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All'indomani dell'ingresso di San Marino all'interno del Gruppo Ocse e del Consiglio Europeo, San Marino ha promulgato una serie di leggi e provvedimenti che hanno come scopo fondamentale quello di garantire una maggiore trasparenza delle operazioni finanziarie e maggiore sicurezza nella circolazione dei capitali . "Siamo intervenuti sul sistema finanziario e bancario in linea con le direttive internazionali al fine di conferire al sistema paese San Marino delle regole stabili ma soprattutto confrontabili e concorrenziali rispetto agli altri Paesi Europei - dichiara Pier Marino Mularoni membro del Consiglio Grande e Generale , ex Segretario delle Finanze di San Marino. 'Interventi' che si toccano con mano a San Marino: nel gennaio 2006 è stata Commissariata la storica Banca del Titano, nei primi mesi 2007 è iniziata una serie di 'decapitazioni' ai vertici, tra le quali la revoca della nomina del Signor Alvaro Cajarelli quale Console della Repubblica di San Marino ad Andorra da parte della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri di San Marino, il 25 aprile 2007 alla finanziaria Fin Gestione S.A. è stata revocata l'autorizzazione all'esercizio delle attività e messa in liquidazione coatta amministrativa (a Fin Gestione si riferiscono le foto pubblicate in questo servizio, la prima ritrae la porta dell'ingresso con il cartello che dichiara la chiusura coatta, la seconda la targa della società sul pannello dei campanelli dell'ingresso del centro uffici dove aveva sede la finanziaria).
"Il primo passo è stato quello di creare una Banca Centrale che funge da ente di vigilanza nonché che amministri le autorizzazioni delle finanziarie nella loro operatività" prosegue Pier Marino Mularoni. "Tale legge nasce dall'esigenza di fornire uno strumento di riferimento al nostro sistema finanziario e bancario all'estero, che faccia dunque da controparte e garantisca la reciprocità degli Istituti di credito e delle finanziarie all'estero".
Accanto a questo è stata inoltre approvata una normativa che spiana la strada all'introduzione di fondi hedge e di fondi comuni che potrebbero competere con quelli venduti in Irlanda e Lussemburgo: le Sgr verrebbero tassate al 12%, come avviene attualmente in Irlanda e Lussemburgo mentre, secondo i fiscalisti, le plusvalenze sarebbero esenti da imposte. "San Marino avrà così la possibilità di lanciare e rilanciare sui mercati esteri titoli di fondo di investimento e assicurativi" continua Pier Marino Mularoni " in perfetto regime di trasparenza e correttezza nei confronti dei mercati. Questo rappresenta un elemento di fondamentale importanza in quanto permette alla nostra Repubblica di entrare nei circuiti europei, sdoganando anche la sua immagine di piccolo paradiso fiscale. Tengo infatti a precisare che San Marino non è un paradiso fiscale, e a oggi recepito le principali normative di riferimento di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo internazionale, in linea con le direttive OCSE e del GAFI".
San Marino si presenta sulla scena internazionale con una Banca Centrale con cui tessere una serie di accordi e di discorsi bilaterali con i governi e le Banche Centrali degli altri paesi di Unione europei che gli permetteranno di vendere all'estero i propri prodotti finanziari e far sì che le sue 12 banche possano internazionalizzarsi, garantendo trasparenza e riservatezza. Infatti San Marino continuerà a preservare l'istituzione del segreto bancario considerato inamovibile perché rappresenta un fattore di attrattività degli investimenti dall'estero. "Il nostro sistema bancario" afferma ancora Pier Marino Mularoni " fa ricorso al diritto di riservatezza delle transazioni poste in essere dai clienti, a fronte di una maggiore tassazione a titolo di ritenuta di imposta. Tale servizio, che non è propriamente il segreto bancario, viene offerto dalle nostre banche a stregua di quelle di Monaco, della Svizzera e del Lictestein sancito dalla Direttiva europea del Risparmio e della tassazione delle rendite finanziarie estere".
Il sistema bancario di San Marino ha dunque rimodernato il suo assetto legislativo, rispondendo con decisione agli scandali finanziari di un passato recente che gli hanno conferito la nomea di paradiso bancario e centrale di transazioni finite nei fascicoli di Procure e Commissioni Parlamentari incaricate di fare luce sugli scandali internazionali, quali ad esempio l'affare Telekom-Serbia -dove, un giro di denaro, partendo da una banca londinese, per ordine dello Ior (Istituto Opere di Religione -Banca Vaticana), approdava in un Istituto di Credito di San Marino, coinvolgendo anche ex Capi di Stato italiani.
Tale risultato è giunto dopo che alcuni scandali hanno turbato la 'Serenissima' Repubblica di San Marino, come ricorda lo stesso ex Procuratore Nazionale antimafia, Pierluigi Vigna alla Conferenza "San Marino: una Repubblica per la legalità", tenutasi lo scorso 14 giugno presto il Teatro del Titano a San Marino città. In quell'occasione, infatti, il Procuratore ha spiegato, in particolare, che "l'azione economica della mafia in territori tradizionalmente estranei alla malavita organizzata, come l'Italia centrale e San Marino, paventando così il rischio che le attività commerciali ed economiche sammarinesi vengano usate per il riciclaggio di denaro sporco derivante dalle mafie delle regioni limitrofe".
Al lavoro i 'pulitori' del sistema bancario e finanziario della Repubblica. Il commissariamento della Banca del Titano, iniziato nel gennaio del 2006, quando il nome della GeFin S.A., la finanziaria della Banca del Titano, era emerso in seguito ad una truffa ai danni dello Stato italiano scoperta dalla Guardia di Finanza di Cosenza, è ancora in atto, e per molti aspetti affatto chiaro. In seguito alle indagine degli Ispettori della Banca Centrale sammarinese nella finanziaria e nella banca erano state rilevate irregolarità ed anomalie, tale da indurre il Congresso di Stato a commissariare la banca e la finanziaria, nominando un'amministrazione straordinaria. I Commissari straordinari della Banca del Titano sono Maurizio De Marchis e Alessandro Marcheselli, mentre i componenti della Commissione di controllo sono Giovanni Licciardi, l'avvocato Renzo Bonelli e Massimo Francioni. "Non posso commentare al momento la liquidazione della Banca del Titano" risponde Maurizio de Marchis alla nostra richiesta di chiarimenti sul commissariamento.
Il compito dei Commissari è quello di fare luce sul perché si è arrivati ad un buco finanziario di decine di milioni di euro, derivanti, secondo le fonti ufficiali, dai crediti concessi ad imprenditori italiani che si sono poi rivelati inadempienti nella restituzione dei crediti. Rimossi i vertici dell'istituto, il Direttore Adriano Pace, e il Presidente del CDA Cassio Morselli.
Ad un anno di distanza dal commissariamento della Banca del Titano, un'altra finanziaria, collegata alla GeFin S.A., la Fin Gestioni S.A., il 25 aprile 2007 è stata privata dell'autorizzazione all'esercizio delle attività e messa in liquidazione coatta amministrativa, su proposta della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, "ai sensi degli articoli 85 e seguenti della Legge 165/2005". Posizione del tutto aperta quella di Fin Gestioni, che compare anche in una denuncia per truffa presentata nel Nord Italia in questi ultimi mesi e che vede coinvolti svariati soggetti italiani e stranieri, e tra i soggetti che hanno un ruolo nella denuncia compare anche uno dei 'decapitati' dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri. Mentre sulla Procura di Milano, fonti non confermate, parlano di una denuncia con indagini bloccate da quasi tre anni, che avrebbe tra i protagonisti proprio alcuni dei personaggi che nell'affare Telekom-Serbia di cui sopra risultano aver riversato ingenti quantità di denaro sulle banche sammarinesi, e tra i protegonisti minori del racconto lo stesso soggetto 'decapitato' dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri che entra nella denuncia presentata pochi mesi fa nel Nord Italia.
Ancora da chiarire il collegamento tra Banca del Titano o GeFin e Fin Gestioni, tuttavia sottolineato dal Direttore del portale di informazione sammarinese Libertas, Marino Cecchetti, il quale afferma che "esiste una sorta di collegamento tra queste due entità in quanto il Presidente della Fin Gestioni era lo stesso della Banca del Titano". In ogni caso "il ritiro dell'autorizzazione dell'esercizio di attività finanziarie alla Fin Gestione rientra in quell'attività posta in essere dalla Banca Centrale volta ad eliminare quelle zone grigie che possono compromettere la stabilità e la trasparenza delle attività finanziarie del mercato sammarinese" dichiara Saverio Mercadante di Sanmarino Web " Oggi San Marino sta cercando proprio di ristabilire un ordine legislativo, per sdoganare la sua immagine di mero centro finanziario, considerando che solo il 15% del PIL è riconducibile al settore finanziario, mentre per il 40% è da attribuire alla produzione industriale" .
"Da anni ormai vige una normativa anti-riciclaggio e di trasparenza che obbliga gli intermediari finanziari ad individuare quelli che sono le controparti di ogni singolo affare" dichiara il Direttore Generale della Banca di San Marino, Cesare Richeldi, manager di pluriennale esperienza nel gruppo delle Banche Popolari italiane " per cui ogni struttura bancaria o finanziaria è obbligata a fornire i dettagli relativi alle transazioni superiori ai 15.500€, considerate sospette, e a rispondere del proprio operatore agli organi di controllo che esistono al suo interno. Singoli episodi, come truffe poste in essere dalle finanziarie, sono da attribuire alla responsabilità penale o civile del singolo soggetto, che non ha rispettato delle regole stabilite apriori ben precise."
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Il problema sta infatti nelle modalità in cui la Peppermint è riuscita a reperire gli indirizzi IP, utilizzando un sistema di intercettazione vero e proprio in quanto l'utente non ha mai dato il suo consenso al trattamento dei suoi dati personali. L'uso della rete per accedere a informazioni esistenti nel computer di ciascun utente, è consentito solo per il periodo della trasmissione e solo se questi abbia comunque dato il suo assenso per la raccolta e il trattamento dei dati. Non esiste inoltre una perfetta correlazione tra l'indirizzo IP e l'identità della persona, né dà garanzie certe su chi abbia realmente condiviso i dati: fare questa operazione di inferenza dei dati è in ogni caso illecita e non corretta. Il problema tuttavia è un altro, perché se da una parte può sembrare che esiste una crociata delle società di difendere il diritto di autore in quanto "proprietà intellettiva", dall'altra si cerca di stabilizzare e espandere i propri profitti in futuro. Il peer-to-peer sta divenendo infatti un atto di pirateria, si sta trasformando in un sistema illecito dopo che è nato come un canale di divulgazione dei dati distributivo e orizzontale. Come ogni atto di pirateria che si rispetti, anche il peer-to-peer ha avuto la sua funzione economica in quanto ha consentito la diffusione di un sistema di scambio di informazioni immediato e alla portata di tutti, un canale privilegiato all'interno del quale immettere un'infinita quantità di dati. Tuttavia, dopo che i cybernauti sono stati drogati da questo sistema, ne vengono privati perché il peer-to-peer sarà trasformato in un canale a pagamento. L'evoluzione dei sistemi informatici sta cambiando anche l'economia stessa, e tra non molto tempo ogni tipo di attività economico-professionale verrà inserita in un circuito informatico. Diviene oggi necessario controllare e disciplinare il peer-to-peer, in quanto esso sarà il nuovo strumento per fare il business delle multinazionali, che potranno così possedere un ulteriore sistema di comunicazione. Tali intenzioni sono state rese in maniera più o meno esplicita dalla stessa Peppermint che afferma che l'obiettivo di tale retata informatica è di inviare un messaggio alla comunità del peer-to-peer, che dovrà da oggi in poi utilizzare la condivisione in maniera più consapevole nel rispetto dei diritti d'autore posseduti dalle società editoriali o di discografia. La regolamentazione della condivisione servirà dunque a riprendere possesso di questi canali di divulgazione dei dati, ma anche a controllare quel giro d'affari che si verrà a creare quando tutta l'attività di produzione intellettiva passerà attraverso la rete e non più attraverso le società editoriali. Queste in un futuro perderanno la loro funzione di canale di distribuzione delle opere, in quanto dei sistemi più immediati con costi molto competitivi diventeranno il mezzo per diffondere i propri elaborati direttamente, senza passare attraverso le grandi società. Tale scenario è ben chiaro anche a tutte le major informative che oggi investono soprattutto sulle tecnologie di comunicazione e di condivisione dei dati, in modo da poter così possedere in un futuro le autostrade su cui tutti dovremo andare per poter esercitare la nostra professione o far lavorare la nostra azienda.Etichette: cybercrimine, database, pirateria