quanto possa ritenere assurda l'idea, l'Italia occupa in questi mesi una grandissima importanza perché distendendosi sul Mediterraneo, affacciandosi ai due mari, e dunque a due mercati, diventa un territorio chiave da occupare se non si vuole che accada di peggio. Infatti i traffici nel mediterraneo sono, nel bene o nel male, destinate da aumentare così come il controllo delle rotte che provengono dalle terre d'Oriente, dalla Cina passando da Suez e dalla Turchia con tappa Malta, sulla quale c'è il grande progetto dell'Iterporto del Mediterraneo. Allo stesso tempo cercheranno di favorire lo sviluppo dei porti italiani, ossia della loro ristrutturazione sponsorizzata da enti privati che diverranno anhe i concessionari. Tra i progetti che più attira vi è proprio l'Interporto di Gela, ora in mano alle piccole imprese, ma che presto si trasformerà in un importante punto di smistamento del gas all'interno del Mediterraneo.
Le merci riscoprono anche le rotte fluviali che da Rotterdam, attraversando Austria, Ungheria e Balcani, portano sino al Mar Nero, nello sviluppo del Corridoio 7, che vede transitare nel porto di Ratisbona più di 7 milioni di tonnellate di merci.

La rotta delle merci è ora la chiave per uno sviluppo economico del futuro, ma se oggi saranno le banche e le multinazionali ad impossessarsene grazie all'ottimo ingaggio del nostro governo, saranno le vie della nuova usura. In maniera silenziosa e invisibile stanno muovendo le carte giuste, ed eventi simili alla polemica tra Giavazzi e Padoa-Schioppa sono fine a se stesse perché non vanno ad alterare quel meccanismo, anzi semmai lo accelerano, lo favoriscono perché ne fanno parte. La creazione di un casus belli contro Padoa-Schioppa potrebbe creare la finta sicurezza che i nostri politici hanno la situazione sotto controllo, ma ora come ora non vi è nulla di più sbagliato, perché sono in balia dei terroristi. L'esito della missione in Libano influirà anche sui piani delle infrastrutture, sui decreti per la liberalizzazione dell'Energia, sugli accordi e le fusioni che interessano le nostre grandi società di trasporto. Dopo l'opposizione della Commissione alla fusione Gdf-Suez, si sta rivalutando l'Opa intentata da Enel nel mese di febbraio, forse una vera moneta di scambio della flotta aerea cargo dell'Alitalia, che tanto interessa ad Air France. Così il caso di Autostrade è ancora al vaglio dei commissari comunitari, ma certamente le premesse di Abertis non sono di buon auspicio, perchè lasciano trasparire una forte convinzione di vittoria.
La missione in Libano ha un grande obiettivo, quello di garantire l'approvviggionamento di energia in questo inverno, nonchè di proteggere gli interessi di Eni sul gasdotto che dalla Turchia giungerà sino al Mar Rosso.
I Ladroni stanno rubando e stanno costruendo la tomba tecnologica dell'Italia, che sarà ancora per molto tempo incatenata dagli investimenti in tecnologie obsolete.

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Avanti miei Prodi!

Guerra e pensiero debole
Perchè inviare truppe in Libano?


di Nereo Villa

Chi vede negli ebrei i colpevoli dei mali del mondo, non si accorge che in realtà siamo un po’ tutti diasporicamente ebrei.
Addossare agli ebrei la responsabilità di un sistema bancario mondiale criminale, per me significa pertanto solo criticare qualcuno fuori di me anziché me stesso, che come cittadino non ne voglio sapere di oppormi ad esso.
Da più di un secolo i colletti bianchi delle scuole di Stato, per poter insegnare e quindi mangiare, sono costretti alla succubanza di dover attribuire ogni conquista a Marx, Freud ed ad Einstein. Tale succubanza, generatrice di pensiero debole, non è però colpa degli ebrei, anche se costoro sono ebrei. Ma è il solito tradimento di certi chierici che continuano a rinnovarsi indisturbati come cultura dell'inautentico.
Ancora oggi, Gesù di Nazaret è per i professori “allineati” una figura da canzonare, anche se dopo tutto, Rut, bisnonna di David, da cui, secondo il Talmud, discende il messia, non era affatto ebrea. E la politica di Gesù, l’epicheia, per cui si dovrebbero pagare tasse solo se ritenute eque, è sostituita dalla “filosofia” del comunismo di Marx, la quale non ha fatto altro che modernizzare il concetto di “dittatura” ebraica, basata sulla legge (Vecchio Testamento). E sappiamo tutti da San Paolo che la legge, di per sé, genera solo ira e rovina (“lex enim iram operatur”, Rom. 4,15) proprio nella misura della sua rigidità.
Certamente le ricerche di Einstein portarono all’invenzione della bomba atomica, mentre a “bombardare” la nobiltà della mente umana, insistendo che la nostra intelligenza si trova solo nei nostri organi riproduttivi e nei nostri ani, ci pensò Freud.
Ciò nonostante resta per me insensato rimuovere la mia colpa di pensatore debole e attribuire i mali del mondo, scaturiti da insufficienza di pensiero, a questa o a quella etnìa, oppure a questa o a quell’appartenenza religiosa.
Noto che il massimo punto di arrivo attuale del pensiero debole è affermare che i colpevoli sono i sionisti, i neocon, i comunisti, o gli “illuminati”, non gli ebrei, oppure il contrario, dato che “tutto è relativo”.
Però dovremmo tutti farci un po’ più forti, e percepire che tutte queste etichette sono sinonimi di umanità debole, non di religione, né di complotto criminale.
Il pensiero umano attuale è debole per pigrizia mentale o per altro non so. E qui bisognerebbe fare un’analisi o un esame di coscienza per capire il perché si consente di fatto ad ogni gruppo di persone di depredare ed uccidere chiunque altro. Ciò è attuato da sempre, dal vecchio testamento fino ad oggi, perché nessuno in realtà ha voluto veramente accogliere il nuovo.
Gli ebrei non c’entrano. O meglio, c’entrano così come c’entrano i libanesi, i palestinesi, i siriani, ecc., o noi stessi. Ognuno di noi. E cosa facciamo invece? Oggi, attraverso il pensiero debole facciamo in realtà tutto purché non scoppi la pace. Ed in piena estate, destra e sinistra, tutti, Prodi, Berlusconi, Bonino, ecc., siamo improvvisamente diventati culo e camicia per inviare in 10 giorni a Bush un dispiegamento di 3500 uomini, assieme alla portaerei Garibaldi ed alla San Marco.
È sperabile che almeno sappiano perché mandano un esercito proprio come vuole l'America, che a quanto pare sembra voler combattere la sua guerra schierando uomini di altri Stati, e garantendo armamenti ad ambedue le parti in lotta. Forza di contrapposizione al terrorismo? O continuum dell’inganno ai danni degli Stati “sovrani” costretti a dipendere dai banchieri per la loro economia? Se scoppiasse la pace veramente, si saprebbe immediatamente in tutto il pianeta che Israele esige la propria “sovranità” in modo assoluto, cioè nel modo che nessun altro Stato del mondo si è finora permesso di pretendere, dato che i governatori del mondo sono sempre stati - fino a prova contraria - non i governi ma i signori capaci di creare denaro dal nulla, e di “prestarlo” ai governi.
Ma l’insegnamento reale di Israele al mondo non è forse che il denaro riparte per la stessa strada? La storia biblica nei suoi rapporti col denaro e col mondo è in tal senso avanguardia per tutti, e massimamente preziosa, per le leggi economiche che insegna.
Sempre che la storia degli ebrei, del mondo, e del denaro, insegni questa lezione: ogni uomo ha bisogno degli altri per essere salvato.

24 agosto 2006

I leader della Resistenza di oggi, nelle mani dei poteri di domani

Per oltre dieci anni, lo sceicco Hassan Nasrallah si è mostrato dinanzi alla comunità internazionale con le bandiere di Hezbollah, kalachnikov a pugno stretto su un fondo giallo e verde, per ricordare sistematicamente la distruzione dello stato dell'Israele. Qualche mese fa, tuttavia, prima dell'inizio degli scontri qualcosa è cambiato, i termini e i toni dei suoi comunicati si sono placati, e, lo scorso 8 marzo, al centro città di Beirut, ha deciso di stringere i suoi compatrioti intorno alla pace ed al dialogo. Si è rivolto al popolo libanese come un dirigente libanese, senza chiamare il popolo ad una resistenza musulmana contro gli occupanti stranieri.
A prima vista, Nasrallah, con il suo sogno di un Libano islamico, non è il genere di leader politico che si aspetta di vedere in un paese a larga popolazione cristiana, ma comunque in questi anni è diventato un importante attore della vita politica libanese.

Diaspora degli Hedzbollah
Anche se è considerato dalla comunità internazionale un fondamentalista islamico ed un capo terroristico, gli osservatori ufficiali israeliani e libanesi riconoscono che è molto intelligente, carismatico, e che ha il senso della politica. Riesce ad essere un fanatico delirante, e allo stesso tempo molto pragmatico, un serrato analista della situazione politca del Paese, perché ciò che vuole è essere un capo potente. Nasrallah non si presenta veramente come un terrorista, ma come un politico con l'apparenza di un fondamentalista, perché parla raramente di religione, più di politica o comunque di religione sotto un aspetto politico. Da molti ambienti accademici, viene definito un "uomo di un'intelligenza politica superiore" capace di anticipare il proprio avversario, anche se dinanzi a lui si presenta Israele o gli Stati Uniti. Nasrallah è un fenomeno raro tra i dirigenti arabi, e non solo perché vanta di avere respinto una presenza militare israeliana, ma anche perché non vive come un re, tra i lussi e gli sfarzi, bensì in un quartiere povero del sud di Beirut.
E mentre molti dirigenti arabi e musulmani non riconoscono Israele, negando persino di pronunciare il suo nome, preferendo il termine di "entità sionistica", Nasrallah si è rivolto agli israeliani ed ai loro dirigenti per far capire loro che assecondare le decisioni degli Inglesi e degli Americani non porterà alla pace tra Israele e Libano.

La prima invasione israeliana del Libano ha segnato il suo ruolo di politico, separandosi dal fronte del movimento sciita, guidato da Mousawi, che aveva delle relazioni con Israele e con i governi occidentali, destinato ad essere una facile pedina nelle mani della comunità internazionale portatrice di democrazia. I separatisti islamici hanno formato così gli Hezbollah.

Nel 1980, mentre la guerra civile libanese aizzava e fomentava rancori, il partito ha voluto separare le sue attività politiche dalle attività militari, e Nasrallah si è così accollato dell'aspetto politico del movimento. L'ala armata si sarebbe resa responsabile degli attacchi nel 1983 contro la flotta della marina americana e dell'attentato contro l'ambasciata americana di Beirut. I media allora chiamarono quest'ala armata, un'ala terroristica, perché ha al suo servizio, secondo la dirigenza militare statunitense più di 7 000 combattenti e parecchi campi di addestramento.

Quando nel febbraio 1992 Mousawi è stato ucciso, Nasrallah è stato eletto di nuovo da un consiglio di 11 membri alla carica di segretario generale. Dopo l'11 settembre, Nasrallah ha preferito concentrare i suoi sforzi per la costruzione di una larga rete sociale destinata ad aiutare gli Sciiti poveri del sud del paese e per l'espulsione delle forze israeliane del sud Libano. Sotto la direzione di Nasrallah, l'organizzazione ha acquistato un ruolo all'interno della politica internazionale completamente diverso, il movimento ha la sua rete televisiva satellitare, Al-Manar, che porta il suo messaggio ai milioni di telespettatori. Attualmente Al-Manar è stata censurata su iniziativa dello Stato Maggiore delle Forze armate israeliane. Accusato di diffondere dei programmi antisemiti, Al-Manar non è stato condannato mai per i tali fatti, ma è stata censurata per i motivi di ordine pubblico. Una decisione questa che è stata concepita esplicitamente proprio per sopprimere la voce della Resistenza libanese prima di attaccare e di distruggere il Libano. È un principio immutabile della propaganda: affinché una menzogna sembri una verità, conviene assicurarsi che nessuna voce dissidente la contraddica. Si è impedito che la televisione della Resistenza raggiungesse l'Europa e l'America.

La televisione degli Hedzibollah censurata
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Dall'assassinio dell'anziano Primo ministro Rafic Hariri in febbraio, il Libano si è diviso in due gruppi: uno di essi sostiene il dominio siriano sul Libano e l'altro si oppone. Ironicamente, anche se Nasrallah intrattiene delle relazioni strette con la Siria, il fronte di difesa del Libano, e anche se aderisce all'ideologia di una rivoluzione islamica sciita, Nasrallah non incoraggia questa idea, ossia non ha mai parlato di fare del Libano uno Stato islamico, essendo a maggioranza cristiana. La popolazione e la classe politica cristiana premono comunque per stabilire anche un dialogo con Nasrallah. Questo anche perché quando Nasrallah ha compreso che un giorno il suo movimento diventerà a pieno titolo un partito politico, si è aperto verso le altre comunità per creare un dialogo e una collaborazione. Ma affinché ciò accada, occorre che venga garantita l'esistenza degli Hedzibollah una volta cessata la resistenza armata, ipotesi considerata anche dallo stesso Nasrallah, che ha valutato anche una possibilità di disarmo, assecondando in un certo senso la risoluzione ONU.

Il problema è capire le ambizioni di Nasrallah: se vuole essere uno dei quattro capi delle etnie in libano (cristiana, sciita, druze, o sunnita) o se vuole diventare il più potente. È ovvio che per raggiungere una tale posizione di potere, molti dovranno essere i compromessi da accettare, a volte anche non trasparenti. Il fatto che Nasrallah abbia un certo ascendente sulla resistenza libanese, e goda allo stesso tempo di un favor tra gli ambienti cristiani, fa di lui un probabile leader, forse designato dalle stesse forze Onu, che per lo scopo lo manipoleranno e lo useranno a tempo debito. La guerra e l'anarchia che seguirà l'intervento delle forze di contrapposizione non risparmierà nessuno, e sarà allora che il Paese, più debole che mai, sarà in balia dei capi spirituali, dei simboli della resistenza e della pace.

23 agosto 2006

Il danno biologico del Terrorismo

Si moltiplicano di giorno in giorno gli episodi di attentato alla sicurezza dei traffici aerei, che segnalano la presenza di bombe mai esistite e di terroristi fantasma, ma che per un'automatica associazione di idee sono visti ovunque. La strategia del terrore dei maestri dell'allarmismo e del sabotaggio sta entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana per alterare e pregiudicare l'equilibrio psicologico di tutta la società.
Quella in atto è una spietata operazione di intelligence che ha come obiettivo primario quello di modificare le persone, di influire sulla loro percezione della realtà onde indurli in questo modo a vedere ovunque mostri titanici. Questo tormenterà la nostra vita, fomenterà gli odi e i rancori contro le minoranze etniche islamiche presenti in Europa, ma soprattutto alimenterà la paranoia che, una volta diventata esasperante, renderà le persone indifese, e inermi.
In nome della difesa e della precauzione di atti terroristici stanno ora facendo una vera e propria violenza sulle persone che sono oggi in viaggio perché in vacanza, o per lavoro o per raggiungere i propri cari all'estero. Non solo è stata negata loro la tranquillità del viaggio, ma anche la fiducia che riponeva nel passeggero a lui adiacente, e tale diffidenza e insicurezza snervante rende le persone irritabili e violenti, pronti a scattare al primo comportamento sospetto. Migliaia di pendolari si spostano tutte le mattine e vivere questo trauma ogni giorno significa anche compromettere la sua sanità mentale, per creare soggetti paranoici pronti a credere a qualsiasi versione dei fatti che viene loro presentata. Se tali eventi entreranno stabilmente nel nostro quotidiano l'integrità mentale dell'intera società verrà alterata e resa una cavia di esperimenti mediatici eclatanti.
Basti pensare alle terribili bassezze dei controlli negli aeroporti britannici, che hanno spinto persino una madre ad allattare un bambino in una sala d'aspetto sotto stretta sorveglianza delle hostess: le persone sono state private del loro bagaglio e delle loro medicine se non erano di vitale importanza. È stato detto loro che si aggiravano sugli aerei dei pericolosi terroristi che con del liquido, un contenitore in plastica, e un lettore mp3 avrebbero dirottato un aereo e minacciato la morte di centinaia di persone. A quel punto tutti si sono trasformati in terroristi perché ognuno aveva con sé quei componenti, ognuno era un pericolo per l'altro.
In tal modo diventa ben più spaventoso e traumatizzante il pensiero dei controlli al check-in e della possibilità di vedere pregiudicata la partenza che l'idea del terrorismo in sé.
Protratto per troppo tempo, tutto questo va a provocare un vero e proprio danno biologico, che pregiudica l'integrità psico-fisica di un popolo, e porta all'etnocidio di uno Stato, completamente schiavizzato così al volere delle lobbies del denaro e del petrolio.

Le persone accetteranno l'invasione della privacy in cambio di sicurezza, di controllo costante e dell'intervento delle autorità in difesa della comunità presa di mira. Quanto accaduto l'11 settembre in America deve indurre il popolo europeo a riflettere bene sulle proprie azioni, sul fatto che sono pilotate e manovrate dall'alto senza che nessuno possa accorgersene. Mentre i telegiornali trasmettevano 24 ore su 24 le immagini del crollo dell'allarme "antrace", il Congresso approvava provvedimenti di urgenza anti-terrorismo, ovvero, invasivi al fine di tenere sotto controllo telefonate, transazioni e trasferimenti del popolo statunitense. La Cia ha tempestivamente monitorato il sistema di transazione della banca Swift: milioni di dollari che viaggiano da un capo all'altro del mondo, monitorate per tracciare le movimentazioni di merci e servizi, oltre che di denaro.
I decreti anti-terrorismo in Europa non sono ancora arrivati, ma quello che viene messo in atto è un vero crimine invisibile, molto sottile e subdolo perché nel silenzio agisce su altre sfere psicologiche ma che comunque è correlato con la guerra al terrorismo. Dinanzi al problema dell'allargamento della comunità europea verso l'est europeo, e la creazione di un'area di libero scambio nel Mediterraneo, gli Stati hanno risposto con leggi sull'emigrazione che lanciano come messaggio subliminale quello che induce le persone dall'estero a tentate la fortuna nella speranza di migliorare la propria vita. La situazione italiana è molto strana, perché il nostro governo ha approvato recentemente una legge che semplifica le procedure per ottenere la cittadinanza, e poi dinanzi allo sbarco di centinaia di persone sulle coste di Lampedusa e Pantelleria, si dichiara scandalizzato e sconcertato. Questo credo basti a far capire che chi ci governa sono dei "cafoni della campagna", messa lì al governo al posto degli Uomini di Stato e dei politici per realizzare i piani delle lobbies.
Il problema dell'integrazione ha così sollevato anche l'Ue che propone, come soluzione per favorire la naturalizzazione degli stranieri, e in particolare dei movimenti musulmani, mediante l'educazione degli Imam religiosi. Questi dovranno essere istruiti circa la cultura europea, la religione e le istituzioni, seguendo così gli standard e il modello perfetto e ideale del cittadino europeo. Raggiungere e manipolare le comunità musulmane mediante l'educazione degli Imam viene reso possibile proprio da una struttura decentralizzata, come quella della cultura islamica che comunque è molto più orizzontale di quella dei paesi occidentali, estremamente verticalizzate. Preso il capo, si prende e si convince anche tutte le persone che stanno sotto di lui: questa è la logica che permette alle cd. lobbies di influire sul destino e la politica di uno Stato, è il sistema che agisce perché non esistono uomini incorruttibili o scaltri al punto da prevenire inganni e giochi di potere apparentemente giusti.

Oggi hanno portato il terrorismo in Europa, e la Comunità Europea, dopo i primi momenti di silenzio e di continui rinvii nei vertici, parla per la prima volta al singolare, parla in nome di un'istituzione e non dei singoli Stati, pur non avendo una forza militare né una rappresentanza politica. L'Europa è minacciata su più fronti, stando alle loro parole, ma sarà solo l'Italia ad iniziare le danze prendendo sulle sue spalle la gestione del territorio libanese in nome della forza di contrapposizione dell'Onu. Viene affidata una missione così delicata ad uno Stato che non ha attualmente un'esperienza in questo tipo di guerre, ma solo alcune missioni di pace conservative di un equilibrio all'interno dello Stato occupato. L'Italia, tra le altre cose, non è abituata alle perdite umane, la ferita lasciata dai conflitti mondiali è ancora aperta e il dolore della perdita dei suoi uomini è ancora molto sentito. Questa non è una missione di pace, è una guerra a tutti gli effetti, una guerra strana e imprevedibile in quanto non si riesce a distinguere i nemici dagli amici: gli Israeliani hanno ucciso nel mese scorso gli osservatori Onu, mentre l'America sta armando di nascosto gli Hezbollah. Sarà questa una vera macelleria, l'esercito sarà vittima di attentati e sabotaggi, moriranno molti tra i nostri ragazzi e toglieranno all'Italia e, anche all'europa, quel senso di trauma alla morte dei soldati. Ci abitueranno a vedere morire la nostra gente, diranno che è giusto, che lo hanno fatto per la loro patria minacciata dal terrorismo, in realtà combatteranno una guerra che non gli appartiene, ma la guerra delle Banche.

La voce di una terra distrutta dalle bombe

La televisione degli Hedzbollah: le immagini in diretta della guerra

Vedi Tv-Live

22 agosto 2006

I misteri delle macchine ad acqua

La ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologia ristagna e la stessa introduzione di macchine che sfruttano o producono energia alternative si fermano al fotovoltaico e all'eolico. Eppure esistono tecnologie di una portata innovativa sconcertante, perché precursori della cd. Free energy, ma nessun governo o ente di ricerca ha ufficialmente denunciato la loro esistenza o pubblicamente dichiarato la loro posizione sulla possibilità di produrre nuove meccanismi per il risparmio energetico. I comitati scientifici sono troppo occupati a perseguitare i maghi, dimenticando la vera scienza, mentre i nostri politici sono ancor più presi dallo stringere accordi con le maior del petrolio e del gas e a recepire direttive europee che uccidono l'economia degli Stati. Questa è la realtà in cui loro vivono, e per il fatto che non accettiamo questa situazione, nel tentativo di essere coerenti con noi stessi, non ci sentiamo di appartenere a questo mondo o a questi tempi. La congiuntura economica non è delle migliori, così come quella politica, allora cos'altro occorre fare per convincere le persone a cambiare sistema? Non vogliamo portare una rivoluzione culturale devastante, ma vorremmo che siate pronti a rispondere almeno ad una delle nostre domande . Perché non investite nel futuro, perché vi aggrappate ancora all'energia delle guerre e della schiavitù?

Tempo fa venne timidamente pubblicizzato il progetto di Hector-Pierre Vaes, che intendeva portare sul mercato un motore da istallare su di un'automobile, che consente di consumare limitate quantità di gas e dell'acqua, utilizzando degli elettrodi costituiti di membrane metalliche porose. Il nostro eroe ha costruito un motore funzionante e circolante a tutti gli effetti, e, attraversando così molti Stati con la sua Chevrolet ad acqua, è arrivato sino alle corti del Tribunale di Ginevra, presso il quale dimostrò ai giudici l'innovatività del suo ritrovato onde avere il conoscimento della sua invenzione. Il Sig. Vaes ha mostrato il montaggio sul suo Chevrolet modificata per circolare a GPL, di una cellula elettrolitica che produce idrogeno e ossigeno, un gas che veniva poi iniettato nel carburatore per fornire il carburante. Il responsabile demandato dal tribunale mise i sigilli sul serbatoio di GPL di 60 litri, e l'automobile circolò per più di 56 giorni percorrendo 1855Km sulle strade della Francia e del Belgio. Una volta rimossi i sigilli fu facile constatare che il serbatoio conteneva ancora il GPL, e anche il deposito d'acqua era rimasto invariato; lo stesso consumo degli elettrodi a corrente continua fu ridicolo. In base alle testimonianze di coloro che lo hanno costruito, la macchina dalla forma cilindrica emanava un chiarore arancione, il riflesso dell'intensa luce blu nell'energia prodotta all'interno della cella. Per lunghi anni Vaes sperò che la Francia di Mitterrand adottasse una politica più favorevole al suo progetto, a vecchio ed in cattiva salute, morì alcuni mesi più tardi.

La sua invenzione tuttavia non è andata persa, perché grazie ai suoi studi è stato possibile progettare il Processore Multi-carburante di GEET, una nuova tecnologia brevettata ( n.patent US 005794601A1 ) dall'inventore Paul Pantone. A quest'eccellente inventore va anche il merito di aver avuto la tenacia e il coraggio di sviluppare la sua idea senza l'aiuto di industriali, e per rendersi credibile ha avuto l'eccellente idea di diffondere gratuitamente i piani per attrezzare un piccolo motore con un attrezzamento fai da te con un costo inferiore a 400 franchi.

Questo sistema rivoluzionario permette alla maggior parte dei convenzionali motori a quattro tempi di funzionare mediante la miscela di acqua e idrocarburi. È capace di utilizzare ogni tipo di carburante grazie al suo reattore al plasma "a reazione endotermica". Questo motore consente di ridurre l'inquinamento per l'emissione di gas tossici dell'85% rispetto ad un motore convenzionale. Il sistema si applica per ogni motore termico, a 4 tempi, motori di automobile e camion a benzina o diesel, gruppo elettrogeno, caldaia di riscaldamento centralizzata a nafta. Lo scopo è quello di utilizzare un carburante che contiene il 25% di idrocarburi e il 75% di acqua.
Il motore porta in ebollizione in un serbatoio la miscela di idrocarburi, simulando un processo chimico simile a quello della raffinazione, perché ritroviamo lo stesso procedimento di distillazione del petrolio grezzo utilizzato dall'industria petrolifera. La vaporizzazione di questa nuova mescolanza nella camera di ammissione crea dell'idrogeno disponibile che, mescolato al carburante, genera un idrocarburo ad alto rendimento.
La cosa più incredibile, che conferma, se ancora ce ne fosse il bisogno la Teoria e la Scienza di Tesla, è che questa cella di energia produce energia fredda, realizzandosi al suo interno una fusione nucleare. La chiave di lettura che vi mostriamo è quella che costruisce un filo logico tra la joecell, la fusione fredda, e dunque la Z-machine, e così l'energia cosmica scoperta da Tesla.




Vorremmo tuttavia aggiungere ancora un altro elemento di riflessione a tutto questo, che potrebbe condurre molti sulla strada della ricerca della verità e dell'origine dell'uomo. Nel 1938, un archeologo austriaco, il Dr Wilhelm König, ha ritrovato a Bagdad dei reperti archeologici molto particolari. Si tratta di un piccolo vaso in terracotta di 15 centimetri di altezza su circa 7,5 centimetri di diametro. Dal tappo bituminoso emerge, un tubo di ferro è inserito all'interno di un cilindro in rame ed isolato alla sua base da un tampone in bitume. Questi reperti furono definite dagli archelogi delle "pile" risalenti alla civiltà sumera (2500 anni a.C. ). Differenti specialisti hanno riprodotto la pila utilizzando del succo di uva come elettrolito e hanno ottenuto effettivamente una corrente elettrica, introducendo una a 0,5 e 1,5 volt.



1: Gambo in ferro.
2: Tappo in asfalto.
3: Vaso in terracotta.
4: Elettrolito.
5: Cilindro di rame.
6: Tampone isolante in asfalto.
7: Cappuccio in rame.
8: Filo di massa.
Se tutto questo è vero e reale, se qui non c'è alcuna truffa, allora da più di centinaia di anni l'uomo possiede un grande potere e una potente arma che è stata occultata e solo oggi timidamente sta riaffiorando. Per secoli hanno tramato contro l'umanità che sin dai tempi antichi aveva ricevuto il grande dono della scienza e del sapere, della matematica e della filosofia che aveva reso grandi le civiltà del passato.

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21 agosto 2006

Il Brevetto del Software per costruire la nuova usura

La Commissione Europea è riuscita a varare una direttiva per l'illimitata brevettabilità del software, nonostante il voto contrario presentato dal Parlamento Europeo su impulso delle molteplici manifestazioni. Hanno infatti scelto un momento di "vuoto" parlamentare per assumere decisioni che si scontrano con la volontà dell’unica istituzione direttamente eletta, e sfruttando il favor della Presidenza Irlandese, forse direttamente sponsorizzata dalle maior del software. Le multinazionali extra-europee del software potranno così imporre il loro smisurato portafoglio di brevetti, ottenuti fuori dalla nostra giurisdizione, alla produzione domestica e libera di software, con grande gioia delle lobby degli avvocati che trarranno vantaggio dall'aumento della liti per far valere la titolarità dell'innovazione.
Basti pensare che si stima che IBM possieda più di 30.000 brevetti industriali validi, come Bell Labs Lucent Technology, che oggi sfornano almeno 3 brevetti industriali al giorno.

La lobby dei produttori di software hanno fatto delle forti pressioni sulla Commissione Europea per istaurare su un mercato ancora in crescita e quasi sconosciuto al sistema normativo, una propria legge, un proprio codice che accentra nelle loro mani i linguaggi dei software, con la scusa di proteggere gli investimenti e combattere la pirateria. È sufficiente adesso versare nelle casse dello Stato una piccola somma per mantenere attivo un brevetto per tutta la sua durata, 17 anni negli Stati Uniti e 20 nella maggior parte degli stati europei, con il risultato che molti consigliano il lancio delle innovazioni dei software dopo anni nell'attesa che scada il brevetto. Ovviamente raggiunto il monopolio nella programmazione, le grandi multinazionali stanno preparando il terreno per il mantenimento delle loro posizioni, tale che basterà investire maggiori fondi nel reparto legale per spiazzare i piccoli avversari ed evitare di cadere in qualche brevetto. Non sarà più una questione di ricerca & sviluppo, come sarebbe logico, ma un problema di più o meno cavilli legali. Tanto per dare l'idea della pericolosità del brevetto, occorre tenere presente che esso diventa come idea risolutiva di un certo problema, solo chi detiene il brevetto o la licenza d’uso può realizzare e distribuire la propria soluzione software: il brevetto tutelerebbe comunque l’idea originale e quindi il genere, così che molti altri verrebbero censurati per via di una somiglianza nell'idea.
Con questo voto il mercato del software europeo entra in una nuova fase, dove le imprese potranno brevettare programmi e parti di essi e dove gli sviluppatori indipendenti dovranno trovare nuovi modus operandi, aggirando quei brevetti laddove possibile o pagando le royalty a chi li avrà registrati. Ovviamente tutto questo ingabbia la piccola media impresa operante nel settore informatico, che non ha a disposizione né i mezzi di ricerca né quelli legali.

I brevetti di software sono pericolosi sia per la piccola che per la grande economia, perché il brevetto se da una parte sembra proteggere un inventore, dall'altro priva gli sviluppatori delle loro creazioni indipendenti. Il software privato stabilisce la legge del più forte, ed porta alla legalizzazione del furto delle innovazioni incluse nel software per via della concessione del diritto d'autore da parte dei piccoli programmatori: il sistema della Microsoft alla fine ha vinto su tutto e tutti.Quando il programmatore elabora dei miglioramenti, si trova a doversi scontrarsi con la proprietà del brevetto, e a soluzione di tale problema si è pensato allo sviluppo della GNU GPL, che permette di conservare la proprietà del miglioramento senza tuttavia perderne la paternità che non viene assorbita così dal brevetto privato. La concessione del diritto d'autore consente innanzitutto la "condivisione" dei software e delle informazioni, allo scopo di migliorare ancor di più il sistema di ricerca.

La decisione politica sulla brevettabilità del software dovrebbe tra l'altro essere basata su meriti, su logiche economiche e considerazioni etiche, mentre oggi viene stabilita sulle vecchie categorie logiche del diritto dei brevetti. Occorre che venga stabilita, prima di tutto, una istituzione di omologazione di eticità del software, dello Stato e delle Università in collaborazione con gli imprenditori che devono utilizzarlo. Combattere per il software libero o coperto da diritti d'autore non porta alla vera risoluzione del problema, perché se da una parte si potrebbe contrastare determinate pratiche di monopolizzazione delle multinazionali, dall'altra si viene comunque usurati dalle stesse grandi imprese. Il codice etico garantisce innanzitutto la creazione di software che rispettino la protezione dei dati del loro utilizzatore, che abbiano una programmazione trasparente, e che garantiscano il rispetto dei diritti dell'imprenditore e dell'individuo così come avviene nel settore civilistico.
Senza un codice etico e un certificato che accerti una "carta di identità" del software, rischiamo di creare con le nostre stesse mani l'usura del futuro, l'origine di ingiustizie e di ricatti che possono far fallire le imprese. Di fronte un grave e delicato problema quale quello del software, il mondo della ricerca scientifica risponde con movimenti del No che si contrappongono al quello del Si, che creano spesso confusione e sviano l'attenzione da quello che è il vero problema.

Come i Massoni hanno ben pensato di avere un codice che li indentificasse, ossia il Codice da Vinci, occorre che vi sia un codice dell'informatica. Il problema è che in un modo o nell'altro il codice se lo stiano creando da soli, come se stessero facendo un'autostrada decidendo le regole del traffico senza che le nostre auto siano in grado di entrarvi e di rispettarle. Il software di proprietà, come Windows, non permette ad esempio che determinate applicazioni escluse tra quelle incluse nel sistema, impediscono che altri software funzionino, né siamo autorizzati a modificare le caratteristiche di un programma non avendo il "codice della sorgente". Per cui si arriva al punto che non esiste nulla oltre l'alternativa che loro offrono, o accetti il sistema o non riuscirai mai ad emergere.

Il Sud che poteva essere

di Davide Cristaldi


Che storia avremmo avuto se Ferdinando II di Borbone non fosse morto nel 1859? Quale “risorgimento” ci sarebbe stato se Francesco II fosse andato di persona a difendere la Sicilia nel ’60? Che Sud avremmo avuto se i Borbone avessero governato magari fino ad oggi? Quale cultura e quale economia avrebbe avuto il Regno delle Due Sicilie senza l’invasione piemontese?

Se è certo che dopo l’unificazione italiana fummo costretti ad essere prima briganti e poi emigranti, è altrettanto certo che i Meridionali, senza le imposizioni piemontesi e senza le violenze fisiche e morali arrivate insieme alle baionette dei bersaglieri, non avrebbero mai iniziato una guerra tanto devastante come quella che in pochi mesi si diffuse in tutto il Regno.
Nella storia del nostro Sud, del resto, per motivazioni di carattere essenzialmente religioso e culturale, raramente i popoli Meridionali avevano impugnato spade, picche o fucili: non a caso questo succede proprio nel 1799 (Repubblica di Murat) e nel 1860 di fronte, cioè, a due invasioni straniere che stavano minacciando la vita stessa di un popolo anche nei suoi valori più profondi e radicati.
I Meridionali capirono che era necessaria una difesa proprio perché si trovavano contro un nemico che avrebbe condizionato anche la loro storia futura.

Nessun brigante, allora, sarebbe sceso in guerra se i Borbone avessero avuto la possibilità di governare nel Sud. E briganti sarebbero rimasti quei pochi delinquenti comuni che pure esistevano nel regno borbonico come in tutti gli altri paesi del mondo, in percentuali pari a quelle degli altri Paesi anche italiani e certo non tali da giustificare l’invio di centinaia di migliaia di soldati piemontesi per oltre dieci anni: basterebbe semplicemente e banalmente questo dato per distruggere le basi di una tesi storiografica molto diffusa presso la cultura ufficiale e accademica secondo la quale il brigantaggio post-unitario continuava una storia iniziata quasi nel periodo medioevale.

Pietrarsa: la locomotiva Bayard che percorse
la prima tratta ferroviaria italiana, il 3 ottobre 1839

E nessun emigrante, probabilmente, avrebbe conosciuto l’America o l’Australia o il Belgio o la Germania. Prima dell’unificazione italiana nessuno era stato costretto ad emigrare e senza le scelte politiche ed economiche del nuovo governo unitario avremmo continuato a lavorare e a vivere dignitosamente nella nostra terra.

Né briganti né emigranti, dunque, nel Sud che poteva essere e che non è stato.Né briganti né emigranti se riflettiamo magari sui fatti più significativi degli ultimi anni e degli ultimi mesi di vita del Regno delle Due Sicilie, cercando di capire quali prospettive avrebbe avuto il Sud in uno stato ancora autonomo.È opportuno prima di tutto indicare alcune linee di sviluppo dell’economia meridionale pre-unitaria:

Le monete degli antichi Stati italiani al momento dell’annessione ammontavano a 686 milioni così ripartiti (valori espressi in milioni):

Regno delle Due Sicilie, 443,2
Lombardia 8,1
Ducato di Modena 0,4
Parma e Piacenza 1,2

Roma 35,3
Romagna, Marche e Umbria 55,3

Sardegna 27,0
Toscana 85,2
Venezia 12,2


Il Regno delle Due Sicilie avea due volte più monete di tutti gli altri Stati della penisola uniti assieme.(Francesco Saverio Nitti, Scienza delle Finanze, 1903)

Modellino del piroscafo a vapore Sicilia (1856)

Una delle risorse più ricche di prospettive era e sarebbe stata quella del mare: i Borbone dimostrarono di aver capito concretamente l’importanza commerciale e strategica del Mediterraneo. Nel 1856 nella sola capitale c’erano 25 compagnie di navigazione; la prima, la più poderosa in Italia, era la Società di navigazione delle Due Sicilie: le navi napolitane toccavano tutti i porti del Mediterraneo, attraversavano l’Atlantico arrivando fino a New York, Boston, fino al Brasile, alla Malesia o all’Oceania.
Nel giugno del 1854 per la prima volta una nave italiana a vapore, dopo 26 giorni di navigazione, arrivò a New York: era il piroscafo Sicilia, voluto da Ferdinando II «per il tragitto periodico tra i Reali Dominii e le Americhe [...] spezialmente pel traffico di quelle derrate che in lungo viaggio soggette andrebbero a deteriorarsi»

Alcuni anni dopo l’unità d’Italia, lungo la stessa rotta, quelle derrate saranno tragicamente sostituite da milioni di Meridionali costretti ad emigrare.

Quali briganti e quali emigranti avremmo avuto se avessero assecondato lo sviluppo dei cantieri di Castellammare (il cantiere più grande e moderno d’Europa nel 1860) con i suoi 1800 operai?

A Pietrarsa avevamo la più grande fabbrica metalmeccanica con 1050 operai mentre l’Ansaldo a Genova ne occupava solo 480 e la FIAT non era ancora nata.

Per non parlare degli oltre 2000 addetti complessivi delle ferriere di Mongiana in Calabria.

Chiusero quasi tutte queste fabbriche perché fummo conquistati ed era normale che i conquistatori facessero di tutto per chiuderle e per farci diventare una loro colonia. Ed è normale che oggi anche pasta e pomodori vengano dal Nord.
Chiusero perché delle 600 locomotive occorrenti alle ferrovie italiane solo 70 furono ordinate a Pietrarsa. E agli operai della nostra antica fabbrica voluta da Ferdinando II «per affrancarci dal braccio straniero», quando si riunirono nel cortile per protestare contro i licenziamenti, spararono con le baionette: quattro di loro furono ammazzati e sono stati dimenticati anche se sono stati i primi martiri della storia operaia. Chiusero quelle fabbriche, vittime delle 34 nuove tasse del governo di Torino o schiacciate dalle politiche prima liberistiche e poi protezionistiche funzionali solo allo sviluppo delle industrie dell’Italia del Nord.

Mongiana – ruderi della fonderia

Che Sud ci sarebbe stato senza quell’unificazione sbagliata?
In questa sintesi troppo breve si è cercato solo di trovare qualche indicazione. Un Sud certamente senza briganti e senza emigranti, dove certamente non tutto sarebbe stato perfetto ma un Sud con una precisa identità culturale, religiosa, politica ed economica. Un Sud dove magari industria, agricoltura, commercio o turismo avrebbero avuto un loro sviluppo forse lento ma adeguato alle esigenze del territorio. Un Sud che in una confederazione di Stati italiani sarebbe stato rispettato e avrebbe avuto il ruolo che gli spettava, un Sud rispettato e protagonista anche in Europa e soprattutto nel Mediterraneo.

Se la storia dei se rischia spesso di perdere la sua scientificità, è davanti ai nostri occhi la storia vera, quella che ha portato alla rivolta di un intero popolo per oltre dieci anni, al suo massacro fisico e culturale, alla distruzione della sua economia, alla sua colonizzazione, ad una diaspora che non ha pari nella storia dell’umanità e che non è ancora terminata.
È storia di ieri e di oggi la totale assenza di una classe dirigente veramente legata al Sud: quel rapporto diretto che avevamo con chi ci governava e che spingeva Ferdinando II a dare fino a 50 udienze al giorno lo abbiamo perduto per sempre nel 1860 ed è da allora, forse, che il Sud non è stato più difeso e rappresentato come meritava.

19 agosto 2006

I Ladroni del Terrorismo

Mentre l'Onu prepara le missioni di contrapposizione in Libano, con uno schieramento di forze internazionali, in Europa dilaga l'allarme terrorismo. Il panico scatenato nell'aeroporto di Londra ha azionato un meccanismo di terrore e allarmismo, che cade nella paranoia, che porterà sicuramente ad una condizione di insicurezza e diffidenza tale che giustificherà la guerra al terrorismo e all'islamismo della Comunità Europea.

Nonostante la mancanza di prova sui fatti e i colpevoli, sono stati rafforzati i livelli di minaccia e sono state presentate le cosiddette misure di sicurezza che hanno creato caos nella gestione del traffico aereo e violato la privacy e i diritti democratici dei passeggeri. Le persone sono state sottoposte ad un trauma ed uno stress assurdo: sono state sequestrate le valigie costringendo le persone a viaggiare con buste di plastica, le hanno private delle bevande e dell'acqua e hanno raggiunto davvero il limite quando le hostess hanno dovuto sorvegliare una mamma che allattava suo figlio. Cinque giorni dopo il fantomatico attacco le autorità del Regno Unito hanno arrestato 24 musulmani Britannici e hanno annunciato che allo stesso modo in America era stata sgominato un colpo per far esplodere l'aero in partenza da Londra e diretto nelle capitali degli Stati Uniti. Tuttavia né gli inglesi né il governo americano hanno prodotto prove e fatti per giustificare le loro atroci sevizie sulle persone. Non è stato fornito alcun dettaglio, e noi non abbiamo sentito alcuna versione inconfutabile sui fatti che giustificherebbe l'arresto di così tante persone o l'imposizione di misure di sicurezza che hanno devastato gli aeroporti di Stati Uniti e Britannia.
Ventitrè cittadini britannici rimangono in prigione, alle loro condizioni, negando loro per il momento un leale processo e il rispetto dei loro diritti democratici; non posso avere alcun contatto con i familiari, né con un'assistente legale, e li stanno sottoponendo ad trattamento abusivo, incluso la detenzione in celle fredde e al buio. Sono stati incolpati di crimini inesistenti e arrestati senza alcun rispetto della normale procedura, proprio grazie a leggi di anti-terrore recentemente emanate, secondo le quali, per esempio, è previsto un periodo di prevenzione preventiva di più di 28 giorni.
I nomi e le fotografie dei terroristi sono stati pubblicati sui giornali ed i loro beni sono stati confiscati dal Tesoro britannico, negando così la presunzione dell'innocenza .

In questi giorni stiamo davvero toccando il fondo, la realtà superando ogni immaginazione più incredibile, e questi dovrebbero essere le tutele della nostra incolumità? Perché i nostri tutori non hanno provveduto a prevedere e ad evitare operazioni del genere?Se si ha il sospetto di un attentato si dovrebbe fare di tutto per non espandere terrore e panico nella folla, invece è proprio quello che è accaduto perché è questo quello che si intende creare, è questo l'unico obiettivo perché altrimenti le azioni sarebbero tenute nel massimo riserbo. Come sempre i "maestri" inglesi hanno sempre molto da insegnarci su queste subdole tecniche di persuasione, sono i guru degli imbrogli dall'inizio della storia del colonialismo, non a caso fu la Banca di Inghilterra a creare la carta moneta. Hanno ritrovato sui treni in Germania borse contenenti esplosivo, mentre in Spagna l'Eta si è risvegliata dal torpore, misteriosamente, dopo la resa incondizionata del mese di marzo. Non ci meraviglierebbe affatto che qualche fanatico si facesse vivo anche in Italia, a Roma o a Milano: la guerra è guerra!

A quest'episodio se ne sono susseguiti tanti altri con un'escalation davvero impressionante: già due gli aerei fermati con atterraggi di emergenza negli Stati Uniti, e l'allarme è giunto oggi anche in Italia bloccando sui cieli di Brindisi un boeing proveniente da Londra. E mentre scoppia il terrorismo del traffico aereo, Air France muove la sua offerta ad Alitalia, già svalutata nel mesi scorsi, e ora dipinta come una nave che sta affondando, salvabile solo dall'acquisizione francese. La misericordia di AirFrance costerà all'Italia anche la rinuncia all'estensione di Enel su Suez: come suol dirsi, "dopo il danno anche la beffa". Non ci sono parole per descrivere questi vermi, non hanno limiti, sono viscidi e senza vergogna, parlano sicuri della loro impunità, si fanno scherno di tutto e di tutti.
L'affare del terrorismo è davvero senza fondo, perché dopo la cancellazione dei voli, il mancato rimborso dei biglietti e dei risarcimenti delle assicurazioni, ecco che si concretizzano delle fusioni e delle acquisizioni già da tempo annunciati. Se da una parte, dunque, permette di continuare la guerra in Libano, dall'altro frutta fior fior di bilioni. D'altronde, se le autorità investigative ora si soffermassero più sui trasferimenti di denaro, sulle assicurazioni e gli accordi dei CdA delle Banche, davvero si scoprirebbero i veri terroristi. Vorremmo proprio sapere a cosa serve la Magistratura, la Corte di Giustizia, dell'Aja o la polizia amministrativa, forse solo a denunciare i macellai e la corruzione dei governi, o le resistenze alla liberalizzazione dei mercati.
Vi rendete conto delle persone che ora hanno in mano i nostri destini, la nostra vita, i mano ai pazzi. Questi sono i veri pazzi, ci porteranno alla guerra mondiale, i nostri soldati moriranno lì in Libano, non basteranno lacrime a bagnare le bare dei nostri: al confronto Nassirya sembrerà una missione di pace.
Ma basterebbe un manipolo di dieci uomini a portare la rovina questi Baroni Ladroni, e questo loro lo sanno: solo dieci uomini e tutti i loro giochi finiranno. La vera "storia" potrebbe distruggere davvero tutto, che una bomba farebbe davvero prima.
Non penserete davvero che crediamo a tutta questa montatura, a questa grande farsa? Credete che siamo stupidi, che non sappiamo cosa avete intenzione di fare o che ci faremo ingannare dai terroristi islamici per non denunciare i veri criminali?

18 agosto 2006

Le false rivoluzioni

Il governo della Repubblika Srpska ha concluso nella giornata di ieri un importante accordo per la distribuzione del gas con Gazprom, che si conferma la maior detentrice indiscussa del monopolio nel mercato del gas europeo. La sua posizione viene maggiormente confermata dall'armistizio sul gas firmato tra Mosca e Kiev, che prevede prezzi bloccati e maxiforniture fino alla fine dell'anno, in modo da ristabilire le riserve terminate dal gelido inverno scorso.
La notizia viene accolta con piacere anche dall'Eni, che vede in questo accordo spiragli positivi per la fornitura di gas anche per l'Italia, che potrà così superare anche quest'inverno. Va comunque frenato l'entusiasmo, perché, come ricorda Scaroni, siamo un paese troppo dipendente, e probabile preda dell'asse russo-algerino, l'opec del gas; tuttavia la soluzione da questi individuata, ossia la costruzione di gassificatori sulla costa del mediterraneo per poter fruire di fonti di approvvigionamento diversificate. Stiamo andando infatti incontro ad un'epoca in cui il mercato del gas si stabilizzerà intorno ad un prezzo e il suo aumento verso punti critici, chiederà l'introduzione di una nuova energia. Questo punto limite sicuramente verrà raggiunto molto prima di quanto non sia accaduto con il petrolio, considerando che in questo delicato momento il gas si è già apprezzato del 30% in America. Il gas naturale è pur sempre una fonte fossile, destinata ad esaurirsi anche in breve tempo, ma sarà ancora utile alle lobbies petrolifere per poter intanto fare gli investimenti per creare nuovi cartelli, come quello dell'acqua per esempio. Le infrastrutture che si intendono costruire non sono altro che dei legacci e delle gabbie in cui noi stessi ci rinchiudiamo perché ci costringono ad anni di ammortamento degli investimenti fatti, e ritardano sempre più quelli per l'energie alternative e per l'avvento della free energy. Questa è una trappola voluta e studiata per asservire una nazione, non con la minaccia di chiudere i rubinetti, bensì con dei vincoli per evitare che si renda indipendente energeticamente. È ovvio che la free energy dovrà partire dal basso e non dall'alto.

Si è giunti dunque a questa situazione di "sicurezza energetica" nelle mani della Russia grazie proprio alle false rivoluzioni che hanno portato migliaia di persone a sfilare in piazza: credendo di combattere per un colore politico, hanno fatto il loro stesso gioco. Ci riferiamo ovviamente alle pressioni per le liberalizzazioni del mercato energetico contro i cartelli Enel e Eni, e a quella che nei mesi scorsi è stata definita la "rivoluzione arancione". Era costata più di 65 milioni di dollari quella rivoluzione all'America, e solo un anno e mezzo dopo il grande colpo pare fallito, perché i partiti filo-russi sono tornati al potere, dopo la lunga crisi politica seguita alle elezioni del 26 marzo. Non avendo trovato un accordo sulla formazione del nuovo governo, e a causa delle pressioni dell'Unione Europea che gridava ai brogli elettorali, si è deciso per la nomina in qualità di primo ministro il leader dell’opposizione filo-russa Viktor Yanukovych, che intanto aveva dato vita a una coalizione di maggioranza nel Parlamento ucraino. Yanukovych viene nominato primo Ministro a condizione che continui la politica filo-occidentale portata avanti sino ad ora, con riferimento all'integrazione nella Nato, nell’Ue e nel Wto, e soprattutto nella rete di gasdotti occidentali che parte dal Mar Caspio tramite la pipeline-bretella Odessa-Brody: una manovra questa affine alla politica dell’Europa nelle forniture di gas dalla Russia. Tutto questo non sarebbe stato possibile, tuttavia, senza la rivoluzione popolare, che ha così legittimato una certa classe politica che si è così definita "espressione della sovranità popolare". La fine della rivoluzione si è avuta così come il suo inizio, ossia tramite un accordo delle due grandi potenze che si sono elegantemente divise le competenze dopo essersi scontrati in Ucraina durante un lungo inverno freddo. Alla rivoluzione arancione, la Russia ha risposto chiudendo il gas, mentre ora il governo arancione cede il premeriato chiedendo in cambio del favore dell'accordo con Gazprom, il sostenimento di decisioni pro-occidente. L'accordo tacito tra Russia e Usa qui è stato proprio eclatante, o comunque maggiore rispetto a quanto è avvenuto in Georgia e Libano, trascorso nel completo silenzio.

La Russia vede aggirati i suoi territori tramite una pipeline della British Petroleum, ma il silenzio sulla risoluzione emanata la dice lunga sulla posizione "comoda" di Putin: cercherà infatti di spuntare le migliori condizioni economiche per le sue imprese.Quando in Albania il Presidente Sali Berisca ha deciso di far luce sui lavori della British Petroleum all'interno dell'Albania, chiedendo una perquisizione da parte della guardia di finanza, l'intera nazione è stata privata della luce per mesi: il governo dovette porgere pubblicamente le sue scuse al FMI.


Ormai le associazioni di categorie si sono vendute e sono le armi delle multinazionali, così come "la rosa nel pugno", che abbaia sempre al momento opportuno, che non è né di destra né di sinistra, ma dei Banchieri : con i loro scioperi della fame in realtà ingrassano.
La famosa strage di Beslan, di cui la stampa parlò come di un attentato dei separatisti ceceni collegati con le cellule terroristiche di Al Queda, e diede indirettamente la responsabilità di quel macabro gesto alla Russia. In realtà quella strage è stata organizzata da veri contractor, da agenzie private, e infatti il governo russo pubblicamente dichiarò che proveniva dall'estero quell'attentato, così come il governo Indiano ha parlato dello tsunami come catastrofe, e non come un fenomeno naturale.

Dobbiamo essere molto vigili perchè l'Italia oggi è costretta a fare la guerra dell'America, perché è la nazione europea più debole. Il nostro esercito correrà un grandissimo rischio, che non avrà nulla a che vedere con quanto accaduto a Nassirya. Vi è il rischio che le forze israeliane boicotteranno, ammazzeranno e tradiranno le forze della coalizione per dare la responsabilità a Hezbollah: deve rifarsi infatti dell'umiliazione subita e sta ora giocando una partita per la soppravvivenza, e per riacquistare un equilibrio freddo con l'Europa.

Stanno ora allo stesso tempo uccidendo i musulmani e fomentando una guerra interna e intestina in Europa, mediante leggi e provvedimenti che favoriscano innanzitutto i movimenti migratori verso l'Occidente, per poi cancellare gradualmente le loro origini e adeguare la loro cultura ed etnia ai cdd. standard europei. Questo senz'altro porterà a scontri civili, a malumori tra cittadini originari e cittadini assimilati, così come alla frammentazione dei musulmani: quelli laicizzati si scontreranno contro quelli religiosi, e poi tutti contro il modello europeo. Quelli che cresceranno un domani in Europa, serviranno come dirigenti di comitati e istituzioni politiche nei paesi da colonizzare, per difendere le lobbies da eventuali proteste inaspettate dei governi locali. Stiamo dunque creando i nuovi laici, persone che verranno poste al governo di un Paese dopo il suo destabilizzamento politico-monetario, come infatti è accaduto all'Iraq e all'Afganistan. Questo viene definito "governo in esilio", composto da persone molto spesso cacciate dai loro paesi natii, che volevano prendere il potere, personaggi che politicamente aveva preso soldi dalle ong oppure dalle ambasciate. Vengono così create queste false istituzioni perché in ogni caso nessuno sa nulla di queste persone spiantate, che una volta giunte al potere predicano e pretendono di essere dei padroni. I servizi segreti europei e americani pagano agenti del servizio segreto locali per farsi consegnare prove di corruzioni che poi verranno usate dalle multinazionali che finanziano le piccole associazioni.

17 agosto 2006

Il sabotaggio ci porterà alla Guerra Mondiale

Le minacce di terrorismo alle linee aree in rotta verso l'oltreoceano stanno avendo gli sperati risultati, ma soprattutto è la strategia del sabotaggio che la fa da padrona sconvolgendo le nostre vite e la percezione della realtà che abbiamo. In un periodo di completa stasi economica in cui tutto sembra fermarsi, mentre tutti sono in vacanza, abbiamo assistito a delle importanti decisioni che hanno segnato l'inizio della guerra dell'Unione Europea. È questo il primo conflitto sponsorizzato e combattuto sotto l'alea della Comunità Europea che in sede Onu ha trovato un tacito accordo per affrontare la situazione di crisi.

La presa di posizione dell'Europa sul terrorismo è stata quasi "obbligata" o scontata dopo il caos sulle linee aeree londinese che ha, con effetto domino, colpito anche gli altri aeroporti europei con ritardi e voli cancellati. L'evento è stato così traumatizzante, sia per chi era quel giorno in aeroporto, sia per chi indirettamente ha assistito a quelle scene di vero panico, che i suoi effetti saranno ancor più disastrosi. Non deve a questo punto meravigliare quanto è infatti accaduto sul volo partito da Londra e diretto a Washington, che ha cambiato rotta e fatto un atterraggio di emergenza a causa del "turbolento" comportamento di una passeggera di 60 anni. In un primo momento si è addirittura sparsa la voce su di un suo possibile collegamento con il mondo islamico-terrorista, ma non sono stati trovati né il cacciavite, o i fiammiferi e neanche un block di appunti Al Qaida. La signora, colta da un evidente attacco di panico, ha scatenato da sola un inferno e ha costretto l'aereo ad atterrare prima di provocare un vero ammutinamento a bordo: come si è visto non occorre un islamico per dirottare un aereo.

Ora la nostra civiltà è vittima di questi trucchi psicologici che stanno ricattando i nostri governi, oltre alle palesi minacce energetiche e economiche che si nascondono in un sistema di usura a grandi livelli. Si fa tutto questo innanzitutto per creare smarrimento, in modo che il popolo impaurito digerisca più facilmente l'idea dell'inizio di una guerra, in modo che, mettendoci l'uno contro l'altra si perda un contatto con la società e gli individui. Eventi come l'annuncio dello smarrimento del filmato originale dello sbarco sulla Luna, è un chiaro modo per attirare l'attenzione degli italiani in spiaggia, onde escludere quasi del tutto il discorso della guerra e degli attentati. In tutto questo, si sta preparando un'evidente situazione economica di crisi, che, per quanto siano convinti del contrario i nostri strani politici, non risolleverà il portafogli dei consumatori, ma lo pregiudicherà portando poi con sé malessere sociale. Molti imprenditori non riescono a pagare i loro debiti, compiono crimini e cose insensate, ma in un certo senso sono costretti a farlo: il malessere economico, la disperazione li spinge a compiere dei reati se non vogliono pregiudicare l'onore e la vita della loro impresa.
Dinanzi a tutto questo, la religione, i nostri capi spirituali, ci abbandonano a noi stessi, che siamo ormai rimasti senza un'istituzione o una struttura che ponga come primaria importanza innanzitutto l'uomo. Oggi la nostra religione sono i credo dei nuovi predicatori che, accerchiati da guardiani e difensori, formano sette ed Entità che si impossessano di noi. Quando testimoniamo dinanzi ad un tribunale giuriamo sulla Bibbia, ma poi la legge ci condanna: anche questo è un vero e proprio rito a cui partecipiamo. Allora, vorremmo chiedere al nostro Papa, di "darci il nostro pane quotidiano", di fare qualcosa per noi, e di smettere di predicare, proprio ora che ci stanno ammazzando. Migliaia di persone hanno compiuto atti criminali perché costretti, perché è troppo difficile restare onesti a affrontare la vita nel suo quotidiano. La banda della "Uno bianca" dei fratelli Savi è stata creata dal sistema, così come un padre che ammazza sua figlia drogata dopo averla assicurata con una polizza a vita, anche lui è una vittima del sistema. Il marito si suicida dopo aver ucciso la moglie, perché il suo animo è ormai usurato da una vita fatti di stenti e di difficoltà economiche, di umiliazione. Noi siamo stanchi di vedere la nostra gente che muore giorno dopo giorno, per mantenere un sistema di baronie, di Baroni Ladroni mentre gli agenti del servizio segreto non fanno altro che prendere uno stipendio, venendo poi nei nostri uffici a dire che sono impotenti perché hanno una famiglia.

La cosa che più ci delude è che sicuramente sanno cosa di cui stiamo parlando, è assurdo pensare che non sappiano nulla. La nostra economia è in mano a dei politici, e dei falsi imprenditori "berlusconiani", che si sono da sempre fatti le leggi per sé, per i propri interessi, continuando a mangiare del filetto di primo taglio e lasciando poi a noi wursterl di gomma.

Basta pensare a cosa hanno fatto con l'anatocismo, che l'unica causa che si dovrebbe intentare sarebbe quella di genocidio nei confronti dei nostri politici, e non quella di recupero delle briciole degli interessi nei confronti delle Banche. Gli uomini hanno poteri nazionali e sovranazionali, posso agire in difesa della propria sopravvivenza, perchè possiamo provare l'etnocidio che stato perpetuato ai danni dell'umanità: questo lo sanno benissimo ma spesso lo dimenticano.

La guerra in Libano ha subito una svolta, ma tutto questo ha un prezzo, il nostro sangue, il sangue degli italiani, dei francesi, degli israeliani e dei palestinesi per combattere una guerra che non appartiene a nessuno, la guerra degli Stati Uniti. Prodi così ha deciso di inviare in meno di 15 giorni una forza di interposizione, un dispiegamento di 3500 uomini, assieme alla portaerei Garibaldi e alla San Marco, il secondo contingente più grande dopo quello della Francia. Una decisione questa che ha messo in po' tutti d'accordo, sia la destra che la sinistra, sia Berlusconi che la Bonino, lasciando poi Bossi urlare perché non vi sono i soldi per la missione. Speriamo che almeno sappiano perché mandiamo lì un esercito. Mentre a Malta l'Eni firmava un contratto, alla stazione di Bologna scoppiava una bomba: questo accadeva 30 anni fa, e oggi la storia si ripete come una maledizione.L'Italia, come la sua posizione in politica estera, è finita nella mani di persone come Prodi e Berlusconi, degli agenti di commercio, degli ambasciatori, che prenderanno posto nei governi per vendere e annunciare privatizzazioni delle imprese degli stati sconfitti. I servizi segreti italiani continueranno a pagare in dollari nuovi di zecca gli informatori, per ricattare i politici locali dei paesi poveri,che si oppongono alle liberalizzazioni e alle riforme. Hanno esiliato gli uomini di Stato e coloro che con coraggio hanno tentato di combattere, è stato tutta una premeditazione.

La Francia, come l'Italia, non ha scelta perché alle sue spalle vi è un rischio di attentato alle sue centrali nucleari, allarme questo che è stato lanciato molti mesi fa, denunciando l'insicurezza degli stabilimenti e distribuendo nelle farmacie circolari informative mediante le quali viene spiegata la procedura di emergenza in caso di "attacco nucleare". L'America dunque vuole combattere una guerra senza però schierare un solo uomo, garantirà però l'armamento sia ad una parte che all'altra.
Questa non è una forza di contrapposizione, ma un vero e proprio inganno, una truffa ai danni degli Stati sovrani che ora permettono ad altri di amministrare la loro politica estera. Evidentemente non hanno altra scelta, questo la Francia lo sa bene, e dopo ciò che è accaduto a Londra, ha riflettuto bene, più di una volta, sulla decisione di opporsi alla risoluzione.

La minaccia esistente a cui tutti devono rispondere è quella dell'islamizzazione dei popoli occidentali, e questo il governo lo sapeva bene quando ha deciso di emanare una legge per conferire la cittadinanza ad extracomunitari residenti da più di 5 anni in Italia. È questo un modo per accelerare l'integrazione, per garantire anche l'afflusso all'interno dello Stato: i movimenti di emigranti certo non si fermeranno e daranno vita così alla grande Europa democratica, fatta però di cittadini di serie A e cittadini di serie B. La naturalizzazione degli extracomunitari renderà la società sempre più instabile e fragile, si intraprenderà la strada degli "equilibri instabili", degli scontri e delle continue rivendicazione dei "nuovi cittadini" di essere italiani, e dinanzi a queste richieste noi risponderemo con un nazionalismo che aizzerà ancora di più il malcontento di questi popoli. Questa eventualità è nel nostro futuro perché è già nel presente della Francia: è solo una questione di tempo e vedremo anche noi i propri sintomi di una società multietnica malata.

Il rischio di un attentato in realtà non c'è, perché il colpo doveva già esserci e se non c'è stato è dovuto al fatto che i nostri governi hanno risposto a questa minaccia, hanno anticipato quanto poteva accadere e hanno preso le decisioni che intimavano di prendere. Il terrorismo ora viene utilizzato per ricattare gli Stati, per indurli a fare una guerra al posto dell'America. La psicosi degli attentati, le menzogne e i ricatti energetici rischiano di aizzare una guerra civile senza che nessuno se ne accorga. Per tale motivo destra e sinistra si sono messe d'accordo, sono tutti concordi e se a questo punto si farà un attentato, tutti lo sapranno bene e capiranno che è anche nel loro destino se non agiranno di conseguenza.

In Bosnia tre giorni fa è stato siglato un contratto tra il governo e la Gazprom, e questo sicuramente darà via libera al Tribunale dell'Aja per intentare una grande sceneggiata con la cattura di Mladic. La Russia infatti nel frattempo sta organizzando la rendita che dopo la guerra avrà; basta infatti che Gazprom si accordi con British Petroleum per la condivisione e dei gasdotti e poi davvero potranno fare ogni tipo di guerra. Alla Russia infatti interessa solo il controllo dei gasdotti, e avuto questo non ha nulla da rivendicare né motivo per opporsi. Putin non ha proferito parola sulla decisione dell'Onu, ma si è attivato per concludere un accordo con l'Ucraina: la Russia ora deve difendersi, e per far questo usa l'unica arma che ha. In fin dei conti la lobby del petrolio va ora a caccia di terreni per coltivare l'olio di colza.

L'Iran adesso è stato abbandonato, è stato davvero lasciato solo, e forse il suo bluf non durerà ancora a lungo. Sa bene Ahamaneajad's che la bomba nucleare la può concedere solo l'America, e sta usando l'armamento nucleare perchè vuole costringere la Russia e la Cina a esporsi. In realtà sta facendo una guerra solo con le parole: minaccia la fine di Israele gridando al mito dell'Olocausto, e vuole la morte dei Sionisti. È un chiaro messaggio che lui sa il gioco che stanno tentando di fare, ma è un vero Presidente suicida perché le sue controparti più vicine, come la Russia, possono ancora ingannarlo, mentre la Cina non muoverà un dito senza il consenso dei suoi finanziatori esteri.

Speriamo dunque che non succederà come nel 1945, quando gli Ambasciatori Inglesi tornarono con la pace fatta con la Germania, e il giorno dopo Hitler cominciò i bombardamenti.
Il nostro pensiero va ora ai nostri professori, che con un illustre curriculum hanno saputo rovinare il mondo, immaginiamo cosa sarebbero stati capaci di fare se non avessero studiato. In fondo Simon Perez è un blasonato "premio Nobel per la Pace", per questo ha ucciso più di 300 bambini in Libano.

16 agosto 2006

Le nostre statistiche

Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani abitato da cento persone suddivise in gruppi di venti per ogni piano, gli inquilini dell'attico avrebbero l' 86% della ricchezza. Quelli subito sotto il 9 %, quelli dei due successivi il 2 %, quelli del primo solo l' 1%.
Inoltre, se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di cento persone, mantenendo le proporzioni di
tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto nel modo seguente:


- 57 Asiatici
- 21 Europei
- 14 Americani (Nord Centro e Sud America)
- 8 Africani
- 52 sarebbero donne
- 48 uomini
- 70 sarebbero non bianchi
- 30 sarebbero bianchi
- 89 sarebbero eterosessuali
- 11 sarebbero omosessuali
- 6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero e tutti e 6 sarebbero statunitensi
- 80 vivrebbero in case senza abitabilita'
- 70 sarebbero analfabeti
- 50 soffrirebbero di malnutrizione
- 1 starebbe per morire
- 1 starebbe per nascere
- 1 possiederebbe un computer
- 1 sarebbe laureato

Da questa statistica facilmente si intuisce il perchè delle guerre, perchè il governo globale monitora e controlla la situazione demografica globale. Gli tsunami, i "virus dei polli", così come le tempeste e le alluvioni che portano con sé migliaia di vittime, sono forse uno strumento nelle mani di coloro che trattano la popolazione mondiale come un database da gestire e manipolare. Noi siamo dati, siamo informazioni e siamo statistiche, la nostra struttura e configurazione viene programmata come se fossimo un dato contabile all'interno di un budget di impresa, perchè come avviene nelle grandi imprese, esistono dei limiti nelle risorse che devono essere distribuite tra i vari paesi.
Come disse Tesla, "siamo delle formiche che si trovano su un pezzo di legno", immersi nel caos perchè con esso possono meglio controllarci. E' il terrore la chiave di tutto, "la guerra è pace" scrisse Orwell, e tramite esso le nostre vite stanno cambiando: stiamo diventando una massa informe che segue l'inda di informazioni e ordini provenienti da una scatola, da un computer o una televisione.
Forse che la lotta e la prevenzione al terrorismo non ci spingerà a viaggiare nudi? Strano a dirsi adesso, ma neanche molto lontana è questa eventualità, perchè saremo sempre più propensi e disponibili a rinunciare alla nostra privacy pur di avere protezione e sicurezza.

15 agosto 2006

Nel ricordo di un amico

di "Avv. Antonio Pimpini"

L’Auriti giurista è noto negli ambienti universitari per gli studi, le ricerche e le pubblicazioni accademiche, ma la sua notorietà si diffuse anche a chi non ne era partecipe di tale mondo, poiché, a seguito dell’esperimento scientifico in Guardiagrele dei simec (simboli econometrici di costo nullo di valore indotto), la sua teoria sulla proprietà popolare della moneta si diffuse in tutto il mondo.

Egli non fu mai né conformista né omologato, con severo spirito critico, innanzi tutto con se stesso, poneva sempre a verifica le sue affermazioni, discutendo con tutti in modo sereno e pronto a recepire novità, anche se il suo dialogo si interrompeva bruscamente al cospetto di un interlocutore animato da compromesso o mala fede. Questo grande merito lo rese atipico anche negli ambienti universitari, in quanto non scriveva per il gusto di aumentare la sua bibliografia a soli fini statistici, ma per affermare principi nuovi o evoluzioni di precedenti idee. Il suo insegnamento fu una vera e propria missione, si divertiva e godeva nel poter formare giovani studenti allo spirito critico (la sua frase all’inizio di ogni corso di lezioni era: “Voi avete il dovere di conoscere quanto i professori vi insegnano, ma non dovete necessariamente crederci”).

Anche se le cronache giornalistiche lo conobbero diffusamente solo con l’esperimento dei Simec di Guardiagrele, il suo percorso professionale risale agli anni 50 allorché divenne assistente presso la Cattedra di Diritto della Navigazione dell’Università La Sapienza di Roma e percorse tutti i successivi gradi sino a divenire professore associato e, quindi, ordinario di diritto della navigazione. Fu, inoltre, uno dei fondatori della D’Annunzio e, in particolare, della Facoltà di Giurisprudenza di Teramo. Qui il suo pensiero, grazie alla reggenza – prima – della cattedra di diritto internazionale e poi all’ordinariato in quella di teoria generale del diritto, potette finalmente svolgersi nella più assoluta libertà ed iniziò il periodo della più bella e fantastica utopia.

La sua Fede Cattolica e la sua formazione culturale, lo spinsero sempre a cercare di attuare il diritto sociale della Chiesa e in ciò l’incontro con l’allora Cardinale Ratzinger (ora Papa Benedetto XVI) fu folgorante. Si conobbero nella prolusione all’anno accademico nel 1987 a Chieti e, nel 1989, a Teramo, in occasione del 100° anniversario della Rerum Novarum, quando il prof. Auriti organizzò una conferenza sulla proprietà popolare della moneta come attuazione del principio del tutti proprietari espresso dall’Enciclica. Infine, si rivedero a Rieti, in occasione di un convegno al quale furono entrambi invitati. La reciproca simpatia e affetto ebbero la loro massima dimostrazione proprio nella partecipazione all’incontro di Teramo, sicuramente coraggioso per l’allora Porporato destinato a divenire Sommo Pontefice, in quanto non vennero mai nascoste le diffidenze verso i grandi centri finanziari e, in particolare, verso il sistema della banche centrali.

In ogni convegno l’unico modo per contrastare le argomentazioni del prof. Auriti era quello di ritenere la sua idea un’utopia, senza sapere che, in campo scientifico, un’affermazione di tal fatta è ben lungi dell’essere negativa. E il tempo gli ha dato e continuerà a dargli ragione.

Il prof. Auriti ha vinto la sua guerra contro il demone dell’usura nel momento in cui ha esternato l’idea della proprietà popolare della moneta! Il tempo e il modo in cui tale principio verrà attuato appartiene al Sovrannaturale, né può divenire motivo di preoccupazione, d’altro canto il recente dibattito sulle prerogative e poteri della banca centrale ne è la dimostrazione piena.

Ma il mio ricordo vuole essere rivolto, oggi, ai giorni di estrema goliardia e di sana convivialità che mi hanno arricchito in un modo così grande da farmi ritenere, a giusta ragione, molto più facoltoso di tanti che lo sono solo dal punto di vista meramente materiale. E ciò anche perché lui avrebbe voluto vedere coloro i quali nutrirono sentimento di affetto nei suoi confronti sempre sorridenti e sereni, mai tristi, perché la sua non è una scomparsa ma un semplice trapasso da una vita ad un’altra, nella certezza che, nel Paradiso, non potrà certamente incontrare i suoi detrattori né coloro che, per il bene comune, ha sempre combattuto.

Due sono gli episodi provocatori che mi tornano alla mente. Il primo: il prof. Auriti affermava, a giusta ragione, che la sua teoria avrebbe messo d’accordo sia la destra che la sinistra e per dimostrarlo, a chiunque incuriosito gli chiedesse come, si alzava in piedi e poneva il braccio destro con il tipico saluto romano in uso nel ventennio, mentre elevava il sinistro, sebbene con maggiore sforzo ed intuibili difficoltà, con il pugno chiuso. Poi, portava la mano destra, già aperta per il saluto romano in atto, sull’avambraccio sinistro e, nel contempo, piegava il braccio sinistro nel tipico gesto di sordiana memoria. Ed esclamava: “Ecco l’unione tra la destra e la sinistra”. Si divertiva un mondo.

Un altro episodio, fu quello di inserire la sigla “bq” sui Simec di seconda generazione, cioè sui simboli stampati dopo il dissequestro e su quelli di metallo. L’iniziativa nacque nell’occasione di un incontro conviviale nelle zone di Guardiagrele ove, pensando alle reazioni inaudite e fuori logo della banca centrale e dell’autorità giudiziaria all’esperimento di sociologia del diritto dei Simec, si decise di apporre sul Simec stesso un qualcosa che potesse esprimere, con la tipica sagacia ed espressività del volgo, il sentimento di prevalenza morale ed ideale che accomunava chi sosteneva la proprietà popolare della moneta rispetto a chi la osteggiava. Ecco che tra le varie opzioni emerse il tipico detto abruzzese e chietino del “becchete queste”, che normalmente si accompagna a complementari forme gestuali alquanto esplicative. In accordo assoluto, si decise di inserire detta dicitura in sigla, appunto “bq”, mantenendo riservato il significato e il senso, anche se poi la felicità di poterlo raccontare lo rese il segreto di Pulcinella.

Questa spensieratezza, questi momenti in cui il cervello si riossigenava e si respirava l’aria della libertà e dell’amicizia, mi mancheranno e mi imporranno di avere cura della ricchezza donatami, perché ne dovrò fare buon uso per non disperderne l’immenso valore.

Rendiamo onore ad un grande Uomo


A volte il destino sa essere beffardo e crudele, segna la fine dei grandi uomini con solitudine e riflessione, porta a farli scomparire nel silenzio ma lascia un segno profondo e indelebile. Sarà il tempo quel dio che recupererà la loro memoria e la perpetuerà nei secoli, sarà lui che insegnerà a tutti la grandezza di quell'uomo, che da solo ha sfidato e sconfitto il sistema per il semplice fatto che lui vivrà in ognuno di noi negli anni avvenire. Il Prof. Giacinto Auriti è morto, era gravemente malato e viveva ormai solo nel suo appartamento. Non lottava più contro il sistema, stanco ed esausto ormai perché la vita aveva vinto: lo aveva stremato e portato via le glorie, e alla fine lo aveva lasciato con confusi ricordi e una condanna che gravava sulle sue spalle che lo obbligava a tentare ancora il giudizio in appello. La stessa stampa che in più occasioni ha avuto modo di condannarlo e deriderlo, ha dimenticato la scomparsa di uomo che non si è nascosto dinanzi alle telecamere o i giornali che erano giunti per trasformare la sua rivoluzione in farsa. In quell'occasione il Prof. Auriti capì il gioco sporco che stavano tentando di fare per screditare la sua persona e il Simec, il simbolo econometrico di proprietà del popolo, il frutto dei suoi 36 anni di studio, e allora strinse attorno a sé la popolazione per dimostrare che le persone non avevano paura.

Non sappiamo cosa stesse pensando in questi giorni il Prof. Auriti, ma sicuramente ha ripercorso centinaia di volte con la mente la sua vita cercando di capire dove e cosa avesse sbagliato. Non abbiamo avuto il tempo per incontrarlo e dirgli che non era stato lui a non spiegare bene, ma che invece erano state le persone a non aver creduto fino in fondo in ciò che facevano. Il Professore ha sacrificato tutta la sua vita, i suoi studi, la sua intelligenza, li ha completamente donati alla realizzazione di un'idea e sapeva bene che quella lotta aveva un prezzo.
"La dignità gratuita non esiste, e io pago perché voglio la proprietà popolare della moneta", lui aveva rimesso il suo debito con grande fierezza stoica, senza mai tirarsi indietro, senza avere paura di perdere una carica o delle onorificenze. Ha rischiato tutto per qualcosa in cui credeva, la sua carriera, il suo patrimonio, sottoscrivendo ogni atto o dichiarazione con il suo nome, il suo onore e la sua persona. Questa è la più grande lezione etica e morale che Auriti intendeva lasciare ai suoi alunni, al suo pubblico e a tutti coloro che lo seguivano come se fosse un leader. Non tutti evidentemente hanno colto a fondo il significato di quelle parole, o forse se ne sono appropriati per costruire poi una propria "religione", un "proprio credo" millantando teorie e grandi ricerche di studi. Hanno cominciato accanto ad Auriti e non appena la sua tenacia ha perso colpi, con difficoltà e sconfitte legali, lo hanno abbandonato, negando persino la paternalità del loro stesso sapere. Ora si ergono al di sopra vantando di essere dei professori, dei ricercatori o dei pensatori, mentre parlano dell'esperienza del Simec come una simpatica trovata, che si serviva di un "baracchino" per cambiare la moneta. Dopo averlo dimenticato nella solitudine delle sue cause e dei suoi problemi legali, ora lo piangono e sicuramente in un futuro non troppo lontano cominceranno ad utilizzare il suo nome, le sue parole e la sua grande scoperta per scopi commerciali o per coltivare la loro stessa immagine.
Per la grande tenacia e decisione, e allo stesso tempo umiltà e semplicità, gli è valso l'affetto del suo Abruzzo, dei suoi studenti che hanno fatto tesoro del dono concessogli, la fiducia di una comunità che ha così promosso e curato l'esperimento del Simec, ma senza conseguire i risultati che si volevano ottenere. Infatti coloro che adottarono il Simec lo fecero per scopi puramente commerciali, perché consentiva di abbattere quasi del 50% i prezzi dei prodotti alla vendita: si è giunti così ad un compromesso commerciale che però non ha formato le coscienze e convinto le persone sul vero significato di una moneta locale. Il Prof. Auriti nelle sue trasmissioni ha sempre cercato di entrare nel cuore delle persone più umili, ma la comunicazione e la spiegazione di certi principi necessita di tempo e il Prof. Auriti tutto questo tempo non lo aveva. Sapeva che lo avrebbero bloccato, così come avevano fatto per la sua facoltà di "economia monetaria", e per questo doveva portare a termine qualcosa che aveva cominciato da tempo, doveva fare la moneta per consentire alle giovani generazioni di far tesoro di quell'evento e di continuare poi su quella strada.
La teoria del valore indotto creava innanzitutto lo spostamento del centro di potere da una struttura piramidale come sono le banche centrali, ad un sistema di potere diffuso, distributivo onde ridare al popolo quella libertà negatagli. Questa non è solo una moneta, ma una piccola rivoluzione, un contributo alla libertà del popolo dall'usurocrazia. È ovvio che affermare ciò significa anche scontrarsi contro un muro, tale che poi verrà subito azionato il meccanismo della disinformazione tramite la Guardia di Finanza, che ha criminalizzato il possesso di quelle monete, e delle Associazioni di Consumatori. Con riferimento a queste ultime, vogliamo porre maggiore rilevanza sull'Adusbef, e magari vorremmo sapere cosa ha spinto lei a fare una causa per ottenere il rimborso del signoraggio, senza capirne il messaggio inviato. È fortemente incoerente combattere contro l'usurocrazia senza sapere che il debito pubblico è un dato contabile e non può certo giustificare la vendita dell'oro nelle casse dello Stato Italiano.

Non avremo più l'occasione di incontrare il Prof.Auriti, ma vorremmo ricordargli che noi oggi siamo qua, a combattere, perché ci crediamo, perché sappiamo che il denaro non può comprare la nostra anima. Ciò che Auriti non avrebbe mai voluto è la resa, la sconfitta passiva, delle persone di buona volontà, che lottano consapevolmente e non hanno paura di perdere una illustre carica.

Vi lasciamo con un messaggio di Auriti, sperando che apra la vostra mente e vi induca a pensare sulla grandezza di quest'uomo, al cui confronti i nostri politici e rivoluzionari "per hobby" sono solo una brutta copia in trasparenza:

- di Nereo Villa -

14 agosto 2006

Un utente di Etleboro Red Zone ospite a Banja Luka

Gaetano Palumbo, ingegnere di Napoli, è stato ospite della Etleboro, per toccare con mano quella che è l'organizzazione delle Tela, del progetto di telematizzazione delle imprese. Racconta attraverso le nostre domande la sua esperienza a Banja Luka e il suo incontro con Michele Altamura.

D:Cosa l'ha spinta a fare questo viaggio sino in Republika Srpska?
R:Sono giunto qui a Banja Luka dopo un lungo viaggio e non pochi problemi durante il tragitto, avendo aspettato quasi due ore alle dogane per via di controlli assurdi e minuziosi, anche perché è questo il periodo dei rientro dei serbi bosniaci dall'Austria. Ho deciso di fare questo viaggio per poter vedere da vicino la Etleboro e conoscere di persona Michele Altamura. Ho avuto una calorosa accoglienza, Michele è una persona eccezionale, ospitale e semplice, come semplice è la struttura della Etleboro. È molto diversa rispetto agli standard delle imprese italiane, o comunque rispetto a quelle che convenzionalmente si conoscono, perché la sua organizzazione è incentrata innanzitutto sulle persone e non sugli orari di ufficio. Ognuno ha un progetto o un lavoro da portare a termine, e può farlo a seconda dei propri ritmi e delle proprie abitudini, un modo questo che consente di ottimizzare anche i rendimenti a lavoro. Le persone non si stressano perché è un ambiente che valorizza l'uomo, con le sue esigenze di relazionarsi con gli altri e le abitudini individuali.
Sopra di ogni altra cosa ammiro il modo in cui utilizzano e amministrano il denaro: non per avere potere ma come mezzo per costruire qualcosa e vivere in maniera dignitosa. Hanno un grande concetto etico del denaro.

D:Cosa pensa del progetto di telematizzazione delle imprese che sta sviluppando la Etleboro?
R:È un ottimo progetto, ma soprattutto unico nel suo genere, in quando già esiste a grandi livelli ma non è mai stato fatto a misura delle piccole imprese. La cosa più interessante è che questo fa parte poi di un altro più ampio e affascinante. La Etleboro ha creato un software che costruisce un data base di informazioni davvero impressionante, da far invidia persino al sistema della Seat Pagine Gialle. Al suo interno sono incluse qualsiasi tipo di dati, dalle notizie di attualità e di economia, ai dati imprenditoriali delle imprese, dati contabili, economici e statistici, ma anche transazioni commerciali, le tasse pagate e le leggi. Le informazioni si possono incrociare e interrelare, fino a diventare un grandissimo strumento sia nelle mani delle imprese che delle istituzioni e dei governi, che possono con esso controllare la situazione economica del paese, possono pianificare le politiche economiche e indirizzare i provvedimenti e i decreti verso determinati obiettivi. Milioni di informazioni classificate e indicizzate, che si possono sfogliare in via immediata e con grande facilità. Ad esempio è uno strumento molto utile per l'Amministrazione Finanziaria che può bloccare le importazioni o le transazioni se vi è stata un'evasione. È possibile controllare le entrate e le uscite delle imprese senza ricorrere ai commercialisti, pagando automaticamente le tasse ed eliminando la burocrazia inutile e problematica che grava sui costi delle imprese. Questo sistema è un'arma potentissima, ha alla base delle idee rivoluzionarie e veramente innovative che potrebbero rendere un paese molto competitivo ma per entrare nelle istituzioni ha comunque bisogno di scelte coraggiose da parte di un governo.

D:In che modo secondo lei questo sistema può essere introdotto qui in Italia?
R:Io credo che per portare questo software in Italia occorre innanzitutto partire dal piccolo, ossia dalle imprese di modeste dimensioni che comincino ad adottarlo per alleggerire e sostenere la loro attività amministrativa. In questo modo c'è una crescita dall'interno che spinge poi le prime associazioni e istituzioni ad adottarlo. La sua introduzione deve essere graduale e progressiva, deve avvenire dopo una presa di coscienza da parte delle imprese e delle persone della sua utilità. Se viene adottata su grande scala subito rischia di intaccare interessi e personaggi che possono poi compromettere la sua realizzazione, possono bloccarla e mandare in fumo anni e anni di lavoro.
D:Cosa pensa del progetto della Tela e della sua funzione?
R:Quello della Tela è un concetto molto intelligente e di grande potenzialità per le imprese e le comunità locali. Io ho osservato più che altro il software, e ne sono rimasto molto colpito perché è un sistema di database che gestisce i dati delle imprese e tramite la quale si può avere a disposizione centinaia di informazioni in poco tempo. Si possono creare delle interconnessioni, collegare tra di loro le imprese con la massima efficienza, si possono effettuare delle ricerche mirate che attualmente nessun sistema consente, né la Camera di Commercio né Pagine Gialle. Può essere poi personalizzato a seconda dell'attività delle imprese, in modo da creare delle interfacce più consone alla singola attività economica, cosa che attualmente nessuno fa.
D:Quale sarà secondo lei il suo impatto economico una volta che verrà introdotta?
R: Credo che permetterà di ottenere degli utili o un risparmio di costi, verrà sicuramente adottata perché giunge al momento opportuno. Le istituzioni e le associazioni di imprese oggi hanno troppa burocrazia e non seguono le esigenze del singolo iscritto. Anche loro hanno un sistema di ricerca delle imprese, forniscono l'accesso ad un database ma senza alcun supporto o assistenza amministrativa per cui alla fine non è di reale aiuto. Se la burocrazia la fa da padrona, si impedisce all'economia di essere competitiva a livello globale. Quello che noi dobbiamo fare, come giustamente dice sempre Michele, è consentire l'internazionalizzazione delle imprese senza globalizzazione, che consenta dunque di mantenere l'identità nazionale e culturale con la condivisione di idee, beni e documenti.Questo avviene solo tramite collaborazioni che rispettino il patrimonio e l'identità altrui senza nuocere all'economia del paese controparte.

D:Che tipo di problemi crede si possano incontrare?
R:Vi potrebbe essere il rischio di sovrapposizione con organismi e strutture già esistenti, e questo le farebbe una cattiva pubblicità, poi la metterebbe a rischio di controversie se esistono copyright che potrebbero poi consentire ad altre persone di bloccare la sua diffusione.
I presupposti e gli appoggi ci sono, e salvo imprevisti , credo che sarà un sistema che troverà un'ampia adesione tra le imprese. La cosa più importante, io credo, sia mantenere una certa visibilità, senza la quale si potrebbe dare troppo spazio a certe istituzioni di bloccare la diffusione o screditare l'associazione di persone che sta dietro. Attualmente l'unico modo che hanno per fermare la Tela, perché non si può fermare un sistema che si diffonda in questo modo, è usare l'informazione o altri cavilli burocratici ed eleganti per ostacolarla.
Questi sono gli unici sistemi che possono adottare, ma se dietro vi è la convinzione delle persone, che fanno una scelta consapevole, la Tela si diffonderà da sola, prima nel piccolo e poi gradualmente nel grande. Non bisogna però fare molta pubblicità che traumatizzi il mercato, bisogna rimanere in un certo modo invisibili al grande, senza andare ad intaccare la sua sfera di ingerenza, per poter crescere dall'interno.

D:Cosa pensa del sistema di regolazione delle transazioni tra le imprese?
R:È un ottima idea quella di creare un sistema di compensazione tra gli scambi, una sorta di simulazione del baratto delle merci. Bisogna però studiare bene l'unità economica per gli scambi, individuarla e poi passare ad un periodo di rodaggio che possa risolvere i problemi tecnici e i dettagli fiscali.
D:Vuole aggiungere qualcosa?
R:Vorrei ringraziare Michele Altamura e tutta la Etleboro per l'ospitalità, per il calore con cui sono stato accolto. Per me è stata questa una bellissima esperienza, dalla quale ho appreso molto. Spero davvero che questa avventura della Etleboro possa continuare senza mai arrestarsi.

12 agosto 2006

L'Apocalisse è già arrivata

Un altro attentato sventato dalle intelligence internazionali, ancora terrore e caos per evitare l'apocalisse dell'Europa e dell'America. È tutto così assurdo, inverosimile, ma soprattutto tutto così falso, vorremmo davvero sapere chi ormai è disposto più a credere a tanta follia. Dopotutto dovevamo aspettarcelo, perché i segnali si erano già da tempo manifestati e ricorrono ancora tutti i presupposti per spiegare il perché di questa grande farsa.
Primo tra tutti il ricorrere della data del numero 11, dopo l'11 luglio per aspettare l'11 settembre, e condire il tutto con un grande spettacolo mediatico. Ancora una volta si parla di "rotte del terrore", tra Londra e New York, con una fantomatica banda di terroristi pakistani pronti a prendere il controllo dei boeing con armi sofisticate e allo stesso fatti da componenti acquistabili liberamente in commercio.
Hanno individuato l'arma, una "bomba all'esplosivo liquido" azionabile mediante un comunissimo lettore mp3, una rivoluzionaria invenzione dei terroristi per eludere i controlli, costruita con banalissimi componenti ovunque reperibili.


Una nuova arma che utilizza l'acqua sicuramente esiste, ben più pericolosa e invisibile di quello che vogliono far credere, ma certamente non è questa: ciò che ci danno è solo la spicciola verità a cui dobbiamo abboccare per assecondare i grandi piani del sabotaggio. Infatti l'azione dei servizi per bloccare il grande attentato ha scatenato panico e una vera apocalisse in terra, con danni e vittime di gran lunga maggiori di una guerra o di un attentato: non c'è prezzo o azione che possa guarire i popoli dal terrore, che possa indurli a fidarsi di nuovo del proprio vicino. Hanno privato le persone in viaggio in un periodo di afa e caldo dell'acqua, dei liquidi, persino dei biberon per il proprio bambino, hanno sequestrato le valigie e ogni avere, costringendo questa massa di gente a restare nell'aeroporto per un'intera giornata. Tutti i voli sono stati cancellati, con disservizi e ritardi in tutti gli altri aeroporti del mondo, proprio in un periodo di grande deflusso su scala internazionale per via delle vacanze.
Quest'azione è in realtà una scatola cinese, studiata e progettata nei minimi dettagli perché funzionale e rispondere a molti obiettivi, tra cui quelli economici e finanziari sono una componente molto importante. Questa manovra costerà ai passeggeri milioni di euro, così come alle compagnie assicurative che, tra ritardi e procedure di rimborso, non risarciranno tutti i soldi. Sarebbe davvero interessante verificare i bilanci e i conti trimestrali delle compagnie aeree e delle società di armamento dopo questo blitz antiterroristico. Non bisogna inoltre escludere l'ipotesi che si è voluto anche bloccare la movimentazioni di circolante e soldi contanti dall'Inghilterra verso le madri patrie degli emigranti residenti all'estero.
A tutto questo occorre aggiungere il grande risultato di spostare l'attenzione mediatica dall'aggressione delle potenze occidentali della terra musulmana, alla guerra per il terrorismo e il fondamentalismo islamico che mina la nostra sicurezza. Non sono ritardati i primi arresti in massa di immigrati musulmani in tutt'Europa: sono stati prelevati e condotti nelle questure senza alcun motivo, e vedrete che dopo interrogatori, legnate e celle di isolamento ammetteranno di essere una cella di al queda. Sono ormai settimane che giungono dalla rete le minacce di Al queda all'america se non lascerà l'Iraq, se proverà ad attaccare l'Iran e se non ritirerà le truppe dell'Afganistan. Oltretutto il governo Iraniano ha rilasciato il figlio di Bin Laden, e ormai per la stampa si prepara ad essere un nuovo personaggio carismatico dei combattenti libanesi. Lanciare il pericolo del terrorismo consentirà l'approvazione di un'importante risoluzione Onu che decreterà l'avanzata dell'America verso l'Iran, e la parziale vittoria contro la Russia. Potrà così risolvere in parte il grave problema del crack finanziario americano,e da quella privilegiata situazione controllare il mercato energetico, attraverso il presidio delle pipeline che attraversano il medioeriente, e poi quello delle merci provenienti dalla Cina e dall'India.
È ora in atto la strategia del sabotaggio che porta con sé panico e smarrimento, al quale i media e i guardiani delle lobbies rispondono con il ricatto morale dell'occidente: dinanzi a tale situazione i nostri governi devono prendere decisioni impopolari come decidere interventi aerei e forze di contrapposizione. A questi poi seguiranno i provvedimenti invasivi della privacy, per tracciare i conti correnti, i movimenti delle persone e persino della carta moneta.

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Chi ha spento la luce?

Le immagini che vi mostriamo sono dei videoclip musicali di canzoni sullo stile degli anni '60. I loro testi descrivono l'esistenza di un governo mondiale che induce le persone ad unirsi contro falsi nemici, a fare uso di droghe per bruciare i neuroni, un governo che decide delle nostre vite e spegne la luce sulle nostri menti. Siamo così calati in un mondo che sembra non appartenerci, fatto di assurdità e di eventi paradossali ma a cui comunque crediamo perché è più facile assorbire passivamente le immagini di una televisione. Siamo circondati ogni giorno da truffe e menzogne, per rubare il popolo della libertà di cui è sovrano: non esiste schiavitù più dolce dell'ignoranza.

11 agosto 2006

Se voi avete origini nobili, noi veniamo dalle fogne?


Ciò che la Etleboro da anni vanta è una profonda conoscenza dei "sistemi", che "I signori delle bugie", accattoni e prostitute del dio denaro, nascondono offrendo solo chiacchiere alle nostre Televisioni. Bonus, incentivi, provvigioni, contratti di collaborazione continuativa: sono le nuove parole dei "predicatori", gente che ha venduto sé stessa per avere una poltrona, oltretutto zoppa perché se fosse dritta almeno riuscirebbero ad avere il sangue al cervello al giusto livello.Poi chi non riesce ad ottenerla fa di tutto per averla, e butta fuori dalla bocca qualsiasi cosa le venga in mente, come se mettesse merda nel ventilatore.

Nell'affrontare alcuni discorsi le persone incredule ascoltano e chiedono di essere convinti, di avere prove e fatti di una realtà che contraddice quella che hanno acquisito come verità con un atto di fede, perché è scritto sui libri o perchè lo ha detto la televisione. Hanno creato delle nuove materie, come la psicologia o la statistica, una nuova scienza, e così facendo hanno dato vita ad un nuovo linguaggio, a figure o stereotipi che entrando nella nostra mente alterano il pensiero. Si sono impossessati delle parole e delle immagini per collegare ad esse poi un marchio, un'idea e un messaggio: questo è un etnocidio perché pian piano le nostre parole scompaiono e si tramandano quelle di Vodafone, delle pubblicità fatte da persone che conoscono bene la natura della psiche umana. Per tale motivo oggi siamo molto orgogliosi che le nostre parole comincino ad essere capite e usate da chi ci segue, perchè solo così potremo andare avanti, solo usando le nostre parole e bandendo le scienze sconosciute avremo la possibilità di non cancellare il nostro pensiero. Molti ora parlano di Tela, di tecnicismi, stanno facendo rivivere la stessa parola Etnocidio che era stata cancellata, anche se qualcuno, si è subito impossessato di questa parola, per farne un business, vantando di essere migliori di altri, ma niente di diverso rispetto a ciò che abbiamo già.

Sentiamo persone che dicono di provenire da antiche stirpi, da nobili origini, senza sapere che è stata questa gente a ridurci in questo stato, e che se oggi abbiamo questo tipo di problemi è perché abbiamo ascoltato le loro prediche, i predicatori che sono saliti su un pulpito a parlare. Chi siete, vogliamo sapere chi siete voi che tanto predicate,vogliamo i vostri nomi: noi li stiamo facendo e non ci fate certo paura, perchè voi potete avere tutte le armi più potenti, ma non avrete mai l'Intelligenza. Con tutte le loro leggi e i loro grandi mezzi, hanno comunque paura di noi; l'unica cosa che spaventa questi accattoni, venduti, traditori criminali, depravati, cocainomani, che si credono super uomini, è la Scienza. Sarà la scienza a cancellare la legge, perchè le leggi servono a questi Baroni Ladroni, per impossessarsi del nostro pensiero.
Chi dice di avere origini nobili, allora ha le origini dei ladri, chi parla di società Rettiliane è un predicatore per depistare, mentre chi parla dell'esistenza degli extraterrestri allora vuole incutere timore. Dietro tutto questo ed altro ancora vi sono persone manipolate che non sanno neanche di esserlo e così, senza saperlo, fanno il gioco dei Baroni Ladroni. Le cdd. o a strutture rettiliane, non sono altro che dei Sosia, che, grazie alla plastica facciale, sono davvero irriconoscibile.Tutto questo e quello che vediamo è una fiction surreale, è nealla nostra testa e la scienza vera, non ha nulla a che vedere con il marketing, la statistica, la comunicazione, che pruducono esperti e consulenti. Ma esperti di cosa, di rapine?


Le nostre lunghe ricerche ci hanno condotto a Nikola Tesla, un'unica grande mente che ci ha catapultati in quest'era moderna, ma ancora non viene riconosciuto. Ancora oggi l'Italia e la scienza italiana non riconosce la scoperta della Radio a Nikola Tesla, bensì a Guglielmo Marconi, mentre dal 1950 una sentenza del Tribunale Americano stabilisce il contrario: ancora oggi noi siamo circondati da gentaglia che fa finta di non capire. Questo perchè dietro una menzogna si nascondo il segreto di una società Elettromagnetica, delle poche verità, e una di queste è la risposta alle domande millenarie dell'esistenza dell'uomo: da dove veniamo e chi siamo.

Queste organizzazioni non devono essere all'interno dei movimenti per controllarli, non devono infiltrare spie nelle nostre istituzioni, né nel cosiddetto terrorismo, perchè riescono a controllarci e manovrarci da ben lontano. La teoria del crimine Invisibile è una teoria che spiega chiaramente come avvengono i sequestri, gli attentati, ma nessuna intelligence è capace di preventivare un'azione diretta da multinazionali e centri di poteri, dalle entità economiche, che hanno a disposizione eserciti e contractor. Basti pensare alla DTS, una società Americana, che è un esercito privato con navi, aerei ed elicotteri a disposizione, nonché centri in quasi in tutto il mondo: carne da macello per operazioni di sabotaggio, e di sequestri.

Sabotare la mente della gente equivale a farle credere delle cose sbagliate con l'illusione, la speranza di lavorare con laute parcelle, con bonus e incentivi. Ma chi sono questi personaggi? Chi erano i loro padri,ditecelo ,chi erano I vostri antenati? Diteci i loro nomi, i nomi dei ladri ma che ora sono la potere e annunciano le decisioni prese. Allora, signori nobili, ditecelo allora chi siete, perché se noi, per le nostre umili origini, veniamo dalle fogne, voi per caso siete degli extraterrestri, dei rettili? Le cene con le ostriche e lo champagne, il caviale, le donne, le case con le piscine, i cani di razza, le auto lussuose, e ancora i gioielli, da dove vengono, sono caduti da quale cielo queste cose? Sapete qual è il nostro, allora dite il vostro. I nobili delle famiglie di nobili, ladri e a loro volta figli di ladri, ladrone tramandato di generazione in generazione. Vino veritas.

Una prova di ciò a cui ci stanno portando basta dare uno sguardo all'assurdità che oggi in Inghiterra ha causato ore di caos e confusione, in nome delle azioni di intelligence per arrestare dei terroristi pronti a fare dell'Inghilterra la nuova "11 settembre". Questo è ciò che mesi fa definimmo sabotaggio, ossia manovre volte a creare solo smarrimento e panico, in modo da controllare le persone e i popoli occidentali, persi delle carte di credito e nell'indebitamento al consumo. La guerra all'Iran e alla Siria può essere rilevante o meno, in quanto non è ormai questo il vero obiettivo: il terrore confusionario crea anarchia e maggior controllo mediatico. Tutto questo è reso possibile proprio dall'opera dei nuovi profeti che da un'emittente privata, o da testate giornalistiche, parlano di terrorismo, quando poi, molto probabilmente si tratta di un gruppo di ragazzi musulmani raggruppati su di un aereo da un'agenzia di viaggio. Si troveranno così nel posto sbagliato al momento sbagliato, saranno arrestati e dopo una carica di legnate saranno rinchiusi in una cella di isolamento: da 2 mesi saranno disposti a confessare di aver avuto le visioni di Bin Laden in persona.
Se non esiste il controllo delle menti, i loro piani sarebbero vani, così se noi tutti ci fermassimo per pochi istanti capiremmo l'assurdità delle storie che ci stanno raccontando.

10 agosto 2006

La Bonino Telecomandata


La violazione della legge della privatizzazione del 1997 ha giustificato l'opposizione del governo alla vendita di Autostrade, che essendo una "golden share" non può essere venduta senza l'autorizzazione del governo, dell'ente concedente. Questa resistenza del governo giunge un po' inaspettatamente, dopo la convinta approvazione di Prodi e l'esecuzione della fusione senza molti problemi. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, è un'eccezione ragionevole e intelligente, ma forse vana perché presto si attiverà quel "meccanismo invisibile" della Comunità Europea che sbaraglia le ragioni nazionali nell'interesse della "libera circolazione dei capitali".

Di tale timore se ne carica subito Emma Bonino, divenuta Ministro delle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale, dopo aver smesso di fingersi no-global insieme con il Banchiere Soros. Ammiriamo molto la tempestività dei suoi interventi, che, in maniera ormai automatica se non "telecomandata", giungono non appena sono in discussione temi di liberalizzazione o di privatizzazione. Ricordiamo benissimo l'enfasi delle sue "lotte radicali" quando denunciò l'esistenza di 450.000 profughi kossovari, genocidi e treni blindati: urlò così tanto che decisero un intervento aereo per farla smettere.
La sua sfolgorante ed illustre carriera l'ha condotta ad assumere una posizione importante sia all'intero del governo che sulla scena internazionale, evidentemente le lotte radicali hanno dato i suoi frutti.

Ora che è divenuta Ministro può permettersi di parlare per il bene del Paese, e rilasciare dichiarazioni di grande effetto che non giungono mai casualmente e dissipano con poche parole gli sforzi sinora fatti per impedire che Autostrade sia venduta. Se la legge giustamente impedisce l'acquisizione di Autostrade da parte di un costruttore, e se la Commissione Europea è riuscita solo a sollevare solo dei dubbi di procedura e di forma, allora, secondo la Bonino, va cambiata la legge. L'Italia ha bisogno di investimenti esteri diretti, dato il deficit di 115 miliardi di euro nel bilancio delle grandi opere, e per tale motivo vanno eliminati tutti gli ostacoli o ogni semplice segnale che faccia sospettare la resistenza alla penetrazione di investitori esteri. Dunque va eliminata quella clausola che vieta l'integrazione verticale tra concessionari e concedenti, nonché quella della Golden Share e qualsiasi norma che possa provocare una fuga di capitali. Spinge dunque verso la liberalizzazione e la deregolamentazione, come quelle norme che impediscono la creazione di imprese nel giro "di sette ore" come accade a Dubai. È inutile qua ricordare al nostro Ministro il tipo di "imprese", se così si posso chiamare, che vengono aperte nel giro dei poche ore: sicuramente quelle dei Baroni Ladroni fatte di un solo computer in una stanza anonima di un grattacielo, ecco tutto.
La Bonino ha dichiarato che, nel momento in cui si intensificheranno gli scambi commerciali nel Mediterraneo provenienti dal vicino Oriente, l'Italia deve essere dotata di autostrade, linee ferroviarie e porti ben attrezzati a smaltire tali traffici. Per far questo ci occorrono i capitali esteri, e dobbiamo dunque uscire da questo nostro provincialismo, e soprattutto risolvere il problema del commissariamento dell'Italia per 260 cause. Occorre ridurre così i tempi burocratici del recepimento delle direttive europee, che devono essere introdotte per "direttissima", come se fossero decreti o provvedimenti amministrativi.
Insomma la situazione è alquanto surreale, perché se una "lavandaia" deve aver il potere di decidere della vitalità dell'economia di un paese vuol dire che l'Italia non ha più menti che possano amministrarla.
Stesso delirio insensato segue la chiusura del Doha Round. Si dichiara costernata e dispiaciuta che un progetto di liberalizzazione degli scambi "multilaterali" sia fallito, perché da esso sarebbe derivato un utile globale di bilioni di dollari, metà dei quali sarebbero finiti nelle bilance commerciali dei paesi poveri. La Bonino ha forse le idee un po' confuse, perché la causa ultima della povertà degli Stati è il capitalismo occidentale, sono i paesi industrializzati e le organizzazioni come la Wto, un'Entità sovranazionale i cui consulenti e le cui riunioni sono sempre tenuti nell'oscurità. L'unico modo che hanno gli Stati poveri per cautelarsi è il protezionismo, la tutela delle proprie risorse dalle mire colonialistiche delle multinazionali. Il Venezuela ha capito, per esempio, che per riacquistare una certa sovranità deve controllare e possedere le attività di estrazione del petrolio, dicendo finalmente "basta" ai contratti "buy back" delle maior del petrolio. La globalizzazione è un processo che, agendo sulla distribuzione della ricchezza, indebolisce i paesi poveri, che chiedono solo di essere lasciati in pace: non vogliono né la nostra tecnologia né la nostra democrazia. Tutti dovrebbero sapere che il debito del Terzo Mondo è una pura menzogna, non sono altro che gli interessi che maturano su un capitale che risale all'era del colonialismo, inventato dagli Inglesi per avere il controllo di quelle terre. E se spesso sentiamo dire che uno Stato riduce il suo credito verso il Terzo mondo, dobbiamo essere coscienti del fatto che ciò che viene ridotto è il monte interessi ma non il capitale.

Siamo davvero sconcertati che una convinta combattente radicale neghi quest'evidenza e continui a fare gli interessi dei Banchieri. O forse dovremmo pensare che il partito radicale sia un prodotto del "governo invisibile" per sviare e controllare la controinformazione e l'opposizione ai movimenti di globalizzazione??!
Non sappiamo dare una risposta, ma il fatto sta che Pannella ad ogni sciopero della fame ingrassa di due chili!
Sarebbe meglio a questo punto che la Sig.ra Bonino si dia alla cura della casa, e lasci stare la politica, sempreché non faccia tutto questo per aspirare ad un grande ruolo nella politica internazionale, sulla scia del successo della Carla del Ponte.

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09 agosto 2006

Autostrade: l'ultima parola è sempre dell'Europa


Con una lettera inviata all'Anas, il governo si è dichiarato contrario alla fusione tra Autostrade e Abertis, in forza di una normativa che vieta la partecipazione nell’ "azionariato stabile" di soggetti che hanno un conflitto di interesse, perché titolari di un'attività di costruzione. La fusione determinerebbe poi anche un cambiamento del soggetto controllante, che sarebbe anche concessionario statale di Autostrade, e per tale motivo si teme una modifica degli obiettivi strategici e dei servizi erogati. Nel suo complesso l'opposizione del governo sembra ben strutturata, sicuramente volta ad aggirare il problema della partecipazione di un soggetto estero, che farebbe, in automatico scattare la censura della Comunità Europea perché discriminante rispetto a soggetti non residenti.
Tutti sono infatti coscienti della vera preoccupazione del governo, ossia dell'acquisizione del controllo di un asset statale così importante, soprattutto in vista dell'acuirsi dei redditi sulle merci, da parte di enti esteri. Un timore ancor più fondato nell'ipotesi in cui Benetton decida di cedere totalmente la partecipazione detenuta, ma su di essa ben poco può incidere il governo soprattutto dopo la privatizzazione della società.

Alla lettera che nega l'autorizzazione del governo alla fusione risponde la Commissione Europea, nella persona del Commissario alla Concorrenza, Neelies Kroes, descrivendo tutte le sue preoccupazioni su di un'operazione poco chiara. Se la lettera inviata all'Anas rappresenta un atto di rifiuto "formale" - si intenda "ufficiale" - andava prima di tutto notificata alla Commissione e poi annunciata. Per cui, qualora la posizione del governo sia ufficiale, questa sarebbe comunque viziata da un dettaglio procedurale, che la renderebbe così attaccabile presso la Corte di Giustizia. Nel caso contrario non vi è molta differenza, perché qualora sia solo un'analisi preliminare, darebbe loro l'opportunità di sindacare nel merito della questione.
Per quanto riguarda il merito infatti, la CE ritiene che questa eccezione sollevata dall'Italia rappresenti comunque una violazione della libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali, sancita dal Trattato CE. A chi oppone che si intende censurare il conflitto di interesse tra la società appaltante e i soggetti appaltatori, e dunque costruttori, si può anche rispondere che lo statuto di Autostrade non impone l'assenza di costruttori. Il riferimento all' "azionariato stabile" può essere visto come un limite che vieta la vendita ad un costruttore per i primi 36 mesi dall'acquisto della partecipazione. Tra l'altro non si può parlare di conflitto di interessi quando i Benetton, controllante del gruppo, intrattiene rapporti d'affari con Inpregilo.
Diciamo che la situazione è molto complessa, ma soprattutto è ancora aperta e molto si deve ancora decidere, perché all'orizzonte si prospetta una schermaglia tra avvocati e Commissione Europea, nonché con la Abertis che non intende cedere. Anzi, in Spagna è già iniziata la polemica che dipingerebbe l'Italia un paese protezionistico, con molte riserve e limiti soprattutto nei confronti di società spagnole, e queste polemiche getterebbero l'Italia in pasto ai leoni senza un reale motivo.

Tra l'altro, la dichiarazione del governo di combattere il conflitto di interesse taglia un po' le ali alle Banche d'Affari e ai fondi del private equity, come Clessidra, formato da imprese di costruzione italiane. A promuovere tali progetti volti ad acquisire partecipazioni nella Nuova Abertis, controllante della fusione, o della stessa Autostrade, vi è Deutsche Bank, ma anche Banca Intesa e Credit Suiss.

Ciò premesso ora non possiamo che aspettare l'evolversi degli aventi, e l'unica ipotesi che possiamo formulare è sul perché si è deciso di interrompere la fusione. Possiamo ipotizzare che il Buon Di Pietro abbia indovinato una formula tecnica per aggirare l'ostacolo, mentre gli altri glielo hanno permesso ben sapendo la mole del muro contro cui si andava a scontrare. Diversamente, date le pretese dei fondi di investimento su Autostrade, non è da escludere che altre entità vogliano appropriarsene sottraendola a Banca Caixa, dietro la quale si muove il Banco Santander.
Può essere questa un'altra guerra tra Banche che, usando politici e associazioni, tentano di appropriarsi di parte del controllo, o di spuntare dei costi più bassi. A vigilare sullo svolgimento dell'operazione vi è sempre la Comunità Europea alla quale, noi stessi, abbiamo conferito poteri che vanno al di là della stessa politica monetaria, e che rappresenta oggi un' Entità più che un'istituzione. Il suo potere sovranazionale sconfina un po' ovunque, e il suo influire a tal punto sull'economia di un paese conferma che lo Stato, la magistratura e le associazioni sono completamente inermi, perché passivamente subiscono direttive e ordini dai loro finanziatori.

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08 agosto 2006

Una risoluzione che non si poteva accettare

Se vi erano ancora dubbi sullo scopo della guerra di Israele contro il Libano, la risoluzione Onu pubblicata in questi giorni che richiede la "cessazione delle ostilità " dovrebbe definitivamente dissiparli. Questa risoluzione, che si atteggia più a comunicato, è un documento redatto in maniera del tutto unilaterale da una rappresentanza della coalizione americo-israeliano. È stato infatti sottoposto ad approvazione degli Stati Uniti un elenco di richieste come se fossero emendamenti, cosicchè l'approvazione di Israele sembrerà un gesto in nome della pace mentre il Libano e gli Hizbullah, ad un rifiuto, saranno considerati terroristi, negando ogni tentativo di mettere fine alle ostilità. Questa risoluzione così come è scritta è una vera trappola per gli Hizbullah e per lo stesso Libano, perché il suo rifiuto giustificherà l'occupazione da parte d'Israele del Libano meridionale, da cui poi avanzare verso l'Iran, e probabilmente verso la Siria.

Il nodo principale della questione sarà quella che obbligherà gli Hizbullah a interrompere il fuoco per iniziare poi un processo di disarmo, mentre le forze israeliane ancora staranno occupando il territorio libanese. Inoltre tale decisione permetterà comunque ad Israele di continuare le sue operazioni militari per scopi difensivi, in particolare sulla striscia di Gaza o nella regione occidentale. Sarà in ogni caso facile per Israele controllare un paese piccolo come il Libano, senza un esercito ufficiale e diviso in molte sette, disposte a collaborare con le forze invasive se ben pagate. L'obiettivo sarà proprio rompere la solidarietà che si è creata tra le varie etnie, con una guerra civile, semmai finanziando la setta sciita con i cd. "missili intelligenti".
Israele ha poi chiesto che vengano rimosse le basi di Shaba, ma tale proposta sarà sicuramente respinta dall'America, il trasferimento della forza armata in capo del governo libanese e poi l'incursione dell'UNIFIL, e dell'ONU. Inoltre è stato richiesto di istituire un embargo internazionale ed esplicito sui trasferimenti a Hezbollah. Infine si è proposto di rimuovere l'autorità delle "operazioni militari offensive di Israele."Hizbullah ha capito benissimo che la proposta di autorizzare un contingente di forze di pace non è altro che una trappola e sarà disposto anche ad uccidere questa forza straniera, ottenendo però come risultato l'avere l'intera comunità internazionale contro. La risoluzione è stata intenzionalmente concepita per non essere accettata da Hizbullah, che certo non può consentire una vera a o propria invasione da parte di Israele: il Libano deve rifiutare e poi deve essere attaccato.
Questo è un vero crimine, invisibile e non esistente sui nostri codici, ma pur sempre una piaga per gli Stati. Quest'evento ricorda molto , quanto è accaduto con l'arresto di Milosevic, quando si rifiutò di accettare un documento che legittimasse la penetrazione in tutto il territorio della Bosnia delle forze ONU, perché necessarie solo nel Kosovo. Dinanzi a queste manovre infime, non si può fare altro che continuare la guerra, considerando che hanno ucciso già 300 bambini.

Hizbullah, accettando o rifiutando la tregua, verrà comunque colpito da ritorsioni che si traducono in un'aggressione "difensiva" israeliana, per giungere al vero obiettivo, che è l'Iran. Infatti le parole di minaccia e di sfida del presidente suicida non sono mancate: il suo obiettivo e proprio quello di cancellare i sionisti dalla terra araba.
L'Ambasciatore dell'ONU per la Francia, ha infatti già detto che l'ONU dovrà dunque decidere una tregua nel Medio Oriente, e una volta rivisto il documento sarà sottoposto di nuovo alla Lega araba che sta rappresentando il Libano, in assenza di una loro rappresentanza in seno al consiglio di sicurezza. Solo in questa occasione si è assistito al sollevamento degli Stati arabi che sino ad oggi sono rimasti nel completo silenzio, senza rilasciare alcuna posizione ufficiale e lasciando parlare per loro delle truppe irregolari.
Intanto Bush nega in maniera categorica l'arretramento delle truppe dal libano meridionale, per evitare che si posso riarmare: forse, più che altro, si vuole evitare che si riarmi da qualcuno diverso dall'esercito americano, forse russo.
Mentre l'azione militare pare evolvere, dal punto di vista politico il popolo di Israele sta premendo per un atteggiamento più forte nei confronti delle regioni da cui provengono i razzi, come ad esempio un'azione militare anche nucleare, che annienti gli stabilimenti, ma anche le persone, è bene non dimenticarlo. C'è tuttavia un'altra variabile da non escludere, derivante dalla manovra speculativa delle società petrolifere per dare un piccolo incentivo alla guerra, e arrivare ad accorciare i tempi che vedono l'inizio di un attacco all'Iran. La British Petroleum ha infatti chiuso il giacimento dell'Alaska, provocando un rimbalzo del prezzo del petrolio prossimo agli 80$, mettendolo così sulla strada dei 100$. L'America sarà costretta ad attaccare se non vuole cadere nella crisi energetica e nella recessione economica che darebbe un grande smacco alla sua potenza indiscussa.
Ancora una volta, il nostro destino è rimesso nelle mani di questi Baroni Ladroni che muovono pedine e sollevano conflitti solo per fomentare una guerra che consentirà loro di reggere il vecchio sistema capitalistico.

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07 agosto 2006

Qualcuno ha scoperto l'Opec del Gas

Putin - Miller
Qualcosa sta cambiando: decisioni che, per quanto illogiche e disapprovabili, erano state prese e approvate, sono state in questi giorni in parte ribaltate. Questo capovolgimento dei fronti indica, sopra di ogni altra cosa, la manifestazione di un volere o la semplice intenzione di prendere tempo per poter profittare maggiormente in futuro.

Mosca ha dato vita ad un'alleanza russo-algerina, tra Gazprom, Lukoil e Sonatrach per dar vita a dei progetti di comune interesse e portati a termine da un'azione comune, quali lo scambio di attività nelle società coinvolte nella distribuzione del gas, investimenti in paesi terzi e aumento della produzione di Gas Liquefatto. La maior russa Lukoil e la Sonatrach algerina forniranno petrolio e gas alla Gazprom, che invece si estenderà come piovra su tutta la rete distributiva del gas. Questo accordo segna la nascita di una vera e propria Opec del Gas, riproponendo così il progetto degli inizi degli anni '90, che darà a Russia ed Algeria, un potere indiscusso e metterà in seria crisi i sistemi energetici dei paesi europei fortemente dipendenti rispetto ai mercati degli idrocarburi, e anche se il rischio si è proposto da molto tempo nessuno lo hai mai preso seriamente in considerazione.L'oleodotto del Galsi
Inoltre, Sonatrach sarebbe disposta a cedere a Gazprom una quota della sua partecipazione nel gasdotto sottomarino "Galsi" che collega l'Italia all'Algerina facendo tappa in Sardegna, in modo da poter entrare subito nella rete distributiva del Sud Italia. Fra poco arriverà il gas del bacino dello Shtokman, alla cui estrazione parteciperanno solo 3 tra la Statoil e la Hydro (norvegesi), la Total, e poi la Conoco-Philips e la Chevron, fermo restando che la Russia vuole collaborare con il team norvegese e con nessun soggetto americano. Gazprom e Lukoil sono in corsa per aggiudicarsi in Venezuela il diritto di sfruttamento per 25 anni di sei campi estrattivi di metano.
Tale situazione di pericoloso monopolio è stata denunciata dalla EU che giudica questo evento come unaa presa di potere della Russia e dell'Algeria, dietro la quale si nasconde anche la Francia. Non è un caso che Gaz de France ha ceduto alcune delle sue navi cisterne da utilizzare per portare il gas liquefatto in America.
Mentre Gazprom cresceva e invadeva tutti i mercati, l'Italia, grazie al decreto Bersani per l'Energia imponeva ad Eni la dismissione di Finam e Snam, ossia della sua rete distributiva. Allo stesso tempo Prodi ha intanto stretto un accordo con la Russia per la creazione di una banca per promuovere l'integrazione del mercato del gas, il quale, secondo tali accordi, dovrà essere scambiato in "rubli convertibili" e non più in dollari.

Ora sembra che l'atteggiamento sia veramente cambiato, e che ora, dinanzi ad un conflitto dal potenziale potere distruttivo, l'UE comincia a schierarsi contro il blocco Russia-Francia che si era formato durante un vertice di discussione per la pace del G8. Non solo esiste un collegamento tra le due sfere politico-economico, ma sta cominciando a delinearsi proprio una presa di posizione sul mercato che altri Stati vogliono fermare.

In questa guerra diplomatica, l'Italia assume sempre una situazione molto flessibile, perché mentre risuona la denuncia della Comunità Europea sulla pericolosità della formazione di questo cartello energetico, forse solo per chiudere e fermare la Russia, Bersani mette decide per la cessione della Snam nonostante Scaroni fosse contrario. Questi ha sempre sostenuto che sebbene l'Eni riesca ad acquistare lo sfruttamento di alcuni giacimenti in Russia, avrebbe comunque perso il canale della distribuzione senza un reale vantaggio in termini di costi per i consumatori.

Allo stesso tempo, Bersani si prepara ad affrontare l'inverno con due decreti che si dovrebbero aiutare a non intaccare le scorte di gas, deregolamentando i limiti delle quote di importazione, imponendo lo sfruttamento del gas nelle stagioni di consumo e di importazione, e prevedendo che nelle società di energia il 10% di contratti di importazione siano inamovibili. Insomma l'Italia deve risparmiare energia se vuol fare passare quest'inverno senza le crisi energetiche dell'Ucraina: non conviene mai scontrarsi con la Russia.

Evidentemente, il gasdotto BTC sponsorizzato dalla coalizione Anglo-americano-israeliana consentirà di far concorrenza alla Russia togliendole mercato e potere sulla scena internazionale. Questo che si sta facendo è un gioco un po' pericoloso, perché cambiare di colpo idea non è sempre un buon segno: la nostra controparte è comunque una grande potenza che può mettere in ginocchio l'economia nazionale.

Ora a questo punto nuove domande si pongono, e prima tra tutte il perché il governo abbia deciso di negare la fusione di Abertis-Autostrade. Non si è detto nulla sino ad ora, mentre adesso si parla si conflitto di interessi del costruttore all'interno dell'azionariato della società controllante l'impresa che è titolare della concessione statale. Nella lettera di Padoa-Schioppa e Di Pietro viene spiegato che la fusione non è compatibile con il rapporto di concessione, con le regole della privatizzazione e con gli impegni presi della concessionaria. Infatti la fusione provocherebbe un cambiamento del soggetto che, a conti fatti, è il proprietario della società e dunque il concessionario di fatto.
La cosa che tuttavia resta da chiarire, è che il Governo ha detto che la fusione potrebbe essere approvata se si cambia l'assetto delle partecipazioni, per cui una condizione è stata dettata, in un certo senso. E poi, come mai i soci di Abertis sono così convinti che Prodi "non abbia nessun interesse a bloccare questa operazione"?
Un altro cambiamento di politica, che pone molti altri interrogativi, ai quali potremo dare risposta solo quando a settembre sarà finalmente reso noto il piano delle grandi opere da realizzare. Vedremo dunque l'importanza che sarà data a ciascuna e rileveremo se davvero qualche cosa è cambiato in vista di questo grande conflitto mediorientale.

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04 agosto 2006

Gli Stati Uniti eviteranno la recessione

La Bce ha annunciato il rialzo dei tassi di interessi, per continuare la stretta monetaria e contribuire al ribasso dell'inflazione che, nel mercato comunitario, si stima raggiungere il 2%. L'atteggiamento di Trichet non può certo dirsi che sia controcorrente in quanto in un certo senso riprende la tendenza dell'intero mercato monetario: non esiste "Stato" che in questo momento faccia una politica monetaria espansiva, ossia riducendo i tassi e dando moneta al mercato.
La risposta a tale decisione, può essere macroeconomica, ossia legata all'aumento generalizzato dei prezzi che tra l'altro è dovuto all'aumento delle materie prime e della circolazione di denaro, e politica, ossia volta a sottrarre al dollaro investitori che, nonostante gli interessi elevati, privilegiano mercati più stabili. Attualmente in America il Governo e il Congresso sostengono incondizionatamente la politica di Bernanke che, assieme ai suoi consulenti, lotta con tutti i mezzi per convincere gli investitori a non perdere fiducia nell'America.

Lo Standard & Poor's, ha reso noto che l'economia americana non conoscerà necessariamente una recessione se il prezzo del barile di petrolio raggiungesse i 100 dollari, ma i consumatori ne subirebbero le conseguenze e la crescita rallenterebbe oltre la previsione. Occorrerebbe solo un uragano, un attacco su di grandi aree produttive o l'interruzione delle provviste di un grande produttore come l'Iran per portare a quei livelli il corso del petrolio. L'aumento del costo di tale materia prima, più che essere una causa della crisi del sistema è il sintomo della fine di un'epoca, la conseguenza di un sistema impostato su di una fonte di energia obsoleta per assecondare la lobby delle sette sorelle.

Se si accetta tale chiave di lettura, si riesce anche a capire che la guerra in Libano è l'evento dall'impatto sconvolgente, che segna il passaggio da un'era capitalistica, basata sulla moneta senza controvalore, all'economia delle merci e delle materie prime. Noi stiamo cambiando, la nostra economia non sarà più quella convenzionale che tutti conosciamo, molto probabilmente la moneta, come concetto a cui siamo legati oggi, non esisterà affatto: sarà completamente virtualizzata ad inserita in un circuito telematico di portata mondiale che porterà anche confondere la sovranità di una Banca Centrale. Passaggio intermedio rispetto a tale risultato finale è stata la creazione di una borsa globale, in cui le borse mondiali si fondono e le società ivi quotate si internazionalizzano proprio in virtù di questo circuito telematico globalizzato. Qui la moneta si smaterializzerà ancora di più e sarà davvero difficile definire con sicurezza il valore di una valuta, sempre che esso sia ancora legato al valore di uno Stato. La fase successiva è alquanto immediata, perché una volta creato il circuito finanziario, dotato della giusta tecnologia, sarà a tutti accessibili mediante un unico apparecchio che costituirà la carta di credito del futuro.

Tutti gli Stati si stanno muovendo in sincrono con tali eventi, e risulta davvero difficile capire bene oggi chi si contrappone ad una potenza e chi invece la sostiene. Deve far riflettere ad esempio il comportamento della Cina che, nonostante detenga molta valuta denominata in dollari, e titoli di debito pubblico in quantità da poter mettere fine a questa egemonia politica, asseconda le richieste della Fed di rivalutare lo Yuan che risulta ancora troppo svalutato rispetto al dollaro e rischia di tenere la bilancia dei pagamenti ancora troppo in rosso.
L'economia della Cina, cresciuta in maniera esponenziale grazie all'eccesso di offerta di lavoro che ha tenuto bassi i salari, è tra le più produttive ma è anche dipendente, sia perché ha bisogno dei mercati di sbocco e dunque di aver accesso ai corridoi di merci, ma anche di energia. Ne ha un bisogno talmente disperato che dinanzi all'esigenza è pronta senz'altro ad allearsi con i suoi nemici per sopravvivere.

La guerra in Libano da questo punto di vista, sta prendendo una tendenza che rispecchia perfettamente sia l'esigenza dell'America, che quella della Cina e della stessa Europa. Con riferimento a quest'ultima, la politica estera adottata non ha preso ancora una forma, è molto eterogenea ed è stata da tempo decisa nei consigli di amministrazione di Gazprom, in quanto se l'Europa vorrà riscaldarsi durante quest'inverno dovrà seguire le indicazioni del suo più elevato esponente. L'ingerenza di questa entità economica non va sottovalutata, basti infatti osservare cosa è accaduto in Ucraina, in cui, dopo un breve soggiorno del presidente eletto, si è rovesciato il governo per darlo ad un altro filo-russo, che probabilmente riuscirà a rimpinguare i serbatoi ucraini svuotati a causa dell'ostracismo di Mosca durante il grande gelo.

La notizia di un probabile attacco da parte dell'America di Siria e Iran, confermata anche dalle parole di Blair che ha parlato dei due Stati come la patria del terrorismo, è la dimostrazione del vero motivo della guerra. Prendendo l'Iran, infatti, l'America avrà la possibilità di tenere il presidio dei pozzi di petrolio e dei gasdotti ivi presenti, e anche il controllo dello sbocco a mare delle materie prime trasportate da queste pipelines. Infatti già da tempo vi è un movimento di contingenti in quelle zone, e lo stesso buio dei radar italiani è stato un atto di boicottaggio per consentire lo spostamento nel mediterraneo delle flotte. I contingenti sono già lì, nel vicino Afganistan meridionale, sono in missione di pace e hanno ora il compito di controllare la pipeline che discende dalla Russia, attraversa l'Afganistan e si incrocia con quella che proviene dall'Iran.

L'America, controllando l'Iran potrà controllare il popolo musulmano, ora in balìa dei gruppi rivoluzionari che finiscono per rovinare la loro vita, l'offerta del petrolio più prezioso, dunque anche a vantaggio delle Banche sponsor, e infine l'offerta energetica della Cina. Sarà l'America a fornire alla Cina la linfa di cui ha bisogno e questa sarà così ancora più dipendente da essa, che sarà il suo mercato di esportazione e il diretto fornitore di energia e valuta. Questo potrà davvero evitare la recessione degli Stati Uniti, che avranno nel nuovo mercato cinese una controparte di riferimento, e nel Medioriente un pozzo di energia per arginare l'avanzata dei russi verso l'Asia e il Mediterranneo orientale, presieduto dagli alleati Turchia e Israele.

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03 agosto 2006

L'America attaccherà l'Iran e la Siria?


Nonostante il bilancio delle vittime civili stiano aumentando vorticosamente, il Presidente J. W. Bush non ha esitato a sostenere il proseguimento del conflitto. Appoggia così incondizionatamente Israele che è adesso lo stato aggressore, e che ha deciso di non cessare gli "interventi aerei" fin quando non sarà inviata una forza internazionale in Libano per placare gli scontri. Non riusciamo tuttavia a ben capire come può una presenza estera portare la pace in Mediorente, se i presupposti sono tutt'altro che pacifici, considerando le dichiarazioni del Ministro Ehud Olmert contrarie alla tregua immediata perché ogni giorno la sua guerra lotta e indebolisce le guerriglie.
Fin dall'arrivo della una forza internazionale, Israele spera di creare una zona cuscinetto provvisoria in una regione che ha occupato per 18 anni fino al 2000. Non è ancora molto chiaro quali eserciti formeranno questa forza di contrapposizione, ma l'idea ufficiale pare che sia, a prescindere dai componenti, quella di controllare la forza militare libanese e i confini meridionali del paese dove gli Hezbollah stanno lanciando i razzi d'attacco su Israele. E poi, perché bloccare gli aiuti umanitari di cibo e medicinali alla popolazione intrappolate nel sud del paese, perché aprire il fuoco sulle forze dell'Onu se poi si richiede la loro presenza per affrontare la situazione??

I dubbi a questo punto sorgono, e possiamo formulare un'ipotesi alternativa su questa forza internazionale che dovrebbe penetrare il territorio e dare una svolta al conflitto. I servizi segreti iraniani hanno previsto, lanciando così l'allarme all'intera comunità internazionale, che l'America stia preparando un attacco definitivo e simultaneo di Siria e Iran, entro ottobre. Allo stesso tempo hanno denunciato la debole e gioca reazione del Pakistan e in generale dell'intero blocco islamico, evidentemente perché gli stessi governi sono corrotti o retti dai uomini delle Banche e delle Società petrolifere, che possono così controllare l'intera regione. In un territorio come questo, travagliato da scontri interni allo stesso mondo arabo, assistere al silenzio degli stessi popoli musulmani equivale ad un tradimento ben più oltraggioso di quello dei popoli occidentali, in quanto questi stati sono dittature la cui reggenza viene comunque attribuita da sovrani di comodo. Non bisogna dimenticare inoltre che secondo delle testimonianze di cittadini libanesi, la corrente sciita stia raccogliendo i malcontenti di quelle regioni dinanzi a tale scempio assurdo. Le mani del libano sciita sono state armate dall'America, per cui il conflitto esiste solo in virtù di questo atteggiamento di ignavia nei confronti della verità che non ci fa vedere di quali bassezze sono capaci questi personaggi. Questo è il loro obiettivo, e la resistenza in tal caso è quella di fermarsi e di non credere alle bugie che pubblicano. A titolo di esempio, l'Iran ha annunciato il rilascio di uno dei figli di Bin Laden il quale si è subito proclamato padre della resistenza. Ma Al queda non esiste, la sua era solo una menzogna per infiltrare agenti in diverse società, per cui credere che un rivoluzionario faccia l'interesse del popolo è un po' assurdo. Se AL queda governerà la resistenza in libano, la cia e i servizi esteri la governeranno in realtà, per cui occorre spezzare il circolo vizioso in cui con guerriglie e truffe vogliono fomentare questa guerra per poi condurre missioni di pace.

Analizzando lo scenario di guerra, è possibile notare che la guerra ha in sé fattori politici e strategici e nonostante "usino Israele come scudo" per realizzarli, ricorrano anche allo stesso Iran per servire una guerra che non viene combattuta per la religione, ma per il petrolio nero di oggi e quello blu di domani.
Secondo l'intelligence il conflitto è stato già in parte perso da Israele e America in Libano, dove le masse si sono unite contro il furioso israeliano, e l'unione si è rivelata importante ma non determinante, o almeno non quanto sarebbe stata se Saddam non fosse stato deliberatamente truffato dalle banche e dai governi occidentali. Sul fronte terrestre hanno sicuramente perso, e per tale motivo ora resisteranno fin quando non interverrà la forza esterna, ma non interromperanno i raid che colpiscono la popolazione e che stanno trasformando l'Iran in un cumulo di macerie. Palazzi, strade e centrali elettriche, e poi ancora scuole ed edifici di uffici e di abitazione, utilizzando gli armamenti più infimi che siano avanzate dalle scorse incursioni.

I servizi infine immaginano che dopo l'incursione lampo di Iran e Siria, toccherà ineluttabilmente all'Arabia Saudita e al Pakistan. Tale ipotesi, sembra di difficile applicazione perché sarebbe assurdo credere che la Russia permetterà che lo scempio avvenga, mentre sembra ancora più coerente se si considerano gli interessi sui corridoi che spingono a tale guerra. Infatti, mediante l'Iran, vi sarebbe il blocco dell'economia e delle forniture di energia, e dello stesso sbocco sul mare delle pipelines di Gazprom, che ora lì di trovano. Stretta la Russia, alla Cina non resterà altro che accettare perché è davvero in stretta dipendenza con il destino degli Stati Uniti, per cui ora fa la bella presenza fin quando le conviene.

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02 agosto 2006

Le pipelines dell'acqua

Dopo venti giorni di bombardamenti e di stragi tra i civili, la comunità internazionale si è limitata ad organizzare vertici in cui il Fmi e la Banca Mondiale hanno incontrato i rappresentati dei governi delle grandi nazioni per discutere di risoluzioni e forze di contrapposizione. Ora si riapre, in contemporanea e non casualmente, le discussioni presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per redigere una risoluzione che incontri le esigenze di tutti e consenta di proseguire in questa guerra assurda. Allo stesso tempo, riaprono le conferenze del G8 nella quale cominciano ad apparire le prime divisioni tra le Potenze, i cui interessi possono arrivare a scontrarsi fino a creare un conflitto dalle conseguenze inaspettate.

Come è stato spesso chiarito, se si combatte questa guerra e se le potenze occidentali si mobilitano per accordarsi è perché vi sono segreti da proteggere, interessi da coltivare e risorse da depredare.
È la guerra per tenere in piedi il vecchio capitalismo, per l'accaparramento dei traffici delle merci e delle materie energetiche, ma è soprattutto la guerra per l'acqua.


È trascorsa infatti nel silenzio l'inaugurazione della pipeline di Ceyhan-Tblisi-Baku (BTC) che collega il mar Caspio al Mediterraneo Orientale, avvenuta il 13 luglio, il giorno prima dell'inizio dei bombardamenti, in presenza dei principali partner e azionisti del progetto, nonché i capi di Stato e i dirigenti di società petrolifere. Promotore e capogruppo del consorzio che si occuperà del progetto è la British Petroleum (30.1%); assieme a AzBTC (25.00%), Chevron (8.90%), Statoil (8.71%), TPAO (6.53%), Eni (5.00%), Total (5.00%), Itochu (3.40%), INPEX (2.50%), ConocoPhillips (2.50%) e Amerada Hess (2.36%).

Era presente anche il Ministro dell'Energia e delle Infrastrutture, ricevuto dal Presidente Turco e alcuni esponenti del Governo Inglese e Americano. La pipeline aggira e evita completamente il territorio della Federazione russa, transitando attraverso l'Azerbaijan e la Georgia, entrambe divenute dei "protettorati" degli Stati Uniti e con esse strette da un'alleanza militare, assieme ai paesi della Nato, oltre che dagli accordi di cooperazione militare con l'Israele. Nel 2005 hanno infatti ricevuto 24 milioni di dollari dall'America in contratti militari derivanti dal programma di finanziamento Militare .
Tale conduttura, se da un lato avvantaggia Israele dandole un notevole ruolo strategico nel Medioriente per proteggere così anche gli sbocchi sul Mediterraneo Orientale, va a intaccare l'area di influenza della Russia. Il bombardamento del Libano fa dunque parte di una road map militare machiavellicamente progettata e coordinata, perché la guerra avrà senz'altro una eco in Iran e Siria.
La pipeline di BTC, controllata da British Petroleum, ha sicuramente cambiato la geopolitica del Mediterraneo Orientale: l'Inghilterra e l'America hanno creato così un nuovo blocco con Azerbaijan, Georgia, Turchia ed Israele.

Le società petrolifere, attraverso tale asse di Stati, potranno attingere direttamente dai giacimenti del Mar Caspio, e attraverso il porto israeliano di Ashkelon si collegheranno al sistema di conduttura principale di Israele, e così al Mare Rosso. Questo darebbe un nuovo mercato di approvvigionamento alla Cina; il petrolio di Baku viaggerà dal porto turco di Ceyan passando per il porto di Eilat sino all'India e all'Estremo Oriente. Inoltre, nell'aprile del 2006, Israele e Turchia hanno annunciato la costruzione di quattro condutture subacquee che aggirerebbero la Siria e il Libano. È importate capire che queste linee non sono destinate esclusivamente al trasporto di petrolio, ma anche a quello del gas naturale, dell'elettricità e dell'acqua.
Non bisogna dimenticare che le risorse idriche dell'intera regione mediorientale sono detenute da Giordania e Turchia, la quale con un sistema di dighe e deviazione dei corsi ne conserva il controllo, con il conseguente potere di potere da un giorno all'altro prosciugare il Tigri e l'Eufrate e la stessa Israele. Per tale motivo la pipeline turco-israeliana ha un grande valore strategico perché potrà portare le risorse del Tigri e dell'Eufrate in Anatolia, mettendo in ginocchio Siria ed Iraq.

Il corridoio dell'Asia Centrale che va ad alimentare il Mediterraneo Orientale, sotto la protezione militare israeliana, per riesportarlo in Asia, serve innanzitutto a minare il sistema di corridoi che collegano Asia Centrale, Russia ad Asia Meridionale, nonché Cina e l'Estremo Oriente. Questo disegno può indebolire il ruolo della Russia in Asia Centrale, in quanto potrebbe sottrarle il ruolo di leader nella fornitura di petrolio e gas alla Cina, e può anche isolare l'Iran. È ovvio che questa gara di accaparramento dei mercati tra British Petroleum e Gazprom si traduce in una vera e propria guerra tra Stati, perché in realtà gli Stati non esistono più, i loro politici siedono nei consigli di amministrazione delle società divenendone i portatori di quegli interessi. Le condutture della Gazprom si estendono come ragnatela sino alla Georgia, e hanno un collegamento con la Turchia mediante la Blustream che da Djubga, in Russia, giunge a Samsun, in Turchia; poi attraversano il Turkemenitan sino all'Afganistan per poi connettersi con la grande pipeline dell'Iran.

Pipeline di Gazprom in Asia Centrale




Infatti Mosca, nel frattempo, ha risposto all'asse americano-israeliano-turco con la militarizzazione della costa del Mediterraneo orientale con un progetto per impiantare una base navale russa nel porto Siriano di Tartus, che si trova a 30 km dal confine libanese. Inoltre, Mosca e Damasco hanno stretto un accordo di modernizzazione delle forze d'aria della Siria, dei suoi MIG-29 così come del suo sottomarino.

Il percorso della conduttura sotterranei non abusano apertamente della sovranità territoriale del Libano e della Siria, mentre lo sviluppo di corridoi in superficie richiederebbe la militarizzazione della linea costiera del Mediterraneo orientale, estendendosi dal porto di Ceyhan attraverso Siria e Libano al confine libanese-israeliano. La guerra dunque dà proprio la possibilità alla British Petroleum, e a tutto il consorzio della BTC, di aprire uno squarcio in quella fitta nebbia di stati che dà la possibilità ad Israele di controllare un territorio enorme che si estende dal confine libanese attraverso la Siria a Turchia.

Il sacrificio di centinaia di vittime del Libano evidentemente è necessario perché il controllo dei corridoi è adesso di fondamentale importanza perché consente il futuro approvvigionamento delle risorse. Non ci riferiamo esclusivamente al petrolio o al gas, ma soprattutto all'acqua e all'elettricità in quanto sono queste le fonti di energia che alimenteranno le nostre industrie e le nostre economie.
Ciò che accade per i corridoi del Libano è già accaduto in Jugoslavia e in Albania, o in Afganistan, è storia vecchia, la conosciamo benissimo: la guerra di oggi porterà domani al caos, alla confusione in quanto l'unico modo per controllare una nazione è creare conflitti interni, nonché guerriglie tra resistenza e occupanti. Tutti sono coinvolti, per questo non abbiamo ancora assistito al cessate il fuoco ufficiale, e man mano che il conflitto prosegue vediamo come prendono forma i blocchi che si contrappongono: Russia e Francia, Inghilterra-Usa-Turchia-Israele. Non abbiamo citato la Cina, in quanto sebbene si sia schierato accanto alla Russia, la sua economia reale dipende troppo dall'America mentre la politica energetica dalla sua antagonista: la sua posizione potrebbe cambiare da un momento all'altro, soprattutto con l'avanzare della crisi del dollaro, oppure potrebbe essere sempre statica.
L'Iran dal suo canto, può sicuramente contare sulla difesa della Russia, ma sa bene che può resistere solo con una guerra psicologica che faccia a tutti capire la sua grande pericolosità.

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