30 aprile 2007

Divisioni e timori per le nuove armi non convenzionali


Alla vigilia dell'incontro del G8, Putin propone di sospendere l'applicazione per la Russia del trattato sulle forze convenzionali in Europa (FCE), provocando così una sorta di spaccatura tra all'interno delle organizzazioni internazionali. Nel suo messaggio annuo all'assemblea federale russa, Putin decreta unilateralmente una moratoria sull'applicazione di questo trattato per la Russia finché tutti i paesi membri della NATO non l'avranno ratificato e non l'applicheranno rigorosamente.
Una decisione questa che segue i continui contrasti dovuti al progetto dello scudo spaziale europeo promosso dagli Stati Uniti, che prevede la costruzione di un impianto antimissilistico in Polonia e di un radar in Repubblica Ceca, chiudendo così la Russia all'interno dei suoi confini. Putin ha così accusato gli Occidentali di moltiplicare le basi militari alle frontiere russe, introducendo al nuovo progetto piccoli Stati limitrofi rispetto alla Russia, come i Paesi Baltici, ma dimenticando la ratifica del trattato FCE sulla riduzione degli armamenti. La versione attualizzata del trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa (FCE) è stata firmata nel 1999 ispirata dal principio fondamentale del mantenimento dell'equilibrio delle forze: oggi tale trattato secondo la Russia è divenuto anacronistico date le pressioni degli Stati Uniti per la costruzione di uno scudo spaziale che si rivela essere un'arma più che uno strumento di difesa.

Il ritiro della Russia del FCE significherebbe, in effetti, che avrebbe il potere di decidere dello spiegamento delle sue unità militari, delle sue basi e dell'incremento degli armamenti considerando unicamente i suoi interessi nazionali, e non le disposizioni del trattato. Da questo punto di vista, tale dichiarazione ha senz'altro un certo impatto in termini di politica internazionale, ma praticamente non cambia nulla, in quanto questo documento non ha una reale forza giuridica. Allo stesso modo la Russia ha bisogno di creare un clima di assedio per rafforzare la sua posizione da antagonista rispetto al regime statunitense agli occhi della comunità internazionale.

Gli eventi economici e politici si stanno dunque avvicinando sempre più alle previsioni di analisti ritenute pessimistiche e catastrofiche: l'America sta pian piano perdendo la sua credibilità perché la sua forza economica è stata messa in discussione dall'avvenuto sorpasso economico da parte dell'Europa con un euro sempre più forte. La sua stessa forza militare viene considerata come fallita, perché la guerra in Iraq è ormai persa, mentre contro l'Iran vi è stata molta propaganda che ha rivelato una profonda debolezza dell'America. La retorica bellicosa contro l'Iran è sparita praticamente in quanto Bush ha autorizzato anche Condoleezza Rice a non boicottare più Tehran per poi entrare in trattative per la conferenza sull'Iraq ad inizio maggio.
Per portare dunque avanti questa guerra Russia e riaffermare in Europa la sua zona di influenza. L'America usa una strategia della politica interna, fomentando e finanziando una miriade di rivolte e di battaglie all'interno degli Stati cuscinetto su cui si combatte per ottenere il controllo di corridoi energetici. L'instabilità politica dell'Ucraina e il timore di un eventuale colpo di Stato, sono la prova della continua ingerenza delle forze occidentali che lucrano su una situazione di ingovernabilità degli Stati. Assistiamo agli stessi episodi in Estonia o nei Balkani, che fomentano malcontenti e rivolte cittadine che si traducono in scontri e guerriglie.
Così mentre divengono sempre più rari i punti di incontro tra Inghilterra e Stati Uniti, si intensificano le visite diplomatiche di Bush nei piccoli Stati dell'Europa Orientale. In questi giorni Bush è atteso in Albania, e il governo di prepara ad accogliere questa personalità come un evento del secolo.

Washington usa così questa posizione così decisa di Putin per creare una spaccatura all'interno della Nato e del G8, e fare così ulteriori pressioni per avere un largo consenso sull'impianto antimissilistico ABM e continuare la sua crociata per la conquista dell'area spaziale. Il sistema strategico di difesa antimissilistico è un fattore altamente destabilizzante, in quanto costituisce in sé una nuova arma "non convenzionale". Da tempo ormai la tecnologia laser e le operazioni nello spazio hanno consentito la creazione di piattaforme e basi spaziali che vanno a costituire con le forze di difesa terrestri un sistema di difesa-attacco integrato. Le basi terrestri infatti sono direttamente controllate da basi satellitari, dotati sia di sistemi di ricezione e trasmissione dei dati che di armi laser (SBL - Space Based Laser), in grado di intercettare e distruggere un missile sul territorio nemico dopo che sia avvenuto il lancio. Tale arma rappresenta dunque un elemento in grado di potenziare i sistemi di difesa ABM, e trasformarli da sistemi di difesa a sistemi di attacco.
Le armi laser sono ad un avanzato livello di sperimentazione, e non vi sono dubbi che i primi sistemi di difesa con laser sono stati utilizzati sia nella guerra del Vietnam che nella guerra in Golfo: sarà questa l'arma che creerà un nuovo equilibrio, basato sul controllo dello spazio militare.

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La Tela al servizio della Free Energy


L'Ing. Domenico Chirico, referente della Etleboro nella Regione Emilia Romagna, incontra Michele Altamura nella città Banja Luka. Un'intervista per descrivere tale esperienza e lanciare la sperimentazione della Free Energy coordinata dall'Ing. Chirico, con l'obiettivo di dimostrare con prove evidenti che la libertà energetica è oggi una realtà. Il progetto avrà inizio nel mese di settembre e se le verifiche sperimentali corrisponderanno alle nostre aspettative, saranno ben resto pubblicati i documenti e i progetti.
"Vorrei ringraziare l'Ing. Chirico, a nome della Etleboro, di essere venuto fin qui " - scrive Michele Altamura - " Questo ci onora, e dimostra che il lavoro svolto fino ad ora, e l'intuito di molte persone che si sono unite sulla TELA stanno dando i suoi frutti: vuol dire che le persone, anche se da lontano, percepiscono che vi è qualcosa di diverso". Ha inoltre aggiunto che "il nostro obiettivo ora è quello di dimostrare il valore della Tela, per poi batterci nelle sedi opportune".
Ieri eravamo pochi, ma oggi siamo già in molti e possiamo dimostrare che non siamo soli, ecco perchè chiediamo che tutti gli uomini di scienza si uniscano, che mettano da parte gli individualismi per lavorare insieme e portare nella nostra vita la free energy.

D:Cosa l'ha spinta a incontrare Michele Altamura, raggiungendo Etleboro in Republika Srpska?

R:Ho deciso di affrontare questo viaggio, per toccare finalmente con mano ciò che ho percepito da sempre di questa struttura organizzativa, e cioè il senso di coesione e la condivisione dei valori più semplici, tanto nell’attività lavorativa , quanto nei rapporti interpersonali. La gente che fa parte di questo mondo, in apparenza irreale, perché così distaccato dalla frenesia che noi tutti affrontiamo ogni giorno, in un paese come l’Italia, non cerca altro che portare al di là di qualsiasi confine nazionale la semplicità dei valori più intimi cercando di contrastare un mondo sempre più disumanizzato.

D:Cosa pensa del progetto di telematizzazione delle imprese che sta sviluppando la Etleboro?

R:Questo progetto in continua evoluzione, non è altro che lo specchio, in chiave economica, di come dovrebbe essere ogni aspetto della società. Lo scopo che questo lavoro si prefigge, è quello di mutare il sistema economico vigente, fatto di egoismo e sottomissione concorrenziale in un sistema di condivisione delle informazioni. In tal modo ogni persona fisica, giuridica o un intero Stato, agisce nel sistema non per se stesso ma per ogni membro del gruppo, in tal modo anche se a livello personale l’effetto prodotto è minore, ciò viene compensato dalla medesima azione degli altri membri della Tela.
Si viene cioè a creare quella che definisco una sinergia d’intenti, in cui tutti hanno i benefici che cercano, senza arrecare danno agli atri.


D:In che modo si è avvicinato alla Etleboro?

R:Tutto è iniziato con la Free Energy, grazie a quella branca scientifica che si prefigge di ricercare ogni forma di libertà umana, attraverso la produzione illimitata di energia, di cui Tesla ne è il padre. Non è facile spiegarlo, ma questo è stato il punto focale della mia vita, contrastata da teorie dogmatiche fortemente legate ai processi termodinamici. E’ infatti nella Etleboro che ho trovato la libertà di esprimere la diversa visione del mondo, soprattutto scientifico, che ho sempre visto, e che ora vedo sempre più delinearsi nella nostra società. E’ nella Etleboro che ho visto la forza di opporsi ad un sistema fatto di luoghi comuni e di “dato per scontato”. La verità ad ogni costo, contro ogni uomo vittima delle sue paure, ben nascoste da premi Nobel e titoli, è improvvisamente diventata una realtà tangibile.

D:Che realtà ha incontrato in Republika Sprska?

R:Ciò che mi ha stupito, oltre alla cordialità del popolo Serbo, è la sincerità con cui affrontano i rapporti interpersonali, forse poco flessibile , ma che trova comunque un suo equilibrio, nella mentalità comune. Questo aspetto si riflette poi su questioni più complesse, come l’economia, priva, e ribadisco con fermezza, di un concetto usuraio come il debito pubblico. Posso affermare con convinzione, in contrasto con qualunque tribunale internazionale o giornalista del tribunale internazionale, che se tutto il mondo fosse fatto di Serbi, bisognerebbe lottare per riuscire a creare una guerra.

D:Come percepiscono, secondo lei, i paesi della ex Jugoslavia l'entrata in Europa?
R: Sicuramente come un sacrificio non necessario. Se il popolo potesse davvero decidere non ci si porrebbe nemmeno la questione di una votazione. E’ semplicemente ciò che percepiscono ad oggi gli attuali membri dell’ Unione Europea, vorrebbero che questa fosse un avventura mai iniziata.

D:Cosa pensa della politica energetica o sociale dell'Italia?
R:Asservita ed allineata agli Stati Uniti per paura politica, ed asservita ed allineata alla Russia per costrizione energetica; in altre parole non esiste poiché l’Italia non ha mai fatto alcuna scelta, l’hanno fatta sempre gli altri in mancanza di una metodologia preventiva, rafforzata da una voluta mancanza di fondi per la ricerca anche in questo campo. Vengono spesi miliardi per degli inutili rigassificatori, che ci aiuteranno a spendere altri miliardi di euro all’estero, invece di impianti per energie rinnovabili in forte concentrazione che potrebbero essere installati gratis per la gente più povera con la stessa quantità di denaro.

D:Come si sta delineando il futuro delle telecomunicazioni?

R: Esattamente come quello energetico e quello bancario, si avvia cioè ad una centralizzazione del sistema in un'unica entità, a dimostrazione che c’è una regia dietro questa finzione mediatica chiamata economia. Questo potere che ne deriva permette, a chi gestisce il teatrino, di fare il bello e il cattivo tempo anche al di fuori delle funzioni comuni, come le installazioni wimax sempre più presenti e sempre più inutili. E' infatti la notizia recente che il precedente sistema wi-fi può essere ora potenziato con portate di oltre 100 km. Il sistema wimax non è ancora utilizzato per gli scopi dichiarati, poiché utilizzante frequenze militari non ancora liberalizzate, ed è quindi già soppiantabile. Cionostante verrà comunque utilizzato nonostante le maggiori spese, perché in realtà il suo vero scopo è ben diverso. Di contro il wi-fi ora modificato verrà utilizzato solo nei paesi in via di sviluppo, con la scusante del minor costo: questa è una motivazione più che valida per indurre anche i paesi più sviluppati ad utilizzarlo.

D:Come giudica la collaborazione che ha instaurato con la Etleboro?

R:La gestione del portale regionale è stato solo l’incipit di una collaborazione ancora più grande, che sfocerà ora nella gestione di un laboratorio dedicato esclusivamente alla free energy, che molto probabilmente si avvierà a settembre. Non posso che essere entusiasta di tutto questo, e spero di poter condividere tale emozione con tutti coloro che vorranno mettere al servizio della vera scienza tutto il loro sapere e la loro conoscenza.

D:Vuole aggiungere qualcosa?

R:Viva la TELA!!!

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27 aprile 2007

Una nuova legge per il controllo massivo degli immigrati


Arriva in Parlamento il disegno di legge di riforma alla legge per l'immigrazione per introdurre una serie di strumenti burocratici che abbiano lo scopo di garantire sicurezza ed efficienza ai flussi migratori. Le leggi che regolamentano l'immigrazione sono un'arma a doppio taglio e possono far divenire legale una tratta degli schiavi, per far sopravvivere un sistema capitalistico fallimentare. Non dimentichiamo le leggi immigratorie del secondo dopoguerra dei paesi del Nord Europa, che hanno finanziato la ricostruzione e il boom economico con la tratta degli immigrati dei paesi europei più poveri, come l'Italia. Oggi la storia si ripete e in Italia si realizza la grande contraddizione: un Paese con un elevato tasso di emigrazione, soprattutto tra le giovani menti, emana leggi per regolamentare l'immigrazione e fare così ad altri, ciò che a suo tempo è stato fatto agli Italiani.

Molteplici sono i lati oscuri e ambigui della legge. Il meccanismo dei flussi di ingresso sarà dettato da una programmazione triennale delle quote di stranieri e non annuale, stabilite in base ai dati sull’effettiva richiesta di lavoro, valutando anche i programmi di istruzione e formazione svolti nei Paesi d’origine e la sensibilizzazione sulla cultura dello Stato Italiano.
Inoltre, per i visti sono previste delle semplificazioni con una documentazione più snella da presentare presso le sedi consolari, mentre per le domande di soggiorno breve vi sarà una procedura accelerata. Obiettivo di fondo è quello di incentivare i flussi immigratori e con essi risolvere quei problemi di competitività dell'imprese, e di deficit delle casse dell'Inps, in modo da garantire il pagamento delle pensioni di oggi, ed escludere invece il pagamento della pensione di domani.
La quota del flusso immigratorio prevede delle oscillazioni per i lavori stagionali e quelli di eccessiva richiesta, e si traduce nella creazione di una lista a cui gli immigrati possono iscriversi a distanza, tramite la rete. Le liste potranno essere tenute presso le rappresentanze diplomatiche italiane o presso enti e organismi internazionali residenti all'estero. Nasce così una banca dati ministeriale con tutte le richieste di ingresso per lavoro e le offerte di impiego, che esisterà per un periodo transitorio fino a quando non entreranno in funzione le liste che si tradurranno così in un certo di raccolta e smistamento dei dati personali ed anagrafici delle persone che desiderano entrare. Uguale funzione hanno le regole per le espulsioni, perché gli immigrati che non possiedono i requisiti per rimanere in Italia possono godere del il rimpatrio volontario e assistito se collaborano alla loro identificazione .
Allo stesso tempo verranno stabilite delle misure finalizzate a incentivare il ricorso a strumenti legali per il trasferimento delle rimesse, in modo da tracciare i movimenti di denaro che escono dall'Italia al fine di studiare il reddito prodotto e quello che fuoriesce.
Alla luce di tali provvedimenti diventano sempre più chiari i motivi che hanno decretato gli scandali delle Agenzie di Transfer Money, e li stessi decreti anti-riciclaggio, che mirano a controllare i finanziamenti al terrorismo o meglio il movimento del denaro all'interno del circuito bancario.

Sul ruolo delle liste entra in gioco la figura dello sponsor, ossia di una sorta di garante che avrà il potere, accanto all'ufficio immigrazione, di far entrare in Italia immigrati in cerca di lavoro fornendo garanzie sul sostentamento e l’eventuale rimpatrio. Potranno essere sponsor enti e organismi istituzionali (Regioni ed Enti locali), associazioni imprenditoriali e professionali. Su questa norma sorgono leciti dubbi, in quanto un'associazione professionale o imprenditoriale può essere anche di copertura ad attività criminali di sfruttamento dell'immigrazione.
Viene creato inoltre un canale privilegiato per l’immigrazione di lavoratori qualificati, ossia cervelli e personale di spettacolo, che avranno come garante Multinazionali e Università: nasce così l'immigrazione di serie A e quella di serie B, perché mentre le persone che hanno avuto da sempre poche opportunità dovranno sottostare ad un regime di controllo più rigido, mentre le multinazionali avranno carta bianca nel gestire il flusso immigratorio.
Ampia discrezionalità è stata riservata alla tutela dei diritti degli immigrati che non riescono ad ottenere il rinnovo del permesso, in quanto se non sono in grado di mantenere un livello di sussistenza per almeno un anno, vengono espulsi. Basti pensare che i minori, familiari dello straniero che gode di un permesso di soggiorno, avrà diritto a rimanere in Italia solo se ha partecipato ai progetti di accoglienza e tutela gestiti da enti o associazioni pubbliche o private. In caso contrario verrà espulso, con la magra consolazione che potrà far ricorso al rimpatrio volontario e assistito.

Grande novità della riforma è l’attribuzione del diritto di votare o di candidarsi alle elezioni amministrative in favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno. Un diritto questo che sembra dare agli immigrati anche un diritto di cittadinanza alla pari a quella degli italiani, ma in realtà è solo un contentino per delle persone che non avranno mai una posizione di vero cittadino. Nasce così la nuova generazione di cittadini italiani: quelli che non hanno più origini proprie, che vengono risucchiati dalla strategia della globalizzazione, che pagano le nostre pensioni con il loro lavoro e le loro tasse, senza avere in contropartita pochi se non rari vantaggi. Probabilmente non avranno mai una pensione se rientrano nel paese di origine, potranno godere di un'assistenza sociale ridotta all'osso dalle poche garanzie degli ammortizzatori sociali, con il rischio che dopo anni di lavoro vengano espulsi perché non possiedono più i requisiti per il soggiorno. E così l'Italia, il Bel Paese, li sfrutta fin quando ne ha bisogno, e poi li espelle o li mette ai margini della società per ricordare loro che sono sempre degli stranieri, in terra straniera.

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26 aprile 2007

Verso la Banca Universale


La trattativa tra Barclays e Abn Ambro è giunta ad una vera svolta, decidendo per dare vita alla maggiore fusione bancaria della storia. La quinta banca al mondo e la seconda d'Europa si chiamerà Barclays Plc: verrà creata una holding unica, con sede in Gran Bretagna, e la società avrà come piazza primaria per la quotazione del titolo la Borsa di Londra, mentre per quanto riguarda gli aspetti regolamentari, la centrale operativa sarà ad Amsterdam ma l’autorità di riferimento sarà la Financial Services Authority britannica e non più la Banca Centrale Olandese. È la più grande fusione tra zone di confine mai realizzata nel settore finanziario del vecchio Continente: un'operazione da 120 miliardi di euro che dà vita ad un giro di affari di 47 milioni di clienti. Per il suo gigantismo, questa nuova Banca, cambierà l'immagine della banca europea perché vi sarà la commistione tra le politiche di finanziamento e investimento britanniche ed quelle europee, con la possibilità di lanciare un'aggressiva politica concorrenziale. Molto probabilmente sarà il modello inglese a vincere, basato sulla politica dell'ampio finanziamento, per accentrare sul credito ogni forma di acquisto del cliente, e della banca virtuale, che non necessita di una struttura materiale molto estesa, ma di una semplice rete di uffici virtuali. Una delle prime decisioni da prendere sarà quella del taglio del personale, con oltre 23.600 di licenziamenti o reindirizzamenti da concentrarsi soprattutto in Spagna e Italia.

La fusione, osteggiata in un primo momento dalla stessa Banca Centrale Olandese, è stata incentivata dalla Commissione Europea che, nella persona del Commissario McCreevy, ha esercitato tutte le pressioni del caso per eliminare gli eventuali ostacoli all'acquisizione stransfrontaliera, dando così una bella lezione su cosa sia l'euro. Infatti l'euro doveva facilitare e incentivare la creazione delle grandi Banche pan-europee potenti, ma alla fine ha giovato, ancora una volta, ai britannici, che restano sempre al di fuori dell'unione europea. Le Banche Inglesi si rivelano più forti di quelle europee, che invece, a seconda dei casi, subiscono le dure conseguenze dell'applicazione della normativa europea.
L'accordo tra la Barclays e la Abn Amro è stato, in un certo senso, messo in sicurezza con una penale di 200 milioni in caso di recesso da parte della Abn, e,contro una probabile replica della Rbs-Fortis-Santander con una Opa ostile, è stato previsto una sorta di smembramento controllato, definito dai tecnici "spezzatino": Abn venderà a Bank of America, per 21 miliardi di dollari in contanti, la banca statunitense LaSalle, obiettivo primario di Rbs. Gli hedge fund TCI hanno fissato così all'ordine del giorno dell'assemblea di Abn la votazione del possibile smembramento della Banca Olandese. I fondi speculatici, nonostante siano una parte di azionariato minoritario, hanno giocato un ruolo molto rilevante in quanto hanno esercitato delle forti pressioni sul consiglio di amministrazione della Abn Amro per "ottimizzare" la gestione e migliorare i risultati.

Tra gli altri progetti post-fusione vi è la probabile vendita o ulteriore smembramento del ramo italiano. La Abn Amro infatti controlla la Antonveneta e possiede l'8,6% di Capitalia, quote che in un certo senso fanno gola agli inglesi della Barclays perché possono essere utilizzate per espandere la loro presenza in Italia, grazie soprattutto alla rete distributiva della Antonveneta. Per quanto riguarda Capitalia, si pensa che la posizione di questa banca all'interno del risiko bancario sia tale da garantirle comunque una certa indipendenza. Non possiamo qui dimenticare come Groenink uscì soddisfatto e divertito dalla sede della Banca di Lodi dopo essersi aggiudicato la partita di Antonveneta, grazie alla scoperta degli accordi tra Fazio e Fiorani per non perdere una Banca italiana. Allora una Banca privata vinse, grazie anche alla Magistratura e alle agenzie private di investigatori e servizi di intelligence parallele, su una Banca Centrale Nazionale, perché Bankitalia, oltre ad essere di proprietà delle banche, è anche una Istituzione Pubblica avendo potere di controllo ed esecutivo. Una battaglia per conquistare una banca è divenuta la fronda europea anti-Fazio: tutti infatti festeggiavano la caduta di Fazio, i nemici e gli amici di sempre, ignari che caduto un re sarebbe arrivato un reggente a fare gli interessi di un'altra lobby bancaria.
Per una strana ironia della sorte, però, Abn Ambro, dopo aver fagocitato la Antonveneta e causato la caduta del sistema politico bancario accentrato sulla figura di Fazio, finisce tra le brame degli Inglesi: il predatore è diventato preda, per quella strana legge del mercato bancario che rende le Banche grandi una mira più allettante di quelle piccole, per raggiungere l'obiettivo finale che la Banca Universale. Lo scenario dinanzi a noi è proprio quello della Banca Cybernetica, dalla struttura materiale sempre più inesistente, ma onnipresente con la sua rete di Banche capillarmente distribuite all'interno di ogni Stato, che farà così da centrale per la raccolta e lo smistamento di informazioni e del credito, che confluiranno poi in un unico centro di potere posto al di sopra degli stessi Stati. La fusione a cui abbiamo assistito, non è che un ulteriore passo verso questo obiettivo, in quanto vediamo nascere una Banca molto grande, potente, che si pone al di fuori della Comunità Europea pur avendo fruito di tutti i vantaggi che derivano dalla liberalizzazione e dall'appartenenza allo spazio paneuropeo.

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25 aprile 2007

Emergenza idrica e privatizzazione dell'oro blu


Emergenza siccità e blackout sono i prossimi problemi che il governo si accinge ad esaminare, per varare misure straordinarie e far fronte al pericolo di crisi economia. Siccità e caldo minacciano produzione elettrica e agricola, e per tale motivo, dopo la riunione con la Protezione Civile, il ministero dell'Ambiente presenterà una serie di proposte tese soprattutto al risparmio idrico, mentre nella prossima Finanziaria si farà per l'acqua un'operazione analoga a quella fatta in questa Finanziaria sull'energia. Ricordiamo che in tema di energia sono state prese importanti decisioni, come liberalizzazioni che preludono la privatizzazione e lo smembramento delle reti. Allo stesso modo diviene ora obiettivo portante la messa in sicurezza e la risistemazione degli acquedotti. In altre parole si prepara una possibile deregolamentazione che darà la possibilità alle amministrazioni che hanno già creato delle multiutilities a dismettere completamente la gestione degli acquedotti, e a privatizzare così l'acqua. Questa decisione si preparava già da tempo quando erano in discussione le liberalizzazioni dell'energia e il riordino delle Authority, ma aveva incontrato delle ovvie difficoltà da parte dell'opinione pubblica e delle stesse autorità locali. Ora che si prepara l'emergenza idrica con la secca del Po' e il rapporto di Legambiente sugli sprechi e il furto dell'acqua, questa scelta sembra scontata e la meno dolorosa per le persone, che non possono rinunciare all'acqua.

E' da precisare che stavolta la crisi idrica non interessa l’intero paese ma praticamente solo le regioni settentrionali, ma questo non spiega perché l'ovvia conclusione del nostro governo è di privatizzare gli acquedotti. Il cambiamento climatico ha senz'altro compromesso l'economia idrica dell'Italia, ma vorremmo capire perché si parla di emergenza idrica e di grave crisi economica per il rischio di secca del Po', e non si parla mai di siccità e catastrofe ambientale per le regioni del Sud, che negli ultimi anni hanno subito una totale devastazione dell'agricoltura e degli allevamenti. Centinaia di piccole imprese sono fallite e in risposta lo Stato ha deciso per la privatizzazione dell'Acquedotto Pugliese, il più grande acquedotto del mondo. Non vorremmo che adesso da una parte le società elettriche, che si preparano a comprare energia all'estero, vanno a speculare sui costi a rialzo delle bollette, e dall'altra il Sud Italia subisce l'ennesimo furto delle sue risorse idriche. Il settore idrico è oggi non solo nelle mani degli enti locali con gestioni dirette, aziende speciali e S. p. A., ma anche a regioni (come l'Acquedotto pugliese e l'ex-Cassa del Mezzogiorno), e a società a partecipazione pubblica come Trenitalia, Enel, ed ENI. La prima tornata di deregolamentazioni ha dato vita a una serie di Spa che si sono sostituite alle aziende municipali, e sono divenute delle verie società di capitali che hanno effettutato fusioni e dismissioni, e perfino investimenti estranei alla gestione degli acquedotti che ne ha compromesso la stabilità, come è accaduto all'Acquedotto pugliese. Il prossimo stadio sarà quello di smembrare la rete tra produzione e distribuzione, per poi darla in concessione alle grandi società leader del settore. Prime tra tutte L'ACEA, che è posseduta per 2% dal consorzio Suez e Electralabel, e ha chiuso delle intese con Impregilo, (a sua volta controllata da Gemina, Fiat, Banca Roma). Poi vi è l'Eni detiene la maggioranza del capitale di Acque Potabili e l'Acquedotto Campano, mentre l'Italgas detiene l'Acquedotto vesuviano. Quando è stato costruito l'acquedotto pugliese (AQP), la Sogesid e l'Ente di Irrigazione di Puglia, Lucania e Irpinia, dovevano passare all'Enel anche in vista della costruzione di un acquedotto Albania-Puglia fu costituita Enel Hydro. Nel 2003 è stato infatti elaborato un progetto per la costruzione di un acquedotto sottomarino di 80 km tra le due sponde dell'Adriatico per portare in 150 milioni di metri cubi di acqua l'anno dall'Albania: il Consorzio Acquedotto Albania Italia (cui appartengono il gruppo ENI, l'Acquedotto Pugliese, l'Europipe France, Idrotecna ed altre primarie società), ha avviato da tempo l'iniziativa che rientra nel macroprogetto del "Corridoio Paneuropeo 8". L'investimento complessivo sarà finanziato interamente finanziati con project financing e con l'intervento degli Enti multinazionali.

Tale progetto è stato momentaneamente interrotto e messo nel silenzio, perché, stranamente, l'acqua sembra scomparsa anche in Albania, quando per anni è stata una risorsa ampiamente disponibile. L'Albania da un anno ormai è tormentata da una terribile crisi energetica che ha causato il fallimento di alcune centinaia di piccole e medie imprese, che si sono viste privare dall'oggi al domani dell'energia elettrica. Oggi si preparano per l'Albania una nuova gestione della Corporazione Elettro-energetica Albanese (KESH) e grandi progetti, dalle centrali idroelettriche a quelle termiche, fino al rigassificatore destinato a rifornire l’Italia. Sono confluiti così nei Balcani i fondi della Banca Mondiale e investitori italiani come Eni, Enel e Banca Intesa-San Paolo, che stanno invece finanziando il parco energetico di Fier con la costruzuione di un rigassificatore nel porto di Valona. Il governo albanese garantisce che il gas prodotto a Fier alimenterà le centrali termiche albanesi, ma vi sono molti dubbi che questo avverrà, in quanto molto probabilmente l'energia elettrica prodotta della TEC dovrà servire il gasdotto Ambo. Mentre dunque oggi guardano tutti al petrolio e al gas, il vero oro del futuro, ossia l'acqua, scompare a causa di strani fenomeni naturali, e la grande sfida del capitale finanziario nei prossimi mesi è quella di privatizzare e comunque destrutturare la presenza pubblica nel settore della gestione delle acque.

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24 aprile 2007

Fuoco dal cielo e armi non convenzionali


Il cambiamento climatico e la siccità hanno provocato negli ultimi anni un aumento vertiginoso degli incendi che hanno distrutto ettari di risorse verdi della penisola. Senza escludere casi di incidenti, sabotaggio e attentati da parte delle mafie locali, gli incendi sembrano essere provocati anche da un "fuoco" che proviene dal nulla. Molti degli osservatori hanno parlato di eventi inspiegabili, che sfiorano il sacro e il profano, nel tentativo di spiegare l'autocombustione che colpisce le abitazioni e così le campagne. È ciò che è accaduto in Sicilia, dove la popolazione ha assistito a degli incedi che scoppiano improvvisamente e senza un'apparente causa: cavi elettrici ed elettrodomestici bruciano dall’interno, gli animali muoiono e le persone soffrono di malesseri cronici. Dalle prime indagini i fenomeni sembrano legati a particolari campi magnetici probabilmente legati ad esperimenti militari segreti o scientifici, provocando un bombardamento di onde elettromagnetiche che investono cose e persone.
A monitoraggio degli strani eventi è stata installata una stazione di osservazione della protezione civile per lo studio delle variazioni nei campi magnetici evidenziando l'esistenza innegabile di anomalie elettromagnetiche, in grado di influire sulla popolazione e sull'ambiente circostante.
Molte testimonianze hanno apertamente denunciato una strana attività elettromagnetica nei cieli, con dei lampi di luce che dal mare risalgono fino alla terra, e vengono preannunciati da guasti elettrici e malesseri fisici. Nonostante, tuttavia, le denunce e le postazioni di studio della strana attività elettromagnetica, le assicurazioni continuano a negare i risarcimenti perché li definiscono "eventi inspiegabili" non rientranti nel premio assicurativo.
Allo stesso modo nessuna indagine ufficiale è stata aperta da parte della procura, né alcuna interrogazione parlamentare è stata effettuata per portare all'attenzione delle Istituzioni questo grave campanello di allarme sull'esistenza di pericolosi esperimenti per la popolazione.

Ciò di cui si discute con riferimento agli strani eventi della Sicilia è in un certo senso una prova tangibile, e verificata dalla stessa protezione civile, dell'esistenza di strani ed oscuri esperimenti scientifici effettuati molto probabilmente per scopi militari. La trasmissione di onde elettromagnetiche viene attualmente realizzata, con riferimento ad uno dei progetti più conosciuti in tale campo, dai campi di HAARP. Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato "Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell'atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre", in cui descrisse come la ionosfera può essere utilizzata come "sistemi di raggi energetici", "esplosioni nucleari graduali senza radiazioni", "sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari" e "sistemi radar spaziali".
Attraverso tali sistemi era divenuto possibile anche manipolare il clima, favorire o neutralizzare fenomeni distruttivi. Secondo le scoperte di Eastlund, sarebbe possibile dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera creando un effetto riflettivo così potente da convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: cambiamenti climatici, terremoti, vittime umane. Il progetto Haarp, nato nella mente di Tesla per trasmettere energia libera e gratis attraverso l'etere, è ora utilizzato dalle intelligence militari per creare dei privilegiati canali di comunicazione da una parte e l'altra del globo, e per sperimentare l'efficacia di armi non convenzionali. Gli Stati Uniti da tempo hanno ufficialmente annunciato l'introduzione di ‘Non Lethal Electrical Shock Weapons (Bio-Effect Weapons)’, ossia armi a microonde non letali, ossia in grado di bruciare gli strati sottostanti la pelle con danni che vanno da semplici scottature a ustioni dall'interno. In realtà abbiamo già visto queste armi in azione con la guerra in Libano e in Iraq, imputate alle armi batteriologiche o all'uranio impoverito.
Scarica il Brevetto
Qualcosa di ben più spaventoso viene progettato dalle forze militari degli Stati che si presentano come potenze mondiali indiscusse: gli Stati Uniti si preparano così a lanciare delle bombe elettromagnetiche in grado di distruggere ogni oggetto elettriche e rendere inerme la popolazione colpita questo flusso di onde, per poi lanciarsi alla conquista dello spazio e dell'etere. Oggi è già in atto la competizione per la conquista dello spazio del cosmo, in quanto questo può divenire sia un canale per ottenere e trasmettere energia, sia un'arma stessa da scagliare contro gli Stati canaglia.

Cosa stia oggi accadendo sul territorio italiano, nell'immobilismo delle procure e delle istituzioni, è un vero attentato alla sicurezza nazionale, in quanto sulla popolazione italiana vengono perpetuati degli esperimenti dannosi e pericolosi sia nel presente che nel futuro. Delle entità invisibili stanno oggi utilizzando l'etere come uno spazio di propria proprietà, violando ogni legge internazionale, la sovranità degli Stati e mettendo in pericolo la vita e l'esistenza dei popoli, che, inermi, assistono a questo etnocidio per garantire il perpetuarsi di questo nuovo ordine mondiale.

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23 aprile 2007

La Francia pronta a cadere nella spirale del terrore


La Francia si prepara al secondo turno delle presidenziali che vedrà scontrarsi Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, e si preannuncia già caratterizzato dalle indecisioni e le ambiguità di ogni elezione politica. Gli scandali e le grandi propagande che hanno preceduto queste elezioni, hanno preparato la Francia ad un probabile futuro governo fatto di ingovernabilità o di contrasti che potrebbero peggiorare ancora di più la situazione di malessere che le città francesi vivono. Oggi la Francia è uno Stato industrializzato e avanzato, i cittadini partecipano alla politica e si sentono direttamente coinvolti e responsabili delle scelte dei loro rappresentanti, tuttavia vige una situazione di forti contrasti, strumentalizzati dai politici e il più delle volte fuori dal controllo delle istituzioni stesse. Il ruolo della politica diventa così molto delicato in quanto un progetto di legge dà adito a manifestazioni che diventano rivolte, e questo perché la democratica integrazione dei popoli o società industrializzata, oggi è divenuto scontro di civiltà e insostenibilità economica. Deve così far riflettere il messaggio lasciato da Chirac ai suoi successori: "non scegliete l'estremismo, perché questo conduce all'abisso, è un veleno, lacera e distrugge". Parole che si rivolgono senz'altro al candidato Le Pen, che aveva accolto larghi consensi proprio grazie alla sua estremista posizione di rigettare la politica in generale e cominciare a dire "tutto ciò che si pensa, ma non si dice". Nicolas Sarkozy, dal suo canto, è un campione della lotta senza molti complimenti contro l'immigrazione illegale, e dell'integrazione, ed è iniziatore dell'idea di un nuovo ministero per l'immigrazione e dell'identità nazionale. Per questo ha lanciato una campagna elettorale abbastanza radicale contro l'immigrazione. Il risultato si è rivelato ambivalente. Da un lato, è aggiudicato i voti di elettori nazionalisti; dall'altro, ha aizzato ancora di più la tensione nelle periferie: questa è la chiave che aprirà a Sarkozy le porte dell'Eliseo. Ironia della sorte, lui probabilmente sarà il primo Presidente Francese di origini Ungheresi
Dà al suo popolo ciò di cui ha più bisogno, ossia sicurezza contro la criminalità diffusa, presenza dello Stato a difesa dei francesi contro gli abusivi, "la Francia ai Francesi" . Eppure Chirac aveva messo in guardia il suo successore contro una rabbia eccessiva nella lotta contro l'immigrazione che può portare un profitto elettorale a breve termine ma che è incapace di troncare il problema dell'integrazione.

D'altronde non è facile vivere in un Paese che per anni ha fondato il suo potere economico e politico sull'imperialismo, e oggi rifiuta i normali diritti che derivano dall'essere cittadino a persone che sono francesi a tutti gli effetti. Non lo è ancora di più se i suoi politici scelgono la strada della repressione e dell'autoritarismo per mettere a tacere delle proteste e dei cori di malcontento che sono soprattutto un segnale di allarme di una società malata che va verso la dittatura del terrore.
Oggi un francese con origini algerine o senegalesi non si sente un cittadino alla pari perché non ha accesso a quei canali che portano al benessere, e resta nel limbo, negli strati della società più dimenticati e sconosciuti. Vive nelle banlieues, ha un salario di sussistenza, non può permettersi scuole esclusive, non ha un'adeguata assistenza e sociale, e soprattutto, non viene considerato come francese. Vengono così incendiate le periferie, messo a ferro e fuoco un'intera città che risponde con le ronde punitive, la sorveglianza restrittiva, il coprifuoco: violenza risposta con violenza, fino a portare alla guerriglia cittadina. Non ci si è chiesti però cosa ha creato una situazione di invivibilità.La repressione di oggi è la scintilla del caos di domani, è assecondare quella formula del sabotaggio, del controllo delle masse mediante il terrore e l'impotenza. Ci prepariamo infatti ad una società che sarà governata dalla criminalità, indotta dal sentimento di impotenza delle persone che sanno di non avere armi a propria disposizione per far sentire la propria voce, soprattutto se vivono ai margini della società. A questo punto la sorveglianza elettronica, il controllo mediante le pulci e i chip saranno completamente legittimati e accettati dall'opinione pubblica.


Tuttavia, la Francia è un grande Stato, è un grande popolo che conosce le armi a doppio taglio del controllo delle masse, ha un sistema di informazione orizzontale e distributivo, e oggi lotta anche per riavere la sua sovranità monetaria. Per due lunghi mesi la Francia ha lottato contro il lavoro precario, ed è riuscita ad ottenere la revisione del progetto di legge.
In un certo senso conosce bene le debolezze dei suoi candidati e contro di essi è molto critica: sia l'informazione che la controinformazione si ferma sulle lacune di questi nuovi presidenti, che non hanno nulla dei vecchi Capi di Stato. Sarkozy, ministro degli Interni uscente, facilmente viene messo in difficoltà su questioni come il terrorismo, come il debito pubblico, come le tasse.
La verità è che la politica del partitismo non ha futuro, e sarà sempre più accentrata sui singoli uomini, e non sugli ideali. Chiunque sia il vincitore, andrà avanti sempre più la strategia del sabotaggio, del ricatto morale, del razzismo e della mancanza di opportunità per la massa, per creare così uno Stato onnipresente, che vigila con telecamere e chip sulla tolleranza dei cittadini.

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20 aprile 2007

L'indifferenza e l'inutilità dei nostri politici

Massimo RomagnoliMassimo Romagnoli
Continua la tormentata vicenda di Carlo Parlanti, che all'indifferenza e l'inattività dei suoi avvocati difensori, risponde con lo sciopero della fame. "Ho deciso di iniziare lo sciopero della fame come protesta forte, pacifica e ultima che mi resta", ha dichiarato Parlanti, sentendosi ormai abbandonato dalle Istituzioni Italiane, dai media e dai suoi stessi avvocati, ossia da tutti quelli che dovrebbero difenderlo e non lo fanno. Una sentenza che scagioni Carlo rivelerebbe così tutti gli errori commessi durante le indagini, l'estradizione e il processo, coinvolgendo le giurisdizioni di ben due Stati, e in particolare degli Stati Uniti, che non amano chiedere scusa per i propri sbagli.
Ciò che ha spinto Carlo a questo gesto estremo è senz'altro la sua disperazione è il fatto che fino a questo momento non è iniziata alcuna indagine né sul luogo del fatto, né sulla falsità delle foto, per dimostrare in maniera evidente la sua innocenza e l'assurdità delle prove presentate. Si ha dunque l'impressione che tutti, a cominciare dgli stessi avvocati difensori, stiano lasciando cadere le accuse per aspettare le decisioni degli Appelli.

In risposta a questo chiaro messaggio di aiuto di Carlo Parlanti a tutte le Istituzioni che hanno il potere di aiutarlo, i parlamentari italiani, non sembrano molto turbati o interessati a questo gesto così eclatante. La meschinità è tale che il parlamentare Massimo Romagnoli, eletto sulla Circoscrizione Estero, ha dichiarato che "l'Italia non può ogni volta prendersi a carico i casi degli italiani che vanno all'estero a combinare guai". Questa affermazione dimostra non solo che i nostri parlamentari, eletti proprio per la difesa degli italiani all'estero, si disinteressano alla vicende che coinvolgono i nostri concittadini, ma che sono anche incoscienti a dichiarare colpevole un uomo innocente fino a prova contraria.
Guardando le foto contestate da Carlo Parlanti, non si possono avere dubbi sulla loro falsità, e dimostrano senz'ombra di dubbio la sua innocenza.

Confrontate: secondo voi queste due foto
possono avere 15 giorni di differenza?

I nostri deputati hanno dunque le bende dinanzi agli occhi, hanno bisogno di occhiali o di una spiegazione, o hanno problemi a capire? Speriamo che sia solo la prima ipotesi, perché altrimenti siamo davvero arrivati alla degradazione più totale della politica. Vorremmo dunque invitare tale onorevole deputato a dimettersi, e lasciare il suo posto perché è stato eletto proprio per difenderci in situazioni in cui solo le Istituzioni possono intervenire, perchè in quanto cittadini esteri siamo comunque indifesi ed esposti dinanzi alle aggressioni di entità più forti.
A noi sembra invece che si stia facendo di tutto per dipingere un uomo comune, un uomo semplice come un crudele criminale, che sia d'esempio per la società malata. Ma signori deputati, non dimentichiamo che anche politici molto rispettati sono diventati carne da macello per delle foto compromettenti, per raccomandazioni, per scandali da quattro soldi: la semplice denuncia di quei fatti li ha resi meschini e colpevoli a vita. Non servono le prove, il messaggio è stato mandato per colpire le coscienze di chi guarda e osserva, ed è proprio questo ciò che è accaduto con Carlo. La giuria popolare poliziotti, i giudici e gli avvocati che hanno ascoltato la sua storia, si sono fermati al messaggio che la società del terrore e della pericolosità ha voluto far passare.
E' evidente dunque che un deputato che risponde in questo modo non fa il suo dovere, e ciononostante viene pagato da tutti noi cittadini: è davvero ingiusto e vergognoso che un uomo che si candida come parlamentare invece di servire lo Stato, intasca i soldi senza fare il suo lavoro. Tutti devono sapere che Carlo Parlanti ha cominciato lo sciopero della fame perchè più guarda quelle foto più impazzisce, e mentre tutti i nostri politici sono occupati con le segretarie, i buffet, i banchetti e le Barche, centinaia di persone nelle carceri vivono nel silenzio.

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La monetica : il futuro è già dentro di noi


La rivoluzione telematica è ormai un fatto irreversibile che non si può fermare e che interesserà sempre di più tutti i settori dell'attività umana, ma sempre al servizio di chi avrà veramente il potere. Il mercato telematico è già una realtà, è nel nostro presente e il sistema monetario globale innestato su di esso sarà il veicolo per portare al controllo assoluto delle masse. La monetica, ossia sistema monetario telematico costituito dalle carte di credito e dalla moneta elettronica, ci può portare al dispotismo assoluto basato sul controllo dei database agendo in maniera invisibile ma inesorabile.
La moneta elettronica infatti è basato infatti su un sistema identificativo, su di una fattura telematica che esige la comunicazione di una serie di dati, parti riguardanti la transazione e parte di chi lo effettua, con tutte le informazioni che già possiede il canale bancario. Oggi l'utilizzo del contante consente di effettuare i pagamenti senza lasciare traccia sulla propria vita, ma quest'uso pratico e versatile della moneta oggi viene ritenuto un crimine, un reato, punito da migliaia di leggi anti-riciclaggio e anti-terroristiche. Per tale motivo si parla di pagamenti in sicurezza per quelli effettuati mediante il canale bancario, che effettua un controllo e un monitoraggio su ogni singolo individuo che intrattiene degli affari con la Banca: il denaro viene continuamente e costantemente tracciato.

Per creare il sistema della monetica si sono dovute realizzare determinate condizioni per farsì che avvenisse il cambio del sistema senza creare choc economici o resistenze da parte dell'opinione pubblica. Da questo nasce la guerra al terrorismo, Al queda, e altre strutture pericolose ma inesistenti perché servono solo a tener viva la paura e il terrore: la guerra per il controllo del petrolio è una conseguenza, perché il rialzo delle materie prime viene recuperato con l'aumento delle tasse, ma consente di poter ottenere maggiori dati dalle persone che si affidano allo Stato per la propria sicurezza. Il controllo del prezzo del petrolio serve ad evitare che gli Stati riescano a pagare i propri debiti, per usurare i popoli, ma rappresenta comunque una conseguenza della politica del terrore.
Si è dovuto realizzare una situazione di adattamento alla realtà sociale con minori contrasti tensioni o problemi, e una condizione economica tale da indurre che si tratti di un servizio reale per tutta la società geopolitica, un progresso del mercato e della società, e non un privilegio. Ciò che invece implica una certa esclusività o tirannia telematica è l'accesso ai dati che questo sistema consente di accumulare.
Esiste infatti un' archiviazioni di dati clandestina, che deriva dall'esistenza di una Tela costruita dal sistema bancario: le Banche centrali rappresentano dei punti di accumulazione e di smistamento delle informazioni e dei dati che derivano dalle differenti istituzioni e società private esistenti all'interno del territorio nazionale. Ogni Banca Centrale, all'interno della sua centrale rischi, riceve i dati provenienti dall'Amministrazione Fiscale, dalle Forze dell'ordine, dalle Assicurazioni e dalle Poste, e costruisce così una piramide. L'unione della Banche Centrali ha fatto sì che si potesse creare una "rosa" in cui ogni appendice fosse una piramide, e il centro sia il cervello, l'elaboratore a cui convergono tutti i dati per la elaborazione.
Non si tratta solo di database contenente informazioni economiche, ma anche politiche, biologiche, personali, potendo così manipolare la vita delle persone in maniera distaccata e fredda con la costruzione di una legge economica o di una formula finanziaria che consenta di ottenere maggiori profitti, sapendo le abitudini delle persone. La nostra vita è rimessa nelle mani di programmi che non vengono controllati né certificati onde vederne la rispondenza alle leggi dello Stato, e allo stesso modo né è possibile indagare su dei tessuti di potere talmente da nascosti da essere inespugnabili.
Quello che la Telecom stava facendo nient'altro era che una centrale rischi manipolata dalle lobbies per ottenere dei vantaggi a livello politico o economico: è ormai una battaglia persa, perché le telecomunicazioni italiane sono in mano ai Banchieri.
Il sistema della costruzione dei database fa capire per quale motivo l'Europa chiede che ogni Stato sia informatizzato per poter entrare nella Comunità Europea: perché senza sistema telematico non è possibile il tracciamento dei dati e dunque la creazione di base di dati da poter trasmettere.
Lo stadio finale sarà quello di creare una sola moneta telematica, a livello del WTO mediante il GATS che chiuderà così l'evoluzione della moneta: da elettronica, è divenuta europea mediante il SEPA, ossia il sistema unico di pagamento dell'euro, e poi diventerà globale. La moneta globale è quella che sta realizzando Paypal o le altre banche elettroniche, che trasformano la moneta bancaria in bit trasmissibili in ogni parte del mondo. Oggi tuttavia tale conversione costa ancora molto, e per tale motivo, l'evoluzione delle leggi dell'usura e delle liberalizzazioni elimineranno questi costi di trasformazione in virtù degli accordi tra gli Stati a rinunciare alla propria sovranità in nome delle aree di scambio comune.

La monetica, ha trovato applicazione nel campo della tecnica bancaria, ma è in realtà una scienza delle reti, derivante direttamente dalla cybernetica, che fa viaggiare informazioni (dati o moneta) come viaggia l'acqua. Chi governa le reti può decidere come viaggiare e in che forma, imponendo chi può averne l'accesso e chi invece ne deve essere escluso: solo coloro che avranno accesso alla rete sopravvivranno. Lì si installano le leggi e le punizioni per regolamentare l'accesso e la fruizione del servizio, rimanendone così usurati.
La moneta dunque non esiste, è una illusione, deriva dall'acqua, che è la vera fonte di energia, e l'usura deriva dalla rete, dal sistema che viene utilizzato per farla circolare: oggi, con la monetica, siamo passati da un sistema piramidale ad un sistema distributivo che può indurre all'usura chiudendo semplicemente l'accesso alla rete. Quali sono dunque oggi i veri banchieri?
Noi di Etleboro non combattiamo guerre perse, ma dobbiamo preventivare, se il fatto succede significa che abbiamo fallito, mentre abbiamo l'obbligo di dire quanto sta accadendo onde far capire alle persone in che modo agire di conseguenza. Noi siamo solo uomini che ci siamo uniti per creare una tela, dunque unitevi anche voi e costruiamo la nostra rete.

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19 aprile 2007

Il crimine dei database bancari


La Etleboro incontra Federico Lippi, ex funzionario dell'Istituto Mobiliare Italiano,ed esperto di tecnica bancaria, avendo seguito per più di 25 anni le procedure per il finanziamento delle piccole e medie imprese. Federico Lippi svolge oggi un'attività di consulenza legale e finanziaria nelle cause contro le pratiche di usura e anatocismo delle Banche nei confronti dei singoli individui e delle imprese. Sulla base della sua esperienza ha così costruito un software, il CheckBanck, che consente di monitorare il corretto funzionamento dei conti correnti bancari, di ogni tipologia di credito prevista dalla L. 108/96, evidenziando così le distorsioni nelle pratiche delle Banche.

D: Cosa le ha insegnato la sua esperienza all'IMI?

R: Durante la mia vita e la mia carriera presso l’IMI istituto bancario Ente di Diritto Pubblico, ho visto l'Italia cambiare tre volte. Ho visto l'Italia del dopoguerra, ossia quella del boom economico in cui avevamo una bassa inflazione, e salari dignitosi che consentivano alle persone di risparmiare e investire, considerando che anche la Banche avevano una politica non usuraia, applicando gli interessi a calcolo semplice (senza capitalizzarli) e quindi senza l'anatocismo. Gli anni '70 sono stati quelli del cambiamento in cui l'Italia ha subito un'escursione deleteria: io lavoravo all'IMI e in prima persona ho visto come queste strutture invisibili piano piano hanno eroso e fagocitato il patrimonio italiano, tra terrorismo, usura bancaria, fino a terminare negli anni '90 con il saccheggio. Oggi vedo un'Italia in cui certi prestigi si conquistano solo danneggiando i terzi, in cui c'è il partitismo e non la politica urbis, e neanche le persone si affidano più a ciò che credono, ma percepiscono che qualcosa di anomalo governa le loro vite, e cercano in qualche modo di reagire. Siamo circondati dalla disinformazione di migliaia di specchietti delle allodole che distraggono l'attenzione e fanno perdere di importanza ad eventi che incidono sulla vota di ognuno, come possono essere le leggi bancarie e quelle in violazione della privacy del cittadino.

D: Cosa intende lei per strutture invisibili?

R: Alcune potente lobbies hanno preso possesso di tutto ciò che prima era dello Stato, le stesse hanno favorito e nascosto l'anatocismo. Dagli anni 80/90 all’interno del sistema bancario si privilegiarono direttive intese a non finanziare le PMI ma esclusivamente le grandissime società e quelle di servizi. Io ho sempre osservato, malvisto dai superiori, che questo è un serpente che si mangia la coda, e a furia di mangiare questo sistema si logora da solo dall'interno.

D: Qual è la situazione economica italiana secondo lei?

R:La famosa formula del Pil versus Spesa pubblica oggi non esiste, il Pil c'è se c'è denaro, se non c'è denaro, è inutile cercarlo, non c'è PIL. La moneta poteva essere l'oro, l'argento, ma oggi c'è solo questa moneta elettronica, che non permette più di quantificare il valore di una moneta e così di una nazione. Oggi si è persa la diligenza del buon padre di famiglia, anzi la diligenza straordinaria di gestire l'economia e lo Stato, e oggi è davvero assente.

D: Secondo lei ci avviamo dunque alla recessione?

R: Secondo me ci stiamo avviando verso la deflazione, che è molto più pericolosa perché va a svalutare la forza lavoro e le materie prime. Ciò che potrebbe innescare questo shock è la bolla immobiliare, ma in Italia non arriverà per colpa di ciò che accade in America. Occorre conoscere infatti la storia economica del Settore del Credito, e sapere che intorno agli anni '70 le Banche investivano molto nel settore immobiliare, in quanto avevano comunque la sicurezza della riserva aurea dello Stato garantita sino a quegli anni. Poi hanno scoperto che era più vantaggioso investire nelle grandi società, come Alitalia, Cirio, Parmalat, Danone, e così dismettendo le partecipazioni immobiliari hanno finanziato le società a partecipazione pubblica. Il settore azionario rispose bene a questa operazione, e così decisero di speculare sulle azioni delle società che loro stesse avevano finanziato. Hanno comprato in massa tutte le azioni delle società portando al rialzo i prezzi, e poi le hanno rivendute lucrando così sulla differenza. Poi le leggi sulla cartolarizzazione, che hanno permesso alle Banche di vendere i loro crediti in sofferenza, e quelle che hanno dato potere alle Banche di compravendere le azioni di diverse società anche se concorrenti tra di loro, hanno consentito loro poi di rimettere tutti i loro debiti al pubblico. Finita la loro tornata di alta finanza hanno rivoluto indietro le loro proprietà immobiliari, portando al fallimento le imprese solo per riprendere possesso degli immobili, tra case e stabilimenti. Ora non ci resta che dire: lasciamo pure che questo serpente si mangi anche la testa.

D: Qual è oggi la tendenza del settore bancario?

R: Nella corsa alla Banca Universale, le Banche di un certo tenore si sono accorpate per creare delle strutture grandi e con dei giochi di bilancio sono riusciti ad accorpare sistematicamente le altre piccole Banche . Oggi si teme che da queste operazioni di fusione si possa giungere a quella che è la Banca Universale: ecco cos'è questo serpente che si mangia la coda.

D: Lei pensa che i database siano un pericolo per la società?

R: I database sono una minaccia, e a mio parere non hanno neanche motivo di esistere, soprattutto quelli bancari: non sono umanamente concepibili. Oggi se non pago il mio debito, vengo iscritto alla Centrale Rischi (CRIF) e il mio nome sarà schedato anche se ho pagato il mio debito e se ho ottenuto una sentenza passata in giudicato a me favorevole. Una Banca può così iscrivere il mio nome anche solo per indurmi al fallimento e prendermi la casa. Alla fine le Banche possono essere insolventi ed evasori ed avere sempre dignità e prestigio, mentre il piccolo imprenditore sarà perseguito a vita. A questo punto credo che non sono i politici ad andare contro lo Stato o contro i magistrati, ma sono le Banche che vogliono mettersi al di sopra degli Stati. Oggi esistono, tra l'altro, molti database come il CRIBIT, il CTC, EXPERIAN, EXCELL, ognuno collegato all'altro ma tutti che confluiscono nella centrale rischi CRIF.

Checkbank

D: Dott. Lippi, perché lei ha creato questo programma per monitorare i conti correnti bancari?

R: Sono fermamente convinto che ogni giorno il cittadino e le imprese restano vittime inconsapevoli di una serie di abusi da parte delle Banche, che violano sistematicamente le leggi dello Stato e del codice civile. Usano un linguaggio contorto e difficile, con continui rimandi ad altre leggi, che non vengono mai riportate o spiegate, impedendo a chi legge di capire le clausole contrattuali: il sistema giuridico italiano ha più di 400 000 leggi, e non basterebbe una vita a conoscerle tutte. Tuttavia le Banche continuano a scrivere dei contratti con clausole vessatorie, e una volta che l'impresa o il cittadino le firma è obbligato ha rispettarle, e a veder violata la sua privacy senza alcun limite. Il principio che "la legge non ammette ignoranza" non è valido, perché nella Costituzione leggiamo che la legge non produce effetti nei confronti dei cittadini che non sono stati messi nelle condizioni di conoscere la legge e di capire a cosa vanno incontro: questa norma è stata stravolta e oggi con una semplice firma il cittadino perde ogni diritto. Le violazioni dunque sono tantissime e l'impresa o il cittadino non ha il tempo di studiare tutte le leggi, né di controllare la giusta applicazione per prevenire le truffe e l'usura. Per tale motivo ho creato un programma basato sulle leggi e le formule finanziarie che le Banche dovrebbero applicare e non fanno. Stiamo ottenendo così degli ottimi risultati, perchè è divenuto un valido strumento per produrre delle prove schiaccianti nelle cause contro l'anatocismo e l'usura: ormai il Checkbank è noto nel Transatlantico come il programma ammazzabanche.

D: Crede che il progetto della Tela di Etleboro riesca ad aiutare le imprese a combattere la disinfomazione e questo crimine invisibile?

R: Certo, in quanto questa iniziativa permette alle imprese di essere supportate da una struttura informata e ferrata in tutte le problematiche inerenti le loro attività comprendendo anche i rapporti spesso pericolosi con il settore del credito, senza sottacere la importanza di farle lavorare unite , mettendole in condizione di interagire tra loro, senza sovrastrutture anche burocratiche allo scopo di ottimizzare i prezzi e permettere ai piccoli e medi imprenditori di riacquistare la loro funzione e titolarità di motore principale della economia del Paese.

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18 aprile 2007

Il sogno europeo dei Banchieri senza la Costituzione


L'Unione Europea non ha bisogno di una Costituzione, ma di un nuovo trattato costitutivo dell'Unione Europa meno ambizioso che non avrebbe bisogno essere sottomesso ad un referendum. Sono le parole di Tony Blair, che, durante un colloquio con il primo ministro Olandese, propone come soluzione per uscire dall'empasse del mancato accordo sulla redazione di una Costituzione Europea comune quella di ritornare all'idea di un trattato convenzionale che permetterebbe all'Europa di gestire più facilmente 27 Paesi, piuttosto che scrivere un trattato che abbia le caratteristiche di una Costituzione.
Un trattato infatti non necessiterebbe l'indizione di un referendum e sarebbe poi automaticamente incluso nelle condizioni per l'adesione all'Unione Europea senza un successivo consenso.
Non vi sono dubbi che il fallimento delle consultazioni nel 2005 degli elettori francesi ed olandesi, ha ormai dimostrato che l'idea di Europa intesa come istituzione politica è finita a tutti gli effetti, ma resta il piano di fondo da portare a termine. La soluzione inglese sembra essere un compromesso ideale ad ingannare l'opinione pubblica e la stessa controinformazione che non vuole la Costituzione Europea, in quanto si tratterebbe di perpetuare un sistema "dei trattati" che già funziona e che evolve con l'instaurazione di un regime decisionale accentrato nelle mani della Commissione. L'obiettivo infatti è quello di instaurare sempre un sistema burocratico accentrato nelle mani di organismi e di entità invisibili, senza tuttavia sollevare le polemiche dell'opinione pubblica che non concepisce di vedersi cancellare la Costituzione.
Le prime resistenze della popolazione francese hanno indotto così ad un cambiamento di strategia e di approccio nei confronti delle masse, ma non hanno intaccato l'obiettivo di fondo che rimane quello di cambiare il sistema economico.
Le parole di Tony Blair rappresentano dunque un vero attentato alla costituzione degli Stati che vedranno imporsi un'entità sovranazionale con poteri politici e giuridici, senza partecipare ad alcuna decisione eliminando con la ratifica di un ulteriore trattato il referendum. L'Inghilterra, dopo aver venduto l'America si ricorda dell'Europa, e tenta di insinuarsi al suo interno non come Stato membro che subisce le decisioni della Commissione Europea, ma come entità che vuole partecipare attivamente al suo governo, e per far questo deve ingraziarsi il favore della Francia.
La verità è che gli Stati non esistono più, li hanno distrutti ridicolarizzando le loro costituzioni, modificando la loro alimentazioni e le abitudini di vita, hanno diffuso il panico e il terrore, creando una massa di utenti iscritti in database gestiti da un unico elaboratore.
Esistono oggi delle zone di influenza territoriali che hanno portato alla dissoluzione degli Stati-Nazione, e un domani non esisteranno confini territoriali bensì la rete globalizzata all'interno della quale l'economia reale, le leggi e i cittadini si trasformeranno in dati elettronici. Esisterà una polizia informatica, e una giustizia informatica che agendo sul cybercrimine colpirà le attività economiche con danni e ripercussioni reali a tutti gli effetti.
Rientrano così in tale progetto la normativa per la creazione del SIS II (System Information Shengen), all'interno della quale confluiranno i dati biometrici della popolazione europea derivanti dall'identità elettronica attraverso l'RFID, quella del MIFID (Market in Financial Instruments Directive) , per la globalizzazione delle borse valori nazionali, e del SEPA (Single euro payments area). Quest'ultimo andrà a realizzare il mercato unico dei pagamenti, ossia un'infrastruttura finanziaria europea per la creazione di una zona di scambio per l'Euro nel quale far confluire tutti i pagamenti elettronici. Le strutture commerciali e legali per gli strumenti di pagamento sono sviluppate dal Consiglio Europeo dei Pagamenti (PEC), fatto su di banche europee e per i trasferimenti di credito diretto o con carta di credito.
L' Associazione Bancaria Europea (ABE) sta elaborando una Casa di Compensazione Automatizzata diretta europea (PE-ACH), attraverso l'affiliata per il Clearing della ABE stessa. Sarà dunque l'Associazione delle Banche Europee a offrire un servizio di compensazione e il sistema di cui hanno bisogno le banche per scambiare singoli pagamenti o gli addebiti transnazionali. In tale quadro si inserisce anche la prossima normativa per la liberalizzazione dello scambio dei registri degli insolventi, in quanto ogni settore finanziario dovrà convergere in un unico sistema informatico.
Le conseguenze dal punto di vista politico sono molto importanti perché anche se non sconvolgono il nostro sistema economico, portano a concentrare un'enorme massa di dati all'interno di organismi sovranazionali che agiscono così in maniera invisibile. Si verranno a creare all'interno del sistema dei bug, delle zone franche in cui le entità economiche scompariranno e gli scambi stessi non verranno più tracciati, mentre il singolo individuo sarà tracciato in ogni suo aspetto e movimento. Noi pensiamo che esista un capo, un potere centrale una mente che lo gestisce, invece è un sistema distributivo. Quello che noi chiamiamo potere degli Illuminati, Governo Mondiale, Rettiliani, le massonerie, sono strutture piramidali che circondano e controllano le masse, per possedere quello che è il vero potere, che si ottiene solo coordinando un intero sistema di entità satelliti.

Il governo è questa cybernetica che nessuno può capire usando gli strumenti convenzionali, perché è una nuova scienza del sistema, è il segreto che si nasconde dietro il simbolo della @ (et). Nessuno è in grado di spiegare l'origine di tale simbolo e sfidiamo chiunque a dare una spiegazione di tale simbolo. Robin Cook è morto in maniera frettolosa perché parlava di una cosa talmente sconvolgente, che detto in quel momento avrebbe pregiudicato la riuscita di tutto il piano. Se l'affondamento del Titanic è stato quell'evento traumatico che ha portato alla moneta flessibile, il crollo delle Torri Gemelle sarà l'evento che porterà alla moneta intellettiva, che è la negazione di quella flessibile, si installa su un sistema cibernetico.
Si può dunque capire che "al queda" e veramente un sistema terroristico, Al Queda è veramente Bin laden è un sistema cybernetico, è un modo di pensare.Ma purtroppo,il mondo vive di incidenti,strani e anche poco chiari,tutto il mondo si è mai chiesto che cosa sia la @?

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17 aprile 2007

Banche e nuovi Banchieri per l'acquisto delle reti delle Telecomunicazioni

La vicenda Telecom sta assumendo un duplice risvolto perché se da un lato continuano le contrattazioni tra Banche e colossi delle telecomunicazioni per acquisire la partecipazione di controllo di Olimpia, dall'altro le nuove direttive comunicazione parlano di liberalizzazione dell'accesso della rete.
L'emendamento del Governo sui poteri dell'Autorità delle comunicazioni sarò inserito del Decreto Legge delle Liberalizzazioni o di riordino delle Authority, e andrà ad intervenire sul Codice delle comunicazioni conferendo all'Agcom il potere di imposizione, modifica o revoca delle concessioni statali. L'Autorità dunque continuerà a negoziare con Telecom ma se a fine anno non si arriverà ad una soluzione di comune accordo, potrebbe giungere da un provvedimento dell'Authority la decisione della separazione della rete.
Questo perché l'emendamento emesso dal Governo è comunque scritto in concertazione con la Commissione Europea, che, anche se non ha stabilito un limite temporale per la risoluzione del caso, ha definito l'obiettivo finale nella dDirettiva «Accesso» (Direttiva 2002/19/CE). Al fine di garantire trasparenza e non discriminazione si dovrà decidere per una separazione funzionale, ossia per la divisione tra la rete fissa e l'apparato dei servizi. Dobbiamo prepararci a mesi di trattative e polemiche, che affosseranno il diritto dello Stato di definire in maniera unilaterale le regole di telecomunicazione in nome di interessi strategici nazionali. Non dimentichiamo che in Germania, la Commissione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro il governo tedesco che aveva concesso delle deroghe a Deustche Telekom in nome degli investimenti per la next generation network.
Le reti sono ormai considerate materia comune, anche perché in esse sfociano molti altri settori come l'informazione, i servizi bancari e finanziari, la televisione, il commercio e la produzione di servizi. Per aggiornare la rete italiana e renderla in grado di ricevere i servizi più avanzati, come tv in internet in alta definizione, telemedicina, infomobilità, videosorveglianza, occorreranno fino a 10 miliardi di euro, e il budget presentato da Telecom servirà a coprire solo le principali città.
Gli investimenti per rendere la rete fissa all'avanguardia con gli ultimi ritrovati delle tecnologie delle comunicazioni, anche se molto onerosi, apriranno comunque ad un mercato che non ha confini perché sarà la porta verso l'intero sistema economico. Si pensi all'esperimento della Microsoft che ha creato "Second Life" ossia un'isola offshore virtuale, al cui interno è possibile acquistare un account e creare una propria attività commerciale nonché offrire i propri servizi: è istituita una moneta locale che ha perfetta convertibilità con quella reale, dunque ciò implica che si tratta di una vera economia tenuta in piedi dalla falsariga della virtualità, ma con effetti materiali. Inoltre, la Cyberbank e la moneta elettronica aprono alle Banche un circuito finanziario che viaggia su dimensioni globali e invisibili, tanto che a quel punto cadranno anche i problemi inerenti alla definizione del valore della moneta.

Ciò deve far capire l'elevato interesse per la rete da parte delle Banche, che cercano di acquisire una partecipazione nella compagnia telefonica o ancora solo nella rete fissa. Tale opportunità di investimento si propone in un momento in cui le Fondazioni decidono di anticipare la conversione delle partecipazioni ( da azioni privilegiate a azioni ordinarie ) nella Cassa depositi e prestiti, preparando già un piano di investimenti. In esso rientra così in maniera automatica l'acquisizione della rete fissa di Telecom, che sarà disponibile con lo scorporo deciso dalla Commissione Europea non più tardi della fine dell'anno. Tale occasione non si presenta in maniera causale, perché sono già in corso delle trattative tra l'Acri e i responsabili di Intesa e Sanpaolo, e di Mediobanca. Questo dunque significa che questa rete, funzionale rispetto all'erogazione di servizi pubblici, molto probabilmente verrà finanziata dalle Banche. In essa vedono in futuro, la vera next generation network, che rivoluzionerà in significato della moneta, del lavoro, dei servizi.

L'ipotesi del rimodernamento della rete fissa potrebbe sembrare, tuttavia, un inutile investimento dinanzi alla prospettiva di costruire mediante una la nuova tecnologia 'senza fili' Wi-Max, una rete all'avanguardia al di fuori degli schemi dei cartelli delle multinazionali. Al momento molti analisti affermano che è improbabile che la rete Wi-Max si sostituisca alla rete fissa, ma noi crediamo, più precisamente, che questa verrà inglobata nel sistema di gestione e di controllo della rete fissa o mobile. Sul territorio nazionale sono già in corso le installazioni delle antenne per la trasmissione wirelless delle telecomunicazioni, finanziate dalle Amministrazioni Locali o dalle compagnie telefoniche stesse che attendono così il bando per l'acquisto delle frequenze sino ad ora utilizzate dalla Difesa. L'investimento richiesto per l'acquisto della licenza non sarà comunque disponibile a tutti, per cui si prospetta uno scenario molto simile a quello avutosi con la telefonia cellulare: la creazione di una rete di infrastrutture da parte di poche entità che la hanno utilizzata per creare poi un cartello sui servizi telefonici.

Qualunque sia lo scenario che si prospetti per le reti di telecomunicazione, tra dinamiche e contrattazioni anche a livello sovranazionale e comunitario, l'attuale evoluzione dell'economia porta alla liberalizzazione dell'accesso della rete ma ad una tariffazione maggiore per usufruire dei servizi. Si intenda, le multinazionali non hanno alcun interesse a pregiudicare l'accesso della rete, e hanno tutto da guadagnare con una rete disponibile alla grande massa a basso prezzo in quanto il vero business sarà costituito dai servizi che possono acquistare sulla rete.
In tale ottica va inquadrata la volontà della Commissione Europea di spingere verso una maggiore opportunità di accesso alla rete, in quanto la maggiore diffusione di tale canale consentirà di rendere più efficienti i controlli dello Stato, della Polizia Finanziaria, degli abusi del diritto d'autore, ma anche di tracciare le abitudini e le attività economiche di ciascun individuo. Allo stesso modo il prezzo per poter offrire la propria attività sulla rete costituirà il contributo, la tassa e l'interesse da versare al nuovo Stato.I nuovi Banchieri sono prossimi a prendere il controllo dell'economia, e questo mentre i media rivolgono tutta la loro attenzione ad altro: Beppe Grillo dà il suo show in Consiglio di Amministrazione, attaccando la Telecom e proponendo Skype come il futuro della comunicazione. Che sia solo un caso, o davvero i nuovi Banchieri si sono autoproclamati come valida alternativa alla nostra economia.

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16 aprile 2007

Il nuovo signoraggio tra sabotaggio e sistemi informatici


Agli attentati di Algeri si sono susseguiti le esplosioni di due Kamikaze a Casablanca, rivelando così il grave clima di tensione che si sta accumulando nei paesi nevralgici della guerra dello scontro di civiltà. Dietro tali eventi può nascondersi una regia occidentale che vuole diffondere panico tra le masse infondendo il terrore che Al Quaeda si ritornata a colpire, così come vi è la mano dell'Occidente nei tumulti a Mosca che hanno portato all'arresto di decine di giovani "dissidenti" al regime. Infatti, le proteste al governo russo hanno avuto una forte eco tra i media internazionali, onde dimostrare che esiste un fronte di resistenza al regime di Putin che si comporta come una dittatura repressiva. Ciò che invece occorre sottolineare è che tutti i governi oggi sono protestati e fischiati dal proprio popolo, rappresentato ormai da politici che fanno gli interessi delle lobbies e portano avanti una politica che condurrà alla guerra e al malessere generale. La gente scende in piazza o aderisce ai movimenti armati perché cerca una scappatoia, un modo per potersi ribellare perché sentono che un regime assoluto e invisibile sta chiudendo sempre più le strade che portano ad un cambiamento del sistematico fondato sull'usura e sul petrolio. Sono i più deboli che tentano sempre dei gesti estremi per uscire da una situazione che non ha alternativa alcuna che morire di fame, essere arrestato o fare carne da macello come kamikaze. Il messaggio dei media che arriva alle menti delle persone è quello del terrorismo che dilaga e minaccia la democrazia, ma ciò che rimane nascosto è la ragione che spinge un uomo a trasformarsi in un'arma esplosiva. I kamikaze di Casablanca non sono altro che il frutto della repressione, di anni di inganni, e quelli che oggi definiamo terroristi sono i combattenti della libertà per sé e la sua famiglia che vede morire di giorno in giorno. L'uomo inconsciamente reagisce, e quegli uomini che ieri vivevano in case piccolissime alla periferia della città e non hanno avuto mai una speranza, invece di farsi torturare dalla polizia oppure di morire in un carceri assurde, hanno scelta la strada della vendetta. Se oggi protestavano contro il Re, domani sarebbero stati arrestati e costretti a morire in pochi metri quadri di una cella senza luce, perché nessuno avrebbe difeso un uomo che ha nulla. La tv invece ha mostrato dei kamikaze dell'Islam collegati ad una cellula di Al Queda, mentre una mano dall'occidente ha pilotato quelle operazioni in maniera tale da sviare l'attenzione e i sospetti, raggiungendo un obiettivo dal grande impatto mediante sulla grande scala.

Oggi dunque viviamo in una società che sottostà al controllo di un sistema che non lascia nulla al caso prevedendo cause ed effetti, studiando gli eventi e mettendo in atto le preventive contromisure per evitare il collasso e la bancarotta che decreterebbe un disatro economico e umanitario. Chi oggi vuole fare le battaglie per diffusione deve stare molto attento perchè non venga deluso, perché anch'esse sono il frutto di una manipolazione premeditata delle persone che, incosciamente, spinte dal desiderio di combattere per un futuro meno precario e incerto, decidono di scendere in piazza con i forconi. Nessuno di questi movimenti popolari riesce però a centrare la radice del male, che risiede nelle Istituzioni che in nome di un Dio siede nei consigli di amministrazione della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europa divenendo i complici di un sistema che è contro l'uomo. La nostra non è una battaglia, perché in realtà non esistiamo al di fuori di un codice, di un numero scritto su un grande terminale: la gente diventa invisibile e impotente, la criminalità aumenterà perché l'impotenza e l'impossibilità di reagire indurrà un sentimento diffuso di frustrazione e di disagio che sfocerà nella violenza.
Il sistema economico, come spesso abbiamo avuto modo di spiegare, sta cambiando perché l'unità di conto dell'economia non è più la moneta, ma l'unità intellettiva e lavorativa. Il concetto di moneta non ha più significato ed è oggi sterile, si limita a definire uno strumento di regolamento delle transizioni, ma non è più "la misura del valore" perché l'unità di lavoro intellettivo è la misura del nostro valore. La nuova usura, il nuovo signoraggio sarà quello che lucra sulla quantità di informazioni che siamo in grado di produrre, ma nessuno si accorgerà o capirà che il sistema è stato totalmente rivoluzionato. Mentre combatterà la battaglia del signoraggio, della moneta, un nuovo sistema verrà installato nel nostro sistema economico per lucrare sulla nostra vita e per schiavizzarci: il signoraggio è un concetto anacronistico e per tale motivo viene sdoganato anche dai grandi media che si stanno interessando oggi, a distanza di decenni di discussioni rimasti nel silenzio. Il futuro risiede invece nella terribile prospettiva dell'usura dei sistemi informatici, all'interno dei quali i soldi si sono già persi e i debiti si sono moltiplicati all'infinito.
Grazie alle unità intellettive noi tutti diventeremo una banca, perché saremo in grado di generare valore dalla nostra capacità di produrre informazioni, e così cambierà anche il nostro modo di vivere. Le banche non avranno più soldi ma dati e quello sarà il petrolio per tenere questo sistema: dovranno assolutamente fare e controllare i dati tramite quello si ha il controllo della massa. Trasportare dati e vendere informazione saranno le transazioni che costituiranno il guadagno del futuro, come ha già ben inteso il gigante Skype-Ebay-Paypal che hanno deciso di offrire i loro canali per vedere i servizi delle persone, lucrando su ogni transazione il 30%: ecco il nuovo signoraggio. Saranno dei sistemi invisibili a possederlo e ad accumularlo e noi non potremo difenderci in alcun modo da queste entità che non esistono , e si nascono dietro i computer.

Non tutti sanno dell'esistenza a Bruxelles di un calcolatore ed elaboratore, al cui interno sono contenuti miliardi di dati di tutta la popolazione europea: un cervello elettronico che genera informazioni e statistiche in maniera impressionante. Rappresenta il punto di accumulazione di tutti i centri di statistica e di elaborazione dei dati di tutte le nazioni, che trasmettono così le informazioni di ciascun individuo per creare un database che funzioni da intelligence a livello sovranazionale. Con l'introduzione del sistema RFID e della pulce si è avuto il salto di qualità, ossia quello che consente di tracciare la vita, le abitudini e i dati di ciascun individuo con una particolarità nei dettagli stupefacente. Il programma in grado di gestire un tale database è stato costruito durante 50 anni, con costi che superano di gran lunga quelli sostenuti da una normale multinazionali: si tratta dunque di un sistema non convenzionale, perché elabora informazioni e da istruzioni per controbilanciare tutto a livello macrocosmico. Un'operazione che avviene in un determinato paese, ha come effetto un evento in un altro Stato, rivelandosi più o meno catastrofico o eclatante a seconda della contromisura che occorre prendere, dopodichè determinate multinazionali investiranno così nel nuovo business che è stato creato ad hoc. Da tale sistema è impossibile sfuggire senza rimanerne schiavi, perché ogni contromisura che l'individuo può adottare usando l'informazione di massa, verrà deviata e poi annullata. Se noi dobbiamo combattere e difenderci dobbiamo farlo anticipando il sistema stesso, creando una rete che non ha al suo interno un cervello che può manipolare le masse perché deve essere in grado di dare sovranità e libertà a ciascun individuo al suo interno.
In tale rete potremo creare il nostro valore, sarà lei il nostro Stato, e potremo decidere se creare uno stato fondato sul debito e sull'usura, o sul rispetto del valore di ciascuna unità intellettiva.

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15 aprile 2007

Al Queda sequestra un contingente della Polizia Irakena

Un'alleanza armata sunnita, appartenente alla fazione irakena Al-Qaïda ha annunciato sabato di aver sequestrato 20 soldati e poliziotti iracheni, minacciando di ucciderli se entro le 48 non saranno soddisfatte le sue richieste. Lo rende noto attraverso un comunicato Internet pubblicando una foto estratta dal video che riprende l'intero contingente sequestrato.

Meno male che siamo andati via...

13 aprile 2007

Immagini dalle carceri in Marocco

Senza parole ...

La liberalizzazione della rete telecom per l'avvento della nuova generazione

La Commissione europea e il governo italiano hanno raggiunto un'intesa comune per procedere con l'emanazione di un piano legislativo per regolamentare il settore delle telecomunicazioni, e scorporare la rete dai servizi al fine di rispondere alla necessità di maggiore concorrenza tra gli operatori. Il piano di liberalizzazioni delle telecomunicazioni che andrà in vigore avrà degli effetti ben più complessi rispetto a quanto accade negli altri settori liberalizzati, essendo il settore chiave del sistema economico futuro.

La gestione e la concezione di questa liberalizzazione devono essere essere identificati da un regolatore indipendente sulla base di un'analisi di mercato, che decreterà in che modo andranno stabiliti i compensi e le condizioni di vendita anche a terzi operatori, che risiedono all'interno dell'Unione europea. Varrà stabilito il principio di concorrenza e di non discriminazione, con l'obbligo del proprietario della rete di fornire pari opportunità a tutti gli operatori. Su tali preliminari caratteristiche Bersani è già pronto a redigere una parte dedicata allo scorporo della rete, in modo da fra rientrare questa decisione del piano delle lenzuolate e far cadere in un unico calderone i provvedimenti per la liberalizzazione della rete, come è stato per la riduzione delle tariffe di ricariche e quelli.

Le telecomunicazioni che utilizzano il network, la rete così come la intendiamo tradizionalmente, sono già oggi in diretta concorrenza con gli operatori dell'Internet che stanno costruendo un sistema di comunicazione ben più efficiente e all'avanguardia con gli strumenti di information technology e di cybernetica che hanno digitalizzato e strandardizzato molti meccanismi che normalmente vengono offerti con una struttura integrata verticalmente. L'ingresso di questi operatori nei settori tradizionali delle telecomunicazioni, ha accentuato la crisi già esistente in un settore troppo accentrato nelle mani di monopolisti che hanno sfruttato la condizione di privilegio di avere la rete senza però accrescerla di servizi e di interfacce che potessero portare al salto di qualità. Operatori come Skype offrono un servizio ancora limitato all'internet mediante dei pc, ma sono già largamente utilizzati nei settori più avanzati, e si preparano a offrire dei servizi di telefonia sulla rete tradizionale, sfruttando la rete altrui e pagano un corrispettivo stabilito in base alle telefonate effettuate. Infatti non avendo una linea propria, ricorre a quella degli utenti che si collegano ad internet, ma il suo vantaggio competitivo non sta nel possedere la rete, ma nell'aver inserito al proprio interno dei sistemi di pagamento, di incasso e di rendicontazione automatici. Skype appartiene ad Ebay, che è titolare anche di Paypal, chiudendo così all'interno dello stesso gruppo servizi di telefonia-commerciali-Bancari che gli consentono di non limitare i propri affari alla comunicazione, ma di entrare nel sistema economico da leader. Con la smaterializzazione dei rapporti economici le transazioni fatte digitalmente online avranno un giro d'affari di gran lunga superiore al semplice traffico telefonico: la gestione internazionale della moneta elettronica viene perfezionata sempre di più mentre, sul piano legislativo, esistono oggi procedure specifiche e decreti ad hoc per disciplinare questo nuovo settore bancario. In tale scenario si inseriscono le società di telecomunicazione, che vedono ormai nella rete un peso economico perché ha bisogno di eccessiva manutenzione e di un ammodernamento completo, tale da necessitare di ulteriori e ingenti costi per renderla, ed è soggetta a svalutazione se si presta ad essere considerato dalla quotazione in Borsa della società.
Le nuove società di internet e di informatica si stanno proponendo in ogni settore che riguardi i media con offerte e prodotti sempre più vicini ai desideri della clientela, e dotati di leggerezza e snellimento burocratico, anche se poi molto probabilmente loro divengono la nuova burocrazia con cui combattere. Si pensi dunque ai progetti che sta portando avanti Google,per creare un sistema di creazione-compravendita- misurazione dell'efficacia degli spot televisivi, che si basano a loro volta sul database mondiale delle abitudini e delle esigenze delle persone, che vengono infatti tracciati sulla rete ad ogni movimento. I principi e il know-how acquisiti su internet saranno poi applicati nel concreto con lo studio delle persone dettagliato a preciso, in modo da fare una politica di marketing estremamente mirata.

La rete, dunque, era un elemento di forza della società che vedeva in essa una componente strategica in grado da garantirgli il monopolio assoluto su tali servizi, anche senza ulteriori investimenti negli anni. Tuttavia le esigenze cambiano e man mano i miti e i preconcetti devono essere abbandonati, e bisogna considerare gli aspetti positivi e quelli negativi, non della liberalizzazione della rete in senso stretto, ma dell'accentramento di determinati servizi nelle mani di altri monopolisti che useranno il loro potere facendo leva stavolta non sulla rete ma sulla disumanizzazione dei servizi e della struttura.

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12 aprile 2007

L'Italia tenuta sotto scacco dai contractors


Gli avvicendamenti della Ong Emergency, trovatasi nell'occhio del ciclone dopo che le indagini sul rapimento del giornalista Mastrogiacomo, hanno gettato delle oscure ombre sull'attività diplomatica dello Stato Italiano. La mancanza di mezzi, l'incompetenza o l'infiltrazione dei servizi segreti ha spinto lo Stato Italiano a ricorrere all'intermediazione di una associazione umanitaria, per risolvere un caso di sequestro nel più breve periodo possibile, e salvaguardare la fiducia in Parlamento. Dopo che l'operazione sembrava fosse andata alla perfezione, sono stati sollevati i polveroni e le indagini perché evidentemente alcune delle parti che hanno preso parte a questo sequestro farsa hanno avuto da ridire sulla risoluzione del caso.
Tutto è partito dal governo afgano, che ha accusato Gino Strada di aver cooperato all'organizzazione del sequestro onde costruire una truffa ai danni dell'Afganistan: indignata di tali accuse Emergency, nella persona di Gino Strada, liberamente afferma che è stato pagato un riscatto da parte del governo italiano per la liberazione di Torsello, coinvolgendo direttamente i politici italiani accusati di non aver saputo far fronte a tale situazione.
La Ong Emergency così respinge le accuse e rilancia affermando che se erano transitati presso l'organizzazione, questi erano senz'altro i fondi destinati alla liberazione degli ostaggi. Lo Stato italiano, dunque, spinto dall'esigenza di chiudere positivamente la questione dei rapimenti, ha affidato la gestione del rapporto con i sequestratori, commettendo però il duplice errore di essersi esposto con una pessima reputazione, e di essere divenuto poi ricattabile dalle organizzazioni internazionali umanitarie. Alle accuse di aver esposto dei cittadini italiani ad un pericolo, si affianca quella di aver ritrattato la parola data a Gino Strada per risolvere questo caso, per imputare alla pedina più debole la responsabilità di una intera operazione, e salvare la faccia dinanzi all'America che non accettò volentieri la politica dell'Italia di trattare con i terroristi.
Questo rapimento è stato organizzato per tendere una trappola all'Italia, con la partecipazione probabilmente dal Governo afgano, dell'America che non può non conoscere e monitorare le azioni dei politici locali, e delle stesse associazioni internazionali umanitarie. A dimostrazione di ciò basta osservare il video trasmesso in esclusiva dalla televisione italiana, che mostra in una scena surreale il giornalista che cerca di vedere cosa accade, e i talebani che decapitano un corpo ma restano sotto gli occhi delle telecamere che riprendono tutto con delle immagini nitide e ferme.

-----Vedi il video-----
La cosa su cui occorre riflettere è il fatto che potrebbe scoppiare un momento all'altro una nuova crisi di governo se non verrà data una compiuta risposta alle accuse di Gino Strada e di Emergency. Non dimentichiamo che Mastrogiacomo è un giornalista di un media privato, mentre Gino Strada fa parte di un'associazione internazionale, che si è trovata coinvolta in questo tipo di sequestri troppo spesso: stessa dinamica, stessa modalità per risolvere il caso, stessi intermediari. Il cremlino, a tal proposito, ha emanato una legge che pone dei limiti molto restrittivi alle Ong estere, coinvolte nella tutela dei diritti umani, perchè teme che la crescente influenza delle Organizzazioni non governative, ampiamente considerate dai vertici politici russi come promotori clandestini delle cosiddette rivoluzioni colorate in Georgia, Ucraina e Kirghizistan, possa destabilizzare la situazione politica e sociale anche della Russia.

Nelle Ong è stato riciclato abbastanza materiale di intelligence, tant' è vero che sono uffici periferici, supportati dalla cooperazione italiana o da diverse conoscenze che vanno a fare di loro dei veri centri logistici. Ciò che accaduto a Gino Strada sembra in fin dei conti alquanto ingiusto, perché subisce le conseguenze di un intero sistema che marcio fino in fondo, e che di prende gioco dello Stato italiano: in questo sarebbe stato preferibile che il giornale Repubblica, che è un giornale privato, avesse pagato il riscatto per un suo uomo presente in una zona di guerra altamente pericolosa.

Non vi è alcun dubbio sul fatto che siano state utilizzate determinate strutture non governative per risolvere la grave situazione che si era venuta a creare anche nei confronti degli Stati Uniti, mentre i diplomati, sentendosi dei superuomini si presentano come dei rappresentanti dello Stato. Se siamo arrivati sino a questo punto è perchè si mente,giorno dopo giorno, dobbiamo ringraziare proprio questi personaggi che sentendosi tanto pieni di sé hanno anche venduto degli italiani all'estero, ratificando contratti che non stati più rispettati, e facendo ricadere la responsabilità in capo a coloro che non possono difendersi.
La gente però oggi è stanca delle storie di Al Quaeda, e dato che conosce la guerra sulla propria pelle, non accetterà più un gruppo di parlamentari, che vedono la vita dalla prospettiva del filetto di prima scelta sempre sul tavolo, e che poi siedono nell'arena del parlamento solo per dare spettacolo e sfogare le loro frustrazioni. I nostri politici, gli accademici e gli scienziati, pur vedendo il grave peggioramento della situazione politica non abbandonano la loro posizione. Conosciamo bene chi frequenta gli ambienti delle ambasciate, quelli che sono seduti dietro le scrivanie, con la giacca e la cravatta e si nasconde non appena si spara si rinchiudono gridando agli altri di resistere. Invece di punire i disobbedienti, annientano quelli che vanno a fare domande e cercano prove. Quelli che operano nei paesi extracomunitari sono riconosciuti da tutti, con quegli occhiali da sole e la giacca blu per darsi un tocco, parlando di geopolitica e di fantapolitica: sono il frutto delle multinazionali, così come gli ambasciatori sono degli agenti di commercio, mentre il sismi è un entità governativa solo sulla carta, perché si sono trasformati in contractors, al soldo dei potenti, intascando per il loro doppio lavoro da infiltrato migliaia di euro.

Una seria di attentati avverrà perchè noi pagheremo il prezzo che i serbi hanno pagato nei Balcani, ed è inutile che il Sismi grida e si nasconde dietro un dito, perché ha una responsabilità da portare avanti, e non può fare la vita dei codardi e degli irresponsabili.
Quella che è in atto all'interno del Mediterraneo è una vera strategia del sabotaggio che ha come obiettivo quello di destabilizzare i governi e di renderli deboli, gestibili dalle grandi lobbies.

Gli attentati ad Algeri e a Casablanca di queste ultime ore infatti, arrivano in un momento molto delicato per la spartizione delle zone di influenza e del controllo delle risorse energetiche, sollevando gravi dubbi sulla sicurezza e la stabilità di questi paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che rappresentano degli importanti partner per l'Occidente. Questo tipo di attentato è senz'altro di matrice occidentale, perché la Jihad si spiega quando si scontra contro un nemico da combattere, per cui si preparano degli attentati contro navi, porti o infrastrutture, ma non verso le persone. Si scoprirà infatti che rappresentano invece delle cellule terroristiche manipolate dai servizi segreti paralleli, che si nascondono dietro l'anonimato, dietro un signor internet ordina stragi tramite un internet caffè, cancellando poi ogni traccia visibile.
Queste manovre tattiche sopraggiungono poi in un momento che precede il periodo estivo, correndo il rischio di compromettere l'economia di questi luoghi, e gli accordi commerciali presi con grandi partner. Non dimentichiamo che Sonatrach, la società di bandiera del gas, ha troncato molti rapporti con la Russia, ma ha deciso di portare a termine con l'Italia il gasdotto Galsi, che attraversando parte del Mediterraneo giunge sino alle coste della Sardegna e prosegue nella Toscana. Una crisi politica in tali Stati potrebbe rivelarsi letale soprattutto per l'Italia che perderebbe un'ottima partner per l'importazione di Metano.

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11 aprile 2007

Le immagini dell'attentato terroristico ad Algeri

Continua l'escalation di attentati che colpiscono i Paesi musulmani, imputati in maniera scontata ad Al Quaeda. Questa serie di incidenti e di attentati rientrano perfettamente nella strategia del sabotaggio, volta a provocare caos e a destabilizzare i governi degli Stati.


L'opera di destabilizzazione dei governi dell'Est


Il Congresso Americano ha decretato con un'emanazione di una legge, il sostegno all'adesione dell'Ucraina e della Georgia alla Nato, assieme alla Croazia, la Macedonia e l'Albania. Il comunicato della Casa Bianca prevede di sbloccare dei fondi considerevoli da destinare alla partecipazione del bilancio militare dei paesi entranti dell'alleanza atlantica. Gli alleati alla NATO sono così invitati a cooperare con gli Stati Uniti per realizzare questo piano che porti all'adesione della Nato la molteplicità di Stati appartenenti all'Europa orientale e alla Asia centrale, che siano particolarmente meritevoli.

L'allargamento della NATO verso l'est rappresenta senz'altro una manovra delle potenze occidentali di destabilizzare lo spazio postsovietico, perché l'ingresso di alcuni Stati in particolare, e non in maniera indistinta, trascinerà poi una situazione in continua instabilità politica interna ai Paesi stessi. Tra i paesi destinati a fare il loro ingresso nella Nato vi sono infatti molti Stati che ricadono anche nella zona di influenza russa, perché ceneri del ex regime comunista o perché rappresentano dei preziosi partner strategici della Russia per il controllo e la distribuzione delle fonti di energia.
La decisione del Congresso coincide, non a caso, con le gravi crisi politiche che coinvolgono i governi dei Paesi candidati, in un continuo susseguirsi di scandali e di rivolte che vengono fomentate e poi strumentalizzate per assecondare le mire espansionistiche statunitense. Sembra evidente che esiste una regia di fondo a ciò che accade sulla scena politica perché si coordina perfettamente con l'evolversi della situazione geopolitica degli Stati stessi.
A tal proposito, quanto è accaduto in Ucraina rappresenta un caso esemplare di una surreale manovra sotterranea da parte delle lobbies occidentali per destabilizzare la situazione politica e compromettere gli accordi bilaterali con la Russia. In questi giorni l'Ucraina sta attraversando una profonda crisi di governo, che si è trasformata poi in un vero colpo di Stato da parte delle forze politiche appoggiate dagli Stati Uniti, in quanto come in un vero regime dittatoriale, il Presidente dell'Ucraina, non avendo una forte compattezza del Parlamento, ha decido di sciogliere le camere e di andare alle elezioni anticipate nonostante non ne avesse il potere, e contro il volere del Parlamento e della popolazione stessa.
Le scorse elezioni politiche, probabilmente viziate da brogli elettorali, videro assegnare un'incerta vittoria al partito filo-americano Yushchenko, spinta dalla grande rivoluzione arancione finanziata dall'America con circa 65 milioni di dollari: nell'impossibilità di formare un governo, è stato nominato premier il leader della opposizione filo-russa Yanukovich. A distanza di mesi, svanito l'entusiasmo della rivoluzione arancione, i problemi e l'ingovernabilità sono rimasti a ricordare la debolezza dello Stato dinanzi alle pressioni provenienti da forze esterne, sino ad arrivare ad una situazione di insostenibilità che ha spinto Yushchenko a decretare in maniera unilaterale lo scioglimento delle camere.
Tale decisione è stata tuttavia considerata dagli osservatori e dagli analisti un vero colpo di Stato in violazione della Costituzione Ucraina che non legittima il Presidente ad assumere una tale decisione senza l'accurata consultazione delle camere e il volere del Parlamento. Le strade della città sono state così affollate da forti manifestazioni a sostegno del premier, aspettando nei prossimi giorni le manifestazioni di risposta del partito di Yushenko, con il rischio che le proteste parallele sfocino in un confronto aperto, temendo che forze politiche estremistiche stiano pianificando di provocare scontri per costringere il paese a dichiarare lo stato di emergenza. In tal caso il Presidente avrebbe pieni poteri per poter accentrare nelle sue mani un potere di governo diretto, portando così a compimento il colpo di Stato che non è riuscito pienamente con la Rivoluzione arancione. La situazione è sembrata arrivare ad un punto di criticità tale che l'alto rappresentante dell'UE Javier Solana, è intervenuto chiedendo se fosse persino necessario un intervento militare per regolare la crisi politica nel paese, ma Viktor Ianoukovitch ha confermato la ferma volontà del suo governo di rispettare la Costituzione e le leggi ucraine e di evitare in ogni modo la scalata del conflitto.
Di ciò, sembra essere molto preoccupata la Russia dalle tendenze pericolose osservate nella politica estera degli Stati membri della NATO così come per la maggiore presenza militare dell'alleanza vicino alle frontiere russe, che temono un'estensione incontrollata di raggruppamenti militari e una minaccia diretta per la sicurezza e la stabilità dell'Europa tutta intera", letto si nel documento. Le ultime decisioni di dispiegare in Repubblica ceca ed in Polonia degli elementi della difesa antiaerea (ABM) americana provocheranno una nuova scalata della corsa agli armamenti ed anche una scissione dell'Europa a favore di quelle lobbies che di nutrono dei conflitti tra gli Stati per colonizzare. Particolarmente preoccupanti sono state considerate le intenzioni di Washington di stendere l'ABM al Caucaso ed all'Ucraina.
La Russia si vedrebbe chiusa all'interno dei suoi stessi confini, nonché minacciata, sia politicamente che economicamente vista l'opera di ostruzioni e di boicotaggio della rete gassifera di Gazprom. Oltre alla Polonia, alla Georgia e la Bielorussia, la stessa Ucraina, lo scorso febbraio, ha emanato una legge che vieta la vendita dei gasdotti, in modo da bloccare, di fatto, le aspirazioni della Russia all’assunzione di asset del gas.
In quest'ottica di lettura la crisi politica in Ucraina è stata provocata dalle forze che esigono l'adesione del paese alla NATO, ma potrebbe poi rivelarsi una fonte di cambiamento e aumentare l'importanza del Partito comunista ucraino.
Allo stesso tempo qualcosa cambia anche tra le fila iraniane, perché nonostante vengono riconfermate le risoluzione ONU sulla cessazione della proliferazione del nucleare da parte dell'Iran, Ahmadinejad continua la sua guerra di propaganda giocando al rialzo. A questo punto anche la Russia sembra aver preso le dovute distanze da tali dichiarazioni, perché da una parte invita l'opinione pubblica internazionale a condannare le parole dei Mullah e dall'altra si tira in disparte e aspetta la decisione dell'Onu, non sentendosi in grado di confermare lo stato attuale della produzione del nucleare a livello industriale, come invece affermato da Ahmadinejad. Evidentemente Putin sta studiando ancora il suo partner, sia per cercare di capire sino a che punto si spinge l'amicizia con l'America, sia per valutare le serie intenzioni di Ahmadinejad di collaborare alla costruzione di una Opec del Gas in cui il prezzo e le condizioni siano dettate da Gazprom e non dai produttori.

Ciò che sta oggi accadendo in Ucraina è semplicemente il sintomo o il caso più evidentemente del grave fallimento della politica dei Governi, che si rivela essere il bersaglio principale di propaganda, rivoluzioni e manipolazione delle masse da parte delle forze esterne. È ciò che sta accadendo in Italia, nei Balcani, e non dobbiamo ormai meravigliarci di nulla più oggi che la politica è fatta dalle lobbies che finanziamento le Organizzazioni Internazionali, i movimenti popolari e le rivoluzioni per destabilizzare i governi, ed impadronirsi del controllo in maniera semplice e breve.

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10 aprile 2007

Nessun accordo sull'Opec del gas: trasformismo e divisioni


Doha ha ospitato la tanto attesa riunione dei quattordici paesi produttori di gas al mondo per discutere della creazione di un cartello del gas che rivoluzioni il mercato dell'energia.
I paesi esportatori di gas hanno deciso al termine della loro riunione a Doha di rinforzare la loro cooperazione in seno alla struttura informale che costituisce il FPEG, senza pronunciarsi tuttavia sull'idea di un cartello del gas sul modello dell'Opec.

Si preannunciava come l'evento che avrebbe decretato la costituzione formale di un impegno tra paesi esportatori di controllare in maniera congiunta il prezzo e la produzione del gas, ma si è rivelato tuttavia una semplice fase di un processo che non arriverà mai alla fine.
Si avverte tra i paesi produttori di gas una profonda spaccatura e degli attimi di esitazione soprattutto da parte della Russia, che si propone come Paese coordinatore del comitato di studi del mercato del gas, e dunque come pilastro portante dell'organizzazione di un possibile cartello. Molto probabilmente la riunione a Doha è stata caricata di grandi significati, e ha suscitato numerose polemiche in seno all'Europa e all'America che vedevano in essa un pericoloso attentato alla stabilità e alla sicurezza energetica degli Stati. Molta enfasi tuttavia derivava dalla forte propaganda dell'Iran, che è stato il Paese promotore dell'iniziativa insieme con il Venezuela, e dall'interesse espresso dalla Russia che si proponeva poi come interlocutore principale nei confronti dei paesi terzi.
La maggior parte dei componenti del Forum dei paesi esportatori di gas, come l'Egitto e l'Algeria, hanno sottolineato che questo progetto non sarà realizzabile prima di lunghi anni, tenuto conto il funzionamento particolare del mercato gassifero.
D'altro canto Argentina, Bolivia, Venezuela hanno già istituito un gruppo simile all'OPEC, l'Organizzazione dei paesi dell'America latina produttori ed esportatori di gas, che si occupa della politica tariffaria, e dunque in un certo sono già in parte indipendenti e fautori di un mercato del gas che sia una controparte dell'America. Il ministro iraniano del Petrolio, Kazem Vaziri Hamaneh, ha sottolineato che la proposta del cartello del Gas è un'ottima idea, ma occorrono molti anni ancora di lavoro e di organizzazione. Quest'ultima dichiarazione sembra la più strana, considerando che un anno fa fu proprio l'Iran a portare avanti questa iniziativa, insieme alla possibile creazione di una borsa del petrolio iraniana basata sul petroeuro. Oggi l'Iran punta il tutto per tutto sul nucleare e sembra che stia mettendo da parte l'idea di una creazione di un cartello del gas che abbia nella Russia un'entità coordinatrice e centrale di tale organismo. Dopo la crisi del Golfo di questi ultimi giorni, continuano invece le richieste dell'Iran di conquistare il diritto di proliferazione del nucleare, che forse ha deciso di andare da solo, di organizzare in maniera indipendente e autonoma la propria politica energetica ed estera, e per far questo sembra che abbia stretto delle collaborazioni tendenti verso l'alleanza atlantica, più che a quella russa.
Il Qatar, a sua volta, dichiara la necessità di un rafforzamento della cooperazione ed il coordinamento tra i paesi esportatori, ma raccomanda anche maggiore cooperazione coi paesi consumatori per garantire la stabilità del mercato mondiale. Ma il nervo della guerra sul gas potrebbe essere giocarsi proprio su questo, perché il Qatar sta appoggiando l'espansione di due basi americane, e cerca di evitare ogni confronto con Washington che si oppone al tentativo di Mosca di rinforzare la sua influenza geopolitica. Il Qatar inoltre ambisce a diventare il primo esportatore mondiale di gas naturale liquefatto nonché azionista di EADS, e si sta impegnando ad assumere una posizione di tutto rilievo all'interno del forum.
Si fanno sempre più vivi i dubbi degli esperti che rassicurano i paesi occidentali affermando che l'influenza dell'OPEC del gas sarà comunque meno importante di quella dell'OPEC, innanzitutto perché non esiste il mercato globale del gas, che necessita di essere trasportato principalmente mediante gasdotti, salvo l'introduzione del GNL che consentirà una maggiore liberalizzazione. Inoltre i produttori ed i consumatori dipendono molto uni dagli altri ed il gas estratto è acquistato abitualmente in base a dei contratti a lunga scadenza, ad un prezzo che dipende non dall'offerta e dalla domanda di gas ma dal prezzo del petrolio fissato dalla borsa.
Tuttavia, l'OPEC del gas non deve funzionare obbligatoriamente come quella del petrolio, perché i paesi esportatori di gas possono mettersi d'accordo non solo sulla riduzione o l'incremento dell'estrazione, alzando o abbassando così i prezzi, ma anche differenziando i mercati di sbocco o concertando un prezzo più elevato al momento della scadenza dei contratti, nonché facendo leva sul controllo del trasposto e della distribuzione. È in queste ultime fasi che si decide la vera monopolizzazione del mercato del gas, perché il trasporto è la variabile principale: una volta che si riesce a controllare queste due fasi della vendita del gas, nessun patto o contratto potrà vincere il potere del monopolista. La creazione del mercato globale, e dunque di una borsa del gas arriva in momento successivo, quando l'acquisto del gas in un modo o in un altro converge verso pochi paesi, che imporranno a questo punto la moneta di scambio.

Queste considerazioni preliminari possono meglio spiegare la politica che sta portando avanti la Russia, che non si è mai sbilanciata molto sulla possibilità di creare una opec del gas e si è impegnata molto sul fronte della creazione degli accordi bilaterali. Molto probabilmente la Russia si prepara ad assumere una posizione di leader tra i paesi esportatori perché, in un modo o in un altro, tutti hanno bisogno della sua intermediazione tra i grandi mercati consumatori e quelli dei produttori dell'Asia Centrale più isolati. Poi, tenuto conto del mancato incremento dell'estrazione a Gazprom e dell'aumento della consumazione dentro al paese, è meno importante allearsi ai produttori che essere in buoni rapporti coi consumatori. Per assicurarsi delle possibilità di esportazione, la Russia deve investire nell'estrazione e la produzione di gas liquefatto, e di conseguenza, non può accedere ai paesi consumatori che sono i principali investitori nel settore energetico mondiale.
È significativo infatti che la delegazione russa presente al Doha sia, quest'anno, per la prima volta imponente: sia Viktor Khristenko, Ministro russo dell'Energia, che il presidente del CdA di Gazprom erano presenti al Doha. Inoltre in attesa della prossima riunione che si terrà a Mosca, sarà sempre la Gazprom a dirigere un comitato di studio della fattibilità del processo di creazione del cartello, che dovrà così definire i metodi di fissazione dei prezzi ed elaborare un piano globale per gestire l'intera struttura del mercato del gas.

Mentre dunque si cerca di placare i timori dei mercati europei che temono una ritrattazione dei termini dei contratti di fornitura e dei patti bilaterali, la possibilità di creare un cartello del gas sembra essere ancora molto lontana a causa del profondo disaccordo tra i paesi leader nella produzione di gas. Molti di essi riescono ad essere completamente autosufficienti, come la Russia e il Qatar, che dispongono di un potere contrattuale insito nel loro potere politico, mentre altri cercano la propria indipendenza mediante percorsi alternativi, come l'Iran.
La diversità delle esigenze e della stessa situazione politica in cui sono coinvolti rende la ricerca di una soluzione comune molto difficile, considerando anche l'invisibile opera dell'America che, infiltrandosi nei diversi Paesi, sta provocando spaccature e conflitti che giocano a suo favore.

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06 aprile 2007

Le sceneggiate dell'Inghilterra che offendono la memoria degli Italiani


Il governo britannico ha chiesto "spiegazioni" alla polizia italiana sul comportamento tenuto l'altra sera dagli agenti in servizio allo stadio Olimpico durante la partita Roma-Manchester, al termine della quale tredici tifosi inglesi sono stati ricoverati in ospedale. Ha promesso così di riesaminare attentamente i filmati e i rapporti, nel tentativo di trovare un valido riscontro con le testimoniante degli agenti delle ambasciate che erano sul posto. Pretendono dunque maggiori informazioni, ed esigono spiegazioni sul perché i poliziotti italiani abbiano ingiustamente caricato dei tifosi inglesi, giudicando le immagini estremamente violente e preoccupanti perché la reazione della polizia è stata giudicata sproporzionata.

Nonostante il magistrato italiano continui ad affermare che la polizia italiana ha agito con responsabilità e con giudizio, le autorità inglesi fanno pressioni addirittura su Blair e alzano un polverone di polemiche sulla repressione della violenza ma non sulla violenza stessa.
È una miopia questa troppo grave considerando i precedenti dei tifosi inglesi che spinti da alcool e ferocia, fanno del tifo una valvola di sfogo per le loro più atroci insoddisfazioni.
Non potremo mai dimenticare cosa è accaduto il 29 maggio di venti anni fa allo stadio Heysel di Brussel, quando morirono calpestati da 39 persone. Allora per la città giravano sin dal primo pomeriggio gruppi di inglesi già ubriachi, che poi sono entrati nello stadio con le loro bottiglie di liquore nonostante le perquisizioni dei poliziotti, che hanno chiuso un occhio. Appena poi hanno visto che la folla inferocita cominciava a spintonare, a forzare le zone di tifoseria per prendere un posto, i poliziotti sono scappati e hanno abbandonato gli spalti. Centinaia di italiani che volevano assistere ad una partita, per sentirsi ancora vicini all'Italia nonostante fossero emigranti, si sono visti travolgere da un'onda di barbari, di bestie, e dalla paura hanno cominciato a scappare. Abbiamo visto per televisione persone cadere da quelle mura fatiscenti come stracci, nell'impotenza delle forze di polizia che si sono limitati a raccogliere i cadaveri. La partita è stata continuata perché si dovevano controllare i media e la folla, il pubblico, che aveva pagato un biglietto e bisognava continuare lo spettacolo, perché la polizia doveva incanalare quella massa di belve inferocite da una parte dello stadio per evitare gli scontri.

Che possiamo dire, non ci sono parole per quest'orda di gente, di gentlemen che hanno massacrato delle persone, mentre la polizia inerme non ha fatto nulla, anzi è scappata per la paura del linciaggio. Le indagini che ne sono seguite non ha reso la benché minima giustizia a questo grave crimine, e mai lo faranno, perché altrimenti occorrerebbe inquisire la questura belga, la Uefa, i club che organizzano le manifestazioni, le società private che gestiscono gli stadi e la sicurezza.
Cosa possiamo dire agli inglesi che si lamentano della repressione della polizia, che nella maggior parte dei casi si difende o cerca di sedare queste orde di barbari che si accaniscono per una partita di calcio. Basta che vedano cosa la follia dei tifosi inglesi è stata in grado di fare, cosa invece ha causato l'ignavia dei poliziotti, dei codardi che hanno lasciato che gli italiani venissero uccisi, senza pietà, perché la maggior parte di loro in fondo erano solo poveri emigranti. Farebbero bene a stare zitti gli inglesi, si devono solo vergognare perché sono da sempre dei ladri e dei criminali, e sono arrivati a dettare legge sul mondo solo perché hanno creato sempre queste conferenze di pace, perché se ci fossero dei tribunali veri l'Inghilterra sarebbe stata un'isola insignificante con embarghi e guardata a vista dall'Europa.

Si rivelano come sempre per la loro vera natura, quella del provocatore e del manipolatore, che vuole ingannare e derubare il prossimo per sopravvivere. La storia è piena di episodi assurdi e di imbrogli, ma state sicuri che dietro ogni imbroglio c'è un inglese che passa la sua intera vita a studiare il modo di rubare l'altro, giocando sempre d'anticipo. Lo schema è lo stesso da sempre, ma questa volta non funzionerà, perché ad esempio l'Iran ha tenuto il suo stesso gioco abboccando alla trappola per poi uscirsene con una liberazione da telenovela, godendosi una gloria che non gli appartiene. È in atto dunque un nuovo gioco per aizzare polemiche o solo per distrarre l'attenzione delle persone dalle imminenti decisioni sui Balcani o sul Golfo che sono in discussione all'Onu.
Occorre però coinvolgere le masse, e qual miglior modo se non quello di prendere come soggetto il calcio che ha il più alto cher di ascolti: a questo punto non preoccupa neanche molto il destino dei tifosi feriti ma inquieta l'opinione pubblica sulla questione dell'Iran o del Kosovo, che teme per le proprie bollette una guerra al rialzo dei prezzi.

05 aprile 2007

La telenovela dell'Iran e il Kosovo

Intervista a Michele Altamura

Un'analisi degli eventi del Golfo e del Kosovo nelle parole di Michele Altamura, fondatore della Etleboro Ong, nella Republika Srpska. Tiepidi accenni di cambiamento vengono calpestati e annientati dalla dilagante propaganda che fa della politica estera una vera sceneggiata.

D: Cosa pensa di ciò che è accaduto in Iran?
R: Quella messa in piedi dall'Iran è senz'altro una sceneggiata, gli iraniani sono maestri, ma è anche un fallimento per tutti, perché ognuno di noi è focalizzato sui quei 15 attori, che magari diventeranno eroi di guerra, avranno la loro promozione e qualcuno scriverà un libro, divenendo poi personaggio di una fiction. È tutto molto assurdo perché gli Inglesi hanno permesso l'arresto, per sollevare una situazione di pericolo e, a dispetto della Russia, avere rapporti diretti con Teheran. Gli Iraniani dal canto loro sono incoscienti e pagliacci abbastanza per reggere la scena, e decidere con un atto suicida di compromettere la sicurezza di un'intera nazione. Hanno fatto tutto questo per creare un effetto mediatico, ed è meglio lasciar stare l'Iran perchè è un paese suicida, la sua classe politica ormai è finita e si sta giocando il tutto per tutto, per prendere il tempo e fare la parte della vittima in seno alla lega araba, eleggendosi a paladino della giustizia. Alla fine però ha fatto una figuraccia perchè ha scelto di trattare con gli inglesi.

D: Come interpretare dunque questo rilascio così immediato?
R: Ciò che c'è di nuovo è che i rapporti tra America e Inghilterra sono cambiati, la guerra non è qui o in Iran ma in certi consigli di amministrazione, e tutta questa demagogia è forse anche un modo per nascondere un fallimento. È possibile anche che l'Iran cada da solo, perché il mondo arabo non è d'accordo con nessuno, e se veramente l'occidente vuole fare la guerra al terrorismo allora deve andare a Dubaj. Solo che lì rischierebbero di compromettere loro stessi, e svelare tutti i loro piccoli segreti. Quando però l'Inghilterra si abbassa,a rilasciare un diplomatico sequestrato in Iraq, significa che tutta la loro politica e il fatto che dicevano che non trattavano con i terroristi è finita. Io credo che ora gli inglesi si siano messi d'accordo la Russia, che prenderà un ruolo di referente all'interno del mondo arabo, cercando di raffreddare i rapporti con gli Stati Uniti, che sono davvero sull'orlo di una crisi.

D: Qual è il motivo di tutto questo?
R: Ormai tutti gli Stati tirano a campare e non dobbiamo più meravigliarci della propaganda e della disinformazione, o se gli avvenimenti vengono serpeggiati da false crisi e da allarmi ingiustificati: viviamo in un teatro, solo che noi paghiamo un biglietto molto salato, siamo solo spettatori, e anche pessimi perché non capiamo bene dove finisce la finzione e inizia la verità.

D: Cosa sta accadendo oggi nel Kosovo mentre tutti guardano alla guerra?
R: Sulla questione Kosovo non ci sono parole, credo che neanche loro sanno più cosa stanno facendo, perché la Serbia non accetterà mai un compromesso, e se il Kosovo avrà questa sottospecie di indipendenza controllata, sarà per dare ai kosovari di etnia Albanese un modo di perseguire la propria politica. Dall'altro canto il paese sarà sempre ingovernabile e tutto questo non ha più un senso, e neanche i kosovari credono più a nulla, anche se il Kosovo sarà indipendente non sarà certo libero. Da Sarajevo sono partiti per il Kosovo dei musulmani mentre centinaia di funzionari e di militari vengono trasferiti per andare ad amministrare e controllare una probabile situazione di caos e di incidenti tra le diverse etnie.

D: Come si muoverà la Russia ?
R: La Russia, ha un compito molto delicato, ma non dobbiamo dimenticare che è un grande paese, che sta giocando a scacchi, e deve scegliere tra i partner in affari e quelli in politica. L'unica cosa che posso dire è che sono andati via dall'Afganistan tanto tempo fa, poi noi ci siamo riandati con le armi della pace.

D: Che cosa conviene di più alla Russia: trattare con l'Occidente o costruirsi la sua zona di influenza?

R: Credo che oggi si stanno ristabilendo dei confini invisibili, che non sono più terre ma vengono chiamate zone di influenza e nel mondo ce ne sono circa 13. Oggi la Russia ha bisogno degli utenti europei, c'è una domanda e una offerta, vincerà il dio denaro, i soldi hanno aggiustato tutto e hanno accontentato sempre tutti.

D: Perchè il voto del Parlamento Europeo ha preceduto l'Onu?

R: Oggi si comincia a prendere in considerazione la UE come entità politica, anche se non ha neanche una costituzione, ed è strano che non sono state le Commissioni a votare visto che sono loro che decidono ogni direttiva, nonostante siano funzionari nominati e non eletti, non sappiamo chi elegge questi membri e non si sa neanche chi sono, e , come dicevo, è tutto folle. Vogliono evidentemente chiudere l'Onu, tanto è vero che non avete sentito nessun media parlare di queste cose, perché i media italiani sono i primi criminali, hanno sempre raccontato la loro personale verità, e lo continueranno a fare.

D: Perchè tanta disinformazione in Italia sulla questione dei Balcani ?

R: L'Italia non è mai chiara nella sua politica estera, forse non ne ha una ben precisa e particolare, noi siamo un popolo amato ma allo stesso tempo deriso, non siamo armati abbastanza per la politica che pretendiamo di affrontare, perché quelli che sono al potere oggi sono talmente vermi, che scapperebbero al primo colpo di granata. La disinformazione è fatta perchè dei croati gestiscono siti serbi, e le fonti di informazioni trasmettono in modo che sia tutto e il contrario di tutto, grazie al benestare di questa associazione internazionale.

D: Gli scandali e gli arresti in Italia sembrano avere una regia. Sono collegati a ciò che sta accadendo nel Balcani ?

R: Nei balcani stanno per arrivare milioni di euro e questi arresti non sono altro che un effetto collaterale, una precauzione. Hanno arrestato un gruppo di funzionari italiani alla Commissione Europea, non perché era dei terribili criminali, ma perché sono i fusibili, e perché allla gente piace fare questo lavoro di verme e traditore: è questa la nostra politica estera.

D:La bolletta energetica farà cambiare politica estera all'Italia?

R: Sono passati ormai 50 anni che sentiamo "il bene del paese", e io non so veramente più che cosa potrà ancora succedere, perché creando allarmismi e falsi crisi hanno tenuto la gente calma, ma è una situazione di instabilità che non si sana facilmente. In Francia come in Italia, per un biglietto non pagato si è creata una rissa a catena all'interno della stazione. Il malessere quotidiano è dilagante.

D: Che cosa avverte in questo clima la Etleboro dal cuore di una comunità serba in Bosnia che vuole anche lei l'indipendenza ?

R: La Etleboro è una piccola Ong che ha costruito con cura la sua tela in un paese, che è il simbolo dell'ingiustizia, e nessuno forse in Italia potrà capire cosa prova questo popolo umiliato. La nostra organizzazione ha sempre appoggiato la politica dell'indipendenza, e ci siamo dichiarati apertamente, contro questi processi ingiusti, contro questa falsità. Un giorno arriverà il conto e qualcuno lo dovrà pagare. Io non sono straniero a Banja luka.

D:Se le truppe della Nato torneranno a tuonare, si cadrà di nuovo in un circolo vizioso di corruzione e saccheggio?

R: Non credo, perchè qualcosa sta cambiando, i vecchi schemi non funzionano più, ogni giorno gli eventi cambiano, la virtualizzazione dei pc stanno trasformando la nostra economia. Non avremmo neanche il tempo di sparare perché paesi non sufficientemente informatizzati e tutelati potranno cadere inabissarsi da soli, sprofondare con tutta la loro ricchezza, senza sparare un colpo. Ma il popolo vuole spettacolo,demagogie, storie per cui episodi di giochi di guerra sono necessari.

D: Cosa sta facendo Etleboro per la Rep Srpska e cosa può fare anche per l'Italia?

R: Etleboro cerca di salvaguardare le imprese, usando la testa e non i piedi, leggiamo i documenti più importanti pubblicati dal FMI, per tutelarci e per anticipare i tempi, cercando di spiegare che un'economia non informatizzata non ha futuro. In queste ore della notte sono vicino al popolo dei serbi del Kosovo con cui ci teniamo in contatto 24/24 cercando di far capire loro che non sono dimenticati, perché qui la gente muore di fame, perché è abbandonata, ed ecco perchè ci stiamo mobilitando per cercare di inviare vivere, mezzi, strumenti per non abbandonare chi ci ha aiutato in passato.Noi non possiamo combattere ,e fare discorsi da pensatori, perché le aziende sono il cuore della nostra società, e se sono costrette a emigrare, è perchè muoiono. In Italia abbiamo molti associati,molti giovani e giovani imprenditori,molti dei quali ormai vengono ad incontrarci . Non possiamo e non dobbiamo chiudere gli occhi, ecco perché le chiacchiere non ci servono, ma stiamo costruendo,e ci stiamo battendo in tutti forum, perchè noi crediamo nelle nostre idee, che sono il sacrificio di gente che dopo anni ha sacrificato la sua vita. Ben presto lanceremo il nuovo progetto della Etleboro che, dopo la prima fase di sperimentazione può essere ampiamente sviluppata.


D: Vuole aggiungere qualcosa?

R: Quando qualcuno vuole fare qualcosa tende la mano viene sporcato e infangato, mentre per proteggere una moltitudine di interessi e la costellazione delle lobby occorrono delle mani infangate.

04 aprile 2007

Una strategia per chiudere la Russia


L'Adzerbaijan stringe con l'Europa un accordo di fornitura di gas, sfidando ancora una volta la Russia dopo gli attriti che si sono creati per il transito del petrolio russo proveniente dal Caucaso. Si viene così a creare una valida opportunità per l'Europa per diversificare i fornitori e sganciarsi dalla dipendenza energetica con la Russia, mentre l'Asia centrale acquista maggiore centralità sulla scena geopolitica in virtù delle vaste risorse che dispone in un periodo di elevate tensioni sul mercato petrolifero.
L'Adzerbaigian, prevede di cominciare a vendere del gas all'Europa attraverso il gasdotto Bakou-Tbilissi-Erzerum, in un'ottica di collaborazione con il Kazakistan e la Polonia, anch'essa alla ricerca di una via alternativa di rifornimento in vista della prossima inaugurazione del gasdotto Baltico che potrebbe consacrare una solida e preoccupante dipendenza dalla Russia. Lo stato del Caucaso aumenta le sue consegne di gas anche alla Georgia per ridurre le sue importazioni di idrocarburi russi: Bakou consolida così un'alleanza sotto la guida dell'occidente per il controllo dei corridoi, degli oleodotti e dei gasdotti che partono da Bakou e giungono sino in Turchia attraversando la Georgia per essere instradate verso l'Europa. A prova di ciò, basti considerare il piano energetico italiano, che sta cominciando ad allestire una Borsa del gas che avrà nel progetto ‘Igi’ verso la Grecia-Adzerbaijan, e nel ‘Golsi’ con l’Algeria via Sardegna delle importantissime fonti, oltre a quelle principali tubi che vengono sia dal Mediterraneo sia dalla Russia. Estraendo petrolio dal Mar Caspio, l'oleodotto BTC (Bakou-Tbilissi-Ceyhan) aggira la Russia e permette di consegnare il suo brut in Turchia, ed è destinato a divenire un canale privilegiato per gli idrocarburi ora che i rapporti con Gazprom sono stati interrotti, e in previsione della costruzione di un gasdotto sottomarino del Mar Caspio che trasporterebbe le gigantesche riserve di gas del Turkmenistan e dell'Uzbekistan. In questo modo parte del petrolio dell'Asia Centrale finirebbe sotto il controllo Americano, considerando la sua presenza in Afganistan e Iraq, sferrando una politica strategica concorrenziale alla Russia molto spietata perché si spinge sempre di più vicino ai confini territoriali russi.
Questo aspetto non è da sottovalutare, soprattutto considerando la crisi che è in atto nel Golfo, in quanto l'Adzerbaijan rappresenta un paese geograficamente vicino all'Iran ma politicamente avverso. Le relazioni tra Bakou e Tehran sono sempre più difficili e delicati, a causa di disaccordi sui giacimenti petroliferi della Caspio e dell'esistenza di una minoranza Adzerbaijana in Iran.
Inoltre, il gasdotto Iran-Armenia è oggi controllato dalla Russia, e infatti in virtù di un accordo concluso tra Armenia e la Russia Gazprom otterrà il controllo delle risorse armeno-iraniano che permetteranno di rinforzare le consegne di gas iraniani verso la Georgia.
Il rafforzamento delle relazioni tra le Armenia e l'Iran consentirà di chiudere un canale di trasporto e di estrazione di gas sotto il controllo della Russia, che potrà poi instradarlo attraverso la Grecia e i Balcani per portarlo in Europa.

Le manovre degli Stati Uniti e dell'Europa per appropriarsi del controllo del petrolio dell'Asia Centrale sono molto efficaci, e vanno interpretate anche in considerazione della crisi che sta coinvolgendo l'Inghilterra e l'Iran, nonché della questione dell'indipendenza del Kosovo. Evidentemente l'Europa si sta costruendo una rete di fornitura alternativa ricorrendo alle risorse dell'alleanza atlantica, in cambio della quale ha preso una ferma e decisa posizione sulla responsabilità dell'Iran, senza mai perdere le relazioni commerciali a livello societario con i russi. Non dimentichiamo che il consorzio EADS, a cui partecipa l'Alitalia, ha deciso di accogliere maggiori capitali russi per poter espandere anche verso la Russia la ricerca e la produzione aerospaziale.
L'offerta del gas dell'Adzerbaijan sul mercato europeo, l'intenzione di instradare il petrolio del Turkemenistan e dell'Uzbekistan attraverso il BTC e dunque attraverso la Turchia e poi il Kosovo, e infine le minacce militari all'Iran rispondono tutti al medesimo obiettivo di accerchiare la Russia e di costringerla sempre di più ad arretrare all'interno dei suoi confini. È così in atto una strategia per chiudere la Russia, per limitare i suoi mercati di sbocco e anche le sue collaborazioni, in modo da sabotare così il progetto dell'Opec del gas e della Borsa del petrolio di Sanpietroburgo.

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03 aprile 2007

Liberalizzazione dei pagamenti e nuova usura


Varata dai ministri dell'Ecofin la direttiva per la liberalizzazione dei pagamenti all'interno dello spazio europeo, che elimina limiti e restrizioni sia in base alla nazionalità di residenza dell'istituto di credito, sia in base alla tipologia degli enti che sono abilitati a prestare un servizio per le transazioni.
Viene ribadita la priorità assoluta della legge economica della concorrenza e della riduzione dei costi per i consumatori, dando così il via alla creazione di joint venture e collaborazioni tra gestori di telefonia, istituti di credito e società di distribuzione commerciale.
Tale direttiva rappresenta dunque la liberalizzazione tanto attesa che giunge dopo gli scandali che hanno coinvolto le agenzie di transfer money, le società di telefonia, le scalate ostili dei piccoli istituti di credito, ed è l'obiettivo di traguardo delle lenzuolate che tendono ad incentivare l'utilizzo della moneta elettronica e bancaria, piuttosto che il contante. Il decreto anti-riciclaggio rende il contante uno strumento pericoloso per il pagamento delle transazioni, perché considera sospetto qualsiasi trasferimento o accumulazione di contante che fuoriesce dal circuito bancario e dunque dai controlli prudenziali degli istituti di credito. Gli stessi limiti all'emissione di assegni trasferibili, e le nuove liberalizzazioni, impongono la moneta elettronica per i pagamenti delle principali istituzioni e società che offrono un servizio pubblico, nonché la costituzione di conti correnti bancari per la gestione dei pagamenti dei liberi professionisti, che devono tracciare i compensi e controllare sull'attività finanziarie delle imprese assistite.
La decisione di aprire il settore dei pagamenti agli enti non bancari è stata presa dall'Ecofin in virtù di un compromesso che fissa dei requisiti prudenziali per gli enti non bancari e apre un'opportunità di mercato a società che offrono servizi di trasferimento di denaro, ma non di credito in senso stretto, fino a coinvolgere qualsiasi soggetto a cui confluisce in qualche modo la moneta. Western Union, società che gestiscono e-money, supermercati, provider e società di telecomunicazioni, che soddisferanno adeguati requisiti patrimoniali e di stabilità finanziaria, potranno effettuare trasferimenti di denaro considerando che non sarà più necessario effettuare il pagamento mediante l'istituto di credito che si trova nella stessa nazione di residenza. Da questo punto di vista la direttiva rappresenta il primo passo per la costituzione di uno spazio unico dei pagamenti che consentirà di effettuare un pagamento con carte di credito, di debito, bonifici da un unico conto corrente, senza pagare costi aggiuntivi, in tutta Europa, sotto la vigilanza di un unico ente centralizzato. Gli enti non bancari non potranno raccogliere depositi dagli utenti, ma potranno accettare fondi per la prestazione di servizi di pagamento: questi costituiranno le riserve che consentiranno a queste società di concedere dei prestiti legati sempre al pagamento, ossia al consumo.
In tale ottica prendono certamente forma le collaborazioni che si sono venute a creare e che sembrano essere dettate da esigenze commerciali: le Coop hanno stretto un importante accordo con la Tim, così come Poste sta intavolando una trattativa con Vodafone per divenire un gestore di telefonia, e Carrefour che ha costruito sempre con Vodafone una collaborazione per virtualizzare la distribuzione commerciale. Le Poste, in particolare, puntano ai micropagamenti, per creare la prima banca sul cellulare per gestire in mobilità il proprio conto corrente, mentre Coop, Auchan, Conad e Carrefour stanno studiando un sistema per effettuare la spesa tramite il cellulare, operazioni di fidelizzazione congiunta, promozioni e premi. Considerando infatti l'imminente introduzione di chip RFID all'interno delle etichette dei prodotto di consumo, le società di telefonia, le banche e le stesse multinazionali potranno conoscere gli acquisti e le abitudini delle persone, reperendo una base di dati sugli stili di vita e le modalità di consumi che potranno porre un controllo assoluto sui bisogni della società. La funzione del codice a barre, viene ulteriormente affinato in quanto il chip potrà contenere un maggior numero di informazioni, sia per le modalità di consumo del prodotto, che per quelle del pagamento: tutto questo nelle mani dei colossi dell'economia disumanizzata e globalizzata.

L'obiettivo sarà quello di creare delle reti integrate al cui interno società di telecomunicazione, banche e supermercati, andranno a costituire il circuito su cui circolerà la moneta che sarà così totalmente elettronica, e si impossesserà del credito al consumo e degli scambi di moneta di piccolo taglio.Con l'introduzione di questo sistema così vicino alle esigenze quotidiane, enormi quantità di contante verranno ritirate, per essere sostituite con la flessibile e sempre disponibile moneta elettronica. Se per le associazioni di consumatori questa rappresenta una vittoria, si rivela in realtà essere una grande truffa, in quanto non si va a diminuire la rendita bancaria, ma ad ampliare fino all'esasperazione la dipendenza rispetto alla moneta elettronica a debito. La gente sarà drogata dalla libera possibilità di avere in pochi minuti una carta di credito, un finanziamento, un conto corrente, e non si accorgerà che si è indebitato, con una duplice usura, per poter fare la spesa, per poter mangiare.
Nessun bene di consumo, né alcuna prestazione, verrù pagato più con denaro ma solo tramite gli strumenti di pagamento che il supermercato studierà per i propri "utenti", in quanto l'utilizzo del denaro contante sarà quanto meno impossibile.
Immaginare che liberalizzare il settore dei pagamenti significa cancellare l'usura bancaria, significa commettere un grave errore, perché sopraggiungerà l'ulteriore usura della disumanizzazione dell'economia. I nostri referenti saranno società di telecomunicazione o di e-money che utilizzano delle procedure burocratiche contorte e non conoscibili dalle persone, perché non hanno un codice di procedura amministrativa, e ciò permette loro di far ricorso a stratagemmi che aliena le persone e scoraggiano la protesta per gli errori subiti.

Ricordiamo infine, che mentre la Commissione Europea emana una direttiva per la liberalizzazione dei pagamenti, l'Istituto delle Poste Francesi decide di destinare parte dei fondi alle esigenze di sussistenza e di prima necessità delle persone che si trovino in situazioni molto precarie e disperate. È questa la risposta obbligata del governo dinanzi ad una situazione economica in cui i più deboli, ai margini della società, muoiono di fame, in cui le persone accumulano 10 carte di credito e tentano il suicidio perché non hanno come pagare.
La società dei debitori è quello che si prepara per noi, all'indomani della liberalizzazione e dell'introduzione di una moneta elettronica usuraia, quando invece la moneta in realtà non esiste, è solo un bit all'interno di un computer che si trova in qualche paradiso fiscale, lontano dal nostro mondo. Si può creare e si può distruggere con un software, ed è questo il segreto, o il trucco se volete, che sta dietro la liberalizzazione dei pagamenti

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02 aprile 2007

Il pericolo di attacco all'Iran mentre si nasconde il Kosovo


Se l'Onu non ha potuto esprimere il proprio consenso di fronte alla problematica della interpellanza di quindici marinai britannici arrestati dall'Iran, la Unione Europea si è espressa in maniera chiara e diretta sull'obbligo in capo all'Iran di liberare i marines. I 27 ministri degli affari esteri riuniti a Brema, hanno rilasciato la loro dichiarazione di solidarietà alla Gran Bretagna stimando così che i soldati britannici erano stati arrestati nelle acque irachene, e non iraniane come afferma Tehran. Ecco un'ulteriore decisione della Unione Europea che anticipa in qualche modo in verdetto dell'Onu, pronunciandosi proprio come un'entità politica nonostante non possa avere questa qualificazione, poiché alcuni degli Stati componenti l'Unione ha bocciato il progetto di Costituzione Europea.

Il governo iraniano "protesta perciò, fermamente contro questo atto illegale", sottolineando la "responsabilità del governo britannico nelle conseguenze delle tali violazioni". Molto probabilmente l'arresto dei soldati britannici è stato in un certo senso provocato, per indurre in una trappola Teheran che, vedendo dei Marines Britannici violare le acque territoriali, non avrebbero certo aspettato un'infiltrazione dell'esterno e per tale motivo avrebbe subito arrestato i soldati, non avendo altra scelta. I Marines si saranno probabilmente spinti troppo in una zona altamente controllata da satelliti e radar, per provocare la reazione di Teheran e costringerli ad arrestare.
l rapimento dei soldati britannici si è trasformato così in un fenomeno mediatico alimentato da una parte, dallo stesso regime iraniano che cerca di spuntare le migliori condizioni presso l'Onu, e dall'altra dai media occidentali che si scandalizzano al punto da minacciare un intervento armato se non vi sarà l'immediato e incondizionato rilascio.
Per gli interessi che concentra nel suo territorio, e rispetto anche agli Stati del Medioriente, l'Iran non può cadere sotto il controllo dell'America, deve conservare una sua indipendenza per non nuocere anche lo stesso equilibrio mondiale. Per la Russia, l'Iran rappresenta una fonte di potere più che di risorse, in quanto rientra pur sempre nei suoi progetti per costruire la Borsa del petrolio e la Banca che ha nel gas il suo principale controvalore.
Per tale motivo la Russia non resterà ferma a guardare mentre all'interno del golfo avanzano i sottomarini e le navi guerra britannici, mentre gli Americani dispongono a poche miglia della costa iraniana un arsenale da combattimento che può sostenere una guerra di mesi.
Le operazioni e i movimenti degli eserciti adesso in corso permettono di preparare un intervento militare dal limitato impiego di forze ma in grado di distruggere uno Stato e compromettere le infrastrutture in maniera irreparabile, per poi finire di stremare la popolazione con l'embargo bancario che non permette di vendere sul mercato le proprie risorse per ottenere altre risorse in cambio. Ci aspettiamo di assistere, in caso di attacco, ad una guerra molto simile a quella del Libano, che ha distrutto il Paese ma non ha invaso come l'Iraq, non ha chiesto l'intervento di eserciti, ma ha garantito l'indebolimento del popolo Libanese che ha dovuto accettare, non avendo altra alternativa, l'offerta di ricostruzione della Comunità Internazionale.
Allora, infatti, sono state colpite le infrastrutture, i porti e le strutture per lo stoccaggio del petrolio, senza che un esercito di carrarmati abbia solcato le strade del Libano.
L'America non può entrare nell'Iran, non ha le forze militari sufficienti a battere un territorio vasto e ostico come quello Iraniano, ma può colpirlo nei suoi punti più vitali per stremarlo, più di quanto non lo sia già.
Esiste già un pericolo per l'Iran, come denunciato apertamente del governo di Teheran che ha accusato l'AEIA di aver permesso ripetutamente la fuga di informazioni riservate sugli impianti del nucleare, mettendo così in pericolo la sicurezza del paese. L'Iran per questo teme un attacco da parte di Israele o dell'America, e respinge le pressioni dell'Onu di aprire ulteriormente gli stabilimenti agli ispettori e alle telecamere volte al monitoraggio costante delle attività di arricchimento dell'uranio nelle ubicazioni sotterranee di Natanz. Si tratta di impianti ancora non messi in funzione, tuttavia le ispezioni fotografiche sono considerate cruciali per gli esperti dell'AEIA, ma per Teheran sono viste come un vero abuso perché rappresenterebbe un vero attentato alla sicurezza nazionale.
La Russia stessa, che ha fornito la tecnologia necessaria, non prenderebbe con grande favore questa decisione, nonostante prenderebbe le dovute precauzioni per evitare la fuga di informazioni che costituiscono segreti militari o di sicurezza nazionale. Al momento fonti ufficiali russe affermano che sono in corso nel Mare del Giappone delle manovre della flotta navale russa , che ha incrociatori di missili subacquei e strategici, con reattori nucleari e sottomarini, portaerei per l'attacco dei litorali, portaerei dotate di una flotta di aerei, che può far riferimento a truppe di terra. In particolare, sono in corso delle esercitazioni per la ricerca e la distruzione di sottomarini.
Tuttavia, le manovre della flotta navale, non sembra l'unica contromisura adottata dalla Russia, perché il Consiglio della Federazione (la più alta camera del parlamento russo), ha proposto di elevare la carica presidenziale a 5 o 7 anni, e di consentire di ammettere la possibilità di cumulare tre volte le elezioni del Capo di Stato. di portare il vaglia presidenziale in Russia a cinque-sette anni e di prevedere la possibilità di cumulare tre vaglia di capo dello stato.
Una riforma costituzionale questa in tutto e per tutto ad hoc per consentire a Putin la reggenza per ulteriori sette anni, forse per dargli modo di completare il suo piano che vuole restituire alla Russia il ruolo di forza sullo scenario mondiale, come punto di riferimento di una vasta zona di influenza.

La tensione che si sta creando in Iran certo non potrà che avere ulteriori conseguenze sul resto del mondo, perché per sanare delle profonde ferite occorrerà creare un contraccolpo che vada a distrarre l'attenzione sul Medioriente, o vada a creare la vera motivazione necessaria per dichiarare guerra. Il rapimento di 15 soldati non può giustificare una guerra, mentre un attentato, semmai in Paesi europei che possiedono il nucleare, fornirebbe l'alibi ideale per l'America di attaccare l'Iran. Un ulteriore spiraglio per poter risolvere una situazione di stallo è lo scoppio della crisi in Kosovo, che è stata da tempo svegliata ed alimentata dalla decisione del Parlamento europeo, e che si presta ad essere teatro di scontri solo per creare caos e confusione nelle persone per consentire un controllo al meglio delle pipelines e dei gasdotti che sboccano sul Mediterraneo. Infatti, mentre il Kosovo rivendica sempre più la propria indipendenza la Egl ha annunciato il completamento dell’ingegneria di base per il gasdotto transadriatico (Tap), per collegare l’Italia con l’Albania e la Grecia, dove da luglio inizierà a arrivare gas avzero attraverso la Turchia. Per tale motivo hanno posto un grande e diffuso silenzio sulla crisi del Kosovo, nell'attesa che accada un grande evento per rendere l'intervento militare necessario, prima che scadano i giorni di mandato di Blair.
Mancano poco più di 40 giorni prima della scadenza del mandato di Blair, e quindi Londra preme alla risoluzione di questo problema.

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