Motore di ricerca

03 giugno 2006

La pirateria al servizio del monopolio


La pirateria dei software viene da sempre definita un reato, un grave problema dell'industria informatica che costa più di 11 miliardi di dollari di mancato profitto, e oltre 109.000 posti lavoro, dunque una piaga per la libera concorrenza e lo sviluppo del mercato.
Tuttavia, a nostro parere, le conclusioni a cui facilmente si giunge nel condannare la pirateria sono alquanto superficiali e senza cognizione di causa, in quanto non si va a considerare l'origine, sociologica ed economica, di tale fenomeno. Innanzitutto, i software sono troppo costosi, e rappresentano un laccio alla produttività dell'impresa, per non parlare che gli aggiornamenti sono sempre esclusi dal prezzo e vanno acquistati, nella maggior parte dei casi, con una cadenza semestrale; per cui anche in questo le condizioni contrattuali sono sempre vessatorie nei confronti del consumatore e dell'impresa. Ma c'è di più, potremmo giungere alla conclusione che la pirateria del software è indispensabile per le società produttrici, come Microsoft , Adobe o Macromedia, perché consente loro di conservare il monopolio sul mercato. I privati usano sempre gli stessi software, perché previsti ad esempio nei programmi della Patete Europea Informatica, sono preinstallati sulle tecnologie che acquistiamo, e la loro conoscenza è tra i requisiti minimi per trovare lavoro. Senza lavoro però non è neanche possibile acquistare i programmi e acquisire una certa abilità, dunque la pirateria consente di entrare in questo circolo vizioso. D'altronde anche le imprese utilizzano e comprano gli stessi software perché sono richiesti dal mercato e sono quelli che sanno utilizzare i loro dipendenti, per cui la pirateria chiude il mercato e proibisce la scelta delle imprese che sono così obbligate ad acquistare i programmi pirata. La pirateria viene volutamente tollerata, se non alimentata, per cautelare il monopolio stesso, altrimenti programmi più snelli ed efficienti, con un rapporto prezzo-qualità più alto sbaraglierebbero il mercato portando la vera concorrenza.
Occorre domandarsi perché sistemi come Linux, con licenza gratuita e dotato di una costellazione di accessori e applicazioni dalla grafica e dalla funzionalità di gran lunga superiore, non raggiunge ancora la sperata diffusione. Perché Microsoft, con i suoi programmi, è presente nelle amministrazioni e nelle grandi imprese, nonostante non sia il sistema migliore? Non bisogna dimenticare che Bill Gates, da perfetto interprete dell'humor americano, prende e non paga mai, ha costruito il suo grande impero rubando centinaia di brevetti e inserendoli nel suo Windows.
I crack e i sistemi di elusione della sicurezza dei programmi sono talmente diffusi sulla rete, che costituiscono un naturale accessorio del software a pagamento, ma soprattutto una condizione indispensabile, altrimenti le versioni libere dei software più professionali porterebbero alla vera concorrenza. Un privato passerebbe ad utilizzare Star Office o WordPerfect piuttosto che MicrosoftOffice, se solo questo non fosse imposto dal mercato o non fosse maggiormente diffuso grazie alla pirateria.
Un fenomeno assai simile si è avuto con la Tv satellitare a pagamento, che ha conosciuto il massimo picco di diffusione proprio grazie alla pirateria. Le interfaccia, i software e i codici per la duplicazione pirata delle schede di abbonamento non solo erano reperibili nel retrobottega di qualsiasi rivenditore Telepiù, ma era acquistabile sulla rete tutto il kit per il pirata fai da te. Il risultato fu un'impressionante crescita delle vendite delle paraboliche e dei ricevitori, e della stessa dipendenza dei consumatori verso la televisione satellitare, che si è trasformato poi in abbonamento a pagamento nel momento in cui Murdock ha deciso di cambiare il sistema dei ricevitori, interrompere la diffusione dei codici pirata sulla rete, e di affacciarsi sul mercato da monopolista con un prezzo che non si poteva rifiutare. Una strategia di marketing aggressiva e efficace che ha creato controllo e dipendenza sul pubblico dei consumatori.

Allo stesso modo, il marketing del software ha inglobato in sé la pirateria. Nella maggior parte dei casi, i demo e le versioni trials venduti all'interno dei magazine non sono protetti, o lo sono con sistemi che il più inesperto degli hacker può smantellare. Il grande produttore propone poi le licenze a prezzo tracciato per legalizzare le copie pirata, con la conseguenza che poi i piccoli, a causa della pirateria, non possono sperare di prendere quote di mercato, indipendentemente dalla qualità del loro software. Il solo mezzo per entrare sul mercato è contare sulla pirateria, distribuire versioni gratuite o trovare metodi di redditività che non siano più basati sulla vendita dei software.
Senza la pirateria, si imparerebbe ad utilizzare software meno costosi o semplicemente gratuiti, la concorrenza ridiventerebbe sana privilegiando il benessere e lo sviluppo del mercato.

Data l'evidenza dei fatti da noi mostrata, c'è da chiedersi come mai le istituzioni, le commissioni e le Autority Antistust non pongono adeguati provvedimenti, e individuino i veri pirati che alzano le muraglie sul mercato. Si parla di utilizzare le procedure anti-terrorismo per forzare il p2p, ossia lo scambio dei dati tra computer, per lottare la pirateria, si comminano multe contro l'abuso di posizione dominante della grande industria informatica, ma la pirateria aumenta sempre più.

31 maggio 2006

Che paghi l'Eni il conto


Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq.Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid è lasciato il paese in poco tempo.
Perchè, allora, siamo andati in Afghanistan?Se il nostro era un esercito di pace, decidendo per il ritiro si vuole forse dire che non vogliamo più la pace, ma la guerra, vuol dire che abbandoniamo una missione umanitaria?

Il sacrificio dei nostri italiani a che cosa è valso?Abbiamo subito attentati, i nostri uomini sono morti per portare una luce di verità, ma hanno trovato solo oscurità. Molti soldi sono stati spesi per riportare i nostri giornalisti e i nostri missionari a casa sani e salvi, anche se sorgono molti dubbi su questi sequestri, come lo stesso Financial Times ha affermato. Il Times ha dichiarato che i riscatti sono stati pagati per un ammontare che supera i 45 milioni di dollari, versando fino all'ultimo cent che per poco non ci rilasciavano anche una ricevuta. Ci deve essere sfuggito qualcosa forse, e chiediamo, a questo punto, come è possibile che il Times sa quanto è stato pagato per i riscatti, considerando che dietro un sequestro vi sono una infinità di passaggi. È riuscito a ricostruire tutti gli eventi, e adesso che lo sappiamo, andremo direttamente da loro a chiedere invece di consultare i nostri servizi segreti. Insomma aveva ragione Cossiga che le "due Simone" si erano sequestrate da sole. Non vi sono molte alternative: o loro hanno detto una bufala, oppure dietro i rapimenti vi è una regia, la stessa che poi informa questi grandi quotidiani, che a tempo debito tirano fuori le notizie per usarle contro di noi.

Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Bagdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.

Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora la Banca Centrale Irakena, dov'è finito l'oro irakeno?Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food" , perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream. Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolarizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.



Rapporto Volker PDFLa guerra in Irak nasconde davvero grandi segreti, ed è stata una guerra molto strana perché della prima guerra nel golfo non si è visto assolutamente nulla di ciò che accadeva all'in fuori delle immagini che la sola CNN passava alla televisione. Basti pensare che sono hanno creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ad un aereo che non è mai caduto, e poi ai famosi 200 bambini caduti per terra dalle incubatrici. È stata dunque la prima guerra vista dal televisore. Ci auguriamo che l'Iraq non abbia invaso il Kuwait perché pagato dalle stesse lobby che hanno finanziato Hitler, per comprare poi il petrolio kuwaitiano a basso prezzo, essendovi stato prima di tale invasione un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio del Kuwait. In quel caso però Saddam è stato ingannato, perchè dopo essere stato strumentalizzato è stato abbandonato ed è stato distrutto dalle stesse lobbies che lo finanziavano e lo armavano, in cambio del suo petrolio che era allora letteralmente strategico sul mercato petrolifero. Un po' come la banca che prima ti finanzia e poi ti porta in un aula di tribunale per toglierti la casa e l'impresa.
Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: la Russia aveva combattuto anni l'Afganistan, la Francia l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.
Onoriamo gli Italiani morti in Iraq, che sono stati ingannati, perchè credevano di dare il loro sangue per la patria, mentre invece lo hanno dato per le Banche.

Enzo Baldoni
Fabrizio Quattrocchi
Nicola Calipari
Massimo Ficuciello
Mimmo Intravaia
Alfio Ragazzi
Orazio Majorana
Giovanni Cavallaro
Daniele Ghione
Giuseppe Coletta
Silvio Olla
Enzo Fregosi
Alfonso Trincone
Massimiliano Bruno
Emanuele Ferraro
Alessandro Carrisi
Pietro Petrucci
Domenico Intravaia
Ivan Ghitti
Andrea Filippa
Filippo Merlino
Stefano Rolla
Marco Beci
Carlo De Trizio
Nicola Ciardelli
Franco Lattanzi

30 maggio 2006

Armi di distruzione di massa: a Kabul si usano le pietre


Morte e caos a Kabul. Per un incidente d'auto nasce una rivolta popolare contro i soldati statunitensi. Intanto nei negozi d’usato si vendono i pc della base americana con documenti top secret compresi nel prezzo. Ormai l’Afghanistan è allo sfascio e, dopo 5 anni d’occupazione che non hanno portato ai miglioramenti promessi, la popolazione è ormai stufa. La prova è che è insorta mettendo a ferro e fuoco la città per un incidente stradale. Un blindato dell’esercito statunitense, probabilmente per un problema ai freni, è finito contro delle auto nel centro di Kabul, provocando 5 morti e diversi feriti. Da qui è scoppiata la tensione: una feroce sassaiola contro la colonna militare Usa, soldati in missione e polizia afghana che hanno sparato sulla folla uccidendo altre tre persone e ferendone molte altre, poi migliaia di persone in marcia contro le ambasciate straniere, il parlamento e contro l’inviso presidente Karzai, considerato un pupazzo del governo a stelle e strisce. Questi i fatti. Ma quello che sta accadendo in Afghanistan va ben oltre questi fatti. La popolazione è stanca. Stanca di vedersi sempre al centro di una guerra di potere che sconta sulla sua pelle. Ancora una volta si ripete il protocollo visto per Milosevic, Karazdic ed altri. In questo caso è Bin Laden che non si trova e per questo partono le rappresaglie. Nella provincia di Helmand è stata bombardata una moschea dove si riteneva ci fossero dei talebani, tutti uccisi. Un bel gesto di coerenza da parte di chi è andato nel Medio Oriente a cercare armi di distruzione di massa: non ce le hanno trovate (Lo ha ammesso persino Bush pochi giorni fa) e per questo motivo ce le mettono loro. Se poi, invece di occultarle in una qualsiasi stalla assieme al mulo di qualche ignaro contadino, le lanciano addosso alle persone, sembra non fare differenza. Una domanda però è legittima: ma gli 007 che hanno trovato le armi di massa e prodotto rapporti prima della guerra cosa hanno combinato? Hanno inventato tutto pur di avere qualcosa con cui poter affermare di aver lavorato e per sentirsi quindi con la coscienza a posto nel giorno di pagamento degli stipendi? Hanno fatto arrivare, per gli interessi di una piccola casta, fin nell’ufficio ovale di Gorge Bush Jr. rapporti che hanno poi legittimato un’aggressione ad uno stato sovrano. Ed oggi che fanno? Se ne escono con uno “scusate, ci siamo sbagliati”. Un errore non da poco, che è costato sangue e vite umane. Un gioco folle, fatto solo per avere qualche quattrino in più. Sembra di assistere ad una assurda edizione tridimensionale del romanzo di Graham Greene “Il nostro agente all’Avana”. Qui si gioca al corrierino dei ragazzi, finendo a correre per le strade con una prostituta seminuda sperando che non cada il castello di bugie messo in piedi. Intanto, gli innocenti pagano le menzogne e le invenzioni col loro sangue.

La missione in Afghanistan, cominciata come una santa crociata per liberare la povere donne afghane dal velo, sta scadendo sempre più in una commediola da teatro dei burattini. Sta annegando in una sciatteria assurda. L’ultima nuova è che hanno venduto i computer delle basi Usa, con i documenti riservati compresi. Comprensibilmente, umanamente, sono stati rinnovati gli uffici. Via i vecchi pc, che sono finiti nei negozi di Kabul per far muovere un po’ di soldi e tecnologia nell’economia locale. Peccato, però, che prima di darli via non li abbiano formattati. Altro che Bin Laden, ora. Qualsiasi ragazzino un po’ sveglio che si sia trovato a smanettare con quei computer potrebbe mettere in crisi la missione statunitense.
E di missioni partite come gite scolastiche l’Afghanistan ne ha viste delle altre. L’Albania ha inviato 100 uomini, Partenza in pompa magna con presidente della repubblica a far da professore accompagnatore. Gita cominciata male perché l’aereo non è decollato. S’è rotto. Eppure in genere le regole sulla sicurezza prescrivono una bella controllata ai mezzi la sera prima di partire per la gita. Come per tutte le gite scolastiche, il meglio è venuto in seguito. Quando il ministro della difesa albanese ha incontrato Karzai, si è visto chiedere dal premier ospitante come stesse in salute Enver Hoxa. L’ex dittatore albanese passato da tempo a miglior vita. Comunque, sistemati confortevolmente, i soldati sono stati messi liberamente a pascolare.
Cosa accadrà in seguito? C’è da tenere gli occhi aperti, e non fidarsi pienamente delle informazioni veicolate dai media. Perché ormai il modus operandi in medio oriente ha ucciso il mestiere di reporter. Specialmente quelli super informati, se ne stanno tranquillamente in albergo a trastullarsi in attesa dei dispacci ufficiali. Di quello che accade nelle strade non vedono e non sentono nulla. Poi, un giorno, quando viene rapita l’ennesima persona, non si rendono neppure conto delle trattative e degli incontri per pagare il riscatto. Ma sono sempre lì, con la penna pronta a vergare nuova righe sulla vittoria della diplomazia nell’incivile Medio Oriente. Peggio di così… L'unica nota ottimistica è che il nuovo regime ha portato almeno una sferzata di vitalità all'agricoltura afghana. Prima della guerra, i contadini praticavano la dura agricoltura di sussistenza, strappando alla terra brulla quei pochi ortaggi necessari alla sopravvivenza. Dopo la guerra, guadagnano tutti allegramente. Per la maggior parte hanno estirpato i sudati orticelli, sostituendoli con coltivazioni di papavero da oppio. E vissero tutti felici e contenti in un paradiso oppiaceo.

27 maggio 2006

I possibili attentati

Il sistema finanziario sta subendo in questi ultimi mesi profondi sconvolgimenti, e la bolla immobiliare e speculativa potrebbe scoppiare improvvisamente. I listini delle borse internazionali stanno quotidianamente volgendo al ribasso a causa della diffusa sfiducia nel mercato azionario. I fondi di investimento premono sulle commodities e sul prezzo dell'oro, agendo anche da insider traders, ossia manipolando a proprio favore le informazioni economiche. In questo modo stanno incamerando tutti i capitali disponibili e spingono le Banche Centrali a dismettere le riserve auree, per realizzare facili, ma sicuramente non duraturi, guadagni dal rialzo del prezzo dell'oro. D'altra parte le stesse stanno diversificando le proprie riserve valutarie, è di questi giorni infatti la notizia che anche la Russia sta dismettendo i propri titoli nominati in dollari acquistando euro. Il dollaro sta collassando su se stesso e le manovre della FED che si attendono per giugno non potranno che confermare questa tendenza.
Date queste le premesse, un clamoroso evento, come un attentato, potrebbe fare da boomerang, e ritorcere la responsabilità del crollo delle borse, e dell'inizio della fine, contro il terrorismo internazionale. D'altra parte gli amici non si dimenticano nel momento del bisogno.
È davvero sorprendente come la Francia abbia allertato i suoi cittadini gridando a gran voce un "allarme" per l'aviaria del virus dei polli. Il sospetto che dietro questa campagna mediatica si sta preparando qualcosa è confermato dal fatto che la Francia ha fatto delle dichiarazioni troppo forti su tale questione, mentre l’Inghilterra ha già fatto delle liste.

Due mesi fa nel canale della Manica è affondata una nave, e i governi hanno bloccato la pesca in quella zona. Il tunnel che collega Francia e Inghilterra sta registrando forti perdite, e un “buco” al suo interno potrebbe risanarne la situazione grazie ai fondi della ricostruzione, e lo stesso “buco” potrebbe aiutare a nascondere scorie nucleari, proprio com’è stato in Somalia, quando è sbucata un’autostrada su un terreno alquanto sospetto.
Non è da escludersi che ad essere colpito sia il canale di Suez, bloccando così il Mediterraneo e i traffici delle merci provenienti dall'Oriente, e facilitando Israele nelle operazioni di armamento.
Dovremmo dunque attenderci un altro attentato, pagato forse con il bottino della rapina avvenuta un mese fa a Londra, in maniera alquanto rapida e indolore, senza molti problemi fruttando più di 50 milioni di sterline.
La storia sembra ripetersi, eventi simili nel caso Aldo Moro: una rapina facile per pagare un attentato.

Come nel mese scorso Etleboro aveva preannunciato, la FED Reserve prepara un intervento sul mercato valutario statunitense, Invitiamo dunque tutti a disfarsi di moneta e derivati in dollari, prima che diventino meno di nulla.

Sembra molto strano che ad un certo punto si acceleri con un piano programmatico, proprio quando tutti i politici internazionali parlano di “scontro di civiltà”, e le moschee esplodono: stanno fomentando una guerra, sincronizzando i termini e dichiarazioni, con fatti e avvenimenti che sembrano a sé stanti.
E ancora, cerchiamo di prendere in seria considerazione la questione del vaccino contro avaria, cosa si nasconde all’interno di quel vaccino?Una ditta privata ritiene di aver un vaccino, allora bisogna indagare chi ne sono i proprietari: dietro gli eventi che stanno accadendo è teso un filo conduttore.

Il cerchio si sta chiudendo, gli eventi stanno facendo quadro su un'unica soluzione, per servire un grande obiettivo: una truffa di dimensioni colossali.
Il vero attentato si sta preparando in Svizzera, dove un gruppo di banche ha stabilito di creare una nuova moneta, per avere un controllo immediato sulle materie prime di ogni paese. Il progetto dei banchieri è di emettere moneta elettronica, avendo un’unità di misura prestabilita unilateralmente e garantita solo da file elettronici.

Questa costellazione di avvenimenti devono essere portati alla luce, oggi noi siamo vittime di un sistema usuraio che muove i fili della nostra esistenza a proprio piacimento. Lo scopo dei Banchieri è proprio quello di sottoporci ad una dittatura totale , basata sul concetto del “rent”, cioe dell’affitto e non della proprietà. Tramite l’emissione di un file elettronico, viene addebitato all'umanità il costo delle vite umane e del sacrificio globale.

26 maggio 2006

La Borsa globale per il controllo totale


Stiamo attualmente assistendo al più grande stravolgimento dei mercati borsistici mondiali dopo il fallimento del nuova economia,e dunque l’attentato dell’11 settembre. In due settimane più di 2000 miliardi di dollari di capitalizzazione sono stati bruciati sui mercati internazionali, 200 miliardi solo nella giornata di lunedì 22 nelle borse europee: la più grande crisi di liquidità si sta preparando.
L'aumento vertiginoso del prezzo delle materie prime sta devastando l'economia reale, e presto l'industria siderurgica e chimica dovranno assorbine l’aumento del prezzo dei metalli e dei derivati petroliferi, così come dell’energia. A questo si accompagnerà una crisi di liquidità dovuta al rialzo dei tassi interessi che indurranno le persone a investire, a risparmiare piuttosto che consumare, e a maggiori costi all’indebitamento, che sia accompagneranno anche da una maggiore difficoltà ad ottenere credito. Quello innestato da anni, se non decenni, è un processo evolutivo e inesorabile, non si può arrestare ma solo rallentare. È quello che più o meno ha cercato di fare Bernanke, perché ha aumentato i tassi di interessi per dare da un lato la stretta monetaria e frenare l’inflazione, e dall’altro per svalutare i debiti della bilancia commerciale. Il dollaro FED ha distrutto l’economica mondiale, come un verme l’ha divorata, e con un debito pubblico così elevato e con una economia fondata sul consumo e non sulla produzione, c’è ben poco da fare. A giugno scatterà il nuovo aumento dei tassi di interessi, non solo in America, ma anche in Europa e in Giappone.

Dalla prima fase detta "d'emissione", che vede una serie di fattori, prima separati, convergere improvvisamente tale da essere evidente agli osservatori più attenti, si passerà ad una fase detta "d'accelerazione". In questa fase gli investitori prendono coscienza della crisi perché comincia a farsi sentire su fatti ed elementi che prima non si considerano. A giugno entreremo in questa fase, in cui gli shock sui mercati saranno sempre più frequenti sino a far esplodere la bolla immobiliare e finanziaria. Dopodichè si entrerò nella terza fase, che è detta "d'impatto", costituita dalla trasformazione radicale del sistema stesso (implosione e/o esplosione) a causa di tutti quei fattori che nel tempo si sono accumulati, il sistema dunque si sgretola. Nella quarta fase detta di "disincantamento" gli attori andranno a costruire un nuovo sistema sulle ceneri dell’altro. Non è possibile dire i tempi e gli scenari che si apriranno, forse passerà un anno, forse 5 anni, ma sicuramente la moneta di carta cadrà in disuso per far posto alla moneta elettronica, e la nostra economia diverrà di tipo “Rent”, cioè dell’affitto, del consumo, non produrremmo né avremo proprietà.

In meno di tre mesi, tutte le certezze sul futuro saranno rovesciate, e giugno sarà davvero un mese critico e decisivo. I timori di un’esplosione dell’inflazione spinge le Banche centrali ad alzare i tassi, ma questo poi determina il crearsi di bolle borsistiche, dovute a delle operazioni puramente speculative che spazzeranno via le economie emergenti e quelle deboli.
È quello che è accaduto sui mercati europei questo lunedì: i grandi fondi di investimento approfittando della differenza dei tassi di interesse, si capitalizzano, ossia si fanno finanziare in mercati con bassi tassi (mercati asiatici), dopodichè investono tali risorse in mercati ad elevato rendimento (america) in titoli derivati e future sulle commodities. Una piccola contrazione del prezzo delle merci è bastato per bruciare 200 miliardi di euro, perché quei futures improvvisamente erano scambiati ad un prezzo inferiore rispetto a quello d’acquisto. Una piccola contrazione dei prezzi poteva far crollare i mercati asiatici, o almeno quelli più deboli come quello Indonesiano, perché loro hanno perso quei soldi investendo nei fondi.
Così si è assistito, tra la prima e la seconda settimana di maggio, alla più forte liquidazione di azioni sulla borsa americana da un anno ed alla più forte caduta settimanale delle borse europee dall'agosto 2004.

Ovviamente coloro che reggono le fila del sistema non vorranno certo perdere il controllo della situazione, e infatti quello che sta ora accadendo sulle borse mondiali non ha precedenti nella storia: la fusione delle borse internazionali un un’unica Entità.
Quello che è iniziato come progetto paneuropeo, su iniziativa della Euronex, società che controlla la federazione delle Borse di Parigi, di Amsterdam, di Lisbona, è diventato un progetto internazionale di dimensioni titaniche. Dal progetto è stata momentaneamente, per così dire, “esclusa la Deutsche Borse”, che non ha voluto cedere alla perdita di una posizione di potere di Francoforte che infatti avrebbe dovute cedere il passo ad Amsterdam, dove sarebbe stata posta la sede della Holding derivante dalla fusione. La Deutsche Borse ha tuttavia perso la sua occasione e dovrà sicuramente pagare molto di più per rimettersi in gioco, perché la fusione con NYSE, la borse di New York, è già stata messa ai voti dell’assemblea dei soci, ossia le più grandi banche internazionali che controllano i fondi di investimento, le Borse s.p.a. e, nella maggior parte dei casi, le società all’interno quotate. Verrà creato il mercato azionario più grande e liquido del mondo, con oltre 4000 società quotate, che non è altro che un sistema finanziario telematico internazionale nel quale confluiranno tutte le transazioni dei paesi occidentali. È infatti questo il primo passo, diremo storico, verso la creazione del sistema telematico sul quale circolerà la moneta elettronica, le transazioni azionarie e lo scambio di merci.
Ben presto anche la Borsa di Londra entrerà nella Holding, e quella Italiana sarà acquisita da questo mostro.L’italia perderà il suo centro finanziario,e presto anche una delle Istituzioni che controlla il mercato azionario e societario, ed è sconcertante che il Ministro Padoa Schioppa non ha altro da dire che spetta sempre alle società decidere perché sono enti privati. Perdendosi il sistema in un’autostrada telematica sconfinata, le Autority e lo stesso governo non avranno più alcuna voce su acquisizioni e fusioni: sarà questa l’espressione del liberalismo più assoluto. Il business dei derivati, dei futures e delle opzioni non conoscerà limiti, insomma è la ribalta dei Banchieri in grande Stile.

Non dobbiamo qui dimenticare che Euronext presenta non poche correlazioni con la loggia massonica che si nasconde dietro Clearstream, e una fra tutte è la partecipazione del suo Presidente al The Bridge Global Forum, che conta tra i suoi membri il Governatore della Banca del Lussemburgo e il Presidente di Clearstream.
Mentre tutto questo accade, il governo tace e ossequiano alle direttive che giungono da coloro che li hanno condotti al potere. Infatti il giorno stesso in cui è stato formato il Governo Prodi, i Banchieri di Banca Intesa hanno pubblicamente dichiarato che occorreva subito cambiare la legge sul risparmio, la stessa legge che timidamente accennava alla proposta di acquisto di Bankitalia da parte dello Stato. Gli scandali calcistici inondano le cronache dei giornali, ma anche in questo caso non bisogna tralasciare il fatto che milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato sono spariti dai bilanci. La denuncia della truffa architettata dà solo in parte vita agli scandali: alcune teste devono cadere essendo i capri espiatori, mentre il resto va insabbiato. I fondi neri delle squadre di calcio, che nient’altro sono che i fondi neri delle società che le possiedono, scompaiono ancora una volta nei circuiti bancari utilizzando come prestanome i calciatori: gli ingaggi calcistici miliardari non esistono, perché essi vengono subito rinvestiti dai calciatori stessi in Fondi e Banche, così come le leggi spalma-debito delle società di calcio servono solo a coprire altre truffe. Inoltre, i pm sospettano che i fondi scomparsi siano stati depositati nello Ior dalla società di Moggi. Se lo scandalo proseguirà di questo passo anche il Vaticano ne subirà le conseguenze, screditando sempre di più un’Istituzione per sostituirla con un’altra.


Dietro ogni scandalo c’è sempre un burattinaio che fomenta la tangentopoli e si nasconde poi dietro l’Istituzione che dovrebbe invece essere la soluzione o il Governo dei Buoni.
Allo stesso tempo vediamo che ancora una volta gli Illuminati giungono in Europa, mangiano l’intero mercato europeo trovando un ragionevole accordo con i banchieri europei.
Il presidente della Fondazione Rockfeller è in viaggio in questi giorni nei Balcani, e si eleva ad ambasciatore di pace dicendo al popolo serbo “di chiedersi cosa è un serbo”. Noi vorremo sapere invece cosa è un americano, se non la cavia più docile dei loro più atroci esperimenti, e cosa sono gli Illuminati, che si sono autoproclamati Menti Superiori senza tuttavia avere delle idee proprie. Stanno mangiando l’Europa diffondendo odi e rancori in paesi, in cui i conflitti sociali sono radicati da secoli, e aiutano a depredare imprese e popolazioni, che martoriate da secessioni e genocidi, perdono la propria identità e di rifugiano delle loro Istituzioni. Qui stabiliscono i protettorati e i commissari europei, insinuano i rappresentanti del FMI all’interno dei governi, mentre riempiono le Ambasciate di depravati, di pedofili e assassini. Le cdd. Organizzazioni umanitarie sono il covo degli infimi strati dell’umanità, figli delle Baronie e delle corruzioni, della depravazione più assurda, e poi si ergono come Istituzioni e difensori delle nostre famiglie, dei nostri villaggi e delle nostre case.

19 maggio 2006

Dove sono i terroristi, le armi di distruzione e i soldi dell'Iraq?


La AFP ieri ha dichiarato che, l’11 Settembre, l’aereo sul pentagono non è mai caduto: un evento del tutto eccezionale considerando che dietro questo tipo di eventi esistono grandissimi interessi economici. Le guerre da sempre vengono combattute in altri paesi e non sul proprio territorio, l’11 settembre non è che un fatto eclatante che si è reso necessario per cambiare le regole del gioco e fissare un nuovo ordine.
Cos’è dunque il terrorismo se non uno strumento, come può esserlo il denaro, nelle mani delle Entità per controllare i popoli?
Nei Balcani gli Americani e gli Inglesi armarono un corpo come combattenti Islamici, in realtà erano fanatici manipolati dalle intelligence e utilizzati come arma; e infiltrati sono anche i personaggi che si fanno ambasciatori di pace, si dicono giornalisti o sono portavoce di Associazioni e Ong: sono delle talpe al servizio dei Padroni. Una volta che questi fantomatici terroristi hanno svolto la loro funzione, la Cia prende un aereo, fa un’azione antiterroristica e li arresta. Magari prima di atterrare a Guantanamo, li porta a fare una passeggiata a Madrid, o a Londra dove degli strani attentati spiazzano la classe politica al governo per far posto ad un’altra. Bisogna capire che dietro un attentato a Londra può nascondersi un servizio segreto di un paese europeo, che sottobanco finanzia un altro piccolo stato. Così per esempio i Croati possono fare un attentato a Londra per poi dare la colpa ai russi e compromettere le cooperazioni tra Russia e Inghilterra.

Quando le due torri vennero giù, il presidente Chirac subito si recò in America, ben sapendo che le attenzioni di Washington si sarebbero concentrate sull’Iraq, dove la Francia intratteneva dei grandi giri di Affari.
In seguito alla guerra nel Golfo, l’approvazione del programma ONU “Petrolio contro Cibo” aveva messo in moto un meccanismo di riciclaggio dei petrodollari dell’Iraq: i fondi ricavati dalla vendita controllata del greggio e pagati in danno al Kuwait, vennero deviati dalla Clearstream verso delle Banche schermo. Al programma “Cibo contro Petrolio” avevano partecipato più di 2000 imprese petrolifere, e tutti i fondi furono traferiti e deviati all’estero, mentre una parte di essa venne attribuita all’allora classe dirigente francese, che aveva contribuito alla truffa del Kuwait Gate. La Francia diventa il crocevia di questi trasferimenti di soldi, così come ottimo partner dell’Iraq tramite l’intermediazione di Legardere, padre del polo europeo della difesa.
Saddam possedeva dunque i tracciati di questi miliardi di investimenti, che venivano trasferiti alle imprese che partecipavano al programma "Cibo contro petrolio", e ai politici francesi, alimentando così i finanziamenti illeciti ai partiti. Dal canto suo, la Francia, nel 2003, concluse un gigantesco contratto di vendita di armi, con l’obiettivo di armare Saddam nel caso di un’invasione americana, che da lì a poco non sarebbe tardata a venire. Lagardere, che manteneva ottimi rapporti con Saddam, temeva che presto le pretese di una Lobby si sarebbero estese fino in Iraq, per accaparrarsi il business dell’industria francese delle armi e mettere le mani sul giro di riciclaggio dei petrodollari.
Raffick Hariri , primo ministro Libanese, era stato incaricato invece di trovare i fondi per le campagne presidenziali di Chirac in Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, e insieme con Lahoud Imad , era contabile di questo enorme giro di soldi. Entrambi possedevano i numeri dei conti ed i nomi degli intermediari che hanno gestito le commissioni sulle vendite di armi, nonché le chiavi dei sistemi di finanziamenti occulti dei partiti politici francesi, tedeschi, russi, italiani, britannici, belgi, americani che sono collegati allo scandalo "Petrolio contro Cibo". Imad Lahoud presto viene messo sotto controllo dal DGSE, non perché accusato di far parte di Al Qaeda, ma perché possedeva l'elenco dei nomi delle persone, e avendo gestito i tracciati, poteva identificare e descrivere le trafile del denaro di "Petrolio contro Cibo", del Kuwait Gate, ed il bottino della prima guerra del Golfo.
Hariri viene rintracciato e ucciso, e la sua morte scatenò una destabilizzazione in Libano a causa delle minacce che dagli Stati Uniti e dall’Onu vennero dirette alla vicina Siria, come responsabile dell’attentato. La commissione ONU istituita aveva dunque come principale obiettivo quello di gettare ombra sull’accaduto, per proteggere la posizione del segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, che tramite suo figlio era direttamente implicato nello scandalo "Petrolio contro Cibo". Anche allora la realtà dei fatti venne stravolta inculcando la pista siriana, e guarda caso, il Procuratore dell’Aja , Carla del Ponte, ben pensò di proporre un suo amico, Detlev Mehlis, a capo di quella commissione dell'ONU.
Hariri viene ucciso, mentre Saddam viene catturato e i suoi figli subito uccisi.
Hanno inscenato un grande spettacolo per la cattura di Saddam, al solo fine ridicolarizzarlo di far sembrare che si trovasse, come un ladro, nascosto in un bunker, mentre noi crediamo che lui stesso si sia consegnato 15 giorni prima. Saddam era pericoloso perché conosceva i tracciati e aveva così in pugno la Francia.Ora un altro processo è in corso, altri genocidi e altri crimini contro l’umanità, dinanzi ad un tribunale che per molte cose ricorda quello dell’Aja, ma nessun tribunale processerà mai l’Etnocidio del popolo irakeno!

E così noi adesso ancora cerchiamo le armi di distruzione di massa, i terroristi e Bin Laden.
L’intero giro di potere, corruzione e guerra si basa infatti su un sistema finanziario che è elettronico, che gira su dei computer: moneta, mutui e debiti sono solo cifre su un computer, sono dei bit. Uomini combattono altri uomini senza sapere per cosa lottano, senza sapere che dietro a tutto questo, vi sono dei computer che elaborano cifre. È questa la battaglia che noi facciamo, gli scandali e tutto il resto non ci porteranno mai a nulla, perché il male non sarà sconfitto.
Occorre invece che venga istituito un codice autostradale, un codice per le informazioni e un codice informatico garantito dalle università e dai centri di ricerca. Come è possibile che le industrie informatiche producano programmi sapendo poi le chiavi di accesso?Se noi abbiamo pochi linguaggi, come PHP o oracle ecc , e le industrie possiedono i codici di accesso, chi garantisce la sicurezza delle piattaforme su cui lavoriamo, o dei nostri conti correnti bancari. Il male non è Saddam, ma sono quei maledetti computer e coloro che li manovrano. Ma noi chi stiamo cercando davvero? Noi tutti stiamo cercando quei computer, che compiono un reato che non esiste per un crimine invisibile.

18 maggio 2006

La TAV mette da parte il Ponte sullo stretto

In una giornata assolutamente negativa per le borse europee e internazionali, bruciando più di 244 miliardi di euro con l’equivalente del valore di mercato di 30 società, cambiano i pattidegli “investitori” e degli speculatori ha cambiato rotta, e così il mercato azionario è quasi crollato. Nella stessa giornata, forti dichiarazioni sono state rilasciate dai leader del centrosinistra, che senza una squadra di governo alle spalle hanno affermato che il ponte sullo Stretto di Messina non si farà più, perché è un’opera inutile.Vediamo dunque due lobbies che si scontrano in una guerra sotterranea. Una che intende costruire il Ponte sullo Stretto, così come vuole la realizzazione del progetto MAAS, l'interoporto di Catania per farlo divenire il nuovo centro per gli scambi commerciali di prodotti agro-alimentari sia verso l'Europa continentale che verso il Mediterraneo. Un’altra, di cui il Sig. Prodi è il rappresentante in veste ufficiale in Parlamento, ha in programma di creare un interporto a Malta per lo scambio delle merci nel Mediterraneo sino all’Asia. In un’economia iperinflattiva sono le merci il giusto investimento, e il controllo dei traffici marittimi e terrestri, e dunque di porti e infrastrutture, è il vero mezzo di controllo. Questo lo sanno le Banche che stanno portando avanti una strategia di acquisizioni e privatizzazione dei porti inglesi e del Mediterraneo, così come lo sanno i grandi fondi di investimento che puntano tutto sulle commodities.

Dopo che Prodi ha vinto le elezioni, anche Romania e Bulgaria entreranno in Europa così come la Turchia e i Balcani, prendendo così parte al piano per il controllo dei corridoi e dei porti, delle grandi infrastrutture. Sino ad oggi troppi ostacoli avevano impedito tale ingresso, come gli abusi dei diritti umani, la criminalità o la loro resistenza alla privatizzazione e al saccheggio delle multinazionali.Progetto Interoporto di Catania

È stata questa una giornata davvero particolare, in cui si è avuto la conferma che quanto sta accadendo e gli eventi collaterali a cui assistiamo sono solo gran scenate: descrivendo come il sistema sia stato studiato per far credere alle masse che occorre cercare un nemico che non esiste, un Signor Internet. Moggi, Vanna Marchi, e quant’altri scandali da quattro soldi, sono solo ottimo materiale per queste persone che “tirano a campare” facendo gli attori da telenovela e vendendosi per una macchina o una crociera. Provenzano non è stato catturato, bensì prelevato da casa sua in un momento in cui far pubblicità e propaganda serviva. E così nei Balcani, in Montenegro e in Albania, si accendono i riflettori su video-porno registrati da cantanti o personaggio dello spettacolo, un martellamento continuo di immagini e foto porno che sta monopolizzano i media e la stampa, tutto il resto attorno è il nulla. Questo è solo un piccolo esempio di come le Entità economiche giochino con gli eventi e muovano pedine per continuare a detenere il potere senza incorrere in destabilizzazioni. È come se su delle autostrade durante la circolazione, qualcuno decida di cambiare le regole stradali quando diventa più opportuno e vantaggioso. Viene attivato un processo tecnico-giuridico che non permette a nessuno di agire in difesa dei propri diritti, o degli Stati o dei popoli, per questo può essere visto come un Etnocidio.

Mentre gli scandali scoppieranno, le facce dei politici saranno sempre immobili e indifferenti, perché sono complici e sono disposti a sacrificare il sudore degli Italiani: tutti quelli che hanno preso soldi in dollari sono ricattati. Prima dell’11 settembre, ci sono stati moltissimi trasferimenti di denaro di fondi neri delle imprese, e una serie di leggi complesse ha fatto sì che determinate transazioni non fossero tracciate. Molte imprese infatti sono fallite, derubate dei loro soldi senza alcun possibilità di appello: magistratura, politica, stampa, ovunque gli imprenditori andavano loro li avevano già preceduti. Il crollo delle Torri Gemelle è stato il più grande colpo della storia, una grande scenata che ha tenuto occupato le intelligence di mezzo mondo, che così hanno indagato su falsi terroristi, come l’attentato a Londra il luglio scorso è stato senz’altro organizzato da un servizio segreto estero per far ricadere la colpa sui russi. Il fatto che la Cia ha fatto delle operazioni fuori il suo territorio, implica che delle Intelligence parallele tengono sotto scacco i servizi segreti di uno Stato, un’intera classe politica. Uno Stato diviene ricattabile, sia per un fatto politico-istituzionale, sia per il fatto che molti politici hanno accettato quel denaro che gli era stato offerto, perché anche se un singolo parlamentare è stato corrotto, l’intero partito diviene ricattabile. L’Affare Clearstream non è altro che una vera e propria enciclopedia per sbarazzarsi di una classe politica, perché quando un Presidente di una Banca dice che tutto è rintracciabile, lancia un monito ai Capi di Stato: vi abbiamo in pugno, andatevene o pubblicheremo i conti! Tutto questo ovviamente per far posto alla voce delle Associazioni, dei consulenti indipendenti, delle commissioni di esperti, come già funziona per le direttive comunitarie. Ed è quello che sta accadendo anche in Italia, insomma presto la politica scomparirà per dar spazio a queste entità che appariranno agli occhi dei cittadini un’espressione di sovranità popolare. Attualmente l’intero sistema economico capitalistico è arrivato al punto del collasso, e ancora una volta delle Lobby si scontrano per non perdere il controllo globale. Mentre una parte di esse vuole la guerra in Iran, per bloccare le intenzioni di Teheran di costituire una borsa del petrolio che contratti in euro , un’altra sta premendo per il controllo dei metalli preziosi e dei traffici delle materie prime . I Massoni dunque vogliono far ricadere la colpa della cattiva gestione del mondo su una parte della classe politica dirigente e tenersi l’oro: è da quello che devono ripartire, perché il suo valore è aumentato ma continuerà sempre più ad aumentare. Se l’Adusbef consiglia di vendere l’oro della Banca d’Italia questa cosa deve indurre tutti a riflettere sul fatto che siamo arrivati al punto del fallimento della politica, in cui sono le associazioni a rappresentare i diritti dei cittadini e delle imprese, ma non i politici, che sono ormai i rappresentanti delle lobbies e dei poteri forti.

17 maggio 2006

Clearstream: la fine della politica

Christian Basano rilascia alla Etleboro una intervista inedita

La Etleboro, intervistando Christian Basano, ha voluto fare luce su quanto è accaduto anni fa con lo scoppio della Guerra nel Golfo, sulla truffa congeniata dalle Banche per derubare e schiavizzare i popoli. Vi offriamo la verità e una chiave di volta per capire perché presto la più grande Tangentopoli Europea distruggerà la politica per far posto alle nuove Istituzioni, i media e le Associazioni, portando nel baratro più di 2000 imprese e 600 politici. Il vero affare Clearstream è il Kuwait Gate con la truffa di più di 23 miliardi di dollari, sotto gli occhi dell'ONU nella cornice del programma " Petrolio contro Cibo" di cui la principale vittima è il popolo iracheno. Il più grosso cassetto dell'affare Clearstream non è stato ancora aperto.

Ringraziamo tutti coloro che ci seguono, per le loro e-mail e le loro adesioni, per la stima e la fiducia che ripongono in tutti noi, per il loro coraggio. Ringraziamo Rinascita, che ci consente di avere un prezioso spazio sulla carta stampata, e così nelle edicole e tra la gente.Ringraziamo Christian Basano per averci offerto la verità, per la sua disponibilità, noi ammiriamo molto il suo coraggio e la sua tenacia nel combattere questa guerra contro il male.
D:Signor Basano, cos’è successo nel 1991 quando siete andati in Kuwait?

R: All'epoca del nostro trasferimento in Kuwait, dopo essere stati contattati per lo spegnimento dei pozzi in fiamme, dal 29 luglio al 12 agosto 1991, non abbiamo assolutamente firmato un contratto. Il nostro soggiorno doveva durare 3 giorni, ma siamo rimasti 15 giorni perché, "loro" non sapevano che cosa fare di noi: un giorno ci uccidevano, un altro giorno non ci uccidevano. Claude Marine Vaskou, l'addetto commerciale dell'ambasciata francese ha negatoContratto P.B.E. Oil 1991 di eseguire l'ordine di eliminarci. Penso che il contratto PBE Oil è un vero falso contratto che è servito come supporto per far girare il denaro utilizzandolo in un "gioco di banche" fatto da Clearstream. Il Presidente della società PBE Oil, vecchio agente del DST, Paul Colne è stato ritrovato morte nella sua cella di prigione il 23.12.1997 , alcuni mesi dopo la pubblicazione del Giornale di Ginevra "dove sono finiti i miliardi del Kuwait?“ .

D:Dopo il furto dei brevetti, perché Ferraye l'ha denunciata?

R: Ferrayé non ha avuto il visto per andare in Kuwait, usando come pretesto, la sua nazionalità libanese forse. Era convinto che i suoi brevetti venivano utilizzati in Kuwait. Ad ogni modo, era convinto che i suoi soci, Basano-Tillié-Colonna, l'avessero tradito.

D: Qual è il meccanismo dei conti ADER?

R: Grazie a Clearstream, le Banche fanno un "Gioco di Banche" utilizzando la tecnica dei conti " Banca schermo" nella cornice del funzionamento dei conti "nostri": procedendo attraverso di esso, un investitore, per problemi di discrezione, fa realizzare un'operazione finanziaria ad una banca che agisce a suo nome ma per conto del cliente. Questo sistema, che presuppone un segreto bancario “totale”, comporta il rischio, se l'operazione è importante, che non sia ritrovata nei bilanci della banca se questi sono pubblicati.
Vedi i conti ADER
Le banche possono designare, in tutta legalità, il nome dell’Avente Diritto Economico Reale (ADER). I conti di alcune Banche, detti di " Transazione", avendo partecipato alla deviazione dei fondi del Kuwait, hanno gli stessi numeri dei conti utilizzati per altre persone per altre operazioni in un altro momento.

La maggior parte di questi conti è organizzata in vari cassetti, con un conto principale che controlla la deviazione, ma che esegue immediatamente la ripartizione che si fa automaticamente su dei conti secondari sotto lo stesso N° con le lettere o dei cifre b,c,d, cosicché la transazione sembra essere meno importante. A titolo di esempio, si guardino questi due conti:
24.B.466.71.H, titolare Jean Pierre VAN ROSSEM, BMB che poi trasferisce 133.000.000 BEF sul n. di conto 248.466.71 A. . O i 2 conti esistono, o il numero è sbagliato, o c'è stata una falsificazione della BMB : l’8 è diventato una B e la A è diventata una A???

Il sistema offre ai clienti la possibilità di non apparire mai all'epoca delle transazioni finanziarie internazionali. Questi clienti possono essere delle Banche, o delle persone che fittiziamente sono a capo di società off-shore, o conosciuti nei giri di riciclaggio, designando invece i soci di Ferrayé come Aventi Diritto Economico Reale, ossia i clienti "effettivi" di questi conti.

André Lussi, vecchio Presidente di Cedel, Clearstream, parla della memoria del denaro: tutto è tracciato, tutto è registrato, è possibile ritrovare esattamente tutto ciò che è stato deviato. Si può dunque, se ci si dota dei mezzi, ricostruire il viaggio, spesso lungo e complicato, delle deviazioni elettroniche dei conti da Parigi a Lussemburgo, dal Jersey alle isole Caymans, da Ginevra a Toronto, ecc. Questa è la ragione per la quale il signor Guy BARBONI, direttore aggiunto dell'agenzia dell'United Bank of Swisszerland (UBS), via del Rodano 8, che ha ricevuto me, J.Ferrayé, M.E. Burdet, il 31 gennaio 2005 e ha dichiarato, con riferimento al conto N° 231215 : "Questo conto non esiste" nella forma “sugli schermi di computer dell'agenzia”. Ciò che non vuole dunque dire, in nessun caso, che il conto N° 231215 non esiste di fatto, perchè, in di altri termini, questo conto esiste bello e buono, ma come conto segreto di livello II ADER!

Il 15 maggio 2001, sono stato sentito a Lussemburgo da Pierre Kohnen, Commissario in Capo del Servizio di Polizia Giudiziale su commissione richiesta dal Giudice istruttore E.Nilles, a proposito della denuncia che avevo depositato sui conti non pubblicati del caso " Clearstream". Nello stesso momento, l'automobile di André Sanchez esplode in Svizzera. Bizzarro, direte sicuramente bizzarro. Sanchez si sentiva minacciato e aveva registrato i suoi timori su una cassetta prima di recarsi all'appuntamento del 15 maggio 2001. Auto di Basano distrutta
"Buongiorno miei cari! Se ascoltate questa cassetta, è perché non sono ritornato dal mio viaggio. Malgrado le aspettative, non bisogna credere che sia sparito o che abbia messo fine ai miei giorni, tutto questo è completamente falso. La totalità di questi eventi, li devo a Di-Cara, al Sr. M.Veneau, al Sr. D.ROU, di nazionalità americana, ed al Sr. H.Aiden che non ho mai incontrato. La totalità dei dossiers, e in particolare il dossier Veneau, si trova nel cassetto del piccolo mobile che è accanto al mio ufficio. È associato a questo dossier, ma non so fino a che livello è informato, un principe kuwaitiano, la fotocopia del cui passaporto si trova nel dossier Venaud . Mi sono reso conto che, da un po’ di tempo, manipolavano i conti dei clienti per i quali svolgevo il mio mandato......manipolazioni informatiche da parte quel bieco del Sr.Aiden a livello nazionale, e persino internazionale su i conti senza eredi..... hanno l'abitudine di fare delle deviazioni di fondi elettronici.....confesso che comincio ad avere delle preoccupazioni per la mia vita, considerando gli affari in gioco, queste sono persone che sono pronte a tutto per provare a far tacere le persone...."


D: Perché i magistrati, la hanno attaccato radiandovi dall’albo dei revisori contabili?

R:Perché il 30 novembre 1995 avevo depositato denuncia al Parquet di Nizza. A partire da questo momento, tutto è stato messo in opera per eliminarmi "democraticamente" .


D:"Droit de Penser " la accusa di essere antisemita e di fare parte di movimenti fondamentalisti islamici. Come spiega questo?

R: Tropée Desgué mi è stato messo tra i piedi il 2 maggio 2000, 10 giorni prima della diffusione della trasmissione SAD del 12 maggio 2000, annullato su intervento politico di DSK, il Ministro dell'industria dell'epoca, che ha trasferito in favore dell' Istituto Nazionale della Proprietà Industriale i brevetti di Ferrayé. In effetti, Tropé Desgué e Christine Louis Quéré, avevano una missione per destabilizzarmi. Il rapporto Volcker reso il 2 novembre 2005 ha messo fine alla loro missione. È la ragione per la quale diffondono una " diarrea verbale" dappertutto. In effetti, lavorano per il Mossad, il servizio segreto israeliano. Ho depositato parecchie denunce contro di essi ed i siti internet, e i blogs che diffondono queste diffamazioni, eccetera.. Oggi sorvegliano il mio appartamento a Nizza, sotto la copertura del Procuratore Montgolfier.


Procuratore MontgolfierD:Lei ha denunciato anche il procuratore Eric di Montgolfier?

R: Montgolfier è un rosacrociano, un franco massone di alto livello, un templare. È stato incaricato di neutralizzarmi, è stato pagato per fare ciò. Stiamo ora tentando di cercare i suoi conti alle isole Caimans. Hanno provato già ad eliminarmi il 2 agosto 1997 sabotando la mia automobile, sia in questi ultimi 4 mesi dopo che ho pubblicato l'articolo nel giornale di Ginevra.
Oggi, sono molto inquieto per la mia vita e quella della mia famiglia. È questa la ragione per cui bisogna diffondere dappertutto il loro imbroglio.

D:Come l'affare Clearstream, e dunque il Kuwait Gate, si ricollega allo scandalo di "Petrolio contro Cibo" ?

R: Il 30 luglio 1993, il Kuwait Oil Company (K.O. C.) deposita presso la Commissione di Indennizzo delle Nazioni Unite, una domanda di rimborso per le spese riguardanti la gestione delle eruzioni dei pozzi per 951.630.871 dollari. Il 15 novembre 1996, il Consiglio di amministrazione della Commissione di indennizzo delle Nazioni Unite, nella cornice del programma umanitario " Petrolio contro cibo", dopo una verifica, accorda al K.O.C un'indennità di 950.715.662 dollari, come richiesto. Il KOC è una filiale controllata al 100% della Kuwait Petroleum Corporation, di cui lo stato del Kuwait è il solo azionista . estratto lista imprese coinvolteIl 13 settembre 2000, il Ministro del Petrolio kuwaitiano incontra a Matignon, il Primo Ministro francese, Lionel Jospin, per dirgli che il Kuwait richiede un indennizzo di 22 miliardi di dollari per il costo supplementare generato dall'utilizzazione del metodo rivoluzionario francese, i brevetti di Ferrayè, per spegnere, bloccare e riutilizzare i pozzi in fuoco nel 1991. Questa somma corrisponde in effetti al preventivo mandato al mese di giugno 1991 da me e Ferrayé al Sr. Issam Al Sager, Direttore della Banca Nazionale del Kuwait, che gestisce attualmente un fondo di investimento, TMW Asia Fund, di 22 miliardi di dollari !!

E, come per caso, il 27 settembre 2000, il Consiglio di amministrazione della Commissione di indennizzo delle Nazioni Unite, su proposta di Francia e Russia, 15,9 miliardi di dollari sono stati accordati ad una compagnia petrolifera kuwaitiana (K.O.C) e il Consiglio di sicurezza ha accettato di ridurre dal 30% al 25%, i tassi dei prelevamenti che saranno effettuati sulle royalties di Bagdad per indennizzare il Kuwait.

I politici corrotti che hanno partecipato al voto di questo accordo, sono stati ricompensati molto bene con l’attribuzione di buono acquisto in " barili di petrolio" mentre durante questo tempo il popolo iracheno soffre di questa corruzione gestita dalle più alte istanze politiche mondiali.


D: Quali conseguenze vi saranno sulla politica e l'economia francese se questi grandi scandali esploderanno?

R:Sarà la fine della Quinta Repubblica per la Francia, anzi sembra che oggi Mitterrand abbia deviato 1 miliardo di dollari delle indennità versate dall'Arabia Saudita per la Guerra del Golfo, ed a livello internazionale la fine dell'ONU.

Tengo, infine, a ringraziare Etleboro e la sua rete per il loro coraggio e la loro indipendenza, al fine di informare il cittadino del mondo, fino a che punto siamo manipolati da coloro che tirano i fili in retroscena, dietro uno specchio. Il male non attende che una sola cosa, che le persone per bene non facciano niente. Noi siamo milioni e milioni di gente per bene, allora la vittoria è prossima.

16 maggio 2006

Beppe, comincia a pedalare: fai una class action


Lo strapotere delle multinazionali, le truffe dei grandi speculatori pubblicizzate da promotori finanziari ben addestrati e dai media rappresentano il vero pericolo per l’economia.
I consumatori, i piccoli investitori sono derubati quotidianamente, dai conti corrente alle finanziarie, dai contratti telefonici ai titoli comprati in banca, fino a giungere ai grandi crack e alle truffe colossali. Da molti anni in America, il sistema giudiziario offre ai singoli consumatori una potente arma: le class actions, sulla base del principio che l’unione fa la forza. Se si è da soli non si possono sfidare i colossi del tabacco per una leucemia, né ottenere il rimborso delle poche migliaia di euro sui bond di una società che fa bancarotta fraudolenta. Le class action innanzitutto, aggregando le varie richieste individuali in un’unica denuncia, contribuiscono a creare il “danno” potenziale, che non esiste se milioni di persone derubate di 100 € non espongono denuncia.
Infatti, spesso l’entità del danno non giustifica le spese legali né i tempi giudiziari per tentare il processo, con il risultato che questi criminali non saranno mai perseguiti per i miliardi che hanno rubato. Il sistema è molto efficiente perché consente di velocizzare i tempi di condanna per una società, ed elimina anche le controversie derivanti dalle sentenze tra di loro contrastanti: un’unica sentenza per 1000 casi uguali. Questo è un meccanismo ormai collaudato e funzionale nella realtà americana, nonostante le speculazioni dei grandi studi associati, che ne hanno creato un vero business: è il rovescio obbligato di ogni medaglia che luccichi come l’oro.

In Italia questo è un sistema che tarda ad arrivare, e non capiamo bene il motivo, anche perché non può certo dirsi che manchi occasione o una massa querelante. Quanti imprenditori sono stati derubati dalle Banche attraverso l’ anatocismo, quanti uomini sono falliti e sono rimasti da soli, abbandonati dai politici, dalle associazioni, e sono stati vittime anche della disinformazione perché nessuno ha mai saputo spiegare loro come chiedere il rimborso dei soldi dati agli strozzini bancari.
Scandali come quello della Parmalat hanno privato dei risparmi di una vita gli operai e i pensionati, dando poi tanto e tanto materiale per discutere all’infinito ai comici e ai pensatori. Sono stati scritti libri, fatte trasmissioni e molti si sono autoproclamati “eroi europei” dei consumatori e delle masse, diventando predicatori e Santoni dell’Economia, e poi, per mantenere una certa veste di imparzialità, dicono di essere dei “comici”. E così il grande Beppe Grillo, che ha costruito una macchina che fa soldi sul ridere delle disgrazie degli Italiani, ha raccolto del denaro tra i suoi utenti per avere una pubblicità del suo blog su di un giornale americano.
Riesce a sollevare le masse , parla a milioni di persone ma allora perché non ha mai proposto una class action sulla truffa della Parmalat, raccogliendo le adesioni delle migliaia di persone che si sono viste derubare i loro risparmi o anche solo di 1000 euro. Allora perché anche tu Beppe non ti alzi e cominci a “pedalare”, perché non scendi in piazza con un avvocato e raccogli su un foglio le firme delle migliaia di persone truffate dalla Parmalat, invece di raccogliere soldi per i tuoi spettacoli. Non sei diverso dai nostri politici, dai giornalisti e da tutti i predicatori, perché sfrutti una situazione di malessere sociale per i tuoi interessi, e non fai nulla di concreto, non ti esponi se non per farti pubblicità. Siamo stanchi delle tue belle parole, chiunque può vestirsi da rivoluzionario e sollevare le masse, chiunque può ingannarle. Hai ricevuto un premio per eroe europeo, perché salvi la libertà di stampa e di parola: è tutto molto giusto, ma se ti chiedi se puoi fare qualcosa per l’Italia, vedrai che una risposta la trovi. Non aspettare che sia sempre qualcun altro a fare qualcosa per te, o per risolvere i problemi, scendi da quel palco e vai a lavorare, perché noi di pensatori ne abbiamo già tanti.

Vedi l’Adusbef, fa una causa contro la Banca d’Italia per il diritto del popolo sovrano sul signoraggio della moneta che possiede, e poi dice quello che i Banchieri vogliono sentirsi dire: vendiamo l’oro così diminuiremo il Debito Pubblico. Ma il Debito dopo pochi anni si riforma, ma intanto gli Italiani avranno perso l’oro, così come hanno perso le loro imprese con la grande privatizzazione: è stato risollevato, per caso, il fardello dell’Italia? Vorremmo a questo punto capire che tipo di persone pretendono di difendere i nostri interessi, perché a noi sembra che stiano giocando a "guardia e ladri". Cari difensori dei consumatori, dovreste vergognarvi, perché in questo modo non ci tutelate certo, anzi divenite il portavoce ufficiale e legittimo delle Banche. Vorremmo proprio vedere cosa fareste se fossero messe le vostre di case in pegno, e non quelle degli Italiani.

Occorre riacquistare l’antico concetto che lo Stato lo fa l’individuo sovrano, che l’economia la costruisce il piccolo imprenditore, che la politica la fa il cittadino e una multinazionale la sconfigge un solo uomo. Non bisogna accentrare la propria voce in un leader, né far combattere le proprie cause ad un’Associazione, bisogna invece ridivenire sovrani della propria esistenza.

02 maggio 2006

Panico e caro petrolio


Va in fiamme la raffineria ERG di Priolo, in seguito ad un incidente che, per la sua dinamica e il momento in cui si verificata, non può dirsi del tutto causale, o comunque le circostanze sono da verificare attentamente. Erano in corso dei lavori di manutenzione, perché in un tratto di tubatura che collega due oleodotti, si erano verificate delle perdite di greggio, ma cosa ha provocato la scintilla che ha causato un incendio mastodontico?

Nessuna vittima, perché personale e dirigenza erano tutti al sicuro nelle sale bunkerate, ma le esplosioni hanno alzato colonne di fumo visibili anche dai paesini circostanti, lasciando comunque temere un allarme “nube tossica” sulla città di Siracusa. Strade e autostrade bloccate, cittadini blindati nelle proprie case o in fuga dai paesi circostanti nel timore dell'espandersi dell'incendio e delle esplosioni.
Occorre notare che questo non è il primo incidente che interessa il mercato energetico in questi ultimi venti giorni: nel Delta del Niger, dopo gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere della Shell e gli uffici dell’Eni, anche la ExxonMobil si prepara a evacuare gli stabilimenti. Incidenti che se da un lato hanno contribuito al rialzo del prezzo del petrolio, dall’altro hanno facilitato l’offensiva diplomatico-commerciale della Cina, che mira ad ottenere la concessione dell’esplorazione di quattro blocchi petroliferi, e la vendita di battelli militari e armamenti per la difesa delle installazioni sul Delta.

La raffineria del Priolo produce 160.000 barili di petrolio al giorno, e la sua chiusura ha subito spinto al rialzo il prezzo del petrolio oltre i 73 $ al barile, dopo una debole flessione intorno a 71 $ nei giorni corsi, dovuta molto probabilmente alle dichiarazioni di Bush, che ha annunciato un congelamento dei depositi petroliferi per le riserve strategiche e maggiori controlli sulle speculazioni. Tuttavia il petrolio che verrà messo a disposizione dei consumatori, e non accantonato a riserva, nei prossimi mesi fino all’autunno è pari a dieci milioni di barili, ossia una quantità irrisoria se si pensa che il consumo è di 20 milioni di barili al giorno. Ben poco impatto avranno sul prezzo del petrolio le fonti di energie alternative, come il biodiesel o l’idrogeno, in quanto queste quotazioni riflettono una situazione geopolitica molto preoccupante, e la mancanza sul mercato di almeno 2 milioni di barili al giorno. È facile dunque immaginare l’impatto del ritiro dal mercato, del petrolio iraniano, Nigeriano o Venezuelano.

Viviamo in un’epoca talmente assurda, in cui un incidente in Sicilia può risolvere dei problemi in Iraq, e un incidente in Iraq può convenire all’America. La strategia è ora cambiata, e si chiama sabotaggio. Il controllo mentale passa ora attraverso il caos, la crisi petrolifera, le dichiarazioni diplomatiche e i progetti di legge.
Ciò a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi non è che l’inizio di una guerra che non vedremo ma sentiremo nelle nostre tasche, perchè non avrremo soldi, e nel malessere sociale. Il taglio degli approvvigionamenti di gas al vecchio continente ha provocato un aumento di circa 60€ all’anno sulla bolletta energetica della famiglia, oltre a spingere alla riduzione delle riserve strategiche e la diffusione del panico. Le manifestazioni e le guerriglie cittadine sono appena iniziate, e infattila Francia, sebbene abbia registrato una vittoria, deve prepararsi comunque alla controffensiva che sarà difficile da contrastare. Stiamo per entrare in una fase di recessione, trascinati dalla grave crisi economica statunitense e dalla forte rivalutazione dell’euro che sta deprimendo sempre più la competitività delle piccole imprese italiane, e sta innalzando l’inflazione percepita quasi al 20%. La decisione della BCE di rialzo certo non fermerà l’inflazione, che cavalcherà tale trend almeno fino al prossimo autunno: il 2007 sarà un anno molto difficile, soprattutto per le realtà locali in cui sarà necessario introdurre "sistemi di finanza innovativi" per finanziare le amministrazioni e le piccole imprese per scongiurarne il fallimento.

L’Italia dal suo canto si prepara ad affrontare le grandi riforme sul lavoro e sulle infrastrutture con un governo “civetta”, in cui la Bonino può permettersi di chiedere il Ministero della Difesa e Di Pietro quello degli Interni, oltre ad un parlamento perfettamente diviso a metà, che non approverà neanche una leggina, se gli “onorevoli colleghi” non si presenteranno tutti i giorni. E poi, quando penseranno di formare il governo, a giugno forse, o quando tutte le fusioni e le Opa saranno concluse?

29 aprile 2006

Grandi potenze crescono


Nel giorno in cui l'Aiea ha presentato il suo rapporto all'Onu per denunciare la mancata sospensione delle attività nucleari dell'Iran, Mahmud Ahmadinejad non rinuncia alle sue posizioni, e sprezzante del pericolo, riconferma la volontà di non rinunciare al nucleare e denuncia Usa e Gran Bretagna, che continuano a nascondersi dietro il Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Non si fa attendere la replica degli Stati Uniti, che nella persona del senatore dell’Arizona Mc.Cain, minaccia da Brussel gravi ritorsioni sull’Iran, rivolgendosi in particolare a Cina e Russia che, qualora dovessero ostacolare l’azione dell’Onu per il rispetto delle direttive, vedrebbero poi incrinare alcune aree della cooperazione con gli Usa. Sembra tuttavia assurdo che uno Stato quasi sull'orlo del fallimento, possa dare ordini a due superpotente ormai pronte a presiedere lo scenario geopolitica ed economico globale. Gli Stati Uniti, in virtù del fatto di essere una potenza militare indiscussa, credono, sbagliando, di esserlo anche dal punto di vista economico.
Il deficit commerciale con l’estero cresce rapidamente, con 805 miliardi di dollari circa il 7% del Pil, e va ulteriormente a ingrossare le riserve di liquidità in eccesso dei paesi esportatori, che ammontano a 2 000 miliardi di dollari, detenute per i tre quarti da Cina, Corea del Sud, Russia, India e Arabia Saudita.

È una situazione molto pericolosa, perché i rischi geopolitici di un brusco calo del dollaro sono molto elevati e sono stati messi in luce anche durante il vertice di Washington del FMI dello scorso sabato, che non ha in fatti escluso che una “caduta rovinosa” del dollaro creerebbe insostenibili rialzi dei tassi di interesse: la Banca Centrale della Svezia decide così di ridurre al 20% le riserve di dollari e aumentare al 37% le riserve in euro. Ormai è inevitabile che uno dei più gravi squilibri globali passi attraverso la svalutazione del dollaro, che andrà inoltre ad accentuare l’iperinflazione derivante dall’impennata di merci e petrolio.
I Grandi Sette raccomandano una correzione ordinata dei cambi che devono “riflettere i fondamentali economici”, rivolgendosi soprattutto alle monete asiatiche mantenute svalutate per sostenere le esportazioni. La People’s Bank of China, respingendo le insinuazioni del FMI, ha fato subito notare che se c’è una controparte che trucca il mercato quella è proprio l’America, perché infatti non è più possibile stimare la reale quotazione del dollaro dopo il pasticcio degli M3.
La Cina dunque fa la voce grossa anche con il FMI e certo non si impressionerà dinanzi alle dichiarazioni di Mc. Cain che tuona vendetta senza fare i conti di quanto è rimasto in Fort Nox, per pagare i bilioni di dollari di debito. Lascia di stucco i mercati l’ultima mossa della Banca Centrale Cinese che, dopo aver affermato la propria sovranità nel decidere sullo Yuan, alza i tassi di interesse proprio quando la FED preannuncia una probabile fine della stretta monetaria entro giugno, dando così il colpo di grazia al dollaro che viaggia sulla scia di un trend assolutamente negativo. Le borse asiatiche ormai crescono a dismisura attirando sempre più investimenti, sempre più liquidità, soprattutto dopo la deregolamentazione delle attività di brokeraggio in Cina per la comprevendita di titoli di Stato.
Quotazione $/€ dal 1 marzo al 28 Aprile

Quotazione $/¥ dal 1 marzo al 28 Aprile

Oltre a possedere riserve valutarie e Titoli del Tesoro USA, la Cina ha ormai superato il Pil di Eurolandia con 9.406 miliardi di dollari, e in meno di cinque anni raggiungerà gli Usa che dista 3 miliardi, grazie al continuo e inarrestabile cammino della bilancia commerciale. Ha inoltre posto in essere una strategia di approvvigionamento energetico spietato e machiavellico, sguinzagliando le Major petrolifere in Africa e Medio Oriente alla caccia dell’oro nero. Dispongono di molta liquidità che utilizzano per aggiudicarsi i blocchi petroliferi sovrapangandoli, offrono aiuti, infrastrutture e legami diplomatici alternativi ai Paesi occidentali, approfittando dell’isolamento internazionale a cui sono soggetti a causa di procedimenti pendenti per le crisi umanitarie. In Sudan, gli investimenti cinesi porteranno alla produzione di 650 mila barili al giorno; il Venezuela si è accordata per vendere circa 300 mila barili al giorno, consolidando un rapporto che ha un forte sapore di sodalizio politico che lascia dell’amaro in bocca all’America. Angola, Guinea, Congo, Nigeria sono il terreno ideale per la caccia, perché in questo caso non sono i soldi che fanno la differenza, ma gli armamenti, le centrali elettriche, le ferrovie e le merci.

La Russia si conferma partner cinese ormai indiscussa, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di Gazprom, che mediante il suo “portavoce”, il Presidente Putin, fa sapere che se i governi europei continueranno a ostacolare mire espansionistiche del monopolio russo, in futuro buona parte delle forniture ora dirette all’Europa potrebbero finire sui mercati asiatici, che crescono a ritmi straordinari e offrono una assoluta disponibilità. E se la Germania chiede con cortesia il rispetto degli obblighi di fornitura presi con Berlino, il governo britannico si mette da parte senza nulla eccepire sul tentativo di scalata della Gazprom su Centrica, primo distributore di gas in Inghilterra.
Intanto in Russia non si accontenta della propria produzione e cerca di mettere le mani sul gas della ExxonMobil, dopo aver raggiunto un intesa con l’Algeria per l’export di gas.

Grandi potenze crescono, e le sovrane di un tempo si avviano al crepuscolo.
Così deboli e dipendenti anche per il cibo che mangiano, vogliono muovere guerra all’Iran, trascurando completamente che alle prime crisi e blackout energetici il caos e le contestazioni civili renderanno governabile la situazione solo con “strategica repressione e internamento” delle masse.

28 aprile 2006

Le stragi dei corridoi


La Commissione Europea dà il via libera alla realizzazione della tratta in Val di Susa della TAV, presentando la relazione di una commissione di esperti europei indipendenti, che sostanzialmente conferma la correttezza dei lavori compiuti dalla Lyon-Turin Ferroviaire.
Il comitato di esperti che ha prestato consulenza alla Commissione Europea, e redatto la relazione è composto da società private di consulenza, quali la ECORYS Nederland BV, la COWI A/S , la ECN , Ernst & Young Europe e Consultrans, ma i loro nomi non vengono citate dalla stampa o dai giornali. Il rapporto “tecnico” imperversa per circa 160 pagine sull’ottimo lavoro svolto dalle società sul controllo della salute, sulla salvaguardia ambientale e sulla gestione degli accordi con le parti sociali, che vengono invece ridicolarizzate e criminalizzate. Amministrazioni comunali che fanno ostruzione, gruppi no-global violenti, e polemiche prelettorali, sarebbero le parti sociali che si schierano contro la Tav, forse controllate “la lobbies” di cui non si conosce l’identità.

E così una commissione di esperti, che indipendenti non sono, afferma che le popolazioni di uno Stato sono controllate da Lobbies, ma intanto presta consulenza alla Commissione Europea, che non è un’istituzione sovrana ed è affiancata da altri 3000 comitati i cui componenti e le cui riunioni sono tenuti nello stretto riservo. Sarebbe interessante sapere chi siede in quelle commissioni, forse gli stessi consulenti delle società appaltatrici e finanziatrici delle grandi infrastrutture? Allora si che potremmo capire chi è davvero controllato dalle lobbies!

La regione Piemonte risponde alla relazione tecnica, e non esclude la possibilità di stralciare la Torino-Lione dalla legge obiettivo, che darebbe poi potere di giudizio del progetto definitivo alla conferenza di servizi ordinaria regionale, che, attenzione, una volta approvato il progetto, non darebbe più voce alle amministrazioni locali. In altre parole, vogliono potenziare il potere decisionale della regione e indebolire quella dei comuni, per passare, forse, ad un accentramento delle decisioni sulle opere pubbliche nelle mani dello Stato.
Il corridoio ferroviario Lisbona-Kiev non è che uno dei tanti progetti per il controllo del traffico delle merci, passando dall’acquisizione dei porti , alla costruzione di ponti e linee ferroviarie.

In ogni Stato fervono lavori per infrastrutture e trasporti, rigorosamente controllati da privati e finanziate da grandi banche d’affari, e i governi che si oppongono sono travolti da scandali e da strani eventi. L’Albania è sotto assedio da circa due mesi, senza luce né gas, per stremare le popolazioni e le imprese e ottenere così il controllo del gasdotto “Ambo” che consentirà alle società petrolifere di raggiungere, tramite i balcani, il mercato europeo. British Petroleum e Gazprom sono in concorrenza tra di loro, per cui probabilmente verranno costruiti due corridoi, il Corridoio VIII che porterà a Valona e un altro che sbucherà a Durazzo. La Romania e la Bulgaria devono entrare nell’UE dovranno prepararsi a privatizzare i porti fluviali e a garantire il passaggio di progetti come la costruzione della Tav o di Gasdotti. Poi gli attentati in Egitto, la magistratura che perde così tanto tempo con i “pesci piccoli” dimenticando i nomi degli squali, Al Zarqawi che si sveglia e lancia minacce all’occidente: a questo punto sembra una strana casualità di eventi.


In Italia invece, approfittando dell’assenza di un esecutivo , viene conclusa l’importante fusione tra la Abertis, società di infrastrutture (caselli e aeroporti) e Autostrade. Una fusione che tuttavia si atteggia a “vendita elegante”, in quanto dopo la fusione la holding di Autostrade, Schema28, che già è partecipata da Abertis, avrà una partecipazione nella nuova Auto-Abertis del 24,9%, mentre l’11,7% va alla Banca Caixa e il 12,5% alla ACS S.A., entrambe spagnole. L’azionariato di Schema28 dopo la fusione subirà delle modificazioni: il 13,3% di Abertis viene distribuito per 1/3 a Mediobanca e i 2/3 a Caixa ed ACS, per cui in virtù della partecipazione indiretta queste ultime avranno una maggioranza relativa del 26,4 . Per tale motivo forse la sede fiscale del gruppo dopo la fusione sarà la Spagna, dietro il suggerimento dello “Studio Vitali Romagnoli Piccardi”, ossia lo studio dell’ex Ministro Tremonti che già prestava consulenza ad Autostrade. I Benetton guadagneranno circa 670 milioni di euro di extra-dividendo, per un progetto di fusione di circa 45 miliardi di euro.


L’Italia dunque dopo aver privatizzato un monopolio naturale, adesso perde il controllo di una struttura così importante, restando come unica opzione la costituzione di una Autorità di controllo delle reti, perché a detta di Prodi, “contano le regole e non la proprietà”. Ma se poi le regole le fanno i cd. europeisti, e se le amministrazioni non possono far guerra alle grandi opere, quale prospettiva ha l’Italia.

Oggi è la Tav, domani sarà il Ponte sullo Stretto, e tra un po’ toccherà ad Alitalia, che ormai non ha molte chances, come non ha molte chances l’Italia, che è ormai guidata da uomini piccoli, disposti a tacere per una poltrona, o magari per la Presidenza alla Camera o alla Repubblica. Gli “Europeisti” e i “Professori” ci governano, si fanno eleggere promettendo trasparenza e dialogo nell’interesse dei cittadini, ma in realtà sono ben altri gli interessi che prevalgono, gli interessi delle Banche d’Affari che stanno così comprando i corridoi e gli snodi del traffico delle merci. Questo è il contesto in cui guardare l’intrecciarsi degli eventi, delle fusioni, delle privatizzazioni e degli atti terroristici, che non sono altro che segnali inviati ai governi e agli Stati che dovranno adeguarsi alle direttive.

24 aprile 2006

Chi è Al queda? Cosa in realtà nasconde e cosa ci nascondono davvero?


Schemi reti
Al queda viene definita “la base” . Ma cosa sappiamo in realtà della banda armata, e delle barbette? La parola Al queda può essere ricondotta alla parola 'Qeidat il-Maaloomaat' e alla parola 'Qeidat i – Taaleemaat . Entrambe rappresentano un file che era chiamato 'Qeidat ilmu'ti'aat, ossia DATA BASE. Parola che gli arabi hanno poi semplificato per farla diventare “al queda”.
Questa è una dichiarazione di Henri Brunel, colonnello dei servizi segreti francesi autore di moltissimi testi tra cui “I crimini della Nato”, confermata da vari eventi o coincidenze come l’affermazione del ministro inglese Robin Cook, dopo l’attacco in Iraq, morto poi misteriosamente d’infarto. Questi infatti affermò che quelli che oggi vengono definiti terroristi nel tempo saranno considerati “combattenti per la libertà”.

Il sistema di cui si parla è una rete informatica, di cui pochissime persone sono a conoscenza. Il primo computer, denominato collusus , viene costruito dai servizi segreti britannici, durante la seconda guerra, per ridurre i tempi di decriptaggio dei messaggi nazisti, che si dilungavano dai 15 ai 60 giorni . Il primo elaboratore aveva una capacità di calcolo di 5000 caratteri al secondo, e considerando i tempi della tecnologia moderna qualcosa ci avranno nascosto. L’ industria non tralasciò questo fenomeno, e la produzione di elaboratori viene portata dal settore militare al mercato relae, sino all’introduzione dei calcolatori all’interno dei circuiti economici e finanziari grazie alla creazione di una memoria di dati. Gli unici infatti a poter acquisire questa tecnologia erano le banche e i grandi sistemi economici, e uno di questi era proprio l’OCI e i produttori di petrolio, tra cui l’Arabia Saudita, per cui sicuramente Bin Laden aveva accesso a questo laboratorio.

In particolare è possibile individuare 3 esempi di rete informatica, rappresentabile come sistema centralizzato, decentralizzato e distributivo, schemi che possono rappresentare una struttura di comando, una rete di programmi computerizzati, scale economiche, e schemi di poteri.

Il sistema centralizzato viene comunemente utilizzato nella pianificazione dei governi nazionali, delle amministrazioni pubbliche, nonchè nel sistema monetario dell’usuraio.Il secondo sistema viene usato sopratutto nei sistemi religiosi come quello cristiano e quello ortodosso. Infine il sistema distributivo, è un sistema di eguaglianza, spesso utilizzato nel sistema delle intelligence GLADIO, nella religione islamica, e attualmente nella rete di AL Queda.

Con riferimento alla quarta figura, è possibile evidenziare come all’interno di un sistema distributivo possono esistere delle cellule dormienti, evidenziate in grigio, cellule attive, le verdi, tutte collegate tra di loro ma nessuna sa niente dell’altro. Giungere da un estremo all’altro della rete richiederebbe costose ed inutili ricerche perché quasi impossibile ricostruire il percorso di determinate informazioni. È da notare che si parla di cellule e non di elementi o gruppi, perché rappresenta un termine direttamente estrapolato dal linguaggio informatico ossia da quello dei software. Occorre capire che la rete di internet deve essere considerata una tela del così come rappresentata dalla figura 3 e non una ragnatela come tutti vogliono far credere.

Sovrapponendo un sistema distributivo ad un sistema centralizzato viene a crearsi quest’ultima immagine. Lascio al lettore l’interpretazione della situazione che viene a crearsi, considerando che è impossibile rintracciare un determinato percorso e che chi controlla in sistema può trarre ogni tipo di deduzione e stravolgere ogni cosa a proprio piacimento. Se guardate attentamente le immagini, capirete senz’ombra di dubbio, che sia la politica dei comunisti “cattivi”, che quella delle brigate rosse, di Gladio, fino ad arrivare ad Al Queda è la stessa.

Provate a mettere una cartina geografica, affiancando numeri statistici di aziende che comprano, le nascite, e quant’altro sia possibile e vi renderete conto, che il potere giudiziario è onnipotente in questa realtà.

Questi schemi sono le origini di qualcosa di sconosciuto, le masse di politici e di economisti possono arrivare a comprendere solo la punta dell’iceberg, senza mai capire che il serpente è all’ interno di un canale informativo truccato. Esiste una scienza sconosciuta alla massa detta steganografia, ossia l’arte di nascondere i messaggi che viaggiano attraverso immagini, canzoni, o qualsiasi altra forma di comunicazione . È su di essa che sono stati costruiti questo tipo di sistemi e di reti.

Non esiste procura che possa indagare, perché i nostri giudici non possiedono il nuovo linguaggio, le parole nuove, e non esistono leggi che possono condannare questa realtà. Questo spiega anche perché le piste della polizia non portano a nessuna parte, e perché i 200 pseudo terroristi non sono i terroristi di cui i nostri amministratori si vantano tanto. Stranamente tutti gli indagati hanno avuto, infatti, a che fare con queste società di cabine telefoniche internazionali, che andavano a costituire una rete di emigranti che inviava soldi alle famiglie rimaste in patria . Gli arabi e i cinesi, si organizzano con il sistema del Phone Monney, un sistema di pagamento usato sopratutto dai trafficanti. Basterebbe che un pool internazionale di magistrati cominciasse ad perquisire i server delle banche, con domande molto semplici. È veramente assurdo che un’organizzazione del genere usi strumenti così primitivi, da non essere scovati da strutture come i servizi di intelligence nazionali. In realtà questa specie di sceneggiata teatrale serve solo a lobby finanziarie, per delegittimare e arrestare i governi cdd. cattivi, per sostituirli con una banda di criminali. Infatti bisognerebbe poi capire come sia mai possibile che alla fine sono sempre le loro aziende che guadagnano da questa storia.


Mi riferisco anche agli Islamici di Bosnia, che sostengono di aver combattuto una guerra, in nome e per conto di una terra islamica accettando poi l’ usura che il loro stesso governo pratica: è un plateale tradimento del corano.

Al queda è un trucco, nasconde altro perché è una tecnica per creare e cercare un nemico che non esiste. È un modo per infangare uno Stato o delle persone mediante unaonto di determinati obiettivi, decentralizzato e distrubitivoo saranno tragica opera teatrale, dove i protagonisti sono gruppetti di persone strumentalizzati da questo sistema, piccoli uomini che credono di fare la lotta armata con un fucile per sostenere la causa della guerra santa. In realtà non è mai esistito un documento, una sede o un numero di telefono, non è mai esistito un bel niente, nulla. Se alla richiesta della resa incondizionata, Bin Laden fosse stato consegnato, l’America non avrebbe potuto bombardare e fondare l’intera sua politica estera su un discorso di lotta al terrorismo. Loro sapevano tutto, perché queste reti sono in mano alle lobby ed è questa la politica, il gioco sporco dei media, che accreditano episodi visibilmente falsi. Bin Laden ora sicuramente abita in una bella villa, non vi preoccupate, magari a Londra, e nei suoi yacht , tra una banchina e l’altra, e tra un molo e l’altro, firma e vota nei consigli di amministrazione, dove si trovano senza alcuna distinzione i cattivi e i buoni.

Le immagini di un uomo decapitato da Al queda hanno fatto il giro del mondo, e moltissimi giornali mostrarono la foto, chiamandoli Bastardi. Immagini cosi brutali che difficilmente possono essere dimenticate. In realtà quel video è falso, il famoso Nick Berg non era neanche lui ,ma chi era? Chi era questo personaggio che aveva conosciuto uno degli pseudo dirottatori degli aerei che si schiantarono nelle Torri Gemelle , a cui aveva dato anche la password della sua e-mail? Confrontare per credere.

Il vero Nick Berg è quello nella foto in alto, ovviamente non ha alcuna somiglianza con la vittima della decapitazione . Per quanto riguarda la scena d’ambientazione occorre notare che la sedia su cui è seduto, nonostante sia di uso molto comune, è sempre una sedia di plastica difficile da trovare in uno Stato come l’Iraq soggetto a ben 10 anni di embargo. Credo che sia comunque una sedia in dotazione all’esercito americano.
Guardando la foto n. 9 dei terroristi disposti l’uno accanto all’altro prima dell’esecuzione dell’ostaggio, è possibile riconoscere la corporatura dei militari americani presenti nella Foto n.7 presi nell’ordine della disposizione come indicato dai numeri. Inoltre il muro e il battiscopa della scena dell’omicidio sembra essere lo stesso della base militare americana, e la postura stessa dei terroristi è una tipica posizione di soldati occidentali.

Questo sistema può inventare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, proprio com’è accaduto nel caso Mitrokrin, con un dossier inventato di sana pianta per accusare uomini politici.


L’informazione superficiale è di solito sempre sbagliata, organizzata, distorta e imprecisa, porta poi ad indagini e ad accuse che nessuno può verificare. Le cose che sembrano avvenire per caso sono in realtà volte a ricattare e a tenere sotto scacco politici e funzionari. Se un’ intelligence ruba un documento, oppure paga, non può utilizzarlo, e così il gioco si chiude perché sono a conoscenza degli eventi ma non sono in grado di dimostrarlo, ed è su questo che si basa uno degli elementi d’impotenza dei servizi. Le prove e i documenti che le intelligence possiedono, e su cui poi gli Stati basano guerre e interventi aerei, non saranno mai verificabili, perché derivano da manipolazioni unilaterali. Sono il frutto dello sfruttamento della sofferenza di interi popoli.

Gli archivi vengono costruiti da collaborazioni con informatori raccattati da tutte le parti, magari ingannati o da impiegati con il doppio stipendio pronti a vendersi per fare carriera come capocentro del servizio segreto.

Potete immaginare cosa significa nei paesi extracomunitari, un passaporto per l’occidente, cosa significa un visto per persone disperate. Significa umiliazione, e pericolo per la propria vita, rischiando di rimanere incastrati in una rete di corrieri di droga e di prostituzione, tutto questo sotto gli occhi dei controllori. Chiedete ad un albanese, ad un senegalese, ad marocchino, ad un africano, cosa significa permesso di soggiorno, loro risponderanno : file e documenti, soldi , speranza e vite spezzate, è questo quello che sta dietro quel foglio, dove c’è scritto che farai “la collaboratrice domestica”.

Prima di capire cos’è un kamikaze, bisogna spiegare che se delle persone sono chiuse in un ghetto, senza la possibilità di avere nulla, neanche una casa, un nome e un pezzo di carta con su scritto un nome e un cognome, cosa credete siano poi disposte a fare per salvare una famiglia. Bisogna sopravvivere, il futuro è incerto, e poi ci sono i figli, per il loro bene si è disposti a tutto, ed è allora che il Serpente del labirinto agisce trovando facile preda.

Questi sono i nuovi schiavi, criminalizzati mediante la parola “al queda” con la complicità delle tv al servizio dei banchieri. Questi poi andranno nei loro territori a privatizzare le aziende, il frutto del sudore e delle lacrime di persone comuni, dando a miseri ladri di polli una Mercedes e un telefono nuovo, una giacca e una cravatta che farà di loro dei presidenti, dei deputati , dei ministri. Insomma una “grande classe dirigente” a cui, poi, il FMI presenterà un conto da firmare, e qualora ciò non avverrà una Ong, che è lì per “il bene del paese” lo accuserà di aver truccato gli appalti. Gli ambasciatori così sono diventati agenti di commercio, rappresentando non più lo Stato ma le aziende. In tutto questo il serpente del labirinto agisce indisturbato, mordendo la buona preda. Chi compra la Telekom Serba, Albanese oppure Irakena, è sempre la stessa persona, un solo uomo che ha ben 10 telekom, ma non bastano, “vuole tutto più il 5% “. Attualmente, con la nuova economia i “baroni ladroni” sono ritornati per rubare le nostre ricchezze, con l’aiuto di moderni e sofisticati sistemi informatici di comunicazione , e ancora oggi continuano ad essere combattuti dai veri templari e dai Robin Hood. Stiamo parlando quindi di veri e propri ladroni, che armano le bande da sempre, e che dopo aver raccolto tutto l’oro del mondo, ovviamente rubandolo, vogliono spiegarci le nostre idee senza farcele capire.

Le leggi sono le vere armi del sistema. A tutti è noto che la Nato ha bombardato la Serbia per questioni umanitarie, ma in realtà era il FMI che doveva bombardare se veramente voleva fare una guerra umanitaria. Il FMI, con il suo dictat, è il vero mandante della guerra, perché imponendo alla Slovenia e alla Croazia di eliminare delle assistenze sociali, come condizione per ottenere un prestito e uscire così dal regime socialista o comunista, ha fomentato dissensi e malcontenti tra le varie regioni. È assurdo come abbiano potuto creare una guerra e stravolgere agli occhi della comunità internazionale la verità dei fatti, al solo scopo di profittare del disfacimento di una nazione, e di un popolo.

Il sistema aggredisce un mercato, e indebita il paese, come è successo in Iraq. Così mentre noi siamo occupati a guardare queste specie di crudeltà da quattro soldi, il serpente del labirinto colpisce impossessandosi della banca centrale Irakena. Sarebbe al quanto fantastico sapere chi sono i reali soci, e visto che il FMI presta soldi all’Iraq possiamo sapere a chi altri li presta?

Al queda oggi, e domani chissà che cos’altro inventeranno. Un mio personale amico ha scoperto un piccolo cip nella banconota da 20 euro, prodotto dalla HITACI.

Ci hanno tradito e ci tradiscono in ogni cosa, disinformano e controllano in maniera diretta non solo le nostre intenzioni ma anche la vita economica di uno Stato.

E così beni e prodotti viaggiano in mercati bloccati da cartelli monopolistici, che uccideranno le imprese produttrici, obbligando poi un paese a comperare, ad essere una società di consumatori. Ed il Serpente viaggia nel labirinto, mentre la televisione convince i piccoli risparmiatori ad investire in borsa perché si può guadagnare senza lavorare, e le multinazionali vendono uno stile di vita standardizzato perché si può vivere senza le tradizioni perdendo la nostra anima nel materialismo.

Ed il serpente che è nel labirinto non vuole altro che confusione tra la gente, per convincerla poi che va tutto bene, che in realtà non vi è alcuna confusione .


La nostra mente è condizionata da leggende storiche e antiche, come quelle contenute nella Bibbia e nel Vangelo, un testo quest’ultimo derivante dalla selezione di documenti a loro volta tradotti e dunque soggetti a manipolazione interpretativa. Jesus non ha mai detto che la comunità cristiana debba essere costruita su un potere gerarchico e centralizzato, e dunque che ci deve essere un papa o un cardinale, ma ha semplicemente detto che mio padre è Dio, l’unico punto di riferimento, e che tutti noi siamo fratelli e sorelle. Ma questa nostra fratellanza, la nostra stessa vita è da secoli manipolata, e oggi ci si serve di strumenti tecnologici, di studi di medicina e di psichiatria. Le ricerche sull’Aids sono ormai fossilizzate sulla considerazione che si tratti di un virus trasmissibile mediante contatti sessuali, mentre in realtà il contagio è soprattutto batteriologico e l’origine va individuata nella contaminazione nucleare che distrugge il sistema immunitario. Non esiste più un punto di riferimento dell’informazione, perché questa è in mano a entità private che fanno televisione, promuovono pubblicità commerciale e stampano libri con un evidente controllo delle masse, che dunque non saranno mai messe a parte di tutto ciò che accade realmente, né mai ascolteranno perché i veri muri e i veri ostacoli risiedono nelle coscienze di ognuno di noi, nel nostro cervello. Tutti noi cerchiamo denaro soldi e potere, e il Serpente che viaggia all’interno del labirinto sa cosa desideriamo, ci illude di poterlo ottenere , conosce i meccanismi di influenza dei subconsci, e così ci sta portando alla rovina. È qui che entra in gioco la nostra perversione del godere nel vedere la gente soffrire, perché prevale il nostro senso di egoismo.

Siamo tutti schiavizzati e manipolati da un concetto informativo. L’inganno è il trucco che circola dentro di noi. Il serpente crea questi meccanismi perché conosce la reale forma del nostro universo mentale, colpendolo con messaggi e distraendolo dalla realtà , creando una specie di zona d’ombra percepibile solo dagli occhi del subconscio e non della mente.

Quante volte siamo stati delle vittime della politica monetaria, della politica aziendale, e delle aziende monopolistiche, come Telecom e altre società di internet, che ricattano le piccole imprese per i loro servizi. L'influenza aviaria da tempo sta facendo stragi in Italia, ma non sui banchi dei supermercati, quanto piuttosto davanti gli sportelli degli istituti di credito. È un cancro che si estende in ogni aspetto della nostra vita, dicendoci cosa mangiare, chi amare, come vivere, vestendosi dell’ autorità di veri e propri pastori, di guide spirituali, mentre sono criminali che agiscono in maniera globale, cancellando tutto e riscrivendolo per un proprio tornaconto.

Dobbiamo convincerci che dobbiamo indagare in un mondo digitale e non in una realtà territoriale. Questi ladroni che si credono santoni, sanno benissimo che mai nulla potremmo capire se non combattiamo in maniera virtuale o digitale .