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06 settembre 2007

Un finanziamento che ti cambia la vita


Le indagini effettuate su ciò che si nasconde nelle piaghe più oscure della finanza, ha avuto già importanti conferme, segnali che dimostrano che è stato sicuramente aperto un varco verso la verità. Dal silenzio di internet giunge così una prova evidente sull'esistenza di una schiera di squattrinati brokers che tentano di raccogliere nella propria rete qualche preda disposta a rischiare molto per poter veder cambiare la propria vita. Propongono un accordo di finanziamento, mediante la creazione di una società in Svizzera e linee di credito elevate sino al milione di euro, che verrà concluso dopo il pagamento di un anticipo sul prestito effettuato. Viene descritto come l'affare della vita, ma di concreto nulla, oltre alla presentazione di documenti inutili e una società registrata in Inghilterra, un sito anonimo e nessun'altra traccia.
Sulla base delle e-mail trappola inviate, un soggetto di nome Guglielmo Rinaldini, dichiara di essere un operatore nel mondo della finanza da più di 16 anni come broker, ora rappresentante di una società, la Walsh Finance Corporation ( www.walshfinancecorporation.com ) che ci propone di finanziare un nostro progetto. Spiega così lo "Swiss Agreement" , ossia " un contratto "chiavi in mano" che prevede la creazione di una tua società in Inghilterra, l'apertura di un c/c alla stessa società in Svizzera, la richiesta di una linea di credito per finanziare il progetto, l'acquisizione di una garanzia bancaria", sulla quale afferma di essere un intermediario come " Primari Traders internazionali che operano in ambito Nato" . La nostra curiosità a tale proposta aumenta, e alla richiesta di ulteriori spiegazioni riceviamo una serie di documenti che spiegano l'operazione, nonché un certificato di costituzione della società che dice di possedere.
Subito dopo viene chiarita la questione del costo: 50.000€ per la creazione della società, la consulenza e l'assistenza per il suo utilizzo, l'apertura del conto e la richiesta della linea di credito per anticipo garanzia bancaria. Afferma inoltre che la sua società è convenzionata con la Camera di Commercio di Cardiff e " in 4 ore è in grado di incorporare la società e consegnare in 24 ore i documenti".
La garanzia bancaria, inoltre, ci verrà "venduta" ad un prezzo inferiore a quello nominale del 75% , cosicché il residuo rappresenta, secondo quanto afferma il Signor Rinaldini, un finanziamento a fondo perduto.
Capito l'imbroglio, decidiamo di assecondare il nostro fantomatico broker per cercare di capire in che modo vuole estorcere denaro. Così il nostro broker ci fissa un appuntamento e le condizioni: pagamento in una soluzione e contanti, inviando un acconto del 10% per fissare l'appuntamento, al quale verrebbero poi consegnati una specie fattura oltre alla copia del contratto. Precise e dirette le istruzioni per il pagamento, da effettuarsi in 2 vaglia veloce (online) da 2500€ con parola chiave SWISS, da Poste Italiane a Guglielmo Rinaldini via Ginevra, Rimini. Dopo aver effettuato il pagamento dovremo comunicare al suo cellulare l'effettuazione del pagamento per poter così prendere il tanto agognato appuntamento a Lugano, dove avverrà lo scambio delle carte e delle garanzie. Dopo questo primo scambio di battute, l'affare che doveva cambiarci la vita diventa una vera estorsione, tanto che decidiamo ad avere maggiori informazioni sul nostro broker. Scopriamo così che la sua società, la Walsh Finance Corporation, non è altro che un ufficio virtuale creato presso il World Trade Center di Lugano, e il suo sito è intestato sempre al signor Rinaldini. Quello che sembra essere un grande esperto di finanza che promette alle gente mari e monti, prima faceva parte della DSSA, un'agenzia di contractor implicata in strani affari.
Date queste premesse crediamo che sia "poco furbo" concludere questo affare, ma possiamo capire che spesso gli imprenditori in buona fede accettano dei compromessi credendo di poter dare un nuovo slancio alla propria attività, e poi vengono ricattati cadendo così nella loro trappola per evitare di essere denunciati. In questo caso sarà meglio per il Signor Rinaldini non denunciarci, dato che abbiamo già capito dove si trova la sua fantomatica società. Se però vuole e ha il coraggio di confrontarsi con il mondo reale, potremmo anche entrare in società con lui, nominando un consulente che dovrà seguire la questione con carte alla mano e le reali garanzie del finanziamento: deve però spiegare perché occorre versare ben 5000€ solo per incontrarlo a Lugano. Sappiamo benissimo tuttavia, che il Signor Rinaldini scomparirà senza tracce, con indirizzi sbagliati e numeri di cellulari inesistenti, perché tutta la sua attività di broker è falsa e sa benissimo che rischia di essere incriminato.

Sono questi infatti i parassiti nel mondo delle banche e quello finanziario, utilizzati dalle intelligence e appartenenti a quello strano mondo delle massonerie di onorevoli e onorabili, dei cavalieri di Malta e delle serate di Gala, vivendo nel mondo degli spioni come faccendieri o galoppino.
I broker di marciapiede sono in realtà solo uno dei tanti sintomi di una società che sta male, perché usurata da un sistema corrotto. Ieri, per esempio, il proprietario di una tabaccheria ha simulato un sequestro, perchè non ero più in grado di pagare il suo mutuo che da 2500€ al mese, è raddoppiato a 5000€: ha decido di simulare un sequestro, perché in fondo non voleva danneggiare nessuno, e questo suo gesto è stato visto come un atto criminale non come un segnale di disperazione. Ebbene, se il Sismi vuole sapere chi sono i veri criminali, basta che apre le porte e gli uffici delle banche, se gli inquirenti e i giudici vogliono scoprire come arrivare alle casseforti e il seme del male deve utilizzare questi strani personaggi che vivono nel limbo, tra questo mondo e quell'altro. Invece, nessuno muove un dito, perché è molto più facile vivere come agente nel mondo dei servizi corrotti, in cui i famosi Colonnelli della ditta vantano gesta eroiche, ma nei fatti sono anch'essi i dipendenti di un Capo. È chiaro dunque che questi truffatori da quattro soldi sono il prodotto del sistema, che prima li ha utilizzati e poi ne ha fatto carne da macello. Ora sono divenuti degli avamposti del fallimento del capitalismo finanziario, dei fantasmi che appaiono e scompaiono, che vivono ai margini della società e prendono le briciole che i grandi vogliono lasciar cadere per poterli manipolare. La Svizzera si permette di inviare giudici internazionali in giro per il mondo, quando invece copre questi personaggi e lascia che operino nel suo territorio , divenendo così dei "kamikaze riformati" ,che invece di farsi espoldere, li usano per tenere le polizie di tutto il mondo occupate. La disinformazione li utilizza poi, a sua volta, per fare opera di convincimento che tutto il male del mondo viene da questi strani personaggi, quando in realtà il male si nasconde dietro delle squallide truffe che derubano imprenditori che hanno sudato tutta la vita per avere il loro denaro. Nel tentativo di migliorare la loro vita cadono in queste trappole, usurandosi nella speranza di riavere il loro stesso denaro.
Per tentare di ricostruire questo squarcio all'interno dell'economia dobbiamo unirci in un unico associazionismo, truffatori e truffati perché ormai siamo tutti sulla stessa barca, tutti traditi da coloro che dovevano tutelarci. Lo Stato è scomparso proprio dietro le massonerie, dietro le intelligence e quei politici che hanno fatto deserto intorno a loro.
Signor Guglielmo Rinaldini, lei che di persone potenti ne conosce e che passeggia con Berlusconi, perchè allora non si presenta all'appuntamento?

05 settembre 2007

Il filo sottile che unisce Banche e brokers


Le recenti e sempre più frequenti crisi finanziarie che colpiscono il mondo del risparmio non hanno mai portato alla superficie i veri artefici della truffa. In questi anni abbiamo assistito al crollo dell'economia di uno Stato come l'Argentina, di grandi società come la Cirio e la Parmalat, al suicidio di direttori e funzionari di banca, ma i processi e le indagini si sono sempre conclusi con la sostanziale impunità degli Istituti di credito sui cui conti e circuiti si è consumata tutta la truffa. Vorremmo dunque capire e dare anche una risposta al perché le Banche non vengono mai lese da questo tipo di indagini, ma solo scalfite, magari processate con assoluzione. La risposta a questa domanda può giungere solo dalla constatazione che esiste un sistema ben congeniato, che fa scattare i fusibili non appena l'affare viene scoperto oppure chiude i suoi contatti senza alcuna traccia.
Il più delle volte, ad essere oggetto degli scandali finanziari di questi ultimi anni sono titoli provenienti dal Sud America, come ad esempio i cd. Brady Bond. I Brady bond sono titoli venezuelani emessi dalla Banca Centrale e controllati dalla JpMorgan di Bruxelles e Londra, ma venduti e commercializzati attraverso una rete di Brokers indipendenti, che agiscono come "singole cellule" che hanno come riferimento studi legali o notarili presenti, ad esempio, in Svizzera. I brokers rappresentano dunque coloro che agiscono come intermediari tra il mondo bancario, che assicura la fattibilità dell'operazione e ne trae parte dei profitti, e il mondo di imprenditori e risparmiatori che sono disposti a finanziare o a investire i propri soldi. Così i brokers che sono in contatto con funzionari nelle Banche sudamericane, danno inizio all'operazione facendosi intestare presso una Banca, per esempio Euroclear, un Brady Bond del valore minimo di 50 milioni di dollari. Tale titolo viene presentato come prova nella ricerca di partner disposti a partecipare all'operazione mediante un finanziamento: infatti il brokers, attraverso il suo Brady Bond venezuelano, dimostra l'esistenza di un investimento nonché di far già sostenuto delle spese per avere in gestione il titolo per il periodo di un anno o più, anche se il sino a quel momento non ha sborsato alcuna somma di denaro perché d'accorso con il direttore di Banca. In tal mondo, dunque, comincia la sua raccolta di fondi, che si esaurisce quando vengono raccolti centinaia di migliaia di euro, a fronte della promessa di erogare una cedola di pagamento di interessi che si avvicinano al 40%. La commissione viene immediatamente garantita con il famoso Pay Order privato, emesso su un circuito bancario, ma che ai fini della riscossione dei soldi non ha alcun valore è carta straccia a tutti gli effetti.


Nella migliore delle ipotesi, i brokers riescono addirittura a infondere l'illusione in alcuni investitori di potere avere un Brady Bond intestato a sé, per cui a quel punto i guadagni del Brokers potrebbero aumentare sino ad arrivare a 800.000€ per la sola emissione del titolo in Euroclear. In questi casi, sarà il funzionario della Banca Sudamericana a far giungere le lettere di assegnazione con firme di alti funzionari della Banca Centrale, assolutamente falsi. L'operazione si chiude totalmente quando, una volta ricevuto l'Euroclear intestato, viene firmato un contratto di Trading con elevatissimi guadagni che in realtà mai arriveranno.
Questo perché il titolo nasce come un falso, in virtù della cooperazione di un funzionario di Banca, per cui non esiste, non produce interessi né utili di alcun genere. Su di un solo titolo falsificato dal direttore di Banca viene costruito un sistema piramidale, una catena di Sant'Antonio che produce migliaia di euro con l'automatica adesione di nuovi aspiranti brokers intenzionati ad ottenere la gestione del titolo.

Meccanismi di questo genere vengono spesso utilizzati dalle Banche che si servono così dei brokers e degli stessi funzionari di banca, complici della truffa, per rastrellare capitali e risparmi senza essere direttamente coinvolti: centinaia di milioni di euro a fronte di alcune migliaia di euro. Nel momento in cui la truffa viene in qualche modo scoperta, scatta un altro tipo di strategia che automaticamente fa cadere le pedine e i soggetti più esposti per proteggere invece l'immagine e la credibilità dell'Istituto bancario, che si è reso complice lasciando che i brokers utilizzassero i loro canali per compiere la truffa. Non è da escludere dunque che vi sia l'incidente di percorso per cui il broker artefice della truffa venga arrestato, ma è molto difficile che venga denunciato in quanto chi ha comprato il titolo in buona fede verrebbe accusato di complicità del riciclaggio di denaro e della truffa stessa. Allo stesso tempo, la Banca che viene in un certo senso coinvolta, subito affermerà che il titolo è "assolutamente falso" e per tale motivo non valido come prova a carico dell'Istituto bancario. È un doppio gioco che riesce nel suo scopo e protegge le Banche coinvolte, se maggiore è il numero delle persone coinvolte, sia in qualità di broker che di semplici compratori: le pedine saranno soggetti ricattati che non avranno alcun strumento di difesa o di accusa che gli consentirà di uscire dal gioco. Così le Banche e i brokers sono uniti nel bene o nel male da un filo sottile di complicità e colpevolezza, che li costringe a proteggersi a vicenda per sopravvivere e non cadere. È lo stesso legame che unisce la Mafia e lo Stato, entrambi colpevoli e complici di un sistema criminale su cui si regge l'economia e le leggi del Paese, e quanti più personaggi coinvolge, più sarà forte e indistruttibile. Coloro che, con coraggio ed intelligenza sono riusciti a capire questo tessuto criminoso e a combatterlo sono stati uccisi o allontanati, la loro stessa memoria è stata annientata al fine di nascondere anche le loro importanti scoperte. È un crimine invisibile che si perpetua all'infinito, e per tale motivo viene sepolto negli archivi dal segreto di Stato o dal segreto bancario. Non esisterà dunque la verità o la giustizia, fin quando non sarà fatta luce sul passato.

04 settembre 2007

Bush e Bernanke: nessuna reponsabilità nella crisi subprime


Dopo la recente tempesta finanziaria dei mutui subprime, il dollaro riprende quota e risponde positivamente a quelle reazioni del mercato e delle Istituzioni intervenute per frenare la crisi di liquidità. Non si è fatto attendere il discorso di Bernanke che con parole di conciliazione spiega al mondo degli investitori la posizione della Federal Reserve nei confronti del grande smacco della crisi della liquidità, che ha rivelato la debolezza del mercato statunitense e la pericolosità di un ulteriore azzardo sui mercati finanziari. All'intervento di Bernanke ha fatto eco quello di Bush, trasmesso quasi in contemporanea e con contenuti del tutto previsti per dare così la versione ufficiale del governo e della Banca centrale, che sostanzialmente coincide: nessuna responsabilità da parte delle entità di sorveglianza, ed impegno a punire i colpevoli, come pure a remunerare coloro che hanno subito perdite. Niente concessioni agli speculatori, ma già pronti gli interventi delle autorità monetarie - come pure hanno già fatto gli istituti di credito che hanno riemesso sul mercato la liquidità necessaria per reintegrare le risorse ed evitare l'effetto domino - che probabilmente freneranno il rialzo del tasso di interesse per assecondare la ripresa dei mercati e degli stessi mutui. Se da una parte Bush promette un intervento governativo per aiutare chi rischia di perdere la casa, chiedendo agli istituti finanziari di collaborare con i mutuatari in crisi, dall'altra non assume nessuna responsabilità sulla leggerezza delle entità di controllo che non hanno salvaguardato il mercato di mutui da pericolose speculazioni. Promette dunque un intervento soprattutto normativo con una riforma delle tasse sulla proprietà, un mercato subprime più trasparente, più accessibile, cercando di aumentare le adesioni nel programma federale di assicurazione. Vorremmo però chiedere a Bush come fare a salvare le case degli americani dalle speculazioni, se non è riuscito a dare una casa alle vittime di Katrina, nonostante il milionario investimento in assicurazioni su disastri ambientali. Allora, molte assicurazioni risposero che la distruzione della casa era stata causata dall'inondazione e dallo straripamento dei canali, e non dalle piogge dell'uragano: è come dire, l'assicurazione sui mutui copre solo rischi di svalutazione dei prezzi delle case, e non di speculazione.
Più incisivo, ma non meno preoccupante è l'intervento di Ben Bernanke che, dopo essersi dichiarato pronto al taglio del tasso di interesse, precisa che "non è responsabilità, nè sarebbe appropriato, per la Fed, proteggere istituzioni finanziarie e investitori dalle conseguenze delle loro decisioni" , anche se la Federal Reserve deve intervenire per porre rimedio ad una crisi scoppiata soprattutto durante una difficile congiuntura . Vorremmo però fare notare che sebbene sia stato un fattore di congiuntura ad innescare la crisi dei subprime - quale la svalutazione dei prezzi degli immobili causando la riduzione dei guadagni di home-equity, ossia della differenza tra valore dell'immobile e debito contratto - il problema origina dal sistema stesso che è concepito di maniera che titoli rappresentativi di "crediti" ad alto rischio di insolvenza, siano stati gli investimenti di una grande massa di investitori e speculatori, come fondi pensione, private equity nonché società di trading che hanno contribuito a piazzare i titoli a buon mercato. Per cui, ci sono altri elementi che hanno innescato una crisi - che tra l'altro doveva essere prevista trattandosi di mutui ad alto rischio - quali l' aumento delle insolvenze, e dunque la crisi del credito con la drastica riduzione di quella liquidità che consente alla domanda e all'offerta di interagire senza provocare grandi oscillazioni dei prezzi , e la superficialità delle Banche che hanno ceduto i crediti anche ad operatori non bancari. Vi è stato così un continuo rilanciare di titoli presso altri investitori privi di controllo, al punto che alcuni di essi sono persino ritornati all'interno della banca sottoforma di altre forme. Molte strutture di trading appartengono alle stesse banche che emettono cartolarizzazioni su titoli subprime, cosicchè alcune banche si sono ritrovate nello stesso portafoglio il credito insoluto e il titolo cartolarizzato: dopo aver trasferito il rischio di credito, riacquistavano il titolo e lo rivendevano per ottenere un guadagno. Il gioco funzionava fin quando la caduta dei prezzi immobiliari ha fatto svalutare più che il valore del bene , la differenza di questo con il mutuo contratto, e ha provocato una specie di collasso. Lo stesso facevano alcune banche che a fronte di operazioni di finanziamento di laverage buyout pagavano con titoli di debito ad alto rischio. Possiamo affermare senza dubbio che è stato il sistema bancario stesso a provocare il collasso sui mutui subprime, amplificando quei problemi congeniti da tempo nell'economia statunitense.

È importante inoltre far notare che la crisi di liquidità è stata in parte riassorbita dall'economie emergenti che immettono sul mercato un enorme quantità di denaro. Sebbene possa sembrare surreale ma i paesi emergenti sono riusciti ad incassare senza problemi lo shock delle recenti turbolenze borsistiche, perché meno indebitati, presentano una migliore crescita economica, tassi di inflazione sempre più bassi e una bilancia dei pagamenti e delle partite correnti che mostra una grande potenzialità in termini di liquidità: sono molti i fondi destinanti all'investimento e sempre di meno quelli chiesti come finanziamento. Stiamo parlando dunque della Cina, del Brasile, dei Paesi dell'est europeo e del Medioriente, sui quali già sono cadute le lunghe mani degli speculatori del mercato dei subprime. In questa prospettiva, se le economie in via di sviluppo rappresentano in qualche modo la valvola di sfogo e la scialuppa di salvataggio delle grandi e potenti economie occidentali, vuol dire che qualcosa sta cambiando nell'economia internazionale, e il problema va al di là della banale crisi congiunturale. È il fallimento dei Paesi consumatori e speculatori, sconfitti dai Paesi produttori che non vivono di servizi di intermediazione bancaria, ma forniscono beni il cui mercato non crolla mai: tale dura verità non verrà mai ammessa, così come non verranno mai assunte le dovute responsabilità da parte delle entità che dovevano controllare e vigilare. Invece, le Banche hanno dapprima concesso assurdi finanziamenti senza alcun tipo di garanzia, poi hanno emesso prestiti obbligazionari e cartolarizzazioni rappresentativi di quei titoli, per poi riacquistare gli stessi e guadagnare continuamente sul rilancio del prezzo. In tutto questo, nessuna entità è mai intervenuta per regolamentare o chiarire la correttezza di tali operazioni, nonostante sapessero che le stesse speculazioni, anni fa, provocarono il crollo dell'economia argentina. Le istituzioni governative sono a tutti gli effetti complici e lo mostrano portando avanti una politica molto ambigua e non corretta .

03 settembre 2007

Il mercato di sottobosco e il crimine invisibile


Capire ed entrare negli abissi del mondo finanziario e bancario può portare alla luce un mondo parallelo che costituisce la linfa vitale di quello ufficiale. Le entità bancarie sfruttano e alimentano truffe finanziarie e meccanismi di riciclaggio attraverso personaggi che si muovono tra il sistema economico che produce e vive normalmente, e quello occulto delle Banche, dei fiduciari e dei collaterali. Oriano Mattei, protagonista del caso Montenegro-Podogorika Bank, spiega come, attraverso "squattrinati brokers" le Banche d'Affari rapinano quotidianamente piccoli risparmiatori e imprenditori, mediante strumenti di finanziamento che promettono elevati guadagni. A prova di quanto descritto, vengono mostrati documenti che testimoniano come delle società finanziarie virtuali, sottoscrivono titoli non presenti sul mercato ufficiale internazionale.
Nessuno conosce la vera identità o la sede di queste società che operano per interposta persona, perchè noi veniamo in contatto con gli intermediari, i brokers che si presentano come rappresentanti ufficiali di grandi agenzie, e dopo aver rubato i nostri soldi, scompaiono. Il sistema è congeniato e studiato in ogni suo aspetto, in quanto i brokers operano senza lasciare traccia dietro di sé, e ad operazione compiuta scompaiono : gli stumenti finanziari infatti giungono presso gli Istituti di credito attraverso delle fiduciarie svizzere, blindate dal segreto bancario. I risparmiatori e gli imprenditori colpiti da questi meccanismi invisibili non avranno mai prove per accusare dinanzi ad un tribunale questi personaggi, se non un contratto firmato da brokers anonimi che si renderanno irrintracciabili.


D: Che funzione hanno le Organizzazioni internazionali all'interno delle operazioni finanziarie internazionali?
R: Se per Organizzazioni Internazionali si intendono le Fondazioni no Profit,queste di regola non dovrebbero partecipare, in quanto le Fondazioni, per statuto, hanno l'obbligo di ricevere solo ed unicamente donazioni. Tuttavia, molte Fondazioni no Profit partecipano ai cosiddetti "Programmi d'Investimento ad alto reddito", previste dalla stessa Commissione Europea , mettendo a disposizione i propri progetti umanitari all'interno di operazioni di passaggio di danaro illegale. Questo è il motivo per cui i Paesi poveri resteranno sempre tali, perchè i fondi che dovrebbero essere destinati a programmi di sviluppo come donazioni, non arrivano mai e quando arrivano, non vengono utilizzati per gli scopi prefissati. In questi anni, ho avuto modo di verificare di persona che molti progetti circolavano invano all'interno di uffici amministrativi svizzeri, senza mai giungere in porto.

D: Che ruolo hanno invece le Banche d’Affari?
R: Le Banche d'Affari sono in effetti il vero motore di tutta l'operazione, anche se ufficialmente non si espongono mai, perché i cosiddetti Programmi di Trading sono illegali. Dovendo nascondere il loro diretto coinvolgimento, si servono di personaggi che devono procacciare strumenti finanziari per poi utilizzarli per scopi personali o per metterli a disposizione di loro importanti clienti , all'interno di operazioni come aumenti di capitale a favore di società che si trovano in difficoltà - a giustificazione in bilancio della copertura di perdite - o di operazioni di trasferimento di denaro illecito coperte da progetti e collaterali. Anche tale ruolo hanno avuto l'operazione Parmalat, o il caso Cirio, oppure l'operazione Banca Popolare di Lodi.

D:In tali programmi di cooperazione e investimento si infiltra anche la criminalità organizzata?
R: Come ho spiegato, i Programmi trading nascondono il grande flusso di denaro illecito che deve essere immesso nel circuito ufficiale bancario, e pertanto in molti casi vengono usati i brokers da marciapiede e i provider - titoli che non sono riconosciuti da nessun albo professionale in quanto vanno a costituire quello che è il "mercato del sottobosco" - al solo scopo di rastrellare sul mercato titoli di vario genere. Il compito dei brokers da marciapiede è quello di cominciare a reperire progetti umanitari attraverso le Fondazioni, assicurando a queste enormi guadagni, dopodichè reperiscono i cosiddetti collaterali finanziari che vengono richiesti attraverso trasmissioni bancarie con il sistema MT760 : per tale motivo confermo la complicità delle Banche in tali operazioni. Eseguono la vendita del prodotto finanziario usando il passa parola e presentandosi come provider, operanti attraverso i cdd. Trader, ossia faccendieri e fiduciari che lavoro in coordinamento con Banche e studi legali: a detta dei Brokers, sono autorizzati e abilitati dalla Federal Reserve ad operare nei settori finanziari con elevati margini di utile.

D: Quali sono gli strumenti finanziari che i brokers propongono?
R: I titoli che questi procacciatori propongono, di solito a piccoli investitori inesperti e interessati ai facili guadagni, alla fine sono sempre gli stessi. Volendo fare una lista di quello che circola sul mercato non ufficiale, possiamo citare il "Brady bond venezuelani" - titolo del quale non ne esiste alcuna traccia ufficiale sul mercato internazionale, essendo tutti nelle mani di questi personaggi che portano via solo soldi - , i MTN ( medium term note ) Petrobas che provengono dal Brasile, e ancora le cd. Garanzie bancarie di ogni genere.

Offerta e garanzia bancaria di Gazprom Bank

Immessa sul mercato e che non è mai stata
acquistata perchè non è stata mai in vendita

Si sente in questi giorni parlare molto delle "garanzie bancarie in vendita di Gazprom Bank" , che vengono offerte al 65% del valore nominale con scadenza annuale: anche in questo caso, è facile ingolosirsi da facili guadagni, perché molto probabilmente la garanzia bancaria di Gazprom Bank non arriverà mai. Come dicevo, questi strumenti finanziari non esistono e quando lo strumento viene utilizzato, i Brokers vengono eliminati o sostituiti, come se fossero dei veri e propri fusibili, e a quel punto entrano in scena le finanziarie e le banche d'affari, e chi ha finanziato con danaro personale a fronte della garanzia da parte dei Brokers di ricevere commissioni attraverso Pay Order privati, emessi, il più delle volte, da parte di società off-shore che hanno un capitale di poco meno 5.000 franchi svizzeri: in altre parole, non valgono nulla.

D:Le loro condizioni sfiorano i livelli di usura?
R: Certo, basti immaginare che quando vengono proposti i "Programmi di investimenti ad alto reddito" vengono offerti guadagni che sfiorano una percentuale del 50% a settimana, come risulta da un contratto che prevede la durata di 40 settimane. Questa è pura follia, eppure molte persone cadono in questi inganni, allettati da guadagni enormi e in poco tempo, perdendo così costantemente i soldi investiti. Tengo a sottolineare che ogni qual volta si viene avvicinati da broker che lavorano per qualsiasi Trader con proposte di investimento o di finanziamento, occorre diffidare, in quanto i soldi esborsati, non saranno più recuperati.

D: Attraverso quali strutture operano i brokers?
R: Quasi tutti i brokers operano sulla piazza finanziaria svizzera, e , il più delle volte, non avendo una struttura, si appoggiano a studi legali e notarili, oppure a studi fiduciari, che hanno poi diretti rapporti con le Banche d'affari. Può sembrare strano, ma quasi tutti i contratti di trading vengono firmati dagli stessi studi fiduciari.

D: E’ possibile affermare che i brokers sono controllati da una rete finanziaria o dagli stessi Istituti di Credito?
R: Certo, anzi posso assicurare che i brokers sono completamente manipolati da grandi studi notarili o fiduciari, in quanto la maggior parte di questi intermediari sono privi di soldi, e, non avendo una propria struttura di riferimento, sono obbligati a dipendere da entità che già appartengono a questo mondo. Nessun brokers verrà in contatto diretto con un Istituto bancario dove viene di solito proposto il Programma di Trading. Pertanto possiamo tranquillamente affermare che il sistema finanziario usa delle pedine, dei poveri disperati, che nella loro disperazione, continuano il loro lavoro cercando compartecipazioni finanziarie offrendo elevati guadagni a chi è disposto a finanziarli. Il risultato è alquanto verosimile: chi finanzia, non recupera più i propri soldi e i brokers continuano a cercare nuovi finanziatori per continuare un lavoro che non esiste.

D: Secondo lei, il sistema giudiziario e le forze dell’ordine ( della Svizzera, nonché quelle europee) coprono queste strutture criminali?
R: Io credo e spero di no, perchè se così fosse allora le regole non esisterebbero più. Le mie parole sono, tuttavia rivolte agli addetti ai lavori, alle istituzioni che dovrebbero fermare questa rapina che, giorno dopo giorno, viene fatta ai danno di piccoli investitori e di imprenditori disperati sull'orlo del fallimento. Il danno che questi meccanismi causano alla società civile è devastante, non vi sono fondi che basterebbero per porre rimedio alle truffe e alla rovina che hanno contribuito a creare.

D:In che modo, secondo lei, i singoli individui o gli imprenditori possono riconoscere la truffa per potersi difendere?
R: Il problema, è molto semplice : il più delle volte, i brokers vengono finanziati con un esborso in contanti, lasciando alle loro spalle solo la traccia di un pay order, le cui commissioni sono talmente elevate rispetto al finanziamento ricevuto - parliamo di circa il 400% annuale - che il risparmiatore e il finanziatore non hanno il coraggio di denunciare o di dimostrare la truffa. Attenzione il gioco è proprio questo. Il finanziatore dà 1000€ con la promessa di ricevere nelle quaranta settimane, dieci volte la somma erogata - per avere un'idea dell'esagerazione di tale percentuale basta guardare quali sono i guadagni ufficiali sulle piazze internazionali. E' chiaro che a quel punto, nessun tribunale sarà disposto a ricevere o ad ascoltare singoli individui che potrebbero essere accusati di complicità, trattandosi di guadagni che sfiorano quelli derivanti da operazioni illegali e criminali.

31 agosto 2007

La lotta contro la Mafia per nascondere il seme del male


Recapitati nel carcere di Palermo inquietanti messaggi in una busta indirizzata al carcere di Opera a Milano, in via Borsellino, spedita il 20 luglio, due chiare allusioni alla strage di Via D'Amelio. "La pace è finita" , è il messaggio che è stato accreditato alla mafia direttamente destinato ai due boss di Cosa Nostra Totò Riina e a Bernardo Provenzano. Sorgono qui i consueti dubbi di interpretazione di segnali difficili da decifrare, soprattutto perché probabilmente destinati allo Stato e non ai capi mafia, considerando che la corrispondenza che viene recapitata all'interno delle carceri viene sottoposta ad un rigido controllo. È altrettanto inverosimile che siano destinati ai capi mafia, in quanto dopo un lungo periodo di latitanza, sono stati arrestati mentre conducevano la loro normale vita. Questo ha indotto infatti la polizia a temere l'inizio di una nuova stagione di stragi e di terrore, nell'eterna lotta tra Mafia e Stato.
Non vi sono invece dubbi che ciò a cui stiamo assistendo è il consumarsi di una grande sceneggiata, tenuta in piedi allo scopo di indurre la massa a credere che la mafia sia di nuovo pronta a colpire. In realtà, esiste un fondo di verità a tali timori, in quanto ci avviciniamo sempre più ad un'epoca in cui i problemi economici, la disoccupazione e l'impossibilità di sostenere un adeguato stile di vita, porteranno gli individui sempre più vicini allo scontro di civiltà, in uno stato di guerra perenne e controllata. La situazione economica dell'Italia sta peggiorando e questo, sebbene nessuno voglia ammetterlo, lo avvertono i singoli individui, che sanno di essere trascinati in una situazione di precarietà a causa della perdita del potere d’acquisto dei propri salari e del fallimento delle imprese. Il malcontento e il malessere sociale sconvolgeranno l’equilibrio politico già precario e le folle si solleveranno in manifestazioni sempre più violente . Gli atti di criminalità saranno sempre più frequenti contribuendo a creare una sensazione di caos e smarrimento: sarà questo uno strumento di controllo mentale. Gli episodi di violenza a cui assisteremo saranno così imputati alla criminalità organizzata, mentre altre saranno le menti che manipoleranno gli eventi per fare propaganda e portare acqua al proprio mulino.
Per tale motivo oggi assistiamo agli atti di pura follia di Bossi, che aizza le folle inneggiando alla legittima difesa armata "contro il clandestino", alla nascita di partiti sempre più nazionalisti ed estremisti, nella speranza di divenire l'alternativo portavoce di quella massa che è stanca di bugie e di demagogia.
Occorre tuttavia analizzare bene e capire quali siano le vere forze che agiscono all'interno del tessuto sociale per provocarne il suo sfaldamento. Da una parte vi sono gli estremismi controllati dalle intelligence deviate, mentre un'altra parte è quella criminalità organizzata che lo Stato e i servizi segreti hanno cercato di combattere negli anni '70 e '80 colpendo tuttavia i capi ma non la rete, che ora si sta accrescendo sempre a causa di un malessere sociale sempre più diffuso. La criminalità organizzata vive in funzione delle lacune e della mancanza dello Stato in quelle politiche sociali necessarie a mantenere un buon livello di vivibilità.

La Mafia riesce a risorgere continuamente proprio in funzione del fatto che coloro che a suo tempo furono indagate e inquisite da Falcone e Borsellino ora sono al potere, e fingono di combattere di nuovo la guerra alla mafia. Questo perché il sistema in cui oggi noi viviamo è un circolo talmente vizioso che le rete criminosa della mafia non è che la punta dell'iceberg, che ha le sue basi nel sistema finanziario. Le Banche rappresentano infatti il seme del cancro che è la mafia, in quanto usano e sfruttano il tessuto criminale per porre in essere oscuri traffici di danaro e finanziare la loro rete di lavanderie. Lo scandalo del contrabbando di sigarette che è partito dal Montenegro ha visto infatti coinvolgere la mafia, le Banche e i servizi segreti, coordinati tra di loro grazie all'opera del faccendiere Gerardo Cuomo, che incontrerà la procuratrice Carla del Ponte nel 1998. La collusione del sistema finanziario con la mafia è stata per molti anni oggetto delle indagini di Falcone che, a partire dal 1981 cominciò ad indagare sulle Banche luganesi e sui loro rapporti con i boss mafiosi. Le sue indagini porteranno a sgominare il 16 dicembre del 1989 la Wall Street di Cosa Nostra, ossia la rete delle finanziarie di Lugano delle famiglie Caruana- Cuntrera, che aveva la sua base finanziaria nella Algemene Netherland Bank di Chiasso , collegata a sua volta all'avvocato Luganese Francesco Moretti, la figura più controversa dell' affare Ticinogate. Pochi mesi prima dello stesso anno, Falcone incontra sulla strada Carla Del Ponte, procuratore del Ticino, che già da tempo si adoperava per nascondere i possibili collegamenti tra le finanziarie di Chiasso e i Caruana-Cuntrera, omettendo alcun dettagli dal rapporto stilato dalla procura di Lugano consegnato alla procura di Roma. Per coprire questo errore, e far sembrare che Carla del Ponte si stesse ancora impegnando nella lotta alla mafia, nel giugno del 1989 ad Addaura, vicino Palermo, viene neutralizzata una bomba, creando così il mito della paladina della giustizia.

E' chiaro dunque che non si può parlare di lotta alla Mafia, di giustizia e di criminalità se non si annientano determinati meccanismi che portano e rigenerare il male continuamente. Abbiamo creato l'Europa intorno ad uno Stato che si chiama Svizzera e al segreto bancario svizzero, che costituisce in sé la legalizzazione della mafia e la distruzione degli Stati nazionali . Il potere decisionale dell'Ordine Mondiale è rimesso nelle mani di entità invisibili, che compaiono nel mondo reale una volta all'anno mediante le cd. riunioni del Bilderberg, il cui Presidente è anche il Presidente della UBS Bank. Contro quale nemico ci troviamo dunque a combattere? Si tratta di semplici criminali, dei pizzini, o abbiamo dinanzi a noi la più vasta rete del riciclaggio e del racket internazionale che si nasconde nei consigli di amministrazione delle Banche e delle multinazionali, per poi partecipare a stucchevoli serate di gala in beneficenza dei Paesi del terzo mondo. È ovvio dunque che il crimine di cui gli Stati sono vittime è invisibile, e le armi e gli strumenti a loro disposizione sono al di sopra di qualsiasi legge dell'uomo.

30 agosto 2007

La steganografia: l'arte della comunicazione del Nuovo Ordine Mondiale


Tutti forse conoscono le tecniche mediante le quali le intelligence o le criminalità organizzate trasmettono i propri messaggi mantenendo sempre la massima riservatezza. Ciò che forse non viene considerato è che attraverso il mondo dei mass media vengono inviate continuamente informazioni accuratamente nascosti all'interno di quelle pubbliche e alla luce del sole. È questo il mondo della steganografia, l'arte dell'occultare i messaggi , la cui parola deriva dal greco e significa, letteralmente, scrittura nascosta. Quando parliamo di steganografia il termine "nascosto" non significa che il messaggio è visibile ma codificato, bensì significa che la stessa esistenza di un'informazione diversa da quella palese non è percettibile, appunto perché nascosta in un'altra notizia.

La steganografia è un universo affascinante che ha antiche origini, da sempre utilizzata dall'uomo per poter comunicare ed essere inteso solo da coloro che conoscono la chiave del messaggio nascosto. È stata nei secoli utilizzata dai romani, che inviavano messaggi durante le battaglie, dai poeti e dai sovrani, sino a divenire una vera e propria scienza durante la seconda guerra mondiale, che ha visto nascere forme evolute e complesse di tecniche in grado di inviare messaggi ed eludere i meccanismi più sofisticati di controllo e di controspionaggio. Questo spiega perchè gli americani, che temevano molto l'uso dello steganografia da parte del nemico, hanno censurato numerose comunicazioni, fino alla diffusione di musica alla radio; d'altro canto Radio-Londra ha fatto grande uso dei messaggi personali, come i famosi versi di Verlaine "Blessent mon coeur / D'une langueur / Monotone", che hanno annunciato lo sbarco in Normandia. Lo stesso Aldo Moro inviava con le sue lettere messaggi nascosti che solo pochi avrebbero inteso, come le Brigate Rosse, che hanno avuto inizio quando gli americani fornirono loro un supporto proprio in carcere tramite un agente infiltrato.

Data la versatilità a cui questo strumento si presta, la steganografia non si è limitata ad essere una prerogativa dei servizi segreti o delle agenzie di intelligence, ma è divenuto una tecnica per comunicare in piena libertà anche in condizioni di stretta censura o sorveglianza, per proteggere comunicazioni private là dove l'utilizzo della crittografia è vietata o comunque solleverebbe troppi sospetti, e infine per pubblicare apertamente delle notizie ma all'insaputa di tutti. Utilizzano tecniche steganografiche coloro che intendono proteggere i diritti di copyright su dei documenti numerici nascondendo una firma indelebile all'interno, o segnare i documenti confindenziali per identificare una possibile fuga di notizia, oppure trasmettere direttive e ordini al di là del contenuto formale. Sono tuttavia sistemi utilizzati anche all'interno delle organizzazioni criminali, e dello stesso circuito bancario che segnala l'operazione di riciclaggio di denaro che deve rimanere occulta e continuare a perdersi con ulteriori rilanci. La comunicazione avviene così in maniera segreta in virtù del fatto che i partner hanno stabilito un protocollo o conoscono una chiave di lettura, magari inserita all'interno di precedenti messaggi : questo particolare rende la steganografia un'arte ben più raffinata e subdola da individuare in quanto, a differenza della crittografia, non fa ricorso a delle formule matematiche, che sono in qualche modo riproducibili.
Messaggi occulti possono essere presenti all'interno del testo, mediante l'utilizzo di simboli, di variazioni ortografiche o tipografiche, la scelta tra i sinonimi o delle forme grammaticali, il distanziamento tra le parole, oppure si può utilizzare anche un generatore di testo 'aleatorio' che individua un tipo di grammatica. Allo stesso modo possono essere inseriti dei messaggi all'interno dei suoni, mediante delle tenui variazioni, impercettibili per l'orecchio, nelle basse frequenze, ciò che spesso viene definito come rumore di fondo. Forse è per questo motivo che Microsoft ha prestato molta attenzione alla steganografia, in quanto può divenire una firma mediante la quale proteggere il Copyright sulle canzoni e video, rafforzando e blindando così il proprio monopolio. Al momento, grazie alla massiccia diffusione dell'informatica, sono le immagini a contenere la più alta percentuale di informazioni, mediante la manipolazione dei pixel di un'immagine "bmp" . Naturalmente, esistono anche altri mezzi in cui nascondere delle informazioni, come quelli multimediali, o anche formati di archivio e di codificazione, una semplice pagina HTML .

Come si può notare non esiste alcun tipo di controllo in grado di fermare la trasmissione di messaggi nascosti mediante tecniche di steganografia, in quanto per vietare ogni comunicazione nascosta bisognerebbe intercettare e trasformare o vietare tutte le comunicazioni, perché ciascuna è un potenziale veicolo di trasmissione. In quel caso si passerebbe dal divieto della crittografia, alla repressione della libertà di espressione di ciascun individuo, cosa di per sé inattuabile, anche se prossima. Dopo l'11 settembre 2001, numerosi furono i giornali che suggerirono che la steganografia è stata utilizzata nella fase di preparazione degli attentati: questo non è stato dimostrato mai, come molte altre affermazioni, e potrebbe senz'altro essere un tentativo di porre maggiori controlli sulla comunicazione mediante internet.
Al momento tutti i mezzi di telecomunicazione sono nelle mani di privati che detengono un forte potere nei confronti dello Stato, come Motorola, Sony Ericsson, al punto da essere entità sovranazionali sulla quale non è possibile porre un controllo. Che senso ha dunque immaginare che lo Stato esercita qualche forma di controllo su tali entità, mentre diventa più facile perseguire il singolo individuo manipolato da interessi ben più grandi. I cd. poteri forti vivono tra di noi e allo stesso tempo comunicano mediante le tecniche steganografiche, o mediante stratagemmi che hanno la medesima funzione. Si pensi alle famosi riunioni segrete del Bilderberg: esse appaiono all'opinione pubblica internazionale come semplici conventions durante la quale le diverse "associazioni" partecipano come invitati mondani, o fanno una partita di golf mentre decidono fusioni e acquisizioni. In realtà nessuno potrà mai dimostrare il vero scopo di riunioni tra gli uomini più potenti del mondo, essendo un atto privo di prove verosimili.
La steganografia rappresenta dunque il modo in cui comunica il Nuovo Ordine Mondiale, ossia personaggi che non temono di essere controllati, nella maniera più assoluta, perchè hanno raggiunto un sistema di altissima efficacia, che non può essere scardinato con elementi probatori validi, in quanto manca proprio il concetto giuridico. Tuttavia, se esiste la mafia, il traffico di droga, se esistono i paradisi fiscali, vuol dire che essi hanno una qualche funzione all'interno del Nuovo Ordine Mondiale, vuol dire che sono parte di quel progetto definito come "crimine invisibile", che condurrà il sistema economico verso la Monetica, dopodichè vi sarà il totalitarismo.

29 agosto 2007

Ancora lontano il federalismo che riscatterà le regioni


Le urla di Umberto Bossi hanno nel bene o nel male lasciato una eco che porterà probabilmente a riporre maggiore attenzione alla riforma del federalismo fiscale. Dalla feroce, quanto esibizionistica polemica, può scaturire una decisione frutto del concerto delle parti oppure un sofferto compromesso tra le Regioni - eventualmente le più ricche - e il Governo, che non potrà non accogliere le richieste di quei territori che rappresentano il più elevato gettito all'interno del Bilancio dello Stato. Si attende al momento l'incontro del 15 settembre tra il governatore della Lombardia, i principali rappresentanti della Lega - che non può certo essere considerato un partito di rappresentanza popolare - e Romano Prodi per discutere del federalismo e del federalismo fiscale. Una riunione che risponde alla delibera del Consiglio regionale della Lombardia, che ha approvato una risoluzione per ottenere dal governo la competenza su 12 nuove materie nonché una proposta di legge al Parlamento sul federalismo fiscale che prevede di trattenere nelle regioni anche l'80% dell'Iva. Ci si chiede come mai tanta priorità alle richieste di una singola regione, quando è prassi per lo Stato ignorare le prerogative delle altre autorità regionali? Occorre infatti sapere che da un recente sondaggio della Camera di Commercio di Milano è risultato che in relazione alle principali imposte nazionali (Irpef, Irap, Iva, e Ires) la Lombardia avrebbe come gettito circa 69.246.625 di euro, il Lazio invece 35.520.714 di euro, il Piemonte 22.060.006 euro, il Veneto 21.944.315 euro, l’Emilia Romagna 20.579.269 euro e la Toscana 14.975.808 euro. Dinanzi a questi dati, si intuisce che la Lombardia si conferma ancora come una delle regioni d’Europa economicamente più competitive, perché sede della maggiore concentrazione di piccole e medie imprese, delle multinazionali e di cittadini con più elevato reddito. Rappresenta dunque, da questo punto di vista, una delle regioni che ha maggiori prerogative all'interno della discussione sul federalismo fiscale, facendo così del gettito fiscale una discriminante della rappresentanza o volontà popolare.
In realtà tutto il territorio italiano chiede a gran voce maggiore autonomia fiscale in quanto le singole autorità locali subiscono in via diretta le incongruenze e le contraddizioni della legge finanziaria 2007, avendo subìto l'ulteriore taglio dei trasferimenti da parte dello Stato pur avendo consegnato all'Amministrazione centrale il proprio gettito. Per tale motivo assistiamo all'esponenziale aumento del cuneo fiscale, mediante la moltiplicazione dei costi a carico del cittadino e delle nuove tasse. Considerando dunque il grave malessere che colpisce i conti statali, una riforma del federalismo fiscale sarà sempre più necessaria perché sui singoli cittadini e sulle piccole e medie imprese si avvertirà sempre più il peso del cuneo fiscale. Allo stato attuale sono già iniziati i primi esperimenti di cui la Sardegna è l'esempio per eccellenza, dopo l'imposizione di tasse più elevate per i soggetti non residenti : le prime prove tecniche di federalismo fiscale ruotano essenzialmente sulla cd. concorrenza fiscale sulla base della residenza. La Regione Piemonte ha scelto di azzerare l'imposta per un triennio alle imprese di nuova costituzione nel terriorio Piemontese, mentre il Friuli-Venezia Giulia premia le imprese nel singolo periodo d'imposta incrementano il valore della produzione ed il costo del personale di almeno il 5% rispetto alla media del triennio precedente, nonché minor aliquote per le nuove imprese artigiane . Il Veneto riduce le aliquote per le neocostituite imprese giovanili, femminili e alle nuove cooperative sociali, mentre la provincia autonoma di Bolzano ha deciso un taglio dell'Irap dal 4,25% al 3,75%, e Trento vuole una riduzione dello 0,50% per le imprese con alcune agevolazioni per le imprese di nuova costituzione e per gli insediamenti nelle zone svantaggiate (di montagna) o le imprese agricole.
Dinanzi dunque alle nuove esigenze e al cambiamento stesso dell'economia, che non può essere ancora limitata da un organismo burocratico centralizzato, arriva in Parlamento un testo di legge che si propone di riformare il D.Lgs. 56/2000. L'intervento si prefigge di introdurre un "coordinamento" e una "omogeneizzazione" dei conti delle varie regioni e un certo collegamento con la manovra di bilancio dello Stato, per passare da un sistema di riparto dei fondi basato sulla spesa storica ad un sistema basato sui cd. costi standard di produzione dei servizi. Dinanzi alle inefficienze e gli scostamenti tra obiettivi e risultati con dei meccanismi di sanzione automatici che vanno dall’incremento automatico delle entrate tributarie ed extra-tributarie allo scioglimento degli organi degli enti inadempienti.
Sembrerà strano ma nella riforma ricorrono gli stessi principi di base del D.Lgs 56/2000 che riguardano il passaggio al nuovo regime del riparto del gettito sulla base dei costi standard e l'andamento virtuoso degli enti, e il meccanismo di perequazione volto a ridurre le differenze tra le regioni tenendo conto del rapporto gettito-dimensioni del territorio. Il problema che si ripresenta anche con il nuovo progetto di legge è come riuscire a passare da un sistema all'altro, agendo soprattutto sulla prassi della pubblica amministrazione in modo da abituarla a concepire la sua attività burocratica un'attività di impresa, e in quanto tale con i limiti di economicità e competitività che derivano dall'attività con scopo di lucro. Oggi come in futuro occorre affrontare i problemi che derivano dalla differenza tra le diverse Regioni che derivano senz'altro da una pesante eredità storica, ma che nel tempo è stata per certi versi accentuata proprio dallo Stato centrale che ha continuato a premiare le zone ricche, e ha creato una sorta di assistenzialismo per il Sud Italia. Non si è mai cercato di colmare i divari restituendo alle regioni del Sud derubate della loro fonte di ricchezza e dando loro la giusta rilevanza all'interno dell'economia nazionale, ma si è preferito creare una ridicola "Cassa del Mezzogiorno" e perpetuare un sistema economico malato. L'assistenza dello Stato centrale che riscuote e redistribuisce non ha creato delle Regioni indipendenti, ma degli enti che non sono in grado di dare al territorio un valore aggiunto.
Il cambiamento e il passaggio ad un sistema fiscale più equo può essere realizzato se innanzitutto si superano i divari mentali e si pone una nuova educazione nella gestione delle risorse e del gettito territoriale. Sta alle singole regioni prendere coscienza della propria potenzialità e della propria importanza all'interno dell'economia nazionale: a quel punto saranno le singole autorità locali che vorranno sgretolare quella piramide inutile, complessa e costosa che è la "Roma Ladrona".

23 agosto 2007

Kennedy avverte il popolo americano dell'esistenza del Nuovo Ordine Mondiale

Ecco il discorso di J.F. Kennedy del 27 Aprile 1961, presso il Waldorf-Astoria Hotel, New York, NY. Kennedy, con grande lucidità, avverte la stampa sul pericolo di un governo ombra, che annullerà gli Stati e cancellerà ogni Repubblica. Parla della continua generazione di nuovi nemici, di un evento che indurrà ad incrementare la sicurezza - perchè non l'11 settembre - e del controllo di tutti gli organi del potere e dell'informazione. Media, scienza e apparati militari saranno tutti controllati dall'egemonia di un Governo invisibile.


L'alba dei nuovi capitalisti sul crollo dell'Occidente


La crisi di liquidità delle borse e dei mercati valutari occidentali è stata senz'altro il segnale d'allarme del cambiamento del sistema economico e monetario internazionale, mettendo così a dura prova la fiducia degli investitori e dei risparmiatori di tutto il mondo. Molti hanno temuto il peggio, attendendosi che la crisi sul mercato immobiliare e così del credito, avrebbe scatenato, con un effetto domino, un crack equiparabile alla crisi del 1929. Oggi, quanto accadde un secolo fa, con il crollo della Borsa di Wall Street e il fallimento di migliaia di piccoli risparmiatori a causa della feroce svalutazione della moneta, non si è ripetuto per il semplice fatto che il sistema borsistico si basa su un circuito telematico e virtuale che ha attutito la crisi ed evitato l'espandersi del panico su ogni piazza finanziaria. A differenza di allora, non sarebbe stato verosimile immaginare di recarsi presso le Banche e ritirare i propri risparmi, in quanto il sistema monetario si basa su riserve di liquidità minime, il denaro che facciamo circolare sostanzialmente è virtuale. In ogni caso, è stato un duro colpo per le Borse europee e statunitensi che, travolte dal panico della bolla immobiliare, hanno bruciato migliaia di milioni di euro in poche ore. In tutto questo i mercati asiatici hanno subito l'allarme "liquidità", ma contemporaneamente hanno risposto con una ripresa molto più decisiva, avendo un'economia reale molto più forte, e una maggiore liquidità dovuta ad una bilancia commerciale in attivo.

Come molti si attendevano, i cd. Paesi in via di sviluppo, stanno diventando delle economie forti in grado di far fronte a shock esogeni, in particolar modo riconducibili alle speculazioni del mercato finanziario virtuale, e questo perché la struttura normativa ed economica sta subendo un'evoluzione. Per oltre un decennio le autorità cinesi hanno usato l'Occidente come una banca commerciale, investendo i propri fondi a breve, soprattutto in Usa, e prendendo a prestito a lungo termine dall'Occidente, sotto forma di joint ventures e investimenti esteri diretti. Oggi invece le autorità cinesi hanno creato enormi fondi di investimento a maggioranza partecipazione statale, per gestire la ricchezza e investono in aziende e immobili, con un flusso di investimento verso altre aree. La loro incidenza è tale che è sorta presso le autorità occidentali la preoccupazione che si vengano a creare varie forme di golden share, con acquisizioni massicce di aziende, al di fuori delle regole di mercato, proprio in virtù del privilegio che deriva dall'essere dei fondi sovrani.
La presenza dei fondi sovrani asiatici si è avvertita anche in occasione della battaglia borsista per acquistare la banca olandese ABN Amro, apportando il suo sostegno alla Banca britannica Barclays. La China Development Bank, il braccio finanziario dello Stato cinese, ha dichiarato il mese scorso la sua disponibilità a mettere a disposizione della Barclays più di 7 miliardi di euros affinché questa possa migliorare la sua offerta su ABN Amro. Questo sarà, se si conferma, il più grosso investimento mai realizzato all'esteri per la Cina, che diventa così l'arbitro della più grande battaglia borsista per la creazione di una Banca universale, nonché la prima azionista della quinta banca mondiale. La Cina aveva già acquistato qualche settimana fa, il 10% dei più grandi fondi mondiali, Blackstone. Tali operazioni sono state rese possibili proprio della grande disponibilità di riserve finanziarie, che ammontano a più di 1200 miliardi di dollari. Dunque, mentre prima la Cina si poneva come un investitore predente, oggi è divenuto un attore del capitalismo mondiale, e muore il mito della Cina come terra di investimenti e di speculazioni per l'Occidente, e cade anche la mancanza di reciprocità con l'Occidente, in quanto è il Governo stesso che incentiva gli investimenti all'estero.
Le autorità finanziarie cinesi hanno autorizzato, a partire dal 20 agosto, per la prima volta nella storia dell'investimento cinese, che i singoli risparmiatori possano investire in borse estere, con il lancio di un progetto pilota per l'acquisto di azioni del mercato di Hong Kong. Questo sarà lanciato nella zona di sviluppo economico di Binhai della città portuale di Tianjin, situata a sud di Pechino, come precisato dall'amministrazione governativa dei cambi, dando così via alla riforma di gestione dei cambi, per estendere i canali di sbocco dei fondi e promuovere l'equilibrio di base dei pagamenti internazionali. Attualmente, i risparmiatori privati cinesi non sono autorizzati ad investire all'estero tranne per la base di prodotti offerti tramite le banche, i mediatori, gli assicuratori e le società che gestiscono fondi. Pechino inoltre prenderà sulla Borsa di Shangai altre misure contro la speculazione, la manipolazione sul corso delle valute sui suoi mercati borsistici in espansione: in virtù di tali nuovi regolamenti la Borsa di Shanghai avrà maggiori poteri per sospendere la quotazione di titoli interessati da forti variazioni, ponendo nuovi obblighi di informazione. In pratica, le autorità finanziarie cinesi potranno ritirare i titoli dal mercato se sulla base del livello delle transazioni si sospettano dei reati di "insider trading", ossia se durante una mezz'ora il corso aumenta più del 100% o perde più del 50% rispetto all'apertura nei giorni senza limite di movimenti, particolarmente quando la quotazione riprende dopo una sospensione.

Non bisogna neanche sottovalutare la potenzialità degli investitori privati cinesi, che sono ormai una risorsa di risparmio: i depositi bancari delle famiglie raggiungono 1.400 miliardi di euro, le nostre riserve valutarie sono le più alte del mondo, gli investimenti esteri continuano ad affluire al ritmo di 60 miliardi di dollari all'anno. La stessa MasterCard International ha recentemente pubblicato un rapporto sull'andamento dei consumi cinesi, rilevando che il 92,6% delle famiglie cinesi hanno speso circa diecimila dollari pro capite per il tempo libero, il turismo e i beni di lusso. Quello cinese si pone dunque come un popolo emergente, che ha usato la sua povertà per creare delle opportunità di sviluppo, e gli stessi ritmi di lavori - visti come sfruttamento da parte dell'Occidente - viene visto dagli imprenditori cinesi come un mezzo attraverso il quale molti operai riescono a riscattare la propria posizione sociale: alcuni cittadini cinesi che prima erano sono dei contadini, sono ora imprenditori in ambito industriale e forniscono lavoro a migliaia di persone e sono agguerriti capitalisti, che hanno uno spirito di imprenditorialità molto forte. Questo invece è ciò che manca ad alcuni imprenditori occidentali, abituati alle speculazioni, alle logiche dello sfruttamento del valore aggiunto derivante dal lavoro altrui. Ecco dunque una delle differenze che dividono Oriente ed Occidente, nonché una spiegazione del progressivo impoverimento dei popoli europei che, allo stato attuale, non hanno "soldi" ma decine di carte di credito.

La Cina fa paura dunque per il suo ritmo di sviluppo, con una popolazione interna in continua crescita e una diaspora di oltre 100 milioni di persone: la sua produttività ha raggiunto ritmi esponenziali, con un impatto sulla bilancia commerciale, e sulla relativa provvista di riserve, sempre più rilevante. I dati ufficiali parlano oggi di 1 063,3 miliardi di dollari alla fine di 2006, aumentate di 266,3 miliardi di dollari al primo semestre dell'anno, in rialzo del 41,6% . In relazione a questo si è avuto infatti un aumento del volume del commercio esterno cinese ha raggiunto 980,9 miliardi di dollari sul periodo di gennaio a giugno, in rialzo del 23,3% rispetto al periodo corrispondente del 2006. Le esportazioni hanno aumentato del 27,6% per raggiungere 546,7 miliardi e le importazioni del 18,2% per raggiungere 434,2 miliardi.
Da qui sorgono le pressioni del Fmi circa la decisione di fermare la svalutazione dello Yuan per consentire così la rivalutazione del disavanzo commerciale degli Stati Uniti. In tal senso forse va vista la decisione dell'Autorità di controllo delle valute (SAFE), che ha autorizzato le imprese cinesi a conservare la valuta che detengono sui loro conti correnti, al fine di realizzare un equilibrio migliore della bilancia dei pagamenti. Sono state così soppresse le regole imposte agli "organismi nazionali" che limitavano l'importo delle valute estere che potevano essere conservate all'80% , con l'obbligo di vendere le valute in eccesso alla Banca centrale contro Yuan. Gli organismi nazionali comprendono i dipartimenti del governo centrale, i commerci nazionali e le istituzioni senza scopo di lucro, le entità sociali, i contingenti militari, e le compagnie straniere basate in Cina eccetto le agenzie finanziarie. Le nuove regole vanno a ridurre anche le valute detenute dalla Banca centrale che deve procedere regolarmente all' emissione di buoni per fare fronte alle eccessive entrate di fondi e al ritiro delle liquidità del sistema.

La strategia cinese sembra al tempo stesso globale e diversificata. Sperimentano, provano dei limiti, nella consapevolezza che ciò che non può essere fatto oggi potrà essere fatto domani. Pian piano sono divenuti i fornitori ufficiali degli Stati Uniti che, essendo troppo occupati ad arricchirsi col petrolio, hanno rinforzato ancora di più la loro dipendenza come consumatore . Il mercato cinese non è un mercato libero come molto credono, è protetto ma in modo intelligente: offre incentivi al libero scambio, creando delle zone franche - come le municipalità di Shenzhen, Zhuhai e Shantou - accoglie gli investimenti diretti, per apprendere le nuove tecnologie, risparmia e investe sui mercati occidentali, ormai aridi di liquidità necessarie per assicurare la necessaria stabilità. Siamo dunque senz'altro ad una svolta sui mercati internazionali, in cui quelle che erano delle economie emergenti, sono divenuti degli investitori e dei capitalisti accaniti, sia nei confronti dell'Occidente che dei Paesi del Terzo Mondo come l'Africa, utilizzando i propri fondi di investimento come contropartita a materie prime ed energia. Da questo punto di vista può dirsi che la Cina potrebbe nel giro di pochi anni superare potenze economiche come la Russia o gli Stati Uniti.

22 agosto 2007

Mutazioni genetiche sugli ortaggi

A Gaeta, in Provincia di Latina, due agricoltori notano strane mutazioni nei prodotti della loro terra, che coltivano da generazioni. Lo strano fenomeno segue di poco l'installazione, nelle vicinanze, di alcune antenne per la telefonia mobile. Il reportage di TMO, a cura di Luigi Oliviero, mostra gli esiti sugli ortaggi di questo "strano" e imprevisto fenomeno, e rappresenta dunque una delle tante prove tangibili dei danni provocati dalla tecnologia wimax.


09 agosto 2007

Paypal: una centrale dati sovranazionale


Per sottoscrivere un conto con Paypal basta seguire una semplice procedura che, in pochi minuti, dà la possibilità di effettuare transazioni con moneta elettronica sull'internet. Tuttavia, all'atto della creazione di un conto Paypal accettiamo un'informativa della privacy che autorizza alla registrazione dei nostri dati personali e al suo utilizzo sia per scopi rientrati nelle attività delle transazioni elettroniche, sia per la sua trasmissione a terzi. L'utente che inserisce i propri dati all'interno di questo sistema, viene tracciato in ogni movimento e in ogni suo contatto con terzi, e deve sottostare alle regole che Paypal in maniera unilaterale ha stabilito, altrimenti il contratto si annulla automaticamente.
Accettando l'informativa sulla privacy, l'utente fornisce in consenso alla memorizzazione delle informazioni personali e alla loro elaborazione sui computer della società madre, PayPal Inc., negli Stati Uniti, a cui si fa riferimento per la normativa da applicare, a prescindere dalla residenza dell'utente. Paypal raccoglie così una serie di informazioni: il nome, l'indirizzo, il numero di telefono e l'indirizzo email, le informazioni della carta di credito o del conto bancario, e in alcuni casi - ossia l'invio o la ricezione di transazioni di importo elevato - il numero di previdenza sociale. Ulteriori dati vengono raccolti quando si effettuano le transazioni, ossia vengono registrate le somme trasferite, la causale della transazione, l'indirizzo email, l'ID di Skype o il numero di telefono dell'altra persona, affermazioni e corrispondenza dell'utente, documentazione, preferenze del conto . Queste informazioni vengono memorizzate per ogni transazione effettuata tramite PayPal, come pure le informazioni identificative del computer o del dispositivo utilizzato per l'accesso al conto. Paypal inoltre raccoglie informazioni durante il traffico del sito web, quando l'Utente accede o esce dal sito PayPal, registrando l'indirizzo del sito web da cui proviene o a cui desidera connettersi , le pagine visitate dall'utente durante la connessione al sito PayPal, gli indirizzi IP, il tipo di browser utilizzato e il numero di accessi effettuati.

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Non è finita qui, perché Paypal raccoglie anche i dati e le informazioni tramite le banche presso le quali sono registrati le carte di credito poste a garanzia del conto di Paypal, sino a fare un controllo approfondito sull'utente e la sua azienda presso un credit bureau o un servizio di informazioni sulla solvibilità. L'utente che è debitore di PayPal, subirà l'identico controllo della solvibilità alla centrale rischi che effettuano le Banche, riservandosi inoltre il diritto di recuperare e analizzare periodicamente le informazioni sulla solvibilità di un'azienda, nonché di chiudere un conto sulla base delle informazioni ottenute . Dinanzi a tale atto unilaterale, nel caso di contestazioni e di problemi verrà attivata automaticamente una procedura burocratica complessa, scandita da computer e meccanismi automatizzati che non permetteranno mai di risolvere il problema alla radice. Alle nostre domande rispondono con protocolli standardizzati, trasmessi da un computer che affida un codice ad ogni procedura attivata. Le armi legali convenzionali, con tali procedure sono assolutamente inefficaci, in quanto i meccanismi che sono alla base utilizzano dei metodi matematici e informatici, non quelli della civiltà umana: ogni problema o richiesta viene associata ad un numero e inserita poi in un processo informatico.


Paypal dichiara nel regolamento che "non trasmetterà né divulgherà in alcun modo le informazioni personali dell'utente o l'elenco dei propri utenti a terzi", ma in determinate circostanze "condividerà alcune informazioni degli utenti con terzi" , specificate e limitate dall'informativa. Accettando l'informativa, infatti, si autorizza così a divulgare informazioni, su transazioni o conti, informazioni personali e contenuti delle comunicazioni effettuate alla polizia, alle forze di sicurezza, agli enti governativi, intergovernativi e sopranazionali competenti, alle agenzie (diverse dalle autorità fiscali), ai dipartimenti e alle autorità o organizzazioni legislative e autolegislative competenti (incluse, a titolo esemplificativo, le agenzie elencate nella tabella riportata di seguito nella sezione "Agenzie") o a terzi con i quali, a sua discrezione, ritiene opportuno collaborare nelle indagini . Inoltre Paypal potrà divulgare informazioni a terzi , come le Banche che eseguono i pagamenti, come GBC Bank Plc, Bank of America (Regno Unito e USA), JPMorgan Chase Bank (Regno Unito, USA), BNP Paribas (Francia), Netgiro (Svezia), StarFinanz (Germania), Wells Fargo (Irlanda, USA), American Express (USA). Gli Istituti di credito, e altri operatori finanziari, si occupano dei servizi di liquidazione per processare i pagamenti. Molti altri, sono i partner di Paypal, che si occupano di verificare l'identità, prendere decisioni sulla solvibilità di un utente, effettuare controlli per la prevenzione e l'identificazione di attività criminali (inclusi frode e/o riciclaggio di denaro), gestire il conto PayPal e portare avanti indagini statistiche, effettuare ricerche, studiare nuovi prodotti e servizi e sul controllo del sistema, nonché campagne marketing congiunte per carta di credito PayPal, modelli di rischio, applicazione dei termini e delle condizioni per la carta di credito PayPal. Tra questi Paypal fa riferimento alla Callcredit plc., Experian Limited e Dun & Bradsheet Limited (Regno Unito) , la SCHUFA Holding AG (Germania), la CEG Creditreform Consumer GmbH, la Creditreform Berlin Wolfram KG (Germania), la GE Capital Bank Limited e GE Capital Global Consumer Finance Limited (Regno Unito).

Tuttavia, tale rapporto di condivisione dei dati, potrebbe far sorgere il legittimo dubbio che Paypal rappresenti in sé null'altro che un database, una matrice che raccoglie e registra dati che verranno trasmessi ai suoi partner, che non sono solo Banche, ma anche operatori di Marketing e politiche commerciali: le informazioni prodotte sono infatti molto preziose per lo studio di nuovi prodotti finanziari o del comportamento dei consumatori. Infatti, Paypal non rappresenta nient'altro che una stanza di compensazione, in quanto trasforma la moneta bancaria in moneta elettronica per poi inserirla nel circuito telematico composto da utenti: chi usa paypal sosterrà un costo per la conversione, oltre alle commissioni applicate sulle somme trasferite, mentre la riconversione in moneta bancaria avverrà al costo di almeno 5 giorni di valuta. Tale meccanismo è di sé assolutamente antieconomico, tale che non si può parlare di vera moneta elettronica, tuttavia ha avuto un'ampia diffusione perché è stata creata dalla stessa società che gestisce il più grande sistema di e-commerce del mondo. Ebay, come Paypal, rappresenta un sistema di commercio elettronico, che tuttavia non sfrutta il concetto di rete o di tela, ma sempre quello della piramide, in quanto ogni transazione e ogni inserzione deve sempre passare attraverso il cervello centrale, che controlla e detta le regole di ogni operazione. Queste sono le nuove Banche a cui ci stiamo avvicinando sempre di più con i conti-on line, la diminuzione dell'utilizzo del contante e l'obbligo del ricorso alla moneta bancaria per effettuare determinate transazioni per consentire il tracciamento dei dati.
È molto strano che i rivoluzionari di oggi inneggiano all'uso di tale strutture, disinformando e non sapendo che si passa da un sistema all'altro ancora più usurante. La Cybernetica è una scienza , non una lobby , e bisogna stare molto attenti a questo tipo di strutture, perchè hanno palazzi di 14 piani al centro di Milano e dall'esterno non si riesce mai a capire cosa fanno: provate ad entrare e parlare con uno di loro, non ci riuscirete mai perché non sono altro che computer e server collegati in rete. Paypal è una delle centrale di dati, che sostituiscono quelle che un tempo erano le centrali o le antenne di ascolto: sono così diventate centrali dati sovranazionali. La Guardia di Finanza, con il suo Nucleo contro le frodi informatiche, dovrebbero indagare di queste centrali dati, e non assecondare le pazzie di uomini come Emilio Fede sequestrando i blog. I controllori e gli Stati si sono rese così complici accreditando questi sistemi come Istituzioni: lasciano così che i cittadini diventino una massa di utenti da sfruttare come "vacche da mungere".

08 agosto 2007

Amato ai Vigili: non pagate gli affitti, forse non vi cacciano!

di Etleboro Marche

Durante l'audizione del Ministero dell’Interno alla Commissione Affari Istituzionali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia, Giuliano Amato suggerisce “…ai Vigili del Fuoco di non pagare gli affitti e pagare la benzina". Il Ministro, infatti, parlando dei debiti accumulati per effetto di forniture, bollette e canoni di affitto non pagati - si parla di un ammontare pari a 408 milioni di Euro - da parte del corpo dei Vigili del Fuoco, riferisce di aver suggerito di provilegiare il pagamento della benzina, anzichè quello dell'affitto, considerando che "il distributore li manda a quel paese se si presentano senza pagare con i loro grossi camion, mentre è possibile che il padrone di casa non li cacci". Ironicamente commenta Giuliano Amato : " ...ora, è arduo dover dare consigli di questa natura…”, “e specialmente, da parte del Ministro dell’Interno!” - interviene il Presidente della Commissione Violante. "Dovendo scegliere, pagate la benzina - prosegue Amato - perché poi quando l’andate a fare, se non ve la danno, rimanete lì col camion e non sapete…dovete spingere”, e Violante ancora più divertito risponde “… ed è pesante spingerlo!”- incalza Amato - “..è pesante spingerlo, ed intanto l’incendio si brucia la casa…”

Ad ascoltare la discussione sembra di sentire un vecchio film delle comiche, ma in realtà si tratta di di un'audizione presso una commissione Istituzionale, durante la quale, tra le righe, si afferma una dura verità. Il corpo dei Vigili del Fuoco, come anche quello dei Carabinieri e, non da ultimo anche la Polizia, sono ormai da tempo abbandonati a se stessi, lasciati privi dei mezzi minimi per poter essere in grado di operare: molti mezzi hanno le gomme lisce, tanto che nei primi giorni di Novembre dello scorso anno, un carabiniere ha dovuto multare una gazzella per attirare l'attenzione sulla scarsa manutenzione dei mezzi a disposizione.
Dichiarare, anche se nello scherzo, l'insolvenza dello Stato, è un grave segnale di malessere nonchè un campanello di allarme che sottintende un ulteriore taglio della spesa sociale, a fronte di una diminuzione dei servizi pubblici. Inoltre, se lo Stato Italiano cominciasse a non pagare gli affitti - non avendo la proprietà di parte degli immobili in cui è alloggiata la Pubblica Amministrazione - sarebbe un grave messaggio alle Istituzioni finanziarie internazionali che oggi monitorano lo Stato dell'economia italiana. Queste persone hanno perso il senso del pudore, e possono, con la loro incoscienza, mettere a repentaglio una situazione già di per sé grave. Andrebbe al più presto istituita la gogna nelle piazze, per permettere al popolo di esercitare tutto il disprezzo che meritano certe facce di bronzo. I baroni ladroni, dopo aver distrutto l’economia italiana anche in seguito alle privatizzazioni selvagge in una sorta di patto scellerato tra le forze politiche, sfrutteranno ancora di più questo "lassismo" dello Stato nei confronti dello Stato sociale.
Attualmente, il nostro sistema economico va sempre più verso il meccanismo del "rent" che sostituisce quello della proprietà, e basti vedere le tante dismissioni del Patrimonio dello Stato dai servizi pubblici - esternalizzati verso le società private - agli immobili , rientrati nelle famose cartolarizzazioni di questi ultimi anni. Questo è la conseguenza non solo dei saccheggi da parte delle lobbies bancarie e finanziarie, ma anche della cattiva gestione e amministrazione che è stata fatta del patrimonio pubblico: non dimentichiamo che i primi pirati sono stati proprio i manager, i funzionari e i dirigenti delle aziende pubbliche, che sono riusciti solo a creare debiti in virtù della copertura dello Stato, che drogava le società con continui trasferimenti.
Dinanzi alle privatizzazioni e alle dismissioni, tutti si sono scandalizzati, ma pochi hanno inteso che queste decisioni sono volute da funzionari che vogliono trasformare l'Italia in una holding che continua ad esternalizzare i suoi servizi. C'è ormai il totale disinteresse per i corpi e le società che offrono un servizio pubblico, e parole come quelle di Amato ne sono la dimostrazione. Il vero pericolo, dunque, dinanzi alla dismissione degli immobili o del patrimonio statale, non è la bolla immobiliare o la crisi del credito, ma la trasformazione dei cittadini in utenti nei confronti di migliaia società private.

07 agosto 2007

Il perchè della creazione della Troika per il Kosovo


La sostituzione del commissario dell'Onu Martti Ahtisaari come delegato dell'Ue alle negoziazioni tra Serbia e Kosovo, è stato il vero del fallimento della credibilità della Comunità Internazionale nella risoluzione della questione kosovara. Per mascherare questa grave fase di empasse è stata creata la "troika" dei mediatori europei, che tuttavia ha all'interno già un forte contrasto derivante dall'opposizione contraria di Cina, Russia e Serbia. A rappresentare il blocco nei negoziati il capo delle politica estera dell'Unione europea Javier Solana ha così nominato il diplomatico tedesco Wolfgang Ischinger , che sarà il portavoce dell'Ue all'interno delle trattative tra la Serbia e il Kosovo durante questi quattro mesi.
Molti tuttavia non sanno che la decisione di nominare il diplomatico tedesco giunge dopo il ricatto del grave dossier che denuncia la corruzione di Martti Ahtisaari, prodotto dalla intelligence tedesca BND, inviato poi al Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon ma rimasto nascosto all'opinione pubblica e ai media. Tuttavia oggi è possibile capire perchè politici come Massimo D'Alema retrocedono sulla ferma decisione di concedere un'indipendenza incondizionata al Kosovo, e lo stesso George Bush, che poche settimane fa, in visita in Albania, aveva già annunciato la creazione dello Stato kosovaro. La questione Kosovo ha così subito una forte battuta d'arresto dinanzi alla scoperta dei servizi segreti tedeschi che Martti Ahtisaari ha ricevuto una tangente di circa 40 milioni di euro, parte consegnata in contanti all'interno di valigette diplomatiche, e parte sul suo conto personale, per un ammontare di circa due milioni di euro proveniente da una banca svizzera di Basilea con numero di conto corrente 239700-93457-00097, destinato alla Banca di Cipro con n. di c/c 3459346699004533 contrassegnato con il codice VOLANND. Gli agenti della BND hanno inoltre notato che il 12 febbraio di quest'anno, alle 6:23 una jeep, targata PR-443-22CD e appartenente al governo kosovaro, si è fermata dinanzi all'edificio dove si stava recando Martti Ahtisaari . Dalla jeep sono discesi due uomini che portavano con sé due valigette diplomatiche destinate ad Ahtisaari: gli agenti hanno poi potuto confermare che le valigie contenevano del denaro. La stessa sequenza di eventi si ripete dodici giorni più tardi, verso le 5:44 quando giunge una mercedes nera, non targata, che va ad incontrarsi con le due guardie del corpo di Martti Ahtisaari consegnando altre due valigie, contenenti anch'esse diversi milioni di euro . I servizi tedeschi hanno poi precisato che tutte le quattro valigie , contrassegnate da cartellini diplomatici onde evitare i controlli in Finlandia, sono state inviate all'indirizzo di residenza di Martti Ahtisaari.
Inoltre, il 28 febbraio, alle 23:47 PM , una jeep della KFOR ha accompagnato due giovani donne scortate da guardie del corpo presso la residenza di Ahtisaari: le donne sono rimaste con lui fino alle 5:17 del mattino successivo, dopodichè hanno lasciato l'abitazione mediante lo stesso veicolo.

Resi noti tali fatti si attende ora che le Nazioni Unite valutino la posizione di Ahtisaari , che tuttavia ha esitato a fornire spiegazioni e chiarimenti al riguardo, nonché ad effettuare ulteriori indagini. Ciò induce a sospettare che all'interno dell'Onu vi è una forte corruzione tra i corpi diplomatici che impone il silenzio su un'indagine che rischia di diffondersi a macchia d'olio, coinvolgendo anche i più alti vertici. Infatti, tale rapporto è stato pubblicato solo dalla stampa dei Balcani, mentre è stato ignorato dai media internazionali, che si sono guardati bene dall'accusare di corruzione Istituzioni come l'Onu e la stessa Kfor, nonostante ciò sia emerso dalle indagini dei servizi segreti della Germania. La stessa discrezione non si sarebbe avuta se ad essere coinvolti in uno scandalo di corruzione vi fossero stati membri del governo serbo o russo. È ancor più scandaloso che i vertici dell'Unione Europea, degli Stati Uniti e dell'ONU abbiano letteralmente ignorato le indagini dei servizi di uno Stato europeo senza prendere i dovuti provvedimenti. Ciò tuttavia spiega perché è stato necessario sostituire improvvisamente Ahtisaari e rilanciare le negoziazioni per la questione Kosovara con un nuovo collettivo di diplomatici, ma tale contromisura non cancella il fatto che vertici degli organismi internazionali - che hanno potere di decidere del destino di popoli e nazioni - sono nelle mani di personaggi corrotti e incoscienti. Sono il marcio di ciò che resta delle Istituzioni della Comunità Internazionale, uomini di guerra e rappresentanti delle più potenti lobbies bancarie e multinazionali che portano con sé all'interno degli Stati caos, guerra e distruzione. Non dimentichiamo che Ahtisaari ha preso il posto a suo tempo di Bernard Kouchner, che attualmente risiede ai più alti verti dell'Onu grazie alla campagna diffamatoria contro il popolo serbo sull'esistenza di campi di concentramento di bosniaci, orchestrata dall'organizzazione di Médécin San Frontières. Le stesse Nazioni Uniti, nella persona dell'ex Segretario Generale Kofi Annan, sono state colpite in questi anni da gravi scandali, come quello di "Oil For Food", rimasti tuttavia impuniti e nel silenzio degli organismi internazionali.
Significa dunque che la più grave corruzione agli alti vertici delle Istituzioni internazionali non può essere estirpata, e viene di volta in volta strumentalizzata per realizzare un semplice cambio di potere, e l'alternanza del governo delle lobbies. Ben presto la stessa Carla del Ponte potrebbe essere colpita da un grave scandalo che svelerà, in poco tempo, "chi è" e "da dove viene" il grande procuratore svizzero, salito al potere grazie alla sua lunga carriera accanto alla lobbies bancarie. Non passerà ancora molto tempo, che i Balcani saranno colpiti dalla più grande tangentopoli degli ultimi anni in quanto, qualcosa di molto particolare, sta per essere rivelato per coinvolgere così vertici politici e lobbies bancarie. Ci risveglieremo così in un autunno molto caldo, in cui cadranno molte teste e saranno eliminati tutti i fusibili necessari a salvare la "grande madre" di tutti gli scandali. Siamo pronti a dimostrare tali fatti con ogni mezzo a nostra disposizione, sempre che abbiate il coraggio di smentirci e di rispondere pubblicamente sulla corruzione di organismi come l'ONU. Vi nascondete dietro il silenzio perche non avete più idee, ma siete ormai dei servi di un sistema crimale, siete dei corruttori e il vostro castello di bugie sta crollando come crollano le borse .

03 agosto 2007

L'agonia dell'agricoltura italiana


L'aumento dei prezzi delle derrate alimentari registrate in questi ultimi mesi, il pericolo dei pesticidi e l'emergenza idrica cominciano a diffondere tra i coltivatori e gli imprenditori italiani l'allarme per l'agricoltura . Se da una parte la spinta al rialzo delle commodities poteva servire da incentivo per l'incremento della messa a coltura delle terre, dall'altro non ha fatto altro che provocare delle gravi speculazioni in un settore vitale per l'economia degli Stati.
La riduzione dei margini di guadagno dei produttori, a causa delle speculazioni di industriali e delle tendenze al rialzo dei prezzi va invece a ridurre fortemente gli investimenti nel settore e così la messa a coltura delle terre. In un anno si sono registrati aumenti sul mercato mondiale del 30 per cento per il grano, aumenti che tuttavia non si sono tradotti in maggiori guadagni per i coltivatori e i produttori che sottostanno alle condizioni di mercato imposte dai grossisti e dalle grandi società. Denunciano , infatti i coltivatori, che molte società preferiscono acquistare grandi quantità di grano dall'estero, sottocosto , e conservare quello italiano all'interno dei silos, per evitare la svalutazione dei prezzi dei cereali.
La politica dell'industria molitoria e pastaia italiana in questi anni è stata così caratterizzata da importazioni o illegittime o di infima qualità, come quelle provenienti dall'Ucraina, e in particolare da terreni contaminati dall'esplosione della centrale di Cernobyl, mettendo così in pericolo la tipicità della pasta italiana. L'Italia al momento è costretta ad importare circa la metà del fabbisogno di grano duro, importazioni che sono arrivate anche ad un punto critico perchè sia il Canada che la Siria, due fra i principali paesi da cui l'Italia importa il grano, hanno bloccato le esportazioni . Dato, dunque, che gli acquisti dall'estero di grano duro hanno superato il 50%, vi è il forte rischio che la pasta, un prodotto principe del made in Italy, perda questo requisito, sulla base delle prescrizioni dell'etichettatura della normativa europea.

Secondo alcuni, invece, il rialzo dei prezzi sui cereali è stato provocato anche dal maggiore interesse per gli industriali nei confronti della produzione dei biocarburanti, per cui vi sono anche molte pressioni per una conversione della produzione verso il bioetanolo. Al momento la produzione di bioenergia mediante le coltivazioni rappresenta una delle maggiori opportunità per l'agricoltura comunitaria ed europea, che tuttavia non si è ancora sviluppata a pieno. Solo alcuni Stati europei riescono a garantire una produzione sostenibile di biocombustibile senza danneggiare le coltivazioni destinate al mercato alimentare, e tra questi non si può includere l'Italia. Oggi la Comunità Europea ha fissato un tasso di incorporazione dell'utilizzo di bioetanolo come combustibile pari al 10 per cento, che necessita l'utilizzo di 59 milioni di tonnellate di cereali (18 per cento del consumo dell'UE), in particolare frumento tenero e mais, e in minima parte orzo, e la paglia per la seconda generazione di biocarburanti. Tale fabbisogno potrebbe essere soddisfatto con un aumento annuo minimo dell'1 per cento nelle rese per un valore di 38 milioni di tonnellate mentre altre 14 milioni di tonnellate potrebbero essere offerte dalla messa a coltura di due milioni di ettari attualmente destinati a riposo , oppure mediante le importazioni da paesi terzi, per il 20 per cento del consumo di carburante, come Argentina e Brasile.
Sulla base di tali dati, molti sono i dubbi dei coltivatori che temono di essere costretti a convertire la destinazione delle terre, oppure ad utilizzare tecniche di coltivazioni che consentono di aumentare la produttività, tra cui anche gli organismi geneticamente modificati.

Se da una parte dunque, vi è una forte preoccupazione per la diminuzione degli investimenti nelle coltivazioni destinate all'alimentare, dall'altra vi sono valide argomentazioni che spingono a temere un cambiamento dell'agricoltura italiana, tradizionalmente legata a coltivazioni biologiche e legate alla tipicità del territorio. Infatti, la necessità di aumentare la produttività, per spingere il livello dei prezzi al ribasso e consentire anche la produzione di bioetanolo, potrebbe provocare un maggior ricordo a organismi geneticamente modificati, che, allo stato attuale non sono vietati in maniera rigorosa. Infatti, la Comunità Europea di limita a sconsigliarne l'uso e ad indicarne l'esistenza nei prodotti venduti, attraverso una descrizione nelle etichette più precisa e rigorosa. Gli Ogm, sono già entrati nelle nostre coltivazioni da molti anni, quando sono state apportate le prime modifiche al mais, rendendo le pannocchie più lunghe e resistenti agli agenti esterni, così come alle patate, divenute un ortaggio quasi perfetto. Per tale motivo è ipocrita e incoerente l'atteggiamento della Comunità Europea, che da una parte lotta gli Ogm e dall'altra favorisce le speculazioni delle grandi società e delle multinazionali che creano condizioni tali sul mercato, da costringere i coltivatori a cambiare i loro sistemi di produzioni e ad accettare gli organismi modificati. L'emergenza idrica, l'assenza di una regolamentazione dei pesticidi e di una chiara normativa che vieta gli ogm, nonché le speculazioni sui cereali in base alle leggi della borsa, stanno portando alla distruzione dell'agricoltura europea e italiana, e così della biodiversità delle coltivazioni.

01 agosto 2007

Programmato il saccheggio del popolo Italiano


Approvata oggi in Senato la risoluzione della maggioranza che dà il via libera all'approvazione del Dpef che fissa i saldi e dà le indicazioni per la predisposizione della Finanziaria 2008. Tra le direttive una grave affermazione, che dà disposizione al Governo di ridurre il debito pubblico attraverso "un utilizzo concordato delle eccedenze delle riserve delle banche centrali".
Si legge infatti testualmente che il documento impegna il Governo ( Punto 8 lett.B ) " ad effettuare, anche nei rapporti con l'Unione europea, una ricognizione di tutti gli strumenti utili a determinare una significativa riduzione del debito pubblico sia con riferimento a forme concordate di utilizzo delle riserve delle banche centrali, in oro e in valuta, eccedenti quanto richiesto dal concerto con la BCE per la difesa dell'euro, anche sulla base delle esperienze di altri paesi, sia con riferimento alla classificazione delle operazioni patrimoniali e delle partite finanziarie, nonché ad aprire nuovi spazi per forme più qualificate di spesa pubblica" .

Una tale decisione è giunta nel relativo silenzio dei media che non hanno attribuito il giusto peso alla questione, e solo alcuni quotidiani hanno rilanciato la notizia evidenziando in particolar modo l'implicazione dell'approvazione della risoluzione. L'evento "cult" era la votazione segreta per le dimissioni irrevocabili di Previti, che non ha monopolizzato giornali e media, togliendo all'approvazione del DPEF quell'attenzione che merita in relazione alle importanti e gravi implicazioni future. L'approvazione di questo documento apre infatti un iter legislativo che potrebbe portare alla decisione di vendere le riserve auree della Banca di Italia, nell'illusione di ripagare così il debito pubblico. In particolare il Governo dovrà ad analizzare tutti i possibili strumenti a disposizione per la riduzione del debito pubblico con il pagamento mediante valute e oro eccedente rispetto a quanto richiesto come riserve obbligatorie presso la Banca Centrale Europea, per garantire sicurezza e stabilità al sistema monetario. In realtà tale provvedimento farebbe oscillare di pochi punti percentuali il rapporto Pil-Debito Pubblico, riuscendo a soddisfare su una soglia limite i parametri di stabilità imposti da Maastricht, senza apportare un significativo e percepibile miglioramento all'economia. Con dati alla mano, a fronte di un debito pubblico pari che oltrepassa la quota record di 1609,12 miliardi di euro ( come risulta dai dati del mese di aprile 2007) vi sono riserve pari a 62 miliardi di euro, in un rapporto massimo - senza dunque considerare esclusivamente le eccedenze - di circa il 3 % : una percentuale critica per il rispetto dei parametri di Maastricht ma non sufficiente e dare attualmente al sistema economico italiano un sollievo tale da garantirne poi lo sviluppo. Se la politica economica italiana continuerà su questo trend, e la politica monetaria dell'Europa spingerà al rialzo i tassi di interesse, l'Italia potrebbe aumentare il debito pubblico del 3% nel giro di pochi anni solo a causa del sistema di ricapitalizzazione degli interessi. Sappiamo bene che in un sistema di usura, che va ad autogenerare il debito pubblico in funzione dell'emissione di moneta, una decisione di questo tipo non risolve il problema alla base, ma indebolisce ancora di più l'economia di un Paese che cerca di emergere.
Avremmo tuttavia ceduto ai Banchieri una ricchezza soprattutto simbolica che funge oggi da semplice contropartita negli interscambi commerciali - sono comunque ricchezze accumulate dalla comunità in quanto derivano dai surplus nelle partite correnti, cioè risparmio della nazione - avendo perso quel valore come pilastro all'interno del sistema monetario. Si tratta pur sempre dell'oro italiano, ereditato dalla nostra storia, e per tale motivo potrebbe spiegare molto sull'evoluzione del sistema economico-monetario dello Stato italiano. È ovvio che, in virtù del suo valore intrinseco, i Banchieri vogliono appropriarsene per terminare definitivamente il saccheggio del popolo italiano. Infatti, tale decisione, potrebbe rientrare perfettamente nei piani dei Banchieri, azionisti di Bankitalia Spa, di mettere le mani definitivamente su quel patrimonio dello Stato che viene ancora difeso con molte difficoltà.

Sono osservazioni che più volte sono emerse in sede di discussione sulla vendita o meno dell'oro italiano, lo stesso Fazio si trovò dinanzi a questa scelta, poco tempo prima di essere deposto dalla posizione di potere che ricopriva. Tuttavia, nessuno ha accolto questa posizione, e persino le Associazioni di consumatori, come Adusbef, hanno sostenuto, se non addirittura proposto, la vendita dell'oro italiano per ripagare il debito pubblico. Testuali parole di Elio Lannutti: "Il debito pubblico italiano, uno dei più elevati del mondo e il più alto d'Europa, è pari a 24 mila euro a cittadino (neonati compresi). Potrebbe essere ridotto se il Governatore di Bankitalia, approfittando del rialzo dell'oro, vendesse le riserve auree come fanno la maggior parte delle banche centrali europee [...] Le riserve auree italiane, pari a 79 milioni di once, dalle quali si potrebbero ricavare agli attuali prezzi di mercato ben 26 miliardi di euro, equivalenti al 30% di tutte le privatizzazioni fatte, non sono della Banca d'Italia, ma dei cittadini, che le hanno risparmiate consumando meno di quanto sia stato prodotto". Queste dichiarazioni, da parte di un'Associazione di consumatori, che crede di essere un organismo rappresentativo del popolo sovrano, sono pericolose, costituiscono un vero attentato alla Costituzione, considerando che questi personaggi firmano patti e accordi con le Banche in nome degli utenti e dei cittadini italiani.

La tentazione di mettere le mani su ciò che era rimasto della ricchezza italiana è stata troppo forte per una classe politica fallita, che sta portando lo Stato italiano verso il più grande rischio di fallimento degli ultimi 30 anni. E' evidente che l'Italia sembra non avere più altre alternative, e che i Pirati hanno ormai depredato tutto ciò che vi era, persino le ultime lenticchie del popolo. Uno scenario vicino al "Crack Argentina" oggi non è poi così lontano .